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L’Indice Bigot: un metodo per valutare il potenziale qualitativo del vigneto

Si chiama Indice Bigot il metodo col quale è possibile valutare il potenziale qualitativo di un vigneto. Prende il nome dal suo creatore, l’agronomo friulano Giovanni Bigot, che ha messo in correlazione il vigneto e la qualità finale del vino. Un approccio che si basa su studi e sperimentazioni pluriennali nei terroir più vocati d’Italia.

L’indice è stato presentato lo scorso primo febbraio, nella tenuta di Castello di Cigognola in Oltrepò pavese. Accanto a Bigot, il produttore Angelo Gaja – a cui l’agronomo fornisce consulenza da anni – e Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza.

Pieno appoggio al progetto è stato dato dall’AD di Castello di Cigognola Gian Matteo Baldi, che spiega: “Quello che ci lega a Giovanni Bigot è la stima personale e professionale, che si è rafforzata negli anni, e la propensione alla ricerca della conoscenza. Per noi è stato naturale seguire il metodo che Bigot ha proposto nella gestione dei vigneti di Castello di Cigognola, con l’obbiettivo di produrre le migliori uve possibili per i nostri vini”.

“Già da quest’anno abbiamo iniziato a incrociare i risultati della vinificazione delle singole parcelle dei vigneti con le pratiche attuate e le rilevazioni effettuate durante l’anno. La creazione di un indice specifico – prosegue Baldi – di valutazione della qualità di un vigneto, rispetto alla produzione del vino, è lo strumento che mancava per dare una base oggettiva, empirico-scientifica, alla centralità della qualità dell’uva nella produzione del vino e valutare il lavoro svolto nel corso del tempo”.

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Il futuro della vitivinicoltura dell’Emilia Romagna in convengo

BOLOGNA –Il futuro della vitivinicoltura dell’Emilia Romagna tra cambiamenti climatici e innovazione” è il titolo del seminario organizzato a Bologna da Regione Emilia Romagna ed Enoteca Regionale Emilia Romagna.

Appuntamento lunedì 12 febbraio alle ore 10 (Sala Poggioli, Terza Torre – Viale della Fiera, 8). Aprirà i lavori Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale, con un intervento dal titolo “Il sistema vitivinicolo regionale”.

Seguiranno i contributi di Mauro Catena, consulente Enoteca Regionale “Base ampelografica e adattamento ambientale per una viticoltura competitiva e sostenibile”; Stefano Poni, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, su “Innovazione per la difesa e l’incremento di competitività della viticoltura regionale”.

Il convegno sul futuro della vitivinicoltura dell’Emilia Romagna proseguirà con gli interventi di Claudio Biondi, Presidente Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, e Giordano Zinzani, Presidente Consorzio Vini di Romagna, che parleranno di “Un’evoluzione coerente con esigenze di tutela della qualità e del reddito dei produttori”.

Roberta Chiarini, Dirigente Servizio Organizzazioni di Mercato e Sinergie di Filiera Regione Emilia-Romagna, parlerà invece di “Programmi e opportunità a sostegno del settore”.

Dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate a Simona Caselli, Assessore Agricoltura della Regione Emilia-Romagna. Modera il seminario Mario Montanari, Dirigente Servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare Regione Emilia Romagna.

La partecipazione al seminario è gratuita, ma per una migliore organizzazione è gradita l’iscrizione al seguente indirizzo: https://agri.regione.emilia-romagna.it/giasapp/agrievents/iscrizione/evento/172.

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