Wines of South Africa (WoSA) annuncia CapeWine 2025, la più grande (e prestigiosa) fiera del vino dell’Emisfero Australe, in programma dal 10 al 12 settembre 2025 al Cape Town International Convention Centre (CTICC). CapeWine 2025 rappresenta l’evento di punta triennale del settore vinicolo sudafricano. Una vetrina internazionale che celebra la ricchezza e la diversità della produzione vinicola del Sudafrica, attirando professionisti del settore, media e appassionati da tutto il mondo.
Il tema scelto per CapeWine 2025, “Our Warmest Welcome“, incarna lo spirito caloroso e accogliente dell’industria vinicola sudafricana. Come spiega Wines of South Africa, l’evento non si concentra solo sulla qualità del vino, ma celebra anche le persone che lo producono. L’invito è rivolto a professionisti di tutto il mondo, offrendo «l’opportunità di connettersi, essere ispirati e condividere storie».
CRESCITA ESPONENZIALE PER CAPEWINE 2025
Nata nel 2000 con appena 100 espositori, CapeWine è cresciuta in modo esponenziale, arrivando a contare oltre 400 produttori di vino sudafricani nella sua decima edizione. Oltre al ricco programma fieristico, i partecipanti potranno vivere esperienze immersive uniche. Sono infatti previsti anche tour nelle diverse regioni vinicole del Sudafrica, alla scoperta di varietà rare e di talentuosi produttori vinicoli.
«Questa decima edizione del nostro evento di punta – commenta Siobhan Thompson, Ceo di Wines of South Africa – si preannuncia come una delle migliori di sempre. Venticinque anni dopo la prima CapeWine, l’evento è cresciuto esponenzialmente. riflettendo pienamente ciò che rappresenta l’industria vinicola sudafricana. Ovvero vini fenomenali, persone calorose, paesaggi spettacolari e una cultura ricca e vibrante. Non vedo l’ora di accogliere i professionisti del settore da tutto il mondo. Sarà un’esperienza davvero indimenticabile».
CapeWine 2025 mira ad ampliare il profilo globale del vino sudafricano, attirando rappresentanti del settore e media da oltre 60 paesi. L’evento si svolgerà ogni giorno dalle 10 alle 17, offrendo numerose opportunità per creare connessioni, degustare vini straordinari ed esplorare la cultura e i paesaggi unici delle Cape Winelands. Qui la lista degli espositori. Biglietti e registrazioni sul sito www.capewine2025.com.
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La vendemmia 2023 in Sudafrica sarà ricordata come una delle più scarse dell’ultimo decennio, ma solo in termini di quantità. Il calo dell’uva raccolta, dovuta soprattutto a una stagione più fresca della media, consentirà comunque di produrre vini di qualità eccellente. È quanto emerge dal rapporto annuale di Sawis e Vinpro, le due più importanti società del settore nel Paese africano. Nel dettaglio, il raccolto di uva da vino per il 2023 è stimato in 1.180.093 tonnellate. Si tratta di una quantità inferiore del 14,2% rispetto alla vendemmia 2022. Come già anticipato da winemag.it a marzo, a pesare sul calo finale è anche la crisi energetica registrata in Sudafrica nel corso della stagione di maturazione delle uve, a cavallo tra il 2022 e il 2023.
«Rispetto ad altre stagioni – sottolinea Conrad Schutte, responsabile dei servizi di consulenza di Vinpro – il raccolto del 2023 è molto simile alle precedenti stagioni più fresche, come il 2014, il 2015, il 2018, il 2019 e il 2021. In particolare, assomiglia alla combinazione di freddo e umidità del 2014 e del 2019. In termini di volume, il 2023 potrebbe essere una delle vendemmie più scarse degli ultimi 10 anni».
Lo snodo fondamentale della vendemmia 2023 in Sudafrica si è registrato a nella seconda settimana di dicembre. Le forti piogge hanno portato sollievo alle piante, sino ad allora alle prese con condizioni estreme di calore e aridità. Si è così alleggerita la pressione sulla programmazione dell’irrigazione, in un momento in cui i livelli delle falde acquifere erano inferiori alla norma e le interruzioni della rete nazionale erano all’ordine del giorno. Oltre alle piogge, si sono verificati danni da grandine a Paarl, Worcester e Robertson, pur in modo sporadico e limitato. Il timore di malattie fungine della vite, in particolare oidio e la peronospora, è tuttavia aumentato a causa delle condizioni umide.
