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I vini vincitori di Radici del Sud 2019 per la giuria dei buyer e della stampa


SANNICANDRO DI BARI –
Sono stati ufficializzati i nomi dei vini vincitori di Radici del Sud 2019, per la giuria dei buyer e della stampa nazionale e internazionale. Le degustazioni da parte delle commissioni si sono tenute mercoledì 5 e giovedì 6 giugno nelle sale del Castello di Sannicandro di Bari. Di seguito l’elenco completo dei vini premiati all’edizione numero 14 del Salone dei vini e degli oli del Mezzogiorno.

“Radici del Sud – commenta l’ideatore del format, Nicola Campanile – si conferma anche nel 2019 una grande finestra sull’immenso patrimonio ampelografico del Sud Italia. I giornalisti e buyer invitati, da domani, diffonderanno il verbo nei loro Paesi, contribuendo a far conoscere il nostro patrimonio enologico”.

“Anche questa edizione è stata segnata dal grande entusiasmo di tutti i partecipanti – conclude Campanile – che ci dà fiducia per le edizioni future. Il premio assegnato ai migliori vini va letto soprattutto in questo senso”.

L’evento ora si apre al pubblico. Per tutta la giornata di lunedì 10 giugno si potrà assaggiare i prodotti di oltre 125 realtà enologiche, olearie e gastronomiche meridionali, riunite al Castello di Sannicandro.

Dalle 21.00 alle 24.00 l’appuntamento sarà invece con il grande banco d’assaggio nel cortile del Castello di Sannicandro di Bari, dove ad accompagnare oltre 300 vini ci saranno le specialità preparate dagli chef Nazario Biscotti, Leonardo Vescera, Michele di Palma, Antonio Scalera e Donato Calvi del Ristorante Calvi.

I VINI VINCITORI DI RADICI DEL SUD 2019

Spumanti Bianchi
Wine Writers
Primo Classificato I Cinque Cerri 2015 Tenuta I Gelsi
Secondo Classificato Couvée Brut Millesimato 2017 Cantine Strapellum

Wine Buyers
Primo Classificato  I Cinque Cerri 2015 Tenuta I Gelsi
Secondo Classificato Frenesia Rossovermiglio


Spumanti Rosé
Wine Writers
Primo Classificato Dovi Rosè 2015 Ferrocinto
Secondo Classificato Centocamere Rose’ 2017 Tenute Barone G.R. Macrì

Wine Buyers
Primo Classificato La Stipula 2014 Cantine Del Notaio
Secondo Classificato Leggiadro 2015 Produttori Di Manduria


Greco
Wine Writers
Primo Classificato Greco Basilicata 2018 Cantine Strapellum
Secondo Classificato Greco Di Tufo Claudio Quarta D.O.C.G. 2018 Sanpaolo Di Claudio Quarta

Wine Buyers 
Primo Classificato Greco Di Tufo Claudio Quarta D.O.C.G. 2018 Sanpaolo Di Claudio Quarta
Secondo Classificato Greco Basilicata 2018 Cantine Strapellum


Fiano
Wine Writers
Primo Classificato Contrada Sant’aniello 2015 Vigne Guadagno
Secondo Classificato Zoe 2018 Terracalò

Wine Buyers
Primo Classificato Contrada Sant’aniello 2015 Vigne Guadagno
Secondo Classificato Biancofiore 2018 Cantine Kandea


Falanghina
Wine Writers
Primo Classificato Falanghina Del Sannio 2017 Rossovermiglio
Secondo Classificato Costanza 2017 Cantine Kandea

Wine Buyers
Primo Classificato Civico 2 2018 Tenuta Fontana
Secondo Classificato Levata 2018 Monserrato 1973


Malvasia
Wine Writers
Primo Classificato Serralto 2018 Casa Vinicola Coppi
Secondo Classificato 12 E Mezzo 2018 Varvaglione 1921

Wine Buyers
Primo Classificato 12 E Mezzo 2018 Varvaglione 1921
Secondo Classificato Serralto 2018 Casa Vinicola Coppi


Gruppo Misto Vini Bianchi
Wine Writers
Primo Classificato Pollino Bianco 2018 Ferrocinto
Secondo Classificato Rocci 2017 Cantina Coppola 1489

Wine Buyers
Primo Classificato Grillo Magaddino 2018 Magaddino
Secondo Classificato Adènzia Bianco 2018 Baglio Del Cristo Di Campobello


Rosati
Wine Writers
Primo Classificato Terra Cretosa Aleatico 2018 Borgo Turrito
Secondo Classificato Kreos 2018 Castello Monaci

Wine Buyers
Primo Classificato Ex Aequo Pescarosa 2018 Elda Cantine
Primo Classificato Ex Aequo Cirò Rosato Doc 2018 Librandi
Primo Classificato Ex Aequo Talenti Rosato 2017 Cantina Gentile
Secondo Classificato Rosati Ventifile 2018 Cantine Tre Pini


