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Trentodoc: Italia primo mercato, export in crescita nel 2024

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Gli spumanti Trentodoc continuano a registrare numeri in crescita. Lo confermano i dati ufficiali del 2024 diffusi dall’Osservatorio Trentodoc.
Con 69 case spumantistiche attive, Trentodoc si consolida come una denominazione dinamica nel settore vitivinicolo italiano. L’Italia resta il mercato di riferimento della denominazione Trento Doc. Ma è soprattutto l’export, oggi al 15% delle vendite complessive, a trainare le ambizioni future del brand trentino.

DATI DELL’ISTITUTO POSITIVI NEL 2024. CRESCITA DECENNALE

Negli ultimi dieci anni, la produzione complessiva di spumante Trentodoc è cresciuta in modo costante. Passando da 7 a 12,3 milioni di bottiglie. Anche il valore del comparto ha più che raddoppiato. Raggiungendo i 180 milioni di euro. Nonostante una leggera flessione del 2,7% a valore nel 2024, gli analisti parlano di un «fisiologico assestamento post-crescita». Secondo Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trento Doc, il segmento delle bollicine mostra maggiore resilienza rispetto ad altri comparti del vino italiano. «Il settore – commenta – ha vissuto una crescita straordinaria e la notorietà del marchio Trentodoc, sia in Italia che all’estero, conferma l’efficacia della nostra strategia di valorizzazione». trentodoc dati istituto 2024.

EXPORT TRENTO DOC: SVIZZERA E STATI UNITI IN TESTA

L’export di spumante Trentodoc si conferma uno degli asset strategici per il futuro della denominazione. Tra i mercati più ricettivi, spiccano Stati Uniti – ora alle prese con i dazi di Trump – e Svizzera. Seguono nuovi paesi emergenti, in cui cresce l’interesse per il vino italiano di qualità. E, in particolare, per il metodo classico. L’aumento della brand awareness di Trentodoc all’estero è il risultato di un lavoro continuativo di promozione e storytelling, che punta sulla territorialità e unicità del prodotto. Ma anche sulla qualità e sostenibilità delle produzioni, nonché sull’esperienza e autenticità legata al Trentino. Le piccole e medie aziende Trentodoc giocano un ruolo fondamentale in questa espansione. Sono loro a consolidare i volumi e ad aumentare la produzione, nonostante le sfide globali. https://www.trentodoc.com/it/

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degustati da noi vini#02

Trento Doc Riserva Extra Brut 2016 Altinum, Cantina Aldeno

Dalla Guida Top 100 Migliori Vini italiani 2025 di Winemag: Trento Doc Riserva Extra Brut 2016 Altinum, Cantina Aldeno (12,5%).

Perlage: 10
Fiore: 9
Frutto: 9
357
Freschezza: 9
Sapidità: 6.5
Percezione alcolica: 5
Armonia complessiva: 9
Facilità di beva: 8
A tavola: 9.5
Quando lo bevo: subito / oltre 3 anni

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degustati da noi vini#02

Trento Doc Dosaggio Zero Riserva 2018 Salísa, Villa Corniole


Dalla Guida Top 100 Migliori Vini italiani 2025 di Winemag: Trento Doc Dosaggio Zero Riserva Millesimato 2018 Salísa, Villa Corniole (12,5%).

Perlage: 10
Fiore: 8
Frutto: 8.5
Freschezza: 9
Sapidità: 9
Percezione alcolica: 5
Armonia complessiva: 9.5
Facilità di beva: 8.5
A tavola: 9.5
Quando lo bevo: subito / oltre 3 anni

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Approfondimenti news news ed eventi

Cesarini Sforza compie 50 anni e presenta un Trento Doc affinato 19 anni sui lieviti

Cinquant’anni e non sentirli. Cesarini Sforza, rinomata cantina trentina fra i pionieri del Trentodoc, festeggia i suoi primi 50 anni di attività. Una realtà fondata nel 1974 per volontà del Conte Lamberto Cesarini Sforza, che diede il nome all’azienda, e di Giuseppe Andreaus, personaggio di rilievo nella produzione di spumante metodo classico. L’azienda dedica il suo marchio, l’Aquila, al simbolo della casata di cui porta il nome, anche stemma della città di Trento.

La selezione delle migliori zone del Trentino per la produzione di uve Chardonnay base spumante, unita alla ricerca enologica e a una forte passion,e danno vita nel 1976 al primo spumante Cesarini Sforza elaborato secondo il Metodo Classico, lo stesso dello Champagne. Nel 1985 viene lanciato sul mercato un Rosé metodo classico prodotto unicamente con uve Pinot Nero, coltivate sulle colline della Valle di Cembra.

CESARINI SFORZA: NEL 1986 LA PRIMA RISERVA AQUILA REALE

La continua ricerca viticola ed enologica e il desiderio di dar vita a un Metodo Classico di altissimo livello, prodotto in poche bottiglie, ma in grado di condensare in sé tutta l’energia e il potenziale del territorio trentino, porta alla nascita, nel 1986, della prima Riserva Aquila Reale, da sole uve Chardonnay coltivate sopra i 500 metri di altitudine.

Nel 2001 la casa spumantistica viene acquisita da parte di Cantina di La-Vis. Nello stesso anno, l’Aquila Reale diviene un “cru”, creato con le sole uve del vigneto “Maso Sette Fontane” in Valle di Cembra. Nel 2019 Cesarini Sforza entra a far parte del Gruppo Cavit, che dà inizio a una fase di grandi investimenti sia nella struttura produttiva sia nella valorizzazione del brand.

«In questi ultimi anni – racconta Andrea Buccella, enologo e responsabile di produzione (nella foto, sopra) – ci si è focalizzati sul potenziamento tecnologico in cantina, al fine di garantire costanza e qualità del prodotto. Sono stati numerosi gli acquisti di macchine di ultima generazione. Il tutto a garanzia di una perfetta preparazione dello spumante. Inoltre, quest’anno, installeremo anche un impianto fotovoltaico, simbolo della nostra attenzione all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale».

AQUILA REALE 2004: EDIZIONE LIMITATA PER I 50 ANNI DI CESARINI SFORZA

Per suggellare l’importante traguardo Cesarini Sforza ha presentato un’edizione limitata di sole 1.200 bottiglie di Trento Doc Aquila Reale Riserva 2004. Uve Chardonnay del Cru del Maso Sette Fontane, in Valle di Cembra, a una quota di circa 500 metri sul livello del mare, con affinamento sui lieviti di 228 mesi (19 anni).

Figlia di un’annata segnata da un inverno piovoso a cui è seguito un clima, Aquila Reale 2004 si presenta come uno Spumante di grande complessità ed evoluzione olfattiva. Affianca a note agrumate e di frutta candita la piacevolezza di sentori evoluti di pasticceria e panificazione. Ancora timido al naso, il tempo post sboccatura non potrà che giovare a questo Trento Doc già ora estremamente godibile.

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Trento Doc Brut millesimato 2017 Salísa, Villa Corniole

Il Trento Doc Brut millesimato 2017 Salísa di Villa Corniole è uno degli spumanti presenti nella Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Chardonnay in purezza. Giallo paglierino, perlage fine, persistente. Naso elegante, teso, fruttato, pasticceria e ricordi di lievito. Al palato, note di frutta matura a polpa gialla aggiungono garbo ed eleganza alla perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Ottima persistenza.

Guida top 100 – 2023

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Trento Doc, «bollicine di montagna»? Inchiesta winemag.it: 96% vigneti in quota collina


Trento Doc
, «bollicine di montagna»? Eppure, il 92% dei vigneti si trovano sotto alla quota di collina. Ovvero ad altitudini inferiori ai 600 metri sul livello del mare. Il dato emerge da un’inchiesta esclusiva di winemag.it. Solo in 5 dei 62 Comuni in cui sono presenti vigne iscritte alla produzione dello spumante Metodo classico del Trentino si supera questa soglia. La media del vigneto Trento Doc si assesta piuttosto su 420 metri sul livello del mare.

Si tratta di dati ufficiali, elaborati dall’Organismo di Controllo dalla Camera di Commercio di Trento (CCIAA), sulla base delle evidenze della Provincia Autonoma di Trento, riferite alla vendemmia 2021. Lecito chiedersi se la comunicazione impostata negli anni dall’Istituto Trento Doc possa essere lesiva dei diritti dei consumatori? Il claim «bollicine di montagna» non è l’unico elemento a poter confondere le acque e creare un immaginario poco realistico.

«BOLLICINE DI MONTAGNA»: LA COMUNICAZIONE DEL TRENTO DOC

Il video pubblicato qui sopra a corredo dell’inchiesta di winemag.it accompagna l’apertura del sito web ufficiale dello spumante Trento Doc. In grande evidenza una serie di immagini che fanno riferimento ad altitudini elevate, in cui la viticoltura è impraticabile. Vette innevate e pendii inarrivabili utili però ad avvalorare la tesi di una produzione Trento Doc di “alta montagna”, più che a raccontare il territorio in cui, realmente, prendono vita gli spumanti trentini.

I dati raccolti da winemag.it confutano anche diverse informazioni presenti sul portale del Trento Doc. Si legge che le «bollicine di montagna» nascono da «vigneti situati ad un’altitudine fra i 200 e i 900 metri sul livello del mare, in un ambiente con climi caratterizzati da forti escursioni termiche giornaliere in grado di conferire alle uve complessità aromatica, eleganza e freschezza».

A RIVA DEL GARDA VIGNETI A 102 METRI SUL LIVELLO DEL MARE

Il vigneto più “basso” dello spumante trentino si trova nel Comune di Riva del Garda, ad appena 104 metri sul livello del mare (54.164 metri quadrati di Chardonnay). Il più “alto” è nel Comune sparso di Altopiano della Vigolana: appena 372 metri quadrati di Pinot Bianco, a 876 metri.

Per trovare gli altri vigneti di (vera) “montagna” bisogna spostarsi a Bleggio Superiore (30.053 m² a 647 m slm), Tenna (8.813 m² a 612 m slm), Stenico ( 326.256 m² a 609 metri) e Vallarsa (9.869 m² a 606 m slm). Tirando le somme, solo 50,4 ettari del vigneto Trento Doc si trovano ufficialmente in “montagna”, sui 1.294,82 ettari complessivi. Appena il 3,8% della superficie totale di produzione: 8 vigneti sui 127 iscritti in occasione della vendemmia 2021.

DOC TRENTO – VENDEMMIA 2021
SUPERFICI RIVENDICATE PER COMUNE E VARIETÀ
Comune Varietà Sup. raccolta
(metri quadrati)
Altitudine media
(metri)
ALTOPIANO DELLA VIGOLANA PINOT BIANCO                 372 876
PINOT BIANCO              4.173 724
CHARDONNAY         109.546 679
BLEGGIO SUPERIORE CHARDONNAY           30.053 647
PINOT NERO           15.141 639
TENNA CHARDONNAY              8.813 612
STENICO CHARDONNAY         326.256 609
VALLARSA CHARDONNAY              9.869 606
TRENTO DOC, «BOLLICINE DI MONTAGNA»? L’INCHIESTA DI WINEMAG.IT

Sempre secondo i dati ufficiali forniti a winemag.it dall’Organismo di controllo della Camera di commercio di Trento, appena 28 vigne si trovano tra 500 e 582 metri sul livello del mare. Molte di più quelle a 400 m: sono 41, per l’esattezza situate tra i 404 e i 487. Ventiquattro i vigneti tra i 301 e i 397 m slm. Altrettanti quelli presenti tra 104 e i 289 metri di “altitudine” (7 quelle sotto i 200). Da notare che in “vetta” ci sono due vigneti di Pinot Bianco. Ma è interessante anche il focus sulla produzione nelle varie fasce.

Se i numeri del reale “vigneto di montagna” del Trento Doc sono impietosi, fa ancora più effetto scoprire che solo 183,96 ettari si trovano tra 500 e 582 metri. La maggior parte del vigneto delle cosiddette «bollicine di montagna» si trova piuttosto tra i 500 e i 582 metri sul livello del mare (6.645.164 m², ovvero 664,51 ettari, con appena 9 appezzamenti sopra i 550 m slm). Sono poi 273,79 gli ettari tra i 300 e i 400 m; 122,12 gli ettari tra 104 e 289. Tradotto: dei 1.294,82 ettari rivendicati per la vendemmia 2021, 1.244 si trovano sotto la quota di “montagna”.

Grazie ai dati raccolti in esclusiva da winemag.it è possibile stilare la “Top 10” dei Comuni con la maggiore superficie vitata raccolta a Trento Doc lo scorso anno. Al primo posto Trento (258,21 ettari a 404 m di media slm). Medaglia d’argento a Madruzzo (89,38 ettari a 382 metri). Bronzo per Cembra Lisignago (51,39 ettari a 517 m). Seguono Mori (48,73, 414 m), Lavis (92,8 ettari fra 301 e 464 m), Rovereto (43,09 a 379 m slm) e Cavedine (41,91 ettari a 432 m). In coda Volano (39,09 a 254 metri), Vallelaghi (33,83 ettari, 409 m slm medi) e Stenico (32,62 a 609 m slm).

DOC TRENTO – VENDEMMIA 2021
SUPERFICI RIVENDICATE PER COMUNE E VARIETÀ
Comune Varietà Sup. raccolta
(metri quadrati)
Altitudine media (metri)
TRENTO CHARDONNAY      2.582.168 404
MADRUZZO CHARDONNAY         893.806 382
CEMBRA LISIGNAGO CHARDONNAY         513.958 517
MORI CHARDONNAY         487.386 414
LAVIS CHARDONNAY         480.498 301
ROVERETO CHARDONNAY         430.907 379
CAVEDINE CHARDONNAY         419.166 432
VOLANO CHARDONNAY         390.973 254
VALLELAGHI CHARDONNAY         338.374 409
STENICO CHARDONNAY         326.256 609
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Terre d’Oltrepò, nuovo direttore generale dal Trento Doc: è Corrado Gallo

FOTONOTIZIA – Terre d’Oltrepò annuncia la nomina ufficiale del nuovo Direttore Generale Corrado Gallo. Enologo di formazione, dal 2008 ad oggi è stato Direttore della cantina di Roverè della Luna, in Trentino, cooperativa da 270 soci conferitori che produce, tra l’altro, spumanti metodo classico Trento Doc.

Oltre a Corrado Gallo, il nuovo presidente di Terre d’Oltrepò, Enrico Bardone, annuncia l’inserimento nell’organico del nuovo Responsabile di Stabilimento della Cantina di Broni.

Si tratta di Giacomo Barbero, enologo con una lunga esperienza in Oltrepò Pavese. È stato infatti direttore tecnico per oltre 20 anni delle Cantine Conte Carlo Giorgi di Vistarino e in altre Cantine cooperative della zona.

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Trentodoc sulle Dolomiti 2022 in Val di Fassa, Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val di Fiemme

FOTONOTIZIA – Il paesaggio delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale Unesco, farà da sfondo ai tre appuntamenti dell’edizione invernale di Trentodoc sulle Dolomiti 2022. Un evento diffuso in alta quota, sviluppato su tre weekend di febbraio: dal 10 al 14 in Val di Fassa, dal 17 al 20 a Madonna di Campiglio e Pinzolo e, infine, dal 24 al 27 in Val di Fiemme.

Trentodoc sulle Dolomiti 2022 propone agli appassionati di bollicine, di neve e di montagna diverse occasioni di assaggio e abbinamento degli spumanti Trentodoc, in abbinamento a piatti delle tradizione trentina. Il programma completo è disponibile sul sito Trentodoc.

Il calendario di appuntamenti che vede protagonista il Trentodoc è stato ideato dalle aziende di promozione turistica di Val di Fassa, Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena e Val di Fiemme.

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degustati da noi vini#02

Trentodoc Cime di Altilia LeVide: gli ultimi arrivati, con l’autorità dei padri fondatori

C’è l’abisso che passa tra il conquistadores e il magnate. Tra la propaganda dell’egocentrico e l’intellettualismo del visionario. Tra il tentativo di cavalcare con opportunismo un’onda favorevole e il calcolo decimale delle possibilità di arrivare a convincere tutti, da subito. Incentrando la quotidianità sulla qualità, maniacale. La linea di Trentodoc Cime di Altilia della cantina LeVide è l’ultima arrivata tra le “bollicine di montagna” del Trentino. Ma ha già l’autorità degna dei vini dei padri fondatori.

Brut Millesimato, Extra Brut MillesimatoBrut Rosé e Riserva Nature. Quattro spumanti Metodo classico Trento Doc che convincono dentro e fuori dal calice. Merito delle scelte e dell’approccio coerente e rispettoso di Degli Azzoni Wines, azienda di proprietà della famiglia Conti degli Azzoni Avogadro Carradori, risultato dell’incontro di tre casate nobiliari di altrettante regioni: Conti Carradori nelle Marche, Conti degli Azzoni Avogadro in Veneto e Toscana e Conti Riccati in Veneto.

È proprio in Trentino, in particolare nella dimensione artigianale della piccola-medio impresa operosa che costituisce l’ossatura qualitativa del Trentodoc, che il gruppo Degli Azzoni Wines sembra aver trovato il proprio habitat ideale e naturale.

Una nuova casa in realtà ancora da costruire, con il progetto di ristrutturazione di Maso Alesiera che sarà il fiore all’occhiello della cantina di Borgo Italia 22, a Predaia (TN), comune sparso poggiato su un altopiano del gruppo montuoso della Mendola.

LA RISTRUTTURAZIONE DEL MASO ALESIERA

A lavori conclusi, ad accogliere gli ospiti sarà una struttura integrata con l’ambiente esterno, a 700 metri d’altitudine. Una sorta di “monumento agli spumanti di montagna”, raggiungibile solo attraverso una vecchia mulattiera e capace di richiamare il bosco circostante, grazie alla scelta degli elementi d’arredo.

Il punto forte sarà la sala degustazione con ampia vetrata sul cru Alesiera, che dà vita al vino di punta di LeVide, il Riserva Nature. «Un luogo che dovrà emozionare i nostri ospiti e trasmettere il nostro approccio al Trentodoc, dove siamo gli ultimi arrivati», chiosa Valperto Degli Azzoni.

La produzione procede già a ritmi serrati. «Con l’obiettivo – spiega ancora il patron – di raggiungere le 100 mila bottiglie annue, rispetto alle 20-30 mila sboccature a cui siamo arrivati sino ad oggi dal 2018, anno d’avvio formale del progetto». A seguire la parte enologica è Massimo Azzolini, l’uomo che ha consentito alla famiglia Degli Azzoni di conoscere i vecchi proprietari dei vigneti, di origini milanesi.

