Categorie
degustati da noi news news ed eventi vini#02

Migliori Alta Langa 2021. «Il nostro segreto? Un disciplinare da Champions League»

Migliori Alta Langa 2021 la prima dell alta langa 2025 nostro segreto disciplinare da Champions League mariacristina castelletta presidente consorzio alta langa docg intervista winemag

Migliori Alta Langa 2021.Se l’Alta Langa fosse un treno, sarebbe un JR-Maglev MLX01. Modello che forse non dice nulla, in Italia. Ma che, in Giappone, si vede sfrecciare a 531 chilometri orari, lungo la tratta sperimentale della Yamanashi Maglev Test Line. Bollicine piemontesi ad “alta velocità”, sui mercati. Pronte ora a conquistare l’export, che ha raggiunto il 15% nel 2024 grazie all’aumento della produzione e alle prime mosse del Consorzio per far conoscere – anche fuori dai confini nazionali – le cuvée di Pinot Nero e Chardonnay. Il numero record di cantine presenti alla Prima dell’Alta Langa 2025 – 82 a La Centrale di Nuvola Lavazza, a Torino – dimostrano che la velocità è nulla senza convogli. Ben 180 le cuvée in degustazione all’anteprima di un millesimo, il 2021, che si rivela il più omogeneo di sempre. Per il livello della qualità, molto alta. Ma, ancor più, per l’uniformità tra le espressioni delle varie cantine. Pardon, maison. Gli Alta Langa 2021 da non perdere? Ecco la Top 15, in rigoroso elenco alfabetico.https://www.altalangadocg.com/wp-content/uploads/2025/03/Elenco-vini-La-Prima-dellAlta-Langa-2025-3.pdf

MIGLIORI ALTA LANGA 2021: top 15 ALLA PRIMA DELL’ALTA LANGA 2025

  • Anna Maria Abbona, Alta Langa Docg Clara Rose Extra Brut 2021
  • Cascina Fonda, Alta Langa DocgExtra Brut 2021
  • Cerrino, Alta Langa Docg Pas Dosé 2021
  • Colombo, Alta Langa Docg Blanc de Blancs Brut 2021
  • Coppo, Alta Langa Docg Luigi Coppo Pas Dosé 2021
  • Daffara & Grasso, Alta Langa Docg PN CH Brut 2021
  • Ettore Germano, Alta Langa Docg Extra Brut 2021 (Best of Show)
  • Gallo, Alta Langa Docg 1831 Brut 2021
  • Garesio, Alta Langa Docg Pas Dosé 2021
  • Marco Capra, Alta Langa Docg Seitremenda Extra Brut 2021
  • Mauro Sebaste, Alta Langa Docg Avremo Extra Brut 2021
  • Paolo Berutti, Alta Langa Docg Rosé Brut 2021 (Magnum)
  • Roberto Garbarino, Alta Langa Docg Le Radipe Extra Brut 2021
  • Sara Vezza, Alta Langa Docg Extra Brut 2021
  • Tenuta Carretta, Alta Langa Docg Airali Blanc de Blanc Extra Brut 2021

CASTELLETTA: «IL SEGRETO DELL’ALTA LANGA? IL RIGIDO DISCIPLINARE DELLA DOCG»

Ventimila i brindisi alla Prima dell’Alta Langa 2025, settima edizione della degustazione annuale organizzata dal Consorzio Alta Langa. La più grande di sempre per numero di produttori presenti, etichette di Alte Bollicine Piemontesi in assaggio (circa 200), e professionisti accreditati (circa 1700). Immancabile la presidente Mariacristina Castelletta di Tosti1820. La cantina, al pari dell’altro noto brand Gancia, ha portato in degustazione i vini del millesimo più vecchio presente alla Prima dell’Alta Langa 2025. Si tratta, rispettivamente, dell’Alta Langa Docg Riserva Giulio I Blanc de Noirs Pas Dosé 2010 e dell’Alta Langa Docg Riserva Cuvée 120 Mesi Brut 2010.migliori alta langa 2021

Presidente Mariacristina Castelletta: Alta Langa sempre più a gonfie vele?

Direi di sì. Siamo cresciuti con un’eredità molto preziosa. Siamo il primo Metodo classico che è nato in Piemonte, a metà del 1800. Ma la denominazione è ragionevolmente molto più giovane, perché è nata nel 2002. Questi 23 anni sono stati molto importanti per la denominazione. A dirlo sono i numeri. Se pensiamo che nel 2021 mettevamo insieme 600 mila bottiglie e nel 2024 abbiamo raggiunto i 2 milioni di bottiglie contrassegnate dalla Docg, capiamo la portata del fenomeno.

“Fenomeno Alta Langa”, appunto. Ogni anno nuovi produttori, nuove cuvée e nuove espressioni di una Docg che dimostra di avere una grandissima dinamicità interna.

La cosa sorprendente e che ci riempie di orgoglio è la crescita dei produttori. Nel 2018 eravamo 18 e ora, qui alla Prima dell’Alta Langa 2025, settima edizione, ci ritroviamo con 82 produttori e circa 200 etichette di Alta Langa. L’andamento della denominazione si potrebbe spiegare semplicemente con questo confronto. I nostri numeri, comunque, rimangono relativamente piccoli se li paragoniamo alla globalità del mondo degli spumanti italiani e, ancor più, internazionali, come per esempio alla Champagne.

Un mondo in cui l’Alta Langa si distingue in maniera chiara. Come state gestendo la crescita?

La nostra volontà è quella di crescere in valore a livello internazionale, restando saldi e fedeli alle caratteristiche che sono insite nel nostro DNA. Vogliamo fare un Metodo classico di altissima qualità e vogliamo che questo concetto sia scalfito nella pietra. Abbiamo intenzione di portarlo avanti crescendo insieme a un territorio che ha delle sorprendenti capacità ancora non completamente espresse. Un territorio piuttosto vasto, che include le “alte terre” delle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. Abbiamo la possibilità di diventare più grandi, sì. Ma vogliamo farlo da tutti i punti di vista. Soprattutto da quello del valore.

“Al di là della collina”, per usare un eufemismo utile a identificare l’Oltrepò pavese, il Consorzio sembra aver preso una piega completamente diversa rispetto al passato. Ora, per statuto, i “piccoli” contano. In Alta Langa non sembra esserci questa necessità, nonostante la presenza di colossi e grandi cantine in Consorzio come la sua Tosti1820, o Fratelli Gancia. La differenza è solo nel peso dei brand dei due territori?

L’Alta Langa, sin dagli esordi, punta a diventare riferimento assoluto del Metodo classico in Italia. In confronto ad altri territori, credo sia importante sottolineare una delle caratteristiche più peculiari: in Alta Langa non ci sono “grandi” e “piccoli” produttori, dal momento che tutti insieme produciamo circa 2 milioni di bottiglie annue. Qui da noi c’è sempre stata una grande unione, dettata dal fatto che iniziare a produrre Alta Langa è una scelta coraggiosa, alla base della quale serve convinzione e grandi investimenti. Il nostro segreto? Abbiamo scelto di dotarci di un disciplinare da Champions League e di percorrere, tutti insieme, una strada comunque per nulla banale. Le regole di produzione dell’Alta Langa Docg dicono chiaramente che vogliamo primeggiare nel panorama enologico del Metodo classico. migliori alta langa 2021

Terreni con altitudine non inferiore ai 250 metri sul livello del mare. Solo millesimati. Ma anche 30 mesi minimi di affinamento sui lieviti per l’Alta Langa, a differenza dei 18 della Franciacorta (che ammette i non millesimati) e dei 15 mesi del Trento Doc. È così che si vince la Champions League del Metodo classico, insomma?

Di certo, questo è un buon inizio ed è la nostra intenzione! I produttori di Alta Langa devono essere molto determinati nel volersi approcciare alla denominazione e nel voler proseguire il percorso intrapreso. Fare Alta Langa è una scelta, non una conseguenza dei trend di mercato. E il fatto che il numero di produttori di Alta Langa stia crescendo così tanto, dimostra che abbiamo fatto le scelte giuste sin dal principio, quando abbiamo scritto le “regole del gioco”. Senza usare altri giri di parole, vorrei davvero cogliere l’occasione di questa intervista per dire ciò che penso profondamente di questo nostro Metodo classico: ovvero che è veramente un’espressione dell’orgoglio piemontese, per le nostre origini. Il Metodo classico è nato da noi, in Piemonte, nell’Ottocento. E quindi dobbiamo per forza dare del nostro meglio. Affinché rimanga nella storia.

Categorie
news news ed eventi

Prima dell’Alta Langa 2025 a Torino: perché non mancare


È ormai tra gli eventi più attesi dai professionisti del settore, a caccia di spumanti Metodo classico da inserire nella carta vini di un ristorante, o in enoteca. La Prima dell’Alta Langa 2025 si terrà il 10 marzo a Torino e promette già di essere il consueto successo. Il 2024 si chiude infatti con risultati significativi per il Consorzio che riunisce 85 maison piemontesi, per un totale di 455 ettari di vigneto tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo (2/3 Pinot nero e 1/3 Chardonnay), per circa 3,2 milioni di bottiglie. Ben 14 le new entry del 2024, nel segno di una crescita che porterà la denominazione verso i 6 milioni di bottiglie, entro il 2030.

Una cifra che consentirà al Consorzio di iniziare a guardare all’export con maggiore efficacia. Al momento, infatti, il mercato interno interessa l’85% della produzione dell’Alta Langa Docg, con l’export al 15%. Non a caso, il 2024 sarà ricordato come il primo anno in cui l’ente presieduto da Mariacristina Castelletta (Tosti 1820) ha investito in promozione all’estero, invitando sul territorio un gruppo di giornalisti stranieri.

«I traguardi raggiunti quest’anno – sottolinea la presidente – sono il risultato di un impegno condiviso. Produttori, partner e un numero sempre maggiore di sostenitori e appassionati che ci accompagnano nel portare l’Alta Langa Docg sempre più lontano, senza mai perdere di vista i nostri valori e la nostra identità. La data scelta per l’evento annuale del Consorzio Alta Langa è lunedì 10 marzo 2025, a Torino. Sarà la settima edizione della grande degustazione di tutte le cuvée in commercio dei soci del Consorzio. A gennaio si apriranno sul sito istituzionale le registrazioni per il pubblico Horeca e per i giornalisti».

Categorie
eventi news news ed eventi

Grandi Langhe 2025: aperte le iscrizioni


Grandi Langhe 2025
torna alle Ogr di Torino il 27 e 28 gennaio 2025. Saranno presenti quasi 500 cantine dalle Langhe, Roero e dal resto del Piemonte, pronte a presentare in anteprima le nuove annate delle Docg e Doc. Per tutta la durata dell’evento vi sarà una sala degustazione dedicata alla stampa con le ultime annate rilasciate in commercio di tutte le Docg e Doc del Piemonte. Per partecipare a Grandi Langhe 2025 occorre registrarsi online a questo link. L’elenco delle cantine presenti alla prossima edizione di Grandi Langhe è invece disponibile al seguente link. Per scoprire le cantine da non perdere acquista la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2025.

DOVE: OGR TORINO, Corso Castelfidardo 22, Torino, Piemonte.
QUANDO: 27 e 28 Gennaio, con orario 10-17
COME: l’ingresso è consentito previa prenotazione o invito. Sarà necessario stampare ed esibire il biglietto.
CHI: evento riservato a operatori professionali, buyer, enotecari, ristoratori, agenti commerciali, sommelier professionisti.

(OGR Corso Castelfidardo, 22, 10128 Torino)


Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

Corso Enotria, 2/c – Ampelion – 12051 Alba (Cuneo)
Tel: +39.0173.441074
Email: info@grandilanghe.com

https://www.winemag.it/barolo-e-roero-tre-cantine-da-non-perdere-grandi-langhe-2023/

Grandi Langhe 2025 è un appuntamento da non perdere nel panorama delle anteprime del vino italiano. Ospitato dalle OGR di Torino, l’evento è dedicato ai professionisti del settore. In assaggio i vini delle Langhe e delle Doc e Docg del Piemonte, serviti dai produttori in persona o da sommelier. Per la prima volta, l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani prevede una sala stampa per gli assaggi dei giornalisti del settore, che potranno registrarsi sul sito da oggi, giorno di apertura delle iscrizioni per le giornate del 27 e 28 gennaio 2025.

Categorie
Food Lifestyle & Travel

Mercato Centrale apre a Merlbourne, in Australia


Ventitré botteghe artigiane
 per oltre 3.500 metri quadrati distribuiti su tre piani nella cornice in stile Art Déco del McPherson’s Building, edificio del 1937 portato a nuova vita. Apre oggi il Mercato Centrale Melbourne, prima tappa fuori dall’Italia per il progetto firmato da Umberto Montano, imprenditore appassionato e creativo con oltre quarant’anni di esperienza nel vasto panorama della ristorazione fiorentina di alta qualità, che, grazie a una visione condivisa, si è associato al gruppo Human Company della famiglia Cardini-Vannucchi, punto di riferimento nel turismo all’aria aperta in Italia.

