Categorie
Vini al supermercato

La Gdo a Vinitaly 2023: primo trimestre a rallentatore per il vino al supermercato

Primo trimestre a rallentatore per il vino al supermercatoPrimo trimestre a rallentatore per il vino al supermercato. Lo rivela ricerca completa “Circana (ex IRI) per Vinitaly“, presentata oggi a Verona con i commenti e le proposte di Federvini, Uiv e delle insegne della distribuzione moderna Conad, Coop, Selex, Carrefour, Md, intervenute con i loro rappresentanti alla tavola rotonda ospitata a Veronafiere. Nel primo trimestre del 2023 si prolunga il trend negativo delle vendite di vini e spumanti nella Distribuzione Moderna che ha caratterizzato il 2022, ma la recente tendenza a una progressiva diminuzione dell’inflazione fa sperare in una ripresa nella seconda parte dell’anno.

Nel primo trimestre del 2023, infatti, le vendite di vino calano a volume del 6,2% e quelle delle bollicine dello 0,5% (dati Circana, primi 11 settimane del 2023, I+S+Lsp+Discount+ E-Commerce Panel Circana). Nel 2022 le vendite di vino erano scese del 5,4% e quelle delle bollicine del 5,0%.

Le tensioni inflazionistiche hanno causato, anche nel primo trimestre del 2023, un sensibile aumento dei prezzi: +7,0% il vino e +6,6% le bollicine; il che ha portato a far registrare un aumento delle vendite a valore dello 0,4% per il vino e del 6,1% per le bollicine.

I dati a valore naturalmente sono ingannevoli per via dell’inflazione, ma il canale del vino e delle bollicine nella Distribuzione Moderna rimane comunque rilevante nel mercato italiano con 800 milioni di litri venduti per un valore di circa 3 miliardi di euro nel 2022.

DISTRIBUZIONE MODERNA A RALLENTATORE: I COMMENTI

«Per quanto riguarda l’andamento del 2023 – ha detto nel corso della tavola rotonda Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana (già IRI) – molto dipenderà dallo scenario macroeconomico che si affermerà nel corso dei mesi. Le possibilità di recupero del secondo semestre sono legate a come e quanto si ribalteranno a scaffale i nuovi aumenti di listino e come la leva promozionale sarà utilizzata; se sarà usata più dello scorso anno da tutti i soggetti in campo, possiamo immaginare e sperare in un parziale recupero nella seconda metà del 2023».

E il consumatore medio è il primo ad augurarsi una maggiore offerta a scaffale delle bottiglie scontate: nel 2022 i litri di vino e bollicine acquistati in promozione sono diminuiti di 17 milioni di litri, per un valore di 40 milioni di euro, rispetto al 2021. Il 2022 è stato complicato anche per le vendite delle bottiglie a marca del distributore (MDD), tra incremento prezzi e margini da salvaguardare, nonostante la loro convenienza: il vino è sceso dell’8,8% e le bollicine del 4,7%, a volume.

Vini e spumanti biologici, che rappresentano una quota minore di mercato nella Distribuzione Moderna, vedono un calo del vino del 5,1% e delle bollicine del 4,1%. Si vedrà se l’auspicato ritorno alla quasi normalità del mercato nel secondo semestre del 2023 e nel corso del 2024, porterà a una ripartenza del comparto o se si tratta di un rallentamento fisiologico.

La ricerca “Circana per Vinitaly” ha illustrato le vendite di vino e bollicine nella distribuzione negli USA e in Germania nel 2022, dove l’Italia è il Paese estero con la maggior quota sugli scaffali. Infine, nel corso della tavola rotonda sono state riassunte le classifiche dei vini più venduti nella Distribuzione Moderna in Italia.

I rappresentanti di Federvini, Uiv, Conad, Coop, Selex, Carrefour, Md sono intervenuti in tavola rotonda per commentare la ricerca “Circana per Vinitaly” e delineare una strategia per affrontare la situazione. Ecco una sintesi dei loro interventi.

FEDERVINI, UIV, CONAD E COOP ITALIA

Mirko Baggio, rappresentante di Federvini (Responsabile Vendite Gdo di Villa Sandi): «Le cantine devono decidere con molta attenzione in quali mercati investire e con quali clienti utilizzare la leva delle promozioni per riuscire a conciliare fatturati e marginalità. Il consumatore si è avvicinato al vino di fascia premium e la sfida nel 2023 sarà quella di riuscire ad intercettare la domanda, in crescita, di vini di fascia più alta».

Luca Devigili, Rappresentante di UIV Unione Italiana Vini (Business Development Manager di Banfi): «L’incertezza per i mesi in divenire, quando arriveranno gli aumenti di prezzo dei listini, è alta. In questo contesto, abbiamo una certezza: se ogni singolo attore perseguirà i propri obiettivi ignorando le criticità della filiera, i problemi che affronteremo saranno ben più ampi di quelli di cui parliamo ora».

