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Parola “vigna” in etichetta: sequestrate 2.250 bottiglie di vino nel Beneventano

SANT’AGATA DE’ GOTI – Usava indebitamente la parola “vigna” in etichetta. Nei guai il titolare di una cantina di Sant’Agata de’ Goti, nel Beneventano, in Campania. L’operazione, condotta nei giorni scorsi dai carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare (R.A.C.) di Salerno, guidati dal tenente colonnello Giorgio Borrelli, ha consentito il sequestro preventivo di un totale di 2.250 bottiglie di vino rosso e bianco Doc.

Si tratta di Piedirosso, Aglianico del Sannio e Greco, per 1.700 litri complessivi. Circa 20 mila euro il valore dello stock. I militari escludono qualsiasi problema legato alla salubrità dei vini. Il sequestro amministrativo è stato accompagnato da tre sanzioni, per un totale di 10.500 euro (3.500 euro l’una).

Alla cantina di Sant’Agata de’ Goti è stata contestata la presenza in etichetta di indicazioni non consentite dal Testo unico sul Vino (legge 238/2016 sulla “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”).

Il titolare della cantina avrebbe dichiarato ai carabinieri di non essere a conoscenza della normativa. Avrebbe inoltre aggiunto di non sapere che la “vigna” menzionata in etichetta non fosse presente tra i toponimi registrati.

Il vino potrà essere rietichettato correttamente e rimesso sul mercato. Non è la prima volta che i carabinieri intervengono su violazioni legate alle menzioni geografiche.

Nei guai, negli anni scorsi, anche Gerry Scotti, con l’etichetta originaria del vino prodotto in Oltrepò pavese. Un caso segnalato proprio dall’altra testata del nostro network, Vinialsuper.it, che ha costretto il noto conduttore ad eliminare dalle etichette la scritta “Nato in una Vigna“.

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Gerry Scotti senza vergogna: altro spot a Caduta Libera. Interverrà l’Antitrust?

Nuova edizione, stesso copione. A Caduta Libera, il vignaiolo (in affitto) Gerry Scotti sfida ancora l’Antitrust. Con l’ennesima réclame dei suoi (costosi) vini, in vendita al supermercato.

Una trama già vista nei mesi scorsi, riproposta dal conduttore pavese a un quarto d’ora dall’inizio della trasmissione andata in onda ieri, giovedì 14 settembre.

A offrire il pretesto a Scotti è, come di consueto, una domanda a tema “vino” indirizzata a uno dei partecipanti al quiz. “Travasare un vino rosso di pregio per favorirne la decantazione”. Dieci lettere. La risposta è “Scaraffare”. La concorrente non risponde e finisce nella botola. Non prima di sorbirsi lo spot dello Zio Gerry.

“Tu prendi uno dei miei vini. Sai che faccio vino nel tempo libero? L’hai assaggiato già? Vuoi assaggiare il rosso, il bianco o il rosè? Alla salute!”.

Secondo il listino “Autunno 2017” di Publitalia ’80, concessionaria esclusiva del Gruppo Mediaset per le trasmissioni delle reti in chiaro, 30 secondi di pubblicità su Canale 5 – durante Caduta Libera – costano da 26 a 56 mila euro. Un bel risparmio per lo Scotti nazionale. Non resta che visionare il video-frammento della puntata, con una previsione: entro Natale, a Caduta Libera, si parlerà di spumante.

*disclaimer
Questo è l’ultimo articolo-denuncia che la testata vinialsupermercato.it dedica a Gerry Scotti. In un Paese con la “P” maiuscola, un’Antitrust con la “A” maiuscola sarebbe già intervenuta, ammonendo formalmente il conduttore. Confidando in un pronto intervento delle istituzioni e nel rispetto delle migliaia di lettori che confermano quotidianamente la fiducia alle presenti “colonne digitali”, vinialsuper eviterà di trattare ancora il tema Scotti per non offrire al conduttore ulteriore spazio-pubblicità gratuito, evidentemente necessario alla spinta delle vendite di vini costosi e poco rappresentativi dell’Oltrepò pavese

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Gerry Scotti vignaiolo: nuova sfida all’Antitrust a Caduta Libera (video)

