Categorie
Vini al supermercato

Gennaio al supermercato: “fredde” anche le promozioni sul vino

Rapido excursus sulla nuova “ondata” di volantini post Epifania. La storia si ripete ed anche nel 2020, gennaio non offre molto in una grande distribuzione concentrata su saldi dell’abbigliamento o fiere del bianco.

Volantini in genere concentrati su vini da consumo quotidiano e di fascia prezzo medio bassa. Torneranno presto le promozioni più interessanti: è tutta una questione di gestione delle rotazioni, post festività.

Nel frattempo, qualcosa c’è per il clienti. A&O propone in offerta tutta la linea Vie dell’uva, con sconti fino al 50% a seconda dell’etichetta ed Ipercoop promuove al 40% sui vini Bolla. Buona spesa!


Auchan dal 3 al 15 gennaio
Spumante Prosecco Valdobbiadene Carpenè Malvolti: 5,99 euro (5 / 5)


A&O dal 9 al 22 gennaio
Chianti Docg Cecchi: 4,79 euro (4 / 5)
Linea Vie dell’Uva sconti fino al 50% (3,5 / 5)


Bennet dal 2 al 15 gennaio
Nessun vino da segnalare

Bennet dal 9 al 22 gennaio “I freschi sottocosto”
Oltrepò Pavese Bonarda Quaquarini: 3,58 euro (4 / 5)
Chianti Superiore Doc Oro Piccini: 3,99 (5 / 5)
Langhe Doc Clavesana: 2,38 (4 / 5)

Vini da evitare: Sauvignon Natale Verga


Carrefour Express fino al 28 gennaio
Nero d’ Avola Doc Settesoli: 3,99 euro (3,5 / 5)


Carreofur Market dal 7 al 15 gennaio “Gustati una nuova esperienza di spesa”
Chianti Riserva Oro Piccini: 3,99 euro (5 / 5)
Nero D’Avola Settesoli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Terre d’Italia Primitivo di Manduria: 7,99 euro (3,5 / 5)
Alberelli de la Santa Bio Negroamaro Rosato Hisotelaray: 4,99 euro (3,5 / 5)

Carreofur Market dal 7 al 15 gennaio “Piccoli Prezzi”
Nero D’Avola Settesoli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva Spinelli: 3 euro (4,5 / 5)


Carrefour dal 10 al 20 gennaio
Bonarda Colli Piacentini Doc Cantina Valtidone: 3,29 euro (3,5 / 5)
Corvo Duca di Salaparuta: 3,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Barbera, Bonarda o Riesling, Canneto: 2,29 euro (3,5 / 5)

Vini da evitare: Terre dei Passeri, Poggio dei Vigneti


Conad dall’8 al 20 gennaio
Chardonnay Santa Margherita: 4,38 euro (4 / 5)


Coop dal 9 al 22 gennaio
Nessun vino da segnalare

Vini da evitare: Bonarda Le Cascine



Crai dal 9 al 22 gennaio
Gewurztraminer Santa Margherita: 6,49 euro (4,5 / 5)
Lambrusco Sorbara Cavicchioli: 2,79 euro (3,5 / 5)
Cannonau Antichi Poderi Jerzu: 3,99 euro (3,5 / 5)

Vini da evitare: Bottebuona


Despar fino al 22 gennaio
Oltrepò Barbera, Bonarda o Riesling Canneto: 2,79 euro (3,5 / 5)


Esselunga, fino al 15 gennaio
Croatina “Myrtò”, Perego e Perego: 2,98 euro (5 / 5)
Lambrusco Modena “Robanera”, Cavicchioli: 2,64 euro (3,5 / 5)
Primitivo Salento, Tormaresca: 3,49 euro (4 / 5)


Famila, fino al 15 gennaio
Vino Soave Doc Classico, Sartori: 2,69 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Vecchia Modena, Chiarli: 3,49 euro (3,5 / 5)


Gulliver, fino al 15 gennaio
Barbera frizzante Doc, Cantina Valtidone: 3 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Doc, Bonelli: 3,50 euro (3,5 / 5)
Bonarda Frizzante Doc, Giorgi: 4,50 euro (3,5 / 5)