Simone Pambianco, Category Manager Bevande, Conad: «La riduzione della spinta promozionale è da ascriversi principalmente al completarsi del fenomeno inflattivo. Per far sì che le leva pricing e promozionale non diventino la discriminante del successo, in uno scenario in mutamento degli stili di consumo, dovremmo attenderci un ridimensionamento dei costi del fattore vetro».

Francesco Scarcelli, Responsabile Reparto Beverage, Coop Italia: «Il vero aumento dei prezzi a scaffale è atteso nel 2023 e speriamo sia compensato da una ripresa della promozione che va guidata: se è sana indirizza al consumo consapevole e invita a provare nuovi prodotti, se invece è eccessiva crea fidelizzazione all’evento stesso dell’offerta e non al prodotto».

SELEX, CARREFOUR ITALIA E MD

Flavio Bellotti, Responsabile Category Vino, Gruppo Selex: «Il prezzo della bottiglia sullo scaffale è cresciuto, la promozionalità si è ridotta di circa 1 punto. Dobbiamo evitare rialzi spropositati, rispettando i problemi dei consumatori, agendo maggiormente sulla leva delle promozioni e cercando di rassicurare il consumatore».

Lorenzo Cafissi, Responsabile Beverage Alcolico, Carrefour: «L’industria, assieme ai retailer, deve rispondere con strategie chiare e precise che partano dalla comunicazione del valore, passino attraverso una promozione strutturata ed in linea con i posizionamenti dei vari brand, ed arrivino a parlare, in modo più ‘pop’, al pubblico allargato che si sta dimostrando sempre più aperto ad accogliere nuovi trend di consumo».

Marco Usai, Wine Specialist, MD: «Nonostante l’anno ricco di complessità, il Discount continua a registrare ottime performance nel reparto vini. MD ha registrato ottimi risultati nel segmento degli spumanti secchi, e dei vini IGT e rosè, dimostrando ancora una volta la capacità del discount di soddisfare le esigenze dei consumatori. La novità dell’anno è stata il lancio di una nuova private label di vini autoctoni, Enotrium».

SCARICA QUI LA RICERCA CIRCANA (ex IRI) PER VINITALY 2023

Categorie
Vini al supermercato

Selex rafforza la propria offerta a Marca del Distributore

In un anno incerto e difficile per inflazione e disponibilità delle materie prime, Selex investe sulla qualità. Attraverso ricerche, confronti e test sull’offerta a Marca del Distributore il Gruppo a rafforzare il suo rapporto coi consumatori.

«Abbiamo la necessità di ascoltarli e avere il loro giudizio senza che sia in alcun modo filtrato – dice Luca Vaccaro, Direttore Marche del Distributore -. Solo così possiamo continuare a migliorare. Da qui è stato rafforzato il programma che e mira a valutare le nostre referenze del canale retail. Dai marchi base, alle linee specialistiche ai marchi di fantasia. Attraverso un confronto “blind” con il leader di categoria possiamo identificare le aree di miglioramento o valorizzare i nostri punti di forza».

L’INDAGINE

Le famiglie coinvolte ricevono i prodotti direttamente a casa e li recensiscono senza condizionamento di marca e prezzo. Il consumatore analizza ogni referenza appartenente alle MdD Selex (Selex, Consilia, Vale, Il Gigante). Per ognuna delle 40 categorie in test ci sarà un match fra i prodotti del Gruppo e il leader di marca, o un’altra marca del Distributore. Il perimetro è stato allargato ai discount.

Saranno prese in esame tutte le categorie alimentari, compresi i freschi e i surgelati, la detergenza casa e l’igiene della persona. Gli esiti porteranno a mantenere o modificare quelle che non raggiungono lo standard qualitativo necessario. Entro la fine del 2022 si arriverà a 1.330 prodotti valutati da oltre 9.500 consumatori dall’avvio del programma.

«Si potrebbe pensare che siamo ossessionati dalla qualità. La verità è che se oggi i numeri raggiunti in termine di vendite sono così incoraggianti è grazie a questa attività che ottimizzeremo nei prossimi due anni», prosegue Vaccaro.

GLI OBIETTIVI PER IL 2022

È partito il progetto di convergenza tra i 4 marchi del Gruppo Selex che rappresentano circa il 90% del giro d’affari e coinvolgono circa 500 produttori e fornitori (oltre il 95% dei quali italiani) per un totale di 7.400 referenze totali.

«L’obiettivo a fine anno è ambizioso, vogliamo mantenere l‘andamento di crescita del 2021 e per farlo dobbiamo lavorare ancora meglio considerando lo scenario socio-economico che stiamo attraversando», conclude Luca Vaccaro.

Gruppo Selex vuole raggiungere a fine 2022 una crescita del +5% per le Marche del Distributore. MdD che lo scorso anno avevano registrato un fatturato alla vendita di 1,5 miliardi di euro. Per farlo occorre un passo avanti in ogni direzione. Verso la qualità, lo sviluppo sostenibile, il rispetto del potere di acquisto delle famiglie.

