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Morellino di Scansano Superiore e più Sangiovese nel Morellino Riserva

Morellino di Scansano Superiore e più Sangiovese nel Morellino Riserva
Il Consorzio Tutela Morellino di Scansano annuncia importanti novità per la Docg toscana: nasce il Morellino di Scansano Superiore e cresce la percentuale di Sangiovese nel Morellino di Scansano Riserva, che passa dal precedente 85% all’attuale 90%. Questi aggiornamenti segnano un ulteriore passo in avanti nel percorso di valorizzazione qualitativa della denominazione maremmana. Secondo i dati più aggiornati (2024) si producono annualmente circa 1o milioni di bottiglie della Docg. https://www.consorziomorellino.it/the-docg/

MORELLINO DI SCANSANO SUPERIORE E RISERVA: LE NOVITÀ

La nuova tipologia del Morellino Superiore prevede rese per ettaro inferiori rispetto al Morellino Annata e una maturazione più lunga, con immissione sul mercato solo a partire dal 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. Questa tipologia dovrà essere ottenuta da almeno l’85% di uve Sangiovese, potendo integrare fino al 15% con altri vitigni a bacca nera non aromatici.

Si distinguerà per colore rosso rubino tendente al granato, un bouquet profumato, etereo, intenso e fine, e un gusto asciutto, caldo e leggermente tannico. Il grado alcolico minimo richiesto sarà di 13% vol. Per quanto riguarda il Morellino di Scansano Riserva, oltre all’aumento della quota minima di Sangiovese, il disciplinare prevede una resa ancora più contenuta per ettaro e un aumento del titolo alcolometrico minimo richiesto.

«MODIFICHE DISCIPLINARE PER RAFFORZAMENTO MORELLINO DI SCANSANO»

«Queste innovazioni rappresentano tappe fondamentali nel progetto di valorizzazione e rafforzamento dell’identità territoriale del nostro Morellino – afferma Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano -. E testimoniano l’impegno costante verso una produzione sempre più accurata e attenta alla qualità». Le modifiche al disciplinare sono attualmente in fase di approvazione definitiva presso gli organi competenti. Mirano, in definitiva, a consolidare il posizionamento del Morellino di Scansano, tra le più prestigiose Docg italiane.

Morellino di Scansano, «vino e destinazione turistica»: gli obiettivi del Consorzio

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Progetto CONCERTO: così il Nobile di Montepulciano «governa la sostenibilità»


Il Consorzio Tutela Vino Nobile di Montepulciano ha presentato i primi risultati del progetto CONCERTO, di cui è capofila insieme a Morellino di Scansano, Brunello di Montalcino, Bolgheri e Bolgheri Sassicaia. L’obiettivo è
 dimostrare l’efficacia di un «nuovo modello di governance della produzione del vino sostenibile». Tra i partner del progetto, oltre ad aziende pilota, anche le Università degli studi di Siena e Milano-Bicocca.

PROGETTO CONCERTO NOBILE DI MONTEPULCIANO: I PRIMI RISULTATI

Secondo le prime evidenze, il progetto CONCERTO ha portato alla creazione di un sistema per gestire e controllare la sostenibilità delle cantine partecipanti. Il tutto grazie a una piattaforma digitale molto efficiente, che raccoglie i dati dai quaderni di campagna delle aziende vitivinicole e altre informazioni produttive. Con questa tecnologia, le cantine dei Consorzi toscani aderenti possono monitorare in autonomia le loro attività agricole. E assicurarsi di seguire le buone pratiche stabilite dal Consorzio.

Inoltre, è stato sviluppato un sistema di indicatori per valutare l’impatto ambientale delle pratiche agricole, permettendo alle aziende di capire il loro livello di sostenibilità e quali miglioramenti possono fare. Questo strumento aiuterà anche a misurare aspetti come l’impronta idrica e carbonica, cioè il consumo di acqua e le emissioni di CO₂. Infine, sono stati progettati strumenti digitali intelligenti (DSS) per supportare le aziende nelle loro decisioni, aiutandole a rendere le loro attività più sostenibili e a far fronte ai cambiamenti climatici.

ANDREA ROSSI: NOBILE DI MONTEPULCIANO DENOMINAZIONE SIMBOLO DELLA SOSTENIBILITÀ

«Non poteva che partire da Montepulciano il progetto CONCERTO, denominazione già certificata con la norma Equalitas – commenta il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – avere collaborazioni così importanti che credono nella stessa direzione vuol dire anche di poter lavorare insieme per migliorare la viticoltura regionale». Un concetto questo ribadito dalla Regione Toscana, con l’intervento del Direttore Agricoltura e Sviluppo Rurale, Roberto Scalacci. «Come Regione – sottolinea – ci prendiamo sempre più la responsabilità di promuovere iniziative come questa ed estenderle non solo alla viticoltura, ma anche a tutto il sistema agroalimentare regionale. Sul fronte della sostenibilità, infatti, siamo avanti rispetto anche a direttive comunitarie e mettere a sistema progetti congiunti non può che facilitare il raggiungimento di certi obiettivi». https://www.consorziovinonobile.it/

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Consorzio Morellino di Scansano lancia Vinometro su VisitMorellino


Il Consorzio Morellino di Scansano introduce Vinometro, uno strumento innovativo e gratuito, all’interno della piattaforma VisitMorellino per promuovere un enoturismo più sicuro e responsabile. Creato dall’azienda Enoturistica di Simone Nannipieri, Vinometro utilizza il metodo di Widmark per calcolare in tempo reale il Tasso alcolemico potenziale (BAC) e fornire un Quality Score, valutando equilibrio e sicurezza delle degustazioni. Considera fattori chiave come numero di vini assaggiati, quantità, abbinamenti gastronomici e durata dell’esperienza. Offrendo a cantine e visitatori uno strumento utile per un consumo più consapevole. https://www.visitmorellino.com/

VINOMETRO DEL MORELLINO DI SCANSANO: TASSO ALCOLEMICO POTENZIALE IN TEMPO REALE

«Vogliamo valorizzare il Morellino di Scansano – spiega Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio – attraverso esperienze enoturistiche di qualità e in linea con le normative. Vinometro aiuterà le cantine a ottimizzare le proposte e i visitatori a vivere un’esperienza autentica e responsabile». Accessibile gratuitamente su VisitMorellino, Vinometro del Conorzio del Morellino di Scansano rafforza l’impegno dell’ente toscano per un enoturismo moderno, sostenibile e attento alla sicurezza, tra le vigne della denominazione della provincia di Grosseto. Solo l’ultima delle contromisure dei Consorzi del vino in seguito all’inasprimento delle sanzioni del codice della strada per chi guida in stato di ebbrezza.

