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Vitis in Vulture è Cantina dell’anno Sud Italia per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024

Vitis in Vulture Cantina dell anno Sud Italia Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024 winemag.it winery of the year
È Vitis in Vulture la Cantina dell’anno Sud Italia per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024 di winemag.it (disponibile a questo link in prevendita). Fondamentale per il riconoscimento è il punteggio di 94/100 assegnato in occasione delle degustazioni alla cieca all’Aglianico del Vulture Doc 2017 Toppo di Viola, ottenuto dall’omonimo vigneto situato nel comune di Venosa, alle pendici del Monte Vulture. Non solo. La cantina convince anche con l’altra interpretazione del vitigno principe della Basilicata, “Forentum” 2019; oltre a sfoderare una serie di vini dall’ottimo rapporto qualità prezzo, capaci di assicurarsi un posto tra i “Vini quotidiani” della Guida 2024 (Falanghina e Aglianico vinificato in rosa).

In definitiva una linea molto completa, dal top di gamma ai vini adatti a un consumo a tutto pasto, tutti i giorni. Del resto, con i suoi 95 ettari di vigneti, Vitis in Vulture è uno dei più importanti produttori della Basilicata e tra i migliori interpreti della grande varietà che ha reso celebre la regione a livello internazionale: l’Aglianico del Vulture. A guidare questa realtà cooperativa è il presidente Giuseppe Avigliano, agronomo e imprenditore agricolo con una grande esperienza nei settori enologico ed agroindustriale.

VITIS IN VULTURE E L’AGLIANICO

L’obiettivo dell’azienda è quello di creare un legame unico nella filiera. Tutto inizia dalla coltivazione dei vigneti, passando poi attraverso alle varie fasi della vinificazione e dell’affinamento in cantina e terminando con l’imbottigliamento e la commercializzazione. In Italia e nel mondo. Al centro dell’azienda si trova l’innovativa cantina Finocchiaro, il cui progetto è stato affidato nel 2001 all’architetta giapponese Hikaru Mori. La struttura è di quelle che meritano una visita.

Di fronte alla cantina, peraltro, sorge un ampio complesso archeologico risalente tra il IV e il VII secolo d.C. Sul margine occidentale si conservano delle buche di alloggiamento di due Phitòi. Si tratta di contenitori rivestiti con malta, utilizzati per la fermentazione di vini di qualità. La mission di Vitis in Vulture, sin dall’anno della sua fondazione, avvenuta nel 2006, è quella di valorizzare l’Aglianico del Vulture. Ed è proprio grazie alle ottime interpretazioni del vitigno-vino simbolo del territorio che si è guadagnata il titolo di “Cantina dell’anno Sud-Italia” nell’ambito della nostra Guida Migliori vini italiani 2024.

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Tenute Silvio Nardi è Cantina dell’anno Centro Italia per la Guida Top 100 Migliori vini italiani


È Tenute Silvio Nardi la Cantina dell’anno Centro Italia per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024 di winemag.it (disponibile a questo link). Fondamentale per il riconoscimento è il punteggio assegnato in occasione delle degustazioni alla cieca al Brunello di Montalcino Docg 2018 Vigneto Manachiara, che si conferma fiore all’occhiello dell’azienda con 96/100. Ma la cantina merita di essere scoperta per tanti motivi. Ci piace innanzitutto definire “
Tenute Silvio Nardi” un “plurale – singolare” che fa rima con Montalcino. Sono due le tenute, due i versanti, Ovest e Est, otto le parcelle, ognuna espressione del puzzle che Tenute Silvio Nardi riesce a portare nel calice. Una missione che si compie tra Casale del Bosco e Manachiara, ad opera di Emilia ed Emanuele Nardi, Mario Pisanu e Fabrizio Lazzeri.

Tutto inizia nel 1950, quando Silvio Nardi, titolare ad Altotevere umbro di una delle prime aziende-leader internazionali nel settore delle macchine agricole, acquista la tenuta di Casale del Bosco a Montalcino. Nel 1958, primo “forestiero” ad investire nel vino a Montalcino, ancora paese misconosciuto alle cronache enologiche mondiali, Silvio Nardi battezza la prima bottiglia di Brunello, quando neppure esisteva ancora il Consorzio del Brunello. Il 1962 è l’anno del “bis” con l’acquisto di Tenuta di Manachiara, 40 ettari di vigneti a Castelnuovo dell’Abate, a 25 km di distanza da Casale del Bosco. Il prezioso Cru di Brunello prende tuttora il nome da questo vigneto.

SILVIO NARDI TRA I FONDATORI DEL CONSORZIO DEL BRUNELLO DI MONTALCINO

Nel 1967 Silvio Nardi è tra i fondatori del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, libera associazione tra produttori. Ma non è finita. Nel 1972 Silvio Nardi acquisisce la Tenuta di Bibbiano a Buonconvento, località che da sempre vanta come simbolo architettonico il bellissimo castello medievale (IX sec.) posseduto dalla famiglia Nardi. Un altro anno da incorniciare è il 1985, quando Emilia, la figlia minore di Silvio Nardi, entra in azienda. A soli 20 anni, d’intesa con i fratelli, favorisce l’introduzione di radicali cambiamenti nel processo di produzione vinicola e di conduzione aziendale.

Nel 1990 Emilia Nardi subentra al padre nella direzione aziendale e intraprende un processo di ristrutturazione dei vigneti e di riorganizzazione della cantina. All’esperienza della tradizione si affianca la ricerca scientifica con l’introduzione delle selezioni clonali del Sangiovese Grosso. Nel 1995, annata classificata come eccellente, nasce il Brunello ottenuto dai vigneti di Manachiara, ancora oggi fiore all’occhiello dell’azienda, che nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024 si aggiudica 96/100, con l’annata 2018. La metà degli anni Novanta è fondamentale anche per la definizione dei terroir aziendali, ognuno con sue caratteristiche proprie da riversare nel calice.

La 2004 è la prima annata di produzione del Brunello Poggio Doria, prodotto con le uve dall’omonimo vigneto di Casale del Bosco. Il Ministero delle Politiche Agricole conferisce ad Emilia Nardi il premio “Dea Terra” per l’innovazione in agricoltura. Oggi Tenute Silvio Nardi vanta 36 vigneti e punta tutto sulla selezione clonale dai vecchi vigneti. L’obiettivo? Proiettare il passato nel futuro: una visione che risiede nel Dna della famiglia e che la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024 vuole sottolineare.

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Cantina Santadi è Cantina dell’anno per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024


È Cantina Santadi la Cantina dell’anno per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024 di winemag.it (disponibile in prevendita a questo link).
Cantina di Santadi si trova nel Sulcis, nella zona sud-occidentale della Sardegna, a pochi chilometri dalle meravigliose spiagge e dune bianche di Porto Pino. Nata nel 1960, assume un nuovo un nuovo volto con l’arrivo di un nuovo gruppo dirigente, che ne solleva le sorti sino a renderla un vanto non solo per la Sardegna, ma per l’Italia intera. Il vitigno Carignano è da allora al centro del progetto enologico, senza tuttavia trascurare i vitigni a bacca bianca tradizionali della Sardegna come Vermentino, Nuragus e Nasco.

Il desiderio di imporsi sui mercati con qualità è dimostrato dall’arrivo a Cantina Santadi dell’enologo di fama internazionale Giacomo Tachis, oggi compianto. Erano gli anni Ottanta. L’impronta lasciata dal creatore di vini icona dell’enologia italiana come Sassicaia, del Tignanello e del Solaia si fa ancora sentire a Santadi in vini come Terre Brune (primo vino barricato della Sardegna che in questa Guida si aggiudica 96/100, con l’annata 2019), Rocca Rubia, Noras, Araja, Grotta Rossa e Antigua, oltre che nei bianchi Villa di Chiesa, Cala Silente, Pedraia, Villa Solais e Latinia.

La cantina è presieduta dal 1976 da Antonello Pilloni, socio di Santadi dal 1974 e coadiuvato da un Cda che mira a dare all’azienda una forma «snella, dinamica e puntuale». Negli anni Duemila l’altra grande rivoluzione. Con l’obiettivo di produrre vini di maggior qualità viene costruito un moderno e funzionale laboratorio per le analisi, vengono implementati il reparto vinificazione, la sala barrique, il magazzino per il confezionato e vengono aggiunte una serie di vasche in cemento. Non viene mai dimenticato il rispetto e la tutela dell’ambiente e quest’ultima trance di lavori include un impianto fotovoltaico e un moderno depuratore. Cantina Santadi conta oggi 200 soci viticoltori che, insieme, coltivano 600 ettari di vigneto nell’areale del Sulcis.

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Guida Top 100 Migliori Vini italiani 2024 di winemag.it: le cantine e i vini dell’anno


La Guida Top 100 Migliori Vini italiani 2024 di winemag.it è finalmente disponibile per l’acquisto online. A partire da oggi, e per un periodo limitato di tempo, è possibile riceverla via mail in prevendita (basta cliccare qui). Si tratta dell’ennesima edizione da record per il prodotto editoriale di punta della nostra testata giornalistica indipendente, in termini di numero e qualità dei campioni iscritti e dei vini recensiti nelle tre categorie “Top 100 winemag.it“, “Vini consigliati winemag.it” e “Vini quotidiani winemag.it“. Di seguito un’anticipazione sulle Cantine italiane dell’anno e sui Vini italiani dell’anno menzionati nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2024.

MIGLIOR CANTINA ITALIANA 2024

Cantina Santadi (Santadi, Sardegna)

MIGLIOR CANTINA NORD ITALIA 2024

Albino Piona (Custoza e Bardolino, Veneto)

MIGLIOR CANTINA CENTRO ITALIA 2024

Tenute Silvio Nardi (Montalcino, Toscana)

MIGLIOR CANTINA SUD ITALIA 2024

Vitis in Vulture (Vulture, Basilicata)

MIGLIOR CANTINA ITALIANA BIO 2024

Feudo Montoni (Agrigento, Sicilia)

CANTINA RIVELAZIONE ITALIANA 2024

Contrada Palui (Valpolicella, Veneto)

MIGLIOR IMBOTTIGLIATORE ITALIANO 2024

Dacastello Vini Pregiati (Alba, Piemonte)


VINI DELL’ANNO
GUIDA TOP 100 MIGLIORI VINI ITALIANI 2024 WINEMAG.IT

MIGLIOR VINO ITALIANO 2024

BARBARESCO DOCG OVELLO, CARLO GIACOSA (PIEMONTE)

MIGLIOR VINO BIANCO ITALIANO 2024

COSTA D’AMALFI DOC FURORE BIANCO 2022, MARISA CUOMO (CAMPANIA)

MIGLIOR VINO ROSSO ITALIANO 2024

MARCHE ROSSO IGT “FATJÀ”, TERRA ARGILLOSA (MARCHE)

MIGLIOR VINO ROSATO ITALIANO 2024

TERRE SICILIANE IGT NERELLO MASCALESE ROSATO BIOLOGICO 2022 “ROSA DI ADELE”, FEUDO MONTONI (SICILIA)

MIGLIOR SPUMANTE METODO CLASSICO ITALIANO 2024

VSQ METODO CLASSICO EXTRA BRUT “GIULIO F.56 – UNDERWATER”, AZ. AGR. FEDERICI (LIGURIA)

MIGLIOR SPUMANTE METODO ITALIANO / CHARMAT 2024

VALDOBBIADENE DOCG EXTRA DRY RIVE DI SOLIGO 2022 “MAS DE FER”, ANDREOLA (VENETO)

MIGLIOR VINO DOLCE ITALIANO 2024

COLLI PIACENTINI DOC MALVASIA PASSITO 2016 “LE VIRTÙ DELLA PIOGGIA – SENSAZIONI D’INVERNO”, LA CONCHIGLIA – CLAUDIO TERZONI VINI

MIGLIOR SPUMANTE DOLCE ITALIANO 2024

FIOR D’ARANCIO COLLI EUGANEI DOCG DOLCE 2022, VIGNE AL COLLE (VENETO)

MIGLIOR ORANGE WINE / MACERATO ITALIANO 2024

CUSTOZA DOC 2020 “CREA MACERATO”, ALBINO PIONA (VENETO)

MIGLIOR PIWI ITALIANO 2024

VENEZIA GIULIA IGP BIANCO 2022 “ARCONI BIANCO”, TERRE DI GER (FRIULI VENEZIA GIULIA)

MIGLIOR VINO BIOLOGICO ITALIANO 2024

BIANCHELLO DEL METAURO DOC SUPERIORE 2020 “ANDY’20”, VALENTINO FIORINI (MARCHE)

MIGLIOR VINO VEGAN 2024

FRANCIACORTA DOCG BRUT VEGAN, QUADRA

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Gli Editoriali news news ed eventi

La Guardiense, che combini (ancora)?


