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Notte Rossa: il miglior Primitivo di Manduria Riserva al supermercato

Notte Rossa il miglior Primitivo di Manduria Riserva al supermercato abbinamenti perfetti salati e dolci
Notte Rossa miglior Primitivo Manduria Riserva supermercato 
(5 / 5) Alzi la mano chi conosce l’esistenza del Primitivo di Manduria Riserva. Nel solco dei migliori vini italiani, anche il Primitivo di Manduria ha una versione “Riserva”. A incarnare perfettamente questa punta di diamante della denominazione pugliese è Notte Rossa, il miglior Primitivo di Manduria Riserva al supermercato. Prima di descrivere questo vino e consigliare gli abbinamenti perfetti, cerchiamo di comprendere l’unicità di questo prodotto e cosa lo differenzia dal Primitivo di Manduria non Riserva. Primitivo di Manduria Notte Rossa.

PRIMITIVO DI MANDURIA RISERVA: CHE DIFFERENZA C’È CON LA VERSIONE “BASE”?

Il Primitivo di Manduria è un vino a Denominazione di Origine Protetta (Dop) prodotto principalmente nelle province di Taranto e Brindisi, in Puglia. Il disciplinare di produzione stabilisce che questo vino deve essere ottenuto da uve del vitigno Primitivo per almeno l’85%. Con la possibilità di aggiungere fino al 15% di uve da vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nelle due province. Una delle varianti previste dal disciplinare è il Primitivo di Manduria Riserva, che si distingue dalla versione “base” per alcuni specifici requisiti. Nello specifico: tempistiche di affinamento superiori, immissione in commercio posticipata e alcol in volume. Ancora più nel dettaglio:

  • AFFINAMENTO
    Il Primitivo di Manduria Riserva deve essere sottoposto a un periodo di affinamento di almeno 24 mesi, di cui almeno 9 mesi in botti di legno, a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
  • IMMISSIONE IN COMMERCIO
    Può essere commercializzato solo dopo due anni dal 31 marzo successivo alla vendemmia.
  • ALCOL
    Deve avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 14% vol., leggermente superiore al 13,5% richiesto per la versione “base”.

Queste differenze con il Primitivo di Manduria “base” conferiscono al Primitivo di Manduria Riserva una maggiore complessità e struttura. Rendendolo particolarmente adatto a un ulteriore invecchiamento e a un abbinamento con piatti più elaborati. Non a caso, nel 2025, il Primitivo di Manduria Riserva Notte Rossa in commercio nei migliori supermercati italiani è il 2019.

PRIMITIVO DI MANDURIA RISERVA NOTTE ROSSA: LA DEGUSTAZIONE

Si tratta, non a caso, dell’etichetta di punta di Notte Rossa. Un vino di alta gamma, dal rapporto qualità prezzo straordinario. Con l’ulteriore plus di essere facilmente reperibile al supermercato. Nel calice, il vino si presenta del consueto colore purpureo, impenetrabile alla vista. Al naso è prezioso, caldo ed avvolgente. Ricorda molto la confettura di prugne e ciliegie. Una componente fruttata che accoglie note di cioccolato, tabacco, vaniglia e cannella, oltre a un leggero tocco di chiodo di garofano. Al palato, in perfetta linea con quanto lasciava immaginare l’olfatto, il Primitivo di Manduria Riserva Notte Rossa si conferma pieno e morbido, con tannini finissimi sui ritorni di confettura. Notte Rossa miglior Primitivo Manduria Riserva supermercato

Ottima la persistenza: il sapore del vino rimane a lungo al palato, sfoderando ancora una volta note di cacao, torrefazione (caffè) e vaniglia. Ma un commento speciale merita il tenore alcolico. Chi si spaventa di fronte a un’etichetta che indica 14,5% gradi in volume, può ricredersi all’assaggio di questo vino. La componente alcolica risulta perfettamente integrata e l’alcol non si percepisce come tale, ma in un tutt’uno con il resto dei sentori, in un quadro di equilibrio. Il finale stesso del Primitivo di Manduria Riserva Notte Rossa chiama il sorso successivo, grazie a una buona freschezza e a una leggera sapidità.

GLI ABBINAMENTI SALATI DEL PRIMITIVO DI MANDURIA RISERVA

1. Primi piatti ricchi e saporiti

Il Primitivo di Manduria Riserva si sposa perfettamente con piatti strutturati e ricchi di gusto. Alcuni primi piatti ideali includono:

  • Pasta al ragù di cinghiale: l’intensità aromatica del vino si bilancia con la sapidità della carne.
  • Orecchiette al sugo di braciole: un classico della tradizione pugliese che si armonizza con le note speziate del Primitivo.
  • Lasagna al forno: la struttura del vino sostiene la cremosità della besciamella e la ricchezza del ragù.

2. Carni rosse e selvaggina

La tannicità e il corpo pieno del Primitivo di Manduria Riserva lo rendono il compagno ideale per piatti a base di carni rosse, selvaggina e preparazioni elaborate, come:

  • Tagliata di manzo con riduzione di Primitivo: l’abbinamento per eccellenza, che unisce armoniosamente vino e carne.
  • Agnello al forno con erbe aromatiche: le note speziate del vino si fondono perfettamente con il sapore intenso della carne.
  • Brasato al Primitivo: una preparazione in cui il vino si utilizza anche nella cottura, creando un connubio di sapori perfetto.

3. Formaggi stagionati Notte Rossa miglior Primitivo Manduria Riserva supermercato 

Il Primitivo di Manduria Riserva è ottimo anche con formaggi a lunga stagionatura, che ne esaltano la complessità aromatica. Alcuni esempi includono:

  • Pecorino stagionato: l’intensità del formaggio trova equilibrio nella morbidezza del vino.
  • Parmigiano Reggiano 36 mesi: le note di frutta secca e spezie si armonizzano con il Primitivo.
  • Caciocavallo podolico: il suo gusto deciso viene esaltato dalla persistenza del vino.

NOTTE ROSSA MIGLIOR PRIMITIVO DI MANDURIA RISERVA: ANCHE CON I DOLCI

1. Dessert a base di cioccolato

Grazie alle sue note di cacao e frutti rossi, il Primitivo di Manduria Riserva Notte Rossa si abbina magnificamente con dolci a base di cioccolato fondente. Qualche esempio? Eccone tre:

  • Torta al cioccolato fondente e peperoncino: la leggera piccantezza esalta la complessità del vino.
  • Mousse di cioccolato e frutti di bosco: il mix di acidità e dolcezza si bilancia alla perfezione con il Primitivo.
  • Brownies con noci e cioccolato extra dark: la ricchezza del dessert si fonde con la struttura del vino.

2. Dolci tipici pugliesi

Per un abbinamento territoriale, il Primitivo di Manduria Riserva Notte Rossa si può gustare con:

  • Pasticciotto leccese: il contrasto tra la dolcezza della crema e le note speziate del vino crea un connubio intrigante.
  • Cartellate al vincotto: la dolcezza del vincotto trova un perfetto equilibrio con le note calde e avvolgenti del Primitivo.
  • Mostaccioli pugliesi: biscotti speziati con mandorle e cacao che si sposano perfettamente con la morbidezza del vino. http://catalogoviti.politicheagricole.it/scheda_denom.php?t=dsc&q=2236
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Davide e Golia: Ferraris Agricola porta il Ruchè da Lidl


Appena un milione di bottiglie complessive per l’intera denominazione. Ma la forza di essere disponibile sugli scaffali del player della grande distribuzione leader nell’export di Made in Italy agroalimentare. Il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg Bricchi dorati di Ferraris Agricola da Lidl è una storia in salsa Davide e Golia. Con un finale che fa contenti tutti. La piccola Docg del Monferrato, per la vetrina utile a farsi conoscere da un vasto numero di clienti. E la multinazionale del retail, che può gioire per avere “in carta”, ormai da qualche anno, una vera e propria chicca. Prezzo più che mai dignitoso, che altre denominazioni ben più note e blasonate si sognano (e per il quale, altre ancora, farebbero “carte false”): 4,99 euro.

Un’operazione molto interessante dal punto di vista commerciale, almeno per due ragioni in più. Le bottiglie consegnate da Ferraris Agricola a Lidl sono appena 25 mila all’anno. E il Ruchè Bricchi dorati non è in vendita in continuativo, bensì sulla base di un accordo di fornitura utile a coprire due cosiddette “vendite spot” annuali. Tradotto: nei rari periodi dell’anno in cui si trova a scaffale – per la cronaca, proprio in questi giorni – meglio accaparrarsene un cartone che una bottiglia.

RUCHÈ BRICCHI DORATI FERRARIS: LA DEGUSTAZIONE

Già perché il Ruché Bricchi dorati è tutto tranne che l’oramai (pressoché) estinto “vino di scarto” e di bassa qualità che, in tempi ormai remoti, le cantine vendevano ai discount. Rispettati interamente i canoni organolettici della piccola Docg del Monferrato astigiano, come dimostra la degustazione curata da Vinialsuper. Partiamo dalla vista. Nel calice, questo Ruchè della vendemmia 2023 si mostra del classico rosso rubino penetrabile alla vista (simile a quello del Pinot nero, per intenderci).

Al naso tutti i sentori primari del vitigno autoctono piemontese: la classica nota floreale di rosa, il tocco di geranio, la venatura di pepe. Ecco poi la ciliegia, perfettamente matura, succosa. Così come i piccoli frutti di bosco, più a bacca rossa che nera. Sorso asciutto e in perfetta corrispondenza, slanciato su una leggera sapidità. Chiusura appagante, fresca e sinuosa, sul frutto. Alcol (14%) straordinariamente integrato: impercettibile. Vino che si lascia apprezzare a tutto pasto, con il pregio di poter essere servito anche leggermente fresco, vista la scarsa presenza di tannini (altro tratto tipico della varietà). In definitiva, un’etichetta che rinsalda la corona di “Re del Ruchè” sulla testa di Luca Ferraris, patron della cantina. https://www.ferrarisagricola.com/it/

Valutazione in cestelli della spesa: (5 / 5)

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Appassimento Rosso Salento Igp 2021, Notte Rossa


(5 / 5) L’Appassimento Rosso Salento Igp 2021 Notte Rossa è una delle ultime novità della gamma della cantina pugliese Terre di Sava. Un vino morbido, che conquista con i suoi profumi intensi, il suo sapore pieno e la lunga persistenza. Un nettare ottenuto da una selezione di uve a bacca rossa tipiche del territorio salentino, raccolte quando gli acini risultano lievemente appassiti. Un modo per “concentrare” in maniera del tutto naturale le fragranze, arricchendo il profilo aromatico.

Grazie a questo procedimento, le uve che arrivano in cantina con 10-15 giorni di ulteriore attesa rispetto all’epoca di maturazione ottimale – sul finire del mese di settembre – sono dotate di una struttura maggiore, in grado di reggere un breve affinamento in barrique di legno francese e americano. Il risultato è quello di aumentare, nel calice, l’armonia e la piacevolezza. Un appassimento cercato, voluto e sperimentato dalla cantina salentina per regalare ai clienti delle maggiori insegne di supermercati – dove questo vino è reperibile – un’etichetta che trasporta ovunque il sole della Puglia.

APPASSIMENTO ROSSO SALENTO NOTTE ROSSA: LA DEGUSTAZIONE

Alla vista, Appassimento Rosso Salento Igp 2021 Notte Rossa si presenta di un colore granato intenso. Al naso ricordi di ciliegia e frutta più rossa che scura (prugna), tendente alla confettura. Note terziarie – ovvero quel ventaglio di aromi dati dall’affinamento in legno – molto ben integrate, che aggiungono complessità al bouquet. Evidenti i ricordi di spezie come cannella e vaniglia. Al palato siamo in presenza di un vino di una certa densità, eppure di gran beva. Tannino integratissimo e sorso morbido, setoso, addirittura dissetante, ben oltre le attese. Un vino che non stanca mai e che fa proprio della piacevolezza e della beva un punto forte. A proposito di abbinamenti, l’Appassimento Rosso Salento Igp 2021 Notte Rossa accompagna bene primi piatti ricchi, carni rosse e formaggi di media stagionatura.

APPASSIMENTO NOTTE ROSSA: UNA TRADIZIONE ANTICA

L’appassimento delle uve rosse nel Salento, proprio come nel caso Notte Rossa, è una pratica tradizionale che mira a concentrare zuccheri, aromi e polifenoli, esaltando le qualità naturali dei vini della zona. Questa tecnica sfrutta il clima caldo e ventilato della regione e può avvenire direttamente in vigna, attraverso una vendemmia tardiva, o con il taglio del peduncolo (ovvero della parte più alta del “gambo” del grappolo), che blocca il flusso della linfa, favorendo un appassimento naturale. In alternativa, le uve vengono essiccate su graticci o in cassette ben aerate. Le varietà autoctone più utilizzate includono il Negroamaro, il Primitivo e la Malvasia Nera, che offrono rispettivamente struttura, morbidezza e complessità degli aromi.

L’Appassimento Rosso Salento Igp 2021 Notte Rossa è un emblema dei vini che si possono ottenere con questa tecnica. Generalmente sono ricchi e avvolgenti, con note di frutta matura, confettura e spezie dolci, oltre ad essere caratterizzati da corpo pieno e lunga persistenza. Negli ultimi anni, la tecnica dell’appassimento si è evoluta grazie a metodi di cantina più controllati e scientifici, come l’appassimento in stanze condizionate. Ma molte cantine, come Terre di Sava, vogliono mantenere viva la tradizione. Combinando sapere antico e innovazione, per valorizzare il territorio e creare autentici vini del Salento.

