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Li Veli, Petra, Planeta e San Salvatore: le cantine italiane al Mediterranean Wines Symposium

Simposio dei Vini del Mediterraneo Li Veli, Petra, Planeta e San Salvatore le cantine italiane al Mediterranean Wines Symposium cantina Perelada
Masseria Li Veli
, Petra, Planeta e San Salvatore 1988 sono le cantine italiane che parteciperanno al 
primo Mediterranean Wines Symposium, il primo Simposio dei Vini del Mediterraneo. L’appuntamento si terrà il 24 marzo 2025 presso la prestigiosa cantina Perelada, in Catalogna. L’evento si propone di celebrare l’importanza culturale, storica e gastronomica del Mediterraneo, coinvolgendo alcune delle più importanti cantine delle regioni vinicole che si affacciano sul “Mare Nostrum”. Tra i protagonisti spiccano alcuni nomi di rilievo della scena enologica italiana, che aderiranno al Manifesto del Simposio. Un documento che promuove la diffusione di conoscenze sul vino mediterraneo attraverso ricerca, formazione e condivisione.

I VINI DEL MEDITERRANEO CON GABRIELE GORELLI MW

Il Simposio vedrà la partecipazione di esperti internazionali di fama mondiale. Il comitato scientifico, presieduto da Juancho Asenjo, figura di spicco della critica enologica e Cavaliere dell’Ordine della Stella della Repubblica Italiana, include professionisti come Gabriele Gorelli MW, primo Master of Wine italiano, e Josep Roca, sommelier del celebre ristorante Celler de Can Roca. Tra le attività in programma ci saranno degustazioni tematiche, masterclass e tavole rotonde. Saranno affrontate anche tematiche attuali, come l’adattamento della viticoltura ai cambiamenti climatici, con l’intervento di Nathalie Ollat, direttrice del progetto francese Laccave (Inrae).

FOCUS SUI VINI ITALIANI DEL MEDITERRANEO

Durante il Simposio, i partecipanti potranno immergersi nella ricchezza vinicola del Mediterraneo. Gabriele Gorelli MW guiderà una masterclass dedicata alle principali regioni vinicole italiane, mentre Victoria Ordóñez presenterà le varietà più rappresentative del bacino mediterraneo. Da non perdere anche la degustazione di Malvasia lungo le coste mediterranee, condotta da Juancho Asenjo. Un ruolo centrale sarà riservato alla gastronomia, con Josep Roca che terrà una lezione sull’abbinamento tra alta cucina e vini mediterranei, e una speciale esperienza curata da Toni Gerez, sommelier del ristorante Castell Perelada, che abbinerà vini e formaggi mediterranei.

IL MEDITERRANEAN WINE SYMPOSIUM UNISCE LE CANTINE DEL MEDITERRANEO

Oltre ai grandi nomi italiani dalle regioni Puglia, Toscana, Sicilia e Campania, parteciperanno al Simposio dei Vini del Mediterraneo cantine rinomate di altri paesi del Mediterraneo. È il caso di Château Musar (Libano), Château Roslane (Marocco) e 4Kilos (Spagna). Tutte le cantine coinvolte condividono l’obiettivo di «promuovere l’identità vinicola mediterranea come un’unica regione, esaltandone l’origine, la qualità e la tradizione».

L’evento culminerà con un grande showroom presso il castello di Perelada, dove il pubblico potrà scoprire i vini di oltre venti cantine partecipanti, rappresentative delle diverse tradizioni vinicole mediterranee. Con questa prima edizione, il Mediterranean Wines Symposium punta a consolidarsi come appuntamento di riferimento per il settore enologico, celebrando il Mediterraneo come crocevia di cultura, storia e gusto.

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degustati da noi news news ed eventi vini#02

Cinque vini bianchi 2022 della Campania da non perdere

Sono le province di Salerno e Avellino a regalare i migliori vini bianchi dell’annata 2022 a Campania Stories 2023. Dalla degustazione alla cieca emergono in particolare due vini della cantina Colli di Lapio, oltre a Ettore Sammarco, San Salvatore 1988 e Borgodangelo. Questi i cinque vini degustati alla cieca che superano la valutazione di 90/100.

