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Vino italiano: Giappone più vicino con accordo di libero scambio

BRUXELLES – L’Accordo di Libero Scambio tra Ue e Giappone è realtà. L’approvazione è avvenuta a larga maggioranza (474 favorevoli su 670 presenti) durante l’Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo di questa mattina.

“Si tratta del più grande trattato mai negoziato dall’Ue, che creerà una zona di libero scambio dall’indotto quantificabile in 600 milioni di persone”, sottolinea Unione Italiana Vini nell’accogliere con favore la ratifica.

Un negoziato durato anni, che vedeva tra le altre richieste del Giappone quella di ridurre la dimensione standard delle bottiglie, da 750 a 720 ml, per uniformarsi a quelle utilizzate nel Paese orientale.

“Un’intesa – evidenzia Uiv – che rappresenta un messaggio costruttivo contro la tendenza al modus operandi politico basato sull’unilateralismo e al protezionismo di questo particolare momento storico”.

Nel corso delle trattative, Unione Italiana Vini ha lavorato a stretto contatto con le Istituzioni comunitarie. “Questa approvazione – sottolineano i vertici –  è dunque un risultato che gratifica appieno Unione Italiana Vini per l’impegno e gli sforzi profusi sin dal 2013, al fianco del Comité Européen des Entreprises Vins, per tutelare le imprese che guardano con interesse i mercati extra-UE ed in particolare quello giapponese, un bacino florido ed in crescita”.

I DETTAGLI
Sempre secondo Uiv, l’accordo permetterà all’Europa di colmare il gap competitivo con gli altri esportatori extra-UE (come Australia e Cile) e si dimostrerà un volano indispensabile per l’intero comparto, portando benefici concreti per le imprese europee.

Tra questi l’abbattimento immediato dei dazi doganali, con risparmi per oltre 112 milioni di euro annui a livello UE; l’autorizzazione a pratiche enologiche fino ad oggi non riconosciute dalla normativa giapponese; la salvaguardia delle indicazioni geografiche, con 100 vini a DOP/IGP europei che avranno lo stesso livello di protezione previsto dalla normativa europea.

Il trattato consente inoltre l’eliminazione di tutti i costi associati alla registrazione delle IG italiane in Giappone per facilitarne la protezione. “Questi risultati – conclude Uiv – soddisfano appieno le richieste che il settore aveva avanzato sin dalle prime battute dei negoziati e rappresentano un traguardo estremamente significativo per il vino”.

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