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Primitivo di Manduria Dop Notte Rossa: i migliori abbinamenti

Primitivo di Manduria Dop Notte Rossa: i migliori abbinamentiIl Primitivo di Manduria Dop Notte Rossa è uno dei vini del Sud Italia che regala i migliori abbinamenti con le carni e, più in generale, con la la cucina di terra. Questo vino pugliese, dall’ottimo rapporto qualità prezzo al supermercato, dà grandi soddisfazioni con la pasta con ragù di carne, timballi e paste al forno molto condite.

Sempre in tema di abbinamenti, il Primitivo di Manduria Dop Notte Rossa risulta perfetto con zuppe di legumi con pancetta, carni d’agnello, salsicce e arrosti.

Un vino tipico del Salento che offre grandi soddisfazioni anche con formaggi a pasta dura stagionati, come il Grana padano. Un nettare da assaporare anche da solo, a fine pasto. Oppure da godere assieme a un buon libro.

LA DEGUSTAZIONE
Nel calice, il Primitivo di Manduria Notte Rossa si presenta con un mantello di colore rubino profondo, impenetrabile, dai bordi e dai riflessi violacei brillanti. Naso di ciliegia matura netta, molto precisa, per nulla sgarbata o di una dolcezza stancante.

Richiami di gelso selvatico, di quelli che si trovano ancora nella campagna pugliese e che è bello trovare carichi di frutti scuri e succosi, d’estate. Tra le morbidezze dosate del naso anche la prugna essiccata e il fico rosso maturo.

Non mancano richiami erbacei delicati che ricordano il fieno e alcune piante della macchia mediterranea, come il rosmarino. Completano il quadro dei vorticosi sbuffi fumè e di cacao. L‘assaggio fa seguito alle ottime impressioni del naso.

Il Primitivo di Manduria Notte Rossa rivela percezioni fruttate mature che, pur nella loro “polposità”, sono composte e in perfetto equilibrio con il resto delle componenti. Ottima, in definitiva, la corrispondenza gusto-olfattiva.

Così come pregevole è la chiusura giustamente salina, che invita al sorso successivo, senza mai stancare. Un rosso potente ma educato e di gran bevibilità, anche grazie all’ottima integrazione organolettica dei 14% vol. di alcol, che in altri vini risultano più evidenti e stordenti.

Impossibile rinunciare però all’abbinamento con piatti robusti, carni d’agnello, cacciagione con salse elaborate, formaggi a pasta dura, a una temperatura di servizio compresa tra i 16 e i 18 gradi.

LA VINIFICAZIONE
Uve del vitigno Primitivo in purezza per “Notte Rossa”. Le piante affondano le radici nel Salento, la zona d’elezione della cantina, con una densità d’impianto di 5 mila viti per ettaro.

Siamo a 100 metri sul livello del mare, in un microclima connotato da temperature medie alte e da indici di piovosità particolarmente bassi. I terreni sono a grana medio-argillosa, con profondità abbondantemente sotto il metro.

Le uve, in particolare, vengono vendemmiate nella seconda settimana di settembre dai terreni di proprietà dei soci della cooperativa pugliese. La vinificazione prevede una macerazione di circa 10 giorni a temperatura controllata, con fermentazione alcolica e utilizzo di lieviti selezionati.

L’affinamento avviene in piccole barriques di legni francesi e americani, per una durata complessiva di 5-6 mesi, a discrezione dell’enologo. Il vino viene immesso sul mercato dopo diverse settimane di ulteriore stabilizzazione in bottiglia.

Prezzo: 6,90 euro
Acquistabile presso: Tigros, Iperal, A&O, Famila, Basko, Sigma, Despar, Coop.fi, Coop, Ipercoop, Auchan, Italmark, Tosano, Rossetto, Migros, Poli, Conad, Iperconad, Oasi, Tigre, Supermercati Si, Decò, Pellicano, Futura, Ipefutura, Simply, Esselunga

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Primitivo di Manduria: giro d’affari di oltre 182 mln di euro nel 2020

Oltre 28 milioni di bottiglie che corrispondono a più di 21 milioni di litri per un giro d’affari di oltre 182 milioni di euro per il Primitivo di Manduria Dop nel 2020, con un aumento di circa il 26% rispetto al 2019.

In particolare, il Primitivo di Manduria Doc rappresenta il 91.6% dell’intero imbottigliato, il il Primitivo di Manduria Doc Riserva doc il 7.9% ed il il Primitivo di Manduria dolce naturale Docg lo 0.5%. Il 70% della produzione è destinata all’estero.

«Questa crescita – afferma Mauro di Maggio, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – è la dimostrazione che le nostre cantine puntano sulla nostra Doc e che la passione dei consumatori non accenna a diminuire».

«La nostra area vitivinicola – prosegue di  Maggio – sta cambiando pelle più rapidamente di altri grazie ad un’economia che sta crescendo e in grado di fare ulteriori salti di qualità. A questi dati, che non ci sorprendono, si deve poi aggiungere il ricambio generazionale. Ci sono molti giovani che si stanno affacciando in questo settore con la voglia di continuare il lavoro dei vecchi viticoltori e con competenze elevate e grande passione».

«Il lavoro in campagna si sta trasformando – conclude il Presidente – le nostre aziende, piccole e grandi, operano in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione e vendita aziendale del vino fino all’enoturismo. Il 35% delle nostre cantine ha attirato le energie della nuova generazione, giovani appassionati di vino che hanno una preparazione cosmopolita».

