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Oiv: «Viticoltura eroica patrimonio eccezionale». Raccomandazioni agli stati membri

Oiv Viticoltura eroica patrimonio eccezionale raccomandazioni agli stati membri cervim aosta gaudio capoteLa viticoltura eroica è un «patrimonio eccezionale». Così l’Oiv – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nella risoluzione OIV – VITI 716-2024. Una definizione che nobilita e ufficializza a livello internazionale la viticoltura di montagna e in forte pendenza, difesa e promossa in Italia da organismi come il Cervim di Aosta. Sempre per l’Oiv, per “viticoltura eroica” si intende «un sistema di impianto di vigneti in aree montuose, intesi come terreni situati ad alta quota, su pendici ripide o su zone topograficamente accidentate». La risoluzione è stata adottata dall’OIV alla 22esima assemblea generale a Digione, che ha visto il Cervim – nel suo ruolo di osservatore Oiv – rappresentato dal vicepresidente Manuel Capote e dal membro del cda Roberto Gaudio.

VITICOLTURA EROICA, LE RACCOMANDAZIONI DELL’OIV

Questi vigneti rappresentano un patrimonio eccezionale che deve essere fortemente tutelato, ribadisce OIV nel documento. E così, fra le raccomandazioni agli Stati membri in cui è presente questa viticoltura, rientrano ad esempio quella di promuovere lo studio e la conservazione della viticoltura di montagna e in forte pendenza quale importante patrimonio e fonte di reddito per il settore vitivinicolo, nonché fonte di servizi per gli ecosistemi e le comunità locali. Obiettivi messi nero su bianco nella risoluzione. «Un lavoro impegnativo durato oltre due anni – spiega Gaudio – al quale ho preso parte in modo attivo, portando l’esperienza del Cervim e le conoscenze acquisite in molti anni di studio, ricerca, tutela e promozione della viticoltura eroica».

Fra punti salienti del documento, l’Oiv raccomanda agli Stati membri di sviluppare la ricerca per supportare questa forma di viticoltura, che necessita di pratiche colturali specifiche (ad esempio terrazze, terrazze di pietra, ecc.) e attrezzature adeguate (trattori a scartamento ridotto, trazione a cingoli). Occorre inoltre favorire l’attuazione di politiche pubbliche mirate a garantire la sopravvivenza di questo tipo di viticoltura e di servizi pubblici che possono essere offerti alle comunità e all’ambiente. Quindi promuovere misure per una maggior differenziazione dei prodotti di questi vigneti, come la creazione di indicazioni geografiche. Tra le raccomandazioni, anche l’analisi di prospettive di produttori e consumatori per mantenere o raggiungere la sostenibilità economica.

Il documento stilato dall’Oiv invita poi gli Stati membri ad avere ben presente quelle che sono le criticità specifiche di sostenibilità, quali il controllo dell’erosione dei suoli, la prevenzione delle frane, tutela della biodiversità. E ancora: l’esposizione e l’orientamento del vigneto, la disponibilità di manodopera e il livello di competenza, le questioni transgenerazionali, la gestione e la trasmissione di aziende agricole e imprese a conduzione familiare. Altro punto importante è quello di identificare iniziative e soluzioni per preservare le strutture sociali delle aree montane e a svilupparle maggiormente per tutelare l’integrità socioeconomica e naturale di queste regioni.

I RIFLESSI SOCIALI, ECONOMICI ED AMBIENTALI DELLA VITICOLTURA EROICA

Fondamentale inoltre approfondire le diverse pratiche viticole che si ripercuotono sugli aspetti sociali, economici e ambientali della vitivinicoltura di montagna e in forte pendenza, e come possono contribuire alla resilienza rispetto al cambiamento climatico. Nella risoluzione OIV – VITI 716-2024, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino esorta gli Stati anche a definire per le diverse aree le linee guida viticole ed enologiche e le strategie di marketing idonee a posizionare i prodotti vitivinicoli in fasce di prezzo coerenti con i costi di produzione più elevati che comportano.

Implementare degli studi sulla ricerca di fattibilità sulla possibilità che i produttori possano essere compensati delle maggiori spese che comporta la vitivinicoltura in forte pendenza, attraverso i contributi provenienti dal turismo e da altri settori, creando sinergie e strategie commerciali congiunte. E, ricorda infine, l’Oiv, promuovere lo studio della percezione dei consumatori e delle aspettative sociali rispetto ai prodotti vitivinicoli provenienti dalle aree montane e in forte pendenza, come chiave per lo sviluppo di un’adeguata strategia di accrescimento del valore commerciale.

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La viticoltura eroica tra qualità e sostenibilità: al via il 7° Congresso internazionale

Ha preso il via oggi e durerà fino al 14 maggio, a Vila Real, in Portogallo, il 7° Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna e a Forte Pendenza. Appuntamento a cui partecipano più di 100 iscritti provenienti da 11 nazioni, con 76 lavori scientifici.

Tra gli organizzatori anche il Cervim, insieme all’Università del Tras-os-Montes e Alto Douro di Vila Real, all’Associazione per lo Sviluppo della Viticoltura del Douro (ADVID), alla Facoltà di Scienze e di Enologia e Viticoltura dell’Università di Porto. Congresso che segue quello del 2018 a La Laguna – Tenerife (Spagna), mentre nel 2020 non si è svolto a causa dell’emergenza pandemia.

Quattro le sessioni in cui gli esperti, docenti e viticoltori eroici si confronteranno. Mantenere la sostenibilità e il paesaggio nei vigneti in forte pendenza; Vigneti di montagna e di forte pendenza: pratiche agronomiche attraverso le nuove tecnologie; Fattori di qualità per i “vini”; I vigneti di montagna e di forte pendenza: persone, storia, economia e cultura).

«Confidiamo che i ricercatori possano fornire elementi tecnico-scientifici non solo per la risoluzione di problematiche connesse alla realizzazione ed alla gestione dei vigneti nei contesti estremi – sottolinea Roberto Gaudio, a Porto in rappresentanza del Cda del Cervim – ma anche elementi distintivi a sostegno delle istanze che verranno presentate sia a livello europeo sia a livello di vari stati per ottenere anche specifici riconoscimenti».

Significativa è la location del Congresso, nella Valle del Douro, una delle regioni vinicole più antiche del mondo e patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Si produce il pregiato vino Porto, realizzato esclusivamente con le uve dei vigneti del Douro.

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Cervim: servono misure a favore della viticoltura eroica

Sostegni e misure per i viticoltori eroici pesantemente colpiti dalla pandemia, ma anche l’attuazione del decreto della viticoltura eroica. Sono questi in sintesi i temi al centro dell’incontro fra il Cervim e il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, che ha visto anche la partecipazione del coordinatore e dello staff dell’assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta.

«Un confronto molto proficuo – commenta il presidente Cervim, Stefano Celi – sulle forme di sostegno che potranno essere messe in atto per consentire alla viticoltura eroica di sopravvivere e permettere ai viticoltori di mantenere il loro indispensabile presidio sul territorio».

«C’è la necessità – sottolinea il sottosegretario Centinaio – di aiutare economicamente gli agricoltori eroici in quanto necessitano di interventi mirati, dati alti costi di gestione, per evitare lo spopolamento delle aree rurali montane. Questa pandemia ha praticamente bloccato il turismo ed il canale Horeca, che sono i maggiori mercati di riferimento di questa filiera”.

“Altro tema – prosegue il sottosegretario – la necessità di riconoscere ulteriormente il grande lavoro fatto dal Cervim anche a livello ministeriale e infine una veloce regolamentazione del registro dei vigneti eroici e storici per dare un riconoscimento all’importanza di chi ha creduto in un certo tipo di agricoltura».

Secondo il Cervim servono azioni di promozione sui mercati, anche esteri, specificatamente pensati per le caratteristiche delle piccole aziende eroiche nonché un sostegno per la realizzazione e manutenzione di tutte le infrastrutture necessarie per la coltivazione e mantenimento dei terreni caratteristici della viticoltura eroica.

«Il Cervim – aggiunge il presidente Celi – auspica che possano essere assunti specifici provvedimenti a tutela di questo settore. Misure specifiche che tengano conto delle ridotte produzione e dell’alto valore dei vini eroici. Inoltre sostegni adeguati e proporzionati al valore delle produzioni e finanziamenti a tasso agevolato specifici per la peculiarità delle aziende a viticoltura eroica».

Il Cervim inoltre attende l’attuazione del decreto per la salvaguardia dei vigneti eroici e storici entrato in vigore dopo la pubblicazione a fine settembre sulla Gazzetta Ufficiale.

«Il decreto – spiega Roberto Gaudio, del Cda Cervim – rappresenta un punto di partenza, un riconoscimento che deve tradursi in un’azione concreta di rilancio. I viticoltori eroici svolgono un ruolo insostituibile per la sorveglianza e il mantenimento del territorio.