Partito da Firenze il 23 aprile 2014 e arrivato poi a RomaTorino e Milano con oltre 14 milioni visitatori l’anno, in occasione del suo decennale Mercato Centrale guarda al futuro e, con un’attenta selezione di artigiani locali, italiani di seconda e terza generazione ma non solo,  sbarca nel cuore di Melbourne, in partnership con l’imprenditore australiano Eddie Muto, già proprietario del Gruppo Barman & Larder e noto in Australia per aver lanciato diversi format dell’ospitalità e della ristorazione.

APRE MERCATO CENTRALE MELBOURNE AL MCPHERSON’S BUILDING

A fare da cornice è appunto lo storico McPherson’s Building opera degli architetti S.P. Calder, Reid e Pearson (1937) al 546 di Collins St. nel fulcro del distretto degli affari della metropoli, per un progetto che punta a rigenerare luoghi e spazi, grazie a un’esperienza sempre nuova e in connessione con il tessuto urbano. «La bontà della cucina italiana si fonda sulla tradizione e sull’artigianalità. L’ingrediente chiave è nelle mani di chi raccoglie, produce, impasta, cucina: una combinazione di amore e cura che genera una qualità che definisco “appassionata”» commenta Umberto Montano, presidente e fondatore di Mercato Centrale

«La manualità – aggiunge – la professionalità e la dedizione che ho riscontrato negli artigiani che hanno aderito al Mercato Centrale Melbourne sono eccezionali e stimolanti. È questo il filo conduttore che lega l’Italia a Melbourne in un progetto che vuole unire cittadini, visitatori, critici e appassionati attraverso l’esperienza del buon cibo. Il Mercato Centrale Melbourne sarà il più grande polo della cucina italiana in Australia. Melbourne, con la sua vivacità culturale e l’interesse per la conoscenza, è senza dubbio la città ideale per lanciare un progetto così ambizioso».

LA SQUADRA DEGLI ARTIGIANI

Dal forno alla pasta fresca, dalla frutta e verdura alla mozzarella, dalla pasticceria al pesce, dalla carne al gelato, dal riso al caffè, passando da un ristorante italiano, una pizzeria napoletana, un’enoteca, un cocktail bar e una distilleria: nelle 23 botteghe di Mercato Centrale Melbourne si può scegliere tra prodotti freschi e i piatti preparati direttamente sul posto, tutti frutto delle abilità artigiane di produttori e fornitori che certificano la qualità e genuinità della filiera. Al piano terra il forno di Damian Malone utilizza solo farine integrali, ottenute da cereali di provenienza locale e macinati nel suo tradizionale mulino austriaco. la Pasticceria di Alessandro Grillo (pasticcere originario di Torre del Greco, Napoli) e Vincenzo Marino profuma d’Italia con dolci e torte che alla tradizione aggiungono un tocco di modernità.

Ideale è l’abbinamento con la miscela di caffè sostenibile alla bottega il caffè di Jerry Lee. L’accoppiata italiana d’eccellenza composta da la pasta fresca di Angelo Sperlinga (ispirato dalla nonna) e la pizza al taglio di Nicolò Conenna (cresciuto nel milanese in una famiglia di origini pugliesi) presenta tutta la magia della cucina tricolore: trasformare pochi, semplici ingredienti in un’esplosione di sapori. Accanto a loro la frutta e la verdura di Biviano e figli è un colorato mix frutta fresca e ortaggi, un omaggio agli oltre 50 anni di esperienza della famiglia Biviano come fruttivendoli (tra i primi a Melbourne).

Nikos Chatzopoulos, artigiano de la carne e I salumi, porta in tavola la sua esperienza con lo Josper – un’elegante combinazione di griglia e forno in un’unica soluzione – offrendo una vasta gamma di carni e salumi stagionati in loco. Entrando nel mondo del pesce si trovano i calamari fritti di Paula e Gary Harding, che hanno perfezionato la ricetta originale siciliana tramandata di generazione in generazione dalla nonna di Paula, e il pesce di George Milonas, che porta tutta la sua esperienza e sapere sul pesce fresco direttamente dall’iconico Queen Victoria Market di Melbourne.

L’offerta italiana non sarebbe completa senza la mozzarella di Giorgio Linguanti (arrivato in Australia dalla Sicilia nel 2004), realizzata con latte proveniente da allevatori accuratamente selezionati nella regione del Gippsland. La sua ricotta fresca è perfetta per i cannoli di Dario di Clerico, accuratamente preparati con una selezione di ingredienti di stagione per una varietà infinita di sapori. Ultimo ma non meno importante, Alessandro Luppolo, che nella sua bottega il cioccolato invita a un viaggio nel gusto tra le sue tavolette di cioccolato “bean to bar”, realizzate a partire dalla selezione delle fave di cacao.

Al primo piano il napoletano Valerio Violetti è il cuore pulsante de la pizza napoletana, che porta in ogni sua ricetta una passione iniziata quando, a soli 13 anni, costruì con il padre il suo primo forno a legna. Coppia perfetta (anche nella vita) con la pasta fatta in casa di Annapaola d’Alessio, “sfoglina” di terza generazione (cresciuta a Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo), che stupisce con le sue creazioni artigianali come le tagliatelle fatte a mano e i cappellacci ripieni. Per aggiungere all’offerta un classico amato in tutto il mondo, Tim JordanNathan Zammit e Cristian Calderon di lo smash burger hanno deciso di portare in Australia i sapori autentici e il comfort food degli Stati Uniti.

Tornando ai sapori italiani, nella bottega il riso Simone Garusi (cresciuto nella campagna vicino a Milano) trasforma l’esperienza del classico risotto con un’offerta completamente priva di glutine, mentre Massimo Falcone (originario dell’Emilia-Romagna) nella bottega la piadina propone un impasto vegan con olio extravergine d’oliva. Per i più golosi, il gelato di Rovena Xeba (bisnonno italiano) è una meraviglia anche per gli occhi grazie allo speciale macchinario che mostra l’intero processo di mantecazione. Dall’altra parte del piano, affacciato su Collins Street, il ristorante di Jerry Kim è la sintesi perfetta di tutti gli ingredienti italiani: tutto è fatto a mano, dal pane a lievitazione naturale alla pasta fresca, mentre il parmigiano e l’olio extravergine di oliva sono accuratamente selezionati per esaltare i sapori di ogni piatto.

MERCATO CENTRALE MELBOURNE: L’OFFERTA BEVERAGE

Altrettanto varia è l’offerta sul fronte del beverage. Nella bottega l’enoteca di Mark e Michelle Singarella (marito e moglie di origine italo-australiana) si può scegliere tra vini australiani, neozelandesi, italiani e francesi, oltre a una selezione di prodotti biologici locali. Unica nel suo genere è la distilleria di Michael Hickinbotham e Graham Jonas, dove creare liquori personalizzati da portare a casa. Infine, il cocktail bar propone un ampio menu di drink e bevande analcoliche preparate con cura da barman professionisti in un accogliente ambiente lounge. 

Al secondo piano, lo spazio fare ospita l’area dedicata agli eventi gratuiti e alle masterclass organizzate dagli artigiani, costruendo quel palinsesto di eventi che fa di ogni Mercato Centrale un luogo di aggregazione e condivisione. Contando su uno staff di oltre 400 addetti, il Mercato Centrale Melbourne è aperto tutti i giorni: domenica-giovedì dalle 7 alle 22, venerdì e sabato dalle 7 a mezzanotte. Con oltre 800 posti a sedere la location può ospitare fino a 3.000 persone.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

La rigenerazione degli spazi è caratteristica fondante del format Mercato Centrale e anche per Melbourne non poteva essere diversamente. Il progetto architettonico – come per il Mercato Centrale Milano affidato a TA (Torsello Architettura), studio di architettura di Venezia che raccoglie l’esperienza maturata dall’architetto Alberto Torsello nei settori della progettazione, del restauro e dell’interior design – trae ispirazione proprio dalla funzione ordinaria dell’edificio nato come magazzino di utensileria in ferro e oggi bene culturale.

Mentre l’uso estensivo dell’acciaio è funzionale alla sua natura di magazzino, il cemento grezzo delle colonne, le vetrate originali e il pavimento in legno del primo piano rimangono come testimonianza diretta della personalità e della storia dell’edificio. L’elemento architettonico principale è la scala centrale, che apre un ampio passaggio tra il piano terra e il primo piano, consentendo un flusso continuo di luce e modellando una nuova percezione lineare dello spazio attraverso connessioni verticali e orizzontali.


il Mercato Centrale Melbourne

546 Collins St, Melbourne – McPherson’s Building
1300 546 566
info@mercatocentrale.au

Categorie
a tutto volume

Più protezione per il Vermouth di Torino negli Usa con il Marchio di Certificazione


Il Consorzio del Vermouth di Torino ha ottenuto il Marchio di Certificazione negli Usa. Una conquista definita «fondamentale» dall’ente guidato dal presidente Roberto Bava e dal direttore Pierstefano Berta, che in occasione degli Stati Generali 2024 del Vermouth di Torino – convocati il 28 giugno all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – hanno delineato gli obbiettivi raggiunti nell’ultimo periodo in campo nazionale e internazionale. Presenti i soci dell’ente, che rappresentano oltre il 96% della produzione del Vermouth di Torino (circa 6 milioni di bottiglie), commercializzato in 82 Paesi dei 5 continenti.

LA PROTEZIONE DEL VERMOUTH DI TORINO NEGLI USA

Il Marchio di Certificazione, rilasciato dall’United States Patent and Trademark Office (Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti) permette al Consorzio di proteggere e controllare rigorosamente la denominazione “Vermouth di Torino IGP” negli Usa, un mercato di grande rilievo per i Soci del Consorzio. Un obiettivo al pari del marchio consortile, depositato in Italia, in Europa e nei principali mercati internazionali, che ha permesso un’intensa opera di opposizione a impieghi scorretti della denominazione in nazioni europee ed extraeuropee, proteggendo consumatori, produttori, e in generale il Made in Italy.

NOMINATI I NUOVI AMBASCIATORI DEL VERMOUTH DI TORINO

Sempre in occasione degli Stati Generali del Vermouth 2024, sono stati nominati i nuovi “Ambasciatori ed Educatori del Vermouth di Torino”, riconoscimento rivolto a persone che lavorano a vario titolo per la conoscenza e l’apprezzamento del prodotto. A ricevere lo speciale diploma di ambasciatori erano presenti Mariuccia Roggero Ferrero e Diego Crippa, importanti chef canellesi; Sergio Nodone, ambasciatore presso i Cavalieri del Tartufo di Alba; gli “Ambasciatori Educatori” Pauline Rita Rosa, Myles Cunliffe e Samuel Boulton che hanno gestito diversi seminari in occasione degli ultimi eventi internazionali del Consorzio Vermouth di Torino.

Categorie
eventi news news ed eventi

Grandi Langhe 2024, al via le iscrizioni: c’è anche l’Alta Langa


Grandi Langhe 2024 giunge alla VIII edizione, che vedrà l’esordio assoluto dell’Alta Langa, accanto alle denominazioni tutelate dal Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e del Roero. L’evento
si prepara da oggi ad accogliere i professionisti del mondo del vino a Torino, lunedì 29 e martedì 30 gennaio 2024, dalle 10:00 alle 17:00 alle OGR Torino. Buyer, enotecari, ristoratori e importatori internazionali potranno da oggi iscriversi alla più grande degustazione dedicata alle denominazioni di Langhe e Roero, compilando il form sul sito ufficiale.

Trecento cantine presenteranno le proprie etichette nei suggestivi spazi delle OGR Torino, luogo strategico confermato per il terzo anno di seguito per rimarcare la crescita nazionale e internazionale della manifestazione e consolidare il rapporto con la città di Torino. Dopo aver avuto come ospiti il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, quest’anno la novità sarà la partecipazione attraverso un grande banco d’assaggio del Consorzio Alta Langa. L’intenzione, infatti, è quella di «tendere la mano ad altri territori per rappresentare al meglio l’intera regione vitivinicola piemontese».

A GRANDI LANGHE 2024 LA TERZA EDIZIONE DI CHANGES

Si rafforza la presenza internazionale: più di 90 buyer selezionati da oltre 30 Paesi tra cui USA, Canada, Australia, Brasile, Giappone, India. Sarà presente inoltre una delegazione di 20 buyer da Cina e Hong Kong, a chiudere le attività avviate a settembre 2023 per il paese Cina con il progetto BBWO2023 Cina.

Ad apertura della due giorni, si organizzerà la terza edizione di CHANGES che tratterà il tema ‘Langhe (not) for sale’ attraverso la presentazione della ricerca svolta quest’anno dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e che ha coinvolto più di 200 cantine delle Langhe proprio per approfondire il tema del cambio generazionale e l’interesse di capitali stranieri nei confronti delle nostre zone.