Tra le particolarità della linea di Trentodoc Cime di Altilia di LeVide, la scelta di tappare con il sughero gli spumanti in affinamento. Molto più di un vezzo, come dimostra il successo internazionale di cantine come la catalana Recaredo, che da anni impiega il sughero naturale al posto del tappo corona, anche durante la fase di presa di spuma degli spumanti Corpinnat (ex Cava).

TRENTODOC CIME DI ALTILIA LE VIDE: LA DEGUSTAZIONE
Trentodoc Brut Millesimato 2015 Cime di Altilia, LeVide

Chardonnay in purezza, circa 6,3 grammi di residuo zuccherino. È l’ariete di una batteria di Trento Doc dalla marcata personalità e caratterizzazione. Giallo paglierino, perlage fine. Convince per la cremosità del perlage e la gran purezza delle note di frutta a polpa gialla. Ben amalgamate a dosati rintocchi di pasticceria e crosta di pane.

Ricordi gelidi di erbe di montagna controbilanciano la suadènza glicerica. Dando “il cinque” alla componente fresco-acida. E creando un ensemble di assoluta piacevolezza ed equilibrio. Beva spasmodica senza rinunciare al carattere, specie nell’abbinamento a tavola.

Trentodoc Extra Brut millesimato 2015 Cime di Altilia, LeVide

Altro Chardonnay in purezza, con dosaggio ridotto a 3,2 grammi per litro. Nel calice si presenta d’un giallo paglierino, più chiaro rispetto a quello del Brut. Un esercizio in “sottrazione” in cui non ci rimette alcuna delle componenti.

Se è vero che al minor apporto glicerico corrisponde un’altrettanto inferiore percezione del frutto, diventa ancora più fondamentale quello che si scoprirà essere uno dei marcatori principali dei Trentodoc di LeVide: la cremosità esponenziale del perlage.

In questo quadro, l’agrume sostituisce la frutta a polpa gialla e la pasticceria. Ancor prima, al naso, i fiori bianchi fanno da sfondo alle venature minerali e saline tipiche dei migliori spumanti del Trentino base Chardonnay, a basso dosaggio.

Trentodoc Nature Riserva millesimato 2015 Cime di Altilia, LeVide

Giallo paglierino più carico rispetto ai due precedenti. Il Trento Doc di punta degli «ultimi arrivati» tra le bollicine di montagna trentine, incanta per la pienezza del frutto. Qualcosa di non comune per la tipologia.

Ed esalta, ancora una volta, l’altro file rouge della gamma. Ovvero l’appena percettibile percezione dei lieviti. Segno (anche) dell’assoluta gioventù e prospettiva del nettare. Un “singola vigna” di assoluto valore nel panorama delle bollicine trentine.

Trentodoc Brut Rosé Cime di Altilia, LeVide

Colora il calice di un bel rosa corallo chiaro, luminoso, frutto della cuvée Chardonnay-Pinot Nero. Perfetta corrispondenza gusto olfattiva, su preziose note di piccoli frutti di bosco, a bacca rossa. Si avvertono chiaramente ribes e fragolina.

Buon apporto fresco acido e consueta vena cremosa del perlage, a rendere ancora più beverino un rosé di precisione millimetrica, anche nello sviluppo delle note nel retro olfattivo. Buona anche la persistenza, su ritorni fruttati e minerali-salini.

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Trento Doc verso la Docg? La (mezza) proposta della Lega in Trentino

Non la cita mai, direttamente. Ma il riferimento alla Docg sembrerebbe piuttosto chiaro. Dopo aver «scoperto che il Trento Doc è la prima denominazione italiana interamente dedicata al Metodo classico, già dal 1993», la consigliera provinciale della Lega Salvini Trentino Alessia Ambrosi è riuscita a far approvare all’unanimità (32 voti favorevoli) la mozione 256/XVI «per l’ulteriore valorizzazione» del Metodo classico Made in Trentino.

L’impegno assunto dal Consiglio provinciale della regione autonoma è quello di attivarsi a tutti i livelli, di concerto con gli attori della filiera, per rendere ancor più il Trento Doc la vera gemma della produzione vitivinicola trentina.

E come, se non attraverso un passaggio dalla Denominazione di origine controllata (Doc) alla Denominazione di origine controllata e garantita (Docg)? Una richiesta che, se formalizzata, avrebbe tutte le basi legislative. Sono infatti decorsi, anzi quasi triplicati, i 10 anni minimi dall’approvazione della Trento Doc, necessari per il grande salto.

Decisivi gli accenni nella parte finale del discorso della consigliera Alessia Ambrosi, nel pomeriggio di mercoledì 3 febbraio. «Con questo documento – ha dichiarato l’esponente della Lega per Salvini Premier – si vuole promuovere un’ulteriore valorizzazione del sistema vino Trentino, anche grazie proprio alla sua punta di diamante, il Trento Doc».

Bisognerebbe fare ancora di più per far conoscere sia l’importanza e l’unicità di inalterate tradizioni culturali, tramandate di generazione in generazione, sia la stessa area di produzione vinicola di questo prezioso nettare.

In tal modo – ha aggiunto Ambrosi – si conferirebbe quindi ulteriore e giusta visibilità ad un prodotto che, come detto, non solo eccelle nella sua categoria, ma funge pure, permettetemi di dire, da gemma preziosa.

Da splendida cartolina che, automaticamente, rinvia alle bellezze del nostro territorio e apporterebbe un enorme valore aggiunto al Trentino, con molteplici immaginabili ricadute, anche sul comparto turistico».

La consigliera leghista ha quindi invitato la giunta provinciale «ad attivarsi in sinergia con associazioni e operatori del settore per promuovere una maggiore valorizzazione delle produzioni vitivinicole, autoctone, identitarie e del territorio che le produce: produzioni che hanno nel Trento Doc, prima denominazione italiana riservata esclusivamente al Metodo classico, una loro punta di diamante».

«Ritengo il documento approvato rilevante, perché traccia un orizzonte verso il quale è quanto mai opportuno lavorare», ha commentato la consigliera all’indomani della seduta del Consiglio provinciale.

Intanto, lontano dalle stanze attentamente distratte della politica, un vitigno autoctono del Trentino rischia letteralmente la scomparsa. È il Groppello di Revò, una varietà antica, riscoperta e valorizzate oggi da appena 4 cantine, in Val di Non. Auguri.

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degustati da noi vini#02

Trento Doc Riserva Brut 2011, Cantina Rotaliana

Sotto la lente di ingrandimento di WineMag.it il Trento Doc Riserva Brut 2011 di Cantina Rotaliana, uno dei due spumanti Metodo classico prodotti in Trentino dalla cooperativa di Mezzolombardo (TN).

LA DEGUSTAZIONE
Perlage finissimo e molto persistente per questa “bollicina” che si presenta molto bene al “primo bacio” con il calice. Finezza ed eleganza che rappresentano al meglio un packaging minimal, che invita ad un serio approfondimento del contenuto, ancor più della “forma”.

Il naso è generoso, ricco, baldanzoso, con predominanza delle note “grasse” conferite dallo Chardonnay (frutta esotica matura a polpa gialla, fiori bianchi e gialli appena sbocciati) rispetto al nerbo dell’altro vitigno che compone la cuvèe, il Pinot Nero.

Un ruolo da gregario, quello del Noir, che si conferma anche all’assaggio, fase in cui gioca un ruolo fondamentale nella ricerca (andata a buon fine) del perfetto equilibrio tra morbidezze e durezze.

Frutto maturo, percezione minerale-salina e corredo fresco-acido parlano all’unisono a poco meno di 3 anni dalla sboccatura (marzo 2018) e a 10 anni esatti dalla vendemmia del Trento Doc Riserva Brut di Cantina Rotaliana.

Il tocco tostato percettibile in chiusura di sipario, con ricordi assimilabili al cereale e ancor più alla mandorla, completa l’allungo rendendo il sorso, pur fresco, ancora più rotondo.

LA VINIFICAZIONE
Le uve Chardonnay e Pinot Nero (70-30%) vengono raccolte a mano nelle aree più vocate a disposizione di Cantina Rotaliana (Val di Cembra e Val di Non). I vigneti sono posti a un’altimetria compresa tra i 500 e i 750 metri sul livello del mare.

Le piante affondano le radici in terreni asciutti e di medio impasto, ricchi di argilla, calcare e gesso. La vinificazione avviene in bianco, con pressatura soffice delle uve e fermentazione dei mosti sia in acciaio che in barrique, in percentuale più piccola.

In primavera, la lenta presa di spuma e la successiva permanenza sui lieviti per almeno 80 mesi precede remuage e sboccatura, aggiunta del liqueur d’expédition. Il dosaggio è di circa 6 grammi litro. L’affinamento in bottiglia si protrae per almeno 3 mesi dopo il dégorgement, in attesa della commercializzazione.

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Vini al supermercato

Sui volantini Gdo di Gennaio 2021 il Trento Doc Cesarini Sforza a prezzo shock

Venghino signori venghino! Ci pensa Iperal a ravvivare ancora per poco il “circo” dei vini sui volantini della grande distribuzione validi fino a metà gennaio con una promozione mai vista prima.

Alla faccia delle polemiche su denominazioni sotto costo, ecco che arriva lui, in gamba tesa: il Trento Doc Metodo Classico Cesarini Sforza a soli 5,90 euro è un’occasione da non lasciarsi sfuggire (promo valida fino al 12 gennaio).

Un taglio prezzo del 50% sulle “Grandi marche“, ben esposto in vetrina, ovvero sulla prima pagina del volantino Iperal. Uno spumante da acquistare a casse, ammesso di trovarlo ancora.

Per il resto calma piatta e “cantine” ridotte. Da segnalare la promo sul Chianti Collezione Oro Piccini in promo a 3,99 euro da Carrefour catena che offre anche il Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva Spinelli a 2,99 euro. Due piccioni con una fava, anzi meglio, bis di 5 cestelli in un sol colpo. Buona spesa!


Volantino Aldi fino al 10 gennaio 2021, “50 prodotti scontati fino al 50%”
Refosco dal Peduncolo Rosso Doc: 4+2 9,56 euro (3 / 5)



Volantino Bennet dal 7 al 20 gennaio 2021 – “Sconto 40%”
Lambrusco di Modena Doc Civ e Civ: 1,97 euro (3 / 5)
Cabernet o Merlot Veneto La Cacciatora: 1,95 euro (1,5 / 5)

Montepulciano o Cerasuolo d’Abruzzo Doc Terramare Citra: 2,39 euro (3,5 / 5)
Sauvignon Veneto Igt Natale Verga: 2,99 euro (1,5 / 5)

Moscato Sicilia Igp Grecale Florio: 4,90 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Bio Sant’Orsola: 4,83 euro (3 / 5)


Volantino Carrefour Iper dal 7 gennaio al 17 gennaio 2021, “Sconti fino al 50”
Montepulciano D’Abruzzo Doc Tralcio Antico Bio: 3,49 euro (3 / 5)
Primitivo di Manduria Doc Tralcio Antico: 3,99 euro (3 / 5)

Nero d’Avola Doc Poggio dei Vigneti: 1,99 euro (1,5 / 5)
Tre Venezie Igt Bianco Rosso o Rosato Terre Fredde: 2,20 euro (3 / 5)

Lambrusco Vecchia Modena Chiarli o Pignoletto Frizzante: 3,49 euro (3,5 / 5)
Corvo Rosso o Bianco Duca di Salaparuta: 3,99 euro (3,5 / 5)



Volantino Carrefour Market dal 7 gennaio al 17 gennaio 2021, “Sconti fino al 50”
Vini La Calenzana: 2,79 euro (2,5 / 5)
Trebbiano o Sangiovese Salento Il Feudo: 1,39 euro (0,5 / 5)

Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Spinelli: 2,99 euro (5 / 5)
Gutturnio Colli Piacentini Doc Terre della Pietra: 2,99 euro (3,5 / 5)

Bonarda o Barbera Colli Piacentini Doc Vicobarone: 3,59 euro (3,5 / 5)
Fiano o Negroamaro Salento Rosso o Rosato Feudo Monaci: 3,89 euro (3,5 / 5)

Chianti Docg Collezione Oro Piccini: 3,99 euro (5 / 5)
Nebbiolo d’Alba Doc Duchessa Lia: 5,59 euro (3,5 / 5)

Rosso Piceno Doc Velenosi: 5,90 euro (3,5 / 5)

Volantino Carrefour Market dal 7 gennaio al 17 gennaio 2021, “Gustati una nuova esperienza di spesa”
Chianti Docg Collezione Oro Piccini: 3,99 euro (5 / 5)
Vini La Calenzana: 2,79 euro (2,5 / 5)

Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Spinelli: 2,99 euro (5 / 5)
Bonarda o Barbera Colli Piacentini Doc Vicobarone: 3,59 euro (3,5 / 5)

Rosso Piceno Doc Velenosi: 5,90 euro (3,5 / 5)



Carrefour Express dall’8 al 19 gennaio, “Offerte a 0,98 euro”
Gutturnio Colli Piacentini Doc Terre della Pietra: 2,99 euro (3,5 / 5)
Nero d’Avola Doc Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad fino all’11 gennaio 2021, “Buon Risparmio – La convenienza del nuovo anno”
Prosecco Valdobbiadene Docg Maschio: 4,90 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Doc Cantina Valtidone: 2,68 euro (3,5 / 5)
Lambrusco Giacobazzi: 2,59 euro (3,5 / 5)
Nero d’Avola Igt Li Raci: 3,29 euro (3 / 5)
Merlot Igt Maggi: 9,90 (confezione da 6) (0,5 / 5)


Volantino Crai dal 7 al 20 gennaio, “Sconti fino al 40% grandi marche”
Barbera d’Asti Docg Mombello: 2,99 euro (3 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Brumale: 2,19 euro (3 / 5)

 



Volantino Despar dal 2 al 13 gennaio, “Tagliamo i prezzi”
Grignolino d’Asti Ramello: 2,99 euro (2 / 5)
Soave Doc Tenuta Tosinori: 3,19 euro (3 / 5)
Bonarda Frizzante Amabile Valtidone: 2,90 euro (3,5 / 5)


Volantino Esselunga dal 2 al 13 gennaio, “La Befana porta sconti”
Barbera d’Asti Superiore Docg Produttori di Govone: 3,98 euro (3,5 / 5)
Turà Lamberti: 1,98 euro (1,5 / 5)

Lambrusco Robanera Cavicchioli: 2,64 euro (3,5 / 5)
Primitivo Salento Tormaresca: 3,49 euro (4 / 5)
Prosecco Goto: 2,95 euro (3,5 / 5)


Volantino Eurospin dal 7 al 17 gennaio, “Sconto del 30%”
Nessun vino da segnalare



Famila dal 4 al 13 gennaio 2021, “Sapori Regionali”
Barbera d’Asti Docg Patrizi Manfredi: 2,38 euro (3 / 5)
Ruchè di Castagnole Monferrato Morando: 6,75 euro (3,5 / 5)

Gutturnio Doc Vicobarone: 2,29 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Sangue di Giuda Casa Coller Pirovano: 2,99 euro (2,5 / 5)

Bonarda Doc Villa Maggi: 1,99 euro (1,5 / 5)
Dolcetto D’Acqui Doc Capetta: 2,99 euro (3 / 5)
Oltrepò Pavese Riesling Le Cascine: 1,99 euro (1,5 / 5)

Famila dal 4 al 13 gennaio 2021, “Grandi Marche”
Nessun vino da segnalare

Famila dal 4 al 13 gennaio 2021, “Sconti fino al 50”
Valpolicella Superiore Doc “Le Vie dell’Uva”: 5,99 euro (3,5 / 5)
Nobile di Montepulciano Docg “Le Vie dell’Uva”: 6,99 euro (3,5 / 5)

Piemonte Doc Barbera Poggio Dei Vigneti: 1,99 euro (1,5 / 5)
Terre Siciliane Igt Corvo Bianco o Rosso: 3,99 euro (3,5 / 5)
Chianti Docg Cecchi: 3,69 euro (4 / 5)

Morellino di Scasano Docg Cecchi: 4,35 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)

Prosecco Doc La Gioiosa: 2,89 euro (3 / 5)
Spumante La Gioiosa Muller Thurgau: 2,99 euro (3 / 5)



Volantino Gulliver dal 2 al 13 gennaio, “Prezzi Tondi”
Barbera Colli Piacentini Valtidone: 2 pezzi 4 euro (3,5 / 5)
Chianti Classico Docg Cecchi: 3,50 euro (4 / 5)
Prosecco Doc Tosti: 3,50 euro (3,5 / 5)



Volantino Il Gigante dal 2 al 13 gennaio 2012, “€ 0,98 cad”
Vini Doc Vicobarone: 1,98 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Coste Petrai: 3,98 (3,5 / 5)
Vini Piemonte Doc Cantina Rosignano: 2,98 euro  (2,5 / 5)


Volantino Iper La grande i dal 7 al 17 gennaio 2021, “Grande Scorta”
Primitivo di Manduria o Negramaro Terre d’Otranto Notte Rossa: 4,99 euro (5 / 5)
Aglianico o Falanghina Beneventano I Feudi: 2,39 euro (3 / 5)
Buon Governo o Vernaccia di San Gimignano Piccini: 2,99 euro (3,5 / 5)

Chianti Docg I Gelsi: 2,99 euro (3 / 5)
Cannonau o Vermentino di Sardegna Doc Desigio o Rosato Cala Rosa Cantina Pedres: 3,89 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo, Chardonnay o Cabernet Sauvignon Millenovecentodieci: 2,49 euro (3 / 5)

Barbera d’Alba Doc San Silvestro: 3,99 euro (3,5 / 5)
Bonarda, Sangue di Giuda, Riesling Oltrepò Pavese Doc o Moscato Igt C’era una volta Guarini: 3,49 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau o Teroldego Rotaliano Mezzacorona: 3,99 euro (3,5 / 5)

Bardolino Chiaretto o Custoza Doc La Sorte: 2,49 euro (3 / 5)
Pignoletto o Gutturnio Doc Modavin: 2,29 euro (2,5 / 5)
Cabernet Franc , Muller Thurgau o Traminer Igt Borgo Canedo: 2,95 euro (3,5 / 5)

Spumante Blanc de Blancs Terre Nardin: 2,99 euro (3 / 5)
Vermentino di Sardegna Docg Sangusta Cantina Pedres: 5,39 euro (3,5 / 5)
Asolo Prosecco Superiore Docg Brut o Extra Dry Rive della Chiesa: 3,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Ribolla Gialla Extra Dry Gasparetto: 2,79 euro (3,5 / 5)
Prosecco Docg Extra Dry Corte dei Rovi: 4,49 euro (3,5 / 5)
Ortrugo Spumante Colli Piacentini Unic’o Cantina Valtidone: 3,99 euro  (4 / 5)

