EDITORIALE – Se potevamo avere dubbi sul livello di conoscenza del retail di Francesco Acampora, presidente di Coldiretti Avellino, oggi non li abbiamo più. Puff. Dissipati sino all’ultimo, grazie (ahilui) a un post pubblicato a sua firma sulla pagina Facebook della federazione campana.
Ufficiale, insomma, che il massimo rappresentante provinciale del più importante sindacato italiano non sappia di cosa parla, quando grida allo scandalo per «l’assenza dei vini dell’Irpinia dalle 6 stazioni autostradali Autogrill» che attraversano l’avellinese, lungo la A16 Napoli-Canosa.
Acampora fa di più. Nel disperato quanto assurdo tentativo di captatio benevolentiae, utile forse ad allargare la platea di tesserati di Coldiretti Avellino, descrive infatti Autogrill come l’ideale «vetrina del territorio irpino», sostenendo che «un’azione di marketing territoriale non può prescindere dalle principali direttrici autostradali».
E ancora: «Le stazioni di sosta sono spazi di promozione, che devono accogliere i visitatori e condurli alla scoperta delle eccellenze produttive e dei percorsi culturali. Ma per incontrare la domanda, occorre strutturare l’offerta e l’Irpinia può avere uno spazio dedicato alle eccellenze, così come già accade in altre regioni».
Nel post apparso su Facebook, Acampora peggiora le cose fingendo (voglio sperare) di non capire che le pretese di Coldiretti Avellino sono assurde non perché Autogrill sia un canale da snobbare, bensì perché è curioso che Coldiretti faccia da megafono alle realtà industriali presenti nel tessuto produttivo del vino irpino.
Le cantine che producono grandi volumi sono le uniche in grado di sostenere il target Autogrill, i suoi listini prezzi, l’organizzazione richiesta, assieme alla capacità di stoccaggio. Aspetti da coniugare – condiciosine qua non – alla notorietà del brand aziendale, per poter aspirare ad entrare nelle mire della Spa di Rozzano (MI).
Per darsi un tono, Acampora cita prima Platone e poi Kant. Ma farebbe bene – prima – a rileggere le proprie dichiarazioni e uscire allo scoperto: la proposta di Coldiretti Avellino è talmente lontana dalla realtà da sembrare appunto assurda, campata in aria. Nonché pretestuosa e imbarazzante per la stessa Coldiretti nazionale.
A meno che codesto sindacato non stia combattendo una battaglia per conto degli unici “brand irpini” che potrebbero essere interessati a vendere in Autogrill (Feudi di San Gregorio e Mastroberardino, per citarne due su tutti, tra l’altro già presenti in Gdo e quasi sicuramente in grado di “cavarsela da soli”) le dichiarazioni di Francesco Acampora risultano prive di qualsivoglia beneficio per la causa dello sbandierato «brand Irpinia».
Lo dimostra, se non altro, il fatto che l’assurda risposta pubblicata su Facebook ci è stata segnalata da tre piccole cantine irpine, che hanno perfettamente compreso il senso della nostra critica e sorriso – ancora una volta – di fronte alla presa di posizione del presidente di Coldiretti Avellino, piena zeppa di fraintendimenti (speriamo voluti) e/o segnale di un’oggettiva impreparazione sull’argomento retail.
Ricordo all’esimio number one Acampora che Autogrill è un’insegna del tutto assimilabile, per logiche operative e “mentalità” del buyer, alla Grande distribuzione organizzata, la Gdo.
Se il mondo dei supermercati può agire differenziando l’assortimento a livello locale, referenziando cioè i vini di piccoli produttori del circondario a prescindere dalla sede centrale, il colosso milanese ha invece bisogno esclusivo di “brand”: cantine già affermate e strutturate a livello nazionale e internazionale, adatte al pubblico (soprattutto straniero) che popola (distrattamente, tra una pisciata e una Rustichella) le stazioni di servizio.