“Con la manutenzione di tutte le infrastrutture di sostegno dei terreni – conclude Gaudio – a partire dai muretti a secco, patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, e dalla regimazione delle acque i viticoltori contribuiscono alla prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico e di degrado dei territori, a vantaggio dell’intera comunità nazionale».

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Stefano Celi è il primo vignaiolo presidente del Cervim

Stefano Celi, 49 anni, valdostano, proprietario dell’azienda vitivinicola La Source, primo vignaiolo eletto presidente del Cervim. Celi è stato nominato dalla giunta regionale della Valle d’Aosta alla guida del Centro di Ricerca, Studi e Valorizzazione per la viticoltura montana, con sede ad Aosta. Succede a Roberto Gaudio, che ha svolto il ruolo di presidente dal gennaio 2011. Il numero uno uscente, assieme a Ivo Joly de La Kiuva di Arnad (AO) è stato eletto consigliere. Jean-Claude Favre è invece il nuovo revisore dei conti.

“Sarà una presidenza nel segno della continuità del grande lavoro fatto – commenta il neo presidente Stefano Celi – come indicano le nomine dell’ex presidente Gaudio, che non poteva essere rieletto per limiti di mandato, e di Joly, che già ha fatto parte in passato del Cda del Cervim”.

Proprio nei giorni scorsi è stato firmato il Decreto attuativo sulla viticoltura eroica, che concretizza un grande lavoro svolto dal Cervim e che riporta la definizione di viticoltura eroica e le caratteristiche elaborate ed utilizzate dal Cervim stesso.

“Si tratta di una novità molto importante – sottolinea Celi – che rappresenta un punto di partenza per il futuro della viticoltura eroica in Italia, e che potrà permettere una salvaguardia ed una promozione migliore a questo segmento della viticoltura”. Il futuro della viticoltura eroica?

Sempre più forte il legame fra territorio e viticoltura – replica il nuovo presidente del Cervim – e la salvaguardia dei territori estremi in cui si fa vino, passa insindacabilmente dalla presenza dell’uomo e quindi in questo caso della viticoltura”.

“Quando si acquista una bottiglia di vino eroico, oltre alla grande qualità riconosciuta che queste produzioni hanno raggiunto, bisogna considerare nel prezzo finale, i costi di produzione maggiore e il ruolo anche sociale che quella bottiglia di vino rappresenta”, conclude il presidente Celi.

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Testo Unico del Vino: via libera al riconoscimento dei vigneti storici ed eroici

Via libera al Decreto che consente il riconoscimento dei vigneti storici o eroici. A questo argomento è interamente dedicato l’articolo 7 comma 3 del Testo Unico del Vino, che trasforma in patrimonio culturale la vite e i territori viticoli. Grazie alla firma della Ministra Teresa Bellanova, di concerto con i Ministri Franceschini e Costa, sarà ora possibile avviare il percorso di presentazione delle domande alle Regioni di competenza.

Come indica il Decreto, si definiscono “eroici” i vigneti che “ricadono in aree soggette a rischio idrogeologico, o situati in aree dove le condizioni orografiche creano impedimenti alla meccanizzazione, in zone di particolare pregio paesaggistico e ambientale, nonché i vigneti situati nelle piccole isole”.

Sono considerati invece “storici” quei vigneti “la cui presenza, segnalata in una determinata superficie/particella, è antecedente il 1960”. Vigneti la cui coltivazione è caratterizzata dall’impiego di pratiche e tecniche tradizionali “legate agli ambienti fisici e climatici locali, che mostrano forti legami con i sistemi sociali ed economici”.

Nei cinque articoli la norma, accanto alla definizione, affronta e definisce i criteri per l’individuazione dei vigneti storici ed eroici, e quelli per la definizione delle tipologie degli interventi. Ad esempio, fatte salve le aree già individuate dai piani paesaggistici regionali, i vigneti eroici devono possedere almeno un requisito tra: pendenza del terreno superiore al 30%; altitudine media superiore a 500 metri sopra il livello del mare, esclusi quelli situati su un altopiano; sistemazione degli impianti su terrazze e gradoni; viticoltura delle piccole isole.

Per quanto riguarda i vigneti storici, sono individuati o dall’utilizzo di forme di coltivazione tradizionali legate al luogo di produzione, o per la presenza di “sistemazioni idrauliche-agrarie storiche o di particolare pregio paesaggistico”.

Sono altresì considerati “storici” i vigneti dei paesaggi iscritti nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, purché la viticultura costituisca la ragione dell’iscrizione e il vigneto costituisca la ragione principale che ne ha giustificato l’inserimento”.

Potranno anche ambire al riconoscimento di “vigneti storici” quelli che “afferiscono a territori che hanno ottenuto il riconoscimento di eccezionale valore universale dall’Unesco e il criterio di iscrizione nella lista è dovuto esclusivamente o in modo complementare alla viticoltura”, nonché quelli che “ricadono in aree tutelate dalle leggi regionali o individuate dai piani paesaggistici per la tutela di specifici territori vitivinicoli”.

“Da oggi finalmente possiamo contare su una legge che individua, sostiene e valorizza queste particolari e delicate categorie di vigneto e dunque i vignaioli e tutti coloro che ritenendolo un patrimonio di straordinaria importanza sotto il profilo storico, ambientale, produttivo, culturale, economico, lavorano per tutelarlo, preservarlo, consegnarlo alle muove generazioni”, commenta la Ministra Teresa Bellanova.

Questi cultori del nostro patrimonio ambientale, questi produttori potranno contare anche su specifiche risorse e mettere in  campo interventi finalizzati alla valorizzazione e promozione delle produzioni da viticoltura eroica o storica anche attraverso l’utilizzo di un marchio nazionale, che definiremo con un successivo provvedimento”.

“Con questo Decreto – conclude Bellanova – ribadiamo la rilevanza e l’eccellenza di un settore che rappresenta uno straordinario patrimonio di biodiversità e che, nei secoli, ha costruito e caratterizzato in modo evidentissimo il paesaggio italiano. Saperi e competenze che vogliamo sostenere con determinazione, tributando a questi vignaioli il nostro grazie per il lavoro e lo sforzo quotidiani a difesa dei loro vigneti e di una storia che è patrimonio di tutti”.

Piena soddisfazione per il presidente Cervim Roberto Gaudio (nella foto, sopra) che ha lavorato negli anni per questo importante risultato, prima alla Legge 12 dicembre 2016, n. 238 “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino” e poi al Decreto, fino alla firma di oggi dei tre ministri.

Un giorno storico per tutta la viticoltura eroica – commenta Gaudio – perché da oggi sono stabiliti quelli che sono i principi ed i requisiti della viticoltura eroica, grazie ad un Decreto attuativo che potrà dare ancora più forza ad un segmento della viticoltura italiana ed internazionale sempre più importante in termini di appeal e di gradimento dei consumatori, esperti e winelover, e soprattutto per l’importante ruolo che ricopre dal punto di vista paesaggistico ed ambientale”.

“Confidiamo anche che vengano stanziate adeguate risorse per dare forza ed applicazione a questo Decreto – conclude Gaudio – che dovrebbero essere indirizzate proprio al ripristino, al recupero, alla manutenzione e alla salvaguardia dei vigneti eroici che utilizzano perlopiù vitigni autoctoni”.

Soddisfazione anche in Veneto, tra le colline del Soave, primo Paesaggio a essere riconosciuto nel 2015 in questo registro. L’impegno costante del Consorzio ha portato al riconoscimento nel 2018 a Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale da parte della Fao e a progetti innovativi riguardanti la prevenzione dell’erosione del suolo e le Unità Geografiche Aggiuntive.

“Questo decreto – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela del Soave – sancisce il lavoro che portiamo avanti ogni giorno di tutela della viticoltura tradizionale nelle Colline del Soave mozzafiato. Da sempre infatti la tutela delle vigne storiche e della viticoltura tradizionale sono i valori per i quali il Consorzio si è sempre battuto e che sono stati il motore di una parte dell’azione consortile”.

“Vogliamo che Soave non sia solo sinonimo di un vino bianco eccezionale – aggiunge Lorenzoni – ma anche di un territorio di bellezza questo decreto è una pietra miliare poiché riconosce e  tutela quella viticoltura che ha fatto la storia e il pregio del vino italiano”.

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Mondial des vins Extrêmes 2020: aperte le iscrizioni al concorso enologico internazionale dei vini eroici

Sono aperte le iscrizioni per la 28esima edizione del Mondial des vins Extrêmes, l’unica manifestazione enologica mondiale interamente dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche. Le selezioni dei vini, da parte di commissioni composte da enologi e tecnici, sono in programma in Valle d’Aosta dal 16 al 18 luglio, nel rispetto delle attuali norme per il contenimento dell’emergenza sanitaria Coronavirus.