Categorie
eventi news ed eventi

Salone del vino di Torino 2023: più di 100 eventi dal 4 al 6 marzo


Nasce il nuovo Salone del vino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo 2023, Torino sarà popolata da cantine storiche, giovani vignaioli, Consorzi del vino e associazioni di tutto il Piemonte, uniti per un evento che promette di essere rivolto tanto agli appassionati quanto ai professionisti del vino. Il comunicato stampa che preannuncia l’evento, diramato in giornata, non indica chi siano gli organizzatori. Sul sito web ufficiale del Salone del Vino di Torino viene indicata l’Associazione di Promozione Sociale Klug, già promotrice della Torino Wine Week. Comune e Camera di Commercio hanno dato il loro patrocinio all’evento.

«Inoltre, da martedì 28 febbraio fino alla conclusione del Salone – recita la nota stampa – più di 100 eventi diffusi, per un calendario OFF in cui, oltre ai produttori, diventano protagonisti i grandi ristoranti, le piole e le enoteche, artisti e scrittori, tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli. Una nuova manifestazione rivolta al pubblico e agli addetti professionali che entra nel calendario dei grandi eventi della città».

VINI DEL PIEMONTE: ARRIVA IL SALONE DEL VINO DI TORINO 2023

«La Città di Torino da sempre si contraddistingue per la capacità di accogliere e innovare – dichiarano Mimmo Carretta, Assessore Sport, Grandi eventi, Turismo della Città di Torino e Paolo Chiavarino, Assessore Commercio e Mercati della Città di Torino -. L’idea di portare un nuovo Salone del vino di Torino che ospiti le eccellenze, le sperimentazioni, la storia e il futuro delle nostre terre ha da subito convinto l’amministrazione per la valenza turistica e culturale che la viticultura può regalare ai cittadini e per la ricaduta che può portare sugli operatori del settore. Torino è la città in cui poter degustare tutte le nostre terre».

Patrizio Anisio, direttore del Salone del vino di Torino sottolinea: «Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio meraviglioso, dove, attraverso il vino, le eccellenze, le tradizioni e l’innovazione trovano cura e passione. Il salone del vino di Torino nasce per contribuire a questo racconto. Grazie ai  produttori e alle tante realtà che lavorano per far conoscere la nostra regione e le sue unicità, porteremo in città tutti i sapori delle nostre terre».

Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino aggiunge: «La Camera di commercio di Torino da molti anni attraverso il progetto Torino Doc, selezione enologica realizzata insieme al nostro Laboratorio Chimico, sostiene le filiere del vino di qualità. Il Salone del vino di Torino sarà dunque un’occasione importante per proseguire e valorizzare il lavoro portato avanti finora e contribuire alla diffusione delle eccellenze vitivinicole del territorio torinese».

Categorie
Food Lifestyle & Travel news news ed eventi

Caffè Vergnano compie 140 anni: quattro generazioni in una tazzina di italianità

Una piccola drogheria voluta e sognata da Domenico Vergnano, dove la passione per la miscela si fa ben presto culto. E soprattutto impresa. Inizia così a Chieri, nel 1882, la storia di Caffè Vergnano, uno dei brand italiani più conosciuti nel mondo. Nel 2022, l’azienda che oggi ha sede a Santeno (TO) compie 140 anni dalla fondazione e brinda ai propri successi.

Il 2021, nonostante le difficoltà affrontate, si è chiuso infatti con un fatturato totale di 92 milioni di euro, che ha quasi pareggiato i risultati del 2019. L’export ha chiuso a 22,4 milioni di euro, il retail a 37,6milioni. Bene anche il comparto Horeca a 29,4milioni e il vending a 2,6 milioni di euro. Numeri che hanno anticipano (e giustificano) un anno, il 2022, di festeggiamenti.

«Siamo “vecchi” – commenta Carolina Vergnano, Ceo di Caffè Vergnano – ma non ci siamo mai sentiti più giovani. Abbiamo tante idee, energia positiva, ottimi partner ad affiancarci. Ma soprattutto tanti amici che ogni giorno dimostrano amore per la nostra famiglia ed il nostro marchio».

Sarà un anno da celebrare e ricordare perché tante cose succederanno e tutte saranno ispirate dai valori in cui crediamo da 140 anni. Da quei sentimenti che arricchiscono i nostri sogni e li fanno diventare realtà. Il nostro sguardo è e sarà sempre rivolto al futuro perché il domani è ancora tutto da costruire assieme».

DALLA PRIMA FACTORY DI CAFFÈ IN KENIA ALL’EXPORT IN 90 PAESI

L’anno di svolta di Caffè Vernano è il 1930. Enrico Vergnano, figlio di Domenico, decide di acquisire la prima factory di caffè in Kenya. Nel 1970, a quasi cento anni di distanza, Carlo e Franco Vergnano, nipoti di Domenico, cresciuti nella drogheria di Chieri, prendono le redini dell’azienda. Portando Caffè Vergnano verso gli albori di una nuova era.

Nel 1986 l’acquisizione di Casa del Caffè a Torino segna il consolidamento imprenditoriale nel mondo dell’Horeca. Si arriva così al 1996, anno in cui i confini di Caffè Vergnano si allargano verso il mercato estero, grazie a un processo di internazionalizzazione e sviluppo che permetterà al brand di affermarsi in 90 Paesi.

È proprio con l’ingresso nel business della quarta generazione, composta da Carolina, Enrico e Pietro Vergnano, che «la voglia di mantenere e consolidare i valori familiari in ottica di sviluppo, soprattutto affermandosi in mercati emergenti e in forte crescita», diventa centrale per il successo dell’azienda.

«Parole come sostenibilità ambientale e sociale sono da sempre la cifra distintiva di Caffè Vergnano – spiega l’attuale management – e si traducono in tutte le azioni quotidiane, grandi e piccole, intraprese dal brand».

L’ACCADEMIA VERGNANO E L’ACCORDO CON COCA-COLA HBC

Un riferimento diretto alle capsule compostabili compatibili, ai processi di riciclo e di riduzione degli sprechi e al recupero dei rifiuti. In ambito etico, Women in Coffee è sicuramente il progetto che meglio racconta l’impegno di Caffè Vergnano.

Nato nel 2018 per sostenere piccole realtà di donne coltivatrici di caffè, è oggi in continua evoluzione. Ed ambisce a «supportare iniziative concrete che parlano di empowerment, inclusione e rispetto al femminile».

Altro valore chiave del brand è la cultura, intesa come «processo di crescita e miglioramento continuo». Per questo è nata l’Accademia Vergnano, istituita nell’antica casa di famiglia a Chieri. Qui vengono organizzati corsi teorici e pratici per i baristi che vogliono imparare tutti i segreti del mondo del caffè e approfondire le loro competenze.

Il 2021, anno difficile, segnato dalla pandemia, porta con sé la partnership strategica con Coca-Cola Hbc per la distribuzione esclusiva dei prodotti di Caffè Vergnano nei territori della società svizzera che opera nel settore alimentare, quotata sia alla Borsa di Londra che alla Borsa di Atene e presente in 28 Paesi con i propri stabilimenti. Esclusa dall’accordo la sola Italia, casa madre di Caffè Vergnano.

140 ANNI DI CAFFÈ VERGNANO: IN ARRIVO LA LIMITED EDITION

«L’accordo rappresenta un’importante opportunità di crescita internazionale e di sviluppo del business export – spiega l’azienda – attraverso un rafforzamento della propria presenza, oltre i confini italiani». Un risultato ambizioso in un contesto ancora delicato ed incerto, condizionato dalla pandemia.

«Il nuovo anno – anticipa la quarta generazione Vergnano – sarà un intero anno di celebrazioni, eventi, sorprese e regali per i nostri consumatori. Ci sarà una limited edition di prodotti iconici dell’azienda che, per l’occasione, si vestiranno d’oro. Oltre ad una reinterpretazione del coccio in terracotta toscana, storico regalo di Natale».

Caffè Vergnano compirà inoltre un viaggio lungo l’Italia, durante il quale porterà il vero espresso italiano vicino ad amici, partner e consumatori. Una storia lunga 140 anni, con tante pagine ancora da scrivere.

Categorie
eventi news news ed eventi

Grandi Langhe 2022 a Torino: Barolo e Barbaresco tendono la mano al grande pubblico

Grandi Langhe 2022 si prepara ad accogliere i professionisti del mondo del vino a Torino il 31 gennaio e 1° febbraio 2022. Buyer, enotecari, ristoratori e importatori italiani e internazionali possono iscriversi alla più grande degustazione dedicata alle denominazioni di Langhe e Roero, accedendo al sito web ufficiale della manifestazione.

Per la prima volta anche i privati consumatori potranno accedere alla manifestazione, durante una sessione a loro interamente dedicata, lunedì 31 gennaio dalle 18.30 alle 21.30. In questo caso, l’iscrizione è possibile sul sito di Ais Piemonte.

GRANDI LANGHE 2022: LA NUOVA LOCATION DI TORINO

Con l’apertura ai privati il Consorzio prosegue la sua strategia promozionale volta a stabilire «un filo sempre più diretto con i consumatori finali», che per la prima volta dalla nascita della manifestazione potranno degustare oltre 1500 etichette presso le Officine Grandi Riparazioni – Ogr di Torino.

Saranno accolti a Torino anche 50 buyer selezionati provenienti da Usa, Canada, Regno Unito e Scandinavia. Ben 220 cantine del territorio presenteranno le proprie etichette nei suggestivi spazi di Corso Castelfidardo, 22. Una location scelta strategicamente, «sia per riflettere la crescita della manifestazione che per garantire il rispetto delle normative sul distanziamento».

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e il Consorzio Tutela Roero, con il supporto della Regione Piemonte, sono i promotori della manifestazione, giunta alla sesta edizione dopo lo stop del 2021.

LE ASPETTATIVE DEI CONSORZI DI LANGHE E ROERO

«Siamo entusiasti di portare Grandi Langhe a Torino per la prima volta. La manifestazione è cresciuta molto negli anni e si è posizionata tra gli appuntamenti imperdibili del calendario enologico italiano», spiega Matteo Ascheri, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco.

Il 2021 è stato purtroppo un anno di pausa forzata – continua -. I nostri produttori non vedono l’ora di poter tornare a incontrare i propri clienti di persona. Abbiamo preso tutte le misure necessarie per garantire a espositori e utenti un’esperienza sicura, piacevole e soprattutto di altissimo livello».

«La decisione di portare Grandi Langhe a Torino, città simbolo del Piemonte e già Capitale d’Italia, dimostra l’importanza assunta dall’evento», aggiunge Francesco Monchiero, presidente del Consorzio Tutela Roero.

«Grandi Langhe 2022 sarà l’occasione per incontrare gli operatori del settore – continua – piemontesi e non, che giocano un ruolo chiave nell’identità del nostro vino. Grazie alla partecipazione di 50 buyer provenienti dall’estero, si creeranno nuove opportunità di sviluppo in paesi consolidati o emergenti».

GRANDI LANGHE 2022: INFORMAZIONI IN BREVE

  • Le porte di Grandi Langhe 2022 apriranno per i professionisti di settore il 31 gennaio e 1° febbraio.
  • Dove e quando: dalle 10 alle 17 presso la Sala Fucine di OGR a Torino, in Corso Castelfidardo 22.
  • I privati consumatori e gli appassionati potranno acquistare il biglietto di ingresso sul sito web di Ais Piemonte.
  • I partecipanti dovranno necessariamente iscriversi in anticipo sul sito web. Quindi stampare e presentare il proprio biglietto d’ingresso, unitamente alla certificazione verde Covid-19 (green pass).
  • È obbligatorio indossare la mascherina all’interno durante i momenti in cui non si degusta.
Categorie
Food Lifestyle & Travel news news ed eventi

Nas, Operazione Margherita: pizze gourmet “da guida” con ingredienti surgelati e finte Dop

Duro colpo dei carabinieri del Nas Tutela Agroalimentare al settore delle pizzerie gourmet. Nell’ambito dell’Operazione Margherita, i militari hanno scoperto l’utilizzo di ingredienti surgelati e prodotti spacciati per Dop e Igp, non iscritti al relativo disciplinare. Il blitz ha visto impegnati i Reparti per Tutela Agroalimentare (Rac) di Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina.

Sono stati denunciati per frode in commercio i titolari di 7 note pizzerie gourmet. Accertate anche altre irregolarità, come la mancata indicazione nei menù degli allergeni e la mancata rintracciabilità di alcuni ingredienti.

Elevate 6 sanzioni per un totale di 18.334 euro ed irrogate tre diffide. Ammonta a un totale di 20 chilogrammi di prodotti agroalimentari vari il sequestro effettuato dai carabinieri del Nas nell’ambito dell’Operazione Margherita.

Categorie
a tutto volume news news ed eventi

Genepì fuorilegge in un B&B della Valle d’Aosta: 89 bottiglie contenevano Cannabis

AOSTA – Livelli troppo alti di tujone, pericolosi per la salute, e utilizzo di infiorescenze di “Cannabis light“, vietato dalla legge. Per queste ragioni, il titolare di un B&B dell’alta Valle d’Aosta è stato denunciato a piede libero. Sotto sequestro, nell’operazione condotta dai funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Aosta, coadiuvati dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Torino, sono finite 240 bottiglie complessive di Genepì del Piemonte, 89 delle quali prodotte con Canapa fuorilegge.