Categorie
Vini al supermercato

Crescono le marche del Gruppo Selex

Crescono ancora le Marche del Distributore di Selex Gruppo Commerciale. Il fatturato alla vendita è di circa 1,523 miliardi €, pari al +5.5% su un 2020 che già aveva registrato risultati record. Il nuovo traguardo incoraggia i 18 Soci di Selex, oggi il secondo player della distribuzione moderna italiana, a proseguire nella strategia che punta sulle Marche del Distributore a 360° e i cui cardini sono qualità, convenienza e sostenibilità.

Una qualità che, unita al prezzo concorrenziale, anno dopo anno sta conquistando sempre più consumatori. Le marche Selex, Vale, Consilia e Il Gigante, le preferite dai clienti delle insegne del Gruppo che le distribuiscono.

«La quota di mercato – dichiara Luca Vaccaro, Direttore MdD Selex Gruppo Commerciale – raggiunge, in alcune regioni, il 28% sulle categorie di presenza. È un dato che ci auspichiamo sia destinato a crescere sempre di più con il piano di lavoro capillare che stiamo portando avanti e che avrà un ulteriore e significativo sviluppo nel biennio ’22-’23».

I PROGETTI DI MIGLIORAMENTO

All’ordine del giorno c’è infatti il progetto di massimizzazione delle sinergie tra i 4 marchi di Selex che rappresentano circa il 90% del giro d’affari. Nella filiera produttiva sono coinvolti circa 500 produttori, di cui oltre il 95% dei quali italiani, per un totale di 7.400 referenze totali.

Parallelamente verranno ampliate le categorie in forte crescita per garantire una selezione ancora più in linea con le abitudini di consumo contemporanee. Tutto sempre all’insegna di un futuro più sostenibile. Il Gruppo da anni si sta concentrando sul controllo della filiera, che deve essere tracciata e trasparente. Nel 2022 Selex estenderà la certificazione delle condizioni di lavoro per i fornitori di vini e bevande di frutta.

Focus anche sull’ampliamento delle certificazioni dei packaging (sul cacao, il pesce Msc, la carta Fsc). Elemento dal quale dipende la conseguente riduzione di imballi (-161 tonnellate) La diminuzione di rifiuti sul mercato, l’eliminazione di materiali non riciclabili e sostituzione con materiale riciclato (-769 tonnellate di plastica vergine).

LA TUTELA DEI PREZZI A SCAFFALE

Tutti gli interventi in essere non incideranno in alcun modo sul costo dei prodotti a scaffale, perché il “fare bene” non deve ripercuotersi sulla spesa dei consumatori. Il sostegno del Gruppo e delle Imprese socie al territorio e alle comunità locali ove sono presenti è evidente anche dalla nuova campagna nazionale “Spesa Difesa” che riguarda il brand Selex.

Categorie
Vini al supermercato

Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg Extra Brut 2016, Gerry Scotti

(5 / 5) Uno spumante “spumeggiante”, consentiteci il gioco di parole. Spensierato ma di carattere ed “empatico” come chi gli dà il nome. Sotto la lente di ingrandimento di Vinialsuper l’Oltrepò pavese Metodo Classico Docg Extra Brut 2016 Gerry Scotti, prodotto da Cantine Giorgi a Canneto Pavese (PV).

LA DEGUSTAZIONE
Giallo paglierino dorato, si presenta nel calice con un perlage fine e persistente. Il naso è molto fresco, con sentori di frutta bianca, mela, pesca tabacchiera, accenni di fieno e pasticceria. All’assaggio conferma la freschezza espressa all’olfatto.

Il frutto diventa più maturo, il sorso è cremoso e di buon corpo. Dosaggio Extra brut, ha l’acidità ben bilanciata dal corpo e dagli zuccheri. Lo spumante Gerry Scotti risulta molto armonioso e piacevole. Il rapporto qualità prezzo è buono, anche se fuori dalla fascia prezzi medio bassa della Gdo.

Un Metodo classico, insomma, che valica – seppur di poco – la linea Maginot dei “vini democratici” da 10 euro, con cui Scotti e Cantine Giorgi hanno presentato l’iniziativa nel 2017. Ma 12,90 euro sono un prezzo ampiamente giustificato per un Metodo classico Docg dell’Oltrepò pavese.

Buona anche la versatilità del nettare in cucina: lo spumante di Gerry Scotti è apprezzabile come aperitivo, su piatti a base di pesce e, perché no? Anche in accompagnamento a una buona pizza. Il piatto più democratico che sia. Cracco a parte, s’intende.

LA LINEA DI GERRY SCOTTI
L’Oltrepò Pavese Metodo Classico Extra Brut Gerry Scotti è la prima etichetta ad essersi aggiunta alle tre del progetto originale dell’accoppiata Scotti-Cantine Giorgi, nel 2017. Dal lancio sono cambiate un po’ di cose.

È stato accantonato il nome di fantasia “Nato in una vigna” presente in etichetta frontale, una “vigna” che allora aveva fatto discutere. Inoltre, il viso dello zio Gerry non occupa più la scena, sulle bottiglie: un’immagine che, forse, rischiava di distogliere l’attenzione dalla qualità del prodotto, facendo presupporre a una mera operazione di marketing.

