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Vini al supermercato

Vermentino di Sardegna Doc 2016, Antichi Poderi di Jerzu

(2,5 / 5) Torniamo a pescare nella selezione dei vini Antichi Poderi di Jerzu, cantina ampiamente rappresentata in grande distribuzione. Dopo aver testato il loro rosso Cannonau Doc Albada, è la volta di un vino bianco prodotto con l’omonimo vitigno tra i più rappresentativi della Sardegna, il Vermentino di Sardegna Doc 2015.

LA DEGUSTAZIONE
Di colore giallo paglierino scarico, con riflessi verdolini si presenta nel calice trasparente, limpido e scorrevole. Al naso è schietto e fine. Un aromaticità semplice e sottile con prevalenza di note agrumate poco intense. In bocca è un vino secco, di corpo e alcolicità leggera.

Una adeguata freschezza insieme ad una leggera sapidità ne fanno un vino apprezzabile, equilibrato e coerente alla sua fascia prezzo. Siamo dunque nella categoria dei vini “quotidiani” che consigliamo ad occhi chiusi per un consumo “chiavi in mano.

Il Vermentino di Sardegna Doc degli Antichi Poderi di Jerzu è un vino che si presta ad un consumo immediato. La totalità di bottiglie annata 2016 sullo scaffale, di fianco a tanti altri vini bianchi del 2014 fa intuire l’elevato rotazione del prodotto. Da servire freddo ad una temperatura 8-10 gradi è perfetto in abbinamento ad antipasti leggeri,  ostriche, cozze, con uno spaghettino al profumo di mare o un semplice branzino al forno.

LA VINIFICAZIONE
Prodotto con uve Vermentino vinificate in bianco in modo tradizionale e in acciaio.Antichi Poderi di Jerzu raccoglie le uve di 430 soci con vigneti allevati nei comuni di Jerzu, Ulassai, Osini, Gairo, Cardedu e Tertenia, su terreni che dai monti del Gennargentu, conducono alle coste dell’Ogliastra. La cantina, situata ad oltre 500 metri sul livello del mare, impervio e bellissimo, si rispecchia nella personalità dei soci, donne e uomini sinceri che da sempre antepongono la genuinità al profitto.

Prezzo: 4,79 euro
Acquistato presso: Crai/Penny Market

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Vino al supermercato: crescono Doc e spumanti. Il “bio” non è più una nicchia

Crescita significativa delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75 cl. Queste le anticipazioni della ricerca sull’andamento del mercato del vino nella Grande distribuzione nel 2016 svolta dall’istituto di ricerca IRI che sarà presentata a Vinitaly (a Verona 9/12 aprile).

Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro. In un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, il mercato italiano del vino gode di una relativamente buona salute, come testimoniato anche dalle vendite nei supermercati.

I vini a denominazione d’origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozioni rimangono statiche ed i prezzi medi sono in risalita. Va sottolineato il successo degli Spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l’ottimo risultato del 2015.

La crescita degli spumanti riflette una destagionalizzazione delle vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano – fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI -. Tale aspetto ci permette di dedurre che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano”.

I VINI BIOLOGICI
I vini biologici fanno registrare una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti.

“I primi dati sul mercato del vino nella Grande Distribuzione confermano la ripresa del mercato interno del vino in Italia – ha commentato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere -. I consumatori cercano sugli scaffali sempre più il vino di qualità, con un conseguente aumento dei prezzi medi. E’ un processo che è sempre stato sostenuto da Vinitaly che da 13 anni organizza e promuove l’incontro tra cantine e Grande distribuzione in convegni e incontri B2B”.

VINI IN PROMOZIONE AL SUPERMERCATO
Nonostante la leva delle promozioni, che tuttavia si mantiene ferma al 50% da due anni, i valori del vino venduto continuano a salire: le bottiglie a denominazione di 75cl hanno un prezzo medio di poco inferiore ai 5 euro (4,81 euro al litro). Ancora un anno negativo per le vendite del vino in brik (- 2,5%) ed un crollo per tutti gli altri formati: – 8,6% per il vino confezionato da 0,76 a 2 litri e – 9,7% per formati diversi da questi (tutti dati in volume).

Questi dati condizionano il dato complessivo del vino confezionato, che è di -1% a volume e + 1,1% a valore. Tra i formati differenti dalla bottiglia di 75cl si afferma soltanto il Bag in Box con 12 milioni di litri venduti ed una crescita dell’11,7% in volume.

Sul podio dei vini più venduti d’Italia si piazzano i tre inattaccabili campioni, nell’ordine: Lambrusco, Chianti, Montepulciano d’Abruzzo. Si fanno notare le performance del Nero d’Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Muller Thurgau e Gutturnio (Lombardia) (che crescono in percentuale più del 4%).

I VINI IN ASCESA
Tra i vini ‘emergenti’, cioè con una maggiore progressione di vendita a volume salgono sul podio, nell’ordine: Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Passerina (Marche), Valpolicella Ripasso (Veneto). Si conferma la crescita del Pignoletto (Emilia), del Pecorino (Marche/Abbruzzo) e della Passerina (Marche), mentre rientrano in classifica il Grillo (Sicilia) e il Cannonau (Sardegna). Va segnalata la crescita dell’8,2% in volume del Chianti Docg, quindi il top delle denominazioni, che vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro. I dettagli della ricerca effettuata da IRI per conto di Veronafiere saranno presentati a Vinitaly 2017, lunedì 10 aprile.

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“Autoctono si nasce”: i migliori vini dell’evento Go Wine

L’Associazione Go Wine ha iniziato la stagione 2017 dei suoi eventi a Milano, con il tradizionale appuntamento “Autoctono si nasce”, presso l’Hotel Michelangelo, dedicato al vasto mondo dei vitigni autoctoni italiani, un patrimonio da salvaguardare e da valorizzare.

Erano presenti in degustazioni i vini prodotti da uve autoctone di quaranta cantine da quasi tutta Italia (grandi assenti Toscana e Alto Adige), oltre a una selezione dalla Bottega del vino di Dogliani, dalla Cantina Comunale dei vini Crota d’Caloss, dal Consorzio di tutela e promozione dell’Ovada Docg, dall’Associazione Produttori del Ruché di Castagnole Monferrato. Infine una “enoteca”, a completare il panorama dei vini in degustazione.

I vitigni presenti spaziavano da quelli più famosi e blasonati, come il Nebbiolo, l’Aglianico, il Barbera e il Verdicchio, a quelli molto rari e quasi sconosciuti, uno su tutti la Gamba di Pernice o Gambarossa. Per quanto riguarda le cantine, presenti tutte piccole realtà, ricche di passione e amore verso il proprio lavoro e il proprio territorio. La qualità media degli assaggi è stata valida, con alcuni picchi davvero molto interessanti e altri semplicemente curiosi.

Grande piacevolezza e bevibilità per il tris di proposte di Baglio Aimone da Petrosino (TP): il Sicilia D.O.C. Argalia 2015 (Grillo 100%, solo acciaio), dai profumi freschi di agrumi ed erbe aromatiche, confermati in bocca e corroborati da una freschezza gustativa e sapidità, grazie ai terreni carsici, che chiamano ulteriori sorsi; il Sicilia D.O.C. Ferraù 2015 (Zibibbo 85% e Grillo 15%, solo acciaio), molto aromatico, dove spiccano note di frutta dolce a pasta bianca e uva bianca da tavola, con una bocca avvolgente ed equilibrata e ottima persistenza.

Infine l’Iratu, spumante extra-dry da uve Grillo in purezza vendemmiate 30 giorni prima della piena maturazione e prodotto con Metodo Charmat prolungato per quasi due mesi, dotato di profumi agrumati e minerali, mentre la bocca colpisce per la cremosità della bollicina e per la sua avvolgenza, con il residuo zuccherino ben calibrato.

Un salto in Emilia, precisamente nei Colli Bolognesi, per degustare un vitigno già conosciuto dai Romani e citato nelle opere di Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.: il Pignoletto, noto quasi esclusivamente per la produzione di semplici vini frizzanti da pasto, ma che se vinificato con la massima attenzione e cura dona prodotti ricchi di complessità e qualità.

Maranesi da Zola Predosa (BO) conferma la difficoltà di superare l’idea del consumatore medio, tanto da trovare il più ampio riscontro di vendite fuori confine, dove il consumatore non è ancorato al pregiudizio che lo annovera tra i vini di modesta qualità. La sua versione Colli Bolognesi Pignoletto Classico D.O.C.G. 2015 Ferma (Pignoletto 100%, solo acciaio) ci dimostra quanto scritto sopra, grazie a profumi fragranti di mela e pesca bianca, biancospino, agrumi e un tappeto di erbe aromatiche, con bocca come da tradizione fresca e soprattutto sapida, con grande bevibilità e persistenza.

La Cantina Trexenta da Senorbi (CA) è l’unica rappresentante della Sardegna, ma ne tiene alta la bandiera, grazie in particolare a due prodotti di grande interesse. Il Vermentino di Sardegna D.O.C. Contissa 2015 (Vermentino 100%, solo acciaio) spicca per profumi freschi e piacevoli tipici di questa uva e soprattutto per una sapidità letteralmente vibrante, che garantisce una bevibilità eccezionale. Il Cannnonau di Sardegna D.O.C. Baione 2013 (Cannonau 90% e 10% tra Bovale e Monica, 12 mesi in barriques) conquista per i suoi profumi suadenti ma non ruffiani di frutta rossa matura e un’ampia varietà di spezie e tostature, tutto confermato all’assaggio con un tannino presente ma elegante, freschezza e buona morbidezza, con un equilibrio che si perfezionerà negli anni.

Una citazione speciale merita Vigna Petrussa da Prepotto (UD) per la grande qualità complessiva e per la passione e il coraggio mostrati dalla Signora Hilde, simpatica, accogliente e innamorata di ciò che è molto più del suo lavoro. Grande attenzione verso gli autoctoni, tanto da voler espiantare tutto il Sauvignon per sostituirlo con la Ribolla Gialla: “Una piccola azienda come la mia ha il dovere di dedicarsi interamente, per quanto possibile, ai vitigni autoctoni”.

Tra le diverse etichette presentate spiccano 4 vini. Il Friuli Colli Orientali Friulano D.O.C. 2015 (Friulano 100%, 7 mesi in botte grande) si fa apprezzare per le sue piacevolissime note di frutta e fiori freschi e uno sfondo vegetale e minerale delicato; il sorso è ricco di struttura e bevibilità, grazie a una inaspettata morbidezza che da equilibrio alla forza dell’acidità e della sapidità. Il Friuli Colli Orientali Schioppettino di Prepotto D.O.C. 2013 (Schioppettino, chiamato anche Ribolla Nera, 100%, 2 anni in botte grande) stupisce per un corredo aromatico dolce e avvolgente di prugna e frutti di bosco maturi, con un inebriante mix di spezie; bocca con tannino preciso e per nulla invadente, con bella morbidezza e durezze che rendono il sorso facile nonostante la struttura.

Infine due passiti meravigliosi: il Venezia Giulia I.G.T. Desiderio 2014 (blend di Friulano, Riesling Renano, Malvasia Istriana e Picolit, più di un anno in barriques), con sentori di miele millefiori, frutta gialla sia macerata che candita, fiori di acacia, chiodi di garofano e cioccolata bianca, con bocca suadente, fresca e con infinita persistenza e il Picolit D.O.C.G. 2013 (Picolit 100%, 18 mesi in barriques), con profumi di erbe aromatiche, fiori gialli, riso soffiato, frutta esotica e sfondo di tabacco, con una bocca meravigliosamente tesa ed equilibrata. Grande esperienza gustativa e umana. Merita una visita in cantina.

Un vitigno che si conferma degno di grande attenzione è la Tintilia, uva a bacca scura tipica del Molise. Claudio Cipressi da San Felice del Molise (CB), che conferma come l’abbondante nevicata di questi giorni sia fondamentale per la viticoltura, ne ha fatto una ragione di vita e si dedica a questo vitigno con grande attenzione, producendo ben 4 etichette davvero interessanti.

La sua filosofia comprende la pazienza di aspettare la giusta evoluzione dei vini a base Tintillia, poiché reputati troppo scontrosi in gioventù. Si comincia con il Tintilia del Molise D.O.P. Settevigne 2012 (Tintilia 100%, 2 anni in acciaio), da uve coltivate su terreno calcareo, con un colore rosso rubino molto profondo, al naso note fruttate e floreali fresche su sfondo speziato e una bocca con tannino presente ma non invadente e una piacevolissima freschezza che invoglia ad ulteriori assaggi.

Si continua con il Tintilia del Molise D.O.P. Macchiarossa 2012 (Tintilia 100%, 3 anni in acciaio), da uve coltivate su terreno argilloso, con note leggermente più evolute tra le quali spicca una splendida prugna sangue di drago e un sorso meno fresco, ma dotato di maggiore struttura. Si sale ulteriormente di corposità e complessità con il Tintilia del Molise D.O.P. Tintilia 66 2011 (Tintilia 100%, 3 anni in tonneaux), da terreni argillosi, dai profumi speziati e tostati, con note di liquirizia e pepe, con frutta rossa macerata, bocca importante, strutturata ed elegante, con lunga persistenza.

Chiude i rossi il Molise Rosso D.O.P. Macchianera 2011 (Montepulciano 85%, 18 mesi in barriques, e Tintilia 15%, solo acciaio), con riconoscimenti fruttati e floreali evoluti ed eleganti e un inebriante tappeto di erbe aromatiche e officinali, con un sorso tannico e strutturato, dalla lunga prospettiva di vita. Rossi che possono permettersi un lungo riposo in cantina. Da segnalare anche una bella Terre degli Osci I.G.P. Voira Falanghina 2015 (Falanghina 100%, solo acciaio), dalla bellissima florealità al naso e freschezza in bocca.

Per concludere, tre vitigni piemontesi: uno famosissimo, il Nebbiolo, uno in via di affermazione, l’Albarossa e uno sconosciuto ai più, il Gamba di Pernice o Gambarossa. Il Nebbiolo lo incontriamo nel Lessona D.O.C. Tanzo 2010 (Nebbiolo 100%, scelta più unica che rara in questa denominazione, 2 anni in botti grandi) di Pietro Cassina da Lessona (BI), vino che spicca per una balsamicità mentolata talmente importante da pizzicare gli occhi se si soffia dentro al calice, confermata anche in bocca, con un tannino presente ma ben cesellato, grande freschezza e lunghissima persistenza.

L’Albarossa è un vitigno creato dal Professore Giovanni Dalmasso negli anni ’30, mediante l’impollinazione della Barbera da parte del Nebbiolo, non quello più famoso, ma quello di Dronero, conosciuto come Chatus. La vinificazione inizia solo nei primi anni del nuovo millennio e ora comincia ad affermarsi come vitigno dal quale produrre vini degni di nota. L’azienda Poggio Ridente da Cocconato (AT) propone la versione Piemonte D.O.C. Albarossa del Marusè 2014 (Albarossa 100%, 12 mesi in barriques), con un bellissimo rosso porpora molto intenso, tipico del Barbera, con sentori di piacevole vinosità, frutta rossa appena matura, violetta, tocchi balsamici e vegetali, con una bocca carnosa, tannino e struttura tipici del Nebbiolo. Davvero un bel bere.

La Gamba di Pernice, storicamente anche chiamata Gambarossa, deve il suo nome dai raspi rossi dei grappoli maturi ed è il vitigno storico presente a Calosso (AT). L’autorizzazione per la coltivazione è arrivata solo nel 2007 e nel 2011 è nata la D.O.C. Calosso, nella quale si producono solo vini con Gamba di Pernice in purezza. “La storia e il mercato di questo vino sono ancora tutte da costruire”, afferma il rappresentante della Cantina Comunale dei vini Crota d’Caloss.

Il Calosso D.O.C. La Pernice 2014 (100% Gamba di Pernice, solo acciaio) di La Canova si presenta rosso rubino di bella intensità, con riconoscimenti balsamici, di piccoli frutti di bosco e di rosa canina; in bocca la struttura è media, con un tannino fine, buon equilibrio e discreta persistenza. Un vino ideale da pasto. Bisognerà aspettare qualche anno per dare giudizi più precisi, vista la giovane età di questa Denominazione. Per intanto un applauso al coraggio di questi produttori.