Il Gigante, fino al 15 gennaio
Nulla da segnalare a volantino


Iperal, dal 3 al 14 gennaio
Nulla da segnalare a volantino


Ipercoop dal 2 al 15 gennaio
Linea Bolla sconto 40% (4 / 5)
Gutturnio o Bonarda Colli Piacentini Valtidone: 2,29 euro (3,5 / 5)
Chardonnay, Merlot, Caberneto Syrah J.P Chenet: 3,59 euro (3,5 / 5)
Spumante Oro Blanc de Blanc Valdo: 3,35 euro (3,5 / 5)


Pam dal 2 al 15 gennaio
Lambrusco di Sorbara o Castelvetro Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Raboso Vivace Colli Euganei Igt: 3,99 euro (3,5 / 5)
Barbera del Monferrato Terre da Vino: 3,49 euro (3,5 / 5)

Vini da evitare: Le Cascine

Pam dal 7 al 15 gennaio “Volantino Zac”
Chianti Docg Piccini: 2,99 euro ai titolari di carta (3,5 / 5)
Syrah o Chardonnay Settesoli: 3,99 euro ai titolari di carta (3,5 / 5)

Vini da evitare: Poggio dei Vigneti


Sigma fino al 22 gennaio
Valpolicella Ripasso Doc Sartori: 7,90 euro (4 / 5)

Vini da evitare: Le Cascine


Tigros dal 9 al 21 gennaio
Vini Doc Mezzacorona Lagrein Rosato o Teroldego Rotaliano: 3,99 euro (3,5 / 5)
Verdicchio Jesi Doc Il Picchio: 3,99 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Cavicchioli: 2 x 4 euro (3,5 / 5)
Vini Doc Rapitalà; 3,99 euro (4,5 / 5)
Spumanti linea Mionetto: 6,90 euro (3,5 / 5)


Unes dall’8 al 21 gennaio
Lambrusco scuro Il Parmigiano: 2,79 euro (3,5 / 5)

Categorie
Vini al supermercato

Valtenesi Dop Chiaretto 2016 Cà Maiol

(3,5 / 5) La provincia di Brescia è una delle zone più ricche ed industrializzate di Italia, ma anche una delle aree vinicole della regione di maggior pregio grazie alla produzione del Franciacorta Docg. Non proviene da lì il vino sotto la nostra lente di ingrandimento, ma da un areale enoico altrettanto importante, quello del territorio “lacustre” del Garda. Si tratta del Valtenesi Dop Chiaretto 2016 prodotto da Cà Maiol.

Prodotto della Linea Classica destinata alla Gdo viene definito (da loro stessi) un vino particolarmente adatto al gusto femminile. Certamente, l’impatto visivo del prodotto, dal colore all’etichetta effetto pergamena può avere un “ascendente” sulle donne, ma quanto al gusto può davvero incontrare quello di una platea più estesa, senza distinzione di genere.

Il Valtenesi Dop Chiaretto di Cà Maiol è infatti un rosè  versatile e trasversale che in cucina può risolvere tanti abbinamenti. Se la “La strada dell’illuminazione sta nella via di mezzo” come dice il piccolo Budda , quando il bianco non “regge” ed il rosso nemmeno, scegliamo un rosato, un buon compromesso.

LA DEGUSTAZIONE
Il Valtenesi Dop Chiaretto di Cà Maiol è di color rosa tenue e si presenta nel calice cristallino, luminoso e molto trasparente. Al naso ha un bouquet semplice e delicato che si sviluppa tra note floreali di roselline, piccoli frutti poco maturi come fragoline e lamponi e lievi spunti minerali.

Al palato ha un’anima morbida. Calice chiama calice nella sua “semplicità” infrescante e leggermente sapida. Un vino equilibrato e maturo che lascia un aroma di bocca mediamente fine e sufficientemente persistente,

Il Chiaretto Dop Valtenesi Cà Maiol è perfetto con piatti di pesce di lago e di mare, ma può accompagnare egregiamente tante pietanze di media struttura, antipasti di verdure, carni bianche, sformati, un piatto di pasta al pomodoro ed anche la pizza, la classica margherita o la vegeteriana oppure una focaccia bianca con pomodorini e mozzarella di bufala.

LA VINIFICAZIONE
Blend di 4 uvaggi, Barbera, Sangiovese, Marzemino e Groppello, il Chiaretto viene anche chiamato “vino di una notte” per il fatto che la vinificazione delle quattro uve avviene con un leggero contatto del mosto della durata di una notte sola.

