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Sandro Gini riconfermato presidente del Consorzio Soave: «Il mondo è cambiato»

Sandro Gini è stato confermato presidente del Consorzio di Tutela del vino Soave. Enologo, classe 1958, titolare dell’azienda agricola Gini Sandro e Claudio, resterà in carica dal 2021 al 2023. «Riprendo il mio mandato consapevole che il mondo è profondamente cambiato», sono le sue prime parole.

«Nel futuro – spiega Sandro Gini – ci sarà bisogno di azioni responsabili, mirate e soprattutto efficaci nei confronti dei soci della denominazione. Auspico unione e condivisione degli obiettivi comuni».

Nello specifico, «aumentare il valore dell’imbottigliato della denominazione, una maggiore attenzione all’ambiente e alle pratiche sostenibili e, soprattutto, dialogo con le istituzioni». Una missione che Sandro Gini definisce «ambiziosa, per l’impegno e la passione richiesta a ogni produttore del Soave».

IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

I vicepresidenti eletti sono Massimino Stizzoli e Matteo Inama. Ad eleggere i massimi vertici è stato il nuovo Cda del Consorzio del Soave, composto da Cristian Ridolfi, Claudio Tamellini, Emanuele Vicentini, Fernando Viviani, Giovanni Verzini, Gaetano Tobin, Giovanni Nordera, Laura Rizzotto, Massimino Stizzoli, Massimo Meneghello Canoso, Matteo Inama, Paolo Fiorini, Roberto Soriolo, Wolfgang Raifer.

Il collegio sindacale sarà guidato da Mauro Pernigotto con il supporto di Paolo Domenico Chignola e Alberto Bellieni. Il lavoro di Sandro Gini e del Cda si incentrerà «su un processo di forte rinnovamento della denominazione, a partire dalle Unità Geografiche aggiuntive (Uga) del Soave e dalle vigne». Altro punto cardine, la preservazione del paesaggio riconosciuto dalla Fao.

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Aldo Lorenzoni va in pensione: 22 anni di carriera nel vino in Veneto

Aldo Lorenzoni saluta la Casa del vino e dei suoi Consorzi e Strade dopo 22 anni al servizio di tutte le aziende socie e non e va in pensione. Enologo, classe 1958, ha contribuito negli anni allo sviluppo del mondo consortile veneto, progettando e implementando sia nuovi sistemi produttivi a denominazione (Arcole e Merlara), sia realizzando significative modifiche delle regole produttive.

Fare il bilancio di un percorso così ricco di stimoli e di risultati non è facile ma è certo che tutto il lavoro fatto è stato contraddistinto da innovazione e sguardo costante al futuro – dichiara Aldo Lorenzoni – In questi ultimi 20 anni di attività sono state, infatti, progettate e realizzate significative modifiche delle regole produttive, sono state attivate numerose campagne di valorizzazione delle Doc e rilanciata l’identità delle produzioni sulla base di una precisa attenzione ambientale ed importanti ed innovative azioni di ricerca”.

“Sin dal 2009 – prosegue – i Consorzi si sono velocemente e concretamente adeguati alle nuove regole. Abbiamo di fatto svuotato l’organigramma delle professionalità tecniche che avevano precedentemente operato per le attività di controllo in vigna ed in cantina ed abbiamo rigenerato la nostra professionalità per azioni di conoscenza, di comunicazione e ricerca delle dinamiche dei mercati e di valorizzazione della denominazione“.

LA VISIONE SOSTENIBILE DEL SOAVE
Sandro Gini, presidente del Consorzio Soave, parla dell’attività di Lorenzoni sul fronte della valorizzazione territoriale “a partire dallo sviluppo della zonazione viticola di tutto il comprensorio che oggi ci ha permesso di riconoscere le 33 Unità Geografiche Aggiuntive” nonché del percorso fatto dal Consorzio sul fronte della sostenibilità declinata in chiave di paesaggio e biodiversità.