La piattaforma VisitMorellino, punto di riferimento per la promozione del Morellino di Scansano, accoglie già VINOMETRO, rendendolo facilmente accessibile sia ai visitatori sia agli operatori. Lo strumento, intuitivo e gratuito, si propone come una risorsa chiave per il territorio, contribuendo alla costruzione di un modello di enoturismo moderno, responsabile e sostenibile. Il Consorzio conferma il proprio impegno nella promozione del territorio del Morellino di Scansano e del suo patrimonio enologico, attraverso attività di enoturismo sempre al passo con i tempi, dove pianificazione e conoscenza sono elementi centrali per garantire un’esperienza memorabile al visitatore. Progetto dall’azienda Enoturistica di Simone Nannipieri, VINOMETRO si basa sul metodo di Widmark ed è ottimizzato per le esigenze del turismo enologico, permettendo di calcolare in tempo reale il Tasso Alcolemico Potenziale (BAC) e fornendo un Quality Score, indicatore che valuta la qualità e la sicurezza complessiva delle degustazioni proposte.

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InGravel 2024: alla scoperta del Morellino di Scansano in bicicletta


Ecco InGravel Morellino 2024, dopo il grande successo della prima edizione del 2023. L’appuntamento è per il 20, 21 e 22 settembre a Scansano. La manifestazione cicloturistica non competitiva organizzata da Asd Orbetello Bike Tribe in collaborazione con Gbc Ride costituisce una modalità nuova per scoprire la terra del Morellino di Scansano, la Maremma, valorizzando l’enogastronomia dell’entroterra maremmano in una forma inedita. Nel segno delle peculiarità delle biciclette “gravel”, i tre percorsi ad anello – della lunghezza variabile tra i 45 e gli 80 chilometri – saranno di carattere misto asfalto-strade bianche-strade sterrate, con tappe tra i vigneti e le cantine del territorio.

«Il Morellino di Scansano – commenta Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio di Tutela del rosso toscano – è un vino che ben sa distinguersi dalle altre denominazioni, che nasce e matura in un territorio unico, incontaminato e autentico, meta ideale per l’enoturismo e gli sport outdoor. Un vino che sa esprimersi dentro e fuori dal calice e che si abbina perfettamente ad altri mondi come, ad esempio, quello dello sport».

MORELLINO E SPORT, LEGAME SEMPRE PIÙ FORTE

«Il ciclo turismo – conferma Alessio Durazzi, direttore del Consorzio – è in forte crescita. Sfruttando l’onda lunga del suo successo e la bellezza dei paesaggi che caratterizzano il territorio della nostra denominazione, abbiamo deciso di promuovere il brand Morellino di Scansano anche attraverso le tante esperienze che il turista ha la possibilità di vivere nel territorio. Ad accompagnarlo nella scelta c’è il portale dedicato, “Visitmorellino”.  Il mondo della bici è per noi una leva strategica e la sua presenza nella nostra area è sempre più diffusa. Per questo, anche quest’anno, saremo partner di InGravel».

L’edizione 2024 è stata presentata dal Consorzio proprio in occasione di Vinitaly. Presenti gli ideatori di InGravel Morellino, Andrea Gurayev e Werner Peruzzo, oltre ad altri importanti personaggi del mondo delle due ruote, tra cui Alessandro Ballan, campione del mondo in linea 2008, e Riccardo Magrini, telecronista di Eurosport. L’appuntamento è dunque in Maremma dal 20 al 22 settembre, con la possibilità di registrarsi già a questo link.


INGravel Morellino 2024

20, 21, 22 settembre – Scansano (GR)
info@ingravel.com

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Nasce l’Enoteca Rosso Morellino


Si chiama Enoteca Rosso Morellino ed è il luogo in cui scoprire le diverse anime del Morellino di Scansano, nelle sue tipologie d’annata e Riserva. Un punto di partenza informativo e turistico per vivere il territorio della denominazione, in provincia di Grosseto, tra le bellezze dei suoi borghi e del suo paesaggio. L’inaugurazione del nuovo spazio, presso la sede del Consorzio di via XX Settembre, 36 a Scansano (GR), è prevista per
sabato 1° luglio alle ore 17:30.

Nel corso della stessa giornata entrerà in funzione il il totem VisitMorellino, grazie al quale il visitatore avrà la possibilità di approfondire la propria conoscenza sul vino rosso tipico della Toscana. Le funzionalità del dispositivo infatti consentiranno al turista di viaggiare virtualmente all’interno della denominazione. L’assistente virtuale, attivo 24 ore al giorno, fornirà ai visitatori le risposte in base alle domande che riguardano il vino, l’area di produzione e le attività sul territorio.

«La promozione del Morellino di Scansano – spiega Alessio Durazzi, direttore del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano – si deve combinare con azioni di marketing territoriale così da far emergere ancor di più il legame tra la nostra area e le sue tante eccellenze. Anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, vogliamo fornire differenti strumenti per far scoprire la nostra denominazione in maniera trasversale, con l’obiettivo di allargare a nuovi target il pubblico degli amanti del Morellino e di questa zona della Maremma Toscana».