Taurasi
Wine Writers
Primo Classificato Taurasi Docg 2013 Antico Castello
Secondo Classificato Pentamerone 2012 Cantine Delite

Wine Buyers
Primo Classificato Pentamerone 2012 Cantine Delite
Secondo Classificato Taurasi Docg 2013 Antico Castello


Nero Di Troia
Wine Writers
Primo Classificato Felice Ceci 2012 Giancarlo Ceci
Secondo Classificato Donna Clelia San Severo Nero Di Troia Dop 2013 Leonardo Pallotta

Wine Buyers
Primo Classificato Troqué 2017 Borgo Turrito
Secondo Classificato Exaequo Otre Nero Di Troia 2016 Teanum
Secondo Classificato Exaequo Cherrug 2013 Cantine Kandea


Negroamaro
Wine Writers
Primo Classificato Selvarossa 2015 Due Palme
Secondo Classificato Danze Della Contessa Rosso 2017 Cantine Bonsegna

Wine Buyers
Primo Classificato Salice 2016 Varvaglione 1921
Secondo Classificato Danze Della Contessa Rosso 2017 Cantine Bonsegna


Aglianico
Wine Writers
Primo Classificato Naima 2010 Viticoltori De Conciliis
Secondo Classificato Ex Aequo Irpinia Aglianico Doc 2015 2015 Tenuta Del Meriggio
Secondo Classificato Ex Aequo Nonna Seppa 2013 Cantine Delite

Wine Buyers
Primo Classificato Nonna Seppa 2013 Cantine Delite
Secondo Classificato Valentinia 2013 Viticoltori Lenza


Nero d’Avola
Wine Writers
Primo Classificato Lu Patri 2016 Baglio Del Cristo Di Campobello
Secondo Classificato Baglio Chitarra Nero D’avola 2018 Cantina Chitarra

Wine Buyers
Primo Classificato Lu Patri 2016 Baglio Del Cristo Di Campobello
Secondo Classificato Nero D’avola Magaddino 2017 Magaddino


Gruppo Misto Vini Rossi
Wine Writers
Primo Classificato Barbera Del Sannio 2018 Monserrato 1973
Secondo Classificato Gran Tiati Gold Vintage 2013 Teanum

Wine Buyers
Primo Classificato Piscriddi 2015 Tenuta Cobellis
Secondo Classificato Duca Sanfelice 2015 Librandi


Primitivo
Wine Writers
Primo Classificato Papale Oro 2016 Varvaglione 1921
Secondo Classificato Tumà 2017 Masseria Cuturi

Wine Buyers
Primo Classificato Artas 2016 Castello Monaci
Secondo Classificato Tumà 2017 Masseria Cuturi


Aglianico Del Vulture
Wine Writers
Primo Classificato Likos 2015 Vigne Mastrodomenico
Secondo Classificato Forentum 2015 Vitis In Vulture

Wine Buyers
Primo Classificato Il Nibbio Grigio 2013 Cantine Strapellum
Secondo Classificato Exaequo Stupor Mundi 2014 Carbone Vini
Secondo Classificato Exaequo Calaturi 2014 Tenuta I Gelsi


Vini Biologici
Wine Writers
Primo Classificato Fiano Puglia 2018 Caiaffa Vini
Secondo Classificato L’insolito 2018 Michele Biancardi Cantine E Vigne Daune
Terzo Classificato Clara Fiano 2017 Giancarlo Ceci

Wine Buyers
Primo Classificato Fiano Puglia 2018 Caiaffa Vini
Secondo Classificato Segreto Di Bianca 2017 Masseria Cuturi
Terzo Classificato Civico 2 2018 Tenuta Fontana

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Dal garage di casa a Radici del Sud 2018: i grandi Greco di Tufo di Sertura

Da “garagista” a star di Radici del Sud 2018, con una strepitosa verticale di Greco di Tufo. Ne ha fatta di strada Giancarlo Barbieri, che con la sua cantina Sertura interpreta in maniera preziosa il grande vitigno della Campania.

E’ lui a firmare, su iniziativa di Nicola Campanile, patron di Radici del Sud, la scalata 2014 – 2009 di Greco di Tufo Docg, andata in scena lunedì sera all’Hotel Rondò di Bari. Il modo migliore per dare il via al concorso che decreterà i migliori vini delle regioni del Sud Italia: quelli più “tipici” e rappresentativi.

Un’Irpinia dipinta col pennello, annata per annata, dalla cantina nata dal sogno di Giancarlo Barbieri. Un salto dai vini prodotti e consumati a livello famigliare, fino all’ultima vendemmia. La 2017, non ancora in commercio in enoteca e nella ristorazione.

Già, perché il Greco di Tufo va aspettato. Un vitigno che come pochi è capace di pennellare nel calice i tratti del terroir nel quale affonda le radici. Giancarlo Barbieri, questo, lo sa. E i calici del suo Greco Docg parlano chiaro.