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L’Enoteca online Esselunga è conveniente?


L’Enoteca online di Esselunga è conveniente? Per rispondere a questa domanda abbiamo messo a confronto alcuni prezzi dell’e-commerce di vino e distillati dell’insegna di Limito di Pioltello (Milano) con quelli di altri competitor del settore, come Tannico, Callmewine e Bernabei. Non hai mai sentito parlare dell’Enoteca Esselunga? Ecco tutto quello che devi sapere, alla vigilia del primo anno dall’attivazione del sito web dedicato. Il sito è infatti online dal 14 novembre 2023, con oltre 1.000 referenze tra cui scegliere.

COS’È L’ENOTECA ONLINE ESSELUNGA

L’Enoteca Esselunga è un servizio esclusivo per l’acquisto online di vini, spirits e liquori. Permette di scegliere tra centinaia di etichette con consegna dedicata. Il servizio è rivolto ai soli utenti maggiorenni, titolari di Carta Fìdaty, ovvero della carta fedeltà Esselunga. Online, come spiega l’insegna milanese, si trova una selezione «frutto di un meticoloso lavoro realizzato in collaborazione con oltre 350 aziende produttrici». L’enoteca online Esselunga è stata sviluppata nell’intento di «uscire dai confini del negozio fisico per entrare in una dimensione più ampia, quella del negozio virtuale, con la consueta attenzione per la qualità e accuratezza nella proposta che caratterizzano Esselunga. Un valore aggiunto per i clienti finali e una vetrina per le aziende produttrici».

ENOTECA ESSELUNGA E SPESA ONLINE IN UNA SOLA CONSEGNA

Al di là del prezzo e della convenienza dei prezzi dell’Enoteca online Esselunga, il vero valore aggiunto è la possibilità di ricevere a casa la spesa di beni alimentari e generici insieme ai vini dell’e-commerce. «Chi sceglie lo stesso giorno e la stessa fascia oraria di consegna dell’ordine effettuato su spesaonline.esselunga.it – spiega l’insegna – potrà dunque ricevere gratuitamente la consegna degli articoli acquistati sul sito enoteca.esselunga.it insieme alla spesa». In questo caso non sarà richiesta una soglia minima di acquisto.

Ed è proprio da servizio di consegna a domicilio “Esselunga a Casa” che è nata l’idea di implementare l’offerta con la sezione “Grandi Vini”. «Da questo percorso – spiega Esselunga – si è delineata l’idea di raggiungere tutta Italia, portando a casa dei clienti etichette esclusive di vini e spirits attraverso un viaggio che parte da un magazzino a temperatura controllata, dove viene conservata ogni bottiglia proveniente direttamente dai produttori. Una filiera corta che permette di consegnare ovunque in modo veloce e garantito: è nata così Enoteca Esselunga».

CONSEGNA A CASA IN (QUASI) TUTTA ITALIA

La consegna con il furgoncino Esselunga è prevista solo nelle zone già raggiunte dal servizio online. La consegna con corriere è invece attiva su tutto il territorio nazionale, ad esclusione di: Livigno (SO), Campione d’Italia (CO), Repubblica di San Marino e Stato del Vaticano. Un altro segnale dei grandi passi avanti fatti sul fronte del vino da Esselunga dalla fine degli anni 90, quando presso il negozio di Casalecchio di Reno (Bologna) fu inaugurata una nuova modalità espositiva. Un’area dedicata in cui le bottiglie venivano posizionate non solo in verticale ma anche inclinate. Oggi, negli ottantotto superstore Esselunga e negli otto caveau del format laEsse, l’enoteca ha una sua forte identità caratterizzata anche dalla presenza di un sommelier a disposizione della clientela.

COSTI DI CONSEGNA ENOTECA ESSELUNGA

Il limite minimo per l’inoltro dell’ordine è di 40 euro, al netto delle spese di consegna. Il contributo di spedizione è gratuito per i nuovi registrati, che inoltrano il primo ordine. I costi ordinari di spedizione con il furgoncino Esselunga sono pari a 7,90 euro per acquisti inferiori a 110,00 euro. La cifra scende a 6,90 euro per acquisti superiori a tale importo. Per la consegna tramite corriere è invece previsto un costo di 7,90 euro. Si può usufruire della consegna gratuita degli articoli Enoteca Esselunga senza la soglia minima di spesa qualora l’ordine sia effettuato successivamente alla spesa con il servizio Esselunga Online, scegliendo lo stesso giorno e fascia oraria di consegna.

PREZZI ENOTECA ONLINE ESSELUNGA: SONO CONVENIENTI?

Ma torniamo al nocciolo della questione: i prezzi dei vini dell’Enoteca online Esselunga sono davvero convenienti? A giudicare dalla nostra ricerca, il nuovo servizio è molto competitivo, in numerosi casi, considerando soprattutto la possibilità di sommare la spesa “generica” alla spesa “enoica”. Con o senza costi di spedizione dei competitor, ecco cosa abbiamo scoperto su una selezione di 30 vini, scelti online in due categorie: “Vini da 245 a 20 euro” e “Vini più economici”. La vera differenza, dunque, è la selezione: molto più profonda sugli storici siti di vendita di vino online e, dunque, molto più accattivante per chi cerca vini particolari e “chicche” sui portali e-commerce .

VINI DA 245 A 20 EURO

  • Dom Perignon 2015, Champagne Brut Vintage (con astuccio): 245 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 212 euro (senza costi di spedizione) – 230 euro (inclusi i costi di spedizione).
  • Perrier-Jouët, Champagne Blanc de Blancs (con astuccio): 89 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 92 euro (con/senza costi di spedizione).
  • Ferghettina, Franciacorta Brut 2020 Milledì Magnum (con astuccio): 65 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 64,90 euro (con/senza costi di spedizione).

  • Pol Roger, Champagne Brut Reserve S.A. con astuccio: 54 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 61 euro (senza costi di spedizione) – 65,90 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Louis Latour, Bourgogne Cuvée Rouge 2021: 31 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 27,60 euro (senza costi di spedizione) – 34,59 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Rainoldi, Valtellina Superiore Inferno Riserva 2019: 29,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 30,90 euro (senza costi di spedizione) – 37,70 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Cà Maiol, Lugana 2020 Fabio Contato: 29 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 25,12 euro (senza costi di spedizione) – 33 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Saint Clair, Pinot Nero 2022: 28 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 28,50 euro (senza costi di spedizione) – 34,40 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Tormaresca, Furia di Calafuria 2023: 24 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 21,60 euro (con/senza costi di spedizione).

  • Carpineto, Toscana Cabernet Sauvignon Farnito 2019: 23,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 23 euro (senza costi di spedizione) – 30,95 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Schiopetto, Friulano 2021: 21,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 19,70 euro (senza costi di spedizione) – 27,60 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Pieropan, Valpolicella Classico 2021 Ruberpan: 21,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 22,90 euro (senza costi di spedizione) – 28 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Abbazia di Novacella, Gewürztraminer 2022 Praepositus: 21,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 19,90 euro (senza costi di spedizione) – 25 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Vigneti Massa, Derthona 2022: 20 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 19,30 euro (senza costi di spedizione) – 25,20 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Fritz Haag, Riesling Mosel QbA Kabinett Brauneberger Juffer 2022: 19,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 21 euro (senza costi di spedizione) – 28,95 euro (inclusi i costi di spedizione).

VINI PIÙ ECONOMICI

  • Casale del Giglio 2023 Satrico: 8,20 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 8,20 (senza costi di spedizione) – 13,10 (inclusi i costi di spedizione).

  • Bisol 1542, Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Jeio S.A.: 9,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 9 euro (senza costi di spedizione) – 14,90 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Cavicchioli, Lambrusco di Sorbara 2022 Vigna del Cristo: 9,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 9,90 euro (senza costi di spedizione) – 14,90 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Vespa, Fiano Salento 2023: 10,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 10,40 euro (senza costi di spedizione) – 17,20 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Duca di Salaparuta, Vermentino Sentiero del Vento: 12,80 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 9,50 euro (senza costi di spedizione) – 16,30 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Bortolomiol, Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Senior 2023: 11,40 (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 9,11 euro (senza costi di spedizione) – 16,90 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Frescobaldi, Alìe 2023: 11,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 9,90 euro (senza costi di spedizione) – 15,80 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Olivini, Lugana 2023: 11,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 12,50 euro (senza costi di spedizione) – 19,30 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Argiolas, Cannonau Arjola 2023: 12,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 15 euro (senza costi di spedizione) – 22,95 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Pievalta, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Dominè 2021: 13,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 13,50 euro (senza costi di spedizione) – 20,30 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Feudi di San Gregorio, Greco di Tufo Riserva Cutizzi 2022: 14,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 12,18 euro (senza costi di spedizione) – 19,10 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • La Valentina, Trebbiano Superiore Spelt 2021: 15,50 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 12,90 euro (senza costi di spedizione) – 18,70 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Feudi del Pisciotto, Cerasuolo di Vittoria 2021 : 16,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 17 euro (senza costi di spedizione) – 24,95 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Cantina Altemasi, Trentodoc Brut 2020: 16,90 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 16,90 euro (senza costi di spedizione) – 23,80 euro (inclusi i costi di spedizione).

  • Lunae, Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2023: 17 euro (Esselunga). Prezzo più basso su altri e-commerce di vino: 15 euro (senza costi di spedizione) – 20,10 euro (inclusi i costi di spedizione).

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Migliori vini al supermercato 2025 e Vini Consigliati Vinialsuper: cambia la formula

Cambia formula la rubrica Vinialsuper sui vini in promozione presenti sui volantini dei supermercati. Sarà un reel su Instagram a indicare i “Migliori vini al supermercato” dell’anno (si parte con la Guida 2025, che interessa anche la seconda metà dell’anno in corso) e i “Vini Consigliati da Vinialsuper“. A inaugurare il nuovo format è l’ampio volantino “Viaggio del gusto” di Ipercoop, valido dal 19 settembre al 2 ottobre 2024. Per non perderti nessuna promozione e assicurarti i consigli sui migliori vini in vendita al supermercato, con aggiornamenti sulle offerte nelle maggiori insegne Gdo operanti in Italia, segui qui il nostro account Instagram.

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Vini a volantino a metà maggio: le promozioni da non perdere


Torna la rubrica dedicata ai vini in promozione al supermercato, presenti sui volantini delle maggiori insegne della grande distribuzione operanti in Italia. Ecco i vini in offerta da non perdere.

ALDI, volantino fino al 19 maggio

Merlot Igt Veneto: 2,29 euro (3 / 5)
Garda Doc Frizzante Villa Alberti: 1,79 euro (3,5 / 5)
Cava Brut Jaume Serra: 3,59 euro (4 / 5)


BENNET, volantino fino al 15 maggio

Notte rossa – Primitivo Bio: 4,89 euro (5 / 5)
Settesoli Settesoli – Chardonnay Sicilia IGT O Syrah Rosé: 3,49 euro (5 / 5)
Segnavento – Negroamaro: 3,84 euro (3,5 / 5)
Prosecco Treviso Doc Brocca dei Dori: 4,19 euro (3,5 / 5)
Lago Caldaro Cantina Doc di Cortaccia: 5,94 euro (5 / 5)


CARREFOUR IPERMERCATI, volantino fino al 15 maggio

Gewurzatraminer Trentino Doc Cavit: 5,99 euro (3,5 / 5)
Collezione Privata Rosso Toscana Igt Piccini: 4,99 euro (5 / 5)
Raim Vermentino Doc Sella & Mosca: 3,99 euro (3,5 / 5)
Linea Salento Igt Notte Rossa: 3,99 euro (5 / 5)
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Bortolomiol: 7,29 euro (4 / 5)
Metodo classico Blanc de Blancs Millesimato Brut Lebollè, Losito e Guarini: 7,49 euro (4 / 5)
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Malpasso: 4,49 euro (3,5 / 5)


COOP ITALIA, volantino fino al 22 maggio

Corvina Veronese Igt Ulisse, Cantina di Negrar: 3,69 euro (4 / 5)
Spumante Muller Thurgau, Cavit: 3,89 euro (4 / 5)


CONAD, volantino fino al 14 maggio

Cantina valtidone Cantina Valtidone – Barbera Piacentino Doc: 5.25 euro (2×1) (3,5 / 5)
Villa Diana – Nero D’Avola Gattopardo Doc: 4,59 euro (4 / 5)
Mionetto – Spumante Prosecco: 7,89 euro (3,5 / 5)
Castellino bianco/rosso: 1,69 euro (3,5 / 5)
Riunite Riunite – Lambrusco Emilia: 1,89 euro (3,5 / 5)
Sensi Sensi – Vernaccia San Gimignano Docg: 4,49 euro (4 / 5)
Fratelli Maggi – Bonarda Vivace Oltrepò Pavese Doc: 11,94 euro (6 bottiglie) (2 / 5)
Duchessa Lia – Gavi Docg: 5,99 euro (3,5 / 5)
Santa Cristina – Giardino Rosè Toscana: 5,89 euro (4 / 5)
Vermentino Maremma Canneta: 4,99 euro (3,5 / 5)
Astoria – Cuvee Brut Dabon: 3,99 euro (4 / 5)


