Categorie
Food Lifestyle & Travel news news ed eventi

Nasce il portale Enjoy Prepotto: emozioni di confine tra i Colli Orientali del Friuli

Nasce il portale Enjoy Prepotto emozioni di confine tra i Colli Orientali del Friuli terra dello schioppettino di prepotto e di cialla
I punti fermi ci sono tutti. Adesso. Sui Colli Orientali del Friuli, o meglio in quel fazzoletto di terra della provincia di Udine che ha cambiato bandiera, passaporto, colore, orizzonte e futuro, più volte nel corso della storia, tredici aziende fanno rete per portare Prepotto sulla cartina geografica. Del turismo. Il risultato è il portale Enjoy Prepotto (www.enjoyprepotto.it) che comprende degustazioni guidate, ristoranti e b&b, escursioni naturalistiche, gite in e-bike, corsi di «cucina di confine» e lezioni di yoga in cantina.

E il vino (in primis lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla) è tra i protagonisti assoluti. Un elemento essenziale, in cui da sempre si dissolvono anche i più acerbi dissidi. Una panacea, utile a staccare dalla frenesia di tutti i giorni, immergersi nella natura e lasciarsi guidare dagli stimoli culturali (e religiosi) di cui è ricco il territorio, tra Italia e Slovenia. In una parola, il “fluido” che tiene unite – spontaneamente – le 13 aziende di Enjoy Prepotto.

Cantine, agriturismi e b&b che hanno deciso di unire le proprie forze «per portare nuova linfa al territorio di Prepotto». L’offerta del portale comprende un ricco ventaglio di attività ed esperienze turistiche per tutto l’anno. Sei le categorie: degustazioni e visite in cantina, escursioni guidate, corsi di cucina, gite in e-bike, corsi di yoga e meditazione, eventi culturali.

LA VOCE DEI PROTAGONISTI DI ENJOY PREPOTTO

Al momento Enjoy Prepotto non vende i servizi, ma funge da collettore delle experiences del territorio, offerte dalle aziende aderenti. Si va da scrigni dell’accoglienza e della ristorazione come Tinello di San Urbano, Agriturismo Scribano, L’Osteria di… Delizie e Curiosità, a cantine come Vigna Lenuzza, Orlando e Didonè, Ronchi di Cialla.

E ancora: Spolert Winery, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Pitticco, Grillo Iole e Vie d’Alt. Non ultimo Renzo Ferluga, guida naturalistica del gruppo. Già disponibili gli eventi in programma per i primi mesi del 2023 (per maggiori informazioni, scrivere a info@enjoyprepotto.it).

«La nostra missione – spiega Caterina Cossio di Agriturismo Scribano, tra i promotori del progetto – è offrire alle persone un’accoglienza autentica e distintiva, valorizzando un luogo di confine unico la cui storia contamina tutti i suoi elementi: la natura, la cultura, la cucina. Un luogo dove i ritmi rallentano e la natura invita ad abbracciare uno stile di vita più sincero».

L’idea – aggiunge Riccardo Caliari di Spolert Winery – nasce dalla volontà di raccogliere e unire tutte le opportunità offerte da questo speciale territorio e dalle nostre aziende, creando un unico market place tramite il quale è possibile programmare liberamente un weekend o anche solo un pomeriggio di svago all’insegna del relax, del gusto e del divertimento».

Quello di Riccardo Caliari è tra i volti più rappresentativi del neonato movimento Enjoy Prepotto. Cinque anni fa ha scelto di trasferirsi a Prepotto per produrre vino. Lasciando Verona, la sua città di origine. «Questo territorio mi ha affascinato – spiega – per la densità di contenuti che offre. Lo scopo di questa associazione spontanea di aziende è lo stesso: stupire gli ospiti, non solo in alta stagione, ma tutto l’anno. In poche parole gusto, divertimento e condivisione».