Il sequestro è scattato in seguito alle analisi effettuate dal Laboratorio Chimico delle Dogane di Torino sui prodotti commercializzati dal titolare del B&B, stipati in un magazzino di proprietà dell’imprenditore valdostano.

In particolare, la concentrazione di tujone – terpene presente in diverse piante utilizzate per infusi e liquori come il Genepì – è risultato superiore al limite di 35 mg/Kg consentito dalle vigenti disposizioni dell’Unione Europea, raggiungendo soglie di 44 e 57 mg/Kg in 151 bottiglie. Con potenziali conseguenze neurotossiche per l’organismo.

In altre 89 bottiglie, le analisi di laboratorio dell’Ufficio delle Dogane hanno dimostrato la presenza di cannabinoidi estratti dalle infiorescenze della pianta, al posto che dai semi o dall’olio della Cannabis Sativa. L’uso a fini alimentari è vietato dall’attuale disciplina nazionale.

Categorie
news news ed eventi

Onav, ecco Sumav: la prima Scuola Universitaria per Maestri Assaggiatori di Vino


TORINO –
C’è tempo fino al 30 settembre per iscriversi al primo percorso accademico dedicato all’assaggio tecnico del vino. SUMAV Scuola Universitaria per Maestri Assaggiatori di Vino, istituita dal Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino in collaborazione con l’ONAV Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, partirà il prossimo autunno.

Ci sono voluti anni di lavoro e confronto di alcune delle personalità più autorevoli del mondo scientifico e della degustazione enologica per mettere a punto uno strumento di formazione che si preannuncia di altissimo livello.

La scuola si prefigge di fornire ad esperti assaggiatori, tecnici del settore enologico, enologi e sommelier, aggiornamenti e approfondimenti in tema di tecniche e metodologie di assaggio dei vini.

Si potranno acquisire, quindi, tutti gli strumenti per definire le caratteristiche derivanti da espressione varietale, territorio e tecniche di vinificazione, per valutare il livello qualitativo dei vini ed esprimere giudizi ai fini della valorizzazione e promozione nazionale e internazionale.

“Con grandissimo orgoglio – dichiara Vito Intini, Presidente ONAV – vediamo in questo traguardo, tanto desiderato e frutto di anni di duro lavoro, il completamento non solo del nostro ciclo formativo, ma anche della figura stessa dell’Assaggiatore”.

Quello del Maestro Assaggiatore di Vino rappresenta il più prestigioso titoloottenibile in Italia in campo enoico e certifica le massime competenze relative all’assaggio tecnico del vino.

“Si è potuto realizzare grazie al lavoro e all’impegno del nostro Comitato Scientifico e del suo Presidente, il professor Vincenzo Gerbi, con la collaborazione della Vice Presidente Nazionale ONAV Teresa Bordin e del Consigliere Nazionale Gianluigi Corona, ma anche del supporto di tutto il Consiglio Nazionale e del nostro Direttore Francesco Iacono”.

I DETTAGLI
Il corso è organizzato in moduli per un totale di 60 ore, che si svilupperanno nel periodo novembre 2019 -marzo 2020, presso il Campus di Grugliasco dell’Università degli Studi di Torino. Lezioni con accesso a numero chiuso permetteranno a 100 iscritti di ottenere, previo superamento dell’esame finale, il diploma di Maestro Assaggiatore di Vino.

Il corso consentirà di acquisire anche il titolo di Maestro Assaggiatore Onav (3° livello), che potrà essere assegnato soltanto a chi è già Esperto Assaggiatore, qualifica che si ottiene dopo aver frequentato con successo il corso di 2° livello dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.

Categorie
Approfondimenti

Portici Divini: i vini della provincia torinese protagonisti dal 19 al 28 ottobre

Portici Divini, dal 19 al 28 ottobre, porrà un focus esclusivo sulla vitivinicoltura della provincia di Torino. Dieci giorni in cui Torino celebra i vini del suo territorio con incontri, degustazioni ed eventi in cui gli intrecci tra produttori vinicoli d’eccellenza e locali, ristoranti e negozi danno vita a combinazioni inedite, tutte da scoprire e assaporare.

Portici Divini, nei suoi primi tre giorni si svolgerà in sinergia con la kermesse Vendemmia a Torino – Grapes in Town, giunta alla II edizione. Promossa dall’assessorato alla cultura e al turismo della Regione Piemonte e realizzata con la collaborazione della Città di Torino e con il patrocinio della Città Metropolitana.

Vendemmia a Torino si svolgerà dal 19 al 21 ottobre, e porterà nel cuore di Torino, nei palazzi storici, nelle residenze reali e nei musei della città il meglio dell’eccellenza vitivinicola piemontese con degustazioni e masterclass di grandi vini curate da Piemonte Land of Perfection e dai Consorzi di tutela soci. E poi ancora: visite in musei e sedi storiche, workshop, convegni ed appuntamenti in varie location.

Perché la provincia di Torino è anche terra di vini. Esiste un tessuto di produttori di vino del torinese che è vivo, pulsante e vitale. Sono ben sette le denominazioni della provincia di Torino (1 DOCG e 6 DOC): Erbaluce di Caluso, Carema, Canavese, Freisa di Chieri, Collina Torinese, Pinerolese e Valsusa, che danno luogo a trentaquattro tipologie di vini e vanno dai bianchi fermi ai vellutati passiti, passando dagli spumanti ai rossi di pronta beva e da invecchiamento. Una gamma completa e diversificata le cui uve si coltivano dalla pianura alle colline fino ai pendii alpini, con i vigneti della Valle di Susa che raggiungono anche quote superiori ai mille metri.

Portici Divini, promosso dalla Città di Torino, ideato e organizzato da Fondazione Contrada Torino Onlus, sostenuto interamente da Camera di commercio di Torino, è un modo per far conoscere alla città e ai turisti i suoi grandi vini del territorio: dieci giorni di eventi e degustazioni, di connubi tra ristoranti, pasticcerie e, perché no, negozi del centro e produttori di vino; occasioni per incontrare chi lavora la terra e le vigne e discutere di arte e di vino, assaggiando e imparando ad amare i profumi e i sapori della nostra terra.

Categorie
Approfondimenti

Fisar al Salone del Gusto: più di 100 sommelier impegnati a Terra Madre

TORINO – Sono più di 100 i sommelier Fisar – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori – impegnati nella conduzione di degustazioni e laboratori esperienziali gratuiti all’Enoteca di Terra Madre Salone Del Gusto, in Piazza Castello (Torino) da giovedì 20 a lunedì 24 settembre.

Dalle ore 12,00 alle ore 19,00, per tutta la durata del Salone, la corte interna di Palazzo Reale si trasforma in cantina dove degustare oltre 600 etichette. Profumi, sentori, aromaticità, consistenza, terroir di provenienza e sfumature di colore sono solo alcune delle caratteristiche di ogni bottiglia che i Sommelier Fisar raccontano al pubblico in un viaggio alla scoperta delle grandi eccellenze enoiche.

Presenti in degustazione 130 Chiocciole della Guida Slow Wine, vini di cantine che sposano e condividono i valori di Slow Food (organolettici, territoriali e ambientali), e oltre 220 vini premiati al Mondial des vins extrêmes, premio organizzato dal Cervim per promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole “isole montane della biodiversità viticola“ che si caratterizzano per storia, tradizione e unicità, e privilegiano la coltura di vitigni autoctoni.

Significativa anche l’offerta degli Agricoltori, Artigiani Artisti di Triple A, con 100 etichette della ricca selezione di Velier, impegnata negli ultimi anni nella promozione culturale di vigneron che hanno fatto del contatto diretto con la propria terra, dell’artigianalità dei metodi vitivinicoli e degli interventi naturali il proprio modus operandi.

Tra questi spiccano le bottiglie del Presidio georgiano dei vini in anfora,prodotte secondo un antico metodo di vinificazione che prevede il sotterramento di grandi anfore in terracotta per la fermentazione e l’affinamento di vini bianchi e rossi.

Fisar è presente anche ai Laboratori del Gusto per guidare il pubblico alla scoperta dei vini del Progetto Vino, programma che valorizza l’eccellenza della produzione vitivinicola e la cultura enoica italiana attraverso attività di formazione e comunicazione, dedicando particolare attenzione alle selezioni territoriali come Alta Langa – official sparkling wine di Terra Madre salone del Gusto – Montepulciano d’Abruzzo, Franciacorta, Morellino di Scansano e Puglia in Rosé.

Categorie
Approfondimenti

L’Alta Langa Docg Official Sparkling Wine a Terra Madre-Salone del Gusto

TORINO- Le alte bollicine piemontesi del Consorzio Alta Langa accompagneranno anche quest’anno come Official Sparkling Wine l’evento Terra Madre – Salone del Gusto che si svolgerà a Torino dal 20 al 24 settembre.

L’Alta Langa Docg sarà protagonista nel corso della manifestazione con una propria lounge e un banco di degustazione al Lingotto presso il Padiglione 2 N. 2H029 oltre che all’interno di diversi Laboratori del Gusto, nella Fucina Pizza e Pane, nell’Enoteca di Palazzo Reale.

IL PROGRAMMA
21 settembre alle 11 – Lounge Alta Langa – Stand Consorzio Alta Langa (20 partecipanti massimo)
In collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano
“Affinamenti e stagionature: Alta Langa Docg e Parmigiano Reggiano”
Degustazione guidata di bollicine metodo classico di Alta Langa Docg in abbinamento a Parmigiano Reggiano in diverse stagionature.
Si ripete il 24 Settembre alle ore 11

21 settembre alle 14 – Lounge Alta Langa – Stand Consorzio Alta Langa (20 partecipanti massimo)
In collaborazione con il Centro Nazionale Studi Tartufo
“Alta Langa Docg e Tartufo Bianco d’Alba”
In apertura della stagione del Tartufo, analisi sensoriale del Tuber magnatum Pico, il prezioso Tartufo Bianco d’Alba e degustazione guidata di bollicine metodo classico di Alta Langa Docg per un abbinamento di rara e inaspettata eleganza.
Si ripete il 22 e il 23 Settembre alle ore 11 ed il 24 Settembre alle 14

21 settembre dalle 16 alle 17,30 – Sala del Vino – Palazzo della Giunta Regionale in piazza Castello 165
40 partecipanti massimo
Relatori: Gigi Piumatti (Slow Food) e Giulio Bava (Consorzio Alta Langa)
“Il Pinot Nero dell’Alta Langa Docg”
Una degustazione guidata alla scoperta delle cuvée di solo Pinot Nero vinificate in bianco dell’Alta Langa Docg.
La denominazione “gioiello” nel mondo delle bollicine metodo classico presenta sei differenti interpretazioni di questo importante vitigno, declinate secondo le caratteristiche del territorio di provenienza, dell’espressione del millesimo e dello stile di ogni produttore.

In degustazione:
Paolo Berutti millesimo 2014
Mirafiore millesimo 2014
Contratto For England Pas Dosé 2013
Giulio Cocchi Pas Dosé 2011
Tosti Riserva Giulio I 2009
Fontanafredda Vigna Gatinera 2008

22 settembre alle 15 –  Lounge Alta Langa – Stand Consorzio Alta Langa (20 partecipanti massimo)
In collaborazione con Beppino Occelli
“L’Alta Langa Docg e il burro”
L’incontro inedito, semplice e gustoso, tra il celebre burro di panna di centrifuga scremata da latte rigorosamente italiano di Beppino Occelli e le bollicine piemontesi metodo classico Alta Langa Docg.

Alla base del rapporto che lega da  tempo il Consorzio Alta Langa all’associazione Slow Food è una sensibilità affine.

Il Consorzio Alta Langa ha stretto un Patto Immateriale con la propria terra, impegnandosi a custodire il territorio consegnato dagli avi come “fondamento di un ereditato sviluppo antropico educato e civile che nel passato riconosce le ragioni logiche e affettive per progettare il futuro”, per utilizzare le parole dell’estensore del patto medesimo, l’antropologo e accademico Piercarlo Grimaldi dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

Una convergenza che si sostanzierà nel corso dei prossimi mesi in una collaborazione attiva tra il Consorzio e l’Università di Pollenzo per approfondire una ricerca antropologica sul territorio.

La viticoltura e la produzione dell’Alta Langa si sono imposte sin dall’origine regole di sostenibilità e rispetto, in un cammino di buone pratiche che va nella direzione del #FoodForChange, il cibo per il cambiamento, il cibo come strumento per avviare una rivoluzione pacifica e globale, tema dell’edizione 2018 di Terra Madre – Salone del Gusto. 

IL CONSORZIO ALTA LANGA
Quello dell’Alta Langa Docg è oggi un piccolo Consorzio molto attivo: conta 100 soci di cui 25 case spumantiere attive e coinvolte nello sviluppo di un vino, di una denominazione e di un territorio.