La gamma di vini di Gerry Scotti si è evoluta ulteriormente con un Buttafuoco Doc, il ’56, come la data di nascita del noto conduttore televisivo. Un vino prodotto in tiratura limitata: 1956 bottiglie, chiaramente un po’ meno “democratiche” nei prezzi.

All’orizzonte c’è una Bonarda e chissà quale altra sorpresa, per una linea e un progetto che sono tutto, tranne che di immediata comprensione per il pubblico dei supermercati. Sul sito della Cantina Giorgi, partner e produttore dei vini, alla voce “Linea Vini Gerry Scotti”, il tempo si è fermato ai primi tre vini, dell’annata 2016.

“In tv chi usa meno il copione dura di più”, sostiene Gerry Scotti. Diversi film di successo sono stati scritti senza un copione, o addirittura senza un finale. Non resta che seguire la “scalata” di Gerry, nel mondo del vino al supermercato targato Oltrepò pavese.

LA VINIFICAZIONE 
L’Oltrepò pavese Metodo Classico Docg Extra Brut 2016 Gerry Scotti è ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay allevate su terreno calcareo-argilloso, a 250-400 metri sul livello del mare. Le vigne sono esposte a sud, sud-est.

La vendemmia viene compiuta manualmente, con la scelta dei migliori grappoli riposti in piccole cassette, portate immediatamente in cantina per preservare le caratteristiche organolettiche delle due varietà.

Dopo la pressatura soffice avviene la prima fermentazione in acciaio a temperatura controllata, seguita dalla seconda fermentazione in bottiglia, secondo il Metodo classico (lo stesso di Champagne e Denominazioni italiane come la Franciacorta). L’affinamento in bottiglia è di almeno 30 mesi.

Il vino di Gerry Scotti è prodotto dalla Cantina Giorgi a Canneto Pavese, partner del progetto dal 2017. L’azienda storica del territorio è nata nel 1875 ed oggi esporta in 59 paesi del mondo.

Prezzo pieno: 12,90 euro
Acquistabile presso: Famila

Categorie
Vini al supermercato

Patto sul vino in Gdo: i supermercati aprono le porte alle etichette Horeca

La Grande distribuzione, ovvero il mondo dei supermercati, apre le porte alle etichette di vino Horeca, ovvero a quei vini top di gamma sin ora riservati dalle cantine italiane a enoteche e ristorazione. È quanto emerge dall’incontro online andato in scena a Wine2Wine, versione digitale di Vinitaly 2020.

Una necessità già prospettata dal nostro network di testate (Vinialsupermercato.it e WineMag.it, incentrate rispettivamente su Gdo e Horeca) in occasione del primo lockdown, attraverso la proposta di un “Patto sul Vino in Gdo” che coinvolgesse realtà produttive sin ora escluse della distribuzione moderna.

La Grande distribuzione come “arma” del vino italiano, contro dazi e virus: perché no?

Ospiti del dibattito, intitolato “Vino e grande distribuzione di fronte al cambiamento”, oltre a Virgilio Romano dell’Istituto di Ricerca IRI, anche Mirko Baggio, Responsabile vendite Gdo di Villa Sandi e membro di Federvini ed Enrico Gobino, Marketing Director del Gruppo Mondodelvino e membro di Unione Italiana Vini.

Per il Retail: Gianmaria Polti, Responsabile Beverage – Carrefour; Alessandra Corsi, Direttore marketing dell’offerta e Mdd – Conad; Francesco Scarcelli, Responsabile Vini, Birre, Bevande Alcoliche Coop Italia e Fabio Sordi, Direttore commerciale del Gruppo Selex.

Alla base della conferma dell’apertura della Grande distribuzione nei confronti delle etichette Horeca ci sono i dati di vendita del vino italiano nei supermercati, durante i primi 10 mesi del 2020.

Come sottolineato dalla ricerca Iri presentata da Virgilio Romano, a subire l’incremento maggiore dall’inizio dell’emergenza Covid-19 sono stati i vini di fascia medio alta, con un prezzo compreso tra i 3 e i 10 euro.

Importante, più in generale, l’incremento a valore rispetto al 2019 (+6,4%) e in volume (+5,4%), che portano ad oltre il 50% il dominio della Gdo tra i player della distribuzione (l’online è cresciuto sino a quota 1,1%).

Vignaioli in Gdo, missione possibile. Il buyer Vino di Coop Italia: “Aperti al dialogo”

Come già dichiarato a WineMag.it il 9 maggio, il category Francesco Scarcelli ha ribadito la disponibilità di Coop a trattare con le cantine italiane sino ad ora concentrate sull’Horeca, a patto che “il rapporto sia duraturo e ci si concentri sulla creazione di dinamiche a medio lungo periodo”.

“Non abbiamo bisogno di ulteriori etichette dedicate dalle cantine alla Gdo – ha sottolineato – ma di etichette con una storicità e un nome già riconosciuto nell’Horeca, da poter mettere a scaffale. Sarà poi compito delle insegne valolizzarle a dovere, in primis sul fronte di un prezzo congruo”.

