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Vino Nobile di Montepulciano 2021: voto e “stelle” alla vendemmia quando entrerà in commercio

Vino Nobile di Montepulciano 2021 voto e stelle alla vendemmia quando entrerà in commercio

Il voto espresso in “stelle” al Vino Nobile di Montepulciano 2021 sarà comunicato dal Consorzio di tutela quando l’annata entrerà in commercio, ovvero nel 2024. Si tratta della svolta decisa dall’ente del noto vino della Toscana, guidato da Andrea Rossi. Non resta che attendere, dunque, con la premessa che la vendemmia 2021 è stata più che buona. In commercio nel 2022 si potranno trovare il Vino Nobile di Montepulciano 2019 e la Riserva 2018.

LA VENDEMMIA DEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO 2021

Il 2021 ha avuto un andamento meteorologico decisamente straordinario, sia in termini di piovosità, sia per alcuni picchi termici registrati in primavera. La piovosità totale annua è stata pari a 510 mm, valore decisamente basso. Circa il 25% meno della piovosità media annua della zona.

Relativamente alle temperature, i mesi che si sono discostati fortemente dalle medie del periodo sono stati marzo e soprattutto aprile, che hanno fatto registrare valori delle minime particolarmente bassi. In aprile, nella notte tra il 7 e l’8, le temperature notturne sono scese sotto lo zero per molte ore, raggiungendo nei fondivalle anche i -7°C, e arrecando criticità in fase di schiusura.

Il germogliamento è avvenuto tra il 28 marzo e il 27 aprile; la fioritura tra il 2 e il 15 giugno e l’invaiatura tra il 27 luglio e il 26 agosto. La vendemmia si è sviluppata tra la metà di settembre i primi di ottobre.

I vini del 2021, degustati dopo le fermentazioni malo-lattiche, presentano colori molto decisi, profumi intensi dominati da sentori di frutta matura e una notevole struttura caratterizzata da abbondante tannicità e buona acidità. A livello analitico si rilevano valori elevati di intensità e tonalità di colore, di alcool, di estratti e di polifenoli totali e livelli medi di acidità e pH.

LE PIEVI NEL DISCIPLINARE DEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO 2021

Sono oltre 40 le aziende di Vino Nobile di Montepulciano che, a partire dalla vendemmia 2021, hanno selezionato una partita di Vino Nobile di Montepulciano atto a divenire “Pieve”. Circa 500 mila le bottiglie previste in uscita per la prima annata disponibile (la 2024), pari al 10% circa della produzione di Vino Nobile di Montepulciano.

Rispetto allo scorso anno, data di presentazione del disciplinare, dopo la delibera positiva da parte della Regione Toscana (primo step dell’iter), ora il Consorzio aspetta l’ok definitivo dalla Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Nella giornata dedicata alla stampa sono state degustate le 12 Pievi al loro secondo anno di maturazione.

Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive), che saranno anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta.

Questo aspetto rappresenta l’identità del Vino Nobile di Montepulciano che guarda appunto al passato. La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda, nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo.

In particolare la volontà del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo.

IL VINO NOBILE VALE UN MILIARDO DI EURO

Un miliardo di euro circa. È questa la cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione. Circa 65 milioni di euro è il valore medio annuo della produzione vitivinicola, senza contare che circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino.

Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2.000 ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. Di questi 1.210 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre 305 gli ettari iscritti a Rosso di Montepulciano Doc.

A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 75 associati al Consorzio dei produttori). Circa mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali.

Nel 2021 sono state immesse nel mercato 6,8 milioni di bottiglie di Vino Nobile (+21,4% rispetto al 2020) e 2,6 milioni di Rosso di Montepulciano (+6,4% rispetto al 2020).

IL MERCATO DEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO

Il 2021 è stato un anno importante per il mercato del Vino Nobile di Montepulciano, rispetto a quello precedente caratterizzato dalle chiusure di ristoranti e ridimensionamento dell’export. Le vendite del Vino Nobile di Montepulciano nel 2021 hanno visto un incremento significativo del mercato interno.

