Parola d’ordine “matrimonio”. Schiava e Lagrein, due dei vitigni simbolo dell’Alto Adige, si combinano alla perfezione nel Südtirol Alto Adige Doc St. Magdalener 2019 “Moar” di Cantina Bolzano. Un vino che è risultato dell’esclusiva di posizione, età delle viti e conduzione attenta del vigneto, nella zona classica di produzione del Santa Maddalena.
LA DEGUSTAZIONE
Il “naso” di Moar si esprime generoso ed elegante, su note floreali e fruttate. Spiccano violetta, ciliegia e mora, abbinate a note meno mature di fragoline di bosco e ribes. In sottofondo, voluttuosi sbuffi di tabacco dolce e cioccolato. Un quadro morbido e setoso, dotato al contempo di una eccellente tensione.
Un St. Magdalener che conferma il suo equilibrio anche al palato, nel segno della corrispondenza gusto-olfattiva. Ritorni di frutta matura (ciliegia, mora) ben controbilanciati dalla freschezza e da pregevoli accenti salini. Uno di quei vini che, a tavola, finiscono in un batter d’occhio.
Perfetto l’abbinamento con piatti della tradizione dell’Alto Adige, come la Carne Salada. In generale “Moar” 2019 fa il paio con la carne, dai primi ai secondi di media elaborazione. Da provare sulle tagliatelle con ragù di selvaggina, carni affumicate, canederli, speck, pizza, pasta e formaggi di media stagionatura.
LA VINIFICAZIONE
La zona di produzione è quella classica del St. Magdalener, sui pendii a nord di Bolzano. Schiava e Lagrein affondano le radici in terreni ghiaiosi. La vendemmia ha inizio a metà ottobre. Le uve, attentamente selezionate, seguono la tradizionale vinificazione in rosso.
Terminata la fermentazione, il vino atto a divenire “Moar” affina in grandi botti di rovere, per proseguire con l’affinamento in bottiglia che precede la commercializzazione. Certamente uno dei vini simbolo di Cantina Bolzano.
BARDOLINO – L’Alto Adige non è una regione: è un’unità di misura. Almeno nel mondo del vino italiano. Lo dimostra il confronto voluto sabato 7 dicembre dal Consorzio di Tutela del Bardolino col St. Magdalener Klassisch, il Santa Maddalena Classico altoatesino, nell’ambito di BardolinoCru 2019.
L’assemblaggio di Corvina veronese, Corvinone, Rondinella e Molinara delle tre neonate sottozone gardesane – i cosiddetti “Cru” di Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna, da oggi presenti “in bollino” sulle etichette – ha retto bene l’accostamento con la Denominazione che esalta l’uva Schiava (Vernatsch).
Le due tipologie, oltre che dal colore – un rubino luminoso che, da solo, invita al sorso – sono accomunate da una beva agile e croccante, degna dei migliori vini di pronta beva. Senza disdegnare, però, una grande versatilità in tavola (pesce compreso) e le ottime capacità di affinamento nel tempo, degne dei grandi rossi internazionali.
Percorsi comuni anche quelli dei Consorzi guidati da Franco Cristoforetti e Josephus Mayr, che hanno condotto la degustazione di dodici etichette di Bardolino (due per sottozona, dal 2018 al 2014) e St. Magdalener Classico (dal 2018 al 2006). Al servizio i sommelier della delegazione Ais di Verona.
Coinvolte le cantine Le Tende e Vigneti Villabella per Montebaldo; Giovanna Tantini e Poggio delle Grazie per La Rocca; Albino Piona e Il Pignetto per Sommacampagna. Per l’Alto Adige: Tenuta Hans Rottensteiner, Untermoserhof Georg Ramoser, Cantina Bolzano, Glögglhof Franz Gojer, Ansitz Tenuta Waldgries e Unterganzner Josephus Mayr.
Da segnalare, su tutti, la straordinarietà dell’Alto Adige St. Magdalener classico 2016 “Vigna Rondell” di GlögglhofFranz Gojer. Sul fronte Garda, ottimo il Bardolino 2013 “Sp” di Albino Piona e il Bardolino 2016 della cantina Il Pignetto, entrambi della sottozona Sommacampagna.