Greco di Tufo Docg 2017, Sertura (campione di botte, in commercio da maggio 2019)
Annata calda, siccitosa. Si assiste una selezione “naturale” dei grappoli, per via di una pesante gelata primaverile. Ma le uve portate “in cascina” sono di altissimo livello. Poche. Ma buone.

Fondamentale, in questo quadro, l’epoca di raccolta. Al punto corretto del bilanciamento tra alcol e acidità. Il campione di botte della vendemmia 2017 è giovane e scalpitante. Ma evidenzia le capacità di ascolto di Barbieri del proprio vitigno prediletto.

Colore giallo paglierino scarico, note fruttate al naso che raccontano del sole di Avellino. Ci pensa l’agrume a conferire freschezza e corrispondenza naso-bocca a un vino che promette molto bene. Per ora, giusto lascialo scalpitare. Aspettando che si stanchi di battere i pugni, per lasciarsi apprezzare (voto: 90/100).

Greco di Tufo Docg 2016, Sertura (annata in commercio)
Estate fresca, a tratti piovosa. Condizioni ideali per i vini dell’Irpinia, terra che allarga le braccia sotto la pioggia e si bagna volentieri, se il Cielo decide di non esagerare.

In bocca la nota tipica, amara, del Greco di Tufo. La mineralità, in questo calice, la fa da padrona. Un vino perfetto per la tavola, in abbinamento con piatti ricercati, ma anche adatto a rinfrescare dalla calura estiva, grazie a un sorso freddo, che inizia a tendere al mentolato (voto: 90/100).

Greco di Tufo Docg 2015, Sertura
Il vigneto fa i conti col freddo, in epoca di fioritura. Una delle annate magiche per il Greco di Tufo in Irpinia, la 2015. A cinque anni esatti dalla strepitosa 2010.

Il calice si tinge allora di un giallo dorato pregevole, invitante, curioso. Al naso la consueta mineralità, precisa. Calibrata. Dosata alla perfezione con percezioni citriche, altrettanto caratteristi diche.

La bocca è dritta, verticale. Il Greco di Tufo di Sertura inizia forse – a partire da questa annata – inizia a svoltare. Ma c’è un fil rouge che lega ancora la 2015 alle annate meno pronte.

A tre anni dalla vendemmia, il vino si esprime su livelli non ancora degni del potenziale assoluto. Un vino che sarà grandissimo l’anno prossimo. Immenso, più in là. Per chi riuscirà a conservarne qualche bottiglia in cantina (voto: 92/100).

Greco di Tufo Docg 2014, Sertura
Estate piovosa, dopo un inverno caldo. Le follie del meteo condizionano il Greco di Tufo 2014 anche durante l’epoca di raccolta: un agosto bagnato, contro il quale Barbieri sfodera le proprie abilità da agronomo consumato.

Defogliazione e diradamento dei grappoli consentono di portare in cantina un’annata che ci sentiamo di premiare come la migliore in commercio – attualmente – per Sertura Vini d’Irpinia (in lotta aperta con la vendemmia 2013, di gestione meno difficoltosa dal punto di vista agronomico).

Il naso del Greco di Tufo 2014 è il più evoluto di tutti. Banalità? Non proprio. Solo di fronte a un esame attento si esclude la possibilità – poi esclusa ufficialmente – che il produttore abbia utilizzato parzialmente del legno in vinificazione.

Zolfo, tabacco e percezioni fumè, ad ampliare lo spettro di un frutto come capace come pochi di condurre “streight to the point”, attraverso la consueta verticalità giocata sull’agrume. Il naso è un concentrato di emozioni concepite per chi non ha fretta.

Un vino da aspettato nel calice, come si aspetta sotto casa una bella donna. Prima di andare al cinema a godersi un bel film. In bocca la corrispondenza è pressoché totale e conferma il tratto più evidente e tranchant della vendemmia 2014 in casa Sertura: una pregevole balsamicità verde (voto: 96/100).

Greco di Tufo Docg 2013, Sertura
Annata fresca e abbondante, ma non per questo “facile”. Si parla infatti di una sorta di “vendemmia tardiva” in Irpinia, per via dell’epoca di raccolta (ovviamente non del grado zuccherino).

Quanto alla descrizione, poco da aggiungere rispetto alle considerazioni già fatte in precedenza, per la vendemmia 2014. Ma qui manca il risvolto balsamico, che può piacere o meno. Le due vendemmie (2013 e 2014) sembrano sorelle: altissimo livello, vini perfetti.

Ma qui manca quel quid che la 2014 – forse a causa di un lavoro ancora più accurato nella selezione delle uve in vigna, per via del meteo – riesce a esprimere prima al naso, poi al sorso e, infine, nel retrolfattivo (voto: 94/100).