Il binomio vitigni autoctoni e piccoli produttori è davvero degno di rilievo, confermando il fatto che la nostra Italia deve sempre porre più attenzione e valorizzare il suo ricchissimo patrimonio ampelografico e che le piccole realtà sono una risorsa inestimabile della nostra vitivinicoltura.

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Vinitaly 2017: più spazio a Piemonte, Toscana e Sardegna. E un nuovo padiglione

Aziende vitivinicole già al lavoro per la prossima edizione di Vinitaly, in programma dal 9 al 12 aprile 2017 (www.vinitaly.com). Proprio dalla conferma quasi totale delle iscrizioni delle singole imprese presenti lo scorso anno e dal numero di new entry arriva il primo segnale della dinamicità del settore enologico italiano. Ed è quello, inequivocabile, di una maggiore propensione ad investire in prima persona nella partecipazione alla fiera con stand individuali, marchio e stile riconoscibili.

“Per essere attrattivi nei confronti degli espositori – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – abbiamo messo in campo negli ultimi anni nuovi servizi e progressivi rinnovamenti dei padiglioni, che già per l’edizione 2017 garantiscono più spazio per aumentare il numero di cantine, con un miglioramento complessivo del layout del quartiere fieristico. Inoltre, il piano industriale del prossimo quadriennio di Veronafiere – prosegue Mantovani – destina 72 milioni su 94 al miglioramento delle infrastrutture di quartiere, alla digital transformation e alla costruzione di parcheggi per oltre 3.000 posti auto”.

LE NOVITA’ 2017
Cresce il Piemonte, grazie all’ampliamento e al restyling del padiglione 10: un miglioramento che incontra le esigenze di accogliere le richieste di nuovi espositori e dall’altro per alcune cantine di posizionarsi all’interno della propria area geografica di riferimento.

Aumentano l’area espositiva anche i produttori della Sardegna nel padiglione 8, quello che ospita i saloni speciali Vinitalybio e Vivit-Vigne Vignaioli Terroir e della collettiva Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti). Novità pure per Toscana e Vininternational, con la creazione di un grande spazio espositivo di circa 4.000 metri quadrati che sostituisce le due tensostrutture separate allestite fino all’edizione 2016.

“Il rinnovamento del layout – sottolinea Gianni Bruno, area manager di Vinitaly- permette ad alcune aziende di collocare il proprio stand nel padiglione della propria regione o ad alcune di rientrare con una partecipazione importante e di immagine”.

Tra i nuovi arrivi, per la prima volta a Vininternational cantine da Usa e Regno Unito, che si aggiungono alla collettiva spagnola realizzata in collaborazione con Icex e agli espositori di Svizzera, Francia, Azerbaijan, Georgia, Croazia, Argentina, Portogallo, Australia e Sudafrica.

Per i buyer esteri il servizio free badge e incontri b2b con Taste & Buy. Da gennaio sarà operativo per gli espositori il servizio di invito degli operatori esteri tramite Vinitaly, con invio dei free badge per l’ingresso gratuito. Attivato nel 2016, ha dato immediatamente ottimi riscontri, facilitando la gestione degli inviti da parte della aziende e migliorando la qualità degli operatori, grazie alle verifiche effettuate direttamente dalla Fiera. Per il b2b puro, confermata l’iniziativa Taste & Buy, che organizza incontri tra i buyer esteri dell’incoming realizzato direttamente da Vinitaly e le aziende espositrici, la cui richiesta di partecipazione cresce di anno in anno.

ASPETTANDO VINITALY
Tanti appuntamenti prima di Vinitaly. A precedere il salone veronese molte le iniziative realizzate sotto il marchio di Vinitaly, pensate per promuovere i vini e offrire strumenti di marketing alle migliori aziende. A fare da filo conduttore, tra gennaio e marzo, le tappe di Vinitaly International a San Francisco, New York, Miami, Houston e a Chengdu in Cina (www.vinitalyinternational.com/calendar).

In programma l’1 marzo il Concorso Internazionale Packaging, mentre dal 31 marzo al 2 aprile torna il 5 Star Wines Award con in contemporanea il primo giorno (31 marzo) il premio Wine without Walls, dedicato ai vini senza solfiti o con un contenuto non superiore a 40 mg/l (per tutte le competizioni iscrizioni aperte sul sito www.vinitaly.com).

Alla vigilia di Vinitaly, l’8 aprile, il calendario il grand tasting OperaWine (www.operawine.it le aziende e i vini del 2017) a cura di Vinitaly International, anticipato dal 4 all’8 aprile dal corso di certificazione della Vinitaly International Academy (www.vinitalyinternational.com/vinitaly-international-academy).

SOL&AGRIFOOD E ENOLITECH
Sol&Agrifood ed Enolitech. In contemporanea con Vinitaly si svolge Sol&Agrifood (www.solagrifood.com), preceduto dal 15 al 20 febbraio da Sol d’Oro Emisfero Nord e, nei giorni del 20 e 21 febbraio, dagli Evoo Days, la nuova iniziativa di formazione e informazione dedicata agli operatori della filiera dell’olio extravergine di oliva. Con Vinitaly anche Enolitech (www.enolitech.it), da quest’anno ancora più integrato con i padiglioni di Vinitaly, grazie a un ulteriore avvicinamento del padiglione F che lo ospita al padiglione del Piemonte (pad. 10).

I 29 mila wine lover del 2016 trovano anche nel 2017 il loro spazio di degustazione, cultura del vino e convivialità a Vinitaly and the City, da venerdì 7 a martedì 11 aprile. Dopo il potenziamento dello scorso anno del fuori salone, con un programma ampliato e più diffuso nei luoghi storici della città, Veronafiere riconferma la volontà di tenere nettamente separati i momenti b2c da quelli b2b nel quartiere fieristico.

IL NODO VIABILITA’
L’obiettivo di una mobilità sostenibile in termini di efficienza e ambientali verrà perseguito rafforzando i servizi di trasferimento tra i parcheggi scambiatori dislocati in prossimità delle uscite autostradali, oltre che dalla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova, dal centro città e dall’aeroporto Valerio Catullo di Verona-Villafranca. Tutti gli aggiornamenti e le informazioni sulla viabilità da gennaio sul sito di Vinitaly,
 nei comunicati stampa e sui social di Veronafiere.

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Vermentino di Sardegna Doc 2014 Don Giovanni, Cantina Mogoro

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Vendemmia 2016: il dossier Assoenologi, regione per regione

Non “il risultato di un giro di telefonate”. Bensì “dell’elaborazione di migliaia di rilievi ottenuti da fonti diverse”, tra cui “le valutazioni condotte a livello locale dalle diciassette Sedi periferiche che coprono l’intero territorio nazionale”. Con queste parole, il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, sottolinea la scientificità delle previsioni sulla vendemmia 2016, diffuse proprio in questi giorni dall’organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vinicolo. Un vero e proprio dossier, diviso in tre parti: al quadro generale della produzione segue il dettaglio, regione per regione. La terza parte comprende invece un giudizio sulle ultime dieci vendemmie e una serie di tabelle da cui si possono verificare i dati riportati.

Complessivamente, secondo il centro studi di Assoenologi, la quantità si attesta tra lo 0 e +2% rispetto alla passata campagna pari a circa 51.500.000 ettolitri di vino. La qualità rimane complessivamente eterogenea ma comunque assai interessante, con punte di maggior interesse per quei vini che hanno potuto beneficiare del positivo andamento dei mesi di settembre e di ottobre. L’annata 2016 si è contraddistinta per i livelli contenuti di stress idrico e termico. Un’annata favorevole a produzioni di qualità per coloro che hanno gestito in modo efficace la difesa.

Nel periodo vendemmiale l’Italia è risultata spaccata in due. La ridotta piovosità e la buona escursione termica che hanno caratterizzato il mese di settembre al Centro-Nord e sulle due isole maggiori hanno favorito il regolare svolgimento delle operazioni di raccolta. Ciò purtroppo non si può dire per il Meridione peninsulare che ha invece goduto di una piovosità abbondante e in molti casi sensibilmente superiore alla norma. Nel complesso si stima una buona annata, con picchi di eccellenza nelle zone meno colpite dal maltempo e laddove la vite è stata soccorsa nel migliore dei modi.

Cambiamenti climatici, dunque. Per via dei quali, come sottolinea sempre la relazione dello staff di Cotarella, “è sempre più richiesta l’opera dell’enologo che deve intervenire per far fronte a nuove esigenze che si creano in vigneto e in cantina e anche per prevenire situazioni che possono influire negativamente sulla qualità del prodotto”. I mesi di settembre e di ottobre decorsi nel modo migliore al Centro Nord e sulle Isole hanno permesso una ottimale maturazione delle uve che, oltre ad essere state conferite alle cantine in un ottimo stato sanitario, hanno potuto beneficiare di importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte.

Purtroppo per le regioni del Centro-Sud Italia le cose non sono andate nello stesso modo.  settembre è stato costellato da numerose precipitazioni ed abbassamenti repentini della temperatura ed anche il mese di ottobre non ha risparmiato giorni di pioggia. Tutto ciò ha influito sulla qualità delle uve, specie per quelle tardive, la raccolta delle quali è stata vincolata dalle condizioni meteorologiche con ripercussioni sulla fase finale di maturazione.

QUANTITA’ RECORD
Al di là delle percentuali matematiche certe, Assoenologi “non ritiene di poter dare dei numeri assoluti, ma stima un quantitativo compreso tra 0 e +2% rispetto allo scorso anno”. L’elaborazione dei dati rilevati dà una produzione di uva oscillante fra i 68 e i 72 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, danno tra i 50 e i 52 milioni di ettolitri di vino. L’Abruzzo e la Puglia sono le regioni che hanno fatto registrare i maggiori incrementi di produzione compresi fra il 10 e il 15%, segue con +7% il Veneto e con +3% il Piemonte e l’Emilia Romagna.

Per contro la Campania ha prodotto ben il 20% in meno rispetto al 2015, seguita dal Trentino Alto Adige, dal Friuli V.G., dalla Toscana, dal Lazio/Umbria e dalla Sicilia con decrementi compresi tra il 5 e il 7%. Solo per le Marche e la Sardegna si stima una produzione pressoché uguale a quella della scorsa campagna. Una situazione, pertanto, piuttosto eterogenea caratterizzata da alti e bassi a seconda delle zone, influenzate alcune anche dall’entrata in piena produzione di nuovi vigneti. Un quantitativo che si pone al primo posto nella classifica degli ultimi dieci anni seguito dal 2015 (50,7) e dal 2006 (49,6).

Le quotazioni risultano pressoché uguali a quelle dello stesso periodo dello scorso anno. In leggera crescita solo per alcune tipologie di vini richiesti dal mercato in particolar modo per quelli a denominazione di origine. Consumi interni. In ribasso. Secondo Assoenologi a fine 2016 si scenderà sotto i 36 litri pro-capite, contro i 45 del 2007.

I DATI, REGIONE PER REGIONE

PIEMONTE
Quantità: +3% rispetto vendemmia 2015 L’andamento climatico durante tutto il periodo vendemmiale è stato caratterizzato da giornate calde e luminose, spesso anche ventose con poche e sporadiche piogge che hanno aiutato a completare un’equilibrata maturazione delle uve rosse. Anche nel mese di settembre si sono registrate grandi escursioni termiche tra il giorno (26-28°) e la notte (12-14°) che hanno favorito l’asciugatura dei grappoli. Lo stato sanitario dell’uva è risultato ottimale, caratterizzato da bucce integre, spesse e resistenti e con dimensioni normale degli acini. I mosti ottenuti hanno manifestato un elevato contenuto in zuccheri con punte particolarmente elevate nei vitigni a bacca rossa che, in diversi casi promettono di raggiungere il 16% di alcol.

Per i vini aromatici Moscato e Brachetto si sono registrate gradazioni sopra la media, con aromi difformi ma comunque sempre interessanti a seconda delle zone, probabilmente a causa di terreni siccitosi e aree calde. Nella zona del Gavi, le poche piogge di inizio settembre, anche se un po’ tardive, hanno favorito una buona maturazione delle uve con un grado medio leggermente inferiore rispetto alla scorsa vendemmia, ma con buon equilibrio acido. La Barbera d’Asti e il Nizza hanno potuto beneficiare dell’ottima stagione e, grazie ad una maturazione eccezionale, i primi riscontri di cantina rilevano un’elevata intensità colorante. I Nebbioli da Barbaresco e Barolo evidenziano invece grandi profumi e tannini morbidi grazie alla perfetta maturità fenolica. Complessivamente in tutta la regione si stima una produzione compresa tra i 2,5 e i 2,6 milioni di ettolitri, mentre la qualità è da considerare senza alcun dubbio ottima con molte punte di eccellente. Il mercato ha rilevato un aumento delle quotazioni delle uve rosse (in particolare per il Barbera) a causa delle giacenze in cantina decisamente contenute, mentre il mercato dei vini risulta stabile.

LOMBARDIA
Quantità: -15% rispetto vendemmia 2015. In generale l’annata in tutta la Lombardia ha dato delle differenze molto importanti da zona a zona e all’interno delle stesse aree, sia dal punto di vista quantitativo che sanitario. È opinione comune, però, che il 2016 sia un’annata di ottima qualità, superiore sicuramente alla media, con diverse punte di eccellente. La favorevole escursione termica tra giorno e notte ha fatto diminuire le acidità in modo molto regolare. Molto interessanti le aromaticità e le maturazioni fenoliche, tanto che per i vini rossi si prospetta una grande annata. In Oltrepò Pavese si stima una produzione in calo tra il 15% e il 20%. La resa uva/vino è risultata nella media, l’andamento fermentativo è stato buono. Anche in Franciacorta il decremento quantitativo si attesta tra il 15% e il 20%.

I primi riscontri di cantina evidenziano vini base interessanti con acidità stabili. Le aree delle denominazioni di origine “Valcalepio” e “Scanzo” sono state fortemente condizionate da eventi meteorologici avversi durante tutta la stagione, tanto che il calo della produzione si stima superiore al 25% rispetto alla passata campagna con punte in alcune zone anche del 35%. Grazie al buon andamento del mese di ottobre i vini rossi del Valcalepio presentano una discreta struttura, mentre in poche realtà si riusciranno ad appassire le uve per la produzione del Moscato di Scanzo. Nella zona del Garda si stima invece un incremento quantitativo tra il 5% e il 10%. La qualità delle uve è risultata molto interessante, tanto che si prevede una qualità assai interessante per il Lugana, i chiaretti e i rossi. In Valtellina la raccolta delle uve si è chiusa intorno al 10 novembre con un incremento intorno al 10%. Ottima la qualità con diverse punte di eccellente. Complessivamente in Lombardia si stima un quantitativo inferiore del 15% rispetto a quello dello scorso anno, pari a circa 1,2 milioni di ettolitri di vino.

TRENTINO ALTO ADIGE
Quantità: – 7% rispetto vendemmia 2015. In Trentino Alto Adige la vendemmia, conclusasi nei primi giorni di novembre con la raccolta degli ultimi grappoli di Cabernet in provincia di Bolzano, si è distinta per la sua eccezionalità: uve integre perfettamente sane, ottime gradazioni zuccherine ed equilibrio acidico dei mosti. Per le varietà rosse colore intenso e tannini morbidi, un quadro fenolico importante, conseguenza di un andamento climatico favorevole da grande annata. L’andamento climatico regolare durante tutto il periodo vendemmiale ha consentito una corretta programmazione della raccolta permettendo un’efficace e razionale lavoro in cantina. L’eccezionalità della vendemmia 2016, imputabile alla stabile e duratura area di alta pressione che ha interessato il Nord Italia, è stata amplificata da un regime di temperature caratterizzato da un’importante escursione termica con un risvolto molto positivo sulla tenuta dell’acidità dei mosti.