Stessa (buona) “sorte” per l’altro produttore veneto Stefano Traverso, a Prepotto dal 1998. Passi da gigante quelli compiuti da Vigna Traverso nella produzione dello Schioppettino e degli altri vini locali, dopo un «periodo di adattamento non facile con le varietà locali, diverse da quelle a noi familiari, in provincia di Treviso». Ottima anche l’interpretazione del Cabernet Franc da parte cantina che lavora 18 ettari in un modernissimo impianto, incastonato nella collina.

«Nell’arco degli anni – conferma Bruna Tocco de L’Osteria di… Delizie e Curiosità – il profilo dei turisti e dei visitatori è cambiato. Si cerca sempre più qualità, disponibilità, un ambiente caldo e accogliente e prodotti genuini. Cerchiamo di assicurare tutto questo tra i tavoli del nostro ristorante di Castelmonte, ovvero nella parte più alta del territorio di Prepotto, a 600 metri sul livello del mare». È il bosco a suggerire gli ingredienti. Selvaggina, mais per la polenta e patate sono elementi essenziali della cucina locale.

PREPOTTO, UN ANGOLO DI PARADISO E LA PATRIA DELLO SCHIOPPETTINO

Circondato da fiumi e monti, Prepotto è un piccolo comune in provincia di Udine, collocato nell’estremo nord-est d’Italia. Confina per 15 km con la Slovenia ed è situato a 6 chilometri da Cividale, Patrimonio Unesco, e 25 da Udine. Da anni è ormai è meta naturalistica molto frequentata da appassionati escursionisti e cicloturisti di tutta Europa. Più recente il successo della Marcia dello Schioppettino, vera e propria case-history che riesce ad attrare ogni anno a Prepotto migliaia di “camminatori” (prossimo appuntamento il 19 febbraio 2023).

Non a caso qui si intersecano ben tre cammini internazionali che attraversano il Friuli-Venezia Giulia: il Cammino Celeste, l’Alpe Adria Trail e la Via Alpina. Uno degli epicentri del turismo è proprio Castelmonte, santuario mariano tra i più antichi del Nord-Est doItalia. E tra le dolci colline terrazzate scorre lo Judrio, fiume di frontiera che separa l’Italia dalla Slovenia e la cui valle offre uno spettacolo naturale in continua evoluzione, ricco di flora e fauna.

Cambia, in base al terreno e al microclima, anche l’espressione del vino simbolo del territorio: lo Schioppettino di Prepotto (e di Cialla), terra d’elezione dell’omonimo vitigno. Oggi è un vino Doc Friuli Colli Orientali poliedrico e capace di restituire nel calice, come pochi, le caratteristiche del suolo. Si passa dalle marne eoceniche (la cosiddetta “ponca“) alle ghiaie. Ma soprattutto da zone più “miti” a zone più fresche.

«La produzione dello Schioppettino – spiegano i promotori di Enjoy Prepotto – è legata indissolubilmente alla tradizione di questo luogo. Non solo perché quasi tutte le aziende vitivinicole locali lo producono da decenni, ma anche perché è il vino che per eccellenza si sposa bene con i piatti tipici della nostra cucina di confine, caratterizzata da influenze e contaminazioni derivanti soprattutto dalla tradizione gastronomica friulana, da quella slava e da quella austroungarica». Insomma, una terra da scoprire. Calice alla mano.

Categorie
eventi vini#02

Schioppettino di Prepotto: i migliori assaggi del vino friulano “unico per natura”


PREPOTTO –
Tredici cantine, 8 annate, 25 etichette. Questi i numeri della degustazione alla cieca organizzata nel weekend dall’Associazione Produttori Schioppetino di Prepotto, che al Castello di Albana ha celebrato il vitigno autoctono friulano, con quella che in gergo tecnico viene definita “verticale orizzontale”.

Un tasting introdotto da Liliana Savioli, coordinatrice regionale della guida Vinibuoni d’Italia e dal wine consultant Paolo Ianna. I vini (vendemmie dalla 2008 alla 2016, esclusa la 2014) hanno rivelato le ottime capacità dello Schioppettino di Prepotto di resistere ad alti livelli nel tempo, soprattutto entro i 5-6 anni dalla vinificazione.

