
Tag: vino supermercato

La Carta dei Vini dei supermercati Il Gigante, per benedire l’arrivo dell’autunno e lasciarsi alle spalle l’estate 2021, “bevendoci” su. Conta ben quattro pagine l’inserto dell’insegna milanese, con ben 65 vini in promozione fino al 3 ottobre 2021.
Le offerte sono valide solo per i possessori di BluCard, la carta fedeltà dei supermercati Il Gigante. Ecco i voti in “cestelli della spesa” ad ogni singola etichetta presente sulla Carta dei Vini, dopo l’assaggio effettuato dalla nostra redazione.
CARTA DEI VINI IL GIGANTE: LE PROMO DA NON PERDERE
VINI ROSSI
Lagrein Trentino Doc Allegorie: 4,49 euro
Dolcetto / Barbera d’Alba Doc SanSilvestro: 3,89 euro
Gutturnio frizzante Colli piacentini Doc Piani Castellani: 2,99 euro
Valpolicella Ripasso Superiore Doc Biscardo: 7,99 euro
Nebbiolo Langhe Doc Eredi Angelo Icardi: 7,69 euro
Chianti Riserva Docg La Pieve: 3,99 euro
Rosso Veneto Neropasso Biscardo: 4,99 euro
Nero d’Avola Sicilia Doc Gurgò Cantine Paolini: 3,79 euro
Barbaresco Docg, Eredi Angelo Icardi: 9,59 euro
Vino Nobile di Montepulciano Docg Vecchia Cantina: 5,49 euro
Grignolino del Monferrato Casalese Doc Barlet Cantina del Monferrato: 3,39 euro
Montepulciano d’Abruzzo Doc Tenuta Milli: 3,99 euro
Rosso di Montepulciano Doc Vecchia Cantina: 2,79 euro
Valpolicella Ripasso Doc Pagus Bisano: 6,99 euro
Cabernet Merlot Shiraz Asio Otus Rosso Mondodelvino: 3,69 euro
Bonarda Oltrepò pavese Commendator Pastori: 2,99 euro
Nebbiolo d’Alba Doc Produttori di Portacomaro: 4,99 euro
Lambrusco di Modena Doc Il Baluardo Chiarli: 2,99 euro
Gutturnio Frizzante Colli Piacentini Doc Dante 45: 2,99 euro
Merlot Toscana Igt Colle al Sasso Famiglia Petracchi: 3,89 euro
Chianti classico Docg Fattoria Il Palagio: 4,79 euro
Roscio Emrino Rosso Umbria Castello delle Regine: 3,89 euro
Chianti Docg Piandaccoli: 4,99 euro
Carignano del Sulcis Doc Calasetta: 4,99 euro
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Sinello Casal Bordino: 3,89 euro
Bonarda Oltrepò pavese Doc Riccardi: 2,99 euro
Lambrusco Scuro Emilia Igt Notturno Righi: 2,99 euro
Rosso di Montalcino Doc Villa Poggio Salvi: 7,99 euro
Morellino di Scansano Docg La Torre Frescobaldi: 4,99 euro
Primitivo di Manduria Doc Selezione Luigi Guarini: 4,99 euro
VINI BIANCHI E ROSÉ
Chardonnay Igt Provincia di Pavia Commendator Pastori: 2,99 euro
Vernaccia di San Gimignano Docg Fattoria Il Palagio: 3,99 euro
Ortrugo frizzante Colli piacentini Doc Piani Castellani: 2,99 euro
Bianco d’Ameria Igp Umbria Castello delle Regine: 3,89 euro
Greco di Tufo Docg Conti Uttieri: 4,99 euro
Ribolla Gialla Igt Tre Venezie Borgo dei Vassalli: 4,99 euro
Viognier Sicilia Doc Gurgò Cantine Paolini: 3,79 euro
Vermentino Toscana Igt Cala Forte Frescobaldi: 4,99 euro
Gewurzatraminer Trentino Doc Mastri Vernacoli Cavit: 5,59 euro
Vermentino di Sardegna Doc Calasetta: 4,99 euro
Custoza Bianco Doc Nuve: 4,99 euro
Lugana Doc Fraccaroli: 6,29 euro
Passerina Abruzzo Doc Tenuta Milli: 3,99 euro
Pignoletto frizzante Modena Doc Poderi di Famiglia Cleto Chiarli: 2,99 euro
Roero Arneis Docg Produttori di Portacomaro: 5,40 euro
Erbaluce di Caluso Docg Serché, Produttori del Monferrato: 3,99 euro
Grillo Sicilia Doc Fazio: 2,99 euro
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Monte Schiavo Villa Le Querce: 2,99 euro
Bianco Vergine della Valdichiana Doc Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,79 euro
Ortrugo frizzante Colli Piacentini Doc Dante 45: 2,99 euro
Soave Classico Doc Corte Menini Az. Agr. Le Mandolare: 4,39
Cortese del Monferrato Casalese Doc Barlet Cantina del Monferrato: 3,39 euro
Corvo Glicine Sicilia Igt Duca di Salaparuta: 3,98 euro
Sangiovese Rosato Toscana Igt Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,79 euro
Rosé Toscana Igt Cala Forte Frescobaldi: 4,99 euro
Moscato Grecale Igt Florio: 5,59 euro
SPUMANTI
Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene Porta Leone: 4,99 euro
Spumante Saten Franciacorta Docg Piero Catturich Ducco: 12,90 euro
Spumante Asti Docg Cantine Gancia: 3,79 euro
Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg millesimato Astoria: 5,59 euro
Prosecco Treviso Doc Coste Petrai: 3,69 euro
Spumante millesimato Brut Porta Leone: 2,99 euro
Spumante Brut Millesimato Gran Cuvée Vecchia Modena: 3,49 euro
Spumante Ortrugo Doc Piani Castellani: 4,59 euro
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Terminate le degustazioni della Guida Migliori vini al supermercato 2022. I tasting alla cieca incoronano la piemontese Teo Costa Cantina Gdo dell’anno per Vinialsuper.
Le etichette premiate potranno esibire lo speciale bollino-sticker rilasciato dalla nostra testata. Un modo per distinguersi sullo scaffale e semplificare la scelta ai consumatori più attenti ai vini di qualità, anche al supermercato.
La scelta della Miglior cantina Gdo 2022 ricade infatti su una realtà famigliare che da anni è protagonista nella grande distribuzione, con una linea di prodotti che va ben oltre l’ottimo rapporto qualità prezzo.
TEO COSTA È MIGLIOR CANTINA GDO D’ITALIA 2022
Con i suoi vini bianchi e rossi, Teo Costa valorizza vitigni autoctoni piemontesi come l’Arneis e il Nebbiolo, dando vita a vini di assoluto rilievo nell’ambito delle Denominazioni delle Langhe.
Brillano, in particolar modo, il Barolo e il Barbaresco della linea Ligabue, proposti in bottiglie anni 50 di vetro scuro con etichette che celebrano le opere di Antonio Ligabue. Tutti vini in distribuzione nei supermercati Coop Nordovest, Gs, Margherita, Dimar, Fras.Co, Conad, Code’ Crai e Bennet.
A guidare la cantina Teo Costa di Castellinaldo d’Alba (CN) sono oggi i fratelli Marco e Roberto Costa. Al loro fianco papà Antonio e mamma Mariuccia, nonché i figli di Roberto: Isabella, Viviana e Manuel.
Spetta a loro, quinta generazione della famiglia Costa, spingere nel futuro un’azienda che conta 80 ettari di vigneti e 450 mila viti a frutto, tra le colline patrimonio Unesco delle Langhe, del Roero e del Monferrato.
UNA CANTINA MODELLO NEL CUORE DELLE COLLINE UNESCO
Un ambiente che Teo Costa vuole preservare e valorizzare, attraverso scelte concrete. Dopo anni di sperimentazioni, nel 2007 la famiglia ha brevettato un metodo di vinificazione senza solfiti aggiunti. Il primo in Piemonte.
La lotta ai “conservanti del vino” è il modo in cui si traduce (in cantina) il protocollo “Libera Natura”, applicato (in vigna) a tutela della biodiversità e della sostenibilità in viticoltura. Un insieme di regole creato nel 2011 e condiviso con altre realtà vinicole italiane, «vicine alla natura».
Nel “decalogo” produttivo di Teo Costa, quantità e qualità fanno rima, nel nome di un nuovo modo di interpretare il vino nella Grande distribuzione organizzata. Buono, rispettoso della tipicità dei vitigni e delle Denominazioni. E, non ultimo, a misura di portafoglio.
LA GUIDA AI MIGLIORI VINI AL SUPERMERCATO 2022
- Roero Arneis Docg 2020 “Ligabue”, Teo Costa (Cantina Gdo 2022)
- Barbera d’Alba Doc 2018 “Ligabue”, Teo Costa (Cantina Gdo 2022)
- Barbaresco Docg 2018 “Ligabue”, Teo Costa (Cantina Gdo 2022)
- Nebbiolo d’Alba Doc 2019 “Ligabue”, Teo Costa (Cantina Gdo 2022)
- Barolo Docg 2016 “Ligabue”, Teo Costa (Cantina Gdo 2022)
ABRUZZO
- Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg 2019 “Hadria”, Az. Agr. Fratelli Barba (distribuzione locale)
- Pecorino Igt Colline Pescaresi 2019, Tenuta del Priore (Il Gigante)
ALTO ADIGE
- Südtirol Alto Adige Doc Riesling 2020, Cantina Bolzano (Conad)
- Südtirol Alto Adige Doc Pinot Bianco 2020, Cantina Bolzano (Coop)
- Südtirol Alto Adige Doc Sauvignon 2020, Cantina Bolzano (Coop)
- Südtirol Alto Adige Doc Kerner 2020, Cantina Bolzano (Conad)
- Südtirol Alto Adige Doc 2019 “Latemaris Bianco”, Cantina Bolzano (Conad)
- Südtirol Alto Adige Doc 2019 “Latemaris Rosso”, Cantina Bolzano (Conad)
- Südtirol Alto Adige Doc Lagrein 2020, Kellerei Meran (Aspiag, Unicom, Europa, Ali, Emisfero)
- Südtirol Alto Adige Doc Pinot Nero 2018, Kellerei Meran (Aspiag, Unicom, Europa, Ali, Emisfero)
- Südtirol Alto Adige Doc Pinot Bianco 2020, Kellerei Meran (Aspiag, Unicom, Europa, Ali, Emisfero)
- Südtirol Alto Adige Doc Gewürztraminer 2020, Kellerei Meran (Aspiag, Unicom, Europa, Ali, Emisfero)
- Südtirol Alto Adige Doc Sauvignon Blanc 2020, Kellerei Meran (Aspiag, Unicom, Europa, Ali, Emisfero)
- Alto Adige Doc Chardonnay 2019, Hofstatter (Carrefour)
BASILICATA
- Aglianico del Vulture Dop 2019 “Baliaggio”, Cantina di Venosa (Bennet, Coop Italia, Sma, Agorà, Decò, Pick-Up, Futura, Despar)
- Aglianico del Vulture Dop 2019 “Balì”, Cantina di Venosa (Conad)
CALABRIA
- Calabria Igt Bianco 2020 “V”, Cantine Vulcano (Coop Calabria, Despar Calabria, Crai Calabria, Conad)
- Cirò Doc Bianco 2020 “V”, Cantine Vulcano (Coop Calabria, Despar Calabria, Crai Calabria, Conad)
- Cirò Doc Bianco 2020, Caparra&Siciliani (Il Gigante)
- Cirò Doc Rosato 2020, Caparra&Siciliani (Il Gigante)
- Cirò Doc Rosato 2020, Librandi (Esselunga)
CAMPANIA
- Fiano di Avellino Docg 2019, Cantine Di Marzo (Esselunga, Carrefour, Piccolo Supermecati)
- Greco di Tufo Docg 2020, Cantine Di Marzo (Esselunga, Carrefour, Piccolo Supermecati)
- Irpinia Aglianico Doc 2018, Cantine Di Marzo (Esselunga, Carrefour, Piccolo Supermecati)
- Falanghina del Sannio Doc 2019, Feudi San Gregorio (Esselunga)
EMILIA ROMAGNA
- Romagna Doc Sangiovese Superiore 2018, Azienda agricola Branchini (Il Gigante)
- Ortrugo dei Colli Piacentini Doc frizzante 2020, Cantina 4 Valli (Esselunga, Conad, Coop, Maxi D Famila, Bennet, Carrefour, Basko, Brendolan, Le Fromagere Des Halles – Banco Fresco, Gulliver, Padial – Crai, Realco – Sigma, Iper, Metro)
- Gutturnio Doc frizzante 2020 “Dell’Angelo”, 4 Valli (Esselunga, Conad, Coop, Maxi D Famila, Bennet, Carrefour, Basko, Brendolan, Le Fromagere Des Halles – Banco Fresco, Gulliver, Padial – Crai, Realco – Sigma, Iper, Metro)
- Lambrusco di Sorbara Dop 2020 “Linea Stile”, Cantina di Carpi e Sorbara (Coop Alleanza 3.0, Conad Nord Ovest, Conad Centro Nord, Carrefour, Realco, Marketingross, Pam)
- Lambrusco di Modena Dop 2020 “Linea Stile”, Cantina di Carpi e Sorbara (Coop Alleanza 3.0, Conad Nord Ovest, Conad Centro Nord, Carrefour, Realco, Marketingross, Pam)
- Pignoletto Dop Vino bianco secco frizzante “Linea Stile”, Cantina di Carpi e Sorbara (Coop Alleanza 3.0, Conad Nord Ovest, Conad Centro Nord, Carrefour, Realco, Marketingross, Pam)
- Lambrusco Reggiano Doc frizzante secco “1950”, Cantine Riunite (Pam, Carrefour, Coop, Conad, Famila, Il Gigante,Sigma)
- Pignoletto Doc Reno frizzante secco, Righi (Pam, Carrefour, Coop, Conad, Sigma, Finiper, Crai, Bennet, Famila, Esselunga)
- Romagna Doc Sangiovese Superiore 2019 “Terre d’Italia”, Tre Monti (Carrefour)
- Romagna Doc Sangiovese Bio 2020 “Sono Rosso”, Tre Monti (Coop Alleanza, Conad, Iper, Arca, Famila, Pam, Arca)
- Romagna Doc Sangiovese Superiore Riserva Bio 2018 “Gusto e Passione”, Tre Monti (Sigma, Sisa, Coal)
- Pignoletto Doc frizzante Bio 2019 “Gusto e Passione”, Tre Monti (Sigma, Sisa, Coal)
- Romagna Doc Sangiovese Bio 2020 “Campo di Mezzo”, Tre Monti (Coop Alleanza, Conad, Iper, Arca, Famila, Pam, Arca)
- Emilia Igp vino frizzante bianco secco bio “Montelocco”, Venturini Baldini (Conad, Esselunga, Sigma, Coop)
- Emilia Lambrusco Igp vino frizzante rosso “Montelocco”, Venturini Baldini (Conad, Esselunga, Sigma, Coop)
- Vino spumante Bianco Brut millesimato 2020 “Vecchia Modena”, Chiarli (Il Gigante)
- Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc Amabile “Gran Gala”, Chiarli (Conad, Coop, Eurospar, Maxi‐Di, Pam‐Panorama, Iper La grande i – Finiper, Realco, Agora’, Bennet, Gs Market ed Express, Il Gigante, Maiora)
- Lambrusco di Sorbara Doc Secco frizzante “Prestigio”, Chiarli (Conad, Coop, Eurospar, Maxi‐Di, Pam‐Panorama, Iper La grande i, Realco, Bennet, Gs, Market ed Express, Il Gigante, Migross, Maiora)
- Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Dop secco 2020 “Villa Cialdini”, Chiarli (Conad, Coop, Eurospar, Esselunga, Maxi‐Di, Pam‐Panorama, Unicomm, Iper La grande i – Finiper, Alì, Arca, Coal, Realco, Tosano, Paladini Supermerati)
- Lambrusco di Modena Doc frizzante secco 2020, Cleto Chiarli e Figli (Conad, Coop, Eurospar, Esselunga, Maxi‐Di, Pam‐Panorama, Unicomm, Iper La grande i – Finiper, Alì, Arca, Coal, Realco, Tosano, Paladini Supermerati)
FRIULI VENEZIA GIULIA
- Venezia Giulia Igt 2020 Ribolla Gialla, Az. Agr. Lorenzon (Il Gigante)
- Friuli Doc Isonzo 2020 Sauvignon Blanc, Az. Agr. Lorenzon (Il Gigante)
- Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla “Pompiere”, Schiopetto (Carrefour)
LAZIO
- Frascati Doc 2020 “Martinius”, Casama – San Marco (Eurospin)
- Lazio Igt Rosso 2019 “27 filari”, Casama – San Marco (Ipermercato Carrefour Tor Vergata)
- Frascati Doc 2020 “Crio 8”, Casama – San Marco (Centrale Adriatica, Conad Nord Ovest, Unicoop Firenze, Carrefour, Superconti Supermercati)
- Roma Doc Bianco 2020, Gotto d’Oro (Conad)
- Vermentino Lazio Igt 2020, Gotto d’Oro (Conad, Super Elite, Supermercati Tosano, A&O)
- Frascati Superiore Docg 2020 “Claudius”, San Marco (Ipermercato Carrefour Tor Vergata)
- Lazio Igt Merlot 2020 “One”, San Marco (Centrale Adriatica, Carrefour)
- Lazio Igt Shiraz 2019 “One”, San Marco (Centrale Adriatica, Unicoop Firenze, Carrefour)
- Lazio Igt Malvasia 2020 “One”, San Marco (Carrefour)
LIGURIA
- Riviera Ligure di Ponente Doc Pigato, Le Rocche del Gatto (Esselunga)
LOMBARDIA
- Bonarda vivace dell’Oltrepò pavese Doc frizzante 2020 “Vaiolet”, Monsupello (Iper La grande i – Finiper)
- Croatina Igt Pavia “Myrtò”, Perego & Perego (Esselunga)
- Bonarda dell’Oltrepò pavese Doc Bio 2020, Quaquarini (Gulliver – Coop)
- Sangue di Giuda dell’Oltrepò pavese Doc Bio 2020, Quaquarini (Coop)
- Franciacorta Brut Docg, Contadi Castaldi (Coop)
- Linea Franciacorta Docg Castel Faglia (Carrefour, Esselunga, Unes)
- Franciacorta Docg Brut, Catturich Ducco (Unes)
- Franciacorta Docg, Solive (Iperal)
MARCHE
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2020 “Tre Ripe”, Pievalta (Esselunga)
- Offida Docg Pecorino 2020, Cantina Moncaro
- Offida Docg Passerina 2020, Cantina Moncaro
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2020 “Fondiglie”, Cantina Moncaro
- Marche Igt Passerina frizzante, Cantina Moncaro
PIEMONTE
- Linea Vini Ligabue Teo Costa – Cantina Gdo 2022 Vinialsuper (Coop Nordovest, Gs, Margherita, Dimar, Fras.Co, Conad, Code’ Crai e Bennet)
- Piemonte Doc Grignolino 2020, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi (Il Gigante)
- Moscato d’Asti Docg, 2020 Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi (Il Gigante)
- Barolo Docg 2016, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi (Il Gigante)
