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Gerry Scotti e il Gambero Rosso: storie di arbitri e (presunti) goleador

Premessa. Questo non è l’ennesimo articolo sui vini di Gerry Scotti o sulla loro etichetta ‘incriminata’. Ma piuttosto la cronaca di una partita di calcio sui generis. Un match in cui l’arbitro plaude in tribuna d’onore per l’acquisto di un goleador da parte di una squadra che – una domenica neppure troppo lontana – sarà presumibilmente chiamato a giudicare sul campo. Roba da cartellino rosso. Anzi, di più: da Gambero Rosso.

Già perché nella mattinata di ieri, tra gli ospiti illustri intervenuti sul palco a commentare la linea di vini “Nato in una Vigna”, all’interno di una Sala Salieri del Palaexpo Veronafiere colma di vip del mondo della tv, della musica e dello spettacolo, è spuntato pure un degustatore del crostaceo più famoso d’Italia. Ma come? L’arbitro? Già, l’arbitro. Lorenzo Ruggeri (nella foto), romano, giornalista ed international editor per la Spa di via Ottavio Gasparri.

Una presenza quantomeno curiosa, preannunciata dalle altrettanto curiose dichiarazioni di Gerry Scotti. “La vera scommessa per me – ha dichiarato il conduttore Mediaset – è il Pinot Nero vinificato in rosa in versione ferma, il Pumgranin: nessuno in Oltrepò si è mai sognato di produrlo e alle degustazioni che abbiamo fatto ci siamo sentiti dire che potrebbe essere non dico una scommessa vinta, ma un piccolo passo verso l’utilizzo anche di questo vino”.

Che i vini di Scotti puntino ai “Tre bicchieri”, come altri della cantina Giorgi, che con il Gambero Rosso ha ormai – e a buona ragione – un feeling particolare (ed ecco dunque spiegata la presenza stessa del degustatore)? Conoscendo carattere e competitività di Fabiano Giorgi, vero e proprio one man company della cantina oltrepadana partner del conduttore tv, c’è da scommetterci. Di certo, per ora, c’è che Ruggeri ha dichiarato sul palco di non aver mai assaggiato i vini di Scotti. Ma le curiosità non finiscono qui.

“Gli enologi mi mettevano sul lettino dello psicanalista. E mi dicevano: come lo vuoi questo rosè?”, ha ammesso lo Zio Gerry, tradendo tutta la sua indiscutibile buonafede. Aggiungendo poi sul bianco: “Mi facevano assaggiare un bianco e chiedevano le mie sensazioni. E io riferivo le sensazioni. Loro mi dicevano: ‘Bene, tre Ave Marie e ci vediamo domani’. Tornavo il giorno dopo e li trovavo sornioni, perché sapevano le modifiche da fare di volta in volta”. Ipse dixit.

Azzardiamo dunque una sintesi, supportata da una doverosa degustazione della linea Scotti, effettuata pochi minuti dopo il termine della conferenza stampa, allo stand delle Cantine Giorgi a Vinitaly: di puramente “Nato in Vigna”, c’è solo Gerry. E se qualcuno vincerà, quelli saranno gli enologi di casa Giorgi. Tre, due, uno: fischietto in bocca al Gambero.

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Vini al supermercato

Carignano del Sulcis Doc 2014 Calalonga, Cantina Calasetta

(3,5 / 5)Cantina Calasetta, specialisti del Carignano del Sulcis. Sei versioni: da quella a “piede franco”, ottenuta da vite orginaria, non innestata con vite americana, passando alla Riserva, senza dimenticare il rosato. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it finisce però Calalonga, il Carignano del Sulcis di Cantina Calasetta distribuito nei supermercati Esselunga. Una versione realizzata appositamente per la notsa catena della gdo italian, che non tradisce le attese. Anzi, stupisce nel rapporto qualità prezzo.