Tutti legati da una grande scommessa: quella di un vino che non sarà pronto prima di sei anni dall’impianto e che per questo deve necessariamente essere un vino importante.Innamorati delle loro terre, i soci del Consorzio hanno avviato e difendono una viticoltura sostenibile e armonica al delicato, biodiverso tessuto dell’Alta Langa e dei suoi valori, rispettandone i ritmi naturali.

LE ALTE BOLLICINE PIEMONTESI
L’Alta Langa Docg è lo spumante brut di qualità del Piemonte. Una denominazione ancora piccola, ma con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, nelle “cattedrali del vino” del Canellese, fin dalla metà dell’Ottocento.

Le Alte Bollicine Piemontesi sono bianche o rosé, brut o pas dosé e hanno lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: 30 mesi che diventano 36 per le riserve.

Un vino che si produce solo nelle annate migliori, è esclusivamente millesimato e riporta sempre in etichetta l’anno della vendemmia.

L’Alta Langa bianco ha sfumature da giallo paglierino a oro intenso e aromi che ricordano la vaniglia, il miele, la crosta del pane. Al palato è armonico, lievemente salato.

L’Alta Langa Rosé ha un colore rosa cipria, un profumo speziato, un gusto equilibrato, intenso con note di agrumi.

Un vino gastronomico per abbinamenti eleganti con piatti della tradizione piemontese – dai tajarin al tartufo bianco alla fonduta, dai flan di verdure al fritto misto – e per accostamenti riusciti e inaspettati come quelli con il Parmigiano o le grigliate di verdura e di pesce.

Categorie
Approfondimenti news

Mondial des Vins Extrêmes: il 23 Settembre la premiazione a Torino

Foto di repertorio

TORINO – Si terrà il 23 Settembre a Torino, a Palazzo Madama, la Cerimonia di premiazione della 26esima edizione del Mondial des Vins Extrêmes organizzata dal Cervim.

La premiazione si svolgerà durante il Salone del Gusto-Terra madre in corso dal 22 al 24 Settembre.

Inaugurerà la giornata, alle ore 11, la tavola rotonda “Linguaggi e forme efficaci per promuovere la viticoltura eroica”.A seguire, alle 12.30, la Cerimonia di premiazione che vedrà coinvolti ben 227 vini.

I PREMI
Saranno assegnate 5 Gran Medaglie d’Oro, 130 Medaglie d’Oro, 92 Medaglie d’Argento ai finalisti del concorso selezionati dalla giuria internazionale del concorso internazionale dedicato ai vini eroici che si è tenuta a Sarre (Valle d’Aosta) dal 12 al 14 luglio.

Una selezione delle iniziali 723 etichette partecipanti provenienti da 279 aziende di 19 Paesi vitivinicoli eroici di tutto il mondo: Italia, Austria, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Stato di Palestina, Svizzera, con le novità di Capo Verde, Cile, Israele, Polonia, Repubblica di Macedonia e Slovacchia e con i graditi ritorni del Libano e Kazakistan.

L’elenco completo dei vini premiati è online e disponibile su: http://www.mondialvinsextremes.com/news/l-elenco-dei-vini-premiati-2018.

Tutte le etichette saranno anche in degustazione e a disposizione dei winelovers nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 settembre, dalle 12 alle 24, mentre lunedì 24 settembre dalle 12 alle 19.

IL MONDIAL DES VINS EXTREMES
Il Mondial des vins Extremes è organizzato dal Cervim, in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura e Ambiente della Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Vival (Associazione Viticoltori Valle d’Aosta) e la sezione Ais – Valle d’Aosta, con il patrocinio dell’Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) di Vinofed (Federazione Internazionale dei Grandi Concorsi enologici), e la relativa autorizzazione del Ministero alle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo.

Categorie
news ed eventi

Malbec World Day 2018: appuntamento a Milano

Torna a Milano il Malbec World Day, la giornata dedicata al noto vino argentino, ormai apprezzato in tutto il mondo. L’appuntamento è per il 9 aprile, dalle 15 alle 20.

La location scelta da Via dell’Abbondanza, importatore e distributore dei migliori vini biancoazzurri in Italia, è ancora The Westin Palace di Milano, in piazza della Repubblica, 20.

Sessanta i vini in degustazione, con biglietto d’ingresso fissato a 10 euro. Si va dalle vendemmie 2011 alla 2017, con qualche sforamento tra le annate precedenti, in particolare la 2009.

Saranno 40, invece, i Malbec argentini sottoposti al giudizio (rigorosamente alla cieca) di una giuria che decreterà il miglior Malbec presente sul mercato italiano. Una giuria alla quale prenderemo parte anche noi di vinialsuper.

Un vino corposo, il Malbec. Ma niente paura: a saziare stomaco (e palato) penserà il ristorante argentino El Carnicero di Milano, con una selezione di finger food, previsto per le ore 17. Dietro ai banchi di degustazione saranno presenti i sommelier della delegazione Ais Milano, guidati dal presidente Hosam Eldin Abou Eleyoun.

“Consumi e importazioni del Malbec argentino sono in costante crescita in Italia – evidenzia Federico Bruera, numero uno di Via dell’Abbondanza – tanto è vero che al Malbec World Day 2018 di Milano presenteremo un ventaglio di etichette prodotte da 25 cantine, situate nelle zone più vocate dell’Argentina”.

“Si tratta della settima edizione di questo evento a Milano – aggiunge Bruera – una cosa impensabile agli esordi, che oggi mi riempie di gioia e di orgoglio”.

Tra le cantine sarà presente Matervini, con cui collabora l’italiano Roberto Cipresso. New entry assoluta al Malbec World Day 2018 la Bodega Catena Zapata, una delle cantine più prestigiose in Argentina.

Poi Vinos de Potrero, il progetto enologico del giocatore di calcio argentino Nicolás Andrés Burdisso (ex Inter e Roma, ora in forza al Torino). Di seguito, i nostri migliori assaggi dell’edizione 2017.

http://www.vinialsupermercato.it/malbec-world-day-2017-milano-vino-argentino/

Categorie
news ed eventi

Vino Doc e Docg tarocco: maxi operazione dei Carabinieri in tutta Italia

Duecento litri di vino da tavola messo in vendita come Doc e Docg e 41.048 ettolitri pronti a divenire Doc o Igt. E’ quanto hanno scoperto i Reparti Carabinieri Tutela Agroalimentare,  che nelle ultime ore hanno setacciato 33 aziende vinicole, da Nord a Sud Italia.

Nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, i militari hanno sequestrato 200 litri di vino da tavola posto in vendita come prodotto Doc e Docg (tra questi Prosecco, Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo di Vittoria, Traminer) con apposizioni di false etichette. Una persona è stata denunciata per frode in commercio e contraffazione dei marchi di tutela.

Nelle provincie di Cuneo, Napoli, Pavia, Reggio Emilia, Salerno, Torino, Verona e Vicenza, i controlli dei Carabinieri del nucleo Tutela Agroalimentare hanno consentito il sequestro di vino da tavola per 41.048 ettolitri. Anche in questo caso sarebbe stato presto immesso in commercio come Doc o Igt. Su questo fronte, le indagini sono tuttora in corso e vige il massimo riserbo.

L’attività preventiva dell’Arma nel contesto agroalimentare, finalizzata a garantire l’immissione sul mercato di cibi sicuri e genuini, si è intensificata a ridosso delle festività natalizie. Solo nelle ultime due settimane sono state poste sotto sequestro oltre 4.128 tonnellate fra vino e prodotti alimentari, con sanzioni già emesse per oltre 20 mila euro.

Categorie
Approfondimenti

Alba: Uiv in convengo sul Testo Unico

Un dibattito sul Testo Unico e i relativi decreti attuativi, in un convegno che farà il punto sui risultati ottenuti e gli obiettivi ancora da raggiungere.

Lo organizza Uiv, Unione Italiana Vini, ad Alba. Il tema della disciplina in materia di coltivazione della vite e di produzione e commercio del vino, infatti, continua a tenere banco all’interno del comparto vitivinicolo italiano, anche dopo la sua entrata in vigore lo scorso gennaio 2017 e sarà protagonista di un convegno di alto livello in grado di coinvolgere le massime cariche istituzionali ed esperti del settore.

Il Convegno, organizzato da Unione Italiana Vini, dal titolo “Le novità del Testo Unico del Vino”, si terrà venerdì 27 ottobre, a partire dalle ore 9.00 alle ore 15.30, presso l’Auditorium Centro Ricerche Ferrero (via Pietro Ferrero, 19) di Alba (CN).

La giornata di confronto sarà moderata da Valentina Sellaroli, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino, formatrice decentrata della Scuola Superiore della Magistratura, Struttura Territoriale di Torino, e dal prof Vito Rubino, aggregato di Diritto dell’Unione Europea, Università degli Studi del Piemonte Orientale.

L’incontro vedrà il benvenuto da parte del Presidente di Unione Italiana Vini, Ernesto Abbona e un saluto del Vice Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Andrea Olivero, oltre alla partecipazione di esperti in ambito giuridico-normativo. L’incontro è accreditato dall’Ordine degli Avvocati, dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dall’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale.

Categorie
Approfondimenti

Bacaro tour: il bere “ignorante” diventa “slow” con la linea vini Bakari

Metti assieme un vignaiolo, un enologo, un selezionatore, un ristoratore e un artista. Capirai il senso di una linea di “vini spensierati”, adatti alle occasioni più gioviali. Come i “Bacaro tour”, veri e propri viaggi lampo che prevedono andata e ritorno in una sera e un unico filo conduttore: l’alcol.

Una moda che spopola tra i giovani italiani, soprattutto in regioni del Nord Est come Veneto e Friuli. Un esempio? Partenza da Treviso, arrivo a Venezia. Lì, inizia il tour tra un “bacaro” e l’altro: locali, spesso osterie, in cui i ragazzi consumano vini al calice (ómbre) e piccoli spuntini (cichéti).

“L’intento – spiega Raffaele Bonivento, leader del progetto ‘Bakari #socialmentespensierati’ con un passato da vignaiolo nei cirucuiti VinNatur e Porhos – è quello di creare una linea di vini naturali, fatti bene, a un costo accessibile, che rispondessero a dei requisiti specifici: di facile beva, democratici ma non concettuali, laici e frivoli, privi di sovrastrutture etiche e culturali. In poche parole vini buoni e naturali alla portata di tutti”.

LA SQUADRA
Al fianco di Raffaele Bonivento, una squadra di professionisti del mondo del vino. Damiano Peroni, enologo che da oltre dieci anni lavora come consulente per aziende agricole. Stefano Menti, vignaiolo dell’azienda di famiglia a Gambellara (VI), che lavora in regime biodinamico ed è interprete della Garganega vinificata spontaneamente. Il ristoratore Luca Fullin, oggi ideatore e proprietario del Local, realtà emergente della ristorazione veneziana. E infine Emanuela Tortora, sommelier e illustratrice che si è occupata delle etichette.

Il nuovo marchio si presenta sul mercato con tre vini: Bianco, Rosso, Confondo. Tutti non filtrati, prodotti in quantità limitate, con l’indicazione di anidride solforosa in retroetichetta. Le uve vengono acquistate da produttori in regime biologico, biodinamico o in conversione verso questi regimi.

DOVE DEGUSTARE I VINI BAKARI
Sono diciannove i locali che i fondatori della nuova linea vini Bakari hanno scelto per presentarsi ai “bevitori socialmente spensierati”. Da sabato 24 giugno a sabato 8 luglio 2017 il pubblico potrà quindi conoscere e assaggiare in anteprima i vini nei locali selezionati al costo consigliato di 3 euro.

I locali coinvolti sono: Bacaro Risorto di Venezia; Estro – Vino e Cucina di Venezia; Osteria Plip di Mestre (Ve); DiningRoom di Mestre (Ve); Ristorante Local di Venezia; Hotel Pensione Wildner di Venezia; Misticanza 54 di Monselice (PD); Abituè di Treviso; Assaggi&Beccofino di Mogliano Veneto (TV); Il Punto della bice di Rovigo; Ca’ Bottona di Costermano (VR); Ai Troeggi di Genova; Banco vini e alimenti di Torino; Ristorante Consorzio di Torino; XI Comandamento di Ferrara; Enoteca Pisacane di Cervia (RA); Viva di Trieste; Vinello di Milano; Pura Vida di Mantova.

Categorie
news ed eventi

Caro Gerry, quante domande sul vino a Caduta libera!

Da “Chi vuol essere milionario?” a “Chi vuol essere vignaiolo?”, il passo è breve. Chiedere per credere a Gerry Scotti, che forse chiamerà così il suo nuovo programma in onda sulle reti Mediaset. O forse no? Sarcasmo che sorge in base alle segnalazioni di alcuni attenti lettori di vinialsuper.