Più che alla verdura, alla frutta. A meno di due mesi dall’esposto dell’Associazione nazionale Consumatori all’Antitrust per la “pubblicità occulta di prodotti commerciali sui social network” da parte di alcuni vip – tra cui Belen, Fedez, Anna Tatangelo, Melissa Satta – Gerry Scotti sembra voler sfidare in tv l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Nel mirino l’ultima puntata di Caduta Libera, il quiz di Canale 5 condotto dal popolare presentatore Mediaset di Miradolo Terme (Pv). Come successo in un altro caso denunciato da vinialsuper, Scotti ha utilizzato una domanda a tema enologico per fare riferimento alla sua linea di vini, in commercio in alcuni supermercati dallo scorso mese di aprile.

IL CASO
“Verdura a cui può essere difficile trovare il giusto vino da abbinare”. Otto lettere. La concorrente ci mette poco a rispondere: “Carciofo”. Gerry ancora meno a cogliere l’ennesima palla al balzo: “Io l’ho trovato il vino ideale per il carciofo. E’ un bel rosato che si fa in provincia di Pavia”.

ll pubblico rumoreggia. Qualcuno si lascia scappare una sonora risata, svelando di aver ben capito il riferimento. A questo punto lo Zio Gerry alza le mani: “No – si affretta a precisare – non sto pubblicizzando nulla. Ho detto che è un bel rosato”. Per poi rincarare la dose, inequivocabilmente: “Ha un nome di una vigna. E non posso aggiungere altro”.

LA BEFFA
Duplice la beffa dello scatenato conduttore pavese. Il riferimento non sarebbe solo al suo rosato da Pinot Nero “Pumgranin”, ma anche all’utilizzo in etichetta della parola “vigna”, contestato da Michele Antonio Fino, professore associato di Fondamenti del Diritto Europeo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in un’intervista esclusiva rilasciata a vinialsuper, lo scorso 6 aprile.

“La pubblicità occulta – dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, a proposito dei casi di Fedez, Belen, Tatangelo e Satta – ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi famosi, i cosiddetti influencer“.

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Gerry Scotti e il Gambero Rosso: storie di arbitri e (presunti) goleador

Premessa. Questo non è l’ennesimo articolo sui vini di Gerry Scotti o sulla loro etichetta ‘incriminata’. Ma piuttosto la cronaca di una partita di calcio sui generis. Un match in cui l’arbitro plaude in tribuna d’onore per l’acquisto di un goleador da parte di una squadra che – una domenica neppure troppo lontana – sarà presumibilmente chiamato a giudicare sul campo. Roba da cartellino rosso. Anzi, di più: da Gambero Rosso.

Già perché nella mattinata di ieri, tra gli ospiti illustri intervenuti sul palco a commentare la linea di vini “Nato in una Vigna”, all’interno di una Sala Salieri del Palaexpo Veronafiere colma di vip del mondo della tv, della musica e dello spettacolo, è spuntato pure un degustatore del crostaceo più famoso d’Italia. Ma come? L’arbitro? Già, l’arbitro. Lorenzo Ruggeri (nella foto), romano, giornalista ed international editor per la Spa di via Ottavio Gasparri.

Una presenza quantomeno curiosa, preannunciata dalle altrettanto curiose dichiarazioni di Gerry Scotti. “La vera scommessa per me – ha dichiarato il conduttore Mediaset – è il Pinot Nero vinificato in rosa in versione ferma, il Pumgranin: nessuno in Oltrepò si è mai sognato di produrlo e alle degustazioni che abbiamo fatto ci siamo sentiti dire che potrebbe essere non dico una scommessa vinta, ma un piccolo passo verso l’utilizzo anche di questo vino”.

Che i vini di Scotti puntino ai “Tre bicchieri”, come altri della cantina Giorgi, che con il Gambero Rosso ha ormai – e a buona ragione – un feeling particolare (ed ecco dunque spiegata la presenza stessa del degustatore)? Conoscendo carattere e competitività di Fabiano Giorgi, vero e proprio one man company della cantina oltrepadana partner del conduttore tv, c’è da scommetterci. Di certo, per ora, c’è che Ruggeri ha dichiarato sul palco di non aver mai assaggiato i vini di Scotti. Ma le curiosità non finiscono qui.