EDITORIALE –
In un momento storico in cui è vitale anche – e forse soprattutto –
per le cooperative del vino italiano recuperare fiducia nei confronti dei consumatori, in Campania succede l’incredibile. All’oscuro della cittadinanza e senza alcun mandato da parte della popolazione, la cantina sociale La Guardiense ha proposto la cittadinanza onoraria a Guardia Sanframondi (paese della provincia di Benevento) per un giornalista campano che più volte ha collaborato con la stessa cooperativa nell’ambito di degustazioni, masterclass e convegni.

Il tutto in pieno periodo di ferie, attorno alla metà di luglio. La richiesta è stata protocollata in Comune su carta intestata della cantina guidata da Domizio Pigna, che riferiva di aver interpellato «altre aziende», senza riportare però alcuna firma sul documento. Solo grazie all’opposizione, che ha abbandonato l’aula al momento del voto, all’inizio di agosto, il “piano” è andato in fumo. Da lì una nuvola di polemiche nel Beneventano.

È SOLO COLPA DEL CALDO?

Senza entrare nel merito della cittadinanza onoraria al collega (non è questo il tema dell’editoriale, lungi da me dal volerlo far lontanamente sembrare) mi chiedo cosa possa passare nella testa della dirigenza di una cantina sociale come La Guardiense – più di mille soci viticoltori, 1.500 ettari vitati, 4 milioni di bottiglie di produzione annua e Riccardo Cotarella come consulente enologo – per proporre un’onorificenza simile senza il minimo rispetto delle regole della comunità. È solo colpa del caldo oppure certi colossi, in Italia, pensano davvero di poter fare il bello e il cattivo tempo non solo sui mercati, ma anche nella pubblica amministrazione, ovvero nella “cosa pubblica”, la Res publica?

È solo colpa del caldo, oppure questo tentativo di manipolazione (a fin di bene, per carità, ma di chi?) cela altri interessi? È solo colpa del caldo, oppure questa è l’ennesima manfrina di un mondo del vino italiano autoreferenziale, in cui i soliti noti se la suonano, se la cantano e se la ballano in piazza? È solo colpa del caldo, oppure di quel nodo che (volente o nolente) lega la cantina sociale La Guardiense – che sul territorio svolge un ruolo di primaria importanza in termini di occupazione, viste le dimensioni – all’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Raffaele Di Lonardo?

UN ALTRO SCIVOLONE PER LA DIRIGENZA DE LA GUARDIENSE

Peraltro, non è il primo “colpo d’estate” per la cantina sociale di Guardia Sanframondi (e il calciomercato, qui, non c’entra). Nell’agosto 2019, durante il programma della rassegna enogastronomica locale Vinalia, la cooperativa presieduta da Domizio Pigna si è presentata ai banchi di degustazione con delle tovagliette recanti una frase del Duce, Benito Mussolini (QUI L’ARTICOLO): «Chi beve vino campa più del medico che glielo proibisce». Immaginarsi la bufera, cui hanno fatto immediato seguito le scuse ufficiali, da parte della dirigenza.

Eppure, a distanza di quattro anni, ci risiamo: ancora uno scivolone. Per maggiori approfondimenti sulla vicenda, invito gli attenti lettori di winemag.it a rivolgersi alle testate giornalistiche locali cronachedelsannio.it, ntr24.tv e ilsannioquotidiano.it. Nemmeno a dirlo, gli unici – con noi, adesso – ad aver parlato di una vicenda viscida e scomoda per mille motivi. Una di quelle storie che, forse, non sarà mai chiarita fino in fondo. Perché il suo colore è il grigio. E allora, l’unica, è davvero berci su. Un bianco, dite? Vada per una bella Falanghina. Cin, cin.

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ESCLUSIVA winemag.it, parla Berlucchi: «In Oltrepò per il Pinot Nero: ci piace un sacco»

Il telefono squilla alle 15.43. Dall’altra parte della cornetta c’è Cristina Ziliani. Una telefonata cordiale, per spiegare in esclusiva a winemag.it i contorni dell’acquisizione di Vigne Olcru, boutique winery dell’Oltrepò pavese, da parte di Berlucchi, nota casa spumantistica della Franciacorta di cui Cristina Ziliani è consigliere delegato. Per cominciare, il closing dell’operazione non è stato ancora effettuato. «È tutto deciso ma si terrà a novembre – precisa la più grande dei tre figli di Franco Ziliani, compianto pioniere degli spumanti Metodo classico della provincia di Brescia – in una data che dobbiamo ancora stabilire insieme alla famiglia Brambilla, da cui abbiamo acquistato Vigne Olcru».

Perché Berlucchi investe in Oltrepò pavese? Le ragioni sono diverse. «Innanzitutto – spiega Cristina Ziliani a winemag.it – il Pinot Nero dell’Oltrepò pavese ci piace un sacco. In secondo luogo, si tratta di un vino spumante metodo classico Docg, come Franciacorta e Alta Langa. C’è poi da considerare la vicinanza alla nostra terra di origine. Pavia e Brescia sono vicine, quindi si tratta di un territorio comodo da raggiungere; certamente più vicino della Toscana e di Bolgheri, dove abbiamo l’altra cantina del gruppo, Caccia al Piano».

BERLUCCHI-VIGNE OLCRU: DALLA CUVÉE IMPERIALE A UN PINOT NERO OLTREPÒ

Praticità, pragmatismo e schiettezza tutta bresciana, certo. Ma gli Ziliani – e con loro il grande brand internazionale Berlucchi – non sono nuovi in Oltrepò pavese. Risale al 2009 la dismissione del centro di pressatura nella frazione Mairano di Casteggio (PV), fortemente voluto e utilizzato per anni, quando Berlucchi sedeva addirittura nel Consorzio Tutela Vini Oltrepò, in qualità di vinificatore. Proprio sulle colline pavesi crescevano le uve di Pinot nero destinate alla celebre Cuvée Imperiale, ai tempi non etichettata come “Franciacorta Docg” (oggi questo non sarebbe possibile).

La ricerca di un’azienda che rispondesse ai requisiti è stata lunga (nel mirino era finita anche Monsupello della famiglia Boatti). «Quello che cercavamo – spiega Cristina Ziliani – era una piccola cantina, una boutique winery dunque, con bella prospettiva e modernità. Il nostro intento non è quello di stravolgere un territorio o strafare. Vogliamo portare il nostro know-how spumantistico in una terra che già conosciamo piuttosto bene, come l’Oltrepò pavese, e provare a fare bene. Non abbiamo ancora, comunque, un piano strategico e di marketing legato a Vigne Olcru: potremmo decidere di utilizzare il loro brand, oppure crearne un altro. Di certo non utilizzeremo “Berlucchi” per i vini che produrremo in Oltrepò».

CRISTINA ZILIANI: «CI SIAMO FIDANZATI CON L’OLTREPÒ»

Intanto, i tecnici di Berlucchi e lo stesso Arturo Ziliani sono pronti ad affiancare la famiglia Brambilla di Vigna Olcru nella vendemmia 2023. «A giorni raccoglieremo i nostri primi grappoli in Franciacorta e nell’altra nostra cantina franciacortina Antica Fratta. Poi toccherà alla cantina toscana Caccia al Piano. In Oltrepò, per quest’anno, saremo osservatori. Mio fratello Arturo è uno sperimentatore. Ci va sempre con i piedi di piombo: pur conoscendo già il Pinot nero oltrepadano, vorrà prima toccare con mano i frutti dei terreni di Vigne Olcru prima di sbilanciarsi. Lo stesso sta facendo in Franciacorta con l’Erbamat: decine di prove di vinificazione in purezza. Non ama azzardare».

«Arturo – conclude Cristina Ziliani – dice sempre che ci vuole tempo per conoscere terra e uve. Non pretendiamo di arrivare come maghi in Oltrepò, ma in modo serio e con coerenza, senza voler fare numeri pazzeschi. Aderiremo al Consorzio? Dobbiamo ancora valutarlo, proprio perché il piano strategico di Vigne Olcru, sia dal punto di vista commerciale che di marketing, è ancora da mettere a punto. Per sintetizzare, possiamo dire che ci siamo di sicuro fidanzati con l’Oltrepò. Ma non abbiamo ancora deciso se ci sposeremo, se avremo dei figli e a che università speriamo di poterli iscrivere, un giorno». Prosit.

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Migliori Albana di Romagna: tutti i punteggi all’Anteprima Vini ad Arte 2023


Produzione in crescita al pari della reputazione, anche a livello internazionale, per l’Albana di Romagna. Di seguito tutti i punteggi all’Anteprima Vini ad Arte 2023, andata in scena nella seconda metà di luglio, a Faenza (seguirà nei prossimi giorni il focus sul Sangiovese di Romagna delle Sottozone). Un modo per scoprire le migliori dell’annata 2022 e 2021, pur considerando la visione parziale rispetto al numero di etichette sul mercato. La varietà romagnola a bacca bianca si conferma una delle più versatili presenti in Italia.

Ormai “riadattata” alla perfezione nella versione secca – in passato era nota come passito – copre una superficie di 818 ettari, per una produzione annuale di poco inferiore al milione di bottiglie. L’imbottigliato ha subìto una frenata solo nel 2020, passando a 756.400 rispetto agli 872.533 “pezzi” del 2019. Nuovo exploit nel 2021, con 915.600 bottiglie, sino a giungere al record di 956.133, nel 2022. Ecco dunque le migliori Albana di Romagna, con i relativi punteggi in centesimi.