[URIS id=41089]
IL “CASO” GUERRIERI RIZZARDI
Più in generale, il percorso di qualità intrapreso dal Consorzio veronese – che si ritrova a operare nell’areale del Lago di Garda occupato anche da Lugana e Custoza – si dimostra concreto, alla prova del calice.
Il segno che quella dei “cru” sia molto più di una trovata di marketing risiede (anche) nella bocciatura dell’etichetta di una storica cantina della zona, come Guerrieri Rizzardi.
Il legno grande è ammesso per l’affinamento dei vini della sottozona, ma a livello organolettico i sentori ‘vanigliati’ non devono sovrastare il corredo: cosa che si verifica nel Bardolino “Tacchetto” della nota winery di Strada Campazzi, che non potrà dunque fregiarsi del “cru” Monte Baldo nell’ultima annata in commercio.
“Il progetto delle tre sottozone – chiarisce il presidente del Consorzio, Franco Cristoforetti – è in netta contrapposizione con quanto avvenuto nel 2001, anno in cui furono introdotti nel veronese vitigni internazionali come Merlot e Cabernet. Il vitigno che deve identificare il Bardolino dei cru è la Corvina, dunque un autoctono”.
“Vogliamo ‘rovinare’ il meno possibile quello che la natura ci offre – aggiunge Cristoforetti – nel segno di una netta discontinuità nei confronti degli ultimi 20 anni, in cui i progressi in ambito tecnologico del comparto vitivinicolo hanno portato diversi produttori a stravolgere il risultati della terra, in cantina”.
Tra gli obiettivi dei prossimi anni, anche il consolidamento di Bardolino e Chiaretto sui mercati internazionali. In particolare è sull’onda “pink” del rosato gardesano che punta il Consorzio, specie negli Usa e in Scandinavia.
Nel 2018 sono state prodotte 26 milioni di bottiglie – 16 di Bardolino – dai 1029 soci: 795 viticoltori, 120 vinificatori e 114 imbottigliatori che gestiscono 2.576 ettari, di cui mille riservati al Chiaretto.
Numeri ben più risicati quelli del St. Magdalener altoatesino. La Doc riconosciuta nel 1971, tre anni dopo la gardesana, produce 2 milioni di bottiglie su un areale di 200 ettari, situati tra i 250 e i 500 metri di altitudine, in provincia di Bolzano.
Può fregiarsi del termine “Classico” solo il vino di Santa Maddalena, Santa Giustina, San Pietro, Rencio e Coste. Oggi il St. Magdalener viene esportato in oltre 30 Paesi e va annoverato tra i vini simbolo dell’Alto Adige.
LA DEGUSTAZIONE
Bardolino Classico 2018, Le Tende (Montebaldo) Profumatissimo, floreale, fresco. In bocca buona verticalità ed allungo su frutta (fragola e ciliegia) e, ancor più, su spezia (chiodo di garofano). Un vino molto fine ed elegante.
Bardolino Classico 2017 Morlongo, Vigneti Villabella (Montebaldo) Vino più profondo e complesso, segno di quanto faccia bene il tempo al Bardolino. Al naso, oltre al frutto, una nota netta di finocchietto selvatico, tra ricordi di macchia mediterranea. Bella pienezza al palato, giocato sull’equilibrio tra la componente salina e la frutta matura (fragola, lampone). Il tannino parla di un vino in netta evoluzione.
Bardolino 2015, Giovanna Tantini (La Rocca) Vino essenziale, dritto, più sale che frutto. Buona pienezza, bel retro olfattivo, largo e lungo. Un’etichetta più che mai godibile, ma che sta cercando la perfetta quadra, in questa precisa fase evolutiva.
