All’inizio di quest’anno la Cina ha eliminato le norme di quarantena e ha aperto completamente le frontiere per i viaggi internazionali. Un’ottima premessa di successo per ProWine Shanghai 2023, che tornerà al Shanghai New International Expo Center dall’8 al 10 novembre 2023 e aprirà nuovamente le porte agli espositori stranieri per la prima volta dopo la pandemia di Covid-19.
Un anno speciale, dato che ProWine Shanghai celebrerà il suo 10° anniversario, intenzionata a «dimostrare in modo impressionante il suo ruolo di fiera leader per l’industria del vino e degli alcolici nella Cina continentale», riferiscono gli organizzatori. Numerosi produttori, regioni e Paesi internazionali e nazionali si sono già assicurati le aree espositive per ProWine Shanghai 2023 in questa fase iniziale. Ampia varietà di regioni vinicole francesi, come di consueto sotto l’egida di Business France.
AXA Millésimes presenterà una selezione di vini francesi e festeggerà il suo debutto al ProWine Shanghai. Anche Wines of Portugal, Wines of Germany e il California Wine Institute parteciperanno con ampi padiglioni nazionali. Per l’Italia presenti, tra tutti, le Cantine Sgarzi Luigi di Castel San Pietro Terme (BO), esportatore ufficiale numero uno di vino in Cina nel 2021. Aderiranno nuovamente a ProWine Shanghai 2023 numerose aziende d’oltreoceano.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Dal Piemonte a Shanghai, da New York passando da Berlino, sarà una «Bagna Mundial» a celebrare i primi dieci anni di Bagna Cauda Day. È questo lo slogan del bavagliolone 2022, disegnato dall’artista Carlotta Castelnovi: ricorda che in quel periodo si giocano i Mondiali di calcio in Quatar e gli italiani, esclusi, si consoleranno a tavola. Il Bagna Cauda Day è un evento ironico, complesso e articolato. Organizzato dall’Associazione culturale Astigiani, coinvolge dal 2013 migliaia di appassionati. Ad Asti, in Piemonte e nel mondo si accenderanno, in sei giorni, oltre 20 mila fujot in 150 locali.
Tra le adesioni da segnalare quest’anno, quella di Eataly che celebrerà l’evento in 5 ristoranti in Piemonte e a Bologna. Ma il rito si rinnova anche all’estero: partecipano Facciola wine bar di Berlino, Da Marco Restaurant di Shanghaie Osteria Carlina di New York. L’edizione 2022 si arricchisce di un appuntamento speciale: il Bagna Pax organizzato dalla Caritas di Asti con le comunità russa e i profughi ucraini.
Due serate venerdì 25 e sabato 26 novembre nel cantinone del Foyer delle Famiglie di via Milliavacca ad Asti con la bagna cauda chiamata a essere cibo della pace. Una curiosità: mangeranno la bagna cauda anche gli ospiti delle rsa astigiane del gruppo Orpea Italia, Casa Mia Asti di Asti e Casa Mia Rosbella di Nizza Monferrato.
BAGNA CAUDA DAY 2022, LA FORMULA NON CAMBIA
Il prezzo della bagna cauda è 28 euro, uguale ovunque. Da quest’anno è prevista la Bagna Sovrana ovvero la possibilità di proporre un menu completo con la bagna cauda al centro e il resto del menu indicato con chiarezza. In questo caso il prezzo al pubblico è libero. Per chi vuole fare un po’ di movimento prima di sedersi a tavola, il 26 e il 27 novembre, c’è il Bagna Bike, pedalata tra i vigneti di Ruché organizzata da EbikeOne. Tutti i locali sul sito bagnacaudaday.it. Si prenota telefonando o mandando una mail al ristorante.
E la bagna cauda piace anche a Papa Francesco, che sarà ad Asti il 19 e 20 novembre in visita privata ai parenti. Il pontefice, con origini astigiane, non ha mai nascosto il suo amore per l’intingolo piemontese a base di aglio, acciughe e olio.
«In dieci anni – dicono gli organizzatori – abbiamo ridato dignità a un piatto popolare ma nobile come la Bagna Cauda. L’abbiamo riportata al centro della proposta gastronomica che parte dal Piemonte e coinvolge numerose realtà in tutto il mondo. La Bagna Cauda è un piatto autentico, senza divieti e ingredienti nascosti: aperto a ogni cultura e tradizione. È un piatto che unisce».