NOME ANNO DENOMINAZIONE AZIENDA ZONA DESCRIZIONE SCORE
Albena 2022 Romagna Albana Secco Docg ASSIRELLI IMOLA Vena balsamica tra naso e bocca, sapidità e piacevole espressione del frutto. 87
Dutia 2022 Romagna Albana Secco Docg BRANCHINI IMOLA Naso e bocca su frutta perfettamente matura, leggere note mielate, tanto fiore fresco, mandorlo. Beva agile, su una buona concentrazione aromatica. 88
Campo Mamante 2022 Romagna Albana Secco Docg CANTINA BRASCHI MERCATO SARACENO Fresca, agrumata, verde di erbe della macchia mediterranea e dal frutto croccante. Beva agile, al momento afferita ai soli agrumi. 86
Alba Nuova 2022 Romagna Albana Secco Docg CANTINA DI CESENA – TENUTA AMALIA CESENA Vino agile, beverino, corretto. 84
Volo d’Aquila 2022 Romagna Albana Secco Docg CANTINA FORLÌ
PREDAPPIO
PREDAPPIO Molto profumata. In bocca tanta mandorla, leggera percezione tannica. Distensione e persistenza sufficiente: vino spensierato. 85
Tratti d’Autore 2022 Romagna Albana Secco Docg CANTINA FORLÌ
PREDAPPIO
PREDAPPIO Convince nel finale, per la buona concentrazione aromatica che riequilibra la leggera percezione tannica. 86
I Croppi 2022 Romagna Albana Secco Docg CELLI BERTINORO X X
A 2022 Romagna Albana Secco Docg FATTORIA DEL MONTICINO ROSSO IMOLA Tra le più tipiche, dall’espressione del frutto, alla tensione acida, passando per la sapidità. Vino di buona personalità, frutto di un’azzeccata interpretazione stilistica. 89
Bianco di Ceparano 2022 Romagna Albana Secco Docg FATTORIA ZERBINA MARZENO Vino di buona concentrazione sul frutto, con note aromatiche che regalano un sorso pieno, pur slanciato e verticale. 89
Cleonice 2022 Romagna Albana Secco Docg FIORENTINI CASTROCARO La gran aromaticità al naso è confermata al palato, su tinte tropicaleggianti. Parola d’ordine “piacevolezza”. 88
Neblina 2022 Romagna Albana Secco Docg GIOVANNA MADONIA BERTINORO X X
GioJa 2022 Romagna Albana Secco Docg GIOVANNINI IMOLA Morbidezza assoluta e calore alcolico per un vino piuttosto potente, ma equilibrato. 85
8000 2022 Romagna Albana Secco Docg GIOVANNINI IMOLA Albana macerata in anfore georgiane. Necessita di tempo e pazienza nel calice per regalare le note migliori, di frutta a polpa gialla matura. Buona corrispondenza gusto-olfattiva. 87
Fondatori GP 2022 Romagna Albana Secco Docg MERLOTTA IMOLA Si cambia passo con questa Albana che coniuga aromaticità, frutto goloso, allungo sapido e gran freschezza. Vino di prospettiva. 90
Damadora 2022 Romagna Albana Secco Docg PODERE DELLA GROTTA CESENA Bel naso su erbe aromatiche, frutto bianco (mela) e giallo (pesca, ancor più albicocca). Vino che ha già trovato uno splendido equilibrio tra polpa e verticalità, sale e frutto. 91
Sette Note 2022 Romagna Albana Secco Docg PODERI MORINI ORIOLO Note mielate al naso, oltre al tipico frutto giallo e biancospino. Alcol un po’ invadente, ma si uniformerà rendendo ancora più piacevole il sorso. 87
Valleripa 2022 Romagna Albana Secco Docg TENUTA CASALI MERCATO SARACENO Mineralità “vulcanica”, polpa, croccantezza. Ottima espressione in termini di tipicità, eleganza e persistenza. Gran profilo gastronomico. 90
Frangipane 2022 Romagna Albana Secco Docg TENUTA LA VIOLA BERTINORO Vino teso, lungo, concreto, sapido, che non disdegna di mostrare una certa struttura, anche tannica. Vino molto, molto promettente, da aspettare. 90
Amorosa 2022 Romagna Albana Secco Docg TENUTA UCCELLINA RAVENNATE Buon compromesso tra polpa e sapidità, connotato poi da una dolcezza piuttosto marcata del frutto in retro olfattivo. Vino goloso. 89
Bacana 2022 Romagna Albana Secco Docg TENUTE BACANA BRISIGHELLA Naso molto bello, pieno, maturo, tipico, di ottima concentrazione. Al momento pecca di corrispondenza col palato. 84
Vitalba 2022 Romagna Albana Secco Docg TRE MONTI SERRA Note da passito, di frutta stramartura, al naso. Si fa spesso e profondo con l’ossigenazione, virando su ginger e agrumi maturi. In bocca conferma l’espressione varietale e la gran versatilità del vitigno, anche a fronte di interpretazioni stilistiche. 90
Vigna Rocca 2022 Romagna Albana Secco Docg TRE MONTI SERRA Tanta polpa, agrume, pesca e albicocca matura. Bella concretezza e buona struttura al palato. 88
Arlus 2022 Romagna Albana Secco Docg TRERE’ BRISIGHELLA Vino che non si trova nella sua curva evolutiva migliore, ma che sembra avere tutto per poter convincere. 85
Colle del Re 2022 Romagna Albana Secco Docg UMBERTO CESARI IMOLA Naso tutto sul frutto esotico. Gran beva oltre a una certa profondità e stratificazione, capaci di chiamare agilmente l’abbinamento gastronomico. 88
2022 Romagna Albana Secco Docg ZAVALLONI CESENA Frutta molto matura al naso, così come al palato. Vino equilibrato e giocato su una equilibrata piacevolezza. 87
Masselina Albana 2022 Romagna Albana Secco Docg TENUTA MASSELINA SERRA Mineralità salina, frutta a polpa bianca e gialla, e poi – di nuovo – un gran allungo sapido, unito a una marcata tensione acida e a una corretta percezione tannica. Vino emblema della varietà e delle sue prospettive sui mercati nazionali e internazionali. 92
Albana di Ca’ di Sopra 2022 Romagna Albana Secco Docg CA’ DI SOPRA MARZENO X X
Codronchio 2021 Romagna Albana Secco Docg FATTORIA DEL MONTICINO ROSSO IMOLA Tanto tropicale al naso. Superlativo al palato, dove sfodera l’abbraccio tra sapidità e frutto esotico. Lunga persistenza per un altro vino da non perdere. 92
Alba della Torre 2021 Romagna Albana Secco Docg LA SABBIONA ORIOLO Vino all’insegna dell’equilibrio e di una beva piuttosto agile, su freschezza e frutto. 85
Drusiana 2021 Romagna Albana Secco Docg PODERI DELLE ROCCHE IMOLA X X
2021 Romagna Albana Secco Docg TENUTA DEL GELSO BERTINORO Il finale piuttosto tannico è ben congeniato: conferisce carattere e invita al sorso successivo. 87
2021 Romagna Albana Secco Docg TENUTA FRANZONA IMOLA Naso che conquista per aromaticità e palato concreto, giocato tra l’espressione del frutto giallo maturo (corrispondente all’olfatto) e una tannicità leggera. Vino giovane, di ottima prospettiva. 91
InTerra Bianco 2021 Romagna Albana Secco Docg TENUTA LA VIOLA BERTINORO Giallo dorato. Vino macerato in anfore georgiane che mostra toni cupi di brace, oltre ad agrume e ginger. Percezione tannica equilibrata, al palato. 85
Amedeo Bianco 2021 Romagna Albana Secco Docg ZAVALLONI CESENA Piacevole nota aromatica al naso, che poi si conferma al palato. Vino sul frutto maturo, esotico, dotato di una struttura corpulenta, come gli abbinamenti gastronomici che certamente riuscirà a sostenere. 90
G.G.G. 2021 Romagna Albana Secco Docg GIOVANNINI IMOLA Vino al momento sbilanciato sulle dolcezze, che al naso intrigano e al palato chiedono una maggiore integrazione. 85
Tantalilli 2020 Romagna Albana Secco Docg TENUTE TOZZI BRISIGHELLA X X
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Danni peronospora sottostimati: «Vigneti zuppi d’acqua? C’è chi produrrà lo stesso»

Gentile Direttore,
faccio seguito all’articolo pubblicato giorni fa su winemag.it (a questo link). Nello specifico, sono rimasto un po’ sorpreso dall’indagine sui danni della peronospora in Toscana. Noi abbiamo un’azienda Bio dal 1994, sulle colline di Arezzo. Un danno di questo genere non lo avevamo mai avuto, così come dicono le persone più anziane della zona. Anche loro non hanno mai visto una cosa del genere. Nel mese di Aprile-Maggio ha praticamente piovuto tutti i giorni e, se non pioveva tutto il giorno, le piante erano comunque bagnate tutta la mattina. Appena iniziava un po’ di vento e sembrava che asciugasse, ripioveva subito dopo.

I vigneti erano praticamente zuppi di acqua. Le vigne, benché in notevole ritardo, cominciavano ad andare verso la fioritura che prometteva benissimo, con grappoli bellissimi e abbondanti. Come dico sempre, il miglior concime è la pioggia. Però questa situazione ha creato l’impossibilità di muoversi e fare trattamenti che, altrimenti, sarebbero andati perduti per il dilavamento. In realtà la temperatura non era calda e si aggirava sempre sui 10/15 gradi. Non avrei mai pensato di arrivare a una situazione simile. Non si riusciva neanche a star dietro al taglio dell’erba. L’acqua non ha mai dato tregua.

A fine Maggio e i primi giorni di Giugno si tagliava con la pioggia. Ora certamente il vino non possiamo produrlo, non avendo gran parte dell’uva. Non siamo una fabbrica. Ma quello che mi dispiace è vedere ancora nel 2023 chi, nonostante i danni avuti, tirerà fuori il prodotto dicendo che il danno è stato solo del 10 o del 30%. Con il clima di quest’anno, questa stima non è credibile. Sarebbe giusto che ora le ingenti giacenze di vino in cantina siano vendute al giusto prezzo, visto che ogni volta che produciamo è un grande sacrificio. Ma è anche giusto che chi compra o comprerà vino dell’annata 2023, qualora riuscisse a trovarlo, lo acquisti con il suo reale certificato di origine.

Con i miei migliori saluti

Fabio De Ambrogi
Gratena Società Agricola
via Bernardo Dovizi, 40/D
52100 Arezzo

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degustati da noi vini#02

Igt Colli di Salerno Fiano 2021 “Vale”, Viticoltori Lenza

L’Igt Colli di Salerno Fiano 2021Vale” di Viticoltori Lenza è uno dei vini bianchi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Se tra i Colli di Salerno c’è una certezza, quella è appunto la cantina Viticoltori Lenza, che col suo Fiano (ma non solo) convince sempre più, di vendemmia in vendemmia.

“Vale” si presenta nel calice di un giallo paglierino intenso. Al naso agrumi, dalla buccia al succo, oltre a un tropicale intenso, di grande precisione e succulenza. Erbe della macchia mediterranea a fare da contorno e a rendere ancora più intrigante il bouquet.

Al palato il Fiano “Vale” rivela una bella tensione d’agrume, con ritorni di frutta esotica ed erbe aromatiche, sul filo conduttore della sapidità. Vino che sancisce, anzi consacra, la crescita assoluta della cantina guidata dall’appassionato vignaiolo Guido Lenza.

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Italia del Prosecco, attenta ai tuoi politici: «Sul Prošek non è detta l’ultima parola»


EDITORIALE –
Contrariamente a quanto affermato dai politici italiani e, a ruota, dall’industria del vino italiano, non è ancora detta l’ultima parola sulla querelle che vede contrapposto il Prosecco al vino dolce croato Prošek, prodotto dalla notte dei tempi in Dalmazia in quantità limitatissime. Una guerra che l’Italia sta combattendo con grande veemenza, ma al suono della vigliacca menzogna che vorrebbe ridurre il Prošek a un’imitazione del Prosecco: una presunta «minaccia al Made in Italy» che, in realtà, non esiste. Così come sono di cartapesta i tanti paladini dell’Italia scesi in campo negli ultimi anni, su questo fronte.

In particolare, a scagliarsi contro i proclami arrivati nei giorni scorsi da Strasburgo, è l’europarlamentare croato Tonino Picula. L’esponente del Socijaldemokratska partija Hrvatske invita l’Italia alla cautela, attraverso un commento inviato in esclusiva a winemag.it, da Zagabria. «È sempre deplorevole – attacca Tonino Picula – quando le interpretazioni dei testi giuridici vengono distorte da velleità politiche. Mi rattrista che i miei colleghi italiani, in particolare il signor Paolo De Castro, rifiutino continuamente di impegnarsi in discussioni concrete e significative con argomenti basati sulla realtà. Al contrario, sacrificano le nostre buone relazioni per presentarsi come combattenti per la “causa nazionale”. Trovo che questo approccio sia vuoto e non colga nel segno».

DIFESA DEL MADE IN ITALY? UN PRETESTO

Il presunto affossamento dello storico vino dolce croato Prošek, tacciato di essere un’imitazione del Prosecco, è dunque frutto dell’interpretazione (politica) di De Castro. «Attendo con ansia il nuovo regolamento – continua l’europarlamentare croato Tonino Picula – e sostengo pienamente l’emendamento che ribadisce che le omonimie (nomi con ortografia o pronuncia uguale o simile) possono essere registrate se, nella pratica, c’è una sufficiente distinzione tra le condizioni dell’uso locale e tradizionale e la presentazione delle due indicazioni omonime. Ribadisco che il Prošek e il Prosecco sono due prodotti grandi e innegabilmente diversi: diversi i vitigni, diverso il metodo di produzione, diversi la consistenza, il colore, il gusto, l’odore e il tipo di vino, diverso l’imbottigliamento, diversa la collocazione nei menu e sugli scaffali dei negozi, e infine diversi i prezzi».

«Metterei in dubbio la conoscenza di base del vino di chiunque confondesse un vino da dessert scuro e sciropposo con un aperitivo leggero e frizzante. Ancora una volta, comprendo e sostengo gli sforzi italiani per prevenire l’uso improprio del nome Prosecco, che è tra i vini europei più contraffatti. Tuttavia – conclude Tonino Picula – ciò non può giustificare questi attacchi ciechi ai piccoli produttori tradizionali croati che applicano il nome Prošek come termine tradizionale e non come Dop». Curioso sottolineare come i due politici facciano parte dello stesso schieramento, ovvero il Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo (S&D), nonostante le posizioni (e i toni) siano diametralmente contrapposti.