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Morellino di Scansano, «vino e destinazione turistica»: gli obiettivi del Consorzio

Consolidare e ad affermare il posizionamento nell’Horeca come denominazione Premium, attraverso vini di qualità sempre più espressivi del territorio, e promuovere l’area come destinazione turistica. Questi gli obiettivi per il futuro del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano Docg.

«La denominazione – spiega il presidente Bernardo Guicciardini Calamai (nella foto) – ha le carte in regola per giocare nei prossimi anni un ruolo da protagonista nel panorama enologico italiano. Nonostante la crisi pandemica, abbiamo registrato una buona performance economica grazie ad un posizionamento strategico nel canale della Gdo».

Questo ci ha permesso di dare seguito ad un percorso di crescita graduale e costante. Oggi stiamo lavorando per rafforzare e consolidare il nostro posizionamento anche nel canale Horeca, in Italia e all’estero, con vini caratterizzati sempre più dalle sfumature peculiari di questo straordinario territorio».

Il Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano ha poi firmato un accordo di collaborazione con l’Università di Pisa. Lo studio che sarà condotto dai professori Claudio D’Onofrio, Fabio Mencarelli e dal ricercatore Giovanni Caruso del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali della facoltà di Agraria, si concentrerà sulle caratteristiche pedoclimatiche dell’area e sull’interazione tra il Sangiovese e i contesti produttivi della denominazione.

MORELLINO DI SCANSANO, PRIMA DENOMINAZIONE “EV FRIENDLY”

L’obiettivo, spiega il Consorzio, è quello di tradurlo «in pratiche di viticoltura di precisione, in grado di esaltare sempre di più questo patrimonio di tipicità nella produzione delle uve e farne percepire la loro specifiche sfumature territoriali nelle differenti interpretazioni del Sangiovese di Maremma». Un’iniziativa collaterale al percorso di certificazione di sostenibilità Equalitas.

«Per noi il Morellino è un’eccellenza della Maremma – commenta il direttore Alessio Durazzi – che deve diventare una leva strategica per attrarre l’attenzione sul territorio, come destinazione turistica. L’obiettivo è quello di diventare una delle mete più interessanti e sviluppare economia e benessere in tutti i periodi dell’anno».

Il Morellino di Scansano è stata tra le prime denominazioni a favorire la fruibilità del territorio in maniera sostenibile, grazie al progetto Morellino Green, che l’ha resa tra le prime Docg “EV friendly” in Italia. Presto questa possibilità sarà estesa anche ai possessori di eBike, con l’istallazione di specifiche stazioni di ricarica che accresceranno così le possibilità di esplorare questo territorio incontaminato.

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Morellino di Scansano: 9,2 milioni di bottiglie nel 2021, ma la domanda supera l’offerta

La domanda di Morellino di Scansano Docg supera l’offerta con una produzione di 9,2 milioni di bottiglie, circa il 7% in più rispetto al 2019. Sono alcuni dati che fotografano l’attuale situazione della nota denominazione toscana.

L’indagine, condotta da LT Wine & Food Advisory per il Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano, ha preso in esame alcuni dei principali indicatori che evidenziano una denominazione molto dinamica, che continua costantemente a migliorare il posizionamento dei suoi vini in tutti i canali di distribuzione nei quali è presente.

Il Morellino di Scasano Docg – commenta Alessio Durazzi, direttore del Consorzio Tutela Morellino di Scansano – evidenzia da alcuni anni un trend di crescita grazie alla strategia messa a punto dal Consorzio per consolidare il valore e la qualità della denominazione. Sono in costante aumento le vendite, con indicatori molto positivi per la nostra base produttiva».

I 9,2 milioni di bottiglie prodotti hanno un valore alla produzione di circa 51 milioni di euro, distribuite per l’80% in Italia e per la restante quota principalmente in paesi come Stati Uniti d’America, Germania, Belgio e Svizzera.

I CANALI DEL MORELLINO DI SCANSANO DOCG

Nei canali di distribuzione moderna il Morellino di Scansano emerge non solo per crescita dei volumi, +5,3%, ma anche a valore, +6,7% grazie ad un incremento del prezzo medio dell’1,2%. Notizie positive arrivano anche dal canale Horeca, all’interno del quale spicca l’ottimo posizionamento, sia in Italia che all’estero, con una presenza sempre maggiore nelle carte dei vini dei ristoranti.

Ottimo, infine, è anche l’andamento del vino sfuso, con il prezzo per ettolitro del Morellino di Scansano Docg in continua ascesa a partire dal 2019. A gennaio 2022 si è registrato un aumento del 47% con un valore di 330 euro per ettolitro.

Il valore dello sfuso – commentava a winemag.it Alessio Durazzi durante Wine Paris 2022 – è un indicatore molto importante. Siamo passati dai 170, 180 euro all’ettolitro del 2016 a cifre di scambio che variano dai 300 ai 350 euro ad ettolitro. Abbiamo superato Denominazioni importanti.

Il Consorzio sta gestendo la Denominazione, tutelando il territorio in termini di valore. La richiesta cresce, ma non dobbiamo lasciarci ingolosire da questa crescita. Il nostro lavoro è proprio questo: gestire la Docg».

«Non possiamo che essere soddisfatti dei risultati emersi da questa indagine – aggiunge Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Tutela Vini Morellino di Scansano. La costante crescita di interesse verso i vini del nostro distretto produttivo è evidente.».

«Dobbiamo continuare lungo questo percorso – conclude il massimo rappresentante del Consorzio della Docg toscana – che consolida il posizionamento dei vini della nostra denominazione, attraverso lo sviluppo di un’identità sempre più legata al territorio, alla sua storia ed alla consapevolezza di essere sempre più una delle denominazioni di riferimento in Toscana».