“La nostra esperienza con la marca privata ‘Fior Fiore Coop’, del resto, che con Amarone, Brunello e Barolo supera i 25 euro, ci dimostra che il consumatore è disposto a spendere per vini di cui conosce la tradizione e il valore”, ha precisato Scarcelli.

Dello stesso parere Gianmaria Polti di Carrefour: “Stiamo assistendo a un trade-up degli acquisti, con i vini tra i 7 e i 10 euro che subiscono l’incremento maggiore nelle vendite. Per negoziare bisogna avere una controparte che, sino ad ora, è mancata: sono mancate le cantine blasonate, sempre rimaste diffidenti nei confronti della Grande distribuzione, a torto o ragione”.

“La pandemia – ha aggiunto Polti – ha cambiato gli scenari: oggi assistiamo all’avvicinamento di una buona parte di queste cantine alla Gdo, che non snobbano più questo canale in grado di svolgere un ruolo importante in questi mesi segnati dal Covid-19”.

Secondo Polti, “la negoziazione tra cantine e Grande distribuzione non deve più spaventare”. Una prova? “Nell’ultimo mese – ha sottoineato il category di Carrefour – abbiamo venduto più Prosecco Docg che Doc. Invito quindi le cantine operanti nell’Horeca ad avvicinarsi alla Gdo: il nostro scaffale ha già iniziato fare spazio a etichette importanti e siamo convinti di continuare su questa strada”.

Dello stesso avviso Alessandra Corsi di Conad: “Continueremo in questo trend – ha evidenziato – forti anche del fatto che sono i nostri clienti a chiederci sempre maggiore qualità, non solo nel segmento vino. Presto, di fatto, saranno presenti a scaffale nuove etichette precedentemente riservate da alcune cantine esclusivamente all’Horeca. Invito anche io le aziende a seguirci, dal momento che i consumatori sono ormai pronti a trovare vini di qualità in Gdo”.

Fabio Sordi di Selex: “I nostri category sono certificati sommelier – ha sottolineato – e siamo dunque abituati a considerare la qualità e non solo il prezzo. La vera sfida sarà quella di riuscire a comunicare con i clienti, con un linguaggio comprensibile anche dai non esperti e con degli scaffali sempre più leggibili“.

Positivi i riscontri dall’altra parte della barricata. “La Gdo in Italia è sempre stata vista con un po’ di snobismo – ha affermato Enrico Gobino di Mondodelvino Spa – un canale di serie B rispetto a quello tradizionale. Nel resto del mondo non è così”.

“Considerando la Gdo in ambito di diversificazione multicanale – ha aggiunto – molti potrebbero trarne beneficio, ma la Gdo deve venire incontro alle cantine sul fronte del rispetto del prezzo e di una ‘promozionalità’ non aggressiva, che preservino la storia di valore della singola etichetta”.

Mirko Baggio della veneta Villa Sandi ha confermato l’opinione del collega produttore: “L’ingresso delle etichette Horeca in Gdo è un argomento molto sentito. Il dato positivo della crescita dei vini tra i 7 e 10 euro dimostra che c’è sempre più spazio per le etichette di qualità nella Grande distribuzione. Ciò che paga, sempre più, è il rapporto qualità prezzo, non solo la mera logica del prezzo e della promo”. Si attendono dunque le prime mosse.

Categorie
Vini al supermercato

Vini al supermercato: i migliori del 2016. La cantina dell’anno è in Oltrepò

Le potete trovare tutte a questo link le recensioni del vino in vendita nei supermercati italiani firmate da vinialsupermercato.it. Ci rendiamo conto che sono tante. E allora vi aiutiamo. Dopo la lista dei migliori vini degustati nel 2015 – anno della nostra fondazione – ecco quella aggiornata al 2016. Un viaggio nell’Italia del vino che prova a proporre qualità, anche nell’ambito dei grandi numeri della grande distribuzione organizzata. L’occasione buona per augurare buon Natale e buone feste a tutti i nostri lettori!

In particolare, tra i rossi, la spunta quest’anno il Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006 di Villa Poggio dei Salvi (Toscana), in vendita nei supermercati Il Gigante, catena milanese con sede a Bresso, attiva nel Nord Italia. Tra i bianchi, soprattutto nell’ottica del rapporto qualità prezzo, non possiamo che insignire il Verdicchio dei Castelli di Jesi 2015 Titulus (Marche), della casa vinicola Fazi Battaglia. Lo potete trovare sugli scaffali di numerose catene della Gdo italiana. Tra gli spumanti, sul podio il Valdobbiadene Superiore Docg Prosecco Giustino B 2015 delle cantine Ruggeri (Veneto), assieme al Franciacorta Docg Saten Brut Castel Faglia (Lombardia). Tra i rosati, ecco spiccare la bella storia nel calice del Negramaro Rosato del Salento Igt 2015 Hiso Telaray, prodotto dalla Cooperativa sociale Terre Puglia Libera Terra: un vino che fa bene anche alla coscienza.