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Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021 “Aristos”, Cantina Valle Isarco

L’Alto Adige Valle Isarco Doc Kerner 2021Aristos” di Cantina Valle Isarco è uno de presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Alla vista si presenta di un colore giallo paglierino, con riflessi verdolini.

Vino che mostra le potenzialità del vitigno e la sua grande chance nel parterre dei vini bianchi italiani ed internazionali. Pienezza del frutto, verticalità, freschezza: il Kerner ha tutto per diventare un trend. E Valle Isarco è una cantina che lo interpreta in maniera esemplare.

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Se la Francia del vino si “italianizza”

EDITORIALE – Un territorio, un vitigno, un vino. Suona più o meno così il mantra del successo internazionale delle regioni vinicole francesi, che in questo modo si rendono più “comprensibili” agli occhi dei consumatori internazionali, valorizzando meglio i loro gioielli enologici.

Eppure, mentre l’Italia sembra fare sempre più suo questo concetto – nonostante le numerosissime resistenze che zavorrano diverse regioni vinicole, sprovviste persino di una vera e propria “piramide della qualità” a livello consortile – le ultime mosse in tema di comunicazione dei cugini d’Oltralpe fanno pensare a una svolta della Francia verso una certa… “italianizzazione“.

L’IGP PAYS D’OC, PATRIA DEI ROSATI FRANCESI

Due le regioni che stanno propendendo per un allargamento dei propri confini concettuali e comunicativi. La prima è Languedoc-Roussillon che con l’Igp Pays d’Oc, al suono dello slogan Liberté de style, “Libertà di stile”, punta ora ad andare ben oltre il ruolo di regione numero uno dei rosé francesi (272,9 milioni di bottiglie e 34% del market share della tipologia, contro i 139,5 milioni della Provenza).

Il 50% dei vigneti della regione (120 mila ettari su 240 mila totali) sono dedicati alla produzione di vini varietali – non solo rosé – ottenuti da uve come Merlot, Chardonnay e Grenache Noir, ma anche Cabernet Sauvignon, Sauvignon Blanc, Cinsault e Viognier.

Ed è questa gran varietà di scelta che sta puntando tutto il Syndicat des Producteurs de Vin de Pays d’Oc Igp e la locale Interprofession. Il tutto, insieme – e non è un aspetto secondario – all’ottimo rapporto qualità prezzo dei vini, che ne sta favorendo la notorietà sui mercati internazionali, in momenti in cui altre regioni francesi hanno raggiunto picchi inarrivabili.

LA SVOLTA IN BIANCO DEL MÉDOC


La seconda regione francese alla svolta della comunicazione è il Médoc. Nella nota Aoc dell’areale di Bordeaux è in atto un forte polemica per la proposta di inclusione di vitigni come Chardonnay, Chenin blanc, Viognier e Gros Manseng nella versione bianca del Médoc. Un’iniziativa che sta creando non pochi conflitti con le regioni vinicole francesi in cui queste varietà sono maggiormente rappresentative, come Borgogna e Loira.

A proporre la modifica del disciplinare e la svolta “in bianco” è niente meno del Consorzio vini Médoc, Haut-Médoc e Listrac-Médoc, che fa notare come i suoli di matrice ghiaiosa e argillo-calcarea della regione siano perfetti per la produzione di grandi vini bianchi, al pari dei rossi già noti internazionalmente (e forse meno bevuti d’un tempo, aggiungiamo noi).

Un cambio di passo connesso ai nuovi trend di consumo, che avvicina sempre più la Francia a una sorta di italianizzazione delle proprie denominazioni. D’altro canto, per la regione si tratterebbe di un ritorno al passato entro il 2025, ovvero a quell’Aoc Médoc Blanc per il quale diversi produttori nutrono nostalgia, pur potendo imbottigliare i loro bianchi come Aoc Bordeaux. Giusto o sbagliato, lo dirà solo il tempo. E allora Santé. Anzi, alla salute.

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Chianti Riserva Docg 2019 “Fortebraccio”, Tenuta Moriniello

Il Chianti Riserva Docg 2019Fortebraccio” di Tenuta Moriniello è uno dei vini rossi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Sangiovese per l’85%, completato da un 15% di Merlot. Il primo per slancio e proiezione, il secondo capace di conferire balsamicità, ancor più che frutto e rotondità.

Un Chianti Riserva di gran beva, “Fortebraccio”, goloso sui terziari di cioccolato e appagante per la trama tannica che scivola su una componente fruttata succosa. Gastronomicità da vendere, così, strizzando l’occhio alla piacevolezza di beva.

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Veneto Igt Bianco 2020 “Origini”, Vigne al Colle

Il Veneto Igt Bianco 2020 “Origini” della cantina Vigne al Colle è uno dei vini presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it, nella particolare sezione dedicata ai “Vini macerati”. Giallo oro carico, per l’appunto, per questo macerato da uve Garganega e Moscato bianco non filtrato, che fermenta a contatto con le bucce, vinificato come un tempo.

Nasce a nord di Rovolon, su suoli vulcanici. Naso ampio, generoso, agrume e frutta esotica. Gran freschezza e sapidità, in allungo. Il Veneto Igt Bianco 2020 “Origini” della cantina Vigne al Colle è un vino che abbina una gran beva a una struttura poliedrica per l’abbinamento, mostrando tutte le potenzialità del micro terroir vulcanico di Rovolon, sui Colli Euganei.

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Barbaresco, Gaja espianta un terzo della vecchia vigna Sorì San Lorenzo (foto-video)


Angelo Gaja
ha espiantato circa 1,14 dei 4,34 ettari di vecchie piante di Nebbiolo del suo vigneto Sorì San Lorenzo. Si tratta della parcella dalla quale nasce l’omonimo Barbaresco, tra i vini simbolo della cantina, nonché icona della regione vinicola piemontese. Un vino ricercato da collezionisti di tutto il mondo, entrato nel mito per il suo legame viscerale con il noto produttore. Forse anche per questo, Gaja è restio a commentare la decisione.

«La mia cantina non ha un sito web, figurarsi se voglio comunicare i dettagli sui lavori in corso al vigneto», sono le pochissime parole che l’imprenditore classe 1940 concede al telefono prima di riagganciare, salutando con la fretta di chi non vuole rilasciare alcuna dichiarazione. Un invito (indiretto) ad approfondire ancora più da vicino la notizia. Sul posto, di fatto, il (nuovo) colpo d’occhio del vigneto parla da sé.

Gli 1,14 ettari estirpati di Sorì San Lorenzo, nel cru Secondine, si presentano come la tavola spoglia di un ristorante stellato. Una macchia di colore marrone chiaro, con venature biancastre, tra le verdi file delle piante risparmiate dall’estirpo, e il bosco che scivola a valle. Il suolo si trova da giorni sotto l’assedio di pesanti cingolati. Sono almeno due gli operai intenti a livellare il vigneto, molto ripido, in attesa del probabile reimpianto.

Un cumulo di vecchie viti strappate dalla terra fa mostra di sé prima della fine della strada, a pochi passi dal cartello che indica il Cru Secondine. Una seconda catasta si trova sotto un albero, ai piedi del vigneto. È l’immagine perfetta di un pezzo di storia che se ne va. Un po’ per vecchiaia. Un po’, forse, per via una scelta imprenditoriale che sta facendo certamente discutere in tutta la zona. Senza spiegazioni ufficiali, è solo possibile ipotizzare quali siano le ragioni che hanno portato Angelo Gaja a sradicare un terzo del suo iconico vigneto di Nebbiolo.

GAJA E L’ICONICO BARBARESCO SORÌ SAN LORENZO

Siamo sul versante occidentale della denominazione, a pochi passi dalle sponde del fiume Tanaro, che divide Langhe e Roero. Una zona mitigata dalla presenza del corso d’acqua, in cui le piante di Nebbiolo, con età media di 75 anni, maturavano prima rispetto a molte altre zone di Barbaresco. Qualche vicino racconta come Gaja fosse tra i primi a raccogliere le sue uve in zona, raggiungendo ottimali gradi di maturazione senza il rischio di compromettere la qualità, a causa delle piogge. Quello che anni fa poteva essere un vantaggio, potrebbe poi essere diventato un ostacolo a fronte dei cambiamenti climatici.

Ecco perché è possibile ipotizzare che l’estirpo degli 1,14 ettari di Sorì San Lorenzo possano essere dettati, oltre che dall’anzianità delle piante, anche dalla scelta di impiantare un diverso clone di Nebbiolo, a maturazione tardiva: del resto sono 95 quelli ammessi all’interno della Denominazione. Da escludere, in merito al prossimo colpo d’occhio del vigneto, l’ipotesi del cosiddetto “ritocchino”, non più praticabile nelle Langhe divenute patrimonio Unesco.

Questa tecnica, infatti, prevede sì la disposizione dei filari nel verso della massima pendenza (nel caso specifico si raggiunge almeno il 30%) ma causa tuttavia problemi di erosione. Gli stessi che sono già ben visibili nella parte alta della porzione di vigneto espiantata, di proprietà di proprietà di altri vignaioli, dove è presente una scarpata piuttosto ripida.

GLI ALTRI PRODUTTORI DEL CRU SECONDINE

Di fatto, Angelo Gaja non è il solo a possedere vigneti all’interno del cru Secondine. Oltre a lui, capace di dare notorietà alla zona proprio grazie al suo vino Sorì San Lorenzo, ci sono La Spinona, i Produttori di Barbaresco e, da qualche anno, Stefano Sarotto, che alleva il vigneto di proprietà della moglie, Nora Negri (il primo Barbaresco, secondo indiscrezioni, porterà l’annata 2020 in etichetta).

Piccolissime porzioni sono poi di proprietà di altri privati. Non c’è solo Nebbiolo nel Cru Secondine, situato tra i 170 e i 245 metri sul livello del mare. Del 76% attualmente piantato a vigna, solo il 70% è da iscrivere al vitigno principe delle Langhe del Barolo e del Barbaresco. Il 15% è Barbera, l’8 a Langhe rosso 8% (Freisa, per esempio).

La parte restante è a Langhe Bianco, dunque a varietà di uve a bacca bianca (per esempio Chardonnay). I ben informati sanno che è lo stesso Gaja ad aver prodotto nella storia, in alcune annate, il suo Sorì San Lorenzo come Langhe Nebbiolo, al posto di Barbaresco. Il tutto giustificato con l’aggiunta di un 5% di Barbera al Nebbiolo. Una scelta che, almeno potenzialmente, avrebbe consentito un cospicuo surplus di produzione, calcolabile in media attorno al 25% in più.

Il tutto senza cambiare il prezzo, essendo Sorì San Lorenzo un vino icona, entrato nella storia dei grandi vini rossi italiani capaci di conquistare il mondo. E se è vero che “Sorì”, in piemontese, indica la porzione di vigneto più calda, perché ben esposta al sole, il futuro non potrà che essere luminoso. Anche in seguito all’estirpo.

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Igt Daunia 2017 Vino spumante Metodo classico, Cantina La Marchesa

L’Igt Daunia 2017 Metodo classicoL’Istante della Marchesa” è uno degli spumanti presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Aglianico in purezza. Dopo oltre 42 mesi di maturazione sui lieviti e numerose prove da parte di questa piccola realtà della provincia di Foggia, già “Cantina dell’anno – Sud Italia” 2022 per la Guida Top 100 Migliori vini italiani targata winemag,it, ecco il primo metodo classico de La Marchesa. Un Pas Dosé.

Si conferma la meticolosità dell’approccio della cantina, dalla vigna alla bottiglia. L’Aglianico è riconoscibile sia al naso sia al sorso. Olfatto e palato si distendono su un letto di agrumi e frutti rossi e su venature saline che stuzzicano l’appetito, chiamando abbinamenti importanti. L’ennesima chicca de La Marchesa.

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Etna Doc Rosso 2020 “deAetna”, Terra Costantino

L’Etna Doc Rosso 2020 “deAetna” di Terra Costantino è uno dei vini rossi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. La prima azienda vinicola certificata biologica della denominazione (era il 2000), sfodera un Etna Doc Rosso di grande carattere e tipicità, dopo aver convinto anche con il proprio Etna Bianco, a sua volta in Guida. La quota del Nerello Mascalese nell’uvaggio è del 90%, saldata da un 10% di Nerello Cappuccio.

