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Vini al supermercato

Vini in promo al supermercato fino al 18 aprile: la nostra analisi

“Passata la festa, gabbato lu santu”. Ecco la sintesi dei volantini delle maggiori insegne validi fino al 18 aprile.

Dopo alcune interessanti offerte per la Pasqua, sia in termini di prezzo che di varietà di scelte, le promozioni dei vini valide per i prossimi giorni non suscitano particolare richiamo.

E’ Esselunga certamente a distinguersi con una discreta scelta di 10 vini dal buon rapporto qualità prezzo. Per le altre catene invece la strategia, anche di posizionamento, è pressoché gregaria.

Anche il volantino di Pam, per la prima volta sotto la nostra lente di ingrandimento, guadagna un solo voto superiore ai 3.5 nella nostra speciale scala di valutazione dei vini in vendita al supermercato.

D’altro canto, catene come Iperal – generalmente con una buona offerta – non colpiscono stavolta. Meglio Sigma, debutto anche per lei, con un vino da 5 cestelli: il Prosecco Carpenè Malvolti, risultato tra i migliori in occasione della nostra degustazione alla cieca.

Da notare, in questa monotonia, la tattica de Il Gigante che, sul suo volantino “0,98 cad” per il comparto vini stabilisce un’offerta (limitata) apprezzabile, che ruota su tre punti prezzo: 1,98, 2,98 e 3,98.

I vini di Vicobarone al Gigante hanno il miglior prezzo. E fa decisamente meglio di Auchan, che a parità di volantino (offerte da 1 euro) rende meno.

Pieni voti questa volta solo per un vino in offerta al Conad (nord). Si tratta del Sicilia Doc Viogner Gurgò di Cantine Paolini a 3,58 euro (mediamente posizionato intorno ai 5 euro), già recensito sul nostro sito.

Ovviamente non tutti i vini in promozione sono indicati sui volantini delle insegne Gdo. Nei vari punti vendita, l’offerta si amplia a scaffale con altre etichette scontate, tutte da scoprire di settimana in settimana.

Fino al 18 Aprile
Chianti Docg Bio La Fraschetta: 4,49 euro (3,5 / 5)
Barbera del Piemonte Doc Arione Mario: 1,50 euro (2 / 5)
Tavernello Frizzante Bianco o Rosato:  2,49 euro (3 / 5)
Falanghina o Aglianico Solopaca: 2,49 euro (3 / 5)
Chianti Docg Cecchi: 3,49 euro  (3,5 / 5)
Montepulciano-Trebbiano o Cerasuolo Citra: 1,99 euro  (3,5 / 5)
Vini Colli Orientali Friuli Jean Paul Roble Tenimenti Civa: 5,99 euro  (4 / 5)


Fino al 17 Aprile
Barbera del Piemonte-Bonarda Oltrepò Pavese Doc Toso: 2,49 euro (3 / 5)
Barbera Pavia Igt-Bonarda Oltrepò Pavese Doc F.lli Maggi: 1,55 euro (2 / 5)
Chardonnay-Rosato Frizzante Il Roccolo: 1,90 euro (2,5 / 5)
Pecorino/Passerina Igt -Trebbiano/Montepulciano d’Abruzzo Doc Rue Piane Spinelli: 2,39 euro (3,5 / 5)
Chianti Classico Docg Giglio del Duca: 3,99 euro (3 / 5)
Valdadige Doc Terre Fredde (bianco, rosato, rosso): 2,19 euro (3,5 / 5)
Inzolia Igt, Nero d’Avola Igt, Nero d’Avola/Syran Baroni Trinacria: 2,79 euro (3 / 5)
Ortrugo Colli Piacentini-Gutturnio Frizzante Bio Cantina Valtidone: 4,79 euro (3,5 / 5)
Vini Il Gaggio Grecanico di Sicilia Igt-Pinot Bianco Veneto Igt-Muller Thurgau Veneto-Sangiovese Rubicone Igt-Barbera del Piemonte Doc-Nero d’Avola Igt: 1,79 euro (2,5 / 5)
Vini Le Cascine Muller Thurgau Igt-Sauvignon Blanc-Bonarda Oltrepò Pavese Doc-Barbera Oltrepò Pavese Doc-Cabernet Sauvignon: 2,49 euro (1,5 / 5)
Ribolla Gialla Igt-Pinot Grigio Baccicchetto: 3,99 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau Doc, Elena Walch: 5,99 euro (4 / 5)