Spazio, quest’anno, anche per la segnalazione di un “vino quotidiano“, ma di altissima qualità: il Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc frizzante Vigna della Composta, prodotto da Fratelli Agnes a Rovescala (Lombardia). Miglior cantina 2016 che opera in Gdo, per noi di vinialsupermercato.it, è senza dubbio la Quaquarini Francesco di Canneto Pavese: qui la storia di questa importante realtà oltrepadana, che opera in un territorio difficile, puntando sul biologico e sull’attenzione alla qualità. Sia in campagna, sia in cantina.

http://www.vinialsupermercato.it/brunello-montalcino-docg-riserva-2006-villa-poggio-dei-salvi/

http://www.vinialsupermercato.it/verdicchio-dei-castelli-jesi-2015-titulus-fazi-battaglia/

http://www.vinialsupermercato.it/valdobbiadene-superiore-docg-prosecco-giustino-b-2015-ruggeri/

http://www.vinialsupermercato.it/franciacorta-docg-saten-brut-castel-faglia/

http://www.vinialsupermercato.it/negramaro-rosato-salento-igt-2015-hiso-telaray-cooperativa-sociale-terre-puglia-libera-terra/

http://www.vinialsupermercato.it/bonarda-doc-vigna-della-composta-fratelli-agnes-rovescala/

http://www.vinialsupermercato.it/gutturnio-superiore-doc-2011-la-gobba-testa/

http://www.vinialsupermercato.it/pinot-bianco-colterrae-alto-adige-doc-2015-cantina-colterenzio/

http://www.vinialsupermercato.it/cabernet-friuli-colli-orientali-doc-2013-volpe-pasini/

http://www.vinialsupermercato.it/alghero-doc-le-arenarie-2014-sella-mosca/

http://www.vinialsupermercato.it/arnolfo-cambio-sangiovese-toscana-igt-2009-fattoria-palagio/

http://www.vinialsupermercato.it/santantimo-doc-focaia-2012-societa-agricola-centolani/

http://www.vinialsupermercato.it/falanghina-del-molise-doc-2015-majo-norante/

http://www.vinialsupermercato.it/korem-rosso-igt-isola-dei-nuraghi-2011-argiolas/

http://www.vinialsupermercato.it/grignolino-doc-2014-azienda-agricola-eredi-angelo-icardi/

http://www.vinialsupermercato.it/brusco-dei-barbi-rosso-toscana-igt-2013-fattoria-barbi/

http://www.vinialsupermercato.it/gavi-docg-maddalena-massone-stefano-capriata/

http://www.vinialsupermercato.it/barbera-dalba-doc-2012-egidio-bosio-vini/

http://www.vinialsupermercato.it/cannonau-di-sardegna-doc-riserva-2011-sella-e-mosca/

http://www.vinialsupermercato.it/franciacorta-brut-brolo-dei-cavalieri-cantina-lidl/

http://www.vinialsupermercato.it/lambrusco-rose-lini-910-lini-oreste-e/

http://www.vinialsupermercato.it/montepulciano-dabruzzo-doc-2014/

http://www.vinialsupermercato.it/locorotondo-dop-terrantica-di-puglia-san-martino-coluccivini/

http://www.vinialsupermercato.it/gattinara-docg-2010-azienda-agricola/

http://www.vinialsupermercato.it/aglianico-del-vulture-doc-2013-i-due/

http://www.vinialsupermercato.it/grillo-terre-siciliane-igp-biologico/

http://www.vinialsupermercato.it/orzalume-umbria-igt-2013-castello-di/

http://www.vinialsupermercato.it/chardonnay-lazio-casale-del-giglio-bozza/

http://www.vinialsupermercato.it/verdicchio-dei-castelli-di-jesi-superiore-doc-2014-casal-di-serra-umani-ronchi/

http://www.vinialsupermercato.it/rosso-piceno-superiore-doc-2013-re-nero-cantine-il-crinale/