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Consorzi del vino toscano e delle Venezie: bilancio positivo a Wine Paris 2022

È un bilancio positivo quello tratteggiato dai Consorzi del vino toscano e dal Consorzio Vini Doc delle Venezie sulla partecipazione a Wine Paris 2022. Mentre già si pensa alla prossima edizione, in programma a Parigi dal 13 al 15 febbraio 2023, il bicchiere dell’Italia del vino risulta, a detta di tutti, mezzo pieno.

Wine Paris & Vinexpo Paris 2022 ha accolto un totale di 2.864 espositori, a cui hanno fatto visita 25.739 professionisti del settore, tra cui il 28% provenienti da 109 nazioni mondiali. Tra le più rappresentate c’è proprio il Bel paese, che si colloca al terzo posto, preceduto solo da Belgio e Regno Unito e seguito da Paesi Bassi e Stati Uniti. La fetta maggiore di pubblico è risultata quella francese.

Tra i Consorzi italiani, qualcuno ha fatto il suo esordio assoluto. «È la prima volta che partecipiamo – commenta a winemag.it Alessio Durazzi (nella foto, sotto), direttore del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano – e abbiamo scelto di farlo assieme al Chianti, sotto il cappello dell’Ascot, felice unione formale dei nostri Consorzi».

MORELLINO E CHIANTI ASSIEME A WINE PARIS 2022

La fiera, pur essendo in gran parte dedicata al vino francese, offre ottime opportunità anche all’Italia. Abbiamo fatto degli incontri importanti, soprattutto con buyer francesi e dei olandesi, che speriamo diano i frutti sperati alle aziende che ci hanno affiancato. Un bel modo per esordire all’estero».

Conferma le impressioni il Consorzio del Chianti. «Avevamo già preso parte a Wine Paris nel 2020 – ricorda l’Event manager Luca Alves (nella foto, sotto) – e ripartire da qui, a distanza di due anni, ha molto più di un valore simbolico. La Francia è un Paese di riferimento sia come stile sia come trend commerciale».

Il Chianti è una denominazione così fondamentale e cardine per il vino italiano che non può mancare eventi di questa portata internazionale. Non è un’edizione di numeri, ma di conferme: è giusto che si ricominci a fare quello che abbiamo sempre fatto.

Siamo confortati dai risultati di questa edizione, che ha visto i buyer francesi ed europei sopperire almeno in parte alla mancanza di quelli orientali e del Sudamerica, piazze importanti per la nostra Denominazione».

SODDISFATTO IL GALLO NERO

Buona affluenza anche ai “wine bar” del Consorzio del Chianti e del Morellino di Scansano, con decine di etichette in assaggio. Lo stesso vale per l’altra sponda del vino toscano: quella Consorzio Chianti Classico, presente a Wine Paris 2022 con 33 aziende e 62 etichette in degustazione. Un’edizione che bissa quella del 2020, ultima fiera pre-pandemia a cui ha preso parte l’ente di Barberino Tavernelle (FI).

Il mercato francese è uno dei target del Gallo Nero, che in Oltralpe può contare su un pubblico di professionisti e appassionati in grado di riconoscere e apprezzare le varie sfumature del territorio. L’edizione 2022 di Wine Paris ha confermato l’interesse per la Denominazione dei buyer francesi, che hanno sopperito all’assenza di operatori provenienti dai Paesi orientali.

A Parigi un’esperienza positiva per il Chianti Classico, spinto dagli ultimi dati confortanti del mercato. Il 2021 si è infatti chiuso con il +21% di marcature. E il nuovo anno vedrà l’importante introduzione delle unità geografiche aggiuntive (Uga).

PAROLA AL CONSORZIO VINI DOC DELLE VENEZIE

Poco lontano dagli stand consortili toscani, sempre all’interno della Hall 5 dedicata al vino italiano, un’altra icona del bere tricolore: i vini delle Venezie. Nazareno Vicenzi (nella foto, sopra), responsabile Area tecnica Consorzio Vini Doc delle Venezie, esprime a winemag.it la soddisfazione per l’edizione di Wine Paris conclusasi in settimana.

«Al di là del tema della ripartenza, importantissima per tutti – commenta il tecnico dell’ente veronese – abbiamo confermato la nostra presenza a Parigi forti della crescita della denominazione (+5% sul 2020) e del recente rebranding consortile. In termini di numeri siamo secondi solo al Prosecco, con circa 250 milioni di bottiglie».

La Francia è un Paese che conta per le Venezie, nel computo dei 190 mila ettolitri imbottigliati all’estero. Nel futuro prossimo, la Denominazione punta alla tenuta delle controcifre del 2021 e al mantenimento dei livelli di giacenze, migliorati parecchio rispetto al passato.

LE SFIDE: RINNOVO DEL DIRETTIVO E COLORE DEL PINOT GRIGIO DELLE VENEZIE

Ed è tra i Consorzi al cambio di guardia, con la figura di Albino Armani che, secondo indiscrezioni di winemag.it, sarebbe stata messa in discussione nelle ultime settimane da alcune cantine di riferimento del Pinot Grigio.

«Mi piacerebbe avere la palla di vetro – chiosa a tal proposito Nazareno Vicenzi -. La priorità è mantenere la credibilità della Denominazione. Chiaramente ci sono zone del territorio che lavorano più attentamente sulla viticoltura e altre sull’imbottigliamento. È ancor più importante, in questo senso, avere sempre una figura che sia rappresentativa di tutti».

Sembra incredibile ma, oltre alle dinamiche interne, c’è una sfida internazionale che attende il Pinot Grigio delle Venezie: «Spiegare il colore dell’uva e del vino – commenta il tecnico del Consorzio – non è stata una questione banale, anche qui a Wine Paris 2022».

«Ci sono vini bianchi e vini rosa ottenuti dallo stesso vitigno – conclude Vicenzi – e non tutti sanno quali siano i vitigni da taglio. Stiamo dedicando molto tempo alla formazione, per raccontare al meglio il nostro Pinot Grigio nel mondo, anche attraverso al nuovo payoff Sigillo di Meraviglia“».