Un percorso che ha portato a importanti riconoscimenti internazionali, prima come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano e successivamente come Patrimonio Agricolo Globale della Fao. Importante anche la creazione del marchio Volcanic Wines che riunisce i territori europei con suoli di matrice vulcanica e gli studi sulla longevità del Soave.

LA CRESCITA DEL LESSINI DURELLO
Nata nel 1987 la piccola denominazione del Lessini Durello ha avuto negli anni una crescita esponenziale, e si può dire che l’attività sia iniziata nel 1998, quando Aldo Lorenzoni ha preso in carico la direzione del Consorzio. Ha da subito creduto alla potenzialità di quest’uva e delle poche aziende che lo producevano (6 aziende per 50.000 bottiglie). Oggi i soci sono 35 e in questi anni il Consorzio ha sviluppato un clima di consapevolezza e fiducia.

ARCOLE, MERLARA E L’APPROCCIO GREEN
Lorenzoni ha contribuito fin dall’inizio alla nascita del Consorzio dell’Arcole che in pochi anni è cresciuta in maniera esponenziale quasi raddoppiando la potenzialità produttiva dai 2500 ettari iniziali così come a quella della Doc Merlara. A Lorenzoni inoltre il merito di aver stimolato i viticoltori a sviluppare un’agricoltura più sostenibile. In questo senso, due sono stati i progetti di ricerca, implementati negli ultimi anni come Risorsa e Green Vision che hanno portato a una consapevolezza importante in ottica di preservazione della risorsa acqua e l’aumento della biodiversità funzionale.

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Soave: Vendemmia 2020 di qualità ma si selezionano i vigneti

Ottima l’annata 2020 per il Soave. Preceduta da un inverno mite e siccitoso, il germogliamento è partito con sostanziale anticipo rispetto alla stagione precedente. I mesi di aprile e maggio sono stati perturbati e piovosi, e le basse temperature registrate hanno rallentato la corsa delle viti per arrivare alla fioritura in giugno in perfetto stato.

I mesi estivi hanno registrato temperature senza estremi, ventilazione e un perfetto apporto idrico che hanno portato le vigne a essere rigogliose e sane, senza attacchi di peronospora o altre malattie. Un po’ più preoccupante è l’aumento di mal dell’esca e flavescenza dorata che è però costantemente monitorata dai tecnici delle “Sentinelle del Soave” che stanno effettuando interventi puntuali ed efficaci.

Ci stiamo preparando a una vendemmia da un lato estremamente promettente, dall’altro con qualche nuvola all’orizzonte – dice Sandro Gini, presidente del Consorzio – il nostro Consorzio si è dimostrato reattivo e in grado di rispondere alle problematiche che ci si sono poste davanti e siamo sicuri che saprà reagire con prontezza anche in futuro”.

Le vigne di Garganega e Trebbiano di Soave sono quindi in ottimo stato e con un produzione nella media. La scelta del Consiglio di avere prudentemente abbassato le rese per la vendemmia 2020 arriva quindi a sottolineare una grande attenzione in vigneto, selezionando quelli migliori per la produzione del vino Soave che anche quest’anno raggiungerà i 450.000 ettolitri, in linea con le richieste del mercato.

Dati incoraggianti inoltre sono quelli che vengono dagli imbottigliamenti, che stanno recuperando rispetto ai primi mesi dell’anno, segno di una maggiore fiducia e richiesta di prodotto sui mercati di elezione del Soave, in particolar modo la Germania.

La vendemmia per le terre del Soave dunque è prevista per il 20 di settembre, solo qualche giorno di anticipo rispetto agli scorsi anni, con una garganega allungata e spargola e con le acidità che sono aiutate dalle importanti escursioni termiche che si stanno registrando e che sono ottimali per la freschezza ma anche per i profumi floreali di fiori d’acacia e camomilla del Soave.

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Soave riduce le rese per la vendemmia 2020 non bio: da 150 a 130 quintali ettaro

“L’assemblea dei soci del Consorzio del Soave ha prudentemente scelto di diminuire le rese per la vendemmia 2020, passando da 150 qli/ettaro per la Doc a 130 qli/ettaro (-13%) e da 140 qli/ettaro a 130 qli/ettaro (-7%) per la zona Classica e dei Colli Scaligeri”. Lo rende noto il Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave.