- Barbaresco Docg 2017, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi (Il Gigante)
- Barbera D’alba Doc 2020 “Gioso”, Gioso Azienda agricola (in arrivo in Gdo)
- Nebbiolo d’Alba Doc 2018 “Gioso”, Gioso Azienda agricola (in arrivo in Gdo)
- Barbera del Monferrato Superiore Docg 2017 “Serché”, Cantina produttori del Monferrato (Il Gigante)
- Gavi Docg 2020, Cantine San Silvestro (Iper, La grande i – Finiper)
- Dogliani Docg 2020, Cantina Clavesana
- Ruchè Di Castagnole Monferrato Docg 2020 “Bric D’bianc”, Ferraris Agricola (Conad, Margherita, Carrefour, Docksmarket, Il Gigante)
- Ruchè Di Castagnole Monferrato Docg 2020 “Terre Del Parroco”, Ferraris Agricola (Conad, Despar, Crai)
- Barolo Docg 2016 Nervo, Cantina Vignaioli Pertinace (Esselunga)
- Barbaresco Docg 2017 Nervo, Cantina Vignaioli Pertinace (Esselunga)
PUGLIA
- Puglia Igp Malvasia bianca 2020 “Grifo”, Cantina di Ruvo di Puglia (Pam, Coop, Dok, Famila Puglia, Despar – Interspar Puglia)
- Linea Vini Notte Rossa, Terre di Sava (Conad – Tigros – Basko – Iperal – Poli – Alì – Crai – Gruppo Gros – Sigma – Coop – Carrefour – Despar – Oasi – Tigre – Famila – Emisfero – Galassia – Doc – A&O – Iper)
- Salice Salentino Dop Rosso 2019 “Numerato”, Taurosso (Ipercoop)
- Primitivo di Manduria Doc 2020, Tenute Rubino (Carrefour)
SARDEGNA
- Vermentino di Sardegna Doc 2020 “Sanremy”, Ferruccio Deiana (Carrefour, Nonna Isa, Superemme)
- Monica di Sardegna Doc 2018 “Sanremy”, Ferruccio Deiana (Carrefour, Nonna Isa, Superemme)
- Cannonau di Sardegna Doc 2018 “Sanremy”, Ferruccio Deiana (Carrefour, Nonna Isa, Superemme)
- Cannonau di Sardegna Doc 2019 “Costera” , Argiolas (Conad, Nonna Isa)
- Vermentino di Sardegna Doc 2020 “Costamolino”, Argiolas (Conad, Nonna Isa)
- Cannonau Riserva 2018, Sella & Mosca (Esselunga)
SICILIA
- Terre Siciliane Igp 2019 “Vivitis Bio Rosso”, Gorghi Tondi (Esselunga)
- Terre Siciliane Igp 2020 “Vivitis Bio Bianco”, Gorghi Tondi (Esselunga)
- Igt Terre Siciliane Syrah Rosé 2020, Settesoli (Tutte le principali, esclusa Esselunga)
- Sicilia Doc Nero d’Avola 2020 Bio, Settesoli (Tutte le principali, esclusa Esselunga)
- Sicilia Doc Grillo 2020 Bio, Settesoli (Tutte le principali, esclusa Esselunga)
- Sicilia Doc Rosso 2020 Collezione Rosso, Settesoli (Tutte le principali, esclusa Esselunga)
- Sicilia Doc Bianco Collezione Bianco 2020, Settesoli (Tutte le principali, esclusa Esselunga)
- Sicilia Doc Nero d’Avola 2020, Cusumano (Esselunga)
- Sicilia Doc “Sedara”, Donnafugata (Esselunga)
TOSCANA
- Toscana Igt Ciliegiolo 2019, La Pieve (Il Gigante)
- Toscana Igt Rosso 2014, Piandaccoli (Il Gigante)
- Chianti Docg Riserva 2015, Piandaccoli (Il Gigante)
- Chianti Classico Docg 2019 “Contessa di Radda”, Agricoltori del Chianti Geografico
- Vernaccia di San Gimignano Docg 2020, Bonacchi (Esselunga)
- Chianti Docg 2020 “Gentilesco”, Bonacchi (Esselunga)
- Rosso di Montalcino Doc 2018 “Molino della Suga”, Bonacchi (Esselunga)
- Chianti Rufina Docg 2018 “Nipozzano”, Frescobaldi (Esselunga, Il Gigante)
- Pomino Bianco Doc 2019, Frescobaldi (Il Gigante, Esselunga)
- Morellino di Scansano Docg 2018, Morisfarms (Coop)
- Maremma Toscana Doc 2017 “Barbaspinosa”, Morisfarms (Coop)
- Chianti Docg Superiore 2019 “Collezione Oro”, Piccini (Iper La grande i – Finiper, Tigros, Carrefour, Coop)
- Rosso Toscana Igt 2019 “Collezione Oro”, Piccini (Iper La grande i – Finiper, Tigros, Carrefour, Coop)
- Chianti Docg Riserva 2018 “Collezione Oro”, Piccini (Iper La grande i – Finiper, Tigros, Carrefour, Coop)
- Toscana Igt 2020 rosato “Collezione Oro”, Piccini (Iper La grande i – Finiper, Tigros, Carrefour, Coop)
- Vino Nobile di Montepulciano Docg 2017 Tenute Poggiocaro, Schenk (Conad)
- Rosso di Montepulciano Doc 2018 Tenute Poggiocaro, Schenk (Conad)
- Chianti Classico Biologico Senza solfiti aggiunti 2019 “Riscoperto”, Terre di Melazzano (Conad Tirreno)
- Vino Nobile di Montepulciano Docg 2017 “Rubinoro”, Vecchia Cantina di Montepulciano (Esselunga)
- Vino Nobile di Montepulciano Docg 2017 “Sigillo”, Vecchia Cantina di Montepulciano (Carrefour)
- Vino Nobile di Montepulciano Docg 2017 “1970”, Vecchia Cantina di Montepulciano (Il Gigante)
- Rosso di Montepulciano Doc 2020, Vecchia Cantina di Montepulciano (Coop, Pam, Gros, Cts Pewex)
- Morellino di Scansano Docg Vino Biologico 2020, Vignaioli del Morellino (Agorà, Conad, Consorzio Europa, Coop Toscana)
- Maremma Toscana Doc Ciliegiolo 2020, Vignaioli del Morellino (Coop, Conad, Consorzio Europa, Maxi Di, Pam Panorama)
- Morellino di Scansano Docg 2020 “La rasola”, Vignaioli del Morellino (Agorà, Conad, Dimar, Carrefour Toscana, Emi Toscana Umbria, Maxi Di, Metro, Pam Panorama, Superelite, Iper)
- Maremma Toscana Doc Vermentino 2020 “La rasola”, Vignaioli del Morellino (Coop, Conad, Carrefour Toscana, Iper, Pam Panorama)
- Maremma Toscana Doc 2020 Merlot – Cabernet “Le vie del mare”, Vignaioli del Morellino (Coop Toscana)
- Maremma Toscana Doc 2020 Viognier – Chardonnay “Le vie del mare”, Vignaioli del Morellino (Coop Toscana)
- Morellino di Scansano Docg Riserva 2018, Vignaioli del Morellino (Coop Toscana, Conad Toscana, Superelite)
- Morellino di Scansano Docg Sangiovese 2019 Vigna Benefizio, Vignaioli del Morellino (Coop, Conad Toscana, Carrefour Toscana)
TRENTINO
- Trento Doc Brut “Le Premier”, Cesarini Sforza (Carrefour, Italbrix, Unes, Finiper, Aspiag)
- Trentino Doc Müller Thurgau 2020 “Ritratti”, Cantina di Lavis e Valle di Cembra (Italbrix, Italmark, Family Market)
- Trentino Doc Pinot Nero 2019 “Ritratti”, Cantina di Lavis e Valle di Cembra (Italbrix, Italmark, Family Market)
- Trentino Doc Gewürztraminer 2020 “Ritratti”, Cantina di Lavis e Valle di Cembra (Italbrix, Italmark, Family Market)
- Trentino Doc Traminer Aromatico 2020, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo (Unicomm)
- Trentino Doc Müller Thurgau 2020, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo (Seven, Gruppo Poli)
- Trentino Doc Pinot Bianco 2020, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo (Sait, Aspiag, Dao)
- Südtiroler Alto Adige Doc Lagrein 2020, Cantine di Ora
- Südtiroler Alto Adige Doc Gewürztraminer 2020, Cantine di Ora
VENETO
- Lugana Doc “La Ghirolda”, Fraccaroli (Il Gigante)
- Rivani Prosecco Superiore DOCG Extra Dry 2020, Schenk (Coop, Conad, Carrefour)
- Soave Doc Classico 2020 “Corte Menini”, Az. Agr. Le Mandolare (Il Gigante)
- Prosecco Doc Treviso Extra Dry, Rive della Chiesa (Iper, La grande i)
- Prosecco Doc Rosé, Rive della Chiesa (Iper, La grande i)
- Asolo Prosecco Superiore Docg Brut, Rive della Chiesa (Iper, La grande i)
- Valpolicella Ripasso Doc 2018 Pagus Bisano, Cantina di Verona (Il Gigante)
- Recioto di Soave Docg Classico 2017, Az. Agr. Le Mandolare (Il Gigante)
- Amarone Docg Corte Giara Allegrini (Iperal)
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Conto alla rovescia per il Capodanno anche sui volantini che sono, come sempre in questo periodo, ricchi di offerte di “bollicine”. Spumanti italiani protagonisti di queste feste 2018, come evidenziato anche dall’Istat.
Non manca qualche Champagne di marchi ben noti in Gdo, che sulla tavola delle Feste o fa sempre (o quasi) bella figura. Un fine anno sostanzialmente alla pari tra le varie catene di supermercati. Generalmente validi tutti i volantini delle insegne esaminate.
Minime le offerte di vini “da evitare”. Bene Conad (in particolare per i titolari di carta Conad) bene anche Carrefour, Iperal e Pam che sceglie di promuovere principalmente i suoi vini del progetto “Calici Divini”. Buone offerte anche da Esselunga, Iperal e Iper, la grande i, già evidenziate nella precedente edizione della nostra rubrica sui vini in promozione al supermercato.
Nel merito delle etichette, buon taglio prezzo per il Trento Doc Rotari a 6,79 euro in Auchan. Interessante anche il Franciacorta Docg Berlucchi a 7,90 euro al Bennet, dieci centesimi in meno alla Conad (solo per titolari Conad Card).
Bene anche il Valdobbiadene Superiore Docg Aneri in offerta a 6,28 euro (circa 2,50 euro in meno del prezzo abituale) nella catena di Montano Lucino o il Prosecco Carpenè Malvolti sempre alla Conad a 4,90 (solo per titolari carta). Buon Anno dalla redazione Vinialsuper!
Auchan, fino al 4 gennaio
Sicilia Igt Corvo Glicine Duca di Salaparuta: 3,99 euro
Muller Thurgau/Teroldego Rotaliano Mezzacorona: 3,59 euro
Franciacorta Docg Extra Brut Castelfaglia: 8,99 euro
Spumante Muller Thurgau Cavit: 3,99 euro (promo TuaCard)
Spumante Trento Doc Rotari: 6,79 euro
Greco di Tufo o Fiano di Avellino Feudi di San Gregorio: 8,29 euro
Prosecco Brut Doc I Like Tosti: 3,99 euro (promo TuaCard)
Bennet, fino al 9 gennaio
Franciacorta Docg Cuvèe Imperiale Berlucchi: 7,90 euro
Lambrusco Doc Giuseppe Verdi Ceci: 3,89 euro
Spumante Blanc de Blancs Extra Dry Valdo: 4,49 euro
Prosecco Doc Tosti: 2,98 euro
Prosecco Valdobbiadene Docg Aneri: 6,28 euro
Champagne Pommery Brut: 19,88 euro
Carrefour, fino al 1 gennaio
Trentino Doc Gewurztraminer Cavit: 4,99 euro
Spumante Cartizze Docg Mionetto: 12,49 euro
Oltrepò Pavese Spumante Moscato Quaquarini: 5,69 euro
Oltrepò Pavese Spumante Pinot Nero Quaquarini: 5,99 euro
Spumante Franciacorta Rosè La Rocchetta: 9,68 euro 35% carta payback
Spumante Blanc de Noir o Rosè de Noir Montù: 6,99 euro
Spumante Rosè Extra Dry Catturich Ducco: 5,89 euro
Colli Piacentini Doc Barbera Vivace Cantina Valtidone: 2,79 euro 40% payback
Colli Piacentini Doc Gutturnio Frizzante Cantina Valtidone: 3,28 euro 30% payback
Grumello Docg Sertoli Salis: 8,89 euro
Spumante Franciacorta Docg Quadra: 13,50 euro
Gutturnio o Ortrugo Colli Piacentini Calera Vicobarone : 3,49 euro soci coop
Conad, fino al 31 dicembre
Franciacorta Docg Cuvèe Imperiale Berlucchi: 7,80 euro con pagamento conad card
Champagne G.H.Mumm: 19,90 euro solo titolari carta conad
Spumante Prosecco Carpenè Malvolti: 4,90 euro solo titolari carta conad
Spumante Metodo Classico Brut La Scolca: 14,90 euro solo titolari carta conad
Oltrepò Pavese Doc Pinot Nero vinificato in bianco Canneto Gioielli: 2,97 euro titolari carta conad
Barolo Docg Fontanafredda: 15,90 euro solo titolari carta conad
Umbria Igt Vipra Rossa Bigi: 3,29 euro solo titolari carta conad
Amarone Valpolicella Tommasi: 26,90 euro solo titolari carta conad
Gutturnio Superiore Doc Riserva Cantina Valtidone: 3,95 euro solo titolari carta conad
Lambrusco La Brusca Lini: 3,89 euro solo titolari carta conad
Esselunga, dal 10 al 31 dicembre
Provinica di Pavia Igt Croatina “Myrtò”, Perego & Perego: 2,79 euro
Provincia di Pavia Igt Croatina, Perego e Perego: 2,79 euro
Prosecco Valdobbiadene Docg, Produttori di Valdobbiadene: 4,92 euro
Spumante Trento Doc Brut, Ferrari: 8,99 euro
Spumante Trento Doc Brut, Cesarini Sforza: 7,68 euro
Sauvignon, Cantina Colterenzio: 6,39 euro
Barbaresco Docg, Nervo: 7,45 euro
Falanghina, Feudi di San Gregorio: 6,89 euro
Vermentino di Gallura Docg, Cantina del Giogantinu: 3,67 euro
Colomba Platino, Duca di Salaparuta: 5,90 euro
Ruché, Morando: 5,90 euro
Morellino di Scansano Docg “La Mora”, Cecchi: 4,39 euro
Brunello di Montalcino Docg, Banfi: 21,50 euro
Primitivo di Manduria Doc “San Gaetano”, Due Palme: 3,12 euro
Montefalco, Arnaldo Caprai: 8,90 euro
Moscato Oltrepò pavese Doc, La Versa: 2,49 euro
Passito di Pantelleria, Cantine Pellegrino: 5,99 euro
Famila, dal 10 al 31 dicembre
Vini Sartori Verona: 6,99 euro
Champagne Cordon Rouge, GH Mumm: 18,25 euro
Teroldego Rotaliano, Mezzacorona: 4,35 euro
Trento Doc Rotari Brut, Mezzacorona: 6,49 euro
Prosecco Extra Dry Docg, Belussi: 6,90 euro
Iperal, fino al 2 gennaio
Spumante Blanc de Blancs Oro Valdo: 2,95 euro
Valtellina Superiore Docg Bettini: 7,19 euro
Sforzato Docg Nera: 18,90 euro
Vini Docg Nera Sassella o Grumello: 7,99 euro
Franciacorta Docg Villa Crespia Brut : 11,50 euro
Franciacorta Docg Villa Crespia: 12,90 euro
Spumante Prosecco Carpenè Malvolti: 5,90 euro
Champagne G.H.Mumm Cordon Rouge: 19,90
Spumante Capovero Madaudo Brut o Rosè: 8,50 euro
Spumante Bellussi Cuvèe Prestige: 7,90 euro
Prosecco Valdobbiadene Scudo Verde Ca Val: 4,90 euro
Chianti Classico Docg Viticcio: 8,90 euro
Bolgheri Greppicante Viticcio: 6,90 euro
Verdicchio Superiore di Matelica Cambrugiano Belisario: 11,50 euro
Iper, La grande i, dal 13 al 31 dicembre
Prosecco Doc Treviso bio “Le Gerette”, Grandi Vigne: 6,79 euro
Prosecco Superiore Valdobbiadene “Grandi Vigne”: 4,95 euro
Bolgheri Doc, Piccini: 5,99 euro
Amarone Docg, Sartori: 14,90 euro
Brunello di Montalcino Docg “Il Campone”, Frescobaldi: 14,90 euro
Barolo Docg, Ascheri: 15,90 euro
Primitivo di Manduria Dop “Linea Sud”, Cantine San Marzano: 5,99 euro
Chianti Riserva “Collezione Oro”, Piccini: 3,99 euro
Valpolicella Classico Superiore Rafaèl, Tommasi: 7,99 euro
Falanghina del Sannio Doc, Mastroberardino: 5,99 euro
Valpolicella Ripasso / Lugana Doc, Bertani: 6,90 euro
Anthilia / Sedara Siclia Doc, Donnafugata: 6,49 euro
Alastro / Plumbago Sicilia Doc, Planeta: 8,90 euro
Franciacorta Brut Saten “Grandi Vigne”: 13,49 euro
Pam Panorama, fino al 3 gennaio
Valpolicella Classico Doc Negrar Calici Divini: 3,99 euro
Primitivo di Manduria Doc Preula di Levante Calici Divini: 4,449 euro
Spumante Prosecco Valdobbiadene Millesimato Extra Dry Calici Divini: 4,99 euro
Vini Sicilia Igt Corvo Glicini: 3,99 euro
Toscana Rosso Igt Remole Marchesi di Frescobaldi: 3,99 euro
Nobile di Montepulciano Docg Calici delle Mura: 7,99 euro
Barolo Docg Ca del Plin Giacosa Calici Divini: 14,90 euro
Champagne Brut Pommery: 22,90 euro
Tigros, fino all’8 gennaio
Spumante Chardonnay Doc Blanc de Blancs, Cantina Valtidone: 2,39 euro
Prosecco Valdobbiadene Superiore Docg, Belussi: 6,49 euro
Champagne Cordon Rouge, Mumm: 20,49 euro
Vini Borgo San Michele (Falanghina, Fiano, Greco di Tufo), C.P.T. Consorzio Prodotti Tipici Cerinaro (CE): 5,90 euro
Vini Igt Sicilia Corvo, Duca di Salaparuta: 3,99 euro
Vini Doc vivaci, Cantina Valtidone: 3,49 euro
Vini Doc, Settesoli: 2,99 euro
Buon Governo all’Uso Toscano, Piccini: 3,19 euro
Bolgheri Doc “Greppicante”, Fattoria Viticcio: 7,90 euro
Sassella Docg, Nera Vini: 8,90 euro
Amarone della Valpolicella, Sartori: 14,90 euro
DA EVITARE
Vini frizzanti Il Roccolo, Verga Vini Natale Verga (Na.Ve)
Vini Il Feudo, Losito e Guarini
Rosso Italia “Mamma”, Piccini
http://www.vinialsupermercato.it/migliori-vini-supermercato-sotto-15-euro-2018-valtidone-cantina-gdo-dell-anno-vinialsuper/
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Palma d’oro per l’impegno ad offrire sempre ai suoi clienti un volantino rinnovato va certamente ad Esselunga. Meno variegate le altre catene con volantini ripetivivi, al limite del prevedibile.