Le esportazioni, che tuttavia restano il principale canale di sbocco, hanno fatto segnare un 70% (negli anni passati si era arrivati al 78%), mentre il restante 30% viene commercializzato in Italia. Continua la tendenza di crescita degli ultimi anni la vendita diretta in azienda che nel 2021 ha raggiunto il 30%.

Per quanto riguarda il mercato nazionale inoltre le principali vendite sono registrate in Toscana per il 40%. Al nord viene venduto il 34,4% (+20% rispetto al 2019). Per quanto riguarda l’estero si assiste a una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra Ue. La Germania continua ad essere il primo mercato del Nobile con il 39% della quota esportazioni.

Il secondo Paese di riferimento è quello degli Stati Uniti, arrivando a rappresentare il 26% dell’export del Vino Nobile di Montepulciano (+4% rispetto al 2019). Successo anche per i mercati asiatici, balcanici ed extra Ue con oltre il 4% delle esportazioni.

Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale il 4% delle esportazioni. Un dato davvero significativo è la fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a marchio bio. Nel panorama italiano vale il 42% delle vendite.

A livello internazionale rappresenta invece il 69%. Un dato che rispecchia anche la produzione biologica a Montepulciano. Più della metà dei soci del Consorzio è ormai biologico o in conversione. E va nella direzione della certificazione Equalitas.

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Masseto: buone prospettive per la vendemmia 2021

L’annata 2021 è stata insidiosa e caratterizzata ovunque da forti contrasti, rendendo più concreto e tangibile il fenomeno del cambiamento climatico. A Masseto il grande punto di forza è stata sicuramente la capacità di risposta delle viti.

Come spiega il Direttore della Tenuta Axel Heinz «le sue caratteristiche del terroir hanno permesso di ammortizzare gli estremi climatici e di canalizzarli creando condizioni sì limitanti, ma allo stesso tempo prive di sofferenza. Proprio da queste premesse possono nascere grandi vini».

Fondamentali si sono rivelati gli elementi caratterizzanti di Masseto come suolo e microclima. Per l’elemento suolo determinante è stata la presenza di argilla blu, elemento di unicità di Masseto. Argilla capace di accumulare riserve idriche nella profondità del suolo, per rilasciare solo la quantità d’acqua necessaria ad evitare lo stress delle viti superando la siccità estiva.

Il microclima, caratterizzato da brezze marine e temperature miti, ha messo al riparo in primavera dalle gelate, mentre in estate ha garantito quella ventilazione necessaria a superare l’eccesso di calura. La sinergia tra tipologia di suolo e areale di produzione, insieme al lavoro in vigna hanno permesso di trasformare le insidie in eccezionali punti di forza.

LA VENDEMMIA 2021

La vendemmia, senza una goccia di pioggia, è cominciata il 30 agosto con le vigne più giovani e gli appezzamenti più precoci del Masseto alto. La vendemmia dei merlot ha visto cinque passaggi diversi fino alla metà di settembre. Il cabernet franc è stato raccolto tra il 15 e il 28 settembre. Le prime sensazioni sono quelle di un’annata di grande stile. Appena sarà finita la svinatura i vini saranno trasferiti nelle barriques dove inizieranno il loro lungo periodo di affinamento.

«la stagione siccitosa ha concentrato l’uva, dalla quale sono nati vini di grande intensità e stoffa – dice Heinz -. I colori sono particolarmente intensi, così come i profumi, caratterizzati da sentori di frutta a bacca nera pienamente matura. In bocca troviamo l’inconfondibile equilibrio tra ricchezza e fermezza che caratterizza Masseto. I vini sviluppano un palato ricco e concentrato che ci ricorda alcune delle più grandi annate come 2006, 2010 o 2016».