In Trentino la vendemmia delle uve Chardonnay e Pinot nero base spumante è stata perfetta sia per sanità che per rapporto zuccheri/acidità, tanto che i vini ottenuti hanno confermato l’alto livello qualitativo delle basi spumante 2016 per qualità aromatica e struttura. Le varietà per vini bianchi fermi hanno preso il via con il Pinot grigio nella prima decade di settembre per concludersi verso il 10 di ottobre con la Nosiola e il Traminer aromatico. I vini ottenuti esprimono profumi di interessante complessità e freschezza, ottima la rispondenza varietale come nel caso del Müller Thurgau che ha dato luogo a vini di grande equilibrio, strutturati e piacevoli. A fine settembre sono state raccolte le varietà rosse Merlot, Teroldego, Lagrein e Marzemino con eccellenti livelli di qualità ed ottima maturazione fenolica. Anche in Alto Adige i primi riscontri di cantina evidenziano un’ottima qualità sia per il Pinot Bianco, il Sauvignon, il Gewürztraminer e soprattutto per la Schiava, il Merlot e il Cabernet che hanno beneficiato di un andamento climatico del mese di ottobre assai favorevole. Complessivamente in tutta la regione si stima un quantitativo tra 1,1 e 1.2 milioni di ettolitri di vino. Il mercato al momento risulta stabile, con qualche leggero aumento per alcune tipologie grazie all’elevata qualità.

VENETO
Quantità: +7% rispetto vendemmia 2015. In tutto il Veneto, quantitativamente, si riscontra un aumento di oltre il 5% rispetto al 2015 con una produzione che sfiora i 10,5 milioni di ettolitri. Il 2016 va sicuramente inserito tra le annate da ricordare grazie ad una maturazione ottimale accompagnata da una gradazione zuccherina elevata e da un supporto acido importante. Il ciclo vegetativo è stato caratterizzato da condizioni ambientali tutto sommato ottimali. L’ultimo periodo della maturazione ha fatto registrare temperature diurne ottimali con un abbassamento significativo delle stesse durante la notte che ha permesso di ottenere ottimi profumi primari e un quadro acido molto interessante. Quest’anno le grandinate sono state limitate in aree circoscritte. La vendemmia ha avuto inizio verso la fine di agosto per terminare nella prima decade di novembre con gli ultimi conferimenti dell’uva Raboso. L’andamento fermentativo si è svolto nella maniera più regolare, aiutato anche dalle temperature ambientali più basse che hanno garantito una gestione del freddo ottimale durante le fermentazioni.

Qualitativamente il Prosecco presenta un quadro acido molto equilibrato e un interessante profilo aromatico. Per il Pinot Grigio la qualità è mediamente buona, mentre risulta ottima per il Merlot e il Cabernet specialmente per quei vini ottenuti dalle uve raccolte nell’ultima parte della vendemmia che hanno potuto fruire del perfetto andamento climatico. Nel veronese si sono raccolti grappoli sani e giustamente spargoli per le Doc Soave e Valpolicella, consentendo anche una perfetta cernita per le uve da mettere a riposo per il Recioto di Soave, ma in particolare per l’Amarone che dalle prime analisi risulta di una qualità sicuramente superiore a quella già buona dell’annata 2015. Ottima pure la qualità delle uve precoci da vitigni internazionali Pinot Grigio e Chardonnay, così come quelle a bacca rossa Cabernet Sauvignon e Merlot. Il mercato sta assorbendo bene tutta la produzione registrando quotazioni stabili e in alcuni casi in leggero rialzo rispetto allo stesso periodo del 2015.

FRIULI VENEZIA GIULIA
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2015. Un ottimale andamento climatico per la vite, registrato soprattutto durante il periodo estivo, ha permesso di ottenere uve perfettamente sane e anche gli insetti più comuni: tignola, cicalina e ragno rosso, non hanno dato origine a problematiche particolari. L’epoca di vendemmia, per le uve destinate alla produzione di vino base spumante, è iniziata nell’ultima settimana di agosto mentre, per alcune varietà precoci: Pinot Nero, Traminer Aromatico, Pinot Grigio e Sauvignon, la raccolta è avvenuta a partire dalla prima settimana di settembre. La quantità di uva è risultata inferiore del 5% rispetto allo scorso anno a causa di una primavera fredda e piovosa che ha creato alcuni problemi durante la fioritura generando grappoli spargoli e acini disformi. Inoltre, alla fine di agosto e durante i primi venti giorni di settembre, le alte temperature e l’apprezzabile ventilazione hanno contribuito ulteriormente ad abbassare il quantitativo di uva raccolta.

Il calo produttivo si è registrato soprattutto nelle varietà precoci, quali il Pinot Grigio, Tocai Friulano e Chardonnay mentre, la Glera (Prosecco) e la Ribolla Gialla, fanno registrare un incremento produttivo grazie anche ai nuovi vigneti entrati in piena produzione. I vini ottenuti, grazie anche ad una buona escursione termica tra il giorno e la notte, fanno registrare delle gradazioni alcoliche sostenute, un buon corredo acido e un’interessante e complesso quadro aromatico. Anche le uve a bacca rossa si sono rilevate di ottima qualità. Le operazioni di raccolta si sono concluse con le varietà tardive quali Verduzzo, Refosco e Picolit. Per quanto riguarda il mercato un certo interesse è rivolto alle varietà a bacca bianca tipo Glera e Ribolla Gialla, mentre per il Pinot Grigio si attendono gli sviluppi della nuova Doc interregionale. Per le tipologie rosse, purtroppo ridotte a un solo 20% dell’intera produzione viticola regionale, le contrattazioni riguardano il Refosco, il Merlot e il Cabernet Sauvignon.

EMILIA ROMAGNA
Quantità: +3% rispetto vendemmia 2015 In tutta la regione la campagna vitivinicola è stata sicuramente positiva e si stima una produzione complessiva di 7,6 milioni di ettolitri. In Romagna la vendemmia è iniziata a ridosso di Ferragosto con le basi spumanti mentre per lo Chardonnay destinato ai vini fermi e per le uve di Sauvignon i conferimenti sono iniziati nell’ultima settimana di agosto. Le produzioni di queste varietà precoci si sono rivelate ottime sia dal punto di vista sanitario che da quello qualitativo. Ottima annata anche per le uve di Grechetto Gentile (Pignoletto); le basi presentano buone note aromatiche e acidità maliche interessanti. Bene anche le Albane che hanno però generato prodotti meno strutturati rispetto alle precedenti vendemmie ma più freschi e fruttati. Per il Trebbiano la vendemmia è iniziata verso la metà di settembre; le produzioni sono risultate più abbondanti rispetto allo scorso anno, perfettamente sane e con ottimi pH, presupposti per una buona produzione di vini base spumante. Bene anche le uve a bacca rossa: il Merlot presentava contenuti zuccherini inferiori allo scorso anno ma una buona freschezza aromatica con produzioni pressoché invariate rispetto allo scorso anno.

La vendemmia della Cagnina (vitigno Terrano), primo vino romagnolo ad essere messo in vendita, risulta essere particolarmente gradevole e profumato. Ottimi anche i Sangiovesi che quest’anno, nella maggior parte dei casi, non hanno subito fenomeni di siccità ed evidenziano livelli qualitativi buoni con diverse punte di eccellenza. Anche in Emilia la vendemmia ha avuto un decorso positivo con un aumento della produzione rispetto allo scorso anno. Bene si stanno comportando i vini rossi provenienti dalle uve di Ancellotta come i rossissimi con tenori di colore e profumi eccellenti. Anche i Lambruschi, nonostante la maggiore quantità, sono stati caratterizzati da uno stato sanitario eccellente e da un ottimo grado di maturazione sia per il Salamino, il Sorbara e il Grasparossa. Molto bene anche le produzioni tipiche del Nord dell’Emilia; dove le Malvasie presentano aromi e acidità importanti, così come la Bonarda. Buone le reazioni dei mercati che, a causa della scarsa produzione mondiale, mostrano segni di quotazioni in rialzo.

TOSCANA
Quantità: -7% rispetto vendemmia 2015 La campagna 2016 è stata contraddistinta da un inverno mite e da una primavera con precipitazioni superiori alla media stagionale, mentre da luglio la situazione si è capovolta con assenza di piogge. Questo cambiamento ha generato differenziazioni di sviluppo e stress fisiologico in alcuni areali. La raccolta delle uve è stata dunque eterogenea e caratterizzata da maturazioni scalari all’interno dello stesso appezzamento vitato. Tutto ciò ha determinato una vendemmia lunga e mirata ad ottimizzare le maturazioni polifenoliche. Una giusta ed equilibrata gestione del vigneto si è rilevata più che mai determinante permettendo di ottenere uve sane e con parametri analitici eccellenti. La vendemmia è iniziata con la raccolta delle uve bianche precoci che, favorite da buone e regolari escursioni termiche, hanno prodotto vini equilibrati, con buone acidità e con un complesso patrimonio aromatico.

A inizio settembre è stata la volta delle uve a bacca rossa a Bolgheri e nella zona del Morellino di Scansano. Dal 19 settembre è iniziata la vendemmia delle uve bianche per la Docg Vernaccia di San Gimignano e, a seguire, quelle di Sangiovese per la produzione di Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino. Le operazioni vendemmiali si sono concluse intorno al 20 ottobre con gli ultimi conferimenti di Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Le cinetiche fermentative sono decorse in modo regolare e i risultati in termini qualitativi sono molto interessanti. I primi dati analitici confermano le attese di annata equilibrata ed elegante, infatti le buone acidità e i pH bassi sono delle ottime premesse per vini longevi e di personalità. La resa uva/vino è risultata leggermente inferiore alla norma a causa della morfologia degli acini e dell’andamento climatico. Si stima una quantità di poco superiore ai 2,6 milioni di ettolitri di vino in calo di oltre il 5% rispetto alla campagna 2015. Per quanto concerne il mercato si evidenziano quotazioni in leggera flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

MARCHE
Quantità: uguale rispetto vendemmia 2015. Il mese di settembre dal punto di vista climatico ha avuto un ottimo decorso, con buone escursioni termiche che si sono ripetute sino alla seconda decade di ottobre consentendo all’uva di raggiungere il giusto grado di maturazione. Solo dopo metà ottobre si sono verificati eventi climatici avversi che hanno rallentato la vendemmia. Quest’anno si è rilevata su più varietà una “acinellatura dolce” dei grappoli, probabilmente causata dalle continue piogge cadute nella fase di allegagione che hanno contribuito alla riduzione della produzione. Vitigni come Verdicchio, Pecorino e Sangiovese hanno raggiunto normalmente il loro grado di maturazione zuccherina e fenolica. Qualche difficoltà in più, invece, si è riscontrata per i vitigni tardivi, come Passerina e Montepulciano, i quali hanno subito condizioni climatiche avverse nel periodo della raccolta. Quest’anno l’epoca di maturazione delle uve è risultata nella norma rispetto alla media delle ultime 10 vendemmie, ma posticipata, se rapportata alla scorsa campagna, di una settimana per le varietà a bacca bianca (Trebbiano, Passerina, Pecorino, Verdicchio) e di dieci giorni per quelle a bacca rossa (Sangiovese, Montepulciano, Merlot e Cabernet).

La raccolta delle uve è iniziata nell’ultima decade di agosto per le varietà precoci base spumante, Incrocio Bruni e Chardonnay. Per il Verdicchio e il Sangiovese i conferimenti hanno avuto il via dalla metà di settembre, mentre alla fine dello stesso mese è stata la volta del Montepulciano la cui raccolta è proseguita sino al 21 ottobre. Qualitativamente parlando i vini bianchi (Verdicchio, Pecorino e Passerina) risultano molto equilibrati, ricchi in aromi primari (tioli) e dotati di notevole freschezza. Anche per i vini rossi si prospetta un’annata assai interessante con prodotti che evidenziano una buona dotazione acidica, tenori elevati di antociani e polifenoli, presupposti ideali per ottenere vini adatti all’invecchiamento. Complessivamente si stima una quantità in linea con quella dello scorso anno pari a circa 960.000 ettolitri con punte anche di +15% in alcuni areali mentre in altri , per contro si registra una diminuzione del 10-15%.

LAZIO E UMBRIA
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2015 I mesi riguardanti la vendemmia sono stati solo parzialmente benevoli dal punto di vista climatico; in quanto settembre è stato costellato da numerose piogge ed abbassamenti repentini della temperatura ed anche il mese di ottobre non ha risparmiato giorni di pioggia. Tutto ciò ha notevolmente influito sulla qualità delle uve, specie quelle tardive, che nel Lazio e in Umbria rappresentano la stragrande maggioranza e, ovviamente, anche sulla quantità che si è ridotta notevolmente. In particolare, lo stato sanitario, molto buono fino a metà ottobre, è precipitato in seguito ad attacchi di muffa grigia e marciume acido, determinando in alcuni mosti bianchi, una difficoltà nelle decantazioni statiche. Di conseguenza la raccolta è risultata molto lunga intervallata da numerose soste e riprese, con qualità estremamente eterogenee a seconda delle zone geografiche e del momento della vendemmia. Pertanto si evidenzia una grande differenza tra i vini bianchi e rossi ottenuti con varietà precoci, che risultano profumati, strutturati e ben bilanciati, e quelli provenienti da varietà tardive che appaiono meno espressivi, sebbene anch’essi di buona struttura e di gradazione alcolica elevata.

Le ultime fermentazioni alcoliche hanno avuto un decorso molto lento in virtù delle basse temperature iniziali delle uve. Dal punto di vista quantitativo le due regioni si confermano in controtendenza l’una sull’altra, in quanto nel Lazio, a parità di superfici vitate vendemmiate, si registra un aumento del 5% relativamente all’annata precedente, mentre in Umbria si rileva un -10%. Il riferimento alle superfici vitate è d’obbligo in quanto la regione Lazio continua a spiantare vigneti a favore di altre coltivazioni e ciò determina lo spostamento in negativo dei numeri assoluti. Per questo motivo, volendo trarre un dato definitivo e comprensivo, Lazio e Umbria si attestano ad un -5%, rispetto alla scorsa stagione con una produzione di circa 2.340.000 ettolitri di vino.

ABRUZZO
Quantità: +12% rispetto vendemmia 2015. Anche in Abruzzo le ultime annate sono state caratterizzate da numerose anomalie meteoriche, a causa del cambiamento climatico in atto già da alcuni anni. Lo stesso si è verificato anche per la vendemmia 2016. La raccolta è iniziata intorno al 20 di agosto per le varietà precoci (Chardonnay e Pinot Grigio), con i vigneti più vicini alla costa e per quelli più giovani, per proseguire, successivamente, verso l’interno. Nell’ultima settimana di agosto si sono registrate temperature nella norma del periodo con la presenza di vento che ha asciugato le abbondanti precipitazioni dei giorni precedenti. Le varietà Pecorino, Trebbiano, Cococciola, Falanghina, Sangiovese sono state raccolte da metà settembre in poi, a partire dai vigneti più giovani, fino alla prima decade di ottobre. I conferimenti delle uve Montepulciano sono iniziati anch’essi dall’ultima settimana di settembre in anticipo rispetto alla norma a causa dell’andamento climatico che ha fatto registrare precipitazioni quasi giornaliere.

Ciò ha permesso di portare in cantina grappoli per la maggior parte sani, più pesanti, ma con una parziale maturità fenolica e quindi con un grado zuccherino medio di circa 1-2 gradi Babo più basso rispetto allo scorso anno. Considerando l’andamento stagionale piuttosto anomalo, la vendemmia 2016 si può complessivamente considerare di buon livello con diverse punte di ottimo. Il quantitativo risulta superiore, rispetto al 2015, tra il 10 e il 15%, il che significa una produzione di vino pari a circa 3.350.000 ettolitri. Per quanto concerne il mercato si è registrato, fin dalla fine della vendemmia scorsa, un ottimo interessamento sia per le tipologie di vini a Igt autoctoni che a denominazione di origine. Discorso diverso invece per i vini generici che risentono della forte concorrenza, al ribasso, dei vini di altri Paesi comunitari ed extra comunitari per i quali le richieste risultano minime e soltanto per i prodotti di media-alta qualità.