“Deroghe a questa decisione verranno date alle aziende che negli ultimi due anni non hanno caricato il Soave oltre il limite previsto, mentre per le aziende biologiche certificate il limite rimane a 140 qli/ettaro, per dare un forte segnale a favore della sostenibilità in vigneto”, precisa ancora l’ente veneto.

Una decisione in linea con quelle delle più grandi denominazioni italiane, per assicurare da un lato il reddito delle imprese agricole e dall’altro la tenuta del sistema dei prezzi.  “Una scelta condivisa e presa sentendo tutte le parti”, dichiara il Presidente del Consorzio Sandro Gini.

In un anno che ci ha messo alla prova, la natura non ha smesso di andare avanti e valutato l’andamento dell’annata, abbiamo con responsabilità preso questa decisione per tutelare tutte le aziende del territorio e al contempo non creare tensione sul mercato, se il prodotto nel 2021 non fosse sufficiente a soddisfare le richieste”.

“Un equilibrio produttivo costante nel mirino del Consiglio di amministrazione del Consorzio – conclude Gini – dove fondamentale diventa essere reattivi e nello stesso momento valutare anche le prospettive future, in un mercato sempre più competitivo e veloce”.

L’assemblea dei soci ha intanto registrato alcuni dati positivi, come un aumento di consumo di Soave in Canada del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre è in partenza una campagna di promozione in Giappone.

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I 33 cru del Soave in etichetta dalla vendemmia 2019: già rivendicate 23 “Uga”

In etichetta dalla vendemmia 2019 i 33 cru del Soave, grazie alla necessaria pubblicazione della modifica del disciplinare sulla Gazzetta Europea. I nomi delle Unità Geografiche Aggiuntive (“Uga”) – 28 cru nella zona classica, 2 nella zona vulcanica di Roncà e 3 nelle colline calcaree della Val d’Illasi e di Mezzane – potranno essere utilizzati dai produttori di Soave per promuovere le tipicità organolettiche delle uve provenienti dai diversi terreni.

I vini con l’indicazione delle Uga e delle vigne, approvate per decreto dalla Regione Veneto, saranno presto sugli scaffali e nei ristoranti. In totale sono 23 le Unità Geografiche Aggiuntive rivendicate sin ora su 270 ettari di denominazione, “segno del coinvolgimento e della condivisione di tutti i produttori di questo percorso”, sottolinea il Consorzio di Tutela del Soave.

Si tratta di Broia, Brognoligo, Carbonare, Castellaro, Castelcerino, Colombara, Costalunga, Coste, Costeggiola, Fittà, Foscarino, Froscà, Menini, Monte Grande, Pigno, Pressoni, Sengialta, Tenda, Volpare, Zoppega, Duello, Paradiso e Roncà – Monte Calvarina.

“Non possiamo che essere contenti del risultato – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio – gran parte dei produttori ha saputo cogliere l’occasione di differenziare la loro produzione di qualità attraverso le Unità Geografiche e le vigne e speriamo ci saranno presto tante occasioni per portare questo racconto in giro per il mondo”.

Il percorso di introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive è iniziato 30 anni fa con un attento lavoro cartografico, sfociato nella zonazione e quindi nello studio dei suoli. “Un lavoro propedeutico fondamentale per la caratterizzazione dei singoli cru – evidenzia il Consorzio – che sono stati definiti sia per le loro caratteristiche pedoclimatiche sia per la loro storia, che in alcuni casi ha radici nell’epoca napoleonica”.

