Cantine Casabella di Castell’Arquato e A.v.p.g. – Azienda Vitivinicola Gazzola Pietro e Stefania di Travo sono al centro di un’inchiesta dei carabinieri del Nas di Parma coordinata dalla Procura di Piacenza, che ha avuto anche riflessi su personalità di spicco dell’ente certificatore Valoritalia. L’ipotesi è la contraffazione di vini Dop dei Colli Piacentini e la frode in commercio. Gutturnio, Ortrugo, Barbera, Malvasia e Trebbianino sarebbero stati mescolati con vini di altre zone – le percentuali che variano dal 20 al 53% – contro quanto stabilito dai disciplinari di produzione dei vini a denominazione di origine controllata (Doc) o a Indicazione geografica protetta (Igp).
COLLI PIACENTINI: CONTRAFFAZIONE E FRODE SU 500 MILA BOTTIGLIE
Secondo l’accusa, le aziende avrebbero contraffatto 60 mila litri, per un totale ipotizzabile di circa 80 mila bottiglie. Le due cantine, che operano in modo assiduo con la Grande distribuzione, per esempio con insegne come Carrefour Italia, sono riconducibili alla holding Piacenza Wine Group, di cui è titolare l’imprenditore Pietro Gazzola. La notizia dell’indagine è stata diffusa per la prima volta nei giorni scorsi dal quotidiano locale Libertà.
PIACENZA WINE GROUP DI PIETRO GAZZOLA NEL MIRINO
Il gruppo è stato fondato nel 2019 dall’unione della cantina di Gazzola, A.v.p.g., e Cantine Casabella. Un’operazione che non è passata inosservata nel mondo del vino piacentino ed emiliano-romagnolo: 7 milioni di euro il patrimonio netto della holding e 11,5 milioni di euro il valore stimato della produzione, all’epoca dell’accordo. In seguito alle prove raccolte dai Nas di Parma nelle due aziende vinicole, sono dodici le persone indagate dalla Procura di Piacenza. Si tratta del titolare e di alcuni dipendenti, tra cui un agronomo e un enologo.
SILURATO IL DIRIGENTE DI VALORITALIA A PIACENZA
Nel mirino anche il dirigente dell’ufficio di Piacenza di Valoritalia, silurato dai vertici dell’ente con licenziamento per giusta causa. Allontanati anche due ispettori dell’agenzia piacentina, consulenti esterni responsabili di negligenze durante i controlli effettuati nelle cantine. Pratiche scorrette scoperte grazie a un’indagine interna dell’ente certificatore, che dichiara di aver collaborato sin da subito con gli inquirenti. Alla base della contraffazione di vini Dop dei Colli piacentini ci sarebbe infatti una sistematica alterazione dei registri di cantina, utile a giustificare le giacenze dei vini Dop e Igp.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
L’affascinante borgo medievale di Castell’Arquato, eletto tra i “Borghi più belli d’Italia” e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, si prepara ad ospitare nel weekend 27-28 aprile 2024 l’11a edizione del Monterosso Val d’Arda Festival, un evento imperdibile per gli amanti della compagnia e della leggerezza, del buon vino genuino e della buona tavola. Un weekend di degustazioni, incontri, musica e cultura. Nella suggestiva cornice del centro storico, tra vicoli acciottolati, torri merlate e palazzi signorili, il Festival offrirà l’occasione di degustare il Monterosso Val d’Arda DOC, un vino bianco autoctono prodotto in Val d’Arda, che non solo è diverso da cantina a cantina, ma è caratterizzato da tre diverse tipologie:
Monterosso Val d’Arda DOC: il classico, fresco e leggero
Monterosso Val d’Arda DOC Frizzante: una versione vivace
Monterosso Val d’Arda DOC Spumante: il bollicine locale
I VINI MONTEROSSO VAL D’ARDA DOC
Il vino è ottenuto da uve locali Ortrugo, Malvasia di Candia Aromatica, Moscato Bianco e Trebbiano Romagnolo. Si presenta con un colore giallo paglierino, un profumo floreale e fruttato e un gusto fresco e armonico. Un vino importante per il territorio, con una antica tradizione. Era infatti il “vino buono, quello delle Feste”, che per tradizione le “rasdore” (le massaie) offrivano agli ospiti, magari abbinato ad una fetta di “boslano” (la ciambella tipica).
Un legame forte quello tra Castell’Arquato ed il vino, si narra che il cantiniere di Papa Paolo III Farnese Sante Lancierio, accompagnando il pontefice durante una visita al borgo avesse scritto: “Castell’Arquato fa vini perfettissimi e in gran pregio, et è un gran peccato che questa collina non sia tutta vigna”.
Per due giorni circa 30 cantine locali presenteranno e faranno degustare le loro migliori produzioni, che sarà anche possibile acquistare, lungo l’antica e suggestiva via in pietra della “barricaia”, che sarà animata inoltre da mostre d’arte, esibizioni musicali e dalle degustazioni della gastronomia locale.
VINI E GASTRONOMIA DEL PIACENTINO SOTTO I RIFLETTORI
«L’entusiasmo e l’amore per il nostro bellissimo paese e territorio – commenta Franco Ticchi, responsabile dell’organizzazione del Festival e presidente dell’associazione di volontari La Goccia APS – ci spinge ogni anno a imbarcarci in un progetto faticoso, ma emozionante quando alla fine si sentono i commenti dei visitatori e degli operatori. Siamo felici di poter far conoscere le nostre bellezze, bontà ed eccellenze e dare occasione di svago e leggerezza in gioia, ritrovo e compagnia a tanti giovani, donne e famiglie. È un percorso all’interno delle nostre tradizioni che si rinnovano. Far vivere così ogni anno il borgo medioevale con allegria e rispetto ci riempie di orgoglio».
Il territorio La Val d’Arda è un territorio collinare situato in provincia di Piacenza. Il territorio è caratterizzato da un clima temperato e da un terreno fertile, ideale per la coltivazione della vite. Un viaggio alla scoperta del territorio piacentino Il Festival non sarà solo un’occasione per degustare il vino, ma anche per scoprire le bellezze del territorio piacentino. I turisti enogastronomici potranno cogliere l’occasione del viaggio – previo verifiche e prenotazioni – per partecipare a visite guidate al borgo di Castell’Arquato, con la sua Rocca Viscontea del XIV secolo, la Collegiata di Santa Maria Assunta e il Palazzo del Podestà, ai castelli della Val d’Arda e alle aziende agricole locali, immersi nella natura. Inoltre, da quest’anno si instaura una collaborazione con l’istituto professionale per l’agricoltura “Marcora” di Cortemaggiore e l’istituto professionale alberghiero Marcora-Raineri di Piacenza.
IL PROGRAMMA DEL MONTEROSSO VAL D’ARDA FESTIVAL 2024
L’edizione 2024 del Festival sarà ricca di eventi, tra cui:
Degustazioni guidate di vini, con focus sulle diverse tipologie di Monterosso Val d’Arda DOC e abbinamenti con i prodotti tipici locali
Incontri con esperti di enologia e gastronomia, per approfondire la conoscenza del vino e del territorio
Master Class dedicate alle eccellenze enologiche del territorio
Show cooking con chef locali, che proporranno ricette tradizionali e innovative con il Monterosso Val d’Arda DOC
Concerti e spettacoli musicali, per allietar il Festival
Mostre d’arte e artigianato, per scoprire le eccellenze artistiche del territorio
Un focus sulla sostenibilità ambientale, con iniziative per ridurre l’impatto dell’evento, come l’utilizzo di bicchieri riutilizzabili e la raccolta differenziata
Passeggiate naturalistiche
Un programma di eventi per bambini, per coinvolgere tutta la famiglia
NON SOLO MONTEROSSO VAL D’ARDA
Prodotti gastronomici tipici locali piacentini Il territorio piacentino è ricco di prodotti gastronomici tipici, che si potranno degustare ai banchi o nei ristoranti, tra cui:
Salumi piacentini DOP
Coppa piacentina DOP
Pancetta piacentina DOP
Formaggio Grana Padano DOP
Tortelli piacentini
Anolini in brodo
Pisarei e fasò
Non solo Monterosso Val d’Arda. L’obiettivo è quello di fare conoscere tutti i vini del territorio: le cantine selezionate porteranno anche altre eccellenze locali, con un occhio di riguardo alla Malvasia di Candia Aromatica, che è alla base dell’uvaggio del Monterosso Val d’Arda. La domenica il Festival ospiterà il Malvasia Day dedicato appunto al Malvasia di Candia. Nelle due giornate sarà inoltre presente un banco per la degustazione delle migliori bollicine della Val d’Arda. Un Festival per tutti Il Monterosso Val d’Arda Festival è un evento aperto a tutti, dagli appassionati di vino ai semplici curiosi. È una festa molto amata dai giovani, dalle donne e dalle famiglie.
Un’occasione unica per vivere un weekend all’insegna del gusto, della cultura e della scoperta, in uno dei borghi più belli d’Italia. Castell’Arquato si trova tra Piacenza e Parma, è facilmente raggiungibile da Milano, Brescia, Pavia, Reggio Emilia, Modena, Bologna, ma anche da Genova e Verona. Il Monterosso Val d’Arda Festival è stato ideato dai volontari di Castell’Arquato per promuovere il vino tipico del territorio. Con gli anni, la manifestazione è diventata anche l’occasione per favorire il turismo nella Val d’Arda e dare impulso a tutto quanto il Piacentino ha di meglio da offrire.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Una Fiera dei Vini a Piacenza, una settimana prima del Mercato dei vini e dei Vignaioli Fivi di Bologna. Non si è fatta attendere la reazione di Piacenza Expo alla decisione del management Fivi di muovere le tende nella nuova location fieristica, più adatta a rispondere alle necessità crescente di spazi. Curiosa, per svariati motivi, la formula della nuova manifestazione.
Si svolgerà su tre giorni, da sabato 18 a lunedì 20 novembre a Piacenza Expo, proprio come il primo Mercato dei Vignaioli, in programma a Bologna dal 25 al 27 novembre. Ma, a differenza dell’evento Fivi, non ci sarà «nessuna preclusione su appartenenze associative o natura giuridica».
L’INCARICO ALL’EX UFFICIO STAMPA FIVI
«Unico faro sarà la qualità della proposta offerta al visitatore», recita il comunicato stampa affidato da Piacenza Fiere a Studio Cru, agenzia di comunicazione veneta che si è vista soffiare l’incarico di ufficio stampa Fivi dalla milanese Origami Consulting , a pochi mesi dall’annuncio del passaggio da Piacenza a Bologna.
A «garantire la qualità della proposta» sarà un non meglio precisato «comitato scientifico, che esaminerà le candidature pervenute al fine di mantenere uno standard di prim’ordine». Ancora incerto il target della nuova Fiera dei Vini di Piacenza, definita da Studio Cru «mostra mercato», al pari del Mercato Fivi.
Le aziende che intendono proporre la propria candidatura – recita la nota stampa approvata da Piacenza Expo – potranno pre accreditarsi sul sito XXX (omissis, ndr) a partire dal 15 marzo 2023. La quota d’iscrizione sarà differenziata in base alle dimensioni produttive, in un’ottica di inclusività che da sempre contraddistingue Piacenza».
NUOVO MERCATO DEI VINI DI PIACENZA: DENTRO TUTTI
La manifestazione è «pensata per far scoprire a un pubblico di appassionati winelovers nuove aziende e nuovi territori, attraverso un percorso di visita comodo e funzionale che mette al centro l’esperienza del visitatore». «Come da tradizione – aggiunge Studio Cru per conto di Piacenza Expo, facendo così un chiaro riferimento allo storico Mercato Fivi di Piacenza – sarà possibile acquistare i vini degustati, grazie a un format collaudato nato proprio a Piacenza».
Spazio poi alla pubblicità vera e propria: «Caratteristiche e dimensioni dell’Expo ne fanno la struttura ideale per questo evento. Un luogo a misura d’uomo dove è facile arrivare e raggiungere con il carrello pieno di acquisti il parcheggio gratuito. Piacenza inoltre vanta una posizione geografica altamente strategica e una creatività comunicativa che ha prodotto significativi risultati nei riscontri in termini di pubblico».
«Non mancheranno nella manifestazione momenti di approfondimento – termina il comunicato stampa – con masterclass e un intero padiglione dedicato a un’attenta selezione di produttori gastronomici e agroalimentari che prepareranno piatti da gustare in loco e offriranno prodotti da acquistare e portare a casa anche in vista delle festività natalizie». Insomma: dentro tutti e tutto. Da Caviro a La Stoppa. Finché ce n’è. Finché si può.
Addio Piacenza: il Mercato Fivi 2023 si sposta a Bologna
Addio Piacenza il Mercato Fivi 2023 si sposta a Bologna. La scelta della Federazione italiana vignaioli indipendenti per un’altra location
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«Spazi diversi, stessa filosofia». Così il presidente Fivi Lorenzo Cesconi annuncia la scossa del Mercato Fivi 2023, che si sposta a Bologna. Chiuso, dunque, il capitolo di Piacenza, fino a ieri giudicata location ideale per l’appuntamento più importante per la Federazione italiana vignaioli indipendenti. I vignaioli incontreranno a Bologna il loro pubblico, sempre più in crescita, dal 25 al 27 novembre 2023 per la 12ª edizione della rassegna tradizionalmente organizzata l’ultimo week-end di novembre.
«Era inevitabile cominciare a immaginare soluzioni nuove e nuovi spazi – commenta Cesconi – mantenendo però la filosofia originale. Il Consiglio Direttivo della FIVI ha studiato a lungo, si è confrontato in modo aperto e ha infine scelto la nuova sede del Mercato all’unanimità, come nel migliore spirito della nostra associazione, fatta di Vignaioli per i Vignaioli».