CAMPANIA
Quantità: -20% rispetto vendemmia 2015. Dalla seconda decade di maggio e per tutto giugno, il manifestarsi di piogge abbondanti ha determinato un aumento della pressione della peronospora, che ha reso più difficile e impegnativa la gestione dei vigneti. La fioritura è avvenuta tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, in linea con gli altri anni, ma ha avuto un decorso abbastanza irregolare, con un’allegagione più prolungata che ha prodotto grappoli più spargoli. Dalla terza decade di giugno le temperature medie sono notevolmente aumentate e, fino alla fine di agosto, l’estate è trascorsa con una buona ventilazione, con temperature comunque non eccessive, intervallate da qualche temporale estivo e con importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Pertanto nei vigneti si è avuto un ottimo sviluppo della vegetazione. I tempi di raccolta, rispetto all’anticipo dello scorso anno, si sono svolti nella media dei periodi classici delle varie zone.

Si è iniziato con le uve per le basi spumante e i vitigni a bacca bianca del Cilento nella prima decade di settembre. Le piogge cadute nella prima metà di settembre hanno determinato un’accentuata eterogeneità nella fase finale di maturazione delle uve, spostando di qualche giorno in avanti l’inizio della raccolta. La vendemmia delle varietà a bacca bianca è terminata nell’ultima decade di ottobre e i primi riscontri confermano vini interessanti sotto il profilo olfattivo, snelli, freschi e sostenuti da elevate acidità. Per l’Aglianico invece i conferimenti sono terminati intorno al 10 di novembre. Per le uve rosse in generale è stata una vendemmia più difficile; la selezione dei grappoli in vigna è risultata fondamentale per conseguire buoni risultati; i vini sono meno concentrati del solito, con maggiori tenori di acidità ma con buone espressioni olfattive. Si conferma una produzione inferiore allo scorso anno del 20% pari a circa 1,3 milioni di ettolitri di vino.

PUGLIA
Quantità: +12% rispetto vendemmia 2015. L’andamento climatico in Puglia è stato caratterizzato da piogge regolari in tutta la regione. I mesi di giugno e luglio sono stati all’insegna del caldo interrotto da alcuni periodi più freschi che hanno favorito un’accelerazione della maturazione in particolare delle varietà precoci soprattutto nel Salento. Rari i focolai di peronospora e di infezione da oidio tenuti facilmente sotto controllo. Nel mese di agosto si è registrato un caldo eccessivo intervallato da abbondanti e brevi piogge che hanno interessato la zona del Tavoliere (Nord Puglia) e del Salento e ridotto in parte il prodotto finale. Le operazioni di raccolta sono iniziate già a fine luglio con la vendemmia delle uve a base spumante per poi proseguire con lo Chardonnay, il Pinot e il Sauvignon. Per le uve autoctone bianche come il Bombino Bianco (Tavoliere), la Verdeca e il Bianco d’Alessano (Valle d’Itria) i primi grappoli sono stati staccati nella prima decade di settembre, per poi proseguire con gli altri vitigni quali il Trebbiano e la Malvasia.

Per i vitigni autoctoni a bacca rossa come il Primitivo (Salento e Valle d’Itria) i conferimenti sono iniziati nella seconda metà di agosto, mentre per il Negroamaro (Salento) intorno alla seconda decade di settembre. A fine settembre si è proseguito con il Bombino Nero (Tavoliere) e quindi con il Montepulciano e il Susumaniello (Alto Salento), mentre a metà dello stesso mese la vendemmia si è conclusa con il Nero di Troia (Tavoliere). A causa delle abbondanti piogge di metà settembre, l’uva ha subito danni nella sua integrità, ma fortunatamente non rilevanti. Dai primi riscontri di cantina i vini risultano di buona qualità, equilibrati e ben strutturati. Complessivamente in tutta la regione si stima un quantitativo superiore allo scorso anno tra il 10 e il 15% a seconda delle zone, pari ad una produzione di vino di circa 8,9 milioni di ettolitri.

SICILIA
Quantità: -7% rispetto vendemmia 2015 La vendemmia per le varietà bianche precoci è iniziata con il Pinot grigio, il Sauvignon blanc e lo Chardonnay nella prima settimana di agosto, con un ritardo di qualche giorno rispetto alla scorsa vendemmia. Nella seconda settimana di agosto si sono raccolti il Viognier e Muller Thurgau ed il Moscato bianco, mentre nella terza settimana dello stesso mese è stata la volta delle uve di Catarratto e Grillo basi spumante. La vendemmia delle uve rosse, in particolare per il Merlot, è iniziata nella terza decade di agosto, a seguire tutte le altre varietà come Syrah, Nero d’Avola e Frappato, per concludere con il Cabernet sauvignon nella prima settimana di settembre. Per quanto riguarda le varietà autoctone a bacca bianca i conferimenti di Grillo e Zibibbo sono iniziati nella terza decade di agosto mentre per il Catarratto e l’Insolia la raccolta è avvenuta a partire dalla prima decade di settembre. Nella zona dell’Etna la vendemmia ha preso il via alla fine di settembre con il Carricante e a seguire con il Nerello Mascalese che si protratto sino alla fine di ottobre. Complessivamente la sanità delle uve conferite è risultata buona, così come la resa uva/vino.

Durante la raccolta e le vinificazioni non si sono registrate problematiche particolari e i primi dati analitici evidenziano vini con una qualità assai interessante con diverse punte di ottimo ed alcune di eccellente. Quantitativamente parlando nella zona del Moscato di Noto e di Siracusa e nell’area della Docg Cerasuolo di Vittoria si registra un calo del 10%. Nell’isola di Pantelleria, a causa delle scarsissime precipitazioni, la produzione dello Zibibbo ha registrato un decremento di ben il 45%. In tutta l’Isola si stima un decremento medio di oltre il 5% rispetto alla campagna vitivinicola 2015 dovuto soprattutto ad un ammanco delle varietà a bacca rossa. Pertanto si stima una produzione complessiva di vini e mosti di poco superiore ai 5,8 milioni di ettolitri. Per quanto concerne il mercato le contrattazioni evidenziano un leggero aumento dei prezzi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

SARDEGNA
Quantità: uguale rispetto vendemmia 2015. Dopo un’estate arida, Giove Pluvio, nella prima decade di settembre, ha finalmente portato acqua in Sardegna, dando quindi un po’ di sollievo agli “assetati” vigneti isolani. Acqua utile soprattutto per quei vitigni a maturazione tardiva, in primis Cannonau e Carignano. Si sono poi alternate giornate soleggiate e mai torride, che hanno permesso alle viti di arricchirsi di un buon corredo di sostanze aromatiche e polifenoliche. A metà settembre e nel successivo periodo la Sardegna è stata attraversata da una perturbazione atlantica che ha fatto crollare le temperature portando altresì copiose piogge. In varie macrozone dell’isola, si sono abbattute delle vere e proprie bombe d’acqua, che hanno compromesso in parte la sanità delle uve in fase di raccolta, con qualche accenno di muffa grigia, che è stata però limitata da tempestive operazioni vendemmiali, che hanno riportato il tutto alla normalità.

Per i vitigni più tardivi invece non si lamentano problemi sanitari. Infatti, le luminose giornate di fine settembre hanno permesso un decorso regolare della maturazione. La gradazione delle uve è risultata mediamente inferiore di un grado alcolico rispetto all’ultima vendemmia. Analizzando le produzioni dei vitigni per quanto riguarda le uve a bacca bianca (in primis Vermentino, Nuragus e Vernaccia) i quantitativi risultano in linea con la precedente vendemmia. Lo stesso dicasi per le varietà a bacca rossa. La chiusura delle operazioni vendemmiali è avvenuta intorno al 10 di novembre con la raccolta delle ultime uve di Nasco e Malvasia, base dei vini da dessert. Quantitativamente in tutta la Sardegna si stima una produzione pressoché simile a quella dello scorso anno pari a poco più di 790.000 ettolitri. Il mercato risulta stabile senza particolari variazioni rispetto all’ultima vendemmia.

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Vini al supermercato

Carignano del Sulcis Doc 2014 Calalonga, Cantina Calasetta

(3,5 / 5)Cantina Calasetta, specialisti del Carignano del Sulcis. Sei versioni: da quella a “piede franco”, ottenuta da vite orginaria, non innestata con vite americana, passando alla Riserva, senza dimenticare il rosato. Sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it finisce però Calalonga, il Carignano del Sulcis di Cantina Calasetta distribuito nei supermercati Esselunga. Una versione realizzata appositamente per la notsa catena della gdo italian, che non tradisce le attese. Anzi, stupisce nel rapporto qualità prezzo.

Il vino si presenta nel calice di un rosso rubino poco trasparente, scorrevole. Al naso, chiari e tipici sentori di frutta rossa, uniti a una percezione vegetale che richiama il peperone verde. Di facile beva, nonostante il buon corpo e una struttura tutt’altro che esile, gioca col palato sulle note di frutta rossa, pulite, già avvertite al naso. Sfodera solo in un secondo momento anche una bella sapidità, che torna in un finale fruttato e di leggera spezia. Lasciato nel calice qualche minuto, il Carignano del Sulcis Calalonga di Cantina Calasetta muta, grazie all’ossigenazione: si fa più ‘austero’, mostrando in bocca tratti sino ad allora sconosciuti, tra il dattero disidratato e la carruba. Etichetta interessante questo vino rosso di Sardegna, da consumare a tutto pasto. Si sposa, in particolare, con primi ricchi al ragù o con secondi come l’agnello. Noto l’abbinamento con l’agnello con carciofi, ricetta tipica pasquale sarda.

LA VINIFICAZIONE
Cantina Calasetta, realtà che ha sede nell’omonimo comune della provincia di Carbonia-Iglesias, sulla punta settentrionale dell’isola di Sant’Antioco, arcipelago del Sulcis, è stata premiata negli anni scorsi dal Gambero Rosso con i “tre bicchieri”. Dalla sede assicurano che Calalonga sia un Carignano del Sulcis 100%, senza addizione di uve di altri vitigni, pur consentita dal disciplinare per un massimo del 15%. Ma la cantina sarda sceglie di non fornire a vinialsupermercato.it le specifiche richieste sulla tecnica di vinificazione, come sino ad oggi aveva fatto solo un’altra cantina dell’Oltrepò Pavese.

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news ed eventi

Lo spumante “subacqueo” Akenta è riemerso

Riemerse sabato 9 luglio, alcune bottiglie di Akenta, contenute in una delle casse lasciate ad affinare sul fondale marino, a trenta metri di profondità,  dalla Cantina di Santa Maria La Palma. Il progetto è nato nel 2014 in collaborazione con il Parco di Porto Conte, l’area Marina di Capo Caccia,  e prevede l’affinamento sotto il livello del mare dello spumante “subacqueo” nato dal Vermentino di Sardegna per valutare l’evoluzione organolettica. Una imbarcazione è partita dal porto di Alghero con a bordo giornalisti, ospiti, esperti di settore ed il cda della cantina presieduto da Mario Peretto per assistere alla delicata fase di riemersione delle bottiglie in collaborazione  con il Diving Blue Center di Alghero, partner del progetto. La curiosa cantina subacquea è visitabile durante il periodo estivo grazie ai diving club locali ed il progetto  è stato avviato anche nell’ottica della valorizzazione del territorio all’insegna della sostenibilità e del rispetto della natura. 

 

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Vini al supermercato

Vermentino di Gallura Docg 2014 Tancarè, Giogantinu

Torna sotto la nostra lente di ingrandimento un vino sardo delle cantina Giogantinu. E’ la volta del Vermentino di Gallura Docg, Tancarè. Unica Docg della Sardegna, quella del Vermentino di Gallura con la sua Doc di ricaduta Vermentino di Sardegna. Nel calice il Vermentino di Gallura Docg Tancarè si presenta color giallo paglierino con riflessi verdolini, cristallino e trasparente.  Un vino che si mostra scorrevole già con una rapida occhiata alla lente. I profumi non sono spiccati, avvicinando il naso al bicchiere  il bouquet aromatico è sottile con sentori di frutta fresca agrumata, fiori bianchi e note minerali. Al gusto è comunque di medio corpo, caldo, vellutato e secco. Relativamente alle componenti dure il Vermentino di Gallura Docg Tancarè è un vino fresco e sapido. Chiude leggermente amaragnolo, ma poco persistente. Beverino, anche se, questa annata 2014. non è una delle migliori espressioni di Vermentino. Il rapporto qualità prezzo è discreto,  ma non è un vino memorabile. Anche questo finisce nella nostra lista “senza infamia e senza lode” , almeno per questa infelice annata. La gradazione è di 12% di alcol in volume, va servito naturalmente fresco a 8-10 gradi e si accosta a primi piatti con verdure e pesce, aperitivi, antipasti di mare,  minestre di pesce,  ma anche a formaggi a pasta molle o media stagionatura.

LA VINIFICAZIONE
Il Vermentino Bianco è coltivato in tutte le province di Sardegna e Toscana, in quattro province liguri, in Puglia, ma anche il alcune zone di Lazio, Marche, Umbria, Sicilia per una superficie complessiva di 4000 ettari vitati. Iscritto al registro delle varietà di uva dal 1970 inizialmente veniva vinificato solo come uva da tavola. La cantina sociale Giogantinu riunisce 350 soci per un totale di 320 ettari vitati. Le zone di produzione si trovano nella provincia di Olbia Tempio, tra Berchidda e Oschiri. La capacità di produzione della cantina è di 25.000 quintali all’anno con una produzione massima di 4500 bottiglie all’ora.

Prezzo pieno: 6,90

Acquistato presso: Carrefour

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Vini al supermercato

Alghero Doc Le Arenarie 2014, Sella e Mosca

(4 / 5)Sauvignon alla “sarda”. Ecco cos’è, in estrema sintesi, l’Alghero Doc Le Arenarie Sella e Mosca. E se a qualcuno suona strano, basti pensare che questa varietà autoctona francese è presente tra i vigneti sperimentali della casa vinicola sassarese da quasi vent’anni. Nel calice il vino si presenta di un giallo paglierino carico, quasi tendente al dorato, pur conservando riflessi verdolini. Leggermente velato. Al naso, se stappato alla corretta temperatura di servizio, si rivela intenso e continuo nelle percezioni tipiche del Sauvignon, dalla frutta fresca (pera, pesca) e tropicale (ananas) sino ai più complessi sentori minerali e vegetali. Ma è anche in grado di sorprendere, con richiami al cedro e alla macchia mediterranea che si rivelano in seguito a una moderata ossigenazione nel calice, disegnano distintamente rosmarino, peperone e foglia di pomodoro. Un naso elegante e ricco, che conduce la mente in un viaggio tra i paradisi marittimi della Sardegna. Merito dei richiami salmastri che ritroviamo anche al palato. In bocca, di fatto, acidità e sapidità sembrano sfidarsi ad armi pari in un confronto che – in definitiva – non vede né vincitori né vinti. Una beva resa “facile” da queste caratteristiche, ma tutt’altro che banale: ben rotonda e avvolgente. Le note vegetali di peperone dolce tornano a presentarsi prima di un finale leggermente astringente e “citrico”. Tutte caratteristiche che fanno dell’Alghero Doc Le Arenarie Sella e Mosca il compagno perfetto per accompagnare piatti a base di pesce, molluschi e crostacei. A una temperatura ideale di servizio di 12 gradi.

LA VINIFICAZIONE
Il Sauvignon in purezza è una delle varietà previste per la produzione di vini appartenenti alla Doc Alghero. Le uve, raccolte nelle ore più fresche della giornata, vengono macerate a freddo nelle cantine Sella e Mosca per circa 12 ore, dopo una soffice pigiatura. Il mosto ottenuto da leggera spremitura con presse pneumatiche viene illimpidito per decantazione a freddo e la fermentazione a bassa temperatura controllata, che non supera mai i 15 gradi, dura oltre due settimane. L’Alghero Doc Le Arenarie Sella e Mosca fa parte della linea “Cuore Mediterraneo” della cantina della provincia di Sassari, parzialmente reperibile sugli scaffali della grande distribuzione organizzata italiana, dove la cantina è molto attiva.

