Cinque gli assaggi proposti durante il Milano Whisky Festival per scoprire questa distilleria.
LA DEGUSTAZIONE
Classic, 40%. L’entry level di Glen Moray è un NAS (No Age Statement, ma si vocifera 6-7 anni di invecchiamento) invecchiato in botti ex bourbon. Colore oro chiaro al naso si presenta fresco e pulito. Note di agrume (limone), vaniglia, un po’ di frutta (mela) e toni erbacei. In bocca è morbido e dolce con evidenti note di malto. Alcool leggermente pungente.
15 y.o., 40%. Utilizzo di botti ex bourbon ed ex sherry con invecchiamento dichiarato di 15 anni. Molto diverso dal Classic si presenta con un naso decisamente più speziato (pepe e cannella) ad accompagnare le note fruttate. In bocca risulta decisamente più secco con una leggera presenza di tannino.
18 y.o., 47,2%. Maggiore utilizzo di botti ex sherry per questo 18 anni. Il risultato è un whisky ancora differente dai due precedenti. Decisamente più armonico, rotondo, tanto al naso quanto in bocca. Ricco di frutta matura al naso, sia a polpa bianca che tropicale. Più speziato e maggiore presenza di terziari: pepe, tabacco, cuoio, liquirizia, cioccolato. In bocca e morbido ed avvolge il palato. lungo il finale.
Port Cask Finish, 40%. Mostra il suo finishing già dal colore, tendente al color buccia di cipolla. Al naso è vinoso con note di frutta rossa. Poco speziato al palato risulta rotondo con una dolcezza di vaniglia ad accompagnare il finale (corto).
Peated, 40%. Unica release torbata della distilleria, pratica non comune nello Speyside. La presenza della torba è molto marcata ma non coprente risultando aromatica, quasi balsamica. Sotto la fumosità della torba si avvertono bene le dolcezze dell’invecchiamento ex bourbon. Un whisky nel suo insieme delicato, senza la sapidità marina tipica dei torbati delle isole.
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