Iper che generalmente ha una buona proposta non offre nulla di interessante per i prossimi pic-nic e nemmeno Coop eccelle sulla pagina “Speciale Grigliate”.
Il Gigante tra le “Grandi Marche fino al 50%” non seleziona alcun vino e ormai da gennaio non punta davvero sulla propria cantina per le promozioni a volantino.
Qualche outsider qua e là, qualcuno già recensito sul nostro sito, vi ricordiamo che non tutte le etichette in promo sono indicate sui volantini e che all’interno dei punti vendita potrebbero esserci ulteriori tagli prezzo.
Aglianico del Vulture Dop Cantina di Venosa: 2,99 euro
Rosso Bianco Umbria Vocante, Terre de la Custodia: 2,99 euro
Tavernello (intera linea), Caviro: 2,24 euro
Montepulciano/Cerasuolo d’Abruzzo I solchi Citra: 1,99 euro
Prosecco di Valdobbiadene Superiore Docg Bolla: 4,99 euro
Fino al 2 Maggio
Dolcetto Langhe Cantina Clavesana: 2,78 euro
Raboso o Marzemino Frizzante La Marca: 2,78 euro
Rubicone Igt Bianco Frizzante Secco Canterino Riunite: 1,74 euro
Sangiovese Igt Cecchi: 3,34 euro
Prosecco Doc Treviso La Gioiosa: 4,18 euro
Bardolino Doc Torre Servaia: 2,38 euro
Negroamaro Salento Igt Mottura: 2,98 euro
Frascati Gotto d’Oro: 1,99 euro
Fino al 2 Maggio
Valtellina Doc Rosso Vinicola Nera: 5,90 euro
Nero d’Avola o Grillo Doc Sicilia Tria: 2,39 euro (carta payback)
Chianti Docg Melini: 3,69 euro (carta payback)
Metodo Classico Pinot Nero o Rosè Montù: 7,19 euro
Ortrugo Vivace Doc Valtidone: 2,89 euro
Bonarda Doc Amabile Valtidone: 3,28 euro
Malvasia Vivace Doc Valtidone: 2,99 euro
Verdea Vivace Panizzari: 3,29 euro
Gutturnio Frizzante Doc Calera Vicobarone: 3,49 euro (carta payback 30%)
Nero d’Avola, Grillo, Inzolia o Syrah Settesoli: 3,59 euro(carta payback 30%)
Corvo Igt Rosso o Bianco Duca di Salaparuta: 4,29 euro (carta payback 25%)
Chianti Docg Al Tralcio Carrefour: 4,99 euro
Fino al 30 Aprile – Superstore
Lambrusco Doc Cantina Sociale Sorbara: 1,92 euro
Chianti Docg Bufferia: 3,59 euro
Veneto Igt Frizzante Verduzzo Trodo Antico: 2,35 euro
Veneto Igt Sauvignon Verga: 3,49
Spumante Brut Pinot Chardonnay Dame Tervise: 3,59 euro
Fino al 30 Aprile – Margherita e City
Lambrusco Reggiano 1915 Donelli: 2,99 euro
Prosecco Spago Igt Mionetto: 6,99 euro
Bonarda Amabile Doc Casabella: 2,59 euro
Spumante Brut J.P Chenet: 3,99 euro (soci Coop)
Sicilia Doc Nero d’Avola o Inzolia Cantina Settesoli: 3,29 euro
Chianti Docg Loggia del Sole: 3,19
Morellino di Scansano Cantina del Morellino: 5,20 euro
Lambrusco di Sorbara Doc Tre Medaglie Cavicchioli: 3,99 euro
Nebbiolo d’Alba Doc Duchessa Lia: 6,35 euro
Cavit Mastri Vernacoli Gewurztraminer: 6,99 euro
Sauvignon Doc Erste e Neue: 6,99 euro
Ribolla Spumante Cescon: 3,55 euro
Montepulciano d’Abruzzo Doc Rocca Ventosa: 1,99 euro
Barbera del Monferrato Doc Capetta: 3,45 euro
Fino al 2 Maggio
Soave Doc Nibai Cesari: 3,24 euro
Asolo Prosecco Docg Cantina Produttori di Valdobbiadene: 4,55 euro
Nero d’Avola o Inzolia Antica Tindari: 3,59 euro
Bardolino Chiaretto Doc Cantina di Negrar: 2,37 euro
Remole Rosso Frescobaldi: 3,99 euro
Vigneti delle Dolomiti Lagaria Bianco o Rosso: 1,85 euro
Lambrusco dell’Emilia Verdi Cantine Ceci: 2,99 euro
Chianti Docg Otto Santi: 2,49 euro
Rosso Piceno Superiore Monteschiavo: 1,99 euro
Barbera del Piemonte Capetta: 2,19 euro
Fino al 29 Aprile
Valpolicella Ripasso Sartori: 6,90 euro
Spumante Prosecco extra dry Maschio: 3,99 euro
Verdicchio dei Castelli di Jesi Vie dell’Uva; 3,79 euro
Fino al 29 Aprile Superstore
Chianti Docg Le Vecchie Mura: 4,49 euro
Ortrugo o Gutturnio Valtidone: 2,59 euro
Spumante 9-5-8 Santero: 3,75 euro
Vini Rosè Maschio: 2,59 euro
Roero Arneis Terre da Vino: 4,78 euro
Piemonte Barbera Poggio dei Vigneti Natale Verga: 1,99 euro
Fino al 2 Maggio
Nessun vino in promozione a volantino
Prosecco Doc Treviso o Bio Mionetto: 6,89 euro
Prosecco extra dry, Ribolla Gialla o Muller Thurgau Cescon: 3,89 euro
Sangiovese o Trebbiano Rubicone Igt Poggio dei Vigneti: 1,39 euro
Freschello Bianco o Rosè linea Cielo e Terra: 1,39 euro
Montepulciano d’Abruzzo Doc Torre Pietraia Verga: 7,69 euro
Fino al 2 Maggio
Valtellina Superiore Docg Inferno o Sassella Bettini: 7,10 euro
Vernaccia di San Gimignano Giglio del Duca: 3,25 euro
Lambrusco di Modena Doc Cavicchioli secco o amabile 1,5lt: 3,29 euro
Vini Il Gaggio (Barbera Piemonte Doc, Sangiovese Rubicone, Grecanico di Sicilia, Merlot Veneto, Montepulciano d’Abruzzo Doc, Nero d’Avola, Pinot Bianco o Muller Thurgau: 1,99 euro
Vini il Gaggio Montepulciano 5lt: 9,50 euro
Oltrepò Pavese Doc Bonarda o Barbera Igt Il Feudo: 1,75 euro
Fino al 1 Maggio
Malvasia, Ortrugo, Bonarda o Gutturnio Doc Cantina Valtidone: 2,79 euro
Lambrusco Doc Vecchia Modena Chiarli: 3,39 euro
Traminer, Refosco dal Peduncolo Rosso Ca Vescovo: 4,99 euro
Chianti Docg Giglio del Duca: 2,90 euro
Oltrepò Pavese Doc Pinot Nero, Riesling, Barbera, Bonarda, Sangue di Giuda e Buttafuoco Vie del Canto: 2,99 euro
Campania Igt Falanghina, Greco o Fiano Ante Hirpis: 3,19 euro
Oltrepò Pavese Doc Bonarda o Barbera San Zeno: 3,99 euro
Bolgheri Doc Sabbiato Sensi: 7,90 euro
Nero d’Avola o Grillo Igt Bio Natale Verga: 3,99 euro
Grignolino Piemonte o Barbera d’Asti Docg La Cacciatora 1,5lt: 4,29 euro
Oltrepò Pavese Doc Bonarda o Barbera Il Roccolo Natale Verga: 3,49 euro
Oltrepò Pavese Doc Bonarda o Barbera Igt Il Feudo: 1,50 euro
Puglia Igt Rosè o Primitivo Pietre del Sole: 1,99 euro
Vini da tavola Il Gaggio Bianco o Rosso: 1,19 euro
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Un’etichetta che si discosta (in positivo) dalla media dei Gewurz presenti al supermercato. Giustificando così il prezzo superiore e consacrando la cantina tra i riferimenti assoluti dell’Alto Adige del vino al supermercato.
LA DEGUSTAZIONE
Giallo dorato luminoso, limpido. La vista invitante precede un “naso” che costituisce la componente migliore del Gewurztraminer di Elena Walch: esotico intenso di papaya, ananas, litchi, pesca gialla matura, marzapane.
Sentori erbacei che sfiorano il balsamico e floreali di rosa rendono complesso l’olfatto, assieme a chiari richiami minerali iodici che ricordano la salsedine. Non manca una spolverata di pepe bianco, piacevolissima.
In bocca il vino entra quasi in punta di piedi, sul filo della glicerina (14%). Poi si accende di un’acidità appagante, che attenua le note dolci della frutta già avvertita al naso.
Il gioco è fatto: un Gewurztraminer che seduce e avvolge inizialmente, per poi farsi più serio e potente, chiudendo sui tasti neri di un immaginario pianoforte, con un’improvvisa svolta amaricante.
Un vino completo, anche nell’abbinamento: perfetto come aperitivo, si presta ad accompagnare alla perfezione piatti della cucina asiatica e indiana, speziati e saporiti. Ottimo con i crostacei, ma anche con portate di terra come foie gras e patè.
LA VINIFICAZIONE
Prima della fermentazione, il Gewuztraminer di Elena Walch macera 6 ore sulle bucce. Le uve vengono poi pressate in maniera soffice. Il mosto subisce poi una chiarifica statica, utile a illimpidire il nettare.
Successivamente viene fermentato in serbatoi d’acciaio a una temperatura controllata di 18 gradi, per preservarne li aromi. Il vino successivamente affina per alcuni mesi sui propri lieviti, in contenitori inox.
La storia della cantina Elena Walch inizia 150 anni fa a Tramin (Termeno), in provincia di Bolzano. Una struttura storica che è stata ampliata nel 2015, nel segno dell’avanguardia tecnologica e ambientale.
Prezzo: 13,90 euro
Acquistato presso: Iper, La grande i
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Un’azienda a conduzione famigliare, che aderisce alla Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi). Per intenderci, gli artefici di quello straordinario Mercato dei Vini che, ogni anno, va in scena a Piacenza.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Tai Rosso 2016 di Pegoraro si presenta di un rosso rubino brillante, limpido, mediamente trasparente. Al naso i frutti rossi tipici del vitigno: marasca, una punta di mirtillo e mora, ma soprattutto lampone, fragolina di bosco e richiami floreali di rosa canina.
Sentori puliti, candidi, che sembrano riprendere la franchezza invitante del colore di cui tinge il calice. Genuino è anche il palato del Tai Rosso della cantina Pegoraro. Corrispondente al naso, riempie la bocca di lampone e fragola, impreziosite da una sapidità che accompagna il sorso fino al retro olfattivo. Levigato il tannino. Setoso.
In cucina, l’abbinamento più scontato è quello con la gastronomia di questa fetta di Veneto tutta da scoprire. E dunque la Soprèssa Vicentina Dop e il baccalà alla vicentina. In realtà di Tai Rosso è uno di quei vitigni che la Grande distribuzione potrebbe valorizzare come “vino quotidiano” ma non banale, sponsorizzandolo anche fuori dai confini regionali (ad oggi è poco rappresentato sugli scaffali delle maggiori insegne).
LA VINIFICAZIONE
Tai Rosso “Il Monastero” è l’etichetta che la cantina Pegoraro destina ai supermercati. I vigneti si trovano a Mossano. Le uve vengono raccolte e selezionate tra la fine del mese di settembre e i primi giorni di ottobre.
La fermentazione avviene a una temperatura controllata che va dai 23 ai 27 gradi, con macerazione
di pochi giorni. Terminata la fermentazione il vino riposa in botti di acciaio per almeno sei mesi.
Il Tai Rosso (chiamato “Tocai Rosso” fino al 2007,) è il vitigno principe dei Colli Berici. La Cantina Pegoraro ne ha fatto una religione. Tanto è vero che sono quattro, oltre a “Il Monastero”, le etichette prodotte a partire da questo vitigno, non presenti sugli scaffali dei supermercati (destinati, dunque, all’Horeca). Ci incuriosisce il Metodo Classico Dosaggio Zero, che non mancheremo d’assaggiare e raccontarvi.
Prezzo: 4,69 euro
Acquistato presso: Alìper – Alì Supermercati
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Secondo appuntamento con i volantini delle maggiori insegne Gdo italiane. Questa volta diamo i voti ai vini in promozione dal 14 dicembre al 24 o al 31 dicembre. I supermercati presi in considerazione – per ora – restano Auchan, Bennet, Carrefour, Conad, Coop, Esselunga, Il Gigante, Ipercoop e Iper la Grande I.
Invitiamo i lettori a fare grande attenzione ai prezzi pubblicati sui volantini, specie in quelli natalizi. Il prezzo di alcuni vini, infatti, non risulta sottoposto a sconti o promozioni. Si tratta dunque di etichette messe in evidenza, sul volantino, al solo scopo di spingerne le vendite, in abbinamento a specialità dei reparti Salumeria, Gastronomia o Pasticceria. Un esempio? Eccolo qui sotto.
