Categorie
degustati da noi news news ed eventi vini#02

Hofstätter, 2024 da incorniciare: due nuovi cru e futuro luminoso con Niklas Foradori

Hofstätter, 2024 da incorniciare due nuovi cru e futuro luminoso con Niklas Foradori Pinot Nero 2022 Barthenau Vigna Herbsthöfl e il Gewürztraminer 2022 Vigna Castello Rechtenthal
Due nuovi vini da cru: il Pinot Nero 2022 Barthenau Vigna Herbsthöfl e il Gewürztraminer 2022 Vigna Castello Rechtenthal. Ma soprattutto una nuova certezza, che sa di futuro luminoso: il definitivo ingresso in azienda di Niklas Foradori, 27 anni, accanto al padre Martin, alla madre Beatrix e alla sorella Emma. Tenuta J. Hofstätter, una delle cantine più iconiche dell’Alto Adige, sta per chiudere un 2024 da incorniciare. Un anno che vede consacrato su larga scala, dal Consorzio vini regionale, un approccio produttivo che da sempre appartiene ad Hofstätter. Quello legato alla valorizzazione dell’espressione della singola vigna e della singola zona, in particolare per i vini prodotti con le varietà bandiera Pinot Nero e Gewürztraminer. La recente approvazione delle Unità geografiche aggiuntive (Uga) da parte dell’ente presieduto da Andreas Kofler va proprio nella direzione intrapresa dal compianto Paolo Foradori, padre di Martin. Sin dal 1987.

IL PINOT NERO 2022 BARTHENAU VIGNA HERBSTHÖFL

Si parla ancor prima di vigna, che di varietà, al cospetto dell’ultimo vino rosso di Tenuta J. Hofstätter. Con il Pinot Nero 2022 Barthenau Vigna Herbsthöfl, la cantina fa un ulteriore passo in avanti nella profilazione del vitigno, in chiave moderna. Anzi, un passo in alto. Le uve provengono esclusivamente dalla parte più alta della Tenuta Barthenau, chiamata appunto Vigna Herbsthöfl. Un appezzamento situato a un’altitudine compresa tra i 430 e i 460 metri sul livello del mare.

Pinot Nero d’élite, frutto di una selezione massale avviata oltre 20 anni fa, a partire dal materiale genetico di Vigna Roccolo: il più antico vigneto di “Noir” dell’Alto Adige, impiantato nel 1942 e allevato a pergola. Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022 richiama, per finezza e stratificazione, proprio il Barthenau Vigna Roccolo. Ma la maggiore escursione termica e la presenza di ghiaia calcarea nella base argillosa del terreno rendono il sorso ancora più teso e slanciato. La precisione è millimetrica, dal naso alla succosa persistenza.

Vino fresco come una lama, sostenuto da una spina dorsale minerale, veste un rosso leggermente più scarico dei “fratelli” Barthenau Vigna Roccolo e Barthenau Vigna S. Urbano. Segnale visivo di una direzione chiara, che punta a confermare Mazon non solo come la culla del Pinot Nero altoatesino, ma anche come la sua casa perpetua. Capace di resistere anche alle sirene dei cambiamenti climatici. Un vino, il Barthenau Vigna Herbsthöfl di Hofstätter di sicura longevità.

GEWÜRZTRAMINER 2022 VIGNA CASTELLO RECHTENTHAL

Cambia la varietà ma non cambia l’approccio con il Gewürztraminer 2022 Vigna Castello Rechtenthal. Cru, vigna, selezione, precisione tornano ad essere parole chiave al cospetto di un bianco prodotto, in precedenza, solo nella versione passito (lo Spätlese “Joseph”) da una parte del medesimo appezzamento. Una novità che prende vita in un “cru estremo”, con pendenze del 60%, situato a monte del cosiddetto “Rio Inferno” di Termeno, con esposizione sud. Siamo a 400 metri sul livello del mare. Non così lontano dalla Vigna Kolbenhof, altro cru di Gewürztraminer di Tenuta J. Hofstätter.

Qui le uve maturano molto lentamente, caricandosi di precursori per via dell’escursione termica elevata tra il giorno e la notte e per la presenza di correnti ventose fredde, lungo l’infernale canalone. Tutti elementi che condizionano il risultato finale, in positivo. Non un cambio di rotta, quello di Hofstätter con il Gewürztraminer 2022 Vigna Castello Rechtenthal. Piuttosto, un vino in linea con il generale trend di snellimento della varietà tipica dell’Alto Adige. Che, qui, fa fiera mostra di una freschezza affilata, pur nel contesto di un sorso che non rinuncia a peso specifico e leggiadra concentrazione aromatica.