“Gli enologi mi mettevano sul lettino dello psicanalista. E mi dicevano: come lo vuoi questo rosè?”, ha ammesso lo Zio Gerry, tradendo tutta la sua indiscutibile buonafede. Aggiungendo poi sul bianco: “Mi facevano assaggiare un bianco e chiedevano le mie sensazioni. E io riferivo le sensazioni. Loro mi dicevano: ‘Bene, tre Ave Marie e ci vediamo domani’. Tornavo il giorno dopo e li trovavo sornioni, perché sapevano le modifiche da fare di volta in volta”. Ipse dixit.

Azzardiamo dunque una sintesi, supportata da una doverosa degustazione della linea Scotti, effettuata pochi minuti dopo il termine della conferenza stampa, allo stand delle Cantine Giorgi a Vinitaly: di puramente “Nato in Vigna”, c’è solo Gerry. E se qualcuno vincerà, quelli saranno gli enologi di casa Giorgi. Tre, due, uno: fischietto in bocca al Gambero.

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Cantine Giorgi difende Gerry Scotti: “Nato in una Vigna? Nome evocativo”

E’ affidata a un comunicato stampa la replica di Cantine Giorgi ai dubbi espressi dal prof Michele Antonio Fino sulla conformità della menzione “Vigna” sull’etichetta dei vini di Gerry Scotti (nella foto con Fabiano Giorgi).

“Dal punto di vista normativo – scrive la cantina di Canneto Pavese – la menzione ‘vigna’ può essere utilizzata solo se seguita da un toponimo, purché rivendicata in denuncia di produzione e il toponimo sia iscritto in un apposito elenco regionale. Il toponimo fa riferimento ad una specifica vigna identificata da una o più particelle catastali. Nel nostro caso, il nome ‘Nato in una Vigna’ è stato dato ad una linea di vini e non fa riferimento, in alcun modo, al tipo di vino o a uno specifico vitigno e non intende conferire una menzione superiore al vino stesso”.

“Questo nome – continua il comunicato della famiglia Giorgi – è strettamente legato alla storia personale del presentatore che, come riportato in contro etichetta, racconta di essere nato in campagna, e di avere un particolare e prezioso ricordo della vigna del nonno e di tutto ciò che la campagna ha significato per la sua famiglia. In sostanza quest’iniziativa nasce dal desiderio di Gerry Scotti di creare qualcosa di concreto che richiami le proprie origini e che gli ricordi in modo tangibile da dove viene”.

“In conclusione – aggiunge Cantine Giorgi – ‘Nato in Vigna’ è scritto solamente sulla parte frontale, nella quale non si fa alcun riferimento al vino. La scritta appare sopra la foto del presentatore. Per cui, a nostro avviso, si evince chiaramente che è riferita a lui e non al vino. Sulla contro etichetta, dove è indicato il disciplinare di riferimento, il nome non viene più riportato”. Resta dunque confermata la presentazione della linea di vini di Gerry Scotti, in programma il 10 aprile a Verona, durante la 51a edizione di Vinitaly.

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Etichetta “fuorilegge” per i vini di Gerry Scotti: “Nato in una Vigna confonde il consumatore”

“L’utilizzo della parola ‘vigna’ sull’etichetta dei vini di Gerry Scotti viola le normative vigenti e l’imbottigliatore rischia una sanzione amministrativa fino a 4 mila euro”. E’ quanto sostiene Michele Antonio Fino, professore associato di Fondamenti del Diritto Europeo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Oggetto del contendere è la dicitura “Nato in una Vigna”, formula che il noto conduttore televisivo Mediaset ha deciso di apporre sull’etichetta della propria linea di vini. Una leggerezza che potrebbe costare cara allo Zio Gerry.

Per poter commercializzare i propri vini, il volto noto della televisione italiana dovrebbe rietichettare tutte le bottiglie. Una doccia fredda che arriva a pochi giorni dalla presentazione ufficiale della linea, fissata per il prossimo 10 aprile a Verona, durante Vinitaly. Riflettori che si accendono dunque anche sui partner del conduttore in questo progetto, le Cantine Giorgi di Canneto Pavese.