L’azienda agricola Cà Maiol si trova sulla Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, a sud del lago di Garda nel cuore della produzione del Lugana ed ha recentemente festeggiato i 50 anni di attività. Nata nel 1967 per volontà di Walter Contato che intuì il potenziale della zona del Garda e del Lugana diventando promotore e fondatore del relativo Consorzio di Tutela è passata nel corso degli anni da un’estensione di 12 a 140 ettari. 

Prezzo: euro 9,90
Acquistato presso: Unes / U2

Categorie
Vini al supermercato

Primitivo di Manduria Dop 2015 Musaikòn, Consorzio Produttori Vini di Manduria

(3,5 / 5) Finisce oggi sotto la nostra lente di ingrandimento un Primitivo di Manduria Dop, annata 2015, prodotto dal Consorzio Produttori Vini di Manduria per la linea dal poetico nome “Musaikòn”. Termine greco da cui deriva la parola mosaico che  sta a significare un’opera paziente delle muse. Mosaico riprodotto anche sull’etichetta frontale, scelta di marketing efficace. Sullo scaffale è un’etichetta che si fa notare, ma noi di vinialsupermercato non siamo abituati a giudicare dalle apparenze e con il consueto approccio critico ci apprestiamo alla sua degustazione.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Primitivo di Manduria Dop 2015 Musaikòn si presenta di colore rosso rubino impenetrabile con archetti stretti e fitti. Al naso è schietto e fine. Intensi gli aromi di prugna ed amarena fusi a note di vaniglia e liquirizia. In bocca è caldo, il suo alcol svolto è del 14%. Un vino secco, corposo, suadente e vellutato, con tannini ingentiliti. Il passaggio in legno si sente. La vena acida fresca però accompagna il sorso che risulta accattivante e con discreta persistenza retro olfattiva. Vino molto gradevole. Il Primitivo di Manduria Dop Musaikòn a tavola si  accosta a carni arrosto, cinghiale in salmì, grigliate miste, stracotto di asino. Da provare anche con il piatto più famoso della cucina pugliese,  le orecchiette con cime di rapa. Va servito alla temperatura di 18-20 gradi in calici ampi.

LA VINIFICAZIONE
Il Primitivo di Manduria Dop 2015 Musaikòn è prodotto con uve Primitivo 100% provenienti da vigneti con un’età media compresa tra i 20 e i 50 anni che si trovano su terreni calcarei tufacei di medio impasto. Le viti sono allevate ad alberello e/o controspalliera di sostegno con 4.000 – 5.000 ceppi per ettaro. La vendemmia viene effettuata nella 2° decade di settembre. La resa di produzione per quintale di uva è del 70%. La vinificazione è tradizionale, in rosso, con termocondizionamento del processo fermentativo.

Il vino subisce un ulteriore affinamento di 2 mesi in barrique francesi di legno di rovere Allier. La storia del Consorzio dei Produttori vini di Manduria risale al 1928 quando un gruppo di vignaioli lungimiranti rilevò un vecchio stabilimento e creò la “Federazione Vini”, un’associazione di produttori che quattro anni più tardi, nel 1932 ufficializzò la sua forma giuridica di cooperativa con l’istituzione del “Consorzio Produttori Vini e Mosti rossi superiori da taglio per la zona di Manduria”. Oggi l’azienda dispone di 1000 ettari di vigna, più della metà ancora allevata con il tradizionale sistema ad alberello e difende strenuamente il lavoro di 400 piccoli artigiani del vino, gli unici a potersi fregiare dell’appellativo di Maestri in Primitivo. Con i loro Primitivo di Manduria “Elegia” , “Sonetto” e “Lirica” hanno ottenuto diverse menzioni al Merano Wine Festival e a Mundus Vini.

L’azienda ospita al suo interno, nelle vecchie cisterne ipogee, il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, istituito con lo scopo di diffondere la cultura del vino, valorizzando i saperi e le testimonianze storiche del territorio di coltivazione delle uve, le tecniche di produzione, il lavoro che si cela dietro una bottiglia di vino di qualità. Tappa obbligata se siete in zona,   anche secondo i contributori di TripAdvisor che al Museo, tra i migliori 10 in Puglia, ha consegnato il Certificato di Eccellenza 20

Prezzo pieno: 6,19 euro
Acquistato presso Unes/U2

Categorie
Vini al supermercato

Lambrusco Igp Marcello, Ariola Vini e Vigne

(3,5 / 5)