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Alzi la mano chi conosce il Vin Santo di Vigoleno Doc Colli Piacentini. A guidare due giornate di incontri, racconti e degustazioni alla scoperta di una delle Doc più piccole d’Italia saranno i produttori dell’Associazione Produttori Vin Santo di Vigoleno Doc, assieme ai sommelier Matteo Cordani e Laura Sandoli. L’appuntamento è per sabato 19 e domenica 20 novembre a Vigoleno, frazione del comune di Vernasca in cui sorge l’omonimo castello, location dell’evento. Solo uno dei tanti luoghi incantati della provincia di Piacenza, tra i borghi più belli d’Italia.
Dal sabato pomeriggio fino alla domenica sera sarà possibile visitare gli stand dei diversi produttori, degustarne le diverse annate nelle loro diverse espressioni ed entrare in questo piccolo mondo di storia, gusto e tradizione secolare, accompagnati dai suoi protagonisti. I produttori di questo vino passito e invecchiato così pregiato e dalla produzione limitatissima si possono contare sulle dita di una mano.
Insieme alle cantine del borgo di Vigoleno saranno presenti altri produttori di vini passiti del territorio piacentino, così vocato alla coltivazione della Malvasia di Candia Aromatica, uva perfetta per l’appassimento. Da quest’anno saranno presenti anche ospiti da altri territori.
IL VIN SANTO DI VIGOLENO
Vino passito e invecchiato per un minimo di 5 anni in botti in legno, il Vin Santo di Vigoleno viene comunemente annoverato tra i vini da meditazione. Rappresenta una delle doc più piccole d’Italia, tutelato dal Consorzio dei Colli Piacentini, prodotto esclusivamente dalle cantine del piccolo borgo di Vigoleno, oggi frazione del comune di Vernasca, in Alta Val d’Arda.
Le uve che lo compongono provengono per almeno il 60% da vitigni autoctoni, Santa Maria e Melara, ad oggi oggetto di studio e tutela da parte dell’Università Cattolica di Milano nella sua sede di Piacenza e di altri importanti poli di studio e ricerca. Altri vitigni permessi in minor quantità sono Bervedino, Ortrugo, Trebbiano Romagnolo.
Frutto di una tradizione tramandata da secoli nelle diverse cantine dell’ex contado amministrato dal Castello, dal 1998 fa parte della Doc “Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno“. Un disciplinare dedicato che ne regolamenta la produzione. Nel 2008, per volontà di un gruppo di viticoltori di Vigoleno, viene creata l’Associazione Produttori Vin Santo di Vigoleno, volta alla tutela e alla valorizzazione di questo antico prodotto ancora oggi (e forse soprattutto oggi) così ricercato.
Dal maggio 2018, l’associazione organizza l’evento dedicato al Vin Santo di Vigoleno, “Vinoleno“, proprio all’interno delle mura del suo castello, tra piazze e stretti vicoli. Info e programma: +39 375 5356788 e +39 320 8936104.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
L’appuntamento per l’undicesima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti è fissato per i prossimi 26, 27 e 28 novembre 2022 a Piacenza, grazie alla rinnovata collaborazione tra Fivi e Piacenza Expo.
Dopo il grande successo ottenuto nel 2021, con 20mila ingressi e più di 670 espositori, quest’anno il Mercato torna ed esplode registrando la partecipazione di oltre 850 Vignaioli provenienti da tutte le regioni italiane.
Per ospitare tutte le aziende iscritte al Mercato e il pubblico che da anni affolla la manifestazione, quest’anno saranno ben tre i padiglioni dedicati al vino, dove si potranno conoscere, assaggiare e acquistare migliaia di vini frutto del lavoro e della passione delle Vignaiole e dei Vignaioli Fivi.
Una tensostruttura dedicata accoglierà infine l’area della gastronomia, dove gli artigiani del cibo completeranno la rassegna con le loro proposte. Dopo il successo delle ultime due edizioni, viene confermata la giornata del lunedì, in aggiunta al tradizionale weekend, con un occhio di riguardo quindi per operatori e professionisti del settore.
A disegnare il manifesto dell’edizione il maestro Guido Scarabottolo, illustratore e grafico dalla personalità e dal tratto «che ben rispondono alla natura della Fivi».
11° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti
Data: sabato 26, domenica 27 e lunedì 28 novembre 2022 Luogo: PiacenzaExpo – Via Tirotti, 11 – Piacenza Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, lunedì dalle 11.00 alle 17.00 Parcheggio: gratuito Acquisto biglietti sul portale Vivaticket Ingresso giornaliero: in fiera € 30 (2 gg € 50); online € 25 (2 gg € 40) comprensivo di bicchiere. Ingresso ridotto: € 20 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV – AIES – ASPI – ASSOSOMMELIER e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso). Info utili: 800 i carrelli disponibili per gli acquisti Per info su riduzioni per gruppi: telefonare a 0523/602711 o scrivere a mercatodeivini@fivi.it
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.
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Il Pinot Nero 2020 “Lo Straniero” della cantina Il Poggiarello è il vino rosso dell’anno per la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2023 di winemag.it. Un’etichetta che porta gli splendidi Colli Piacentini alla meritata ribalta nazionale, grazie al lavoro della boutique winery – appena 12 ettari – della costellazione Cantine 4 Valli – Vini Piacenza 1882.
Il nome di fantasia scelto dai cugini Ferrari e Perini, le due famiglie alla guida della cantina situata in località Il Poggiarello, nella frazione Scrivellano di Statto di Travo (PC), rimanda all’origine francese del Pinot Nero.
PINOT NERO IL POGGIARELLO: “LO STRANIERO” HA TROVATO CASA NEL PIACENTINO
“Lo Straniero”, Emilia Igt, è infatti ottenuto da un vigneto certificato biologico di poco meno di un ettaro, le cui barbatelle sono state selezionate in Borgogna. Completa l’uvaggio un 5% di Pinot Tintourier, per un totale di circa 8 mila bottiglie l’anno.
Nel calice del Pinot Nero 2020 “Lo Straniero” della cantina Il Poggiarello domina un’espressione del frutto che rimanda alla rinomata zona francese, più precisamente ai grandi – e per troppo tempo bistrattati – Noir di Volnay.
La parola d’ordine è “eleganza”, pur non mancando tratti di quella sussurrata rusticità che da un lato richiama la nota Appellation d’Origine Contrôlée (Aoc) della Côte de Beaune, dall’altro incolla “Lo Straniero” al terreno piacentino.
IL PINOT NERO DEL POGGIARELLO: DALLA BORGOGNA AI COLLI PIACENTINI
Uno di quei vini, in definitiva, da portare agli amici con l’etichetta celata, invitandoli a indovinare di che si tratti. E godersi l’effetto che fa. Un’occasione da cogliere al volo, dal momento che il vino rosso dell’anno 2023 della Guida Top 100 Migliori vini italiani costa, al momento, meno di 15 euro.
È un vino piuttosto longevo, come dimostra la verticale 2008, 2013, 2015, 2019 messa a disposizione dalla cantina. L’enologo è da sempre Paolo Perini, che ha lavorato all’identificazione del clone dalla Borgogna – è stato scelto il classico 115 – da impiantare al Poggiarello, in un terreno di medio impasto, molto sassoso, ricco di calcare.
Il risultato è un Pinot Nero di gran stoffa. Un’opportunità, per i Colli Piacentini, di raccontarsi attraverso un’espressione autentica del grande vitigno d’Oltralpe. Il tutto in attesa del compimento dell’iter che dovrebbe portare le prime due Docg in provincia di Piacenza.
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Saranno 850 i vignaioli presenti al Mercato Fivi di Piacenza 2022, che si terrà da sabato 26 a lunedì 28 novembre a Piacenza Expo. Tre i padiglioni, con una tensostruttura che accoglierà l’area della gastronomia.
«I tre padiglioni messi a disposizione dal polo fieristico – evidenzia Fivi in una nota – consentiranno di accogliere tutti gli associati Fivi che hanno fatto richiesta di partecipazione».
CESCONI: «IL MERCATO FIVI È LA NOSTRA FESTA»
«Il Mercato di Piacenza – dichiara Lorenzo Cesconi, presidente Fivi – nasce con la volontà di incontrare il pubblico e promuovere la nostra identità di Vignaioli Indipendenti. È la nostra festa, prima ancora di essere una fiera: per questo motivo abbiamo ritenuto giusto che potessero partecipare tutti i soci che ne hanno fatto richiesta, aumentando gli spazi espositivi».
«Dopo due anni complessi, con un’edizione rinviata e una condizionata dalla pandemia – aggiunge Cesconi – con questo undicesimo Mercato vogliamo dare un segno di speranza ancora più forte. I Vignaioli sono un elemento centrale nell’economia e nella cultura italiana e il Mercato dei Vini è l’evento che meglio di qualsiasi altro racconta e mette in luce questa centralità».
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Sono ben 13 i vignaioli presenti nella Top 100 Migliori vini italiani 2022 di WineMag.it (fino a domenica in vendita a 6,49 euro, invece di 12,99 euro) che presenzieranno al Mercato Fivi di Piacenza 2021. L’annuale appuntamento con le 680 cantine aderenti è in programma da sabato 27 a lunedì 29 novembre 2021.
Tra le tappe da non perdere c’è Mos, Cantina dell’Anno 2022 – Nord Italia per la nostra testata. L’occasione di conoscere Luca Moser, il cugino Federico Ferretti e i loro vini eroici prodotti in Val di Cembra, va colta al volo. Saranno presenti al Padiglione 1, corsia E, postazione 35.
Di seguito, da Nord a Sud Italia, gli altri 12 vignaioli premiati dalla nostra annuale Guida, presenti al Mercato Fivi di Piacenza 2021.
LOMBARDIA
Tenuta La Vigna (paglione 1 – F 27)
Cascina La Vigna – Parco del Montenetto
25020, Capriano del Colle (Brescia)
Martilde (paglione 2 – N 21)
Via Croce, 4
27040, Rovescala (Pavia)
Perego & Perego (padiglione 1 – D 81)
Largo Medaglia d’oro, 2
27040 Rovescala (Pavia)
PIEMONTE
Ca ed Curen (padiglione 1 – D 25)
Località Romanino, 14
12056 Mango (Cuneo)
VENETO
Vigne al Colle (padiglione 1 – B 43)
Via Palazzina, 100
35030 Rovolon (Padova)
Giovanna Tantini (padiglione 1 – C 73)
Località I Mischi via Unità d’Italia, 10
Castelnuovo del Garda (Verona)
Le Fraghe di Matilde Poggi (padiglione 1 – C 35)
Loc. Colombare, 3
37010 Cavaion Veronese (Verona)
EMILIA ROMAGNA
Tre Monti (padiglione 1 – B 103)
Via Lola, 3
40026 Imola (Bologna)
TOSCANA
Sanlorenzo (padiglione 1 – B 53)
Podere Sanlorenzo, 280
53024 Montalcino (Siena)
MARCHE
Montecappone (padiglione 1 – B 104)
Via Colle Olivo, 2
60035, Jesi (Ancona)
UMBRIA
Antonelli (padiglione 1 – B 35)
Località San Marco, 60
06036 Montefalco (Perugia)
CALABRIA
Fezzigna Vignaioli dal 1957 (padiglione 1 – B 87)
Località Caraconessa
88823, Umbriatico (Crotone)
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“Vi invito a bere con abbondanza vino buono, perché il vino è segno della vita eterna. In Paradiso, fratelli miei, gli astemi non potranno venire, perché si beve vino!“.
Così Don Pietro Cesena, durante la Santa Messa di Natale delle 10.30 nella Parrocchia dei Santi Angeli Custodi di Borgotrebbia, in provincia di Piacenza. Il video dell’omelia del sacerdote è diventato virale in poche ore.
Il sacerdote non è nuovo a prediche originali. Nel settembre 2019, durante un’omelia, aveva dichiarato che “alcuni rapper sono degli stronzi” e che se ne incontrasse uno “lo picchierebbe”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
“Cari Vignaioli, dopo averne discusso a lungo e aver valutato con attenzione la situazione, scriviamo per comunicarvi che l’edizione 2020 del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti che si tiene ogni anno a Piacenza è rimandata all’anno prossimo”. Così il direttivo Fivi, nell’annunciare agli associati la cancellazione del Mercato Fivi 2020, in programma dal 28 al 30 novembre prossimi. Una notizia anticipata il 5 maggio da WineMag.it.
L’ufficialità dei rumors arriva oggi, 9 ottobre 2020, a conferma dei rumors che circolavano da mesi in merito alla necessità di rimandare al 2021 la kermesse piacentina e a seguito dei ripetuti problemi tecnici al sistema informatico della Federazione, per l’iscrizione dei vignaioli all’evento.
Un provvedimento “preso di comune accordo con Piacenza Expo, alla luce dell’emergenza Covid-19 in atto e della sua evoluzione, tenendo anche conto di quale sarà il periodo in cui sarebbe dovuto svolgersi il Mercato 2020“.
“Abbiamo però pensato che, se da una parte il buon senso deve prevalere, non è giusto che questa situazione ci fermi del tutto e se allora il nostro Mercato non si può svolgere è nostro dovere continuare a collaborare tra noi, con gli appassionati e con gli esercizi amici plasmandoci in maniera differente”, scrive il direttivo Fivi.
“Se non possiamo trovarci tutti insieme cambiamo formula – continua la missiva inviata ai soci Fivi – creiamo occasioni d’incontro più piccole, più contenute, dove possiamo comunque far assaggiare i vini e spiegare chi sono i Vignaioli Indipendenti, cosa fanno, quali sono le diverse storie che stanno dietro a ogni bottiglia”.
La Federazione ha dunque pensato a quattro appuntamenti che si svolgeranno durante il corso del mese di novembre 2020. I primi tre appuntamenti saranno i Mercoledì da Vignaioli, evento ormai di tradizione che “serviranno a metterci in contatto con appassionati e sostenitori in tre diverse serate, moltiplicando le occasioni d’incontro”, prevede il direttivo Fivi.