Costa d’Amalfi Ravello Bianco Dop Vigna Grotta Piana 2022, Ettore Sammarco

Leggere note vanigliate sul frutto e sui ricordi di erbe della macchia mediterranea. Un utilizzo ben bilanciato del legno, che esalta il varietale. Ottima persistenza. 95/100

Paestum Fiano Igp Pian di Stio Bio 2022, San Salvatore 1988

Vino molto godibile, pronto e di prospettiva, nonché gastronomico. 92/100

Fiano di Avellino Dop 2022 Borgodangelo

Vino all’inizio di una vita che si preannuncia promettente. 90/100

Fiano di Avellino Dop 2022, Colli di Lapio

Un gran lavoro sui primari. Ottima la persistenza. 93/100

Greco di Tufo Dop Alexandros 2022, Colli di Lapio

Vino che interpreta stilisticamente in maniera moderna il vitigno. 91/100

I BIANCHI DELLA CAMPANIA VENDEMMIA 2022

Brillano in maniera particolare i cinque campioni elencati, ma gli assaggi alla cieca effettuati a Campania Stories 2023 consentono di tirare le somme sull’intera vendemmia 2022 dei vini bianchi campani. Un’annata in cui i viticoltori hanno dovuto fronteggiare la siccità, col rischio di ottenere vini agli antipodi: troppo alcolici, oppure troppo magri; sbilanciati sull’opulenza del frutto, oppure connotati da caratteri verdi, fenolici. In generale, l’obiettivo dell’equilibrio è stato centrato da gran parte dei produttori, a riprova del buon momento del vino campano sulla scena nazionale.

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Gli Editoriali news news ed eventi

Chi dice che i vini di Cotarella sono tutti uguali non ha mai assaggiato questi

EDITORIALE – Riccardo Cotarella è uno degli enologi italiani più noti e, al contempo, più dibattuti. Settantuno anni, 51 di carriera, è presidente di Assoenologi dal 2013 e consulente di diverse cantine italiane, dalle realtà cooperative alle aziende private.

È apprezzato a livello internazionale. Ma nominarlo nell’ambiente vinnaturista scatena reazioni paragonabili solo ai nitriti di cavallo  di Frau Blücher in Frankenstein Junior, il capolavoro degli anni Settanta diretto da Mel Brooks.

Molti concordano tuttavia su un punto: i vini firmati dell’enologo umbro peccherebbero di “omologazione”. Cotarella tenderebbe a “calcare troppo la mano” nelle sue etichette. Un tocco che, secondo i detrattori, sovrasterebbe il vitigno e il terroir, rendendole tutte piuttosto simili, pur essendo realizzate con vitigni diversi e in diverse regioni.

Una posizione in parte condivisibile. Ma esistono delle eccezioni assolute. E’ caso dei vini di San Salvatore 1988. Giuseppe “Peppino” Pagano, imprenditore del settore alberghiero, ha iniziato a collaborare con Cotarella sin dalla fondazione della cantina di Giungano (SA), negli anni Ottanta. Pagano ha messo subito le cose in chiaro.

Giuseppe Pagano, fondatore della cantina San Salvatore 1988

“Volevo il massimo dai miei vini – spiega – e per questo ho scelto Riccardo Cotarella, enologo che gode di fama internazionale, consigliatomi da molti esperti del mondo del vino. L’obiettivo era ed è quello di produrre vini di alto profilo, ma anche e soprattutto di territorio, che rispecchiassero l’identità della terra d’origine”. Detto, fatto.

Cotarella accetta l’incarico e inizia a collaborare con San Salvatore 1988. Ma non basta. Giuseppe Pagano è un perfezionista, un cosiddetto “maniaco del controllo”. Alla cantina serve qualcuno che segua quotidianamente i vigneti e le vasche.

Qualcuno che coccoli i grappoli dalla mattina alla sera, nel loro processo di trasformazione in vini d’eccellenza. Il nome giusto arriva dalla Francia. E’ Charly Annes. Giovane, dinamico, intraprendente. Preparato.