http://www.vinialsupermercato.it/biferno-doc-2011-ramitello-di-majo-norante/

Categorie
Vini al supermercato

Sudtirol Alto Adige Gewurztraminer Doc Cornaianum, Girlan

I[Usr 4] Immaginate una rosa gialla che sbocciando, oltre al profumo dei suoi petali, rilascia un bouquet di zenzero candito, litchis, melone, pesca matura e aromi di uve moscato. Sapori che esplodono al gusto come se avessimo mangiato una caramella ripiena di frutta. Aromi marcati, ma che non annoiano e che invogliano continuamente il sorso. Se completiamo il tutto con una bella acidità il binomio è perfetto. ”Tutti sanno dire ti amo, ma non tutti sanno dire Gewurztraminer”, un tormentone social degli ultimi tempi. La cantina Girlan, il Gewurztraminer lo sa dire e lo sa fare. La vendemmia finita sotto la nostra lente di ingrandimento è la neonata 2015. Per dovere di cronaca nel calice c’è rimasta ben poco, ma come diceva Moliere ”Beviamo amici miei, il tempo che fugge c’invita, godiamo della vita quanto per noi si può”. Che altro aggiungere di questo vino? Che è sostenuto da una bella acidità, data la sua giovinezza. Nei primi due anni, il Gewurztraminer riesce a conservare un’ottima acidità pur essendo un prodotto che ha una longevità di tre/cinque anni. E’ un vino di buon corpo , morbido, equilibrato e dotato di una buona persistenza retrolfattiva. L’annata 2015 è la prima che possiamo trovare al supermercato, una delle prime forniture di questa etichetta realizzata da Girlan per la gdo. Un vino prelibato che si abbina a crostacei, pesce, preparazioni a base di carne e paté de foie. La Cantina Girlan si conferma una cantina d’eccellenza. Nella nostra recensione del loro  Lagrein abbiamo cercato di sintetizzare il nostro giudizio positivo utilizzando un famoso claim pubblicitario ”un Lagrein Girlan è per sempre”, aggiungiamo che il Gewurztraminer Girlan lo è altrettanto. Segnatelo tra le cose da portare con voi su isola deserta. La cantina Girlan si trova a Cornaiano, borgo vinicolo ormai famoso. I vigneti si estendono ad un’altitudine fra i 250 e i 550 m sul livello del mare, su dei terreni diversi nella loro composizione che costituiscono un ambiente ideale per la coltivazione di numerose varietà autoctone ed internazionali. Dal 1923, la Cantina Girlan ha sede in questo maso tipico dell’Oltradige: accanto al terreno, un fattore molto importante è quello umano, quello del vignaiolo ed enologo Gerhard Kofler, che mantiene uno stretto rapporto con i soci conferitori, scambiando esperienze da cui nascono le basi per ambizioni di qualità.

Prezzo pieno: 6,99 euro
Acquistato presso: Famila

Categorie
Vini al supermercato

Maremma Toscana Rosso Doc Tesan, La Biagiola

(4 / 5) Un grande blend di Sangiovese, Alicante e Canaiolo il Maremma Toscana Doc Tesan vendemmia 2013 prodotto dall’azienda vitivinicola La Biagiola di Sovana di Sorano in provincia di Grosseto. Di colore rosso rubino profondo si presenta subito come un’esplosione vulcanica di profumi, d’altronde le sue uve provengono da terreni fatti di cenere e lapilli. Intensi sentori speziati di pepe, note balsamiche e di macchia mediterranea evolvono verso la frutta rossa matura, lasciando anche spazio alla foglia di tabacco.
Davvero complesso. E anche al gusto non delude: corposo, caldo, ben 14% di alcol in volume, rotondo, sapido e gradevole. Una vena acida viva accompagnata da un tannino elegante e da un finale persistente con note di liquirizia. Nessuna nota stonata: un’eleganza anticipata da un’etichetta distintiva, legata alla civiltà etrusca che si è affermata proprio in quei luoghi. Il nome Tesan deriva dall’etrusco e significa “aurora”, il motivo a scacchiera presente in etichetta è un disegno ricorrente di questa affascinante civiltà e sta a simboleggiare il rapporto tra terra e cielo. Si abbina  con primi piatti con salse a base di carne e secondi di carne rossa.

LA VINIFICAZIONE
Il Maremma Toscana Rosso Doc Tesan prodotto da La Biagiola è un blend di uve Sangiovese per il 70%, Alicante 25% e Canaiolo nero 5%. Tutte le operazioni, a partire dalla raccolta sono effettuate a mano. Dopo la fermentazione, il Maremma Toscana Rosso Doc Tesan viene affinato per otto mesi in acciaio. I vigneti si trovano in un’area deindustrializzata, priva di inquinamento e urbanizzazione massiva. I terreni sono di origine vulcanica: l’alta mineralità del terroir dona sapidità ai vini bianchi e complessità organolettica ai vini rossi. L’azienda vitivinicola la Biagiola è una realtà giovane, a conduzione familiare, nata proprio con l’intento di produrre vini di qualità, equilibrati ed armonici nei gusti e nei sapori. Le viti sono coltivate con grande rispetto, nel loro habitat, su un terreno generoso destinato sin dai tempi antichi ai vigneti. La Biagiola si trova su un giacimento archeologico di estrema rilevanza  con un archeoparco visitabile dal 2011. Quando entusiasmo, capacità, terroir e storia si combinano non possono che uscire prodotti di estrema qualità come il Maremma Toscana Rosso Doc Tesan. Potere della grande distribuzione organizzata,   possiamo portarci un pezzo di poesia e di Toscana nel nostro focolare: emozioni uniche che solo il vino sa trasmettere.

Prezzo pieno: 6,50 euro
Acquistato presso: Famila

Categorie
Vini al supermercato

Grillo Terre Siciliane Igt Bio Vento di Mare, Cantine Ermes

(4 / 5) La grande distribuzione organizzata ha sdoganato i prodotti Bio in vari reparti. Non ultimo quello del vino.

Oggi dunque degustiamo per voi il Grillo Terre Siciliane Igt Vento di Mare Bio imbottigliato dalla Cantine Ermes di Santa Ninfa, in provincia di Trapani, vendemmia 2014.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice presenta qualche leggera particella in sospensione, il colore è giallo paglierino con riflessi verdolini, non è particolarmente denso, va detto che è un vino di 12,5% alcol in volume.

Al naso sentori di agrumi ed erbacei davvero fini, ma in bocca è comunque fresco, fruttato, leggermente sapido e dotato di buona acidità.

