(3,5 / 5) E’ prodotto da uno dei colossi italiani della viticoltura, anche se in etichetta non compare direttamente. Il Cabernet Sauvignon Friuli Doc Aquileia della Tenuta Ca’ Vescovo è da annoverare tra i vini in vendita al supermercato prodotti da Zonin 1821, storica casa di viticoltori che opera in base al principio “ad ogni regione la sua tradizione, ad ogni regione il suo vino”, ispirato sin dagli anni Sessanta dall’attuale presidente Gianni Zonin. Il Cabernet Sauvignon in questione è di fatto il riflesso vinicolo della parte occidentale della città di Aquileia, in provincia di Udine, dove la Tenuta Ca’ Vescovo opera dal 1420, dapprima come proprietà dei Patriarchi, per poi passare ai Dogi di Venezia. Fino all’acquisizione da parte di Zonin. Passiamo dunque all’analisi organolettica. Vendemmiato nel 2014, il Cabernet Sauvignon Friuli Doc Aquileia Ca’ Vescovo si presenta nel calice di un rosso rubino carico, con unghia tendente al viola. Scorrevole, intenso. Al naso schietto, fine e sottile, regala note di frutti di bosco con predominanza della bacca rossa, che lasciano spazio a un finale piacevolmente sapido. Vino di corpo, caldo, rotondo, questo Cabernet Sauvignon è giustamente tannico ed equilibrato. Sensazioni retro olfattive intense, qualità mediamente fine, persistenza sufficiente. Un vino da abbinare a piatti non troppo elaborati a base di carne (in arrosto o alla griglia), da annoverare tra i prodotti perfetti per chi cerca qualcosa di più di un semplice vino da tavola, al giusto prezzo. Il Cabernet Sauvignon Friuli Doc Aquileia della Tenuta Ca’ Vescovo è ottenuto in purezza, dal frutto delle vigne situate a Cervignano del Friuli. Le uve vengono vinificate all’interno di tradizionali vasche orizzontali, nelle quali ha luogo una fermentazione sulle bucce della durata di 7-10 giorni. A fermentazione malolattica conclusa, ovvero quando l’acido malico (duro e aspro) si trasforma in acido lattico, il vino affina per 6 mesi in botti di rovere di Slavonia, guadagnando in armonia e complessità.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
(3,5 / 5)La “Maremmana” è una resistente razza bovina. Uno degli elementi che in Toscana contraddistinguono la Maremma. E’ alla forza, alla resistenza e al carattere di questi buoi che si ispira Rosso dei Poderi 2011 di Poderi di Ghiaccioforte Barone Pizzini. Un rosso “sanguineo”, così come si presenta visivamente, nel calice. Quel rosso sgargiante e luminoso, tipico delle uve Sangiovese. Una volta stappata, la bottiglia sembra emanare calore. Al palato il vino risulta infatti caldo, dominato da note distintive di frutti rossi. Nel finale, spunta la liquirizia. Un ottimo vino per gli antipasti a base di affettati, che personalmente ho abbinato con successo allo scamone al sangue. Vino sconsigliato ai palati troppo delicati, per il carattere forte dei suoi 14 gradi e la sua pienezza. Può vantare la dicitura “Bio” in etichetta per l’attenzione nei processi di lavorazione, vero must in tutti i vigneti Barone Pizzini.
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(3,5 / 5) Con un po’ di curiosità mi accosto a questo vino, Nespolino IGT di Poderi dal Nespoli 1929. Un mix ottenuto, come recita l’etichetta, grazie all’interpretazione di due vitigni classici dell’Emilia Romagna, Sangiovese e Merlot Rubicone, da parte dell’enologo Scipione Giuliani. Ne risulta un vino di 13,5 gradi per l’annata 2013. Sorprendentemente corposo, visti i vitigni accostati l’un l’altro, anche se a prevalere – complessivamente – è la morbidezza finale. Profumo ampio, si percepiscono subito frutti rossi e accenni di mandorla e noce moscata. Sensazione che viene confermata al primo assaggio. Vino piuttosto pastoso, va servito a 16-18 gradi. Personalmente l’ho accostato a uno splendido piatto di cosce di pollo aromatizzate alla paprika, fatte dorare in forno dopo essere state “impanate” in un letto di polenta istantanea e così dorate in olio bollente, prima della cottura in forno. Viste le persistenti note fruttate, va evitato l’abbinamento alle carni rosse, specie se non ben cotte. Ottimo dunque con carni come il pollo, meno per il tacchino.
Prezzo pieno: 5,59 euro
Acquistato presso: Il Gigante
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