IL FUTURO NELLE MANI DI NIKLAS FORADORI: PINOT NERO E DEALCOLATI

Non ha “messo le mani” sui due nuovi vini da cru di famiglia. Ma che Niklas Foradori abbia la stoffa e la voglia di mettersi sulle spalle l’azienda, è chiaro sin dallo sguardo. Ventisette anni da compiere il prossimo 20 novembre e un curriculum che fa invidia a molti coetanei italiani, con vendemmie in Germania (Rheingau e Baden), Francia (Borgogna), Stati Uniti (Oregon) e Sudafrica, oltre che nel Chianti Classico. Due quelle “in casa”, nel 2021 e proprio nel 2024, anno della sua definitiva consacrazione a Termeno.

È dopo gli studi classici (come il nonno) che il figlio di Martin Foradori lega a doppio filo il suo futuro alla viticoltura e all’enologia, arrivando a laurearsi a Geisenheim. Due grandi passioni: il Pinot Nero e Die Roten, la squadra di calcio tedesca Bayern di Monaco. Con netta prevalenza del primo, viste le tappe internazionali scelte per farsi le ossa: quasi tutte patrie del Noir. Giovanissimo, ma già capace di indirizzare la Tenuta. «Se abbiamo iniziato con i vini dealcolati della linea Steinbock Alcohol Free Sparkling, la nostra innovativa bollicina senza alcol base Riesling, è solo grazie a lui», ammette Martin Foradori Hofstätter.

E le novità arrivano anche su questo fronte, con l’ormai prossimo lancio sul mercato di un nuovo spumante dealcolato, prodotto ancora una volta con uve Riesling, ma da una base Kabinett. Il basso contenuto alcolico del vino base e il residuo zuccherino della categoria (circa 45 g/l naturali), più alto rispetto a quello del già noto “Steinbock Selection Dr. Fischer” (39 g/l da mcr), regalano uno dei dealcolati più preziosi reperibili in Italia. Un segmento in crescita, al palo della burocrazia italiana, su cui giovani come Niklas Foradori scriveranno certamente capitoli interi. Senza scordare il Pinot Nero, of course.

Categorie
a tutto volume news news ed eventi

Cento di questi Caldiff! Un nuovo distillato di mele per gli 80 anni di Andreas Roner

Caldiff 80 è un distillato di mele Gravensteiner, invecchiato in barrique per 17 anni, di cui due nelle botti di Rum. Ma è soprattutto il modo col quale Andreas Roner ha voluto festeggiare i suoi 80 anni spesi tra gli alambicchi della distilleria di Termeno (BZ), in Alto Adige.

L’assaggio in anteprima è avvenuto proprio durante le celebrazioni. Al naso, Caldiff 80 è delicato e ricco di sfaccettature, con intense note di mele mature che si intrecciano ai morbidi profumi conferiti dal legno, capaci di ricordare i Caraibi. Ma è al palato che questo distillato si esprime al massimo, con intense e variegate note fruttate, sentori di prugne secche e uva sultanina.

La visita con il mastro distillatore Helmut Oberhofer offre l’opportunità di degustare anche gli altri prodotti della gamma della distilleria Roner. Come le grappe, ottenute da vinacce che fermentazione a 20° gradi, con un lievito australiano.

  • Grappa Gewürztraminer. Invecchiata per un anno in recipienti inox è floreale al naso con note di rosa, geranio, accenni di litchi. All’assaggio è speziata dato dalla varietà di uva e aromatica.
  • Grappa Weissburgunder invecchiata. Le vinacce di Pinot Bianco, grazie all’amicizia con Andrea Moser, enologo di Kaltern – cantina di Caldaro, provengono dalla vinificazione delle uve destinate alla selezione Vial.

Invecchiata con 2 passaggi in barrique di rovere e botti di legno di ciliegio esordisce con la frutta, tra cui la tipica mela. Poi un tocco di vaniglia e tabacco, sostenuto dalle nuance riccamente fruttate del legno di ciliegio, per poi divenire floreale. Al gusto è amabile, rotonda e piena.

  • Grappa Gewürztraminer Riserva. Affinata da un minimo di 2 sino a 5 anni in botti di quercia americana da 500 litri. Ogni 12 mesi è controllata dall’ente preposto. I profumi sono speziati con note di cannella e vaniglia sontuose, seguite da note floreali. Al gusto è rotonda, piena.
  • Grappa Blauburgunder. Invecchiata in botti di rovere e di legno di ciliegio. All’olfatto è floreale e fruttata, con note di mele sostenute dalle nuance del legno di ciliegio. Al gusto è amabile, rotonda e piena.