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Primitivo di Manduria: “Vendemmia 2020 scarsa ma di ottima qualità”

Iniziata con 12 giorni di ritardo a causa di una primavera fredda e di una estate che ha tardato ad arrivare, la vendemmia 2020 del Primitivo di Manduria si è appena conclusa regalando uve di ottima qualità. A determinare la giusta maturazione ci ha pensato il nostro caldo, che anche grazie alla tramontana ed la scarsità di piogge ha impedito la formazione di peronospora e altre malattie del vigneto.

“La resa è bassa di circa il 35-40% in meno rispetto all’annata precedente – spiega soddisfatto il presidente del Consorzio di Tutela Mauro di Maggio – ma il frutto è di eccellente qualità con un’alta concentrazione di zuccheri”.

Sicuramente una vendemmia che sarà ricordata come una delle migliori. Si è iniziato dando spazio alla raccolta per gli alberelli, che hanno subito presentato un carico basso per poi proseguire nelle zone costiere e infine nelle zone dell’entroterra”.

Il lavoro in vigneto si è svolto in questi mesi in modo regolare, compatibilmente con le restrizioni e con le norme emanate per la gestione dell’emergenza Covid-19. “Ci sono tutti i presupposti per trovare nei calici vini ottimi, corposi e con un bouquet tipico del Primitivo di Manduria Dop“, assicura il Consorzio.

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Fiera Pessima 2016 ospita Bruno Vespa vignaiolo e ”quasi cittadino” di Manduria

C’era anche Bruno Vespa , ospite ed interlocutore al convegno sul vino di venerdì alla ”Fiera pessima” 2016 di Manduria. Dal 2014 infatti il noto giornalista è entrato a far parte della categoria dei vignaioli con la sua azienda Futura 14 e il suo marchio ”Vespa Vignaioli per passione”. Nel luglio del 2015 ha acquistato la masseria Li Reni a Manduria, tenuta nella quale saranno impiantati 12 ettari di Primitivo. Nonostante le origini abruzzesi e le pressioni del governatore della Regione Abruzzo, Bruno Vespa ha scelto per la seconda volta la Puglia. Un amore nato già tempo fa: il giornalista era infatti socio, con altre tre persone della masseria Cuturi, società che ha abbandonato in seguito a scontri di visione sulle strategie. La migliore società è fatta da un numero di soci dispari e il numero deve essere minore di tre si usa dire: questa volta il giornalista ha scelto di correre quasi in solitaria, condividendo solo con i due figli l’enoica impresa. ”Coltiverò solo vitigni autoctoni” ha dichiarato il giornalista che ha anche annunciato il lancio di un vino rosato che denominerà ”FlaRo”, in onore delle due tenniste pugliesi Flavia Pennetta e Roberta Vinci.

Non c’è tempo da perdere per Bruno Vespa: ”Girando fra gli stand della Fiera, ho appreso che a Manduria si è iniziato ad imbottigliare il vino nel 1970. Nel 1975 è stata creata la denominazione ad origine controllata. Poi tutto è caduto nel dimenticatoio sino al 1998. Pensate a quanto tempo si è perso. Ma gli errori del passato ora diventano opportunità del futuro”. Negli anni 80 infatti anche un’azienda di Manduria era stata coinvolta nello scandalo del metanolo, ma è proprio dalla presa di coscienza che ne è seguita che è nato un grande vino, il Primitivo di Manduria e in generale il vino italiano ha raggiunto livelli di eccellenza. ”Avrei potuto fare il commerciante dei vini: li avrei acquistati, avrei apposto il mio nome e li avrei immessi nel circuito commerciale, invece ho scelto di produrli, con la speranza di raccontare il mio vino nel mondo” ha affermato Vespa. A Fiera Pessima 2016 nessun plastico, fortunatamente, della tenuta che diventerà anche relais vista vigne, solo tanta gioia da parte del giornalista per l’ottenimento dei permessi edilizi e per la promessa della cittadinanza onoraria.

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Primitivo di Manduria Dop 2014 Patronale, Cantina San Donaci 1933

Ha ancora ampi margini di miglioramento, maturando ancora qualche mese in bottiglia, il Primitivo Dop 2014 Patronale, prodotto e imbottigliato dalla Cantina San Donaci 1933 nell’omonimo paese della provincia di Brindisi, nel Salento. Nel calice si presenta limpido, di un rosso rubino luminoso. Al naso è intenso, schietto e mediamente fine, ma complesso. I sentori sono quelli tipici del vitigno, con richiami alla confettura di prugna, lampone e mora, ben sostenuti da una spiccata speziatura che ricorda la liquirizia dolce e lo zafferano, ma anche la mentuccia e le erbe officinali. Al palato, il Primitivo di Manduria Dop Patronale risulta corposo, caldo, ma leggermente pastoso. Secco e fresco, giustamente sapido, presenta un tannino ancora piuttosto evidente, che col tempo potrà certo contribuire a rendere la beva più equilibrata. Buono il quadro retro olfattivo: intenso, mediamente fine e persistente, pur risentendo tuttavia della spigolosità del tannino. Quattordici gradi la percentuale d’alcol in volume. Una bottiglia, dunque, dall’ottimo rapporto qualità prezzo, tutto sommato pronta per essere servita in accompagnamento a primi importanti e robusti come le lasagne al ragù, ma anche con secondi di carne, meglio se alla griglia, nonché a formaggi ben stagionati. Il Primitivo di Manduria Dop Patronale, affinato in barrique per un periodo di 6 mesi, è uno dei prodotti base della Cantina San Donaci 1933, situata a 27 chilometri da Brindisi e 26 da Lecce. Si tratta di una realtà fondata oltre ottanta anni fa da dodici agricoltori della zona, che oggi conta circa 600 soci in grado di produrre tra i cinquanta e i sessanta mila quintali di uva per vendemmia. La superficie vitata si estende per circa 500 ettari.

Prezzo pieno: 3,99
Acquistato presso: Penny Market

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