Il nettare si presenta alla vista di un rosso rubino. Naso e palato connotati da una tensione d’agrume pregevole, che ricorda l’arancia sanguinella. Il frutto si conferma croccante al palato. Premiata beva, freschezza e carattere “moderno” della denominazione etnea. Vino con ottime prospettive di allungo nel tempo.

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Igt Toscana 2020 “Bianco Fedespina”, Podere Fedespina

L’Igt Toscana 2020Bianco Fedespina” di Podere Fedespina è uno dei vini bianchi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Un vino da uvaggio ottenuto da varietà Chardonnay, Vermentino e Durella che confermano, a un anno di distanza, l’ottimo lavoro della “Cantina dell’anno – Centro Italia” 2022 della nostra guida nazionale.

Alla vista, “Bianco Fedespina” 2020 si presenta di un bel giallo paglierino. Naso suadente, cremoso, burroso, sullo Chardonnay ma anche sull’esotico del Vermentino. In bocca la Durella conferisce slancio, dinamicità e verticalità unica alla beva di un vino che non smette di convincere, di annata in annata. Etichetta e cantina da scoprire.

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Taurasi Riserva Docg 2017, Vigne Guadagno

Il Taurasi Riserva Docg 2017 di Vigne Guadagno è uno dei vini presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Aglianico in purezza, che si riflette nel rubino intenso dai riflessi purpurei. Naso elegantissimo, succoso: ciliegia, fragolina di bosco, lampone, ribes maturo, ma anche mora selvatica.

Il tutto su un sottofondo fresco, che parla di sottobosco, di muschio, di mentuccia. In bocca un’ottima corrispondenza, in un quadro altrettanto elegante. Delizioso anche in allungo, il Taurasi Riserva Docg 2017 di Vigne Guadagno. Gran persistenza sull’agrume rosso che stuzzica tannini di prospettiva, già in cravatta. Vino all’inizio del suo lunghissimo percorso di vita.

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Rosso Toscana Igt 2019 “La Historia d’Italia”, Conte Guicciardini

Il Rosso Toscana Igt 2019La Historia d’Italia” della cantina Conte Guicciardini è uno dei vini rossi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Un’etichetta che tributa il politico, diplomatico e statista Francesco Guicciardini attraverso il Merlot e la sua espressione di Poppiano, casa natia di questa figura centrale nella storia d’Italia.

Premesse sufficienti per garantire un nettare che appaghi sotto ogni profilo, in particolar modo nel riflettere e combinare, l’anima e legante e al contempo golosa del vitigno bordolese. Alla vista, “La Historia d’Italia” si presenta di un Rubino intenso.

Frutto rosso protagonista al naso (ciliegia, lampone), terziari in sottofondo. Vino importantissimo al palato, strutturato, connotato da terziari che avvolgono la frutta e donano ulteriore slancio vitale a questa vendemmia 2019. Pregevole e centratissima la vena di sapidità che fa da filo conduttore al sorso, prima della chiusura freschissima, balsamica.

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Recioto di Soave Doc 2018 “Suavissimus”, Nardello

Il Recioto di Soave Doc 2018Suavissimus” di Nardello è uno dei vini dolci presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani di winemag.it. La cantina di Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona, mostra di avere una gamma profonda e di gran qualità, nel segno di un’interpretazione autentica del terroir di Soave.

Il Recioto 2018 “Suavissimus” si presenta alla vista di un giallo dorato. Al naso rivela una splendida espressione del frutto, in termini di ricchezza e precisione, unita a una freschezza conferita da note balsamiche. Ricordi di frutta matura e frutta secca ben avvolti da suadenti note di miele, sferzati da agrumi freschi e canditi. Sorso di gran concentrazione, eppure beva spasmodica per un vino giovanissimo, che non smetterà di sorprendere nel tempo.

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Aglianico del Vulture Superiore Docg 2018 “Campo Melograno”, Regio Cantina

L’Aglianico del Vulture Superiore Docg 2018 “Campo Melograno” di Regio Cantina è uno dei vini rossi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Aglianico in purezza, che si presenta in una veste granata, impenetrabile. Naso quasi interamente sul frutto, concentrato e tendente alla confettura (prugna, amarena) con richiami balsamici alla mentuccia, al fiore di viola e a terziari di vaniglia bourbon e polvere di caffè.

In bocca un Aglianico del Vulture che si lascia già bere con agilità, senza disdegnare la tipica espressione da “maratoneta” del tannino, vivo sul succo, con grande eleganza. “Campo Melograno” è un vino di gran prospettiva, pur già godibile, è ulteriormente valorizzabile da abbinamenti culinari di pari struttura (carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati).

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Doc Sicilia 2020 Perricone “Cimento di Perricone”, Centopassi

Il Doc Sicilia 2020 PerriconeCimento di Perricone” della cantina Centopassi è uno dei vini rossi presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Chiaramente un Perricone in purezza, impenetrabile alla vista. Un vino che si rivela splendida interpretazione del vitigno. Frutto preciso, sapidità nel finale, ma soprattutto tannicità, rusticità e “verde” del vitigno gestiti magistralmente. Un vino che può regalare regalare soddisfazioni anche in termini di affinamento.

Centopassi è l’anima vitivinicola delle cooperative Libera Terra, che coltivano terre confiscate alla mafia in Sicilia. “Cimento di Perricone” nasce da viti radicate su terreni sciolti argillosi, a 400 metri di altitudine, nel cuore dell’Alto Belice Corleonese. Per l’esattezza, le uve provengono dalla vigna Don Tommaso a San Cipirello (PA).

«In questa bottiglia vi è tutto quello che il Perricone, uno dei più antichi vitigni autoctoni siciliani, ci ha insegnato della cura della vite e della valorizzazione dei suoi frutti», recita la descrizione di Centopassi. In realtà, molto più di un “semplice” vino buono.

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Cannonau di Sardegna Doc 2020 “Martis Sero”, Vignaioli Cadinu

Il Cannonau di Sardegna Doc 2020Martis Sero” di Vignaioli Cadinu è uno dei vini presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Un Cannonau in purezza, dallo splendido terroir di Mamoiada. L’ennesima chicca di Vignaioli Cadinu (già premiata per il “Miglior rosato italiano 2023” dalla nostra Guida), prodotta in sole 2.560 bottiglie.

Non spaventino i 15,5% di percentuale d’alcol in volume. Il nettare si presenta nel calice di un colore splendido, rubino luminoso. Naso su ricordi leggeri di marzapane sul frutto croccante, fiori di viola e rosa, agrumi. Un profilo aromatico interessantissimo che porta alla memoria anche il fico d’india, dalla polpa rossa e succosa, oltre a un lampone netto.

Il palato è ricchissimo, altrettanto stratificato. Tannino importante ma in cravatta, che lavora bene sulla materia e mostra le assolute doti in allungo di questo vino, in termini di longevità. Lunga vita davanti, di fatto, per questo manifesto all’uva Cannonau.

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Dentro la testa di un buyer vino Gdo: tra listini, inflazione e mosse sull’assortimento


Cosa frulla nella testa di un buyer vino Gdo, in questi mesi di grande agitazione dei mercati, che ha riflessi diretti anche sul vino in vendita al supermercato? Di tutto. Il category manager intervistato da winemag.it per la rubrica Vinialsuper – Vini al Supermercato preferisce rimanere anonimo, senza tuttavia sottrarsi da un’analisi ad ampio spettro della particolare fase storica dello scaffale.

«Come ben sappiamo – spiega – la situazione del mercato del vino nel 2022 è stata piuttosto turbolenta. Un insieme di congiunture negative a livello mondiale ha fatto esplodere tutti i costi, legati in particolare alle componenti secche (tappi , capsule, vetro, trasporti) che servono per imbottigliare il vino e che ha costretto le aziende a chiedere aumenti di listini mai visti prima. Solo una parte di questa inflazione è stata scaricata sul consumatore finale. La rimanente parte è rimasta in pancia agli operatori della Gdo, per cercare di tutelare al meglio il potere di acquisto dei nostri clienti».

Qual è stata, dunque, la risposta dei consumatori? «Abbiamo osservato – risponde il buyer – che l’elasticità della domanda al prezzo è molto più sensibile sui vini di fascia basic. Questo ha portato, allentando leggermente la pressione promozionale, a perdere volumi piuttosto consistenti. Man mano che si sale di prezzo, su vini di posizionamento premium e super premium, fino ad arrivare ai “vini icon”, si assiste al fenomeno contrario. E l’elasticità della domanda al prezzo tende ad azzerarsi».

DALLA “PREMIUMIZZAZIONE” ALLA CRISI

In altre parole, l’aumento dei costi di produzione e, dunque, del prezzo di alcuni vini, ha avuto riflessi più negativi sui vini di fascia prezzo bassa, rispetto a quelli posizionati su fasce intermedie, alte e premium. Categorie, queste ultime, che avevano già beneficiato delle misure anti-pandemia, con il “pubblico” di hotel, ristoranti, enoteche e wine bar (Horeca) che si è riversato in massa tra le corsie dei supermercati, alzando lo scontrino medio di tutte le insegne.

Non dimentichiamoci – sottolinea il category manager Gdo – che durante i due anni di pandemia abbiamo assistito ad un ricerca di gratificazione personale che ha portato ad alzare l’asticella sulla qualità di quello che si degusta nel bicchiere, andando a consolidare il claim del “Drink Less, Drink Better”».

La decantata “premiumizzazione” dello scaffale Gdo sembra dunque aver subito una battuta d’arresto che non va imputata alla scarsa motivazione dei buyer delle insegne. Bensì, ancora una volta, al particolare momento storico e al ridotto potere d’acquisto degli italiani (ma il discorso vale anche in altri Paesi).

«SPUMANTI AL SUPERMERCATO: UN FENOMENO A PARTE»

Fenomeno a parte la categoria spumanti. E a confermarlo, oltre ai maggiori istituti di ricerca del settore, è anche il buyer intervistato da winemag.it per la rubrica Vinialsuper – Vini al Supermercato. «La categoria – sottolinea il manager – è in ottima forma e non conosce crisi tra gli scaffali della Gdo. In particolare il mondo Prosecco, ma anche i Metodo Italiano / Charmat generici, sembrano uscire scalfiti dal periodo, nonostante i riposizionamenti di tante Denominazioni». Tra queste proprio il Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiadene Docg, che ha perso quota in Gdo nell’ultimo anno, guadagnando però terreno sul fronte dell’export.

Come si “muove” e muoverà, allora, lo scaffale dei vini dei supermercati italiani nei prossimi mesi? «A livello di scelte di assortimento – evidenzia il category manager – sarà prioritario presidiare sempre di più le categorie di fascia prezzo medio, medio/alta, introdurre nuove denominazioni a scaffale, anche poco conosciute, data la forte curiosità e la sempre più alta preparazione dei consumatori. E, last but not least, segmentare ulteriormente la categoria Spumanti Metodo Charmat / Metodo classico, che sono il vero traino della categoria VINO negli ultimi anni, grazie soprattutto al consumo sempre più destagionalizzato e non solamente relegato alle ricorrenze».

Non sorprendono, allora, le scelte al solito lungimiranti di cantine come Terre di Sava che, dalla sua Puglia – o, meglio, dal suo Salento – ha lanciato sul mercato una nuova linea di spumanti, sotto al cappello del brand Notte Rossa, da sempre connotato da un incontestabile rapporto qualità-prezzo. Ma non sorprendono neppure gli investimenti di Mario Piccini nella spumantistica dell’Etna, un territorio che – assieme all’Alta Langa – potrebbe diventare una delle nuove frontiere per i buyer Gdo. Proprio nell’ottica descritta dal category manager, tra segmentazione dello scaffale e necessità di intercettare la curiosità di consumatori sempre più attenti alla qualità.

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Winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a dicembre 2022?

Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a dicembre 2022? Ultimo appuntamento con i fatti salienti dello scorso anno. Per non perderti neppure una wine news e aggiornamento di winemag.it, iscriviti alla newsletter.

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VINO, EXPORT VERSO GLI 8 MILIARDI DI EURO

Export vino italiano 2022 verso il record di 8 miliardi di euro. Le previsioni dell’Osservatorio Federvini. Spirits in scia con 1,7 miliardi di euro.

