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Vino, Wine & Spirits Ukraine e ProWine Shanghai: così le fiere battono Covid-19

EDITORIALE – Secondo un luogo comune, il Sole nasce a Oriente e anche il vino internazionale pare tenerne conto. La rinascita del settore, o quantomeno la sua più strenua resistenza, sembra passare infatti dalla Cina e dall’Ucraina.

Nei prossimi giorni si svolgeranno due eventi che prendono a schiaffi lockdown e coprifuochi di mezzo mondo: la Wine & Spirits Ukraine (Kiev, 3-5 novembre) e la ProWine China (Shanghai, 10-12 novembre). Fiere che guardano ad Est, dove tutto (o quasi) il marasma generato da Coronavirus era iniziato.

Se l’evento ucraino passa del tutto in sordina in Italia, tanto non fa l’appuntamento di mamma berlinese in terra straniera, che manda a dire al mondo: “Per l’industria del vino, la Fiera di 3 giorni a Shanghai sarà più importante che mai nel ruolo di barometro delle tendenze di sviluppo del mercato del vino sotto l’influenza di Covid-19″.

“Nonostante le restrizioni ai viaggi internazionali e le misure di allontanamento sociale, abbiamo tutte le indicazioni di un evento di successo. Il mercato cinese sta per finire le scorte e la maggior parte dei rivenditori è pronta a effettuare nuovi ordini per il prossimo anno dopo mesi di prenotazione”.

Non manca la stoccata sulla sicurezza sanitaria, vero tema centrale di questa settima edizione cinese: “Da parte di ProWine è stato stabilito un concetto di igiene globale che tiene conto di tutte le disposizioni attuali e consente ai buyer di visitare in sicurezza ProWine China”.

GRANDI OSPITI

Poi, spazio a un dato di fatto incontestabile: “Nonostante l’impatto onnipresente della pandemia Covid-19, gli organizzatori sono riusciti ancora una volta a reclutare un gran numero di espositori per ProWine China”.

Tra questi figurano nomi noti come Les Grands Chais de France (Gcf), player di livello globale che guarda all’Italia con estremo interesse. Il primo distributore di vino in Francia ha infatti chiuso a luglio 2020 un’importante operazione in Piemonte: un polo logistico, che consentirà alla famiglia Helfrich di consolidare la propria posizione nel Belpaese, tanto nell’Horeca quanto nell’online.

A ProWine Shanghai ci saranno poi colossi come Schmitt Söhne e Henkell Freixenet. Quattordici i Paesi presenti con i propri padiglioni nazionali: Francia (Business France), Spagna (ICEX e Prodeca), Portogallo (Vini del Portogallo), Germania (Ministero federale for Food and Agriculture e German Wine Institute – DWI), Austria (Wirtschaftskammer Österreich), Slovenia (Ministry for Agriculture, Forestry and Food).

E ancora Australia (Wine Australia), Argentina (Wines of Argentina), Brasile (Apex-Brasil), Cile (Vini del Cile), Usa (California Wine Institute) e Giappone (Japan Sake and Shochu Makers Association). A causa delle attuali restrizioni di viaggio, una parte importante degli stand fieristici sarà presidiata dai rispettivi importatori e/o rappresentanti locali.

Chi rappresenterà l’Italia? Il Consorzio Vini Mantovani, che raggruppa appena una ventina di aziende, per mille ettari vitati. Al vertice Corrado Cattani, imprenditore vitivinicolo e figura chiave di Ascovilo, l’associazione dei Consorzi dei Vini Lombardi rilanciata in pompa magna dall’ex assessore all’Agricoltura del Pirellone, Gianni Fava, su mandato dell’ex presidente leghista Roberto Maroni.

E IL VINO CINESE GODE

A godere, di sicuro, sarà il vino cinese. Come a Düsseldorf al ProWine, anche a Shanghai i vini cinesi confermeranno il loro ruolo di “calamita” dell’attenzione del settore.

“Anche quest’anno – commenta la direzione tedesca della Fiera – molte cantine provenienti delle più importanti regioni vinicole presenteranno la diversità dei vini cinesi presso lo stand di Up-Chinese Wine”.

“Inoltre, la Yinchuan Helan Mountain Eastern Foothills Wine Industry Alliance sarà presente per la prima volta con diverse aziende vinicole della regione. Presente alla ProWine China, per la terza volta, anche il leader di mercato Cofco Great Wall“, conclude. Tutti spettatori dell’ascesa, insomma, nel nuovo luogo comune del vino internazionale: l’Oriente, per l’appunto.

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Food Lifestyle & Travel

Funghi “chiodini” cinesi e vino: maxi sequestro tra Napoli e Foggia

Il Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno, in collaborazione con personale dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi di Bari, a seguito di accertamenti svolti nelle province di Napoli e Foggia, ha sequestrato 1.770 chilogrammi di funghi confezionati (in barattoli di latta e in  vasetti di vetro) con la dicitura “funghi chiodini” mentre, in realtà, si trattava della varietà “pholiota mutabilis nameko”, di origine cinese.

Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato anche 4.300 ettolitri di vino bianco (pari a circa 464 tonnellate di prodotto) per un valore di 500 mila euro, poiché detenuto in eccedenza rispetto alla giacenza contabile e non giustificato da alcuna documentazione.