“In realtà – spiega Fino – il problema non è la menzione ‘vigna’ in sé. Piuttosto l’utilizzo in etichetta della formula ‘nato-in-una-vigna’. L’Oltrepò Pavese, come Denominazione di Origine, non prevede l’uso della menzione vigna, che si può trovare invece nel Barolo, nel Chianti e in molti altri. Quando si usa la menzione vigna bisogna sottostare a regole molto strette: bisogna produrre meno, tutta l’uva atta alla produzione di quel vino deve provenire da un singolo vigneto, deve essere separata per tutto il tempo della vinificazione fino all’imbottigliamento dal resto del vino dell’azienda. E solo a queste condizioni, dopo aver registrato il toponimo della vigna, nei modi stabiliti dal disciplinare, il produttore può imbottigliare rivendicando il nome della sua vigna e appunto la parola ‘vigna’. Nessuno in Oltrepò Pavese può utilizzare questo termine”. Insomma: quello che i francesi chiamano “cru”.

“Peraltro – continua il professor Fino – tale dicitura induce il consumatore a confondersi rispetto al fatto che quel vino provenga da un singolo vigneto. Poiché questo è normalmente un attributo della qualità, è evidente che si fornisca un’informazione errata. Siamo di fronte a un duplice errore: il primo relativo al disciplinare della Doc Oltrepò pavese e il secondo relativo al conseguente advertising della linea di vini di Scotti”.

L’etichettatura dei vini, per Michele Antonio Fino (nella foto), è pane quotidiano. E’ tra i fondatori di etichetteOK, servizio di supporto alle aziende vitivinicole nell’ambito delle attività del centro di ricerca Bi.lab di Guarene, in provincia di Cuneo. Nel portfolio di etichetteOK veri e propri mostri sacri della viticoltura italiana come Angelo Gaja in Piemonte, Gravner in Friuli Venezia Giulia e Cavalleri in Franciacorta. Un laboratorio, quello di Fino, pronto ad assumersi, in caso di errori, i costi di un’eventuale sanzione con lo slogan: “Se abbiamo sbagliato, la sanzione la paghiamo noi”.

Secondo Fino, la sanzione nei confronti di Gerry Scotti sarebbe inevitabile. “Non siamo di fronte a un nome di fantasia o generico come quello della selezione ‘Grandi Vigne’ di Iper la Grande I – spiega il professor Fino -, che non si riferisce a una vigna di una denominazione. Ovvio che l’uva provenga dalle vigne! Dire ‘Grandi Vigne’ non vuol dire nulla. Dire ‘Nato in una Vigna’, con sotto una denominazione che non permette questo utilizzo, vuol dire generare un vero e proprio cortocircuito logico. Se per dare un nome di fantasia a un vino utilizzo parole che sono regolate non dalla legge dei marchi, e dunque dal diritto privato o industriale, bensì dal diritto pubblico. Non vale nemmeno il fatto che si tratti di un nome di fantasia: la legge non ammette ignoranza. Lasciare la macchina in divieto di sosta perché devo far salire un disabile o scendere a comprare le sigarette comporta la pari una sanzione”.

Altro problema riscontrato da Fino è quello dell’assenza dell’annata sui vini di Scotti, sulla scheda tecnica. “L’annata ce l’avranno sicuramente sulla bottiglia – commenta il docente di Pollenzo – ma sulle schede tecniche diffuse da vinialsupermercato.it ieri non è dichiarata. L’indicazione di un tenore alcolico preciso per ognuno dei tre vini della linea di Scotti è curiosa per vini presentati senza annata, per di più abbinato al nome ‘Nato in una Vigna’. Perché il vino che ‘nasce in una vigna’ ogni anno è diverso. Un altro motivo di confusione all’atto dell’eventuale acquisto da parte dei consumatori”. AGGIORNAMENTO – Qui la replica di Cantine Giorgi.

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Riesling Mesdí, Barbera Regiû e Pinot Nero Pumgranin: i vini in dialetto di Gerry Scotti

Sceglie il dialetto pavese, il Gerry Scotti vignaiolo, per dare un nome ai vini della linea “Nato in una Vigna”. “Mesdí” per il Riesling, “Regiû” per il Barbera e Pumgranin per il Pinot Nero vinificato in rosa. Tutti a Denominazione di Origine Controllata Oltrepò Pavese. La presentazione ufficiale al Vinitaly, il prossimo 10 aprile, assieme ai rappresentanti delle storiche Cantine Giorgi, parner del conduttore.