Export vino italiano 2022 verso il record di 8 miliardi di euro

10 CHIANTI COLLI FIORENTINI DA ASSAGGIARE

Dieci Chianti Colli Fiorentini da provare per capire il vino di Firenze. Il bilancio della prima expo a Palazzo Vecchio per i 29 produttori del Consorzio: parola d’ordine “sapidità”.

Dieci Chianti Colli Fiorentini da provare per capire il vino di Firenze

TANNICO NEWS

L’e-commerce Tannico ha una nuova proprietà: Campari Group e Moët Hennessy. La joint-venture completa l’acquisizione. Thierry Bertrand-Souleau è il nuovo Ad.

L’e-commerce Tannico ha una nuova proprietà: Campari Group e Moët Hennessy

PRIMITIVO DI MANDURIA, FASCETTA OBBLIGATORIA

Fascetta di Stato obbligatoria da gennaio 2023 sul Primitivo di Manduria.

Fascetta di Stato obbligatoria da gennaio 2023 sul Primitivo di Manduria

TERRE D’OLTREPÒ, REINTEGRATO IL SOCIO GIORGI

Terre d’Oltrepò, il Tribunale reintegra come socio l’ex presidente Andrea Giorgi. Annullata la delibera di luglio.

Terre d’Oltrepò, il Tribunale reintegra come socio l’ex presidente Andrea Giorgi

VETRO, NUOVI AUMENTI

Nuovo aumento costi vetro: produttori vino chiedono aiuto in legge di bilancio. La proposta di Unione italiana vini.

Nuovo aumento costi vetro: produttori vino chiedono aiuto in legge di bilancio

MONTRESOR COMPIE 130 ANNI IN VALPOLICELLA

Cantine Giacomo Montresor compie 130 anni e regala a Verona un Museo del Vino. Taglio del nastro questa mattina. A onorare il traguardo anche un libro, un rinnovato wineshop e una bottiglia celebrativa.

Cantine Giacomo Montresor compie 130 anni e regala a Verona un Museo del Vino

VINI D’ABRUZZO, POLVERONE SU DE SICA

«Bottiglia dell’anno in Abruzzo? Una merda». Bufera sul trailer del cinepanettone di Christian De Sica (video).

«Bottiglia dell’anno in Abruzzo? Una merda». Bufera sul cinepanettone di Christian De Sica (video)

IL VIGNETO CENTENARIO DI ELVIO COGNO

Il vigneto centenario della Barbera d’Alba “Pre-Phylloxera” Elvio Cogno. Viaggio tra i 9 filari a piede franco che la cantina di Novello custodisce (e preserva) in località Berri, a La Morra. Un vero e proprio “museo a cielo aperto”.

Il vigneto centenario della Barbera d’Alba “Pre-Phylloxera” Elvio Cogno

TENUTA SAN GUIDO FA ARRESTARE L’ESTORSORE

Tentata estorsione a Tenuta San Guido: «150 mila euro o brucio vigneto Sassicaia». In manette un 47enne triestino.

Tentata estorsione a Tenuta San Guido: «150 mila euro o brucio vigneto Sassicaia»

CANTINA CLAVESANA, ESORDIO CON IL BAROLO RAVERA

Cantina Clavesana, esordio con il Barolo Ravera Docg 2018 “Mito”. Solo 2.665 bottiglie numerate, all’insegna della diversificazione. In aumento gli impianti di Alta Langa, Viognier, Pinot Nero e Chardonnay.

Cantina Clavesana, esordio con il Barolo Ravera Docg 2018 “Mito”

PROSECCO IN LATTINA, IL MONITO DI ZAIA

Prosecco in lattina, Zaia: «Necessario rimanere ancorati alla tradizione».

Prosecco in lattina, Zaia: «Necessario rimanere ancorati alla tradizione»

LA RECANTINA DEL MONTELLO

Le opportunità della Recantina tra i bordolesi del Montello Asolo: l’editoriale. E l’enologa Graziana Grassini conferma: «Può diventare il vitigno principe del Montello».

Le opportunità della Recantina tra i bordolesi del Montello Asolo

VITIRES E IL FUTURO DEI VITIGNI RESISTENTI PIWI ITALIANI

Così il Consorzio Vitires farà la storia dei vitigni resistenti Piwi italiani: l’editoriale. Vitires (https://www.winemag.it/piwi-nasce-vitires-consorzio-sviluppo-vitigni-resistenti-emilia-romagna/) è il Consorzio per lo sviluppo dei vitigni resistenti dell’Emilia-Romagna. Un’iniziativa di Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico e Centro ricerche Ri.Nova.

Così il Consorzio Vitires farà la storia dei vitigni resistenti Piwi italiani

VERONAFIERE, PIÙ POTERI A DANESE

Veronafiere, obiettivo «snellire la gestione»: ampliate le deleghe di Maurizio Danese. Viale del Lavoro rinuncia alla nomina di un nuovo direttore generale.

Veronafiere, obiettivo «snellire la gestione»: ampliate le deleghe di Maurizio Danese

QUALITÀ CLUB SELECTION

Francesco Bennati, il 26enne tra i grandi dell’En Primeur di Bordeaux con Qualità Club Selection. Il giovane veronese si è conquistato la fiducia dei francesi, a Pomerol. Oggi seleziona i Grand Cru per la distribuzione di famiglia, che nel 2022 festeggia 40 anni.

Francesco Bennati, il 26enne tra i grandi dell’En Primeur di Bordeaux con Qualità Club Selection

CONEGLIANO VALDOBBIADENE, IL BILANCIO

Prosecco Conegliano Valdobbiadene: nel 2022 battuta d’arresto Gdo, ma cresce l’export. L’analisi dell’annuale Rapporto economico.

Prosecco Conegliano Valdobbiadene: nel 2022 battuta d’arresto Gdo, ma cresce l’export

SPUMANTI ITALIANI VERSO IL MILIARDO

Spumanti italiani, Natale e Capodanno record: si stapperanno 341 milioni di bottiglie. Le stime dell’Osservatorio Uiv-Ismea. Nuovo record produttivo nel 2022: quasi un miliardo di sparkling.

Spumanti italiani, Natale e Capodanno record: si stapperanno 341 milioni di bottiglie

GDO-CANTINE, GUERRA SUI LISTINI

Guerra listini tra Gdo e cantine italiane, Federvini: «No a moratoria prezzi al supermercato». Pallini: «Necessario avviare un dialogo schietto e fattivo lungo tutta la filiera». Frescobaldi (Uiv): «Rigidità poco costruttive».

Guerra listini tra Gdo e cantine italiane, Federvini: «No a moratoria prezzi al supermercato»

MARSALA, INTERVISTA AL PRESIDENTE BENEDETTO RENDA

Cinque domande a Benedetto Renda sul neonato Consorzio Vino Marsala. Il presidente a tutto tondo: dall’erga omnes al Perpetuo, passando per la comunicazione e la semplificazione delle tipologie della Doc siciliana.

Cinque domande a Benedetto Renda sul neonato Consorzio Vino Marsala

ALTA LANGA SHOW

Alta Langa vero fenomeno del metodo classico italiano: 597 ettari entro il 2025. L’ingresso di 18 nuovi soci porta la base a 134 cantine. Produzione stimata attorno ai 3 milioni di bottiglie per l’ultima vendemmia. +40% di vendite rispetto al 2021.

Alta Langa vero fenomeno del metodo classico italiano: 597 ettari entro il 2025

IL (NOSTRO) BENVENUTO BRUNELLO

Benvenuto Brunello 2022: punteggi Brunello 2018, Riserva 2017 e Rosso di Montalcino 2020, 2021. Annata difficile, la 2018, che conferma la maestria dei produttori toscani. Da rivedere, invece, la formula “Benvenuto Brunello”.

Benvenuto Brunello 2022: punteggi Brunello 2018, Riserva 2017 e Rosso di Montalcino 2020, 2021

MONTALBERA, FUORI UNO DEI GRANDI DEL RUCHÉ

Sul Ruché di Castagnole Monferrato è gara a chi la fa più lontano (la promozione): l’editoriale.

Sul Ruché di Castagnole Monferrato è gara a chi la fa più lontano (la promozione)

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Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a ottobre 2022?

Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a ottobre 2022? Decimo appuntamento (di 12) con i fatti salienti dello scorso anno. Un viaggio nel tempo tra le notizie del vino italiano. Iscriviti alla newsletter di winemag.it per non perderti neppure una news.

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I VINI PIÙ VENDUTI ONLINE

Lugana, Primitivo, Valdobbiadene e rosato Salento guidano le vendite di vino online. Lo studio di Nomisma Wine Monitor in collaborazione con uno degli e-commerce più noti in Italia.

Lugana, Primitivo, Valdobbiadene e rosato Salento guidano le vendite di vino online

«LA BOTTIGLIA DORATA NON IMITA BOTTEGA»

Cantina toscana assolta in Tribunale: «La bottiglia dorata non imita Bottega». La sentenza, a 7 anni dall’avvio del procedimento.

Cantina toscana assolta in Tribunale: «La bottiglia dorata non imita Bottega»

ENOTECA BERNABEI, CAMBIO AI VERTICI

Daniele Bernabei subentra a Giontella: è lui il nuovo general manager dell’Enoteca online. Svolta ai vertici dell’azienda romana.

Daniele Bernabei subentra a Giontella: è lui il nuovo general manager dell’Enoteca online

IL MIGLIOR SPUMANTE ITALIANO 2023

Guida winemag 2023: il Verdicchio 2015 Pas Dosè “Millesimè” di Mirizzi è Spumante dell’anno. Settanta mesi sui lieviti per un Metodo classico da conoscere. L’ultima scommessa del visionario Gianluca Mirizzi.

Guida winemag 2023: il Verdicchio 2015 Pas Dosè “Millesimè” di Mirizzi è Spumante dell’anno

ASTI DOCG: PIÙ ETTARI, PIÙ BOTTIGLIE

Asti Docg verso l’aumento della superficie vitata: 300 ettari per 3 milioni di bottiglie. Il Consorzio: «Interruzione a una limitazione che si protraeva da lungo tempo». «Sorprendente» la vendemmia 2022.

Asti Docg verso l’aumento della superficie vitata: 300 ettari per 3 milioni di bottiglie

LE STAGIONI DEL TARTUFO

Quando cresce il tartufo? La risposta (in pillole) degli esperti. Iniziata la raccolta del pregiato “bianco”, condizionata dalla siccità. L’annata non sarà particolarmente produttiva.

Quando cresce il tartufo? La risposta (in pillole) degli esperti

NIZZA DOCG, VENDEMMIA «SORPRENDENTE»

Vendemmia 2022, Nizza Docg come il Douro: «Gradazioni non esasperate ed equilibrio». Esito «sorprendente», vista l’annata calda e secca. Stefano Chiarlo: «Fondamentali le rese basse della zona».

Vendemmia 2022, Nizza Docg come il Douro: «Gradazioni non esasperate ed equilibrio»

ELEZIONI FISAR, SFIDA A DUE PER LA PRESIDENZA

Elezioni Fisar 2022, tutti i candidati: Roberto Donadini sfida Mariella Dubbini per il dopo Terzago. Lista 1 “Costruiamo insieme il futuro” vs Lista 2 “Sommelier nel cuore – Con Noi per Cambiare”.

Elezioni Fisar 2022, tutti i candidati: Roberto Donadini sfida Mariella Dubbini per il dopo Terzago

VITE DI VINO: L’INCONTRO TRA WALTER MASSA E MAURIZIO “CAINO” MENICHETTI

Walter Massa e quel fax di Maurizio “Caino” Menichetti che cambiò la storia del Timorasso. In esclusiva la storia dell’incontro tra il vignaiolo piemontese e il ristoratore bistellato toscano.

Walter Massa e quel fax di Maurizio “Caino” Menichetti che cambiò la storia del Timorasso

I VINI PREMIATI AL MONDIAL DES VINS EXTRÊMES 2022

Mondial des Vins Extrêmes 2022: tutti i vini da viticoltura eroica premiati in Valle d’Aosta. Gli esiti del concorso organizzato dal Cervim.

Mondial des Vins Extrêmes 2022: tutti i vini da viticoltura eroica premiati in Valle d’Aosta

MONFERACE, IL GRIGNOLINO CHE FA LEGNO: L’EDITORIALE

Monferace, il Grignolino del Monferrato che “fa legno”: tutti sicuri ne abbia bisogno? Il mondo va da un’altra parte, ma tra Casalese e Astigiano 12 aziende investono su un «progetto della tradizione».