“Seppur in una situazione di emergenza sanitaria – sottolinea il presidente Cervim, Roberto Gaudio – stiamo lavorando per lo svolgimento in sicurezza e nel rispetto delle diverse disposizioni, delle selezioni della 28esima edizione del Mondial des vins Extrêmes. Un concorso che valorizza ed esalta autentiche isole della biodiversità viticola, oltre a salvaguardare dei paesaggi unici. Il Mondial, ha ormai raggiunto una crescita importante in termini di numeri e di visibilità”.

Nell’edizione 2019 sono stati assaggiati e selezionati 920 vini di cui 442 italiani e 478 esteri, provenienti da 339 aziende vitivinicole, di cui 168 italiane e 171 estere. “La crescita costante dei partecipanti e dei vini iscritti al Concorso – aggiunge Gaudio – anno dopo anno, va in parallelo con la grande e crescere qualità dei vini eroici sempre più apprezzati dai winelovers e consumatori in Italia ed a livello internazionale”. Fra le novità dell’edizione 2020 il Premio Speciale VinoFed per il miglior punteggio fra vini Bianchi, Rosati e Rossi.

La particolarità del Mondial des Vins Extrêmes è dovuta principalmente alla varietà dei vini in degustazione, prodotti per lo più da vitigni autoctoni, caratterizzati da terroir unici che segnano indelebilmente i profumi e i sapori e che rendono questo Concorso unico nel panorama dei concorsi enologici mondiali. Questa particolarità richiama l’interesse degli esperti che numerosi ogni anno si candidano per partecipare alle selezioni, che come ogni anno si tengono in Valle d’Aosta nel mese di luglio.

Sono ammessi al Mondial des Vins Extrêmes 2020 soltanto i vini prodotti da uve di vigneti che presentano almeno una delle seguenti difficoltà strutturali permanenti:

  • altitudine superiore ai 500 m s.l.m., ad esclusione dei sistemi viticoli in altopiano;
  • pendenze del terreno superiori al 30%;
  • sistemi viticoli su terrazze o gradoni;
  • viticolture delle piccole isole.

Al termine delle degustazioni viene stilata la lista dei vini selezionati. In base al punteggio acquisito, i premi vengono suddivisi in Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento, oltre a ulteriori premi speciali.

Il “Premio Speciale Cervim 2020” che verrà assegnato all’azienda di ogni Paese (rappresentato da almeno 5 cantine) che ottiene il miglior risultato; il “Gran Premio Cervim” sarà assegnato al vino che ha ottenuto il miglior punteggio assoluto; il Premio “Cervim Eccellenza 2019” verrà attribuito al miglior vino di ogni Paese partecipante con almeno 8 cantine iscritti; il Premio “Cervim Futuro” verrà attribuito all’azienda under 35 anni.

Quindi il Premio “CervimBio”; “Piccole Isole”; “Donna Cervim” ed il Premio “Mondial des Vins Extrêmes 2020” che verrà attribuito alla zona viticola o regione che presenti al Concorso il maggior numero di campioni. Infine è previsto il Premio “Originale” che verrà assegnato al miglior vino prodotto con uve provenienti da vigneti a piede franco.

Il Concorso enologico internazionale è organizzato dal Cervim in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, l’Associazione Viticoltori Valle d’Aosta (Vival VdA) e l’Associazione Italiana Sommelier – Sezione Valle d’Aosta, con il patrocinio dell’O.I.V. (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin). Il concorso autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, fa parte di VinoFed, la Federazione dei Grandi Concorsi enologici, che raggruppa 17 tra i più importanti concorsi internazionali.

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Vini di Andorra verso la Denominazione d’Origine protetta con la spinta del Cervim

Novità nel mondo della viticoltura eroica europea. Al termine del necessario iter burocratico, i vini di Andorra potranno fregiarsi della Denominazione di origine protetta. A confermarlo è Silvia Calvò, ministro all’Ambiente, all’Agricoltura e alla Sostenibilità del micro Principato arroccato sui Pirenei orientali, tra Spagna e Francia.

L’annuncio è avvenuto in occasione dell’incontro con gli esponenti italiani del Cervim, che ha dato nuova linfa al processo di riconoscimento della Denominazione di origine protetta dei vini di Andorra. Un meeting a cui ha preso parte anche il ministro del Turismo di Andorra, Veronica Canals.

Ad Andorra vengono coltivate varie varietà di uva rossa (Cornalin, Mencia, Merlot, Pinot Nero, Pinot Grigio, Semillon e Syrah) e uve bianche (principalmente Chardonnay, Gewürztraminer, Riesling, Viognier e Albariño).

Un viticoltura eroica nel cuore dei Pirenei, con vigneti situati fra gli 850 e i 1.500 metri di altitudine, dove soltanto cinque aziende vitivinicole (quattro situate a Sant Julià de Lòria e una a Ordino) lavorano i 10 ettari di vigneto e producono etichette estreme.

Incontrando il presidente del Cervim, Roberto Gaudio, e il vicepresidente Manuel Capote, gli esponenti del Principato hanno ricordato “l’importanza della viticoltura eroica ad Andorra, in grado di rendere produttivi i terreni in forte altitudine e pendenza, che altrimenti sarebbero abbandonati dall’uomo e comunque non utilizzati”.

L’intenzione del Ministero, è quella di “seguire i regimi di qualità stabiliti dall’Ue in modo che il prodotto del Paese possa essere riconosciuto sia internamente che esternamente”. “Il settore vitivinicolo di Andorra – hanno dichiarato i ministri – apprezza la possibilità di unirsi all’organismo internazionale Cervim per scambiare esperienze e quindi migliorare le tecniche di produzione”.

“Abbiamo illustrato le nostre attività di promozione della viticoltura eroica – sottolinea Gaudio – come del Mondial des Vins Extremes e parlato anche della futura Denominazione di origine per i vini del territorio di Andorra”.

“Siamo andati alla scoperta di tre aziende – precisa il vicepresidente Capote – per conoscere da vicino la viticoltura eroica e i viticoltori eroici di questo paese: Borda Sabatè (nelle foto) e Casa Auvinyà, che si sono già aggiudicate medaglie nell’ultima edizione del Mondial des Vins Extrêmes e Celler Mas Berenguer“.

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Viticoltura eroica: Manifesto del Cervim per vignaioli estremi e biodiversità

Un Manifesto per dare ancora più forza alla viticoltura eroica, ai “vignaioli estremi” che operano in montagna, in zone di forte pendenza e nelle piccole isole, preservando la biodiversità. È il “Manifesto della viticoltura eroica” stilato dal Cervim.

Il documento è stato presentato nelle scorse settimane, in occasione di Vins Extrêmes e sarà protagonista dell’interno 2020 in occasione degli eventi e delle manifestazioni enologiche del Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana.

“Il Manifesto della viticoltura eroica – sottolinea il presidente Cevim, Roberto Gaudio – rappresenta una sintesi propositiva di cosa siano i vigneti estremi e il lavoro quotidiano dei vignaioli, a vantaggio di ambiente, paesaggio e biodiversità”.

“Un Manifesto – continua Gaudio – che è anche un impegno che il mondo del vino si è preso per promuovere questa tipologia di viticoltura e che sarà firmato e condiviso da enti, Consorzi di tutela, singoli produttori e associazioni del vino, mondo della ricerca e professionisti”.

Fra i grandi eventi del Cervim della prima parte dell’anno, il Vinitaly (a Verona dal 19 al 22 aprile) e il VII Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna e in Forte Pendenza, che si terrà a Vila Real, in Portogallo, dal 14 al 16 maggio. Di seguito il testo integrale del manifesto.

La viticoltura eroica è una straordinaria espressione della capacità dell’uomo di dare un futuro sostenibile a persone che operano in territori geografici peculiari e difficili. I vigneti eroici rappresentano un monumento al lavoro dell’uomo e alla conservazione del territorio e devono essere tutelati anche per il loro interesse storico, culturale e soprattutto paesaggistico.

La viticoltura eroica svolge un ruolo fondamentale per la conservazione dell’ambiente in aree delicate e fragili, preservandolo dall’abbandono e dalle aggressioni del cambiamento climatico. Le viti, coltivate in zone eroiche, crescono in ambienti vocati e sono conservatrici di biodiversità varietale, da esse si ottengono vini originali e di elevata qualità organolettica.

La coltivazione delle viti nelle aree eroiche è un’attività fondamentale per il mantenimento dell’agricoltura e della presenza dell’uomo in siti con difficoltà strutturali permanenti, oltre che per un corretto rapporto fra le diverse attività produttive a beneficio dell’economia circolare.

La viticoltura eroica con i suoi paesaggi unici rappresenta un valore aggiunto a vantaggio anche del turismo e delle attività ad esso collegate. La viticoltura eroica deve trovare adeguati riconoscimenti nel quadro di una politica coerente e complessiva in favore dei suoi territori e del loro sviluppo sostenibile.

La produzione dei vini eroici e più onerosa che in altri ambienti. Sul mercato la loro origine deve essere chiaramente riconoscibile e valorizzata attraverso l’utilizzo dell’apposito marchio ‘CERVIM – Viticoltura Eroica’ così da garantire sia la giusta remunerazione al produttore sia la riconoscibilità al consumatore.

