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Cinquanta euro (ben spesi) per un Lambrusco

50 euro ben spesi per un lambrusco anastasi paltrinieriCinquanta euro per un Lambrusco possono sembrare un prezzo “fuori mercato”. Non se quel Lambrusco è Anàstasi di Barbara e Alberto Paltrinieri. Una cuvèe di Sorbara in purezza rifermentato in bottiglia, ottenuta dall’assemblaggio di una base del 2017 che ha sostato 2 anni in un tonneau e una base de Leclisse 2019. Ma non è la particolare tecnica di vinificazione a giustificare il prezzo.

Anàstasi è stato prodotto in 758 bottiglie numerate, il cui ricavato sarà interamente devoluto a Fondazione Banco Alimentare Onlus. «Anàstasi spiega la cantina di Sorbara – significa “Resurrezione e rinascita”. Proprio questa “rinascita” è il nostro augurio per tutti». Un concetto che la famiglia di produttori sintetizza ancora meglio, con una frase divenuta lo slogan di Anàstasi: «Le gambe sotto una tavola e il cuore in una bottiglia».

LA STORIA DI ANÀSTASI

«Quando qualcuno ti invita a “mettere le gambe sotto una tavola”, dalle nostre parti – spiegano Barbara e Alberto Paltrinieri – ti sta invitando a pranzo in quel modo forse un po’ brusco ma decisamente amichevole che gli emiliani hanno nel Dna».

Anastasi è il nostro desiderio di “dare indietro”: restituire una parte di ciò che ci è stato dato, di tutto il bene che, in questi anni, abbiamo ricevuto. Nasce in un momento di crisi generale, la pandemia di marzo 2020. Uno di quei momenti in cui è tanto forte la tentazione di disperarsi e lamentarsi. Tanto forte da meritare un gesto deciso nel respingerla»

È su geniale intuizione dell’enologo Attilio Pagli che i Paltrinieri danno vita ad Anàstasi. Sorbara rifermentato in bottiglia, tiratura limitata, 758 «pezzi unici di un vino unico nel suo genere». Una cuvée formata al 50% da vino della vendemmia 2017 affinato due anni in tonneau, e al 50% dal un nettare della vendemmia 2019 (lo stesso de Leclisse).

CON LE «GAMBE SOTTO UNA TAVOLA»

«Da subito – spiegano Barbara e Alberto Paltrinieri – questo progetto ha contagiato anche i nostri collaboratori, fornitori e clienti. Una storia che inizia proprio con un pranzo, un invito accettato, una tavola condivisa con alcuni soci Conad e una bottiglia di Anastasi da bere insieme. A questo si aggiunge la decisione di Marta, figlia di nostri amici, che vuole contribuire regalandoci tutti i suoi risparmi dicendoci: “Si riceve di più a dare”».

A tavola, infatti, l’idea di donare il ricavato al Banco Alimentare convince tutti. «In un primo momento – spiegano Barbara e Alberto Paltrinieri – siamo rimasti sorpresi ed emozionati: “Io voglio 100 bottiglie”, “Anche io ne compro 50”. Per un attimo siamo rimasti bocca aperta, poi onestamente ci siamo commossi. È un gesto bellissimo, forse non per caso avvenuto proprio con le gambe sotto la tavola di un pranzo emiliano».

«I soci bolognesi – concludono i Paltrinieri – hanno deciso di trasformare Anàstasi nel miglior regalo possibile per i loro amici e clienti. Ma soprattutto per noi e per il Banco Alimentare. Una storia che va raccontata, forse perché è una storia di tavola e di vino, di Emilia e di cose belle che succedono e che ti scaldano il cuore». Una storia a cui tutti possono partecipare, acquistando Anàstasi per sostenere il Banco Alimentare.

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Vini al supermercato

Lambrusco al supermercato: migliori e peggiori

A caccia del miglior Lambrusco al supermercato? La redazione di Vinialsuper ha acquistato e degustato “alla cieca”, ovvero senza conoscere il nome dei vini per giudicarli in totale autonomia, più del 95% delle etichette presenti nella grande distribuzione organizzata in Italia (ben 74), stabilendo quali siano migliori e peggiori.