Basta farsi un giro negli Autogrill per notare la presenza di Denominazioni e cantine degnissime, ma di impronta “industriale” (si passi il termine): Terre del Barolo per il Barolo, Sartori (in rotta con Autogrill, secondo rumors di WineMag.it) per l’Amarone della Valpolicella, Chiarli per il Lambrusco, Piccini per Chianti e Brunello, Berlucchi e Ferrari per Franciacorta e Trento Doc, Spinelli per il Montepulciano d’Abruzzo, e così via.
Quello di Autogrill è ancora visto come uno “scaffale” dequalificante per il vino, ancor più dei banchi della Grande distribuzione. Non da me, sia chiaro, come invece si vuol far credere, bensì da una vasta platea di winelovers e professionisti del settore, che vedono (anacronisticamente) il canale moderno come il Diavolo e l’Horeca come l’acqua santa. Il suo sforzo forsennato e la sua battaglia contro Autogrill, dunque, a chi giova?
Davvero tutta l’Irpinia del vino, brand che – come altri in Italia, da nord a sud – deve fare ancora molto per imporsi nel panorama nazionale e internazionale, vuole focalizzarsi su un canale connotato da grandi numeri (i volumi variano dalle 30 alle 50 mila bottiglie medie per referenza all’anno) e forte pressione promozionale, ritenendolo veicolo «imprescindibile per un buon marketing territoriale»?
Davvero Acampora non sa che i formati di vino più venduti lungo le autostrade sono i bipack o i tris (confezionati dai produttori stessi, a dimostrazione della necessità di una struttura organizzativa imponente in cantina, che caratterizza tutto tranne che le realtà artigianali abbracciate da Coldiretti, almeno altrove) a prezzi che si aggirano attorno ai 10 euro?
Davvero Coldiretti Avellino considera Autogrill la priorità e la panacea del brand del vino avellinese? Se così fosse, la questione, oltre che ridicola, sarebbe pure grave per le prospettive dei tanti, straordinari vignaioli presenti in Irpinia che credono di poter investire nelle strategie di Acampora & Co.
Non dimentichi, poi, che una realtà famigliare come l’irpina Terre di Petrara è stata premiata proprio da WineMag.it Miglior Cantina dell’anno 2021) a dimostrazione della vicinanza della nostra testata alle cantine irpine: un premio guadagnato “sul campo”, in seguito a una serrata degustazione alla cieca nell’ambito della nostra annuale Guida Top 100 migliori vini italiani.
Dice bene una cosa, però, l’esimio esponente del sindacato campano: «Certi fenomeni sono il termometro con cui si misurano le dinamiche di un comparto». Le «dinamiche» di Coldiretti Avellino, per l’appunto, paiono ormai chiare: puntare il dito contro un Sole finto e invitare gli altri a guardarlo, accecandoli di una promessa vana. Lo faccia pure, caro presidente. Ma non mi chieda di fare lo stesso o di applaudire. Cin, cin.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
EDITORIALE – Chiamatelo pure “sovranismo autostradale”. Questi i toni dell’ultima, assurda battaglia della Coldiretti di Avellino, che denuncia l’assenza di vini Irpini come il Taurasi, il Fiano e il Greco di Tufo Docg non dalla prestigiosa enoteca Pinchiorri di Firenze, bensì – udite, udite – dai banchi degli Autogrill della provincia campana.
Se confermate, le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta del Mezzogiorno dal presidente della sezione avellinese del sindacato, Francesco Acampora (nella foto, sopra), avrebbero del clamoroso. In particolare, il riferimento del massimo esponente della Coldiretti è alle 6 stazioni di sosta avellinesi dell’A16 Napoli-Canosa.
«Il brand Irpinia – sostiene Acampora – è un valore consolidato, ma sparisce in spazi che dovrebbero essere vetrina del territorio, a partire dal prodotto bandiera della nostra provincia (il vino, ndr). Un’azione di marketing territoriale non può prescindere dalle principali direttrici autostradali».