Passiamo poi all’acquavite di Pera Williams, di cui Roner realizza tre versioni. La prima, invecchiata per un anno in recipienti inox, è fruttata, con ricordi netti di pera matura. Al gusto è amabile, con un tocco amarognolo e una lieve nota tostata sul finale.

Segue l’acquavite ottenuta da un alambicco in rame a doppia distillazione. Si tratta di William Luisa, invecchiata per un anno in recipienti inox. Un’acquavite di pere della Val Venosta: 40° per una versione in chiave moderna, in una speciale bottiglia rame. All’olfatto è fruttata, con un gusto amabile, pulita, fine.

Chiude la terna la Williams Reserv. Ancora una volta all’olfatto risulta fruttata, con ricche note di pera matura e un leggero tocco amarognolo, che ricorda i semi. All’assaggio è rotonda, piena.

Il tasting prosegue con l’assaggio di Alpine Gin Z44 di Roner: bottiglia trasparente e decorata da serigrafie floreali, una chicca per i collezionisti. L’etichetta, entrata in produzione 7 anni fa, è realizzata con l’estratto delle pigne di Pinus Cimbra. La loro raccolta sul Corno Bianco, ad altitudini che vanno da 1400 a 2 mila metri, dura 4 settimane prima che le bacche diventino troppo coriacee.

I processi di distillazione sono accurati, grazie ad alambicchi continui e discontinui, sino ad arrivare a 82°. L’acqua purissima delle sorgenti delle vette alpine è l’ingrediente essenziale, assieme alle pigne di pino cembro, alle bacche di ginepro, al coriandolo, alla radice d’angelica, all’achillea, alla lavanda, alle scorze di arancia, al pompelmo e a diverse spezie.

Di colore limpido e cristallino, Alpine Gin Z44 ha profumi intensi di pino cembro, con delicate note speziate e note di violetta, di fiori di campo, d’erbe alpine. Il gusto è ricco e speziato, con ritorni balsamici, mentolati.

Come spiega Helmut Oberhofer, il gin è stato una conquista delle nuove generazioni: “All’inizio, chi era al vertice dell’azienda non era d’accordo con la scelta di fare il gin, proprio perché Roner è da sempre associato al mondo della grappa. Eppure noi, in silenzio, ci abbiamo provato lo stesso”.

“Abbiamo insistito e quando abbiamo avuto l’ok dalla dirigenza abbiamo immediatamente presentato il nostro prodotto finito. La scelta di chiamare questo gin ‘Z44‘ sta nel fatto che volevamo distaccarci dal nome Roner. Z44 mostra comunque un forte legame con l’azienda, dato che riprende il nome della via Josef-von-Zallinger, 44 dove è prodotto a Termeno. In cantiere abbiamo un nuovo Gin, che presenteremo a settembre”.

“Da 75 anni – aggiunge Andreas Roner – il nostro nome è sinonimo di qualità ed eccellenza. La gente si fida del nostro marchio per l’amore e la dedizione con cui ci dedichiamo al nostro lavoro, che si riflette nei colori scelti per il marchio aziendale: rosso, come la passione con cui ci dedichiamo all’arte della distillazione; e oro, elegante e prezioso come i nostri distillati. E questo lo garantisco finché questa distilleria porterà il nome della mia famiglia”.

Categorie
news news ed eventi

Leo Tiefenthaler, plebiscito a Cantina Tramin: “Assieme faremo grandi cose”

TERMENO – Leo Tiefenthaler è stato riconfermato nel ruolo di presidente di Cantina Tramin. Le elezioni hanno registrato una partecipazione record nella storia della cooperativa di Termeno. Oltre al presidente Tiefenthaler, ai vertici di Tramin dal 2004, l’Assemblea dei soci ha rinnovato la fiducia al vicepresidente Franz Scarizuola.

“Una sola persona non fa nulla in una cooperativa, ma tutte insieme possono realizzare grandi cose“, ha affermato Leo Tiefenthaler (nella foto, a destra) commentando la conferma. Un risultato, quello espresso dalle “urne”, che sottolinea la volontà dei soci di proseguire nel percorso di crescita e successo tracciato dall’attuale gestione.

Dalla parte di Tiefenthaler, tra l’altro, la chiusura di bilancio nettamente positiva, presentata all’Assemblea dei soci di Cantina Tramin dall’amministratore delegato Stephan Dezini. Tra gli obiettivi centrati nel 2019, come sottlineato dal direttore vendite Wolfgang Klotz, la valorizzazione del Gewürztraminer.