Greco di Tufo 2009, Sertura
Vino frutto dell’ultima vendemmia “casalinga” di Giancarlo Barbieri, nel garage di casa. Ma provate a piazzarlo in una degustazione alla cieca, tra amici. Nessuno – ne siamo certi – riuscirà a capire che si tratta di un vino realizzato per hobby.

Un Greco di Tufo carico, pieno, col naso più morbido di tutti, pur conservando i tratti vulcanici tipici dell’area vesuviana e i risvolti citrici del vitigno. Un vino impreziosito da una nota vagamente idrocarburica, che contribuisce a creare ulteriore fascino all’inizio di una storia che, per Sertura, si preannuncia infinita (voto: 90/100).

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I vini naturali sbarcano a Radici del Sud 2018

BARI – Si preannuncia ricca di novità la prossima edizione di Radici del Sud, la settimana dedicata alla promozione dei vini da vitigno autoctono e agli oli extravergini del mezzogiorno d’Italia, che si terrà in Puglia dal 5 al 11 giugno 2018.

La proposta che già si compone di un concorso enologico, una settimana di incontri BtoB e con la stampa internazionale e un salone aperto al pubblico, si completa con tre nuove interessanti iniziative.

La prima, già anticipata lo scorso anno, è l’estensione del concorso anche agli oli.

Gli extravergini di Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia saranno giudicati da esperti e giornalisti e si disputeranno il podio di miglior olio del Sud Italia.

Un’altra novità è la creazione di un’area interamente dedicata ai vini naturali: qui troveranno uno spazio e saranno facilmente identificabili le numerose aziende di produttori di vini naturali che hanno scelto di partecipare al Salone di lunedì 11 giugno.

Un banco d’assaggio nel quale i visitatori oltre a degustare potranno da quest’anno, altra novità, acquistare direttamente vino e olio ai banchetti dei produttori.

“Per questa tredicesima edizione – afferma Nicola Campanile, organizzatore della manifestazione – abbiamo portato una ventata di aria fresca. Radici del Sud cresce sempre più in partecipazione e prestigio e questo ci spinge ogni anno a migliorare la nostra proposta. Il numero di adesioni finora raccolte ci conforta sulla bontà delle scelte”.

“Stiamo lavorando per definire la lista degli ospiti – prosegue Campanile -. Per quanto riguarda gli operatori stranieri abbiamo già avuto conferma della presenza di importatori dalla Danimarca come Ole Udsen, Mehmet Adanir, Nana Wad e Luigi Pucciano; dalla Polonia, Mariusz Majka; dall’Olanda Allard Ariszetal, Paulo De Almeida e Bruno Levi. Ci saranno anche Jelena Sakic dal Belgio, Fernando Zamboni dal Brasile.

Inoltre: Mark Jackoby dal Canada e una delegazione di buyer proveniente da varie regioni della Cina guidata da Alessio Fortunato. Per la giuria dei giornalisti abbiamo già nomi importanti della stampa americana come Susan Gordon, David Ransom, Olivera Markovic, Matthew Horkey e Tracy Ellen Kamens. Inoltre il numero di aziende che si sono iscritte finora è più che triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”.

È possibile ancora aderire fino al 31 marzo compilando il form online: http://www.radicidelsud.it/p.php/6548/il-salone-2018.html


RADICI DEL SUD 2018 
Salone dei vini e degli oli del Sud in breve – apertura al pubblico:
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Quando: 11 giugno 2018
Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 21.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione).
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

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Radici del Sud 2017: i 66 vincitori premiati a novembre

Si svolgeranno lunedì 27 novembre alle ore 17 al Castello Normanno di Sannicandro di Bari le premiazioni dei 66 vini selezionati nella dodicesima edizione del Concorso Radici del Sud 2017.

La cerimonia di premiazione sarà aperta al pubblico con la possibilità di degustare i vini in un banco d’assaggio.

Seguirà una cena di gala in Castello nella quale tre chef pugliesi interpreteranno un menu in abbinamento ai vini premiati.

I vini sono stati selezionati a giugno durante la settimana dedicata alla valorizzazione del vino da vitigno autoctono da due commissioni tecniche: una di giornalisti italiani e presieduta da Daniele Cernilli e l’altra composta da buyer nazionali ed internazionali sotto la guida di Alfonso Cevola.

Entrambe le giurie avevano degustato 350 campioni provenienti dalle regioni del meridione d’Italia (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia) decretando i 66 vini finalisti e passando idealmente il testimone ad un’altra giuria tecnica, guidata questa volta dal giornalista Maurizio Gily.

Il 19 e 20 settembre al Centro Di Ricerca, Sperimentazione e Formazione In Agricoltura (CRSFA) “Basile Caramia” di Locorotondo, la giuria formata da Lino Carparelli, Alberto Manzo, Sara Boriosi, Marina Ciancaglini, Elisabetta Angiuli e Alessandra Piubello, ha preso in esame le 66 etichette scelte a giugno e ha selezionato il miglior vino spumante, bianco, rosato e rosso: un Gaglioppo, una Malvasia, un Grillo, un Bombino nero e un Aglianico che riceveranno una menzione speciale.

