Categorie
Vini al supermercato

Cantine Spinelli è “Best Ambassador” vini d’Abruzzo agli Unicredit Wine Award 2023

Cantine Spinelli è Best Ambassador dei vini d'Abruzzo per Unicredit e Nomisma già miglior cantina gdo 2023 per vinialsupermercato winemag

Unicredit e Nomisma Wine Monitor hanno nominato Cantine SpinelliBest Ambassador” dei vini abruzzesi. Il riconoscimento è stato assegnato a Vinitaly 2023, nel contesto degli “Unicredit Wine Award 2023“. A Cantine Spinelli – già Miglior cantina Gdo 2023 per “Vini al supermercato“, la rubrica e guida vini di winemag.it dedicata ai vini in vendita in Gdo – viene riconosciuta la «creazione di valore per il vino italiano», in particolare per il vino dell’Abruzzo.

«Le cantine “Best Ambassador” – spiegano Unicredit e Nomisma Wine Monitor – si sono distinte per percorsi di sostenibilità, innovazione, internazionalizzazione e hanno contribuito attivamente a rafforzare la distintività sui mercati, rappresentando un volano per l’attrattività dei territori in cui operano».

Categorie
Approfondimenti

Banfi, programma di sconti FinDynamic Unicredit per sostenere fornitori di Montalcino, Bolgheri e Chianti

Banfi, azienda leader nella produzione vinicola fondata nel 1978 ed eccellenza del Made in Italy, ha sottoscritto con FinDynamic, fintech partecipata da UniCredit, un programma di sconto dinamico «per favorire la ripresa economica dei propri fornitori». L’operazione riguarda gli operatori dislocati nei territori toscani di Montalcino, Bolgheri e Chianti, in Toscana, nonché quelli di Novi Ligure e Acqui Terme, in Piemonte.

Si tratta del primo esempio di applicazione del dynamic discounting nel settore vitivinicolo, caratterizzato dalla presenza di operatori che hanno spesso numerosi fornitori di piccole e medie dimensioni, per i quali lo strumento risulta particolarmente adatto alle loro esigenze di liquidità.

L’accordo, firmato grazie al contributo di UniCredit Factoring, si aggiunge a quello di Confirming sottoscritto nel 2020 e permette a Banfi di completare il percorso di sostegno alla propria filiera, concedendo ai fornitori diverse opzioni di flessibilità nell’incasso dei crediti.

COME FUNZIONA FINDYNAMIC UNICREDIT

«La soluzione di FinDynamic – spiega Unicredit – consente sia a Banfi che ai propri fornitori di visualizzare automaticamente le fatture all’interno di una piattaforma web o mobile e di selezionare in modo semplice le fatture per il pagamento anticipato. I fornitori potranno finanziare il proprio capitale circolante ottenendo il pagamento anticipato delle fatture in cambio di uno sconto, che varia dinamicamente in relazione al numero di giorni di anticipo rispetto alla data di pagamento concordata in fattura».

«Abbracciare la soluzione di FinDynamic – evidenzia Enrico Viglierchio, Ad di Banfi – significa essere ancora più vicini alle esigenze specifiche di ogni nostro singolo fornitore, con un sostegno concreto e dinamico, riconoscendone in questo modo l’alto valore».

UN SISTEMA DI SCONTI PERSONALIZZATI

«La conoscenza del territorio ed il dialogo continuo con gli imprenditori – sottolinea Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit (nella foto) – ci permettono di intercettare con tempestività le esigenze delle aziende. In questo caso la sinergia con le altre società del nostro gruppo unitamente alla specializzazione del prodotto offerto, ci hanno consentito di offrire a Banfi una soluzione innovativa e personalizzata».

Simone del Guerra, AD di UniCredit Factoring, aggiunge: «L’impegno a sviluppare soluzioni innovative attraverso collaborazioni con la società fintech FinDynamic ci consente di arricchire l’offerta di soluzioni a sostegno delle filiere produttive e di supportare le imprese clienti e i loro fornitori nel processo di ripartenza».