“Il 2019 è stato un anno molto intenso per Cantina Tramin – ha sottolineato l’enologo Willi Stürz – ringraziamo i soci per il lavoro svolto e invitiamo tutti a proseguire la strada della viticoltura di qualità, anche nel segno dei temi ambientali relativi al consumo dell’acqua, alla protezione delle colture, alla vita del suolo e alla tutela della biodiversità”.

Gli altri membri del Consiglio direttivo confermati dal precedente mandato sono Anton Kieser, Alois Tengler, Dr. Manfred Huber, Hermann Franzelin e Helmut Kofler, mentre i nuovi entrati sono Josef Amort, Erich Mayr, Patrick Pernstich e Greta Oberhofer.

Categorie
Approfondimenti

La notte delle cantine: serata di degustazioni da Tramin

Sabato 9 giugno 2018 dalle 17 alle 24, Cantina Tramin apre le porte al pubblico per La Notte delle Cantine. La manifestazione, organizzata dalla Strada del Vino dell’Alto Adige, coinvolge insieme a Termeno le altre località del vino altoatesine Caldaro, Cortaccia, Cortina, Salorno, Montagna, Ora e Vadena.

La Sala Rossa di Cantina Tramin ospiterà una degustazione verticale di Loam, vino a base di uve Cabernet e Merlot della linea Selezioni, che sarà il vero protagonista della serata, presentato nelle diverse annate 2002, 2003, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015. L’occasione per scoprire un vino particolarmente apprezzato in Alto Adige, ancora poco conosciuto nel resto d’Italia.

Inoltre, durante la serata si potranno assaggiare tutti i vini di Cantina Tramin, disponibili in degustazione all’interno della Cantina Rossa. Al pubblico sarà anche data la possibilità di conoscere la cantina con esclusive visite guidate notturne.

Oltre al vino, spazio anche al cibo e all’artigianato locale, che rivive le antiche tradizioni altoatesine. Nella Sala Nussbaumer, con vista panoramica sui vigneti, i visitatori potranno assaggiare diverse proposte culinarie a cura del ristorante Gretl am See del vicino Lago di Caldaro. In abbinamento ai vini della Cantina si potranno gustare assaggi gastronomici sudtirolesi e italiani. Uno degli accostamenti particolarmente piacevoli sarà il Risotto allo Zafferano proposto insieme a un calice di Gewürztraminer. Inoltre, durante la serata sarà possibile assaggiare i cioccolatini di Oberhöller Finest Gourmet Chocolate, come le Praline realizzate con un ripieno a base di Terminum Gewürztraminer e i formaggi di latte crudo vaccino di produzione locale del Maso Eggemoa, disponibili in diversi angoli culinari.

Inoltre, nel foyer della cantina si svolgerà una dimostrazione artistica a cura di dieci contadini artigiani selezionati da Gallo Rosso – associazione che raggruppa circa 1600 masi in Alto Adige – che per la prima volta si riuniranno insieme per presentare le loro opere fatte a mano.
Oggetti decorativi, lavori di intreccio e di intaglio realizzati con materie prime che provengono al 100% dai masi altoatesini.

L’esposizione delle opere create nel corso della serata proseguirà nelle due settimane successive, secondo gli orari di apertura della cantina (dal lunedì al venerdì: 09:00-19:00, il sabato: 09:00-17:00).
L’evento è ad accesso libero e gratuito, i piatti e le degustazioni potranno essere acquistati a parte. Il trasferimento è affidato ad un servizio navetta che riunisce le cantine della Strada del Vino dell’Alto Adige.

Categorie
Approfondimenti

Gourmandia 2018: premio alle migliori carte dei vini d’Italia

Saranno tredici i ristoranti che riceveranno il Premio Gastronauta – Cantina Tramin rivolto alle migliori carte dei vini d’Italia. Un riconoscimento per i locali che nella selezione dei vini si impegnano con proposte originali, non ricorrono a carte prefabbricate ma ricercano novità, prestano attenzione al biologico e al naturale, sempre rispettando un equilibrio tra i prezzi e la portata della clientela.

La premiazione sarà lunedì 14 maggio 2018 alle 15 in occasione della terza edizione di Gourmandia in programma da sabato 12 a lunedì 14 maggio 2018 all’Ex Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso).

Il premio è il risultato della ricerca della redazione di Gastronauta® e dei suoi collaboratori: esperti, giornalisti e winelovers sparsi per tutta Italia. Lunedì 14 maggio Davide Paolini consegnerà il riconoscimento ai tredici locali selezionati, per la maggior parte stellati.