Prezzo: 8,89 euro
Acquistato presso: Esselunga

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All’Exma di Cagliari al via Wine&Co

Si chiama Wine & Co, la più grande fiera del vino a Cagliari che si terrà nel centro d’arte EXMA  sabato 4 e domenica 5 giugno. La manifestazione è organizzata con il patrocinio e la collaborazione del Consorzio di Tutela Vini di Sardegna Doc, Consorzio di Tutela Vini di Cagliari Doc, Consorzio di Tutela Vino Carignano del Sulcis Doc.  Giunta alla sua terza edizione, Wine & Co ospiterà cantine sarde e del resto d’Italia oltre che un’accurata selezione di aziende che operano nel settore agroalimentare, per un totale di oltre 50 espositori. Il programma di sabato 4 sarà aperto dalle 16.30 alle 18.30 da incontri tecnici riservati agli operatori di settore. Dalle 18.30 spazio al pubblico con le degustazioni delle etichette presenti e dj set fino alle ore 24. Il programma aperto al pubblico riprende domenica dalle ore 10 alle 20.  Sabato alle ore 18 è prevista una conferenza dal titolo Vini e vitigni della Sardegna, tenuta dall’enologo Andrea Deiana. Mentre in entrambe le giornate, gli interessati potranno partecipare adue masterclass di degustazione dei migliori vini della Sardegna. Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 340 6461073, all’indirizzo wineandcocagliari@gmail.comIl festival è presente su Facebook all’indirizzo: facebook.com/rubedowinefood

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Risotto con astice e carote: e i vostri ospiti si leccheranno i baffi


Chi non ama l’astice? Un “ingrediente” nobile, col quale poter realizzare ricette piuttosto facili e veloci da preparare. Come per esempio il risotto con astice e carote “In cucina con Fede”. Ecco tutti i dettagli.

Quantità per: 4 persone
Realizzazione: abbastanza facile
Vino in abbinamento: Vermentino di Sardegna

TI SERVE

  • 20 cucchiai di carnaroli (5 cucchiai a testa per avere un piatto abbondante)
  • 2 astici
  • 3 carote grandi (o 5 piccole)
  • 1 cipolla bianca
  • 1 porro piccolo
  • Una noce di burro
  • Un bicchiere di vino bianco
  • Olio evo
  • 6 foglie d’alloro
  • Sale rosa dell’Himalaya
  • Pepe bianco
  • Brodo

PREPARAZIONE

1. Fai bollire un litro d’acqua con una manciata di sale, una carota, mezza cipolla e un porro piccolo. Taglia a metà gli astici, spolpali, taglia a pezzetti la carne e lascia da parte. Aggiungi i carapaci dei due astici all’acqua e lascia cuocere finché le verdure saranno morbide. Hai ottenuto il brodo con il quale cuocerai il riso.

2. In una casseruola fai dorare la cipolla con un filo d’olio, aggiungi le foglie d’alloro e i pezzetti di astici che saranno pronti dopo cinque minuti. Toglili e mettili in un piatto (li aggiungerai alla fine). Togli anche le foglie d’alloro e tosta il riso per qualche secondo. Sfuma con il vino bianco e fai evaporare l’alcol.

3. Nel frattempo riduci le carote a julienne (con una grattugia o con un robot da cucina) e versale nella casseruola. Una volta evaporato l’alcol aggiungi poco per volta il brodo, 1.5 cucchiaini di sale rosa, il pepe bianco e porta a cottura il risotto continuando a mescolare e ad aggiungere il brodo se necessario.

4. Dopo 15/18 minuti il riso dovrebbe essere pronto (assaggialo, non deve essere troppo croccante ma neanche sfaldarsi). Spegni il fuoco, aggiungi la polpa degli astici e manteca con una noce di burro. Guarnisci con una foglia di alloro.

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Korem rosso Igt Isola dei Nuraghi 2011, Argiolas

A dare lustro alle cantine meglio “attrezzate” della Gdo italiana ci pensa ancora una volta Argiolas. La casa vinicola sarda distribuisce Korem, Indicazione Geografica Tipica Isola dei Nuragh, nei supermercati Iper la Grande I (Finiper) dotati di enoteca e spazio degustazioni. Sotto la lente di vinialsupermercato.it, finisce così la vendemmia 2011. Stappiamo questa bottiglia consapevoli che un simile vino possa dare il meglio di sé ancora per molti anni. Nel calice, Korem Igt Nuraghi 2011 Argiolas si presenta di un rosso rubino carico, intenso, che scorre denso, mostrando già nella fluidità un’ottima consistenza. Al naso risulta spiccante: a farla da padrone sono le note di confettura di frutti rossi e frutta matura come amarena, more e marasche, che ben si amalgamano ai profumi conferiti dalla botte. Una speziatura presente ma delicata, così come in bocca risulta Korem. Vino rotondo, morbido, in grado tuttavia di mostrare le unghie e i denti come solo i migliori rossi di Sardegna sanno fare. Korem è un vino dal carattere estroverso, capace di regalare – nello stesso sorso – la classe del gentiluomo e la tenacia dell’instancabile marinaio. Splendidi i tannini, che lasciano presagire un futuro luminoso senza disturbare la beva, per nulla affaticandola ad appena 5 anni di maturazione in bottiglia. Un’eleganza che si ripresenta puntuale anche in un retro olfattivo in cui si rincorrono note di cioccolato, cuoio e liquirizia: una volta deglutito, Korem 2011 si concede ancora a lungo al palato. Intenso, fine, persistente. Inutile dichiarare “pronta” la vendemmia degustata. Se ben conservato, questo vino sardo può regalare soddisfazioni ancora per moltissimi anni. Per chi, come noi, decidesse di servirlo, la temperatura non dovrebbe superare i 18 gradi. L’abbinamento migliore? Se degustato in solitudine, come vino da meditazione, quella di un buon libro o della buona musica. Altrimenti, le portate di selvaggina (come l’agnello) costituiscono l’ideale piatto con cui godere appieno degli aromi offerti da Korem Argiolas. Un rosso che risulta ottimo anche con lo spiedo di maialino da latte.

LA VINIFICAZIONE
Come detto, Korem è un vino rosso a Indicazione Geografica Tipica Isola dei Nuraghi. Le uve che concorrono al blend sono Bovale Sardo, Carignano e Cannonau, coltivate nella Tenuta Sa Tanca, a un’altezza variabile fra i 250 e i 300 metri circa sul livello del mare. Il suolo, a medio impasto tendente allo sciolto, registra la presenza di materiale calcareo argilloso. La vendemmia avviene in maniera manuale, nel corso delle prime ore del mattino. La vinificazione prevede una macerazione di media durata, attestabile tra i 10 e i 12 giorni, con svolgimento della fermentazione malolattica in vasi vinari di cemento vetrificato. Il vino subisce quindi un passaggio in barriques della durata di 10-12 mesi e un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia per circa 6 mesi. Korem è uno dei prodotti di punta di Argiolas, inserito nella “Linea Prestigio” della casa vinicola che ha base a Serdiana, in provincia di Cagliari. Qui, nel 1906, nasce il patriarca Antonio. I suoi due figli, Franco e Giuseppe, condividono la sua passione e la trasmettono prima alle mogli Pina e Marianna e, poi, ai figli. Oggi nella cantina di Serdiana lavora la terza generazione Argiolas. Una realtà che, con i suoi prodotti di altissimo livello, contribuisce a sdoganare grandi vini nel mondo della Gdo italiana.

Prezzo pieno: 34 euro
Acquistato presso: Iper la Grande I (Finiper)

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Premiate a Verona le aziende sarde vincitrici di ”Grenaches du monde”, Ajo!

Tutti in fila  nello stand della Sardegna alla 50ma edizione del Vinitaly per farsi cingere il collo dalle medaglie vinte all’ultima edizione del ”Grenaches du monde”, la più importante manifestazione mondiale dedicata al vitigno Cannonau che si è tenuta a Saragozza lo  scorso febbraio. Sono ben 13, tra ori, argenti e bronzi, con buona pace per gli scaramantici, i vini sardi che sono stati premiati a
Verona dall’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi, e dai rappresentanti di Civr, organizzatore del concorso. “Queste medaglie sanciscono una volta di più la qualità del nostro Cannonau, una delle autentiche eccellenze del nostro agroalimentare”, ha detto l’esponente della giunta Pigliaru. “È per noi un onore l’organizzazione della 5a edizione del Grenaches du monde, che si terrà in Sardegna dall’8 all’11 febbraio 2017, rappresenta un’occasione importante per far conoscere a un pubblico internazionale i nostri territori, le loro produzioni e far crescere tutta la Sardegna. Vogliamo che questi eventi non siano sporadici, perché sono importanti occasioni di promozione e ribalta per l’Isola: siamo al lavoro per candidarci e ospitare con regolarità importanti concorsi internazionali nei prossimi anni” ha aggiunto.  “Il Cannonau si conferma cavallo vincente della nostra produzione enologica e siamo al lavoro per rafforzare la sua presenza sul mercato e intercettare l’interesse dei consumatori nei paesi con una marginalità di prezzo alta”, ha affermato Elisabetta Falchi. “Come i premi del Grenaches du monde confermano, la Sardegna sa produrre qualità quando punta sulle sue filiere e sulla rete organizzata dei produttori: questa è la direzione giusta che la Regione intende potenziare” ha aggiunto. ”In questi giorni, proprio qui al Vinitaly, abbiamo discusso i dettagli operativi coi delegati di Civr. Nel 2016 hanno partecipato aziende da Australia, Brasile, Francia, Italia, Repubblica di Macedonia, Spagna e Sudafrica: una vetrina planetaria per i vini sardi ma anche per i territori. Siamo già al lavoro per presentare al meglio la Sardegna: già dopo l’estate c’è l’ospitata di una delegazione di giornalisti specializzati per il primo dei press tour coi quali scandiremo l’avvicinamento all’edizione 2017 del Grenaches du monde” ha concluso la Falchi.
 
Le medaglie di Grenaches du Monde consegnate al Vinitaly
A fare la parte del leone la Cantina sociale di Dorgali, fresca vincitrice ieri all’inaugurazione della Medaglia di Cangrande di Vinitaly, con due ori (per Hortos 2010 e Noriolo 2012) e un argento (Viniola 2012), ma non meno prestigiosi i premi per le Tenute Sella & Mosca (oro con Anghelo Ruju 2004), Cantina sociale di Dolianova (oro con Blasio 2011), Cantina di Oliena (oro a Corrasi 2010), Binzamanna (argento per Nuraghe Sas Molas 2013), Tenuta Asinara (argento a Indolente 2012), Tenute Rossini (argento per Rossini Rolù 2014) e Cantina Il Nuraghe (argento a Chio 2011). Onore anche alle medaglie di bronzo per Argei Le Fattorie Renolia (con Argei 2014), Cantina sociale di Dolianova (premiato Anzenas 2013) e Società agricola Fratelli Puddu (con Pro Vois 2009).
 
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Vermentino di Gallura Docg 2014 Lughena, Cantina del Giogantinu

(3,5 / 5)Direttamente dalla Cantina sociale del Giogantinu di Berchidda, zona Nord della Sardegna, ecco il Vermentino di Gallura Docg Lughena. Di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, risulta scorrevole nel calice, dove appare limpido e trasparente. Al naso è intenso e gradevole, anche se di complessità sottile: spazia dai tipici sentori di macchia mediterranea alla frutta fresca, come la pesca e gli agrumi. Tutti descrittori che ritroviamo in un palato – questo sì – complesso, che ricorda anche spezie come la noce moscata. E che, nel finale, tende a chiudersi verso l’amarognolo tipico del vitigno. In bocca il Vermentino Lughena Giogantinu risulta caldo, di corpo, rotondo, secco anche se ammiccante. La buona vena acida si bilancia con una sapidità decisa. Intenso anche il retro olfattivo, mediamente fine e sufficientemente persistente. Buono come aperitivo, questo Vermentino della Sardegna del Nord si abbina con qualsiasi piatto a base di pesce, oltre a offrire il meglio di sé con piatti a base di crostacei, carni bianche, verdure, funghi e formaggi di media stagionatura. Va servito a una temperatura di 8-10 gradi.

LA VINIFICAZIONE
Le uve, dopo la diraspatura, vengono pressate in modo soffice. Il mosto ottenuto viene raffreddato e illimpidito per sedimentazione naturale, grazia appunto alle basse temperature, e posto a fermentare a temperatura controllata. Terminata la fermentazione, dopo un leggero travaso, ancora ricco di attività biologica, il vino viene messo a maturare in vasche di cemento e conservato sino all’imbottigliamento, seguendo un rigoroso controllo della temperatura. Le vigne della Cantina Giogantinu da cui prende vita il Vermentino di Gallura Docg Lughena affondano le radici in terreni di tipo sabbioso a disfacimento granitico. L’azienda può contare sull’apporto di 250 viticoltori operanti sul territorio di Berchidda e Oschiri, in provincia di Olbia Tempio.
Prezzo pieno: 6,90
Acquistato presso: Esselunga
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Vermentino di Gallura Docg Vigne Storiche 2014, Cantina Giogantinu

(3,5 / 5)E’ la versione “passito” del Vermentino di Gallura quella che finisce oggi sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it. Le uve atte alla produzione del Vermentino di Gallura Docg Amabile Vigne Storiche 2014 della cantina Giogantinu vengono appositamente ‘dimenticate’ sulle viti. E raccolte solo nel mese di novembre. Di colore giallo paglierino con riflessi dorati e verdolini, scorre poco denso nel calice. I profumi, intensi e fini, richiamano la frutta (pesca gialla, albicocca matura), nonché una macchia mediterranea (salvia, timo) che, con l’ossigenazione, assume tinte di zafferano. In bocca, il Vermentino di Gallura Docg Vigne Storiche vendemmia tardiva della cantina Giogantinu è amabile, di corpo e di alcolicità calda. Conferma le note minerali già sfoderate all’olfatto, accostate a una buona sapidità. A dominare, però, è la freschezza data da un’acidità viva, che invita al sorso successivo.

La persistenza è sufficiente, in un retro olfattivo intenso e fine. Questa versione “passita” del Vermentino di Gallura Docg si abbina con i dolci più svariati: dalla torta alla Sacher alla Millefoglie, passando per i gelati, sino ai Savoiardi e agli amaretti. Ma anche a pietanze come il paté di fegato grasso (foie gras), i formaggi erborinati, la cheesecake e la pizza ai quattro formaggi. Giogantinu è una cantina sociale che raggruppa 350 viticoltori della Gallura. La zona di produzione è quella di Berchidda e Oschiri, a nord della Sardegna, in provincia di Olbia Tempio. La superficie vitata è di 320 ettari totali, con una produzione che va dai 40 quintali per ettaro del Vermentino di Gallura Docg Amabile Vigne Storiche sino ai 60-80 quintali del resto della produzione, con una capacità di trasformazione di 25 mila quitali annui.

Prezzo pieno: 10,49 euro
Acquistato presso: Esselunga

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Carignano del Sulcis Doc Le Bombarde, Cantina Santa Maria La Palma Alghero

(2 / 5) Carignano del Sulcis Doc Le Bombarde, distribuito dalla Cantina Santa Maria La Palma di Alghero ed imbottigliato nella zona di produzione. Effettivamente il Carignano del Sulcis Doc poco centra con Alghero e con le sue rinomate spiagge “le Bombarde” che danno anche il nome di fantasia a questo vino. Il territorio del Carignano del Sulcis, come previsto dal disciplinare, si trova infatti esattamente a sud di Alghero, verso Cagliari. La vendemmia sotto la nostra lente di ingrandimento è la 2012. Il Carignano del Sulcis Doc Le Bombarde si presenta nel calice di color rosso rubino, leggermente granato all’unghia. Ad un primo esame olfattivo presenta note fruttate a bacca nera con qualche leggero sentore erbaceo e speziato, ma il problema si presenta facendo roteare il calice. Con questa operazione arriva purtroppo un sentore di “muffa”. Questo difetto è un problema arginabile lasciando areare un po’ il vino e così facciamo. Al gusto non si percepisce più e forse un consumatore meno attento non se ne sarebbe accorto. Ma noi sì. E questo ha compromesso definitivamente la nostra degustazione. Una volta svuotata la bottiglia, anche da lì è arrivato lo stesso odore. Peccato davvero, anche perché abbiamo bevuto decisamente meglio spendendo la metà. Speriamo si tratti solo di un lotto di produzione, anche se, per dovere di cronaca, facciamo presente come il Carignano del Sulcis Doc Le Bombarde non sia presente sul sito Internet dalla Cantina Santa Maria La Palma di Alghero. Una scelta commerciale? La Cantina Santa Maria La Palma di Alghero è una realtà fatta da circa 300 viticultori per circa 700 ettari vitati nata negli anni Sessanta. Per la linea “Le Bombarde” attualmente figura sul sito aziendale solo un Cannonau Doc, prodotto da vitigni situati proprio “in prossimità di quella meravigliosa spiaggia”. Che la sparizione del Carignano del Sulcis Doc sia quindi dovuta alla scelta di produrre e imbottigliare direttamente? Il Carignano del Sulcis Doc deve essere prodotto con uve Carignano per minimo 85%. E’ consentito il blend per un massimo del 15% con altri vitigni a bacca rossa non aromatici idonei. Si abbina a primi piatti o carni.