E ancora: «Le stazioni di sosta sono spazi di promozione, che devono accogliere i visitatori e condurli alla scoperta delle eccellenze produttive e dei percorsi culturali. Ma per incontrare la domanda, occorre strutturare l’offerta e l’Irpinia può avere uno spazio dedicato alle eccellenze, così come già accade in altre regioni».
L’atto di accusa e di «sollecitazione», come riferisce sempre la Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbe rivolto a Camera di Commercio (!), Pro Loco (!), Consorzio di Tutela dei vini d’Irpinia (!) ed enti locali (!).
Una delle ultime promozioni di Autogrill su alcune note Denominazioni del vino italiano
È a questi organismi che tende la mano Maria Tortoriello, vicepresidente di Coldiretti Avellino: «Siamo disponibili alla collaborazione con tutti per costruire una strategia di promozione che, oltre al vino, metta in evidenza le altre eccellenze: dal formaggio al tartufo, dai torroni alle castagne, dall’olio alle farine e alle cipolle».
Dichiarazioni, quelle della dirigenza avellinese di Coldiretti, che aprono interrogativi eclatanti sulla federazione campana della Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti. Acampora e Tortoriello conoscono i meccanismi di selezione dei vini del Gruppo Autogrill, Società per azioni presente in 31 Paesi di 4 continenti, in circa mille location, con 4 mila punti vendita (tra cui 150 aeroporti)?
Che interesse ha Coldiretti Avellino a spingere le vendite dei vini dell’Irpinia in un canale non specializzato e spesso chiamato in causa (a torto, o a ragione) per le politiche di prezzo dequalificanti di alcune note Denominazioni (Barolo a 9,99 euro, Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella a 14,99 euro)?
Il compito di Coldiretti Avellino è difendere le realtà locali e artigianali o le cantine capaci di produrre milioni di bottiglie, interessate quindi a canali “di sfogo” remunerativi (e di difficilissima penetrazione, chiedere per credere a chi già opera nelle stazioni di servizio autostradali) come Autogrill?
Coldiretti Avellino è davvero convinta dell’interesse delle realtà artigianali irpine (vitivinicole e non solo) di vedere i propri prodotti sui banchi di un grande “insegna pop”, nonché “mordi e fuggi”, come Autogrill? A che prezzo?
Inoltre: Coldiretti Avellino pensa di favorire l’ingresso dei produttori irpini in Autogrill per poi lamentarsi delle logiche di prezzo e delle leve promozionali dell’insegna, o è già pronta a girarsi dall’altra parte e indirizzare altrove le proprie «rilevazioni»? Ma soprattutto: che diamine c’entra (tra gli altri) laPro Loco?
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Terzo appuntamento con i territori del vino a un passo dalle grandi città italiane: dopo Oltrepò Pavese e Lazio è la volta della Campania “felix”. Per tutte le cinque province, da Avellino fino a Salerno, passando per Benevento, Caserta e Napoli, una selezione di cantine che offrono ospitalità per tutti i gusti e tutte le tasche.
Si può scegliere dal B&B più “spartano” al palazzo d’epoca. L’agriturismo ben isolato nelle campagne, oppure l’hotel fronte mare. Il tutto nell’ottica del turismo di prossimità, nota positiva del post lockdown che porterà gli italiani a scoprire le meraviglie del Bel paese.
I vitigni autoctoni, seppur con differenze di climi, terreni ed altitudini, di fatto sono il comune denominatore della viticoltura della Campania: Aglianico, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo su tutti, ma anche Caprettone e Piedirosso, affacciati sulla bocca del Vesuvio.
In provincia di Avellino, a Torre Nocelle, nel cuore dell’Irpinia e lungo la strada del vino “Valle del Calore” si trova l’azienda agricola I Capitani. Dal 2003, la cantina dispone del Wine resort.