Aragosta Frizzante Vermentino di Sardegna o Rosè Santa Maria La Palma: 3,99 euro (3 / 5)
Lambrusco Modena Doc Secco o Amabile Corterosa: 2,29 euro (2,5 / 5)
Trebbiano o Sangiovese Igt Alpa: 1,99 euro (0,5 / 5)
Grecanico o Shiraz Terre Siciliane Igt Roccarosa: 1,99 euro (2,5 / 5)



Volantino Iperal fino al 12 gennaio, “Buon anno”
Trento Doc Metodo Classico Cesarini Sforza: 5,90 euro (5 / 5)
Vini La Cacciatora: sconto 50% (1,5 / 5)

Vini Le Cascine: 2,14 euro (1,5 / 5)
Spumante Pinot di Pinot Gancia: 2,49 euro (2,5 / 5)

Spumante Prosecco Doc Mionetto: 6,35 euro (3,5 / 5)
Prosecco Bolla o Prosecco Rosè: 4,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Brut Maximilian I: 2,95 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Villa Crespia: 12,50 euro (5 / 5)

Spumante Ribolla Gialla Brut Civa: 5,15 euro (3,5 / 5)
Champagne Brut G.H Mumm: 21,90 euro (4 / 5)

Spumante Franciacorta Docg Bellavista: 23,70 euro (5 / 5)
Spumante Anniversary Bosca: 1,99 euro (1,5 / 5)
Moscato Versi Divini: 2,89 euro (3 / 5)



Volantino Ipercoop dal 2 al 13 gennaio 2021, “Sconti fino al 50”
Spumante Pinot Grigio Portego Scuro Brut: 2,49 euro (1,5 / 5)
Linea Vini Bolla: sconto 40% (3,5 / 5)

Bonarda o Gutturnio Colli Piacentini Valtidone: 2,29 euro (3,5 / 5)
Turà Lamberti Frizzante: 1,99 euro (3 / 5)

Montepulciano d’Abruzzo Doc Loggia del Sole: 1,99 euro (3 / 5)
Nero D’Avola o Syrah Baglio Inca: 2,99 euro (2,5 / 5)


Volantino Lidl fino al a0 gennaio 2021, “Sottoprezzi”
Sangiovese di Romagna Dop: 1,29 euro (2,5 / 5)
Cabernet Sauvignon Veneto Igp: 1,49 euro (2 / 5)


Mercatò Big dal 7 al 17 gennaio 2021, “Sconti fino al 50%”
Langhe Doc Favorita Manfredi: 3,49 euro (3 / 5)
Ribolla Gialla Brut Ca Vescovo Zonin: 2,99 euro (3,5 / 5)
Asolo Prosecco Docg La Gioiosa: 4,90 euro (3,5 / 5)

Freisa d’Asti Doc Portacomaro:  1,99 euro (3,5 / 5)
Piemonte Doc Grignolino Araldica: 2,24 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Alba Doc Rocalin Mainerdo: 3,59 euro (3,5 / 5)

Prosecco Valdobbiadene Docg Villa Miazzi: 4,28 euro (3,5 / 5)
Vermentino Igt Corte Allegra Fratelli Maggi: 1,49 euro (1,5 / 5)


Volantino Pam dal 30 dicembre al 13 gennaio 2021, “L’anno finisce, il risparmio no”
Bonarda Oltrepò pavese Doc Il Feudo, Losito e Guarini (Pavia): 1,79 euro (0,5 / 5)
Chianti Docg Gold Sensi (Pistoia): 2,19 euro (3 / 5)
Prosecco Superiore Docg Valdobbiadene (Treviso): 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Penny Market dal 7 gennaio al 15 gennaio, “Prezzi a spicchi”
Gavi Docg: 3,59 euro (3 / 5)
Nero d’Avola Terre Siciliane: 2,79 euro (2,5 / 5)

Chianti Colli Fiorentini Docg: 2,99 euro (2,5 / 5)
Spumante Brut: 1,49 euro (2,5 / 5)
Lambrusco Reggiano Amabile: 1,59 euro (2,5 / 5)


 

Volantino Tigros fino al 12 gennaio, “Capodanno”
Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg / Prosecco Doc Rosé, Valdo: 4,39 euro (3,5 / 5)
Spumante Pinot Noir LeBollè / Rosato LeBollè, Losito e Guarini: 2,99 euro (2,5 / 5)
Prosecco Treviso Doc Casato del Leone: 2,99 euro (3 / 5)

Spumante Asti Docg Martini: 3,99 euro (4 / 5)
Prosecchini Zonin: 3,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Docg Caval: 4,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Perlage Brut Cantina Valtidone: 6,99 euro (5 / 5)
Spumante Franciacorta Solive: 11,90 euro (5 / 5)
Cartizze Valdobbiadene Superiore Docg La Gioiosa: 9,90 euro (3,5 / 5)

Chianti Docg Rubentino, Le Chiantigiane: 2,99 euro (3,5 / 5)
Vini Frizzanti Igt Rosa dei Filari: 2 pezzi 3 euro (1,5 / 5)
Vini Terre Siciliane Shedar: 1,65 euro (1,5 / 5)

Montepulciano d’Abruzzo Doc Setanera: 1,69 euro [1,5]
Lambrusco Emilia Igt Cavicchioli: 1,99 euro (3 / 5)
Lambrusco Grasparossa Doc Baluardo: 2,69 euro (5 / 5)

Ortrugo / Gutturnio Colli piacentini Doc Castelli del Duca, Medici Ermete: 2,69 euro (5 / 5)
Cortese Alto Monferrato Doc / Chiaretto Monferrato Doc, Barbera d’Asti, Francesco Capetta: 2,90 euro (3 / 5)

Vini Oltrepò pavese Doc Il Roccolo Bonarda / Barbera, Natale Verga (1,5 litri): 2,90 euro (0,5 / 5)
Vini Doc Sardegna Vermentino / Cannonau / Monica, Cantina Dolianova: 2,99 euro (3,5 / 5)

Vini Doc Trentino Muller Thurgau / Lagrein rosato / Teroldego Rotaliano, Mezzacorona: 3,99 euro (3,5 / 5)
Vini Doc e Docg Vignaioli Morellino di Scansano (Toscana): 4,90 euro (4,5 / 5)

Vini Doc Falanghina / Fiano / Greco di Tufo, Borgo San Michele (Campania): 4,90 euro (4 / 5)
Vini Doc Sauvignon / Pinot Grigio / Friulano, Tenimenti Civa (Friuli Venezia Giulia): 4,99 euro (4,5 / 5)

Vino Bianco Igt Turà Gruppo italiano vini (Giv): 6,90 euro (2,5 / 5)
Vini Doc Alto Adige Riesling / Sauvignon / Pinot Nero / Lagrein “Erste Neue”, Cantina Kaltern: 6,90 euro (4,5 / 5)

Vini Cantine San Giorgio (Puglia): 6,99 euro (4,5 / 5)
Vini linea Notte Rossa (Puglia): 1,99 euro (5 / 5)
Vini Puglia Igt Pietre del Sole, Losito e Guarini: 2,29 euro (2,5 / 5)

Vini Cantina Pedres (Sardegna): 9,90 euro (4 / 5)
Vini linea Versi Divini (Piemonte): 20% sconto (2,5 / 5)
Vini Igt Cielo e Terra Spa (Veneto): 2 pezzi 4 euro (2,5 / 5)

Igt Pavia / Oltrepò pavese Doc Le Cascine, Losito e Guarini: 2 pezzi 4 euro (1,5 / 5)
Vini da tavola Ronco (5 litri): 5,90 euro (2,5 / 5)
Lugana / Valpolicella Ripasso / Bardolino classico, Sartori Vini: 20& (4 / 5)


Volantino Unes dal 6 al 19 gennaio 2021, “Grandi Marche a piccoli prezzi”
Frizzantino Bianco Verve: 1,69 euro (2,5 / 5)
Pinot Grigio Terregaie: sconto 40% (3,5 / 5)

Barbera d’Asti Docg MMXX: 3,59 euro (3 / 5)
Spumante Pinot Chardonnay Kessel: 2,19 euro (3 / 5)
Salice Salentino Musaikon Produttori Vini di Manduria: 2,59 euro (4 / 5)

Toscana Igt Sangiovese Bocelli: 4,29 euro (4 / 5)
Cabernet Toscana Igt I Mori: 3,89 euro (3,5 / 5)

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Trento Doc, “bollicine di lago”: Cantina Riva del Garda ha immerso il suo spumante

TrentoDoc, “bollicine di montagna” o di lago? Andrebbe forse rivisto il marketing della Denominazione, a fronte di quanto successo oggi a Riva del Garda. Sono state infatti immerse in mattinata nel Lago di Garda, a 38 metri di profondità e ad appena 70 metri sul livello del mare, le 1.216 bottiglie di quello che diventerà il TrentoDoc Spumante Metodo Classico Brezza Riva Riserva Blanc de Blancs.

Riposeranno nel fondale del lago per dodici mesi. Un’operazione spettacolare quella effettuata da Cantina Riva del Garda, che permetterà alle bottiglie di spumante Trento Doc di proseguire la loro maturazione in condizioni di temperatura, pressione e luce del tutto particolari.

“A quella profondità c’è sia una minore differenza tra pressione interna alle bottiglie, all’incirca 6 bar, e quella del lago, costante a quasi 5 bar, sia la quasi totale assenza di ossigeno. Queste sono condizioni difficilmente realizzabili in superficie che abbattono decisamente lo scambio gassoso esterno-interno, permettendo una maturazione più lenta”, spiega l’enologo di Cantina Riva del Garda, Furio Battelini.

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Cantina Riva del Garda: 1.216 bottiglie di TrentoDoc affineranno nel Lago di Garda

FOTONOTIZIA – Cantina Riva del Garda depositerà 1.216 bottiglie del suo Spumante “Brezza Riva Riserva Trentodoc” nel fondale del lago di Garda, a 30 metri di profondità. L’obiettivo è “realizzare le condizioni ideali per la maturazione del prestigioso Spumante Metodo Classico“. La posa avverrà il 27 giugno 2020, poco dopo le ore 10.

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Vini al supermercato

Vini in promo in Gdo fino a metà giugno: cosa comprare e dove

Tempo di spesa e di approfittare di qualche buona promozione sui vini in Gdo, grazie all’analisi dei volantini dei primi 15 giorni di giugno. All’appello mancano in realtà catene come Coop, Conad, Esselunga, Iperal e Tigros, le cui offerte sono valide fino a metà settimana (non appena scadute sarà pubblicato un ulteriore articolo).

Nulla di imperdibile tra le insegne già pronte con le promo sul vino fino a metà giugno. Sul podio sale di diritto Carrefour, con tre etichette da 5 cestelli della spesa concentrati fra Trentino e Alto Adige.

Si tratta del Trento Doc Rotari, bollicina ideale in questi giorni pre estivi, lo Chardonnay Alto Adige Doc “Kössler” della Cantina Produttori San Paolo e il Müller Thurgau Doc della rinomata cantina altoatesina St. Michael Eppan per avviare la stagione dei bianchi.

Sempre valido, fino a fine mese, il corposo volantino “La Carta dei Vini” de Il Gigante, con tantissime proposte difficili da battere che riproponiamo anche in questa tornata di offerte. Buona spesa!

Volantino Auchan, dal 4 al 17 giugno
Vermentino di Sardegna Doc, Sella & Mosca: 4,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo di Manduria Doc, Marcianti: 3,49 euro (3 / 5)

Valpolicella Ripasso Doc Araia, Cantina di Soave: 4,99 euro (3,5 / 5)
Chianti Classico Docg, Cecchi: 5,49 euro (3,5 / 5)


Volantino A&O, dal 3 al 16 giugno
Vino Cabernet “Le vie dell’Uva”: 2,89 euro (3 / 5)
Vino bianco frizzante “Freschello”, Cielo & Terra: 1,99 euro (2,5 / 5)
Vino Valpolicella Ripasso “Le vie dell’Uva”: 6,50 euro (3,5 / 5)



Volantino Bennet, dal 4 al 17 giugno
Spumante Prosecco Doc “Campo del Passo”: 2,98 euro (3 / 5)
Chianti Docg, Cecchi: 3,59 euro (3,5 / 5)


Volantino Carrefour Market, dal 5 al 15 giugno
Negroamaro Salento Igt / Bianco Sicilia Igt Botte Buona, Caviro: 1,49 euro (3 / 5)
Bonarda Oltrepò pavese Doc, Terre dei Passeri: 1,69 euro (2 / 5)

Vini La Calenzana: 2,75 euro (3 / 5)
Chianti Docg / Orvieto Doc Poggio al Sole: 2,75 euro (3 / 5)

Nero d’Avola Sicilia Doc, Rapitalà: 4,19 euro (5 / 5)
Trento Doc Brut, Rotari (Gruppo Mezzacorona): 7,49 euro (5 / 5)


Volantino Carrefour, dal 5 al 15 giugno (1+1)
Inzolia / Grillo/ Nero d’Avola / Syrah Igt Terre dei Vespri: 6 euro (2 pezzi) (3 / 5)
Malvasia Nera / Primitivo / Negroamaro Igp “Centocampi”, Cantine Coppi: 3,99 euro (3,5 / 5)

Bonarda Oltrepò pavese Doc, Terre dei Passeri: 1,69 euro (2 / 5)
Vermentino di Sardegna / Rosé di Alghero Doc, Sella & Mosca: 3,99 euro (3,5 / 5)

Chardonnay alto Adige Doc “Kössler”: 6,99 euro (5 / 5)
Müller Thurgau Doc, St. Michael Eppan (San Michele Appiano): 8,70 euro (5 / 5)


Volantino Carrefour Express, dal 28 maggio al 9 giugno
Roero Araldica Colle Rosa: 4,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Muller Thurgau Cavit: 3,49 euro (3,5 / 5)

Prosecco Valdobbiadene Carpenè Malvolti: 6,99 euro (5 / 5)
Pinot Grigio o Chardonnay Mezzacorona: 3,99 euro (3,5 / 5)

Pecorino Igt Spinelli: 2,99 euro (4 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Spinelli: 2,99 euro (4 / 5)

Rosso Doc di Valtellina Nera: 5,89 euro (4 / 5)
Chianti Docg Sorelli: 2,99 euro (3 / 5)

Corvo bianco o rosso Duca di Salaparuta: 4,29 euro (3,5 / 5)
Nero d’Avola o Grillo Settesoli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Rosso di Montalcino Doc Tenuta Friggiali: 9,79 euro (5 / 5)


Volantino Coop, dal 28 maggio al 10 giugno
Colli Piacentini Gutturnio Valtidone: 2,19 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Bonarda Valtidone: 2,19 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad, dal 27 maggio all’8 giugno – “Sconti fino al 50%”
Lugana Collo Lungo Dop Visconti: 5,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Rosè Brut Borgo dai Morars: 4,79 euro (3,5 / 5)
Cabernet Sauvignon Montaia Rubicone: 3,98 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad, dal 28 maggio all’7 giugno – “Tutto al Costo”
Vernaccia di San Gimignano Docg Bufferia: 3,49 euro (3 / 5)
Spumante Rosè Brut Borgo dai Morars: 3,99 uro (3 / 5)

Vini dell’Umbria Duca Odoardo: 2,25 euro (3 / 5)
Chianti Docg Cecchi: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Crai dal 28 maggio al 10 giugno
Nessun vino da segnalare


Volantino Despar, dal 28 maggio al 17 giugno – “1+1 gratis”
Prosecco Treviso Doc Santa Bona: 4,79 euro (3 / 5)
Dolcetto Piemonte Sant’Andrea: 2,29 euro (3 / 5)


Volantino Esselunga, dal 28 maggio al 10 giugno
Spumante Brut Gancia: 2,69 euro (3,5 / 5)
Chardonnay Garda Cantina di Soave: 1,99 euro (3 / 5)

Alto Adige Doc Sauvignon Cantina di Bolzano: 7,90 euro (5 / 5)
Locorotondo Villa Mottura: 2,89 euro (3,5 / 5)

Saraceno Rosato Conti Zecca: 2,33 euro (3 / 5)
Grillo o Syrah Nadaria: 1,92 euro (3,5 / 5)

Lago di Caldaro Cantina di Caldaro: 4,17 euro (4,5 / 5)
Bonarda o Gutturnio Viticoltori Arquatesi: 1,94 euro (3 / 5)

Rosso dei Poderi di Ghiaccioforte, Baroni Pizzini: 5,24 euro (5 / 5)
Montefalco Rosso Vignabaldo: 3,70 euro (3,5 / 5)


Volantino Eurospin, dal 25 maggio al 7 giugno
Rosè, Chardonnay, Verduzzo Veneto Igt: 1,29 euro (2,5 / 5)


Volantino Famila Superstore dal 28 maggio al 10 giugno
Antica Vinicola Broni Bonarda Oltrepo’ Pavese: 2,59 euro (3 / 5)
Barbera d’Asti Docg Duca Aleramo: 2,49 euro (3 / 5)

Colli Piacentini Gutturnio 4 Valli: 2,28 euro (3 / 5)
Dolcetto Langhe Barone Stabilini: 2,99 euro (3 / 5)

Piemonte Chardonnay Barone Stabilini: 2,99 euro (3 / 5)
Colli Piacentini Ortrugo Vicobarone: 1,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Iper Famila Galassia, dal 4 al 17 giugno
Nessun vino da segnalare

Volantino Iper Famila Galassia, dal 4 al 17 giugno – “Speciale Sapori Regionali”
Barbera del Monferrato Doc Barone Stabilini: 2,98 euro (3 / 5)
Piemonte Doc Chardonnay Barone Stabilini: 2,99euro (3 / 5)

Colli Piacentini Ortrugo Vicobarone: 1,99 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Asti Docg Terre da Vino: 3,59 euro (3,5 / 5)

Cortese Alto Monferrato Duchessa Lia: 2,99 euro (3 / 5)
Colli Piacentini Ortrugo Valtidone: 2,29 euro (3,5 / 5)


Volantino Gulliver, dal 4 al 17 giugno
Valdobbiadene Docg Prosecco Marca Oro Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Sicilia Doc Inzolia Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)
Sicilia Doc Syrah Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Il Gigante, dal 4 giugno al 17 giugno – “50×50”
Chianti Docg Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,29 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Superiore Docg Prosecco Superiore Docg Porta Leone Millesimato Extra Dry: 4,99 euro (3,5 / 5)