Caratteristiche che rendono grande e unico questo vino, prodotto in una (micro) sottozona di 30 ettari della Doc Friuli Colli Orientali. Un autoctono disponibile in quantità limitate, che ha tutte le carte in regola per entrare nel gotha dell’enologia nazionale e nelle mire dei buyer internazionali più attenti.

Lo Schioppettino di Prepotto sa risultare fresco e beverino, ma anche strutturato e intrigante, coi richiami speziati che lo contraddistinguono nei profumi e nel sapore. Dà il meglio di sé vinificato in purezza e senza un eccessivo affinamento in legno, che tende ad annullare l’unicità varietale e le particolarità del terroir della Valle dello Judrio, costituito da marne che prendono il nome locale di ponka.

Un vitigno ostico e, per certi versi, ancora da scoprire. Fino a ieri, di fatto, non si conoscevano i “genitori” dello Schiopettino di Prepotto. E’ l’agronomo Carlo Petrussi (nella foto) a rivelare la recente scoperta a Campeglio di Faedis, nei pressi di Cividale del Friuli, di un legame genetico tra questa varietà e l’antico vitigno Vulpea, originario della Pannonia.

“Dalle analisi compiute assieme all’Associazione Produttori – spiega Petrussi – abbiamo inoltre scoperto l’esistenza di 13 biotipi di Schioppettino di Prepotto. Il nostro compito sarà quello di ‘mixarli’, per dare vita a una singola barbatella che sintetizzi le caratteristiche dei diversi biotipi del vitigno. Questo significa mettere assieme la storia”.

Una storia, quella dello Schioppettino di Prepotto, che assomiglia tanto a quella del Friuli e dei suoi abitanti. Una terra spesso dimenticata, perché al confine tra l’Occidente e l’Oriente d’Europa. Così come è stato dimenticato per anni lo Schioppettino di Prepotto, recuperato da pochi ma validi (e tenaci) produttori, che incarnano l’immaginario tipo del “friulano”: gente a volte dura, ma dal cuore grande.

Un popolo a cui la storia ha chiesto più volte di rimboccarsi le maniche. Quello che serve anche oggi – e che puntualmente sta avvenendo, anche se con fatica – per sollevare le sorti di un vitigno e di una regione che ha bisogno di gioielli di collina e di terroir, da affiancare alle produzioni intensive di pianura, monopolio degli imbottigliatori.

SCHIOPPETTINO DI PREPOTTO: I PUNTEGGI


Schioppettino di Prepotto 2016, Grillo Iole: 88/100

Buon apporto di frutto al naso, tendente al maturo ma più che mai composto. Il legno si avverte in termini di tostatura: si integrerà meglio col passare del tempo. In bocca corrispondente, forse un po’ troppo scorrevole se non per il tannino che ne rallenta lo “scivolamento”.

Colpisce per la gran freschezza e per il pregevole allungo su spezia e sale. In definitiva, un vino piacevole ma non piacione: non riesce a tutti. Grillo Iole, alias Anna Muzzolini: 9 ettari complessivi in località Albana, su marne rosse. Diciotto giorni di macerazione, affinamento di 18 mesi.

Schioppettino di Prepotto 2016, Vigna Lenuzza: 87/100
Spezia e macchia mediterranea sul frutto, al primo naso. In bocca corrispondente, piuttosto lineare. Salino in chiusura, oltre che fruttato. Legno non invasivo. Vigna Lenuzza, produzione certificata bio: blend di tre differenti appezzamenti di Schioppettino di Prepotto. Venti giorni di macerazione, 2 anni di legno grande, americano.