Bardolino 2016, Poggio delle Grazie (La Rocca) Frutto e spezia ben più marcata dei precedenti campioni, specie al palato, in chiusura. Sfodera addirittura un accenno goudron sul tannino. Dall’iniziale chiusura, il nettare vira al naso su ricordi di cera d’api, uniti al lampone e alla cannella. In bocca, l’accenno mielato si amalgama bene con le durezze.
Bardolino 2013 “Sp”, Albino Piona (Sommacampagna) Eleganza assoluta, grande ampiezza, fiori e frutto di grande precisione. E, per la prima volta nel panel, ecco l’agrume rosso, l’arancia sanguinella. In bocca si conferma su note eleganti e precise, fruttate. Il tannino parla di un’ottima prospettiva di affinamento. Curiosa la nota di zafferano che accompagna iodio e una fragolina da Pinot Nero, nel retro olfattivo.
Bardolino 2016, Il Pignetto (Sommacampagna) Al naso fragola e lampone, di nuovo, ma di una maturità più compiuta. Sale e spezia marcata, ma molto ben integrata. Macchia mediterranea, rieccola. Tanto sale e frutto, perfettamente equilibrati. Vino splendido, dalla beva irresistibile.
Alto Adige St. Magdalener Doc Classico 2016 “Vigna Rondell”, Glögglhof Franz Gojer Il vino della giornata, frutto di un cru di un ettaro che dà vita a 7 mila pezzi unici. Viti di 60 anni, rese sui 70 quintali. Acciaio e botte grande per 7, 8 mesi. Nel calice tutte le peculiarità del terreno di differente natura: dal porfido al calcare, oltre allo gneis. Frutto succoso, goloso, di estrema precisione. Rintocchi salini, speziati, ritorni terziari. Vino giovane, con tanta vita davanti, ma già godibilissimo e di eleganza assoluta. Un manifesto della Schiava.
Alto Adige St. Magdalener Doc Classico 2018 “Vigna Premstallerhof”, Rottensteiner Rubino, frutto di bosco, gran concentrazione. In bocca sorso agile in ingresso, tendenzialmente morbido, che si irrobustisce in centro e in chiusura, dove sfodera una bella vena salina e un tannino che dimostra la gioventù.
Alto Adige St. Magdalener Doc Doc Klassisch 2017 “Hub”, Untermoserhof Georg Ramoser Il più austero di tutti, bella batteria, più sulle durezze che sul frutto. Gran prospettiva. Tanto sale. Frutto in chiusura.
Alto Adige St. Magdalener Doc Classico 2016 “Moar”, Cantina Bolzano Ottima prontezza di beva. Ma il vino mostra anche carattere e polpa, oltre al tannino e al sale. Vino assolutamente completo e ben fatto, equilibrato.
Alto Adige St. Magdalener Doc Classico 2015, Ansitz Tenuta Waldgries Quattro anni e non sentirli, alla faccia della Schiava che dà vini di pronta beva. Un vino assolutamente ancora vivo, dal frutto pieno ed esplosivo, con ricordi di mora di rovo. Sale e tannino si dividono il sorso, mostrando ampi margini di ulteriore affinamento.
Alto Adige St. Magdalener Doc Classico 2006, Maso Unterganzner Josephus Mayr Colore che tende al granato. Al naso gran complessità, con note terziarie evidenti e molto ben integrate. Al palato vino pieno: la buona vena glicerica è corroborata e rinvigorita da spezia e tannino, ancora presenti. Allungo salino.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
BARDOLINO – Tutto pronto per Bardolino Cru e Il Chiaretto che verrà, i due eventi dedicati ai vini simbolo della sponda orientale del lago di Garda: si comincia oggi, sabato 7 dicembre, per proseguire domani, domenica 8 dicembre. L’appuntamento è nelle sale del Ristorante La Loggia Rambaldi e dell’adiacente Barchessa, sul lungolago di Bardolino, nei pressi di Verona.
Ad aprire le danze, in mattinata, sarà #BardolinoCru, la degustazione dedicata alla scoperta dei vini sperimentali delle future sottozone Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna proposti in varie annate. I banchi d’assaggio di #BardolinoCru saranno aperti dalle 14.00 alle 20.00.