Lambrusco di Sorbara / Grasparossa o Castelvetro Chiarli: 2,69 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Treviso Coste Petrai: 3,99 euro (3,5 / 5)

Sicilia Doc Inzolia Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)
Sicilia Doc Syrah Settesoli: 3,49 euro (3,5 / 5)
Bardolino Doc/Chiaretto o Soave Doc Cantine Pasqua: 2,89 euro (3,5 / 5)

Volantino Il Gigante dal 21 maggio al 28 giugno – “La Carta dei vini”
Pignoletto frizzante Modena Doc Villa Cialdini Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Brut Millesimato Vecchia Modena: 3,49 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Grasparossa Doc Il Baluardo Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Lounge Astoria: 3,79 euro (3,5 / 5)

Cortese Monferrato Casalese Doc Barlet Cantina Produttori del Monferrato: 3,39 euro (4 / 5)
Grignolino Monferrato Casalese Doc Barlet Cantina Produttori del Monferrato: 3,39 euro (4 / 5)

Erbaluce di Caluso Docg Serchè Produttori del Monferrato: 3,49 euro (4 / 5)
Barbera Monferrato Sup. Docg Serchè Produttori del Monferrato: 3,99 euro (4 / 5)

Ortrugo Colli Piacentini Frizzante Doc Piani Castellani: 2,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Ortrugo Doc Piani Castellani: 4,59 euro (3,5 / 5)

Malvasia Dolce Frizzante Doc Piani Castellani: 2,99 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Frizzante Doc Colli Piacentini Piani Castellani: 2,89 euro (3,5 / 5)

Grillo Sicilia Doc Fazio: 2,99 euro (3,5 / 5)
Nero d’Avola Sicilia Doc Fazio: 2,99 euro (3,5 / 5)

Gutturnio Frizzante Doc Colli Piacentini Dante 45: 2,99 euro (3,5 / 5)
Ortrugo Frizzante Doc Colli Piacentini Dante 45: 2,89 euro (3,5 / 5)

Verdicchio dei Castelli di Jesi Monte Schiavo Villa Le Querce: 2,99 euro (3,5 / 5)
Bianco Vergine della Valdichiana Doc Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,79 euro (3,5 / 5)

Rosso di Montepulciano Doc Vecchia Cantina di Montepulciano: 2,79 euro (3,5 / 5)
Nobile di Montepulciano Docg Vecchia Cantina di Montepulciano: 5,49 euro (3,5 / 5)
Sangiovese Rosato Igt Vecchia Cantina:2,79 euro (3 / 5)

Ribolla Gialla Igt Borgo dei Vassalli: 4,99 euro (3,5 / 5)
Sauvignon Blanc Isonzo Doc Borgo dei Vassalli; 4,99 euro (3,5 / 5)

Viogner Sicilia Doc Gurgò Cantine Paolini: 3,79 euro (5 / 5)
Nero d’Avola Sicilia Doc Gurgò Cantine Paolini: 3,79 euro (3,5 / 5)

Pecorino Igt Terre di Chieti Sinello: 3,79 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Sinello: 3,89 euro (3,5 / 5)

Valpolicella Ripasso Doc Pagus Bisano: 6,99 euro (4,5 / 5)
Chiaretto Bardolino Doc Pagus Bisano: 2,99 euro (4 / 5)

Nebbiolo d’Alba Doc Produttori di Portacomaro: 4,99 euro (4,5 / 5)
Roero Arneis Docg Produttori di Portacomaro: 4,99 euro (4,5 / 5)

Chianti Docg Il Masso: 2,99 euro (3 / 5)
Cabernet, Merlot, Shiraz Asiotus: 3,69 euro (3,5 / 5)

Roscio Amerino Rosso Igp Castello delle Regine: 3,89 euro (3,5 / 5)
Bianco d’Ameria Igp Castello delle Regine: 3,89 euro (3,5 / 5)

Pecorino Igt Colline Pescaresi Tenuta del Priore: 3,59 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Tenuta il Priore: 3,59 euro (3,5 / 5)

Vermentino di Toscana Igt Fattoria Il Palagio: 4,19 euro (4 / 5)
Passerina Marche Igt Tenuta De Angelis: 4,79 euro (3,5 / 5)

Greco di Tufo Docg Uttieri: 4,99 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Gewurztraminer Astoria: 6,19 euro (3,5 / 5)

Albana Romagna Docg Azienda Agricola Branchini: 5,45 euro (4 / 5)
Sangiovese Romagna Superiore Dop Azienda Agricola Branchini: 5,45 euro (4 / 5)

Vermentino di Sardegna Doc Cala dei Mori: 4,39 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc La Ghironda Fraccaroli: 6,29 euro (4 / 5)

Chiaretto Garda Classico Doc Vigne di Gema: 6,29 euro (4 / 5)
Prosecco Millesimato Doc Treviso Le Contesse: 3,99 euro (3 / 5)

Spumante Cuvèe Millesimato Extra Dry Coste Petrai: 3,29 euro (3 / 5)
Spumante Asti Docg Gancia: 3,79 euro (3,5 / 5)

Spumante Brut Alta Langa Metodo Classico SanSilvestro: 7,99  (4,5 / 5)
Dolcetto Alba Doc SanSilvestro: 3,89 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Alba Doc SanSilvestro: 3,89 euro usr 3.5]

Moscato d’Asti Docg Icardi: 4,89 euro (5 / 5)
Barbaresco Docg Icardi: 9,59 euro (5 / 5)

Chianti Docg Piandaccoli: 4,99 euro (5 / 5)
Lambrusco Emilia Igt Senzatempo Riunite: 2,99 euro (3,5 / 5)

Cabernet Toscana Igt Colle al Sasso Famiglia Petracchi: 3,85 euro (3,5 / 5)
Merlot Toscana Igt Colle al Sasso Famiglia Petracchi: 3,59 euro (3,5 / 5)

Primitivo di Manduria Doc Selezione Luigi Guarini: 4,99 euro (3,5 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Campone Frescobaldi: 14,39 euro (5 / 5)

Rosso di Montalcino Doc Poggio Salvi:8,39 euro (5 / 5)
Spanna Doc Il Massoroccato: 4,99 euro (4 / 5)


Volantino Iper, dal 25 maggio al 7 giugno
Chianti Docg o Buongoverno Igt Piccini: 2,49 euro (4 / 5)
Trentino Doc Gewurztraminer Mezzacorona: 4,99 euro (3,5 / 5)

Cannonau, Vermentino di Sardegna o Rosato Cala Rosa Pedres: 3,89 euro (3 / 5)
Valdobbiadene Prosecco Rive di Colbertaldo Ca Val: 6,90 euro (3,5 / 5)

Orvieto Classico Bigi: 2,79 euro (3,5 / 5)
Montepulciano o Cerasuolo d’Abruzzo Dop Sistina Citra: 2,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Aragosta Brut Santa Maria La Palma: 3,39 euro (3 / 5)
Prosecco Doc Gasparetto: 2,99 euro (3 / 5)

Sauvignon, Cabernet, Ribolla Gialla o Traminer Villa Folini: 4,99 euro (3 / 5)
Aglianico o Falanghina del Sannio Dop Feudi: 3,99 euro (3,5 / 5)

Volantino Iper, dal 5 giugno al 14 giugno – “La Grande Dolcezza”
Prosecco Doc, Ribolla Gialla o Cuvèe Rosè Villa Folini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Custoza Doc, Bardolino Doc o Soave Doc Cadis: 2,99 euro (3,5 / 5)

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Fazi Battaglia: 3,49 euro (5 / 5)
Passerina Igt Fazi Battaglia: 3,49 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Modena Doc Corte Rosa, Chiarli: 1,99 euro (3,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo o Pecorino Igt Bio Natum Agriverde: 3,49 euro (3,5 / 5)

Vermentino di Sardegna Doc Brut Cantina Pedres: 4,79 euro (3,5 / 5)
Vermentino di Gallura Docg Sangusta Pedres: 4,79 euro (4 / 5)

Barbera Doc Appassimento San Silvestro: 4,45 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Extra Dry I Magredi Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)

Lugana Doc Il Penacin Grandi Vigne: 5,95 euro (4 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Fagnina Grandi Vigne: 4,69 euro (3,5 / 5)


Volantino Iperal, dal 27 maggio al 9 giugno
Prosecco Treviso Mionetto: 6,79 euro (3,5 / 5)
Spumante Mionetto Rosè / White: 6,49 euro (3,5 / 5)

Vini Magnosella Pedres: 3,79 euro (3 / 5)
Vini assortiti Il Gaggio: 1,55 euro (3 / 5)

Vini Villa Mura assortiti: 2,99 euro (3 / 5)
Chianti Docg Riserva Oro Piccini: 3,99 euro (5 / 5)

Orvieto Classico Piccini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Bonarda e Barbera Linea Tralci Montù: 2,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Ipercoop, dal 4 giugno al 17 giugno
Barbera del Monferrato o Dolcetto d’Acqui Capetta: 3,20 euro (3 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Doc Loggia del Sole: 1,97 euro (3 / 5)
Prosecco Doc, Zonin: 3,99 euro (3,5 / 5)



Volantino Lidl dall’ 8 giugno al 14 giugno
Negroamaro Salento Igp: 1,49 euro (3 / 5)
Ruchè di Castagnole Monferrato: 4,99 euro (3,5 / 5)
Lugana Dop: 4,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Pam, dall’11 al 24 giugno
Chianti Docg Rifugio del Vescovo: 2,90 euro (3 / 5)
Müller Thurgau o Chardonnay Mastri Vernacoli Cavit: 3,99 euro (3,5 / 5)
Valdobbiadene Docg Prosecco Le Calleselle: 3,99 euro (3 / 5)

Volantino Pam, dal 28 maggio al 10 giugno
Collio Doc Gotis Furlanis Pinot Grigio, Sauvignon, Ribolla o Chardonnay Cantina Produttori di Cormons: 3,49 euro (4 / 5)
Spumante Brut Ribolla Gialla Gotis Furlanis Cantina Produttori di Cormons: 3,99 euro (4 / 5)
Vini Citra assortiti: 1,99 euro (3,5 / 5)


Penny Market, dal 4 al 10 giugno
Grillo Bio Rocche di Issu: 2,29 euro (3 / 5)
Chianti Docg: 1,89 euro (2,5 / 5)
Solopaca Doc bianco/rosso: 1,49 (2,5 / 5)



Volantino Simply Market, dal 4 al 17 giugno
Vermentino di Sardegna Doc, Sella & Mosca: 4,99 euro (3,5 / 5)
Primitivo di Manduria Doc, Marcianti: 3,49 euro (3 / 5)

Valpolicella Ripasso Doc Araia, Cantina di Soave: 4,99 euro (3,5 / 5)
Chianti Classico Docg, Cecchi: 5,49 euro (3,5 / 5)


Volantino Tigros dal 27 maggio al 9 giugno
Chianti Docg Antica Sala Sensi: 1,99 euro (3 / 5)
Barbera d’Asti, Dolcetto Monferrato Doc Conti Buneis: 2 pezzi 5,98 euro (3,5 / 5)

Ortrugo, Gutturnio Castelli del Duca: 2,69 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Zonin: 3,29 euro (3,5 / 5)
Vini Grigolli Müller Thurgau, Marzemino o Merlot Trentino: 3,39 euro (3,5 / 5)

Syrah rosè Igt o Nero d’Avola / Syrah Doc  Settesoli: 3,39 euro (3,5 / 5)
Ribolla Gialla Brut La Gioiosa: 3,99 euro (3 / 5)

Lambrusco Marcello Oro Ariola: 4,49 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc Ca Maiol: 6,90 euro (4,5 / 5)


Volantino Unes/U2, dal 27 maggio al 9 giugno
Prosecco Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Chardonnay Santa Margherita: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Rosè Le Bollè: 2,99 euro (3 / 5)

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degustati da noi vini#02

Trento Doc Riserva 2008 “Cuvée dell’Abate”, Abate Nero

Siamo a Trento, per la precisione in località Sponda Trentina. È qui che si trova una piccola ma storica realtà, nata dalla passione di Luciano Lunelli e oggi condotta dalla figlia Roberta. Un segno di continuità forte, che dura da più di quarant’anni. Parliamo dell’azienda Abate Nero , di cui la “Cuvée dell’Abate” è l’etichetta di punta.

Sotto la lente di ingrandimento il millesimo 2008, proposto con la classica bottiglia “sciampagnotta”. L’uvaggio, 100% Chardonnay ed il lungo affinamento sui lieviti (80 mesi), mettono il timbro sulla carta d’identità di una  produzione totalmente artigianale.

LA DEGUSTAZIONE
Cuvée dell’Abate” 2008 si presenta di un bel colore giallo paglierino lucente. Il perlage è fine e persistente, di una continuità esemplare. Il naso è complesso: si distinguono in sequenza sentori floreali e fruttati. Tiglio, biancospino, mela golden matura, kiwi, un cenno di mango. Poi ricordi di miele, una gradevole tostatura e frutta secca.

L’ingresso di bocca è connotato dalla cremosità e avvolgenza del perlage, in un gioco prezioso con la freschezza, più che mai viva. I sentori risultano corrispondenti a quelli avvertite al naso. La finezza risponde alle attese di uno spumante Trento Doc pensato per il lungo affinamento sui lieviti.

Ottanta mesi che permettono alla “Cuvée” 2008 di Abate Nero di abbinarsi a piatti importanti e strutturati, sia di terra che di mare. Un Metodo classico ottimo da degustare anche da solo, in un calice più ampio del consueto, che permetta di apprezzarne al meglio la straordinaria complessità gusto-olfattiva.

LA VINIFICAZIONE
La vinificazione è tradizionale. La prima fermentazione delle uve Chardonnay avviene in acciaio e la rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico, con presa di spuma e lungo affinamento sulle lisi. In particolare, la sboccatura risale alla primavera 2019. La massima espressione della “Cuvée dell’Abate” 2008 si verificherà attorno al 2025.

Abate Nero produce complessivamente 50 mila bottiglie. Abbastanza per permettere alla “maison” trentina di collocarsi tra i migliori produttori di “Bollicine di Montagna” Trento Doc, con un’impronta da sempre orientata alle lunghe evoluzioni.

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Vini al supermercato

Pasqua al supermercato, “dolce” quarantena con i vini in promozione

Fioccano le offerte di vino sui volantini della grande distribuzione, che non si scorda di Pasqua e Pasquetta. Nel pieno rispetto della tradizione, ampio spazio a tutte le tipologie, per accompagnare pranzi e cene (in casa).

Diverse le bollicine per augurarsi che #andratuttobene, tra cui il Trento Doc Rotari in promo quasi ovunque (occhio al prezzo più conveniente) e, da scoprire,  lo spumante Perlage di Cantina Valtidone in promo da Tigros. Della stessa cantina e nella stessa insegna, il delizioso passito “Luna di Candia”, ottenuto dall’omonima Malvasia.

Ottimo il primo prezzo del Montepulciano d’Abruzzo Riserva Spinelli a 2,99 euro da Carrefour Market, che propone anche un interessante bipack di Piccini. Vantaggiosa la promo sui vini della linea Notte Rossa a 3,49 euro da Iper la grande. C’è dunque davvero l’imbarazzo della scelta, speriamo in prossimità delle vostre abitazioni. Prosit!

Volantino Aldi, fino all’11 aprile
Prosecco Millesimato Docg Superiore di Valdobbiadene, Oroperla: 6,99 euro (3,5 / 5)
Ribolla Gialla Igp, Le Barchesse: 3,29 euro (3,5 / 5)


Volantino Auchan, fino all’11 aprile
Barolo Docg Terre Sovrane: 11,49 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,79 euro (3,5 / 5)
Passito di Pantelleria Baglio Kelpi: 9,09 euro (3,5 / 5)

Trentino Doc Muller Thurgau Mastri Vernacoli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Marzemino Mastri Vernacoli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Lugana Doc Cantina di Negrar: 4,19 euro (4 / 5)

Prosecco Valdobbiadene Docg Rive di Colbertarldo Val d’Oca: 6,49 euro (4 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Trento Doc Rotari: 6,59 euro (5 / 5)

Champagne Pommery Brut astucciato: 24,99 euro (4 / 5)
Vecchia Modena Blanc de Blancs Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Bennet, fino al 13 aprile
Toscana Rosso Igt Remole Frescobaldi: 3,49 euro (4 / 5)
Trentino Doc Lagrein Dunkel Cavit: 3,78 euro (3,5 / 5)

Valpolicella Ripasso Cantina di Negrar: 5,40 euro (4 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Campone Frescobaldi: 19,80 euro (5 / 5)
Muller Thurgau Arein Concilio: 3,30 euro (3,5 / 5)


Volantino Carrefour Market, fino al 13 aprile
Franciacorta Docg Principe di Franciacorta: 11,90 euro (3,5 / 5)
La Segreta Rosso o Bianco Igt Planeta: 6,29 euro (5 / 5)
Colli Piacentini Doc Bonarda vivace Bonelli: 3,39 euro (3,5 / 5)

Colli Piacentini Doc Gutturnio Bonelli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Doc Buttafuoco o Sangue di Giuda Quaquarini: 3,49 euro (4 / 5)
Greco di Tufo Docg Feudi San Gregorio: 8,39 euro (5 / 5)

Colli Piacentini Doc Ortrugo Bio Valtidone: 4,89 euro (4 / 5)
Vino Spumante Qualità Brut Catturich: 5,39 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg Valdo: 5,49 euro (3,5 / 5)
Champagne Mumm Gordon Rouge: 21,90 euro (4 / 5)

Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Spinelli: 2,99 euro (5 / 5)
Valpolicella Classico Sartori: 4,99  (4 / 5)
Rosato o Bianco o Rosso del Salento Donna Marzia: 2,99 euro (3,5 / 5)

Trentino Doc Muller Thurgau Cavit: 3,49 euro (3,5 / 5)
Chianti Superiore Riserva Oro Piccini Bipack: 7,90 euro (5 / 5)
Sagrantino di Montefalco Docg Vignabaldo: 9,89 euro (3,5 / 5)
Amarone Valpolicella Docg Bolla: 18,90 euro (5 / 5)


Volantino Carrefour Market, fino al 13 aprile
Trento Doc Rotari: 7,19 euro (5 / 5)
Chianti Classico Docg Piccini: 4,90 euro (3,5 / 5)
Colli Piacentini Doc Ortrugo Bio Valtidone: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad, fino al 13 aprile
Champagne Mumm Gordon Rouge: 20,90 euro (4 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg Tenimenti Dogali 4,90 euro (3,5 / 5)