Fino al 16 Aprile
Conad/Conad City
Montepulciano d’Abruzzo Doc Vicale: 2,49 euro (2,5 / 5)
Pinot Grigio Santa Margherita: 5,50 euro (4 / 5)
Spumante Brut Pinot Chardonnay Dame Tervise: 3,59 euro (2,5 / 5)
Conad Superstore
Pinot Grigio Pavia-Riesling Frizzante F.lli Maggi: 1,65 euro (2 / 5)
Barbera Frizzante Colli Piacentini Vicobarone: 1,97  euro (3 / 5)
Sicilia Doc Viogner Gurgò Cantine Paolini: 3,58 euro (5 / 5)
Passerina Offida Docg Barò: 4,18 euro (3,5 / 5)
Cannonau Aghera Sarda: 3,30 euro  (3,5 / 5)


Fino al 15 Aprile
Pinot Rosè, Chardonnay o Verduzzo La Cacciatora: 2,59 euro (2 / 5)
Merlot o Cabernet del Veneto La Cacciatora: 2,19 euro (2 / 5)
Vino Bianco o Rosso Bottebuona: 1,29 euro (2,5 / 5)
Prosecco Doc, Ribolla Gialla o Cuvée Rosè extra Villa Folini: 3,99 euro (3,5 / 5)
Soave-Custoza-Bardolino Doc Cadis: 2,49 euro (3 / 5)
Vermentino Igt o Morellino di Scansano Docg Cantina Morellino di Scansano: 4,79 euro (4 / 5)
Glicine Bianco o Rosso Corvo Igt: 3,99 euro (4 / 5)


Fino al 16 Aprile
Gutturnio Doc Cantina Valtidone: 2,89 euro  (3,5 / 5)
Ortrugo Colli Piacentini Cantina Valtidone (carta payback)2,89 euro  (3,5 / 5)
Chianti Docg Sorelli (carta payback) 3,39 euro (2,5 / 5)
Verdea Vivace Igt Panizzari: 3,29 euro  (3 / 5)
Valcalepio Rosso Doc: 3,99 euro  (3,5 / 5)
Bonarda Doc, Giorgi: 4,79 euro  (4,5 / 5)
Pecorino/Passerina Igt- Montepulciano d’Abruzzo Doc Rue Piane Spinelli: 2,79 euro (3 / 5)
Marzemino Doc, Cavit  (carta payback): 3,49 euro  (3,5 / 5)
Trentino Doc Gewurztraminer, Cavit (carta payback): 4,99 euro  (3,5 / 5)
Prosecco Valdobbiadene Docg, Bolla: 4,99 euro  (3,5 / 5)


Fino al 18 Aprile 
Barbera del Piemonte-Bonarda Oltrepò Pavese Doc Toso: 1,99 euro (2 / 5)
Lambrusco Amabile Maggi Igt: 1,49 euro  (2 / 5)
BuonGoverno all’uso Toscano Igt Piccini: 3,29 euro  (3,5 / 5)
Lambrusco di Sorbara Doc Secco o Grasparossa Chiarli: 2,29 euro  (3,5 / 5)
Pignoletto Doc Arco delle Rose : 2,90 euro  (3 / 5)
Chianti Docg Rubentino: 2,85 euro  (3 / 5)
Chianti Classico Docg Cecchi: 5,50 euro  (3,5 / 5)
Chardonnay-Rosato Frizzante Il Roccolo: 1,99 euro (1,5 / 5)
Ribolla Gialla Igt-Pinot Grigio Baccicchetto: 3,95 euro (3,5 / 5)


Fino al 16 Aprile (Volantino 1 euro)
Tavernello Frizzante Bianco o Rosato, Caviro:  1,99 euro (3,5 / 5)
Grillo Igt o Rosso Terre Siciliane Poggio dei Vigneti, Natale Verga: 1,49 euro (3,5 / 5)