“Ci tengo a sottolineare – dichiara l’organizzatore Nicola Campanile – che nell’ultima degustazione le selezioni si sono tenute alla cieca senza offrire ai giurati nessun elemento che potesse far riconoscere i vini in batteria essendo stato già pubblicato a giugno l’elenco dei 66 vini vincitori. Le valutazioni dei campioni, riassaggiati tre mesi dopo le degustazioni di giugno – spiega Campanile – potrebbero aver riservato qualche sorpresa visto la normale evoluzione del vino”.

Durante la serata di premiazione del prossimo 27 novembre verranno presentate le novità della prossima edizione di Radici del Sud, la tredicesima, che si terrà sempre a Sannicandro dal 5 all’11 giugno 2018.

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Radici del Sud 2017: i migliori vini degustati

Riflettori accesi sul vino del Meridione d’Italia a Radici del Sud. Alla XII edizione del Salone dei vini e degli oli meridionali, in scena il 4 e 5 giugno al Castello di Sannicandro di Bari, in passerella la viticoltura delle regioni Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia.

Un livello medio alto quello riscontrato ai banchi di degustazione, allestiti dall’associazione ProPapilla, capitanata da Nicola Campanile, in tre sale dello splendido maniero Normanno-Svevo.

Novantaquattro aziende rappresentate, capaci presentare in concorso 350 vini, settanta dei quali approdati alle finalissime di fine mese. Questi, invece, i migliori vini degustati a Radici del Sud dalla redazione di vinialsuper

SPUMANTI
1)
Un assortimento completo, profondo, pregiato, fa di Colli della Murgia – realtà da 200 mila bottiglie l’anno certificata biologica con base a Gravina in Puglia (BA) – la cantina più interessante dell’intera costellazione di Radici del Sud 2017. Sbaraglia a mani basse la concorrenza nella sezione spumanti, con lo statuario Metodo Classico Brut 2012 “Amore Protetto”.

“Si tratta dell’evoluzione della scommessa della nostra azienda – spiega Saverio Pepe – dai risvolti ‘sociali’: produrre una bollicina che contrastasse il proliferare del Prosecco, ormai divenuto anche in Puglia sinonimo di ‘bollicina’. Siamo partiti così da uno Charmat, per poi evolverci nella direzione di questo Metodo Classico, a completamento del nostro percorso”.

Una manovra più che riuscita, con la marcia della qualità ingranata. “Amore Protetto” è una chicca da conservare per le migliori occasioni. Prodotto con uve Fiano Minutolo raccolte a mano e pressate direttamente, svela nel calice un perlage finissimo, in un tripudio giallo paglierino brillante, con riflessi verdolini.

Naso marcato di miele millefiori, con richiami a metà tra l’agrumato, l’esotico e la frutta candita, in un quadro di grande finezza che si ritrova anche al palato. Qui, a sorprendere, è la freschezza quasi balsamica della beva, unita a una buona sapidità. Ciliegina sulla torta? Una persistenza pressoché infinita.

VINI BIANCHI
1) Il Basilicata Bianco Igt 2016 “Accamilla” di Camerlengo è l’unico vino bianco dell’azienda agricola di Antonio Cascarano a Rapolla, in provincia di Potenza. Un mix di tre uve a bacca bianca trattate in vinificazione alla stregua dei rossi, alla maniera degli “Orange wine”.

L’apporto predominante (60%) è quello della Malvasia, raccolta in vigna una volta raggiunta una leggera surmaturazione. Completano il blend un antico clone di Fiano, il Santa Sofia, e il Cinguli, altro clone di Trebbiano Toscano. Tini di castagno per la macerazione, con le prime ore di follature che interessano anche i raspi delle tre uve.

Che dire? Il Castello di Sannicandro di Bari sembra sparire tra i profumi di questo calice che porta idealmente al Collio friulano e alla Slovenia. Un apporto, dunque, di tipo aromatico e tannico ben costruito, per un vino messo in bottiglia da circa cinque mesi. Non manca, anzi è ben marcata, la firma del terroir vulcanico in cui opera la cantina Camerlengo. Un sorso di eccezionale rarità.

2) Secondo gradino del podio per il Fiano di Avellino Docg 2014 “Numero Primo” di VentitréFilari, preziosa realtà di “artigiani del vino” di Montefredane, in provincia di Avellino. “Ventitré come l’anno 1923 – spiega Rosa Puorro – in cui nonno Alfonso nasceva. E ventitré come il numero di filari del nostro vigneto”. Un marketing efficace, che regge.