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ProWine China2020 sbanca e va (forse) persino oltre alle più floride attese, ai tempi del Covid-19. Sono stati ben 22.542 i visitatori professionali che hanno visitato la Wine & Spirits Trade Fair a Shanghai, dal 10 al 12 novembre. Vale a dire il 9,2% in più rispetto all’edizione 2019.
Da segnalare la “massiccia presenza di visitatori locali“, provenienti da Pechino, Guangdong, Sichuan, Hainan, Shandong, Liaoning, Mongolia Interna e Macao. Sull’agenda della casa madre tedesca Messe Düsseldorf, c’è già un appuntamento sottolineato e in grassetto: quello del 9-11 novembre 2021, sempre in Cina.
Secondo quanto riferiscono gli organizzatori, sono stati 400 i produttori e distributori di vino intervenuti alla tre giorni di Shanghai, provenienti da 17 Paesi. Date le restrizioni all’ingresso in Cina, Prowine ha mantenuto “una comunicazione continua con i padiglioni e gli espositori d’oltremare”.
“Overseas organization, local support“. Questo il claim utilizzato per sintetizzare l’approccio e aggirare le misure anti Covid-19. “Abbiamo promosso attivamente il modello di ‘organizzazione oltremare, supporto locale’ e, in questo modo, abbiamo consentito a molte aziende vinicole internazionali di poter partecipare a ProWine China 2020 tramite le loro filiali o importatori locali in Cina, dimostrando il loro impegno per il mercato cinese”.
Michael Degen, Direttore Esecutivo, Messe Düsseldorf GmbH, esprime soddisfazione: “Organizzare ProWine China 2020 nei tempi previsti durante l’epidemia è stata quest’anno più impegnativo che mai. Siamo lieti che l’evento mantenga la sua caratteristica internazionale e speriamo che il suo successo porti a nuove opportunità per la promozione nell’era post-epidemia nel settore dei vini e degli alcolici”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
EDITORIALE – Secondo un luogo comune, il Sole nasce a Oriente e anche il vino internazionale pare tenerne conto. La rinascita del settore, o quantomeno la sua più strenua resistenza, sembra passare infatti dalla Cina e dall’Ucraina.
Nei prossimi giorni si svolgeranno due eventi che prendono a schiaffi lockdown e coprifuochi di mezzo mondo: la Wine & Spirits Ukraine (Kiev, 3-5 novembre) e la ProWine China (Shanghai, 10-12 novembre). Fiere che guardano ad Est, dove tutto (o quasi) il marasma generato da Coronavirus era iniziato.
Se l’evento ucraino passa del tutto in sordina in Italia, tanto non fa l’appuntamento di mamma berlinese in terra straniera, che manda a dire al mondo: “Per l’industria del vino, la Fiera di 3 giorni a Shanghai sarà più importante che mai nel ruolo di barometro delle tendenze di sviluppo del mercato del vino sotto l’influenza di Covid-19″.
“Nonostante le restrizioni ai viaggi internazionali e le misure di allontanamento sociale, abbiamo tutte le indicazioni di un evento di successo. Il mercato cinese sta per finire le scorte e la maggior parte dei rivenditori è pronta a effettuare nuovi ordini per il prossimo anno dopo mesi di prenotazione”.
Non manca la stoccata sulla sicurezza sanitaria, vero tema centrale di questa settima edizione cinese: “Da parte di ProWine è stato stabilito un concetto di igiene globale che tiene conto di tutte le disposizioni attuali e consente ai buyer di visitare in sicurezza ProWine China”.
GRANDI OSPITI
Poi, spazio a un dato di fatto incontestabile: “Nonostante l’impatto onnipresente della pandemia Covid-19, gli organizzatori sono riusciti ancora una volta a reclutare un gran numero di espositori per ProWine China”.
Tra questi figurano nomi noti come Les Grands Chais de France (Gcf), player di livello globale che guarda all’Italia con estremo interesse. Il primo distributore di vino in Francia ha infatti chiuso a luglio 2020 un’importante operazione in Piemonte: un polo logistico, che consentirà alla famiglia Helfrich di consolidare la propria posizione nel Belpaese, tanto nell’Horeca quanto nell’online.