Quando ci si avvicina ad una bottiglia di Lambrusco, ci si avvicina sempre con “gioia” e spensieratezza. Forse per la sua leggerezza, per la sua “schiettezza” varietale, perché è un vino “onesto” del quale non ci si stanca, un vino semplice, ma non per questo banale. Finisce oggi sotto la nostra lente di ingrandimento uno di quelli che reputiamo tra i migliori lambruschi disponibili in grande distribuzione, il Lambrusco Igp Marcello prodotto da Ariola Vini e Vigne in provincia di Parma. Versato nel calice, il Lambrusco Igp Marcello si presenta subito con una bella schiuma irruente. Il colore è quello tipico del Lambrusco: rosso intenso con riflessi violacei. All’esame olfattivo è intenso con sentori di mora fragola e lampone. Una volta deglutito, il Lambrusco Igp Marcello mostra una “frizzantezza ” misurata, un corpo leggero, ma di buona avvolgenza.

Il gusto è leggermente abboccato, ma non stucchevole. Buona la persistenza aromatica tutta fruttata sulle more e i lamponi. Una beva  che definiamo irresistibile per una gradazione di soli 10,5% di alcol in volume, ma non per questo da sottovalutare.  Ben due riconoscimenti a livello internazionale per questo Lambusco della linea Grand Cru di Ariola: nel 2016 Medaglia d’Argento agli International Wine Challenge di Londra e nel 2013 Medaglia d’oro al Concours Mondial di Bruxelles. Poche cose da aggiungere dunque su questo Lambrusc: relativamente al prezzo è leggermente superiore alla media per tipologia, ma assolutamente congruo alla qualità, la bottiglia  si distingue facilmente per la sua forma più ampia. Il Lambrusco in cucina si presta a numerosi abbinamenti. Ottimo con il barbecue,  con i piatti tipici della cucina emiliana e parmigiana come tortelli o paste ripiene, salumi, cotechini, pietanze “grasse” in genere, ma anche con piatti di pesce. Va servito rigorosamente fresco ad una temperatura di 8-10 gradi.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve 100% vitigno Lambrusco Maestri, il cui nome deriva dalla Villa Maestri sita in località San Pancrazio a Parma.  Un vitigno considerato tra i minori del Lambrusco, spesso vinificato in assemblaggio con altri, ma capace di dare al vino i colori scuri tipici dei lambruschi della zona di Parma. I vigneti di Ariola, azienda nata nel 1956,  si trovano tra i 220mt e i 300mt s.l.m su terreni limosi argillosi. Sono 70 gli ettari vitati tra  bianchi come Malvasia, Sauvignon, Chardonnay  e rossi come Lambrusco, Cabernet, Merlot, Bonarda e  Fortanina.

Prezzo pieno: 5,69 euro
Acquistato presso: U2

Categorie
Vini al supermercato

Lambrusco Reggiano Frizzante Doc 2015 Rosato del Campanone, Lombardini

(4 / 5) Sempre alla ricerca di proposte di vini freschi per l’estate, colpisce sullo scaffale una bottiglia renana.

Si tratta del Lambrusco Reggiano Frizzante Doc Rosato del Campanone, vendemmia 2015, imbottigliato dall’azienda Lombardini di Novellara-

“Rosati Medaglia d’Argento 2015” in evidenza sulla bottiglia. “L’ho provato e mi ha convinto molto più dei precedenti rosati di Lombardini. E’ fresco, elegante, piacevole e di bevibilità suprema. Sarà uno dei miei vini dell’estate”. Parole queste di Andrea Scanzi che ha preso spunto da questo vino per il suo capitolo sul lambrusco nel libro “elogio dell’invecchiamento”.

LA DEGUSTAZIONE
Il Rosato del Campanone  è un vino che mette allegria già dal suo colore rubino chiaro: una pozione magica la cui schiuma croccante scalpita nel calice.

Al naso il profumo è fragrante e fruttato di fragola.  Frutto  dominante anche al palato e nella chiusura di buona persistenza. Un vino di acidità fresca, con una bolla spinta, ma gradevole e stuzzicante.

Si lascia bere in scioltezza, è un vino leggero, solo 11% di alcol in volume. Davvero apprezzabile dunque, si abbina a primi piatti, carni bollite e ai piatti più tipici della tradizione emiliana. Un difetto? Forse la scelta della bottiglia, che fatica davvero fatica a stare in frigorifero.

