Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
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– si può leggere nella scheda prodotto sul sito dello store inglese – with a delicious taste of sparkling prosecco. These indulgent fruity sweets are beautifully presented in a SugarSin signature large glass jar. It is an exciting gift for any occasion as well as a tasty treat for yourself. A teddy for grown ups“. Ce lo ha segnalato un attento lettore di vinialsupermercato.it, facendo scattare la nostra indagine. L’ufficio stampa del Prosecco Doc assicura che le caramelle in questione “sono già state ritirate dal mercato”. Sul finire del 2015, i tre consorzi del Prosecco (Doc e Conegliano e Asolo Docg) hanno contattato le forze dell’ordine inglese. Scotland Yard, in concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico italiano, Interpol, Europol e Agenzia Internazionale delle Dogane avrebbe dunque “proceduto al sequestro delle caramelle col marchio Prosecco contraffatto”.
GOOD SAVE PROSECCO
Le Prosecco Gummies risultano di fatto ancora in bella vista sul sito web SugarSin, ma risultano “out of stock”: non disponibili. Chi invece continua a dichiarare di averne in magazzino è il department store John Lewis, una catena di grandi magazzini di vendita al dettaglio che può contare su una rete ben consolidata nel Regno Unito. Da Glasgow a Manchester, da Newcastle a Cambridge, senza dimenticare Cardiff, Birmingham e i tre megastore di Londra. Sul sito web della John Lewis ne risultano “more than 10 in stock“. Proviamo allora a procede all’acquisto online, al prezzo di 6,50 sterline, lo stesso precedentemente praticato dalla SugarSin per un barattolo da 250 grammi di Prosecco Gummies. La consegna all’estero non è prevista e proviamo dunque a richiedere il ritiro in uno degli store della catena. Basta inserire l’indirizzo e il gioco è fatto. Alla modica cifra aggiuntiva di 2 sterline. Le caramelle taroccate al Prosecco ci sarebbero così costate 8,50 sterline. Quasi 11 euro, insomma, per 250 grammi di orsetti dal “delizioso sapore di frizzante/scintillante prosecco”. Un affare, no?
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Le uve Chardonnay utilizzate per dare vita a Intreccio Blanc de Blancs provengono dalle colline vitate della Vallagarina, in Trentino. Un’area che, dal punto di vista climatico, è caratterizzata da estati calde e buone escursioni termiche nel periodo di maturazione delle uve. Il vitigno Chardonnay, originario della Borgogna e coltivato in Trentino da oltre cent’anni, ha trovato in questa zona un ambiente particolarmente favorevole per esprimere tutto il suo potenziale qualitativo. La complessa gamma aromatica di questa varietà associata ad un buon tenore acidico la rende ideale per l’elaborazione di vini spumanti. Le uve, accuratamente scelte, vengono raccolte esclusivamente a mano. La preparazione del vino di base viene realizzata mediante vinificazione in bianco in piccoli contenitori in acciaio inox a temperatura controllata. Una fase, questa, in cui gli enologi di casa Cavit Trento assicurano di prestare “particolare cura”. Il vino-base ottenuto riposa per alcuni mesi in cantina e viene dunque sottoposto a rifermentazione in autoclave, seguita da un affinamento sui lieviti di sei mesi, prima dell’imbottigliamento. Cavit (Cantina Viticoltori del Trentino) è una cooperativa che riunisce undici cantine sociali trentine, con 4500 viticoltori associati, dalla Valle dell’Adige (Roverè della Luna) alla Vallagarina (Avio).Prezzo pieno: 7,19 euro
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
La nostra visita alla Cantina Solive in Franciacorta parte da una terrazza con vista lago di Iseo. Ci troviamo su una collina morenica, nel territorio di Erbusco, luogo che la famiglia Bariselli ha scelto per la sua cantina.
Ci sono voluti ben otto anni di lavori prima di poterla inaugurare, nel 2010. Il protrarsi del cantiere è dovuto all’elaborata ricerca di materiali antichi, territoriali, particolari elementi architettonici imprescindibili, che andavano integrati in quella costruzione che “non voleva essere una cantina fredda e moderna, ma una cantina che richiamasse la tradizione rurale tipica dei luoghi circostanti e familiare”.
Purtroppo la giornata uggiosa non giova al panorama. La nostra guida, Paolo Turra, giovane enologo dell’azienda agricola Solive, spiega quali sono i vantaggi di questa posizione, a partire dal terroir.