Secondo i quali, la terza edizione di “Caduta Libera”, il quiz a premi condotto nel preserale di Canale 5 dallo “Zio Gerry”, sembra essersi trasformata in un gioco sull’enologia. Una metamorfosi tutt’altro che kafkiana.

Da quando il conduttore Mediaset ha annunciato pubblicamente l’avvio della produzione di una linea di vini nel suo Oltrepò Pavese, le domande di “Caduta Libera” – come mai prima – vertono sovente sul mondo del vino.

LA CRONOLOGIA NON MENTE
E’ il 10 aprile quando Scotti presenta in pompa magna alla stampa il suo progetto da “vignaiolo”, in collaborazione con la nota cantina Giorgi di Canneto Pavese (Pv). La notizia viene data in pasto ai media proprio in occasione di Vinitaly, la più importante rassegna nazionale sul vino in programma annualmente a Verona. In sala tanti vip: da Rodolfo “Rudy” Zerbi al maestro Beppe Vessicchio.

C’è addirittura un rappresentante del Gambero Rosso, che interviene al tavolo dei relatori accanto a Gerry Scotti e a Fabiano Giorgi, patron della cantina pavese partner del conduttore Mediaset. Baci, abbracci, applausi. Tutto bellissimo.

Grande ressa, nelle ore successive, allo stand della famiglia Giorgi, nel cuore del padiglione dedicato all’Oltrepò pavese: i vini col “faccione” di Scotti fanno bella mostra sul bancone e lo staff fatica a contenere l’ondata di appassionati e curiosi. Un successo di pubblico, anche se i vini – secondo noi, modesti commentatori – non sono granché.

Vinitaly esaurisce così la sua spinta mediatica. Ma allo Zio Gerry serve meno di un mese per tornare a parlare di vino. E lo fa a “Caduta libera”, per l’appunto. E’ il 5 maggio quando a uno sfortunato concorrente viene chiesto qual è il nome di un noto “Vino rosso dell’Oltrepò pavese”. Dieci lettere. La prima è una “B”, l’ultima una “O”.

E’ il “Barbacarlo”, vino rosso che ha fatto la storia dell’Oltrepò pavese del vino, ma non tanto da essere alla portata “popolare” del target Mediaset delle 19. Tant’è. Gerry assiste alla caduta nella botola del concorrente lodando Lino Maga, padre di questo vino oltrepadano, noto appunto col soprannome di “Signor Barbacarlo”.

Passano appena tre minuti. Scoccano le 19.53. Il canale è lo stesso, il programma pure: Canale 5, “Caduta libera”. “La zona vitivinicola più celebre della California?”, chiede Scotti a un altro concorrente. E’ la “Napa Valley”. E anche in questo caso l’ignaro concorrente scivola sul vino. Sprofondando nella botola.

Si susseguono un altro paio di segnalazioni che giungono alla nostra redazione. Fino alla puntata di stasera, 19 maggio. “Caduta libera” è iniziato da 9 minuti quando il campione di turno decide di sfidare un giovane di un metro e novanta d’altezza, con la camicia blu. Si chiama Marco.

“Da dove vieni?”, chiede Scotti. Il ragazzo è di Santena, vicino Torino. “Cosa fai nella vita?”, incalza poi lo Zio Gerry. “Sono un call center manager“, risponde il giovane. “Di cosa vi occupate?”, chiede un sempre più interessato Scotti. “Vini e creme”, è la clamorosa risposta del concorrente. Bingo.

Un assist che sembra servito sul piatto d’argento. “Vini?”, chiede Scotti. “Perbacco – aggiunge, mettendosi le mani sul petto – che ti dicono dei miei vini? Parlano bene?”. “Sì”, replica il giovane, che in verità tradisce parecchio imbarazzo. “Se dici no si apre la botola subito – scherza Gerry – non c’è nessun problema!”.

Il conduttore, non pago, rincara la dose imitando Adriano Celentano: “Stanno andando forte (i miei vini, ndr), vi ringrazio. Perché li ho fatti col cuore”. Davvero a Gerry Scotti serve tutto questo? Di certo ai concorrenti di Caduta libera serve arrivare in studio preparati. Sul vino.

Categorie
news ed eventi

Cosmofood 2016, dal Prosecco agli spumanti calabresi: bollicine protagoniste

Quattrocentocinquanta espositori tra cantine e aziende produttrici di attrezzature professionali e commerciali di prodotti alimentari. Questo e molto altro è stata Cosmofood, manifestazione svoltasi dal 12 al 15 novembre a Vicenza, di cui vinialsupermercato.it è stata partner. Un pubblico di 42 mila persone ha è stato coinvolto in un ricco programma di oltre cento eventi e corsi semi professionali. Senza dimenticare degustazioni e seminari con ospiti illustri del mondo del food, come Ernst Knam.

Ma partiamo nel nostro raccontò tra le varie aziende di vino e non, addentrandoci nel mondo della birra. Due le realtà degne di nota tra quelle “industriali” e “garage”: il birrificio Engel e Tum. Il birrificio Engel, naturalmente di nazionalità tedesca, ha una produzione industriale che definiremmo “limitata”: la grande richiesta di questa birra di qualità ne limita la disponibilità. Un birrificio molto ricercato e in crescita, che sfodera interessanti Pils, Bock, Hell, oltre alla pluripremiata Gold.

L’azienda agricola Tum, di provenienza piemontese, più precisamente di Cavour, in provincia di Torino, si presenta con una base birra molto chiara e acida, sulla tendenza di birre antiche. Ma con un concetto giovanile e versatile: miscelare questa birra con vari sciroppi e aromatizzazioni.

Finito questo piccolo passaggio nel mondo delle birre ci avviciniamo naturalmente a ciò che più cattura il nostro interesse: il vino e i suoi produttori. Un viaggio che non poteva che iniziare da una bollicina, tra le più rappresentative della regione ospitante, il Veneto. Ci troviamo nello stand dell’azienda San Gregorio in Valdobbiadene, che produce Prosecco e non solo da generazioni. Un’azienda che ben si distingue con una sorpresa di ottima fattura. Una Docg ferma, ai più sconosciuta: la denominazione Prosecco Tranquillo, vino 100% Glera che si presenta al naso con tutte le caratteristiche olfattive di un Prosecco, ma che esalta la parte gustativa spesso celata, nel Prosecco “tradizionale”, dalla carica invasiva di anidride carbonica.

Superata la parte delle bollicine Charmat, ci avviciniamo a una delle bollicine italiane più in voga del momento: quella Franciacorta. Anche qui, ecco la sorpresa: quella di un’azienda che propone un ‘Metodo Solera’ per la produzione dei propri vini. Parliamo di Riva di Franciacorta. Naturalmente produttori delle varie declinazioni di Franciacorta, ben si fa apprezzare il Satén.

Ci spostiamo poi nel cuore dell’enologia italiana. Siamo in Umbria per conoscere la storia del Montefalco Sagrantino e delle cantine Rialto. Una realtà attiva dagli anni Cinquanta, che con passione coltiva non un vitigno ma una pianta definita ‘Sacra’, il Sagrantino appunto, capace di dare vita a una versione passita tradizionale, per poi essere “trasformata” anche nella classica versione secca.

Il viaggio enologico prosegue poi in Calabria, regione sempre poco citata, ma che produce ottime varietà, incontrando iGreco: azienda di qualità, si è fatta conoscere e premiare per i propri vini sul palcoscenico nazionale. Originaria di Cariati, in provincia di Cosenza, si presenta con diverse etichette tra cui spiccano alcuni spumanti di Greco bianco e Gaglioppo, oltre alle declinazioni classiche di bianco fermo di Greco e Nero di Calabria. Questa interessante azienda calabrese produce anche una versione di Gaglioppo che entra nel marchio WRT- Wine Researcher Team, un protocollo di vini con un regime rivolto alla naturalezza e alla chimica ridotta all’osso, sia in vigna che cantina.

Concludiamo il nostro tour al cospetto di sua maestà, l’Amarone. Vino della tradizione veneta, ma vinialsupermercato.it ama stupire. Segnalando questa volta un’azienda con uno sguardo rivolto al futuro di questo vino. Parliamo de Le Calendre, produttori in Valpolicella che si rendono protagonisti di un concetto di vino fresco e moderno, ma allo stesso tempo con la voglia di riscoprire vitigni antichi, che possono differenziare la produzione. Una riscoperta che punta a integrare uvaggi come la Corbina, la Croatina e la Turchetta, vinificati in cemento vetrificato e sottoposti a leggeri filtraggi, solo nel pre imbottigliamento.

Categorie
a tutto volume news

Eataly Lingotto, nuova cantina da 5 mila etichette

Il 27 gennaio 2007 il primo Eataly, a Torino Lingotto nell’ex opificio Carpano, apre al pubblico. Sono ormai passati quasi dieci anni ma la sede di Torino mantiene ancora oggi un ruolo centrale. Per festeggiare al massimo dello splendore “dieci anni di maturità”, Eataly Lingotto punta su una nuova cantina. Più di 5 mila etichette a scaffale, che faranno bella mostra assieme al Wine Bar Pane & Vino, alla Birreria e al ristorante stellato Casa Vicina. La casa del vino di Eataly Lingotto si estende su più di 2 mila metri quadrati, “dedicati al bere bene mangiando bene, seguendo i 3 pilastri di Eataly: comprare, mangiare e imparare”. La Cantina di Eataly Lingotto è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22.30. Il venerdì e il sabato sera è eccezionalmente aperta fino alle ore 00.30.

“Bisogna avere il coraggio per cambiare e sono orgoglioso che Eataly Lingotto l’abbia avuto – afferma il patron Oscar Farinetti -. Arrivati al traguardo dei 10 anni, è stato dato nuovo lustro alla mamma di tutti gli Eataly e questo tenendo fede ai valori che da sempre ci contraddistinguono: l’impegno ma anche la leggerezza e naturalmente l’armonia, il valore al quale Eataly Lingotto è dedicato”. “La nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà da esempio per gli altri punti vendita”, conferma Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly. “È un negozio nel negozio – continua – che celebra le più grandi produzioni italiane raccontandone la ricchezza, la bontà e la bellezza. La varietà di proposte di alta qualità in un solo luogo è ciò che rende unica Eataly e anche la Cantina prosegue in questa direzione”.

LA NUOVA CANTINA
Le oltre 5 mila etichette provenienti da più di 30 stati rappresentano al meglio la produzione nazionale e internazionale. Si va dallo Spazio Bollicine, dedicato ai migliori marchi del Metodo Classico, ai rinomati Champagne, ma anche agli ad eccellenti Prosecco e spumanti italiani, per passare poi agli scaffali che ospitano 30 mila bottiglie di vini di 40 regioni del mondo, con una particolare attenzione alle grandi eccellenze piemontesi, Barolo e Barbaresco. La Zona Cult custodisce le bottiglie più preziose, tra le quali più di dieci annate storiche di Barolo del secolo scorso. Per gli amanti della birra non manca naturalmente un’ampia selezione delle produzioni italiane e internazionali di alta qualità: più di 11 mila bottiglie, di cui 6 mila artigianali italiane. Infine, la Cantina di Eataly propone anche oltre 500 etichette di spirits: dal torinese Vermouth alle grappe, rum, whisky e molto altro.

La Cantina non è però solamente degli alcolici ma è anche quella di stagionatura dei salumi e dei formaggi: il Culatello di Zibello, il prosciutto di Parma, Il Castelmagno e le altre eccellenze norcine e casare, in vendita al banco e in degustazione presso i Ristorantini al piano superiore, sono conservate ed esposte in un angolo aperto al pubblico e ricco di fascino, dove immergersi negli odori e nei profumi tipici dei territori e dei luoghi in cui si affinano queste bontà tutte italiane. I clienti possono inoltre scegliere il formaggio o il salume che preferiscono, acquistarlo e far concludere la stagionatura nelle Cantine di Eataly: un’opportunità unica!

PANE&VINO: IL NUOVO WINE BAR DI EATALY
L’offerta della Cantina di Eataly si amplia con una nuova proposta di ristorazione. Pane&Vino è il luogo ideale per degustare un ottimo calice di vino e, se lo si desidera, in accompagnamento un gustoso tagliere, un veloce antipasto o un piatto gourmet. Nel Wine Bar di Eataly Lingotto i clienti possono scegliere tra le più di 100 etichette presenti in Carta, 8 grandi vini al calice e, se preferiscono la bottiglia, tutta la Cantina sarà a loro disposizione. Per non rimanere a stomaco vuoto, Pane e Vino propone le Tapas del Mercato, stuzzicherie preparate con gli Alti Cibi in vendita nel Mercato di Eataly, gli Specialmente, una selezione dei migliori formaggi e salumi e i Vicini, i piatti stellati di Claudio e Anna del ristorante Casa Vicina.