LA VINIFICAZIONE
Il Lambrusco Reggiano Doc Rosato del Campanone è prodotto con uve Lambrusco Salamino e Lambrusco di Sorbara vinificate secondo il metodo charmat in autoclave.

La cantina Lombardini, presente a Novellara dal 1925 produce vini frizzanti e spumanti: per circa il 95% Lambruschi, di cui l’ 85% DOC, da sempre ottenuti da uve selezionate di ottima qualità, provenienti da vitigni autoctoni presenti sul suo territorio. Non dispongono infatti di vitigni propri, ma sono selezionatori di uve.

La Famiglia Lombardini è presente sul panorama enologico italiano da ben quattro generazioni, nel corso delle quali è riuscita a costruire un vasto patrimonio di esperienze, tramandando di padre in figlio l’amore e la dedizione per il mondo del vino e il loro protagonista è da sempre il buon “Lambrusco” per il quale hanno ricevuto diversi premi, menzioni e riconoscimenti non ultimo, la medaglia d’argento rosati, per due anni consecutivi del Campanone in concomitanza anche dei loro novanta anni di attività.

Prezzo: 5,20 euro
Acquistato presso: U2

Categorie
Vini al supermercato

Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc 2013 Arciere Cantine Marconi



E’ il prodotto di un vitigno autoctono oggi presente soprattutto nella zona delle Marche, in provincia di Ancona. Un nome particolare, Lacrima, perché, a maturazione, spesso la buccia si rompe lasciando fuoriuscire gocce di succo simili ad una lacrima. Non fatevi ingannare dal nome al cui interno c’è la parola Alba, perchè non siamo in Piemonte, a Cuneo, ma proprio nelle Marche, con un vino che si preannuncia particolare già dal nome. Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc Arciere, vendemmia 2013, finito oggi nel nostro calice. Di colore rosso rubino carico, tendente al violaceo e poco trasparente sul bicchiere rilascia tanti archetti stretti che colano densi. Dal punto di vista dell’olfatto è molto profumato. Inizialmente è l’alcolicità a prevalere, sono 13% i gradi di questa versione superiore. Le note vinose poi, lasciano spazio a piccoli frutti a bacca rossa, che si arricchiscono di un mazzolino di rose e di violette. Lo spettro olfattivo viene completato anche da una leggera speziatura e da note balsamiche. Di corpo medio, è un vino caldo e fermo che si fa apprezzare per il gusto rotondo e fruttato, ma soprattutto per il retrogusto  quasi ”liquoroso”.Chiude infatti su note di ginepro in un  finale elegante e persistente. Non è il classico vino ”piacione’ alla toscana,  ma ha un sapore asciutto e gradevole e per la sua particolare aromaticità viene considerato anche un vino da meditazione. Oppure, a tavola, la Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc Arciere è un vino che si abbina a primi piatti saporiti, pietanze tartufate o a base di carne rossa. Si accosta molto bene al filetto di manzo accompagnato con crema di funghi e condito con olio al tartufo, ma anche a prodotti tipici della cucina marchigiana come il salame lardellato di Fabriano o il ciauscolo. Va servito a 18-20 gradi.

LA VINIFICAZIONE

Sappiamo dal sito internet della Cantina Marconi che il Lacrima di Morro d’Alba Superiore è prodotto con uve Lacrima 100%  da vigneti che si trovano nella zona di produzione di S.Marcello in provincia di Ancona vendemmiate al massimo della maturazione zuccherina per dare colore e aromaticità al prodotto. La resa è di 1,5 kg per pianta. La Denominazione di origine controllata del vino Lacrima di Morro d’Alba, per essere tale, deve essere composta dal vitigno Lacrima per almeno l’85% con l’aggiunta di Montepulciano e/o Verdicchio nella misura del 15% massimo. Della Lacrima di Morro d’Alba esiste anche una particolare versione passita. Non abbiamo ulteriori informazioni riguardo la vinificazione, le nostre richieste sono state disattese, anche se ci sarebbe piaciuto scoprire qualcosa di più sul nome di fantasia Arciere e sulla particolare etichetta ”vini d’arte”. La Cantina Marconi si trova a S. Marcello in provincia di Ancona, ha un’estensione di 42 ettari nelle colline marchigiane vocate alla coltivazione del Verdicchio e della Lacrima. Da tre generazioni produce vino con la filosofia di fare bene per il piacere di tutti come se si facesse per se stessi cercando di portare nella bottiglia la massima espressione del territorio. Per il loro Verdicchio di Jesi hanno ricevuto una serie di riconoscimenti e menzioni.