Anche (e soprattutto) in un calice che mostra un’evoluzione sostanziale rispetto al primo vino proposto: la stessa etichetta di Fiano, vendemmia 2015 (appena messa in commercio, ma con altrettante potenzialità d’affinamento). Il giallo dorato di cui si tinge il vetro è un inno al buon bere in Campania.

L’equilibrio tra acidità e sapidità fa il resto, in un contesto tutto sommato rotondo, morbido. Il segreto di questo Fiano? Nove mesi sulle fecce, che ne fanno un vero e proprio concentrato dell’essenza del grande vitigno irpino.

3) Sul bigliettino da visita di Mario Notaroberto c’è scritto in chiare lettere: “Contadino”. Un marchio di fabbrica genuino, che si ritrova anche nel Fiano Cilento Dop Valmezzana 2015 della sua cantina, Albamarina. Siamo in località Badia nel Comune di Centola, una sessantina di chilometri a Sud di Agropoli, in provincia di Salerno. Un progetto “contadino”, quello di Mario Notaroberto, che mira al rilancio del Cilento nel nome di un’enogastronomia fondata sul valore della “terra”.

E di “terra” ne troviamo tanta nel suo Fiano. Due le annate in degustazione, con la 2015 che – rispetto alla 2016 – evidenzia un’evoluzione già netta, tutt’altro che completa. Note floreali e fruttate si mescolano a richiami erbacei decisi, naturali. Sembra d’essere in piena campagna quando al naso giungono richiami d’idrocarburo, spiazzanti. In bocca gran calore e pienezza: l’acidità rinfrescante ben si calibra con una mineralità degna di nota. Un vino da aspettare, il Fiano Cilento Dop Valmezzana di Albamarina, come dimostrerebbe – secondo Notaroberto – il vendemmia 2012, “ancora in progressione in bottiglia”.

VINI ROSSI
1) E’ di Elda Cantine il miglior rosso di Radici del Sud 2017: si tratta del Nero di Troia Puglia Igp 2014 “Ettore”. Lo premiamo per la grande rappresentatività del vitigno che sa offrire nel calice e per l’utilizzo moderato di un legno che, in altri assaggi, ha distolto l’attenzione dalla vera potenzialità del Nero di Troia: il binomio tra frutta e spezia.

Giova a Elda Cantine la scommessa pressoché totale su questo uvaggio, con il claim aziendale “dalle radici al suo profumo” che, in realtà, è la sintesi della scoperta della “vocazione innata” di Marcello Salvatori. Un progetto del 2000 dedicato alla madre Elda.

Siamo sui Monti Dauni, più precisamente a Troia, in provincia di Foggia. Qui Elda Cantine ha recuperato ed alleva uno dei vigneti più alti dell’intera regione Puglia, situato a 400 metri sul livello del mare. Il Nero di Troia Puglia Igp 2014 “Ettore” è vinificato in acciaio, prima di passare in botti di rovere per 12 mesi.

2) Riscomodiamo Antonio Cascarano per il racconto dell’Aglianico del Vulture Doc 2012 Camerlengo, vino simbolo della sua cantina di Rapolla, in Basilicata. Una sintesi perfetta tra potenza ed eleganza: forse tra le più belle espressioni del vitigno attualmente in commercio in Italia. La corrispondenza gusto-olfattiva è pressoché perfetta: naso e bocca assistono a un rincorrersi tra note marasca, ribes, lamponi, prima di una chiusura delicata di vaniglia, che nel retrolfattivo vira su terziari di cacao e tabacco dolce.

Al palato l’impronta del terroir più evidente: una spiccata mineralità che allarga lo spettro dei sentori, chiamando il sorso successivo e accompagnando verso un finale lunghissimo, tra il fruttato e il sapido. Dodici mesi in barrique di primo, secondo e terzo passaggio, più un affinamento di 8 mesi in bottiglia. Nessuna chiarifica e nessuna filtrazione. Da provare.

3) Per la piacevolezza della beva ecco il Syrah Vino Rosso Doc Sicilia 2014 di Fondo Antico, azienda agricola di proprietà della famiglia Polizzotti Scuderi situata in frazione Rilievo, a Trapani. Un vino dall’interessantissimo rapporto qualità prezzo, che dimostra come il Sud del vino possa concedersi anche prodotti non troppo elaborati, “quotidiani”, ma di qualità. Gran bel naso di frutti rossi puliti, con richiami caratteristici di pepe e macchia mediterranea. In bocca una piacevole morbidezza giocata di nuovo sui frutti rossi, unita a una grande freschezza che chiama il sorso successivo.

VINI ROSATI
Altra menzione per Colli della Murgia, tra i vini rosati. E non solo per il coraggio di mettere in bottiglia, in Puglia, un rosè dallo stile provenzale. Profumi intensi, acidità, freschezza. Questi i tratti distintivi del Rosato Igp Puglia 2016 Sellaia, ottenuto al 100% da uve Primitivo. Colore cerasuolo didattico, colpisce al naso per la pulizia delle note di frutta rossa e floreali di rosa. Una finissima delicatezza che ritroviamo anche al palato, in perfetto equilibrio tra durezze e morbidezze. Buona la persistenza. Uno schiaffo alla Puglia dei rosati ruffiani, che stancano al secondo sorso.