LEGGI ANCHE LE INTERVISTE A CONSORZIO PROSECCO DOC ED ERSA FRIULI VENEZIA GIULIA
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degustati da noi vini#02

Morellino di Scansano Docg 2018 “Brumaio”, Tenuta Pietramora

Si conferma il più “minerale” fra i vini della denominazione toscana. È il Morellino di Scansano Docg 2018Brumaio” di Tenuta Pietramora. Note verdi aromatiche di origano, salvia e macchia mediterranea bilanciano un frutto rosso pieno, maturo. Note speziate morbide completano il quadro olfattivo.

In bocca è fresco, sapido, teso. Il Morellino di Scansano Docg 2018 “Brumaio” di Tenuta Pietramora è ricco e stratificato. Chiama il piatto e l’abbinamento gastronomico, con eleganza e assoluta concretezza. Un vino senza fronzoli, diretto, come la famiglia che lo produce. Un rosso che si presta anche all’affinamento nel tempo.

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Riccardo Cotarella è il nuovo consulente di Villa Acquaviva

Dalla vendemmia 2020 Riccardo Cotarella è il nuovo consulente della storica azienda del Morellino di ScansanoVilla Acquaviva“. Questa nuova sinergia nasce soprattutto grazie alla lunga amicizia che lega Serafino D’Ascenzi e Riccardo Cotarella. Amicizia nata negli anni ’60 quando frequentarono il collegio dell’istituto agrario di Bagnoregio.

Una collaborazione che vuole portare maggiore visibilità tanto al brand della famiglia D’Ascenzi quanto ai vini di una terra votata alla produzione vitivinicola come la Maremma Toscana. Morellino di Scansano, Vermentino ed altri vitigni che, negli ultimi anni, stanno dimostrando le grandi potenzialità di questa zona della Toscana.

«Dopo una vita che ci conosciamo e in cui più volte ci siamo confrontati, oggi abbiamo deciso di rendere più solida questa amicizia – dichiara Serafino D’Ascenzi – con una collaborazione che vuole portare maggiore conoscenza di un territorio unico nel mondo».

«Confiniamo – prosegue D’Ascenzi – con 2 grandi realtà del vino come Montalcino e Bolgheri ma a cui nulla ha da invidiare. Con Riccardo riusciremo senza dubbi a raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati».

VILLA ACQUAVIVA

La famiglia D’Ascenzi, composta da Serafino, Valentina e i 2 figli Michele e Fabrizio, è una realtà consolidata che produce vini di qualità dal 1983. Anno di acquisizione della tenuta. Dallo stesso anno sono punto di riferimento anche per l’accoglienza e l’enoturismo con il Relais Villa Acquaviva e il ristorante La Limonaia.

Non ci sarà alcuno stravolgimento della linea di produzione di Villa Acquaviva, che continuerà a produrre i 4 bianchi (Biancospino, Acquaviva, Chardonnay e Vermentino) e i 3 rossi (Pian di Giomo, Nero e Bracaleta Riserva). L’esperienza nazionale e internazionale di Cotarella porterà un miglioramento a livello di comunicazione e di unicità e qualità dei vini.

Un rapporto pluriennale che permetterà di strutturare al meglio molte azioni da intraprendere per raggiungere al meglio i risultati pianificati. Tra queste, nulla vieta, che dalle menti di Serafino e Riccardo, nascano in futuro nuovi prodotti come risultati finali di una splendida sinergia.

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La Maremma fa rete sul web: nuovo portale nelle terre del Morellino di Scansano

FOTONOTIZIA – È online da oggi il portale visitmorellino.com. Un nuovo sito web che racconta le opportunità turistiche delle terre del Morellino di Scansano.

Il portale, voluto dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano, offre la possibilità di organizzare a tutto tondo il proprio soggiorno nell’area della Denominazione.

Su visitmorellino.com si possono consultare attività, luoghi da visitare, percorsi di degustazione. Spazio anche per sport ed escursioni tra i borghi e le campagne della Maremma, con particolare attenzione alla sostenibilità.

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Morellino di Scansano Docg: ok ufficiale a “Toscana” in etichetta

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 68 del 19 marzo 2021, la possibilità di poter inserire la dicitura “Toscana” sull’etichetta dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Morellino di Scansano” è ora ufficiale e pienamente operativa. L’iter che ha portato alla modifica del disciplinare di produzione per poter aggiungere questa indicazione facoltativa in etichetta è iniziato poco più di un anno fa con il voto favorevole da parte dell’assemblea del Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano.

«La modifica del disciplinare è stata frutto di un intenso lavoro portato avanti dal nostro Consorzio di concerto con Regione Toscana, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Avito, l’Associazione Vini Toscani Dop e Igp – afferma Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano – Ora tutti i produttori che lo desiderano potranno sfruttare la grande forza del brand “Toscana”, molto conosciuto ed apprezzato sui mercati internazionali».

Il Morellino di Scansano è una denominazione storica, Doc dal 1978 e Docg dal 2007. Con la modifica del disciplinare di produzione il nome geografico “Toscana” dovrà seguire la denominazione Morellino di Scansano ed essere riportato al di sotto della menzione specifica tradizionale denominazione di origine controllata e garantita oppure dell’espressione dell’Unione europea denominazione di origine protetta.

Inoltre, i caratteri del nome “Toscana” dovranno avere un’altezza inferiore a quella dei caratteri che compongono la denominazione Morellino di Scansano e avere lo stesso font (tipo di carattere), stile, spaziatura, evidenza, colore e intensità colorimetrica.

«Abbiamo accolto fin dal primo momento, come Regione, la proposta di modifica al disciplinare di produzione del Morellino di Scansano Docg, che oggi trova finalmente compiuta definizione – dice la vicepresidente della Regione Toscana e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – Si tratta di un altro tassello che contribuirà a comporre quell’articolato mosaico che rappresenta il futuro di una delle più importanti filiere regionali».