“La Franciacorta – racconta – nasce dallo scioglimento di ghiacciai che hanno trasportato nella loro corsa a valle detriti di origine varia, che hanno creato lo scheletro di un terreno atto a produrre tanti vini di qualità con caratteristiche diverse. La Franciacorta, striscia di terra tra la Pianura Padana e le Prealpi, ha un alleato d’eccezione, il lago di Iseo, che mitiga le correnti fredde che arrivano dalle montagne portando grossi benefici sui vigneti che godono così di un clima asciutto”.
La vista, ci assicura Paolo Turra – e non abbiamo ragione di dubitarne – nella bella stagione è mozzafiato dalla terrazza Solive, teatro soprattutto in primavera e in estate di numerosi eventi.
LA STORIA
Scendiamo di un piano e Paolo Turra inizia a raccontare la storia della cantina, prendendo proprio spunto dal ritratto fotografico del Bariselli appeso lungo le scale.
“Solive è una delle più antiche realtà contadine della Franciacorta – spiega Turra (nella foto a sinistra) – la famiglia Bariselli sa cosa significa il sacrificio, l’impegno e la dedizione al lavoro. Tutto questo si è tramandato di generazione in generazione fino ad arrivare a Gian Mario, il quale conduce la cantina con gli stessi valori e la stessa etica dei suoi avi. Questo presuppone che Solive, a differenza delle cantine ormai industrializzate, abbia un amore immenso per il territorio franciacortino”.
La storia della Cantina Solive comincia nel 1898, data orgogliosamente espressa nel marchio. Ma, spiega Paolo Turra, che se parliamo di vini e cantina dobbiamo viaggiare avanti nel tempo: agli anni Settanta, data in cui sono stati acquisiti nuovi vigneti; al finire degli anni Novanta, con l’apertura dell’agriturismo con ristorazione; per poi giungere al 2010, anno dell’inaugurazione della cantina e della collezione Franciacorta Docg.
Raggiungiamo nel frattempo l’area fulcro della cantina, dove vengono accolte le uve per essere pressate. “La pressatura – spiega Turra – avviene direttamente con i raspi, è questo il motivo per il quale vengono utilizzate le presse a polmone negli spumanti e non dei torchi meccanici, per ottenere cioè una pressatura soffice che non vada a rompere i vinaccioli e i raspi, impedendo l’estrazione di polifenoli, tra cui i tannini, evitando di creare astringenza nella nostra base spumante”.
La vinificazione dello spumate rosé invece è leggermente diversa. “Effettuiamo due tipi di vinificazione per il Pinot nero, una vinificazione in bianco alla quale vengono tolte immediatamente le vinacce in maniera tale da non avere estrazione di colore, ottenendo così un mosto bianco, e una criomacerazione, macerazione a freddo a contatto con le bucce per 12-15 h a seconda della carica di antociani, ovvero di colore, all’interno della buccia, ottenendo una estrazione di colore fino ad arrivare a quello del rosé prestabilito. Quindi, per la formazione del nostro rosé effettuiamo tagli con i due tipi di vinificazione ottenendo sempre e comunque un 100% Pinot nero”.
LA FILOSOFIA DI SOLIVE
Dopo aver spiegato come si ottiene il vino base, successivamente imbottigliato per la presa di spuma e la seconda rifermentazione, Turra accompagna i visitatori al livello inferiore: migliaia di bottiglie riposano stipate in posizioni diverse a seconda dello stato di maturazione sulle fecce.
Qualcuna in posizione orizzontale, qualcuna in diagonale sulle pupitres e qualcuna in verticale, in ceste di acciaio, a testa in giù per altri 5/6 giorni, prima di essere condotte al macchinario che provvederà al congelamento dei lieviti esausti depositati nella bidulè e quindi proseguire il loro viaggio verso la linea di sboccatura, con aggiunta del liquer e imbottigliamento.
Oltre agli spumanti, la Cantina Solive produce due vini a denominazione di origine controllata Curtefranca, un bianco e un rosso, anche se la parte del leone spetta ovviamente al Franciacorta Docg, assestata sull’80% della produzione totale dell’azienda. “Solive produce solo vini millesimati – spiega l’enologo Turra – una scelta dettata dalla qualità che ne deriva. Penso sia giusto caratterizzare ogni anno la tipologia di vino senza ‘sistemarlo’ con vecchie annate, creando ogni anno un tipo di vino unico e
Ecco dunque come per Solive sia importante la “naturalità” dello spumante prodotto, che ne fa il tratto distintivo aziendale in tutta la Franciacorta e non solo. “Solive – continua l’enologo – è un prodotto vero e il suo punto di forza è la naturalità. Al nostro vino non facciamo aggiunte di nessun tipo, soprattutto con la liqueur d’expedition, per la quale usiamo sempre e solo il nostro vino, senza aggiunte di distillati aromatizzati. La freschezza e purezza non stanca mai, così come l’equilibrato”.