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Registro delle Vigne del Soave, via al decreto della Regione: ecco i primi 25 “Cru”

SOAVE – Sono 25 le prime vigne del Soave, su un totale di 33 Cru – o meglio “menzioni geografiche aggiuntive” (Mga) – identificati dal Consorzio. Con decreto della Regione Veneto sono state istituite le vigne, uno strumento di valorizzazione previsto dalla legge 238/2016 (Testo Unico della Vite e del Vino) che prevede la possibilità di menzionare il nome della “vigna” in etichetta, per i vini che provengono da micro appezzamenti di grande valore storico per la Denominazione. Vini frutto di uve che vengono vinificate separatamente rispetto al resto della produzione aziendale.

Le vigne iscritte nell’apposito elenco regionale si chiamano Albare, Calvarino, Campo Le Calle, Casette, Cavecchia, Cengelle, Cervare, Colbaraca, Colle Sant’Antonio, Contrada Salvarenza vecchie vigne, I Tarai, La Rocca, Le Caselle, Monte Bisson, Monte Ceriani, Motto Piane, Pressi, Roccolo, San Pietro, Val Grande, Vigna della Corte, Vigne della Brà, Vigne delle Fate, Vigne di Sande.

Appartengono alla storia enologica di un territorio come quello del Soave che da più di 200 anni fa della parcellizzazione e della grande differenziazione tra suoli, altitudini ed esposizioni il suo punto di forza.

Si sta chiudendo un anno di grande lavoro per il Consorzio Tutela del Soave – sottolinea Sandro Gini, presidente del Consorzio – che ha visto il team impegnato sia sul fronte della promozione, soprattutto in Giappone e Inghilterra, sia su quello della tutela, intesa anche in senso ambientale/paesaggistico”.

“Il prossimo anno porteremo queste grandi novità in tutto il mondo con un progetto legato alla agricoltura eroica vulcanica assieme a partner internazionali. Siamo quindi pronti ad affrontare il 2020 con grande entusiasmo e una nuova bellissima storia da raccontare”, conclude Gini.

Non a caso il Consorzio ha preso parte, di recente a Budapest, capitale dell’Ungheria, a GoVolcanic 2019: primo summit internazionale organizzato in Europa con focus sui vini prodotti da terroir vuolcanico.

Si completa quindi un iter durato vent’anni dalle prime zonazioni effettuate nel Soave e che proprio nel 2019 si è concluso prima con l’introduzione delle 33 Unità Geografiche Aggiuntive e dopo con le “vigne”.

Una rivoluzione quindi per il comprensorio che vede valorizzata in maniera definita la produzione di premium wines nella denominazione, e che il consumatore potrà apprezzare direttamente sull’etichetta dei prodotti.

Premiato quindi il lavoro del Consorzio del Soave e di tutti i suoi produttori, che dai primi anni 2000 hanno fatto della valorizzazione del paesaggio un cavallo di battaglia e che attraverso progetti specifici di tutela stanno lavorando per migliorarlo e preservarlo.

Dopo il riconoscimento a Patrimonio Agricolo Globale della FAO sono stati attivati infatti diversi progetti di ricerca molto innovativi. In particolare Soilution System che affronta in modo sinergico le problematiche relative all’erosione del suolo e al dissesto idrogeologico.

Itaca invece prevede la realizzazione di impianti fissi per i trattamenti fitosanitari in vigne in forte pendenza. Altri progetti specifici di promozione prenderanno vita nel 2020, sia in Europa che nei Paesi Terzi, dove le Unità Geografiche Aggiuntive e le “vigne” saranno protagoniste del racconto del Soave.

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Approvato il modello di gestione avanzata del vigneto Soave

SOAVE – Approvato all’unanimità da Sindaci e tecnici il Modello di Gestione Avanzata del vigneto Soave che potrà essere recepito nei vari regolamenti comunali già da questa stagione vendemmiale.

Un documento fortemente voluto sia dai vertici del Consorzio Tutela Vino Soave sia dalle amministrazioni comunali, che di concerto con i tecnici agronomi che seguono la denominazione e le associazioni di categoria che rappresentano i viticoltori, hanno lavorato in questi mesi per la condivisione delle regole di utilizzo dei prodotti fitosanitari in vigneto.