Incredibile, in tal senso, la scelta del “marketing natalizio” dell’insegna Bennet, che si presenta ai clienti con un volantino senza prezzi “barrati”. Su “Tavola in festa – per un Natale perfetto”, si trova un 95% di vini al prezzo consueto di vendita. Solo per un 5% il prezzo indicato è concorrenziale: se siete abituati a fare la spesa da Bennet, più in basso troverete le etichette più convenienti da acquistare per Natale o Capodanno.
Il voto assegnato ad ogni etichetta è espresso – come di consueto per vinialsuper – in “cestelli della spesa“. Da un minimo di 1 a un massimo di 5: una valutazione che tiene conto soprattutto dell’ottica qualità prezzo. Un motivo in più per seguirci sui nostri canali social: Facebook e Twitter.
Chianti Classico Docg, Cecchi: 4,79 euro
Rosso di Montalcino Doc, Frescobaldi: 6,99 euro
Bianco Umbria Igt Desiata / Rosso Umbria Igt Vocante, Terre de la Custodia: 3,59 euro
Vini Friuli Doc Bianchi, Tenimenti Civa: 5,49
Spumante Muller Thurgau Dolomiti Igt, Cavit: 2,99 euro
Trento Doc Spumante Metodo Classico, Rotari: 6,49
Chianti Riserva Docg, Piccini: 3,99 euro
Spumante dolce / secco, Rocca dei Forti: 1,99 euro
Cuvee 910 millesimato Extra Dry, Cantine Pirovano: 2,49 euro
Spumante Gransec / Gran Cinzano, Cinzano: 2,69 euro
Prosecco Valdobbiadene Superiore Docg, La Gioiosa: 4,89 euro
Champagne Cordon Rouge, Mumm: 19,90 euro
Prosecco Docg, Carpenè Malvolti: 5,99 euro
Dal 20/12 al 31/12
Trebbianino Doc Colli Piacentini, Cantine Bonelli: 2,99 euro
Gutturnio Colli Piacentini Doc, Vicobarone: 2,59 euro
Bonarda / Barbera Oltrepò pavese Doc, Cantine Montagna: 2,90 euro
Spumante Asti Docg, Martini: 2 pezzi 8,45 euro
Spumante Metodo Classico Trento Doc Brut, Ferrari 2 pezzi 16,80 euro
Dolcetto d’Alba Doc, Terre da Vino: 2 pezzi 8,85
Spumante dolce / secco, Rocca dei Forti: 2,39 euro
Spumante Brachetto d’Acqui Docg, Bersano: 4,79
Vermentino di Sardegna Doc Aragosta, Santa Maria La Palma: 3,85 euro
Muller Thurgau Alto Adige Doc, St. Magdalena Gries: 6,29 euro
Gewurztraminer Trentino Doc Mastri Vernacoli, Cavit: 5,40 euro
Rosso Toscana Igt Manero, Tenute del Cerro: 3,89 euro
Barbaresco Docg, Terre da Vino: 8,70 euro
Passito di Pantelleria Doc, Pellegrino: 5,50 euro
fino al 25/12
Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg, Astoria: 3,98 euro
Spumante Docg Cartizze Oro, Valdo: 8,30
Spumante Pinot de Pinot, Gancia: 3,40
Malvasia Doc secco / dolce Il Grappolo, Cantina Valtidone: 2,70
Bianco Falerio Doc, De Angelis: 2,90
Fiano di Avellino Docg, Mastroberardino: 7,50
Muller Thurgau Doc Mastri Vernacoli, Cavit: 3,29 euro
Seligo Bianco Doc Sicilia, Settesoli: 4,30 euro
Gutturnio Superiore Doc Riserva, Cantina Valtidone: 3,95 euro
Lambrusco rosso / rosato La Brusca, Lini: 3,19
Ripasso Valpolicella Doc Superiore Valdimezzo, Sartori: 7,50
Cannonau Doc, Cantina Dolianova: 3,40 euro
Cabernet Sauvignon Igt, Le Cascine: 2,49 euro
Passito di Pantelleria Doc, Pellegrino: 5,50 euro
Franciacorta Docg, Berlucchi: 7,98 euro
Spumante Metodo Classico Millesimato, Cesarini Sforza: 7,13 euro
Gewurztraminer, Cantina di Bolzano: 7,63 euro
Vermentino di Gallura Docg, Cantina del Giogantinu: 3,55 euro
Pecorino, Citra: 2,75
Champagne Cordon Rouge, Mumm: 19,90 euro
Cabernet Franc / Friulano, Zorzettig: 4,47 euro
Rubrato / Aglianico / Falanghina, Feudi di San Gregorio: 6,99 euro
Valpolicella Ripasso, Cantina di Negrar: 5,38 euro
Montepulciano d’Abruzzo, Umani Ronchi: 4,89 euro
Morellino di Scansano Docg, Cecchi: 3,99 euro
Chianti Classico Docg, Giulio de’ Medici: 4,78 euro
Barbaresco Docg, Nervo: 6,79 euro
Primitivo di Manduria San Gaetano, Due Palme: 3,12
Asti Spumante Docg, Casa Sant’Orsola: 2,99 euro
Brachetto d’Acqui Docg, Duchessa Lia: 4,14 euro
Benuara, Cusumano: 5,90
Moscato di Pantelleria Doc, Cantine San Pellegrino: 4,49 euro
Prosecco Valdobbiadene Docg, Cantina di Valdobbiadene: 4,73
Chianti Superiore Docg Borgo Ser Ristoro, La Pieve: 3,69 euro
Dolcetto d’Alba Doc, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi: 3,99 euro
Rosso Calabria Igt, Nicotera Severisio: 4,79 euro
Brunello di Montalcino Docg Campone, Frescobaldi: 14,99 euro
Morellino di Scansano Docg La Torre, Frescobaldi: 4,79 euro
Barbera / Dolcetto d’Alba Doc, Cantina Produttori Portacomaro: 4,19 euro
Negroamaro / Primitivo Salento Igp Villa Elena, Due Palme: 2,99 euro
Chianti Colli Senesi Docg, Castel di Pugna: 5,29 euro
Salento Igp Pilu Niuru, Taurosso: 4,54 euro
Barbaresco Docg, Cantina Produttori Portacomaro: 9,99 euro
Lambrusco / Lambrusco Nero Vecchia Modena, Chiarli: 3,24 euro
Nebbiolo d’Alba Doc, Giacosa: 5,89 euro
Bonarda Oltrepò pavese Doc, Giorgi: 4,49 euro
Lambrusco Scuro Igt Notturno, Righi: 2,99 euro
Syrah-Cabernet Sauvignon / Viognier-Catarratto Igt, Feudo del Sole: 4,79 euro
Montepulciano / Cerasuolo / Trebbiano d’Abruzzo Doc Collezione, Casalbordino: 2,49 euro
Rosso di Torgiano Doc Anteo / Bianco di Torgiano Doc Kirnao, Antignano: 2,99 euro
Barbera / Riesling Oltrepò pavese Doc, Commendator Pastori: 3,39
Teroldego Rotaliano / Muller Thirgau / Marzemino Mastri Vernacoli, Cavit: 3,98
Cirò rosso / rosato / bianco Doc, Caparra e Siciliani: 2,99 euro
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico, Tenuta Marcasanta: 2,99 euro
Muller Thurgau Igp delle Venezie / Barbera d’Asti Docg, Coste Regale: 2,39
Roero Arneis Docg, Produttori di Portacomaro: 4,99 euro
Gewurztraminer / Pinot Nero Trentino Doc, La Vis: 4,99 euro
Soave Classico / Bianco Custoza, Sartori: 2,99 euro
Corvo Bianco / Rosso, Duca di Salaparuta: 3,79 euro
Soave Classico Doc Corte Memini, Azienda Agricola Le Mandolare: 4,19 euro
Vin Santo del Chianti Doc, Tenuta La Pieve: 7,19 euro
Recioto di Soave Docg, Azienda Agricola Le Mandolare: 9,59 euro
Spumante Brut / Dolce, Gancia: 2,39 euro
Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, Coste Petrai: 7,99 euro
Prosecco Vadobbiadene Superiore Cartizze Docg, Coste Petrai: 10,49 euro
Spumante / Fragolino, Rocca dei Forti: 1,99 euro
Spumante Pinot / Chardonnay, Cinzano: 3,59 euro
Prosecco Valdobbiadene Superiore Docg, Santa Margherita: 6,29 euro
Prosecco Valdobbiadene Superiore Docg, Porta Leone: 5,49 euro
Spumante Moscato, Tosti: 2,69 euro
Spumante Brut Ribolla Gialla, Porta Leone: 4,79 euro
Spumante Brut Franciacorta Docg, Terra Riva di Franciacorta: 7,69 euro
Prosecco Doc Millesimato Extra Dry, Aneri: 5,69 euro
Nebbiolo d’Alba Doc, Duchessa Lia: 5,79 euro
Spumante Metodo Classico Trento Doc, Cesarini Sforza: 7,99 euro
Spumante Riesling Oltrepò pavese Doc, Martini: 3,99 euro
Chianti Docg, Leonardo: 4,69 euro
Moscato di Pantelleria Doc, Pellegrino: 4,55 euro
Spumante Brut / Dolce, Gancia: 2,39 euro
Sagrantino di Montefalco Docg, Duca Odoardo: 10,99 euro
Spumante Moscato, Tosti: 2,85 euro
Spumante Pinot / Chardonnay, Cinzano: 4,75 euro
Spumante Blanc de Blancs, Duchessa Lia: 2,59 euro
Gewurztraminer / Lagrein / Pinot Bianco Alto Adige Doc, St. Magdalena Gries: 6,99 euro
Lambrusco Otello Etichetta Nera, Ceci: 4,35
Montepulciano / Trebbiano / Cerasuolo d’Abruzzo Doc, Rocca Ventosa: 2,15 euro
Falanghina / Fiano /Greco Igt, Ante Hirpis: 2,79 euro
Vermentino di Sardegna Doc, Sella e Mosca: 3,85 euro
Valdobbiadene Prosecco Docg, Grandi Vigne: 4,95 euro
Spumante Brut / Dolce, Rocca dei Forti: 1,99 euro
Asti Docg / Riesling Oltrepò pavese Doc, Martini: 3,99 euro
Spumante Muller Thurgau-Durello Brut / Maximilian I, Cantina di Soave: 2,99 euro
Trento Doc Brut, Rotari: 6,49 euro
Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore, Ca’ Val: 4,59
Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore / Vino Frizzante, Mionetto: 6,39 euro
Asti Docg Secco, Duchessa Lia: 4,80 euro
Muller Thurgau Igt Dolomiti Spumante Brut, Cavit (magnum): 8,99 euro
Vini Doc Sardegna Doc Aragosta, Santa Maria La Palma: 2,99 euro
Vini Doc Trentino Mastri Vernacoli, Cavit: 3,39
Chianti Docg, Banfi: 4,49 euro
Ripasso Valpolicella Doc Superiore Valdimezzo, Sartori: 5,99 euro
Amarone della Valpolicella Docg, Sartori: 14,90 euro
Brunello di Montalcino Docg Campone, Frescobaldi: 15,90 euro
Champagne Cordon Rouge, Mumm: 19,90 euro
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Emilio Bixio (nella foto) contatta vinialsuper attraverso la nostra pagina Facebook per raccontare la sua verità sugli sviluppi del caso Amarone “Argento”, sequestrato in occasione del Black Friday 2016 in diversi punti vendita Auchan. L’articolo in cui viene tirato in causa, proprio non gli va giù.
Il “contadino” Bixio ci scrive da Hong Kong, dove si troverebbe attualmente “dopo avere toccato diversi stati del sud est asiatico, per lavoro”.
“Non so se la fonte di cui parla vinialsuper sia attendibile o meno – continua Bixio – di parte o meno, veritiera o no. So solo che in Italia non vendo una bottiglia nella Gdo. Sono presente con il marchio di famiglia solo nel mercato Horeca. Quanti anni ci vogliono per costruire un mercato? Sapete quanti sacrifici di tutti i generi bisogna fare per farsi un buon nome?”.
“Ebbene – aggiunge Emilio Bixio – siccome conosco la vicenda e non ha i contorni descritti, lasciate fare ai magistrati il loro lavoro. Io sono sereno, la mia famiglia pure. Vedrete che, a ragion veduta, non sarà uno sbaglio!”.
Bixio si rifiuta di raccontare tutta la sua verità, come proposto dalla nostra redazione. “Io non ho versioni – dichiara perentorio – io conosco la verità. Ma siccome non voglio intralciare il corso della giustizia, non posso dire niente”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Un carrello della spesa pieno di delusioni, anche a fronte di una spesa complessiva di appena 60 euro. Ma allora chi ha bisogno di chi? Gardini di Eurospin? O Eurospin di Gardini? Senza dubbio la seconda delle ipotesi. “Integralmente prodotto” risulta una linea debole alla prova del calice. Il marketing creato ad hoc nei punti vendita e sui social network, attorno alla figura del noto sommelier, solleva (anche se di poco) l’asticella.
A caccia della campionatura necessaria alla degustazione, ci siamo imbattuti peraltro in annate diverse della stessa tipologia di vino. Segno che l’operazione Eurospin-Gardini è utile anche come “svuota magazzino”. Caso esemplare quello del Merlot Doc Friuli Grave “Il Greto” – prodotto dalla Viticoltori Friulani La Delizia Sca di Casarsa – presente a scaffale con diversi cartoni della vendemmia 2013, oltre alla 2014.
La scarsa riconoscibilità della maggior parte dei vitigni inseriti nella linea “Integralmente prodotto”, inoltre, non fa bene al consumatore. Neppure a quello sprovvisto di palato critico: quello a cui immaginiamo si rivolga Eurospin. Il quadro è quello di un pericoloso appiattimento della qualità media espressa sullo scaffale vini dell’insegna.
Eppure non mancano i nomi noti neppure tra i produttori ai quali si è rivolta la catena Gdo per questa sorta di Private label mascherata. Oltre alla già citata “Delizia La Casarsa,” troviamo la cooperativa pugliese Due Palme per Negroamaro e Primitivo, la Cooperativa di Sant’Antioco per il Carignano del Sulcis, Cantina Valpolicella Negrar per il Bardolino e l’onnipresente Cantina di Soave per il Soave. Tutte etichette bocciate.
Escono meglio la siciliana Cantine Settesoli con il Grillo, e la lombarda Cantina di Casteggio (Terre d’Oltrepò), in Oltrepò pavese, con lo spumante Metodo Classico di Pinot Nero Docg. Prodotti che si aggiudicano una stiracchiata sufficienza gusto-olfattiva, visto anche il rapporto qualità prezzo.
Di seguito le nostre note di degustazione dell’intera linea di vini “Integralmente prodotti”, con relativa valutazione in “cestelli della spesa”, anticipate dalla descrizione dell’ufficio marketing-pubblicità di Eurospin.
LA DEGUSTAZIONE
Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Poderi di Enrico II”
Giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli. Il green feeling del colore rimane anche al naso, in cui alla frutta bianca si accompagna una nota leggermente muschiata. Bocca agile, dinamica, agrumata non troppo impegnativa, ma neppure troppo complicata.
Soave Doc 2016 “La Pieve”
Agrumi e frutta bianca al naso. In fase di assaggio il refrain non cambia, almeno nella parte iniziale e centrale del sorso. Il finale invece è caratterizzato da toni sapidi che donano al sorso una discreta persistenza post assaggio.
Verduzzo Veneto Igt frizzante 2016 Meolo
Profumi di frutta bianca e una leggera nota che ricorda la salvia. In bocca le sensazioni paiono decisamente più agrumate. A non cambiare invece è la nota piacevolmente balsamica che si avvertiva anche al naso. Molto versatile in fase di abbinamento.
Pinot Grigio Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Poderi di Enrico II”
Al naso parte delicato con profumi fruttati, in particolare su quelle tonalità che fanno ricordare la frutta a polpa bianca. Il sorso si muove sulle stesse coordinate del naso, aggiungendo tuttavia sensazioni agrumate e lievemente balsamiche.
Pignoletto Reno Doc Vino frizzante 2016 “Corte del Borgo”
Paglierino con riflessi verdolini. I profumi ricordano i fiori bianchi e gli agrumi. In bocca ritorna l’agrume, asciutto e non troppo aspro, in questa fase alternato a un certo green feeling che non sa di acerbo ma di aromatico.
Falanghina del Sannio Dop 2016 La Guardiense
Profumi freschi di grande pulizia. Ci sono gli agrumi, la frutta bianca, oltre a quelle delicate sensazioni balsamiche e quasi mentolate che in bocca donano, specie sul finale del sorso, una bella verve e una rinfrescante bevibilità.
Vermentino di Gallura Docg 2016 “Costa Dorada”
Ti porta ai tropici con i profumi fruttati, tanto mango, per poi farti atterrare, questa volta durante l’assaggio, in un clima più mediterraneo. Il sorso rimane centrato sulla sfera fruttata con agrumi dolci e qualche lampo di macchia mediterranea.
Grillo Terre Siciliane Igt 2016 “Isola del sole”
Colore giallo paglierino. Attacca, al naso, facendo ricordare gli agrumi mescolati con toni lievemente tropicali, mai troppo dolci. La bocca è una fedele trasposizione del naso a base di agrumi e frutta gialla matura. La sapidità qui ha contorni quasi iodati.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot nero Docg Spumante Brut “
Il frutto, nota dominante al naso, ricorda in particolar modo il lampone e la mela. La bocca ritorna sulla sensazione di mela, anche se in questa fase le affianca una nota di susina gialla, completata dalle classiche note di lievito. Sottofondo agrumato.