ESSELUNGA, volantino fino al 22 maggio

Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg, Cantina di Valdobbiadene: 5,39 euro (4 / 5)
Vermentino di Gallura Docg, Cantina del Giogantinu: 4,45 euro (4 / 5)
Rosé Lancers: 3,49 euro (3,5 / 5)
Chardonnay / Cabernet-Merlot, Pasqua: 3,45 euro (3,5 / 5)
Bonarda San Zeno, Zonin: 3,89 euro (4 / 5)
Barbera d’Asti Superiore Docg Govone: 3,19 euro (4 / 5)
Chianti Docg Piccini: 2,84 euro (4 / 5)
Lago di Caldaro Terresomme: 2,95 euro (3,5 / 5)
Nero di Troia Grifo: 2,64 euro (3,5 / 5)


EUROSPIN, volantino fino al 19 maggio

Falanghina del Sannio Dop: 2,69 euro (3 / 5)
Lambrusco di Modena Dop frizzante Rosé: 1,69 euro (3,5 / 5)


FAMILA SUPERSTORE, volantino fino al 22 maggio
Le Vie Dell’uva – Chianti DOCG: 2,99 euro (3,5 / 5)
Le Vie Dell’uva – Merlot Friuli Grave: – 0,80 euro (3,5 / 5)
Bolla – Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry: 5,49 euro (3,5 / 5)

GALASSIA IPERMERCATI E SUPERMERCATI, volantino fino al 15 maggio

Salice Salentino Le Vie dell’Uva: 3,99 euro (3,5 / 5)
Marta P. Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Brut Millesimato: 6,98 euro (3,5 / 5)


GULLIVER SUPERMERCATI, volantino fino al 20 maggio

Nessun vino con indicazione del prezzo promozionale


IL GIGANTE, volantino fino al 15 maggio

Dolcetto o Barbera d’Alba Produttori di Portacomaro: 4,49 euro (5 / 5)
Rosso di Montefalco Doc Ligajo: 4,99 euro (4 / 5)
Barbera / Pinot Grigio Oltrepò pavese Doc, Pastori: 2,39 euro (1,5 / 5)
Bonarda / Chardonnay / Riesling Oltrepò pavese Doc Le Cascine, Losito e Guarini: 2,39 euro (3 / 5)
Cabernet Franc / Sauvignon Blanc Isonzo Doc, Borgo dei Vassalli: 5,49 euro (5 / 5)
Marzemino Trentino Doc / Teroldego Igt Concilio: 4,79 euro (4 / 5)
Chianti Docg Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,99 euro (4 / 5)
Barbera, Dolcetto, Rosso Monferrato / Cortese Doc Piemonte: 2,59 euro (3,5 / 5)
Bardolino Chiaretto / Bardolino Doc Cantine Pasqua: 3,19 euro (3,5 / 5)
Ortrugo, Bonarda amabile / Gutturnio frizzante Colli Piacentini Doc, Poggio al Tidone: 2,49 euro (3,5 / 5)
Cerasuolo, Montepulciano d’Abruzzo Doc / Pecorino Igt Colline Pescaresi, Tenuta del Priore: 3,49 euro (3,5 / 5)
Moscato dolce / Sangue di Giuda “C’era una volta”, Losito e Guarini: 3,89 euro (4,5 / 5)
Spumante millesimato Extra Dry Stefano Bottega: 3,89 euro (3,5 / 5)
Prosecco Rosé Doc Treviso, Coste Petrai: 4,79 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore millesimato Conegliano Valdobbiadene Docg, Porta Leone: 5,79 euro (3,5 / 5)
Chianti Riserva Docg Piandaccoli: 6,98 euro (3,5 / 5)
Vermentino di Toscana Igt Fattoria il Palagio: 4,49 euro (3,5 / 5)
Rosso Toscana Igt Il Prugnolo, La Pieve: 8,99 euro (4 / 5)
Vin Santo del Chianti Doc, La Pieve: 7,99 euro (3,5 / 5)

SELEZIONE EMILIA ROMAGNA-TOSCANA:
Vini Tenute del Cerro: 8,39 euro (5 / 5)
Vini Galassi: 2,79 euro (5 / 5)
Vino Nobile di Montepulciano Docg Campone, Frescobaldi: 8,99 euro [4.5]
Vini La Valorosa: 3,29 euro (5 / 5)
Gutturnio Doc L’intenso, Piani Castellani: 5,29 euro (3,5 / 5)
Brunello di Montalcino Docg, Villa Poggio Salvi: 21,90 euro (5 / 5)
Malvasia / Bonarda Doc Colli Piacentini, Dante 45: 3,39 euro (5 / 5)
Albana Romagna Doc, Azienda agricola Branchini: 5,79 euro (5 / 5)


IPERAL, volantino fino al 21 maggio

Pinot frizzante Igt Maschio: 3 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Emilia, Cavicchioli: sconto 16% (3,5 / 5)
Trebbiano Doc Setabianca: sconto 33% (3,5 / 5)
Ortrugo Doc Castelli del Duca: sconto 23% (3,5 / 5)
Lambrusco di Modena Doc Il Baluardo: sconto 24% (3 / 5)
Primitivo Salento Igp Notte Rossa: 3,59 euro (5 / 5)
Negroamaro Igt Settearchi: 3,25 euro (3,5 / 5)
Chianti Riserva Docg Piccini: 3,65 euro (5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Riparosso: 5,19 euro (5 / 5)
Rosso Classico Superiore Cirò Riserva, Caparra&Siciliani: 4,19 euro (5 / 5)
Vermentino Toscana Igt Giglio del Duca: 3,29 euro (3,5 / 5)
Pinot Grigio Bacchichetto: 3,69 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Asti Docg, Dezzani: 3,89 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Valdo: 5,49 euro (3,5 / 5)
Verdeca Salento Igp, Feudo Apuliano: 3,45 euro (4 / 5)
Muller Thurgau Trentino Doc, Mezzacorona: 3,99 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Superiore Doc La Rotonda, Cantina di Illasi: 4,99 euro (3,5 / 5)
Ruché di Castagnole Monferrato Docg, Dezzani: 7,49 euro (4 / 5)
Catarratto Igt Terre Siciliane Matinata, Cantine Madaudo: 2,49 euro (3,5 / 5)


IPERCOOP, volantino fino al 15 maggio

Vini Barbanera: sconto 40% (4 / 5)
Vini Villa Folini: sconto 40% (3,5 / 5)
Lancers Lancers – Rosé / Bianco: 3,69 euro (3,5 / 5)
Turà – Bianco O Rosato Trevenezie Frizzante Igt: 2,15 euro (3,5 / 5)
Cantine Riunite – Lambrusco Emilia Igt: 2,63 euro (3 / 5)
Sant’Anna – Prosecco Doc Brut: 4,74 euro (3,5 / 5)
Sartori – Ripasso Valpolicella Superiore D.O.C. Vigneti Di Valdimezzo: 6,70 euro (3,5 / 5)


IPER LA GRANDE I, volantino fino al 26 maggio
Terre Nardin – Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry: 5,99 euro (3,5 / 5)
Gasparetto – Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut o Extra Dry: 5,39 euro (3,5 / 5)
Babulle – Spumante Millesimato Blanc De Blancs o Rosè Extra Dry: 2,79 euro (3,5 / 5)
Gasparetto – Prosecco DOC Treviso Extra Dry o Prosecco Rosè DOC Brut: 4,39 euro (3,5 / 5)
Minini – Valpolicella Superiore Ripasso DOC: 6,59 euro (5 / 5)
Scolari – Lugana: 6,99 euro (3,5 / 5)
Cavit – Müller Thurgau: 3,69 euro (3,5 / 5)
Borgo Gritti – Ribolla Gialla Spumante Brut: 3,19 euro (3,5 / 5)
Losito e Guarini – Moscato Dolce Igt / Bonarda Doc Oltrepò pavese / Sangue di Giuda “C’era una volta”: 3,99 euro (4,5 / 5)
Modavin – Pignoletto Frizzante o Gutturnio DOC: 2,99 euro (3 / 5)
Freschello – Vino Spumante Extra Dry: 2,79 euro (3 / 5)
L’Allegro Bricco – Lambrusco Secco o Amabile: 2,79 euro (3,5 / 5)
Vigne Del Colle – Trebbiano o Sangiovese del Rubicone IGT: 1,99 euro (3 / 5)
Cantine Ronco – Trebbiano o Sangiovese Rubicone IGT: 15,99 (5 litri) (3 / 5)
Geografico – Chianti Colli Senesi DOCG: 3,69 euro (5 / 5)
Piccini – Orvieto Classico DOC O Rosso Toscana IGT Collezione Oro: 4,49 euro (5 / 5)
Sansilvestro – Cortese, Nebbiolo, Barbera o Dolcetto DOC: 3,99 euro (4 / 5)
Cantine Spinelli – Pecorino, Passerina IGT o Montepulciano d’Abruzzo DOC: 2,69 euro (3,5 / 5)
Borgo Canedo – Friulano, Pinot Grigio Friuli, Cabernet Franc DOC / Refosco Trevenezie IGT: 3,79 euro (3,5 / 5)
Bastioni Della Rocca – Primitivo Di Manduria DOC: 5,49 euro (3,5 / 5)
San Silvestro – Gavi o Barbera D’Asti Setosa DOCG: 4,99 euro (4 / 5)
Roccarosa – Grillo Sicilia o Nero D’Avola DOC: 2,49 euro (3,5 / 5)
Vecchia Torre – Primitivo Rosso, Negroamaro Rosato o Malvasia Nera Del Salento IGT: 4,39 euro (3,5 / 5)
Cantina Santa Maria La Palma – Vermentino Di Sardegna DOC, Rosè IGT o Frizzante IGT Aragosta: 3,99 euro (3 / 5)

LIDL, volantino fino al 19 maggio
Allini – Frizzante Rosè IGP: 1,59 euro (2,5 / 5)

Falanghina Benevento IGP: 1,99 euro (3 / 5)
Botte dei Conti – Orvieto Classico DOP: 1,99 euro (3 / 5)
Ervani – Ribolla Gialla Spumante: 3,19 euro (3,5 / 5)
Vermentino di Sardegna DOC: 3,49 euro (3 / 5)
Verdicchio dei Castelli Di Jesi DOP Classico: 2,39 euro (3,5 / 5)
Cerasuolo d’Abruzzo DOP Rosè: 1,99 euro (2,5 / 5)
Pignoletto Reno DOP Spumante: 2,49 euro (2,5 / 5)
Spumante Brut Millesimato: 2,29 euro (3,5 / 5)
Fortezza dei Colli – Chianti Classico DOCG: 4,69 euro (3,5 / 5)
Bellanova – Malvasia Nera IGP Puglia: 3,99 euro (3,5 / 5)
Cannonau di Sardegna DOC: 3,29 euro (4 / 5)
Allini – Prosecco Spumante Conegliano Valdobbiadene DOCG: 4,09 euro (3,5 / 5)


MD, volantino fino al 19 maggio

Belvisa – Spumante Magnum: 4,79 euro (3 / 5)
Müller Thurgau: 2,39 euro (3 / 5)
Vino Merlot: 2,29 euro (2,5 / 5)


PAM PANORAMA, volantino fino al 15 maggio
Citra – Vino Bianco Bronzeo: 2,49 euro (3,5 / 5)
Antico Monastero – Barbera Piemonte Appassimento: 4,99 euro (3,5 / 5)
Terre di Moncaro – Verdicchio Dei Castelli di Jesi DOC Classico: 2,50 euro (3,5 / 5)

PENNY, volantino fino al 19 maggio

Mulasco – Montepulciano D’abruzzo Doc / Chardonnay: 5,99 euro (3 litri) (3 / 5)
Nero di Troia IGT: 2,49 euro (3,5 / 5)
Bianco Veneto IGT: 1,99 euro (3 / 5)
Cabernet Sauvignon Veneto IGT: 2,79 euro
Spumante Prosecco Millesimato DOC: 3,99 euro (3,5 / 5)
Belvino – Spumante Extra Dry Grillo: 2,99 euro (3,5 / 5)
Belvino – Spumante Rosato Extra Dry: 2,99 euro (3 / 5)


TIGROS, volantino in aggiornamento (disponibile da domani)
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Volantini di fine agosto 2023: i vini in promozione nei supermercati italiani

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Verso Ferragosto 2023: i vini in promozione al supermercato

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Cantine Spinelli è “Best Ambassador” vini d’Abruzzo agli Unicredit Wine Award 2023

Unicredit e Nomisma Wine Monitor hanno nominato Cantine SpinelliBest Ambassador” dei vini abruzzesi. Il riconoscimento è stato assegnato a Vinitaly 2023, nel contesto degli “Unicredit Wine Award 2023“. A Cantine Spinelli – già Miglior cantina Gdo 2023 per “Vini al supermercato“, la rubrica e guida vini di winemag.it dedicata ai vini in vendita in Gdo – viene riconosciuta la «creazione di valore per il vino italiano», in particolare per il vino dell’Abruzzo.

«Le cantine “Best Ambassador” – spiegano Unicredit e Nomisma Wine Monitor – si sono distinte per percorsi di sostenibilità, innovazione, internazionalizzazione e hanno contribuito attivamente a rafforzare la distintività sui mercati, rappresentando un volano per l’attrattività dei territori in cui operano».

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Vini in promozione al supermercato a fine gennaio 2023: nel calice venti di guerra e inflazione

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Meno 15 giorni al Natale: il meglio del vino a volantino è da Iper, La grande i

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Regge l’Oktoberfest, ma vino protagonista dei volantini Gdo

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Migliori e peggiori Montepulciano d’Abruzzo al supermercato

Quali sono i migliori e peggiori Montepulciano d’Abruzzo in vendita al supermercato? Lo chiarisce la degustazione alla cieca effettuata dalla redazione di Vinialsuper – Il giornale del Vino al Supermercato di WineMag Editore. Un tasting che ha interessato ben 47 vini presenti sugli scaffali di 15 insegne di supermercati. Una fotografia più che mai esaustiva di uno dei vini rossi più amati dai clienti della Grande distribuzione organizzata (Gdo).