Schioppettino di Prepotto 2016, Marinig Valerio: 84/100
Primo naso su sentori erbacei netti. Corrispondente al palato, che mostra un frutto carente in termini di maturazione. Chiusura su tannino e, nuovamente, richiami verdi. Vino giovane, cui manca però un po’ di polpa a sorreggere le durezze. L’azienda è Marinig Valerio: siamo in centro a Prepotto, su terreni di ponka gialla. Otto giorni di macerazione. Affinamento per 22 mesi in tonneau, seguiti da 12 mesi in bottiglia.

Schioppettino di Prepotto 2016, Pizzulin: 86/100
Prime note di arancia sanguinella, ad affiancare il frutto di bosco. Accenni di zenzero, su una mora selvatica netta. In bocca buona corrispondenza. Quel che manca è un po’ di struttura. Tannino in chiusura, levigato.

Vino piuttosto semplice, pensato per una pronta beva. Pizzulin si trova in centro a Prepotto: 24 mesi in tonneau misti (nuovi e usati), più 6 mesi di bottiglia, prima della commercializzazione.

Schioppettino di Prepotto 2016, Ronco dei Pini: 86/100
Primo naso di vaniglia, cui fa eco il frutto e la macchia mediterranea. In bocca corrispondente, con buon apporto salino. Bella chiusura lunga, tra spezia, frutto e sale. Vino giovane ma già godibile. Venti giorni di fermentazione per le uve di questa etichetta, cui fanno seguito 18 mesi in barrique.

Schioppettino di Prepotto 2016, Stanig: 86/100
Bella speziatura, bel frutto e sottofondo terroso. Piuttosto semplice e lineare al palato. Allungo su frutto e leggero sale, nonché su una nota piccante e fresca. Con i due fratelli Stanig siamo ad Albana, su marne rosse. Venti giorni di macerazione, 18 mesi affinamento in legni usati.

Schioppettino di Prepotto 2016, Vigna Petrussa: 85/100
Tra i vini più verticali della degustazione. Parte salina in grandissima evidenza, sul frutto. Il tannino, tuttavia, è levigato: timido ma presente, in fase di completa integrazione. Vigna Petrussa ha il volto di Hilde Petrussa, prima presidentessa dell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. La cantina è nella frazione di Albana. Lunga macerazione e affinamento di 24 mesi per quest’etichetta.

Schioppettino di Prepotto 2016, Vie d’Alt: 82/100
Nota erbacea netta al naso, a sovrastare il frutto. In bocca il vino è slegato, pur mostrando tutte le componenti tipiche del vitigno: da attendere e riassaggiare. Vie d’Alt, 18 ettari complessivi nei pressi di Albana (2 di Schioppettino). Il titolare è Bruno Venica, coadiuvato dalle tre figlie.

Schioppettino di Prepotto 2016, Colli di Poianis: 83/100
Troppo legno, su un naso nemmeno troppo pulito. In bocca tannino, spezia e sale, su un frutto che si rivela più preciso es espressivo che al naso. Colli di Poianis, vicino Croaretto. Primi filari piantati nel 1991.

Schioppettino di Prepotto 2015, Antico Broilo: 89/100
Tra i vini più completi in degustazione. C’è il frutto, c’è la spezia, c’è la mineralità. C’è il tannino, giovane e in fase di integrazione. Davvero una bella etichetta questa di Antico Broilo, che lavora da sempre in “agricoltura ecocompatibile” (bio certificato da qualche mese).

Nessun controllo della temperatura e lieviti indigeni per la fermentazione. Affinamento di 23 mesi in barrique usate (dal secondo al quarto passaggio). Sei ettari complessivi, di cui 2 a Schioppettino di Prepotto. Avanti così.

Schioppettino di Prepotto 2015, La Buse dal Lof: 86/100
Legno piuttosto ingombrante al naso, connotato da ricordi di caramellina mou che si ritrovano anche al palato. Qui un tannino vivo accompagna frutto e spezia. Vino giovane, ma con ottime prospettive di migliorare in vetro.