IL MODELLO DI GESTIONE AVANZATA
Il modello di gestione avanzata, che diverrà un vero e proprio regolamento personalizzato per ogni comune, pone il focus sull’obiettivo di conciliare le esigenze della difesa fitosanitaria con la tutela della salute pubblica. Attenzione quindi alle misure di protezione dell’operatore e sull’irrorazione dei prodotti, con relativa riduzione dei dosaggi.

Grande spazio infine alla tutela della biodiversità funzionale con l’applicazione del Protocollo Biodiversity Friends (WBA) per la misurazione dello stato di salute del vigneto. Nel regolamento sono state inserite le linee guida per il monitoraggio di suolo, acqua e aria attraverso gli indici BF, come richiesto nell’ultimo documento sulla sostenibilità ambientale emesso dalla Regione Veneto e che è servito come traccia per la stesura finale del modello.

IL “5 MAGGIO” DI SOAVE TRA GRANDINE E MALTEMPO
A Soave si stanno facendo anche i conti con i danni del maltempo del 5 maggio che ha colpito alcune aree della denominazione, in particolar modo nel comune di Soave. Un evento anomalo per il periodo, che ha portato forti folate di vento accompagnate da piccoli chicchi di grandine alternati a precipitazioni intense.

Ancora presto per una stima definitiva dell’entità dell’evento; sebbene l’aspetto quantitativo può in parte essere stato compromesso, il profilo qualitativo non è stato toccato. Si conta sulla capacità di recupero della Garganega, varietà tardiva che aveva appena iniziato la sua fase vegetativa. La valutazione definitiva dei tecnici verrà effettuata comunque nelle prossime settimane.

Le basse temperature inoltre stanno tenendo lontane alcune malattie di carattere fungino e questo facilita le operazioni di protezione dei vigneti.

“Eventi estremi e fuori stagione come l’ultimo accaduto – ha dichiarato  Sandro Gini, presidente del Consorzio – rendono ancora più necessario un controllo e una gestione della denominazione più attenta sia alla salvaguardia dell’ambiente sia a quella della produzione. Avere un gruppo di lavoro così coeso e professionale ci permette di raggiungere obiettivi condivisi importanti come quello dell’applicazione del modello di gestione avanzata del vigneto Soave nei 13 comuni appartenenti alla denominazione”.

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Novità in Veneto: “Soave Stories” anticipa “Soave Versus” e l’Anteprima di settembre


SOAVE –
“Andare oltre il concetto di Anteprima, selezionare con cura i futuri messaggi portanti della denominazione e dare luce alla vera essenza del territorio”. Questi gli obiettivi, “ambiziosi ma del tutto realistici”, del Consorzio del Soave.

Dopo le tradizionali fiere internazionali della prima parte dell’anno, ecco l’annuncio: “Soave Versus“, l’evento dedicato alle migliori interpretazioni del vino Soave, allo stile e ai valori del territorio, convergerà nell’Anteprima di settembre al Palazzo della Gran Guardia di Verona. La vera novità è “Soave Stories“, a maggio.

Si tratta di una due giorni dedicata al “Mondo Soave” e alle sue sfaccettature. “A parlare della Denominazione sono stati chiamati esperti da tutto il mondo – spiega il Consorzio guidato da Sandro Gini – da Sarah Abbott MW a Kerin O’Keefe fino a John Szabo MS”.

“Ognuno di loro approfondirà una tematica comunicativa diversa per approcciare il complesso e straordinario mondo del Soave – continua Gini – Denominazione con una storia tra le più antiche d’Italia, capace di produrre vini di incredibile finezza e qualità, durevoli nel tempo. Ma anche il suo lato moderno fatto di progetti innovativi in chiave sostenibilità e studi sulle caratteristiche organolettiche dei vini a partire dai suoli”.

Dopo molti confronti con i produttori in merito al vero significato dell’Anteprima – spiega ancora Sandro Gini – abbiamo convenuto che a settembre il Soave dava il meglio, a quasi un anno dalla vendemmia.