I territori interessati dalla viticoltura eroica dovranno avere gli adeguati riconoscimenti internazionali, UNESCO e FAO, oltre a quelli nazionali. Al fine della tutela e promozione della viticoltura eroica l’Istituzione di riferimento a livello internazionale è il CERVIM”.

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Cervim: Vitigni autoctoni nei territori alpini, aromi e sapori unici

 

I vitigni autoctoni nei territori alpini e l’importanza della loro valorizzazione. E’ stato il tema al centro della conferenza che si è svolta a Chambave (Ao) che ha visto la partecipazione del presidente Cervim Roberto Gaudio.

L’incontro organizzato, nell’ambito della 60° edizione Festa dell’uva, ha visto gli interventi di Luca Rolle, dell’Università di Torino, di Mario Majorana, presidente Miva (Moltiplicatori italiani viticoli associati) e Andrè Gerbore, vicepresidente Vival.

“E’ più che mai è necessario mantenere e valorizzare i vigneti in zone estreme come l’arco alpino, caratterizzati da vitigni autoctoni – ha sottolineato il presidente Cervim, Roberto Gaudio – che oltre ad essere fonte di reddito, producono vini di elevatissima qualità e dalle particolari caratteristiche organolettiche. Spesso, infatti, le moderne tecniche agronomiche, legate all’ottimizzazione produttiva, tendono a standardizzare non solo il paesaggio ma anche la diversità di colture e modalità di coltivazione, causando una perdita di quei gusti e sapori che da sempre hanno caratterizzato i vini prodotti in questi contesti. Quelle peculiarità in cui si identificano i produttori e gli abitanti di questi luoghi che, consapevoli della loro importanza, custodiscono gelosamente”.

Partecipazione del presidente Gaudio a Scior del Torcol, la rassegna del vino di Valcamonica, che si tiene nel centro storico di Losine (Brescia). Nei due giorni cantine aperte con più di venti espositori, e con degustazioni guidate dei vini della zona. E’ stata inoltre l’occasione per conoscere questa realtà vitivinicola con visite ad aziende e vigneti della Igt Valle Camonica.

Stefano Celi, del Cda del Cervim, ha invece partecipato ad un evento organizzato dall’Onav di Lecco dove sono stati presentati e degustati vini eroici premiati al Mondial des Vins Extremes, etichette della Lombardia, italiane e straniere che si sono distinte al concorso internazionale dedicato alla viticoltura estrema organizzato dal Cervim.

Un’altra occasione importante per divulgare e fare conoscere le attività del Cervim e i valori della viticoltura eroica.

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Viticoltura eroica, aperte le iscrizioni al 27° Mondial des vins Extremes


AOSTA –
Sono aperte le iscrizioni per la 27esima edizione del “Mondial des vins Extremes”, il Concorso enologico internazionale organizzato dal Cervim – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana. Si tratta dell’unica manifestazione enologica mondiale interamente dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche.

Le selezioni dei vini, da parte di commissioni composte da enologi e tecnici internazionali, avranno luogo in Valle d’Aosta dall’11 al 13 luglio. Le iscrizioni online dei vini sono già aperte, fino al 30 giugno 2019, tramite il sito www.mondialvinsextremes.com. Qui i nostri tre migliori assaggi all’edizione 2018.

“Il Mondial des Vins Extrêmes – sottolinea il presidente Cervim, Roberto Gaudio – alla 27esima edizione è un evento di riferimento nel panorama vitivinicolo internazionale. Un concorso che valorizza ed esalta autentiche isole della biodiversità viticola, oltre a salvaguardare dei paesaggi unici”.

“La crescita costante dei partecipanti e dei vini iscritti al Concorso, anno dopo anno, va in parallelo con la grande e crescere qualità dei vini eroici sempre più apprezzati dai winelovers e consumatori in Italia ed a livello internazionale”, conclude Gaudio.

I VINI IN CONCORSO
Sono ammessi al Mondial des Vins Extrêmes 2019 soltanto i vini prodotti da uve di vigneti che presentano almeno una delle seguenti difficoltà strutturali permanenti: altitudine superiore ai 500 m s.l.m., ad esclusione dei sistemi viticoli in altopiano; – pendenze del terreno superiori al 30%; – sistemi viticoli su terrazze o gradoni; – viticolture delle piccole isole.

La particolarità del Mondial des Vins Extrêmes è dovuta principalmente alla varietà dei vini in degustazione, prodotti per lo più da vitigni autoctoni, caratterizzati da terroir unici che segnano indelebilmente i profumi e i sapori e che rendono questo Concorso unico nel panorama dei concorsi enologici mondiali.

Questa particolarità richiama l’interesse degli esperti che numerosi ogni anno si candidano per partecipare alle selezioni, che come ogni anno si tengono in Valle d’Aosta nel mese di luglio.

LE PREMIAZIONI
Al termine delle degustazioni viene stilata la classifica finale, in base al punteggio acquisito, i premi vengono suddivisi in Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento, oltre a ulteriori premi speciali.

Il “Premio Speciale CERVIM 2019” che verrà assegnato all’azienda di ogni Paese (rappresentato da almeno 5 cantine) che ottiene il miglior risultato; il “Gran Premio CERVIM” sarà assegnato al vino che ha ottenuto il miglior punteggio assoluto; il Premio “CERVIM Eccellenza 2019” verrà attribuito al miglior vino di ogni Paese partecipante con almeno 8 cantine iscritti; il Premio “CERVIM Futuro” verrà attribuito all’azienda under 35 anni.

Quindi il Premio “CERVIM Bio”; “Piccole Isole”; Donna Cervim” ed il Premio “Mondial des Vins Extrêmes 2019” che verrà attribuito alla zona viticola o regione che presenti al Concorso il maggior numero di campioni. Infine è previsto il Premio “Originale” che verrà assegnato al miglior vino prodotto con uve provenienti da vigneti a piede franco.

Il Mondial des Vins Extrêmes è un concorso organizzato dal Cervim in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, l’Associazione Viticoltori Valle d’Aosta (Vival VdA) e l’Associazione Italiana Sommelier – Sezione Valle d’Aosta, con il patrocinio dell’O.I.V. (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).

Il “Mondial” è autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e fa parte di Vinofed, la Federazione dei Grandi Concorsi enologici, che raggruppa 17 tra i più importanti concorsi internazionali.

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CERVIM: con The Wine Lab vignaioli eroici e Università finalmente insieme

Una nuova tappa per il The Wine Lab, il progetto dedicato alla viticoltura eroica, che rappresenta una nuova realtà, per favorire l’incontro fra aziende viticole e mondo della ricerca. Questa volta appuntamento in Ungheria, all’Università della Pannonia (a Veszprém) che ha visto la partecipazione di Valeria Vigna, che segue il progetto per il Cervim. Questo incontro è il secondo appuntamento dell’anno che riunisce tutti i partner del progetto, dopo quello che si è svolto a Drama in Grecia lo scorso mese di maggio

«Il progetto The Wine Lab – sottolinea il presidente Cervim Roberto Gaudiosi è posto vari obiettivi da raggiungere nell’arco dei tre anni della sua durata, tra cui quelli di creare hub, ovvero gruppi di interesse e comunità di apprendimento che coinvolgono produttori di vino, ricercatori, studenti universitari, soggetti pubblici e privati del settore vinicolo; determinare nuove forme di cooperazione tra università e imprese per aumentare le opportunità di formazione (tirocini); mettere a punto meccanismi per la condivisione strutturata delle conoscenze tra ricerca e impresa, definire metodi e strumenti innovativi per sfruttare la conoscenza a livello regionale e collegarlo a quello nazionale ed europeo. La ricerca in viticoltura ricopre sempre più un ruolo determinante in termini di riduzione di fattori di criticità che, in questo particolare tipo di viticoltura con pendenze proibitive e aree difficili, come quelle montane e delle piccole isole, tutt’oggi permangono».

«Il progetto The Wine Lab – spiega Alessio Cavicchi, membro del Comitato Tecnico Scientifico del Cervim, è responsabile del progetto per conto dell’Università di Macerataè arrivato ad oltre la metà della sua durata, e, attraverso la collaborazione fra Università, imprese, associazioni, amministrazione pubbliche e grazie soprattutto all’intervento degli studenti, ha sviluppato una serie di strumenti e metodi per incrementare il livello di dialogo fra centro di ricerca e imprese, e fra centro di ricerca e operatori sul territorio. Tutto questo sta portando risultati tangibili nei quattro paesi partner del progetto (Italia, Ungheria, Grecia e Austria). Il Cervim in tutto questo ha un ruolo fondamentale perché ha la possibilità di coinvolgere, produttori, associazioni e amministrazioni pubbliche nei paesi dove è presente la viticoltura eroica. Quindi il ruolo fondamentale che può avere il Cervim, da adesso in poi, è quello di utilizzare questi strumenti e questi metodi per trasferire e aiutare i piccoli produttori a conoscere quale sia l’innovazione nel settore vitivinicolo dal vigneto fino al calice ed a collaborare con maggiore fiducia con le Università con i centri di ricerca».