Prosecco Doc Vino frizzante
Il tris di fiori bianchi, frutta a polpa bianca e note di lievito determinano il bouquet di profumi. In bocca le sensazioni aumentano non tanto di numero, quanto in definizione e realismo. Buone doti di beva.
Non valutato: stock assente
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Doc 2016 Ccm Montecarotto
Mela verde e agrumi fanno capolino al naso. In bocca ritorna la parte fruttata con sentori esotici portati in dote da sensazioni dolci-acide di ananas fresco. Finale sapido come vuole il vitigno.
Orvieto Doc 2016 “Loggia delle Poste”
Leggera nota floreale di fiori bianchi, seguita da più evidenti note fruttate, soprattutto agrumate. Dopo l’identikit dei profumi, il sorso mette in luce una bocca piuttosto snella e tesa, tutta bergamotto, lime e sale.
Cerasuolo d’Abruzzo Dop Co.ci Ortona
Colore rosa antico. La rosa, in questo caso il fiore, è la prima sensazione che si avverte al naso, insieme a quella parte fruttata che rimanda al frutto rosso. In bocca proprio la ciliegia fresca diventa protagonista, garantendo freschezza e bevibilità.
Non giudicabile: bottiglia difettata (acido acetico)
Barbera d’Asti Superiore Docg 2015 Cantina Sociale di Castel Boglione
La frutta rossa mescolata a tonalità speziate caratterizza il naso. La bocca riparte dalle sensazioni olfattive, anche se il frutto, acido e succoso, domina la prima parte del sorso, mentre la spezia, cannella e pepe rosa, caratterizza il finale.
Merlot Friuli Doc “Il Greto” La Delizia di Casarsa
Naso quasi vellutato con frutto scuro e qualche nota balsamica per nulla pungente. In bocca ha una bella trama fruttata, supportata da un corpo mai eccessivo. Nel finale si avverte una piacevole nota amarotica, oltre a un tannino di natura sapida.
–
–
Chianti Riserva Docg 2014 Loggia delle Poste
Il frutto rosso che mette in evidenza il naso è in prevalenza fresco, anche se non manca qualche tono di confettura di amarena. In bocca è succoso, snello, dotato di una speziatura che ricorda il pepe rosa e il chiodo di garofano. Tannino dolce.
Bardolino Doc 2016 Gran Signoria
Intensi profumi di frutti rossi. In bocca è asciutto e molto realistico, specie su quelle sensazioni, avvertibili fino a metà bocca, che ricordano la ciliegia e l’amarena. Finale delicatamente speziato. Grande facilità di abbinamento.
Lambrusco Grasparossa Doc Frizzante 2016 Amabile Corte del Borgo
Bello il colore viola che riprende, cromaticamente, alcune tra le sensazioni (viola e mora) che più fanno capolino sia al naso sia in bocca. Se poi all’assaggio ci aggiungi anche la morbidezza un po’ zuccherosa della confettura di ciliegia, ecco che l’identikit di questo vino può dirsi completo.
Morellino di Scansano Docg 2016 Poggio d’Elci
Rosso e nero, parlo di frutto, sono i protagonisti del naso. In bocca il vino si manifesta sulle stesse sensazioni, inserendole in un sorso dal corpo medio. La descrizione dell’assaggio non rimane circoscritta al frutto, mettendo in luce una discreta varietà di piante aromatiche. Tannino potente.
Syrah Terre Siciliane 2016 Poderi Ciacaranni
Profuma in prevalenza di frutto scuro anche se non manca, sempre al naso, un delicato sottofondo speziato di chiodo di garofano e pepe nero. In bocca la parte del frutto scuro, un mix tra mora e ciliegia fresca, lascia spazio alle spezie piccanti specie nel finale del sorso.
Carignano del Sulcis 2016 Isolasarda
Profumi di frutti neri accompagnati da note terrose. In bocca entra con note di gelso, rimanendo poi comunque sul frutto scuro grazie a tonalità che ricordano nitidamente la mora. Finale leggeremente vegetale, completato da note di grafite. Tannino salato.
Chianti Classico 2015 Montostoli
Floreale (viola) e fruttato (melograno e ciliegia) al naso. In bocca la parte fruttata prende il sopravvento, grazie a un frutto rosso fresco, succoso, ma anche leggermente alcolico. Dalla seconda metà dell’assaggio compare una sottile trama balsamica. Tannino acido.
Primitivo Salento 2016 Solemoro
Floreale (viola) e fruttato (melograno e ciliegia) al naso. In bocca la parte fruttata prende il sopravvento, grazie a un frutto rosso fresco, succoso, ma anche leggermente alcolico. Dalla seconda metà dell’assaggio compare una sottile trama balsamica. Tannino acido.
Negroamaro Salento 2016 Solemoro
Olfatto fruttato. Nonostante questo sia il tema principale il naso non manca di complessità, per merito di una bella alternanza di frutta a polpa gialla e bacche fresche. Il sorso si discosta da quest’abbondanza di sensazioni fruttate, grazie anche a note di carruba, frutta secca e spezie scure.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Lo sanno bene alla Società cooperativa Sant’Antioco, formula con la quale opera sul mercato – e anche in Gdo – la cantina Sardus Pater. Mettici poi l’abile consulenza di Riccardo Cotarella, attuale presidente di Assoenologi, e il quadro è completo.
LA DEGUSTAZIONE
Kanai si veste di un rosso rubino impenetrabile. Le rotazioni del nettare nel calice evidenziano lacrime e archetti ben delineati: segno di una componente alcolica considerevole. Di fatto, questo Carignano del Sulcis registra un 15% d’alcol in volume.
Uno dei pregi del Carignano del Sulcis di Sardus Pater è il perfetto equilibrio dell’alcol al palato, amalgamato con la ricchezza e la complessità del resto dei descrittori. E’ al naso che il vino appare di primo acchito molto “caldo”. Come le padelle appena usate e gettate sotto l’acqua, sembra emanare calore, assieme a generosi e intensi sentori di frutta rossa, radici di liquirizia e spezie come il chiodo di garofano.
Lo sfondo balsamico, fresco, ingentilisce in ingresso di bocca questo potente vino rosso della Sardegna. L’alcol sembra evaporare, mentre si accendono di seguito le note di frutta e spezie, corrispondenti a quelle percepite al naso. Di nuovo la liquirizia, prima di inattesi sapori di frutta secca: fichi, su tutti. La chiusura è lunghissima, tendente a un amarognolo riconducibile al rabarbaro.
Una complessità pronta ad arricchirsi di minuto in minuto, con l’ossigenazione del vino del calice. Tanto da richiedere, nell’abbinamento in cucina, portate altrettanto complesse. Il Carignano del Sulcis Riserva 2014 Kanai si abbina a piatti a base di selvaggina e cacciagione, agnello al forno, formaggi stagionati e impreziositi dal tartufo. Rigorosa la temperatura di servizio, tra i 18 e i 20 gradi.
LA VINIFICAZIONE
La zona di produzione del Carignano Riserva Kanai è l’isola di Sant’Antioco, all’estremo Sud-Ovest della Sardegna. Nell’omonima cittadina di 11 mila abitanti opera la cooperativa Sardus Pater. Le uve, conferite da 200 soci, provengono da un’area vitata complessiva di 300 ettari. La maggior parte dei vigneti sono proprio di uva Carignano. I più antichi proprio sull’isola di Sant’Antioco, di età compresa tra i 50 e gli 80 anni.
Vigneti impiantati su terreni sabbiosi, con basse rese per ettaro, che producono uve di assoluta qualità. Il Carignano Kanai, in particolare, è ottenuto da vigneti allevati ad alberello a piede franco (ovvero da viti originarie, non innestate). Densità d’impianto di 7-8 mila piante, con produzioni di 35 quintali per ettaro.
La vendemmia, nel 2014, è avvenuta durante la quarta settimana del mese di settembre. Vinificazione e fermentazione delle uve Carignano hanno avuto luogo in acciaio. La fermentazione malolattica, utile alla trasformazione dell’acido malico in acido lattico, è invece avvenuta interamente in barrique.
Anche l’affinamento si è svolto in barrique di allier, per una durata complessiva di 10 mesi. Prima della commercializzazione, Kanai ha riposato altri 6 mesi in bottiglia. Sorprendente la qualità del prodotto, soprattutot in rapporto con il prezzo.
Prezzo: 6,90 euro
Acquistato presso: Conad
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Tra questi, anche quello della buona tavola. Fuma di meno, beve di meno e ama di meno (-10% il calo del desiderio sessuale negli ultimi 15 anni e, conseguentemente, -6% la diminuzione registrata nell’ultimo anno nella spesa per profilattici).
In testa, piuttosto, l’italiano ha il gioco d’azzardo. A tentare la sorte in vario modo sono quasi in 30 milioni. Tradotto? L’Italia è tra i quattro popoli che perdono di più al mondo, dopo giganti come Stati Uniti, Cina e Giappone.
I CONSUMI
La trasformazione degli stili di consumo a tavola riguarda anche le bevande. Gli italiani si fidano sempre di più dell’acqua del rubinetto, ma aumentano anche le vendite di acqua in bottiglia, a scapito delle bevande gassate. Sul vino, gli italiani prediligono scelte di qualità. “Italianità” e “certificazione” del prodotto enologico sembrano essere le nuove chiavi.
Il vino resta sulla tavola degli italiani, anche se la crisi ha tagliato le gambe alle spese più voluttuarie, tra cui figurano gli alcolici. Segni incoraggianti quelli che arrivano dai primi indicatori del 2017. In Gdo, il giro d’affari messo a segno da vini, spumanti e Champagne è aumentato del 2% nella prima metà dell’anno.
“Una performance anche più lusinghiera – evidenzia il rapporto Coop – se si considera che è in atto un progressivo travaso dei volumi di vendita nella direzione di formati più specializzati e di nicchia (vendita diretta con il produttore, enoteche, cantine)”.
A crescere è la qualità del prodotto medio, “al punto da configurare un fenomeno di upgrading importante della spesa”. I dati Nielsen sui volumi di vendita citati nel rapporto Coop documentano nel primo semestre dell’anno un incremento in quantità pari al 5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa per i vini con etichetta certificata, a fronte di un calo del 3% per i vini comuni.
EXPLOIT DEI VINI BIO
Si beve meno ma meglio, insomma. Nella scelta di acquisto, la qualità viene prima del prezzo (93%), insieme all’italianità del vino (91%) e alla certificazione d’origine (l’86% sceglie vini Dop e l’85% Igp). Anche in questo ambito cresce la sensibilità verso la variante biologica: si tratta del vino prodotto attraverso l’utilizzo di antiparassitari naturali e l’abbattimento delle sostanze chimiche e dei solfiti.
Il volume delle vendite del vino bio in Grande Distribuzione è cresciuto del 25% nell’ultimo anno, con 2 milioni e mezzo di litri venduti. Se la qualità dell’acquisto è aumentata, la quantità di vino consumata dagli italiani
ha ceduto terreno, in ragione di una predilezione per uno stile di vita più “sobrio”. Secondo il Censis, soltanto il 2,3% degli italiani consuma più di mezzo litro di vino al giorno (era il triplo trenta anni fa).
I MILLENNIALS
“Uno spaccato generazionale dei consumatori che evidenzia l’emergere di un elemento di discontinuità rispetto al passato, dal momento che la riscoperta delle eccellenze enologiche è partita dai più giovani”, recita ancora il rapporto Coop 2017. Secondo il Nomisma Wine Monitor, che ha messo a confronto i Millennials italiani con i coetanei statunitensi, nel nostro Paese si rileva “una profonda cultura del vino”.
Nella fase di orientamento all’acquisto nel nostro Paese si guarda all’origine del prodotto, oltre che alle caratteristiche organolettiche e all’affidabilità del produttore.
La passione degli italiani per il vino non si ferma all’acquisto, ma sulla scia di Expo è cresciuto anche l’interesse verso le manifestazioni enologiche. Nel 2016 sono stati 24 milioni gli italiani che hanno partecipato a eventi a tema sul vino, fra cui tantissimi giovani.
Gli stranieri non sono da meno, tanto che all’edizione 2017 di Vinitaly sono stati 48 mila i visitatori dall’esteo, di cui oltre la metà accreditati come top buyer (+8% rispetto al 2016), provenienti da 70 Paesi. Il vino rappresenta del resto uno dei principali ambasciatori del “Made in Italy”.
LE PREVISIONI
Secondo le analisi di Confcooperative, i volumi di vendita del vino nel mondo fra il 2015 e il 2020 cresceranno del 13,4%, e l’Italia, primo produttore in assoluto, vedrà ampliarsi le sue quote di mercato. Nel 2016, l’export del settore vinicolo italiano ha raggiunto quota 5,6 miliardi di euro, segnando un +4,3% sul 2015.
I mercati principali sono quello statunitense e quello tedesco, ma fra i Paesi più promettenti troviamo Cina e Russia, che nel 2016 hanno fatto segnare una crescita in volume dei vini importati dall’Italia rispettivamente pari all’11% e al 15%.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper finisce oggi il Sangiovese Doc di Cesari, vendemmia 2014, in vendita nei supermercati Interspar.
LA DEGUSTAZIONE
Il vino si presenta limpido, color rubino vivace, consistente nel calice. Al naso si percepisce intenso e piuttosto complesso, bouquet fruttato e floreale con frutti maturi di ciliegia e frutti di bosco e fiori come la violetta, sentori di marmellata e marasca e spezie tostate come tabacco e caffè.
In bocca, il Sangiovese Iove di Umberto Cesari è caldo, morbido, pieno ed elegante, abbastanza fresco, leggermente tannico. Di corpo, risulta avvolgente e armonico nel complesso. Piuttosto duttile nell’abbinamento, è particolarmente consigliato con piatti saporiti di carne e selvaggina, ma anche con formaggi stagionati, salumi o primi piatti di pasta ripiena.
LA VINIFICAZIONE
Il vino è classificato come Romagna Doc Sangiovese, ottenuto da uve 100% Sangiovese, con titolo alcolometrico di 12,5%. L’affinamento avviene in vasche di acciaio per 3 mesi.
Le uve usate per produrre Iove Sangiovese Doc vengono raccolte interamente nel podere Parolino, che copre due versanti di una stessa collina, con un’esposizione ottimale tutto l’anno. Nel Podere Parolino si coltivano anche Merlot, Trebbiano e Sauvignon Blanc.
La grande ricchezza dell’azienda sono di fatto 6 poderi (Ca’ Grande, Liano, Laurento, Tauleto, Casetta e Parolino). La Umberto Cesari consta di 175 ettari di vigneti, una cantina di 18 mila metri quadrati, nonché una sede aziendale che accoglie il wine shop e la sala degustazione.
Prezzo: 4,99 euro
Acquistato presso: Interspar
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Scelta etica o commerciale oppure combinazione delle due? Poco importa, fatto sta che negli ultimi anni è cresciuto in Italia il numero di consumatori di prodotti biologici ed il numero di persone che scelgono l’alimentazione vegana. L’ offerta del vino si è adeguata.
La menzione vegan, certificata da Vegan Society in questo caso, garantisce il non utilizzo, lungo tutta la filiera produttiva, di materiali o coadiuvanti di origine animali (come le colle utilizzate per la filtrazione).
LA DEGUSTAZIONE
Il Prosecco Millesimato Doc Bio Vegan 2016 di 47Annodomini si presenta nel calice color giallo paglierino. Una spuma vaporosa e compatta si sviluppa nel calice con bollicine di media finezza discretamente persistenti.
Dal punto di vista olfattivo è un vino semplice con il frutto a far da padrone. Un naso intenso con i sentori tipici di mela e pera Williams corredati da ricordi floreali. Di alcolicità moderata il Prosecco Millesimato Doc Bio Vegan di 47 Anno Domini ha una buona freschezza che si bilancia al residuo zuccherino regalando un aperitivo gradevole, equilibrato coerente per la tipologia di prodotto.
Se siete vegani il suo posizionamento nella Gdo tradizionale è assolutamente vantaggioso (circa tre euro in meno) rispetto a quello praticato da note catene specializzate, piattaforme online o siti affini a prodotti biologici e vegani.
LA VINIFICAZIONE
Il Prosecco Millesimato Doc Bio Vegan di 47 Anno Domini è imbottigliato dall’azienda Vinicola Tombacco di Trebaseleghe in Provincia di Padova, di cui fa parte anche la Tenuta 47 Anno Domini, nata nel 1919 con all’attivo già tre generazioni.
E’ prodotto con uve 100% Glera bio da vigneti della provincia di Treviso. Le uve, accuratamente selezionate, vengono sottoposte a spremitura soffice e quindi a fermentazione in vasche di acciaio per dieci giorni.
Seguono travasi per rendere limpido il vino che diverrà spumante con rifermentazione secondo il metodo Charmat, in autoclave. Valoritalia, società specializzata nella certificazione della qualità delle produzioni aziende vitivinicole si occupa di verificare il rispetto dei protocolli biologici.