Ecco i vini premiati con 5, 4.5 e 4 cestelli della spesa, nella speciale scala di valutazione di Vinialsupermercato.it:

  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Terra Calda”, Ca’ De Medici
    (5 / 5)
    Color rubino carico. Naso intenso, frutto ben espresso, fiore di viola. Bel vino al palato, con parte tannica integrata, che controbilancia il frutto. Chiude leggermente amaricante, pulito, su una nota leggera di rabarbaro. Prezzo: 6,30 euro da Iper, La grande i
  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Lirico Rio” – Fondazione Luciano Pavarotti, Cantina Sociale di San Martino in Rio
    (5 / 5)
    Rosso rubino. Naso ampio, sorprendentemente complesso, ben oltre il frutto. Note di caramellina mou. Al palato un frutto pieno, maturo, molto preciso. Buona la persistenza, sul frutto. Chiude asciutto. Un vino super gastronomico. Prezzo: 7,50 euro da Iper, La grande i
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc Dolce “Forte Nero”, Medici Ermete e Figli
    (5 / 5)
    Rosso rubino intenso. Bel naso, fiori di viola, fragola. Corrispondente al palato. La parte zuccherina risulta molto ben dosata, per nulla stucchevole, tanto da esaltare alla perfezione il frutto. Prezzo: 2,99 euro da Tigros
  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Marcello”, Ariola Vigne e Vino
    (4,5 / 5)
    Bel color rubino carico, mediamente trasparente. Naso pregevole, su fragola, ciliegia, lampone, violetta. Al palato una perfetta corrispondenza col naso. Chiusura asciutta ma piena, sul frutto. Prezzo: 7,56 euro da Tigros

  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Il Parmigiano”, Ariola Vigne e Vino
    (4,5 / 5)
    Rubino carico, luminoso. Naso e sorso leggermente più asciutto della media, per un vino che pare austero solo di primo acchito. Vinoso, concentrato. Decisamente elegante. Prezzo: 3,69 euro da U2 – Unes
  • Lambrusco Mantovano Doc Secco “Pjafoc”, Cantine Virgili Luigi
    (4,5 / 5)
    Rosso rubino. Naso intrigante, cola, frutto rosso maturo. Note che si ritrovano in un palato piacevole e “frizzante”, giocato sul frutto: vino beverino, con un tocco di spezie calde e dolci. Prezzo: 6,5 euro da Iper, La grande i
  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Otello Etichetta Nera”, Cantine Ceci
    (4,5 / 5)
    Rosso rubino. Bel naso, preciso, su frutti più rossi che neri. Ricordi di gelso. Ingresso di bocca sul frutto, che lascia poi spazio a un centro bocca agile, snello, prima del ritorno della frutta (ciliegia, lampone). Prezzo: 7,90 euro da Iper, La grande i
  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Otello”, Cantine Ceci
    (4,5 / 5)
    Rosso rubino carico. Frutto più intenso rispetto al precedente “Otello etichetta nera”. Mela rossa, carica di succo. Interessante nota di cola. Chiude ampio, sul frutto. Prezzo: 6,49 euro da Iper, La grande i

  • Lambrusco Reggiano Doc Dolce, Medici Ermete e Figli
    (4,5 / 5)
    Rubino, spuma generosa. Bel naso, ampio. Ottima corrispondenza naso-palato, coerente dall’ingresso alla chiusura. Vino molto equilibrato ed elegante. Pregevole la chiusura: fruttata, morbida, pulita. Concreta. Prezzo: 5,05 euro da Il Gigante
  • Lambrusco Mantovano Doc Secco “Mantua”, Cantine Lebovitz
    (4 / 5)
    Rubino carico. Profilo vinoso che si accosta alla spina dorsale del frutto. Al palato, in particolare, si comporta come un vero e proprio vino rosso, al di là della “bollicina”. Curioso, vero, da provare soprattutto per l’ottimo rapporto qualità-costo. Prezzo: 1,99 euro da Iper, La grande i
  • Lambrusco Emilia Igt Secco Metodo Ancestrale “Senzatempo”, Cantine Riunite
    (4 / 5)
    Rosso rubino carico. Intenso al naso, tutto frutto. Al palato riecco il frutto pieno, maturo, ma non sgarbato. Chiude asciutto. Vino di buona precisione, nel complesso. Prezzo: 4,99 euro da Bennet
  • Lambrusco Scuro Emilia Igt Secco “Fiero Nero”, Cavicchioli
    (4 / 5)
    Bel rosso rubino carico. Naso garbato, sulla ciliegia e sul fiore di viola. Bell’equilibrio al palato, ottima corrispondenza. Chiude asciutto, nonostante il frutto pieno. Interessante dal punto di vista gastronomico. Prezzo: 4,99 euro da Iper, La grande i
  • Lambrusco Modena Doc Abboccato Bio Cavicchioli
    (4 / 5)
    Rubino luminoso. Bella ciliegia al naso, che si ritrova anche al palato. Vino giocato sull’equilibrio, in punta di piedi ma concreto. Prezzo: 4,28 euro da Esselunga

