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degustati da noi vini#02

Irpinia Falanghina Doc 2019 “Via del campo”, Quintodecimo

Irpinia Falanghina Doc 2019 "Via del campo", Quintodecimo

Una cantina che non ha bisogno di presentazioni. l’Irpinia Falanghina Doc 2019Via del campo” di  Quintodecimo è un cru ottenuto con le uve provenienti da una vigna di Falanghina che si trova a Mirabella Eclano. Un vino espressione del territorio presente nella Guida Top 100 vini italiani 2022 di Winemag.it.

Giallo paglierino. Naso floreale e delicato sui fiori di campo, che vira presto sull’opulenza fruttata degli agrumi e di un tropicale netto (ananas in particolare). Ci si innamora di questo nettare per la tensione elettrica che riesce a trasmetterne il sorso.

In grado di ridefinire i contorni della Falanghina quale vino perfetto per un affinamento medio-lungo. Pregevoli anche i ritorni salini che fanno da sfondo, anzi da trama, a un profilo già di per sé completo, stuzzicando una polpa materica, di precisione maniacale. Un bianco frutto di un singolo cru, ma con l’intera Campania dentro.

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degustati da noi vini#02

Irpinia Doc Greco di Tufo 2019 Giallo d’Arles, Quintodecimo

Non occorre essere super esperti di storia dell’arte per comprendere il senso del nome affibbiato da Luigi Moio al suo Greco di Tufo, frutto di un cru del comune di Tufo (Avellino), in Irpinia. Il “giallo cromo” è il colore che incanta Van Gogh ad Arles, tanto da ingerirlo dal tubetto per “portare dentro la felicità” che riusciva a trasmettergli.

Sempre ad Arles, Van Gogh dipinse uno dei pochi quadri che sia mai riuscito a vendere: “La vigna rossa”, in cui il giallo cromo del sole e del cielo si tuffa nel rosso-arancio e ramato delle foglie della vite. Ebbene, non è forse il Greco di Tufo, per certi versi, un “rosso travestito da bianco”?

IL GIALLO D’ARLES SECONDO QUINTODECIMO

Quello di Quintodecimo racconta bene il concetto. Si presenta sì d’un giallo paglierino acceso, ma al naso rivela tinte agrumate che virano più sulla sanguinella e sul mandarino che sul cedro e il bergamotto. Poi, un’esplosione di fiori di campo e di verde pregiatissimo, da macchia mediterranea.

In bocca, la vena minerale marcata fa da spalla – anzi, da spina dorsale – alla generosa ampiezza del frutto maturo. Da “rosso” è anche la tinta asciutta di un sorso che fa a meno dei tannini ma sfrutta freschezza e dinamicità verticale, per tendere la beva come un arco.

Vino, questo Greco di Tufo 2019 Giallo d’Arles di Quintodecimo, manifesto del vitigno campano, con una vita lunghissima davanti. Un bianco che mette felicità. Un po’ come il “Giallo d’Arles” faceva con Van Gogh. Chapeau.

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