Monferace, il Grignolino del Monferrato che “fa legno”: tutti sicuri ne abbia bisogno?

MIGLIOR ROSATO ITALIANO 2023

Il Cannonau di Sardegna 2021 Martis Sero di Vignaioli Cadinu è Miglior rosato italiano 2023. Un vino incollato al territorio di Mamoiada, in tiratura limitatissima: solo 620 bottiglie prodotte dai fratelli Pino e Giovanni.

Il Cannonau di Sardegna 2021 Martis Sero di Vignaioli Cadinu è Miglior rosato italiano 2023

FEDERVINI AL GOVERNO: «FAVORIRE AGGREGAZIONI E ACQUISIZIONI TRA IMPRESE»

«Favorire aggregazioni e acquisizioni tra imprese»: la richiesta di Federvini al governo Meloni. La presidente Pallini: «Aziende più grandi anche per aggredire i mercati esteri in modo coordinato ed efficace».

«Favorire aggregazioni e acquisizioni tra imprese»: la richiesta di Federvini al governo Meloni

VERSO IL PARCO DEL CERASUOLO DI VITTORIA

Verso il Parco del Cerasuolo di Vittoria: investimento da 500 mila euro. Allo studio anche un “Sistema Marchio Paesaggistico di Qualità Collettivo” legato ai paesaggi locali.

Verso il Parco del Cerasuolo di Vittoria: investimento da 500 mila euro

I VINI DEL COLLIO 2022

Vendemmia 2022 nel Collio «ottima con punte di eccellenza».

Vendemmia 2022 nel Collio «ottima con punte di eccellenza»

CAPO DI STATO DI LOREDAN GASPARINI

Capo di Stato Loredan Gasparini in verticale: il Montello guarda Bordeaux. A Rossobordò degustazione del vino icona di Venegazzù, guidata dall’enologo Mauro Rasera.

Capo di Stato Loredan Gasparini in verticale: il Montello guarda Bordeaux

FIVI DA STELLA MICHELIN

Vignaioli da Stella Michelin: il Ristorante Gourmet Peter Brunel diventa “Punto d’affezione” Fivi. «Cuochi e vignaioli hanno molto in comune. Dobbiamo parlare, confrontarci, conoscerci a vicenda».

Vignaioli da Stella Michelin: il Ristorante Gourmet Peter Brunel diventa “Punto d’affezione” Fivi

VINO GDO, CALANO LE VENDITE

Calano le vendite di vino al supermercato nei primi 9 mesi 2022. L’analisi dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea.

Calano le vendite di vino al supermercato nei primi 9 mesi 2022

VINO PERPETUO E MARSALA

Il futuro del vino Perpetuo? Lontano da Marsala, nella Doc Sicilia. Lo rivelano Renato De Bartoli e Nino Barraco a “Perpetuo Wine Fest”, evento ideato per dare nuova identità al vino ossidativo tradizionale siciliano.

Il futuro del vino Perpetuo? Lontano da Marsala, nella Doc Sicilia

APPASSIMENTO PATRIMONIO UNESCO: LA VALPOLICELLA CI CREDE

Valpolicella, l’appassimento come “Patrimonio Unesco”: al via la call to action. La candidatura entra nella “Fase 2”.

Valpolicella, l’appassimento come “Patrimonio Unesco”: al via la call to action

LAVORO NERO IN VIGNA A MONTEBELLO VICENTINO

Lavoro in nero in vigna a Montebello Vicentino: scoperti 8 braccianti indiani irregolari. Maxi sanzione per il titolare dell’azienda agricola, che ha subito regolarizzato i dipendenti per evitare la sospensione.

Lavoro in nero in vigna a Montebello Vicentino: scoperti 8 braccianti indiani irregolari

VINI ANALCOLICI, COOPERATIVE IN PRESSING

Vini analcolici: cooperative vitivinicole mondiali in pressing sull’Ue. I “Low” e “no-alcohol” beverage varranno 68,9 miliardi di dollari nel 2030. I colossi del vino chiedono «condizioni di parità per sviluppare il segmento».

Vini analcolici: cooperative vitivinicole mondiali in pressing sull’Ue

FIVI E LA RIFORMA DEI CONSORZI DEL VINO

Fivi e la riforma dei Consorzi del vino: perché è il momento giusto con Meloni e Centinaio. «I criteri di voto favoriscono grandi gruppi e cooperative sociali». L’incontro promesso e mai avvenuto e la nuova lettera a Lollobrigida.

Fivi e la riforma dei Consorzi del vino: perché è il momento giusto con Meloni e Centinaio

IL GUSTO DI LUCE NEL VINO

Cos’è il gusto di luce nel vino e come prevenirlo con la carenza di bottiglie di vetro di qualità. Una ricerca dell’Università degli Studi di Milano indaga il nuovo spauracchio degli enologi.

Cos’è il gusto di luce nel vino e come prevenirlo con la carenza di bottiglie di vetro di qualità

LA VENDEMMIA PIÙ LUNGA D’ITALIA IN SICILIA

Sicilia, conclusa la vendemmia più lunga d’Italia: «Annata 2022 eccellente». Calo del 10% della quantità. Il punto con i produttori locali, da Marsala all’Etna e dalle Lipari a Vittoria.

Sicilia, conclusa la vendemmia più lunga d’Italia: «Annata 2022 eccellente»

FISAR, ECCP IL NUOVO PRESIDENTE

Roberto Donadini nuovo presidente Fisar: i sommelier eletti. La spunta la Lista 1, guidata dall’esponente trevigiano. Parola d’ordine «rinnovamento».

Roberto Donadini nuovo presidente Fisar: i sommelier eletti

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Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo ad agosto 2022?

Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo ad agosto 2022? Ottavo appuntamento (di 12) con i fatti salienti dello scorso anno. Un viaggio nel tempo tra le notizie del vino italiano. Iscriviti alla newsletter di winemag.it per non perderti neppure una news.

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RUBINELLI VAJOL MIGLIOR CANTINA ITALIANA 2023

Rubinelli Vajol è Cantina italiana dell’anno per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023. Massimo riconoscimento di winemag.it per l’azienda agricola di San Pietro in Cariano, in Valpolicella.

https://www.winemag.it/rubinelli-vajol-cantina-italiana-dell-anno-2023-winemag-it/

KERNER, LA GRANDE CHANCE DELL’ALTO ADIGE

I migliori Kerner dell’Alto Adige: crescono ettari e popolarità. Degustazione di 26 etichette del Consorzio.

I migliori Kerner dell’Alto Adige: crescono ettari e popolarità

VENDEMMIA 2022 AL VIA IN SICILIA

Iniziata la vendemmia 2022 in Sicilia: la più lunga d’Italia, si concluderà sull’Etna. Le previsioni di Assovini.

Iniziata la vendemmia 2022 in Sicilia: la più lunga d’Italia, si concluderà sull’Etna

LE DOMANDE PER DIVENTARE MASTER OF WINE

Sapresti rispondere alle domande per diventare Master of Wine nel 2022? La lista dei quesiti presentati a 103 studenti ad Adelaide, Londra, Napa.

Sapresti rispondere alle domande per diventare Master of Wine nel 2022?

IL MALTEMPO FLAGELLA L’ITALIA

Maltempo: vigneti e campi distrutti nel Lazio e in Campania, Puglia e Sicilia. Perdite del raccolto fino all’80%, come nei giorni scorsi in Oltrepò pavese, in Lombardia.

Maltempo: vigneti e campi distrutti nel Lazio e in Campania, Puglia e Sicilia

BANDO AL PROSECCO AUSTRALIANO, UN CASO INTERNAZIONALE

Prosecco australiano vietato in Nuova Zelanda, ira dell’Australia: «Chiesti chiarimenti». Esclusiva winemag.it. Business da 3,5 milioni di dollari in fumo dopo l’accordo tra Ue e governo neozelandese.

Prosecco australiano vietato in Nuova Zelanda, ira dell’Australia: «Chiesti chiarimenti»

ALTA LANGA, UNA VENDEMMIA DI ALTA QUALITÀ

Alta Langa Docg, alta qualità: iniziata la vendemmia 2022. Produttori concentrati sul Pinot Nero, poi sullo Chardonnay.

Alta Langa Docg, alta qualità: iniziata la vendemmia 2022

LA GESTIONE DEL RISCHIO CLIMATICO

Siccità, nubifragi, grandine, Confagricoltura: «Gestione rischio climatico nel futuro agricoltura». «Necessario un nuovo approccio che comprenda la cura e la gestione del territorio, sfruttando anche l’intelligenza artificiale».

Siccità, nubifragi, grandine, Confagricoltura: «Gestione rischio climatico nel futuro agricoltura»

BAROLO EN PRIMEUR FA IL BIS

Barolo En Primeur, l’asta benefica fa il bis a Grinzane Cavour. Nel 2021 raccolti oltre 660 mila euro, devoluti a 17 progetti no-profit.

Barolo En Primeur, l’asta benefica fa il bis a Grinzane Cavour

NASCE VERAISON GROUP SPA

Salvaterra, Progetti Agricoli e 4RU si uniscono in Veraison Group Spa. L’obiettivo è diventare uno dei principali player italiani del settore beverage.

Salvaterra, Progetti Agricoli e 4RU si uniscono in Veraison Group Spa

I 90 ANNI DEL CONSORZIO DELL’ASTI

Novant’anni di bollicine: inizia la festa del Consorzio dell’Asti.

Novant’anni di bollicine: inizia la festa del Consorzio dell’Asti

LO SPUMANTE SENZ’ALCOL SBARCA AL SUPERMERCATO

“Virgola Zero” Alcohol Free Sparkling, Dr. Fischer: da Esselunga un Riesling della Mosella senza alcol. Novità in assortimento che parla anche un po’ italiano: il produttore è l’altoatesino Martin Foradori (Hofstätter), non nuovo ai “vini dealcolati”.

“Virgola Zero” Alcohol Free Sparkling, Dr. Fischer: da Esselunga un Riesling della Mosella senza alcol

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Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a luglio 2022?

Le winenews del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a luglio 2022? Con il settimo appuntamento siamo al giro di boa tra i fatti salienti dello scorso anno. Un viaggio nel tempo attraverso le notizie inerenti il vino italiano, le sue dinamiche e il racconto delle denominazioni. Per non perderti neppure una news, iscriviti alla newsletter di winemag.it.

BACK TO 2022

RASSEGNA VINI MÜLLER THURGAU 2022: I MIGLIORI

Le winenews di luglio si aprono con il Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau e i vini premiati alla 19° edizione. Svelati i vincitori dell’annuale Rassegna.

Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau: tutti i premiati alla 19° edizione

DONATO LANATI E IL VINO NELLO SPAZIO

Donato Lanati: «Vi spiego perché dobbiamo portare Nebbiolo, Sangiovese e Aglianico nello Spazio». Il noto enologo è intervenuto ieri al 15° Forum Internazionale della Cultura del Vino della Fondazione Italiana Sommelier.

Donato Lanati: «Vi spiego perché dobbiamo portare Nebbiolo, Sangiovese e Aglianico nello Spazio»

FAMIGLIE STORICHE, PIERANGELO TOMMASI PRESIDENTE

Pierangelo Tommasi nuovo presidente de Le Famiglie Storiche. Vicepresidenti Giuseppe Rizzardi (Guerrieri Rizzardi) e Luca Speri (Speri).

Pierangelo Tommasi nuovo presidente de Le Famiglie Storiche

VITE IN RIVIERA, VIAGGIO TRA I MIGLIORI VINI DEL PONENTE LIGURE

Vite in Riviera, i grandi vini del Ponente Ligure vogliono crescere: «Scorte finite a settembre». L’autoctono Pigato è ormai esploso, ma le quantità non bastano ad accontentare le richieste dei buyer, in Italia come all’estero. le etichette da non perdere.

Vite in Riviera, i grandi vini del Ponente Ligure vogliono crescere: «Scorte finite a settembre»

ENOTECHE, LETTERA DI VINARIUS A PATUANELLI

Enoteche escluse dal Fondo per il sostegno: lettera di Vinarius a Patuanelli. Il presidente Andrea Terraneo: «Gli aiuti ci spettano».