Un tassello che completa il puzzle del progetto di accoglienza ed enoturismo che passa anche dalla fattoria didattica e dal museo contadino, allestito con oltre 400 oggetti storici.
A disposizione degli ospiti una piscina con ampia area esterna attrezzata con lettini. Il luogo ideale per un weekend alla scoperta della Docg Taurasi in un contesto rurale pressoché unico.
I Capitani Società Agricola Srl via Bosco Faiano, 15 83030 – Torre le Nocelle (Av) Tel. +39 0825969182 accoglienza@icapitani.com
L’Antica Fattoria è il B&B della Tenuta del Cavalier Pepe. Due appartamenti immersi nei vigneti e negli ulivi a soli 400 metri dalla cantina. La struttura “pet friendly” è aperta tutto l’anno. I due appartamenti, dotati di Wi-fi ed indipendenti sono composti da due camere doppie, cucina, bagno e salone con divano letto.
Si affittano colazione inclusa. Per il pranzo o per la cena è possibile appoggiarsi al ristorante “La Collina” che completa la Tenuta. Diverse le enoattività proposte dalla struttura: dalle degustazioni standard a quelle più prestigiose del Caveau, con le vecchie annate conservate nella cantina storica.
È possibile anche scegliere la formula “Un giorno in Irpinia” oppure in tempo di vendemmia la giornata “Cantine Aperte in Vendemmia”: tra le altre attività sarà possibile pigiare l’uva precedentemente vendemmiata con in piedi nei tini di legno. Atmosfera da “Il profumo del mosto selvatico”.
Tappa consigliata, per chi soggiorna alla Tenuta, il borgo di Taurasi che dà il nome alla prima Docg del Sud Italia. Il Castello Medievale inoltre ospita l’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia.
L’Antica Fattoria – Tenuta Cavalier Pepe Via Francesco De Sanctis 83040 Luogosano (Av) +39 0827.73766 info@tenutacavalierpepe.it
Nel cuore dell’Irpinia e della produzione della Docg Taurasi si trova l’azienda agricola Colli di Castelfranci. Nata nel 2002, oggi è gestita da Sabino Colucci e dal cugino.
Gli iniziali 4 ettari sono diventati 25, non tutti vitati. Le bottiglie prodotte ad oggi sono circa 150 mila. Enologo, dal 2016 è proprio il giovane Sabino Colucci che si è specializzato all’università di Bordeaux e ha lavorato 6 mesi per Chateau Margaux.
La piccola struttura dell’azienda è rappresentata da tre camere con annesse sala da pranzo e cucina dove il menù è a km zero. Castelfranci si trova a 700 metri di altezza ed è uno dei comuni dell’areale del 18 comune del Taurasi, quello più alto.
Società Agricola Colli di Castelfranci Contrada Braudiano 83040 – Castelfranci (Av) + 039 0827 72392 cantina@collidicastelfranci.com
Un viaggio con le lancette dell’orologio all’indietro quello che aspetta i visitatori di Mustilli, che potranno alloggiare nel settecentesco Palazzo Rainone. Sei le stanze, in una location davvero esclusiva, nel pieno centro di Sant’Agata de’ Goti. Borgo tra i più belli d”Italia che si erge su una pittoresca roccia di tufo.
Fiore all’occhiello dell’agriturismo è la cucina, curata direttamente dalla signora Marilì che impartisce anche lezioni su richiesta. Completa la struttura un wine bar con musica dal vivo “La Cantina dei Mustilli”.
Base ideale per un approfittare della natura incontaminata del Parco Regionale del Taburno-Camposauro lontani dallo smog e dall’inquinamento acustico cittadino. L’azienda ha una storia plurisecolare, da sempre intrecciata alla cultura del vino.
Più recentemente, negli anni 70 i Mustilli decisero di reimpiantare i vitigni autoctoni campani sostituendo quelli internazionali e nel 1979, la loro Falanghina, fu la prima imbottigliata in purezza. La cantina,scavata sotto il tufo ospita l’affinamento di sua maestà l’Aglianico.