Tra il sacro e il profano, mentre passeggiamo per la cantina, Paolo Turra racconta episodi divertenti del suo lavoro. Il Franciacorta Docg è ritenuto talmente prezioso che spesso qualche ospite che non ha evidentemente capito come si produce un metodo classico pensa bene di appropriarsi in maniera indebita di qualche bottiglia che giace in rifermentazione. Non mancano quelli che vogliono degustare “il loro Prosecco”, presentandosi al cancello dell’azienda per chiederne “un paio di cartoni”.
A tal proposito gli chiediamo una sua opinione in merito alla confusione che regna in molti consumatori. “Tanta gente – evidenzia Turra – vuole bere del vino frizzante, magari spendendo poco, e si accontenta di questo, senza chiedersi cosa sta bevendo e se potrebbe bere di meglio, motivo per il quale la gente si dirotta sul Prosecco, che ha un costo inferiore”.
PROSECCO VS FRANCIACORTA
E i produttori cosa fanno per comunicare il loro prodotto efficacemente? “La Franciacorta – spiega l’enologo – è una realtà ormai da 40-50 anni e, nonostante i passi da gigante fatti siano molti, sono ancora relativamente pochi, soprattutto per l’estero. Sono fiducioso e credo che fra altrettanti anni Franciacorta sarà leader, non solo a confronto col Prosecco”.
Ritorniamo di sopra nel locale adibito a degustazione e vendita. Chiediamo espressamente di degustare il Pas Dosè, che ci è stato suggerito da un concorrente. Ci meraviglia all’assaggio l’effetto meno aggressivo, rispetto ad altri Franciacorta Docg degustati: le bollicine non sono invadenti e tendono a scivolare, ma soprattutto il gusto ‘amarognolo’ è ben equilibrato. La bottiglia, poi, è particolare: è trasparente, una scelta di immagine che, incalziamo l’enologo, rischia di esporre il prezioso contenuto all’effetto deleterio della luce.
“Il nostro prodotto di punta – spiega quindi Turra – è il Brut Docg Millesimato Giosèp, un 85% Chardonnay e 15% Pinot nero vinificato in bianco chiaramente, con 40 mesi minimo di affinamento sui lieviti, che quasi sempre supera i 50 mesi. Il dosaggio che va per la maggiore è quello del Saten, brut 5,5 g/l, anche se credo che il futuro del consumatore medio sarà il Dosaggio zero”.
NO ALLA GDO
“Vi sono cantine – dichiara Turra – che producono meno bottiglie e vendono tutto in grande distribuzione. Il motivo di questa scelta è che Solive è un prodotto di qualità, curato nei minimi dettagli, con cura e passione. Preferiamo che abbia un mercato più limitato ma costituito da consumatori che lo sappiano apprezzare appieno; gente che passi in cantina a conoscerci e a conoscere il nostro mondo, oltre al nostro modo di lavorare. Che ci apprezzi anche per questo e non solo per il prodotto”. Il cliente “tipo” di Solive ha un’età compresa tra i 25 e i 60 anni, con diverse disponibilità economiche.
“La nostra serietà e qualità – evidenzia Turra – è riconosciuta sia dall’operaio sia dall’imprenditore benestante”. Sul sito Internet della cantina è presente la sezione shop. Chiediamo a Paolo Turra come viene curato questo aspetto, se si tratta solo di fatturato incrementale che non richiede una particolare gestione, e in generale la sua opinione sull’e-commerce nel settore dei vini.
“Lo shop sul nostro sito è aperto da poco, nemmeno un anno – evidenzia l’enologo – devo dire che per adesso incide molto di più la mail spedita in cantina per prenotare l’ordine, ma credo che l’e-commerce sia il futuro, ormai tutto si guarda, si impara, e si compra con un click sul divano di casa. Questo aspetto lo reputo favorevole e triste allo stesso tempo”.
“Comodo, soprattutto per chi magari abita lontano esempio, sud-Italia e viene in vacanza in Franciacorta, apprezza il nostro prodotto e può rimanere sempre in contatto con la nostra realtà. Sfavorevole, purtroppo, poiché da un lato ha accentuato la pigrizia di alcune persone, le quali piuttosto che fare un giro in cantina per toccare con mano la realtà e il mondo del vino, preferiscono fare un click sul divano. Ma questo vale non solo per il mondo del vino, si sa le comodità rendono l’uomo pigro”. Un rischio che non ci sfiora neppure da lontano.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.