Non solo. Ad apprezzare il Montepulciano d’Abruzzo sono anche i consumatori esteri. Lo dimostrano gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio Nomisma Wine Monitor, con l’export del rosso abruzzese in piena ripresa nel 2021 (+10% rispetto al 2020) nei principali Paesi target: Germania (+25%), Usa (+12%), Svizzera (+45%), Cina (+33%), Giappone (+26%). Per un fatturato complessivo superiore ai 205 milioni di euro.

Bene anche il mercato nazionale. Dopo il boom generale delle vendite di vino registrate nei supermercati nei primi 6 mesi di pandemia, il Montepulciano d’Abruzzo si è riallineato sui valori pre-Covid. Mantenendo quote superiori a quelle del 2019. Negli ultimi quattro anni, le vendite della principale Denominazione regionale dell’Abruzzo sono cresciute del 12% a valore per quanto riguarda il totale dei formati e del 6% in relazione alle bottiglie da 0,75 litri.

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO: UNA DOC IN CRESCITA

Nel 2021 si è registrato un calo delle vendite nelle fasce di prezzo più basso e un incremento in tutte le altre. Lo scorso anno, sempre secondo i dati Nomisma Wine Monitor, sono dunque diminuite le vendite di bottiglie sotto i 3 euro, presenti principalmente nei discount. Quelle di prezzo superiore ai 7 euro hanno invece raddoppiato le vendite nel periodo analizzato.

Dall’analisi di Vinialsuper – Il giornale del vino al supermercato si evincono ulteriori dati sul posizionamento della Denominazione nella grande distribuzione organizzata. I 4,19 euro di prezzo medio a bottiglia registrati dai 47 Montepulciano d’Abruzzo in vendita nelle 15 insegne di supermercati (e discount) sono una cifra più mai ragguardevole per il segmento.

Occorre più cautela, invece, sul fronte del rapporto qualità prezzo. La media dei “cestelli della spesa” assegnati da Vinialsuper alla cinquantina di vini degustati è di 3,3 su 5 (arrotondamento per eccesso).

MEDIA “CESTELLI DELLA SPESA” VICINA ALLA SUFFICIENZA

Tutto sommato in linea, dunque, con i “3,5 cestelli della spesa” su 5 assegnati ai vini capaci di garantire riconoscibilità della denominazione e dei vitigni (in una parola la “tipicità“, avversa alla standardizzazione a cui rischiano di andare incontro i vini in vendita al supermercato). Caratteristiche che la nostra redazione calibra poi con il prezzo pieno a scaffale.

Sempre sul fronte del prezzo, l’analisi di Vinialsuper evidenzia il sostanziale “cartello” posto in essere dalle insegne discount sul prezzo minimo del Montepulciano d’Abruzzo. Lidl, Md, Aldi e Penny Market lo fissano a 1,69 euro. Vedendosi “bruciate” da Eurospin per 4 centesimi (1,65 euro). Md peraltro gioca col bio, proponendo una seconda referenza a 2,49 euro (scarso il risultato nel calice).

Il prezzo più alto del Montepulciano d’Abruzzo in vendita al supermercato – sempre considerando cifre “a portata del portafoglio comune” del segmento Gdo – si registra sugli scaffali di Coop, che sfodera la Riserva 2016 di Illuminati targandola Fior Fiore.

Secondo gradino del podio per Iper, La grande i con l’ottimo 2019 di Masciarelli. Terza l’insegna brianzola Il Gigante, che per il top di gamma ricorre alla Riserva Sinello della cantina cooperativa Madonna dei Miracoli – Casalbordino. Ecco dunque i migliori e peggiori Montepulciano d’Abruzzo in vendita al supermercato.

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO IN VENDITA AL SUPERMERCATO: MIGLIORI E PEGGIORI

I CINQUE CESTELLI DELLA SPESA VINIALSUPER (5 / 5)
INSEGNA VINO PREZZO  CESTELLI
Coop Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva 2016 Fior Fiore Coop, Illuminati 9,90 € 5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019, Masciarelli 8,40 € 5
Esselunga Montepulciano d’Abruzzo Doc 2018 Jorio, Umani Ronchi 6,99 € 5
Conad Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Riparosso, Illuminati 6,40 € 5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva 2018, Spinelli 5,99 € 5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020, Spinelli 3,99 € 5
QUATTRO E 4,5 CESTELLI DELLA SPESA VINIALSUPER (4 / 5) e (4,5 / 5)
INSEGNA VINO  PREZZO  CESTELLI
Esselunga Montepulciano d’Abruzzo Doc 2018 Quis, Citra 5,90 € 4,5
Carrefour Montepulciano d’Abruzzo Doc Bio 2019 Val di Fara, Spinelli 4,49 € 4,5
Il Gigante Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva 2017 Sinello, Casalbordino 7,79 € 4,5
Carrefour Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 La Calenzana, Na.Ve. Natale Verga 5,49 € 4
Esselunga Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Contecarlo, Umani Ronchi 5,19 € 4
Conad Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Vicale, Tollo 4,99 € 4
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Plavignano Grandi Vigne, Az. Agr. San Lorenzo 4,99 € 4
U2 Unes Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Pelagus, Citra Vini 3,79 € 4
I 3,5 CESTELLI DELLA SPESA VINIALSUPER (3,5 / 5)
INSEGNA VINO PREZZO  CESTELLI
Il Gigante Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020, Tenuta del Priore 5,99 € 3,5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Bio Senza solfiti aggiunti 2020 Grandi Vigne, Az. Agr. Chiusa Grande Franco D’Eusanio 5,95 € 3,5
Conad Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Sesto Armonico, ICQRF IT-4846-TE per Musiké srl 4,99 € 3,5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2018 Sistina, Citra 4,99 € 3,5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020, Galassi 3,98 € 3,5
Carrefour Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Collezione Bordino, Cantina M.d.M. Casalbordino 3,58 € 3,5
Tigros Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Setanera, Citra Vini 3,39 € 3,5
Famila Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Le vie dell’Uva, Citra vini Soc. Coop. 3,25 € 3,5
Coop Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Rocca Ventosa, Tollo 2,99 € 3,5
Conad Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Terramare, Citra 2,99 € 3,5
Eurospin Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020, Co.Ci. Codice Citra Ortona 1,65 € 3,5
I 3 CESTELLI DELLA SPESA VINIALSUPER (3 / 5)
INSEGNA VINO  PREZZO  CESTELLI
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc Bio Vegan 2020 Natum, Agriverde 5,90 € 3
Esselunga Montepulciano d’Abruzzo Doc 2018 Vignamassima, Camillo Montori 5,10 € 3
Carrefour Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Passo di Lupo, Csv Atessa – Cantine Spinelli 1,99 € 3
Bennet Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Ca’ dei Giusti, Citra Vini Ortona 1,90 € 3
Lidl Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 ChiaraVita, V.E.B. Spa Bardolino – Enoitalia 1,69 € 3
Md Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 De Rio, Ci.Vi Ortona – Citra Vini 1,69 € 3
Aldi Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Safo, Ci.Vi. Contrada Cucullo Ortona – Citra Vini 1,69 € 3
Conad Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Sonetti, Cierrevi – Caviro 2,49 € 3
I PEGGIORI MONTEPULCIANO D’ABRUZZO IN VENDITA AL SUPERMERCATO
INSEGNA VINO  PREZZO  CESTELLI
Il Gigante Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Bordinese, Viticoltori Riuniti – Casal Bordino 4,99 € 2,5
Tigros Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020, Natale Verga 3,99 € 2,5
Il Gigante Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Villa Diana, Casa Vinicola Poletti 3,99 € 2,5
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Millenovecentodieci, G.V.P. Srl Redavalle – Losito & Guarini 3,19 € 2,5
Coop Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Loggia del Sole, Le chiantigiane 3,15 € 2,5
Penny Market Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020, C.C.R.A. Ortona – Citra Vini 1,69 € 2,5
Carrefour Montepulciano d’Abruzzo Biologico Doc 2020 Tralcio Antico, Citra Vini Soc. Coop. 3,49 € 2
Tigros Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Il Gaggio, Na.Ve Natale Verga Cermenate 3,40 € 2
Famila Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Terre Passeri, Cantine Pirovano 2,65 € 2
Iper Grande i Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 Le Rovole, Na.Ve Cermenate 1,99 € 2
Coop Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Le Rubine, Na.Ve. Natale Verga 1,99 € 2
Conad Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 Chichibio, Citra 5,49 € 1,5
Tigros Montepulciano d’Abruzzo Doc 2020 La Cacciatora, C.V.C. Casa Vinicola Caldirola 3,99 € 1,5
Md Montepulciano d’Abruzzo Doc Bio 2020  C.V.P. Srl Imola – Casa Vinicola Poletti 2,49 € 1
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Tempranillo Bio Vegan Igp Vino de la Tierra de Castilla 2016

(4 / 5) Uno di quegli assaggi a cui ti accosti con sospetto, per poi ricrederti. Il Tempranillo Bio Vegan Vino de la Tierra de Castilla, in vendita nei supermercati Penny Market, in fin dei conti convince.

E lo fa nonostante il prezzo irrisorio e quei marchi (“Bio” e “Vegan”) che sembrano messi lì un po’ così: giusto come specchietti per le allodole. Scopriamo cosa racconta il calice di questo vino spagnolo distribuito da Quality Wine Select GmbH.

LA DEGUSTAZIONE
Prima avvertenza: si tratta di un vino con tappo a vite, segno del mercato internazionale di cui gode questa referenza nella galassia di punti vendita Penny Market. Un aspetto, questo, che non inficia assolutamente sulla qualità del vino. Anzi.

Nel calice, questo Tempranillo Bio Vegan si presenta di un rosso rubino luminoso e allettante, poco trasparente. Al naso sentori puliti di piccoli frutti a bacca rossa: fragolina di bosco, lampone, ribes.

Il nettare si rivela nella sua completezza dopo qualche minuto, sfoderando anche altri nuovi sentori che rimandano alla macchia mediterranea. Superati con abbondante sufficienza i primi due esami, ecco la prova del palato.

Il Tempranillo Igp Castilla di Penny Market regala un ingresso morbido, tutto giocato sulla fluidità di un frutto che si conferma più che pulito. C’è corrispondenza assoluta tra naso e bocca.

La nota dominante è quella di fragolina, prima di una chiusura leggermente astringente, non tanto per il tannino, quanto per l’acidità. Un vino più che mai equilibrato quello selezionato da Penny Market per un mercato italiano che, a questi prezzi, in molti casi regala referenze peggiori.

Il Tempranillo Bio Vegan Igp Vino de la Tierra de Castilla 2016 è adatto ad accompagnare la tavola a tutto pasto. Offre il meglio di sé con piatti non troppo elaborati a base di carne, dal ragù dei primi alle bistecche di manzo o bovino.

Prezzo: 1,99 euro
Acquistato presso: Penny Market

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Colli di Luni Doc Vermentino 2016 Etichetta verde, La Colombiera

(4 / 5) E’ “l’etichetta verde”, quella destinata alla Gdo, ovvero ai supermercati. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper finisce oggi il Colli di Luni Doc Vermentino 2016 de La Colombiera di Castelnuovo Magra. Un Vermentino ligure, dunque.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il vino si presenta di un giallo paglierino acceso, luminoso. Al naso fiori freschi e frutta a polpa gialla, con richiami esotici che ricordano l’ananas. Un quadro in cui non mancano gli agrumi.

Al palato, il Vermentino de La Colombera si mostra più morbido di quanto possa far presagire il naso. L’ingresso in bocca, di fatto, è caratterizzato da sentori di frutta piuttosto matura. Percezione alcolica e acidità si fanno largo all’assaggio e lo dominano nel retro olfattivo.

Una beva facile per questo Vermentino ligure, ma tutt’altro che banale. Tutte le componenti risultano in perfetto equilibrio e armonia. Un vino fresco, che fa pensare al mare e all’estate.

Il Vermentino “etichetta verde” de La Colombera si abbina a tutto pasto ed è particolarmente indicato con piatti a base di pesce o carni bianche. Ottimo con il sushi, specie con le portate di crudo di salmone, tonno e tartàre in generale.

LA VINIFICAZIONE
Il Vermentino Doc Colli di Luni La Colombera viene prodotto con uve provenienti principalmente dai vigneti situati nel Comune di Sarzana, secondo Comune per abitanti della provincia di La Spezia.

Le vigne sono allevate a Guyot con una densità di 5 mila ceppi per ettaro, su terreni argillosi dotati di buona esposizione. La vendemmia viene effettuata “rigorosamente a mano e le uve immediatamente lavorate nell’arco della giornata”. La vinificazione della uve Vermentino in purezza avviene unicamente in serbatoi di acciaio inox, a temperatura controllata.

Una storia che affonda le radici negli anni Settanta quella dell’Azienda Agricola La Colombiera. Sul finire del decennio, Francesco Ferro, padre dell’attuale titolare Pieralberto Ferro, acquista una vigna nell’antico territorio di Luni, in Castelnuovo Magra.

Oggi La Colombiera può invece contare su oltre dieci ettari di vigna. L’obiettivo è quello di “rispettare la materia prima, tendendo all’eliminazione di manipolazioni chimiche, sia dei mosti che dei vini ottenuti”.

Prezzo: 7,90 euro
Acquistato presso: Esselunga

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Luca Maroni, punteggi astrali ai vini Schenk di Md Discount: meritati?