Saranno premiati Le Calandre di Sarmeola (PD), Agli Amici di Godia (UD), Rovello 18 di Milano, Casin del Gamba di Altissimo (VI), La Peca di Lonigo (VI), Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (MN), Enoteca Marcucci di Pietrasanta (LU), Osteria della Brughiera di Villa d’Almè (BG), Ristorante Gellius di Oderzo (TV), Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago (BL), Il Ridotto di Venezia, La Stüa di Michil dell’Hotel La Perla di Corvara In Badia (BZ) e Osteria Mondodoro di Verona.

Gastronauta® promuove il premio insieme alla Cantina Tramin di Termeno (BZ), considerata La casa del Gewürztraminer e conosciuta in tutto il mondo come firma inconfondibile del territorio dell’Alto Adige.

A Gourmandia – Le terre golose del Gastronauta il vino sarà protagonista anche con “PIZZA&PROSECCO DOC”: un ciclo di incontri con due simboli del Made in Italy per scoprire come la versatilità e la freschezza del Prosecco DOC si abbinino perfettamente alla Pizza, diventando così una valida alternativa alle classiche proposte che aggiungono lieviti a lieviti, penalizzando digeribilità e apporto calorico.

Il primo appuntamento è per sabato 12 maggio alle 14 con “Lieviti spontanei del grano saraceno” con Massimo Frighetto di Premiata Fabbrica Pizza e il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc. Domenica 13 maggio alle 13 ci sarà invece “Passione a lenta lievitazione” con Michele Basso di Arrigoni & Basso e sempre i vini del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC. Infine lunedì 14 maggio alle 14 in programma “Sofficecroccante, le diverse consistenze in un’unica pizza” con Angelo di Lieto de La Fenice Belluno e ancora i vini tutelati dal Consorzio del Prosecco DOC.

Durante i tre giorni un fitto programma di incontri, dibattiti e show cooking con i grandi nomi della cucina italiana, storie di ricerca e innovazione in cucina che saranno filo conduttore dell’edizione di quest’anno.
Gourmandia sarà aperta al pubblico.

Categorie
news vini#1

Tramin, nuova missione: il Gewürztraminer deve sfidare il tempo

TERMENO – Proporre il Gewurztraminer come vino di prospettiva. Di lungo affinamento. Come fosse una Vernaccia o un Gavi, per citare altri bianchi noti per la loro positiva evoluzione in bottiglia.

Questa la missione che si prefigge da qualche anno Tramin, cooperativa fondata nel 1898 dal parroco Christian Schrott, che oggi raccoglie 290 viticoltori altoatesini.

Un’idea rivoluzionaria, che sta iniziando a condizionare le scelte d’abbinamento di alcuni attenti sommelier, nell’alta ristorazione. Ma l’obiettivo è più che altro “culturale”. E potrebbe generare un nuovo approccio al vitigno (collaterale, non certo alternativo) da parte dei produttori.

Dopo essersi imposta sul mercato come “Casa del Gewurztraminer”, la cantina di Termeno (BZ) punta insomma a stravolgere il modo di pensare al re dei vitigni a bacca bianca dell’Alto Adige.

Non solo come a un vino di pronta beva, forte della sua caratteristica principale: l’aromaticità. Ma anche come a un vino bianco da dimenticare in cantina per anni. Concretamente, Tramin ha iniziato a proporre ai propri clienti etichette di Gewurztraminer di annate passate, in parallelo con le nuove vendemmie.

“Nei primi anni dall’imbottigliamento – conferma Willi Stürz, direttore tecnico di Cantina Tramin – il Gewürztraminer regala note armoniche, spesso dovute alla concentrazione. Lasciato lì, il vino assume un nuovo carattere. Per sviluppare questo concetto abbiamo realizzato un piccolo magazzino all’interno della cantina, dove custodiamo uno stock delle vecchie annate”.

LA SFIDA
“In alcuni ristoranti – spiega ancora Stürz – riusciamo a proporre ‘pacchetti’ di verticali di Gewürztraminer da 12 bottiglie complessive, attorno alle quali chef e sommelier costruiscono abbinamenti diversi, in base all’annata. E’ un modo nuovo per valorizzare il vitigno che è la ragion d’essere di Tramin”.

Non a caso l’ultima etichetta capolavoro della cantina altoatesina, “Epokale”, è un vendemmia 2009. E non a caso, all’ultimo Vinitaly – dove abbiamo incontrato Willi Stürz e il pr & Communication Günther Facchinelli – oltre all’annata 2016 del Gewürztraminer “Nussbaumer”, ci è stata proposta la 2011, in seguito a “Selida”.