«Un futuro – prosegue Saccardi – che dovrà confrontarsi con le nuove sfide di sostenibilità ambientale e di resilienza ai cambiamenti climatici. Anche in questo senso il brand Toscana può rappresentare un formidabile driver per promuovere nei mercati di tutto il mondo la straordinaria ricchezza e l’agrodiversità dei nostri vini, e il Morellino di Scansano è uno di questi gioielli».

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Approfondimenti

Anche il Morellino di Scansano alle Anteprime di Toscana di maggio 2021

Anche il Consorzio Tutela Morellino di Scansano conferma la partecipazione alle Anteprime di Toscana, che si svolgeranno dal 14 al 21 maggio 2021 a Firenze, con l’Anteprima Morellino che si terrà nella giornata di sabato 15 maggio.

La programmazione delle Anteprime in queste nuove date è un segnale importante e di auspicio alla ripresa dell’intero comparto vinicolo – commenta Bernardo Guicciardini Calamai, Presidente del Consorzio – Ci auguriamo che possa essere un’occasione per ripartire dopo un periodo complesso, uniti agli altri Consorzi e in sinergia con la Regione Toscana”.

Un evento atteso per la stampa e per gli operatori del settore, che potranno degustare le nuove annate del Morellino di Scansano. “La 2020 è stata una vendemmia che ci ha regalato grandi soddisfazioni dal punto di vista qualitativo – ha concluso il Presidente – anche se con quantità ridotte rispetto all’anno precedente. Siamo molto orgogliosi di esser parte di questo circuito, auspicando una sempre maggiore sinergia e forza del sistema Toscana“.

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Vini al supermercato

Morellino di Scansano Docg 2019 “Sigillo Rosso”, Piccini

(5 / 5) C’è una nuova espressione del vino toscano al supermercato. Si tratta del Morellino di Scansano Docg 2019 Sigillo Rosso di Piccini, cantina che arricchisce una linea dall’ottimo rapporto qualità prezzo nella Grande distribuzione organizzata (Gdo).

LA DEGUSTAZIONE
Il Morellino Sigillo Rosso si presenta nel calice di un rubino mediamente trasparente, luminoso. Al naso un gran bouquet di frutta (marasca, lampone, ribes, su tutti) fiori di viola, macchia mediterranea (rosmarino, alloro, ginepro) e ricordi ceduti da un sapiente affinamento in legno (tabacco), leggeri e perfettamente integrati.

Al palato si rivela un rosso di buona struttura, perfetto per l’abbinamento con primi piatti come paste ricche di ragù, o grigliate di carne. Il sorso, di fatto, è elegante, connotato da tannini setosi che lasciano spazio alla frutta tipica del Morellino di Scansano.

In chiusura, bell’allungo su una venatura vagamente salina, che invoglia il sorso successivo. Particolarmente apprezzabile la facilità di beva, che fa di questo vino un ottimo alleato dei momenti di convivialità. Un nettare che non disdegna, tra l’altro, una temperatura di servizio più fresca della norma (attorno ai 12-14 gradi).

Particolarità di questa nuova etichetta è il “Sigillo Rosso“, ben evidente nella grafica: si tratta della “firma” di Mario Piccini, titolare della cantina: “Un tratto distintivo che caratterizza tutta la gamma di maggior prestigio e riconoscibilità dei vini Piccini”.

Prezzo: 5,90 euro
Acquistabile presso: Aspiag Despar, Crai, Gruppo Agora, Iper Montebello

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Associazione Chianti e Morellino: 200 mila euro per la promozione dei rossi toscani

Consorzio Vino Chianti e Consorzio a Tutela del Vino Morellino di Scansano si sono aggiudicati un finanziamento di 200 mila euro per la promozione, la partecipazione a fiere internazionali e l’organizzazione di importanti eventi. Il tutto grazie ad As.Co.t-Associazione Consorzi Toscani per la qualità Agroalimentare, costituita dai due enti ad agosto 2020.

Chianti e Morellino insieme raggruppano 110 milioni di bottiglie e oltre 750 milioni di euro di giro d’affari annuo. Cifre che potranno rafforzarsi grazie al bando 3.2 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Toscana.

“Siamo felicissimi di questo risultato – commenta Marco Alessandro Bani (nella foto, sotto) direttore del Consorzio Vino Chianti e presidente As.Co.T – la recente scelta di unire i due consorzi in un’unica realtà si è rivelata vincente da subito oltre che apprezzata per la qualità dei progetti proposti”.

Siamo soddisfatti e convinti che questa sia la strada giusta per la valorizzazione delle denominazioni. Per questo confermiamo l’invito agli altri Consorzi toscani a partecipare e a lavorare insieme condividendo obiettivi e strategie”.

Vinexpo Paris 2021 sarà il primo appuntamento internazionale per l’associazione, con un’area espositiva istituzionale. Sempre a febbraio, attesissima anche la presentazione delle Anteprime, con l’edizione di Chianti Lovers 2021 alla Fortezza da Basso di Firenze.

Per i due eventi promozionali, l’investimento totale previsto è di 300mila euro, di cui 200mila ottenuti dalla misura 3.2 del PSR Regione Toscana. Le manifestazioni saranno ovviamente ridimensionate e adeguate alle normative sanitarie legate a Covid-19.

“Ci auguriamo che la situazione volga al meglio – sottolinea Bani – ma siamo pronti ad ogni evenienza, in particolare per Chianti Lovers che verrà adattata alle regole anti contagio“. La manifestazione alla Fortezza da Basso di Firenze ha sempre avuto un ottimo successo di pubblico, con ben 4 mila partecipanti nell’ultima edizione: “Quella del 2021 sarà di sicuro particolare, ma non per questo meno coinvolgente”, assicura Bani.