L’ultimo incontro, che si terrà il 29 novembre, data in cui avrebbe dovuto esserci il Mercato, è invece una formula nuova: “Una domenica dal vignaiolo”. “Si tratta – spiega Fivi – di una giornata in cui i vignaioli che vorranno aderire ospiteranno uno o più Vignaioli di altre zone d’Italia e apriranno le porte della propria cantina ai visitatori”.
“Un’occasione – continua il direttivo della Federazione – per raccontare Fivi, al fine di far comprendere cos’è esattamente e cosa vuole dire essere ‘vignaiolo’ oggi. L’idea è di creare un modo un po’ differente e curioso per parlare di vino, sottolineando che oltre al concetto fondamentale della tipicità promosso dalla Fivi esiste anche quello di cultura e di etica del vino, denominatori comuni dei Vignaioli Indipendenti, una comunione di intenti in qualunque territorio essi si trovino”.
I dettagli della giornata saranno declinati in base alla discrezione dei vignaioli: “Saranno i soci – annuncia Fivi – a decidere chi invitare e quale zona d’Italia presentare. Potrà essere anche una giornata organizzata a livello di delegazione, in cui vengono invitati uno o più Vignaioli in rappresentanza di un’altra zona”.
L’ingresso sarà gratuito e aperto a tutti, nei limiti delle norme anti contagio. Si potranno comprare le bottiglie, oltre ad assaggiarle. Già decide le date: 4 novembre 2020 – Un Mercoledì da Vignaioli; 11 novembre 2020 – Un Mercoledì da Vignaioli; 18 novembre 2020 – Un Mercoledì da Vignaioli; 29 novembre 2020 – Una Domenica dal Vignaiolo.
“La voglia di non arrendersi – dichiara la presidente Fivi Matilde Poggi – e di dare un forte segnale di ripresa ci ha spinto questa estate a confermare le date di novembre 2020 del Mercato dei Vini”.
“Dopo lunghe e sentite riflessioni ha prevalso però la convinzione che in questo momento la sicurezza e il buonsenso debbano avere la priorità. Facciamo la nostra parte evitando gli assembramenti – conclude la presidente Fivi – ma non rinunciamo alla possibilità di creare occasioni alternative di incontro con sostenitori e appassionati più sicure e contenute”.
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Chiusa una cantina in provincia di Caserta e sequestrate 738 bottiglie di spumante e vino rosso in provincia di Piacenza. Sono gli esiti più eclatanti dell’ultima tornata di operazioni dei Carabinieri del Nucleo Tutela Agroalimentare guidati dal comandante colonnello Luigi Cortellessa, insieme ai Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale con le stazioni dei Gruppi carabinieri forestali.
I blitz hanno interessato 170 aziende del settore agroalimentare operanti sul territorio nazionale, non solo nell’ambito della produzione di vino. Vige comunque il massimo riserbo sui nomi delle due cantine finite nel mirino del Rac.
Come riferiscono gli inquirenti a WineMag.it, la cantina campana era priva di autorizzazione sanitaria. In particolare, la chiusura ha interessato un deposito di circa 250 metri quadrati.
Il vino sequestrato in provincia di Piacenza era invece privo del numero di lotto. All’interno della cantina, i militari hanno rinvenuto 246 bottiglie di vino rosso e 492 di bottiglie di spumante senza l’indicazione di legge.
“Il costante e rilevante impegno dei carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare (Rac) per la tutela dei marchi di qualità, la difesa dei biologico di qualità, la rintracciabilità degli alimenti ed etichettatura – commenta la ministra Teresa Bellanova – ha prodotto, nel solo mese di settembre, risultati importanti e conferma quanto il nostro sistema dei controlli sia efficiente e coordinato e testimonia l’enorme attenzione che l’Italia pone nel tutelare le proprie produzioni di qualità”.
Più in generale, nel corso delle attività sono stati sequestrati 594 tonnellate di alimenti per un valore di circa 100 mila euro per false evocazioni e infrazioni sull’etichettatura. Cinque titolari di aziende sono stai denunciati per vendita di prodotti industriali con segni mendaci, frode in commercio, gestione illecita di rifiuti speciali, emissione in atmosfera e violazione di sigilli; una cantina è stata chiusa poiché priva di registrazione sanitaria.
Per mancanza di rintracciabilità sono stati infine sequestrati 4 capi bovini; 1.600 litri di vino; 18 mila uova; 10 mila etichette evocanti marchi di tutela; 190 mila sacchetti che evocando il made in Italy erano in realtà destinati al confezionamento di funghi di provenienza bulgara. Sessantacinque le sanzioni comminate per un ammontare di oltre 105 mila euro.
“La nostra priorità – conclude Bellanova – è difendere tutti i consumatori, assicurare la sicurezza alimentare, la trasparenza, la qualità e la salubrità delle produzioni. Soprattutto in questo periodo così critico è nostro dovere salvaguardare la salute dei cittadini, la reputazione del nostro Paese e l’intero comparto”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Torna a Piacenza, il 5 e il 6 settembre 2020, la seconda edizione di Gola Gola Food and People, la manifestazione che declina il tema del cibo in molteplici dimensioni e allo stesso tempo offre ai visitatori l’opportunità di tornare a vivere la città con serenità, ma nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.
Ristoranti, bar, negozi, produttori e aziende agricole diventano protagonisti di un’iniziativa diffusa, che si dirama tra talk show, degustazioni e mercato delle specialità alimentari selezionate accuratamente nel segno della qualità, coinvolgendo personalità della cultura a 360 gradi, chiamate a discutere di temi di grande attualità come la sostenibilità e l’impatto dei comportamenti alimentari sull’ambiente e di storia della tradizione culinaria.
Cooking show, laboratori, degustazioni guidate offerte dal Consorzio di Tutela dei Salumi Tipici Piacentini, la Notte Bianca dei Golosi in Piazza Cavalli ed i numerosi banchi del Mercato delle Specialità tra vini, caffè, cioccolate, formaggi stagionati, focacce, farine, birre, insaccati tradizionali e oli extravergini animeranno la città.
Appuntamenti musicali e tour guidati completano il programma di un evento panoramico, realizzato per volere del Comune di Piacenza, grazie al supporto di Camera di Commercio, Fondazione Piacenza Vigevano, Iren, Confindustria Piacenza, Coldiretti Piacenza e Consorzio Piacenza Alimentare.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Gola Gola Food and People torna a Piacenza per la seconda edizione il 5 e il 6 settembre 2020, declinando il tema del cibo in molteplici dimensioni e allo stesso tempo offrendo ai visitatori l’opportunità di tornare a vivere la città con serenità, ma nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.
Ristoranti, bar, negozi, produttori e aziende agricole diventano protagonisti di un’iniziativa diffusa, che si dirama tra talk show, degustazioni e mercato delle specialità alimentari selezionate accuratamente nel segno della qualità, coinvolgendo personalità della cultura a 360 gradi, chiamate a discutere di temi di grande attualità come la sostenibilità e l’impatto dei comportamenti alimentari sull’ambiente e di storia della tradizione culinaria.
Cooking show, laboratori, degustazioni guidate offerte dal Consorzio di Tutela dei Salumi Tipici Piacentini, la Notte Bianca dei Golosi in Piazza Cavalli ed i numerosi banchi del Mercato delle Specialità tra vini, caffè, cioccolate, formaggi stagionati, focacce, farine, birre, insaccati tradizionali e oli extravergini animeranno la città.
Appuntamenti musicali e tour guidati completano il programma di un evento panoramico, realizzato per volere del Comune di Piacenza, grazie al supporto di Camera di Commercio, Fondazione Piacenza Vigevano, Iren, Confindustria Piacenza, Coldiretti Piacenza e Consorzio Piacenza Alimentare.
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Nuovo flop del sistema informatico di Fivi. Alle ore 9.10 odierne, ovvero a soli dieci minuti dall’apertura delle iscrizioni al X Mercato, risultavano quasi 2 mila richieste a una delle postazioni dell’evento in programma a Piacenza Expo (28-30 novembre 2020). Un numero che doppia quello dei soci della Federazione italiana vignaioli indipendenti ed è superiore al triplo dei posti messi a disposizione da Fivi (“circa 640”).
Il tutto a causa dell’assenza della conferma immediata di avvenuta iscrizione, che ha costretto diversi vignaioli a ripetere più volte l’operazione, dall’inizio. Ora il rischio è che anche questa tornata di iscrizioni venga annullata, come accaduto una settimana fa.
Oltre a lamentare i problemi tecnici del portale e il metodo stabilito per assicurarsi un posto all’evento, una parte consistente di vignaioli chiede più spazio per il X Mercato di Piacenza, in modo da assicurare a un numero più consistente di iscritti la possibilità di incontrare winelovers e professionisti del settore.
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Tra le mille incertezze del 2020 del vino italiano, c’è anche quella sull’effettivo svolgimento del Mercato Fivi 2020 di Piacenza Expo, in programma – Coronavirus permettendo – dasabato 28 novembre a lunedì 30 novembre. Alle ore 9.00 odierne, 28 luglio 2020, si aprono per la seconda volta le iscrizioni dei vignaioli all’evento clou degli “Indipendenti“.
I posti a disposizione sono “circa 640”, come annuncia testualmente il management Fivi, rispondendo alle decine di domande e reclami giunti dopo il clamoroso flop della prima sessione di iscrizioni alla X edizione del Mercato piacentino, il 22 luglio 2020.
“Se la situazione dovesse cambiare nei prossimi tempi e non ci fossero più le condizioni, il Mercato non si farà, fermo restando che le quote versate dai Vignaioli verranno restituite – precisa Fivi in una mail inviata ai soci – ma per ora andiamo avanti con l’organizzazione impegnandoci a prevedere tutto quanto riportato nel protocollo Covid-19“.
Dal canto suo, Piacenza Expo sta adottando i protocolli e le misure previste dalle linee guida della Conferenza delle Regioni e dal Dpcm del 14/07/20, che disciplinano l’organizzazione di fiere e congressi nei quartieri fieristici.
“Precisiamo che la situazione è in completo divenire – continua la direzione Fivi – in funzione dell’andamento epidemiologico”. In ogni caso, quello del 2020 sarà un Mercato di Piacenza sui generis.
Tra le novità, come previsto dalle normative anti Coronavirus, la differenziazione degli accessi in entrata e in uscita; la promozione ‘prenotazione online della visita‘ da parte dei visitatori; l’accesso contingento nelle aree comuni; la segnaletica orizzontale per favorire il distanziamento sociale.
E ancora: la presenza di personale a presidio dell’osservanza delle disposizioni in vigore; l’intensificazione delle pulizie e dell’ igienizzazione degli spazi comuni e dei servizi igienici; l’obbligatorietà dell’accesso al padiglione con mascherina; la possibilità di effettuare le degustazioni attraverso il mantenimento del distanziamento sociale.
“Di pari passo agli adeguamenti normativi – conclude Fivi nell’ultima comunicazione inviata agli iscritti – sta partendo, come sempre, la campagna di comunicazione quest’anno potenziata, rivolta a Italia ed Europa nell’ottica di mantenere e migliorare la qualità dei visitatori e degli operatori del settore”.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Tutto da rifare. Il direttivo Fivi ha deciso di annullare la sessione mattutina di iscrizioni al 10° Mercato dei Vini di Piacenza 2020. Un provvedimento adottato in seguito a decine di segnalazioni di malfunzionamenti del sito web ufficiale della Federazione, giunte da tutta Italia da parte delle cantine socie. Nel giro di un’ora, come riferito in mattinata da WineMag.it, tutte le postazioni solitamente a disposizione (oltre 600) erano state occupate.
“Cari vignaioli – si legge nella mail diramata poco fa da Fivi – siamo davvero dispiaciuti per il malfunzionamento del sito per le iscrizioni al Mercato dei Vini. Si sono verificati una serie di disguidi tecnici, non dipendenti da noi né da Piacenza Expo, che hanno mandato in collasso il sistema e causato diversi problemi a molti di voi”.
Visto l’oggettivo malfunzionamento del sito riteniamo corretto annullare le iscrizioni avvenute oggi e riprogrammare l’apertura delle stesse per la prossima settimana. Le iscrizioni di oggi non verranno considerate valide e riapriranno all’inizio della settimana prossima, riceverete nei prossimi giorni tutti i dettagli”.
Oltre ai disservizi del sito web, numerose segnalazioni e lamentele da parte dei vignaioli riguarderebbero l’orario di apertura delle iscrizioni, avvenuto prima delle ore 9 odierne. Diversi vignaioli, connettendosi alla piattaforma, avrebbero infatti iniziato a ricevere conferme positive di iscrizione già dalle 8.50.
Malfunzionamenti che hanno convinto la dirigenza della Federazione ad annullare le iscrizioni, riprogrammandole “all’inizio di settimana prossima”. Maggiori informazioni saranno fornite ai vignaioli nelle prossime ore (la voce più accreditata è quella di lunedì 27 luglio).
Nel frattempo, qualcuno inizia a interrogarsi sul senso della “corsa alle armi” per accaparrarsi un posto al Marcato di Piacenza. Una manifestazione che, di anno in anno, brucia i record di partecipazioni del pubblico dell’anno precedente, come dimostrano le 22.500 adesioni dell’edizione 2019 (2018 erano state 18.500, mentre nel 2017 15 mila).
La sede dell’Expo di Piacenza, nonostante le richieste di una location in grado accogliere un numero più elevato di vignaioli, viene però definita intoccabile dalla dirigenza Fivi, che storce il naso anche al cospetto di Milano, a 90 chilometri di distanza dalla città emiliana.
Secondo voci accreditate, alle ore 10.30 odierne – ovvero ad appena un’ora e mezza dall’apertura delle iscrizioni per il 10° Mercato Fivi – il numero assegnato ad alcune cantine superava il 1.100. Quasi il doppio dei posti solitamente messi a disposizione, anche se regna il silenzio di Fivi sul numero definitivo di postazioni dell’edizione 2020.