Abbiamo quindi deciso di unire l’Anteprima a Soave Versus, un contenitore poliedrico che cade proprio alla fine dell’estate e che si adatta perfettamente a ospitare un evento dedicato a stampa, trade e appassionati e lasciare lo spazio di maggio a riflessioni importanti sulla Denominazione, che sta intraprendendo grandi passi avanti sul fronte della valorizzazione qualitativa”.

“Soave Stories” sarà anche il trampolino di lancio delle due campagne promozionali “Summer of Soave” in UK e “Soave Style” in Giappone. L’obiettivo primario è il coinvolgeranno degli operatori dei tanti ristoranti e wine bar inglesi e giapponesi, che ogni giorno hanno la possibilità di parlare del Soave agli appassionati di vino.

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Sandro Gini, un anno dopo: “Soave sempre più unito, pronto alle sfide del futuro”

Un Consorzio del Soave “sempre più unito”, ma soprattutto “pronto ad affrontare il 2019”. Questo quanto emergerebbe dai dati presentati al Consiglio d’amministrazione dal presidente Sandro Gini, al suo primo anno di mandato. Il 2018 è stato per il Soave l’anno del cinquantesimo anniversario, ma non solo. Lo scorso anno è stata rinnovato il vertice, oltre al riconoscimento del territorio a Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale.

“Un anno – sostiene in una nota il Consorzio – in cui con un forte senso di responsabilità tutte le aziende del Comprensorio hanno deciso di selezionare alcuni vigneti destinati alla Doc e di indirizzare i più produttivi ad altre denominazioni”.

E i risultati, sempre secondo il Consorzio, “si sono visti, con prezzi stabili o addirittura in crescita, un fermento nei contratti di vendita grazie alla scarsità del prodotto che si traduce in una maggiorazione della remunerazione finale del produttore”.

“C’è ottimismo – evidenzia Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave – quando parlo con i produttori c’è voglia di lavorare verso un obbiettivo comune, un forte orgoglio per le proprie radici e una forte consapevolezza delle proprie possibilità”.

LA PRODUZIONE
Segni importanti per una denominazione che, stando sempre all’ente di governo, avrebbe trovato “uno slancio nuovo e una voglia di partecipare alla promozione comune”, data “dai segnali positivi che vengono dai mercati inglesi e giapponesi dove si stanno concentrando le campagne promozionali”.

La produzione imbottigliata è solida a 50 milioni di bottiglie, le giacenze sono ai minimi e il carico d’uva dell’annata 2018 per 420.000 ettolitri è “perfettamente in linea con quanto richiesto dal mercato”.

Interessante anche il dato riguardante le aziende agricole che passano da 3109 del 2002 alle 3281 del 2017. Con una crescita delle aziende private che hanno iniziato a produrre le proprie etichette.

Il 2018 si è chiuso anche con ottime notizie sul fronte della registrazione del marchio collettivo del Soave, che ora è protetto sia negli Stati Uniti che in Russia e con la ratifica da parte del Parlamento Europeo dell’Accordo di libero scambio tra Giappone e Comunità Europea e che permetterà a 26 DO italiane, tra cui il Soave, di accedere al mercato nipponico senza dazi, creando un vantaggio concorrenziale non indifferente.

IL FUTURO
E’ la terza generazione dei produttori che sta prendendo in mano la denominazione. Giovani con grande entusiasmo e visione del futuro. Il passaggio generazionale sta segnando il 60% delle aziende soavesi e avviene sia con l’apertura di nuovi mercati, come l’Est Europa, la Nuova Zelanda o i Paesi asiatici emergenti come Malesia e Thailandia, sia con il restyling delle etichette, che comunicano l’identità del territorio e richiamano un attaccamento profondo delle nuove generazioni ad esso.

Ed è il Riconoscimento GIAHS-FAO, arrivato alla fine del 2018 a sancire in maniera forte il passaggio del Soave tra i grandi territori agricoli del mondo. Quelli che hanno segnato la storia e lo sviluppo delle comunità attraverso i secoli, attraverso le sfide e le vittorie che hanno affrontato sempre con un occhio verso il futuro.

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