Tutte aspettative che si dovranno concretizzare tra due anni, quando il vino avrà concluso il suo affinamento e sarà pronto per andare in bottiglia. Com’è ormai prassi consolidata a Masseto vengono limitate al massimo le azioni in cantina per lasciare che i vini trovino il loro naturale equilibrio.

LE NOVITÀ DELL’ANNATA 2021

Il 2021 ha portato anche una novità in cantina con l’arrivo di Gaia Cinnirella, che a partire da questa vendemmia ha preso l’incarico di enologa. Gaia, già Assistente Direttore Tecnico e in seguito Responsabile Vigneti di Biondi Santi dal 2018-2021, si è dichiarata entusiasta di poter contribuire alla crescita e stabilità enologica di una cantina come Masseto.

«Dopo gli stage presso importanti realtà come Allegrini e Tenuta San Guido, ho potuto far maturare la mia passione prima nell’azienda di Istine e poi in Biondi Santi. Ora – dichiara Cinnirella – sono orgogliosa di far parte di questa incredibile squadra. Un sogno per chi, come me, ama il suo lavoro e vive ogni esperienza come un’opportunità di crescita. L’ambiente estremamente stimolante e in continua evoluzione sarà per me una sfida con uno sguardo sempre rivolto in avanti, come un vino quale Masseto richiede».

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Montecucco, la vendemmia 2021 regala Sangiovese da lungo affinamento e Vermentino al top

Sangiovese da lungo affinamento e Vermentino al top della qualità assoluta. Secondo le previsioni di Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco, la vendemmia 2021 è stata un successo.

«Andiamo sicuramente verso Sangiovesi da lungo invecchiamento – dichiara – e anche per il Vermentino è stata un’annata favolosa. Siamo più che soddisfatti dell’ottimo stato fitosanitario dell’uva portata in cantina. Nessuna traccia di peronospora né di oidio, a parte qualche lievissimo accenno a inizio luglio ma subito rientrato grazie alle temperature estive molto calde».

A favorire questi risultati è soprattutto il lavoro “pulito” in vigna, che è proprio del Dna della nostra Denominazione, in cui l’85% delle aziende è certificato BIO».

La vendemmia 2021 si è conclusa proprio in questi giorni nell’areale del Montecucco, con la raccolta del Sangiovese allevato nelle aree più alte della Denominazione. Poca uva, con una diminuzione media pari al 20-25% sul 2020. Ma il Sangiovese arrivato in cantina «è a dir poco eccellente».

MONTECUCCO: L’ANDAMENTO CLIMATICO DELLA VENDEMMIA 2021

Un’annata senz’altro di difficile gestione, a partire dalla gelata dell’8-9 aprile che ha rappresentato un duro colpo per la regione – in particolare per le aziende sotto i 220/240 metri sul livello del mare.

Poi, un maggio freddo che ha causato un germogliamento un po’ irregolare, fino allo stress idrico estivo che ha contribuito ad abbassare ulteriormente i volumi di produzione. Una siccità a dir poco anomala che, dati alla mano, ha fatto registrare da gennaio 2021 al 30 settembre solo 204 mm di pioggia rispetto alla media ventennale di 450 mm, ovvero meno della metà.

Parlando di temperature, hanno accompagnato bene la fioritura prima e la maturazione dell’uva dopo, già a partire da giugno – quando si sono già registrati 30 gradi – fino alle decisive escursioni notturne partite intorno al 25 agosto e durate per tutto settembre (con anche 15/16 gradi di variazione), che hanno aiutato notevolmente i tannini ad ammorbidirsi e hanno potenziato molto il profilo aromatico.

Alcune aziende del Montecucco hanno potuto intervenire con irrigazione di soccorso, raggiungendo anche quest’anno i 70 q/ha destinati al Sangiovese Docg, fino a 90 q/ha per il Doc.