«Anche il 2021 si sta dimostrando per FinDynamic un anno molto importante – conclude Enrico Viganò, Ceo & Founder di FinDynamic – in cui le aziende ci hanno riconosciuto come un vero alleato per sostenere la propria filiera. Siamo orgogliosi che Banfi ci abbia scelto per supportare i propri fornitori: la nostra piattaforma rappresenta infatti uno strumento innovativo, che agevola grazie alla tecnologia e alla continua innovazione il rapporto tra tutti gli attori di filiera».

Categorie
Approfondimenti

Accordo fra UniCredit e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

UniCredit ha finalizzato un accordo con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per affiancare le aziende del territorio, supportandole nella realizzazione degli investimenti e nel loro percorso di crescita, sostenendone la liquidità e rispondendo alle necessità determinate dall’emergenza Covid-19 rendendo disponibili soluzioni specifiche e funzionali al sostegno delle imprese del Consorzio.

«Dobbiamo poter mettere il sistema Vino di Montepulciano in condizione di non fermare gli investimenti e nello stesso tempo colmare le eventuali lacune indotte dalla pandemia – dichiara il Presidente del Consorzio, Andrea Rossi – a questo proposito iniziative consortili come questa in stretta collaborazione con UniCredit sono fondamentali per guardare al futuro dello sviluppo economico di un territorio che vive di imprese che lo valorizzano e che fanno da player di tante altre attività produttive locali indotte».

«Questa nuova sinergia si aggiunge alle numerose iniziative realizzate dal nostro Gruppo a sostegno delle aziende del territorio – aggiunge Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit – Proponiamo, nello specifico, soluzioni ad hoc capaci di accompagnare passo dopo passo gli imprenditori del settore vitivinicolo. Il nostro obiettivo è aiutarli nel processo di ripartenza, in un’ottica di sviluppo concreto e sostenibile».

Fra le soluzioni proposte da UniCredit il Mutuo Agrario, della durata massima di 36 mesi a zero commissioni di rimborso anticipato e garanzia Ismea e il Prodotto Riserva, linea di credito aggiuntiva della durata massima di 84 mesi, con un importo minimo di 10.000 euro e con la stessa garanzia.

Inoltre il SuperCash Rotativo Agrario, un finanziamento concesso in forma di plafond per sostenere l’esercizio della conduzione dell’azienda, cioè per tutte le finalità riconducibili all’attività ordinaria dell’impresa. A ciò si aggiungono le opportunità messe a disposizione da UniCredit per le aziende interessate allo sviluppo dell’e-commerce, ad esempio, attraverso la piattaforma Easy Export.

Categorie
Approfondimenti

Studio UniCredit: nel Sud si produce il 24% del vino italiano

Sono oltre 7.700 le aziende vitivinicole del Sud (Puglia, Campania, Calabria e Basilicata) che producono il 24% del vino italiano, con la Puglia che contribuisce per oltre il 20%, seconda solo alla Toscana (23%). È quanto è emerso nel Forum delle Economie Digitale organizzato da UniCredit in collaborazione con Vitigno Italia.

All’incontro, moderato da Giorgio dell’Orefice, Giornalista de “Il Sole 24 Ore”, hanno partecipato Annalisa Areni, Regional Manager Sud di UniCredit, Maurizio Teti, Direttore VitignoItalia, Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc, Massimiliano Apollonio di Casa Vinicola Apollonio Srl e Paolo Cotroneo di Fattoria la Rivolta.

Un territorio, quello del Sud, che secondo lo studio presenta una elevata specializzazione nei vini da tavola e si colloca al primo posto in Italia in tale segmento, la quota di produzione sul totale Italia è salita dal 35% del 2007 al 50% del 2019.

Nell’area si conferma in crescita anche la produzione di vini di qualità, che rappresentano oggi circa il 10% della produzione nazionale. I vini certificati sono 92, di cui 65 Dop e 27 Igp, che hanno impatto considerevole sull’economia del territorio per un valore pari a circa 500 milioni di euro.