Il futuro di Tramin, dunque, pare connesso sempre più alle sue radici. Già, perché la cantina di Termeno sembra meno concentrata di altre, in Alto Adige, nello sviluppo dell’ultima frontiera della viticoltura: i vitigni Piwi (pilzwiderstandfähig), resistenti agli attacchi fungini.

“Abbiamo due impianti di Piwi – commenta Willi Stürz – uno di Bronner e l’altro di Souvignier Gris, ma nonostante la grande attenzione, anche mediatica, attorno al tema dei vitigni resistenti, crediamo non siano ancora maturi i tempi per proporre con convinzione i vini sul mercato. Aspetteremo ancora qualche anno, seguendo da vicino il progresso della scienza in materia”.

Categorie
Vini al supermercato

Alto Adige Doc Gewurztraminer 2016, Elena Walch

(4,5 / 5) Il Gewurztraminer è uno dei vini più amati, per la sua aromaticità, dalle donne. Uno dei più richiesti al ristorante. Sotto la lente di vinialsuper finisce oggi l’Alto Adige Doc Gewurztraminer 2016 di Elena Walch.

Un’etichetta che si discosta (in positivo) dalla media dei Gewurz presenti al supermercato. Giustificando così il prezzo superiore e consacrando la cantina tra i riferimenti assoluti dell’Alto Adige del vino al supermercato.

LA DEGUSTAZIONE
Giallo dorato luminoso, limpido. La vista invitante precede un “naso” che costituisce la componente migliore del Gewurztraminer di Elena Walch: esotico intenso di papaya, ananas, litchi, pesca gialla matura, marzapane.

Sentori erbacei che sfiorano il balsamico e floreali di rosa rendono complesso l’olfatto, assieme a chiari richiami minerali iodici che ricordano la salsedine. Non manca una spolverata di pepe bianco, piacevolissima.

In bocca il vino entra quasi in punta di piedi, sul filo della glicerina (14%). Poi si accende di un’acidità appagante, che attenua le note dolci della frutta già avvertita al naso.

Il gioco è fatto: un Gewurztraminer che seduce e avvolge inizialmente, per poi farsi più serio e potente, chiudendo sui tasti neri di un immaginario pianoforte, con un’improvvisa svolta amaricante.

Un vino completo, anche nell’abbinamento: perfetto come aperitivo, si presta ad accompagnare alla perfezione piatti della cucina asiatica e indiana, speziati e saporiti. Ottimo con i crostacei, ma anche con portate di terra come foie gras e patè.

LA VINIFICAZIONE
Prima della fermentazione, il Gewuztraminer di Elena Walch macera 6 ore sulle bucce. Le uve vengono poi pressate in maniera soffice. Il mosto subisce poi una chiarifica statica, utile a illimpidire il nettare.

Successivamente viene fermentato in serbatoi d’acciaio a una temperatura controllata di 18 gradi, per preservarne li aromi. Il vino successivamente affina per alcuni mesi sui propri lieviti, in contenitori inox.

La storia della cantina Elena Walch inizia 150 anni fa a Tramin (Termeno), in provincia di Bolzano. Una struttura storica che è stata ampliata nel 2015, nel segno dell’avanguardia tecnologica e ambientale.

Prezzo: 13,90 euro
Acquistato presso: Iper, La grande i

Categorie
vini#1

Pinot Grigio Unterebner 2015, Cantina Tramin

Il Pinot Grigio (Pinot Gris) è una mutazione del più celebre Pinot Noir, da cui eredita la capacità di stupire per finezza e profondità olfattiva.

Lo si trova prevalentemente in Alsazia (fino al 1984 chiamato Tokay d’Alsace), in Italia (Alto Adige, Friuli e Veneto soprattutto) e in Germania (Grauburgunder se secco o Ruländer nelle versioni dolci), anche se negli ultimi anni si sta diffondendo (evviva!) anche in Nuova Zelanda, Argentina e California.

Basta uno sguardo per notare la decisa consistenza di questo Unterebner, che si presenta giallo paglierino brillante e luminoso. Il naso è intenso, di grande complessità e finezza. Si parte con le note fruttate di pera, pesca e agrume leggero.

Con un po’ di pazienza arrivano spezie dolci, in particolare vaniglia, e poi camomilla e fieno caldo. Infine, come a benedire il sorso, una nota balsamica di tè e incenso.

L’ingresso in bocca è potente, caldo, di grande struttura ed equilibrio. Morbido e succulento, conserva grande piacevolezza grazie soprattutto alla sapidità. Lunghissimo, lascia la bocca pulita e calda, e torna il tè. Davvero difficile non finire la bottiglia una volta iniziata.