Fiano del Salento Igt passito 2016 Galadino. E Croatina Provincia di Pavia Igt 2016 Cantina Clairevue. Cos’hanno in comune questi due vini in vendita negli Md discount? Entrambi si sono aggiudicati 96 dei 99 punti sulla scala di valutazione del noto critico Luca Maroni, autore dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani.

“Galadino” e “Cantina Clairevue”, inoltre, sono due linee del colosso Schenk Italian Wineries di Ora (Bolzano), che figura sulle retro etichette come Casavin. Schenk imbottiglia sia il Fiano sia la Croatina pavese, prodotta tuttavia dal Consorzio Vitivinicolo Piemontese-Lombardo-Veneto, con sede a Pavia.

Come accade sempre più spesso, è su richiesta degli attenti lettori di viniasuper che ci siamo spinti nella degustazione di questi due vini. “Sono stati recensiti bene da Luca Maroni, voi cosa ne pensate?”, ci scriveva Giacomo, il 24 gennaio scorso.

Una domanda che ci inorgoglisce. Consci che, nella giungla del web, sia passato il concetto che i degustatori di vinialsuper non abbiano padroni. Lungi da noi, al contempo, giudicare il giudice.

Ma questo è quello che pensiamo di due etichette, il Fiano e la Croatina, in vendita da Md discount rispettivamente a 4,99 euro e 2,99 euro. Punteggi meritati quelli assegnati da Luca Maroni?

FIANO DEL SALENTO IGT PASSITO 2016, GALADINO
(5 / 5) Giallo dorato limpidissimo, nel calice, questo Fiano del Salento Igt ottenuto da uve leggermente appassite. Al naso l’impronta netta di questa tecnica, che consiste nel raccogliere le uve leggermente in ritardo rispetto alla completa maturazione. Con la conseguente presenza di una maggiore concentrazione zuccherina negli acini.

Dunque frutta esotica (melone giallo e ananas su tutti), ma anche pesca a polpa gialla matura, papaya e banana, uniti a richiami salini e vegetali importanti. Passiamo all’assaggio, insomma, dopo un’analisi olfattiva davvero suadente.

L’ingresso in bocca rispetta le attese: morbido, sulla scia dei sentori di frutta matura avvertiti all’olfatto. Poi, questo Fiano sembra vivere un moto d’orgoglio. Accendendosi di un’acidità calda e regalando, infine, una chiusura dominata da piacevolissime note a metà tra il salmastro e il fruttato maturo di banana.

Bel vino, insomma. Soprattutto nel rapporto qualità prezzo. Se “la qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore, ovvero la sua fruttosità”, assunto da cui prende il via il metodo di valutazione dei vini di Luca Maroni, anche noi di vinialsuper ci troviamo perfettamente in linea con la valutazione di 96/99.

CROATINA PROVINCIA DI PAVIA IGT 2016, CANTINA CLAIREVUE
(2,5 / 5) Rosso carico con riflessi violacei impenetrabili per questa Croatina che, all’esame visivo, mostra una certa consistenza. Al naso, il piatto forte non è certo l’eleganza. Ma da un vitigno ruvido come questo, e per 2,99 euro, si può anche non aspettarsela.

Il punto è che naso e bocca paiono piuttosto corrispondenti. Frutti rossi come amarena e mora vengono sotterrati da richiami di cuoio, tabacco e incenso, pesanti come macigni. L’ossigenazione fa guadagnare qualcosa a questa Croatina, che pare davvero molto chiusa in se stessa.

Interessante, forse, riassaggiarla tra qualche anno. Ma senza troppe velleità, al cospetto di un vino che lascia a desiderare in quanto a “consistenza” del sorso. Ingresso e beva esile, su cui si innesta – peraltro – una vena vagamente zuccherina, pensata forse per alleggerire la beva.

Una vena “bonardizzante”, per usare un neologismo, che certamente apprezza il consumatore medio. Il retro olfattivo è fruttato e presenta una chiusura leggermente speziata, con gli sbuffi di pepe nero tipici del vitigno.

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Sauternes 2011 Grande Réserve, Chateau Haut Monteils

(4,5 / 5) Si avvicina al massimo dei voti – pardon, dei “cestelli della spesa” – il Sauternes 2011 Grande Réserve di Chateau Haut Monteils, passito francese in vendita nei supermercati Carrefour Italia. Già perché “passito”, in Francia, è sinonimo di Sauternes.

Un vino unico, ottenuto grazie a particolari condizioni microclimatiche e all’azione di una muffa “buona”, la Botrytis Cinerea. Dei dettagli parleremo tra poco, quando approfondiremo la tecnica di vinificazione di questa etichetta. Facciamo prima parlare il calice.

LA DEGUSTAZIONE
Un bell’oro sgargiante, limpido, luminoso, colora il vetro che si riempie del Sauternes 2011 Grande Réserve di Chateau Haut Monteils. Al naso è più complesso che intenso. La nota principale è quella della frutta a polpa gialla matura, sotto sciroppo: pesca, albicocca. La vena dolce, mielosa, è quella attesa.

Buona la finezza dei sentori che, man mano, emergono dal calice. Primi fra tutti quelli che portano la mente alla terra bagnata, al muschio e al sottobosco, appena dopo la pioggia. Ma anche alla maggiorana.

Percezioni che “rinfrescano” il naso, in piacevole contrasto con quelle “calde” del miele millefiori e dei frutti maturi. Un corredo, quest’ultimo, reso ancora più ricco dai richiami ai datteri freschi e al burro d’arachidi e di nocciole.

E anche se non manca una certa pungenza, riconducibile a spezie come lo zafferano, sono i ricordi di idrocarburo a rendere ancora più tipico questo Sauternes Grande Reserve 2011. Della componente Sauvignon del blend percepiamo chiaramente il caratteristico “bosso” e il floreale di ginestra.

Al palato, il nettare entra con meno incisività rispetto al previsto. Il calore è contenuto e l’intensità dei sentori (oltre alla loro natura, a metà tra la frutta matura e il balsamico) risulta corrispondente al naso: non certo esplosiva. Nel retro olfattivo, ricordi di camomilla in infusione e richiami erbacei freschi, di angelica.

Un Sauternes garbato, in definitiva, questo Grande Réserve di Chateau Haut Monteils, che di corrispondente ha anche il prezzo, commisurato al suo valore. Pochi euro per un prodotto “d’ingresso” in un mondo infinitamente complesso, soprattutto per i portafogli dei più.

Consigliamo di abbinare questo Sauternes a dei bocconcini di pane e gorgonzola, a formaggi erbonati oppure a dolci come le crostate di frutta, anche se a fine pasto non stanca da solo. Perfetto con foie gras, pollame, carni bianche, pesce in salsa e Roquefort.

LA VINIFICAZIONE
Come tutti i Sauternes, anche il Grande Réserve 2011 è ottenuto da uve Sémillon, Sauvignon e Muscadelle. La tecnica di vinificazione prevede un parziale affinamento delle uve in barrique. Uve che vengono pressate mediante l’utilizzo di una pressa pneumatica. Il succo ottenuto viene raffreddato, al fine di conservare gli aromi e facilitare la sedimentazione, senza l’apporto di solfiti.

Una parte del raccolto viene vinificata in tini di acciaio a temperatura controllata. Un’altra parte affina minimo 24 mesi in vasche di cemento. La terza ed ultima, proveniente dalle vigne migliori, è interamente vinificata in botte.

Ancora più importante sono le condizioni di arrivo delle uve in cantina. La raccolta, fatta esclusivamente a mano, inizia di solito a metà settembre e può concludersi a novembre.

A seconda della stagione sono necessari da 3 a 6 tentativi per selezionare solo le uve migliori, colpite dalla Botrytis Cinerea, la cosiddetta “muffa nobile”.

Giornate soleggiate e notti umide favoriscono il proliferare di questo fungo, che attaccando la buccia contribuisce ad “asciugare” gli acini e a concentrare gli zuccheri. La Botrytis, tuttavia, non si sviluppa in maniera omogenea su tutto il grappolo.

Per questo sono necessari diversi passaggi di raccolta. Alla fine della vendemmia, ogni vite produce da 1 a un massimo di 3 bicchieri di vino. Solo cinque Comuni della zona Sud di Bordeaux possono fregiarsi dell’Aoc: Sauternes, per l’appunto, Fargues-de-Langon, Bommes, Preignac (dove si trova Chateau Haut Monteils) e Barsac.

Prezzo: 12,99 euro
Acquistato presso: Carrefour

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Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 Cambrugiano, Belisario

(5 / 5) Belisario è sinonimo di Matelica, che è sinonimo di Verdicchio. Potremmo andare avanti per ore a cercare analogie linguistiche, prima di arrivare al punto.

Il Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 “Cambrugiano” è uno dei bianchi migliori presenti sugli scaffali dei supermercati italiani. Non solo nel rapporto qualità prezzo.

A produrlo è una cooperativa, Belisario per l’appunto. Ennesima dimostrazione di come si possano fare grandi vini senza essere (necessariamente) “piccoli produttori”. O vignaioli di nicchia.

Trecento ettari vitati e una cantina da 30 mila ettolitri di capienza. I numeri di un business che non poteva non sfociare nella Grande distribuzione organizzata di qualità. Con vini “di stile” e non “di moda”.

LA DEGUSTAZIONE
Il Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 “Cambrugiano” si presenta all’appuntamento col calice vestito di un giallo dorato elegante, con tanto di papillon. Al primo giro di walzer nella gabbia di vetro, il nettare punta le mani sul bordo, nell’estremo tentativo di liberarsi. E ci riesce. Buttando l’anima oltre l’ostacolo.

Inebrianti sentori di frutta matura, pesca gialla, nettarina, una lieve nota d’idrocarburo, che poi lascia spazio a un appiccicoso miele millefiori, su cui sembrano incollarsi pistilli e petali ingialliti di camomilla secca.

All’alba dell’assaggio, inizia la scalata. In bocca, il Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 “Cambrugiano” entra dritto, salato, caldo e intenso. Si stiracchia, sui gradini di un sorso verticale. Poi rallenta, come nella morsa dell’acido lattico. Ecco, corrispondenti all’olfatto, le note di miele e frutta che allentano la morsa delle durezze. Ammorbidendo il sorso.

La scala su cui Cambrugiano ti conduce è lunga, come il retro olfattivo che regala ritorni di note citriche e amaricanti, quasi piccanti. Posi il calice, soddisfatto. Prendi fiato. Il boccone perfetto per accompagnare questo Verdicchio di Matelica Riserva è da ricercare in piatti complessi a base di pesce e carni bianche.

Meglio se particolarmente conditi, per esempio con salse “acide”, a base di pomodoro. Formaggi (pecorino fresco) e salumi come il marchigiano Ciauscolo sono altri ottimi amici di Verdicchio come “Cambrugiano” 2013.

LA VINIFICAZIONE
Si tratta, di fatto, del primo “Verdicchio di Matelica” prodotto nella tipologia “Riserva”. L’anno del battesimo è il 1988 e la tecnica utilizzata, sin da allora, è la criomacerazione, utile alla conservazione degli aromi dell’uva.

I vigneti dai quali si ottiene “Cambrugiano” si trovano in contrada Balzani, a Matelica. Sono stati impiantati nel 1981, a quattrocento metri sul livello del mare, con esposizione sud. La densità d’impianto delle viti di Verdicchio (clone matelicese a grappolo serrato) varia dai 1.666 ai 2600 ceppi per ettaro. Venti gemme per ceppo, le prime 4 delle quali sterili.

L’epoca di vendemmia varia ovviamente in base all’annata, ma la raccolta delle uve avviene tassativamente in cassette da 20 chilogrammi. Le uve, portate nella vicina cantina, a una decina di minuti dai vigneti, vengono oggi vinificate in parziale criomacerazione a 0 gradi, per 18 ore.

Per la fermentazione viene utilizzato il lievito Saccharomiyces bayanus, una tipologia molto resistente alle concentrazioni alcoliche, tanto agli stress termici. La fermentazione avviene poi alla temperatura di 16 gradi, per 25 giorni, in serbatoi di acciaio inox da 300 ettolitri, termocondizionati.

Due le epoche di maturazione. Per l’80%, il Verdicchio di Matelica Docg Riserva “Cambrugiano” matura per 12 mesi in serbatoi acciaio inox. Per il restante 20%, sempre per 12 mesi, in barrique da 225 litri. L’imbottigliamento avviene dopo 13 mesi di maturazione complessiva, senza chiarifiche. La produzione, ad oggi, si assesta sulle 50 mila bottiglie complessive di “Cambrugiano”.

Prezzo: 13,50 euro
Acquistato presso: Tigros

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Prosecco Doc Treviso bio Le Gerette, Grandi Vigne

(5 / 5) E’ l’Azienda agricola Giol di San Polo di Piave (TV) a produrre il Prosecco Doc Treviso Extra Dry “Le Gerette”, vino biologico della linea Iper “Grandi Vigne“.

Senza dubbio uno dei migliori Charmat in circolazione per fascia prezzo, nell’intero panorama della grande distribuzione.

Un vino che avrebbe certamente dato filo da torcere ad almeno due dei tre Prosecco finiti sul podio della nostra degustazione alla cieca di “bollicine” venete.

LA DEGUSTAZIONE
“il vino dovrebbe essere un alimento: pura spremuta d’uva biologica fatta fermentare nel modo più povero possibile”, si legge sul sito di Giol. Non ci sono parole migliori per descrivere quanto il Prosecco “Le Gerette” Grandi Vigne riesca ad esprimere nel calice.