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Nuovo record per i Vignaioli indipendenti. I tentativi di iscrizione al Mercato Fivi di Piacenza 2020 da parte di centinaia di vigneron stanno mandando in tilt il sito web ufficiale della Federazione. Si prospetta il sold outnel giro di un’ora dall’apertura dei “cancelli”, avvenuta questa mattina alle ore 9.
Ancor meglio di quanto accaduto nel 2019, quando le 622 postazioni messe a disposizione a Piacenza Expo furono assegnate in 10 ore. Spazzato via nel giro di 60 minuti, dunque, lo scetticismo di una parte della “base” Fivi, che avrebbe preferito rimandare al 2021 l’edizione numero 10 del Mercato di Piacenza.
Le date sono state invece confermate (28-30 novembre, Piacenza Expo) e Matilde Poggi ha ribadito l’importanza della scelta: “Con la conferma del Mercato – ha sottolineato la presidente Fivi- i Vignaioli Indipendenti vogliono ritrovare il piacere dello stare insieme, ma anche mandare un messaggio forte per la ripartenza del settore vitivinicolo e non solo, dopo il lockdown e le restrizioni dovute al Covid-19“.
Grazie a un giorno in più di kermesse – tre al posto dei consueti due – il Mercato dei Vini dei Vignaioli Fivi 2019 (qui i migliori assaggi), ha segnato a sua volta il nuovo record di ingressi: 22.500 persone. Nel 2018 erano state 18.500, mentre nel 2017 15 mila. Cresce dunque l’attesa per la risposta del pubblico all’edizione 2020.
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I Vignaioli Indipendenti confermano le date della decima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti 2020, in programma dal 28 al 30 novembre a Piacenza Expo. Un’edizione in cui lo spazio espositivo sarà più ampio, nel rispetto delle norme del distanziamento sociale, gli orari di apertura estesi, con ingressi contingentati e monitorati.
Le iscrizioni delle cantine si apriranno mercoledì 22 luglio 2020, alle ore 9. Lo scorso anno, come riportato da WineMag.it, il Mercato di Piacenza ha registrato il tutto esaurito delle postazioni messe a disposizione, nel giro di sole 10 ore.
“Con la conferma del Mercato – dichiara Matilde Poggi, presidente Fivi- i Vignaioli Indipendenti vogliono ritrovare il piacere dello stare insieme ma anche mandare un messaggio forte per la ripartenza del settore vitivinicolo e non solo. Per la Fiera di Piacenza, nostro partner in questo progetto da anni, questa sarà la prima esposizione organizzata direttamente dopo il lockdown e le restrizioni dovute al Covid-19″.
I Vignaioli aderenti alla Fivi sono i rappresentanti di una viticoltura che vuole farsi custode del territorio e seguono l’intera filiera produttiva dalla coltivazione delle vigne fino alla produzione e alla vendita del vino. L’immagine della locandina della decima edizione è stata disegnata da Gianluca Folì, illustratore romano, già autore nel 2016 dell’immagine del Mercato: si tratta di un uomo e una donna ballano stretti con armonia e forza.
“Sono un vignaiolo e la Madre Terra – spiega la Federazione – abbracciati a loro volta dai tralci della vite che crea un legame profondo tra i due”. Questa l’illustrazione della nuova locandina, con cui i Vignaioli Indipendenti danno appuntamento a tutti gli appassionati di vino nell’atmosfera festante del Mercato. Sarà possibile accedere sabato 28 e domenica 29 novembre, dalle 11.00 alle 20.00, e lunedì 30 dalle 10.00 alle 18.00.
INFO IN BREVE | Mercato FIVI a Piacenza: Quando: sabato 28, domenica 29 e lunedì 30 novembre 2020 Dove: PiacenzaExpo – Località le Mose, Via Tirotti, 11 – Piacenza Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 20.00, lunedì dalle 10.00 alle 18.00 Parcheggio: gratuito Info utili: 800 i carrelli disponibili per gli acquisti
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.
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Nuova bufera nella Fivi. Questa volta è l’e-commercedi vino attivato il 2 luglio da alcuni vignaioli toscani ad agitare la Federazione italiana vignaioli indipendenti, già scossa dalle incognite sul Mercato di Piacenza 2020 e dalle evidenti pressioni della costola denominata “Rete Vignaioli“, durante il lockdown da Coronavirus.
A poche ore dalla messa online del “Mercato virtuale“, a cui hanno aderito un centinaio di vignaioli da tutta Italia – quasi il 10% dei 1.300 soci Fivi – il Consiglio direttivo della Federazione ha diramato una mail volta a stroncare sul nascere il nuovo portale:
Cari vignaioli, molti di noi hanno ricevuto in questi giorni una mail avente per oggetto ‘Presentazione de ‘I vini dei vignaioli indipendenti’. Si riferisce ad un sito e-commerce di vino promosso in maniera autonoma da un gruppo di vignaioli Fivi.
In seguito alle numerose richieste di chiarimento ricevute in queste ore da soci Fivi, giornalisti e consumatori, vogliamo con la presente ribadire che non si tratta in alcun modo di un’iniziativa Fivi e che il Consiglio direttivo non era assolutamente stato informato”.
È proprio su questa ultima frase che si concentra il nodo della querelle. Secondo quanto rivela a WineMag.it Gregorio Galli (nella foto sopra) tesoriere dell’associazione vignaioli toscani, il Direttivo Fivi era informato dell’iniziativa sin dagli esordi, ma ha deciso di non promuoverla ufficialmente, ritenendola poco strategica.
“Matilde Poggi in persona è informata su questo progetto sin dal mese di febbraio 2020 – sottolinea Galli – ovvero da quanto, in pieno lockdown da Coronavirus, noi vignaioli toscani abbiamo proposto a Fivi di aprire un e-commerce, sull’esempio dei nostri cugini francesie di quello, già funzionante, dei vignaioli trevigiani“.
Del resto, con Matilde, siamo amici da tanto tempo. Andremo dunque avanti con il nostro progetto, consci di aver creato qualcosa che non ha altro intento se non quello di offrire un servizio in più ai vignaioli indipendenti. Ci chiediamo, però, perché l’e-commerce dei vignaioli trevigiani non viene criticato e il nostro sì?”.
D’altro canto, il “Mercato virtuale” promosso dall’associazione vignaioli toscani, “non presenta alcun riferimento a Fivi, né a marchi o loghi registrati”: “Se qualcuno ha dubbi li esprima – chiosa il tesoriere Gregorio Galli – con la consapevolezza che si tratta di qualcosa di ben noto al Direttivo Fivi, sin dalla sua fase embrionale”.
Affermazioni che Fivi non conferma. “Nulla da dichiarare, in quanto la questione è già stata chiarita internamente durante l’assemblea di oggi” (ieri, ndr) è la risposta dell’ufficio stampa della Federazione, interrogato sull’argomento da WineMag.it. Una riunione animata in gran parte dal tema “Mercato virtuale”, in cui Fivi ha annunciato un avanzo positivo di 200 mila euro. Un tesoretto sottochiave, in banca.
Intanto, l’e-commerce di “vino indipendente” continua a crescere e a convincere sempre più vignaioli in tutta Italia. Il costo dell’adesione, riservata agli associati Fivi, è di 80 euro: “Denaro che sarà interamente reinvestito in promozione, con le casse dell’associazione di scopo che dovranno essere a zero, a fine esercizio annuale”.
“Visto il no del Direttivo Fivi al progetto – spiega Gregorio Galli – abbiamo appunto deciso di attingere in toto alle casse dei vignaioli toscani per aprire una Associazione temporanea di scopo, utile a mettere in piedi una struttura digitale leggera, funzionale alle nostre esigenze più immediate”.
Grazie alla tecnologia Stripe, il “Mercato virtuale”, funge esclusivamente da luogo d’incontro tra consumatori e vignaioli. Senza transito di soldi o bottiglie. L’ordine del cliente arriva direttamente alla cantina e, in contemporanea, attiva lo spedizioniere per la consegna a domicilio, dalla provincia di Arezzo.
Particolare attenzione è stata riservata alla politica dei prezzi dei vini presenti sull’e-commerce. “Abbiamo discusso molto di questo – ammette Galli – con l’obiettivo di non creare problemi da un lato all’Horeca, dall’altro alle aziende che si occupano già della distribuzione dei nostri vini”.
L’invito ai vignaioli è di proporre prezzi generalmente più alti di quelli praticati in cantina o al Mercato di Piacenza, prendendo come riferimento quelli dello scaffale delle enoteche dove sono già presenti le etichette. Il portale si rivolge al cliente finale e non vuole minare i rapporti pregressi delle aziende”.
Sul “Mercato virtuale” si troverà dunque “il prezzo giusto” di ogni vino, lasciando però “margini di manovra per l’applicazione di sconti a discrezione del singolo vignaiolo”. I promotori hanno preparato un prospetto, con “calcoli utili a non scendere sotto a una determinata soglia”. Tutto, insomma, per evitare il secondo boomerang.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Prosegue in Emilia Romagna il tour di WineMag.it tra le cantine che offrono ospitalità in Italia. Dopo Oltrepò Pavese, Lazio e Campania, tocca alle aziende agricole non lontane dalle città emiliane e romagnole e alle loro proposte di (eno) turismo di prossimità “Covid-free”: Bologna, Reggio Emilia, Forlì Cesena, Parma, Piacenza, Modena e Rimini.
Come emerso durante la presentazione “Piccoli comuni e cammini d’Italia” della Fondazione Symbola con Ifel e da numerose proiezioni Coldiretti, in occasione dell’estate 2020 un italiano su 4 sceglierà come meta delle proprie vacanze una località all’interno della propria regione.
Il turismo nazionale vale 102 miliari di euro all’anno e la vacanza a “km zero” è un faro nella notte per la ripresa del settore. Non fa eccezione l’Emilia Romagna, regione che ha tutte le carte in regola – grazie alle numerose cantine in grado di garantire ottimi vini e un eccellente livello di ospitalità – per offrire soluzioni per tutte le tasche e portafogli.
I vigneti, del resto, sono distribuiti in tutte le province. Dalla “bassa”, alle colline, dall’appenino fino alla riviera romagnola, sono tante le opportunità per concedersi qualche giorno di relax e di degustazioni tra Lambrusco, Gutturnio, Ortrugo, Trebbiano, Malvasia, Albana di Romagna e, naturalmente, Sangiovese, il vino che identifica la romagna.
PROVINCIA DI BOLOGNA
AZIENDA AGRICOLA BONFIGLIO
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A Monteveglio, a metà strada tra Bologna e Modena ha sede l’azienda agricola Bonfiglio. Con la ristrutturazione di un vecchio casolare sono state ricavate cinque camere ed un mini appartamento con cucina, il Baraldesco.
Le “Stanze di Bacco” portano i nomi dei vini prodotti, sono tutte arredate in stile moderno con bagno privato. Comode bici elettriche son ad uso degli ospiti per partire alla scoperta della Valsamoggia.
Monteveglio, dove si trovano anche le colonnine di ricarica delle biciclette, è famosa per l’Abbazia. Luogo di pace e di relax merita una visita. Sarà ristoratrice anche una passeggiata lungo i sentieri natura del Parco dell’Abbazia, adatti anche ai meno esperti.
Presso l’azienda sarà possibile degustare i vini dei Colli Bolognesi con il Pignoletto protagonista anche in versione passita. Non mancano vini rossi fermi e frizzanti a base di Cabernet Sauvignon, Barbera e Merlot anche accoppiati nel Barbarot.
Cantina Bonfiglio – Le stanze di Bacco
via Cassola 20 Valsamoggia
40053 Monteveglio, (Bo) +39 051 830758
+39 3332767030 info@bonfigliovini
FLORIANO CINTI
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La proposta di ospitalità della cantina Floriano Cinti di Sasso Marconi è l’agriturismo l’Isola del Sasso. Quattro camere doppie e tre mini appartamenti con angolo cottura con particolare attenzione alle famiglie con disabili cui è riservata una camera doppia al primo piano.
Tutte le stanze dispongono di bagno privato, aria condizionata, TV led e connessione wi-fi e si affittano colazione inclusa. Dolci, marmellate, salumi e affettati homemade per viziare gli ospiti già dal mattino.
Al ristorante dell’agriturismo la parola d’ordine è territorialità: l’80% delle materie utilizzate in cucina proviene dall’azienda, il resto da fornitori locali.
L’Isola del Sasso è la tappa perfetta per la prima sosta lungo il cammino degli Dei. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di un itinerario di media difficoltà lungo 130 km da Emilia Romagna a Toscana. Si cammina per sei giorni, dalla “Piazza Grande” di Lucio Dalla fino a Firenze.
L’agriturismo dista solo 3,5 km dal percorso ufficiale e fa parte delle strutture convenzionate per il timbro della “credenziale”, il passaporto che certifica il tratto compiuto.
Inoltre, se ai vini di Floriano Cinti volete abbinare un po’ di cultura a poca distanza potete visitare Villa Griffone. Casa paterna di Guglielmo Marconi, monumento nazionale ed oggi sede del museo. Lì il premio Nobel diede inizio ai suoi primi esperimenti di trasmissione radio.
Cantine Floriano Cinti
Agriturismo Isola del Sasso Via Gamberi, 50 40037 Sasso Marconi (Bo) +39 0516751646 info@isoladelsasso.it
TENUTA FOLESANO
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Se il Medioevo vi affascina, Tenuta Folesano fa al caso vostro. L’agriturismo si trova proprio all’interno di borgo dell’età di mezzo, appartenuto ai Conti di Panico famiglia di potenti e belligeranti feudatari bolognesi.
Ma l’epoca dei guelfi e dei ghibellini è passata. L’atmosfera adesso è pacifica ed accogliente. Il palazzo, finemente ristrutturato secondo i dettami delle belle arti è un piccolo gioiello che si erge dai vigneti intrisi di storia.