L’equilibrio di tutte queste caratteristiche, pur non essendo Grillo Terre Siciliane Igt Vento di Mare Bio un vino pretenzioso, ne fa un vino genuino e beverino, ma soprattutto con un rapporto qualità prezzo più che interessante, abbinabile soprattutto a portate di pesce.

LA VINIFICAZIONE
E’ prodotto con uve Grillo, uve a bacca bianca coltivate soprattutto in Sicilia e nella zona di Marsala. Le Cantine Ermes con 5000 ettari vitati e circa 1200 soci.

Pur essendo relativamente giovani, in quanto nate solo nel 1998, hanno intrapreso con determinazione un progetto di rinascita grazie ad un gruppo di viticultori che dopo il terremoto che ha colpito la Valle del Belice ha voluto unire le forze per risollevarsi e dare anche nuova vita all’economia del territorio.

Nel giro di pochi anni sono riuscite a farsi notare anche da occhi e palati considerati eccellenti, come quelli del Gambero Rosso e dei Vini Veronelli, che hanno menzionato alcune loro produzioni nelle guide 2015.

Prezzo pieno: 3,95 euro
Acquistato presso: Famila, gruppo Selex

Categorie
news ed eventi

Le vie dell’uva Selex: le vendite di vino trascinano la ripresa della Gdo

La linea di vini “Le Vie dell’Uva” cresce e si segmenta. Lanciata dal Gruppo distributivo Selex nell’autunno 2011, ha realizzato nel 2014 un fatturato di circa 4,5 milioni di euro per un totale di oltre 2,3 milioni di bottiglie (+ 27% in volume e in valore rispetto al 2013). Un incremento che supera di gran lunga quello del comparto vini Doc, Docg, Igt e Charmat all’interno dei supermercati del Gruppo (+ 4,4% a volume e + 0,6% a valore). Con un assortimento iniziale di 28 etichette (circa 500.000 le bottiglie vendute a fine 2011), oggi la linea è molto articolata e comprende 52 vini rappresentativi dei territori più vocati, che saliranno a 53 entro la fine dell’anno.
Se tutte le proposte hanno incontrato il favore dei consumatori, particolarmente brillante è stato l’andamento del mondo delle “bollicine” (cresciuto a livello nazionale dell’8% in volume e valore) presidiato da Le Vie dell’Uva con ben tre tipologie di Prosecco (Prosecco frizzante Spago Doc, Prosecco millesimato Doc e Prosecco Valdobbiadene Docg), una di Franciacorta Docg, una di Asti Docg, una di Brachetto Docg e una di Muller Thurgau Doc. Col Prosecco che, anche nei punti di vendita delle imprese Selex, si è distinto rispetto ai vini della stessa categoria.
 
Più in generale, e nonostante il clima economico non incoraggiante, sono state le etichette di maggior pregio della linea a mettere a segno una crescita superiore. A conferma che alla qualità, purchè al giusto prezzo, gli italiani non rinunciano. Da qui l’idea di affiancare all’offerta base (bottiglie da 3 a 5 euro) una fascia “top”, ossia una linea dedicata alle eccellenze enologiche regionali, con un prezzo dai 6 euro in su.
Così, da luglio dell’anno scorso, 12 vini sono entrati a far parte di questa accurata selezione, contrassegnata dall’etichetta bianca (rispetto a quella più scura della linea) e con la firma “Le Vie dell’Uva” in argento. Dal Piemonte alla Puglia alla Campania, passando per Veneto, Alto Adige e Toscana, troviamo, a un prezzo più che abbordabile, il meglio del “vigneto Italia”, come Barolo Docg, Greco di Tufo Docg, Lacrima Crysti Doc, Primitivo di Manduria Doc, Valpolicella Ripasso Doc, Pinot Nero e Pinot Bianco Docg, Nobile di Montepulciano Docg ed altri ancora.
A decretare il successo de Le Vie dell’Uva (una delle prime linee di vini con un proprio brand messe a punto da un operatore della distribuzione moderna) il rapporto qualità-prezzo, innanzitutto, grazie alla selezione accurata dei fornitori (circa 20 tra le migliori cantine di tutta Italia) e all’attento controllo qualità della Centrale Selex.

«Abbiamo raggiunto il target giusto – spiega Dario Triarico, responsabile grocery e beverage marca del distributore del Gruppo Selex – rappresentato da consumatori informati ed esigenti, ma non superesperti, che leggono le etichette e quando comprano un vino vogliono andare a colpo sicuro, senza brutte sorprese».
Nell’ottica di fornire un servizio alla clientela, anche la scelta di bottiglie “trasparenti” dove è ben visibile il nome del vitigno con un’immagine della zona di provenienza. E, sul retro, la “carta d’identità”: cantina, imbottigliatore, anno di produzione, volume alcolico e la descrizione dettagliata delle caratteristiche organolettiche, curata da esperti sommelier, gli abbinamenti consigliati, la temperatura di servizio e, per le etichette più pregiate, la longevità. (fonte: gdonews.it)

Exit mobile version