LA BIRRERIA DI EATALY
Dopo New York e Roma, arriva anche a Torino la Birreria di Eataly. Ogni giorno viene proposta una selezione delle migliori produzioni brassicole italiane e internazionali:16 birre alla spina che ruotano ogni mese, 40 in bottiglia nella Carta dedicata e persino la possibilità di scegliere a scaffale l’etichetta preferita. In accompagnamento gli ottimi hamburger nel panino nelle versioni di carne – naturalmente de La Granda – pesce o verdure. E poi gli sfizi, croccanti crostini del pane appena sfornato dal forno a legna di Eataly e farciti con una selezione degli Alti Cibi, e naturalmente i fritti, perfetti con una fresca birra.

LA FAMIGLIA VICINA
Fiore all’occhiello della Cantina di Eataly è il ristorante Casa Vicina. Ristoratori da sempre, la famiglia Vicina guida il ristorante stellato di Eataly Lingotto, tenendo alti i valori che la contraddistinguono sin dal 1902: eccellente qualità delle materie prime, unione tra tradizione e territorio ma anche attenzione all’innovazione e alla soddisfazione del cliente. Claudio Vicina, quarta generazione in cucina, porta avanti il nome di famiglia con Anna e con la preziosa figura del fratello Stefano, responsabile di sala: un’unione premiata con una Stella Michelin, che brilla in tutti i loro piatti. Infine, la nuova Cantina di Eataly Lingotto sarà il palcoscenico di numerose attività didattiche per imparare qualcosa di più sul mondo del bere: cene con i produttori vitivinicoli, lezioni e incontri di degustazione. Il programma sarà presto disponibile su www.torino.eataly.it.

Categorie
Approfondimenti news

Salone del Gusto 2016, la Chiocciola inciampa a Torino. Mercato confuso, enoteca poco “Slow”

Volevamo sorvolare, sornioni. Ma l’amore per la verità, che è l’unico vero caposaldo di questo portale del vino e dell’enogastronomia italiana, ha avuto la meglio. Anche oggi. E allora non possiamo che commentare, anche noi di vinialsupermercato.it, l’edizione 2016 del Salone del Gusto di Torino. Partecipazione è in primis sinonimo di “acceso”, per tutti. Ci spiace dirlo, ma l’edizione 2016 del Salone del Gusto di Torino è parsa più una riedizione allargata di Cheese di Bra: mal venuta, confusa. Per carità, ottimo livello degli espositori confermata rispetto alle edizioni precedenti. Ma, per dovere di cronaca, il Mercato Slow al Parco del Valentino è parso un’accozzaglia di piccoli produttori (affiancati per la verità da marchi ultranoti) sotto gazebo tutti uguali, che poco potevano valorizzare l’esposizione e la spettacolarizzazione dei presidi Slow, apprezzata al Lingotto nelle precedenti edizioni.

Anche Slow Food cade, insomma, nell’errore della standardizzazione, tipica della più becera Gdo. Per non parlare dell’enoteca self service ‘meccanizzata’ a Palazzo Reale: quattro sommelier Fisar non fanno il ‘monaco’ davanti a una muraglia di sterili dispenser di vino, tristi e anonimi. Neppure se a pagargli lo ‘stipendio’ sono i soliti soloni di Slow Wine, la cui opera migliore, ultimamente, sembra la critica ai vini Lidl. In sintesi: che delusione, Slowfood. L’ennesima occasione persa da questo “movimento” che, negli anni, sta venendo meno in quanto a credibilità. Anche nella sua Torino.

Di fronte alle pompose dichiarazioni di Carlo Petrini, soddisfatto dalla riuscita dell’evento fuori dalle porte del Lingotto, rimaniamo perplessi. E con tante domande. Ma forse, nell’era 2.0 della comunicazione e del fast food, anche chi cammina Slow si accontenta di code chilometriche ai food track che sfornano comunissime piadine (ma Slow), comunissimi panini (ma gourmet), e comunissime birre (ma “artigianali”). L’ennesima dimostrazione che, a parole, son bravi tutti. L’insegna, che vale più dell’assortimento. Addio, Slow life.

Categorie
news ed eventi

Martedì 21 Giugno tra spumanti e moscati a Torino con GoWine

Torna a Torino l’evento Go Wine dedicato alle bollicine italiane e al Moscato nelle sue diverse espressioni. Presso l’hotel Connection di Piazza Carlina saranno allestite due sale ricche di banchi d’assaggio, in parte gestiti dai produttori. In una sala saranno protagoniste le bollicine, metodo classico o charmat prodotte in diverse regioni e ottenute tramite la vinificazione di diversi vitigni. Nell’altra sala invece sarà possibile apprezzare le selezioni del Moscato Wine Festival con la promozione del Moscato d’Asti e altri vini da uve Moscato espressione dei diversi terroir di aziende che lo producono da nord a sud dell’Italia. Alcuni vini, delle aziende non presenti saranno presenti in formula enoteca.

Aziende presenti:


BATASIOLO – La Morra (Cn)
CANTINA COMUNALE DEI VINI DI CALOSSO – Calosso (At)
CA’ DEL PRETE – Pino d’Asti (At)
CASTELLO DEL POGGIO – Portacomaro (At)
CRIOLIN – Castagnole delle Lanze (At)
GOSTOLAI – Oliena (Nu)
IVALDI – Nizza Monferrato (At)
PIAZZO COMM. ARMANDO – Alba (Cn)
SANT’ANNA DEI BRICCHETTI – Costigliole d’Asti (At) 
TENUTA CA’ BOLANI – Palmanova Grado (Ud)
TENUTA CHICCHERI – Tregnago (Vr)
TENUTA IL BOSCO – Oltrenero – Zenevredo (Pv)
TERRABIANCA – Mango (Cn)

Nelle enoteche tematiche in degustazione i vini:

La selezione del Moscato d’Asti


MOSCATO D’ASTI 2015 – ADRIANO MARCO E VITTORIO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2015 – PRUNOTTO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2015 – TENUTA LANGASCO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2015 – GRASSO FRATELLI – Treiso (Cn)
MOSCATO D’ASTI “SOLATIO” 2015 – ROBERTO SAROTTO – Neviglie (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2015 – LA MORANDINA – Castiglione Tinella (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2015 – DOGLIA GIANNI –Castagnole Lanze (At)
MOSCATO D’ASTI 2015 – TENUTA SAN MAURO – Castagnole Lanze (At)
MOSCATO D’ASTI “SPATUSS” 2015 – TERRENOSTRE – Cossano Belbo (Cn)
MOSCATO D’ASTI “TENUTA DEL FANT” 2015 – TENUTA IL FALCHETTO – S. Stefano Belbo (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2015 – CASCINA CASTLET– Costigliole d’Asti (At)
MOSCATO D’ASTI VALDISEWRRE 2015 – ISOLABELLA DELLA CROCE – Loazzolo (At)
MOSCATO D’ASTI “NIVOLE” 2015 – MICHELE CHIARLO – Calamandrana (At)
MOSCATO D’ASTI “MUSCATE’ BIANC” 2015 – CANTINA MARANZANA – Maranzana (At)
MOSCATO D’ASTI “SCRAPONA” 2015 – MARENCO – Strevi (Al)

I moscato d’Italia

VALLE D’AOSTA

VALLE D’AOSTE MOSCATO BIANCO 2015 – CHATEAU FEUILLET – Saint Pierre (Ao)
VALLE D’AOSTE MUSCAT PETIT GRAIN 2015 – GROSJEAN FRERES – Quart (Ao).

LOMBARDIA

OLTREPO’ PAVESE MOSCATO LA GENISIA RASEIDORATO 2015 – TORREVILLA – Torrazza Coste (Pv)
MOSCATO IGT PROVINCIA DI PAVIA 2015 – REBOLLINI – Borgoratto Mormorolo (Pv)
MOSCATO IGT PROVINCIA DI PAVIA 2015 – VERDI PAOLO – Canneto Pavese (Pv)
LUCELIO, MOSCATO GIALLO DELLA BERGAMASCA IGT – ELIGIO MAGRI – Torre de’ Roveri (Bg)

TRENTINO: TRENTINO MOSCATO GIALLO 2015 – DE TARCZAL – Isera (Tn)
TRENTINO MOSCATO GIALLO MONFORT 2015 – CANTINE MONFORT – Lavis (Tn)

MOSCATO GIALLO IGT VALLAGARINA BIANCO 2015 (BIO VEGAN) VALLAROM – Avio (Tn)

TRENTINO MOSCATO ROSA 2014 – ZENI ROBERTO – San Michele all’Adige (Tn)

ALTO ADIGE

ALTO ADIGE MOSCATO GIALLO PASSITO “VINALIA” 2013 – CANTINA PRODUTTORI BOLZANO – Bolzano (Bz)

VENETO

MOSCATO SPUMANTE DOLCE “INCROCIO MANZONI 13-0-25” 2015 – CASA ROMA – S. Polo di Piave (Tv)

COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO SPUMANTE 2015 – CA’ LUSTRA – Cinto Euganeo (Pd)
COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO PASSITO “ZANOVELLO” 2010 – CA’ LUSTRA

MARCHE: BIANCO NERO 2014 – MORODER – Ancona

UMBRIA

MOSCATO DELL’UMBRIA PASSITO Igt “SCIALO” 2010 – DIONIGI – Bevagna (Pg)

LAZIO

MOSCATO DI TERRACINA (secco) “OPPIDUM” 2015 – CANTINA SANT’ANDREA – Terracina (Lt)
LAZIO IGT SPUMANTE OPPIDUM 2015 – CANTINA SANT’ANDREA

ABRUZZO

MOSCATO DOLCE SPUMANTE “SPLENDORE” – CANTINA COLLE MORO – Frisa (Ch)
PLAISIR MOSCATO SPUMANTE DOLCE – CICCIO ZACCAGNINI – Bolognano (Pe)
PLAISIR MOSCATO PASSITO COLLINE PESCARESI IGT 2014 – ZACCAGNINI 

MOLISE

MOLISE MOSCATO “APIANAE” 2012 – DI MAJO NORANTE – Campomarino (Cb)

PUGLIA

MOSCATO DI TRANI “PIANI DI TUFARA” 2015 – RIVERA – Andria (Bt)

BASILICATA

“TERRE DI ORAZIO” DRY MUSCAT 2015 – CANTINA DI VENOSA – Venosa (Pz)
LA POSTILLA SPUMANTE (Metodo Charmat) – CANTINE DEL NOTAIO – Rionero in Vùlture (Pz)

CALABRIA

MASTRO TERENZIO PASSITO 2008 – FEUDO DEI SANSEVERINO – Saracena (Cs)

SICILIA

TERRE SICILIANE IGP MICOL 2015 (moscato secco biologico) – FAUSTA MANSIO – Siracusa

MOSCATO DI SIRACUSA “AULOS” 2015 – BLUNDO GAETANO – Siracusa 

MOSCATO PASSITO DI NOTO “AURANTIUM” 2014 – GIASIRA di Giovanni Boroli – Rosolini (Sr)

MOSCATO DI PANTELLERIA “KABIR” 2015 – DONNAFUGATA – Marsala (Tp)
MOSCATO DI PANTELLERIA “NARDINO” 2012 – MINARDI – Pantelleria (Tp)
PASSITO DI PANTELLERIA “KARUSCIA” 2009 – MINARDI

SICILIA IGT MOSCATO “RA’IS” 2011 – BAGLIO DI PIANETTO – Santa Cristina di Gela (Pa) 

MOSCATO IGP SICILIA VINO LIQUOROSO HERITAGE 2012 – FRANCESCO INTORCIA & FIGLI – Marsala (Tp)

SICILIA IGT PASSITO 2011 – COLOSI – Messina

SARDEGNA

MOSCATO DI TEMPIO – CANTINA GALLURA – Tempio Pausania (Ot)
A MEDAS ANNOS 2013 – GOSTOLAI – Oliena (Nu)

Le distillerie

GRAPPA DELLA DONNA SELVATICA INNAMORATA DEL MOSCATO 2015 – DISTILLERIA LEVI SERAFINO – Neive (Cn)
GRAPPA DI MOSCATO – DISTILLERIA REVEL CHION – Chiaverano (To)
GRAPPA DI MOSCATO – DISTILLERIA SIBONA – Piobesi d’Alba (Cn)

Ed ancora gli altri spumanti al banco d’assaggio (le aziende in enoteca, in ordine alfabetico):


BELLENDA – Vittorio Veneto (Tv)
Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Brut SAN FERMO
Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Extra Dry MIRAVAL

BENFORTE – Cupramontana (An)
QUATTORDICI, Spumante Brut da uve verdicchio

GIGANTE ADRIANO – Corno di Rosazzo (Ud)
PRIMA GIALLA, da uve Ribolla Gialla
PRIMA NERA, da uve Schioppettino

LA TORDERA – Vidor (Tv)
Valdobbiadene Dry Millesimato TITTONI
Spumante Brut Rosè GABRY

LE VIGNE DI ALICE – Vittorio Veneto (Tv)
Prosecco Superiore Brut Doro Nature

RINALDINI, AZ. AGR. MORO – Sant’Ilario Enza (Re)
IL MIO ROSA, Spumante Rosè Extra Dry (malvasia, lambrusco salamino, lambrusco marani)
PJCOL ROSS, Spumante Rosso Brut (lambrusco pjcol ross)

VERDI PAOLO – Canneto Pavese (Pv)
OP Metodo Classico Vergomberra Extra Brut 2011

VEZZOLI – Erbusco (Bs)
Franciacorta Brut S.A. 