Le camere con pavimento in pietra di Gerusalemme, i soffitti con le travi a vista sono gioia la per la vista, ambienti di una rivista shabby chic. Per la prima colazione una sala da pranzo con cucina hi-tech eventualmente a disposizione. I vini prodotti dalla Tenuta sono cinque e biologici. Tra questi il Balanzone, dedicato alla maschera bolognese più famosa.
La versione rossa, che rientra nella denominazione Bologna Dop è a base di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese ed affina in piccole botti di rovere. Fa parte invece della Doc Pignoletto quella bianca frizzante a base di Grechetto Gentile con affinamento 3 mesi sur lies.
LA PALAZZONA DI MAGGIO
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Siamo a Ozzano Emilia, comune della città metropolitana di Bologna nella zona della Doc Colli Imola e Romagna. Dagli anni 60 la famiglia Perdisa coltiva Sangiovese e Albana affiancato a vitigni internazionali.
Associati Fivi, con certificazione biologica Icea producono circa 50 mila bottiglie all’anno. Tra le etichette in gamma il vino “Dracone”, un Cabernet Franc anche in versione riserva, “Le Armi” Sangiovese Riserva ma anche lo Chardonnay, “Maleto”.
Il B&B Le Vigne è stato realizzato nell’antica casa del fattore di Villa Palazzona, antica dimora storica che domina la tenuta circondata da un giardino all’inglese che viene utilizzata anche per meeting e matrimoni. Per gli ospiti del B&B sono riservate due camere matrimoniali.
Il salone, la cucina, la sala lettura ed il giardino con barbecue sono di libera fruizione. Anche gli animali sono ben accetti e troveranno una ciotola tutta per loro. La colazione è a km zero ed incontra tutti i gusti, dal dolce al salto.
Tenuta Palazzona di Maggio B&B Le vigne Via Panzacchi 16 40064 Ozzano dell’Emilia (Bo) +39 335 397030 lapalazzona@gmail.com
PROVINCIA DI REGGIO EMILIA
LE BARBATERRE
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Situata nelle terre matildiche ai piedi dell’Appennino Tosco Emiliano, a Bergonzano, le Barbaterre sono un’azienda a conduzione biologica ed ecosostenibile. La cantina è nata nel 200.
In gamma tre rifermentati in bottiglia (Lambrusco dell’Emilia, Marzemino e Sauvignon), spumanti Metodo classico anche con lunghi affinamenti come il Blanc de Noirs Marandalè (oltre i 60 mesi sui lieviti) e vini rossi fermi a base di Pinot Nero e Cabernet Sauvignon.
Sul fronte dell’ospitalità, Le Barbaterre offre tre camere con servizi igienici indipendenti e wifi. La cucina del ristorante propone i piatti della cucina tipica reggiana. Il contesto è poco antropizzato per una full immersion nel verde e un ricongiungimento con la natura.
Le Barbaterre Via Cavour, 2/A – Bergonzano 42020 Quattro Castella (Re) +39 0522 247573 agriturismo@barbaterre.it
VENTURINI BALDINI [metaslider id=”50335″]
Roncolo 1888, dal nome della frazione di Quattro Castella in cui si trova è il wine resort della cantina Venturini Baldini. Nove camere e due suites all’interno di Villa Manodori, edificio del ‘500 che fu dimora di alcune famiglie nobili, tra cui, a fine 800 i Marchesi Manodori. L’azienda propone diversi pacchetti relax ed enogastronomici.
L’azienda Venturini Baldini è stata una tra le prime, in Emilia, ad ottenere la certificazione biologica. Oltre ai Lambruschi, alla Malvasia e ai vitigni internazionali è impegnata nella valorizzazione di vitigni storici ed autoctoni riscoperti, come il Malbo Gentile, la Spergola, il Montericco. Produce anche aceto balsamico nelle 400 botti dell’antica acetaia.
Venturini Baldini Via Filippo Turati, 42 42020 Roncolo di Quattro Castella (Re) +39 0522 249011 info@venturinibaldini.it
CANTINA ROTA – VILLA CASTELLAZZO
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Sita a Castellazzo, frazione di Reggio Emilia, l’azienda vitivinicola Rota possiede circa 33 ettari di vigneti e produce Lambrusco Salamino, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Grasparossa e Ancelotta.
Villa Castellazzo, dedicata all’accoglienza, è frutto del restauro di una ex cascina ed è circondata da un elegante giardino all’italiana. La ristrutturazione dell’edificio si è realizzata nel rispetto dell’ambiente circostante ed è stata conservativa poichè molti degli appartamenti erano già presenti nella casa padronale seppur privi di servizi igienici.
La struttura dispone di sei appartamenti con arredi disegnati e costruiti in loco. Varie le metrature disponibili: dal monolocale alla suite, come l’appartamento Alba disposto su due livelli con affaccio su terrazzo coperto vista vigneti.
Nel pieno della food valley, Villa Castellazzo può essere una soluzione conveniente per partire alla scoperta dell’Emilia o per fare e uno shop tour tra i produttori di Parmigiano Reggiano.
Cantina Rota – Villa Castellazzo via Romani 27 42122 Reggio Emilia tel: +39 0522 340.118 info@villacastellazzo.it
PROVINCIA FORLÌ CESENA
FATTORIA PARADISO [metaslider id=”50263″] Ai piedi del “Balcone della Romagna”, il meraviglioso borgo di Bertinoro, sorge l’azienda Fattoria Paradiso. Cinquanta ettari di vigneto di cui 15 con vigne di oltre 70 anni e 10 cru riconosciuti ed inseriti nei vigneti storici dell’Emilia Romagna.
Le due cascine coloniche ristrutturate offronto diverse soluzioni abitative: camere, suite o appartamenti. Per rinfrescarsi in estate due piscine a sfioro tra i vigneti con ampia zona relax.
La proposta enoturistica dell’azienda si completa con un museo del vino, un museo della civiltà contadina e auto e moto d’epoca. Per la ristorazione la Locanda Gradisca di ispirazione artusiana.
BORGO CONDÉ WINE RESORT
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A pochi minuti da Forlì sorge il wine resort Borgo Condé. Una vera e propria oasi isola di pace e tranquillità all’insegna di lusso e charme. Camere familiari, suites, inclusa una presidenziale di 95 mq sono dislocate nelle tre ville che si trovano a 300 e 500 metri di distanza dal Borgo.
Il resort è dotato di tutto quello che serve per godere del benessere a 360 gradi. Dalla palestra alla Spa con piscina all’aperto o coperta e riscaldata, bagno turco, sauna, docce emozionali e trattamenti su prenotazione.
Per la ristorazione la proposta si fa in tre. La cucina è quella tipica del territorio con pasta fresca tirata a mano, specialità romagnole e anche piatti per vegetariani. L’Osteria Forlì è aperta tutto l’anno, mentre al ristorante Sangiovese si può prenotare una sala esclusiva o un tavolino all’aperto in alta stagione.
Il terzo ristorante, “Il Borgo”, è aperto solo su richiesta per un minimo di 15 persone. Ampio il ventaglio di attività proposte ai turisti: dai corsi di cucina all’equitazione. La direzione organizza anche tour nei borghi medievali o nelle località balneari della costa adriatica.
AZIENDA VITIVINICOLA LA CAMINÀ – LA RONDANINA
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Fondata negli anni cinquanta e situata nei pressi di Vernasca in Val d’Arda, l’azienda La Caminà offre ospitalità a Castelnuovo Fogliani in un’altra delle sue proprietà. Una sensazione di pace e tranquillità pervaderà gli enoturisti già dal cancello d’ingresso de “La Rondanina”.
Un bell’edificio ristrutturato circondato da un prato verde di quelli su cui camminare a piedi nudi. Altrettanto graziose le camere, un mix di classico e moderno. Combinazione che regala ambienti piacevolmente eleganti.
Tutte le stanze sono dotate di bagno privato, TV, asciugacapelli, telefono e connessione internet. Molto curato e raffinato anche il ristorante. La cucina è quella tradizionale piacentina parmense. Salumi, gnocchi fritti, paste fatte a mano anche gluten free.
La posizione dell’agriturismo è davvero strategica per visitare i i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Irrinunciabile un salto al borgo di Vigoleno. Luogo magico e ben conservato. Un buon incipit per partire anche alla scoperta del Vin Santo di Vigoleno, la doc più piccola d’Italia.
Az. Vitivinicola La Caminà – Agriturismo La Rondanina SP12, Castelnuovo Fogliani, Alseno (Pc) + 39 0523 947541 info@larondanina.it
PODERE CASALE
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A pochi chilometri da Piacenza, nel comune di Vicobarone, si trova l’agriturismo Podere Casale. Comodo anche per chi arriva dalla Lombardia e da Milano.
Le soluzioni abitative sono state ricavate nelle ex scuderie e si affacciano sulla Valtidone: si può scegliere dalla camera doppia, alla superior, dalla suite con camino al trilocale che può ospitare fino a 6 persone. Tutto in stile rustico con pavimenti in cotto e muri in sasso, country style.
Da giugno a settembre è aperta anche la piscina dove rilassarsi sotto l’ombrellone. Non è previsto servizio di ristorazione ma per gli enoturisti c’è una convenzione con l’attigua trattoria.
Lì si potrà godere della cucina tipica piacentina accompagnata dai vini Podere Casale naturalmente in carta. Presso la cantina, nella sala di degustazione si potranno apprezzare i vini bianchi e rossi del Marchesato nell’ambito della Doc Colli Piacentini.
TENUTA LA RATTA [metaslider id=”50291″]
Signori e signore “faites vos jeux”. Tre giorni e due notti con visita alle cantine e degustazione oppure visita alle cantine e cena nell’agriturismo? Sono le due opzioni che la Tenuta La Ratta confeziona nei suoi pacchetti “Ratta Experience”.
Al vostro arrivo sarete ospitati in uno dei tre appartamenti dell’agriturismo tra mattoni e travi a vista, oggetti di design, elettrodomestici di ultima generazione. La tenuta offre anche un ristorante con coperti anche sotto il porticato e vista piscina.
L’atmosfera creata dal gioco di luci serale renderà la cena davvero suggestiva. Lo spumante Negrèr, metodo classico da Ortrugo in purezza, dosaggio zero e con sosta di venti mesi sui lieviti renderà tutto particolarmente frizzante.
Azienda Vinicola Tenuta La Ratta S.Marco di Bacedasco Basso 29010 Vernasca (Pc) +39 0523 895279 info@tenutalaratta.it
PROVINCIA DI MODENA
OPERA 02
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Nata nel 2002, Opera 02 è la tenuta dell’azienda agricola Montanari. Negli anni, gli iniziali 5 ettari sono diventati 45 e la vecchia stalla è diventata resort ed acetaia. Coltivazioni biologiche, rispetto della natura, innovazione e tradizione sono i principi dell’azienda.
Le suites si distinguono volutamente una dall’altra e sono dedicate ai prodotti della terra. Non manca la stanza “Vino” una junior suite soppalcata di 35 mq nei colori del Lambrusco Grasparossa. Completa di tutti i comfort, la vista sui vigneti è assicurata dalla sua terrazza privata.
I letti sono pensati per garantire il riposo anche alle persone più alte e sono lunghi oltre due metri. Tra i servizi offerti la piscina sulla terrazza esterna attrezzata con lettini e zona relax, centro benessere con sauna e bagno turco, ristorante, bar, parcheggio privato e noleggio biciclette.
Copertura wi-fi in tutta la struttura. Il ristorante, fiore all’occhiello di Opera02 affianca la cucina tradizionale a quella creativa ma partendo sempre da prodotti locali e di stagione.
Opera02 di Ca’ Montanari Via Medusia 32 41014 Levizzano di Castelvetro (Mo) +39059 741 019 info@opera02.it
GARUTI VINI – AGRITURISMO [metaslider id=”50264″] Precursori del turismo rurale nel territorio, Garuti vini è stato il primo agriturismo di Sorbara e dintorni nel 1993.
Il pernottamento è possibile nelle 8 camere di cui due con angolo cottura. La colazione è inclusa e volendo si può cenare al ristorante nei giorni in cui è aperto. L’azienda Garuti è nata nel 1920 ed è oggi alla quarta generazione.
Nei 30 ettari vitati produce principalmente il Lambrusco di Sorbara ma anche aceto balsamico, condimenti, grappe e gelatine. A conduzione familiare quest’anno compie un secolo e per celebrarlo ha allestito un piccolo museo da visitare insieme alla cantina e all’acetaia.
TENUTA CARBOGNANO [metaslider id=”50349″]
Situata sui colli di Rimini, la Tenuta Carbognano offre solo pernottamento nelle due camere che possono essere utilizzate anche come mini appartamento. Le stanze hanno ingresso indipendente ed affacciano sul giardino esterno. Completa la struttura una piscina con zona solarium ed un angolo riservato ai più piccoli.
L’azienda è biologica dal 2014 e coltiva Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah oltre ad uliveti ed offre diversi pacchetti di degustazione in cui non manca la mitica piadina romagnola, decantata anche da Giovanni Pascoli.
TENUTA DEL MONSIGNORE
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La Tenuta del Monsignore si trova su un colle di San Giovanni Marignano, sulla strada dei vini e dei sapori dei colli di Rimini. Si estende per 135 ettari di cui 85 vitati ed oltre 15 destinati agli uliveti. Nei campi di proprietà trovano spazio anche arnie per le api da cui si produce miele.
Nella casa della tenuta è possibile affittare due camere matrimoniali con bagno privato e usufruire della cucina comune oltre a godere dell’ampio spazio esterno con pineta.
San Giovanni Marignano è conosciuto per la manifestazione “La notte delle streghe” una rievocazione pittoresca che si tiene solitamente a cavallo del solstizio d’estate e che dal 1988 richiama moltissimi visitatori.
