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Trump dimezza alcuni dazi Usa sull’Europa: intatte le tariffs sull’agroalimentare

Trump dimezza alcuni dazi Usa sull'Europa: intatte le tariffs sull'agroalimentare

Gli Usa ridurranno del 50% i dazi su alcuni prodotti esportati dall’Ue, tra cui non figura l’agroalimentare italiano, per un valore commerciale medio annuo di 160 milioni di dollari. Il provvedimento riguarda alcuni alimenti pronti confezionati (prepared meals) oggettistica di vetro e cristallo, vernici e prodotti del ramo dell’edilizia e delle costruzioni, polveri propellenti e accendini.

Le riduzioni tariffarie statunitensi saranno effettuate su base Npf (Most Favored Nation) e retroattive a partire dal 1° agosto 2020. Si tratta delle prime riduzioni dei dazi negoziate tra Stati Uniti e UE in più di due decenni.

Merito dell’accordo annunciato oggi dal rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr) Robert Lighthizer con il commissario per il commercio dell’Unione europea Phil Hogan.

Anche l’Europa dovrà fare la sua parte, avendo firmato un “pacchetto di riduzioni tariffarie che aumenterà l’accesso al mercato per centinaia di milioni di dollari nelle esportazioni statunitensi e dell’Ue”.

L’Ue eliminerà i dazi sulle importazioni di aragoste vive e congelate statunitensi. Le esportazioni statunitensi di questi prodotti nell’Ue hanno superato i 111 milioni di dollari nel 2017. L’Ue eliminerà questi dazi su base Npf, anche questa volta con effetto retroattivo, a partire dal 1° agosto 2020.

I dazi dell’UE saranno eliminati per un periodo di cinque anni e la Commissione Europea “avvierà tempestivamente procedure volte a rendere permanenti le modifiche tariffarie”.

“Come parte del miglioramento delle relazioni Ue-Usa – hanno affermato l’Ambasciatore Lighthizer e il Commissario Hogan – questo accordo reciprocamente vantaggioso porterà risultati positivi alle economie sia degli Stati Uniti che dell’Unione Europea. Intendiamo che questo pacchetto di riduzioni tariffarie sia solo l’inizio di un processo che porterà ad accordi aggiuntivi che creeranno un commercio transatlantico più libero, equo e reciproco”.

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Vino (Vinitaly – Nomisma): mercato USA nel caos per i dazi

VERONA – I dazi aggiuntivi statunitensi mettono nel caos l’export del vino. E a farne le spese, a dicembre, non sono solo i Paesi penalizzati in dogana ma anche l’Italia. È quanto rilevato dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha elaborato i nuovi dati delle dogane Usa sui 12 mesi del 2019.

Secondo l’Osservatorio, la guerra commerciale Usa-Ue ha creato negli ultimi mesi una serie di dinamiche negative, e a farne le spese è stata anche l’Italia che a dicembre ha perso il 7% a valore rispetto al pari periodo dello scorso anno, con un -12% per i suoi vini fermi.

In questo circuito vizioso i produttori Ue segnano il passo, con la Francia che negli ultimi 2 mesi vede i propri fermi cadere a -36% e la Spagna a -9%. Per contro, volano le forniture da parte del Nuovo Mondo produttivo, con la Nuova Zelanda che sale a +40% a valore e il Cile, a +53%.

“Assistiamo a un mercato confuso – ha detto il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani – contrassegnato prima da una corsa alle scorte e poi da grandi incertezze. Un clima che certo non giova agli scambi, fin qui molto positivi, e che speriamo possa cambiare il prima possibile”.

“Per questo confidiamo nell’odierna missione negli Usa del commissario al Commercio, Phil Hogan – prosegue Mantovani – e nell’ottimismo rappresentato in questi giorni dal commissario all’Economia, Paolo Gentiloni. La speranza è poter arrivare al prossimo Vinitaly in un rinnovato regime di pace commerciale con il nostro storico partner”.

Secondo il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini “Ciò che emerge è uno scenario di forte incertezza sui principali mercati mondiali della domanda di vino, e questo è un fattore chiave da affrontare nell’anno in corso”.

“Gli Stati Uniti – conclude Pantini – ci consegnano un mercato che nel 2019 è aumentato nell’import globale, probabilmente anche più di quanto sia la reale crescita dei consumi, per effetto di aumento scorte a scopo precauzionale. Anche l’Italia chiude in crescita, sebbene continui a mantenere un prezzo medio nei fermi più basso della media, e con un traino forte degli spumanti”.

È di 5,55 miliardi di euro il valore complessivo del vino importato dagli Usa nel 2019, in crescita del 5,7% sull’anno precedente grazie alla corsa della domanda di spumanti (+11,1%). Tra i principali fornitori, è sempre testa a testa tra la Francia, a 1,92 miliardi di euro (+7,7%), e l’Italia (+4,2%) a 1,75 miliardi di euro, mentre è ottima la performance della Nuova Zelanda anche nei 12 mesi (+11,9).