La Buse Dal Lof., ovvero “la tana del lupo”. Qui, secondo le storie di paese, viveva il misantropo Toni Lof, ovvero Tony il Lupo. Trentacinque ettari di proprietà, di cui 25 a vigneto (4 di Schioppettino). Affinamento di 18 mesi in barrique (secondo e terzo passaggio) e giro in tonneau, prima della commercializzazione.

Schioppettino di Prepotto 2015, RoncSoreli: 91/100
Naso particolarmente intenso, spinto su da una spezia intrigante, tattile. Nota netta affumicata, che ricorda la brace. In bocca è serioso, elegantissimo il tannino, austero quanto basta per non sembrare scorbutico. Frutto croccante, molto preciso. Vino da attendere ancora, ma di grandissima prospettiva.

Con Roncsoreli siamo a Sud della Denominazione, nella parte più fredda. Flavio Schiratti alleva 42 ettari, acquistati nel 2008. Viti impiantate dal 2002 al 2004, su 3 porzioni di collina. Cinque gli ettari di Schioppettino di Prepotto.

Schioppettino di Prepotto 2015, Vigna Traverso: 89/100
Mora selvatica netta al naso, oltre a richiami floreali. Tra i “nasi” più semplici e lineari in quanto a frutto. In bocca tutta la riconoscibilità del vitigno, con la sua spezia che ricorda tanto il pepe verde. Allungo su frutto e sale leggero. Vigna Traverso. A nord dopo paese. Macerazione di dieci giorni, 12 mesi barrique.

Giancarlo Traverso è arrivato qui nel 1998, spinto dal suo amore per i vini del Friuli. Oggi è il figlio Stefano a condurre l’azienda. Sei ettari iniziali, ora circa 20. L’idea era quella di estirpare lo Schioppettino. Negli ultimi 6, 7 anni è diventato invece il vino di punta. Quando si dice la Provvidenza.

Schioppettino di Prepotto 2013, Colli di Poianis: 86/100
Legno netto, vaniglia e fondi di caffè. Anche al palato sentori dettati dall’affinamento, in questo caso però affiancati da un bel frutto, preciso, che accompagna il sorso fino alla chiusura. Manca lo sprint, l’emozione.

Schioppettino di Prepotto 2013, Vie d’Alt: 83/100
Vino piuttosto scomposto, sia al naso che al palato. Il campione in degustazione non ha retto a dovere la prova del tempo.

Schioppettino di Prepotto 2012, Ronco dei Pini: 84/100
Naso pulito, tipico. Scivola via velocissimo, però, al palato. Ha tutto, ma è cortissimo, semplice, in fase scollinante.

Schioppettino di Prepotto 2011, Vigna Petrussa: 85/100
Altro campione in cui il vitigno è in primo piano, ma il vino è in fase calante. C’è la spezia, c’è il frutto. Manca la struttura.

Schioppettino di Prepotto 2011, Marinig Valerio: 89/100
Naso intrigante e complesso. In bocca conserva un’ottima freschezza e salinità. Lunghissimo il retro olfattivo, su spezia e frutto. Campione che unisce la grande riconoscibilità del vitigno alla capacità di superare la prova del tempo.

Schioppettino di Prepotto 2011, Stanig: 90/100
Speziatura in gran evidenza, con richiami di macchia mediterranea (origano più che rosmarino) ed erba appena sfalciata. In bocca gran eleganza e bevibilità.

Merito della succosità del frutto, ma anche della dolcezza dei tannini. Al contempo, il nettare conserva un gran freschezza al palato. Bel gioco tra frutto e sale, in una chiusura lunghissima.

Schioppettino di Prepotto Riserva 2010, Antico Broilo: 86/100
Spezia e legno, al naso. Anche qui erba sfalciata e frutto di bosco. Alcol un po’ troppo in evidenza al palato: di conseguenza, il nettare paga in termini di freschezza. La cantina è migliorata nettamente negli anni successivi.

Schioppettino di Prepotto 2010, Pizzulin: 86/100
Vino servito in Magnum. Il nettare è vivo, fresco, speziatura chiara, riconoscibile. Tannino vivo, ma poca polpa.