L’Agriturismo è storia recente, è stato aperto solo nel 2019 a seguito della ristrutturazione di un vecchio casolare facente parte dell’azienda agricola. La cantina invece è nata nel 2001 con il reimpianto di un vecchio vigneto di uve Aglianico prima e di Fiano successivamente.
Dopo una primo periodo da conferitori dal 2012 c’è stata un inversione di rotta. Le camere per gli ospiti sono 4, con bagno privato spazioso, televisione e connessione Wi-fi e si chiamano tutte con nomi floreali.
In particolare, la camera Orchidea è attrezzata per l’accoglienza di disabili con servizi igienici adeguati. Il percorso dalla camera, alla sala colazione e all’area picnic è garantito da rampa d’accesso e montascale.
La camera Girasole invece è studiata per chi vuole passare una vacanza in totale autonomia ed è fornita di cucina e lavatrice. Per i bimbi è stata ricavata un’area giochi in giardino con scivolo, dondolo ed altalena dove divertirsi in totale sicurezza.
Diverse le attività e i punti di interesse nei dintorni dell’agriturismo. Consigliata la visita al borgo di Montefusco con il suo incantevole centro storico e suoi noti belvedere sui vigneti Irpini.
Nel centro di Cellole, in provincia di Caserta, la locanda del Falerno accoglie tutto l’anno coloro che vorranno soggiornare in azienda a contatto con la natura. Si può scegliere di pernottare in camera o in appartamento per chi desidera il massimo del comfort.
Specialità della locanda è la colazione campagnola fatta di prodotti da forno home made, succhi di agrumi naturali preparati con i frutti dell’agrumeto, marmellate bio e caffè preparato con la moka. Tra i servizi oltre alla piscina anche una taverna dove apprezzare la cucina locale in accompagnamento ai vini.
Villa Matilde è una delle cantine con la selezione di vini più vasta poichè produce, nelle sue tre tenute quasi tutte le denominazioni regionali. Tenuta San Castrese e Parco Nuovo, nel territorio dell’Ager Falernus, lungo le pendici del vulcano spento di Roccamonfina.
Tenute di Altavilla in provincia di Avellino nel distretto delle D.O.C.G. Irpine e Tenute di Rocca dei Leoni ubicate nel cuore del Sannio Beneventano. Le possibilità di degustazione quindi sono davvero molte: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi, Falanghina, Falerno del Massico, Aglianico. Vini bianchi, rossi e rosé e anche una versione passita di Aglianico e Falanghina. Il paradiso del winelover.
Per la sua particolare posizione centrale la locanda del Falerno può essere una buona base per visitare i borghi e la natura del Parco Regionale Roccamonfina, la reggia di Caserta e perchè no, anche il Golfo di Gaeta con il suo litorale Domizio.
Villa Matilde S.S. Domitiana, 18 CAP 81030 Cellole (CE) +39 0823.932 088 info@villamatilde.it
La Masseria Starnali è una piccola realtà a conduzione familiare che produce Falanghina, Piedirosso e Aglianico nell’ambito della Doc Galluccio e della Igp Roccamonfina. La struttura dispone di camere con bagno e può ospitare fino ad un massimo di 16 persone.
All’interno della masseria gli ospiti troveranno anche un’area giochi per i bambini, animali da cortile ed un ristoro. La padrona di casa, la signora Maria Teresa, che dà anche il nome alla Falanghina “Maresa”, gioco di parole dei suoi nomi, si farà apprezzare con fettuccine ai funghi porcini, gnocchetti con salsicce, pasta, pane e pizza fatta in casa, salsicce e conserve, oltre a grigliate di carne.
Il tutto “annaffiato” dai loro vini prodotti secondo natura. L’azienda è biologica dal 1965 fa anche parte del circuito Vinnatur. Galluccio è il luogo perfetto per ritemprare il corpo, peraltro anche ottima base di partenza per sconfinare nel vicinissimo Lazio. Ad un tiro di schioppo il borgo di Castelforte e le Terme di Suio, apprezzate anche durante l’Impero Romano.