Giallo paglierino, lievi sfumature dorate che brillano mentre la spuma si dissolve. Al naso una marcia in più rispetto a tanti altri vini della stessa denominazione. Alle tipiche note di frutta a polpa bianca e fiori freschi (una pera fine e un’armoniosa acacia) fanno eco dolci richiami al miele, sempre d’acacia, ma anche ad erbe come la salvia. Poi scorza d’arancia e un lievissimo sentore di pepe bianco, appena percettibile.

Un olfatto molto intrigante, insolito per un vino considerato (spesso a buona ragione) come “entry level”. La bocca non delude. Anzi. Il Prosecco “Le Gerette” Grandi Vigne entra dritto, ancor più tipico che al naso. Si ammorbidisce al centro del sorso, quando frutta e miele la fanno da padrona. Dura un momento: ecco dunque ritorni freschi erbacei, di mentuccia e salvia. Il tutto, prima di una chiusura giustamente sapida, che non fa altro che invogliare al nuovo assaggio.

Con cosa abbinare questo Prosecco? Col rispetto, innanzitutto. Il rispetto per chi sa proporre “vini comuni ma diversi”, anche nella Grande distribuzione. Lo ha fatto Iper. E lo fa certamente l’azienda agricola Giol, che visiteremo nel 2018, per un resoconto globale della produzione di vini senza solfiti aggiunti, biologici e vegani.

In cucina, questo sparkling è perfetto a tutto pasto, come aperitivo. Ma può accompagnare più che dignitosamente piatti di pesce non troppo elaborati, dall’orata o il branzino al sale alle fritture. Non disdegna neppure carni leggere, bianche.

LA VINIFICAZIONE
La vinificazione del Prosecco Doc Treviso “Le Gerette” della linea Iper “Grandi Vigne” avviene in maniera tradizionale per la tipologia. Ovvero con il metodo Charmat, che prevede la rifermentazione delle uve Glera in ampi recipienti di acciaio, le autoclavi.

Un processo di spumantizzazione curato in conto terzi dall’azienda agricola Vigna Samuel di Sperandio Flavio, a San Vendemiano, sempre in provincia di Treviso. Azienda che, sull’etichetta del Prosecco bio Grandi Vigne, è indicata con il riferimento ICRF TV 7682 IT.

Prezzo: 7,75 euro
Acquistato presso: Iper, la grande I

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L’Amarone del Black Friday Auchan? Era Primitivo. Indagate 5 persone

VERONA – Una vera e propria associazione per delinquere, finalizzata alla contraffazione e alla distribuzione di vino tarocco, con base in Veneto. E’ quanto è emerso in svariati mesi di pedinamenti e intercettazioni da parte del Corpo Forestale dello Stato prima e dei Carabinieri poi, a carico di un gruppo di persone legate a vario titolo a un produttore del settore, Emilio Bixio.

Le indagini, avviate lo scorso anno in seguito al sequestro di ingenti quantitativi di Amarone della Valpolicella 2008 “Argento” – in vendita al prezzo shock di 8,49 euro in occasione del Black Friday 2016 di Auchan – hanno portato il pm Maria Beatrice Zanotti della Procura della Repubblica di Verona a emettere cinque rinvii a giudizio. Indagini che risultano ad oggi chiuse, senza che i dettagli fossero diffusi alla stampa da parte della magistratura. Perché? Saranno – forse – le stesse autorità a chiarirlo dopo l’uscita di questo articolo.

I DETTAGLI
Secondo informazioni confidenziali raccolte da vinialsuper, il vino contraffatto veniva imbottigliato in un magazzino adiacente alla cantina Mondello Wines, operante nel Comune di San Bonifacio, in provincia di Verona. Al momento della perquisizione dello stabilimento, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato diversi bancali dell’Amarone finito sugli scaffali Auchan.

Grazie alla brillante intuizione di un militare, è stato perquisito anche un magazzino distante 30 metri dalla Mondello Wines. E’ stata così scoperta una vera e propria cantina abusiva, dove veniva imbottigliato il vino contraffatto.

Vengono esclusi problemi sanitari per l’intera partita di Amarone posta sotto sequestro. Ma dalle analisi di laboratorio è emerso che non si trattava del vino indicato in etichetta, bensì di un blend tra Primitivo di Puglia e Montepulciano. A confermarlo, oltre 30 campioni del vino sequestrato in occasione del Black Friday 2016.

Lo scorso anno, vinialsuper aveva intervistato la famiglia Bixio, che escludeva qualsiasi interessamento nella vicenda. Eppure, l’etichetta dell’Amarone “Argento” 2008 rimandava proprio a una società legata a Emilio Bixio: la Vini Scic di via Corte Fornari 36, sempre a San Bonifacio.

Società che risulta chiusa, presumibilmente per bancarotta, sostituita poi dalla Mondello Wines. Risulterebbe di fatto tra i rinviati a giudizio anche Davide Camarda, legale rappresentante della Mondello.

Auchan si è sempre dichiarata estranea alle vicende che hanno portato l’Amarone contraffatto sugli scaffali di diversi punti vendita, in particolare in Veneto e in Friuli. Il vino “Argento” sarebbe stato proposto al buyer della catena francese da un personaggio legato a Emilio Bixio, operante nella zona di Genova.

Qui gli sviluppi: https://wp.me/p7zTxF-3zS

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Trentino Doc Nosiola 2016 Storie di Vite, La Vis

(3,5 / 5) Torniamo in Trentino con questa recensione: nel calice di vinalsuper la Nosiola di cantina La Vis, prodotta dall’omonimo ed unico vitigno autoctono a bacca bianca della regione. La vendemmia in degustazione è la 2016.

LA DEGUSTAZIONE
La Trentino Doc Nosiola “Storie di vite” si presenta alla vista di un giallo paglierino tenue e brillante con sfumature verdi.

Il profilo olfattivo è delicato, ma al contempo fine ed elegante. Avvicinando il naso al bicchiere si percepiscono sentori fruttati di pesca e mela verde, scorza d’arancia e limone e lievi sfumature di nocciola.

Al palato è un vino secco e piacevole che si distingue in freschezza. Nonostante un leggero sbilanciamento verso le durezze dato dalla spiccata acidità concede una beva facile e soddisfacente.

Ideale come aperitivo, il Trentino Doc Nosiola si sposa perfettamente anche a primi delicati, formaggi freschi o grigliate a base di pesce d’acqua dolce.

LA VINIFICAZIONE
Storie di vite è prodotto nella Valle di Cembra da uve Nosiola 100% da vigneti  esposti a sud-ovest a 400 m sul livello del mare. La composizione del terreno è sia di natura siltosa, mediamente profondo e fertile, sia di natura porfirica, poco profondo.

I vigneti sono allevati a pergola semplice trentina, con densità di impianto di 4.500 ceppi/ha. Le uve sono raccolte manualmente nella prima decade di ottobre, successivamente sottoposte a pressatura soffice in atmosfera inerte, decantazione statica dei mosti, fermentazione a temperatura controllata (18°C) in serbatoi d’acciaio inox, affinamento sulle lisi per 5/6 mesi circa, prima dell’imbottigliamento.

La cooperativa vinicola di La Vis nasce nel 1850: inizialmente di proprietà della famiglia Cembran, negli anni si fonde con la cooperativa altoatesina di Salorno che il marchio Durer-Weg ancora rappresenta. Nel 2001 acquista anche la casa spumantistica trentina Cesarini Sforza. Il nome La Vis trae origine dal torrente Avisio, dal latino Vis, sinonimo di forza, situato nella Valle di Cembra in Trentino.

Prezzo: 5,29 euro
Acquistato presso: Interspar

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Terre di Chieti Igp Cococciola 2016 Niro, Citra Vini

(5 / 5) L’Abruzzo del vino deve il suo successo, specie negli ultimi anni, al Pecorino (oltre al classico Montepulciano). Ma sul mercato si fa largo un vitigno autoctono abruzzese a bacca bianca: la Cococciola. E’ Auchan a portarlo alla ribalta sui propri scaffali. Obiettivo centrato non solo nello straordinario rapporto qualità prezzo.

La valorizzazione dei vitigni autoctoni da parte delle insegne di supermercati è un aspetto che troppi buyer ancora sottovalutano. Giù il cappello per il coraggio dimostrato dalla catena francese del gruppo Adeo. Ennesima riprova delle positive ricadute di una “buona Gdo” sul tessuto vitivinicolo.

LA DEGUSTAZIONE
Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper finisce così la Cococciola 2016 “Niro” di Citra Vini, consorzio di 9 cantine sociali che ha come obiettivo quello di “selezionare, controllare e valorizzare la migliore produzione enologica della provincia di Chieti”.

Nel calice, il vino si presenta di un giallo paglierino limpido dai riflessi dorati. Al naso, la Cococciola parla una lingua esotica, capace di scaldare il cuore: una spremuta d’agrumi, papaya e pesche. Un olfatto ammiccante, reso più serioso da evidenti note minerali e da interessanti richiami di foglia di pomodoro secca.

L’ingresso in bocca di “Niro” è morbido e fa pensare a quel 13% d’alcol in volume indicato in etichetta. Una percezione che limita a tradursi in seta per il palato, carezzevole, tutt’altro che stordente. Poi arriva il pizzicotto dell’acidità e della sapidità. Durezze perfettamente equilibrate in un sorso che si fa sempre più interessante.

Non stiamo certo parlando di un vino particolarmente “complesso” in termini d’aromi. Quel che colpisce è la sua evoluzione fatta di gradini netti e ben definiti, come l’incedere dei capitoli di un libro che svela piccoli segreti, prima della verità finale. Frutta e i richiami floreali freschi. Poi l’acidità. Quindi la sapidità.

Prima della scritta “the end”, la Cococciola 2016 di Citra Vini regala una lunga chiusura su note piacevolmente fresche e agrumate, capaci di chiamare il sorso successivo e di accompagnare il piatto in maniera quasi spasmodica.

Accompagnamento perfetto, quest’autoctono Igp Terre di Chieti, per piatti a base di mare: dalle insalate ai crudi, passando per i crostacei. Da provare con il sushi. Un’etichetta che non disdegna neppure la carne bianca. Purché si badi a una temperatura di servizio tra i 10 e i 12 gradi.

LA VINIFICAZIONE
Di Cococciola, in Abruzzo, non ce n’è molta. Che la si chiami così, oppure “Cacciola” o “Cacciuola”, si parla di poco meno di 500 ettari. Citra Vini seleziona i grappoli e li raccoglie a mano. La tecnica di vinificazione di “Niro” prevede una pressatura soffice degli acini. Il mosto viene lasciato decantare diverse ore, prima della fermentazione a temperatura controllata.

Operativa dal 1973 in Contrada Cacullo a Ortona, in provincia di Chieti, Citra Vini si pone come “punto di riferimento” in un’area in cui la viticoltura è il pane quotidiano per molte famiglie. Non a caso, Chieti è la seconda provincia italiana (la prima in Abruzzo) per quantità di uva raccolta di vendemmia in vendemmia.

Prezzo: 5,13 euro
Acquistato presso: Auchan

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Montepulciano d’Abruzzo Dop 2016 La Farfalla, Cantina Tollo

(3,5 / 5) Un classico abruzzese dal nome accattivante, sugli scaffali di Simply Market. E’ il Montepulciano Dop “La farfalla” di Cantina Tollo. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper, la vendemmia 2016.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il vino appare di un colore rosso rubino acceso e brillante. Al naso il bouquet è ampio e complesso, si percepiscono sentori fruttati di marasca e ribes. Non mancano le note speziate, di pepe nero. Al palato, il Montepulciano Dop 2016 di Cantina Tollo si percepisce secco, caldo, morbido, di buona acidità che conferisce freschezza, sapido e piuttosto tannico.

Siamo dunque di fronte a un vino giovane, con ampi margini di miglioramento nel tempo, in bottiglia. Attualmente, questo rosso abruzzese appare piuttosto sbilanciato sulle durezze, che prevalgono soprattutto per la percezione dei tannini.

Un vino che potrebbe regalare sensazioni amplificate lasciandolo a riposo un paio d’anni. “La farfalla” è abbinabile con antipasti a base di salumi e affettati, primi piatti saporiti, secondi di carne, formaggi freschi e semi stagionati.

LA VINIFICAZIONE
Uve Montepulciano in purezza, raccolte nella prima settimana di ottobre. I vigneti di Cantina Tollo hanno un’età compresa tra i 15 e i 20 anni, allevati a tendone con esposizione sud-est, in terreni argillosi-limosi, ubicati nel comuni di Tollo e Giuliano Teatino, a un’altezza di 150 metri sul livello del mare.

Le uve vengono pressate a contatto con le bucce, a temperatura controllata, per 6-8 giorni. Dopo la fermentazione viene effettuata una parziale malolattica. Le Farfalle affina quindi per 6 mesi in serbatoio di acciaio inox, prima dell’imbottigliamento.

Cantina Tollo opera nell’omonima contrada della provincia teatina (Chieti). I vigneti si estendono su una superficie di oltre 3 mila ettari, dalle colline del litorale fino alle pendici dei monti, in un clima tipicamente mediterraneo, temperato, con escursioni termiche notevoli. La produzione è concentrata esclusivamente sui vitigni tipici e autoctoni del territorio, coltivati tradizionalmente a pergola.

Prezzo: 3,99 euro
Acquistato presso: Simply Market

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Rosso Piceno Superiore Doc 2014 Brecciarolo, Velenosi

(4 / 5) Un perfetto incontro tra “vicini di casa” quello tra il Montepulciano e il Sangiovese, protagonisti del blend del Rosso Piceno Superiore Doc Brecciarolo di Velenosi, annata 2014.