A ProWine Shanghai ci saranno poi colossi come Schmitt Söhne e Henkell Freixenet. Quattordici i Paesi presenti con i propri padiglioni nazionali: Francia (Business France), Spagna (ICEX e Prodeca), Portogallo (Vini del Portogallo), Germania (Ministero federale for Food and Agriculture e German Wine Institute – DWI), Austria (Wirtschaftskammer Österreich), Slovenia (Ministry for Agriculture, Forestry and Food).
E ancora Australia (Wine Australia), Argentina (Wines of Argentina), Brasile (Apex-Brasil), Cile (Vini del Cile), Usa (California Wine Institute) e Giappone (Japan Sake and Shochu Makers Association). A causa delle attuali restrizioni di viaggio, una parte importante degli stand fieristici sarà presidiata dai rispettivi importatori e/o rappresentanti locali.
Chi rappresenterà l’Italia? Il Consorzio Vini Mantovani, che raggruppa appena una ventina di aziende, per mille ettari vitati. Al vertice Corrado Cattani, imprenditore vitivinicolo e figura chiave di Ascovilo, l’associazione dei Consorzi dei Vini Lombardi rilanciata in pompa magna dall’ex assessore all’Agricoltura del Pirellone, Gianni Fava, su mandato dell’ex presidente leghista Roberto Maroni.
E IL VINO CINESE GODE
A godere, di sicuro, sarà il vino cinese. Come a Düsseldorf al ProWine, anche a Shanghai i vini cinesi confermeranno il loro ruolo di “calamita” dell’attenzione del settore.
“Anche quest’anno – commenta la direzione tedesca della Fiera – molte cantine provenienti delle più importanti regioni vinicole presenteranno la diversità dei vini cinesi presso lo stand di Up-Chinese Wine”.
“Inoltre, la Yinchuan Helan Mountain Eastern Foothills Wine Industry Alliance sarà presente per la prima volta con diverse aziende vinicole della regione. Presente alla ProWine China, per la terza volta, anche il leader di mercato Cofco Great Wall“, conclude. Tutti spettatori dell’ascesa, insomma, nel nuovo luogo comune del vino internazionale: l’Oriente, per l’appunto.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Sono in pieno svolgimento i preparativi per ProWine China 2020, che andrà in scena a Shanghai dal 10 al 12 novembre 2020. L’ottava edizione della fiera si terrà presso il New International Expo Center (SNIEC) di Shanghai, parallelamente al Food & Hotel China (FHC). “Al momento tutto fa pensare che ProWine China sarà ben accolta dal settore e che riscuoterà successo”, assicurano gli organizzatori tedeschi.
La ProWine China, seguendo l’esempio della più sorella maggiore ProWein Düsseldorf, offre un panorama dell’offerta internazionale di vini e spirits di alto livello. Sono attesi oltre 800 produttori vinicoli e fornitori di bevande alcoliche da tutto il mondo.
Inoltre la Japan Sake e la Shochu Makers Association, la Korea Traditional Liquor Association, la Korea Winery Association e la Development Agency of Serbia hanno confermato la loro partecipazione con uno stand collettivo.
Quest’anno saranno presenti allo stand di UP-Chinese Wine numerosi produttori delle regioni vinicole della Cina e sono inoltre attese ulteriori registrazioni di partecipazioni collettive. Ad oggi si contano più adesioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Fino alla fine di maggio, ProWine China offrire a tutti gli espositori interessati un prezzo di partecipazione speciale. Non solo una fiera per espositori ed addetti del settore. ProWine China, durante i tre giorni della manifestazione, concede a tutti i visitatori molte opportunità di scambio di esperienze e percorsi di formazione.
Tramite corsi di perfezionamento, seminari e degustazioni i 20 mila visitatori previsti riceveranno uno spaccato sulle mutevoli esigenze poste dal settore del vino e degli spirits.
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SHANGHAI – Balzo record delle esportazioni di Prosecco Dop in Cina che segna un aumento del 31% in quantità nel 2019. È quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno in occasione della visita del presidente cinese XI Jinping al padiglione italiano alla Cina international import expo a Shanghai, dove ha brindato con un bicchiere di Prosecco assieme al ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
La crescita delle vendite delle bollicine italiane più note all’estero fa da traino all’intero settore vitivinicolo che mette a segno un incremento generale dell’11% delle esportazioni verso Pechino.