LA VINIFICAZIONE
L’uva raccolta interamente a mano svolge la sua fermentazione in botti di legno e parzialmente in tonneaux, dove avviene anche la fermentazione malolattica. Affina in grandi botti e in parte in tonneaux, sempre a contatto con i lieviti, fino ad agosto e riposa in bottiglia altri 4 mesi almeno prima della commercializzazione.

Tramin è una delle più antiche cantine sociali dell’Alto Adige, con sede a Termeno, sulla strada del vino, meta obbligata di ogni winelover che si rispetti! Proprietari della cantina sono 300 contadini viticultori che lavorano la terra nelle microzone di Termeno, Ora, Egna e Montagna su una superficie totale di circa 260 ettari, 15 dei quali sono oggi coltivati secondo i disciplinari biologici e biodinamici.

Tutti i vini top di gamma della cantina, quindi anche l’Unterebner, provengono da terreni nei quali, dal 2007, non viene utilizzato alcun diserbante, e la mission aziendale è quella di estendere l’abolizione degli erbicidi a tutti i 260 ettari di coltivazione.

Un progetto ambizioso che che ci auguriamo possa prendere forma al più presto per fare di Tramin davvero un “laboratorio permanente di viticoltura illuminata”.

Categorie
Vini al supermercato

Vigneti delle Dolomiti Igt deVite 2015, Hofstätter

(4,5 / 5) Torniamo a Termeno, cuore di una delle più vocate zone vitivinicole dell’Alto Adige, con un vino il cui uvaggio ci racconta la delicatezza del territorio.

LA DEGUSTAZIONE
Il Vigneti delle Dolomiti Igt “deVite” di Hofstätter, annata 2015, veste il calice di giallo paglierino, luminoso e con riflessi verdolini. Pulito e fine il naso apre su note floreali seguite da un’aromaticità erbacea. Seguono profumi di frutta fresca (mela) ed un leggero sentore agrumato.

In bocca ritornano tanto le note floreali quanto quelle fruttate. La vivace acidità lo rende si beverino, ma senza perdere carattere e personalità. Molto equilibrato. Buona la persistenza.

LA VINIFICAZIONE
Quattro i vitigni utilizzati, tutti rappresentativi del territorio: Pinot Bianco, Müller Thurgau, Sauvignon e Riesling. Pigiatura soffice delle uve selezionate. Separazione dai residui attraverso precipitazione naturale. Fermentazione e maturazione in acciaio a temperatura controllata. Non è un vino da invecchiamento, anche se qualche anno in cantina non guasterà.

LA CANTINA
Più di cent’anni di storia per questa cantina ormai simbolo dell’Alto Adige. Nei cinquanta ettari di proprietà vengono coltivate tutte le varietà più tipiche della regione. La varietà delle esposizioni garantisce condizioni di crescita e di maturazione ottimali sia alle uve a bacca bianca che alle uve a bacca rossa.

Ed ecco la possibilità tanto di vinificare per blend di uve quanto per singole vigne (singoli “cru” per dirla alla francese) i cui nomi vengono riportati in etichetta. Passione, tecnica ed esperienza coniugati insieme nelle oltre 800 mila bottiglie prodotte che raccontano l’amore per il territorio senza inseguire scelte di marketing.

Prezzo: 10.99 Euro
Luogo d’acquisto: Tigros

Categorie
Vini al supermercato

Weissburgunder Pinot Bianco Alto Adige DOC 2016, Hofstätter

(5 / 5) Ci sono cantine che divengono sinonimo stesso del territorio di cui fanno parte. È il caso di Hofstätter con l’Alto Adige. Degustiamo per voi il Weissburgunder (Pinot Bianco), annata 2016.

LA DEGUSTAZIONE
Giallo paglierino chiaro, luminoso nel bicchiere. Note floreali al naso con una punta di frutta fresca a polpa bianca che dona armonia e rotondità. Molto pulito ed elegante.

In bocca dimostra una buona mineralità e una spiccata acidità che dona una piacevolissima freschezza, una grande agilità di beva e lascia intuire potenzialità di affinamento in bottiglia.

Dimenticarsi una bottiglia in cantina per un paio d’anni non sarebbe un reato, anzi. Il finale, mediamente persistente, è fresco e netto. Un vino molto equilibrato.

LA VINIFICAZIONE
Le uve, selezionate, provengono dai vigneti di Cortaccia, a pochi minuti dalla cantina. Pigiatura soffice. I sedimenti sono separati per precipitazione naturale e il mosto lasciato fermentare a una temperatura controllata di 20° C. Cinque mesi di affinamento in botti di acciaio inossidabile alla temperatura costante di cantina a 15° C completano il processo produttivo.