È la Puglia in particolare a puntare decisamente sulla qualità della propria produzione vitivinicola, classificandosi al secondo posto in Italia sia per la produzione di vini certificati (32 vini Dop e 6 Igp), dietro solo alla Toscana, che per superficie agricola dedicata al biologico, 23% del totale Italia, dietro alla Sicilia (24% del totale Italia). Anche per la Campania segnala un buon risultato sul fronte della produzione di vini certificati con 19 vini Dop e 10 Igp.

Un ruolo trainante per la crescita del comparto vitivinicolo del Sud è rappresentato anche dalle esportazioni che sono cresciute di circa il 60% negli ultimi 5 anni, incremento superiore alla media Paese (+26%). Sussistono inoltre ampi margini di sviluppo dal momento che i vini dell’area contribuiscono solo per il 3,5% dell’export nazionale. E’ la Puglia, in particolare a contribuire per il 72% alla crescita dell’export dei prodotti vitivinicoli del Sud, seguita dalla Campania con il 25%.

Lo Studio ha esaminato anche gli impatti del Covid-19 sul settore vitivinicolo italiano e del Sud. Il mercato interno è atteso in contrazione, a seguito delle difficoltà del canale horeca, che da solo contribuisce per il 42% alla vendita dei vini sul mercato nazionale, e della minore capacità di spesa delle famiglie.

Anche l’export, a cui va il 55% della produzione italiana, è previsto in contrazione per la crisi economica portata dall’attuale pandemia. I cali delle vendite più consistenti sono previsti per vini di gamma medio-alta e alta, spumanti e vini “innovativi”.

L’indagine evidenzia inoltre come le imprese del settore vitivinicolo italiano e del Sud, dal punto di vista reddituale e patrimoniale, nello scenario pre Covid contavano nel complesso uno stato generale di buona salute che potrebbe aiutare a contenere i prevedibili rischi di tensioni sul fronte della liquidità legati alla pandemia.

Tra i cambiamenti a cui le imprese devono puntare per superare l’attuale momento, oltre al tema del rafforzamento dimensionale e della valorizzazione delle filiere produttive, vi è la costruzione e il rafforzamento di catene di valore di prossimità e la diversificazione dei mercati di sbocco e dei canali di vendita, incluso il potenziamento dell’e-commerce, che in questo periodo sta rivelando grandi potenzialità.

Categorie
news ed eventi

Sicilia en Primeur: focus Unicredit sulle aziende del vino siciliane

PALERMO – La Sicilia produce oltre il 10% del vino italiano ed è la quarta regione per produzione, dopo Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. I vini DOP e IGP hanno raggiunto l’80% della produzione regionale.

La Sicilia è la prima regione italiana per superficie a vite biologica con 38.935 ettari (37,6% della superficie nazionale), seguita da Puglia e Toscana, con una crescita del 21% su base annua.

Sono alcuni dei dati del Forum sulle economie di UniCredit relativo alle performance delle aziende vinicole siciliane e diffusi in vista di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia e in programma a Palermo dal 3 al 7 maggio 2018.

Lo studio UniCredit ha esaminato alcuni indici di bilancio di un campione costituito da 72 società di capitali che operano nel settore e che hanno depositato i bilanci negli ultimi 5 anni.

Viene fuori per la Sicilia una crescita inferiore alle regioni concorrenti ma una buona redditività, un leverage nella media pur in presenza di tempi di incasso più lunghi e una buona affidabilità creditizia per oltre la metà del campione regionale.

Lo studio fornisce anche alcuni dati nazionali sul settore del vino: l’Italia è il primo produttore mondiale con 46 milioni di ettolitri, il secondo esportatore mondiale con 21 milioni di ettolitri e il terzo consumatore mondiale con 23 milioni di ettolitri. La filiera vitivinicola realizza in Italia 11 miliardi di fatturato, di cui il 60% con vini DOP e IGP e il 20% con spumanti. Stati Uniti,  Germania e Regno Unito sono i principali mercati di sbocco del vino italiano.

“UniCredit – sottolinea Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit – è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Concedere credito è certamente importante ma oggi non è più sufficiente. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero, aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti, attività di formazione specialistica, accordi con player internazionali per marketing online”.