  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Giuseppe Verdi Luxury Edition”, Cantine Ceci
    (4 / 5)
    Rosso rubino un poco più scarico rispetto al Giuseppe Verdi (descrizione che segue, ndr). Meno intensità al naso, meno espressività del frutto. Tanto fiore e ribes, più che fragola. In bocca piuttosto verticale, salino. Il frutto non manca. Vino di equilibrio e di buona eleganza. Prezzo: 6,18 euro da Tigros
  • Lambrusco Emilia Igt Secco “Giuseppe Verdi”, Cantine Ceci
    (4 / 5)
    Rosso rubino. Bel naso, preciso, piuttosto intenso su fragola e ciliegia. Vino leggero, molto beverino, ben fatto. Più che sufficiente la persistenza. Prezzo: 5,98 euro da Bennet
  • Lambrusco Modena Doc Semisecco “Casalguerro” – Fiorfiore Coop, Cleto Chiarli
    (4 / 5)
    Rosso rubino carico. Bel naso, ampio e intenso: fragola, tocco floreale. Buona corrispondenza al palato, con un tocco di tannino che ben accompagna la beva, sul frutto maturo. Prezzo: 5,5 euro da Coop
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato “Il Baluardo”, Chiarli
    (4 / 5)
    Colore carico, viola impenetrabile. Naso ampio. Fiori, frutto piuttosto preciso (ciliegia), risvolto vinoso apprezzabile. Corrispondente in bocca. Vino equilibrato. Prezzo: 2,99 euro da Bennet
  • Lambrusco Reggiano Doc Dolce “Forte Nero”, Medici Ermete e Figli
    (4 / 5)
    Color rubino, bella spuma. Bel naso, molta corrispondenza. Entra morbido e dosato; chiude su nota astringente, che chiama il sorso successivo, per pulizia. Prezzo: 2,99 euro da Tigros
  • Lambrusco Reggiano Doc Secco 2018 “Assolo Reggiano”, Medici Ermete e Figli
    (4 / 5)
    Colore carico. Bel naso: frutto, viola, rosa. Un’inattesa salinità al palato, gioca bene sul frutto e regala equilibrio alla beva, piena. Un vino decisamente gastronomico. Prezzo: 5,90 euro da Iper, La grande i

I MIGLIORI LAMBRUSCO AL SUPERMERCATO

Settantaquattro i vini valutati in un panel che ha visto protagoniste tutte le tipologie: Lambrusco secco, abboccato, dolce, semidolce e amabile. Dai risultati emerge quanto Medici Ermete e Figli, cantina di Gaida di Reggio Emilia, sia di gran lunga la miglior realtà produttrice presente nel segmento Gdo. Quattro i vini premiati tra i migliori Lambrusco al supermercato: un 5 cestelli, un 4.5 cestelli e due 4 cestelli.

Quattro vini premiati anche per Cantine Ceci, realtà di Torrile, in provincia di Parma. Le due coppie di “Otello” e “Giuseppe Verdi”, del resto, sono etichette iconiche per la tipologia, capaci di aggiudicarsi rispettivamente 4.5 e 4 cestelli.