La struttura ricettiva della Cantina Telaro, l’Agriturismo La Starza consta di tre casolari completamente ristrutturati con sei appartamenti che possono ospitare fino a 24 persone. Il tutto incasellato in un contesto en plein air: aree verdi che ospitano campo da calcetto, laghetto per pesca sportiva, parco giochi per i bambini ed un maneggio.
Tra le altre attività proposte anche tiro con l’arco, volo in deltaplano e mountainbike. Ampia la piscina, attrezzata con lettini e ombrelloni. Una vera e propria “agrispiaggia” adatta a gruppi e famiglie dove sorseggiare i vini della cantina con il dj-set in sottofondo.
Il territorio è il contesto naturalistico del parco di Roccamonfina: 11.000 ettari circondati dai massicci calcarei del monte Massico, il rilievo più alto del gruppo montuoso anche oasi Wwf.
La Cooperativa Lavoro e Salute dove vengono prodotti i Vini Telaro aderisce ai programmi comunitari e nazionali per lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Ospita anche sperimentazioni su 80 vitigni di diverse parti d’Italia.
Tra i prodotti di punta di Telaro il Galluccio bianco e rosso prodotto da Falanghina e Aglianico.
Il B&B Fuocomuorto della famiglia Oliviero, titolare dell’azienda agricola, può ospitare fino a sei persone. Tre le soluzioni abitative: una camera matrimoniale superior, una matrimoniale classic ed una singola. Sistemazioni semplici ma funzionali a prezzi onesti.
A disposizione degli ospiti una cucina comune, un forno in muratura per chi volesse dilettarsi a fare pizze, una terrazza di 70 mq attrezzata con gazebo ed un wine garden esterno dove godere della frescura vista mare o vista vulcano. Pranzi, cene e “pizzate” sono organizzate su richiesta della clientela.
In azienda si coltivano le varietà tipiche dell’areale vesuviano. Tra i vini un Caprettone 100% Vesuvio Dop con macerazione di 4/5 giorni sulle bucce, Lacryma Christi Vesuvio Dop bianco o rosso e rosso barricato. La cantina, ultrasecolare, si trova in una grotta scavata sotto la roccia lavica nel lontano 1780.
Bed and Breakfast Fuocomuorto Via Croce dei Monti n.22 80056 Ercolano (Na) +39 081.7394655 info@fuocomuorto.it
Nel Vesuvio Inn, la struttura adibita per l’ospitalità sono disponibili sistemazioni in camere deluxe, junior suite o familiari. Le camere sono arredate con cura e dispongono di aria condizionata, Wi-fi e letto king size. Le camere familiari sono anche attrezzate con cucina.
È possibile anche soggiornare nelle due guest house “Locanda dei Nobili” e “Wine Lovers”. La Bed & Wine experience si completa con colazione continentale rigorosamente servita in cantina, un ristorante aperto solo a pranzo dove gustare la tipica cucina locale e prodotti bio ma anche partecipare a lezioni culinarie.
Non manca la piscina, una zona baby e l’Honesty Bar self service dove è lasciato all’onestà dell’ospite segnalare il proprio consumo. Sono 35 gli ettari di vigneto biologici, ma l’azienda produce anche altri prodotti. Olio, i pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop e confetture anche con la Crisommola d’o monaco, albicocca tipica vesuviana.
L’agriturismo de Le Cantine dell’Averno si trova a Pozzuoli ed ha a disposizione due camere con vista sul lago di Averno. Entrambe le stanze, “rossa” e “gialla”, in omaggio ai vini prodotti dall’azienda hanno bagno privato e climatizzatore. Una bottiglia di benvenuto accoglierà gli enoturisti in camera e la colazione è inclusa nel prezzo.