Prosecco Valdobbiadene Superiore Docg Astoria: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Asti Docg Martini: 4,78 euro (3,5 / 5)
Metodo Classico Doc Brut Ferrari: 8,90 euro (5 / 5)

Pinot Grigio Doc Santa Margherita: 5,80 euro (4 / 5)
Bianco di Custoza Doc Sartori: 3,19 euro (4 / 5)
Gewurztraminer Doc, Costalta: 5,70 (3,5 / 5)

Est!Est!Est! di Montefiascone Bigi: 2,89 euro (4 / 5)
Muller Thurgau Doc Mezzacorona: 3,70 euro (3,5 / 5)

Rosso Toscana Igt Santa Cristina Antinori: 5,20 euro (4 / 5)
Amarone della Valpolicella Doc Latuja: 15,50 euro (3,5 / 5)
Ripasso Valpolicella Doc Tommasi: 12,40 euro (4,5 / 5)

Rosso di Toscana Le Difese San Guido, Antinori: 15,80 euro (5 / 5)
Rosso Riserva Doc Casa Defrà: 4,98 euro (3,5 / 5)
Offida Pecorino De Angelis: 4,20 euro (3,5 / 5)

Greco di Tufo o Fiano Docg Mastroberardino: 7,80 euro (5 / 5)
Seligo di Sicilia Doc Settesoli: 4,40 euro (5 / 5)
Lambrusco Lini La Brusca: 3,98 (5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,60 euro (3,5 / 5)


Volantino Coop, fino all’11 aprile
Trento Doc Rotari: 6,99 euro (5 / 5)
Champagne Mumm Gordon Rouge: 20,90 euro (4 / 5)
Prosecco millesimato luxury Casa Sant’Orsola: 4,45 euro (3,5 / 5)


Volantino Crai, fino al 12 aprile
Nessun vino da segnalare


Volantino Despar, fino al 13 aprile
Prosecco Docg “Marca Oro”, Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Trento Doc Brut, Rotari: 6,99 euro (5 / 5)


Volantino Esselunga, fino all’11 aprile
Spumante Asti Docg Martini: 3,95 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore di Valdobbiadene Docg Cantina di Valdobbiadene: 3,84 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Berlucchi: 8,49 euro (5 / 5)

Terlaner Cantina di Terlano: 5,42 euro (5 / 5)
Ribolla Volpe Pasini: 7,49 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Bolla: 5,90 euro (3,5 / 5)

Lucido o Nero d’Avola Cusumano: 5,48 euro (5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,19 euro (3,5 / 5)
Cannonau Riserva Sella & Mosca: 6,72 euro (3,5 / 5)
Barbaresco Docg Nervo: 8,94 euro (5 / 5)


Volantino Eurospin, fino all’11 aprile
Nulla da segnalare


Volantino Famila, fino al 13 aprile
Vino Rosso Corvo: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Pignoletto Doc Chiarli: 3,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Asti Santero: 4,78 euro (3,5 / 5)

Spumante Brut Ferrari: 10,80 euro (5 / 5)
Spumante Moscato Tosti: 2,68 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Mionetto: 6,90 euro (3,5 / 5)

Moscato d’Asti Mat: 4,99 euro (3,5 / 5)
Brachetto d’Acqui Docg, Araldica: 4,79 euro (3,5 / 5)


Volantino Gulliver, fino al 13 aprile
Spumante Trento Doc Brut, Ferrari: 9,90 euro (5 / 5)
Passito di Pantelleria Doc, Pellegrino: 5,89 euro (3,5 / 5)
Barolo chinato, Rosati: 14,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco di Caartizze Docg, Col del Sol: 12,90 euro (3,5 / 5)

Prosecco Superiore Docg Marca Oro, Valdo: 4,99 euro (3,5 / 5)
Pinot Nero Brut / Moscato dolce, Torrevilla: 3,99 euro (4 / 5)
Langhe Doc Nebbiolo, Fontanafredda: 6,49 euro (4,5 / 5)

Buttafuoco / Sangue di Giuda, Quaquarini: 3,99 euro (4 / 5)
Dogliani Docg, Clavesana: 2,99 euro (5 / 5)
Barbaresco Docg, Giacosa: 11,90 euro (4,5 / 5)

Barolo Docg, Giacosa: 15,90 euro (4,5 / 5)
Amarone della Valpolicella, Sartori: 16,99 euro (5 / 5)


Volantino Il Gigante, fino all’8 aprile
Chianti Docg Vecchia Cantina: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)
Malvasia o Bonarda Colli Piacentini Doc Dante 45: 1+1 5,98 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Asti, Grignolino o Dolcetto Icardi: 1+1 7,78 euro (5 / 5)

Falanghina o Aglianico Ancile Igt Conte Uttieri: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)
Ortrugo o Gutturnio Doc Antica Cantina Manzini: 1+1 3,98 euro (3,5 / 5)
Prosecco Doc Porta Leone: 1+1 7,98 euro (3,5 / 5)

Vini da evitare: Le Cascine, Pastori, Poggio dei Vigneti



Volantino InCoop, fino all’11 aprile
Prosecco Docg Marca Oro Valdo: 4,89 euro (3,5 / 5)


Volantino Iper La grande i, fino al 13 aprile
Prosecco Valdobbiadene Docg Valdo: 3,89 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Alma Bellavista: 19,90 euro (5 / 5)
Spumante Brut Vermentino di Sardegna Doc Sangusta, Sardus Pater: 4,89 euro (4 / 5)

Alta Langa Docg o Nebbiolo Rosè San Silvestro: 8,90 euro (5 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Piccini: 14,90 euro (5 / 5)
Barbaresco Docg San Silvestro: 8,90 euro  (3,5 / 5)

Primitivo o Negroamaro Notte Rossa: 3,49 euro (5 / 5)
Fiano di Avellino Docg Radici: 7,90 euro (4 / 5)
Lugana Doc Fraccaroli: 4,89 euro   (3,5 / 5)

Chianti Superiore o Riserva Oro Piccini: sconto 50% (4,5 / 5)
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Doc Spinelli: 3,49 euro (4,5 / 5)
Amarone della Valpolicella Docg La Sorte: 12,90 euro (5 / 5)

Corvo bianco o rosso: 3,99 euro (3,5 / 5)
Valpolicella Ripasso Sartori Valdimezzo: 6,49 euro (4 / 5)


Volantino Iperal, fino al 14 aprile
Vini Docg Bettini: 8,19 euro (4 / 5)
Rosso di Valtellina Doc Nera: 4,49 euro (5 / 5)
Vini Docg Nera Inferno o Sassella: 8,49 euro (5 / 5)

Grumello Valtellina Negri: 7,99 euro (5 / 5)
Trento Doc Rotari: 7,49 euro (5 / 5)
Prosecco Docg Mionetto: 7,29 euro (3,5 / 5)

Prosecco Docg Marca Oro Valdo: 5,49 euro (3,5 / 5)
Franciacorta Docg Solive: 11,90 euro (5 / 5)
Verdicchio Castelli di Jesi il Picchio: 3 euro (3,5 / 5)

Vini Friulani Tenimenti Civa: 5,70 euro (4 / 5)
Chianti Docg Riserva Uggiano: 6,90 euro (5 / 5)
Chianti Docg o Buon governo Piccini: 3,19 euro (3,5 / 5)

Chianti Riserva Docg Leonardo: 6,49 euro (4 / 5)
Chianti Rufina Nipozzano: 10,90 euro (5 / 5)
Sensi Governato Rosso Igt: 10,29 euro (4,5 / 5)

Rosso Conero il Picchio: 3,99 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,10 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Doc Riserva “Bollo Rosso”, Valtidone: 5,89 euro (5 / 5)

Pinot Noir Doc St Michael Eppan: 8,90 euro (5 / 5)
Amarone Valpolicella Cortegiara Allegrini: 20,90 euro (5 / 5)
Vini Mottura: 3,19 euro (3,5 / 5)

Vini Doc Giacosa: 4,49 euro (4 / 5)
Vini Nuttata: 2,49 euro (3,5 / 5)
Trentino Doc Lagrein Dunkel Cavit: 3,99 euro (3,5 / 5)

Vini del Salento Igp Paolo Leo: 4,69 euro (4 / 5)
Sauvignon Tenimenti Civa: 6,90 euro (4 / 5)
Vini Donna Fugata: 6,39 euro (5 / 5)

Vermentino Toscana Giglio del Duca:  3,69 euro (3,5 / 5)
Vini Rue di Piane Spinelli: 2,49 euro (3,5 / 5)
Vini Marchesi Frescobaldi Calaforte: 6,19 euro (5 / 5)
Vini Belisario: 4,60 euro (5 / 5)


Volantino Ipercoop, fino al 13 aprile
Morellino di Scansano Docg La Mora Cecchi: 4,39 euro (3,5 / 5)
Gewurztraminer Cantina Produttori Bolzano: 8,49 (4,5 / 5)
Nebbiolo d’Alba Terredavino: 4,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Lidl, fino all’11 aprile
Terre Siciliane Igt biologico 2018 “Coloeus”, Terre Cevico per LIdl: 2,99 euro (3 / 5)


Volantino Pam, dal 30 marzo al 13 aprile
Toscana Rosso Igt Remole Frescobaldi: 3,49 euro (4 / 5)
Lambrusco Vecchia Modena Chiarli: 2,99 euro (3,5 / 5)
Asolo Prosecco Docg Rive della Chiesa: 3,99 euro (3,5 / 5)

Trento Doc Cesarini Sforza: 6,99 euro (5 / 5)
Trento Doc Rosè Ferrari: 13,49 euro (5 / 5)
Pinot Bianco Von Steiner Cantina di Bolzano: 5,99 euro (4 / 5)

Chianti Classico Docg Fattoria Montecchio: 4,99 euro (4 / 5)
Barbera Oltrepò Pavese Doc Quaquarini: 2,99 euro (4 / 5)
Vino liquoroso Frescobaldi Santo Spirito: 3,99 euro (3,5 / 5)

Vini da evitare: Le Cascine, Poggio dei Vigneti


Volantino Penny Market, fino al 13 aprile
Negroamaro Igt biologico Vite Mia: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Tigros, fino al 13 aprile
Spumante Perlage Brut Cantina Valtidone: 6,99 euro (5 / 5)
Trento Doc Rotari: 6,90 euro (5 / 5)
Linea Vini F.lli Pasqua: 2,90 euro (3,5 / 5)

Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg Ca Val: 6,99 euro (3,5 / 5)
Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg Valdo: 4,99 euro (3,5 / 5)
Oltrepò Pavese Barbera o Bonarda Montù: 3,19 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Igp Marcello Ariola: 4,49 euro (4 / 5)
Vini Doc Colli di Poianis Ribolla, Pinot o Schioppettino: 6,90 euro (3,5 / 5)
Bolgheri Doc Sabbiato Sensi: 7,90 euro (3,5 / 5)

Vini Conti Buneis Barbera d’Asti o Dolcetto Monferrato Doc: 2 pezzi 7 euro (3,5 / 5)
Lagrein o Pinot Nero Erste Neue: 7,90 euro (4 / 5)
Brunello di Montalcino Docg Giglio del Duca: 13,49 euro (4 / 5)

Falanghina Sannio Feudi San Gregorio: 6,90 euro (4 / 5)


Volantino Unes/U2, fino al 13 aprile
Corvo bianco o rosso: 3,99 euro (3,5 / 5)
Rosso di Montalcino Campone: 6,59 euro (5 / 5)
Rosso Toscana Igt Santa Cristina Antinori: 4,99 euro (4 / 5)

Trentino Doc Gewurztraminer Cavit: 4,95 euro (3,5 / 5)
Moet Chandon Champagne: sconto 20% (4 / 5)
Passito Luna di Candia: 4,49 euro (5 / 5)

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La notte degli alambicchi accesi 2019: cinque distillerie da non perdere in Trentino

Santa Massenza, piccola frazione di Vallelaghi. Pochi chilometri da Trento, a destra dell’Adige, lungo la strada che attraversa la splendida Valle dei Laghi e conduce al lago di Garda. Poco più di 150 abitanti e 5 distillerie. Un fazzoletto di terra chiuso fra i vigneti ed il lago di Santa Massenza che custodisce la tradizione della distillazione artigianale. È qui che ogni anno va in scena la “La notte degli alambicchi accesi“.

Una manifestazione, organizzata con la collaborazione di Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e Trentino Marketing, che fonde insieme teatro ed enoturismo svoltasi in questo 2019 dal 6 all’8 dicembre. Francesco Poli, Casimiro, Giovanni Poli, Maxentia, Giulio e Mauro Poli sono i produttori protagonisti.

Ci vuole più tempo a pronunciare i loro nomi che a recarsi a piedi da una distilleria all’altra. Centimetri che non impediscono, ad ognuna, di esprimersi con estrema identità. Tutte distillerie che “derivano” dall’attività di viticultura e “dall’esser vignaioli”. Tutte con un unico comune denominatore: la Nosiola.

L’unico vitigno autoctono trentino a bacca bianca trova qui il suo areale d’elezione. Quel vitigno che sfruttando i venti locali (il Pelér e l’Ora) da vita ad un passito fragrante e profumato, il Vino Santo, da in realtà anche ottimi vini fermi, basti pensare alla versione “col fondo” della distilleria Francesco Poli.

Ma non solo. Le vinacce della Nosiola sono alla base delle grappe delle Valle dei Laghi. Talvolta in purezza e talvolta in taglio con altri vitigni. Talvolta bianca, talvolta invecchiata.

Ecco quindi tornare, ancora una volta, Distilleria Francesco Poli che nelle parole di Alessandro spiega la necessità di “tutelare la biodiversità trentina” attraverso i vini da Nosiola, il Vino Santo, e la grappa di Nosiola e di Schiava (altro vitigno trentino, stavolta a bacca rossa).

Graziano, presso Giovanni Poli, invita all’assaggio di una mini verticale. Grappa di Nosiola 24 mesi sorprende con una freschezza mentolata. Grappa di Nosiola 36 mesi è più morbida ed avvolgente. Grappa di Vino Santo rimanda alla frutta secca ed alle note sapide.

Dalle mani di Bernardino Poli (Casimiro) escono vini freschi e piacevoli non solo da Nosiola ma anche una Schiava Rosè ed un bianco da Piwi (Solaris, Johanniter, Bronner) profumato e tropicale. Le grappe invecchiate sono morbide mentre le bianche tendono a marcare la nota “verde” tipica della grappa tradizionale.

Mauro, di Giulio e Mauro Poli, presenta una grappa di Schiava e Nosiola dritta e verticale, cosi come la Grappa Maxentia che fa dell’immediatezza il suo biglietto da visita.

MASO NERO

Ben fuori dalla Valle dei Laghi, a Grumo frazione di San Michele all’Adige, in piena Piana Rotaliana, ha sede un’altra importante realtà della distillazione artigianale: l’Azienda Agricola Zeni, guidata da Rudy e dal padre Roberto.

Sintetizzare Zeni con una Grappa è quantomeno riduttivo. Zeni è un’azienda vinicola certificata bio dal 2011. Oltre 12 ettari vitati che danno vita a circa 120.000 bottiglie anno suddivise in 13 etichette di vini fermi e 3 etichette di Trento DocMaso Nero” (dal nome del maso nelle cui cantine riposa il metodo classico).

Zeni è una distilleria da 12.000 bottiglie anno suddivisa in 8 etichette. Grappe bianche affinate un anno in acciaio e grappe invecchiate in oltre 200 barrique finanche a 15 anni.

Zeni è anche Nero Brigante. Birra artigianale (al momento in gamma un Blanche, una Vienna ed una Golden Ale) ad alta fermentazione che utilizza i lieviti del Metodo Classico.

Espressioni di Teroldego in acciaio e legno, entrambe identificative di un territorio e di uno stile. Una Nosiola “vinificata in rosso” per estrarre il più possibile dalle bucce ed affinata per un mese in legno che racconta l’aromaticità del vitigno.

Trento Doc Rosè, 60% Pinot Nero 40% Chardonnay, profumato e croccante. Trento Doc Pas Dosè, 100% Pinot Bianco, ricco e rotondo nasconde la sua viva acidità fino alla chiusura, leggermente amaricante, del sorso.

Grappe da Teroldego. La 12 anni, vendemmia 2004, conquista con eleganza ed un ottimo bilanciamento fra varietale e legno. La Grado pieno, 59%, vendemmia 2001, è potente ma l’alcool non disturba ed in bocca sviluppa un ventaglio di aromi degna di distillati esteri più blasonati.

LA GRAPPA TRENTINA OGGI

Tutelata sin dal 1960, data di fondazione dell’Istituto di Tutela, la Grappa Trentina è oggi uno dei fiori all’occhiello della distillazione Italiana. Un disciplinare ferreo che limita tanto la zona di produzione (alla sola Provincia di Trento) quanto i tempi di distillazione (che deve concludersi entro il 31 dicembre per garantire la freschezza delle vinacce).

Ad oggi sotto il marchio di tutela Grappa del Trentino IG o Grappa Trentina IG viene prodotta circa il 10% dell’intera produzione nazionale. Grappe dalle sfumature diverse a seconda della sottozona, dei vitigni utilizzati e della mano del distillatore. Perché, ancora oggi, distillare è un’alchimia di scienza ed esperienza.

A fare il punto sulla Grappa Trentina oggi è Mirko Scarabello, presidente dell’Istituto di Tutela. Nelle sue parole emerge il quadro di un prodotto che ha retto bene agli scossoni del mercato dell’ultimo decennio, dato dal calo generale del consumo di alcolici dato dalla crisi e dai maggiori controlli sulle strade.

La Grappa Trentina ha resistito grazie alla sua qualità in un momento storico che ha fatto “pulizia” di molti prodotti non eccelsi e ad oggi vede un graduale recupero di mercato. Mercato che si sta aprendo sempre più verso il sud Italia in regioni che si scoprono amanti delle buona grappa.

Quote di mercato rosicchiate agli altri competitor nazionali, in primis grappe Piemontesi e Venete, che spesso faticano a tenere il passo qualitativo della Grappa del Trentino pur spuntando, a volte, prezzi più alti sul mercato.

Quote di mercato che ancora non si riesce a sottrarre ai distillati esteri quali Whisky, Rum e Cognac forti non solo di una fama ed una tradizione difficile da scalzare, ma anche di una tipologia di consumo diversa.

Ecco quindi l’idea di proporre la Grappa anche come ingrediente nella Mixology, ad esempio attraverso la collaborazione e le creazioni del bartender Leonardo Veronesi (già incontrato da Winemag durante la nostra visita in Marzadro) per favorirne sempre più la conoscenza e la diffusione fra i consumatori più attenti.