La settimana prossima il Cervim sarà presente a Verona per Wine2Wine come animatore dell’evento, ”Viticoltura eroica e biodiversità: la missione del Cervim per la tutela e la promozione dei territori estremi”, che vedrà gli interventi di Diego Tomasi, presidente Comitato Tecnico Scientifico del Cervim, e Stefano Celi, consigliere del Cda del Cervim.

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Cervim, convegno sulla viticoltura eroica il 25 aprile

Un convegno scientifico dedicato alla viticoltura eroica in programma a Lione il 26 aprile 2019, propedeutico al VII congresso internazionale sulla viticoltura di montagna e in forte pendenza del 2020 in Portogallo.

E’ quanto è stato deciso nell’incontro di questi giorni nella città francese tenuto dal Cervim con i rappresentanti del settore vino della Regione Auvergne-Rhône Alpes, nell’ambito anche delle attività di disseminazione del progetto The Wine Lab.

L’evento avrà un prologo il 25 aprile con l’assemblea dei soci Cervim. Il 26 aprile il via ai lavori nella sede Agrapole di Lione con il convegno dal titolo “Come scrivere il futuro della viticoltura eroica europea? Sfide, rischi, opportunità“.

Appuntamento che si svilupperà in tre atelier: il primo sarà dedicato al cambiamento climatico “Sfide possibili per un clima sempre più impossibile”. “In questo caso – spiega il presidente Cervim Roberto Gaudio – saranno analizzate le problematiche legate al cambio del clima, ma anche le nuove opportunità per il settore”.

Mentre nel secondo si parlerà, delle possibilità di conservazione del paesaggio viticolo eroico, con gli elementi identitari dei territori viticoli europei ed i rischi che ne possono derivare dall’abbandono. Nella terzo si affronterà invece la gestione del vigneto eroico tenendo conto delle sfide legate all’impatto ambientale.

“Al termine – aggiunge Gaudio – verranno redatte le linee guida della viticoltura eroica da presentare ad ogni Stato dell’Unione dove è presente la viticoltura eroica e da recepirsi nei singoli Piani di Sviluppo Nazionale e nei relativi Piani di Sviluppo Regionale”.

Linee guida che saranno poi inviate al competente ufficio della Commissione Europea. Il 27 aprile invece si svolgerà la visita a due realtà produttive espressione della viticoltura eroica del Rhône-Alpes.

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CERVIM: Viticoltura eroica e ricerca più vicini con il nuovo progetto The WineLab

Un incontro tecnico-operativo per fare il punto su alcune peculiarità della viticoltura in aree difficili come quelle montane, a forte pendenza e delle isole. E’ quanto si è tenuto a Marina di Massa (Villa Cuturi) durante l’incontro “Viticoltura eroica: opportunità, sviluppo e ricerca” organizzato da Cervim, Centro di ricerca per la valorizzazione della viticoltura montana e Consorzio produttori del Candia.

L’incontro è stato quindi l’occasione per presentare il progetto “The WineLab” che ha come capofila l’Università di Macerata e di cui sono partners, tra gli altri, l’Azienda Scurtarola ed il Cervim e presentare l’HUB Toscana-WineLab, specificamente dedicato alla viticoltura eroica, che rappresenta una nuova realtà, in Toscana, per favorire l’incontro fra aziende viticole e ricerca. In campo vitivinicolo, le aziende di piccole dimensioni devono far fronte anche a problemi legati al territorio (vigneti di piccole dimensioni, spesso non contigui o disposti su terrazzamenti), un numero elevato di ore di manodopera (da 800 a 1600 ore/ha/anno) e una frammentazione ampelografica con maggiore presenza di vitigni autoctoni in piccole quantità.

Il progetto The Wine Lab si è posto vari obiettivi da raggiungere nell’arco dei tre anni della sua durata, tra cui: creare hub, ovvero gruppi di interesse e comunità di apprendimento che coinvolgono produttori di vino, ricercatori, studenti universitari, soggetti pubblici e privati del settore vinicolo; determinare nuove forme di cooperazione tra università e imprese per aumentare le opportunità di formazione (tirocini); mettere a punto meccanismi per la condivisione strutturata delle conoscenze tra ricerca e impresa, definire metodi e strumenti innovativi per sfruttare la conoscenza a livello regionale e collegarlo a quello nazionale ed europeo.

«Occasioni di confronto come questa – ha detto il presidente Cervim Roberto Gaudio – sono sempre importanti perché consentono di mettere di fronte i protagonisti della viticoltura eroica come i produttori con tecnici, amministratori e il mondo scientifico. La ricerca in viticoltura, infatti, ricopre sempre più un ruolo determinante in termini di riduzione di fattori di criticità che, in questo particolare tipo di viticoltura con pendenze proibitive e aree difficili come quelle montane e delle piccole isole, tutt’oggi permangono».

All’incontro hanno preso parte tutti i portatori di interesse quali amministratori locali, dirigenti regionali, viticoltori e ricercatori della Toscana e delle Cinque Terre. Nell’occasione è intervenuto anche Paolo Storchi, direttore dell’unità di Ricerca per la Viticultura del CREA di Arezzo, che si è soffermato sulle valutazioni sulla gestione alternativa nella difesa della vite e Maria Pia Maraghini dell’Università di Siena. Molto apprezzato è stato l’intervento del Sindaco di Massa, Francesco Persiani, sia per la disponibilità che per gli impegni assunti.

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Cervim: paesaggio e viticoltura estrema, binomio imprescindibile

AOSTA – Si è svolto ieri a Roma il convegno “Paesaggi del vino. Valori, esperienze rischi ed opportunità” organizzato dal Coordinamento di Associazioni tecnico-scientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio e dalla Società Geografica Italiana.

Durante la tavola rotonda dedicata alla “Conservazione e valorizzazione integrate di vini, terroir e paesaggi associati: quali strumenti?” il Presidente del Cervim Roberto Gaudio è intervenuto sul rapporto fra viticoltura estrema e paesaggio.

“La viticoltura di montagna e delle piccole isole – ha sottolineato il presidente del Cervim – nonostante costituisca a livello mondiale solo il 5% della viticoltura, in realtà è portavoce dell’eccellenza del fare il vino e della sua qualità. Le ragioni di ciò vanno ricercate nei valori estremi del clima, nella particolare conformazione dei suoli, nell’unicità dei vitigni, nell’irripetibilità del terroir, nelle tecniche enologiche e viticole. Inoltre, la non trasferibilità di questi paesaggi, quindi, li caratterizza con valori culturali, identitari e di attrattiva economica e turistica, in quanto custodi del territorio e del paesaggio”.

“La ricerca e il mantenimento di nicchie come i vini eroici – ha aggiunto Gaudio -, è sicuramente la strada da percorrere nel prossimo futuro, per ottenere prodotti dall’elevata qualità ed espressione della tipicità dei luoghi di produzione. In questa direzione sono auspicabili idonee politiche in campo agrario capaci di incentivare i viticoltori e le nuove generazioni a mantenere e, laddove ce ne sia bisogno, a recuperare i vigneti terrazzati. Solo così – ha concluso Gaudio – si potrà continuare a garantire il mantenimento di questa forma di viticoltura eroica, identità storica e sociale di una comunità che, attraverso il suo vino, può raccontare se stessa ed il proprio paesaggio”.

Paesaggio e viticoltura eroica dunque, binomio sempre più imprescindibile del quale si riparlerà anche oggi al Castello di Riomaggiore durante il convegno organizzato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre ed dal Segretariato Regionale MiBAC Liguria “Sito UNESCO Portovenere Cinque Terre Isole: Agricoltura, paesaggio e territorio”.

Domenica 28 ottobre invece il presidente del Comitato tecnico-scientifico del Cervim, Diego Tomasi, parteciperà al workshop dal titolo “Esperienza estrema: la montagna ed il Durello: quando guardare in alto non è mai sbagliato” nell’ambito dell’edizione 2018 di Durello & Friends 2018, l’evento dedicato alle bollicine di Verona e Vicenza, in programma a Vicenza, a Villa Bonin, da oggi fino al 28 ottobre.

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Mondial des vins Extremes: al via le selezioni a cura dei sommelier Ais Valle d’Aosta

SARRE – Altitudine superiore ai 500 metri, pendenze del terreno superiori al 30%, allevamento della vite su terrazze o gradoni, oppure in piccole isole. Devono presentare almeno una di queste caratteristiche i vini ammessi alla 26a edizione del Mondial des vins Extremes.

Le selezioni dei vini, a cura di un gruppo di sommelier dell’Associazione italiana sommelier (Ais), avranno luogo a Sarre, in Valle d’Aosta, dal 12 al 14 luglio 2018. In degustazione 720 vini provenienti da 277 aziende di 19 Paesi vitivinicoli eroici di tutto il mondo.