Prezzo: 7,49 euro
Acquistato presso: Crai
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Una prova? La presenza di bottiglie di Chateauneuf du Pape di annate differenti sullo scaffale dei punti vendita Auchan. Avete capito bene: proprio Auchan offre l’inconsapevole ebrezza di una “verticale” del rosso Aoc tra i più rappresentativi della Francia, ottenuto nella zona meridionale della Valle del Rodano da uve Grenache, Syrah, Mourvèdre e Cinsault.
La catena francese, che in Italia tratta col giusto riguardo la viticoltura transalpina, con un’accurata “Selezione” di vini d’Oltralpe dallo sgargiante rapporto qualità prezzo, si perde in un bicchier d’acqua: quello della corretta rotazione delle vendemmie sullo scaffale. Regalando a vinialsuper la possibilità di raccontare un’emozionante “mini verticale”.
Prima un paio di precisazioni, per i meno esperti. Vi è mai capitato di “scavare” sul fondo degli scaffali dei supermercati alla ricerca di scadenze meno ravvicinate alla data nella quale avverrebbe l’acquisto? Certamente sì.
Lo fate con lo yogurt, con l’insalata. Ma anche con le brioche. Ecco il punto: i vini sullo scaffale dei supermercati andrebbero trattati dagli addetti alla stregua dei cornetti della Mulino Bianco.
La regola è semplice: first in, first out. Il pacco di crostatine all’albicocca con scadenza più ravvicinata alla data di potenziale acquisto deve essere esposto davanti a quelle con scadenza meno prossima. Così dovrebbe accadere al vino: la vendemmia 2015 davanti alla 2016, in modo da terminare le scorte di bottiglie più “vecchie” prima di iniziare a vendere quelle “nuove”. Ahinoi, così non accade.
Le “rotazioni” della merce, ovvero la velocità con quale si svuota lo scaffale, sono (o dovrebbero essere) tali da non rendere sempre necessario il “giro delle scadenze”: i banchi si svuotano indipendentemente dalla scadenza della merce esposta, se gli ordini sono tarati in base alle rotazioni. Esattamente quello che non è successo nel caso dello Chateauneuf du Pape della Selezione Auchan.
IL CASO
Due le vendemmie presenti a banco: la 2009, esposta sul fondo dello scaffale, tra la polvere; e la 2014, facilmente reperibile sopra all’etichetta prezzo e acquistabile senza alcuno sforzo. Un errore madornale che, ripetuto in larga scala, costringe le catene a ridurre i margini di guadagno sulle singole referenze.
Considerando che la maggior parte dei vini presenti sullo scaffale dei supermercati sono di pronta beva, ovvero consumabili al top della forma nel giro di un uno o due anni dalla data di vendemmia indicata in etichetta, immaginate a che prezzo (scontato) dovrebbero essere venduti i vini di annate vicine all’aceto.
Col rischio, peraltro, di far percepire male al consumatore non solo il brand posto in sottocosto, ma l’intera Denominazione di appartenenza. Fortunatamente non è il caso dello Chateauneuf du Pape della Selezione Auchan, che si conferma vino dal grande potenziale evolutivo in bottiglia. Anche al supermercato.
LA DEGUSTAZIONE
Un’acescenza in fase primordiale che, con l’ossigenazione, si dilegua in maniera definitiva. Il vino si apre su note di confettura di frutti rossi, su sottofondo terziario.
Non mancano una mineralità salina e una componente vegetale di macchia mediterranea, definibile nel sentore di rosmarino. L’affinamento in legno regala invece sentori altalenanti tra il cuoio e la balsamicità dolce del miele d’acacia.
L’ingresso in bocca del Chateauneuf du Pape 2014 della Selezione Auchan è caldo, sempre giocato sui frutti rossi, in un crescendo di struttura e mineralità. Il tannino è vivo ma equilibrato, soffice: ricorda il cacao bagnato. Anche l’alcolicità è equilibrata e non infastidisce la beva. Bel vino, che lascia tuttavia qualche dubbio sul potenziale evolutivo.
La vendemmia 2009 (14%) tinge il calice, come atteso, di un rosso granato impenetrabile. Il naso è appannaggio della balsamicità: terziari conferiti dall’affinamento in legno, vegetale spinto tra la macchia mediterranea (di nuovo rosmarino) e la resina di pino. Mirtilli sotto spirito, pepe nero a zaffate.
Al palato stupisce per l’acidità ancora viva. Lo Chateauneuf du Pape 2009 della Selezione Auchan mantiene un gran corpo e un piacevole calore. Lungo nel retro olfattivo, su note di frutti rossi. All’apice della curva evolutiva, regala belle emozioni a tavola, soprattutto per chi ha la pazienza di attendere le sfumature del calice. Da consumare entro la fine dell’anno, per non perdere il bel ricordo di un grande vino francese.
Prezzo: 13,90 euro
Acquistato presso: Auchan
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Feudi di San Gregorio, ormai storica cantina di Avellino, propone ai supermercati un assortimento completo, capace di tratteggiare l’Irpinia del vino adatto a tutte le tasche.
Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper finisce oggi il Fiano di Avellino Docg di Feudi di San Gregorio, vendemmia 2015. In commercio è presente anche la vendemmia 2016: interessante valutare l’evoluzione in bottiglia dell’annata precedente.
Nel calice, il Fiano Docg di Feudi si presenta di un giallo paglierino acceso, leggermente velato per la presenza di fini particelle in sospensione (nulla che ne comprometta la qualità). Al naso l’intensità è decisa: le note floreali e fruttate fresche, assieme a una spiccata mineralità, evidenziano la tipicità del vitigno Fiano.
Fiori di camomilla, pesca gialla e note agrumate invitano a un sorso che parla di campi sterminati e sterminate pianure di mare. L’alcolicità sostenuta (13,5%), tutt’altro che “ubriacante”, fa da cuscino a una spalla acida e a una mineralità che donano freschezza alla beva. Un sorso che non stanca mai. Completa il quadro il tipico finale di nocciola mista a pepe bianco.
Perfetto l’abbinamento del Fiano di Feudi di San Gregorio con crostacei, primi e secondi a base di pesce, anche grigliato. Per gli amanti della cucina giapponese, un vino perfetto per accompagnare sushi e sashimi.
LA VINIFICAZIONE
Semplicissima la tecnica di vinificazione di questo Fiano che punta a valorizzare, assieme, la prontezza della beva della vendemmia in commercio e le buone doti di ulteriore affinamento in bottiglia. Le uve vengono raccolte, diraspate e poste a fermentare in serbatoi di acciaio, a una temperatura controllata di 16-18 gradi. Anche la maturazione – della durata di quattro mesi – è affidata a serbatoi in acciaio, capaci di garantire la conservazione dei profumi e degli aromi tipici del vitigno.
Prezzo: 8,90
Acquistato presso: Carrefour
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper, la vendemmia 2013. Nel calice, lo Squinzano Dop Rosso Riserva Corte Aurelio si presenta di un colore rosso rubino impenetrabile. Una bella tinta, tipica dell’uvaggio Negroamaro. La prima impressione all’olfatto non è invece delle migliori. Si limita, di fatto, al calore dell’alcolicità: la percezione, monocorde e poco definita, è quella dei frutti rossi sotto spirito. Troppo presto, però, per catalogare lo Squinzano di Lidl tra i vini al supermercato meno lodevoli.
Pian piano, di fatto, l’ossigenazione fa il suo lavoro sul nettare. Ecco che le note fruttate cominciano a prendere forme note: domina la scena la ciliegia, accanto a ribes, lamponi e more selvatiche. Netto lo spunto vegetale tipico della macchia mediterranea: salvia, rosmarino, ginepro. Poi, zafferano e pepe nero a folate.
In bocca la complessità non è certo pari a quella espressa al naso. Lo Squinzano Dop Rosso Riserva Corte Aurelio di Lidl si conferma vino di alcolicità sostenuta. Nonostante ciò, un nettare connotato da una grande semplicità di beva.
Alle note fruttate di ciliegia e lampone risponde un tannino vivo ma tutt’altro che “verde”, cui fa eco una bilanciata sapidità. Sufficiente la persistenza. In cucina, ottimo l’abbinamento di questo Squinzano Dop con le carni rosse in generale, con predilezione per le lunghe preparazioni e la selvaggina. Ottimo con primi a base di ricchi ragù di carne.
LA VINIFICAZIONE
Come spesso accade da Lidl, quasi impossibile risalire alla cantina produttrice e all’esatta tecnica di vinificazione. Sull’etichetta, di fatto, è indicato solo l’imbottigliatore: la solita V.E.B. di Bardolino, ovvero Enoitalia.
Di certo la Doc Squinzano, come da disciplinare, racchiude i vini prodotti nell’omonimo Comune della provincia di Lecce, oltre a quelli ottenuti per almeno il 70% dai vigneti di Negroamaro nei comuni di Novoli, San Pietro Vernotico e Torchiarolo e, solo in parte, nei Comuni di Campi Salentina, Cellino San Marco, Lecce, Surbo e Trepuzzi. Tutte realtà della provincia di Lecce e Brindisi.
Possono concorrere al blend la Malvasia nera e altri vitigni a bacca rossa coltivati nella zona. In generale, la predilezione è per il Sangiovese (massimo 15%). Lo Squinzano “Riserva” deve affinare per almeno due anni in cantina, di cui almeno 6 mesi in botti di legno. Da qui la complessità di un calice a due marce, come quello di Corte Aurelio.
Prezzo: 2,99 euro
Acquistato presso: Lidl
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Anche Golia ha un cuore. E batte slow. Very slow. Il gigante romagnolo del Tavernello, lo stesso capace di imbottigliare 2 milioni di ettolitri di vino l’anno, si avvale di due enologi attivisti di Slow Food e Slow Wine.
Il gigante in questione di nome fa Caviro, leader indiscusso del mercato nazionale del vino al supermercato. Tra i primi dieci al mondo per fatturato, con 304 milioni di euro. Nulla a che vedere con la Chiocciola di Carlo Petrini? Solo in apparenza. Pietro Cassani e Giacomo Mazzavillani (nella foto, sotto), rispettivamente responsabile del laboratorio enologico e del processo di lavorazione vino alla Caviro di Forlì, sono lì a dimostrare il contrario.
“I nostri standard qualitativi – precisa Zinzani – sono dettati da frequenti panel di assaggio dei prodotti dei nostri competitor internazionali. A livello operativo, invece, stimoliamo le 34 cantine conferitrici, situate da nord a sud del Paese, con un sistema di liquidazione che invogli a fare sempre meglio in vigna, di vendemmia in vendemmia”.
Tredicimila i viticoltori che fanno parte della famiglia Caviro, in sette regioni d’Italia. Trentasette mila gli ettari di vigneti lavorati, in totale. Tradotto: la cooperativa romagnola produce, da sola, l’11% dell’uva italiana. E’ grazie a questa grande disponibilità che i blend Tavernello riescono ad essere sempre uguali negli anni. “Riconoscibili dal consumatore”, per dirla con Zinzani.
Un puzzle, anzi la sintesi, “del meglio della produzione annuale dei vigneti dei conferitori”, assemblati da uno staff di 6 enologi (cinque di stanza a Forlì, uno a Savignano sul Panaro, nei pressi di Modena), tre analisti di laboratorio e quattro impiegati all’Assicurazione qualità.
“Il numero degli enologi, in realtà – spiega Giordano Zinzani – si aggira sulla cinquantina. I primi controlli vengono effettuati dalle nostre cantine associate, in loco. Le uve arrivano a Caviro già vinificate, secondo i rigidi parametri dettati ai viticoltori. Solo in questa fase, si assiste all’intervento diretto del nostro personale, che degusta e testa i campioni e li assembla, dopo aver identificato il blend più consono alle esigenze del mercato di riferimento, che sia italiano o estero”.
Altra faccia della medaglia, la produzione di vini a Indicazione geografica tipica (Igt) e a Denominazione di origine controllata (Doc), “in cui – commenta Zinzani – puntiamo a garantire, valorizzare e conservare la tipicità dei singoli territori”.
LE UVE CAVIRO: IL SISTEMA DI LIQUIDAZIONE
Dal Friuli Venezia Giulia arrivano principalmente Merlot, Cabernet, Refosco, Pinot Grigio, Glera, Chardonnay e Sauvignon (una cantina associata, 1790 ettari). Dall’Emilia Romagna Sangiovese, Lambrusco (principalmente Sorbara), Merlot, Ancellotta, Trebbiano, Chardonnay, Albana e Grechetto Gentile (14 cantine, 19.002 ettari). Dalla Toscana giungono Sangiovese, Brunello, Merlot, Trebbiano e Vermentino (2 cantine, 1.090 ettari).
Dall’Abruzzo Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Chardonnay (9 cantine, 8.218 ettari). Dalla Puglia Primitivo, Negroamaro, Malvasia Nera, Nero di Troia, Chardonnay, Bombino e Verdeca (3 cantine in Salento, 922 ettari). Dalla Sicilia, infine, Nero d’Avola, Syrah, Grillo, Catarratto, Inzolia e Grecanico (6366 ettari, una cantina: la Petrosino di Trapani, seconda per dimensioni in Italia solo a Settesoli).
Uve che hanno un prezzo. Di fatto, è sul terreno della liquidazione dei conferitori che si gioca una delle partite più importanti per Caviro. “Di anno in anno, verso dicembre – spiega Giordano Zinzani – la cooperativa stabilisce un budget per i vini. Viene stabilito un minimo garantito, che viene corretto in base alla conformità agli standard richiesti”.
Raffaele Drei, presidente della Cooperativa Agrintesa, non ha dubbi. “Oggi Agrintesa è il socio più grande della compagine sociale Caviro e tramite il Consorzio colloca direttamente al consumatore una quota importante del proprio vino. Siamo fortemente impegnati e interessati alla crescita sia come quota di mercato che come modello di filiera vitivinicola integrata”.
“I fattori di successo per i soci Caviro sono stati ben delineati dai direttori delle Cantine intervenuti all’ultimo incontro con la base sociale: Cristian Moretti, direttore generale Agrintesa, Roberto Monti, direttore della Cantina Sociale Forlì e Predappio, Fabio Castellari, direttore della Cantina Sociale Faenza. Tutti hanno sottolineato, come comuni denominatori di crescita e sviluppo, l’avanguardia qualitativa per una buona liquidazione dei soci, l’innovazione e la capacità di differenziare”.
Rispetto alle zone più lontane dalla “base”, ai soci viene riconosciuta una cifra che si aggira attorno ai 35 centesimi al litro. Per i viticoltori dell’Emilia Romagna, si sale sino a 45 centesimi con il Lambrusco. I picchi si toccano con i vini Igt, 60 centesimi al litro, e a Denominazione di origine controllata, valutati in media fino a 1 euro. Cifre che Zinzani snocciola senza timore.
“Fra i principali tratti vincenti – aggiunge Raffaele Drei – sono stati individuati la concentrazione e specializzazione dei centri di vinificazione, la capacità di realizzare velocemente progetti di produzione per vini con caratteristiche diverse e una buona integrazione di pianura e collina. Per i soci di Caviro è di fondamentale importanza poter ragionare in una logica di mercato fatta anche di liquidazioni differenziate su molteplici variabili, come lo stabilimento, l’area di produzione, le giornate di conferimento e l’effettiva qualità. Merito anche di una base sociale caratterizzata da coesione e ricettività, aperta a un ricambio generazionale in grado di garantire uno sguardo sul futuro”.
IL TOUR
Centonovantaquattro milioni di litri le vendite a volume del colosso romagnolo nel 2016, suddiviso tra i brand Tavernello, Castellino, Botte Buona, Terre Forti, Romio, VoloRosso, Salvalai, Cantina di Montalcino, Da Vinci, Leonardo, Monna Lisa e Cesari. Export in 70 Paesi. Due le linee per l’imbottigliamento. Quella nuova, inaugurata a settembre dello scorso anno, ha una velocità di 18 mila bottiglie l’ora. La più vecchia risale agli anni ’90 ed è ancora in funzione, anche se in fase di ammodernamento.
In quest’area dello stabilimento, il prodotto finito viene movimentato su pallet da veri e propri robot. “Le chiamiamo navette – precisa l’enologo Pietro Cassani, che guida il tour -. Si muovono autonomamente su percorsi prestabiliti del magazzino di stoccaggio e sono solo uno degli aspetti all’avanguardia del sito produttivo di Forlì”. In uno degli angoli dello stabile, di fatto, sembra aprirsi una porta temporale sul futuro. Roba da farti sentire – almeno per un attimo – un po’ come Donny Darko, alle prese col suo coniglio gigante.
Un magazzino da 10 mila posti pallet completamente robotizzato, col quale alcune catene della Grande distribuzione (o, meglio, i loro Ce.Di, i centri distributivi delle varie insegne) hanno la possibilità di connettersi via web, emettendo ordini che vengono indirizzati direttamente a una delle 14 “ribalte” del magazzino, in base alla destinazione. Ti pizzichi la guancia mentre osservi quel braccio meccanico, senza il minimo controllo umano, andare a pescare proprio quel pallet, lassù.
La voce dell’enologo Cassani, Cicerone per un giorno, ti riporta alla realtà, poco più in là. Davanti alle bobine di Tetra Pak pronte per la sterilizzazione, prima di essere riempite di vino in impianti simili a quelli utili per “inscatolare” latte. Guardi in faccia i dipendenti uno ad uno, credendo che all’improvviso salti fuori Michael J. Fox. Aguzzi le orecchie per sentire qualcosa d’altro (che so? Johnny B. Good, per restare in tema).