Fino al 15 Aprile
Negramaro Igt o Fiano Segnavento: due pezzi 5,19 euro (3,5 / 5)
Rosso Terre Siciliane o Grillo Igt Il Poggio: due pezzi 3,24 euro (3 / 5)
Nero D’Avola Igt, Natale Verga: 1,69 euro (3,5 / 5)
Gutturnio Vicobarone: 2,49 euro  (3,5 / 5)
Prosecco Doc Tradizione, La Gioiosa: 4,29 euro  (3 / 5)


Fino al 17 Aprile
Barbera d’Asti Il Castero: 1,79 euro (2 / 5)
Chianti Riserva La Pieve: 3,59 euro (3 / 5)
Piemonte Cortese Ca Fornara: 1,59 euro  (2 / 5)
Bag in Box Vignaioli del Tortonese 5t: 6,95 euro  (3 / 5)


Fino al 18 Aprile (volantino 0,98)
Gutturnio o Ortrugo Vicobarone: 1,98 euro (4 / 5)
Cabernet Merlot o Sangiovese Il Poggio: 1,98 euro (3 / 5)
Rosato o bianco frizzante Canterino Riunite: 1,98 euro (3,5 / 5)
Cabernet Friulano o Chardonnay Grave del Friuli Borgomastro: 2,98 euro (3 / 5)
Barbera d’Asti Docg o Prosecco Spago Treviso Coste Petrai: 3,98 euro  (3,5 / 5)



Fino al 15 Aprile
Mastri Vernacoli Vini, Cavit: 3,59 euro (3,5 / 5)
Carpenè Malvolti Prosecco: 6,59 euro (5 / 5)
Pengue Vini Solopaca Bianco o Rosso: 1,69 euro (2,5 / 5)
Syrah Pellegrino Cent’are: 3,29  (3,5 / 5)


Fino al 18 Aprile
Bonarda Oltrepò Pavese Doc Canneto Frizzante (solo soci): 1,99 euro (3,5 / 5)
Spumante Prosecco Valdobbiadene Mionetto Prestige (solo soci): 4,99 euro (3,5 / 5)
Gutturnio o Ortrugo Vicobarone: 2,79 euro (3 / 5)
Dolcetto d’Alba Doc Terre da Vino: 4,75 euro (3,5 / 5)
Falanghina Irpinia-Fiano Avellino-Greco di Tufo Doc I nobili dell’Irpinia: 5,99 euro (3,5 / 5)
Muller Thurgau Mezzacorona: 3,99 euro (4 / 5)


Fino al 18 Aprile
Vino Valpolicella della Rocca Cantina di Soave: 2,69 euro (3,5 / 5)
Trebbiano amabile Chiarli 1,5lt: 2,98 euro (3,5 / 5)
Ortrugo o Gutturnio Ferri: 2,49 euro (3 / 5)
Malvasia Valtidone: 2,69 euro (3,5 / 5)
Barbera d’Asti Docg Terre Da Vino: 3,95 euro (3 / 5)


Fino al 18 Aprile
Riesling Brut La Versa: 2,94 euro (4 / 5)
Lambrusco Grasparossa o Sorbara Righi: 2,49 euro (4 / 5)
Vitiano Rosso Falesco: 4,19 euro (4 / 5)
Soave Classico Bolla: 3,63 euro  (3,5 / 5)
Prosecco Terre del Faedo: 3,69 euro (3,5 / 5)
Morellino di Scansano La Mora Cecchi: 3,99 euro (3,5 / 5)
Castel del Monte Spagnoletti Zeuli: 2,37 euro  (3,5 / 5)
Pinot Grigio Cormons: 3,57 euro  (3,5 / 5)
Monica o Nuragus Dolianova: 1,97 euro (3 / 5)
Nero d’Avola Cusumano: 4,90 euro  (4 / 5)

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Bonarda Doc 2016 Vigna Bricco della Sacca, Fiamberti

(4,5 / 5) Impresa non impossibile trovare un buon Bonarda al supermercato. Ma bisogna sapere dove andarlo a cercare. Un porto sicuro è quello offerto dall’Azienda agricola Fiamberti di Canneto Pavese.

Una delle prime cantine a entrare nella galassia Esselunga, al momento dello sbarco del colosso della Gdo in provincia di Pavia.

