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Gran Selezione, (S)Chianti a Montalcino: botta risposta tra produttori e Consorzi

MONTALCINO – Ha preso una piega più che mai attendibile la consegna dei diplomi della guida Vinibuoni d’Italia 2020, ieri in Toscana. Il Chianti Gran Selezione continua infatti a dividere i produttori della zona Classica da quelli della zona allargata. È bastata una scintilla, al Teatro degli Astrusi di Montalcino – location concessa dal Comune al team di degustatori guidati da Mario Busso – per accendere la polemica.

Ad innescare la miccia è stato Vittorio Fiore di Podere Poggio Scalette, salito sul palco per ricevere uno dei premi di Vinibuoni. Ad Alessandra Casini Bindi Sergardi, membro del Cda del Gallo Nero (a sua volta presente per ritirare un premio della guida) il compito di fare da “estintore”, senza risparmiare eleganti stoccate ai cugini.

Non si è fatta attendere la replica di Marco Alessandro Bani, che ha chiesto la parola dal pubblico per difendere la posizione del Consorzio Vino Chianti, in qualità di direttore. Ecco la cronaca.

“Vorrei dire due parole su un’iniziativa che sto portando avanti da un po’ di tempo – ha esordito Fiore – una proposta un po’ dirompente. Mi propongo di riuscire a fare quello che gli ungheresi hanno fatto col Tokaj, cioè interdire l’uso della parola ‘Chianti’ al di fuori della zona Classica, che tutti conosciamo”.

“È un mio pensiero – ha aggiunto il titolare di Podere Poggio Scalette – che si è evidentemente esaltato con la storia della Gran Selezione del Chianti. Non essendo un’esclusiva, ed essendo anzi e a disposizione di tutti i vini a Denominazioni di origine controllata e garantita in Italia, era immaginabile che questo avvenisse prima o poi”.

“Sono situazioni che vanno affrontate in maniera molto pragmatica – ha proseguito Fiore – come hanno fatto altri colleghi: il mio carissimo amico Conte Ugo Contini Bonacossi, nel 1975, riuscì a estrapolare il Carmignano dal Chianti Montalbano. Non sono situazioni utopiche, bensì faccende che possiamo affrontare risolvere”.

“Probabilmente – ha concluso Vittorio Fiore – dovremo ricorrere ad azioni legali. Dal canto loro, i produttori di Chianti, al di fuori della zona del Chianti Classico, devono avviarsi su una strada che li identifichi diversamente, anche nell’ottica di svincolarsi dalle dinamiche dei commercianti, che li prendono un po’ per il collo”.

A seguire, l’intervento di Alessandra Casini Bindi Sergardi: “La diversità e l’identità sono ricchezze del nostro territorio – ha esordito l’esponente del Cda del Consorzio del Chianti Classico – basta con le guerre“.

Spinoza diceva che non esiste il bene e il male, ma che esistono azioni di bene e azioni di male. Il bene è conoscenza. Il male è tutto ciò che blocca la conoscenza. Noi dobbiamo assolutamente sottolineare ciò che siamo e in cosa siamo diversi. In un certo senso anche contro l’integrazione: dobbiamo essere integralmente noi stessi”.

“Saranno la curiosità e l’intelligenza – ha aggiunto Casini Bindi Sergardi – a guidare il cliente alla scoperta della diversità di un luogo, rispetto ad un altro. Non trasformiamo le nostre differenze in debolezze”. La replica del direttore del Consorzio Vino Chianti è arrivata di lì a pochi minuti.

“Questa è una giornata di festa – ha esordito Marco Alessandro Bani – quindi mi dispiace attivare una polemica con i cugini del Chianti Classico. Onestamente credo che le discussioni debbano essere costruttive: se si fa della fantapolitica o si torna indietro di più di cento anni rispetto alla situazione attuale, non si va da nessuna parte”.

“Credo sia fantapolitica interdire l’utilizzo della parola ‘Chianti’ al di fuori della zona Classica – ha proseguito Bani – dal momento che la Denominazione Chianti, con la parte Classica e la parte non Classica, è stata istituita ormai nel 1932, non ieri. Ognuno fa la sua strada e la sua politica, però il resto non può che essere fantasia”.

Bani ha poi difeso a tutto tondo le scelte del Consorzio, sul fronte delle modifiche al disciplinare: “Per cercare di intercettare quei mercati che si trovano spesso ad avere difficoltà a capire il Sangiovese, pur nella sua importanza e nella sua qualità e validità, come vino e come vitigno, abbiamo consentito di alzare il residuo zuccherino”.