VILLA M – La Morra (Cn)
Cuvèe Dolce (da uve moscato spumante dolce metodo charmat)
Rosè Filtrato Dolce (da uve moscato e brachetto)

ZACCAGNINI – Bolognano (Pe)
Spumante Extra Dry Rosè “Aster”

ZUCCHI SOCIETA’ AGRICOLA – San Prospero (Mo)
Lambrusco di Sorbara Rito 2015 (charmat 100% Sorbara)

Programma e orari:

Ore 17,00: Work-shop e degustazione riservata a operatori di settore e giornalisti;

Ore 18,30-22,30: Apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati invitati per l’occasione.

Nel corso della serata breve conversazione di presentazione del’evento. Il costo della degustazione è di € 15,00 (Riduzioni: € 10,00 Soci Go Wine, € 12,00 Soci associazioni di settore che mostreranno all’accredito la tessera di iscrizione ad una delle associazioni). L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata (benefit non valevole per i soci familiari).  L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2016. ATTENZIONE: Per una migliore accoglienza è consigliabile confermare la presenza alla serata ed il numero degli eventuali accompagnatori all’Associazione Go Wine, telefonando al n° 0173/364631 oppure inviando un fax al n° 0173/361147 o una e-mail a stampa.eventi@gowinet.it entro le ore 12 di martedì 21 giugno p.v.

Categorie
news ed eventi

Pic nic in the city. Il cemento mangia la campagna

L’Italia ha perso il 15 per cento delle campagne per effetto dell’abbandono e della cementificazione provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha causato la scomparsa di 2,6 milioni di ettari di terra coltivata negli ultimi 20 anni, pari ad almeno 400 campi da calcio al giorno. E’ quanto denuncia la Coldiretti in occasione del blitz di agricoltori e allevatori in città nel giorno tradizionalmente dedicato alle scampagnate per denunciare gli effetti delle profonda crisi che ha colpito settori importanti dell’agricoltura, con l’abbandono delle campagne e la chiusura delle stalle italiane. Gli agricoltori della Coldiretti hanno scelto di occupare piazza Palazzo di Città nel pieno centro di Torino, la prima capitale d’Italia, per riaffermare il contributo dell’agricoltura al Paese proprio nel giorno in cui tradizionalmente milioni di cittadini apprezzano le bellezze delle campagne e gustano i prodotti della terra e dell’allevamento nei tradizionali picnic fuori porta. Una tradizione che rischia di sparire insieme a centinaia di migliaia di aziende agricole e allevamenti italiani sotto l’attacco delle politiche comunitarie e delle distorsioni di mercato.
GLI SLOGAN
“Senza campagna muoiono anche le città”, “agricoltura vuol dire cibo, ambiente e salute”, “Un prezzo etico e giusto per il latte”, “Salviamo la fattoria Italia dalle speculazioni” sono alcuni degli slogan della mobilitazione con la distribuzione gratuita ai cittadini di formaggi e yogurt, rigorosamente Made in Italy ma anche l’offerta di consigli per fare scelte di acquisto consapevoli, a tutela della salute, dell’occupazione dell’economia e del territorio. Nella piazza è allestito il mercato degli agricoltori di campagna amica che hanno lasciato le proprie aziende per portare i prodotti della terra direttamente ai consumatori. Il frutteto italiano, come riferisce la Coldiretti si è ridotto di un terzo (-33%) negli ultimi quindici anni con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti. Perdite che rischiano di far soffiare all’Italia il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea. La situazione, sempre secondo i dati in possesso di Coldiretti, non è migliore per le fattorie da dove sono scomparsi 2 milioni di animali tra mucche, maiali e pecore negli ultimi dieci anni con il pericolo di estinzione per le razze storiche e lo spopolamento delle aree interne e montane, ma a rischio c’è anche il primato dell’enogastronomia Made in Italy con la dipendenza dall’estero che per carne, salumi, latte formaggi che è vicina al 40%. Minacciate di estinzione – precisa la Coldiretti – ben 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale della precedente programmazione. Ma in pericolo – continua la Coldiretti – sono anche pezzi pregiati dell’enogastronomia nazionale che può contare sul primato mondiale con 49 formaggi a denominazione di origine protetta (Dop) riconosciuti dall’Unione Europea addirittura davanti alla Francia che ne possiede solo 45.
UE SOTTO ACCUSA
Sotto accusa la normativa comunitaria che consente di spacciare come Made in Italy prodotti importati dall’estero per la mancanza di norme chiare e trasparenti sull’etichettatura di origine. La mancanza di trasparenza in etichetta sulla reale origine colpisce salumi e formaggi ma anche il latte a lunga conservazione. Il risultato è che vengono spacciati come italiani prodotti di origine straniera con gli inganni del finto Made in Italy che riguarda – stima la Coldiretti – due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle. Una concorrenza sleale che fa abbassare i prezzi riconosciuti ad agricoltori ed allevatori italiani al di sotto dei costi di produzione e provoca la chiusura di aziende e stalle. Occorre cogliere l’opportunità per cambiare le norme comunitarie nel senso della trasparenza con una azione sinergica tra Italia e Francia, alla quale è stata già concessa l’autorizzazione dalla Commissione europea per l’etichettatura di origine per i derivati del latte e della carne. Non è un caso – conclude la Coldiretti – che secondo la consultazione pubblica on line del Ministero che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015 l’89 per cento dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari e l’87% per le carni trasformate.
E nonostante questi dati sconfortanti, con un balzo record del 15 % è l’agriturismo a far segnare tra tutte le destinazioni il maggior incremento delle presenze per la Pasqua. Sono circa 350mila gli italiani che hanno scelto questa tipologia di ristorazione per il tradizionale pranzo, per conciliare la buona tavola con la possibilità di stare all’aria aperta, lontano dalle preoccupazioni. E’ quanto stima Terranostra della Coldiretti nel sottolineare che “la scelta di vacanze brevi o di semplici gite fuori porta favorisce la campagna, per mangiare, per fare un scampagnata o per fermarsi qualche giorno”.
Categorie
Approfondimenti

Torino, delude “In vino veritas”: più food che wine. Bollicine calde, Brunello esaurito

C’eravamo anche noi alla manifestazione “In vino veritas”, andata in scena a Torino lo scorso weekend. Arriviamo a metà pomeriggio, l’ambiente è molto grande e c’è poca gente.

La prima cosa che notiamo è che effettivamente, come lamentano in molti commentando sul web le edizioni precedenti, il vino ha poco spazio, a dispetto della parte food truck che occupa quasi la totalità dell’area.

Alla cassa è possibile acquistare una “promo” di 6 ticket, che comprende calice e borsina per soli 10 euro, oppure singoli ticket a due euro con il vino servito in bicchieri di plastica.

Notiamo curiosamente molti avventori muniti di bicchiere in plastica, con le narici affondate all’interno, alla ricerca di chissà quale profumo: divertente risvolto, che forse la dice già lunga sul target della manifestazione torinese.

Più in là un bel tabellone in stile “Sagra di paese”, con l’elenco dei vini e il loro codice: sembrano 95, ma in realtà alcuni numeri non esistono. Probabilmente il foglio è un filtro maldestro dell’elenco totale dei vini gestiti dagli organizzatori, che variano a seconda della città ospitante.

I CONTI CHE NON TORNANO

Morale: i vini serviti sono 64, la metà di quelli indicati e pubblicizzati, non ultimo sulla pagina Facebook dell’evento. Le cantine sono solo 33 e non 45, le regioni rappresentate 13, più la Francia. Tra le regioni la padrona, giustamente, è il Piemonte con 19 etichette, seguita da Lombardia e Trentino con 8 etichette, 5 per la Toscana, 4 per il Veneto, 3 per Friuli, Marche, Campania e Sicilia, 2 etichette della Sardegna, Francia e Valle d’Aosta.

Un solo rappresentante per Emilia Romagna e Puglia. Chiediamo un po’ in giro alle persone cosa stanno bevendo. Una coppia ha scelto il Cannonau Sella & Mosca: sono piemontesi e le cantine presenti non sono le migliori per loro, per questo – dicono – si sono “buttati sul sicuro”. E come dargli torto? Incrociamo qualche Syrah.

Tanti Dolcetto e Nebbiolo. I rossi piemontesi vanno per la maggiore tra i nostri intervistati. Ci muniamo di ticket e andiamo a saggiare le doti dei sommelier. I vini in fila come soldatini, con il loro numerino sembrano un misto tra premi della pesca di beneficienza e bersagli da gioco delle giostre. Ma siamo qui per degustare.

Quattro ticket per provare una bollicina: scegliamo un metodo classico Pinot Nero Monsupello. Tragedia. Il vino è aperto da chissà quanto, caldo. E per il perlage bisogna rivolgersi a “Chi l’ha visto”. Insomma, tanto per cambiare l’Oltrepò Pavese massacrato, senza colpa (stavolta). Chiediamo al giovane dietro al bancone cosa va per la maggiore, tra le bollicine.

Ci risponde che Prosecco di Valdobbiadene e Chardonnay del Piemonte vanno alla grande, costano entrambi due ticket. A Milano, ci dice, “il Franciacorta era molto richiesto, qui non lo vuole nessuno, anche i rosè non vanno, ma nemmeno a Milano”. Aggiungiamo noi, a posteriori, che probabilmente non vuole nessuno nemmeno il Pinot dell’Oltrepò a giudicare dal suo stato decrepito. Ci buttiamo sui rossi.

DEGUSTAZIONI SHOCK

Quattro ticket per un Amarone “novello” del 2012 appena presentato: davvero uno spreco. Altri 4 ticket per un Taurasi che avrebbe avuto qualcosa da dire, servito meglio. Tre ticket per un rosso di Montepulciano senza infamia e senza lode.

Non ci siamo, nessun vino è servito a temperatura, nessun aroma, sensazioni tattili completamente stravolte. Chiediamo anche qui che aria tiri tra i rossi. Il Brunello è finito, era tra i più richiesti dopo i piemontesi. Mediamente vanno a ruba i vini serviti in cambio di due ticket. Effettivamente, usufruendo della “promo” era possibile bere tre calici con sei ticket e le proposte “economiche” sono la metà.

Continuiamo con le interviste, qualche anziano sta degustando un Sangue di Giuda, qualcuno una Malvasia. Ci dicono che nel pomeriggio preferiscono questo tipo di prodotto. Due ragazzi hanno provato il Pinot Nero, ma ne sono rimasti “un po’ delusi”.

Aggiungono che “nei paraggi ci sono eventi migliori dedicati al vino, ci invitano anzi provare una birra artigianale che merita”. Decidiamo di accettare l’invito, anche perché, forse, una birra ghiacciata è quello che ci vuole con lo street food che la fa da padrone, nel piatto. Si è fatto tardi, ci sediamo con la nostra birra e il nostro hamburger di cinta senese. Di fianco a noi una coppia non giovanissima, con due birre medie. “Niente vino?”, chiediamo loro. “No no”. Sono sommelier Ais.

“Nessun vino merita – ci dicono – siamo qui giusto per passare qualche ora diversa”. “Si salvano giusto due o tre vini – aggiungono – che non prendiamo perché li conosciamo già”. Non servono altre conferme. Effettivamente il vino sembra più uno specchietto per le allodole, ben presente nel nome stesso della manifestazione. Nessun produttore presente, poche informazioni. La festa è gradevole, i prezzi un po’ cari, ma in linea con eventi del genere. Diciamocelo, insomma: le degustazioni del vino sono tutt’altro.

Categorie
news ed eventi

”In vino veritas” debutta a Torino, weekend all’insegna del vino

Al via da stasera 19 Febbraio fino alla mezzanotte di Domenica 21, presso l’area MRF Mirafiori di Corso Settembrini a Torino la manifestazione ”In Vino Veritas”.
Tre giorni all’insegna di vino, cibo e spettacolo faranno rivivere una delle area post industriali più grandi della città. Circa 40 aziende vinicole italiane per un totale di 120 etichette e 30 truck food per soddisfare qualsiasi voglia di dolce o salato: goloserie da nord a sud, dall’arancino al bretzel.
L’ingresso è gratuito, le degustazioni a pagamento con l’acquisto dei ticket. Squadre di sommelier guideranno gli eno appassionati tra vini di eccellenza italiana. Tra gli altri sarà possibile gustare i pregiati rossi piemontesi di Ca’ del Baio, Ceretto, Gianni Doglia, Pira Luigi e Rivetto, i rosè del Trentino di Kossler e Merotto, le bollicine lombarde di Betella e Monsupello e i bianchi del Veneto rappresentati da Ca’ Rugate. Inoltre sarà  possibile partecipare a corsi di degustazioni guidati dal sommelier Renato Stella. (Foto La Stampa)

Exit mobile version