Tra le tipologie, faticano ancora i fermi&frizzanti italiani, in positivo dell’1,7% mentre sono convincenti una volta di più gli sparkling tricolori, anche lo scorso anno in doppia cifra a +13,7%.

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Dazi sul vino italiano negli Stati Uniti: Regione Lombardia chiede tavolo istituzionale

MILANO – Regione Lombardia nell’affaire dazi sul vino negli Stati Uniti. A intervenire è Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, con la richiesta al governo di “convocare un tavolo istituzionale con le Regioni per concordare un piano straordinario di sostegno alle aziende”. La stessa ministra Teresa Bellanova, ha chiesto al commissario Ue Phil Hogan, di istituire un fondo ad hoc, a prescindere dai dazi.

“Il valore dell’export di beni alimentari lombardi verso il mercato Usa – dichiara Rolfi – è di circa 580 milioni di euro totali all’anno. Esportiamo il 13% del food made in Italy destinato agli Stati Uniti. I prossimi dazi sui vini, che si vanno ad aggiungere a quelli su formaggi e salumi, potrebbero danneggiare un volume d’affari di oltre 150 milioni di euro”.

Proprio ieri si è conclusa la procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio statunitense sulla nuova lista allargata sui prodotti Ue da colpire. Nessuna traccia, nel frattempo, del fondo compensativo prospettato a ottobre.

L’Italia è lasciata sola e l’Unione europea è totalmente assente”, attacca Rolfi. “Ormai – conclude l’assessore regionale della Lombardia – agricoltura e agroalimentare sono all’ultima pagina dall’agenda europea. La produzione agricola è alla base della nostra economia ed è unica al mondo. Serve una politica che la difenda dagli attacchi esterni”.

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Dazi, Mantovani (Veronafiere): “Diplomazia scongiuri agguato commerciale”

VERONA – “Ci auguriamo che la missione del Commissario al Commercio, Phil Hogan in programma da oggi negli Stati Uniti, possa scongiurare ciò che riteniamo essere un vero e proprio agguato commerciale ai danni dell’agroalimentare italiano ed europeo.”

Lo ha detto oggi il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, a commento della procedura di consultazione dell’Ustr, che minaccia di allargare la lista dei prodotti a potenziale dazio aggiuntivo includendo tra gli altri anche vino, olio e pasta italiani.

“L’eventuale lista allargata espressa dal dipartimento del Commercio americano (Ustr) – prosegue Mantovani – non sarà infatti esecutiva prima di metà di febbraio: per questo è necessario che l’Unione europea dia riscontro alle istanze contenute nella lettera della ministra alle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, recapitata nei giorni scorsi al Commissario Hogan”.

“Inutile dire – ha aggiunto Mantovani – come per il comparto vino la preoccupazione sia enorme: basti pensare che, complici anche le scorte accumulate nei mesi precedenti, i vini fermi francesi sottoposti all’extra-dazio del 25% hanno registrato un calo di vendite negli Usa del 36% a valore nel solo mese di novembre rispetto alla stessa mensilità sul pari periodo 2018.”

“Contestualmente, secondo il nostro Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor – prosegue – l’Italia ha chiuso il mese con una crescita di quasi il 10%. Ora, con la calamità delle possibili imposte aggiuntive la produzione interna non sarà in grado di soddisfare la domanda e l’Europa rischia così di perdere quote di mercato difficilmente recuperabili in futuro, a tutto vantaggio del Nuovo Mondo produttivo.”

“Da parte nostra – ha concluso il direttore generale di Veronafiere – proseguiamo nella nostra attività di supporto del settore nel principale mercato mondiale, anche con una task force operativa in grado di ampliare del 20% la presenza di operatori statunitensi ospiti già a partire dal prossimo Vinitaly e al tempo stesso di accelerare sulle nuove frontiere commerciali di un comparto ancora troppo legato agli sbocchi tradizionali.”

Secondo l’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor (fonte: stime su dati doganali), l’Italia nel 2019 chiuderà le vendite verso gli Usa in crescita di circa il 5%, per un corrispettivo record che sfiorerà 1,8 miliardi di euro.

Si tratta di un’incidenza di quasi il 28% sull’export globale di vini made in Italy, molto più del suo competitor francese – che pur è il principale fornitore a valore – la cui quota non arriva al 20% per effetto di una più ampia e organica scacchiera dei mercati di riferimento.

Gli Stati Uniti hanno infine registrato nell’ultimo quinquennio il maggior incremento tra i 5 top mercati mondiali per il vino italiano, con un +38,6% a valore.