Il Concorso enologico internazionale dedicato alla viticoltura eroica è organizzato dal Cervim, il Centro di Ricerca e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura della Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Vival (Associazione Viticoltori Valle d’Aosta) e la sezione Ais Valle d’Aosta, con il patrocinio dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) di VINOFED (Federazione Internazionale dei Grandi Concorsi enologici), e la relativa autorizzazione del Ministero alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

LE NOVITA’
Tra i Paesi novità di questa edizione 2018 Cile, Capo verde, Israele, Macedonia, Slovacchia e Polonia ma anche alcuni graditi ritorni come Libano e Kazakistan. 
Il Mondial des Vins Extremes è l’unica manifestazione enologica dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche.

“La varietà dei vini in degustazione – commenta il presidente Cervim, Roberto Gaudio – sono principalmente prodotti da vitigni autoctoni e caratterizzati da terroir unici segnano indelebilmente i profumi e i sapori e che rendono questo Concorso unico nel panorama dei concorsi enologici mondiali”.

Al termine delle degustazioni viene stilata la classifica finale. In base al punteggio acquisito, i premi vengono suddivisi in Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento, oltre a ulteriori premi speciali destinati al miglior vino e alla miglior cantina per Paese partecipante.

E ancora: il miglior vino in assoluto, il miglior vino biologico e biodinamico, il miglior Giovane produttore (al di sotto dei 35 anni), la miglior Donna produttrice e infine uno destinato alla Regione viticola partecipante con il maggior numero di vini.

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Enovitis Extrême, tecnologie per la viticoltura eroica: prima edizione in Valle d’Aosta

Si svolgerà il 19 luglio a Quart, in Valle d’Aosta, la prima edizione di Enovitis Extrême, incentrata sulle tecnologie per la viticoltura di montagna. L’evento è organizzato dall’Unione Italiana Vini in collaborazione con il Centro di ricerca per la viticoltura di montagna (Cervim), il supporto dell’Associazione dei viticoltori della Valle d’Aosta (Vival) e il patrocinio dalla Regione autonoma Valle d’Aosta.

A ospitare l’evento sarà la storica Società Agricola Grosjean all’interno nel vigneto “Rovettaz”. La manifestazione Enovitis in Campo, già collaudata a livello nazionale, andrà così incontro alle esigenze della frangia “eroica” della viticoltura. Presentando in una regione “simbolo” come la Valle d’Aosta le tecnologie più avanzate in ambito vitivinicolo e le diverse soluzioni per facilitare la coltivazione in condizioni estreme.

Alle prove sul campo e alle dimostrazioni con attrezzature e macchinari specifici sarà affianca una tavola rotonda sul tema della tutela, valorizzazione e commercializzazione del settore vitivinicolo.

L’INIZIATIVA
“Con Enovitis Extrême – spiega Ernesto Abbona, presidente di Unione Italina Vini – la viticoltura di montagna trova la sua vetrina con un appuntamento dedicato alla scoperta dei macchinari, delle innovazioni e delle soluzioni migliori per lavorare in quei territori”.

La manifestazione vuole essere anche un luogo dove confrontarsi sui problemi e sulle prospettive di questa nicchia produttiva di grande valore. “Ma anche un’occasione per lanciare un messaggio culturale alla politica, alle istituzioni e ai mercati – aggiunge Abbona – sulla necessità di salvaguardare e sostenere questo settore della viticoltura”.

Esprimono soddisfazione anche Roberto Gaudio, presidente Cervim e Stefano Celi, presidente di Vival, “per un evento capace di unire gli aspetti di ricerca, innovazione e divulgazione, con un’attenzione particolare alle aziende”.

“Abbiamo accolto con piacere la richiesta di collaborazione di Unione Italiana Vini all’iniziativa Enovitis Extrême – dichiara l’assessore all’Agricoltura e ambiente della Valle d’Aosta, Elso Gerandin – che si pone l’obiettivo di valorizzare la pratica della viticoltura eroica, che sul nostro territorio ha un valore culturale e sociale, oltre che economico”.

Grande soddisfazione anche per il Comune di Quart, che accoglie sul proprio territorio l’evento. “Un territorio – ha ricordato Massimiliano Lale Demoz, vicesindaco del paese di 4 mila anime – che ha saputo mantenere, nonostante la vicinanza alla città di Aosta, una vocazione prettamente agricola, come testimoniano i numerosi vigneti e le numerose e importanti realtà imprenditoriali presenti in loco”.

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Valle d’Aosta: a Vinitaly con Vival

Sarà eroica, come la sua viticoltura, la partecipazione della Valle d’Aosta a Vinitaly 2018. Le gelate di fine inverno 2017 hanno infatti seriamente compromesso una produzione delicata quanto preziosa, tra le più particolari del panorama vitivinicolo italiano: vini ottenuti da vigne allevate in situazioni estreme in cui si coltiva un patrimonio pressoché unico di vitigni autoctoni. Sono infatti 13 le uve valdostane che, assieme ad alcuni tra i più prestigiosi vitigni internazionali, danno vita ogni anno ad una produzione realmente senza paragoni.
“Le avverse condizioni meteorologiche, spiega Stefano Celi, presidente di Vival (Associazione dei viticoltori della Valle d’Aosta), hanno messo a dura prova la capacità, l’energia e le risorse dei viticoltori valdostani che però, pur dovendo fronteggiare una contrazione di quasi il 70% della produzione complessiva (mediamente pari a circa 2 milioni di bottiglie), hanno voluto e saputo onorare la tradizione che da sempre vede la nostra Regione tra i protagonisti della principale manifestazione italiana del settore”.

“Anche in questa edizione del Vinitaly il Cervim sarà ospite, con uno spazio istituzionale, nel padiglione della Valle d’Aosta – spiega il presidente  Roberto Gaudio. Come per gli anni passati la nostra presenza è improntata alla presentazione dell’edizione n. 26 del Mondial des Vins Extrêmes, l’unico concorso enologico mondiale riservato ai vini prodotti da viticoltura eroica. Sarà inoltre l’occasione per presentare la prima edizione di Enovitis Extrême, manifestazione dedicata alle tecnologie per la coltivazione dei vigneti eroici in alta quota, organizzata da Unione Italiana Vini in collaborazione con Cervim, il supporto di Vival e patrocinata dalla Regione Valle d’Aosta. L’evento avrà luogo il prossimo 19 luglio presso l’Azienda Agricola Grosjean Vins di Quart (AO).”Saranno 19 le realtà valdostane presenti a Verona (Padiglione 12, stand A3, B3, C3) e, come sempre, offriranno agli operatori del settore e agli appassionati un’ampia panoramica di un’annata sfortunata dal punto di vista del tempo, ma non per questo povera di importanti novità.

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Forum Agricoltura di montagna: Cervim in prima linea

ROMA – L’agricoltura di montagna ha un ruolo fondamentale per la corretta gestione del paesaggio, la conservazione della biodiversità, il sostegno all’economia locale e il contrasto all’abbandono.

Di questo si è parlato al “Forum agricoltura di montagna. Prospettive e sfide per il 2020” che si è svolto a Roma e ha visto l’intervento del presidente Cervim, Roberto Gaudio.

Un tema affrontato nella prima sessione “Prodotti e filiere di montagna, diversificazione e reddito: opportunità per accrescere la competitività e la resilienza dei sistemi montani”.

All’evento hanno preso parte tra gli altri il Vice Ministro all’Agricoltura, Andrea Olivero, il Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Luca Sani ed il Presidente nazionale dell’UNCEM, Enrico BorghiIl Forum ha rappresentato un’occasione di confronto e il luogo di condivisione delle proposte per la valorizzazione e lo sviluppo duraturo delle aree montane.

Oltre a presentare l’esperienza e le attività del Cervim – sottolinea Gaudio – è stata anche l’occasione per evidenziare, ancora una volta, come la viticoltura eroica rappresenti un valore aggiunto essenziale nellìeconomia di questi territori e come i legislatori, a tutti i livelli, debbano mettere in condizione i viticoltori di lavorare al meglio garantendo così una continuità operativa alle aziende presenti e favorendo l’insediamento di nuove giovani realtà”.

A Milano, il presidente Cervim ha poi preso parte ad un workshop all’interno dell’evento CIME. Nell’ambito di Italian Mountain Lab, una​ ​piattaforma​ ​diffusa​ ​e​ ​partecipata​ ​per​ ​la​ ​ricerca​ ​e​ ​lo sviluppo​ ​delle​ ​montagne​ ​italiane​ ​nel​ ​contesto​ ​europeo.

Gaudio è intervenuto all’incontro delle Reti​ ​nazionali​ ​per​ ​le​ ​montagne, “In​ ​movimento​ ​tra​ ​reti​ ​e​ ​​network​ ​nazionali​ ​per​ ​la​ ​ricerca​ ​e​ ​lo​ ​sviluppo​ ​della  montagna​ ​in​ ​Italia:​ ​valori,​ ​visione,​ ​​mission ,​ ​geografia,​ ​strategie​ ​e​ ​​community ​di riferimento”.