Chi vuole, per certi mercati, può rendere i vini più morbidi, graditi, apprezzati e comprati – ha aggiunto il direttore del Consorzio del Chianti – ma è stata la proposta della Gran Selezione a creare un gran vespaio. Alle polemiche legate a questo tema non abbiamo risposto”.

“Riteniamo che la legge ci consenta di poterlo utilizzare come termine, per cui non capiamo su cosa si fondino queste levate di scudi. Alla fine dovremmo farcene tutti una ragione. Non voglio aggiungere altro e ricordo che questo, con Vinibuoni, è un giorno di festa”, ha concluso Marco Alessandro Bani. Mai le corone furono così scoppiettanti.

“Siamo aperti a qualsiasi dibattito – hanno commentato i due coordinatori regionali Daniele Bartolozzi e Riccardo Margheri  -. Rimboccatevi le maniche, perché mettere le cose sotto al tappeto è inutile: molto meglio affrontare i problemi in partenza”.

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Easy Fish 2019 e Winearound: due weekend da non perdere a Lignano Sabbiadoro

LIGNANO SABBIADORO – Due weekend da non perdere a Lignano Sabbiadoro. Sono quelli del 14-16 giugno e del 21-23 giugno. Il primo vedrà andare in scena Easy Fish 2019, Festival del Pesce dell’Alto Adriatico.

Il secondo porterà in Friuli Venezia Giulia la seconda tappa di WineAround, festival itinerante dedicato al vino, alla birra e alla cultura del buon cibo che prenderà avvio il 7 e 8 giugno a Vallecrosia, in Liguria.

L’intento di questi due eventi d’autore – spiegano gli organizzatori – è quello di stabilire un contatto autentico tra visitatori, produttori, chef stellati ed esperti, mettendo anche in luce le tipicità della riviera, parte della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, e il patrimonio di umanità di cui sono espressione.

Un patrimonio rimasto vivo e capace di testimoniare attraverso attività come la pesca, l’itticoltura, l’enologia e l’agricoltura la generosità di una regione che si estende dalle Alpi alla parte più a nord dell’Adriatico”.

EASY FISH 2019
Easy Fish si terrà a Terrazza a Mare e sul Lungomare Trieste. Protagonista, come recita il nome dell’evento sarà il pesce dell’Alto Adriatico. Sarà raccontato, cucinato e proposto in tutte le sue forme. Gli ospiti, in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia, saranno Emanuele Scarello e Andrea Canton, accanto a Giancarlo Perbellini e Bobo Cerea.

Per Easy Fish arriveranno a Lignano Sabbiadoro Federico Quaranta, conduttore di Linea Verde; gli chef David Polvedilla, Roberto Valbuzzi, Diego Bongiovanni e il pluripremiato bartender Bruno Vanzan. Ci sarà anche Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose.

I piatti a base di pesce sono realizzati con il pescato di valle della laguna di Marano, tra i quali fasolari, cefali, orate, branzini e anguille. Prelibatezze che si sposano perfettamente con i vini della vicina Doc Friuli Latisana: Friulano, Malvasia, Chardonnay, Pinot Grigio, Cabernet Sauvignon, Refosco.

WINEAROUND
WineAround prenderà il via una settimana dopo Easy Fish, al Parco del Mare di Lignano Pineta. L’evento riunirà eccellenze vitivinicole e birre artigianali della provincia di Udine e di quelle limitrofe, nonché una selezione di realtà nazionali a cura della guida Vinibuoni d’Italia.

Molto ricca anche l’offerta di gastronomia e ristorazione, con protagonisti i prodotti e le ricette friulane. Il 21 giugno l’evento sarà aperto, a partire dalle 17.00, dalla serata Sparkling Fever, dedicata interamente alla spumantistica di qualità italiana che accompagnerà i piatti dei ristoranti Granseola e BBQ e di un’enoteca locale. Uno spazio speciale, il 22 e il 23 giugno, sarà dedicato ai vitigni tipici del Friuli Venezia Giulia.

Un vero e proprio tour tra i vini friulani, attraverso le espressioni di numerose cantine proposte da Giovanni Munisso, tecnologo alimentare e divulgatore enologico. Il 22 e il 23 giugno saranno dedicati alle degustazioni di oltre 500 etichette di vini locali e nazionali, di birre artigianali e di eccellenze gastronomiche.

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