Nell’occasione venivano sequestrate anche 6.500 etichette  e contestate sanzioni per 199.500 euro. Le attività preventive della specialità dell’Arma hanno evitato che giungessero sulle tavole dei consumatori prodotti che avrebbero arrecato un potenziale danno alla salute e un inganno alla generalità degli utenti.

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news ed eventi

Vin-Italy ma non solo. A Verona sempre più vini (e buyer) esteri

Non è ancora la ProWein Trade Fair italiana. Ma di passi da gigante Vinitaly ne ha fatti, negli ultimi anni, sul campo dell’internazionalizzazione. Cantine e vini da 30 Paesi e un +33% di spazio richiesto nel salone speciale Vininternational, che dal 2014 Vinitaly dedica agli espositori esteri. Dal bianco e nero alle fotografie a colori. Con questi numeri Vininternational, ospitato per la prima volta insieme alla Toscana in un nuovo grande spazio espositivo (padiglione D), dimostra di essere una vetrina sempre più interessante per grandi e per piccole aziende che vogliono un alto numero di contatti business con buyer di tutto il mondo (131 mila nel 2016 da 140 Paesi). Il tutto all’interno di una fiera in grado di valorizzare le peculiarità dei propri vini e del territorio di origine.

Per tutti il mercato italiano rappresenta uno sbocco commerciale interessante e da potenziare, ma i produttori provenienti da Francia e Spagna, questi ultimi presenti per il secondo anno con una collettiva organizzata da Icex, cercano incontri b2b soprattutto con buyer  del mercato americano. Le cantine e i distributori con etichette degli Usa e del Sud America espongono a Vininternational perché vogliono sviluppare l’export verso il Vecchio Continente e verso l’Estremo Oriente, come pure i produttori di Sudafrica, Nuova Zelanda e Australia.

Per la prima volta c’è il Kosovo, con la sua tradizione vitivinicola secolare, che affianca la Georgia, culla dell’enologia, mentre dall’Estremo Oriente debutta il Giappone a fianco della Cina. Organizzata dal Ministero dell’agricoltura di Mosca, partecipa quest’anno a Vinitaly anche una collettiva di vitivinicoltori dalla Russia.

LE TESTIMONIANZE
Esordisce a Vininternational l’americana Amber Falls Winery & Cellars. “La scelta – dicono dall’azienda del Tennessee – è dovuta al prestigio dell’Italia in ambito enologico e alla nostra propensione verso i mercati internazionali, in particolare Europa e Asia”. La Stone Castle Vineyards and Winery è la prima cantina in assoluto proveniente dal Kosovo a Vinitaly. “Con una capacità di stoccaggio di 50.000 hl in botti di legno – affermano – siamo una delle più grandi aziende vinicole private in Europa”. A Vinitaly cerca nuovi distributori, in particolare europei.

“È la prima volta che partecipiamo a Vinitaly – dicono i responsabili della francese Château Roc de Boissac – con l’obiettivo di incontrare nuovi buyer da Stati Uniti e Sud Europa. Abbiamo scelto Verona perché qui c’è meno competizione con altri produttori francesi”.

Presente fin dal 2014 invece World of Flavor, importatore di oltre 250 etichette da Argentina, Cile, Spagna, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Uruguay. Una partecipazione condivisa con le cantine rappresentate, come investimento per ampliare i propri sbocchi commerciali. Storica presenza di Vinitaly quella di AfriWines, con oltre 100 etichette dal Sudafrica, con in anteprima l’annata 2017.

L’ORIENTE
A Vininternational anche la Cina, che propone i vini del Ningxia, una zona di produzione ormai paragonata alla francese Bordeaux. Questi vini, durante Vinitaly, sono protagonisti di uno dei grand tasting della Vinitaly International Academy. Nuova la presenza del Giappone, con cinque aziende produttrici di sake alla ricerca di un suo spazio di mercato sull’onda del grande successo della cucina nipponica, mentre dalla Polonia arrivano le diverse tipologie di vodka di Toruńskie Wódki Gatunkowe, che già presente con i suoi prodotti sui mercati di Germania, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Giappone e India, ha scelto il salone veronese per ampliare il proprio portafoglio clienti.

Da subito uno dei saloni più frequentati di Vinitaly, Vininternational è ad accesso libero ma regolamentato nei flussi, per garantire spazio e tempi adeguati per gli incontri di affari. Di grande richiamo anche il ricco programma di degustazioni guidate organizzate dagli espositori in chiave business.

IL VINO BIO
Quasi tutti gli espositori esteri di Vinitaly sono a
ll’interno di Vininternational. Quelli della Slovenia, però, continuano a presentarsi nel padiglione del Friuli Venezia Giulia per contiguità territoriale. Chi produce vini biologici, invece, trova il suo spazio e incontri b2b con trader internazionali specializzati in questo segmento di mercato a Vinitalybio, mentre i produttori artigianali esteri sono presenti all’interno di Vivit. A Vinitalybio presenti aziende da Francia e Spagna, a Vivit da Francia, Austria, Slovenia e Argentina.

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