La Doc che a breve festeggerà i 50 anni dal riconoscimento, nella versione Superiore si produce solo in una ristretta area identificata ad alta vocazione vinicola, zona di straordinaria bellezza paesaggistica.

LA DEGUSTAZIONE
Rosso rubino leggermente tendente al granato, il Rosso Piceno Superiore Doc 2014 Brecciarolo di Velenosi si presenta ampio e intenso avvicinando il naso al bicchiere.

Il Montepulciano si esprime nettamente con la marasca e la liquirizia, così come si fa vivo il Sangiovese con intense nuances di ciliegia e prugna, ma anche con i  tipici profumi di violetta. I sentori terziari sono altrettanto importanti e così, tra la speziatura di vaniglia (prevalente) si fanno strada anche cannella e pizzichi di noce moscata.

Una ricchezza olfattiva che si rispecchia al palato una volta degustato: il sorso è pieno, caldo, impegnativo, ma  carezzevole.  L’acidità ben si sposa alle morbidezze e la trama tannica è addolcita dal passaggio in legno,  binomio che rende il Brecciarolo equilbrato ed elegante.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Montepulciano per il 70% e con Sangiovese per il restante 30%. I vitigni sono dislocati tra i comuni di Offida e Ascoli Piceno, ad un’altezza di 200-300 mt s.l.m. su terreni prevalentemente argillosi e tendenzialmente calcarei. Il sistema di allevamento adottato è il Guyot con densità di impanto di 5.000 ceppi per ettaro, rese per ettaro di 110 q.li di uva circa.

La vendemmia è effettuata a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio di metà ottobre. Realizzata attraverso piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. Dopo la diraspatura, le uve vengono convogliate in fermentini in acciaio da 200 Hl, muniti di un sistema per rimontaggi con controllo della temperatura. La macerazione sulle bucce dura circa venti giorni.

Dopo la fermentazione, il vino viene messo in barriques di secondo passaggio, dove l’anno precedente sono stati i vini destinati alla produzione del Roggio (Rosso Piceno Superiore) e Ludi (Offida Docg prodotto con Montepulciano 85 %, Cabernet Souvignon / Merlot 15%).

Velenosi Vini è una delle cantine più famose ed affermate della regione Marche, Nata nel 1984 due anni prima della  prima vendemmia imbottigliata del Rosso Piceno Superiore Doc Brecciarolo (1986). Attualmente tra vigneti di proprietà ed in affitto dispone di circa duecento ettari.

Prezzo: 9,90 euro
Acquistato presso: Esselunga

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Chianti Docg 2015, Piandaccoli

(4,5 / 5) Il Chianti Docg 2015 dell’Azienda Agricola Piandaccoli entra di diritto tra i portabandiera della Toscana al supermercato.

Sempre più difficile trovare “toscani” di qualità, senza spendere una fortuna. Questo rosso si inserisce nel solco. Coniugando qualità e prezzo in maniera esemplare.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Chianti Docg 2015 di Piandaccoli si presenta di un rosso rubino poco trasparente. Un colore che ne sintetizza l’essenza profonda, fatta di un’eleganza tutt’altro che ostentata. Anzi, da scoprire pian piano: come quella delle donne che non amano concedersi al primo “sorso”.

Al naso, le prime olfazioni rimandano dritto al Sangiovese e alle sue note, tipiche, di viola mammola. Poi prendono la scena i frutti di bosco, su un sottofondo a metà tra il vinoso e la soluzione salina: amarena, more, mirtilli, ciliegie.

Timidi quelli che potrebbero sembrare i “terziari” (ma questo Chianti non fa legno), coperti dalla frutta: una spruzzata di zafferano, leggera, e una nuvola di fumo dolce, quando il nettare si è ormai ben ossigenato nel calice. Assieme a richiami di macchia mediterranea, che ricordano l’alloro.

Nel frattempo lo hai già assaggiato, almeno un paio di volte. Ingresso nuovamente a metà tra il fruttato e il minerale “salato” per il Chianti 2015 di Piandaccoli. Bella pienezza offerta dalle note di frutti di bosco, a braccetto con la percezione alcolica (13%). La sensazione è quella della frutta sotto spirito. Eterea, anche se si tratta di un vino – tutto sommato – giovane.

Il tannino è morbido, ben arrotondato e levigato. Mostra ancora qualche riflesso adolescenziale in chiusura, in un retro olfattivo sufficientemente persistente, dominato dalla frutta.

Un Chianti, il Piandaccoli 2015, criticabile solo per la mancanza di una spalla acida degna del resto dei descrittori. Un vino, dunque, pensato per un consumo precoce, piuttosto che per l’affinamento. Ad oggi, il perfetto accompagnamento per piatti a base di carne rossa, nonché di primi al ragù.

LA VINIFICAZIONE
Il Sangiovese coltivato nelle tenute Piandaccoli si caratterizzano per grappoli di grandezza media-grossa con una o due ali, acini sub rotondi, quasi ellissoidali, e buccia pruinosa e sottile, dal peso medio di 300 grammi.

La vendemmia avviene manualmente, sulla base di un’accurata scelta dei grappoli. L’obiettivo è quello di portare in cantina “solo frutti perfettamente sani e maturi”. Le uve raccolte vengono poste in cassette da 13-14 kg ciascuna, per evitare l’avvio di indesiderate fermentazioni. Le caste vengono poi collocate in un camion frigo.

Un accorgimento necessario, dal momento che la cantina è distante circa 20 chilometri dalle vigne Piandaccoli. Una volta giunti nella struttura, i grappoli vengono sottoposti a un’ulteriore scrupolosa diraspatura, durante la quale vengono eliminati eventuali acini difettati.

La cantina in cui avviene la vinificazione è dotata delle più avanzante tecnologie. Il Chianti Docg di Piandaccoli matura generalmente in solo acciaio per 12 mesi, a cui fa seguito un affinamento in bottiglia di 3-4 mesi.

Prezzo: 9,39 euro
Acquistato presso: Il Gigante

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Vini al supermercato

Roero Arneis Docg 2015, Enrico Serafino

(4 / 5) Non tutti gli studiosi sono d’accordo sull’origine della parola Arneis. C’è chi la fa risalire a Renexij, antico nome della località Renesio di Canale. Chi alla parola dialettale piemontese arneis (“indumento”, “veste”).

In seguito arneis ha assunto anche il significato di arnese, attrezzo, e da arneis derivano anche espressioni come mal an arneis, “male in arnese”, ovvero “mal vestito”, “mal equipaggiato”.

LA DEGUSTAZIONE
L’Arneis di Enrico Serafino è di un bel giallo paglierino con riflessi verdolini, cristallino, vivo. Il naso è semplice, fruttato e floreale avvolto in una nota agrumata, delicato e fine. Se i profumi mancano di un po’ di intensità, la stessa cosa non si può dire del sapore. In bocca entra deciso, caldo, morbido, succoso e di buon corpo.

Si consiglia di berlo a una temperatura non superiore agli 8-10 gradi, per smorzare la nota alcolica leggermente sopra le righe. Nel complesso è un vino semplice ma assolutamente godibile, che potrebbe accompagnare molto bene dei ravioli di magro conditi con burro e salvia.

LA VINIFICAZIONE
Dopo la spremitura soffice delle uve (100% arneis), la fermentazione avviene in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata. Anche l’affinamento avviene esclusivamente in vasche d’acciaio. I vini della cantina Enrico Serafino, nata nel lontano 1878, sono divisi tra “Cantina Maestra”, “Vini classici” e spumanti.

Caratteristica che accomuna tutti i vini classici, di cui fa parte questo Arneis, è la bottiglia dalla forma inusuale, via di mezzo tra la classica albesia delle Langhe, e l’anfora di Provenza. Un tocco in più di originalità sulla tavola.

Prezzo: 9,80 euro
Acquistato presso: Esselunga

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news visite in cantina

Boccadigabbia: viaggio sul “pianeta” di Elvidio Alessandri

Ci sono diversi modi per approcciare i vini e le cantine. Fiere, guide, degustazioni, blog o siti specializzati fra cui ovviamente vinialsuper, passaparola, supermercati, enoteche.

Stavolta il contatto passa da un regalo. Una bottiglia  “sconosciuta’’ acquistata in Gdo omaggiata in un cesto di benvenuto nelle Marche: Ribona Le Grane annata 2015, dell’azienda agricola Boccadigabbia.

L’idea iniziale è di recensirla nella categoria Recensioni Supermercato del sito. Contattiamo la cantina per avere informazioni sul vino, sulla vinificazione, sulla distribuzione.

Pochi giorni dopo, Elvidio Alessandri, istrionico titolare di Boccadigabbia, telefona incuriosito e ci invita direttamente in cantina per spiegarci la sua Ribona (e non solo).

Lo raggiungiamo nella sua tenuta. Siamo a Civitanova Marche, in contrada Castelletta di Fontespina, a poche centinaia di metri dal mare. Elvidio ci attende e ci apre le porte della cantina invasa dai gas di fermentazione. “Non sto a spiegarvi come funziona perché sicuramente lo sapete”, esordisce mostrando subito il suo piglio pragmatico.

Un rapido giro alla bottaia, anche per prendere un po’ di fresco. Il soffitto è tutto in rame. Elvidio ci confessa di averlo scelto come materiale per la sua bellezza. Pragmatico ed esteta. Ci piace.

LA STORIA DI BOCCADIGABBIA
Di proprietà di un discendente di Napoleone Bonaparte, Boccadigabbia è stata acquistata dal padre di Elvidio nel 1956.  Per i primi anni di attività, espiantati tutti i vitigni internazionali, l’azienda si dedica a produzioni massive di uva destinata a vini da tavola, con rese per ettaro che, a detta di Elvidio, oggi non fanno la sommatoria delle rese di tutti i singoli vini.

Negli anni Ottanta lo scettro passa di padre in figlio. Elvidio decide di reimpiantare i vitigni francesi coltivati nel passato come Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Chardonnay, oltre a vitigni locali. Negli anni novanta arrivano le prime grandi soddisfazioni.

Akronte, Cabernet Sauvignon in purezza in gamma ancora oggi, tra il 1992 e il 1998 guadagna ben sei volte gli ambiti Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Le vendite decollano all’estero, dove i vini di Boccadigabbia sono presenti nei menù di grandi nomi della ristorazione newyorkese. Nel 1996 la famiglia Alessandri acquista anche la Tenuta Villamagna Floriani, vicino a Macerata, dove oggi si coltivano Montepulciano, Sangiovese e Ribona.

Un ciclo di anni positivi cui segue un capitolo discendente, per vari motivi. Un mercato dei vini “drogato” dai premi e dalle guide. A farne le spese anche aziende che, pensando di essere “arrivate” si sovraespongono in termini di investimenti.

“Del vino – continua Elvidio – si è cominciato a parlare troppo e questo è stato un fattore determinante: l’inizio della fine”. Ma nei primi anni Duemila il mercato proiettato su vini rossi strutturati, pane quotidiano di Boccadigabbia, vira improvvisamente.

“Facevo un Chardonnay barricato, il Lamperti. Allora ti picchiavano se dicevi che facevi il vino in barrique: io non bevo il vino del falegname, dicevano’’.

“C’è stato un calo clamoroso dei vini barricati, però il mio enologo Emiliano Falsini, l’anno scorso mi ha proposto di rifarlo. E così abbiamo fatto”. In legno sta tre o quattro mesi, fa tutta la fermentazione e poi rimane ad affinare per un po’ di tempo, senza assorbire troppo il sentore di legno grazie alle barrique nuove piegate a bagno in acqua calda”.

La fase calante di Boccadigabbia passa tra le nuove tendenze dei consumi e i meccanismi del nascente ‘”sistema vino”. “Ho fatto un passo indietro quando ho visto che cominciavano ad arrivare i falchi. Non mi è piaciuto più. Non ho seguito più la produzione, non avevo più un pr, non andavo più alle degustazioni. Era diventato un giro un po’ particolare. Tra il 2000 e il 2010 sono cresciute le guide, gli eno-giornalisti di tutti i tipi, ti chiedevano, ti promettevano, non si capiva…e allora mi sono scansato da una parte”, racconta Elvidio con amarezza.

Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry, per ogni fine c’è un nuovo inizio. Elvidio è il pilota e il Piccolo Principe al tempo stesso. La rosa da curare è Boccadigabbia. Elvidio capisce che inizia la riscoperta dei vitigni autoctoni. E lui i vitigni autoctoni li alleva. E’ l’incipit di un nuovo capitolo, scritto anche grazie all’ingresso di Lorenzo, suo figlio, e di nuovi preziosi collaboratori. Da qualche tempo è cominciata una nuova era.

LA DEGUSTAZIONE
Partiamo naturalmente dalla Ribona, il vino del “risorgimento” di Boccadigabbia. Precursore del Verdicchio, qualcuno la definisce la sorella maggiore. In passato veniva chiamata Verdicchio marino. Le Grane 2015, ha ricevuto i 91 punti da Ian D’Agata e le “5 Star Vinitaly”. Sul tavolo del salone degustazione però ce ne sono due diverse, entrambe annata 2016: Ribona dei Colli Maceratesi e Le Grane 2016.

 

 

 

 

 

 

La Ribona Colli Maceratesi Doc è una Ribona tout court,  vinificata in acciaio con un po’ di macerazione a freddo fatta inizialmente col ghiaccio. La Ribona Le Grane, invece, proviene da uve selezionate sottoposte a  doppia fermentazione per aggiungere corpo a un vitigno che non dà molta consistenza.