Prezzo pieno: 5,98 euro
Acquistato presso: Bennet

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Cannonau di Sardegna Doc 2012 Costera, Argiolas

(4 / 5)Argiolas si conferma una delle migliori case vitivinicole presenti sugli scaffali dei supermercati con Costera, Cannonau di Sardegna Doc 2012. Vino di un rosso rubino carico con riflessi granati, scorre denso nel calice, dove emana piacevoli profumi intensi vino si e floreali di viola, in un sottofondo di frutti di bosco e lievi richiami di vaniglia, conferiti dal periodo di affinamento in botte di legno. In bocca è caldo, giustamente sapido. Si fa apprezzare per robustezza e persistenza del finale. E’ perfetto per l’abbinamento con la selvaggina, gli arrosti e i formaggi stagionati, se consumato a temperatura di cantina, inferiore dunque a quella dell’ambiente, per apprezzarne meglio il bouquet al naso e la fragranza al palato. Perfetto con piatti di carne della tradizione culinaria sarda, come il maialino o l’agnello sardo arrosto, o i primi piatti saporiti. Costera Cannonau di Sardegna Doc 2012 di Argiolas è ottenuto dalla spremitura di uve Cannonau, Carignano e Bovale, che in Sardegna crescono in un clima di tipo Mediterraneo, con inverni miti e precipitazioni limitate ed estati calde ma ventilate. Il suolo contribuisce con la propria presenza massiccia di calcare, ingentilita dalla presenza di argilla nelle tenute Costera – da cui deriva il nome della bottiglia – a Siurgus Donigala, nella zona di Sarais e Sisini, situate a un’altezza di 220 metri sul livello del mare. La vendemmia, in queste tenute di proprietà di Argiolas, avviene in maniera manuale, concentrata nelle prime ore del mattino, quando il Sole è ancora basso all’orizzonte. La tecnica di vinificazione del Costera Cannonau prevede una fermentazione e macerazione delle uve a temperatura controllata di 28-30 gradi, per circa 10-12 giorni. Il mosto subisce quindi la fermentazione malolattica, in vasche di cemento vetrificato. Il prodotto viene quindi travasato in piccoli fusti di rovere, dove rimane a maturare per un periodo che varia dagli 8 ai 10 mesi. Segue un breve affinamento in bottiglia di circa quattro-sei mesi a una temperatura di 18 gradi in posizione orizzontale (umidità 75%, luce controllata) prima della commercializzazione e l’introduzione nei canali della grande distribuzione organizzata internazionale. Un ottimo prodotto del made in Italy, che fa bella la Sardegna e l’Italia intera.

Prezzo: 8,99 euro
Acquistato presso: Auchan

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Vendemmia 2015, i dati di Assoenologi dal Piemonte alla Sicilia

L’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi) è l’Organizzazione di categoria che raggruppa e rappresenta oltre l’85% dei tecnici vitivinicoli attivamente impegnati nel settore, di cui il 45% ha mansioni direttive in cantine sociali e private, il 16% svolge l’attività di libero professionista, mentre la rimanente percentuale è impegnata con incarichi diversi. Assoenologi si propone la tutela professionale dell’enologo e dell’enotecnico sotto il profilo sindacale, etico, giuridico ed economico, nonché di rappresentare la categoria a tutti i livelli e di curarne l’aggiornamento tecnico
scientifico. Inoltre garantisce ai suoi associati una serie di servizi professionali di tutta considerazione. Ogni anno Assoenologi, la più antica organizzazione di categoria al mondo nel settore vitivinicolo, diffonde le proprie previsioni sulla vendemmia in corso. Vediamole assieme, suddivise regione per regione.
PIEMONTE: quantità: +10% rispetto vendemmia 2014
Qualità ottima e quantità nella media degli ultimi 5 anni è in sintesi il risultato che ci si attende in Piemonte dalla vendemmia 2015. Grazie ad un inverno ricco di precipitazioni, sia piovose che nevose, le viti hanno avuto modo di “risvegliarsi” in una primavera mite, con buona riserva idrica, come non succedeva da anni. Germogliamento anticipato rispetto alla scorsa annata e regolare. Lo stesso dicasi per la fioritura, iniziata a metà maggio, a cui è seguita un’ottima allegagione. La parte finale del mese di maggio e la prima decade di giugno hanno visto un susseguirsi di perturbazioni. Luglio, invece, è stato caratterizzato da temperature sopra alla media stagionale e dalla totale assenza di precipitazioni, fatti che hanno rallentato il ciclo vegetativo, ponendo le basi per un ulteriore anticipo della maturazione dell’uva di 10/12 giorni rispetto allo scorso anno, in linea con un’annata normale. La varietà che risulta meno produttiva è il Nebbiolo, per tutti gli altri vitigni (Moscato, Brachetto, Barbera, Cortese) si prevede una produzione in aumento rispetto al 2014. La raccolta delle uve Chardonnay e Pinot nero base spumante, perfettamente sane, è iniziata indicativamente a metà agosto, per concludersi verso il 22 dello stesso mese. A seguire le uve Brachetto e il Moscato con inizio il 25 agosto. Nella prima decade di settembre sarà la volta delle uve Dolcetto, Freisa e Cortese. A metà dello stesso mese la raccolta coinvolgerà le Barbere e a seguire i Nebbioli dei grandi rossi da invecchiamento. Il risultato dell’annata vitivinicola in generale e di quello dei vini rossi importanti è ora legato alle condizioni climatiche dell’ultimo mese prima della raccolta. Quantitativamente si prevede un incremento complessivo della produzione di un buon 10% rispetto alla passata campagna e di qualità ottima. I prezzi delle uve si prevedono stabili.

LOMBARDIA: quantità uguale rispetto vendemmia 2014

L’inverno e la primavera sono stati caratterizzati da clima mite e da abbondanti piogge. Dalla seconda decade di marzo si sono registrati graduali aumenti della temperatura. Il germogliamento è stato rallentato dagli dalla scostanza termica e dall’innalzamento delle temperature, nonché dalla quasi assenza di precipitazioni, mentre l’allegagione non è stata disturbata da particolari eventi. Giugno è trascorso con temperature sensibilmente più elevate della media e senza precipitazioni. In luglio le temperature si sono ulteriormente innalzate tanto da raggiungere medie di 27-29°C, con massime anche di 40°C. Condizioni che hanno rallentato le fasi di invaiatura nelle varietà precoci. Fenomeni legati alla carenza idrica si sono verificati sui vigneti giovani. In Valtellina l’invaiatura al 20 di agosto risultava essere ben oltre il 50%, in ritardo di circa 7 giorni rispetto ad un andamento normale. La sanità delle uve è buona e quantitativamente si stima una produzione normale. A grandi linee la vendemmia in Valtellina dovrebbe iniziare a fine settembre/primi di ottobre, quindi è prematuro fare considerazioni sulla qualità. Le poche ma provvidenziali piogge della prima quindicina di agosto hanno accelerato la maturazione dei Pinot. In Franciacorta si riscontrano cali di produzione anche del 10% rispetto al 2014, che vengono convalidati dalle rese in pressa. Bucce spesse, giusto grado zuccherino ed acidità malica di 1.5-2.0 g/l. In Oltrepò e nella stessa Franciacorta i primi grappoli sono stati staccati prima di Ferragosto. Lo stato sanitario è molto buono. Qualitativamente, se il tempo reggerà con buone escursioni termiche tra giorno e notte e una gusta distribuzione di caldo e piogge, la produzione vinicola 2015 in tutta la regione si attesterà su ottimi livelli. Complessivamente per la campagna in corso per la Lombardia si stima un quantitativo che rispecchierà quello dello scorso anno.

TRENTINO ALTO ADIGE: quantità: +15% rispetto vendemmia 2014

In Trentino Alto Adige la qualità dell’uva, per tutte le varietà è eccellente. Il frutto è sano e non presenta anomalie. Le condizioni per la produzione di un millesimo di grande considerazioni ci sono tutte. Non ci sono termini di confronto con lo scorso anno, le due annate si pongono agli antipodi, umido, piovoso e freddo il 2014, caldo e asciutto il 2015. Annata fino a giugno con condizioni climatiche normali; inverno mite, primavera regolare con germogliamento uniforme e precoce a cui ha fatto seguito un periodo freddo durante la settimana di Pasqua che ha parzialmente rallentato lo stadio vegetativo delle viti. Fioritura anticipata nell’ultima decade di maggio, interessata da alcuni giorni con temperature minime al di sotto della media stagionale. I temporali di metà giugno hanno causato alcune grandinate, delle quali la più importante è stata quella del 27 giugno, registrata nella zona meridionale del Trentino tra Mori e Loppio. Gli elementi che hanno caratterizzato questa annata sono stati il gran caldo dell’estate e la scarsità di precipitazioni per un periodo molto prolungato: in Trentino 350 mm di pioggia dall’inizio dell’anno, di cui circa 50 mm nell’ultimo mese e mezzo. Le temperature medie sono state sensibilmente incrementate. L’irrigazione di soccorso si è rivelata fondamentale per affrontare un andamento stagionale. In Trentino la vendemmia delle uve base spumante (Pinot grigio, Chardonnay) è iniziata lunedì 24 agosto, mentre in Alto Adige è incominciata tra la fine agosto e i primi giorni di settembre con le varietà del fondovalle a bacca bianca (Pinot grigio, Chardonnay, Pinot bianco) per continuare con le fasce collinari con i primi Sauvignon, Müller Thurgau e Pinot nero. In Alto Adige la maggior parte delle uve sarà raccolta tra il 15 e il 30 settembre con i bianchi collinari: Pinot nero, Schiava, Lagrein e Merlot. Chiuderanno la vendemmia i Cabernet verso la metà/fine di ottobre. In Trentino il pieno della raccolta avverrà nella prima decade di settembre quando si accavalleranno i conferimenti di Chardonnay, Pinot Grigio, Müller Thurgau, Traminer aromatico. I conferimenti delle uve rosse inizieranno invece verso la metà di settembre con il Merlot e il Teroldego. La chiusura delle operazioni vendemmiali è prevista tra la fine di settembre e i primi di ottobre con gli ultimi grappoli di Cabernet ed Enantio. Quantitativamente in Trentino Alto Adige si prevede un incremento di produzione di circa il 15% rispetto al 2014.

VENETO: quantità +10% rispetto vendemmia 2014

In tutto il Veneto l’inizio del ciclo vegetativo è avvenuto nella norma per temperature e precipitazioni. Da metà giugno fino a metà agosto si sono avute temperature al di sopra della media stagionale, che hanno determinato sofferenza in alcuni impianti privi di irrigazione. Gli eventi atmosferici (grandinate e trombe d’aria) hanno colpito a fasi alterne piccole parti del territorio. Lo stato sanitario e la qualità delle uve è tra il buono e l’ottimo in tutta la regione. Il tenore zuccherino nella norma. Buono il quadro acido. Il ciclo vegetativo in generale si è avvalso all’inizio di temperature miti di giorno e fresche di notte, aumentate e diventate a volte brucianti dalla seconda metà di giugno e nel mese di luglio. Le piogge sono ricomparse a fine luglio in Veneto Occidentale in concomitanza con l’invaiatura con precipitazionI tra i 20 e i 40 mm e dopo Ferragosto in quello Orientale. Questo ha consentito alle viti di recuperare in parte, per le zone non irrigue, lo stress idrico patito in precedenza. Per le zone viticole dove è praticabile l’irrigazione di soccorso si prospetta un anticipo della maturazione di almeno una settimana sulla fase fenologica, in particolare per le varietà precoci. La vendemmia in Veneto Centro Orientale è iniziata il 24 agosto per le uve precoci. A seguire, nella prima settimana di settembre, sarà la volta della Glera (Prosecco Doc) coltivata in pianura e nelle settimane successive quella di collina. Nell’ultima decade di settembre si passerà alle varietà a bacca rossa (Merlot, Cabernet in particolare). In Veneto le operazioni di raccolta si chiuderanno, nel veronese, con i conferimenti di Garganega, Corvina e Durella nei primi giorni di ottobre e con le uve Raboso, nel trevigiano, nella prima quindicina dello stesso mese. Ottime le previsioni qualitative per i vini di tutta la regione, anche se molto dipenderà dall’andamento climatico e meteorico delle prossime settimane. Quantitativamente nella parte Occidentale si stima una produzione maggioritaria del 5-7%, mentre in quella Orientale tra il 10-15%, vista anche l’entrata in produzione di nuovi impianti. Il mercato in tutto il Veneto è attualmente stabile, con quotazioni in lieve rialzo per le uve base Prosecco.
FRIULI VENEZIA GIULIA: quantità +10% rispetto vendemmia 2014
L’inverno in Friuli Venezia è decorso con favorevoli condizioni climatiche che hanno agevolato le principali fasi fenologiche della vite. Nel mese di luglio, durante il periodo dell’invaiatura, si è verificato un clima torrido ed asciutto con temperature vicine ai 40°C, creando problemi di siccità e scottature alla vite, che ha rallentato vistosamente il ciclo vegetativo soprattutto nei vigneti di collina e in quelli sprovvisti d’irrigazione di soccorso. A fine luglio, una serie di temporali estivi hanno abbassato sensibilmente le temperature riequilibrando il ciclo vegetativo. Nel mese di agosto, un nuovo fronte caldo africano si è insediato in Friuli Venezia Giulia favorendo le escursioni termiche, ideali per la componente aromatica dell’uva. L’epoca di vendemmia, per le uve destinate alla produzione di base spumante, si sta esaurendo in questi giorni per lasciare il posto alla raccolta di Pinot nero, Traminer aromatico, Pinot grigio e Sauvignon. La quantità d’uva sarà superiore del 10% rispetto allo scorso anno, il che lascia presupporre che si produrranno intorno a 1,5 milioni di ettolitri di vino contro 1.367.000 ettolitri dello scorso anno (dato Istat). Grazie anche alle precipitazioni del mese di agosto si riscontra un’ottima resa uva/vino. I primi dati analitici rilevano delle buone gradazioni zuccherine con sensibili cali dell’acidità rispetto alla passata vendemmia. Solo dopo il 20 di settembre dovrebbero iniziare i primi conferimenti di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet Franc). La vendemmia in Friuli Venezia Giulia terminerà con la raccolta delle varietà tardive (Verduzzo, Refosco e Picolit) verso la metà del mese di ottobre. Per quanto riguarda le contrattazioni delle uve, c’è un certo interesse per alcune varietà a bacca bianca tipo Glera, Ribolla gialla, Pinot grigio e Sauvignon, mentre per le uve rosse grande attenzione è riposta su Merlot e Cabernet Sauvignon.