UNA VENDEMMIA SFIDANTE PER LE CANTINE SUDAFRICANE
Germogliamento e allegagione sono arrivate in anticipo rispetto alla stagione precedente. Le condizioni più fresche hanno tuttavia ritardato la maturazione delle uve e la vendemmia è iniziata come di consueto all’inizio di febbraio 2023. Sempre secondo quanto riferisce Vinpro, i produttori sono rimasti «impressionati dalle analisi dell’uva, che hanno mostrato livelli di pH, acidi e zuccheri ideali». Le condizioni di siccità hanno in sostanza condizionato le dimensioni degli acini, più piccoli rispetto alla norma, a vantaggio della qualità dell’uva. Sono stati osservati eccellenti profili cromatici e organolettici dei mosti.
«Nonostante quella che è stata a tutti gli effetti una vendemmia difficile per i nostri viticoltori – afferma Siobhan Thompson, Ceo di Wines of South Africa (WoSA) – siamo convinti di poter contare su superbi vini dell’annata 2023 da condividere con i nostri consumatori in tutto il mondo. Abbiamo visto crescere la domanda di vini sudafricani e prevediamo che i nostri vini continueranno a fornire l’eccellente qualità per cui stiamo diventando famosi». Nel dettaglio, il Sudafrica è il nono produttore di vino al mondo con il 4% del vino mondiale.
L’industria vinicola contribuisce al Pil del Paese per oltre 55 miliardi di Rand (1 rand equivale a 0,050 euro) e impiega 269.069 persone lungo tutta la filiera, di cui 80.173 lavorano nelle aziende agricole e nelle cantine. Buone anche le condizioni degli stoccaggi. «I livelli delle scorte dell’industria vinicola sudafricana – evidenzia Rico Basson di Vinpro – sono attualmente in equilibrio, a differenza di quanto avvenne durante la pandemia di Covid-19, quando l’industria vinicola non fu autorizzata a commerciare per 200 giorni e i livelli delle scorte erano pari a 650 milioni di litri».
VENDEMMIA 2023 SUDAFRICA: IL DETTAGLIO DELLE REGIONI VINICOLE
Breedekloof
L’annata sarà ricordata per una vendemmia pressoché dimezzata, per le piccole dimensioni degli acini e per i problemi legati alla riduzione delle rese di molte aziende e cantine.
Cape South Coast
I vini di inizio stagione riflettono un’annata eccellente, mentre i vini di fine stagione, che interessano le varietà più tardive, mettono in mostra l’esperienza e il savoir-faire dei winemakers.
Cape Town
La vendemmia 2023 è stata caratterizzata da vini freschi e da volumi inferiori, a causa dei fattori naturali che hanno preceduto la vendemmia.
Klein Karoo
Un’annata precoce, con una buona qualità delle uve e precipitazioni estive eccezionalmente elevate.
Cape North
Una stagione difficile per le uve ha dato luogo a un raccolto notevolmente ridotto, con un aumento della concentrazione di aromi e della qualità del vino. Le prospettive del Colombar sembrano particolarmente buone.
Olifants River
La vendemmia 2023 in questa regione vinicola del Sudafrica sarà ricordata per le temperature fresche e per il tempo umido e afoso, da dicembre in poi. La sicurezza idrica e la buona disponibilità di energia per l’irrigazione determinano in larga misura il raccolto di uva da vino della regione.
Paarl
Condizioni climatiche ideali e assenza di gravi ondate di calore. La qualità dell’uva è stata eccellente.
Robertson
La produzione è stata inferiore alla media. Condizioni ideali hanno prevalso fino alle prime piogge importanti di marzo, durante le quali è stata osservata una qualità dell’uva tra le migliori degli ultimi decenni.