Conferme anche dalla parmense Ariola Vigne e Vini e le modenesi Cavicchioli e Chiarli, con due vini premiati a testa. “Marcello” e “Il Parmigiano” brillano con 4.5 cestelli della spesa, che si aggiungono al palmares della cantina di Calicella Langhirano (PR). L’azienda di San Prospero piazza invece due ottimi “4 cestelli” (“Fiero Nero” e Bio), così come Chiarli con la private label Fiorfiore Coop e “Il Baluardo”.

In grande spolvero risultano Ca’ de’ Medici di Cadé (RE) e la Cantina sociale di San Martino in Rio (RE), con un vino da 5 cestelli della spesa a testa: si tratta di “Terra Calda” e di “Lirico”, Lambrusco dedicato a Pavarotti.

Un vino a testa, in questa speciale classifica dei migliori Lambrusco al supermercato, per Cantine Lebovitz, Cantine Riunite, Cantine Virgili Luigi. Tutte capaci di conquistare un “4 cestelli”.

IL LABRUSCO AL SUPERMERCATO, IN CIFRE

Interessanti, oltre ai risultati della degustazione alla cieca, i dati che emergono dagli scaffali dei supermercati. Il prezzo medio dei Lambrusco acquistati da Vinialsuper si assesta su 3,84 euro a bottiglia.

Tra le 74 etichette, quella più costosa ha un prezzo di 7,90 euro (“Otello” di Ceci); la più economica si porta a casa con appena 1,59 euro da Lidl (valutazione di appena 2 cestelli della spesa su 5).

Più in generale, la Denominazione appare tutto sommato in buona salute in Gdo, aggiudicandosi una media di 3 cestelli della spesa nella speciale scala di valutazione della redazione di Vinialsuper.

Il 54% delle etichette guadagna almeno 3.5 cestelli, che contraddistingue vini organoletticamente rispettosi della Denominazione, della tipicità delle uve e del prezzo finale, rapportato alla qualità del calice.

Una sufficienza conquistata anche grazie alle versioni non secche e al prezzo risicato di molte bottiglie, con lo “zucchero” capace di mascherare qualche magagna di troppo, presente nelle tipologie secche più economiche.

Fotografando dall’alto la Denominazione, si apprende che il 32% del Lambrusco presente nella grande distribuzione italiana è a indicazione geografica tipica, in particolare Emilia Igt.

A seguire il Grasparossa di Castelvetro Doc, col 19%. Molto ravvicinate le produzioni riservate ai supermercati di Modena Doc, Sorbara Doc e Reggiano Doc, rispettivamente con 15%, 14% e 12%.

Chiudono la classifica della rappresentatività il Mantovano Doc (5%) e il Salamino di Santa Croce (3%). Il 62% del Lambrusco presente al supermercato è secco. In etichetta prevale poi l’indicazione “Amabile”, col 22% dei campioni, seguita da “Abboccato” (8%), “Dolce” (5%) e “Semisecco” (3%).

Più in generale, i dati forniti da Valoritalia riguardanti l’anno 2019 stabiliscono in 1.265.407,46 ettolitri la produzione di Lambrusco Doc e Igt, per un totale di 168.720.995 bottiglie da 0,75 centilitri, di cui 42.132.370 Doc.

La crescita delle Denominazioni del Lambrusco è significativa, rispetto al 2018: +16,3%. Numeri e proiezioni che, come riferisce WineMag.it, sono già sul tavolo del nuovo Consorzio unico, chiamato a giocare la partita di uno dei vini più amati dagli italiani e nel mondo.