EMILIA ROMAGNA: quantità +5% rispetto vendemmia 2014

Il periodo della fioritura è avvenuto durante una fase primaverile perturbata che ha determinato casi di cascola fiorale. Nonostante il caldo di luglio, grazie alle ottime riserve idriche accumulate durante l’inverso, i vigneti hanno mantenuto un ottimo profilo sanitario. In tutta l’Emilia Romagna si registra un anticipo di maturazione di circa una settimana rispetto al 2014 e le operazioni di raccolta sono iniziate verso il 20 di agosto con i conferimenti delle uve Pinot bianco e Chardonnay destinate alla produzione di base spumante, quando il Sangiovese stava concludendo l’invaiatura (cambio di colore del grappolo). Nella norma i contenuti zuccherini, decisamente più basse le acidità rispetto allo scorso anno. Relativamente alle varietà storiche della Romagna per i conferimenti delle uve Albana, Pignoletto bisognerà attendere intorno al 7 settembre, seguiranno verso il 15 le uve Trebbiano e, nella seconda decade di settembre, quelle di Sangiovese, i cui grappoli saranno raccolti sino alla metà di ottobre. In Emilia in pianura si è irrigato quasi dappertutto e le quantità sono ormai garantite rispetto alla carenza di acqua. Per l’Ancellotta si prevede un calo produttivo del 15% a fronte di un incremento del 5% dei Lambruschi mentre le Malvasie calano del 10%. Da sabato 5 settembre sarà la volta delle uve Trebbiano, Pignoletto, Albana, Malvasia, Ortrugo e Ancellotta. Nella terza decade di settembre si raccoglieranno i grappoli di Lambrusco Marani, Lambrusco Salamino e Sangiovese. Si continuerà il 10 ottobre con il Lambrusco di Sorbara, mentre dal 20 dello stesso mese sarà la volta del Lambrusco Grasparossa e Croatina, con i quali si chiuderanno le operazioni vendemmiali. Si prevedono vini di qualità assai interessante, con diverse punte di ottimo, mentre per quanto concerne la quantità si stima, per le zone di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, un calo di circa il 10%, mentre un aumento di quasi il 5% per la provincia di Modena. Ottima le previsioni qualitative dei futuri vini di tutta la regione, anche se ogni previsione potrà essere ribaltata qualora il mese di settembre non decorresse nel modo dovuto. Relativamente alle previsioni quantitative la regione è spezzata in due. Mentre per l’Emilia sostanzialmente si conferma la produzione dello scorso anno, in Romagna si stima un quantitativo maggiore del 5-7%. Al momento il mercato genera scambi che sono nella norma, i prezzi sono stabili con una leggera tendenza al rialzo, anche se ad oggi gli operatori manifestano una certa prudenza in attesa del pieno della vendemmia.
TOSCANA: quantità -5% rispetto vendemmia 2014
L’andamento climatico in Toscana è stato caratterizzato da un inverno ed un inizio primavera con precipitazioni abbondanti che ha permesso l’accu-mulo di importanti riserve idriche. Dopo un aprile/maggio altalenante, dal mese di giugno a quello di agosto si sono registrate alte temperature ben al di sopra della media stagionale con forte carenza di piogge. Da un punto vista sanitario i vigneti non presentano fitopatie. La fisiologia della pianta, rispetto allo scorso anno, evidenzia grappoli più spargoli con acini di dimensioni leggermente più ridotte, dovuto ad un ciclo vegetativo piuttosto altalenante. Dopo un germogliamento nella media stagionale si è infatti registrato un anticipo dell’invaiatura di circa dieci giorni. La raccolta delle uve bianche precoci è iniziata a cavallo tra la seconda e la terza decade di agosto. Le uve Merlot e quelle a bacca bianca per la produzione della Vernaccia di San Gimignano verranno conferite a partire dal 10 settembre, mentre all’inizio dello stesso mese inizierà la raccolta delle uve rosse nelle zone del Bolgheri e del Morellino di Scansano. Per la vendemmia delle uve per la produzione dei Docg: Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino si dovrà attendere la seconda decade di settembre. Qualitativamente, se le condizioni atmosferiche e meteoriche del mese di settembre saranno confacenti, ossia con temperature e precipi-tazioni adeguate, ci sono tutti i presupposti per una ottima annata con diverse punte di eccellente. Da registrare un leggero calo di produzione di oltre il 5% rispetto alla vendemmia 2014, dovuto principalmente ad una conformazione degli acini che risultano essere più piccoli rispetto alla norma. Si stima, pertanto, una produzione di 2.640.000 ettolitri di vino, contro i 2.778.000 ettolitri dello scorso anno che è risultato tra i più produttivi degli ultimi dieci anni. Le quotazioni al momento non fanno registrare variazioni rilevanti rispetto a quelle dello stesso periodo dello scorso anno.
LAZIO UMBRIA: quantità +15% rispetto vendemmia 2014
La stagione nei territori laziali ed umbri si è avviata ai primi di aprile nelle regioni costiere e a metà aprile nelle zone più interne, con un lieve ritardo rispetto alla media delle ultime annate. Nella prima decade di giugno si è sviluppata una prima ondata di caldo, dovuta all’afflusso di aria subtropicale e all’intenso soleggiamento. Questo periodo ha compensato il ritardo fenologico iniziale. Per il restante mese di giugno la pioggia ha fatto nuovamente la sua comparsa ed i temporali si sono intensificati, appoggiati da non indifferenti grandinate, in particolare nell’orvietano e nelle zone tra Todi e Amelia. A dispetto della grande quantità di acqua caduta in breve tempo, si è osservato il susseguirsi, senza interruzioni, di anticicloni che hanno determinato, temperature superiori ai 30°C, venti caldi africani ed una bassa escursione termica. tra giorno e notte. Lo stato sanitario si è mantenuto ottimale. Per il troppo caldo, si è anche temuto per l’interruzione della maturazione conseguente alla chiusura degli stomi e al blocco della respirazione e della fotosintesi. Fortuna-tamente a cavallo di Ferragosto, ad invaiatura ormai conclusa, si sono verificate alcune precipitazioni che, da un lato hanno portato ad un abbassamento delle temperature massime, dall’altro hanno assicurato una buona escursione termica, fondamentale per la sintesi degli aromi per le uve bianche e per la sintesi fenolica delle uve rosse. Alla fine di agosto le uve hanno ripreso un discreto turgore, nelle zone dove la pioggia non è arrivata, i grappoli hanno cominciato a manifestare “stress idrico”. Certamente ci troviamo di fronte ad una buona annata, migliore della precedente, sia in termini qualitativi che quantitativi, tanto che in Lazio e Umbria si stima una quantità superiore del 15% rispetto al 2014, pari a circa 2.270.000 ettolitri di vino. La vendemmia è già iniziata e conclusa per le uve base spumante e per le varietà internazionali bianche, mentre per i rossi ed i bianchi autoctoni si dovrà attendere la prima decade di settembre.
MARCHE: quantità +10% rispetto vendemmia 2014
L’annata è stata caratterizzata da un leggero ritardo del risveglio vegetativo. La fioritura, grazie all’andamento climatico favorevole, è iniziata anticipatamente, mentre l’allegagione è stata rallentata da un breve periodo instabile. Il decorso climatico successivo, all’insegna del bel tempo con temperature sopra della media stagionale, ha anticipato l’invaiatura di una settimana. Ottima la condizione fitosanitaria dei vigneti, compresa quella di chi pratica l’agricoltura biologica. L’andamento stagionale sembrerebbe risultare tra i più favorevoli degli ultimi anni e le condizioni di maturazione delle uve tipiche della regione sono avviate verso un deciso successo qualitativo. Tutto dipenderà dalle condizioni climatiche e meteoriche delle prossime settimane. La vite nella seconda quindicina di agosto ha usufruito di una buona dotazione idrica del terreno e di temperature ideali per la fotosin-tesi, sviluppando un’abbondante parete fogliare con elevata attività fotosintetica. I grappoli risultano nella media. Entro il 20 di agosto nelle Marche sono state vendemmiate solo le varietà precoci. L’epoca di vendemmia è in anticipo di circa una settimana rispetto alla scorsa campagna. I tempi di raccolta possono essere così sintetizzati: Verdicchio, Passerina e Montepulciano (tra la prima decade di settembre e i primi di ottobre) Sangiovese (metà settembre), Pecorino (da fine agosto e prima decade di settembre). L’andamento climatico delle ultime settimane sta favorendo la matura-zione, con riflessi più che positivi sulla dotazione aromatica e polifenolica delle uve. Perdurando tali condizioni, la qualità dei vini risulterà assai interessante. Nelle Marche il 2015 sarà sicuramente un’annata che prediligerà i vini rossi, per i quali si prevedono prodotti ricchi di struttura e di caratteristiche, grazie alle piogge di metà agosto, che hanno evitato lo stress idrico inducendo l’abbassamento delle temperature notturne e la riduzione delle temperature massime diurne. Considerati gli elementi sopra descritti, la quantità di vino per il 2015, che in alcune realtà territoriali si stima anche in aumento del 15%, si ritiene possa segnare un +10% rispetto al 2014 in tutta la regione. Nel dettaglio: per il Verdicchio +15%, per la Lacrima +5%; per il Conero +5%; per il Piceno +10%. Il mercato attualmente non registra contrattazioni di rilievo e le quotazioni sono in linea a quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno.
ABRUZZO: quantità +5% rispetto vendemmia 2014
L’annata 2015 è stata caratterizzata da numerose anomalie climatiche. È iniziata con una primavera molto piovosa contraddistinta da numerosi allagamenti e smottamenti che hanno interessato anche i vigneti abruzzesi Successivamente il clima si è regolarizzato con piogge e temperature non eccessivamente rigide, così da evitare gelate tardive. La ripresa vegetativa ha avuto un inizio favorevole con temperature al di sopra della media, tali da provocare un germogliamento repentino che ha portato, alla fine di aprile, ad un anticipo di almeno 10 giorni della fase fenologica. Il germogliamento delle varietà a bacca rossa non è stato uniforme, come invece riscontrato nelle uve a bacca bianca, a causa del negativo andamento climatico in fase di differenziazione delle gemme. Nel periodo compreso tra giugno e luglio non ci sono state precipitazioni, anzi questi due mesi sono stati caratterizzati da temperature alte, tanto da rendere necessari, dove possibile, interventi di irrigazione di soccorso. L’assenza di fitopatie ha ridotto notevolmente il numero di interventi e la sanità dell’uva ad oggi si presenta eccellente. La raccolta è partita il 18 agosto con le varietà precoci (Chardonnay e Pinot grigio). La produzione si presenta normale con un quantitativo, al momento, superiore del 5% rispetto al 2014, soprattutto per quelle zone che hanno potuto usufruire delle irrigazioni di soccorso che hanno garantito uno sviluppo vegetativo equilibrato. Per le altre varietà medio-tardive (Pecorino, Trebbiano, Falanghina, Cococciola, Sangiovese e Montepulciano) bisogna attendere i primi giorni di settembre per fare una giusta valutazione in considerazione dell’anda-mento climatico che dopo Ferragosto si è rivelato altalenante anche se sempre caratterizzato da alte temperature. Per quanto riguarda il mercato del vino si è registrato, fin dalla fine della vendemmia scorsa, un ottimo interessamento sia sulla tipologia dei vini a Igt che a denominazione di origine. Discorso diverso sui vini generici che risentono della forte concorrenza, tendente al ribasso, dei vini spagnoli per cui le richieste minime.
CAMPANIA; quantità +20% rispetto vendemmia 2014
L’inverno è trascorso con precipitazioni abbondanti in tutta la regione e, nella seconda parte, con temperature al di sotto della media. Si è pertanto registrato un buon accumulo di riserve idriche nei terreni. La primavera, non troppo calda e piuttosto discontinua, è stata caratte-rizzata da abbassamenti di temperatura anche repentini, che hanno portato ad un germogliamento tardivo e, per quasi tutte le zone viticole campane, a fioriture eterogenee e lunghe, mentre l’allegagione è decorsa regolarmente. La fine della primavera e l’estate sono stati caratterizzati da clima asciutto. La seconda parte di giugno ed il mese di luglio sono stati incorniciati da temperature medie molto alte, senza escursioni termiche rilevanti tra il giorno e la notte, che hanno caratterizzato qualche squilibrio di elabora-zione delle viti. Da un punto di vista fitosanitario non si sono si sono registrati attacchi di parassiti. L’uva ad oggi è sanissima. Le piogge cadute tra la fine di luglio e la prima metà di agosto, hanno dato un importante contributo al ripristino della regolarità dei processi fisiologici e fotosintetici, inevitabilmente rallentati proprio a causa dell’enorme caldo. Ciò ha portato anche ad un recupero dell’anticipo delle fasi fenologiche precedentemente riscontrato. Considerate le produzioni vitivinicole campane, che protraggono normal-mente la vendemmia fino a ai primi giorni di novembre con la raccolta nell’Avellinese dei grappoli di Aglianico per la produzione della Docg Taurasi, è prematuro tirare le somme sui risultati qualitativi e quantitativi di quest’annata. Al momento si stima comunque una vendemmia di qualità molto buona e quantità superiore di circa il 20% rispetto quella del 2014 che, come risaputo, è stata di soli 1.183.000 ettolitri di vino. Attualmente il mercato non registra contrattazioni di rilievo in attesa dell’avvio della campagna vendemmiale.
PUGLIA: quantità +25% rispetto vendemmia 2014
Quest’anno in Puglia tutti gli indicatori fanno ben sperare, sia per la qualità che per la quantità, anche se con la consapevolezza che l’incognita del maltempo delle prossime settimane è sempre in agguato. In tutta la regione, la primavera è decorsa nel migliore dei modi e le abbondanti piogge verificatesi sia in inverno che durante la ripresa vegetativa hanno favorito il germogliamento ed introdotto nel migliore dei modi le fasi fenologiche della vite, richiedendo quindi un minore impegno nel controllo delle malattie crittogame e nella gestione della vegetazione e delle erbe infestanti. Le condizioni registrate dall’inizio di una estate estremamente calda e secca fa prevedere una qualità al si sopra della media e una quantità importante, che permetterà dì compensare le perdite di produzione dello scorso anno. La raccolta, come di consueto, è iniziata i primi giorni di agosto con le varietà base spumante, quindi senza i ritardi del 2014. I conferimenti dei vitigni autoctoni si sono aperti nell’ultima settimana di agosto con le uve di Primitivo. Si proseguirà quindi con le uve a bacca rossa internazionali, per continuare con quelle bianche autoctone presenti sia in Valle D’Itria che nel resto della Puglia (Pampanuto, Bombino Bianco, Fiano, Verdeca, Bianco d’Alessano). Seguirà quindi la raccolta del Negroamaro, Bombino Nero e di tutti gli altri vitigni pugliesi. Come sempre il Susumaniello, il Montepulciano e soprattutto l’Uva di Troia completeranno il lungo percorso vendemmiale pugliese negli ultimi giorni di ottobre. Si prevede un aumento di produzione intorno al 25% rispetto alla vendem-mia 2014, pari ad un quantitativo totale di circa 6,8 milioni di ettolitri di vino. Il livello qualitativo risulta ottimo con molte punte di eccellente. Attualmente il mercato registra quotazioni pressoché uguali a quelle dello stesso periodo del 2014 per le uve di qualità, mentre sono in leggero calo per quelle destinate alla produzione di vini generici.
SICILIA: quantità +10% rispetto vendemmia 2014
Qualità ottima con diverse punte di eccellente e quantità superiore sono in sintesi quanto si stima per la vendemmia 2015 in Sicilia. L’annata vitivini-cola è stata caratterizzata da un inverno piovoso e da una primavera asciutta e moderatamente ventilata. Il ciclo vegetativo della vite si è svolto in maniera ottimale. Nel mese di luglio, in alcune varietà e in alcuni areali, si sono verificati deboli attacchi di oidio e qualche circoscritta grandinata. La vendemmia, per le varietà precoci, è iniziata con il Pinot grigio, il Sauvignon blanc e lo Chardonnay nella prima settimana di agosto, con un anticipo di circa una settimana rispetto alla scorsa vendemmia. Nella seconda settimana di agosto si sono raccolti il Viognier, il Müller Thurgau e il Moscato bianco, mentre nella terza settimana si sono raccolte le uve base spumante di Catarratto e Grillo. La vendemmia delle uve a bacca rossa, in particolare del Merlot, si è conclusa nell’ultima decade di agosto, a seguire è stata la volta di Syrah, Nero d’Avola, Frappato. Si concluderà con il Cabernet sauvignon entro la fine della prima settimana di settembre, per lasciare il posto alle produzioni dell’Etna i cui grappoli saranno vendemmiati alla fine di settembre. La qualità delle uve risulta ottima, grazie alla sanità. Buona è la resa uva/vino. Per quanto riguarda la raccolta e le vinificazioni non si registrano problematiche particolari: il tutto sta avvenendo regolarmente e di conse-guenza si prospetta un’annata interessante riferita alla qualità del futuro vino. Quantitativamente si registra in tutta la regione un incremento medio del 10% rispetto al 2014, pari ad un aumento della produzione di circa 500.000 ettolitri. Complessivamente in Sicilia si produrranno intorno ai 5 milioni di ettolitri. Per quanto attiene il mercato delle uve e dei vini al momento non si evidenziano oscillazioni rispetto alla scorsa vendemmia.
SARDEGNA: quantità uguale rispetto vendemmia 2014
Giove Pluvio quest’anno per la Sardegna non è stato particolarmente generoso, le attese piogge del periodo autunno-inverno non sono state abbondanti come in altre regioni. Da maggio le temperature si sono innalzate oltre la media stagionale, con l’afflusso di aria subtropicale, sino a tutto luglio e la prima decade di agosto, con livelli superiori anche di 5°C rispetto la normalità. Ciò ha causato un anticipo delle fasi fenologiche della vite di circa 7-10 giorni. Anomalie, spesso accompagnate da violenti, quanto brevi eventi grandinigeni, che hanno colpito, a macchia di leopardo, i vigneti interessati. Gli sbalzi termici in fioritura, in diverse zone della Sardegna, non hanno permesso un’ottimale allegagione, determinando grappoli spargoli e di dimensioni ridotte, rispetto alle ultime annate, aspetto controbilanciato da un maggior numero di grappoli per ceppo. Il caldo e l’assenza di precipitazioni hanno contribuito notevolmente a garantire lo stato sanitario del vigneto Sardegna. I primi di agosto è iniziata la vendemmia delle uve base spumanti (Chardonnay e Pinot), con un anticipo di oltre una settimana rispetto all’anno scorso. La raccolta è continuata con i grappoli dei vitigni autoctoni, in primis Vermentino e Torbato. Il picco della vendemmia è previsto a metà settembre, quando si accavalleranno i conferimenti delle uve Vermentino, che quantitativamente rappresentano la percentuale più alta di quelle a bacca bianca dell’Isola, seguiti da quelle di Nuragus e Vernaccia, e le varietà a bacca rossa che costituiscono oltre il 60% della produzione totale sarda. Nel mese di ottobre sarà la volta di Cannonau e Carignano, mentre alla fine dello stesso mese si chiuderà la vendemmia con i conferimenti di Malvasia e Nasco per la produzione dei vini da dessert. Quantitativamente si stima una produzione in linea con la passata stagione, pari a circa 750.000 ettolitri. Se il mese di settembre decorrerà nel migliore dei modi si prevedono vini di ottima qualità. (fonte: Assoenologi)
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Vini al supermercato

