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Omicron, aziende del vino in ginocchio: «Dipendenti a casa in malattia, produzione in stallo»

Omicron mette in ginocchio le aziende del vino «Dipendenti a casa, produzione in stallo»

Aziende del vino in ginocchio al cospetto della variante Omicron. Oltre all’aumento dei costi delle materie prime, le cantine stanno facendo i conti con una drastica riduzione del personale. Con i dipendenti a casa in malattia, a rischio c’è la produzione.

L’allarme vale per tutto il Paese, ma a parlare è il titolare di una delle aziende della zona del Prosecco. «Il virus e il sistema delle quarantene – sottolinea l’imprenditore – mette in malattia, a rotazione, dal 10 al 20% del personale di tutte le aziende, con gli ovvi problemi di produzione collegati».

«TRA I RISCHI, LA PERDITA DELLA CLIENTELA»

Questi non comportano solo un danno economico diretto come la mancanza delle consegne, ma in alcuni casi si presentano danni ben più gravi come il deterioramento delle materie prime fresche o la perdita della clientela.

Come le mucche devono essere munte ogni giorno, anche il vino quando è pronto deve essere imbottigliato. E le vigne devono essere potate. Al tempo stesso, se la grande distribuzione si trova con gli scaffali vuoti si rivolge a un altro fornitore».

CAPITOLO REDDITO DI CITTADINANZA

«Non va dimenticato – continua l’imprenditore veneto – che fino al 2021 i costi di queste assenze sono stati a carico delle imprese. Nel 2022 ancora non si sa. Per esempio, per ciò che riguarda la nostra azienda si tratta di circa 6/7.000 ore all’anno, di cui una parte importante nell’ultimo mese dopo l’esplosione della variante Omicron».

A peggiorare la situazione è anche la mancanza di manodopera. «Non si riesce a trovare sostituti perché il reddito di cittadinanza, pur encomiabile nello spirito, disincentiva molte persone ad accettare un lavoro», denuncia il produttore.

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Cantine e Ospitalità news news ed eventi

Green pass per visite in cantina, degustazioni ed eventi: cosa prevede il decreto 30 dicembre 2021?

Visite in cantina, degustazioni ed eventi: cosa prevedono le misure del governo per arginare il Covid-19 e la variante Omicron? Se già il decreto legge n.172 del 26 novembre 2021 sanciva l’obbligo del green pass rafforzato per visite e degustazioni in cantina a partire dal 6 dicembre 2021, il dl n. 229 del 30 dicembre (qui il documento ufficiale) ne proroga l’applicazione. Con ulteriori provvedimenti relativi ai servizi all’aperto.

Fino alla fine dello stato d’emergenza, fissato al 31 marzo 2022, il green pass rafforzato sarà necessario per il consumo al banco, al chiuso, nei servizi di ristorazione in tutte le zone (bianca, gialla, arancione).

Dal 10 gennaio, inoltre, anche in zona bianca e gialla, sarà richiesto il green pass rafforzato per il consumo al banco all’aperto. Consentito, invece, fino al 9 gennaio, senza green pass o con la sola certificazione base.

SAGRE, EVENTI, FIERE CONGRESSI E CORSI DI FORMAZIONE

L’ingresso a sagre, fiere e congressi, anche su aree pubbliche, sarà riservato a coloro che dispongono del super green pass. Sia all’aperto che al chiuso e con mascherina FFP2.

Impatti anche sui corsi di formazione privati. Se in zona bianca o gialla per partecipare ad un corso di formazione privata in presenza sarà sufficiente il green pass base in zona arancione servirà il super green pass.

SERVE IL GREEN PASS PER LE DEGUSTAZIONI IN CANTINA?

Visitando i siti web delle cantine italiane, anche di grandi dimensioni, oppure i siti web di associazioni di formazione, si trovano spesso informazioni non aggiornate sui protocolli di sicurezza Covid. Comprensibile, considerato il susseguirsi di nuove norme con soppressione di appendici delle precedenti.

Il consiglio ai winelovers è di verificare sempre con la cantina la normativa e il protocollo vigente, oltre al colore della zona in cui si trova la cantina che si intende visitare.

LE SCELTE DEI BIG: BERLUCCHI, BANFI E DONNAFUGATA

Resta comunque sempre consentito – al momento – l’accesso al negozio della cantina. Quanto alle cantine, aziende come Berlucchi, in Franciacorta, spiegano chiaramente le misure anti Covid-19 sul proprio sito web.

In Toscana, Banfi rassicura clienti del resort e winelovers sul rispetto delle misure e sulla formazione costante del proprio personale. Nel Sud-Italia, cantine ben strutturate come Donnafugata ricorrono invece a un popup a comparsa al momento dell’accesso sul portale aziendale.