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Marzadro: identità territoriale e futuro della Grappa Trentina

Trento Doc, Vermut Altolago, Amaro Marzadro. Si apre così la nostra visita alla Distilleria Marzadro, a Nogaredo (TN). Un twist sullo “Sbagliato” a base di prodotti del territorio. A proporlo è il bartender Leonardo Veronesi (del Rivabar di Riva del Garda) che collabora con Marzadro proprio per sdoganare la Grappa, prodotto regina della distilleria, in mixology.

L’approccio è chiaro: proporre la grappa in miscelazione per introdurla al consumo in purezza. Strizzare l’occhio al bere mescolato sia per volumi sia come veicolo per rendere il brand riconoscibile ed evolvere il consumatore verso il consumo in purezza.

Questo perché il competitor non è più il vicino di casa, grappaiolo pure lui. La concorrenza oggi sono gli altri grandi distillati, come Whisky, Cognac e Rum, tanto quanto i sempre più presenti Gin e Botanical Spirit.

Lavorare quindi sulle potenzialità della grappa come ingrediente, senza quindi sviluppare un prodotto apposito come invece hanno fatto altre aziende. Drink a base grappa che divengono accompagnamento a piatti gourmet. Abbinamento cibo-cocktail che trova qui un’ulteriore sdoganamento.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Alle spalle c’è la storia e la tradizione di un’azienda nata sul finire degli anni ’40 per volere dei fratelli Sabina ed Attilio Marzadro e cresciuta nel tempo fino all’avvio dell’attuale stabilimento nel 2004. Sempre sotto il segno della qualità.

Otto alambicchi a bagnomaria . Gestione separata delle vinacce e degli sgrondi. Circa 50.000 quintali di vinacce lavorate ogni anno, tutte da viticoltura trentina. Periodo di distillazione di circa 100 giorni all’anno per poter lavorare la materia prima a breve distanza di tempo da vendemmie e vinificazioni. 27 milioni di bottiglie/anno suddivise in oltre 70 etichette differenti.

Numeri di quella che è, ad oggi, “un’azienda grande fra le piccole” come sottolineano gli eredi di casa Marzadro Alessandro e Stefano.

LA DISTILLERIA
Entrare nella distilleria significa entrare in un edificio appositamente pensato e realizzato per fare la grappa e comunicarla al consumatore. Un edifico che punta all’ecosostenibilità ed all’integrazione col territorio finanche al tetto, ricoperto da un manto vegetale.

Già dall’esterno si ha un immediato senso di accoglienza dato dall’assenza di una recinzione che divida dalla strada antistante. Colori tenui e le grandi vetrate del punto vendita che invitano a fermarsi anche solo per curiosare.

All’interno risulta chiaro come la parte operativa-produttiva e la parte da “enoturismo” condividano gli spazi senza intralciarsi vicendevolmente.

La sala di distillazione, il sancta sanctorum dell’impianto, è attorniata da un corridoio che permette ad eventuali visitatori di osservare le varie fasi senza disturbare.

Ma dietro a questo studio estetico-funzionale c’è tutta l’esperienza e la ricerca della qualità delle generazioni della famiglia Marzadro. Alambicchi in rame “a bagnomaria” per ottenere distillazioni più pulite rispetto ai tradizionali “cestelli”. Due batterie di sistema alambicco-colonna che convergono su due contatori piombati per ragioni fiscali (l’equivalente dei “spirit safe” scozzesi). Oltre 2400 sigilli daziali a garantire l’incolumità della produzione.

Ma nonostante la tecnologia e gli automatismi la distillazione è ancora, in parte, un gioco di sensibilità. Il sapere si tramanda ancora oggi con la nuova generazione che lavora a fianco della precedente.

LA BOTTAIA
1000 Kg di vinaccia, lavorati per circa 4 ore, danno origine a circa 60 litri di grappa. Grappa bianca che in alcuni casi verrà invecchiata. La bottaia trasmette lo stesso “concept” architettonico della produzione: convivenza fra lavoro e visita, fra esigenze tecniche e turismo.

Se le botti sono custodite in depositi sotto sigillo della Guardia di Finanza per ragioni fiscali per il visitatore è comunque possibile osservarle grazie ad un camminamento sopraelevato.

Oltre 3000 botti fra Ciliegio, Acacia, Frassino. Legni di diversa grana e diversa tostatura. Botti ex Porto. Anfore di terracotta. Tutti ingredienti della formula alchemica dell’invecchiamento. Elementi dello stile della Casa.

Materiale e tempo che creano la gamma dei prodotti invecchiati Marzadro, dall’iconica “18 Lune” alla linea “Giare“, finanche alla grappa affinata in anfora.

MADONNA DELLE VITTORIE
Marzadro però non è solo grappa. Da tre anni è stata infatti acquisita Madonna delle Vittorie, una realtà fatta di una cantina ed un frantoio. Siamo ad Arco (TN), punta nord del Lago di Garda.

Lavorazione artigianale delle olive (anche conto terzi, vista la scarsità di frantoi nell’areale), 50% varietà nere 50% varietà verdi, per produrre un olio Garda Dop fragrante, dal colore brillante che alterna dolcezze a note amaricanti e ad una leggere piccantezza.

Teroldego, Rebo, Nosiola, Gewurtraminer, Pinot Bianco, Chardonnay. Filari stretti per creare competizione fra le viti. Circa 40 ettari in conduzione di cui 8 di proprietà. Produzione annua di 150.000 bottiglie. Un Trento Doc fragrante e fruttato ed una linea di vini fermi che, così come l’olio, sembrano cercare una proprio specifica identità.

L’areale del nord Garda è una sottozona molto particolare. Una zona che attutisce le annate molto umide anche grazie ai due venti che soffiano regolari, il Pelér al mattino e l’Ora al pomeriggio. Zona di sbalzi termici. Quasi una goccia di mediterraneo nel nord Italia.

Ma se questa parte di mondo da vita ad un olio la cui qualità è conosciuta e rinomata per i vini l’identità è ancora tutta da scoprire. La Nosiola, unico vitigno autoctono trentino a bacca bianca, da vini ancora sconosciuti ai più così come il Gewurztraminer che qui ha una declinazione differente, meno aromatica e più elegante, rispetto all’areale altoatesino.

Un angolo di Trentino ad oggi forse più noto come località da turismo sportivo (vela, arrampicata e bici le attività principali) che però nasconde in se un piccolo cuore enogastronomico da scoprire.

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Degli Azzoni Wines punta sul Trento Doc con LeVide. Obiettivo 200 mila bottiglie


PREDAIA –
Nuova realtà tra gli spumanti Trento Doc. Il Gruppo Degli Azzoni Wines sbarca in Trentino con LeVide. La cantina ha sede in Borgo Italia 22, a Predaia (TN), nel cuore della Val di Non. Il fiore all’occhiello sarà la grotta per l’affinamento del Metodo classico, scavata nella roccia dolomitica.

“Molto più di una scelta suggestiva – anticipa a WineMag.it Valperto Degli Azzoni (nella foto)- dal momento che la temperatura naturale di questo spazio ci consentirà di proseguire nel fil rouge della sostenibilità, già ben avviato nelle altre aziende del gruppo”.

LeVide, che nel dialetto trentino significa “le viti”, è il quarto brand del Gruppo Degli Azzoni, già attivo in Italia con “Conte Aldobrando” (Toscana), “Conti degli Azzoni” (Marche) e “Conti Riccati” (Veneto).

La direzione enologica è stata affidata a Massimo Azzolini. Paola Zadra gestirà la cantina in loco, come referente della nuova Srl. Il Gruppo Degli Azzoni ha preso il controllo societario di LeVide nel 2018.

Due le etichette, per un totale di circa 6 mila bottiglie: il Trento Doc Brut Millesimato 2013 “Altilia” (100% Chardonnay) e il Trento Doc Brut Rosè “Altilia” (70% Pinot Nero, 30% Chardonnay), entrambi con sboccatura effettuata a marzo 2019.

“Il prossimo dégorgement – annuncia a WineMag.it Valperto Degli Azzoni – è previsto entro la fine del mese di ottobre 2019, per un totale di 20 mila bottiglie. All’inizio del prossimo anno le trasferiremo in una grotta ipogea, nel cuore della montagna, un po’ come fa Melinda per le sue mele, sempre in Val di Non”.

“Entro il 2020 riusciremo così a portare i visitatori in queste gallerie, molto affascinanti dal punto di vista esperienziale, anche dal punto di vista della sostenibilità dell’intera operazione: un aspetto al quale teniamo molto”.

“Per me, da toscano – conclude Degli Azzoni – iniziare a lavorare con i trentini è motivo di grande stimolo. Il Consorzio del Trento Doc lavora molto bene, ma ha poche cantine in grado di portare fuori dal territorio il brand. Crediamo ci sia spazio per un’azienda come LeVide, con la quale ci siamo posti l’obiettivo di produrre 200 mila bottiglie annue, entro i prossimi 5, 6 anni”.

Ottime le premesse che emergono dall’assaggio dei due Trento Doc del Gruppo Degli Azzoni Wines. In particolare, a convincere è il rosé, ottenuto dalla vendemmia 2015: teso, sapido, di buona struttura, non concede il fianco ai 7-8 grammi litro del dosaggio, regalando un sorso più che mai soddisfacente e, al contempo, gastronomico.

IL GRUPPO E LA FAMIGLIA

Prima dell’ingresso di LeVide erano tre le aziende della famiglia di origini nobiliari, tutte di proprietà dei fratelli Degli Azzoni Avogadro Carradori e distribuite fra Marche (Montefano, MC), Toscana (La Rotta, PI) e Veneto (Castelfranco Veneto, TV). La superficie complessiva supera i 1.350 ettari, di cui 175 coltivati con vigneti.

I dipendenti, fra fissi e stagionali, sono più di 100. Alla base della filosofa dei fratelli Aldobrando, Filippo e Valperto Degli Azzoni Avogadro Carradori c’è “il rispetto e la tutela dell’ambiente e delle persone”. Valori che hanno sempre cercato di applicare nell’attività di tutte e tre le aziende di famiglia.

Tale impegno è comunicato e rendicontato grazie a uno strumento denominato “Bilancio di Sostenibilità“, circoscritto al momento alla sola azienda marchigiana Conti degli Azzoni. Proprio oggi, la cantina presenterà il progetto al Teatro La Rondinella, a Montefano.

La famiglia Conti degli Azzoni Avogadro Carradori è il risultato dell’incontro, nel corso della storia, di tre famiglie nobiliari provenienti da tre regioni italiane: Conti Carradori (Veneto), Conti degli Azzoni Avogadro (Toscana) e Conti Riccati (Veneto).

La famiglia Conti Riccati ha origini venete che risalgono a prima dell’anno Mille, anche se la documentazione inizia con Jacopo Riccati verso la metà del 1600. La storia della famiglia Conti Riccati si intreccia con quella della famiglia Conti degli Azzoni Avogadro, di origini toscane, nel 1800 quando Augusta, ultima discendente diretta dei Conti Riccati, sposa Roberto degli Azzoni Avogadro, portando in dote le proprietà di famiglia.

I beni furono uniti con quelli degli Azzoni Avogadro. Il titolo di Conti venne attribuito alla famiglia degli Azzoni nel XIV secolo per meriti nell’Avogaria, l’amministrazione dei beni diocesani. Da lì l’aggiunta al proprio cognome di “Avogadro” e dello stemma, costituito da uno scudo troncato argento e azzurro.

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Approfondimenti

CerviaINBolla 2019: quaranta produttori di bollicine italiane in Romagna nel weekend


CERVIA –
CerviaINbolla 2019, giunta alla sua quinta edizione ai Magazzini del Sale di Cervia, punta i riflettori su oltre 40 cantine che propongono più di 100 etichette di bollicine in degustazione.

Un ideale percorso che, venerdì 30 e sabato 31 agosto, dalle 18 a mezzanotte, porta alla scoperta dei migliori spumanti italiani: Franciacorta, Oltrepò Pavese, Trento Doc, Piemonte, Lombardia, Alto Adige, Veneto, Marche. Ma anche Abruzzo, Sicilia ed, ovviamente, Emilia Romagna.

I biglietti sono in prevendita sul sito ufficiale della manifestazione fino a domani, mercoledì 28 agosto, nelle formule “1Day” (29,50 euro) e “2Days” (49,50 euro), comprensivi di buoni per rifocillarsi agli stand gastronomici previsti dall’organizzazione. Qui i nostri migliori assaggi dell’edizione 2018 di Cervia in Bolla.

LE CANTINE PRESENTI A CERVIA IN BOLLA 2019
Saranno presenti: Alcesti – Sicilia, Antica Fratta – Franciacorta, Bellei – Emilia, Bisol – Veneto, Bolé – Romagna, Bosio – Franciacorta, Cantina Sociale Trento – Trento Doc, Caprai – Umbria, Ca’ Rugate – Veneto, Cesarini Sforza – Trento Doc, Colonnara – Marche, Corte D’Aibo – Emilia, Ferrari – Trento Doc, La Valle – Franciacorta.

E ancora: Le Cantorie – Franciacorta, Le Quattro Terre – Franciacorta, Letrari – Trento Doc, Tenuta Lieselehof – Alto Adige, Marcalberto – Piemonte, Mas Dei Chini – Trento Doc, Maso Mirì – Trento Doc, Merotto – Veneto, Monsupello – Oltrepò Pavese, Monticino Rosso – Emilia, Olcru – Oltrepò Pavese, Opera/02 – Emilia.

Inoltre: Pasini San Giovanni – Lombardia, Peri – Lombardia, Pertinello – Romagna, Picchi – Oltrepò Pavese, Podere Palazzo – Romagna, Ricci Curbastro – Franciacorta, Ruggeri – Veneto, Spadafora – Sicilia, Tenuta Casali – Romagna, Tenuta Montemagno – Piemonte, Tenuta Santa Lucia – Romagna, Umani Ronchi – Marche-Abruzzo, Vigna Dorata – Franciacorta, Villa Corniole – Trento Doc, Villa Franciacorta.

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L’appello dei Vignaioli: “Mettete il Vino Santo Trentino nelle carte dei ristoranti”


CAVEDINE –
Ha tutte le carte in regola del vino vincente, anche dal punto di vista commerciale. E’ raro. Di qualità assoluta, comprovata dalla straordinaria longevità. Ha una storia da raccontare. E ha alle spalle un gruppo di produttori affiatati e determinati. Eppure, il Vino Santo Trentino, soffre. Anche a casa sua.

Ecco allora l’appello dei vignaioli rivolto alla ristorazione locale e, più in generale, a quella italiana: “Mettete il Vino Santo del Trentino nelle carte dei vini“. Se è vero che Nemo propheta in patria, questo è un caso per il quale vale la pena (davvero) di fare un’eccezione.

A sostenere la campagna del Consorzio Vignaioli del Trentino, riunitisi sabato 13 aprile alla Gino Pedrotti di Cavedine (TN) per una degustazione di annate storiche (dal 1967 al 2011) prima del tradizionale Rito della Spremitura delle uve Nosiola appassite, è anche Roberto Anesi, miglior sommelier d’Italia 2017 per l’Ais (nella foto, il primo a destra).

IL TESTIMONIAL

Un naso e un palato fine, che parla anche in qualità di titolare di “El Pael”, il suo Wine Restaurant di Canazei (TN): “Il Vino Santo Trentino offre la straordinaria opportunità al ristoratore di raccontare, attraverso il calice, la storia di un territorio, oltre a quella di un prodotto eccezionale e unico nel panorama dei vini dolci italiani“.

Non è un gran momento per questa categoria nel nostro Paese – continua Anesi – e la colpa è anche della ristorazione. Quella trentina e, più in generale, quella italiana, dovrebbero prendere in seria considerazione il Vino Santo. Sarebbe utile anche averlo ovunque in mescita, al calice, per diffonderne la conoscenza tra i consumatori”.

“Un’idea – aggiunge il vignaiolo Giuseppe Pedrotti – potrebbe essere quella di inserire il ‘calice di Vino Santo Trentino’ al termine delle carte dei dolci, ovvero tra i dolci. Perché il Vino Santo, oltre a offrire un caleidoscopio infinito di abbinamenti, è buono anche da solo, a fine pasto”.

AL VAGLIO LA DOCG

Del resto, un calice di Vino Santo Trentino è un vero e proprio microcosmo. Pochi vini raccontano il territorio così bene. Ci si ritrovano i profumi e le verticalità delle Dolomiti di Brenta e del Monte Bondone. Le brezze che solleticano il Lago di Garda, salendo verso la Valle dei Laghi, tra il Basso Sarca e Terlago.

E i ricordi salini e salmastri di un terroir di derivazione marina, con ampie fasce di calcare. Ma a rendere davvero unico e speciale il Vino Santo del Trentino è la Nosiola, l’uva con cui è consentito produrlo, dotata di grande acidità.

Sessantatré ettari vitati complessivi, a un’altezza compresa tra i 250 e i 600 metri. Nei vigneti più in quota della Valle di Cavedine il cuore della produzione. Mentre più a valle (comprese le aree di sostanziale pianura), a farla da padrone, sono il Müller Thurgau e lo Chardonnay, spesso utilizzati per le basi spumante trentine.

Il Vino Santo Trentino – evidenzia l’enologo Luciano Groff (a destra, nella foto con Giuseppe Pedrotti) – è un vino che soffre. Soffre per le superfici vitate rosicchiate nel tempo da altre varietà più redditizie. Soffre dal punto di vista commerciale, appunto per la sua poca redditività. Soffre come tutte le cose rare, che rischiano di scomparire, anche per la difficoltà di doverle raccontare per farle conoscere meglio”.

Al vaglio, proprio per la particolarità ed esiguità della produzione (circa 30 mila bottiglie annue, da parte di sole 8 cantine) anche l’upgrade a Docg del Vino Santo Trentino, oggi semplicemente Doc. Una scelta avallata dal Consorzio Vignaioli, che però si scontra con le logiche commerciali.

Gli interessi maggiori ruotano attorno al Trento Doc, relegando il Vino Santo Trentino a seconda scelta per l’eventuale istituzione della prima Docg del vino della regione. Un passo che, secondo fonti locali, “prima o poi sarà comunque compiuto”.

Nel frattempo l’Associazione dei Vignaioli del Vino Santo Trentino ha eletto il suo nuovo presidente. Si tratta di Enzo Poli, titolare della Maxentia Distillatori Artigiani e Vignaioli di Vezzano (TN). L’annuncio è avvenuto domenica, durante il Rito della Spremitura delle uve Nosiola all’Azienda Agricola Gino Pedrotti.