Schioppettino di Prepotto 2010, Vigna Lenuzza: 84/100
Naso e bocca stanchi, non pulitissimi.

Schioppettino di Prepotto 2009, Grillo Iole: 85/100
Naso stanco. Rimedia un palato più vivo, fresco e salino.

Schioppettino di Prepotto 2009, Vigna Traverso: 83/100
Siamo all’inizio della storia di questa famiglia venuta dal Veneto. La cantina ha fatto un salto di qualità impressionante negli ultimi anni, considerando questo assaggio.

Schioppettino di Prepotto Riserva 2008 RoncSoreli: 88/100
Vino che dimostra qual è l’azienda del territorio di Prepotto che è capace di offrire garanzie assolute, in termini di continuità e abilità nel “maneggiare” lo Schioppettino. Frutto presente al naso e al palato, corrispondente e vivo.

Al palato, in particolare, sfodera una buona salinità che chiama il sorso successivo. Colpisce la precisione e pulizia del frutto, oltre all’uso sapiente del legno. Chapeau.

[URIS id=34980]

Categorie
degustati da noi news vini#02

I migliori Schioppettino di Prepotto: il vino rivelazione di Vinitaly 2019 in 12 etichette


VERONA –
Ci sono storie, nel mondo del vino, che hanno titoli strani. E trame complicate. Prendi lo Schioppettino di Prepotto e prova a premere “Play”, sul telecomando. Il titolo pare un’onomatopea. E infatti, bum. Nella prima scena “scoppietta” un acino.

Un bell’acino. Di quelli gonfi e maturi. Con la buccia tesa, sottile. Pronto per un’accurata vendemmia. Il film si gira a Prepotto. Dall’inizio alla fine. A Prepotto soltanto. In provincia di Udine. Settecentosessantanove abitanti. Dieci più, dieci meno.

Seconda scena, la camera allarga lo zoom. Eccoli. Siamo sui Colli Orientali del Friuli, che danno la Doc allo Schioppettino di Prepotto. Close up improvviso. Scena numero tre. Consiglio comunale in corso in municipio, nel piccolo borgo udinese.

LA STORIA

Sindaco, giunta e consiglieri sono riuniti in seduta straordinaria. Un solo punto all’ordine del giorno: la difesa dello Schioppettino, che sta scomparendo. L’alzata di mano non lascia spazio a interpretazioni. All’unanimità si vota per inserirlo nell’elenco dei vitigni autorizzati. Sullo schermo appare l’anno: è il 1977.

Quattro anni dopo, nel 1981, quel plebiscito si concretizza nero su bianco. E nel 1987, dopo l’avallo della Comunità Europea, lo Schioppettino di Prepotto – noto sul posto anche come “Ribolla Nera” o “Pokalça” – diventa Doc.

Ancora oggi, a Prepotto, qualcuno non ha cambiato canale. Sono i 30 produttori locali che lavorano circa 40 ettari, distribuiti in maniera longitudinale tra i 100 e i 150 metri sul livello del mare. La media annuale si aggira sui 130 ettolitri, che equivalgono a 80-90 mila bottiglie complessive.

Venti le cantine che fanno parte dell’Associazione Produttori Schioppetino di Prepotto, che a Vinitaly ha proposto a WineMag.it una degustazione di 12 etichette: 7 della vendemmia 2016 e 4 della vendemmia 2015. Un film mai visto prima, che vede i vignaioli impegnati nella comune promozione dell’antico e raro vitigno.

L’associazione, presieduta dalla produttrice Anna Muzzolini, condivide il disciplinare produttivo che prevede una versione “base” dello Schioppetino di Prepotto (in commercio non prima di due anni dopo la vendemmia) e una versione Riserva (4 anni minimo di affinamento in cantina).