Prezzo pieno: 8,99 euro

Acquistato presso: Unes/U2
Categorie
Vini al supermercato

Ruchè di Castagnole Monferrato Docg 2014, Bersano

Doppio primato questo vino: primo Ruchè di Castagnole Monferrato Docg che recensiamo e primo prodotto dell’azienda Bersano di Nizza Monferrato (At). La vendemmia finita sotto la nostra lente di ingrandimento è la 2014. Un vino distribuito soprattutto in Nord Italia (Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia, Liguria, Veneto, ma anche in qualche supermercato di Toscana, Lazio ed Emilia). Il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, prodotto da Bersano di Nizza Monferrato nel calice si presenta di colore rosso rubino scuro, limpido poco trasparente e di fluidità densa. Dal punto di vista olfattivo è intenso, attacca molto vinoso e con il classico sentore di ciliegia sotto spirito, ma quando l’alcolicità si mitiga si percepiscono, oltre ai frutti rossi, violette e speziature intriganti. Un vino non particolarmente strutturato, anzi di medio corpo, caldo, rotondo e vellutato, giustamente tannico con gli aromi ben armonizzati al palato. Un perfetto equilibrio completato da un gradevole retrogusto amarognolo molto persistente. Interessante prodotto, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Si presta ad essere servito come aperitivo, in abbinamento a antipasti, carni bianche e alla tipica bagnacauda piemontese, ma anche a tutto pasto.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Ruchè coltivate su terreni argillosi con presenza di limo. Le vendemmia viene effettuata a metà ottobre, la vinificazione è fatta in acciaio con affinamento di due mesi in bottiglia. Il vitigno Ruchè è un vitigno autoctono raro che viene coltivato in una piccola area in provincia di Asti. La leggenda narra che sia arrivato dalla Borgogna portato dai monaci. Grazie alla sua tipica nota aromatica è un vino che viene  considerato da sempre adatto ad occasioni particolari. Sino a pochi anni fa era conosciuto solo a livello locale, ma negli ultimi anni sta riscuotendo successo grazie alla sua grande piacevolezza e ai profumi caratteristici. Un vitigno considerato anche difficile da coltivare e capriccioso i cui vini hanno ottenuto la doc nel 1987 e la Docg solo nel 2010. La storia di Bersano inzia ai primi del 900 a Nizza Monferrato. Nel 1935 Arturo Bersano, passa alla guida della cantina fino ad allora a conduzione familiare, uomo di grande cultura e pioniere di una viticultura di qualità che diventa tratto distintivo della casa con il motto ”se vuoi bere bene comprati un vigneto”. Seguendo il suo esempio, le famiglie Massimelli e Soave, da quasi trent’anni titolari dell’azienda, hanno consolidato una imponente realtà di cascine dove, senza dimenticare la forza delle tradizioni, si producono uve di qualità facendo di Bersano una delle più importanti realtà vitivinicole del Piemonte. 230 ettari di vigneti nei migliori crus di Langhe e Monferrato, tra cui tra le ultime acquisizioni di Ruchè e Grignolino nella Cascina S.Pietro.