Stellenbosch
Un periodo di maturazione più fresco ha garantito vini di alta qualità con le cultivar precoci. Le varietà tardive sono state più impegnative, ma le buone pratiche di gestione hanno prodotto uve di alta qualità.
Swartland
La vendemmia 2023 è stata caratterizzata da condizioni climatiche ideali durante la prima parte della vendemmia, con cultivar precoci e di mezza stagione che hanno raggiunto una maturazione ottimale e completa, con zuccheri più bassi della media.
Worcester
Un inverno e un’estate relativamente secchi e una stagione di crescita più calda hanno portato a una riduzione delle dimensioni degli acini in tutte le varietà di uva. Un fattore determinante per il minore raccolto della regione.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Arriva dall’export la consolazione delle cantine sudafricane, in un 2021 ormai entrato nei libri di storia per i divieti di vendita di alcolici e conseguente il tira e molla tra l’industria vinicola sudafricana e il governo di Pretoria. I volumi delle esportazioni dei vini sudafricani hanno raggiunto quota 388 milioni di litri, mentre il valore è cresciuto a 585 milioni di euro. Il merito è principalmente del vino sfuso. Ma si segnala anche l’exploit del Metodo classico Méthode Cap Classique. Costante la crescita dei vini imbottigliati, in quasi tutti i mercati.
«Le cifre – commenta Wine of South Africa – sono molto positive se paragonata alle esportazioni del 2018, dove il volume totale di 420 milioni di litri esportati ha fruttato solo 517 milioni di euro». Bulk wines, dunque, accompagnati da una crescita – seppur minore, in percentuale – dei vini in bottiglia. Sempre più conosciuti e apprezzati nel mondo.
L’esportazione di vino confezionato, che è fondamentale per far crescere l’immagine di qualità del Sudafrica – riferisce WoSa – è stata fortemente colpita da problemi di fornitura di imballaggi. Ma alla fine è riuscita a mostrare una buona ripresa ed è cresciuta del 6,7% in volume e di un piacevole 9,2% in valore».
CHARDONNAY E SAUVIGNON BLANC: PIACCIONO I BIANCHI
Il valore delle esportazioni di vino sfuso (escluso il vino industriale) è aumentato del 33,6% in volume su base annua. Le varietà a bacca bianca hanno dominato nel 2021, con una crescita annuale guidata in particolare dalla domanda di Chardonnay (+167%) e Sauvignon Blanc (+79%).
Una crescita a lungo termine che si registra anche sul valore del litro di vino sfuso. Con un aumento dell’8% sul totale delle esportazioni sfuse e un +32% sul vino bianco fermo, tra il 2018 e il 2021.
Performance eccezionale anche per il Méthode Cap Classique, lo spumante metodo Classico sudafricano «salito a razzo del 40% in volume nel 2021». «La tipologia – commenta Wines of South Africa – sta guadagnando costantemente riconoscibilità in un segmento molto competitivo, condiviso con Champagne, Prosecco e Cava».
«Sono molto rincuorata dalle cifre delle esportazioni del 2021 – continua Siobhan Thompson, Ceo di WoSa -. È evidente che i nostri mercati chiave vedono il Sudafrica come un produttore di vino di alta qualità costante. E che, anche in condizioni difficili, ci sforziamo di continuare a rifornire i nostri mercati e di continuare a vendere il vino in modo responsabile, il che infonde ulteriormente senso di fiducia».
L’appuntamento per il trade, dopo i rinvii dovuti alla pandemia, è a CapeWine 2022, in programma dal 5 al 7 ottobre. Un’occasione, sottolinea Siobhan Thompson – per rafforzare la nostra posizione leader sul fronte green, attraverso il tema Sostenibilità 360».
VINI DEL SUDAFRICA: I PRINICIPALI MERCATI DELL’EXPORT
Parlano chiaro, del resto, le performance internazionali. Il Regno Unito, il più importante mercato di esportazione di vino del Sudafrica, ha mostrato una buona crescita sia in volume (+10%) che in valore (+25%) di vino confezionato. Un dato molto incoraggiante secondo Wosa, «nonostante i timori di un impatto negativo portato dalla Brexit e dalla pandemia di Covid».