Il borgo è molto grazioso e da lì si può anche visitare la Valconca e l’entroterra riminese alla scoperta dei luoghi dei Malatesta di cui fu il granaio.
Per chi ha il mare dentro, le accoglienti spiagge della riviera romagnola che già si vedono dal colle della tenuta sono raggiungibili in pochi minuti.
Tenuta del Monsignore Via Patarino 154 47842 San Giovanni in Marignano (RN) + 39 0541 955128 bacco@tenutadelmonsignore.com
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Il Mercato dei Vini dei Vignaioli indipendenti Fivi di Piacenza 2020 potrebbe essere l’ultima vittima illustre di Coronavirus, tra le manifestazioni a carattere enologico. Il direttivo della Federazione italiana vignaioli indipendenti sta infatti valutando l’ipotesi di organizzare una “fiera virtuale”, al posto della X edizione all’Expo di via Tirotti (28-30 novembre).
Una soluzione alternativa a una kermesse che, di anno in anno, straccia i record di presenze. Ben 22.500 gli ingressi, tra professionisti e winelovers, alla tre giorni del Mercato di Piacenza 2019 (23-25 novembre), con un giorno in più a disposizione dei vignaioli per far esibire i loro gioielli artigianali (qui i migliori assaggi). Nel 2018 erano stati 18.500 gli accessi, mentre nel 2017 15 mila.
A contribuire alla ricerca di una soluzione alternativa sarebbero soprattutto i numeri relativi ai contagi registrati in Emilia Romagna, al terzo posto in Italia tra le regioni più colpite dalla pandemia Coronavirus, al terzo posto dopo Lombardia e Piemonte.
Quanto alla maggiore delle fiere del vino italiano annullate, Vinitaly 2020, i soci Fivi sono ancora in attesa di una risposta da parte di Veronafiere per la restituzione delle quote. Dopo la richiesta ufficiale di annullare l’edizione della fiera di Verona, presentata l’11 marzo 2020, la Federazione italiana vignaioli indipendenti ha aperto il dialogo con il Cda del gruppo veronese.
La richiesta è quella di restituzione delle quote a saldo già versate dai soci che avrebbero partecipato alla collettiva Fivi di Vinitaly 2020, mentre l’acconto potrà essere trattenuto per l’edizione 2021. Al silenzio di Veronafiere, la Federazione italiana vignaioli indipendenti ha risposto inoltrando nuovamente la lettera, il 22 aprile scorso.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
EDITORIALE – In fondo, si tratta solo di guardare l’orizzonte e scegliere il versante della collina. Testa o croce. Oltrepò pavese o Colli Piacentini. Lo scandalo del vino contraffatto dalla Cantina sociale di Canneto Pavese e l’epic fail del “volantino del giorno dopo”, rischia di avere presto conseguenze evidenti sugli scaffali di Coop.
Secondo indiscrezioni di Vinialsuper, i buyer milanesi del colosso della Grande distribuzione sarebbero stati invitati a fare acquisti sui Colli Piacentini, piuttosto che in Oltrepò pavese. Anche lì, se non altro per questioni di prossimità (geografica e ampelografica) si producono Bonarda e altre tipologie di vini (come il Barbera) spesso in promozione nei supermercati Coop e vitali per il eno-giro d’affari dell’insegna.
Un segnale forte, dunque, quello che potrebbe arrivare dopo loscandalo di Canneto. La cantina sociale, di fatto, è una delle cooperative vitivinicole interessate dal progetto “Assieme” di Coop.
Se confermata, l’indiscrezione sulle scelte d’acquisto confermerebbe la scarsa propensione di varie insegne della Grande distribuzione ad investire realmente nei territori a maggiore vocazione vitivinicola italiana, come l’Oltrepò pavese. Un’occasione persa, dunque, dopo un’inchiesta utile a far piazza pulita da tante “mele marce”.
D’altro canto, il binocolo di Coop puntato sui Colli Piacentini è un elemento che conferma la grande crescita qualitativa della provincia emiliana. Lo dimostra la (coraggiosa, diciamo noi) scelta di Vinialsuper di premiare come “Miglior cantina Gdo” la cooperativa Valtidone, per la qualità media dei vini presenti in Gdo e per i rivoluzionari progetti destinati all’Horeca, come quello della linea “50 Vendemmie“, riservato alle vecchie viti.
Crescono, i Colli Piacentini, anche nell’Horeca. E proprio nei segmenti più concorrenziali con l’Oltrepò pavese. Il riferimento è agli spumanti Metodo Classico, base Pinot Nero: un vitigno che trova a casa dei vicini oltrepadani la vera patria, ma che i piacentini stanno interpretando sempre meglio, in vigna e in bottiglia.
Merito – anche – dell’expertise di enologi nati, cresciuti e formatisi in prestigiose realtà oltrepadane. È il caso di Francesco Fissore (nella foto, a destra) enologo di Cantina Valtidone, giunto nel piacentino dopo l’incarico in La Versa. Provare per credere le ultime “bollicine” di Valtidone, per comprendere come la cantina abbia svoltato, sul fronte dei Martinotti e – ancor più – del Metodo classico.
L’eventuale “voltafaccia” di Coop all’Oltrepò pavese va dunque ben contestualizzato, per essere compreso appieno. Da un lato, gli scandali oltrepadani non premiano un territorio che merita moltissimo ben oltre il vino, coi suoi paesaggi mozzafiato e le sue colline che non hanno nulla da invidiare alle Langhe e alla Toscana, col vantaggio di essere a mezzora da Milano (traffico e vie di comunicazione permettendo).
Dall’altro c’è una provincia, quella di Piacenza, che sta crescendo tanto e bene, soprattutto in termini di credibilità, sia nell’Horeca sia in Gdo. E, curiosità: la discriminante non è il Consorzio di Tutela Vini, pressoché inesistente da anni sui Colli Piacentini. Un’assenza colmata dall’iniziativa di privati e cooperative virtuose, come Valtidone. Chi vivrà, vedrà. Cin, cin.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
EDITORIALE – Avete presente le candele? Fanno luce. Ma basta un soffio per spegnere la fiamma. La Fivi, oggi più che mai, somiglia un po’ a una candela. Fa luce, una luce bellissima, che illumina il lavoro, la fatica e i territori in cui operano vignaioli veri, innamorati della loro terra.
I vini degli associati Fivi sono proiettati nel futuro: infusi che raccontano la vendemmia, sussurrando già qualcosa di quella dopo. Perché sono “vini pensati” e “pensanti“. Molto più buoni di quelli “solo buoni”. I vini Fivi contengono un seme. La gemma di un pensiero, l’etica che ha mosso e muove i padri fondatori della Federazione.
Non a caso, il Mercato di Piacenza è diventato un evento cult per i winelover che cercano emozioni nel calice, oltre a prodotti sani, sostenibili e rispettosi del vitigno e del terroir. Il pubblico del Mercato, sino all’edizione record del novembre 2019, è cresciuto a livello esponenziale, sino a toccare le 22.500 presenze.
Ma sulla Fivi soffiano venti che potrebbero rendere tutto vano. Sferzate che minacciano una fiamma che non può, non deve spegnersi. Ci ho pensato al termine del Mercato 2019, pensando al commento “a caldo” affidato dalla presidente Matilde Poggi al proprio ufficio stampa.
“Il rapporto speciale tra il pubblico del Mercato e i vignaioli – commentava Poggi – traspare anche sui social, dove il movimento e l’interesse per questa manifestazione è veramente altissimo“. I social, già. La terra di tutti e di nessuno. Dei professori e degli influencer. Degli haters e dei soloni.
Certamente un “luogo” popolato da winelover, che non va tuttavia scambiato da Fivi come sede privilegiata in cui misurare il proprio consenso, ma soprattutto il proprio peso. Almeno fino a quando un like non conterà come un’alzata di mano in sede istituzionale.
Che la fiamma della Fivi, dunque, continui a risplendere di battaglie sindacali e di sindacato – lo ricorda oggi Walter Massa su WineMag.it – come quelle sulla rappresentatività dei vignaioli all’interno dei Consorzi del vino, o quelle sull’eccessiva burocrazia che attanaglia le piccole e medie aziende vitivinicole.
Sui dazi Usa, la fiamma Fivi, ha perso un’occasione di risplendere. Come e più di ieri. Come e più di prima. Mostrandosi, peraltro, quanto mai frammentata e divisa in correnti che attendono l’ok (del “capo”) non per alzare la mano o prendere una decisione, ma anche solo per “pensare”.
Tutto ciò non è etico. Non è Fivi. Non è “fiamma”. Qualcuno tenga accesa la luce. Perché l’Italia ha bisogno di Fivi e Fivi ha bisogno dell’Italia che “beve” e che “pensa”, per iniziare a pesare davvero. Dentro e fuori dagli smartphone. Cin, cin.
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PIACENZA – Tracciare i migliori assaggi al Mercato dei Vini dei Vignaioli Fivi di Piacenza diventa sempre più difficile, di anno in anno. Il livello dei vini in degustazione cresce al pari di un pubblico che, di edizione in edizione, affolla sempre più numeroso i padiglioni dell’Expo. Regola confermata anche nel 2019, con 22.500 ingressi. Il 9° Mercato è quello dei record, in attesa dell’edizione-compleanno del 2020. La prima in doppia cifra.
Al Mercato di Piacenza si beve bene, ci si diverte e si fanno affari. Lo dimostrano, da una parte all’altra dello “scontrino”, i carrelli dei clienti (stracolmi di vino) e la gara estiva dei vignaioli, per accaparrarsi una postazione.
Elementi che non suggeriscono – almeno per ora – ai vertici della Federazione di trovare una nuova location, anche se il continuo riferimento alla sostanziale impeccabilità di Piacenza Expo (ribadita in diversi comunicati stampa ufficiali) fa pensare che il dibattito sia nervosamente sul tavolo degli “stakeholder“.
Nel frattempo, sul calendario del vino, Vinitaly 2020 è già alle porte. Fivi conta di esserci con un numero crescente di rappresentanti. L’obiettivo? Consacrare, dopo Piacenza, anche quello abbiamo ribattezzato Fivitaly, superando la quota di 212 vignaioli presenti a Verona nel 2019 (un terzo del Mercato).
All’inizio del 2020 riprenderanno inoltre le trattative istituzionali della Federazione italiana vignaioli indipendenti. Secondo fonti ben accreditate, tra le priorità ci sarebbe la revisione dei meccanismi di rappresentatività neiConsorzi del vino italiano.
Nel mirino il D.Lgs 61/2010, che al momento determina il sostanziale predominio delle cooperative di primo e secondo grado nei Consorzi, a discapito dei piccoli e medi produttori tutelati da Fivi.
I MIGLIORI ASSAGGI AL MERCATO FIVI DI PIACENZA 2019
SPUMANTI
Metodo Classico Vsq 2016 Extra Brut “I Moschettieri”, Frecciarossa Una delle aziende simbolo dell’Oltrepò pavese della qualità, portavoce dell’anima più elegante del territorio: il Pinot Nero, in veste spumantizzata con “I Moschettieri”. Avvolgenza assoluta del perlage, a far da contraltare alla bella tensione agrumata tipica del Noir oltrepadano.
Vino Spumante di qualità Vsq Brut millesimato 2012, Piè di Mont Poco meno di 2 ettari per la cantina goriziana di Martina e Roman Rizzi, interamente vocata alla produzione di spumanti. Ottime le prove con i millesimati 2012 e 2016, base Chardonnay (60%), Pinot Nero (20%) e Ribolla Gialla (20%). Il vigneto di quest’ultima si trova piuttosto all’ombra e consente di giocare con la maturità del frutto apportato al sorso da Noir e Chardonnay.
Franciacorta Docg Brut Nature millesimato 2014, Bosio Un Franciacorta che chiama il piatto e si rivela particolarmente versatile. A un naso prettamente floreale rispondono note saline, a chiudere un sorso largo e fruttato, connotato da una spuma cremosa e avvolgente. Un Nature in punta di fioretto.
Prosecco Doc Treviso Brut “San Vittore”, Azienda Agricola Crodi Una cantina che sta recuperando varietà autoctone come Verdiso e Perera. Sette ettari per circa 30 mila bottiglie, tra cui spicca questo Prosecco Doc Treviso di buona profondità e lunghezza, contraddistinto da un “dosaggio” molto ben integrato e da una beva instancabile.
VINI BIANCHI
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2018 “Luzano”, Marotti Campi Che le Marche regalino vini degni del palcoscenico nazionale è risaputo, ma qui siamo di fronte a un vero fuoriclasse: il miglior bianco in assoluto al Mercato Fivi di Piacenza 2019. Ancora giovanissimo, presenta un naso da scoglio fiorito. Eccezionale verticalità, struttura e pienezza al palato, tra l’agrume, la mela verde e il salino. Chapeau.
Veneto Igt Garganega 2007, Tenuta Maraveja Colli Berici, terra calda, dove i grandi vitigni bordolesi si sono adatti tanto da poter ormai essere definiti autoctoni. La prova provata che la zona è adatta anche alla Garganega risiede nella longevità di questa etichetta, ancora tutta sul frutto e sulla freschezza. Provare per credere.
Isola dei Nuraghi Igt 2018 Panzale, Berritta Dorgali Accenni di Riesling, al naso, e di Trebbiano al palato per questo bianco ottenuto da uve Panzale, autoctone della vallata di Oddoene e un tempo usate per farcire i dolci tipici locali. Un progetto di recupero, quello avviato dai coniugi Antonio e Maria Paola e dai figli Serena e Francesco, che darà grandi risultati nel tempo.
Provincia di Pavia Igt Malvasia 2007 “Mia”, Azienda Agricola Martilde Si chiamerà probabilmente “Mia” la Malvasia 2007 di Martilde in uscita in tiratura limitatissima (500 bottiglie) tra febbraio e marzo 2020. La cantina di Rovescala (PV) non smette mai di sorprendere coi suoi vini fuori dal comune, veraci e sinceri come Antonella Tacci e il marito Raimondo Lombardi.