Prezzo pieno: 6,65 euro
Acquistato presso: U2/Unes

Categorie
Vini al supermercato

Lambrusco di Modena Doc FieroNero Lambrusco Scuro, Umberto Cavicchioli & Figli

(4 / 5) E’ il primo vino venduto nei supermercati italiani, un vino che incontra da sempre il gusto di molti con il suo essere semplice, schietto e sincero. Stiamo parlando del Lambrusco e, noi di vinialsupermercato, non potevamo lasciare sullo scaffale questa nuova etichetta che ci è balzata agli occhi. FieroNero Lambrusco di Modena Doc prodotto da Umberto Cavicchioli e figli, Lambrusco scuro. Scopriamo che fa parte della linea ”piacere quotidiano”, ma anche nella linea ”piaceri della festa”, se pur dedicata a malvasie e spumanti non avrebbe stonato, perché ci ha regalato davvero una gioia festosa il degustarlo. Lambrusco Scuro a pieno titolo, dato il colore violaceo cupo con il quale si è presentato una volta che la sua schiuma effervescente e scintillante come le stelline di natale si è esaurita. Al naso un’esplosione intensa di frutti a bacca rossa: fragola, ciliegia, lampone, ribes, amarena, more, ma anche sentori floreali di rosa, praticamente come scartare una big babol. Al gusto succoso e fruttato con una vena acida dinamica e scattante che invoglia continuamente il sorso. Solo 11% di alcol in volume per un vino a tutto pasto. Ideale con la pizza, si accosta anche a primi con ragù di carne, salumi, bolliti, servito freddo è perfetto con tutta la cucina del barbecue, eccellente con formaggi stagionati come parmigiano reggiano o grana padano.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Lambrusco Salamino provenienti da vigne selezionate del modenese allevate a doppia cortina, a spalliera con potatura a cordone speronato su terreni fertili di medio impasto. Il Lambrusco Salamino è una varietà tipica dell’ Emilia Romagna. Deriva probabilmente da viti selvatiche che crescevano abbondanti sull’Appennino e che erano chiamate dai latini ”lambrusca vitis” o ”oseline” visto che gli uccelli se ne cibavano golosi. La vendemmia viene effettuata intorno alla seconda metà di settembre. Le uve vengono diraspate e vinificate in rosso con le vinacce. A metà della fermentazione alcolica il mosto fiore viene travasato in autoclave, dove prosegue la fermentazione di tipo charmat per circa 3 settimane a temperatura controllata di 15-18°C. Umberto Cavicchioli e figli nasce a San Prospero, un paesino vicino a Modena nel 1928, fondata proprio da Umberto Cavicchioli. Un uomo con la passione per la sua terra che ha trasformato il laboratorio dietro casa in una cantina di successo che oggi fa parte a pieno titolo della cultura italiana. Pioniere del lambrusco e dell’imbottigliamento quando la luna ”era buona”, la stessa luna che è rimasta propizia per l’azienda in tutti questi anni, attraverso le nuove generazioni che hanno saputo rivestire di tecnica raffinata un modo antico di fare vino.

Prezzo pieno: 4,98 euro
Acquistato presso : Unes / U2
Categorie
Vini al supermercato

Merlot Doc Lison Pramaggiore Tenuta del Giaj 2015, Le Carline

(3 / 5) Vino ”eticamente corretto” il Merlot Doc Lison Pramaggiore Tenuta del Giaj prodotto dall’azienda agricola Le Carline di Pramaggiore presente con due rossi e due bianchi sullo scaffale del supermercato. Biologico, vegano e senza solfiti il tris di aggettivi a corredo del prodotto.
Tipologia di vino che risponde ad una richiesta di mercato, che seppur ancora di nicchia, si sta facendo sempre più strada nella nostra cultura e nella grande distribuzione. La menzione “vegano”, non passa inosservata in un supermercato ”generico” e non specializzato, ragion per cui finisce sotto la nostra lente di ingrandimento.
LA DEGUSTAZIONE
Appena aperto sembra avere un sentore acre,  quasi ”acetico”, che sparisce con una adeguata ossigenazione. Dopo un’oretta dall’apertura, il Merlot Doc Lison Pramaggiore Tenuta del Giaj prodotto dall’azienda agricola Le Carline prende vita e si rivela un vino totalmente diverso. Finalmente lo spettro olfattivo si delinea anche se resta pressoché semplice: vinoso con leggeri sentori fruttati ed erbacei.
Al gusto è di corpo medio, caldo ”meno”: sembra leggermente vivace, rotondo e secco. Un vino fresco, leggermente sapido e giustamente tannico. Leggero con una gradazione del 12% di alcol in volume è un vino tranquillo da tutto pasto che si fa bere comunque con piacevolezza. Impiega un po’ a carburare il che potrebbe essere di difficile interpretazione per i consumatori più impazienti.  Non è il classico vino chiavi in mano o da ”colpo di fulmine”, richiede una “conoscenza” primaria minima prima di rendersi più interessante.
Sicuramente di ottimo rapporto qualità prezzo in un segmento di mercato che risulta quasi sempre poco accessibile è adatto ad arrosti, fritti ed umidi, carni bianche e rosse oppure da abbinare a salumi e da giovanissimo anche alla frittura di pesce, per buona pace dei vegani.
LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve 100% Merlot nella zona Lison Pramaggiore secondo le regole del reg.UE 203/2012 per il vino biologico e con il disciplinare per la certificazione dei prodotti destinati ai consumatori vegetariani e vegani. Il prodotto è quindi frutto della sola fermentazione del succo di uva senza aggiunta di alcun additivo. Dopo il raccolto le uve vengono pulite e raffreddate e le bucce macerate in via dinamica con follatura tradizionale. La fermentazione avviene a temperatura controllata. Dopo la malolattica e il contatto per alcuni mesi con la propria feccia fine, il vino viene illimpidito e conservato a temperatura controllata in acciao prima di essere imbottigliato.
La linea di prodotti a marchio ”Tenuta del Giaj” raggruppa i vini destinati ai negozi della Grande Distribuzione Organizzata. Giai è una frazione di Annone Veneto, una delle Città del Vino facenti parte dell’area Doc Lison Pramaggiore insieme alla stessa Pramaggiore, San Stino di Livenza e Portogruaro, dalla quale provengono  parte delle uve biologiche utilizzate. Dal 1988 l’azienda agricola Le Carline di Pramaggiore produce vini biologici e dal 2010, per seguire la crescente richiesta  di consumo di alimenti senza sostanze chimiche, ha investito anche nella linea senza solfiti aggiunti.
Prezzo pieno: 5.90 euro
Acquistato presso: U2/Unes
Categorie
Vini al supermercato