I MIGLIORI LAMBRUSCO AL SUPERMERCATO: LA DEGUSTAZIONE*

ETICHETTA CANTINA CESTELLI
Marchesa Vincenza Stanga C.V.C. 0.5 1,69
Lambrusco Emilia Igt Secco Cavicchioli 1 2,99
Lambrusco di Sorbara Doc Secco Righi 1 4,99
La Villa Nobile Vec Srl 1.5 1,79
Villa Bonaga Imb. I.W.C 2 1,59
Lambrusco Salamino di Santa Croce Secco Vec Srl 2 1,69
Italia Lambrusco dell’Emilia Igt Amabile Modavin Modavin 2 3,59
Terra Grande Imb. MO/4226 Provinco 2.5 1,69
Lambrusco Mantovano Doc Secco Modavin 2.5 1,69
Le Vie dell’Uva Chiarli 2.5 3,1
100% Righi Righi 2.5 3,5
Italia Lambrusco dell’Emilia Igt Secco Modavin Modavin 2.5 3,59
Prestigio Chiarli 2.5 3,59
Corterosa Lambrusco Modena Doc Corterosa 2.5 4,59
Bio Chiarli – Fondo Belvedere 2.5 4,99
Terra Grande Imb. MO/4226 Provinco 3 1,69
Marchesa Vincenza Stanga C.V.C. 3 1,69
Villa Bonaga Imb. I.W.C 3 1,79
Villa Bonaga Imb. I.W.C 3 1,79
Ducati Emiliani Cantine Riunite 3 1,9
Trattoria Italiana La Colombara Spa 3 1,99
Prestigio Chiarli 3 2,49
Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato Vec Srl 3 2,79
Ducati Emiliani Cantine Riunite 3 2,95
Ducati Emiliani Cantine Riunite 3 2,98
Lambrusco Emilia Igt Amabile Cavicchioli 3 2,99
Lambrusco di Modena Doc Semisecco Civ 3 3,95
Tre Medaglie Cavicchioli 3 3,99
Tre Medaglie Cavicchioli 3 3,99
L’Enologo Civ 3 3,99
L’Olma Cantine Riunite 3 4,89
Notturno Righi 3 5,04
“intenso e fruttato” in etichetta Chiarli 3 5,49
Campo Maio Az. Ag. Castelvetro 3 5,9
Lambrusco Salamino di Santa Croce Vec Srl 3.5 1,69
La Colombara La Colombara Spa 3.5 2,34
Forte Nero Medici Ermete e Figli 3.5 2,99
Forte Nero Medici Ermete e Figli 3.5 2,99
Emilia Igt Secco Cantine Riunite 3.5 2,99
Emilia Igt Amabile Cantine Riunite 3.5 2,99
Rossoscuro CCR Soc. Coop Agr. 3.5 2,99
Mantovano Borgo Imperiale 3.5 2,99
Le Vie dell’Uva Chiarli 3.5 3,1
100% Righi Righi 3.5 3,5
Gala Chiarli 3.5 3,59
Gran Gala Chiarli 3.5 3,79
(scritta diagonale) Cavicchioli 3.5 3,9
(scritta diagonale) Cavicchioli 3.5 3,9
L’Enologo Civ 3.5 3,99
Grandi Vigne Valle Scura Alfredo Bertolani 3.5 4,5
Le Vie dell’Uva Bio (“novità in cantina”) Chiarli 3.5 4,9
Vecchia Modena Chiarli 3.5 4,98
Vecchia Modena Chiarli 3.5 4,99
Grandi Vigne Valle Scura Alfredo Bertolani 3.5 4,99
Reggiano Secco Medici Ermete e Figli 3.5 5,08
Mantua Cantine Lebovitz 4 1,99
Il Baluardo Chiarli 4 2,99
Forte Nero Medici Ermete e Figli 4 2,99
Bio Cavicchioli 4 4,28
Senzatempo Metodo Ancestrale Cantine Riunite 4 4,99
Fiero Nero Lambrusco Scuro Cavicchioli 4 4,99
Casalguerro – Fiorfiore Coop Cleto Chiarli 4 5,5
Assolo Reggiano Medici Ermete e Figli 4 5,9
Giuseppe Verdi Ceci 4 5,98
Giuseppe Verdi Luxury Edition Ceci 4 6,18
Il Parmigiano Ariola Vigne e Vino 4 3,69
Reggiano Dolce Medici Ermete e Figli 4.5 5,05
Otello Ceci 4.5 6,49
Pjafoc Cantine Virgili Luigi 4.5 6,5
Marcello Ariola Vigne e Vino 4.5 7,56
Otello Etichetta Nera Ceci 4.5 7,9
Forte Nero Medici Ermete e Figli 5 2,99
Terra Calda Ca’ De Medici 5 6,3
Lirico Rio – Fondazione Luciano Pavarotti Cantina Sociale di San Martino in Rio 5 7,5