La crescita maggiore si è sviluppata nell’Horeca, seguita dalla Gdo, specie nei supermercati di fascia alta. «Il mercato britannico ha sostenuto molto l’industria vinicola sudafricana durante uno dei periodi più difficili che abbia mai affrontato e questo può essere visto nella crescita delle nostre esportazioni», sottolinea ancora l’organizzazione di rappresentanza dei produttori di vino sudafricani.
Altro mercato più che mai soddisfacente per l’export 2021 dei vini del Sud Africa è stata la Cina. Anche grazie alla guerra commerciale cinese con l’Australia, confezionato e sfuso Made in South Africa hanno visto raddoppiare la quota di mercato.
Per i vini sfusi, le opportunità si sono concretizzate sia per i produttori cinesi che per i marchi che vengono imbottigliati in Cina. Mentre con le esportazioni di vino confezionato, Wosa ha visto «un grande aumento dei listing di vini sudafricani nei principali cataloghi dei rivenditori, con un certo numero di importatori nazionali che hanno anche ampliato i loro portafogli per includere il vino sudafricano».
CRESCE L’EXPORT NEL CONTINENTE AFRICANO. EUROPA STABILE
Anche i mercati africani hanno mostrato un eccellente recupero nel 2021, con volumi di esportazione che superano i livelli pre-Covid. I mercati che guidano questa crescita sono Nigeria, Kenya, Tanzania, Uganda, Mozambico e Zimbabwe. Ulteriori analisi di mercato mostrano che questo trend continuerà in futuro.
I mercati europei di riferimento – Germania, Paesi Bassi e Svezia – rimangono ampiamente stabili. «Il che è positivo – riferisce Wosa – nonostante le dure misure anti pandemia in vigore in tutti questi paesi, che hanno avuto un impatto diretto sull’Horeca».
Canada e degli Usa hanno a loro volta evidenziato una crescita dei volumi. «A guidare l’incremento dell’export è il vino sfuso. Tuttavia – sottolinea Wines of South Africa – in questi mercati tradizionalmente difficili, dato l’impatto della pandemia, questo è considerato nel complesso positivo».
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Vendemmia 2021 eccellente in Sudafrica. I dati del South African Wine Harvest Report 2021 parlano di «vini eccezionali», frutto di una stagione molto più fresca delle precedenti. Le uve hanno avuto più tempo per maturare, ampliando il profilo aromatico in maniera esemplare.
Qualità assoluta e quantità in crescita, rispetto alla vendemmia 2020. Secondo l’ultima stima del South African Wine Industry Information & Systems (Sawis), in Sudafrica si raccoglieranno 1.461599 tonnellate di uve da vino, entro la fine di maggio. L’8,9% in più rispetto allo scorso anno.
«Sembra che le vigne si siano davvero prese il loro tempo per farsi trovare pronte alla vendemmia 2021 – commenta Conrad Schutte, responsabile del servizio di consulenza di Vinpro – il clima moderato per tutta la stagione e durante il periodo della raccolta hanno fatto sì che le uve maturassero più lentamente. Sviluppando allo stesso tempo colore e sapore eccezionali».
RACCOLTA POSTICIPATA DI DUE SETTIMANE
La vendemmia è iniziata con circa due settimane di ritardo rispetto alla media. Qualche produttore finirà infatti la raccolta a fine maggio, come raramente accade in Sudafrica.
«Sebbene queste siano osservazioni generali – continua Schutte – è sempre importante tenere in considerazione le diversità nelle dieci regioni vinicole. Ma in generale gli amanti del vino possono davvero aspettarsi vini straordinari dalla vendemmia 2021».
“Il clima più fresco ha permesso ai produttori di raccogliere le loro uve esattamente al momento giusto, e viticoltori ed enologi sono particolarmente entusiasti per la buona estrazione del colore, i bassi livelli di pH e l’elevata acidità naturale. Dove i vigneti sono stati gestiti in modo efficace, i vini saranno di qualità eccezionale».
La vendemmia 2021 – inclusi succhi e concentrati per scopi analcolici, vino per brandy e vino da distillazione – dovrebbe ammontare a 1.136,4 milioni di litri, con una resa media di 778 litri per tonnellata di uva.