LA DEGUSTAZIONE


Vino Santo Trentino Doc 2011, Maxentia
Colore dorato, luminoso. Al naso note di albicocca. Ma anche, immediata, la percezione di una gran freschezza che, come una brezza sottile, solleva profumi di spezie orientali, calde e rincuoranti.

Con l’ossigenazione, il nettare guadagna straordinariamente in termini di complessità: liquirizia dolce, frutta secca, una notte netta di miele millefiori. Al palato gran bevibilità. Il residuo zuccherino è controbilanciato dalla vena acida, in un quadro di perfetto equilibrio. Chiusura di bocca su una confettura precisa e una pregevole vena salina.

Vino Santo Trentino Doc 2002 “Nobles”, Francesco Poli vignaioli in San Massenza
Colore dorato, luminoso. All’attesa freschezza e alle note di frutta sciroppata risponde una venatura marina, tendente al salmastro. In bocca l’ingresso è più ampio rispetto al precedente assaggio.

In un quadro di perfetta corrispondenza gusto olfattiva, sono le noti fruttate mature a prende il sopravvento. In centro bocca il vino si accende in termini di freschezza. Riecco anche la sapidità, che chiama il sorso successivo.

Vino Santo Trentino Doc 1996 “Emblemi d’Amor”, Giovanni Poli (magnum)
Colore ambrato. Naso che va netto sulla frutta secca: nocciola, arachidi. Così come sul fondo di caffè e la caramella mou. Retaggi, questi, dell’affinamento in legno. Sbuffi vegetali, tra la spezia dolce e la mentuccia. Ma anche sottofondo di cereali, che fa pensare al marcatore di certi whisky.

In bocca la dolcezza è sostenuta, così come la riequilibrante freschezza. Netta anche la nota salmastra, che dal naso si trasferisce al palato. Un vino eccezionale per consistenza tattile. Un vino grande, come il formato in cui è stato servito.

Vino Santo Trentino Doc 1985, Gino Pedrotti
Altro colore ambrato. Corredo olfattivo tipicissimo e complesso: nota salmastra che ricorda l’oliva nera in salamoia, frutta matura, ma soprattutto frutta secca. Al palato una gran freschezza e salinità, ma anche richiami di erbe mediche e liquirizia, già avvertite al naso. Lunghissimo, principalmente su sale e spezie leggere, calde, avvolgenti.

Vino Santo Trentino della Valle dei Laghi 1982, Az. Agr. Pravis
Colore splendido per l’età del vino, ancora luminoso e invitante. Naso sulla frutta secca, in particolare sull’arachide. Si fa sentire anche la frutta fresca, come l’albicocca sciroppata. In bocca colpisce per densità e per l’ottima corrispondenza. Chiusura su note di cioccolato bianco e sale. Un vino snello, agile, ma vivo e in evoluzione.

Vino Santo Trentino Doc Classico della Valle dei Laghi 1977, Fratelli Pisoni
Colore ambrato, scuro, ma pur sempre luminoso. Naso su note di caffè nette, ma anche sulla buccia d’arancia amara, sullo zenzero, sul cioccolato e sul caramello leggermente bruciato. Una nota, quest’ultima, che con l’ossigenazione si evolve in ricordi di brace spenta.

In bocca il nettare si esprime ancora su note di frutta fresca, tra la confettura e lo sciroppo, oltre a sfoderare una vena di sale che invoglia il sorso. Chiusura tra le più accattivanti della batteria: vivissimo, rinvigorito da pizzichi di spezia leggera, tra il pepe bianco e il cumino.

Vino Santo di Toblino 1967, Cantina di Toblino
Colore ambrato didattico. Al naso, su tutto, una vena salmastra capace addirittura di ricordare lo scoglio. Impreziosiscono il quadro note nette di erbe di montagna, che anticipano la freschezza gustativa.

Sempre al naso, grazie all’ossigenazione, emergono note di liquirizia e caffè. In bocca gran equilibrio tra zuccheri e freschezza. Un ritmo scandito da richiami di datteri, fichi e ricordi di muschio e terra di sottobosco. Un vino infinito.

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degustati da noi news vini#02

Francesco Moser, Trentodoc da borraccia. In serbo la Riserva

TRENTO – Sembra di vederlo ancora lì, “su strada”. A bruciare chilometri e avversari. Anche mentre sorride contagioso, con indosso il vestito buono. E quella camicia che lascia trasparire la maglietta della salute. Bianca. Ma per tutti ancora “rosa”, almeno di riflesso.

Un giro d’Italia e tre Parigi-Roubaix, a coronare un gran bel palmarès. Lui, la sua bicicletta. E una borraccia. Stai a vedere, piena di TrentodocFrancesco Moser non ce lo dirà mai. Ma i suoi spumanti di montagna parlano chiaro. Dritti, essenziali. Timidi, a tratti. Eppure pronti a esplodere nell’allungo. Sul traguardo. Spumanti in salita. Spumanti sudati, secchi. Verticali.

Spumanti a denti stretti, che lo zucchero è per ragazzini. Spumanti da borraccia. Dalla bici, quell’omone dagli occhi grandi e profondi, è sceso ormai trent’anni fa. Oggi supervisiona altre volate. Quelle imposte agli spumanti Trento Doc della sua cantina di Maso Warth, sopra Trento. In ogni sorso, il rigore d’un tempo.

La stessa disciplina con la quale dev’essere cresciuto Carlo, il figlio maggiore, artefice del rilancio del marchio assieme al cugino Matteo Moser, enologo, e alla sorella Francesca. Una bella famiglia, con un progetto in testa: dalla vigna alla cantina, per dare senso e compimento a una rivoluzione iniziata nel 2011.

LA NOVITA’
La gamma di spumanti Moser è ampia il giusto. I prezzi più che mai abbordabili: non sia mai che qualcuno pensi che il ciclista si sia montato la testa. O, peggio, voglia sfruttare la popolarità per un euro in più al calice. Neanche per idea. Eppure, la gemma deve ancora arrivare: uno spumante Trentodoc “Riserva”.

Una nuova etichetta, dunque. Che oggi sta riposando in cantina e attende solo il momento giusto per essere messa in commercio. Si tratterà, presumibilmente, di un millesimato 2011 o 2013 (ma è solo una supposizione). Minimo 100 mesi sui lieviti (questa, invece, è una certezza).

Ad anticiparlo è l’intera famiglia, che ieri ha accolto la stampa di settore a Maso Warth. A dare un senso all’ambiziosa etichetta del futuro, due verticali che hanno dimostrato la buona tenuta nel tempo dei nettari di casa Moser.

LA DEGUSTAZIONE
Brut Nature 2015 / 2011 e “51,151” Brut sboccatura 2015, 2014 e 2011 (indietro, dunque, fino alla vendemmia 2008). Un tasting utile a scoprire quanto sia cresciuta la cantina, in termini di consapevolezza dei propri mezzi, negli ultimi anni.

Splendida di fatto, tra le nuove annate, la vendemmia 2015 di Nature, non ancora in commercio: farà parlare di sé, nell’allungo, per la sua longevità e il suo stile purista, che disegna un Trentodoc dominato da note agrumate, calcaree e saline. L’essenza della semplicità, che si tramuta in complessità.

Percezione dei lieviti pressoché bandita in casa Moser, col varietale dello Chardonnay e del suo terroir sempre in primo piano (eccezion fatta per la vendemmia 2014, la più dura da “portare a casa” intatta). Ottima la 2013, sempre di Brut Nature, in commercio dal prossimo anno: naso più largo ed espressivo dei precedenti, con esotico e salino d’alga.

Note fumè e di pietra focaia nel 2012 (sboccatura 01/2018). Al naso verbena, ginestra, fiori di vaniglia. Bella spalla acida al palato, a sorreggere note pacate di miele. In forma – anche se non proprio da urlo per un utilizzo del legno troppo invasivo – la 2011, all’inizio del lavoro di conversione della produzione verso più alti standard qualitativi (presto arriverà anche la certificazione bio).

Tra le annate del Brut “51,151” a colpire è invece la 2014: quella da portare a casa, oggi. Bocca elegantemente austera, bel frutto, sapidità. Non le manca nulla. Per gli amanti delle (piacevoli) ossidazioni, da provare la 2011: colore giallo carico che fa presagire un naso mieloso, che in bocca troverà corrispondenza con l’esotico maturo.

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degustati da noi news vini#02

Ferrari punta sul Pinot nero Trento Doc: Giulio Ferrari Rosé Riserva del Fondatore 2006

TRENTO – Cantine Ferrari punta sul Pinot Nero e annuncia la novità dell’anno per i Trento Doc: il Giulio Ferrari Rosé Riserva del Fondatore 2006.

Una tappa importante nella storia ultrasecolare della cantina, in un 2018 già ricco di novità, come l’acquisizione del marchio dell’amaro Re Laurino e i nuovi vini di Podernovo, la tenuta toscana della famiglia Lunelli.

“Una testimonia dell’ossessione per l’eccellenza e l’indissolubile legame con il territorio”, commentano dalla casa trentina.

Tiratura limitata per la novità di casa Ferrari: solo 5 mila bottiglie. E obiettivo chiaro: “Diventare l’icona delle bollicine italiane rosé”. Il prezzo? Circa 160 euro

LA NOVITA’
Il Giulio Ferrari Rosé è un Trento Doc dalla vibrante intensità, sintesi perfetta del carattere del Pinot Nero e dell’eleganza dello Chardonnay, frutto di un’attenta selezione nei vigneti di famiglia in alta quota alle pendici dei monti del Trentino.

Nasce solo negli anni degni di una grande Riserva. La prima annata è frutto della vendemmia 2006 ed è quindi rimasta per undici anni in affinamento sui lieviti, nel buio e nel silenzio della cantina, confermando la capacità dei vigneti di montagna di esprimere vini in grado di vincere la sfida del tempo.

LA STORIA
Ognuna delle 5 mila bottiglie sarà custodita in un raffinato cofanetto, destinato alla vendita nell’alta ristorazione e alle enoteche più esclusive in Italia e nel mondo. Era il 1902 quando Giulio Ferrari decise di dare forma al suo sogno: creare nel suo Trentino bollicine capaci di suscitare emozioni uniche.

Nel 1980 la famiglia Lunelli ha dedicato a lui e al suo sogno l’etichetta più prestigiosa della casa, il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore. Visione, coraggio e passione rivivono ora nella versione rosé di quella che si è nel frattempo affermata come la bollicina più premiata d’Italia.

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Juve, brindisi Ferrari per lo scudetto dei record

La Juventus, alla penultima giornata del Campionato, conquista il settimo scudetto consecutivo, celebrato con le bollicine Ferrari Trentodoc.

Anche in questa stagione un traguardo sudato, grazie a una squadra che non ha mai smesso di crederci e di lottare e che, con il pareggio contro la Roma nella serata del 13 maggio all’Olimpico ha regalato ai tifosi un’altra grandissima gioia (dopo la conquista della Coppa Italia solo 4 giorni prima).

In spogliatoio erano già pronti i grandi formati di Ferrari Trentodoc dedicati a questo storico traguardo. Sull’etichetta campeggiano il disegno dello scudetto, il logo Juventus e l’hashtag #MY7H.

La festa della squadra ha visto per il terzo anno consecutivo suggellare i festeggiamenti con le bollicine Ferrari, grazie a una partnership “sinonimo di un orgoglio tutto italiano, nel segno della storia e dello stile che entrambe le società rappresentano a livello internazionale”.

Questo storico successo arriva, inoltre, nell’anno in cui Juventus festeggia i 120 anni dalla sua fondazione, celebrati dalla cantina della famiglia Lunelli con “Ferrari Selezione Juventus 120“.

Un Trentodoc esclusivo, presentato in un cofanetto dedicato, proposto in soli 1897 esemplari, come l’anno di fondazione della squadra. E’ possibile acquistare la bottiglia “Ferrari Selezione Juventus 120” scrivendo a enoteca@ferraritrento.it.

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Vini al supermercato

Il vino di Aldi: doppietta Italian Wine Brands – Luca Maroni. La degustazione

Un grande imbottigliatore di vino, Provinco. E un analista sensoriale, Luca Maroni. Questo il binomio con cui Aldi mira a sfondare sul mercato italiano del vino al supermercato.

La multinazionale tedesca ALbrecht DIscount (abbreviato Aldi) ha costruito la propria “cantina” attorno al catalogo di quello che è uno dei maggiori player della Gdo internazionale.

Provinco Italia Spa, ex agglomerato di Cooperative sociali, oggi azienda privata con sede a Rovereto (TN). Un colosso in grado di mettere in bottiglia tutto il Made in Italy vinicolo italiano. Dal Trento Doc al Grillo di Sicilia.

Dal 2015 parte della prima società del Bel Paese quotata in borsa: Iwb (Italian Wine Brands), nata dalla business combination tra Provinco Italia Spa e Giordano Vini, mediante la Spac (Special Purpose Acquisition Company) Ipo Challenger.

“Si tratta di una selezione accurata di prodotti – assicura Aldi – e, proprio per dimostrare la particolare attenzione che riserviamo al vino, collaboriamo con l’analista sensoriale Luca Maroni per la degustazione dei nostri vini, l’assegnazione di un punteggio e la realizzazione della nostra brochure”.

Italian Wine Brands, da sola, vende oltre 48 milioni di bottiglie l’anno, con una quota di export che si assesta sul 75%. Numeri che ne fanno la terza pedina in Italia, escludendo le Cooperative (settimo con le coop).

Impianti di vinificazione, affinamento e imbottigliamento di Iwb si trovano nelle Langhe, in Piemonte. Una seconda cantina è “strategicamente localizzata in Puglia”, a Torricella, in provincia di Taranto.

Ulteriore particolarità: Iwb non possiede vigneti, ma solo le strutture e i macchinari utili per la vinificazione (nella vicina isola di Malta opera così Delicata Winery).

Un “pacchetto” pressoché completo quello che Iwb ha offerto ad Aldi per lo sbarco in Italia, che suona piuttosto rétro in un periodo in cui la Grande distribuzione sta investendo in private label, valorizzando piccoli e medi produttori e cantine sociali, al posto degli imbottigliatori (vedi Iper, la Grande i con “Grandi Vigne” o Coop con “Fior Fiore”).

Va tuttavia considerato che Aldi è un Discount. E quel che emerge dalla nostra degustazione di 20 vini prelevati dal nuovissimo punto vendita di Castellanza, in provincia di Varese, è la sostanziale ricerca di un “every day low price” ulteriormente stressato dal cluster di riferimento.

Curiosa anche la posizione di Luca Maroni nello sbarco di Aldi in Italia. Provinco Italia Spa, di fatto, risulta “secondo miglior produttore italiano” nella Guida 2013 dell’analista sensoriale. Quasi scontato il suggerimento ai tedeschi, forti anche della fama di Provinco sul suo primo mercato di riferimento: la Germania.

LA DEGUSTAZIONE
Tutta un’altra storia quella scritta dalla nostra degustazione. La media dei punteggi da noi assegnati ai vini di Aldi si aggira attorno ai 3/5. Tradotto: sufficienza risicatissima.

Solo tre i vini a cui assegniamo 4 “cestelli” su 5. Si tratta di due etichette della linea “Casteltorre” (proprietà di Schenk Italian Wineries, altra vecchia conoscenza di Maroni che la recensisce a pieni voti nell’assortimento Md Discount): il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico 2017 (in etichetta Schenk appare come “Cantina del Bacco”) e il Chianti Classico Docg 2016.

Convince anche il Maremma Rosso Toscana Doc “Poggio al Sale”, imbottigliato a Castellina in Chianti da Tenute Piccini Spa: altri 4 “cestelli” della spesa su 5, nella nostra speciale scala di valutazione.

Per il resto è un valzer di 3 e 3,5: vini che, da Nord a Sud Italia, raggiungono una sufficienza supportata soprattutto da un prezzo pieno all’osso, alla portata di tutti i portafogli.

Tra i peggiori assaggi il Metodo Classico Trento Doc (1/5) e il Bonarda dell’Oltrepò pavese (1,5/5).

Deludenti – soprattutto in termini di tipicità – due dei vini più costosi dell’assortimento Aldi Italia: il Barolo Docg 2013 “Giacondi” e, ancor più, l’Amarone della Valpolicella Docg 2015 “San Zenone” (voto 3/5).

Per i più curiosi, ecco l’elenco completo e le valutazioni dei vini di Aldi

1) Prosecco Doc Extra Dry Millesimato 2017, Villa degli Olmi spa: 3,99 euro (2 / 5)

2) Prosecco Superiore Valdobbiadene Docg “Giotti”, Casa Vinicola Bosco Malera srl (C.V.B.M. Salgareda): 4,49 euro (3 / 5)

3) Franciacorta Brut Docg “Duca Diseo”, Cantina Chiara Ziliani: 7,99 euro (3 / 5)

4) Metodo Classico Trento Doc Brut “Pentagono”, Provinco Italia: 6,99 euro (1 / 5)

5) Grillo Doc Sicilia 2017 “Terre di Lava”, Provinco: 1,89 euro (3,5 / 5)

6) Soave Doc Classico 2017 “Villa Alberti”, Cantina Sociale Cooperativa di Soave (Ci.Esse): 1,89 euro (3,5 / 5)

7) Lugana Doc 2017, Cantina Delibori Walter (CDW Bardolino): 5,99 euro (3,5 / 5)

8) Gavi Docg 2017 “Franco Serra”, Tenute Neirano Spa (Te.Ne Cusano Milanino – Giacomo Sperone): 4,49 euro (3,5 / 5)

9) Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico 2017, Cantina del Bacco (Schenk): 1,99 euro (4 / 5)

10) Trevenezie Igt Traminer Aromatico 2017, Provinco: 4,99 euro (3 / 5)

11) Cerasuolo d’Abruzzo Dop 2017, Cantina di Ortona (Ci.Vi.): 1,99 euro (3 / 5)

12) Lambrusco di Modena Doc Secco “Terra Grande”, Provinco: 1,69 euro (2,5 / 5)

13) Bonarda dell’Oltrepò pavese Doc 2017, Provinco: 2,19 euro (1,5 / 5)

14) Nero d’Avola Doc Sicilia 2017 “Terre di Lava”, Provinco: 1,89 euro (3 / 5)

15) Primitivo di Manduria Doc 2016 “Sasso al Vento”, Provinco: 3,99 euro (2,5 / 5)

16) Puglia Igt Aglianico  2016, “Sasso al Vento”, Provinco: 3,49 euro (3 / 5)

17) Maremma Toscana Doc Rosso 2014 “Poggio al Sale”, Tenute Piccini: 4,99 euro (4 / 5)

18) Chianti Classico Docg “Il Castellare”, Schenk Italian Wineries: 3,99 euro (4 / 5)

19) Barolo Docg 2013 “Giacondi Autentico Italiano”, Mgm Mondo del Vino Forlì (MCQ Srl): 9,99 euro (3 / 5)

20) Amarone della Valpolicella Docg 2015 “San Zenone”, Provinco: 13,99 euro (3 / 5)

degustazione effettuata da Davide Bortone, Viviana Borriello, Giacomo Merlotti

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Opera Valdicembra, bancarotta fraudolenta: sequestrate 200 mila bottiglie

TRENTO – Aver costituito una società utile a movimentare e rivendere ingenti quantitativi di spumante della cantina fallita. Questa l’accusa mossa nei confronti degli ex titolari di Opera Valdicembra.