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Vins Extrêmes 2017: al forte di Bard i vini da viticoltura eroica

Il meglio dei vini d’alta quota, ottenuti dalla viticoltura eroica sarà protagonista, sabato 25 e domenica 26 novembre prossimi, di Vins Extrêmes 2017, che avrà luogo nella spettacolare cornice del Forte di Bard (Aosta).

La manifestazione è organizzata dal Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, insieme a Vival (Associazione Viticoltori Valle d’Aosta), Associazione Forte di Bard e Cervim (Centro Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura Montana).

“Con grande soddisfazione” commenta Alessandro Nogara, assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta “presentiamo questa seconda edizione della manifestazione, dedicata alla viticoltura eroica: l’obiettivo è quello di valorizzare le produzioni locali della regione inserendole in un circuito di carattere nazionale e internazionale, con un evento fortemente sostenuto dall’Amministrazione regionale, ponendo al centro del dibattito la viticoltura di montagna.

Vins Extrêmes è per noi una grande occasione” prosegue Nogara “per rinsaldare la rete instaurata, anche grazie a Vival e Cervim, con le altre realtà vitivinicole eroiche e per rilanciare il ruolo che la viticoltura e l’intero comparto hanno per la storia agricola della Valle d’Aosta, in termini di professionalità e competenze. Nei due giorni di Vins Extrêmes, il visitatore avrà modo di conoscere i vini di alta quota (che si potranno acquistare), anche attraverso momenti di approfondimento, dibattiti e degustazioni”.

“Vins Extrêmes sarà anche l’occasione per la premiazione del XXV Concorso Internazionale Mondial des Vins Extrêmes” spiega Roberto Gaudio, presidente Cervim “al quale hanno partecipato quest’anno 740 vini di 306 aziende, provenienti da 15 paesi di tutto il mondo, da Madeira alla Georgia, dalla Palestina all’Argentina. I vini premiati saranno 220 (in degustazione). Si tratta di un Concorso unico al mondo, specificamente dedicato a vini prodotti in contesti particolari, definiti per l’appunto eroici: vigneti allevati ad almeno 500 metri di altitudine, oppure situati su terreni con una pendenza pari o superiore al 30% o su terrazzamenti,  o, infine, quelli delle piccole isole.”

“Vins Extrêmes” conclude Stefano Celi, presidente Vival “è un momento importante di promozione, confronto e incontro tra diverse realtà della viticoltura eroica italiana ed europea, espressione di territori difficili, in grado di regalarci paesaggi unici, così come i vini che vi vengono prodotti”.

Oltre che dalla Valle d’Aosta, le aziende espositrici – in totale oltre 60 – provengono da numerose regioni italiane (Abruzzo, Campania, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Sardegna, Sicilia, Veneto) e da diversi paesi esteri: Francia, Germania, Spagna e Palestina.

Hanno collaborato alla organizzazione di Vins Extrêmes: Institut Agricole Régional, La Chambre Valdôtaine des Entreprises et des Activités Libérales, Onav, Fisar, Ais, Associazione Città del Vino, Slow Food, Movimento Turismo del Vino, Assessorato Regionale Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, ADAVA (Associazione Albergatori).

L’ingresso alla manifestazione prevede l’acquisto di un bicchiere da degustazione, con pochette, disponibili esclusivamente in loco. Il costo di partecipazione è di € 20,00 (per una giornata) o € 30,00 (per le due giornate); per soci AIS, FISAR, ONAV, Slow Food è il costo sarà, rispettivamente, di € 15,00 e € 25,00 (presentando all’ingresso la tessera valida per l’anno in corso).

Il bicchiere dà diritto agli assaggi dei vini delle aziende partecipanti e dei vini vincitori del Mondial des Vins Extrêmes. Laboratori e degustazioni (a numero chiuso) costano €15,00 ciascuno e devono essere prenotati al link https://www.eventbrite.com/e/vins-extremes-tickets-39550208739.

Nella tariffa di ingresso all’evento è compreso il biglietto omaggio alla mostra “Da Raffaello a Balla” e il biglietto ridotto a tutti gli spazi espositivi del Forte di Bard. Sarà attivato un servizio navetta gratuito dalle 9.00 alle 19.00 da/per i parcheggi a Bard, lungo la statale 26: Viadotto, Centrale Cva, San Giovanni, Liéron. A Hône saranno disponibili cinque aree nel centro abitato, a distanza pedonale dal Forte di Bard.

PROGRAMMA

Sabato 25 novembre

h.10.00           Inaugurazione
h.11.00           Tavola rotonda: “La viticoltura eroica: patrimonio di terre e culture da tutelare e valorizzare come unicità nell’era della globalizzazione”
h.14.00           Degustazione guidata: “Valle d’Aosta e Vallese: approfondimento di due terroir a confronto” (AIS Valle d’Aosta)
h.15.00           Tavola rotonda: “Vini eroici e innovazione: un connubio possibile”. Interverranno: Daniele Domeneghetti, ricercatore Institut Agricole Régional “Vini integri, longevi e senza conservanti. Prime esperienze di vinificazione presso la cantina sperimentale J. Vaudan”. Sabina Valentini, ricercatrice Institut Agricole Régional. “Enoliti: il benessere del vino”, Roberto Cipresso, Winecircus: “La viticoltura estrema e l’enologia a essa applicata”. Moderatore: prof. Vincenzo Gerbi, Università di Torino
h.15.45           Laboratorio del gusto: “Tradizione e semplicità: formaggi e patate della Valle d’Aosta” (Slow Food e FISAR)
h.17.30           Degustazione guidata: “Dolci tentazioni: i vini passiti” (AIS Valle d’Aosta)
h.17.45           Presentazione Guida “Vinibuoni d’Italia”. Premiazione produttori valdostani che hanno ottenuto il riconoscimento della Corona e delle Golden Star
h.19.00           Chiusura giornata

Domenica 26 novembre
h.10.00           Apertura al pubblico della manifestazione
h.11.15           Degustazione guidata: “Paesaggi estremi: i vini delle piccole isole” (AIS Valle d’Aosta)
h.11.30           Premiazione XXV Concorso Mondial des Vins Extrêmes CERVIM
h.14.00           Laboratorio del Gusto: “Sul tagliere tradizioni antiche: salumi e insaccati valdostani” (Slow Food e FISAR)
h.15.00           Tavola rotonda: “Vino, turismo e comunicazione”
Intervengono: Carlo Pietrasanta, presidente nazionale Movimento Turismo del Vino: “Il turismo come strumento di valorizzazione dei vini, l’accoglienza in cantina come comunicazione”. Floriano Zambon, presidente nazionale Associazione Città del Vino: “Il ruolo dei Comuni nella tutela del paesaggio vitivinicolo e nelle forme di turismo a esso collegate”. Katia Laura Sidali, docente di Economia del Turismo, Libera Università di Bolzano: “Buone pratiche di marketing contro l’analfabetismo enogastronomico”. Magda Antonioli Corigliano, direttore Master in Economia del Turismo, Università Bocconi di Milano: “Enogastronomia e turismo: come si declinano oggi”. Cristina Santini, Facoltà di Agraria, Università San Raffaele Roma: “Innovazione ed educazione imprenditoriale, il progetto Wine Lab”. Svetlana Trushnikova, Blogger e Managing Director 5Sensi Consulting & Communication: “Turismo e Web, opportunità di promozione e marketing verso l’estero”. Moderatrice: Iole Piscolla responsabile Area Eenoturismo e Comunicazione Associazione Città del Vino.
h.15.45           Degustazione guidata: “Il fascino senza tempo di Porto, Madeira e Banyuls” (AIS Valle d’Aosta)
h.17.30           Laboratorio del Gusto: “Pan ner, flantse, mecoulin e micooula: la riscoperta dei prodotti da forno” (Slow Food e FISAR)
h.18.30           Chiusura della manifestazione

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Master Oiv in marketing del vino

Cervim protagonista in occasione del Master in marketing del vino organizzato da OIV, Organizzazione internazionale della vite del vino. Un master che si svolge da trenta anni e che da dieci vede la collaborazione del Cervim, ente istituito già con gli auspici dello stesso OIV.

La durata del master è di diciotto mesi, ed è riservato a partecipanti, quest’anno diciassette, provenienti da tutta Europa, ma anche da Cina e Usa, che hanno l’opportunità di conoscere tutto il mondo enologico e vitivinicolo. Mondo enologico che vede in primo piano anche la viticoltura eroica tutelata e promossa da Cervim.

Nella prima delle due giornate valdostane il gruppo è stato ricevuto all’Institut Agricole Régional della Val d’Aosta dove si sono susseguiti gli interventi di Roberto Gaudio, quindi di Odoardo Zecca, responsabile ricerca settore viticolo dello IAR e di Daniele Domenichetti, settore enologia dello stesso istituto; di Stefano Celi, presidente Associazione Viticoltori della Valle d’Aosta e François Murisier, nel recente passato Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico del Cervim, ma anche vice presidente anziano OIV.