Obiettivo dell’evento è una nuova valorizzazione dei cru del Bardolino, già noti a fine Ottocento quando il vino prodotto sulla sponda veronese del Garda era servito nei Grand Hotel svizzeri al pari dei vini della Borgogna e del Beaujolais.
Già allora si conosceva l’esistenza di tre sottozone, individuate dai commercianti di vino nel 1825 e poi descritte da Giovanni Battista Perez nel 1900, nel volume La Provincia di Verona ed i suoi vini. Oltre a diciotto produttori di Bardolino, alla manifestazione – giunta alla sua seconda edizione – prenderanno parte anche nove vignaioli dei “cru” della Doc sudtirolese St. Magdalener. Saranno un centinaio i vini in assaggio.
IL PROGRAMMA DI DOMENICA
Seconda edizione anche per Il Chiaretto che verrà, la pre-anteprima dell’annata 2019 del Bardolino Chiaretto. Domenica 8 dicembre si degusterà il Chiaretto “da vasca” dell’ultima vendemmia, messo a confronto con il Chiaretto dell’annata precedente. Presente anche il Chiaretto spumante.
Un’occasione unica per assaggiare la produzione della denominazione leader dei cosiddetti “vini rosa” italiani nelle prime fasi post fermentazione. Trenta i produttori presenti, anche in questo caso un centinaio i vini in degustazione.
I banchi de “Il Chiaretto che verrà” saranno aperti dalle 10.00 alle 20.00. Il costo del calice per le degustazioni di #BardolinoCru è di 15 euro per l’intero, mentre per Il Chiaretto che verrà è di 10 euro.
Il costo del biglietto per entrambe le giornate è di 20 euro. Il biglietto ridotto è pari ad 8 euro ed è riservato ai soci Ais, Onav, Fisar, Fis, Aspi, Slow Food. Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso a #BardolinoCru è di 8 euro, mentre Il Chiaretto che verrà è gratuito.
INFO IN BREVE #BardolinoCru Data: sabato 7 dicembre 2019, dalle 14.00 alle 20.00 Luogo: Ristorante La Loggia Rambaldi Biglietto: 15 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar, residenti nel Comune di Bardolino). Per entrambe le giornate il costo del biglietto è di 20 euro.
Il biglietto è acquistabile online al seguente link: http://anteprimachiaretto.it/dicembre.html Info: www.ilbardolino.com
Il Chiaretto che verrà Data: domenica 8 dicembre 2019, dalle 10.00 alle 20.00 Luogo: Ristorante La Loggia Rambaldi Biglietto: 10 euro per l’intero, 8 euro per il ridotto (soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar). Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso è gratuito. Per entrambe le giornate il costo del biglietto è di 20 euro.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Due giorni dedicati alla scoperta del Bardolino e del Chiaretto, i vini della sponda orientale del lago di Garda, veri e propri simboli del territorio, ottenuti prevalentemente dalle uve di Corvina Veronese.
Le date da segnare sul calendario sono sabato 7 e domenica 8 dicembre, quando al ristorante La Loggia Rambaldi e nell’adiacente Barchessa a Bardolino (Verona) si terranno i due eventi #BardolinoCru e Il Chiaretto che verrà, voluti dal Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino.
Giunta alla sua seconda edizione, #BardolinoCru è la degustazione in programma sabato 7 dicembre dedicata alla scoperta dei vini sperimentali delle future sottozone Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna proposti in varie annate.
Oltre ai produttori del Bardolino all’evento saranno presenti anche dieci vignaioli dei “cru” della DOC sudtirolese St. Magdalener nel nome delle forti affinità che legano i vini rossi a base di Corvina e di Schiava. Una sessantina i vini in assaggio.
Seconda edizione anche per Il Chiaretto che verrà, la pre-anteprima dell’annata 2019 del Bardolino Chiaretto. Domenica 8 dicembre si degusterà il Chiaretto “da vasca” dell’ultima vendemmia, che verrà messo a confronto con il Chiaretto del 2018.