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Vendemmia 2021 Sudafrica: qualità eccezionale in tutte le regioni vinicole

Vendemmia 2021 eccellente in Sudafrica. I dati del South African Wine Harvest Report 2021 parlano di «vini eccezionali», frutto di una stagione molto più fresca delle precedenti. Le uve hanno avuto più tempo per maturare, ampliando il profilo aromatico in maniera esemplare.

Qualità assoluta e quantità in crescita, rispetto alla vendemmia 2020. Secondo l’ultima stima del South African Wine Industry Information & Systems (Sawis), in Sudafrica si raccoglieranno 1.461599 tonnellate di uve da vino, entro la fine di maggio. L’8,9% in più rispetto allo scorso anno.

«Sembra che le vigne si siano davvero prese il loro tempo per farsi trovare pronte alla vendemmia 2021 – commenta Conrad Schutte, responsabile del servizio di consulenza di Vinpro – il clima moderato per tutta la stagione e durante il periodo della raccolta hanno fatto sì che le uve maturassero più lentamente. Sviluppando allo stesso tempo colore e sapore eccezionali».

RACCOLTA POSTICIPATA DI DUE SETTIMANE

La vendemmia è iniziata con circa due settimane di ritardo rispetto alla media. Qualche produttore finirà infatti la raccolta a fine maggio, come raramente accade in Sudafrica.

«Sebbene queste siano osservazioni generali – continua Schutte – è sempre importante tenere in considerazione le diversità nelle dieci regioni vinicole. Ma in generale gli amanti del vino possono davvero aspettarsi vini straordinari dalla vendemmia 2021».

“Il clima più fresco ha permesso ai produttori di raccogliere le loro uve esattamente al momento giusto, e viticoltori ed enologi sono particolarmente entusiasti per la buona estrazione del colore, i bassi livelli di pH e l’elevata acidità naturale. Dove i vigneti sono stati gestiti in modo efficace, i vini saranno di qualità eccezionale».

La vendemmia 2021 – inclusi succhi e concentrati per scopi analcolici, vino per brandy e vino da distillazione – dovrebbe ammontare a 1.136,4 milioni di litri, con una resa media di 778 litri per tonnellata di uva.

«Siamo lieti che la vendemmia 2021 si sia rivelata tanto positiva per l’industria vinicola sudafricana – dichiara Siobhan Thompson, Ceo di Wines of South Africa (WoSA) – consentendoci senza dubbio di rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento internazionale».

L’aspetto che risalta maggiormente è la costanza qualitativa a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Molto promettenti i dati dell’export, con le esportazioni dei vini del Sudafrica che segnano volumi e valori più elevati rispetto ai dati anno 2020 e 2019».

SUDAFRICA NONO PRODUTTORE MONDIALE DI VINO AL MONDO

Il Sudafrica è il nono produttore di vino al mondo. Produce circa il 4% del vino mondiale. L’industria del vino contribuisce con oltre 55 miliardi di rupie (3,2 miliardi di euro) al prodotto interno lordo (Pil) del paese (pari a circa 350 miliardi di dollari). Un settore che impiega 269.069 persone in tutta la catena del valore, di cui 80.183 lavorano in cantina.

Le restrizioni nell’export e nella vendita locale di alcol in Sudafrica, da marzo 2020 a febbraio 2021, misure volte ad arginare la pandemia Covid-19, hanno fatto salire le giacenze a 650 milioni di litri. Un dato che si riferisce alla fine del 2020, evinto sempre dal South African Wine Harvest Report 2021.

«Con così tante scorte ancora nei serbatoi all’inizio della vendemmia 2021 in Sudafrica – spiega Rico Basson, managing director di Vinpro – i produttori e le cantine erano preoccupati per le difficoltà di lavorazione e stoccaggio delle uve e dei mosti della vendemmia 2021».