Sotto la lente di ingrandimento di vinialsuper, in particolare, il Bonarda dell’Oltrepò pavese Doc 2016 “Vigna Bricco della Sacca”. Un “cru” di uve Croatina, dal quale Fiamberti trae in edizione limitata il vino rosso del pavese più noto al grande pubblico dei supermercati.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, questo Bonarda è perfettamente conforme alle caratteristiche espresse dal disciplinare di produzione. Colore rosso intenso, impenetrabile. E unghia purpurea, vivacizzata al momento del servizio da una spuma generosa, che svanisce in fretta. Lasciando così spazio al tuffo del naso.

I sentori parlano di un’uva raccolta a perfetta maturazione: caratteristica essenziale per la produzione di un ottimo Bonarda, che si stacchi dalla media di quelli prodotti senza troppa attenzione al risultato finale (tanto, poi, andranno a scaffale in Gdo a 2 euro, magari pure a volantino).

A una temperatura di servizio di 14-15 gradi, le note fruttate di ciliegia e lampone sono nette e perfettamente definite. La complessità non è una caratteristica del Bonarda, che deve restare un vino semplice, ma pulito. Qui, l’obiettivo è centrato. Perde un po’ di finezza, “Vigna Bricco della Sacca”, con la permanenza nel calice.

A una temperatura di 18°, peraltro suggerita dal produttore in etichetta, ciliegia e lampone perdono parte della loro gentilezza. Sfociando nel ribes da un lato (accentuato dalla leggera percezione del tannino, evidente a temperature più basse) e nella mela gialla matura dall’altro (il residuo zuccherino, non stucchevole, sembra divertirsi a controbilanciare il tannino).

Note che ritroveremo in un retro olfattivo di sufficiente persistenza, ma di nuovo non all’altezza della finezza espressa in ingresso. D’altro canto tutto tranne che sentori fastidiosi. Peraltro prevedibili in una vendemmia anomala e calda come la 2016, in occasione della quale si è fatto comunque un buon lavoro in casa Fiamberti, visti i risultati in bottiglia.

Mezzo punto in più (da 4 a 4.5) nella speciale scala di valutazione di vinialsupermercato.it per il prezzo fortemente concorrenziale del prodotto, nettamente superiore ad altri della stessa tipologia, dal punto di vista qualitativo. Un affare l’acquisto in occasione di promozioni da parte di Esselunga.

Vino a tutto pasto per antonomasia, il Bonarda Doc 2016 “Vigna Bricco della Sacca” non fa eccezioni. Dà il meglio di sé con antipasti a base di salumi e primi piatti non troppo elaborati. Da provare – per chi ama giocare con gli abbinamenti in cucina – con gli spätzle, i tipici gnocchetti tirolesi agli spinaci, con panna e fiammiferi di speck dolce.

LA VINIFICAZIONE
Se c’è un aspetto che salta all’occhio nella degustazione della Bonarda Fiamberti “Vigna Bricco della Sacca”, è l’indubbia attenzione nella selezione delle uve del “cru” e nella tecnica di vinificazione.

La Croatina viene pigiata non appena raccolta, al fine di evitare indesiderate fermentazioni. La temperatura stessa fermentazione, in cantina, viene costantemente controllata. Avviene a contatto delle bucce, secondo l’antica tradizione. L’affinamento avviene esclusivamente in acciaio, per preservare le caratteristiche varietali del vitigno.

L’azienda agricola Fiamberti di Canneto Pavese è una delle aziende più antiche dell’Oltrepò Pavese e dell’intera Lombardia. Nel 2014 ha festeggiato i 200 anni dalla sua fondazione. “Il vino è storia e geografia liquida – sintetizza Giulio Fiamberti, oggi alla guida dell’impresa di famiglia – e non si fa senza terreno e tradizione. Lavoreremo con entusiasmo e attenzione affinché chi beve i nostri vini sappia sempre da dove vengono”.