*Degustazione a cura della redazione di Vinialsuper.it: Davide Bortone, Viviana Borriello, Giacomo Merlotti

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La Terra Trema, i calici no: i migliori vini degustati al Leoncavallo

Trovarsi alla Terra Trema ogni anno è come passare una serata con gli amici lontani, con cui ti ritrovi raramente. Legno. Luci soffuse. Musica in sottofondo. Un buon bicchiere di vino. E chiacchiere. Tante chiacchiere. In particolar modo se, per te, è il sesto anno consecutivo. Ma siamo alla 12° edizione. La numero 10 al Leoncavallo di Milano. E si vede. Finalmente il bicchiere non è quello classico, da degustazione della festa del paese. E’ un calice!

Gli amici sono quelli di sempre, ma ogni anno conosci qualcuno di nuovo. Perché la manifestazione conta ben 90 produttori, in media, all’anno. Tutti Vignaioli, contadini, amanti della terra. Del suo profumo e del suo calore. Lo trasmettono. Anche solo da come ti parlano. Tutto attorno, un ambiente che li mette a loro agio. Come in campagna. Nulla di sfarzoso.

Niente distoglie il visitatore da quei faretti. Puntati solo su di loro. I protagonisti. Al fianco dei loro vini. Bisogna solo avvicinarsi e parlare. Non aspettano altro che raccontarti la loro passione. La loro fatica.

LA DEGUSTAZIONE
L’inizio è quello di sempre, con i vignaioli che poi si incontrano anche in cantina, durante l’anno. Si parte col Pecorino dell’Azienda Agricola Fiorano di Cossignano (AP), il Donna Orgilla 2015. Giallo paglierino con riflessi verdognoli, naso floreale ed erbaceo, caldo figlio di un’annata tosta. In bocca sapido e molto minerale. E’ capitato negli anni di degustare magnum con qualche anno sulle spalle. E questa vigna riesce col tempo a sfoderare evoluzioni Riesliniane.

Da lasciare a bocca aperta. Peccato che Paolo, co-titolare dell’azienda, non ne abbia portate in degustazione. Altro Pecorino di casa è il Giulia Ermina, con fermentazione in tonneaux francese e maturazione “sur lies” per 12 mesi, più 8 di affinamento in bottiglia. Una piccola chicca, per chi ama il sentore terziario appena percettibile del legno, sempre ben bilanciato da una buona acidità. Vero e proprio contraltare della freschezza di Donna Orgilla.

Nuova tappa ma ancora Pecorino. Stavolta Il Fiobbo di Vini Aurora ad Offida (AP). Questo è un gioiellino e basta. Perfetto, intrigante, complesso nei sentori gusto-olfattivi ma allo stesso tempo beverino. Anche qui riflessi verdognoli tipici del vitigno. Naso di mela verde, agrumi, fieno ed erbe aromatiche. Finale rinfrescante.

Facciamo un passo più a nord, sempre Marche. Stavolta quella del Verdicchio. Corrado Dottori di Cupramontana (AN). Azienda La Distesa, è in ritardo. Il banchetto è ancora vuoto. E allora ne approfittiamo per assaggiare i Verdicchio di La Marca di San Michele, che porta il Capovolto 2015 e il PassoLento 2014, in magnum. Capovolto 2015 è quello che non ti aspetti. Annata calda, siccitosa. Ma la vendemmia è stata anticipata di più di un mese, con inizio a fine agosto. E qui si trova la chiave di tutto. Qui non c’è macerazione e non c’è passaggio in legno.

Solo acciaio. E 8 mesi sulle fecce nobili. E’ un vino che esprime il varietale del Verdicchio. Da bere a secchi in estate. PassoLento 2014 è invece il fratello maggiore… inizia la fermentazione in acciaio poi passa  in botti di rovere da 10 hl dove finisce la fermentazione e matura per 9 mesi sulle fecce fini. Poi attende altri 9 mesi in bottiglia. E’ molto più complesso e strutturato con un corpo caldo nonostante l’annata fresca, di 13% vol. Un vino che ancora deve evolvere.