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Accordo Ue Cina: ecco le 13 Denominazioni del vino italiano tutelate

BRUXELLES – Tra i 100 marchi di origine dell’Unione Europea rientrati nell’accordo Ue – Cina ci sono anche 13 Denominazioni del vino italiano. Si tratta di Asti, Barbaresco, Bardolino superiore, Barolo, Brachetto d’Acqui, Brunello di Montalcino, Chianti, Conegliano-Valdobbiadene Prosecco, Dolcetto d’Alba, Franciacorta, Montepulciano d’Abruzzo, Soave e Vino Nobile di Montepulciano.

L’intesa è stata sottoscritta oggi fra il Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan (nella foto, sotto) e dal ministro del Commercio cinese Zhong Shan. Adesso l’accordo deve essere esaminato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo. La Commissione prevede che sarà operativo entro la fine del 2020.

La rappresentanza di prodotti enologici Made in Italy è cospicua se si considera che, in totale, sono 26 i marchi Dop e Igp riconosciuti dal Dragone. Nella lista bagnata da alcune tra le eccellenze enoiche italiane sono finiti anche alcuni fiori all’occhiello della gastronomia tricolore.

Si tratta di Aceto balsamico di Modena, Asiago, Bresaola della Valtellina, Gorgonzola, Grana padano, Grappa, Mozzarella di Bufala campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Taleggio e Toscano.

In “cambio”, l’Ue garantirà la tutela di prodotti cinesi come Pixian Dou Ban (pasta di fagioli di Pixian), Anji Bai Cha (tè bianco Anji), Panjin Da Mi (riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Anqiu Ginger).

La lista finale di vini, formaggi e salumi è stata pubblicata dalla Commissione UE al termine dell’incontro decisivo odierno. L’accordo prevede tuttavia l’estensione della lista per proteggere altri 175 prodotti, entro il 2024.

CHIANTI NELLA LISTA, PARLA BUSI: “UNA BUONA NOTIZIA”
“Quella di oggi – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – è una buona notizia. Il fatto che il Vino Chianti sia stato inserito nella lista delle 100 Dop e Igp che saranno tutelate in Cina è un tassello importante per l’espansione commerciale del nostro prodotto su un mercato importante”.

“L’accordo fra la Commissione europea e il Governo cinese – conclude Busi – definisce un quadro di regole certe che vanno a vantaggio dei nostri imprenditori. La Cina riconosce nel Chianti non solo un brand ma anche una grande Denominazione e le riconosce la protezione che merita”.

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Mipaaf, vino: erogati circa 337 milioni nel 2017

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che in merito al Programma nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo sono stati erogati per l’annualità 2017 quasi 337 milioni di euro, corrispondenti alla totalità dei fondi assegnati all’Italia dalla Ue per l’esercizio finanziario 2017, conclusosi per il fondo Feaga il 15 ottobre scorso.

I dati resi noti da Agea confermano il grande interesse dei produttori vitivinicoli italiani verso le misure strutturali e di sostegno alla promozione previste dall’OCM vino ed un utilizzo efficace dei fondi comunitari disponibili, grazie alla flessibilità messa in atto dal Mipaaf attraverso tempestive rimodulazioni finanziarie tra Regioni e le misure del PNS.

MISURE UTILIZZATE
Le misure maggiormente utilizzate sono state quelle relative alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti e alla promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi, che hanno assorbito oltre 228 milioni di euro. Molto apprezzata anche la misura degli investimenti in cantina, che ha fatto registrare un importo pari a circa 63 milioni di euro.

La misura della vendemmia verde, prevista per prevenire eventuali crisi di mercato in alcune aree e ripristinare l’equilibrio fra domanda e offerta di vino, ha fatto registrare un utilizzo pari a poco meno di 1,2 milioni di euro, mentre alla distillazione dei sottoprodotti sono stati destinati oltre 17 milioni di euro.

Infine, attraverso l’assicurazione del raccolto sono stati erogati 26 milioni di euro di contributo, utilizzati per coprire i costi dei premi assicurativi versati a copertura delle perdite legate alle avverse condizioni climatiche e alle fitopatie o infestazioni parassitarie.

“Il sistema delle OCM – dichiara il Ministro Maurizio Martina– è uno degli strumenti indispensabili per la crescita delle nostre imprese, perché aiuta ad accrescere la competitività e serve come rete di protezione nei mercati. Per questo riteniamo importante che le OCM siano centrali anche per la prossima programmazione della PAC. In tal senso ho rappresentato di recente al Commissario Phil Hogan il ruolo importante che rivestono e la richiesta di estendere questo modello anche ad altri settori strategici”.


DETTAGLIO DELLE MISURE

Misure                                Importo liquidato         %

Ristrutturazione vigneti     146,459,318            43,5%
Vendemmia verde                  1,194,129               0,4%
Assicurazione raccolto       26,436,980               7,8%
Distillazione sottoprodotti  17,927,804               5,3%
Investimenti                           62,818,261            18,6%
Promozione paesi terzi        82,115,848            24,4%
TOTALE                                336,952,339          100,0%

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