Questa volta tocca a un bianco da uve Malvasia, frutto dell’assemblaggio di antiche vigne – che sfiorano gli 80 anni – e di impianti del 1975, con rese medie inferiori ai 50 quintali. Al naso il frutto e la mineralità, al palato una vena ossidativa che ammanta le note di frutta secca e miele. Vino che chiama il piatto, o un buon libro. Da prenotare.
Igt Costa Toscana Vermentino 2018 “Un po’ più su del mare”, Mulini di Segalari Emilio Monechi e la moglie Marina Tinacci curano le vigne come figli. E in una terra di rossi come Bolgheri, anche il Vermentino è, per loro, molto più di un “trovatello”. Sorso sapido ed essenziale, il cui corredo è segnato dalla verticalità offerta da un 15% di Manzoni Bianco. Presto in commercio l’annata 2019, completata invece dal Viognier.
Terre Siciliane Igt Bianco 2017 “Dissidente”, Enò-Trio Il lavoro eccezionale di Nunzio Puglisi (nella foto) ai piedi del “suo” Etna prende finalmente forme meritevoli di valicare i confini della regione. Lo sa bene chi assaggia da anni le chicche di questa cantina di Randazzo, che si esprime ad altissimi livelli anche con il provocatorio (e “Dissidente”, per l’appunto) Traminer: Nunzio e la figlia Désirée gli hanno messo la cravatta, pur continuando a leggerne l’annata nel calice. Avanti tutta.
Sannio Dop Fiano 2012 “Ver Sacrum”, Fosso degli Angeli Una delle “cantine certezza” dell’intera Campania e, in generale, del Sud Italia quella condotta a Casalduni (BN) da Marenza Pengue. Alla sempre splendida Falanghina del Sannio, Fosso degli Angeli accosta al Mercato un Fiano 2012 che è solo all’inizio della sua lunga vita. Il breve passaggio in barrique lo proietta fuori dal beneventano, dritto in Europa, per esattezza in Francia: un Fiano con la valigia in mano, ma coi piedi ben saldi nel Sannio.
Mitterberg Igt Grüner Veltliner 2018, Garlider Scisto e quarzite nel terreno regalano al calice note di fumé nette, che giocano sul frutto maturo di questo Grüner Veltliner. Vino che fa pensare ad abbinamenti gastronomici intriganti, dalla cucina locale a quella orientale.
Sillaro Igt bianco “8000”, Azienda Agricola Giovannini (magnum)
Jacopo e Maddalena Giovannini hanno scelto la bottiglia da 1,5 litri per la loro “8000”: solo 150 pezzi per questa Albana vinificata in anfora, alla georgiana. Frutto, sapidità, materia, spezia dolce. Ricorda, per certi versi, i Chinuri del Kakheti. Bella prova, ben al di là del marketing e delle mode legate agli “orange wine”. Da provare.
Passerina del Frusinate Igp 2017 “Maddalena”, Alberto Giacobbe Davvero ben congegnata la macerazione di 7 giorni sulle bucce, che va ben al di là del colore splendido conferito al calice. Il tannino solletica i richiami esotici e di zenzero candito. L’affinamento di 6 mesi in tonneau fa da legante tra durezze e morbidezze, per uno dei sorsi più sorprendenti del Mercato Fivi 2019. La morte sua? ‘Na cacio e pepe.
Umbria Igt Grechetto 2018 “Grek”, Il Palazzone Il bianco che vorresti (anzi, dovresti) avere sempre a disposizione in cantina, capace di abbinare frutto, freschezza, struttura e agilità nella beva. Persistenza di rara lunghezza.
Friuli Colli Orientali Doc Pinot Grigio 2017, Castello Sant’Anna Pinot Grigio giocato sull’equilibrio perfetto tra struttura e polpa, su cui danza un accenno di tannino dettato dalla macerazione. Ottima la persistenza.
Terre Siciliane Igp 2018 “Ballerina” L’Inzolia per la freschezza e la struttura, il Catarratto Lucido per il frutto esotico. Vino quotidiano di pregevole fattura, preciso e beverino. Pensato bene e realizzato ancor meglio.
Trentino Doc Chardonnay 2018 “Terre Bianche”, De Vigili Sale a manciate, a sorreggere la polpa. Uno Chardonnay che esce dagli schemi trentini, ottenuto da un vigneto ricco di scheletro a Sorni. Caratteristiche tanto uniche da aver convinto Francesco De Vigili – giovanissimo, ma con le idee più che mai chiare nella sua Mezzolombardo (TN) – a usarlo come base per uno spumante in uscita tra almeno 50 mesi.
Langhe Doc Arneis, Cascina Rabaglio Note mielose ed esotiche abbinate a un’ottima freschezza: vino intrigante, in equilibrio tra morbidezze e verticalità.
Vino bianco in anfora 2018 “Prometheus”, Azienda Agricola Bajaj “Mi ispiro a Gravner”, ammette il giovane Adriano Bajaj Moretti, che nel Roero prova a imitare il maestro mettendo in anfore di terracotta l’Arneis. Quaranta giorni di macerazione conferiscono per materia e sostanza. Ma il focus resta sui primari, letteralmente esplosi e resi ancor più “grassi” dalla vendemmia tardiva.
A sorreggere il sorso una bella spinta sapida. Prova più che mai sensata e meritevole di attenzione, soprattutto per la pulizia e la precisione della beva, in grado di restituire (ancora integre) le caratteristiche del vitigno. Solo 700 bottiglie ne fanno una tra le chicche meritevoli di essere segnalate al Mercato Fivi di Piacenza 2019.
VINI ROSATI
Terre Siciliane Igt Rosato 2018 “Petalo”, Tenuta Enza La Fauci Fiori e frutto. Perfetta corrispondenza tra naso e palato per un rosato più “rosso” che “bianco”: vino di carattere, minerale, con accenni speziati delicati. Sorprende soprattutto per l’estrema lunghezza e persistenza. Interessantissima la cantina produttrice: 2,5 ettari per 20 mila bottiglie complessive. Una boutique messinese.
VINI ROSSI
Cilento Dop Aglianico 2015 “Primalaterra”, Salvatore Magnoni Sua maestà l’Aglianico, come mamma l’ha fatto (in Cilento). Pied de cuve e lieviti indigeni la formula prescelta da Salvatore Magnoni per la sua cantina di Rutino (SA), oltre a zero solforosa aggiunta (inferiore a 10 la totale).
Il vino offre un naso e un sorso di gran pulizia: fil rouge sulla frutta, sulla liquirizia e su ritorni balsamici e terrosi. Il tannino lavora benissimo sulla polpa e rivela le grandi prospettive di questo Aglianico cilentano.
Venezie Igt 2005 “Mezzocampo”, Canevin Maraveja Splendida prova col Merlot sui Colli Berici, terra vocata dome poche al mondo per le varietà bordolesi. Vino che si regge su una struttura possente, eppure in grado di regalare un sorso di gran eleganza. Molto da dare, ancora, nel tempo.
Toscana Igt “Le Benducce”, Tornesi Un Sangiovese di razza, pur succoso e beverino, coi suoi ricordi di ribes e fragoline di bosco mature, ma anche di agrumi. Chiude su una leggera percezione ferrosa e salina, che chiama il sorso successivo.
Rosso di Montalcino Doc 2018, Tornesi Frutto meno esplosivo rispetto al Sangiovese che lo precede nell’assaggio al banco Fivi, ma la precisione delle note è la medesima. Il tannino, in fase di integrazione, lavora elegantemente sul frutto di un vino giovane e di prospettiva.
Brunello di Montalcino Docg Riserva 2012, Tornesi Mentre il Brunello 2015 inizia il suo lungo percorso di vita con prospettive a dir poco eccellenti, oggi non resta che godersi a grandi sorsi la Riserva 2012 di Tornesi. Gran beva giocata sull’equilibrio tra frutto, terziari e rinfrescanti sferzate di rabarbaro e liquirizia.
Igt Toscana Sangiovese 2017 “Soloterra”, Mulini di Segalari Un vero e proprio “Sangiovese di mare”, frutto della grande attenzione in vigna da parte di Emilio Monechi e della moglie Marina Tinacci. Vino di gran beva, dal frutto pieno abbinato a una bella profondità balsamica. Fa venir voglia d’estate e di merenda, all’aperto, servito fresco. Davvero una chicca per la zona di Bolgheri.
Cesanese di Olevano Romano Superiore Doc 2018, Alberto Giacobbe Vino essenziale ed elegante giocato sul frutto croccante, rinvigorito dalla spezia (pepe bianco netto). Uno di quei rossi da avere sempre in cantina, semplici ma capaci di lasciare il segno e di farsi ricordare.
Cirò Doc Riserva 2013 “Dalla Terra”, Tenuta del Conte Mariangela Parrilla (nella foto, al centro) ha il potere di materializzare Cirò nel calice, ovunque si stappi una sua bottiglia. Sole, cuore e amore: la formula più scontata e banale per semplificare un lavoro che, dalla vigna alla cantina, è certosino per arrivare a questo risultato.
L’anima del Gaglioppo anche in “Dalla Terra”, una Riserva che parla di frutto e balsamicità, di succosità della polpa e di tensione ferrosa, su cui scivola il tipico tannino. Vino bandiera.
Pinot Nero dell’Oltrepò pavese Doc 2014 “Giorgio Odero”, Frecciarossa Stoffa da vendere per quello che, di anno in anno, si conferma uno dei migliori Pinot Nero oltrepadani, oltre che del Mercato Fivi. L’annata conta fino a un certo punto se ti chiami Frecciarossa: frutto, materia, succo, verticalità e freschezza. C’è tutto, pure per un confronto con altri territori noti per la produzione di Noir.
Verticale 2004 – 2012 Nizza Barbera “Ru”, Eredi di Chiappone Armando Ad ogni annata le sue sfumature, tanto per chiarire il tipo di lavoro condotto da Daniele Chiappone a Nizza Monferrato (AT). Giovanissima e di ottime prospettive la 2012. Strepitosa la 2004, superiore alla 2005. Vegetale e balsamica la 2010, che supera la 2011 in termini di struttura.
Nebbiolo d’Alba 2016, Cascina Rabaglio Un Barolo in miniatura, se non altro per il fatto che la vigna – nei pressi dell’Acino dei Ceretto – guarda l’area della nobile Docg, in località Santa Rosalia, ad Alba. Prendere oggi e dimenticare in cantina. Darà grandi soddisfazioni.
Pinot Nero dell’Oltrepò pavese Doc 2015 “Campo Castagna”, Castello di Stefanago Pare di salire sulla barca dei pirati dell’Oltrepò pavese, avvicinandosi al banco di Castello di Stefanago. Gente che, modestamente, se ne frega di tutto quello che gli accade attorno e cammina su una via ormai tracciata, ben oltre le mode del “vino naturale”. Il Pinot Nero 2015 “Campo Castagna” è il manifesto di uno stile solo in apparenza scontroso.
Terribilmente tipico, gioca su un frutto pieno, tra la succosità e la croccantezza, sferzato da un accenno selvatico che è un timbro di fabbrica, marchiato a fuoco. Ancora giovane (lo dice il tannino) sarà in grado nei prossimi mesi (anni) di integrare ancor più la nota agrumata, sanguigna, ferrosa, per raggiungere l’apoteosi dell’equilibrio.
Sangiovese Rubicone Igp bio 2017 “Gigiò”, Azienda Agricola Giovannini Vigna vecchia e sorso giovane per questo Sangiovese romagnolo (da clone ad acino grosso, dunque toscano) di gran polposità, freschezza e balsamicità.
Etna Rosso Doc Nerello Mascalese 2017 “Pussenti”, Enò-Trio Stesse considerazioni riservate al Traminer di Enò-Trio, risultato tra i migliori bianchi del Mercato Fivi 2019: anche il Nerello Mascalese conferma le impressioni di una realtà in netta crescita qualitativa.
Il Nerello Mascalese Pussenti, in commercio da gennaio 2020, sta lì a tracciare una linea di demarcazione tra il passato e le prospettive di questa splendida realtà della Contrada Calderara, a Randazzo: una delle cantine da conoscere a tutti i costi, per capire l’anima dell’Etna.
Aglianico Beneventano Igt 2013, Azienda Agricola “I Pentri” di Falato Lia Frutto rosso di gran precisione su un tannino elegante, ancora in fase di distensione. Gran beva per un Aglianico goloso come pochi.
Umbria Sangiovese Igt 2016 “Il Roccafiore”, Cantina Roccafiore Eleganza da vendere per questo Sangiovese umbro, che con un ossimoro si potrebbe definire di semplice complessità: una beva sorprendente fa da contraltare a una struttura che suggerisce l’ottima gastronomicità.
Montepulciano d’Abruzzo Doc 2017 “Marcuzzo”, Azienda Agricola Luigi Di Ubaldo È stampata su stoffa, così come tutte le altre della cantina Di Ubaldo, l’etichetta di questo Montepulciano che si esprime su note fruttate croccanti e su una buona struttura. Leggera salinità che chiama il sorso e regala una beva instancabile, oltre ad aggiungere opzioni per l’abbinamento in cucina.
Sicilia Igt Nero d’Avola 2011 “Curma”, Società Agricola Armosa “Faccio i vini come piacciono a me”, dice l’enologo trentino Michele Molgg, che ha impiantato il suo primo vigneto in Sicilia nel 2003. Oggi gestisce 6 ettari sparsi, nelle aree identificate come le più vocate, nell’areale di Ragusa.
Il Nero d’Avola “Curma” è figlio di un appezzamento che sfiora il mare, lambendolo a una distanza di appena 20 metri. Una chicca da provare, frutto di lunghe macerazioni sulle bucce e di un approccio “naturale” alla produzione.