Lasciamo le Marche e andiamo in Sicilia, regione rappresentata a La Terra Trema da ben 15 produttori. Nino Barraco e Marilena Barbera fanno da capofila. Barraco schiera una batteria di 10 e forse più vini in degustazione. Uno più buono dell’altro. Merita una nota particolare il rosso Milocca 2006 da vendemmia tardiva di Nero D’Avola. Una perla. Affinato in castagno da 205 litri per 24 mesi. C’e tutto: pepe, cacao, ciliegie, anice stellato. In bocca dolce e sapido, suadente. Tra i bianchi, non si può scegliere. Ognuno ha le proprie peculiarità. Il Catarratto, lo Zibibbo in secco, il Grillo. Sono tutti deliziosi. Acidità e sapidità la fanno da padrona, ma non coprono mai i varietali. Qui Nino Barraco ha trovato la giusta alchimia.

Da Marilena Barbera è facile perdere la testa. Per lei, per il suo amore per il proprio lavoro, per la sua terra. E per i suoi vini. Inzolia 2015 è quasi salmastro. E per Marilena questa è la chiave. Ammette infatti che il sale stimola le papille gustative e le rende più recettive ai sentori. Rendendo la beva molto più interessante e appagante. Ma da Marilena Barbera, quest’anno, c’è una sorpresa: l’Arèmi, blend con una piccola percentuale di Zibibbo. Vino imbottigliato quella stessa mattina, come racconta entusiasta la vignaiola, proprio per portarne un campione alla fiera. Niente vendita. Ma è facile immaginare che chiunque l’abbia assaggiato si sia appuntato il numero della cantina. Per ordinarne un bancale. Un vino che non puoi non amare: fresco, sapido, con quella nota aromatica dello Zibibbo di Menfi, nel sud più profondo.

Lasciamo Marilena Barbera ma rimaniamo in Sicilia. Per una scoperta. 2012 Etna Rosso – Eno-trio, Nerello Mascalese in purezza da vigne a piede franco in contrada Calderara. Versante nord-ovest dell’Etna. E’ amore a prima olfazione.

Età media delle piante: 80-90 anni. Rese da 600g/1kg per pianta. Siamo al top. Affinamento in tonneaux e barrique di secondo, terzo passaggio per 12-18 mesi, più altri 6 in bottiglia. Boom. Naso commovente, con frutto dolcissimo e speziato, ciliegia, china, noce moscata, carbone, fumo e questa dolcezza intossicante che fa pensare alle pesche mature.

Notevole, veramente notevole. Bocca (per fortuna) idem: il tannino morbido accarezza il palato, poi è dolce, setoso e lungo. Poi un Traminer Aromatico, da vigne a 1000m d’altezza sull’Etna. Anche qui siamo su rese bassissime, ma con densità di impianto leggermente superiore al Nerello. Vino elegante, aromatico, delicato. Con note floreali, fruttate e con sentori di spezie. Altra bel prodotto.

Risalendo lo stivale cadiamo nella tentazione di qualche bella bollicina. Di Lambrusco, però. Il vino giusto, per spezzare e preparare il palato ai rossi corposi. Denny Bini è un personaggio da amare. Un Emiliano Doc, di Reggio. La Rosa dei Venti lo puoi bere anche a colazione. Lambrusco varietà Grasparossa, rosato rifermentato in bottiglia. Macerazione di 2 ore senza controllo. Secco, leggermente amaro, con un accenno di tannino. Bellissimo. Ponente 270 Lambrusco dell’Emilia, “come lo si fa a Reggio”, ci racconta. Cinque giorni di macerazione, mischiando tutte le varietà di Lambrusco: Lambrusco Grasparossa, Malbo Gentile, Lambrusco Salamino, Lambrusco di Sorbara. Pieno, ma morbido. Libeccio 225, il suo Lambrusco, il Grasparossa. Qui siamo a 10 giorni di macerazione , il colore lo rivela. Rifermentato in bottiglia. Bel corpo e una bevibilità che non ti stanca mai. Un po’ come La Terra Trema. Imperdibile, l’anno prima. Come l’anno dopo.

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