Prezzo: 4,90 euro
Acquistata presso: Esselunga

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”Gare del Vino di Langhe e Roero 2016” a Cherasco a colpi di golf

A Cherasco, si brinda alle quindicesime Gare del Vino di Langhe e Roero 2016, al via domenica 1 maggio, con la prima di sette gare atte a celebrare il Vino ed il territorio; di queste sette, due sono PRO-AM, gare in cui ogni squadra è composta da quattro giocatori – un professionista e tre dilettanti. Queste gare si sono oramai trasformate in un appuntamento di ampio rilievo nel panorama del golf nazionale e di forte richiamo per i giocatori, appassionati della buona tavola e del buon bere. Il campo del Golf Club Cherasco si aprirà simbolicamente alla battaglia, con giocatori di varie origini, pronti a sferrare colpi di swing e conquistare le 18 buche per brindare alla vittoria con ottime bottiglie di Barolo. Il Golf Club Cherasco da molti anni si è fatto portabandiera dell’abbinamento tra il golf e l’enogastronomia piemontese, promuovendo le eccellenze del territorio e destagionalizzando l’incoming, soprattutto relativo a turisti stranieri e più in generale legato allo sport, verso questa terra di Langa immensamente ricca di gusto, di cultura, di storia e tradizione. In quest’ottica il Golf Club Cherasco ha saputo dar vita ad un nutrito calendario gare, coinvolgendo grandi aziende vitivinicole del territorio per la promozione di etichette e sapori tipici. Sono così nate le Gare del Vino che, negli anni, hanno ottenuto un clamoroso successo, assumendo un tono sempre più particolareggiato sul territorio, con un consenso ed una partecipazione che conta i migliori giocatori italiani ed europei. ”Abbinare le nostre gare di maggior rilievo alle eccellenze del territorio ci è parso quanto mai naturale,- sostengono Brunello Olivero e Corrado Graglia, rispettivamente Presidente e Direttore del Golf Club Cherasco – partendo dalla consapevolezza che il turismo sportivo in unione con quello enogastronomico è la grande carta sulla quale dobbiamo puntare. Impegnandoci insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, ATL Alba, Bra, Langhe e Roero, Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Cherasco Eventi e Ascom Bra, su un terreno comune, con obiettivi collettivi è possibile realizzare ciò che le singole realtà turistiche, per quanto attraenti e di alto livello, non sempre possono raggiungere. Il buon Vino e il buon Cibo sono i capisaldi che il nostro territorio offre ai turisti e rappresentano una grande attrattiva per gli stranieri. Ecco perché uno sport tanto amato soprattutto all’estero, come il golf, deve legarsi in modo naturale a questi elementi, offrendo le delizie del territorio consolidate dalle potenzialità del territorio stesso tra cui le strutture ricettive di qualità”.  Mastikol è un marchio che non poteva di certo mancare tra le prestigiose ProAm del Vino di Langhe e Roero a cui è intitolata la PRO-AM di lunedì 9 maggio. Grazie alla passione viscerale del suo patron, Patrizio Bauducco, il marchio Mastikol è diventato una sicurezza, sia sul green che fuori. Nove anni fa, Bauducco, innamoratosi del golf, ha imparato a coniugare un lavoro molto impegnativo come presidente della Mastikol, leader nel mercato internazionale dei prodotti adesivi e sigillanti, che lo portava in giro per il mondo, con quel divertimento che lo aveva letteralmente stregato, iniziando ad incontrare i suoi clienti e a firmare contratti tra una buca e l’altra.

Le gare lo hanno portato a frequentare alcuni tra i più bei campi del mondo, ma il suo cuore continua a battere forte per il green cheraschese, in particolare per la filosofia che lega le eccellenze eno-gastronomiche del territorio con le realtà aziendali ed economiche, attraverso uno degli sport più appassionanti al mondo.

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Il vino si beve a casa, meglio se consigliato da amici o dal web