Il vigneto Cannito di San Salvatore 1988

E’ lui l’anello di congiunzione tra il progetto imprenditoriale (e affettivo) di “Peppino” Pagano e Cotarella. Ed è così che si concretizza, nel calice, l’aspettativa di una linea di etichette “di territorio”.

A Cotarella ho chiesto di fare semplicemente quello che gli riesce meglio – spiega Pagano – ovvero il suo lavoro. Ma il Fiano deve essere Fiano. L’Aglianico deve essere Aglianico. Il Greco deve essere Greco. E così via. Obiettivo raggiunto? Questo lo devono dire i giornalisti. Io credo proprio di sì”.

Non è un caso se i vini San Salvatore 1988 siano risultati tra i migliori degustati alla cieca da WineMag.it in occasione dell’ultima edizione di Campania Stories, nella categoria “bianchi e spumanti” e “rossi“.

Tra i parametri del tasting, una voce a cui diamo particolare rilevanza è proprio la tipicità e la riconoscibilità del vitigno, oltre alla correttezza enologica del campione degustato. Chi pensa che i vini di Cotarella siano “tutti uguali”, beh: non ha mai assaggiato quelli di San Salvatore 1988. Cin, cin.

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Approfondimenti

Artisti Divini: in concorso le etichette d’autore di 18 cantine

VERONA – C’è un motivo in più per visitare la Galleria delle Regioni nello spazio di Confagricoltura al Vinitaly (HALL D – Stand E2-E3/F2-F3): la possibilità di scoprire alcune etichette d’autore realizzate da artisti chiamati dalle aziende associate per valorizzare le proprie bottiglie e degustare i vini delle bottiglie “griffate” al wine bar confederale.

Si tratta di vini d’alta gamma, preziosi già all’origine, identificativi dei vari territori e delle storie che compongono il mosaico enoico italiano.

In considerazione anche dell’interesse che un’etichetta è in grado di suscitare, al punto da diventare spesso determinante nella scelta di un vino, ConfagricolturaReale Mutua hanno ideato, in occasione di Vinitaly, il contest “Artisti diVini”, riservato alle maison che hanno deciso di affidare la realizzazione di un’etichetta a un artista affermato o emergente. Un modo in più per esaltare il connubio tra agricoltura e arte, valori portanti della cultura italiana nel mondo.

Il pubblico, in visita alla Galleria delle Regioni, potrà scegliere l’etichetta preferita tra quelle selezionate, votandola su un tablet. L’opera vincitrice del concorso sarà premiata nel corso della cerimonia in programma nello stand di Confagricoltura, insieme a Reale Mutua, martedì 9 aprile alle ore 17.

“Con questo contest – afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – valorizziamo i nostri prodotti anche attraverso le varie forme di arte e avviciniamo il pubblico ad apprezzare la storia e la cultura che si celano dietro a un calice di vino. Molte nostre aziende vantano un impegno importante in questa direzione e noi intendiamo celebrarlo in modo gradevole e fruibile per il pubblico del Vinitaly”.

“Reale Mutua, da sempre parte integrante del sistema culturale nazionale, conferma ancora una volta in modo concreto e tangibile la propria vicinanza al territorio, e in questo caso al mondo vitivinicolo – afferma Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di Gruppo Reale Mutua -. Crediamo infatti che sostenere attivamente progetti come questo sia importante per supportare la cultura e l’arte in tutte le sue molteplici forme, anche le più peculiari come quella figurativa sulle etichette del vino”.

Le etichette in concorso provengono dalle aziende: Arnaldo Caprai, Buccia Nera, Cantina Kaltern, Castello Banfi, Castello di Gabiano, Castello di Luzzano, La Masserie, Locci Zuddas Antonio, Manaresi, Milanti Gentile, Nittardi, San Salvatore 1988, Tenuta Tenaglia, Tenute di Fraternita, Villa Picta, Villa Spinosa, Vitivinicola Alberto Loi, Tasca D’Almerita.

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