«Tuttavia, il fatto che le vendite siano riaperte e che la raccolta sia iniziata più tardi del normale, ha contribuito ad alleviare in una certa misura la pressione”, spiega l’esponente dell’industria vinicola sudafricana. Diverse cantine sono state anche in grado di stipulare contratti con produttori di succhi d’uva, che hanno contribuito a eliminare parte del magazzino.

«L’ultimo raccolto, superiore dell’8,9% – conclude Basson – richiederà un’attenta pianificazione da parte dei produttori e delle cantine per vendere l’attuale stock di vino in modo responsabile e sostenibile. Questa situazione, tuttavia, creerà anche l’opportunità per l’innovazione e la crescita dei mercati esistenti e di quelli da conquistare».

VENDEMMIA 2021 IN SUDAFRICA: LA PANORAMICA DELLE REGIONI

  • Breedekloof

Una stagione molto ritardata, caratterizzata da un buon equilibrio tra resa e qualità. Le viti hanno sviluppato chiome sane durante una stagione di crescita moderata.

  • Cape South Coast

Le condizioni meteorologiche sfidanti hanno portato a un raccolto più modesto in quantità, ma hanno permesso ai produttori di portare in cantina uve per vini di qualità eccezionale.

  • Klein Karoo

Condizioni meteorologiche nella media, buona disponibilità di acqua e piogge invernali sufficienti hanno portato a un raccolto più ampio e di grande qualità. Tutto ciò nonostante la siccità continui ad essere un grande problema in alcune aree della regione, mettendo i produttori di uva da vino sotto forte pressione.

  • Northern Cape – Capo settentrionale

Una buona vendemmia 2021 in questa regione del Sudafrica in termini di qualità e volume. Le sfide affrontate dai produttori? Su tutte, i livelli di concentrazione degli zuccheri durante il periodo di punta del raccolto.

  • Olifants River

Una stagione meno precoce e più fresca ha portato a una maturazione lenta ma uniforme di un raccolto di uva da vino di qualità superiore e un po’ più abbondante.

  • Paarl

Buona disponibilità di acqua, riserve sufficienti e clima più fresco hanno contribuito a rese pari a quelle del 2020, che si tradurranno in vini eleganti.

  • Robertson

Nonostante sia stata una stagione lunga e prolungata, i vigneti hanno donato una resa qualitativa superiore ed eccezionale in occasione della vendemmia 2021.

  • Stellenbosch

Un raccolto quantitativamente più modesto, ma con uve di qualità eccezionale. Ne deriveranno grandi vini, con un buon potenziale di invecchiamento.

  • Swartland

I consumatori possono aspettarsi vini eccezionali dal raccolto 2021 in questa zona del Sudafrica. Merito delle condizioni climatiche favorevoli e della maturazione lenta delle uve.

  • Worcester

Un raccolto di uve più ampio della media e vini di qualità straordinaria.

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Sudafrica, divieto vendita e consumo vino: i produttori portano il Governo in Tribunale

Finisce in Tribunale la querelle che vede protagonisti i produttori di vino del Sudafrica e il governo guidato dal presidente Matamela Cyril Ramaphosa. Stremata da mesi di “proibizionismo”, o meglio dal divieto di vendita e consumo di alcolici intimato da Pretoria nell’ambito delle misure anti Covid-19, l’industria vitivinicola sudafricana ha deciso di prendere di petto la situazione. Passando alle vie legali.

È atteso per il 5 febbraio 2021 il pronunciamento dell’Alta corte di giustizia del Western Cape a cui si è rivolta Vinpro, associazione che raccoglie 2.575 produttori di vino del Sudafrica.

La non-profit di Paarl chiede «urgenti provvedimenti provvisori» che darebbero al premier del Capo Occidentale, Alan Winde, esponente di spicco dell’Alleanza Democratica sudafricana, il potere di adottare «misure ad hoc per consentire la vendita e il consumo di alcolici» in casa, ma anche nei ristoranti e nei supermercati.