Vallée d’Aoste Doc Torrette 2014, Cave des Onze Communes

E’ il vino rosso valdostano prodotto in maggiori quantità il Vallee D’Aoste Doc Torrette, eppure in molte parti di Italia è introvabile e sconosciuto. Noi di vinialsupermercato non abbiamo creduto ai nostri occhi quando ne abbiamo visto una fila sullo scaffale del reparto. A dispetto del nome del vitigno con il quale viene vinificato, Petit rouge, che ha un nomignolo delicato, il vino Torrette Doc 2014 prodotto da Cave des Onze Communes di Aymavilles in Val D’Aosta si presenta con un carattere imponente, tutt’altro che petit. Mai consiglio fu più apprezzato in etichetta di aprirlo almeno un’ora prima di servirlo, perché i sentori inzialmente sono soprattutto alcolici e vinosi. E’ giovane, rosso porpora che sporca il bicchiere. Dopo un po’ si apre, ma non troppo, lasciando spazio anche alla frutta rossa e a note erbacee di fieno, ma l’alcol è preponderante. La caratteristica principale del Torrette Doc è certamente il suo retrogusto amarognolo. Ha una bella acidità, sembra vivace ed è al limite del brusco: fa quasi strizzare gli occhi mentre si beve. Non è un vino leggero,  13% di alcol in volume, secco, nel complesso armonico nonostante un tannino verde che non può maturare. Per apprezzarlo l’abbinamento è fondamentale: un vino che sembra proprio l’espressione del territorio dal quale proviene, aspro come le vette valdostane, sicuramente un gusto particolare che non può piacere a tutti. Si abbina a salumi tipici, carni bianche e rosse, formaggi locali di media stagionatura come toma e fontina e alla cottura in civet, come indicato in etichetta, che abbiamo scoperto è una cottura stufata tipica della Valle D’Aosta e del Piemonte.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Petit rouge 75%, Vien de Nus, Cornalin, Premetta 25%. Sono tutti vitigni tradizionali valdostani. Il Torrette Doc fermenta e riposa per circa 6 mesi in acciaio, viene imbottigliato nella tarda primavera successiva alla vendemmia. Nelle fasi di preimbottigliamento vengono effettuati dei piccoli tagli (5/10%) con partite dello stesso Torrette affìnate in legno per esaltarne i sentori. La Cave des Onze Communes, è una cantina che raccoglie e trasforma uve provenienti da vigneti di undici comuni del centro Valle d’Aosta, situati sulla destra e sulla sinistra orografica della Dora Baltea: Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Introd, Aymavilles, Jovençan, Gressan, Charvensod, compresi tra i 550 ed 900 metri sul livello del mare. Nata nel 1990 oggi vanta ben 220 soci, una viticultura eroica condotta da artigiani della terra che lavorano manualmente e con passione una sessantina di ettari disposti su pendii difficili da meccanizzare.Prezzo pieno: 7,90 euro
Acquistato presso: U2
Exit mobile version