Si tratta di un’occasione più unica che rara di assaggiare la produzione della denominazione leader dei “vini rosa” italiani nelle primissime fasi post fermentazione. Un centinaio i vini in degustazione.
“La vendemmia che si è appena conclusa – dice il presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino, Franco Cristoforetti – è stata tra le più interessanti degli ultimi decenni a Bardolino: poca uva, di altissima qualità, con una freschezza straordinaria. Avrà dunque modo di verificarne il calore chi verrà ad assaggiare le prime prove di vasca del Chiaretto 2019.”
“Per il Bardolino prosegue invece il progetto di nuova valorizzazione dei cru già noti a fine Ottocento: è un percorso che ci accomuna ad altri territori, come quello altoatesino del St. Magdalener, la denominazione che sarà nostra graditissima ospite con alcuni dei suoi produttori più rappresentativi” – conclude il presidente.
I banchi d’assaggio di #BardolinoCru saranno aperti dalle 14.00 alle 20.00. Il Chiaretto che verrà, invece, sarà aperto dalle 10.00 alle 20.00.
Il costo del calice per le degustazioni di #BardolinoCru è di 15 euro per l’intero, mentre per Il Chiaretto che verrà è di 10 euro. Il costo del biglietto per entrambe le giornate è di 20 euro.
Il biglietto ridotto è pari ad 8 euro ed è riservato ai soci Ais, Onav, Fisar, Fis, Aspi, Slow Food. Per i residenti nel Comune di Bardolino l’ingresso a #BardolinoCru è di 8 euro, mentre Il Chiaretto che verrà è gratuito.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
(4 / 5) Il St. Magdalener costituisce uno dei vini bandiera della tradizione enologica altoatesina. In vendita nei supermercati Despar, il Sudtirol Alto Adige Doc St. Magdalener della tenuta Wilhelm Walch risulta opzione validissima per chi cerca un rosso leggero e fruttato, immediato e di pronta beva, con un buon rapporto qualità/prezzo. Un vino scevro di spigoli e ruvidezze, in grado di reggere a tutto pasto.
LA DEGUSTAZIONE
All’analisi sensoriale, il St. Magdalener sfoggia un colore rubino intenso di franca trasparenza. Al naso si apprezzano note abbastanza nitide di ciliegia e fragole, susina rossa e violette. Cenni di pepe nero e humus. Leggero e agile al palato, tenue negli aromi, beverino e dotato di discreta persistenza.
Vino celebrato nel Tirolo meridionale fin dal Medioevo per l’innata fragranza, il St. Magdalener è ideale come aperitivo o in abbinamento a formaggi dolci, speck, arrosti di vitello e grigliate di carne bianca.
LA VINIFICAZIONE
I vigneti della tenuta Wilhelm Walch sorgono nel cuore della zona vinicola fra Tramin e Caldaro, in giacitura collinare fra i 250 e i 750 metri di altezza. Le viti poggiano su terreni calcarei misti a sabbia e argille, ai piedi delle Dolomiti, abbondantemente irradiate dal sole.
Il St. Magdalener prevede un uvaggio dominato almeno per il 90% da Schiava con aggiunta di Lagrein e Pinot noir. Fermenta a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, svolge quindi la malolattica e affina brevemente in grandi botti di rovere di Slavonia prima dell’imbottigliamento.
L’azienda fondata nel 1869 nel borgo storico di Tramin in Alto Adige-Sudtirol appartiene da cento e cinquant’anni alla famiglia Walch. L’impostazione agronomica privilegia l’ecosostenibilità e la valorizzazione delle uve storiche. I vini tradizionali vengono interpretati in chiave moderna con l’integrazione di varietà internazionali.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
We use cookies on our website to give you the most relevant experience by remembering your preferences and repeat visits. By clicking “Accept”, you consent to the use of ALL the cookies.
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACQUISTA LA GUIDA e/o SOSTIENI il nostro progetto editoriale
La redazione provvederà a inviarti il Pdf all’indirizzo email indicato entro 48 ore dalla ricezione del pagamento