Ecco il profilo del ”consumatore” di vino italiano over 18.  A tracciarlo una ricerca  presentata oggi al Vinitaly da Imt, Istituto di Tutela Vini Marchigiani. Cosa o chi influenza l’acquisto? Quali vini si preferiscono? Quanto vino si consuma e dove? Da quanto emerge dalla survey di Nomisma i vini dei vitigni autoctoni sono quelli per i quali il futuro si prospetta roseo in termini di trend, con il Verdicchio, l’autoctono marchigiano conosciuto dal 77% del campione, seguito
dal Vermentino (76%)  dalla Vernaccia (67%), dal Tocai Friulano (66%) e dalla Falanghina (62%). Una vittoria, frutto anche dell’importanza della territorialità nei criteri di scelta del vino. Il 36% dei consumatori si orienta nell’acquisto principalmente in base alla provenienza dei vini, prestando attenzione alla specifica regione di produzione (26%) e alla nazionalità (10%). Solo 1 italiano su 5 si dichiara disposto a provare nuovi vini di territori meno conosciuti soprattutto se oggetto di promozioni interessanti, ma il passaparola rimane la migliore pubblicità. Per essere aiutati nell’acquisto, il 34% del campione chiede il consiglio di amici e familiari, il sommelier convince sempre (7%), ma anche i  media specializzati (9%), che registrano il netto sorpasso del web sul cartaceo (rispettivamente 6% e 3%). Emerge l’importanza dell’opinione raccontata direttamente attraverso degustazioni al ristorante (13%) o eventi fieristici dedicati (7%). Nel 2015, 44 milioni di persone (l’80% dei 18-65enni) hanno consumato vino in Italia: il 50% lo beve almeno 2-3 volte a settimana e il 65%  ne assume più di 2 bicchieri ogni 7 giorni. Il consumo è direttamente proporzionale all’età, con il 64% dei ‘Baby boomers’ (51-69 anni) che beve regolarmente più volte alla settimana, contro il 50% della ‘Generazione X’ (36-50enni) e appena il 38% dei più giovani ‘Millennials’, che però risultano essere i maggiori consumatori di vino frizzante. Il consumo avviene principalmente tra le mura domestiche (64%) e al ristorante (17%). Importante il connubio cibo/vino, il 20% degli intervistati suggerisce di puntare maggiormente sugli abbinamenti. Nel futuro si prevede l’acquisto di più vini bio (20%), vini carbon neutral (9%), vini con packaging eco-sostenibili (5%) e anche vini vegani (4%).
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A qualcuno piace “bianco”: le abitudini di acquisto in vino degli italiani spiegata al Vinitaly

Bianchi, frizzanti, bollicine, rosati, bio e rigorosamente al supermercato. Queste le scelte in tema di vino da parte degli italiani secondo uno studio presentato oggi al Vinitaly intitolato ”Il vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione italiana ed estera”. Nonostante il consumo pro capite degli italiani sia ai minimi storici, la grande distribuzione gode di ottima salute, con volumi di vendita in netta ripresa. Tra le denominazioni favorite le Doc e anche i vini bio che attraggono sempre più consumatori alla ricerca di prodotti ”più naturali”. Sulla ripresa dei consumi si è espresso Francesco Zonin, vice presidente di Zonin 1821 per il quale questo è segno di quanto sia radicata la cultura del vino nel nostro paese. ” Tanto radicata ed importante da far diventare il vino uno dei nostri prodotti di punta nell’esportazione dell’agroalimentare” ha dichiarato aggiungendo che la corretta promozione, in Italia e all’estero, ha ancora molta strada da fare così come una lettura più facile degli scaffali italiani dove non è facile comunicare il valore di un prodotto e di una marca. Le aziende devono lavorare sul marketing mix ponendo meno attenzione a logiche di prezzo. Ed è proprio sul tema prezzi e politiche promozionali che è intervenuto Enrico Chiavacci, marketing director di Antinori. ”Un’eccessiva pressione promozionale induce il consumatore ad attribuire un valore percepito minore rispetto al reale, svilendo l’immagine del vino italiano nel medio lungo termine. Operare in questa direzione è fondamentale per migliorare la percezione dei vini a scaffale” ha affermato Chiavacci. Francesco Scarcelli, Responsabile Vini, Birre e Bevande Alcoliche di Coop Italia concorda sulle modalità operative delle promozioni.”La promozionalità va guidata: se è sana, guida al consumo consapevole e invita a provare nuovi prodotti. Se invece è eccessiva, crea fidelizzazione all’evento stesso dell’offerta e non al prodotto” ha detto Scarcelli. ”Il supermercato diventerà sempre più il luogo dove si svilupperà il mercato del vino del futuro se i produttori ci verranno dietro rendendo parlante il prodotto, cercando magari di far crescere la qualità percepita degli scaffali, dando alla grande distribuzione sempre più prodotti oggi destinati all’altro canale, e se infine i Consorzi di Tutela ci aiuteranno nel valorizzare e comunicare il territorio” ha concluso il responsabile di Coop Italia.
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