“Idea nata da un dialogo con un contadino, tra il 2006 ed il 2007”, spiega Elvidio Alessandri. Gli acini diraspari, leggermente surmaturi, vengono aggiunti al mosto per far rifermentare il vino. Al naso entrambi i vini hanno sentori vegetali come il Sauvignon. La salvia, su tutti. Al palato sono estremamente minerali, freschi e con una sapidità marcata. Degustati in sequenza, la differenza di corpo non è così netta.

A Elvidio Alessandri, uomo di cultura sopraffina, il bouquet della Ribona ricorda un profumo degli anni 70, di Paco Rabanne. Un profumo da donna, incredibilmente elegante, che in giro non si sente più. “Ma io lo riconoscerei tra mille”, ammette.

Il secondo assaggio è il Rosso Piceno Docbestseller a livello internazionale. Un blend di Montepulciano e Sangiovese in proporzione 60-40, la cui caratteristica è una fermentazione un po’ più corta, per via della delicatezza del Montepulciano che è un po’ greve.

Il Rosso Piceno Doc Boccadigabbia riposa per circa 14 mesi in barrique usate per Merlot, Sangiovese e Cabernet. Qualcuno lo chiama “il vino del furgoncino”, per la raffigurazione in etichetta. Il mezzo esiste, è di proprietà dell’azienda e orgoglio di Elvidio.

Immatricolato nel 1939, Pupi Avati lo ha voluto nel suo film del 2011 Il cuore grande delle ragazze”, insieme ad Elvidio che ha fatto la comparsa. Rosso rubino scurissimo, al naso le note di mora e ribes si mescolano a vaniglia e accenni di cuoio e tabacco. Al palato il tannino è graffiante, ma integrato da una buona acidità altrettanto presente. Un Rosso Piceno di grande personalità.

L’ultimo assaggio non può che essere l’Akronte. Un peccato non averlo aperto in tempo per dargli modo di esprimersi in tutta la sua complessità. Ma siamo fortunati: Elvidio è una persona loquace, ma anche un ottimo ascoltatore e la conversazione diventa variegata tra i suoi tantissimi aneddoti da raccontare e la sua curiosità.

L’annata è la 2012. Si tratta di un 100% Cabernet Sauvignon con un naso davvero potente. Un vino di una finezza ed eleganza memorabili. Inizialmente è un po’ chiuso, poi col passare del tempo, tra lo scorrere della parole, fiorisce e prende vita.

Le note vegetali iniziali danno spazio a intense note di frutta matura, vaniglia, chiodi di garofano e rabarbaro. Il palato è altrettanto possente: il tannino è molto presente, ma non spigoloso. Un gran vino, una sorpresa nelle Marche. Poesia pura.

Il RAPPORTO CON LA GRANDE DISTRIBUZIONE
Boccadigabbia produce 100-150 mila bottiglie all’anno, che vengono convogliate (con la medesima etichetta) sugli scaffali dei supermercati (Do-Gdo) e nella ristorazione (Horeca).

“Abbiamo una gamma abbastanza diversificata – spiega Elvidio Alessandri – perché come tutte le aziende piccole facciamo un sacco di vini, un po’ per divertimento, un po’ perché bisogna fare vedere cosa sappiamo fare anche su certi prodotti che internazionalmente ti qualificano. Ad esempio, trent’anni fa ho cominciato a produrre il Cabernet Sauvignon. All’estero nessuno conosceva il Rosso Piceno e dovevo far vedere cosa sapevo fare’”. Il Rosso Piceno di Boccadigabbia oggi è invece un bestseller, sia nella grande distribuzione marchigiana che all’estero: negli Stati Uniti, in Giappone, nel Nord Europa.

Distribuire i propri vini (anche) al supermercato ha creato “qualche difficoltà”, ma Elvidio è “favorevole a questo canale”. Ma gli affari non vanno benissimo. “La Gdo si è un po’ fermata, non si capisce perché, forse per via delle vendite online, ma fino un paio di anni fa era il canale distributivo migliore, ricompravano sempre. E poi hanno una grande caratteristica: pagano! A differenza della ristorazione. Anche se lavori con i grossisti – confessa – loro non riescono a prendere i soldi e devi dargli respiro”.

Le Marche sono una regione emergente nel panorama del vino. Come mai le vendite hanno una battuta di arresto? “E’ vero – replica il produttore – ma oggi è conosciuto il Verdicchio e se non hai il Verdicchio è meglio che non ti presenti. Qui siamo in una zona in cui il Verdicchio non c’è. Qui abbiamo la Ribona”.

IL PALCOSCENICO DEL VINO
Sulla tavola di Elvidio i protagonisti sono i suoi vini, ma anche quelli piemontesi, per evidenti ragioni di eleganza e finezza. Tra i suoi preferiti il Barolo Bussia 90 Riserva di Giacomo Fenocchio. Di Toscana beve poco, nonostante il suo enologo sia toscano e il fatto che si tratti di una regione storicamente piena di contadini marchigiani. Elvidio Alessandri beve anche spumanti. “Di bollicine bevo solo Champagne, al massimo Franciacorta. Posso dirlo che io non sopporto il Prosecco?”.

Elvidio va a ruota libera. “Sta diventando sinonimo di spumante – denuncia – addirittura al matrimonio di mia figlia, per il quale avevo previsto un Franciacorta importante, c’era un cameriere che andava in giro a chiedere ‘Chi vuole un prosecco?'”. Un duro colpo al suo cuore assimilare il Prosecco al Franciacorta. “Il vino italiano si sta identificando con il prosecco. Magari ti offrono una Passerina spumante dicendo ‘vuole un po’ di Prosecco?”. Abbiamo trovato casualmente un sostenitore della nostra campagna #nonsoloprosecco.

Dal Prosecco primo attore ai vini macerati, altrettanto interpreti principali degli ultimi anni, il passo è breve. Il punto di vista di Elvidio è chiarissimo. “E’ un fenomeno che passerà, ne ho visti tanti…”.

PROGETTI PER IL FUTURO
Elvidio sta scrivendo un libro. Lo vuole intitolare “Memorie di un vignaiolo pentito”. Ci stupisce l’uso di questo aggettivo, proprio oggi che il mestiere del vignaiolo sta subendo una rivalutazione.

Il pentimento si riferisce non a un mutamento di opinione rispetto alla sua scelta professionale (al di là degli studi classici prima di avvicendarsi al padre) quanto a una sorta di autocondanna morale: per aver fatto parte di un sistema, un girone dell’inferno che oggi non gli appartiene più.

“Quello delle guide, dei premi, dei peana del vino”. Oggi Elvidio è guarito e il vino lo fa soprattutto per divertirsi. Non si sa se e quando sarà pubblicato il libro. Lo scrive a pezzi. Poi forse lo metterà insieme.

Il “Piccolo Principe” di Boccadigabbia ha troppe avventure cui dedicarsi. Prima di salutare gli chiediamo una foto. Si vergogna, è timido. ”Prendete quella del mio profilo Facebook tratta dal film, lì sono meglio”, ci saluta sorridente.

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Vini al supermercato

Sangiovese Romagna Doc 2014 Iove, Umberto Cesari

(3,5 / 5) Tre parole: colline fertili, lavoro e passione. Da qui nascono i vini di Umberto Cesari, una sfida iniziata negli anni Sessanta con venti ettari di vigneto nei terreni collinari al confine tra l’Emilia e la Romagna.

Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper finisce oggi il Sangiovese Doc di Cesari, vendemmia 2014, in vendita nei supermercati Interspar.

LA DEGUSTAZIONE
Il vino si presenta limpido, color rubino vivace, consistente nel calice. Al naso si percepisce intenso e piuttosto complesso, bouquet fruttato e floreale con frutti maturi di ciliegia e frutti di bosco e fiori come la violetta, sentori di marmellata e marasca e spezie tostate come tabacco e caffè.

In bocca, il Sangiovese Iove di Umberto Cesari è caldo, morbido, pieno ed elegante, abbastanza fresco, leggermente tannico. Di corpo, risulta avvolgente e armonico nel complesso. Piuttosto duttile nell’abbinamento, è particolarmente consigliato con piatti saporiti di carne e selvaggina, ma anche con formaggi stagionati, salumi o primi piatti di pasta ripiena.

LA VINIFICAZIONE
Il vino è classificato come Romagna Doc Sangiovese, ottenuto da uve 100% Sangiovese, con titolo alcolometrico di 12,5%. L’affinamento avviene in vasche di acciaio per 3 mesi.

Le uve usate per produrre Iove Sangiovese Doc vengono raccolte interamente nel podere Parolino, che copre due versanti di una stessa collina, con un’esposizione ottimale tutto l’anno. Nel Podere Parolino si coltivano anche Merlot, Trebbiano e Sauvignon Blanc.

La grande ricchezza dell’azienda sono di fatto 6 poderi (Ca’ Grande, Liano, Laurento, Tauleto, Casetta e Parolino). La Umberto Cesari consta di 175 ettari di vigneti, una cantina di 18 mila metri quadrati, nonché una sede aziendale che accoglie il wine shop e la sala degustazione.

Prezzo: 4,99 euro
Acquistato presso: Interspar

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Roero Docg 2013, Teo Costa

(3,5 / 5) Il fiume Tanaro divide due delle zone maggiormente vocate alla viticultura di tutto il Piemonte: le Langhe, sulla riva destra, e il Roero sulla riva sinistra.

Il vitigno principe è lo stesso, il Nebbiolo. Mentre il territorio è molto diverso: calcareo e argilloso nelle Langhe, soffice e sabbioso sull’altra sponda.

LA DEGUSTAZIONE
Il Roero Teo Costa ha un bel colore luminoso, granato con ancora un ricordo rubino. La trasparenza è quella che ci si aspetta dal Nebbiolo. Il naso è intenso, abbastanza complesso, fine. Il frutto resta sullo sfondo per lasciare spazio a sensazioni erbacee un po’ troppo in evidenza, assieme a leggere note floreali e ferrose.

Più sapido che fresco, ha un buon ingresso in bocca, subito scalzato però dal tannino ancora troppo verde. Una caratteristica che andrà ad ammorbidirsi col trascorrere dei mesi in bottiglia, rendendo il Roero Teo Costa più apprezzabile dal prossimo anno. Il finale, ad oggi, risulta quindi non così piacevole. Può essere comunque un buon compagno di una succulenta bistecca.

LA VINIFICAZIONE
La tecnica di vinificazione è quella tradizionale in rosso e segue i dettami della Denominazione di origine controllata e garantita Roero. Si tratta dunque di un Nebbiolo in purezza, con 20 mesi di affinamento di cui almeno 6 in legno.

Teo Costa è un’azienda storica piemontese, nata verso la fine del 1800. Possiede circa 50 ettari di vigneto su entrambe le rive del Tanaro, potendo quindi offrire due diverse interpretazioni dello stesso vitigno, il Nebbiolo dei comuni di Treiso e Novello, e il Roero di Castellinaldo e Castagnito.

Prezzo: 7,58 euro
Acquistato presso: Ipercoop

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Rosso Conero Dop 2013, Azienda Agricola Santa Casa Loreto

(3,5 / 5) Non poteva che attrarre il nostro interesse il Rosso Conero Dop 2013 prodotto dall’Azienda Agricola Santa Casa Loreto (AN).

In etichetta la riproduzione del complesso della Basilica a ”dominare” lo scaffale così come l’imponente cupola rinascimentale del Santuario fa con il panorama circostante, da diverse angolazioni, lì a Loreto.

LA DEGUSTAZIONE
Di un bel rosso rubino vivace, il Rosso Conero Dop 2013 dell’Agricola Santa Casa Loreto ha un’espressione vinosa gradevole, tipica del vitigno nei ricordi di piccoli frutti rossi di sottobosco.

Al naso, tra il ribes rosso, il lampone e il mirtillo giungono anche accenni di pepe nero e lievi note balsamiche.

In bocca è piacevolmente morbido e fruttato, con tannini fini. Sul finale, discretamente persistente, ritorna anche la balsamicità che ricorda il mirto.

Un calice che nel suo “non dinamismo” trova il perfetto equilibrio sulla tavola di ogni giorno, il tutto accompagnato da un ottimo rapporto qualità prezzo. Il Rosso Conero si abbina in genere a piatti saporiti, salumi, formaggi stagionati.

LA VINIFICAZIONE
Il Rosso Conero Dop 2013 Agricola Santa Casa Loreto è prodotto con uve Montepulciano in purezza. I vigneti si trovano a un’altezza di 100-150 metri sul livello del mare, su terreni argillosi allevati in parte a guyot e in parte a cordone speronato. La vendemmia viene effettuata nella seconda settimana di ottobre.

La vinificazione, effettuata per conto della Santa Casa dalla Viti Vinicola Costadoro di Loreto, è tradizionale in rosso: temperatura controllata, con macerazione sulle bucce di 8/10 giorni e frequenti rimontaggi. Successivamente il vino affina per un anno in acciaio e cemento e quindi ancora per due mesi in bottiglia, prima della commercializzazione.

L’Azienda Agricola Santa Casa Loreto dispone di circa 1400 ettari di cui 50 dedicati alla viticultura. Una produzione vincola di fatto cominciata nel XIV secolo, quando il vino veniva prodotto principalmente per consumo interno e per i pellegrini. La distribuzione nei negozi è storia recentissima, dal 2014.

Prezzo: 4,90 euro
Acquistato presso: Ipersimply

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