IL FUTURO DI RADICI DEL SUD
Già si conoscono le date della prossima edizione di Radici del Sud, che dal 5 all’11 giugno 2018 tornerà ad occupare le sale del Castello Normanno Svevo della cittadina barese. Già confermato l’impianto, con i consueti incontri BtoB dedicati alle aziende, il concorso dei vini e la due giorni dedicata al pubblico.

La vera novità riguarderà il panel di degustazione, che si amplierà anche all’olio con tre diverse giurie: una composta da tecnici olivicoli, una da massaie e l’ultima da studenti delle scuole alberghiere. “Un modo nuovo di avere a disposizione punti di vista diversi su un mondo, quello dell’olio, con un potenziale ancora fortemente inespresso”, commentano gli organizzatori del Salone.

Altra novità riguarda la due giorni dedicata al pubblico. Il Salone si trasformerà in un vero e proprio mercato del vino e dell’olio, durante il quale i visitatori, oltre ad assaggiare, potranno anche comprare i prodotti delle aziende.

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I 70 vini finalisti di Radici del Sud 2017

Dopo due giorni di lavoro le giurie di Radici del Sud hanno identificato i 70 vini finalisti del concorso di questa XII edizione della manifestazione dedicata ai vini e agli oli del Sud Italia. Le due giurie hanno assaggiato gli oltre 350 vini in concorso in due giorni, nelle sale del Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari.

I 70 vini finalisti ora passeranno ulteriormente al vaglio di una giuria di esperti e giornalisti del territorio a fine giugno per decretare il miglior vino bianco, rosso e rosato della XII edizione. La premiazione si terrà il 27 novembre sempre al Castello di Sannicandro di Bari, durante Radici Wines Experience.

Le giurie, composte da buyer e giornalisti, da enologi dell’Associazione Assoenologi e da membri del circuito Vinarius, erano suddivise secondo un nuovo criterio. I giurati erano distribuiti in 4 gruppi di cui due prevalentemente di buyers e due di giornalisti e critici del settore.

Due i presidenti di giuria: Alfonso Cevola per i buyer e Daniele Cernilli per i giornalisti, coadiuvati rispettivamente da Ole Udsen, importatore danese e dal giornalista Bernardo Conticelli. In questo modo è stato possibile incrociare i giudizi dei critici con quelli di chi, invece, ha un occhio di riguardo per il lato commerciale di ciascun vino.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro delle giurie – dichiara Nicola Campanile, organizzatore dell’iniziativa -.La nuova organizzazione ha infatti permesso una maggiore uniformità di giudizio e una migliore lettura dei vini. Avere tutti attorno a un tavolo esperti del territorio e ospiti stranieri ha consentito anche a buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo di interpretare e capire meglio il carattere dei vitigni autoctoni del Sud Italia”. I 70 vini finalisti saranno annunciati ufficialmente oggi alle 19 durante il convegno che si svolgerà all’interno della sala consiliare del Comune di Sannicandro di Bari.

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Radici del Sud apre al mondo: ospiti internazionali e focus sulla Cina

A poche settimane dall’inizio di Radici del Sud, l’evento dedicato al vino da vitigno autoctono e all’olio del mezzogiorno che si terrà a Sannicandro di Bari dal 30 maggio al 5 giugno 2017, sono stati definiti gli ospiti italiani e stranieri che parteciperanno agli incontri BtoB con i produttori, ai press tour e che faranno parte delle giurie. Quest’ultime saranno due, una composta da buyer e presieduta da Alfonso Cevola, wineblogger, profondo conoscitore del patrimonio enologico italiano negli Stati Uniti e l’altra composta da giornalisti e capitanata da Daniele Cernilli, il DoctorWine dell’enologia italiana. Le giurie testeranno gli oltre 350 campioni di vino in gara provenienti da Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia.

“Alla data odierna le aziende partecipanti sono già oltre 130, ma c’è tempo fino al 30 aprile per procedere all’iscrizione – dice Nicola Campanile, organizzatore della manifestazione -. Partecipare al Concorso e sottoporsi al giudizio delle giurie è sicuramente una sfida importante per le aziende perchè permette di valutare come si sta lavorando. Inoltre il confronto con i colleghi produttori può essere decisivo per individuare possibili azioni comuni di promozione di una produzione enologica così particolare che si distingue per la spiccata tipicità e i fortissimi legami col territorio”.