Ma il suono, sottile e monotono, è quello della catena di montaggio dei brik di Tavernello. L’unico elemento che, nel suo piccolo, ricorda quella chitarra rosso fiammante. Altro che quattro quarti. Qui si gira al ritmo di 7-8 mila pezzi l’ora, su un totale di 10 linee. Vino in brik pronto per il consumo, “senza pastorizzazione, bensì con filtrazione sterile”, tiene a precisare Cassani. L’enologo del rock’n’roll di Caviro.
Prima di raggiungere i laboratori d’analisi, dove l’intero staff è all’opera sugli ultimi campioni giunti allo stabilimento, ecco l’unica zona inattiva del magazzino: quella per il confezionamento dei “Bag in Box” da 3 e 5 litri, destinati sopratutto al mercato francese. La grandeur. Come formato, s’intende. Bien sûr.
IL FENOMENO TAVERNELLO
Cosa caratterizza questa marca? “Il fatto di garantire uniformità di gusto e una costanza negli anni – replica Giovannini – un grande pregio per i nostri consumatori”. Chi sono? “Il target è ben definito: è chiaro che si parla di quotidianità, ma anche di garanzia di un certo standard qualitativo”. La diversificazione dell’approccio al mercato del vino da parte dei consumatori, anno dopo anno, ha convinto tuttavia Caviro ad allargare la proposta di referenze, riunite sempre sotto lo stesso marchio.
“Nel 2010 lanciamo i frizzanti bianco e rosato – ricorda Elena Giovannini – come naturale prosecuzione della marca generica Tavernello, sempre a base delle nostre cantine sociali socie. Successivamente il lancio dello Chardonnay e, per la prima volta, vini di provenienza siciliana come il Syrah Cabernet: per la prima volta inseriamo vini di provenienza siciliana. Fino ad arrivare alla prima Doc che è il Pignoletto, proveniente dalle colline di Imola. Un vino non molto conosciuto fuori dai confini regionali, che noi abbiamo contribuito a distribuire sul mercato”.
“Facile dunque intendere come sul mercato internazionale il ‘Red blend’ Tavernello giochi un ruolo fondamentale – evidenzia la responsabile Marketing Daily di Caviro – dato che i tanti vitigni italiani non sono semplici da conoscere e da scegliere, per il consumatore straniero. Red blend, dunque, come sintesi della qualità italiana. Ovviamente abbiamo bene in mente qual è il nostro mestiere e il consumatore al quale vogliamo parlare, sia in Italia sia all’estero. E di conseguenza sviluppiamo prodotti adatti a quel tipo di esigenza: quella quotidiana”.
Un’azienda, Caviro, capace di rispondere col Pignoletto al fenomeno Prosecco. Un botta e risposta che lega il vitigno emiliano a quello veneto, anche dal punto di vista dialettico-ampelografico: Glera-Prosecco, Grechetto Gentile-Pignoletto. Inutile precisare che Caviro produca anche il re delle bollicine Charmat, grazie alle rinnovate sinergie con la Viticoltori Friulani La Delizia, in seguito all’inaugurazione della nuova sede di Orcenico Inferiore di Zoppola, il maggiore polo per la spumantizzazione del Friuli Venezia Giulia.
Tra i blend in degustazione segnaliamo, su tutti, il Trebbiano – Pinot Bianco Rubicone Igt 2016. Un mese e mezzo di legno per il Trebbiano, il resto acciaio. Altro vino dall’ottimo rapporto qualità prezzo al supermercato, tra i varietali, il blend tra Sangiovese e Merlot.
GLI ALTRI SEGMENTI DEL BUSINESS
Caviro, in realtà, non significa solo vino. La cooperativa romagnola è un vero e proprio universo circolare. “Il nostro modello di business – commenta Giordano Zinzani, tra l’altro presidente del Consorzio Vini di Romagna – è tale da iniziare in vigna per poi tornarci, con uno scarto sulla produzione quantificabile in un risicato 1%”.
Oltre al vino, la cooperativa romagnola è leader in Italia nel settore distilleria. Una diversificazione che consente a Caviro di inserirsi nel mercato dei farmaci, con la produzione – su tutti – di acido tartarico e delle “basi” alcoliche già addizionate di mentolo per il colluttorio Listerine, commercializzati dall’altro colosso Johnson & Johnson.
“In Francia vendiamo molti alcoli destinati alle liqueur d’expedition degli Champagne”, rivela Zinzani. Non ultimo il business del recupero degli scarti dell’attività di vigna, che consente a Caviro di produrre – oltre a derivati farmaceutici, alimentari e agronomici – anche energia.
Quella prodotta dal sito produttivo di via Zampeschi 117 sarebbe in grado di illuminare a giorno l’intera città di Forlì (120 mila abitanti). Energia che si tramuta in compost e fertilizzanti, chiudendo il cerchio col loro ritorno nelle vigne italiane dei soci. E allora tutto questo è slow, very slow o rock ‘n’ roll? Ai posteri l’ardua sentenza.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Per ottenere il colore rosato viene infatti aggiunta una piccola percentuale di Pinot Nero, uva dal grappolo rosso. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper la sboccatura 2016.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Brut Rosè Trentodoc Le Premier Cesarini Sforza si presenta di un colore buccia di cipolla cristallino, luminoso. Il perlage è fine e persistente. Non resta che avvicinarlo al naso per avvertire l’impronta tipica del Pinot Nero: i frutti rossi come la fragolina di bosco, i lamponi e il ribes fanno tuttavia da sfondo alle più marcate note di lieviti e crosta di pane.
Corrispondente al palato, il Rosè Cesarini Sforza Le Premier sfodera nuovamente la carica delicata e sottile dei frutti rossi già avvertita al naso. Netta, poi, la svolta verso tinte mediamente balsamiche, che ricordano le erbe di montagna. Chiusura sulla mineralità tipica del Trentodoc, capace di ricordare la soluzione salina. Percezioni che, unite in un sorso mediamente caldo e secco, esaltano la sottigliezza di un perlage capace di solleticare delicatamente la lingua. Un bel quadro trentino, di assoluta qualità.
LA VINIFICAZIONE
Il Brut Rosè Le Premier Cesarini Sforza è prodotto all’85% con uve Chardonnay, cui viene addizionato un 15% di Pinot Nero. La zona di produzione, come da disciplinare, è quella della Trento Doc. In particolare, i vigneti hanno esposizione a Sud, Sud-est e sono collocati su una fascia che va dai 450 ai 700 metri sul livello del mare.
La composizione del terreno è di tipo strutturato e profondo, franco argilloso. Le radici della vite affondano in un composto ricco di pietre, sciolti fluvio-glaciali da disfacimento di rocce porfiriche e sabbiosi. La forma di allevamento è il Guyot, a pergola semplice trentina, con una densità di impianto di 4 mila ceppi per ettaro.
La vinificazione prevede la raccolta manuale di Chardonnay e Pinot Nero nella prima decade di settembre, pressatura soffice delle uve intere, decantazione statica dei mosti, fermentazione a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox e affinamento sulle lisi per circa 6 mesi.
Prezzo: 11,70 euro
Acquistato presso: Esselunga
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Ve lo assicuriamo noi, che prima di recensirlo ne abbiamo degustati tre campioni, prelevati direttamente in uno dei punti vendita Auchan della provincia di Milano dove la “bollicina” era in svendita. Un “avanzo” di magazzino di Natale 2016, che la catena francese ha deciso di smaltire nell’unico modo possibile: un forte taglio prezzo (40%) che, evidentemente, anche grazie alla pubblicità indiretta di vinialsuper, ha dato i suoi frutti.
E a chi ha resistito all’edonistico piacere di “gettarlo nel lavandino”, perché “scaduto” o perché “costa troppo poco, cosa vuoi che ci sia dentro a quella bottiglia?” – in una sorta di reinterpretazione in chiave enologica di una memorabile pubblicità del 2011 di Dacia Duster – Gianluca Prandelli, titolare de La Scuderia di Franciacorta, manda a dire – attraverso le nostre “colonne” – che “in cantina a Erbusco, per chi volesse, ci sono ancora dei jéroboam (bottiglie da 3 litri, ndr) del millesimo 1997 da assaggiare, strepitosi”. Roba che il 2005, a confronto, è un pischello. A Prandelli, in questo caso, crediamo sulla fiducia (ma andremo a visitarla questa benedetta cantina e ne daremo conto, come sempre, ai lettori).
“Ci rendiamo conto anche noi – dichiara Prandelli – che 5 euro per un Franciacorta del 2005 è un prezzo folle. Auchan, nonostante le numerose rassicurazioni e promesse dei buyer in merito al prezzo da praticare a scaffale, ha deciso di liberarsi così delle rimanenze della copiosa consegna che abbiamo effettuato in occasione delle festività natalizie”.
Una decisione, dunque, presa in totale autonomia (e legittimamente, aggiungiamo noi, che invitiamo tutti a rileggere questo altro nostro servizio sul vino in offerta in Gdo) dalla catena di supermercati francese. Perché è così che funziona, in Gdo: la merce in magazzino ha un costo e va smaltita per tempo. Specie se si tratta di referenze “a spot”, ovvero non presenti nell’assortimento “continuativo” del supermercato. Una regola che vale per tutti, che l’insegna si chiami Auchan, Esselunga, Coop, Lidl o Carrefour.
E trasversalmente nella merceologia esposta a banco: dal vino ai succhi di frutta. Al Franciacorta La Scuderia 2005, per intenderci, è capitato quello che accade a panettone e pandoro, a gennaio: svendita totale, perché “fuori stagione”. Vi verrebbe mai da dire che quel panettone, visto il prezzo ribassato, va per forza gettato nel cestino? Crediamo di no.
MA IL PREZZO PIENO E’ CORRETTO?
“Nel 2013 – spiega Gianluca Prandelli – la mia famiglia ha rilevato, in seguito al fallimento, un’azienda della Franciacorta denominata Agricola Boschi, dalla quale abbiamo ‘ereditato’ diverse migliaia di bottiglie delle vendemmie passate, tra cui proprio la 2005 in questione. Non si trattava ovviamente del prodotto finito, ma delle basi, su cui siamo intervenuti con il nostro team di esperti, guidati dall’enologo Cesare Ferrari“.
Quelli che trova la famiglia Prandelli sono, in sostanza, “dei prodotti semilavorati dalla Agricola Boschi”. Su cui vengono poi effettuate analisi che anticipano remuage, dégorgement, dosagé e bouchage, curati dallo staff della Scuderia.
“La nostra prima vendemmia come cantina – precisa Prandelli – è stata infatti la 2013, con sboccatura gennaio 2017, che ci apprestiamo a presentare”. Sarà il primo Franciacorta “integralmente prodotto” dalla Scuderia. Gli stessi lavori di modernizzazione della cantina termineranno a breve: 15 mila metri su tre piani, a dominare 10 ettari di terreni nella zona di Erbusco.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Il vino simbolo della cantina di Alghero, pur presentandosi sugli scaffali di gran parte dei supermercati italiani a prezzi più che allettanti, non andrebbe certo segnalato nel “gotha” dei grandi vini della Sardegna. Un vino bianco che non risponde certo alle esigenze di chi cerca qualcosa più del prezzo, acquistando vino al supermercato.
LA DEGUSTAZIONE
La vendemmia sotto la lente di vinialsuper è la 2016, l’ultima in commercio. Il Vermentino di Sardegna Doc Aragosta di Cantina Santa Maria La Palma si presenta nel calice di colore giallo paglierino, con riflessi verdolini. Al naso, l’aromaticità tipica del vitigno è solo apparente. Analizzando con attenzione l’olfatto, paiono evidenti i sentori “rinoplastici” di mela golden, pesca, frutti esotici (ananas, mango) e fiori di glicine.
Al palato il corpo è leggero. La percezione “amarognola” tipica della chiusura di gran parte dei Vermentini di Sardegna sovrasta, fin dall’ingresso in bocca, le attese note fruttate. Una nota tanto evidente da coprire anche la mineralità, altro tratto distintivo del vitigno sardo. Un peccato. La persistenza è tutta giocata, monocorde, sul contrasto tra la suddetta nota amarognola, la frutta e la soluzione salina. Facile la beva, per chi non ha pretese di gusto tipico e d’abbinamento. Unica raccomandazione una temperatura di servizio non superiore ai 12 gradi.
LA VINIFICAZIONE
Il nome “Aragosta”, scelto dalla Cantina Santa Maria La Palma per il suo Vermentino “base”, si deve all’abbinamento per antonomasia di questo vino bianco ad Alghero: quello con l’aragosta alla catalana. Ricetta e vino “popolare”: un binomio che funziona, proprio per il prezzo allettante di questo nettare, colonna portante del fatturato di una cantina che vinifica 700 ettari complessivi di terreni dei circa 600 soci della cooperativa. La mancanza di notizie sulla tecnica di vinificazione di Aragosta, suggerisce una lavorazione tradizionale degli acini di Vermentino, raccolti senza una particolare selezione nei vigneti algheresi della nota cantina sarda.
Prezzo: 4,50 euro
Acquistato presso: Auchan / Carrefour / Coop / Esselunga
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
La vendemmia sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper è la 2016. Grande piacevolezza e facilità di beva, oltre a un ottimo rapporto qualità prezzo, ne fanno un prodotto di tutto rispetto nella “nicchia” dei vini bianchi di Puglia, storicamente terra di grandi e corpulenti rossi.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Vermentino Salento Bianco Igt 2016 di Cantina Coppola si presenta di un giallo paglierino piuttosto intenso, con riflessi verdolini che rendono il nettare brillante. Al naso è intenso, aromatico: richiami floreali di ginestra e mandorlo fanno da contraltare a sentori fruttati di pesca a polpa bianca. Più nascosti richiami alla macchia mediterranea contribuiscono a far emergere l’impronta minerale di questo vino.
E’ in bocca, di fatto, che il Vermentino Perla dello Jonio di Cantina Coppola rivela il suo carattere marcatamente salino. Un tuffo a bocca aperta nel mare di Puglia, dopo aver inspirato i profumi di questa terra straordinaria. Ma chi pensa a un vino “duro” si sbaglia: il palato, nonostante la percezione iodica, si equilibra sulle morbidezze. Un Vermentino di corpo leggero ma non banale, estivo, rotondo. In cui l’acidità gioca un ruolo fondamentale in termini di freschezza della beva. Sorprende (ma solo per la fascia prezzo di riferimento) anche la persistenza più che sufficiente di questo vino bianco pugliese.
Perfetto come aperitivo, il Vermentino della linea Perla dello Jonio di Cantina Coppola si sposa in cucina con piatti semplici della tradizione mediterranea. Accompagna bene antipasti di mare e di terra, primi e secondi non troppo elaborati a base di pesce e, in generale, le carni bianche. Non sfigura neppure alla prova del fritto.
LA VINIFICAZIONE
Cantina Coppola alleva Vermentino dal 1980 in Agro di Alezio, nella Tenuta Santo Stefano, a 72 metri sul livello del mare, sul golfo di Gallipoli. Il sistema di conduzione è la spalliera. I grappoli vengono raccolti a mano, attorno alla metà del mese di agosto e vinificati in maniera tradizionale. L’intero processo di vinificazione avviene in loco, compreso l’imbottigliamento.
“Perla dello Jonio – spiega Giuseppe Coppola – è una linea che abbiamo lanciato da qualche tempo con lo slogan ‘Gusto Quotidiano’, intendendo in questo modo la filosofia del vino di qualità per un consumo giornaliero, con un prezzo accessibile”. L’immagine in etichetta è il perimetro stilizzato del periplo del centro storico di Gallipoli. Un segno dell’inscindibile legame tra i vini di Cantina Coppola, che opera a Gallipoli dal 1489 – ormai alla quindicesima generazione di vignaioli – e il territorio di produzione.
Prezzo: 3,50 euro
Acquistato presso: Famila (Megamark); IperMac
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Tutte etichette di piccoli produttori italiani, selezionati per la catena di supermercati di Montebello della Battaglia (PV) dalla società di consulenza Think Quality di Cuneo. Dopo Rozzano, toccherà ai punti vendita di Savignano sul Rubicone (centro commerciale Iper di Rimini, 11-12 agosto), Seriate (Bergamo, 9-10 settembre) e Milano Portello (6-7-8 ottobre). Chiusura del “tour” in pompa magna, il 21 e 22 ottobre, nel nuovo punto vendita di Arese, presso Il Centro.
Ad attendere i clienti all’interno dei supermercati Iper La Grande i ci saranno i produttori degli 80 vini della linea “Grandi Vigne”, pronti a rispondere a domande e curiosità, assieme ai sommelier della Federazione italiana Sommelier, Albergatori e Ristoratori (Fisar). Il calice di degustazione, prodotto da Bormioli e serigrafato “Grandi Vigne”, sarà acquistabile al costo di 3 euro. A ognuno sarà consegnato un quaderno con elenco completo, breve descrizione e prezzi dei vini in degustazione suddivisi per regione, sul quale appuntare le valutazioni degli assaggi.
Per tutti i possessori di Carta Vantaggi, a Rozzano è previsto uno sconto del 20% su tutti i vini della linea “Grandi Vigne”, dal 9 al 21 maggio. Un risparmio che salirà al 30% in occasione delle degustazioni di ottobre presso i punti vendita di Milano Portello e Arese.