La struttura dispone anche di un ristorante unconventional dove vige l’etica nel rispetto di ambiente, cibo e cliente. I luoghi di interesse sono davvero molti. Per i più pigri o per chi non avesse voglia di muoversi troppo si può passeggiare lungo tutto il perimetro del lago che conserva anche i resti del Tempo di Apollo.
Esperienza al limite del “mi(s)tic0”: il lago ha ispirato poeti e scrittori, è la porta degli inferi di virgiliana memoria. Quattro i vini vulcanici prodotti dal Vigneto Storico Mirabella che si estende su una superficie di quattro ettari lungo il versante nord-orientale del cratere dell’Averno. Vini naturali.
Terra di Vento è la prima azienda agricola a “metro zero” con filiera completa a ciclo biologico chiuso Si estende su 70 ettari nel cuore del Parco dei Monti Picentini, tra il golfo di Salerno e le colline salernitane.
Sette gli appartamenti disponibili, dei piccolo bijoux dove nulla è lasciato al caso. Tutti attrezzati con angolo cottura, frigobar, bagno privato con doccia e asciugacapelli, TV LCD e aria condizionata. La Suite (La vecchia quercia) dispone inoltre di TV 32’’ e vasca idromassaggio.
Tra i servizi forniti dalla struttura una ampia piscina ed il ristorante naturalmente con menù a km zero. Una struttura super green all’insegna del turismo eco-sostenibile.
Immerso nel Parco del Cilento, a soli 4 km dalle bellissime spiagge di Palinuro sorge l’Agriturismo della Fattoria Albamarina. Si tratta di un edificio di due piani con otto appartamenti di 70 mq tutti dotati di angolo cottura attrezzato, due o tre camere da letto, balcone o terrazza da cui godere della splendida vista su uliveti, alberi da frutto e macchia mediterranea.
Completano la proposta un’ampia area esterna attrezzata con solarium e piscina, barbecue e forno oltre ad un piccolo mini zoo che sarà la gioia dei più piccoli: conigli, galline, capre, asini, tacchini, piccioni e cani Corso. Dalla fattoria si potrà partire alla scoperta delle altre spiagge della costiera cilentana e delle sue acque cristalline.
Marina di Pisciotta, Marina di Camerota, Ascea Marina, Acciaroli solo per citarne alcune, oppure optare per itinerari storici visitando il parco archeologico di Paestum. Fattoria Albamarina produce Fiano e Aglianico per le Igp Paestum e Campania e Fiano Cilento Dop oltre ad olio Evo della antica cultivar pisciottana.
Un’azienda che non ha bisogno di presentazioni Marina Cuomo, così come l’angolo di paradiso in cui si trova. Furore, detto anche “il paese dipinto”, si trova nel mezzo della Costiera Amalfitana, uno tra i siti italiani patrimonio Unesco. Si divide in due, da un lato il fiordo, dall’altra il paese con case sparse a ridosso della costa.
L’Hotel Hostaria di Bacco, di fronte alla cantina, è di proprietà di Erminia, la sorella di Marisa Cuomo. Struttura 3 stelle è un’oasi di pace perfetta anche per nuclei familiari. Immerso nei vigneti è dotato di camere essenziali ma confortevoli con un panorama rigenerante. Lazzarella, Reginella, Cerasella, Bammenella, Russulella sono alcuni dei nomi delle camere ispirate alle melodie napoletane.
A pranzo e cena si potrà apprezzare la raffinata cucina del ristorante annesso, accompagnata da un calice (o più) di Costa d’Amalfi Furore Bianco Doc “Fiorduva”. Binomio perfetto per suggellare un tête-à-tête sulla romantica terrazza del ristorante e per incontrare i titolari dell’azienda, capaci di far sentire chiunque a casa.
Hotel Hostaria di Bacco – Marisa Cuomo
via G. B. Lama
984010 Furore (Sa)
+39 089 830360 info@baccofurore.it
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