Lo studio UniCredit ha esaminato alcuni indici di bilancio di un campione costituito da 72 società di capitali che operano nel settore e che hanno depositato i bilanci negli ultimi 5 anni. Viene fuori per la Sicilia una crescita inferiore alle regioni concorrenti ma una buona redditività, un leverage nella media pur in presenza di tempi di incasso più lunghi e una buona affidabilità creditizia per oltre la metà del campione regionale.

Lo studio fornisce anche alcuni dati nazionali sul settore del vino: l’Italia è il primo produttore mondiale con 46 milioni di ettolitri, il secondo esportatore mondiale con 21 milioni di ettolitri e il terzo consumatore mondiale con 23 milioni di ettolitri. La filiera vitivinicola realizza in Italia 11 miliardi di fatturato, di cui il 60% con vini DOP e IGP e il 20% con spumanti. Stati Uniti,  Germania e Regno Unito sono i principali mercati di sbocco del vino italiano.

“Sono orgogliosamente stupito – dichiara Edy BandieraAssessore regionale Agricoltura e Pesca – dai traguardi raggiunti dal vino siciliano. Venti, venticinque anni fa sarebbe stato impensabile immaginare una crescita esponenziale di cantine, imprenditori e pertanto lavoro diretto e indotto e ricchezza ricaduta nel territorio che ha fatto crescere la nostra Sicilia”.

C’è dell’altro. “Credo, e questo possono confermarlo esperti di fama nazionale e internazionale – continua Bandiera – che non si è mai bevuto così bene in Sicilia per merito dei vini prodotti in quest’isola. E per tutto questo devo dirvi grazie. Grazie perché senza questa visione e questa determinazione non avreste raggiunto questi risultati che ci rendono orgogliosi”.

“Sono sicuro – ha proseguito l’assessore Bandiera – che anche il futuro potrà riservarci ancora belle sorprese. In fondo c’è spazio per crescere ancora. Gli osservatori del vino ci dicono che la percezione del vino italiano nel mondo da qui al breve e medio periodo passa principalmente per poche regioni: il Piemonte e la Toscana, ovviamente e poi Triveneto e Sicilia. Non possiamo lasciarci scappare quest’opportunità”.

“Le istituzioni che qui rappresento . ha concluso Bandiera – sono pronte a fare tutto ciò che è necessario per cavalcare questo momento favorevole. Concludo dicendo ancora un grazie perché Assovini e Sicilia en primeur hanno dimostrato da quasi 15 anni – e ripeto da ben 15 anni a questa parte – che in Sicilia si può fare sistema, ci si può mettere insieme, fianco a fianco per raggiungere obiettivi grandiosi. Ed è anche per questo che il vino è l’avanguardia. Sicilia del vino, avanti tutta!”.

Poi il commento di Alessio Planeta, presidente di Assovini Sicilia. “La crescita del valore del vino siciliano, certificato dal Report di Unicredit, è la conferma che la strada intrapresa dalle aziende di Assovini sta dando i propri frutti”.

“La Sicilia del vino è sana, forte e credibile anche dal punto di vista finanziario – ha aggiunto Planeta – è una novità che significa il riconoscimento del modo nuovo di fare impresa avviato da anni dalle aziende Assovini. Ed è sicuramente una bella notizia. La Sicilia del vino ha puntato il proprio export sui mercati giusti e ha ancora spazi enormi di crescita nel mondo”.

Secondo Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia “il Report di Unicredit testimonia come il vino italiano di qualità sia sempre più apprezzato all’estero: ciò significa che è stata giusta la scelta delle aziende Doc Sicilia di puntare su un profilo alto della propria produzione”. “Questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie all’attenzione dedicata dalle imprese vitivinicole all’innovazione tecnologica e impiantistica”.

SICILIA EN PRIMEUR
Oltre a presentare in anteprima i vini dell’annata precedente, Sicilia en Primeur farà conoscere alla stampa italiana ed internazionale i mille volti del vino siciliano mettendo in degustazione oltre 500 vini delle cantine di Assovini Sicilia.