LA CANTINA
Fondata nel 1907 da Josef Hofstätter e nata per produrre i vini da commercializzare nella vicina locanda “Schwarzer Adler” (Aquila Nera) di proprietà della moglie Maria, fu una delle prime realtà Alto Atesine a vinificare separatamente uve provenienti da vigneti diversi.

Oggi è una cantina in grado di coniugare tecnica e passione, grandi numeri e costanza qualitativa. Più di 50 ettari vitati e gestiti come singoli appezzamenti, come “cru”. Dalla cantina (storico edificio posto proprio dietro la chiesa di Termeno) escono più di 800 mila bottiglie all’anno, frutto di passione e del rispetto delle caratteristiche di ogni singolo vitigno.

Prezzo: 9,25 Euro
Luogo d’acquisto: Esselunga

Categorie
Vini al supermercato

Kalterersee Auslese SudTirol Alto Adige Doc ‘”1840″ H.Lun (Girlan)

(4 / 5) Un vino fresco, “facile”, ma non banale. Sotto la nostra lente di ingrandimento il Kalterersee Auslese (Lago di Caldaro Scelto) Doc, linea 1840, di cantina H.Lun vendemmia 2016.

LA DEGUSTAZIONE
Colore rosso rubino, luminoso e trasparente. Al naso è fine, delicato. Emergono da subito note fruttate, piccoli frutti rossi come ciliegia e fragola seguiti da un leggera nota di pesca.

In bocca, con tannini fini appena accennati ha una bella acidità che ben si integra nel corpo leggero donando freschezza e piacevolezza di beva.

Il finale, non molto lungo, ripercorre le sensazioni del sorso per chiudere con un tratto leggermente mandorlato. Un vino vellutato, completo nella sua semplicità.

Il Kalterersee Auslese 1840 di H.Lun viene vinificato in fusti di cemento dopo attenta selezione delle uve, 100% Schiava.

LA CANTINA
Nata nel 1840, da cui il nome della linea, per volere di Alois H. Lun, la cantina fu una delle prime realtà imprenditoriali nella storia della vitivinicoltura Alto Atesina.

Volere del fondatore era quello di produrre vini di qualità dai terreni più vocati per ogni singolo vitigno. Anche dopo l’acquisizione da parte di Cantina Girlan, H.Lun continua a produrre e commercializzare con marchio proprio i propri vini, mantenendo immutata la propria filosofia.

Cantina e vigneti sono collocati a Cornaiano, un fazzoletto di terra, un terroir, ben noto agli amanti dei vini Alto Atesini. Quella striscia della Val d’Adige che parte da Termeno e sale verso nord attraverso Caldaro ed Appiano per arrivare a Terlano dove le forti escursioni termiche fra il giorno e la notte ed il clima mite garantiscono condizioni ideali per la viticultura.

Prezzo: 5,25 euro
Luogo d’acquisto: Despar

Categorie
Approfondimenti

A Cantina Tramin la Notte degli Aromi

Sabato 12 agosto, dalle 18 alle 24, Cantina Tramin propone la “Notte degli Aromi”: una grande festa dei sapori sotto il cielo di Termeno, in provincia di Bolzano.

La Casa del Gewürztraminer aprirà le proprie porte per offrire una proposta di specialità gastronomiche e una selezione di vini abbinati ad ogni piatto con un ristorante all’aperto che proporrà un menu speciale preparato con prodotti di mare e di montagna.

A ciascun piatto sarà abbinato un vino di Cantina Tramin: Moriz Pinot Bianco 2016 con insalata di pesce di mare con funghi, mela e chips di polenta; Blauburgunder Pinot Nero 2016 con tartare di vitello, mela Kanzi e pane integrale; Selida Gewürztraminer 2016 con gnocchetti di patate con gamberi, verdura e salsa piccante; Schiava Freisinger 2016 con ravioli di farro ripieni all’anatra su funghi misti; Pepi Sauvignon 2016 con salmone Alaska su crema di piselli, olio alla menta e patate croccanti; Cuvée Cabernet-Merlot Rungg 2015 con medaglione di cervo con nocciole, crema di sedano e frutti di bosco e per finire Roen Gewürztraminer vendemmia tardiva 2015 con Strudel di mela, mousse alla panna agra, cioccolato e uva secca al rum.

Ad accompagnare la serata musica Jazz/Soul con Jenni Williams & The Experince, dal tramonto a mezzanotte. Il costo di partecipazione è di 9,50 euro a piatto, compreso l’abbinamento con il vino degustato; 6 euro senza vino. Sarà inoltre possibile degustare tutti i vini della cantina al costo del singolo calice.

Exit mobile version