Un risultato spinto anche dal crollo delle esportazioni di vino Usa in Cina a causa della guerra dei dazi fra gli Stati Uniti e il gigante asiatico per la quale si sta cercando di raggiungere un accordo tra Donald Trump e Xi Jinping.
L’aumento delle vendite sul mercato cinese – sottolinea Coldiretti – è il segnale di uno spostamento ad est della mappa dei consumi del nettare di Bacco.
Per effetto di una crescita ininterrotta nei consumi la Cina è, infatti, entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi”.
“Si tratta dunque di un mercato strategico per l’Italia, peraltro con grandi potenzialità di crescita se si considera che al momento le vendite di vino tricolore si concentrano per oltre il 90% sui mercati dell’Europa e del Nord America.
In tale ottica è importante è ancora più importante l’accordo raggiunto oggi tra Ue e Cina, in difesa delle produzioni italiane Doc e Igp dalla concorrenza sleale dei falsi e delle imitazioni. Dei 26 marchi, ben 13 sono vini.
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MILANO – The Spirit Milano, giocando anche su un inatteso cocktail analcolico, apre le porte per presentare la nuova drink list.
Porte nere e pesanti, da cui fa capolino solo un timida luce attraverso degli oblò. Porte quasi anonime, nel caos della “Grande mela” italiana. Porte che rimandano agli Speakeasy americani dell’epoca proibizionista.
All’interno, il calore e la pacatezza di uno dei migliori cocktail bar di Milano. Scelta di materie prime d’eccellenza, sapienza nell’abbinarle e dosarle. Un fil rouge che lega le varie preparazioni. Così nasce la nuova lista di cocktail, pensati per stupire.
LE NOVITA’ È con vivo entusiasmo che Fabio Bacchi, bar manager di The Spirit, introduce il quarto cambio stagionale. Quattordici i cocktail che vanno ad affiancarsi alle 4 preparazioni fisse, per creare la Drink list Fall Winter 18 di The Spirit a tema “Il Gioco“. Il gioco in tutte le sue forme: gioco di società, gioco d’azzardo, gioco territoriale. Ecco quindi far capolino nomi che rimandano ai giochi da tavolo come Shanghai o Checkmate (scaccomatto).
Nomi che ricordano il gioco d’azzardo come The Joeker, Rien ne va plus (nelle due versioni Rosso e Nero) e Bluff. Il gioco rappresentato sul grande schermo con scene memorabili da cui traggono il nome Goldfinger e Russian Roulette. Il gioco raffigurato nell’arte con I Bari (noto quadro di Caravaggio) o il gioco come identità culturale in Pachinko (gioco tradizionale giapponese).
Una drink list con una precisa idea di fondo, non lunghissima (ed è un bene) e nella quale ognuno può trovare il bicchiere che incontra i propri gusti, se serve consigliato dai professionisti del The Spirit.
GLI ASSAGGI
Abbiamo avuto modo di degustare tre di questi “giochi”, primo fra tutti Bluff. Bluff perché ti inganna. Entra in bocca fruttato, fresco e speziato. Avvolge il palato e lascia una piacevole persistenza.
Ma, inaspettatamente, è analcolico. La base infatti è Memento (distillato di acqua aromatizzata alle erbe), cui si sommano shrub di agrumi, tè matcha, aloe vera, miele di melata e sciroppo di melagrano e pepe rosa.
Segue Not a Club Soda. Plymouth Gin, Falernum, lemongrass, habanero cordial, acqua e King’s Ginger gli ingredienti ma lo si capisce davvero solo assaggiandolo. Fresco, molto aromatico ma anche incredibilmente beverino e con una leggera ma decisa piccantezza che arriva solo a fine sorso. Equilibrato in tutte le sue note è terribilmente pericoloso nella sua facilità di beva.
Chiude Shanghai. Un drink inusuale. Servito caldo in una teiera. Ingredienti base sono infatti tè bianco (per l’appunto caldo) e Koval grain spirit (whisky di grano non passato in legno) cui seguono fiori di tè, pepe di Sichuan, Triplum Luxardo, Bitter Bianco, Luxardo, Chai Walla bitters ed olio di zagara.
Intenso al naso ha note balsamiche che rimandano la mente alle radici aromatiche (rabarbaro e liquirizia), alle erbe aromatiche ed alla macchia mediterranea. In bocca è morbido ed avvolgente con un finale amarognolo e vagamente agrumato.
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