Attraverso tre giorni di enotour i partecipanti avranno inoltre la possibilità di scoprire i luoghi e la cultura che fanno della Sicilia un continente vitivinicolo a tutto tondo. Dopo il successo dello scorso anno, Sicilia en Primeur conferma la partecipazione di cinque Master of Wine internazionali che offriranno alla stampa presente approfondimenti su tematiche di settore in cinque masterclass dedicate.

Tra le novità, una sessione di divulgazione scientifica denominata “Sicily Wine Science Show” in cui gruppi di ricercatori selezionati da una commissione presenteranno i loro progetti di studio sulla vitivinicoltura siciliana, interagendo in prima persona con i giornalisti.

Per concludere, lunedì 7 maggio alle ore 17.00 presso il Museo Regionale d’Arte Contemporanea, Sicilia en Primeur darà il benvenuto al pubblico, offrendo a tutti i wine lovers la possibilità di degustare le stesse etichette presentate in anteprima alla stampa. Con la città di Palermo ed il suo patrimonio culturale, storico ed enogastronomico, a fare da fil rouge all’evento, Sicilia en Primeur 2018 si prepara a mettere in mostra anche quest’anno il meglio della produzione vinicola siciliana.

“Il riposizionamento verso l’alto delle produzioni vinicole siciliane, e l’aumento del valore unitario delle bottiglie, sono la via obbligata se vogliamo continuare nel trend positivo dello sviluppo del settore vitivinicolo” dice Planeta, presidente Assovini.

“Sappiamo da sempre che nel nostro settore l’analisi dei numeri è complessa. Lo è per gli intrecci tipici del mercato globale, per l’origine dei dati e per le specificità del settore produttivo, che va dal piccolo produttore artigiano alle multinazionali che confezionano nei paesi di appartenenza. A questi elementi ne va aggiunto un altro, ultimo ma non secondario: la componente dell’annata dei vini condizionata da variabili incontrollate come ad esempio i fattori climatici che incidono sulla vendemmia”.

“Il Report” conclude Planeta, presidente di Assovini, “offre un’altra riflessione: la Sicilia del vino continua la sua risalita verso la parte alta della classifica italiana (la Lombardia negli anni scorsi ci precedeva). L’obiettivo della nostra generazione di imprenditori, prima di passare il testimone ai nostri figli, è quello di risalire in posizione dietro le tre regioni del vino oggettivamente inarrivabili ma posizionarci tra le prime cinque”.

“Come Consorzio Doc Sicilia privilegiamo la crescita qualitativa della produzione vinicola siciliana aumentando così la competitività delle aziende e assicurando alla viticoltura della regione una strategia di lungo respiro” dice Rallo, presidente della Doc Sicilia.

“A proposito di investimenti: i paesi esteri su cui stiamo puntando di più sono gli Stati Uniti e la Germania. Per il quarto anno consecutivo il consiglio di amministrazione della Doc ha confermato il progetto promozionale in Usa e il raddoppio dell’impegno in Germania e in Italia” precisa Rallo.

“L’obiettivo dei programmi di promozione all’estero è far parlare di vino siciliano e dare ampio spazio alle diverse espressioni vitivinicole della nostra isola. Quando nel 2012 è stato fondato il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, l’obiettivo di imbottigliatori, vinificatori e viticoltori che ne avevano determinato la nascita, era avere un organismo che riuscisse concretamente a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell’isola”.

“Consapevoli del grande patrimonio a disposizione, era necessaria una figura che coordinasse le differenti realtà accomunate dal marchio di qualità Denominazione di Origine Controllata Sicilia e implementasse una serie di attività per la tutela, la salvaguardia e la promozione dei vini Doc Sicilia”.

“L’idea di ‘fare squadra’ si è rafforzata nel corso degli anni – conclude Rallo – e oggi le aziende vedono sempre più nel Consorzio uno strumento per raggiungere un obiettivo comune. Nei primi tre mesi del 2018, sono già diventate 195 le aziende che imbottigliano Doc Sicilia a fronte delle 147 del 2017”.

Exit mobile version