Enoteche escluse dal Fondo per il sostegno: lettera di Vinarius a Patuanelli

VINI VENEZIA, PINOT GRIGIO VERSO LO STOCCAGGIO

Consorzio Vini Venezia: Pinot Grigio 2022 verso lo stoccaggio. Circa 20 quintali per ettaro.

Consorzio Vini Venezia: Pinot Grigio 2022 verso lo stoccaggio

SANDRO CAMILLI NUOVO PRESIDENTE AIS

Sandro Camilli nuovo presidente Ais – Associazione italiana sommelier. Il vicepresidente è Marco Aldegheri.

Sandro Camilli nuovo presidente Ais – Associazione italiana sommelier

SICILIA, PARADISO DEI WINELOVERS

Sicilia paradiso dei wine (& food) lovers: una cantina su due ha un ristorante, una su tre un albergo. Il sondaggio si Assovini. De la Gatinais: «Enoturismo in crescita del 30% negli ultimi 5 anni».

Sicilia paradiso dei wine (& food) lovers: una cantina su due ha un ristorante, una su tre un albergo

PUGLIA, FALSIFICAVANO MOËT & CHANDON E RUM DON PAPA

Tra le winenews di winemag.it, anche la cronaca relativa alle più importanti operazioni compiute sul suolo nazionale dalle forze dell’ordine, nel settore del vino. A luglio 2022 sono state sequestrate a Cerignola 955 bottiglie contraffatte di Moët & Chandon e Rum Don Papa. Nei guai due imprenditori pugliesi (VIDEO).

Sequestrate a Cerignola 955 bottiglie contraffatte di Moët & Chandon e Rum Don Papa (VIDEO)

L’EXPORT DEL VINO ITALIANO NEL PRIMO QUADRIMESTRE

Export di vino italiano, Uiv: «Primo quadrimestre 2022 positivo». Da aprile primi segni di rallentamento.

Export di vino italiano, Uiv: «Primo quadrimestre 2022 positivo»

GIOVANNI POLI, LA GRAPPA PERDE UN MITO

Addio a Giovanni Poli, uomo simbolo della grappa trentina. Aveva 87 anni. Nella sua lunga carriera di vignaiolo ha contribuito alla notorietà della Valle dei Laghi.

Addio a Giovanni Poli, uomo simbolo della grappa trentina

ETNA DOC, CRESCONO LE BOTTIGLIE

Vini Etna Doc: imbottigliato primo semestre 2022 cresce del 30%. Bianco e rosato in crescita, così come il rosso. Cambria: «Ottimo stato di salute della denominazione.

Vini Etna Doc: imbottigliato primo semestre 2022 cresce del 30%

SASSICAIA (E ALTRI MITI) AL CALICE: ECCO DOVE TROVARLI

Sassicaia (e altri miti) al calice, la formula vincente di Enoteca Tognoni: «Tre bottiglie al giorno». Una pagina di top wines: si può scegliere tra 5 o 10 cl. «Molti clienti, poi, acquistano uno o due cartoni».

Sassicaia (e altri miti) al calice, la formula vincente di Enoteca Tognoni: «Tre bottiglie al giorno»

ADDIO A LUCIO TASCA D’ALMERITA

Sicilia del vino in lutto: addio a Lucio Tasca D’Almerita. Fu tra i primi a credere nel potenziale dell’isola.

Sicilia del vino in lutto: addio a Lucio Tasca D’Almerita

BIOLOGICO DA RECORD IN ITALIA

Biologico supera 2,1 milioni di ettari in Italia: è record. Gli ultimi report sanciscono il primato del Bel paese.

Biologico supera 2,1 milioni di ettari in Italia: è record

ADDIO AL PROSECCO AUSTRALIANO IN NUOVA ZELANDA

Nuova Zelanda, addio al Prosecco australiano entro 5 anni. L’Ue ha trovato l’accordo per la protezione del marchio italiano: «Spumante ormai famoso come lo Champagne».

Nuova Zelanda, addio al Prosecco australiano entro 5 anni

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Le wine news del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a giugno 2022?

Le wine news del vino italiano in 12 giorni: cosa è successo a giugno 2022? Sesto appuntamento con i fatti salienti dello scorso anno. Per non perderti neppure una news, iscriviti alla newsletter di winemag.it.

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VINO E COMUNICAZIONE: RIMARRANNO SOLO LORO, L’EDITORIALE

Il mese di giugno di winemag.it si apre all’insegna dell’ennesimo editoriale controcorrente, dal titolo inequivocabile: “Rimarranno solo loro”. Una critica schietta al mondo della comunicazione e ai rapporti, non sempre cristallini, sull’asse stampa-cantine (o cantine-stampa). Problematiche che non possono certo essere risolte da un editoriale: l’auspicio, per il 2023, è l’apertura di un dibattito serio tra uffici stampa e stampa di settore. Speranze, ahinoi, assai vane in un settore popolato dall’ormai quotidiana, morbosa autoreferenzialità, confermata anche all’inizio di questo nuovo anno.

Rimarranno solo loro

ANTEPRIMA SAGRANTINO, CONVINCE IL ROSSO DI MONTEFALCO

Il Rosso di Montefalco 2019 è la vera sorpresa di Anteprima Sagrantino 2022. Confermata la crescita della Doc locale, all’annuale preview organizzata dal Consorzio di Tutela umbro.

Il Rosso di Montefalco 2019 è la vera sorpresa di Anteprima Sagrantino 2022

IL NOSTRO SICILIA EN PRIMEUR 2022

Sicilia en Primeur 2022: viaggio tra Nero d’Avola, Frappato, Cerasuolo di Vittoria e Grillo. L’isola vista con gli occhi di quattro cantine: Zisola, Feudo Maccari, Terre di Giurfo e Horus.

Sicilia en Primeur 2022: viaggio tra Nero d’Avola, Frappato, Cerasuolo di Vittoria e Grillo

IL GAMAY DEL TRASIMENO IN CERCA DI IDENTITÀ

Gamay del Trasimeno: il Grenache dell’Umbria a caccia di identità. Il nome del vitigno confonde (pure) i vivai. E i turisti chiedono bianchi e rosati. Report dall’Anteprima 2022.

Gamay del Trasimeno: il Grenache dell’Umbria a caccia di identità

WINEMAG.IT ALLA PRIMA DELL’ALTA LANGA

Prima dell’Alta Langa 2022, migliori assaggi: il Metodo classico piemontese è al giro di boa. Sempre più alternativa a Franciacorta e Trento Doc.

Prima dell’Alta Langa 2022, migliori assaggi: il Metodo classico piemontese è al giro di boa

IN VALLE D’AOSTA

In Valle d’Aosta tra vino e relax: quattro cantine che offrono ospitalità. I consigli di winemag.it sulle aziende vitivinicole in cui si può (anche) soggiornare.

In Valle d’Aosta tra vino e relax: quattro cantine che offrono ospitalità

SOMMELIER AIS AL VOTO

Elezioni Ais 2022, Antonello Maietta non si ricandida: «Non posso fare l’imperatore». Nei tre mandati consecutivi, l’Associazione italiana sommelier ha quasi raddoppiato gli iscritti. La wine news su winemag.it, il 9 giugno.

Elezioni Ais 2022, Antonello Maietta non si ricandida: «Non posso fare l’imperatore»

VINO ITALIANO, GLI STRASCICHI DELLA GUERRA

Guerra Russia-Ucraina, Coldiretti: rincari del 35% per il settore del vino. «Costi scaricati sulle spalle dei viticoltori».

Guerra Russia-Ucraina, Coldiretti: rincari del 35% per il settore del vino

UN DANESE PER VERONAFIERE

Maurizio Danese nuovo amministratore delegato di Veronafiere.

Maurizio Danese nuovo amministratore delegato di Veronafiere

MÜLLER-THURGAU, LO STUDIO

Müller-Thurgau, lo studio: «Le note vegetali da Sauvignon Blanc sono tipiche». Lo conferma l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, supportato da 6 università italiane. Quello vero, come conferma la ricerca, si riconosce dai “tioli varietali“.

Müller-Thurgau, lo studio: «Le note vegetali da Sauvignon Blanc sono tipiche»

AMARONE OPERA PRIMA: È INZIIATA LA REVOLUTION

È iniziata l’Amarone revolution: come cambia (e cambierà) il Re dei vini della Valpolicella. Novaia Organic Wines brilla con la nuova annata. Il Consorzio indica la via per l’alta ristorazione.

È iniziata l’Amarone revolution: come cambia (e cambierà) il Re dei vini della Valpolicella

TRAGEDIA IN VENETO, MORTO MARCO ACCORDINI

Morto Marco Accordini, figlio del direttore generale di Cantina di Negrar. Incidente in campagna, nell’agriturismo di famiglia di Mazzurega.

Morto Marco Accordini, figlio del direttore generale di Cantina di Negrar

L’EMERGENZA SICCITÀ

Siccità, 3 miliardi di euro di danni: Po in secca, laghi e fiumi svuotati. Coldiretti chiede «un grande piano nazionale per gli invasi» e lo stato di emergenza.

Siccità, 3 miliardi di euro di danni: Po in secca, laghi e fiumi svuotati

CHIANTI, CONFERMATO BUSI

Giovanni Busi confermato presidente Consorzio Vino Chianti. Obiettivo del prossimo triennio, il raggiungimento del milione di ettolitri.

Giovanni Busi confermato presidente Consorzio Vino Chianti

CATEGORIA VIGNETI SU AIRBNB

Airbnb introduce la categoria “Vigneti”: enoturismo sempre più a portata di clic. La novità sul noto portale di riferimento per chi cerca un alloggio o una camera per brevi periodi, in Italia come all’estero. C’è anche la rubrica di winemag.it.

Airbnb introduce la categoria “Vigneti”: enoturismo sempre più a portata di clic

ANTEPRIMA AMARONE 2017, ECCO I MIGLIORI

Anteprima Amarone 2017: i migliori. Report degli assaggi in Gran Guardia.

Anteprima Amarone 2017: i migliori

VINO, IL BILANCIO VALORITALIA

Vino imbottigliato, Valoritalia: nel 2021 certificati 10 miliardi di euro in valore. Exploit di Pinot Grigio delle Venezie e “Sistema Prosecco”, ma crescono Brunello, Barolo, Gavi, Franciacorta, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano.

Vino imbottigliato, Valoritalia: nel 2021 certificati 10 miliardi di euro in valore

FEDERDOC AL VOTO

Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi nuovo presidente Federdoc. Voto unanime dal parte del nuovo Cda.

Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi nuovo presidente Federdoc 

ELEZIONI AIS, GRANDE AFFLUENZA AL VOTO

Elezioni Ais 2022, i risultati: alta affluenza dei sommelier al voto online. Tutti gli eletti al Consiglio nazionale e nelle delegazioni regionali dell’associazione.

Elezioni Ais 2022, i risultati: alta affluenza dei sommelier al voto online

SICILIA, IL VIGNETO “BLINDATO”

La Sicilia blinda il suo vigneto: in arrivo la “carta di identità” sanitaria e varietale. Nel mirino la “Valorizzazione del germoplasma viticolo”.

La Sicilia blinda il suo vigneto: in arrivo la “carta di identità” sanitaria e varietale

REGNO UNITO, SEMPRE PIÙ PROSECCO MANIA

Nel Regno Unito è sempre più Prosecco mania: da solo vende più di tutti i vini italiani. Un dato che maschera la crisi dei vini fermi imbottigliati: l’export crolla in valore e in volume nei principali mercati.

Nel Regno Unito è sempre più Prosecco mania: da solo vende più di tutti i vini italiani

VALLARSA, LA VITICOLTURA EROICA IN TRENTINO

Viticoltura eroica: il Trentino riscopre le «98 Terrazze della Vallarsa». Ospiti del convegno e della degustazione i vignaioli della Valtellina e della Valle di Cembra, accanto a Eugenio Rosi.

Viticoltura eroica: il Trentino riscopre le «98 Terrazze della Vallarsa»

FIVI, I NUMERI DEL MERCATO 2022

850 vignaioli al Mercato Fivi Piacenza 2022. L’evento clou degli “Indipendenti” è in programma da sabato 26 a lunedì 28 novembre.

850 vignaioli al Mercato Fivi Piacenza 2022

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