A seguire, e nella seconda giornata, i partecipanti del master hanno visitato cinque aziende ‘eroiche’ valdostane. La Valle d’Aosta è stata una tappa della parentesi ‘eroica’ del master fra la Svizzera, Laveaux e Canton Vallese, e poi la Savoia in Francia.

“Si tratta di un master di specializzazione molto importante – sottolinea il presidente Cervim, Roberto Gaudio – dove i partecipanti, per lo più giovani, hanno la possibilità di visitare ben venticinque paesi produttori e di formarsi come professionisti altamente specializzati. Siamo lieti di poter collaborare con OIV e di poter far conoscere la realtà della viticoltura eroica in cui opera il Cervim, una tipologia di produzione enologica particolare e di grande interesse”.

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Vigne eroiche: Cervim diventa osservatore Uniscape

Il Cervim è entrato a far parte con lo status di Osservatore in Uniscape, il network delle Università europee per l’applicazione della convenzione del paesaggio siglata a Firenze nel 2000.

Ad annunciarlo è direttamente il presidente di Uniscape Juan Manuel Palerm, che si dice convinto per una positiva e concreta collaborazione sulle tematiche paesaggistiche con il Cervim.

Una collaborazione fra Cervim ed Uniscape avviata già nei mesi scorsi: il presidente Palerm aveva fra l’altro partecipato al sesto Congresso internazionale sulla viticoltura di montagna e in forte pendenza che si è svolto a Conegliano (Tv), organizzato da Cervim con il patrocinio dello stesso Uniscape.

Il Cervim ormai da molti anni, nell’ambito delle proprie attività, ha messo al centro la valenza paesaggistica della viticoltura eroica, organizzando sul tema momenti di confronto ed approfondimento attraverso convegni e workshop.

L’ultimo riconoscimento all’attività svolta dal Cervim si aggiunge a quello in ambito normativo, rappresentato dai Decreti Mipaaf del 2012, 2013 e 2017, in cui viene riconosciuto un finanziamento maggiore per la ristrutturazione e riqualificazione dei vigneti situati in aree ad alta valenza paesaggistica, definiti con i parametri  della viticoltura eroica.

Il presidente Roberto Gaudio aveva partecipato nel mese di giugno all’Assemblea Generale di Uniscape, a Copenaghen, con un intervento incentrato sui valori del paesaggio viticolo eroico, e i suoi legami con il turismo e l’economia locale.

“Questo riconoscimento – commenta Gaudio – potrà rappresentare un ulteriore supporto tecnico-scientifico per sostenere le future istanze che saranno presentate ai decisori nazionali ed europei. Uno degli obiettivi dei prossimi mesi sarà, anche quello, quello di promuovere un Osservatorio del paesaggio a livello europeo, quale strumento per la sensibilizzazione sui valori identitari e la tutela del paesaggio vitivinicolo delle aree eroiche”.

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Vitigni autoctoni e vigneti eroici: gli alleati dei territori terrazzati

La viticoltura eroica e i paesaggi terrazzati sono stati il tema al centro del convegno che si è tenuto a Carema (To), in occasione della festa della 65esima Festa dell’uva e del vino. Proprio il “caso Carema”, tipico esempio di paesaggio terrazzato e di viticoltura eroica è stato oggetto di approfondimento da parte di esperti ed addetti ai lavori che sono intervenuti.

“E’ più che mai necessario – ha sottolineato Roberto Gaudio, presidente Cervim – mantenere i vigneti caratterizzati da vitigni autoctoni, che oltre ad essere fonte di reddito, producono vini di elevatissima qualità e dalle tipiche caratteristiche organolettiche. La ricerca e il mantenimento di questi prodotti di nicchia è sicuramente la strada da percorrere nel prossimo futuro, per ottenere prodotti dall’elevata qualità ed espressione della tipicità dei luoghi di produzione.

E’ opportuno incentivare i viticoltori e le nuove generazioni a mantenere e, laddove ce ne sia bisogno, a recuperare questi vigneti terrazzati. In questo senso la recente legge quadro sul vino, che prevede un articolo dedicato alla viticoltura eroica, rappresenta un grande passo in avanti. Solo così – ha aggiunto Gaudio – si potrà continuare a garantire il mantenimento di questa forma di viticoltura eroica, identità storica e sociale di una comunità che, attraverso il suo vino, può raccontare se stessa ed il proprio paesaggio.”

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Sostenibilità e produzione integrata: prospettive per la viticoltura di montagna

Il convegno, organizzato da Cciaa, Cervim e Consorzio tutela vini del Trentino, si è tenuto questa mattina presso la sede della Camera di commercio di Trento.

Il Trentino conta 10.200 ettari di vigneto, coltivati da 7.600 viticoltori con una produzione che raggiunge circa 1,3 milioni di quintali annui, pari all’1,3% della produzione viticola nazionale. Come ha sottolineato Maurizio Bottura, ricercatore della Fondazione Edmund Mach, nel corso del convegno su sostenibilità e produzione integrata tenutosi in mattinata presso la sede della Cciaa di Trento, “con questi piccoli numeri, per rendersi riconoscibili, è necessario puntare sulla qualità”. Oggi però il concetto di qualità è estremamente poliedrico e non può non tenere in considerazione quello di sostenibilità. “Anzi – ha proseguito Bottura – la sostenibilità è un prerequisito per poter stare sul mercato”. Anche se non esiste una definizione univoca di “sostenibilità”, essa può essere sinteticamente definita come quell’insieme di pratiche che attingono alle risorse dell’ambiente facendo attenzione a non comprometterne la godibilità per le generazioni future.

Ma che cosa sta facendo la viticoltura trentina in questo ambito? Bottura ha evidenziato l’impegno profuso fin dagli anni ‘90 nel campo della riduzione degli impatti ambientali mediante protocolli di autodisciplina delle tecniche colturali, volti – fra l’altro – a limitare l’uso dei fitofarmaci e ad applicare sistemi di controllo miranti a garantire la sicurezza del prodotto finale e la tutela della salute degli operatori. Oggi i due sistemi produttivi prevalenti nella viticoltura trentina sono quello della produzione integrata e quello della produzione biologica. Mentre nel 1992 erano solo 12, oggi gli ettari a produzione biologica, effettivamente certificati in Trentino, sono 850. “Tuttavia – ha argomentato Bottura – non sarà mai possibile arrivare al trattamento-zero perché non esistono al momento procedimenti agricoli risolutivi nella lotta contro funghi e microrganismi che infestano gli impianti”.

In rappresentanza di Equalitas, società nata dalla volontà di produttori ed istituzioni del settore vitivinicolo nazionale allo scopo di misurare e certificare l’impegno per la sostenibilità del comparto, la dott.ssa Maria Chiara Ferrarese ha richiamato i requisiti sociali, ambientali ed economici di un sistema agricolo sostenibile: non solo aspetti colturali, ma anche processi di organizzazione aziendale che non possono prescindere dall’adozione di buone pratiche di gestione, dalla trasparenza di bilancio, dalla coerenza fra comunicazione, attività ed investimenti.

Ad affrontare il tema della sostenibilità come elemento fondamentale di una viticoltura che valorizza l’ambiente, è stato il senatore Franco Panizza, relatore della legge che disciplina la coltivazione della vite e la produzione ed il commercio del vino, approvata ieri dal Parlamento. Ha ricordato Panizza che l’articolo 1 della norma riconosce il vino, la vite e i territori vitati quali componenti fondamentali del patrimonio culturale italiano. Il tema del rapporto fra coltura della vite e cultura del vino è stato più volte sottolineato anche dal giornalista RAI, Nereo Pederzolli, che ha moderato il dibattito.

Dopo le relazioni della dott.ssa Barbara de Nardi di CREA sui riscontri offerti dalle nuove varietà viticole “resistenti” e della dott.ssa Francesca Ceola sul sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI), che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali (riconosciuto a livello comunitario dal Reg. Ce 1974/2006), il convegno si è concluso con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione del segretario generale della Cciaa di Trento, dott. Mauro Leveghi, del direttore del Consorzio tutela vini del Trentino, dott. Graziano Molon, del dott. Renato Martinelli della Provincia autonoma di Trento (Servizio Agricoltura) e del dott. Roberto Gaudio, presidente del Cervim. Il dibattito ha messo in evidenza come nelle zone di montagna la questione della sostenibilità implichi aspetti economici, tecnici ed ambientali che ne fanno una sfida ancor più complessa, ma irrinunciabile per poter garantire ai territori un futuro sul piano della fruibilità delle risorse naturali e quindi anche agricole, paesaggistiche e turistiche.

Hanno portato il proprio saluto al convegno anche l’assessore alle politiche economiche ed agricole del Comune di Trento, Roberto Stanchina, ed il senatore trentino Sergio Divina.

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