Tra gli importatori stranieri presenti quest’anno sicuramente da segnalare una delegazione cinese, guidata da Alessio Fortunato, l’enologo campano che dal 2013 vive e lavora in Cina come China Wine Market Consultant e come professore di Wine Business presso la NWAF University e che ha all’attivo una grande esperienza nel mercato cinese come advisor per importatori, distributori e camere di commercio del vino cinese. Questi buyer provenienti da diverse regioni della Cina, che importano già vino italiano con grande successo, sono convinti che i volumi aumenteranno molto nei prossimi anni e sono quindi interessati ad approfondire le loro conoscenze dei vini del Sud, per ampliare il loro portfolio.

Lunedì 5 giugno, durante i due giorni dedicati al Salone del vino e dell’olio, alle ore 19.00 Alessio Fortunato condurrà anche un seminario specifico sul Mercato del Vino italiano in Cina: L’evoluzione del settore, gli errori da non fare e le soluzioni più efficaci per questo mercato, dove illustrerà strategie e soluzioni che le aziende possono intraprendere per affrontare il mercato cinese. Un’occasione per tutti, produttori, operatori o semplici consumatori, per approfondire la conoscenza di una realtà ormai vicina ma spesso ancora poco nota.

Radici del Sud 2017 – Salone dei vini e degli oli del Sud in breve:
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Quando: 30 maggio – 5 giugno 2017
Orario di apertura al pubblico: Domenica 4 giugno dalle 15.00 alle 20.00; lunedì 5 giugno dalle 10.00 alle 20.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione) utilizzabile anche per la serata conclusiva. Coupon cena buffet € 20 (comprende la degustazione dei piatti realizzati dagli chef). Kit degustazione + coupon cena: € 35.
Parcheggio: disponibile. I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni

LE AZIENDE PARTECIPANTI
Armosa, A.A. Boccella, A.A. Bosco De’ Medici, A.A. Domenico Russo, A.A. Musto Carmelitano, Agnanum, Agricola Cianciulli, Albamarina, Angiuli Donato, Antica Enotria, Antica Hirpinia, Antica Masseria Caroli, Antica Masseria Jorche, Antico Castello, Antonio Pisante, Apollonio, Azienda Vitivinicola Marulli, Baglio Del Cristo Di Campobello, Battifarano, Beato Vini, Borgo Turrito, Botromagno Vigneti & Cantine, Camerlengo, Cantina Diomede, Cantina E Oleificio Sociale Di Lizzano, Cantina Fiorentino, Cantina Il Passo, Cantina Lama Di Rose, Cantina Petrelli, Cantina Sociale Di Barletta, Cantina Sociale Di Copertino, Cantine Bonsegna, Cantine Del Notaio, Cantine Ferri, Cantine Kandea, Cantine Lagala, Cantine Paradiso, Cantine San Marzano, Cantine Spelonga, Cantine Statti, Cantine Teanum, Carbone Vini, Cardone Vini, Casa Comerci, Casa Maschito, Casula Vinaria, Centopassi, Cerfeda Dell’Elba, Colli Della Murgia, Colli Di Castelfranci, Conti Zecca, Coppi Casa Vinicola, Cotinone Vigneti, D’alfonso Del Sordo, D’angelo Wine, D’araprì Spumante Classico, De Carlo – Mastri Oleari Dal 1600, Donna Vitina, Duca Carlo Guarini, Elda Cantine, Eleano.

Fatalone Organic Wines, Ferrocinto, Feudo Disisa, Fiore Azienda Agricola, Fontanavecchia, Garofano Vigneti E Cantine, Giai, Graco, Grifo, Hiso Telaray, I Pastini, I-Greco, Il Tuccanese, La Pizzuta Del Principe, La Pruina Vini, La Sibilla, Le Moire Winery, Le Radici Del Tempo, Leonardo Pallotta, Librandi, Mancino, Mastrangelo Francesco, Mustilli, Nicotera Severisio, Oleificio Mossa, Palmento Costanzo, Pietraventosa, Planeta, Portelli Wine, Produttori Vini Manduria, Ripanero, Rivera, Romaldo Greco, Rosso Vermiglio, Sanpaolo, Santi Dimitri, Sarno 1860, Schinosa Frantoio, Schola Sarmenti, Sertura, Spadafora Dei Principi Di Spadafora, Taverna, Tempa Di Zoe’, Tenuta Barone G.R. Macri’, Tenuta Coppadoro, Tenuta Fontana, Tenuta Giustini, Tenuta Rapitala’, Tenuta Viglione, Tenute Chiaromonte, Tenute D’auria, Tenute Emera Di Claudio Quarta Vignaiolo, Tenute Girolamo, Torre Quarto, Torrevento, Uliveti Barbera, Unione Agricola Di Melissano, Vaglio Massa, Valentina Passalaqua, Varvaglione 1921, Ventitréfilari, Vigne Mastrodomenico, Vigneti Calitro, Vigneti Del Salento, Vigneti Del Vulture, Villa Schinosa, Vini Giancarlo Ceci, Vinicola Palama’, Viticoltori De Conciliis.

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