“Sono nato in campagna e ci sono rimasto finché ho potuto – evidenzia Gerry Scotti sul depliant di presentazione della linea – poi mi hanno trascinato in città. Di quegli anni ricordo tutto, i suoni, i colori, gli odori e i sapori, ma se devo scegliere un luogo penso alla vigna di mio nonno, a ciò che significava per la mia famiglia. Quanta fatica sui volti dei vecchi e quanta gioia su quelli dei bambini. Ecco, per me un buon bicchiere di vino significa anche questo: non dimenticare chi sono e da dove vengo”.

MESDÍ
E’ il Riesling Renano in purezza (100%) della linea di vini “Nato in una Vigna” di Gerry Scotti. La resa per ettaro è di 70 quintali. Ottimo con pesce e carni bianche, Mesdí ha una gradazione di 13%. Va servito a una temperatura tra gli 8 e i 10 gradi per essere apprezzato al meglio. Lo “zio” Gerry lo definisce un vino “armonico ed elegante”.

REGIÛ
E’ il Barbera fermo della linea “Nato in una Vigna”, ottenuto per l’appunto da uve Barbera, con una resa per ettaro di 50 quintali. Si abbina a piatti importanti e saporiti, come carni grigliate o arrosto, cacciagione e formaggi saporiti. Ottimo anche a fine pasto. La gradazione alcolica è sostenuta: 13,5%. Va servito a una temperatura tra i 18 e i 20 gradi. Gerry Scotti descrive Regiû” come un vino “di grande equilibrio, vellutato, di ottima struttura e persistenza”.

PUMGRANIN
E’ il vino rosato della linea “Nato in una Vigna”. Un Pinot Nero, uvaggio principe dell’Oltrepò Pavese, vinificato in rosa: il mosto rimane per poco tempo a contatto con le bucce, sino a ottenere il colore rosato. La resa è di 80 quintali per ettaro. Pumgranin è ottimo come aperitivo, ma si abbina in cucina ai frutti di mare e a tutto pasto. Ha una gradazione alcolica di 12%.

LA FAMIGLIA GIORGI, PARTNER DEL CONDUTTORE
“Nel 1870 la prima bottiglia – ricorda la famiglia Giorgi – nel 1875 la nascita effettiva dell’azienda Giorgi: una lunga storia che ci ha portato nel gotha della vitivinicoltura nazionale e mondiale. Settantacinque ettari vitati, tre aziende agricole, nei terroir più vocati dell’Oltrepò orientale, il Pinot nero in tutte le sue espressioni come punto di riferimento, qualità e immagine ricercati e voluti continuamente e fortemente da Antonio, Fabiano, Eleonora e Heana”. Qui le schede tecniche complete del vino di Gerry Scotti.

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Il vino di Gerry Scotti è “Nato in una Vigna”. A Vinitaly la presentazione

Sarà presentata il 10 aprile a Vinitaly la linea di vini prodotti da Gerry Scotti. Il conduttore televisivo investe nel suo Oltrepò Pavese con “Nato in vigna”, in collaborazione con Cantine Giorgi, storico marchio oltrepadano.

“Quest’anno per noi il Vinitaly a Verona ha un sapore particolare – commenta Fabiano Giorgi sulla pagina Facebook della cantina -. Presentiamo proprio in quella rassegna, la più importante a livello italiano, ‘Nato in vigna’, la nostra collaborazione con l’amico Gerry Scotti. Siamo un po’ emozionati ora a scriverlo… Figuriamoci il 10 aprile quando saremo a Vinitaly Verona 2017!”.

Confermate, dunque, le rivelazioni di vinialsuper dello scorso 7 febbraio. Sarà presto chiarita la fascia prezzo dei prodotti di Gerry Scotti, che tanto ha fatto discutere nei mesi scorsi. Secondo ulteriori indiscrezioni, il prezzo medio dei vini di Gerry Scotti al supermercato dovrebbe aggirarsi tra i 7 e i 10 euro. Tutti i dubbi saranno fugati il 10 aprile, alle ore 11 presso la Sala Salieri Palaexpo di Veronafiere.

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