Il vino si presenta nel calice di un rosso rubino poco trasparente, scorrevole. Al naso, chiari e tipici sentori di frutta rossa, uniti a una percezione vegetale che richiama il peperone verde. Di facile beva, nonostante il buon corpo e una struttura tutt’altro che esile, gioca col palato sulle note di frutta rossa, pulite, già avvertite al naso. Sfodera solo in un secondo momento anche una bella sapidità, che torna in un finale fruttato e di leggera spezia. Lasciato nel calice qualche minuto, il Carignano del Sulcis Calalonga di Cantina Calasetta muta, grazie all’ossigenazione: si fa più ‘austero’, mostrando in bocca tratti sino ad allora sconosciuti, tra il dattero disidratato e la carruba. Etichetta interessante questo vino rosso di Sardegna, da consumare a tutto pasto. Si sposa, in particolare, con primi ricchi al ragù o con secondi come l’agnello. Noto l’abbinamento con l’agnello con carciofi, ricetta tipica pasquale sarda.

LA VINIFICAZIONE
Cantina Calasetta, realtà che ha sede nell’omonimo comune della provincia di Carbonia-Iglesias, sulla punta settentrionale dell’isola di Sant’Antioco, arcipelago del Sulcis, è stata premiata negli anni scorsi dal Gambero Rosso con i “tre bicchieri”. Dalla sede assicurano che Calalonga sia un Carignano del Sulcis 100%, senza addizione di uve di altri vitigni, pur consentita dal disciplinare per un massimo del 15%. Ma la cantina sarda sceglie di non fornire a vinialsupermercato.it le specifiche richieste sulla tecnica di vinificazione, come sino ad oggi aveva fatto solo un’altra cantina dell’Oltrepò Pavese.

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Incetta di Tre Bicchieri Gambero Rosso per il Verdicchio

Il Verdicchio fa incetta di premi con 14 Tre Bicchieri su 20 assegnati alle Marche dalla Guida Vini d’Italia 2017 del Gambero Rosso, tre in più rispetto allo scorso anno e il 40% in più rispetto al 2011. A conferma della vocazione bianchista della regione, sono 17 i vini bianchi premiati con il massimo riconoscimento dalla guida, di cui 14 delle aziende aderenti all’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT). Bene anche il Rosso Conero, prima doc rossa nata nelle Marche, che conquista un Tre Bicchieri. “Siamo orgogliosi – ha detto il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), Alberto Mazzoni – di questa crescita complessiva delle Marche del vino, a partire dal Verdicchio, nella sua doppia accezione dei Castelli di Jesi e di Matelica. Una crescita qualitativa del prodotto enologico marchigiano che sembra fare breccia anche sui mercati internazionali. Secondo Istat infatti nel primo semestre di quest’anno, le esportazioni dei vini da uve della nostra regione sono cresciute del 3,9%, il 34% in più rispetto all’incremento medio nazionale sullo stesso periodo. Fa piacere inoltre riscontrare – ha concluso Mazzoni –  una forte vitalità del sistema produttivo, anche grazie a nuovi investimenti e a giovani produttori che lavorano puntando sulla qualità e sulla distintività del prodotto autoctono”.
IMT – TRE BICCHIERI GAMBERO ROSSO 2017
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Crisio Ris. 2013 CasalFarneto
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Lauro Ris. 2013 Mattioli
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Salmariano Ris. 2013 Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Paolo Ris. 2013 Pievalta
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Sisto Ris. 2014 Fazi Battaglia
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Utopia Ris. 2013 Montecappone
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Villa Bucci Ris. 2014 Bucci
Conero Campo San Giorgio Ris. 2011 Umani Ronchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2014 Sparapani – Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2015 Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Sabbionare 2015 Sabbionare
Verdicchio di Matelica Collestefano 2015 Collestefano
Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2014 La Monacesca
Verdicchio di Matelica Vigneti B. 2015 Belisario
Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2013 Bisci
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