Campos Colli del Limbara Igt 2014 rosato, Cantina Gallura

(4,5 / 5) E’ dalla felice (nonché inconsueta) combinazione di uve Nebbiolo, Sangiovese e Caricagiola che nasce Campos Rosato Colli del Limbara Igt di Cantina Gallura.

Sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it, in particolare, l’annata 2014. Vino curioso, atipico tra i rosati, riesce a esprimere assieme carattere e delicatezza floreale, nel solco della grande tradizione dei vini di Sardegna. Di fatto, Campos Rosato Colli del Limbara si presenta nel calice di un rosa acceso.

Al naso note di frutta e fiori d’arancio. In bocca fragole, lamponi, more, poi addirittura prugne. L’impronta sapida, minerale e vinosa – quest’ultima già avvertibile all’olfatto – conferisce al finale sentori amarognoli, che ricordano vagamente il rabarbaro.

Campos è in definitiva una bottiglia più che interessante, certamente unica nel panorama dei vini acquistabili al supermercato. E Cantina Gallura si conferma con essa brand di alto livello nel panorama della grande distribuzione: mai banale, spesso addirittura ricercata.

E l’utilizzo di un uvaggio come il Caricagiola, autoctono secondo molti, mentre per altri sarebbe originario della vicina Corsica, non può che aggiungere fascino a Campos, ottenuto mediante vendemmia tradizionale con raccolta manuale delle uve. La vinificazione avviene per alzata di cappello, come per altri ottimi vini rosati già analizzati da vinialsupermercato.it.

Seguono dai quattro ai sei mesi di affinamento in bottiglia, prima della commercializzazione. Campos Rosato Colli del Limbara Igt di Cantina Gallura è un vino da consumare ‘giovane’, in perfetto abbinamento con i piatti della tradizione sarda, ma anche in generale con antipasti, primi piatti (minestre) e secondi di carne bianca o crostacei, a un’attenta temperatura di servizio di 12 gradi.

Prezzo pieno: 6,59 euro
Acquistato presso: Il Gigante

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Torbato Terre Bianche Alghero Doc 2014 Sella e Mosca

(4,5 / 5) Un vino unico, non solo nel panorama della grande distribuzione organizzata italiana, ma in tutto il variegato ‘mondo del vino’ del Belpaese. Stiamo parlando del Torbato Terre Bianche Alghero Doc, della casa vitivinicola sassarese Sella e Mosca.

Una bottiglia che regala emozioni contrastanti, in un crescendo di sensazioni che creano un quadro sensoriale praticamente perfetto. Al naso, il Torbato Terre Bianche Alghero Doc fa capolino col pepe verde, la noce moscata, la menta. Un melting pot ordinato di percezioni balsamiche si appropria delle vie aeree, in un finale di limone, biancospino e salvia. E’ già l’estasi. Eppure è solo l’inizio.

Perché l’assaggio conserva l’antipasto olfattivo ed è capace anzi di esaltarsi ancora, con note di spezie pungenti, cui seguono nuovamente e prepotentemente il limone e la noce moscata, in un concerto minerale che sfiora il salino. Il finale è da applausi, talmente inatteso e imprevedibile: ecco di fatto il miele, per una chiusura quasi dolciastra, ammiccante. Ruffiana. E’ la ciliegina sulla torta. La pennellata decisiva, che chiude il lustro di un’opera d’arte.

Una bottiglia, questo Torbato Terre Bianche Alghero Doc, capace di rendere lustro a un vitigno antico, condotto in Spagna dai Fenici e introdotto in Sardegna già all’epoca della dominazione catalano aragonese. Oggi viene coltivato da Sella e Mosca nelle proprie tenute del noto Comune alle porte di Sassari, dove la terra è bianca per via dell’origine calcarea (da qui il nome “Terre Bianche”) derivante dagli ancestrali sedimenti marini presenti in loco.

Perfetto l’abbinamento con i piatti di crostacei e della tradizione marina sarda e italiana in generale. Apprezzabile anche con le carni bianche. Nel 2010, il Torbato Terre Bianche Sella e Mosca si è aggiudicato la medaglia d’argento al Concorso Mondial di Bruxelles, ma nel panorama dei vini in vendita nei supermercati italiani vale certamente un posto privilegiato, tra le medaglie d’oro per l’annata 2014.

Prezzo pieno: 7,59 euro
Acquistato presso: Esselunga

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Is Argiolas Vermentino di Sardegna Doc – Argiolas

È una di quelle bottiglie che conservi per le grandi occasioni. O, per lo meno, una di quelle che decidi di stappare solo dopo esserti assicurato – più e più volte – che il pranzo o la cena in questione, beh…ne siano “degni”. Parliamo di Is Argiolas, uno dei più pregiati Vermentino di Sardegna acquistabili al supermercato. E questa volta, la ‘fatica’ è toccata a un amico che capitava per vacanza dalle parti di Cagliari. Bottiglia commissionata ad hoc e consumata in occasione di una cena di pesce fresco, dall’aeroporto al secondo. Tutto perfetto, insomma. Così come perfetto è Is Argiolas, Vermentino di Sardegna che la casa vitivinicola di Serdiana (CA) cresce con cura nelle proprie tenute di Selegas, piccolo borgo di appena 1.500 anime situato nell’area del Trexenta. I terreni di conformazione calcarea e argillosi sono ben esposta alla luce del sole, anche durante l’inverno, che risulta mite e con precipitazioni sporadiche, a fronte di un’estate al limite del torrido, ma ventilata. È il terroir perfetto per un vitigno semi aromatico. Ma il segreto di Is Argiolas Vermentino di Sardegna sta nella selezione delle uve, durante la fase di raccolta che avviene alle prime luci del giorno. Le migliori vengono pressate delicatamente e raffreddate a 10-12 gradi, con successiva decantazione naturale. Questo Vermentino in purezza viene poi lasciato a contatto con lieviti rigorosamente autoctoni, per consentire una fermentazione che avviene a una temperatura controllata di 16 gradi dai 25 ai 30 giorni. Segue poi un’altra delicata fase di ‘riposo’ sulle ‘lies’, le frecce fini degli lieviti che hanno terminato la loro fase di fermentazione e che, in questa fase, contribuiscono a irrobustire l’olfatto del prodotto finale, conferendo aromaticità. Ed è proprio l’olfatto, robusto, complesso, ampio e armoNico una delle note che rendono Is Argiolas Vermentino di Sardegna un vino davvero unico nel panorama enologico dello stesso Vermentino. Si avverte il profumo intenso di fiori, di erba appena colta, di frutta (pesca) e di mare. Al palato Is Argiolas è fresco e allo stesso tempo caldo; delicato, eppure robusto; fine, eppure spesso dei suoi 14,5 gradi, che contribuiscono a rendere la bevuta una vera e propria esperienza sensoriale, a tutto tondo. Un vino che merita un posto di riguardo tra i grandissimi bianchi della grande distribuzione organizzata italiana, che non a caso è inserito da Argiolas nella propria linea denominata “Prestigio”, a differenza di un altro (seppur ottimo) Vermentino di Sardegna, il Costamolino Argiolas di cui già vinialsupermercato.it ha trattato negli scorsi mesi e inserito nella linea base, denominata “Tradizione”.

Prezzo pieno: 9 euro
Acquistato presso: Auchan

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Vini al supermercato

La Cala Vermentino di Sardegna Doc , Sella e Mosca

(3 / 5)“La Cala deriva il proprio nome della celebre insenatura della costa nord di Alghero, caratterizzata dalla presenza di particolari rocce viola continuamente erose dalle onde marine”. Presentazione ad hoc quella sull’etichetta di La Cala Vermentino di Sardegna Doc, della nota cantina Sella e Mosca di Alghero, Sassari. Vino dai profumi e dai sapori contrastanti, ma perfettamente bilanciati, che è stato in grado di aggiudicarsi premi e riconoscimenti internazionali per l’annata 2013 (medaglia di bronzo al Decanter World Wine Awards), un altro bronzo all’International Wine Challenge e per il Gambero Rosso per l’annata 2011, nonché giuidizi più che soddisfacenti (86/100, Robert Parker) dal The Wine Advocate per le annate 2010 e 2011. Quella che oggi finisce sotto la lente di ingrandimento di vinialsupermercato.it è l’annata 2014, la più ‘fresca’ – dunque – reperibile sugli scaffali dei supermercati italiani. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, il Vermentino di Sardegna Doc La Cala è contrastante al naso: si avvertono sentori minerali, amabilmente affiancati ai sentori floreali e aromatici del vitigno in questione. Al palato, questo Vermentino rivela sapori salini, mitigati in un’altalena di sensazioni fruttate: si avverte la pesca, l’albicocca, il limone. Il finale è lungo e piacevolmente morbido. L’abbinamento perfetto è con i secondi di pesce della tradizione sarda, così come con molluschi, ostriche e primi piatti impreziositi da conchigliacei e crostacei.

Sella e Mosca ottiene questo vino dalle proprie tenute site sul versante Nord Est di Alghero, su terreni ti tipo alluvionale. Le uve vengono raccolte nell’arco dei primi 15 giorni del mese di settembre, per essere macerate a freddo (mantenendo così l’aromaticità tipica del vitigno di origine spagnola, che ben si è adattato ormai al clima sardo). Il mosto così ottenuto da lieve spremitura viene lasciato a ‘riposare’ e fermentare, costantemente a bassa temperatura controllata. Il Vermentino Doc La Cala fa parte della linea “Radici sarde” di Sella e Mosca, azienda fondata nel 1899 da due avventurieri piemontesi che procedettero a una ciclopica bonifica di terreni della zona de I PIani. Ad oggi, questa storica azienda sarda può vantare 541 ettari di vigneti.

Prezzo pieno: 4,50 euro
Acquistato presso: Esselunga

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Templum Cannonau di Sardegna DOC – Cantina Gallura Sca Tempio Pausania

(4 / 5) E’ il profumo che sorprende del Cannonau di Sardegna Templum, denominazione di origine controllata prodotta dalla Cantina Gallura Sca di Tempio Pausania, cittadina a nord dell’isola, a ovest di Olbia. In questo vino, di colore rosso rubino intenso, si trova quell’inconfondibile richiamo alla viola mammola che porterebbe dritti in Toscana, tra i vini del Chianti. Qui però il Sangiovese non c’entra, ed è questa la particolarità. E tra i sentori, anche quello della prugna matura. Per la produzione vengono utilizzate uve 100% Cannonau. La raccolta avviene in maniera manuale, seguita da una fase di macerazione delle vinacce della durata di 8-10 giorni. La maturazione avviene in cantina, per un periodo che va dagli 8 ai 12 mesi. Ne scaturisce un vino rosso pieno, sapido, del tipico “gusto” vinoso del Cannonau, capace di richiamare sentori di frutti di bosco. Perfetto l’abbinamento con le carni rosse, alla selvaggina, al formaggio pecorino sardo maturo. Sorprendente se abbinato alle carni e verdure in occasione di una grigliata. E’ consigliabile il servizio rigoroso a temperatura ambiente (16-18 gradi), stappando la bottiglia almeno mezzora prima di gustarla.

In commercio, nella grande distribuzione, questo Cannonau sa certamente distinguersi rispetto a quello di altri marchi. Ma non è un caso che Templum si trovi a competere appena sotto la fascia prezzo del mostro sacro Argiolas. Un lavoro certosino, quello della Cantina Gallura, che si concretizza in particolare con altri vini non distribuiti in Gdo, che hanno la particolarità di essere prodotti con uve Nebbiolo, tipiche del Piemonte, trapiantate in Sardegna. Li cito, per curiosità dei buongustai: Karana, Dolmen e Lunanova.

Prezzo: 6,99 euro
Acquistato presso: Il Gigante, Assago Milanofiori (MI)

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Monica di Sardegna Doc 2013 Dolia, Cantine di Dolianova

(3,5 / 5) Viene prodotto esclusivamente nelle province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari e l’origine del suo nome è storicamente contesa tra i monaci Camaldolesi, che la introdussero in Sardegna nel XI Secolo, e il periodo della dominazione spagnola, agli albori del 1500.

Che lo si voglia chiamare “Camalda” o “Uva Mora”, il vitigno Monica di Sardegna resta comunque tra i più antichi dell’isola, sviluppandosi sostanzialmente su tutto il territorio sardo.

Ecco al supermercato il Monica di Sardegna Doc Dolia, vendemmia 2013, delle cantine di Dolianova, in provincia di Cagliari.

Un acquisto azzeccato, soprattutto per il rapporto qualità-prezzo. Stiamo parlando di un rosso capace di reggere bene il confronto con le carni cotte al sangue, ma anche con pasta, pizza, risotti e formaggi di media stagionatura.

Di colore rosso rubino, tendente all’amaranto, presenta al naso sentori forti di ciliegia matura e more. Al palato è asciutto, sapido. Si riscontrano nuovamente ciliegia, mora e frutti di bosco (fragolina). Il finale è lievemente tannico, astringente. Unica pecca di questo Monica di Sardegna la persistenza.

Prezzo: 5 euro
Acquistato presso: Esselunga

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