Colli Tortonesi Doc Monleale 2016, Canevaro Luca Sulle orme di Walter Massa, una gran bella prova con la Barbera nell’alessandrino. Siamo nella vocatissima area di Monleale, sottozona della Doc Colli Tortonesi, resa nota dal Timorasso (oggi Derthona). Frutto e freschezza a sorreggere un sorso di gran prospettiva. La migliore etichetta di un vignaiolo giovane e coraggioso, da tenere d’occhio.
Cannonau 2017 (senza nome), Berritta Dorgali Strepitosa prova con l’uva più nota della Sardegna per la famiglia Berritta nella zona di Dorgali. Il nome di questo vino – declinato in dialetto sardo – sarà svelato il prossimo anno, al momento della presentazione di quella che si rivela già essere una vera e propria chicca. Un Cannonau ottenuto da suolo basaltico che abbina un frutto strepitoso a una struttura invidiabile.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
PIACENZA – Countdown iniziato per il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti Fivi 2019, ed è già record. Saranno 626 i produttori presenti a Piacenza Expo dal 23 al 25 novembre, provenienti da ogni regione d’Italia. Tredicimila i metri quadrati di esposizione, per un evento che l’anno scorso ha visto 18 mila ingressi in due giorni.
Ottocento i carrelli della spesa (erano 500 nel 2018) e 300 i trolley a disposizione per gli acquisti. Sarà possibile farsi spedire le bottiglie acquistate direttamente a casa grazie al servizio offerto da un’azienda torinese.
“Questi numeri – commenta la presidente Fivi Matilde Poggi – confermano la rilevanza e la crescita continua negli anni dell’appuntamento più importante per la nostra Federazione, una vera e propria mostra mercato che porta a Piacenza vignaioli da tutta Italia e un numero sempre crescente di visitatori”.
Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti 2019 sarà aperto sabato 23 e domenica 24 novembre dalle 11.00 alle 19.00. Novità di quest’anno, l’aggiunta di un terzo giorno: lunedì 25 novembre, dalle 10.00 alle 16.00. Per agevolare l’ingresso, le casse apriranno un’ora prima.
Nel padiglione 1 il pubblico potrà confrontarsi direttamente con i Vignaioli che già conosce, scoprirne di nuovi, ascoltare racconti di uomini, territori e sfide, degustare e acquistare i vini. Tra questi anche tre vignaioli indipendenti francesi provenienti dalla Champagne, dal Rodano e dalla regione della Charente.
Nel padiglione 2 troveranno invece spazio 17 Artigiani del Cibo che, in una sorta di tour gastronomico, proporranno specialità della tradizione italiana da consumare in loco o da portare a casa. Un ricco programma caratterizzerà il Mercato.
Nel corso dei tre giorni sarà possibile partecipare a cinque degustazioni dedicate al rapporto tra uomo e territorio condotte rigorosamente da Vignaioli. Quest’anno esploreranno Sicilia, Toscana, Piemonte, Puglia e Emilia Romagna.
Domenica sarà invece il momento della cerimonia di premiazione del Vignaiolo dell’anno. Il riconoscimento, intitolato a Leonildo Pieropan (tra i fondatori della FIVI), andrà a Lorenzo Accomasso, vignaiolo in Piemonte che si è distinto per la sua produzione di Barolo e per l’impegno profuso per il suo territorio.
Lunedì mattina verranno consegnate le targhe ai nuovi Punti di Affezione, enoteche e ristoranti promotori del messaggio dei vignaioli indipendenti e che possono quindi esporre il logo FIVI nel loro locale.
INFO IN BREVE | Mercato FIVI a Piacenza:
Quando: sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 novembre 2019 Dove: Piacenza Expo – Località le Mose, Via Tirotti, 11 – Piacenza Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, lunedì dalle 10.00 alle 16.00. Apertura casse un’ora prima. Ingresso: € 15.00 per un giorno, € 20.00 per due giorni, € 30.00 per tre giorni comprensivi di bicchiere per degustazioni Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2019 Parcheggio: gratuito Info utili: 800 i carrelli e 300 trolley disponibili per gli acquisti
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
PIACENZA – “Saranno ammesse anche alcune bottiglie senza logo, di annate o etichette particolari, purché la maggior parte della produzione aziendale sia con il logo“. È quanto si apprende da una mail firmata dalla Segreteria della Federazione italiana Vignaioli indipendenti e indirizzata ai 626 vignaioli aderenti al Mercato Fivi di Piacenza 2019.
Una precisazione necessaria, visti i dubbi sollevati da alcuni produttori nei giorni scorsi, cui ha dato voce WineMag.it. Nessun accenno, dunque, al “bollino adesivo” utile ad ovviare alla stampa del logo Fivi su capsula o etichetta. Un’operazione, quest’ultima, che avrebbe comportato costi insostenibili per alcuni vignaioli.
Il via libera alle bottiglie delle vecchie annate, senza logo, è ossigeno per tutti i produttori che vorranno mostrare le potenzialità delle proprie etichette, allestendo delle “verticali”. La quantità di vino presente al Mercato sarà davvero considerevole. L’indicazione (non vincolante) dell’organizzazione è di portare 4 vini per produttore.
“Occorre portare le etichette che rappresentano la filosofia aziendale – precisa il management Fivi – lasciando magari da parte quelle meno rappresentative. Consigliamo di scegliere 4 vini”.
Poi una precisazione sul vero spirito del Mercato dei Vini dei Vignaioli Fivi. “Ricordiamoci che lo scopo del salone non è solo commerciale, è soprattutto politico. Saremo 626 vignaioli che presidiano i territori rurali, ognuno con i suoi vini e vorremmo che i visitatori oltre ad acquistare i nostri vini acquistino la consapevolezza che dietro ogni vino c’è un uomo e un territorio e non una catena industriale”.
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A due settimane dal 9° Mercato dei Vini dei Vignaioli Fivi, in programma a Piacenza Expo dal 23 al 26 novembre2019, si prospetta una nuova beffa all’organizzazione da parte della cantina toscana Palazzo di Piero e Cavaglioni (SI). Il cartello dell’azienda agricola riporterà la dicitura “Vini naturali di Toscana“, al posto della ragione sociale.
Un chiaro tentativo di distinguersi tra i banchi d’assaggio, come già accaduto nel 2018. Catturando l’attenzione di un certo tipo di pubblico verso il proprio stand, ma contravvenendo alle regole della Federazione.
I produttori avevano tempo fino al 7 novembre per comunicare il nome della cantina, la provincia e la regione che comparirà sul cartello e sulla guida dell’evento, compilando un apposito modulo in formato Excel.
L’organizzazione ha così potuto assegnare ad ogni vignaiolo il numero del tavolo e il colore di appartenenza, dando vita alla mappa ufficiale del Mercato Fivi 2019. Uno strumento utilissimo ai visitatori.
La società agricola toscana, al posto della ragione sociale, ha tuttavia indicato il nome del dominio del proprio sito web, ovvero “Vini naturali di Toscana” punto com. Il portale presenta infatti le etichette delle cantine Fattoria di Cavaglioni di Sovicille e Palazzo di Piero di Sarteano (SI).
Il cartello presente lo scorso anno al Mercato Fivi
“Vini Naturali di Toscana – si apprende online – è il sito web dedicato ai vini prodotti nelle fattorie della nostra famiglia, Galeotti Ottieri della Ciaja e Galliin giro per la Toscana, dove coltiviamo vari prodotti biologici e seguiamo una precisa idea di viticoltura biologica e vinificazione naturale”.
Secondo un controllo effettuato da WineMag.it sul portale dell’Agenzia delle Entrate, la Partita Iva indicata sul sito web è legata alla ragione sociale “Fattoria di Cavaglioni Società Agricola“. “Vini naturali di Toscana” non è dunque una scritta valida ai fini delle richieste di Fivi ai vignaioli, pur non essendo stata rettificata. Ma c’è di più.
Lo scorso anno, come si evince dall’elenco dei vignaioli presenti al Mercato 2018 pubblicato da Fivi, l’azienda senese si era registrata all’evento col nome “Palazzo di Piero”, esibendo sul cartello la scritta “Vini naturali di Toscana” al posto del Comune in cui ha sede la cantina. Un unicum dell’intero evento, tollerato dall’organizzazione.
Per l’edizione 2019, la società agricola toscana ha osato ancora di più. Sulla guida e sulla mappa del Mercato in programma tra due settimane non c’è traccia di “Palazzo di Piero”, ma della sola “Vini naturali di Toscana“. L’effetto sulla cartellonistica sarà ancora più evidente: la scritta apparirà ancora più in grande, come ragione sociale.
VIETATE LE VECCHIE ANNATE SENZA LOGO
È attesa nelle prossime ore una presa di posizione ufficiale di Matilde Poggi (nella foto), presidente della Federazione italiana Vignaioli indipendenti, in merito alla vicenda. Un’edizione, quella del 2019, che vedrà tra l’altro regole ancora più restrittive per i produttori aderenti al Mercato di Piacenza.
Sempre secondo fonti ufficiali di WineMag.it, l’organizzazione ha infatti vietato di portare al banco d’assaggio bottiglie prive del logo della Federazione. Pena l’immediato allontanamento dalla manifestazione.
Una decisione che penalizza le piccole realtà emergenti desiderose di far degustare in verticale i propri vini, partendo da annate precedenti all’iscrizione all’associazione, in cui il marchio non appariva ancora in etichetta.
Viene inoltre creata un’oggettiva disparità tra le cantine più piccole e le aziende più strutturate ed economicamente più solide, in grado di ristampare le etichette inserendo il logo Fivi sulle vecchie annate dei vini.
Una scelta che pare infine contraddire i cardini del “Dossier Burocrazia“, sottoscritto dalla Federazione e presentato al Ministero dell’Agricoltura al fine di “snellire la burocrazia ogni giorno più pressante sulle piccole e medie aziende vitivinicole, per far fronte ai tanti adempimenti previsti dalla legge”.
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A un mese esatto dal Mercato dei Vini di Piacenza, torna il 23 ottobreUnMercoledì da Vignaioli, il progetto nato per raccontare ad appassionati, ristoratori e sommelier la realtà dei Vignaioli Indipendenti FIVI. L’evento, che si rinnova con successo da tre anni, costituisce l’occasione per presentare l’appuntamento con il Mercato dei Vini di Piacenza, giunto alla nona edizione e forte della presenza record di 626 vignaioli.
La serata di Un Mercoledì da Vignaioli si svolgerà quest’anno in 47 Punti di Affezione FIVI dislocati in 12 regioni (qui l’elenco completo). I Punti di Affezione sono enoteche e ristoranti, diffuse in tutta Italia, che propongono principalmente vini di produttori FIVI ed espongono la targa conferita loro dall’associazione.
In ogni locale due vignaioli presenteranno i vini di altri vignaioli proposti in degustazione e racconteranno ai presenti il mondo FIVI: una delle realtà più importanti del vino in Italia, che fa dell’attaccamento al territorio e della viticoltura artigianale i propri valori fondanti.
Attraverso l’abbinamento tra i piatti e le specialità proposte dai locali e i vini dei soci FIVI, si andrà alla scoperta del lavoro e della filosofia che caratterizzano i Vignaioli Indipendenti, produttori che curano personalmente l’intera filiera produttiva, dalla coltivazione delle vigne fino alla produzione e all’imbottigliamento dei vini.
Sarà inoltre l’occasione per parlare della crescita, sotto diversi aspetti, del Mercato dei Vini di Piacenza, in programma dal 23 al 25 novembre presso Piacenza Expo.
Quest’anno il Mercato aggiunge infatti un giorno di apertura, il lunedì, e vanta la presenza di 626 espositori, tutti nello stesso padiglione. Dati che confermano il sempre maggiore interesse suscitato dalla manifestazione FIVI.
Per maggiori informazioni e la lista dei ristoranti: www.mercatodeivini.it/un-mercoledi-vignaioli
Per le prenotazioni è necessario rivolgersi direttamente al locale che ospita l’iniziativa.
INFO IN BREVE | Mercato FIVI a Piacenza Quando: sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 novembre 2019 Dove: PiacenzaExpo – Località le Mose, Via Tirotti, 11 – Piacenza Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, lunedì
dalle 10.00 alle 16.00 Ingresso: € 15.00 per un giorno, € 20.00 per due giorni, comprensivi di bicchiere per degustazioni Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il
socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della
manifestazione MareDivino 2019 Parcheggio: gratuito Info utili: 500 i carrelli disponibili per gli acquisti I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni
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ZIANO PIACENTINO – Saranno messe all’asta da Christie’s le prime 300 bottiglie di Malvasia di Leonardo da Vinci prodotte da Giovannella Fugazza nella cantina Castello di Luzzano di Rovescala, in provincia di Pavia.
L’annuncio è avvenuto in occasione del convegno organizzato domenica 8 settembre, nell’ambito del Valtidone Wine Fest 2019. Fugazza, che produce sia vini Doc dell’Oltrepò pavese sia vini Doc dei Colli Piacentini, è riuscita a dar vita a questa piccola produzione vinificando l’uva del cosiddetto “Orto di Leonardo” di Milano.
I grappoli – racconta l’imprenditrice – sono stati portati nella mia cantina e abbiamo seguito le tecniche di vinificazioni originali: pigiatura con i piedi e conservazione del vino in un’anfora. Il nettare si trova ora all’interno di bottiglie disegnate appositamente da Alessi Design. Abbiamo realizzato un prodotto per il quale tutta Piacenza deve essere orgogliosa”.
Da qui l’approdo del “Vino di Leonardo” da Christie’s. Ma non è un caso se la presentazione sia avvenuta a Ziano piacentino.
Il comune dei Colli Piacentini – che si candidano a diventare “capitale italiana della Malvasia” – registra la più alta percentuale vitata di Malvasia in Italia.
Il legame tra Leonardo e il territorio è riconducibile alla Malvasia Aromatica di Candia, qualità di uva che veniva coltivata nell’orto milanese del Genio, proveniente proprio dai Colli della provincia di Piacenza.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
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