Solo la prima tappa, il Western Cape, per poi procedere alla medesima richieste nei tribunali delle altre province. Gioca a favore di Vinpro il numero di nuove infezioni, casi attivi e ricoveri ospedalieri, che sta diminuendo rapidamente in tutto il Paese. In particolare proprio nel Capo Occidentale.

«In queste circostanze – sottolinea l’associazione guidata dal managing director Rico Basson – il divieto su vino e alcolici non è più giustificato nel Western Cape. Se sarà ancora in vigore entro il 5 febbraio, l’Alta Corte del Capo Occidentale dovrà a nostro avviso invalidare il divieto del ministro della Salute, Nkosazana Dlamini-Zuma, con effetto immediato».

La partita è aperta proprio sul fronte dei dati divergenti che arrivano dalle varie province. «È necessario un approccio più flessibile e agile, basato su dati empirici credibili – sottolinea Vinpro – grazie al quale l’esecutivo provinciale potrebbe fare da garante sulla vendita al dettaglio, per il resto della pandemia».

Sebbene il divieto di alcolici sia stato introdotto affinché gli ospedali abbiano la capacità di curare i pazienti, la pandemia colpisce le province in modo diverso e le capacità di reazione degli ospedali sono quindi diverse di zona in zona.

Nonostante ciò, il governo non ha mai differenziato le province nell’attuare o revocare il divieto sugli alcolici. Ha invece imposto un divieto a livello nazionale, poi lo ha nuovamente revocato e reintrodotto, senza riguardo per le circostanze nelle singole province».

Una situazione che sta mettendo a rischio centinaia di cantine e attività che operano nel settore della ristorazione e del turismo. «Oltre al divieto di vendita di vino e alcolici che interessa tutti i canali, dai ristoranti ai supermercati sudafricani – sottolinea l’importatore italiano di Vinisudafrica.it, Fabio Albani (nella foto sopra) – il Paese ha dovuto addirittura fare i conti con la chiusura delle spiagge».

«In Sudafrica l’estate sta ormai volgendo al termine – aggiunge – e la vendemmia 2021 è alle porte. Ma è come se la stagione estiva non fosse mai iniziata, con misure che hanno fortemente condizionato la vita di molte aziende operanti nel settore dell’Horeca. Molte cantine non sopravviveranno a questa crisi e dovranno chiudere».

Le misure del Governo potrebbero avere riflessi anche sull’export: «Ci aspettiamo listini al rialzo nei prossimi mesi del 2021 – preannuncia Albani – e ulteriori contraccolpi sia a livello locale che internazionale per i vini del sudafrica. Lo smart working di questi mesi ha peraltro rallentato ulteriormente la velocità di risposta e ‘reazione’ di molte aziende, in un Paese in cui la popolazione è abituata di per sé a vivere senza troppa fretta».

I numeri della crisi dell’industria del vino sudafricano, settore in grado di generare 55 miliardi di Rand all’anno in valore (2,9 miliardi di euro) parlano chiaro. Le restrizioni dettate dall’emergenza Covid-19 hanno causato una perdita di oltre 8 miliardi di Rand (oltre 435 milioni di euro) nelle vendite dirette.

A rischio, secondo Vinpro, 27 mila posti di lavoro. E con il Paese ormai pronto alla vendemmia si contano 640 milioni di litri in giacenza (la capacità produttiva del Sudafrica è pari a circa un sesto di quella dell’Italia) di cui 300 milioni non contrattualizzati.

«Ciò rappresenta un rischio non indifferente – sottolinea la non-profit – per via dell’insufficienza di spazi per la lavorazione e lo stoccaggio delle uve del nuovo raccolto, da parte di molte cantine. In pericolo c’è la sostenibilità di tutta l’industria del vino sudafricano. Anche per questa ragione i divieti a livello nazionale non possono che essere giudicati eccessivi, non necessari, ingiustificati e, in definitiva, controproducenti».

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