LA DEGUSTAZIONE


Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Ronco dei Pini: 87/100
Rosso rubino. Vino fresco, in fase giovanile ma già molto piacevole ed equilibrato. Ottima corrispondenza gusto olfattiva, giocata sul frutto rosso come il ribes, accenni di macchia mediterranea e pepe nero. Gran beva. Vino di gran precisione, scultoreo.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Marinig Valerio: 84/100
Rosso rubino. Primo naso più sulla spezia che sul frutto di bosco. Accenni vinosi e “foxy” dosati, che rendono il quadro olfattivo piacevolmente verticale e scalare. In bocca sorprende ancora, per il gioco tra frutto e mineralità salina. Chiusura speziata rinfrescante. Vino vivo, in evoluzione.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Antico Broilo: 88/100
Rosso rubino. Naso molto intenso e profondo, su spezia e macchia mediterranea, con l’immancabile frutto di bosco. Bella beva, tra il salino spiccato e il fruttato preciso, masticabile. Chiusura nuovamente sulla spezia, tra il pepe verde e quello nero. Vino decisamente complesso e fase crescente.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Vigna Lenuzza: 86/100
Rosso rubino. Spezia in primo piano, al naso. Pepe nero e richiamo netto di origano, sul frutto di bosco che tende al maturo, senza sforare nella confettura. Completa l’olfatto un marcatore vinoso, che poi si ritrova in un palato piuttosto giovane e scontroso, sferzato da un tannino giovane. Vino futuribile.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Vie d’Alt: 84/100
Rosso rubino. Meno freschezza del frutto al naso rispetto ai precedenti campioni, anche se conserva la venatura speziata. Tende alla confettura il palato, anche troppo scorrevole. Vino pronto.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Stanig: 87/100
Rosso rubino. Si torna sul consueto standard di frutto e di spezia, ma il naso qui rivela caratteristiche uniche: di terra, di muschio, di fungo, in un contorno di pepe nero e frutto come ribes e mirtillo. Un quadro molto piacevole, come piacevole è il sorso, che rivela per di più un’ottima freschezza.

Schioppettino di Prepotto Doc 2016, Grillo Iole: 86/100
Rosso rubino. Vino che nella sua semplicità si rivela molto tipico: scorrevole ma consistente la beva, su tinte corrispondenti al naso: frutto giustamente maturo, tannino che gioca a smorzare la spinta glicerica. Di prospettiva.


Schioppettino di Prepotto Doc 2015, Vigna Traverso: 87/100
Mora selvatica e spezia nera al naso. Sentori molto chiari, netti, precisi. Palato corrispondente. Chiusura leggermente amaricante, sul disegno tratteggiato da un tannino vivo, in fase di integrazione. Giovanissimo.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015, RoncSoreli: 88/100
Frutto tendente al maturo al naso, ma in maniera precisa. Accenni vinosi ed evolutivi come il cuoio, che evidenziano l’anno in più sulle spalle. In bocca frutto e spezia, con il corredo della macchia mediterranea, rimasto appena accennato all’olfatto. Chiude su note di liquirizia dolce. Un vino di gran gastronomicità.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015, La buse del lôf: 84/100
Ovvero “la tana del lupo”. Un vino che si rivela di beva piuttosto agile e semplice, anche se non banale, sul frutto e sulla spezia leggera. Buona corrispondenza tra naso e palato.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015, Vigna Petrussa: 89/100
Vino di gran equilibrio, giocato più sull’eleganza che sulla potenza. Frutto e spezia sottile, quasi sussurrata. Chiusura preziosa, su note precise, minerali e saline, nonché di liquirizia. Una vino con ottimi margini di positivo affinamento.

Schioppettino di Prepotto Doc 2015 “Gli Stormi”, Colli di Poianis: 85/100
Naso elegante, dal taglio enologico internazionale, giocato sul ribes e sul frutto di bosco giustamente maturo. Non è questo che lo “porta” all’estero ma l’esuberanza dei tratti vagliati. In bocca un tannino felpato, setoso, con la frutta un po’ penalizzata dai ritorni della tostatura.

[URIS id=32044]

Exit mobile version