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Chianti e Morellino insieme: nasce As.Co.T, Associazione Consorzi Toscani per la qualità Agroalimentare

Due Consorzi del vino italiano da 110 milioni di bottiglie e oltre 750 milioni di euro di giro d’affari totale si uniscono per “valorizzare e promuovere le produzioni di qualità dei propri associati con la partecipazione a fiere in Italia e all’estero e con iniziative comuni per la diffusione dell’informazione e dell’educazione alimentare”. Nase così As.Co.T, la nuova Associazione Consorzi Toscani per la qualità Agroalimentare, costituita dal Consorzio Vino Chianti e dal Consorzio a Tutela Del Vino Morellino Di Scansano.

As.Co.T potrà usufruire dei bandi del Programma di sviluppo rurale della Regione Toscana, richiedere contributi a enti pubblici o privati e incassare le relative erogazioni.

“Dopo la collaborazione iniziata con Chianti Lovers e Anteprima Morellino sono maturate le condizioni per creare qualcosa di più strutturato, e ci auguriamo duraturo, fra i due consorzi”, spiega Marco Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti, che presiederà As.Co.T.

La nostra prima iniziativa – annuncia – sarà al Vinexpo Paris 2021, dove andremo in avanscoperta con un’area espositiva istituzionale, e poi naturalmente saremo alla nuova edizione di Chianti Lovers il 7 febbraio 2021 alla Fortezza da Basso di Firenze”.

Alessio Durazzi, direttore del Consorzio del Morellino e vicepresidente di As.Co.T, sottolinea che “Morellino e Chianti da ormai alcuni anni collaborano con grande soddisfazione e la costituzione di As.Co.T. è la naturale evoluzione di una sinergia che si sta dimostrando vincente. Nel futuro auspichiamo l’ingresso di Consorzi del settore alimentare per poter presentare, insieme, le eccellenze enogastronomiche della Toscana”.

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Morellino di Scansano, il vino dei quarantenni: lo dice una ricerca Wine Intelligence

È tra i vini italiani più acquistati, piace soprattutto nel Centro Nord del Paese e sempre di più tra i quarantenni. Sono alcune delle caratteristiche di chi consuma abitualmente Morellino di Scansano Docg in Italia, secondo una ricerca condotta da Wine Intelligence.

Nei primi mesi del 2020, l’agenzia ha monitorato i comportamenti di acquisto dei consumatori regolari di vino in Italia, pari a circa 28 milioni di italiani. L’indagine, che sarà pubblicata nei prossimi giorni nel report “Italy Landcapes 2020“, ha preso in esame anche le prospettive del consumo di vino in Italia a seguito del Covid-19.

Il Morellino di Scansano Docg, oltre a essere tra le denominazioni più conosciute in Italia ha anche un “alto tasso di conversione in acquisto”: più di 3 conoscitori del vino maremmano su 10 lo cercano e acquistano.

“È un dato certamente molto positivo quest’ultimo e per noi un buon punto di partenza – commenta Alessio Durazzi, direttore del Consorzio di Tutela – se consideriamo che in questa classifica troviamo denominazioni che producono quantitativi decisamente superiori rispetto alla nostra”.

La ricerca ha consentito anche di stabilire il profilo di chi, tra i consumatori regolari di vino in Italia, conosce il Morellino di Scansano Docg: risiede soprattutto nel Centro Nord Italia ed è sempre più amato tra i consumatori che hanno un’età compresa tra i 34 e i 44 anni.

Per quanto riguarda i canali di vendita, il Morellino di Scansano è conosciuto e acquistato sia nella grande distribuzione organizzata, in particolar modo nei supermercati, ma anche nei negozi specializzati e – in misura superiore alla media – direttamente nelle aziende vinicole, un canale sempre più amato dagli appassionati di Morellino di Scansano Docg.

“È un vino in grado di intercettare target di consumatori abbastanza trasversali – commenta il presidente del Consorzio, Rossano Teglielli – Dalla ricerca è emersa anche la crescente importanza del canale e-commerce: un indicatore che certifica il cambiamento dei consumi in atto, amplificato ancor di più in quest’ultimo periodo afflitto dalla pandemia da Covid-19″.

Emerge infine, come il consumatore di Morellino di Scansano dedichi un’attenzione superiore alla media al tema del biologico, oltre ad altri aspetti correlati alla sostenibilità. Tra coloro che hanno acquistato il Morellino di Scansano, infatti, oltre il 30% manifesta una particolare attenzione per i vini biologici, contro un 21% di media.

“Sono indicazioni certamente utili a tutta la base produttiva della nostra denominazione per comprendere che percezione del Morellino di Scansano ha un consumatore, che già ama il vino e lo cerca”, aggiunge il dirrettore del Consorzio, Alessio Durazzi (nella foto, sopra).

“Stiamo attraversando un momento storico di grande trasformazione – conclude – e chi produce vino, in particolare chi appartiene ad una denominazione così identitaria come la nostra, deve avere gli strumenti per poter interpretare cosa sta succedendo e poter ipotizzare le decisioni da prendere nel prossimo futuro”.

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Chianti Lovers 2020: i migliori assaggi di Chianti e Morellino di Scansano

FIRENZE – Dopo il successo dell’edizione 2019 anche quest’anno Chianti Lovers, l’anteprima del Consorzio Vino Chianti, realizzata in collaborazione del Consorzio Tutela Morellino di Scansano, ha confermato i risultati con oltre 4 mila presenze alla Fortezza da Basso di Firenze.

In degustazione 488 etichette a rappresentare 122 aziende, 206 le anteprime delle nuove annate: Chianti Docg 2019 e Riserva 2017, Morellino di Scansano Docg 2019 e Riserva 2017.

“Ancora una volta la scelta di voler aprire al grande pubblico ha premiato. È un’occasione concreta per mettere in contatto le nostre aziende con le persone, che hanno così la possibilità di conoscere e apprezzare cosa c’è dietro ogni etichetta” ha commentato Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.