«Siamo lieti che la vendemmia 2021 si sia rivelata tanto positiva per l’industria vinicola sudafricana – dichiara Siobhan Thompson, Ceo di Wines of South Africa (WoSA) – consentendoci senza dubbio di rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento internazionale».
L’aspetto che risalta maggiormente è la costanza qualitativa a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Molto promettenti i dati dell’export, con le esportazioni dei vini del Sudafrica che segnano volumi e valori più elevati rispetto ai dati anno 2020 e 2019».
SUDAFRICA NONO PRODUTTORE MONDIALE DI VINO AL MONDO
Il Sudafrica è il nono produttore di vino al mondo. Produce circa il 4% del vino mondiale. L’industria del vino contribuisce con oltre 55 miliardi di rupie (3,2 miliardi di euro) al prodotto interno lordo (Pil) del paese (pari a circa 350 miliardi di dollari). Un settore che impiega 269.069 persone in tutta la catena del valore, di cui 80.183 lavorano in cantina.
«Con così tante scorte ancora nei serbatoi all’inizio della vendemmia 2021 in Sudafrica – spiega Rico Basson, managing director di Vinpro – i produttori e le cantine erano preoccupati per le difficoltà di lavorazione e stoccaggio delle uve e dei mosti della vendemmia 2021».
«Tuttavia, il fatto che le vendite siano riaperte e che la raccolta sia iniziata più tardi del normale, ha contribuito ad alleviare in una certa misura la pressione”, spiega l’esponente dell’industria vinicola sudafricana. Diverse cantine sono state anche in grado di stipulare contratti con produttori di succhi d’uva, che hanno contribuito a eliminare parte del magazzino.
«L’ultimo raccolto, superiore dell’8,9% – conclude Basson – richiederà un’attenta pianificazione da parte dei produttori e delle cantine per vendere l’attuale stock di vino in modo responsabile e sostenibile. Questa situazione, tuttavia, creerà anche l’opportunità per l’innovazione e la crescita dei mercati esistenti e di quelli da conquistare».
VENDEMMIA 2021 IN SUDAFRICA: LA PANORAMICA DELLE REGIONI
Breedekloof
Una stagione molto ritardata, caratterizzata da un buon equilibrio tra resa e qualità. Le viti hanno sviluppato chiome sane durante una stagione di crescita moderata.
Cape South Coast
Le condizioni meteorologiche sfidanti hanno portato a un raccolto più modesto in quantità, ma hanno permesso ai produttori di portare in cantina uve per vini di qualità eccezionale.
Klein Karoo
Condizioni meteorologiche nella media, buona disponibilità di acqua e piogge invernali sufficienti hanno portato a un raccolto più ampio e di grande qualità. Tutto ciò nonostante la siccità continui ad essere un grande problema in alcune aree della regione, mettendo i produttori di uva da vino sotto forte pressione.
Northern Cape – Capo settentrionale
Una buona vendemmia 2021 in questa regione del Sudafrica in termini di qualità e volume. Le sfide affrontate dai produttori? Su tutte, i livelli di concentrazione degli zuccheri durante il periodo di punta del raccolto.
Olifants River
Una stagione meno precoce e più fresca ha portato a una maturazione lenta ma uniforme di un raccolto di uva da vino di qualità superiore e un po’ più abbondante.
Paarl
Buona disponibilità di acqua, riserve sufficienti e clima più fresco hanno contribuito a rese pari a quelle del 2020, che si tradurranno in vini eleganti.
Robertson
Nonostante sia stata una stagione lunga e prolungata, i vigneti hanno donato una resa qualitativa superiore ed eccezionale in occasione della vendemmia 2021.
Stellenbosch
Un raccolto quantitativamente più modesto, ma con uve di qualità eccezionale. Ne deriveranno grandi vini, con un buon potenziale di invecchiamento.
Swartland
I consumatori possono aspettarsi vini eccezionali dal raccolto 2021 in questa zona del Sudafrica. Merito delle condizioni climatiche favorevoli e della maturazione lenta delle uve.
Worcester
Un raccolto di uve più ampio della media e vini di qualità straordinaria.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
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