Venerdì 9 marzo la Guardia di Finanza di Trento ha sequestrato 150 mila litri di spumante Trento Doc (circa 200 mila bottiglie) alla cantina che ha sede nella frazione Verla del Comune di Giovo (TN).

Merce per un valore complessivo che supera gli 1,5 milioni di euro. Le indagini, condotte dalla Procura di Trento, hanno rivelato il disegno dei vecchi proprietari dell’azienda vitivinicola, in procedura fallimentare dalla fine del 2017. Otto le persone indagate. L’accusa è quella di bancarotta fraudolenta.

Allo scopo di racimolare utili, la società finita nel mirino degli inquirenti aveva finto la stipula di un contratto di affitto della cantina Opera Vitivinicola in Valdicembra Srl.

L’obiettivo era di quello di sottrarre dalla struttura intere partite di spumante Metodo Classico Trento Doc, da reimmettere illecitamente sul mercato. Giacenze che avrebbero assottigliato le richieste avanzate dai creditori della cantina.

I movimenti di merce all’interno e all’esterno delle mura della cantina non sono sfuggiti ai militari della Guardia di Finanza di Trento. Grazie a una serie di appostamenti, sono stati documentati gli illeciti.

Gran parte delle bottiglie sequestrate erano state messe a riposo come “vino base”, atto a divenire uno dei pezzi da novanta di Opera Valdicembra, tra cui Brut, Nature, Rosé e Blanc de Noir.

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Trentodoc Dosaggio Zero Riserva 2009, Letrari

Il clima di montagna, l’influenza dell’Ora del Garda, l’Adige, le bollicine. In una parola il Trentodoc. Degustiamo oggi il Dosaggio Zero Riserva di Letrari, millesimo 2009 sboccatura 2015.

LA DEGUSTAZIONE
Colore dorato, brillante. Perlage fine, elegante, lento e persistente. il naso è ricco e complesso.

Ben presente il lisato che qui spazia dalla crosta di pane al tostato. Leggera freschezza agrumata.

Frutta bianca matura, come pesca ed albicocca, accompagnata da una nota di mela ammaccata o marmellata di mela. Vaniglia, crema pasticcera e frutta secca a chiudere un quadro evoluto.

In bocca è fine e setoso col perlage che accarezza palato e gola. Pieno e di struttura, ha buona sapidità ed acidità che supporta il sorso e tutta la lunga persistenza. Persistenza che nel retro olfattivo ci riporta la complessità appena trovata al naso.

Al terzo anno dalla sboccatura ecco un Metodo Classico “gourmet”, come si dice, in grado di reggere svariati abbinamenti un cucina. Ma anche un vino “da meditazione”, bello da esplorare in compagnia degli amici.

LA VINIFICAZIONE
Chardonnay, in prevalenza, e Pinot Nero raccolti a mano. Cinque anni sui lieviti per donare complessità ed eleganza. Clima e terroir della Vallagarina, suolo povero e roccioso dalla felice esposizione e dal microclima influenzato dal Garda e dall’Ora, il vento che parte dal lago e si spinge verso nord.

Un’azienda attenta al territorio ed a tradurre i valori della tradizione nel bicchiere, citando il fondatore Leonello Letrari: “Il vino del futuro? Dovrà mettere nel bicchiere tutti i saperi del territorio dove nasce, con i suoi sapori, le sue essenze. Dovrà identificare le peculiarità, esaltare le differenze. Battere l’omologazione”.

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Trento Doc Brut Nature Cuvée Perlé Zero 10, Ferrari

Perlé Zero è l’ultimo spumante Metodo Classico partorito da Ferrari Trento. Una Cuvée di tre vendemmie di solo Chardonnay, messa in bottiglia nel 2010.

Un mosaico costruito con grande gusto ed eleganza dalla casa spumantistica trentina, che arricchisce il proprio curriculum dell’ennesimo capolavoro.

LA DEGUSTAZIONE
Il calice del Ferrari Perlé Zero Cuvée Zero (sboccatura 2017) si colora di un giallo dorato luminosissimo, spezzato da un perlage finissimo e di rara persistenza. Un vulcano in eruzione nel vetro.

Ma siamo in montagna. E il naso del Perlé Zero stabilisce coordinate geografiche (e ampelografiche) indiscutibilmente riconoscibili. Nette. Quelle del grande Chardonnay del Trentino.

A flebili richiami di crosta di pane e lieviti, tipici del Metodo Classico, rispondono con fierezza sentori morbidi di pasticceria. Un prato su cui spuntano fiori di camomilla, arnica, verbena, radice di liquirizia. Erba appena sfalciata. Quando la temperatura si alza un poco nel calice, ecco i caldi risvolti meno attesi: le zaffate del cumino e dello zenzero.

In bocca, il Trento Doc Ferrari Perlé Zero entra dritto, sul filo di un rasoio. Poi si allarga. Il filo conduttore resta comunque la sapidità, unita a un’acidità invidiabile. Tutt’attorno rimbalzano sentori fruttati esotici (ananas maturo) che giocano a smussare durezze e dosaggio (zero, appunto), assieme alla tipica avvolgenza ammandorlata dello Chardonnay. Sembra il lavoro del mare, attorno agli scogli.

Rendono ancora più complesso il quadro gustativo i richiami balsamici di mentuccia e macchia mediterranea. Il tutto prima di una chiusura lunga e persistente, connotata da una vena amara di pompelmo, capace di stuzzicare il sorso successivo.

Un grande spumante, complesso ed elegante, questo Perlé Zero di Ferrari. Perfetto in abbinamento a portate di pesce e crostacei, anche se – per struttura – non disdegna affatto le carni bianche. Da provare con un piatto esotico come l’anatra alla pechinese, tutt’altro che scontato.

LA VINIFICAZIONE
Tre vendemmie, messe in bottiglia nel 2010, compongono la Cuvée Zero 10 di Ferrari. In particolare, si tratta dell’assemblaggio del miglior Chardonnay 2006, 2008 e 2009. Uve provenienti dai vigneti di montagna di proprietà della famiglia Lunelli, alle pendici dei monti, in Trentino.

Come spiega la stessa Ferrari, la Cuvée di Perlé Zero prende il nome dall’anno della messa in bottiglia, in questo caso 10 (2010). Il mosaico di millesimi viene precedentemente affinato in acciaio e in legno, poi in vetro. Una volta imbottigliata, la cuvée matura per un minimo 6 anni su lieviti selezionati in proprie colture.

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Vini al supermercato

Iper, la grande i: 6 vini “Grandi Vigne” per Capodanno

Indecisi sul vino per Capodanno? Abbiamo chiesto a “Iper, la grande i” 6 i vini della linea “Grandi Vigne” per il cenone dell’ultimo dell’anno. Ne è risultata una degustazione più che soddisfacente. Ennesima riprova del valore assoluto, soprattutto in termini qualità prezzo, di questo progetto di Finiper. Unico in Italia.

Una “private label” sui generis, capace di valorizzare le migliori Doc e Docg italiane grazie al contributo di cantine di prim’ordine, in grado di garantire standard qualitativi altissimi, a un prezzo più che mai onesto e alla portata della maggioranza degli italiani abituati ad acquistare vini al supermercato.

Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper un Metodo Classico (Trento Doc), due vini bianchi (Müller Thurgau e Vermentino), due vini rossi (Etna Rosso e Brunello di Montalcino) e un vino dolce (Moscato). Quasi tutti vini in promozione fino al 31 dicembre 2017 negli store a insegna “Iper, la grande i”.

Volete sapere chi la spunta? Ecco la nostra speciale classifica, con il suggerimento di fare la scorta, proprio in virtù del 20% di sconto valido sino a fine anno.

(5 / 5) Etna rosso Doc 2013 Sciara Scura, Cantine Nicosia Spa – Grandi Vigne. Blend di uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, di colore rosso granato. Naso complesso: viola e sottobosco fine (mirtillo, fragolina), confettura di more sottile. L’ossigenazione nel calice esalta componenti vegetali che richiamano la macchia mediterranea: evidentissimo il rosmarino e l’alloro.

Ingresso di bocca caldo, su sentori corrispondenti al naso. Tannini delicati, che uniti a una mineralità salina e a un’acidità ben bilanciata regalano un quadro di gran finezza. Chiusura di fatto fresca, tra il mentolato e l’amarognolo: un retro olfattivo nel quale i tannini sfoderano maggiore prepotenza, ma senza infastidire.

Un vino decisamente “gastronomico”, capace di esaltarsi ulteriormente se accompagnato dal giusto abbinamento con la cucina. Tradotto: primi piatti conditi da sughi saporiti, carni arrosto e alla griglia, selvaggina e formaggi stagionati.

Un gran bel vino, ottimo per la tipicità che è capace di esprimere e per l’impareggiabile rapporto qualità prezzo, specie se in promozione. A produrlo è Nicosia Spa, cantina di Trecastagni (Catania), fondata nel 1898 da Francesco Nicosia e oggi condotta da Carmelo Nicosia. Prezzo: 9,60 euro; sconto 20%: 7,65 euro.


(5 / 5) Brunello di Montalcino Docg 2012 Il Cassero, Caparzo – Grandi Vigne. Colore rosso rubino. Naso che fatica a concedersi, sotto la coltre del legno. Un vino che va aspettato. Oppure, per chi ha fretta di apprezzarne subito l’evoluzione nel calice, decantato almeno cinque o sei ore prima dell’apertura.

Ebbene sì, anche se si tratta “solamente” di una vendemmia 2012: ve lo consigliamo noi, che tra l’altro non siamo fan assoluti dei decanter applicati ad annate così “recenti”. Per questo Brunello facciamo un’eccezione e ne siamo felici.

Si resta comunque di fronte a un vino che mostra ampi margini di evoluzione in bottiglia, in totale coerenza con la Docg di Montalcino: vini capaci di “invecchiare”, in media, oltre 30 anni. Apprezziamo anche per questo “Il Cassero” di Caparzo: una cantina capace di regalare alla Gdo un vino “davvero vero”. Scevro dalle logiche commerciali della “pronta beva”, in cui cascano invece big come Frescobaldi (vedi il “Campone”). Dunque, chapeau.

In definitiva, quello selezionato da “Iper, la grande i” è un Brunello di Montalcino a tutti gli effetti, che piaccia o no ai consumatori meno preparati sull’argomento. Dopo diverse ore di ossigenazione, il vino mostra tutte le tipicità del più famoso dei vini toscani e della sua uva principe: il Sangiovese.

Naso che richiama un vegetale acerbo, assimilabile alle foglie del geranio. E dunque mela, limone, mandarino giovane. Non manca la componente dei frutti rossi e dei più maturi petali del fiore di rosa. Profumi che restano tuttavia nascosti da terziari di brace di corteccia di pino e da profumi che richiamano nuovamente la buccia d’agrumi d’arancia rossa e di pompelmo.

Ancora più evidenti i terziari di cuoio (più duri) e di zafferano (più morbidi, speziati, caldi e avvolgenti), uniti a percezioni vegetali di rosmarino, radici di liquirizia, terra bagnata e funghi. Leggerissimo il rabarbaro e la mentuccia, che assieme al fieno e al chiodo di garofano fanno da sfondo a un olfatto davvero complesso e prezioso.

Il palato, di fatto, è corrispondente al naso. Dominano i frutti rossi (in particolare la marasca e il ribes) e a impreziosire un quadro già ricco contribuisce una mineralità salina più che percettibile: ne giovano freschezza e corpo, per un vino che si candida a ottimo accompagnamento a piatti di carni ben strutturati (selvaggina, brasato). Un altro gran bel vino, per un prezzo così

Del resto a produrlo è Caparzo, storica azienda che può contare su 90 ettari di vigneto a Montalcino. Una cantina che punta ad etichette “al vertice della qualità, con tecniche produttive meticolose e di tipo artigianale”, ma con una mentalità “moderna nella gestione, efficiente e capace nei rapporti commerciali”. Prezzo: 27.90 euro; sconto 20%: 22,32 euro.


(4,5 / 5) Bolgheri Doc Vermentino 2016 “Duplice filar”, Tenuta Ladronaia – Grandi Vigne. E’ la new entry della linea Grandi Vigne, ma è già secondo a pochi, tra i vini bianchi di Iper. Un vino bianco, peraltro, prodotto in un terroir da rossi, come Bolgheri.

Uve Vermentino in quasi totale purezza, impreziosite (in maniera geniale) da una piccola percentuale di Sauvignon blanc. Il risultato è un vino che nel calice si veste d’un giallo paglierino invitante, limpido. Il naso non tradisce le aspettative.

Le note dominanti sono quelle mature, di frutti tropicali. Non manca la vena erbacea (in particolare del bosso) conferita dal Sauvignon. Ma sono davvero chiarissimi i richiami floreali al gelsomino che riavvicinano alla “terra” un olfatto che tende verso il mare livornese. Una mineralità salina che sarà ancora più evidente al palato, seppur celata sotto ai sentori maturi della frutta esotica.

La chiusura è a metà tra il balsamico e l’amarognolo tipico dei Vermentini, questa volta su note tendenti ad agrumi come il pompelmo. Perfetto l’abbinamento del Bolgheri Doc Duplice Filar con piatti di pesce, crostacei e carni bianche. Da provare in matrimonio con antipasti a base di salumi (prosciutto crudo) e formaggi vaccini e caprini poco stagionati.

L’azienda Tenuta Ladronaia è stata fondata nel 1950 dai nonni degli attuali proprietari Giuliano e Gessica Frollani, a Bolgheri, nel cuore della Toscana. Si estende su circa 120 ettari, di cui 30 coltivati a vigneto DOC Bolgheri e IGT Toscana. Prezzo: 9,50 euro; sconto 20%: 7,60 euro.


(4,5 / 5) Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 Maso Carpine, Cantine Monfort – Grandi Vigne. Un Müller che, a differenza di quello di tanti competitor per fascia prezzo (e parliamo anche di cantine blasonate) non si scompone nel calice, a distanza di diversi minuti dal servizio.

Giallo paglierino con i tipici riflessi verdolini, “Maso Carpine” si libera generoso al naso, pur nella sua delicatezza. Un olfatto montano, fresco, piacevole. Chiare note di fiori bianchi e di frutti come la pera, cui fanno da contorno richiami erbacei e balsamici (leggerissima l’arnica) e minerali.

Palato corrispondente, che stupisce per la spinta delle percezioni iodiche e per l’elegante chiusura, tendente all’amaro del pompelmo. Ottimo a tutto pasto, il Müller Thurgau di Grandi Vigne accompagna bene anche lo speck e il prosciutto crudo. Non disdegna, ovviamente, anche piatti di pesce semplici.

A produrlo è Cantine Monfort, realtà famigliare con base a Lavis, in provincia di Trento. Lorenzo Simoni, insieme ai figli Chiara e Federico, porta avanti un progetto vitivinicolo “nel rispetto della tradizione e con la costante ricerca della qualità”. Prezzo più che competitivo: 5,90 euro.


(3,5 / 5) Metodo Classico Trento Doc Brut Maso Carpine, Cantine Monfort – Grandi Vigne. Ci spostiamo in casa spumanti di Monfort e della linea Grandi Vigne per il racconto di questo Metodo Classico trentino (sboccatura 11/2017). Una “bollicina” che, in realtà, non convince appieno.

Colpa di un dosaggio che, seppur coerente con la tipologia “Brut”, pare strizzare troppo l’occhio al gusto di più banali Charmat, come il Prosecco. Zuccheri che finiscono per coprire la tipicità del Metodo Classico Trento Doc, che si caratterizza per mineralità e taglienza.

Eppure, le premesse sono ottime. Nel calice, lo sparkling trentino di Grandi Vigne rivela un perlage fine e persistente, che si fa largo su tinte giallo paglierino. Fanno ben sperare anche gli agrumi percepibili al naso, anche se leggermente tendenti al maturo.

Non mancano i sentori legati ai lieviti in questo spumante base Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco che affina 24 mesi sur lie. Un Trento Doc che manca poi del grip atteso al palato: in bocca si mostra – in definitiva – troppo “piacione”.

Uno spumante, chiariamoci, che non può non piacere al consumatore medio. Soprattutto ai neofiti del Metodo Classico, che grazie a questa etichetta trovano un prezzo d’entrata molto interessante. Noi di vinialsuper, però, dalla linea Grandi Vigne ci aspettiamo di più. Prezzo 9,50 euro; sconto 20%: 7,60 euro.


(5 / 5) Moscato d’Asti Docg 2016 Frati e Mottura, Adriano Marco e Vittorio – Grandi Vigne. Giallo paglierino intenso per questo splendido vino dolce piemontese, a base di uve di Moscato bianco. A produrlo, di fatto, è un’azienda di massimo rispetto del panorama enologico del Piemonte.

Un naso che non può non essere definito, secondo le attese, “aromatico”. E’ dunque il tipico sentore di quest’uva a dominare l’olfatto, in un quadro piacevole che si arricchisce di richiami di salvia, ma anche si pesca e mela Golden.

Finalmente un Moscato non stucchevole al palato. Questo di Grandi Vigne regala una piacevolezza che non stanca, facendone un vino davvero adatto ad accompagnare il dolce delle feste. Anzi: la freschezza di “Frati e Mottura”, nome della vigna in cui viene prodotto, è letteralmente dissetante.

Semplice la tecnica di vinificazione: il mosto, ottenuto da una delicata pressatura delle uve, viene mantenuto a bassa temperatura fino all’utilizzo, per la presa di spuma finale. La parziale fermentazione avviene poco prima dell’imbottigliamento.

I fratelli Marco e Vittorio Adriano conducono la loro azienda nel cuore delle Langhe, producendo vini con uve esclusivamente di loro proprietà. Una famiglia che segue direttamente la vigna, in base a criteri di lotta integrata. La piccolissima produzione degli Adriano è una vera e propria chicca per i fedelissimi di “Grandi Vigne”. Prezzo: 6,20 euro; sconto 20%: 4,95 euro.

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