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Agriturismi, pioggia di disdette a causa della variante Omicron

Pioggia di disdette anche negli agriturismi italiani a causa della variante Omicron. «Nonostante fosse stata già considerata l’assenza di ospiti stranieri – spiega Augusto Congionti, presidente di Agriturist-Confagricoltura – le premesse erano decisamente buone con molte strutture al completo fin dopo Capodanno. In soli due giorni la situazione si è ribaltata e molti agriturismi, affogati dagli annullamenti delle prenotazioni, hanno deciso di chiudere per l’ultimo dell’anno».

Nel Lazio circa un terzo delle strutture è rimasto chiuso. Quelle aperte hanno registrato un calo dal 70 all’80% per Natale. Non Meglio il Capodanno: meno 50% per la ristorazione e 20% per gli alloggi. Per l’Epifania il crollo è maggiore, con punte che arrivano al 90%.

Bene, invece, le cene da asporto. La Lombardia ha registrato un meno 40% per la ristorazione. Una perdita compensata in parte dall’aumento del 20% della vendita di prodotti per cesti natalizi e regali aziendali. Sono cresciute, in controtendenza, tra il 10 e il 15% le richieste di alloggio per il fine anno. Si tratta di chi ha dovuto rinunciare ai viaggi all’estero.

CONFAGRICOLTURA: «SERVE STRATEGIA TURISTICA»

In Toscana gli operatori degli agriturismi hanno lavorato molto a Natale. Ci si aspettava un Capodanno all’insegna del tutto esaurito, invece è stato un continuo di sospensioni e cancellazioni. Molte le strutture salvate da conferme e prenotazioni dell’ultimo minuto.

In Puglia si è registrato un Natale positivo. Poi sono fioccate le disdette, soprattutto da ospiti provenienti dal Nord Italia. Veglioni all’80% della capienza con il turismo di prossimità, un meno 40% per il primo dell’anno. Lentissima l’Epifania, con un’occupazione delle strutture che arriva al 30-40%.

La Sicilia rileva un crollo per Capodanno, dopo un Natale con presenze diminuite di circa un terzo. Molti agriturismi rimasti chiusi, in particolare le strutture più piccole. I più grandi, con un Natale che ha segnato un meno 20%, sono rimasti comunque aperti, pur lavorando al di sotto delle aspettative. Male anche a Bologna dove, a Capodanno, gli agriturismi rimasti aperti sono riusciti a malapena ad arrivare al 30% della capienza.

«La situazione – aggiunge Augusto Congionti – continua ad essere difficile e la ripartenza per gli operatori agrituristici non deve rappresentare né una strada sempre in salita né, tantomeno, un miraggio. Occorre predisporre una concreta strategia turistica per il Paese, capace di agevolare il ritorno degli ospiti internazionali, con un tavolo di consultazione stabile tra tutti gli attori della filiera. Le istituzioni considerino l’importanza del settore turistico, all’interno del quale gli agriturismi sono una componente fondamentale per l’economia e il futuro dell’Italia».

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Annullata ViniVeri Assisi 2022: appuntamento a Cerea dall’8 al 10 aprile

ViniVeri Assisi 2022 è stata annullata. Salta così l’appuntamento fissato per il prossimo 17 gennaio, a causa della nuova impennata di casi di Covid-19 in Italia. Per incontrare i produttori bisognerà attendere la XVII edizione di ViniVeri a Cerea (VR), dall’8 al 10 aprile 2022.

«Abbiamo aspettato fino all’ultimo – ammette l’organizzazione attraverso un comunicato ufficiale – prima di prendere una decisione definitiva. Eravamo pronti ad accogliere, dopo due anni dall’ultimo appuntamento in presenza ad Assisi, i tanti appassionati del “vino secondo natura” che con costanza e dedizione ci seguono e ci sostengono».

Stavamo contando i giorni che ci separavano dal primo evento in programma per il prossimo 17 gennaio. Ci avrebbe visto, finalmente, incontrare e degustare tutti insieme dopo questi due lunghissimi e pesanti anni di pandemia e restrizioni».

IMPENNATA DI CASI COVID-19: ANNULLATA VINIVERI ASSISI 2022

«I numeri record registrati nella diffusione del virus in tutto il mondo e l’esplosione dei contagi in Italia dovuti alla variante Omicron, con il picco previsto dall’Organizzazione mondiale per la sanità proprio entro gennaio, non ci permettono altra scelta che quella di annullare il nostro atteso appuntamento di inizio anno di ViniVeri Assisi 2022», si legge nel comunicato.

Una decisione, quella di cancellare ViniVeri Assisi 202, dettata dalla volontà di «far prevalere il massimo senso di responsabilità verso la sicurezza e la salute di tutti noi, vignaioli, winelovers, enotecari e ristoratori»

«Non demordiamo – sottolineano ancora gli organizzatori – la voglia di condividere il frutto del nostro quotidiano lavoro in vigna e in cantina è più forte delle attuali avversità. Recupereremo eventi ed incontri non appena la situazione tornerà alla normalità, con la volontà di poterci vedere a Cerea (VR) dall’8 al 10 aprile 2022 per la XVII edizione di ViniVeri».

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