“UNA SCELTA ETICA”
Sono solo alcune delle attenzioni dedicate dai viticoltori selezionati da Iper la Grande I per la linea Grandi Vigne. La convinzione è che “i vini più grandi spesso nascono in piccolo”.
“La linea Grandi Vigne – spiega Salvatore Caraglia di Think Quality (nella foto) – è distribuita nei punti vendita Iper La grande i e, dallo scorso anno, nei supermercati Unes. Si tratta di circa 80 denominazioni italiane, tutte prodotte da aziende agricole all’origine. Al family feeling dell’etichetta frontale fa eco un’etichetta posteriore sulla quale è riportato il nome e il cognome del produttore. Una scelta ‘drastica’, nel senso buono del termine, nell’ottica di valorizzazione di produttori proprietari di vigne e di cantine, al posto degli imbottigliatori”.
Drastico è anche il processo di selezione dei vini che finiscono sugli scaffali Finiper. “Sono tutti prodotti dal vantaggiosissimo rapporto qualità prezzo – evidenzia Caraglia – che superano test di degustazione alla cieca condotti tra numerosi campioni di vini di fascia prezzo anche superiore, acquistati nei punti vendita della concorrenza o reperiti direttamente nelle cantine di altri produttori italiani”. Un metodo denominato Wine Market Matrix (WMM), brevettato proprio dalla società di consulenza di Cuneo. Vini capaci dunque di competere, a livello sensoriale, con altri della stessa denominazione, ma di fascia prezzo più elevata.
IL FUTURO DI “GRANDI VIGNE”: BIO E SENZA SOLFITI
Anno dopo anno, la linea Grandi Vigne ha radunato oltre trenta fornitori provenienti dalle regioni italiane a più alta vocazione vitivinicola. A piccoli e medi produttori, praticamente sconosciuti, si affiancano grandi nomi. Come Cantina Cortaccia in Alto Adige, o Caparzo per i vini della Toscana.
Ottocentomila bottiglie prodotte complessivamente in un anno, sull’intera linea. E vendite per referenza che vanno dalle 4 mila alle oltre 120 mila unità. Grandi Vigne su grandi cifre, dunque. Come dimostrano le 96 mila bottiglie battute in cassa nel giro di due settimane, in occasione della promozione della scorsa Pasqua nei supermercati Iper La grande I.
“Il futuro – annuncia Salvatore Caraglia – ci vedrà impegnati verso una maggiore attenzione nei confronti dei vini bio e senza solfiti. Non a caso Iper è la prima catena della grande distribuzione italiana che ha investito su una linea di vini senza solfiti aggiunti, a marchio privato. Un progetto avviato lo scorso anno, che avrà sempre più spazio”. Un motivo in più per non perdersi il Giro d’Italia in 80 vini.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Frappato Nuttata Madaudo si presenta di un viola sostanzialmente impenetrabile. Al naso la parte migliore: buona intensità delle note di frutti di bosco e ribes, tra le quali fa capolino uno spunto vegetale che ricorda il peperone tipico del Cabernet (ma l’uvaggio utilizzato è 100% Frappato). Sempre sul terreno dei richiami vegetali, la carruba. Infine, all’olfatto, spazio anche per una spezia tanto comune nei vini siculi, il pepe nero.
Veniamo dunque all’esame gustativo, che determina la sostanziale bocciatura di quest’etichetta. L’acidità è spiccata, al limite del disturbante. Le belle note di frutti rossi avvertite al naso sforano nel citrico, nell’acerbo. Una sensazione appesantita dai 13 gradi di percentuale d’alcol in volume: letteralmente stonanti. Addio, dunque, alla piacevolezza della beva che ci si può attendere da un Frappato. E addio al corretto abbinamento (potenziale) con salumi, formaggi di media stagionatura, primi leggeri e antipasti in generale. Neanche da citare la possibilità di abbinamento con il pesce (tonno).
LA VINIFICAZIONE
Le uve Frappato crescono nei vigneti di proprietà di Cantina Madaudo, nella Sicilia Occidentale. In seguito alla selezione e alla diraspatura, gli acini vengono posti a macerare e fermentare per circa 15 giorni a temperatura controllata. La fermentazione malolattica viene svolta in vasche d’acciaio inox. Anche l’affinamento avviene in inox per circa 3 mesi e successivamente in botti di rovere francese, per altri 3 mesi. Una volta imbottigliato il vino rimane a riposare in magazzino per 1-2 mesi, prima di essere commercializzato. Il Frappato Terre Siciliane Igt Nutatta di cantine Madaudo è un vino da consumare entro 3 anni dalla vendemmia.
Prezzo: 2,90 euro
Acquistato presso: Coop
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
“Si sono già stati registrati 400 nuovi buyer del Regno Unito mai venuti a Vinitaly, che si aggiungono agli oltre 500 presenti ogni anno”, evidenzia il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. “Ovviamente – prosegue – è presto per prevedere cosa sarà del nostro vino nel secondo Paese importatore al mondo, ma ritengo che i freni commerciali non convengano a nessuno. Il Regno Unito esporta verso l’Ue l’equivalente annuo di 2,1 mld di euro in liquori e distillati e importa dal Continente 1 mld di bottiglie di vino per 2,6 mld di euro”.
Un business, quello del vino Ue, che per la Wine and Spirit Trade Association (Wsta) britannica vale nel Regno Unito il 55% di un settore da quasi 20 mld complessivi di euro. “Confidiamo – conclude Mantovani – nella negoziazione da parte della filiera europea del vino, un prodotto che ha visto incrementare notevolmente i suoi consumi a scapito della birra”. Di Brexit si parlerà a Vinitaly (9-12 aprile), nel corso della tradizionale tavola rotonda su Vino e Gdo, con focus proprio sulle prospettive per il vino italiano nel canale della Grande Distribuzione in Gran Bretagna dopo l’uscita dall’Ue (lunedì 10 aprile, ore 10.30).
BREXIT E LEGISLAZIONE SFAVOREVOLE
Come sottolinea Coldiretti, in Gran Bretagna sono state spedite il 30% delle bottiglie esportate, in pratica quasi 1 su 3, nonostante il rapporto di cambio si sia fatto più sfavorevole con la svalutazione della sterlina. La Gran Bretagna è di fatto il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari nazionali Made in Italy, con un valore di ben 3,2 miliardi nel 2016, rimasto sostanzialmente stabile (+0,7%). La voce più importante – sottolinea la Coldiretti – è rappresentata proprio dal vino e dagli spumanti seguiti dalla pasta, dall’ortofrutta, dai formaggi oltre un terzo dei quali è rappresentato da Parmigiano Reggiano e Grana Padano ma va forte anche la mozzarella di bufala campana.
A preoccupare della Brexit, come sostiene Coldiretti, “non è solo la svalutazione della sterlina che rende più oneroso l’acquisto di prodotti Made in Italy, ma anche il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole. A pagare un conto salato sono state per ora le esportazioni di olio di oliva Made in Italy che con l’esito del referendum sono crollate con una riduzione record del 9%, dopo essere aumentate del 6% nella prima metà del 2016. A pesare sugli acquisti di olio di oliva italiano è stato infatti anche il sistema di etichettatura a semaforo che la Gran Bretagna ha deciso indipendentemente di far adottare al 98% dei supermercati inglesi”.
Una certa preoccupazione viene espressa anche da Efow. “Il Regno Unito – evidenzia in una nota l’European Federation of Origin Wines, voce dei produttori di vini a denominazione con sede a Bruxelles – è attualmente una piattaforma globale per il commercio del vino, in particolare per la distribuzione di vino, lo stoccaggio e la riesportazione verso altri Paesi, in particolare verso l’Asia. In definitiva, il Regno Unito è il quinto più grande esportatore di vino in Europa e l’ottavo più grande in termini di volume. Le implicazioni della Brexit riguardano l’accesso al mercato del Regno Unito, compresi i futuri livelli di imposte e tasse, nonché la tutela delle denominazioni del vino in questo mercato”.
UIV: “L’ITALIA PUNTI SULLE SUE VARIETA'”
“Il vino Italiano – ha detto Rallo – è sempre più percepito come sintesi di stile, cultura, qualità. È un trend che però dobbiamo consolidare rafforzando l’impegno promozionale del nostro Paese all’estero. Fare sistema per valorizzare sui mercati internazionali le sfaccettature della nostra produzione e dei territori di origine, è la strada da percorrere se vogliamo conquistare un posizionamento migliore nei Paesi focus del nostro export”.
“Varietà, diversità e ricchezza dei nostri territori – ha proseguito Rallo – sono un patrimonio da proteggere e da promuovere che bisogna comunicare con molta attenzione. L’eccessiva frammentazione della proposta italiana di vini, infatti, rischia di creare confusione nel consumatore: la qualità espressa da ciascuno di essi, può pertanto risultare più difficile da comprendere. In questo contesto, ICE gioca un ruolo fondamentale grazie alle proprie competenze specifiche in strategie di marketing e comunicazione: attraverso azioni congiunte tra ICE e le aziende, contiamo di raggiungere nel medio termine risultati di assoluta soddisfazione”.
“È necessario – aggiunge Antonio Rallo – mettere a punto una strategia per creare maggiori sinergie tra gli investimenti del pubblico e del privato, tema sul quale il Consiglio Nazionale di UIV si è espresso in maniera chiara anche durante i lavori del ‘Tavolo del Vino’ tenutosi al MISE nelle scorse settimane. Alle istituzioni pubbliche spetta l’onere di finanziare attività di formazione e comunicazione del sistema ‘vino italiano’, alle imprese la responsabilità della promozione dei singoli brand. Solo così – ha concluso Rallo – potremo sviluppare attività realmente efficaci nel valorizzare sia i nostri vini sia i territori ricchi e variegati che l’Italia esprime e che, purtroppo, sono ancora spesso poco conosciuti all’estero”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Rapporto prezzo-qualità prepotentemente sbilanciato verso quest’ultima, per una bottiglia che non di rado vede abbassarsi ulteriormente il prezzo di vendita, grazie alle promozioni messe in atto dai supermercati. In particolare, sotto la lente di ingrandimento di #vinialsuper finisce oggi la vendemmia 2012, che precede l’ultima reperibile in commercio (2013).
Nel calice, il Teroldego Rotaliano Riserva Mezzacorona si presenta di un rosso rubino intenso, profondo, poco trasparente. Di consistenza scorrevole, la rotazione si lascia alle spalle archetti fitti. La firma di un’alcolicità importante che, tuttavia, non disturberà affatto la beva. Il naso, complesso, rappresenta l’ulteriore battesimo della qualità del prodotto. Il lungo periodo di affinamento in legno rende i sentori terziari leggermente preponderanti sulle (seppur nette) percezioni fruttate. Quella frutta matura che caratterizza il Teroldego trentino, dal ribes (che esplosione, a proposito, la sua) alla prugna.
Abbiate la pazienza di attendere qualche minuto gli effetti del contatto del nettare con l’ossigeno, per godere dell’evoluzione di sentori ancora più evoluti, come le note di liquirizia e cioccolato, pur sempre in un contorno di frutta matura. Un quadro di ottima finezza. Eccoci all’assaggio, infine. Pieno di aspettative, che trovano tutte confortanti riscontri. Il Teroldego Riserva 2012 Mezzacorona conserva una buona acidità e si presenta al palato caldo, sfoderando un corpo pieno. Perfetto l’equilibrio tra le varie componenti, compresa una tannicità ormai ottimale.
Il sapore è speculare all’olfatto: note di velluto di marmellata di prugna e ribes, per una chiusura che si tinge di spezie, anch’esse dolci. Intenso e fine il retro olfattivo, per una persistenza aromatica più che sufficiente. Un vino, il Riserva di Teroldego 2012 di Mezzacorona, da abbinare in cucina ad arrosti, grigliate o formaggi stagionati, oltre ai bolliti. Piacevole da gustare anche da solo, magari tra una pagina e l’altra di un buon libro.
LA VINIFICAZIONE
Mezzacorona coltiva l’autoctono Teroldego atto a divenire Riserva nella Piana Rotaliana, come ovvio in Trentino. L’uva viene pigiata e separata dai raspi. La macerazione delle bucce avviene con frequenti rimontaggi e la fermentazione si svolge a temperatura controllata attorno ai 25 gradi. Minimo 24 mesi di maturazione, di cui 12 in pregiato legno di rovere. Segue, prima della commercializzazione, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia. Mezzacorona, società cooperativa agricola (Sca) di primo grado, rappresenta la holding capogruppo. Sul retro della bottiglia del Teroldego Riserva compare il nome della subholding Nosio Spa Mezzacorona, che gestisce tutta la fase di investimenti, commercializzazione e sviluppo anche tramite società controllate e specializzate. Un gruppo proprietario tra gli altri del marchio del Trento Doc Rotari, che nel 2015-16 ha registrato un fatturato complessivo di 163,4 milioni di euro.
Prezzo: 6,90 euro
Acquistato presso: Auchan
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it finisce, di fatto, la vendemmia 2011. Tredici gradi e mezzo il titolo alcolometrico. Vino importante, dunque. Che si presenta nel calice di un rosso tra il rubino e il porpora, con riflessi granati. Al naso è schietto, mediamente fine: gli uvaggi si distinguono chiaramente, attraverso note che risultano pulite, nonostante il tempo trascorso in bottiglia. E’ il primo segnale della sublimazione di un prodotto storicamente “contadino” come il Gutturnio, vino della tradizione piacentina, che con il Superiore La Gobba si toglie di dosso le vesti polverose. E indossa la cravatta della domenica.
Al naso fa eco un palato di grande energia. Buona struttura, buon corpo. Con i profumi di ciliegia e prugna che si tramutano in gusto, giocando testa a testa con i fiori di viola e le note evolute di sottobosco (mirtillo, lampone maturo). Spazio, con l’ossigenazione, anche per terziari raffinati di vaniglia e cioccolato, avvolti al palato in tannini morbidi ma tutt’altro che spenti, uniti alla grande freschezza (e chi se l’aspettava, ancora?) conferita da un’acidità autorevole. L’idillio piacentino, da affiancare a importanti portate di carne rossa, dall’arrosto alla cacciagione, passando per la griglia. Alla temperatura dei grandi rossi: 18-20 gradi.
LA VINIFICAZIONE
Non è un caso se il Gutturnio Superiore Doc La Gobba della Casa Vinicola Testa viene prodotto solo nelle annate climaticamente fortunate. Quelle in cui il blend ottenuto al 70% da uve Barbera e al 30% da uve Croatina (Bonarda), garantisce i risultati migliori in bottiglia. I vigneti sono di tipo argilloso e calcareo, con esposizione privilegiata a Sud. L’allevamento a Guyot semplice. La tecnica di vinificazione prevede una pigiadiraspatura delle uve, accuratamente raccolte a mano, la fermentazione con lieviti selezionati in tini di acciaio a temperatura controllata e la macerazione per circa 20 giorni.
L’estrazione di colore, aromi e struttura tannica sono garantiti da rimontaggi giornalieri che evitano la creazione di sgradevoli sentori. L’affinamento si protrae per almeno 38 mesi, con passaggio di 4-6 mesi in botti di rovere di Slavonia, prima di un ulteriore affinamento in bottiglia che precede la commercializzazione. Ottimo vino, il Gutturnio Superiore La Gobba, dopo i 4-5 anni dalla vendemmia.
Prezzo: 6,95 euro
Acquistato presso: Auchan
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, la Lugana Doc 2015 Villa Borghetti si presenta di un giallo paglierino limpido, trasparente, di intensità chiara e consistenza scorrevole.
E’ al naso che offre il meglio di sè. Note floreali e fruttate fresche si confondono amabilmente con una profonda vena minerale, salina. Sullo sfondo, con l’ossigenazione, si elevano sentori di camomilla di campo che ben si abbinano alle iniziali percezioni di albicocca e fiori di mandorlo. Al palato la carica dello iodio, classico sale da cucina, mostra tutte le potenzialità del terreno dal quale è ottenuta questa Lugana. Un sapore secco ma avvolgente. E un’acidità che dona freschezza alla beva, chiamando il sorso successivo.
Non solo mineralità per questo prodotto targato Pasqua Vigneti e Cantine Spa che mostra correlazione tra olfatto e gusto, ripetendosi nelle note di frutta a polpa gialla. Il finale, sempre tendente al sapido, rivela un risvolto amarognolo, tipico della mandorla. La Lugana Doc 2015 Villa Borghetti, alternativo aperitivo, si abbina ad antipasti, primi piatti leggeri, secondi di pesce o carne bianca e alle verdure. La temperatura di servizio ideale è di 10-12 gradi.
LA VINIFICAZIONE
I vigneti che danno vita a questa Lugana sono situati a sud del Lago di Garda, fra l’omonimo Comune di Lugana e Sirmione. Il terreno, di natura calcarea-argillosa, è prevalentemente pianeggiante verso il lago e collinare nella parte sud. Le uve utilizzate sono quelle autoctone di Trebbiano di Lugana, in purezza (100%). La vinificazione prevede, in seguito alla pigiatura, una macerazione a freddo per 6-8 ore. Il mosto che se ne ottiene viene poi decantato. Il prodotto, parzialmente illimpidito, viene fatto fermentare con lieviti selezionati alla temperatura controllata di 16-17 gradi. A fine fermentazione il vino decantato viene conservato in serbatoi di acciaio a 10-12 gradi. Segue, dopo la stabilizzazione, l’imbottigliamento.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.