“La vendemmia – prosegue Busi parlando dell’annata 2019 – è in linea con le aspettative, abbiamo raggiunto l’obiettivo della riduzione del 10% delle quantità che ci eravamo dati per mantenere i magazzini in linea con l’andamento commerciale. La qualità è ottima. Il merito di tutto ciò è delle aziende che negli anni scorsi hanno fatto importanti investimenti e oggi oltre il 75% dei vigneti è stato rinnovato”.

A fronte di un mercato interno in crescita del 6,3% e di un +1% sul fronte export giunge gradita la notizia della scelta del governo americano di escludere l’Italia dai dazi.

“Abbiamo tirato un sospiro di sollievo che ci permette di guardare con più serenità ai prossimi mesi – commenta il presidente – E’ certo che serve maggiore flessibilità nella gestione dei fondi messi a disposizione per la promozione del vino in modo da rispondere tempestivamente a scenari che possono cambiare all’improvviso. Non possiamo permetterci di restare indietro: poter riadeguare i nostri investimenti in tempi rapidi può significare davvero molto per l’export e i bilanci”.

I MIGLIORI ASSAGGI (ALLA CIECA) DI WINEMAG

Frutto di un andamento climatico più clemente ed uniforme rispetto allo scorso anno i vini dell’anteprima si rivelano più simili fra loro, tanto negli assaggi “da botte” quanto un quelli “da bottiglia”.

CHIANTI VENDEMMIA 2019

  • Chianti Colli Senesi Docg 2019 – Agricoltori del Chianti Geografico
  • Chianti Colli Senesi Docg 2019 – Poggio Salvi
  • Chianti Colli Senesi Docg 2019 – Tenuta Casabianca
  • Chianti Montalbano Docg 2019 – Villa Bibbiani

CHIANTI VENDEMMIA 2018

  • Chianti Colli Fiorentini Docg 2018 – Fattoria le Sorgenti
  • Chianti Colli Fiorentini Docg 2018 – Fattoria Giannozzi
  • Chianti Colli Fiorentini Docg 2018 – Lanciola
  • Chianti Montespertoli Docg 2018 – Castello Sonnino
  • Chianti Montespertoli Docg 2018 – Tenuta Barbadoro
  • Chianti Superiore Docg 2018 – Fattoria Piccaratico
  • Chianti Superiore Docg 2018 – Migliarina e Montozzi
  • Chianti Superiore Docg 2018 – Usiglian del Vescovo

CHIANTI VENDEMMIA 2017

  • Chianti Colli Fiorentini Docg Riserva 2017 – Fattoria di Fiano
  • Chianti Colli Fiorentini Docg Riserva 2017 – Torre a Cona
  • Chianti Colli Senesi Docg Riserva 2017 – Mormoraia

MORELLINO DI SCANSANO

  • Morellino di Scansano Docg 2019 “Mentone” – Mantellassi
  • Morellino di Scansano Docg 2019 – Podere Casina
  • Morellino di Scansano Docg 2019 – Poggio Brigante
  • Morellino di Scansano Docg 2019 – San Felo
  • Morellino di Scansano Docg 2019 “Brumaio” – Tenuta Pietramora
  • Morellino di Scansano Docg Riserva 2017 – Alberto Motta
  • Morellino di Scansano Docg Riserva 2017 – Cantina La Selva

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Vini al supermercato

Morellino di Scansano Docg 2018 Valle del Conte, Cantina del Morellino di Scansano

(2 / 5) Torniamo tra gli scaffali del discount Aldi per mettere sotto la lente di ingrandimento un’etichetta della Toscana: il Morellino di Scansano Docg 2018 Valle del Conte della cooperativa locale, la Cantina del Morellino di Scansano. La prova del calice non può certo dirsi superata.

LA DEGUSTAZIONE
Il vino si presenta del tipico rosso rubino, mediamente trasparente. Al naso ricordi di viola, mentre il frutto (mora, ciliegia e lampone) tenta vanamente di farsi largo in un profilo decisamente vinoso.

L’ingresso di bocca, piuttosto morbido, anticipa una fase centrale connotata da un frutto ancora una volta poco preciso. La chiusura vira su una percezione dolciastra, unita a un tannino sgarbato e a un alcol molto invadente. Uno di quei vini, insomma, da lasciare sullo scaffale. A questo link i migliori in vendita al supermercato.

Prezzo: 3,79 euro
Acquistabile presso: Aldi

3/5 (1)

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Alle Terme di Saturnia. Tra un sorso di Morellino e la cucina “chic” di Caino


MANCIANO –
E per fortuna che lì, tra gli altri, trovi Sandro Baronti. Il direttore del Spa & Golf Resort Terme di Saturnia è l’unico collegamento possibile tra la terra e il paradiso, in quest’angolo di Toscana verde scuro come la Maremma e rosso come il Morellino di Scansano.

Gira in giacca e cravatta per la struttura. Silenzioso come un gatto, per non disturbare gli ospiti stralunati di relax, in accappatoio. E sembra messo lì apposta per ricordarti che sei ancora vivo. Che quello non è il Valhalla. Ma solo qualcosa che gli assomiglia molto, una volta varcata la porta di Asgard di via della Follonata.

Una location diversa dalla terme completamente a cielo aperto di Saturnia, ma allo stesso tempo in grado di conservare ancora oggi un’essenziale naturalità. Dal fondo della vasca di origine vulcanica, al posto del magma, sgorga da 3000 anni acqua a una temperatura costante di 37,5 gradi. Al ritmo di 500 litri al secondo.

Il team guidato da Massimo Caputi, presidente esecutivo di Terme di Saturnia e socio di riferimento di Fidos, la società che insieme al fondo americano York Capital ha acquisito il patrimonio a settembre 2017 per 40 milioni di euro, ha un obiettivo concreto: riportare il marchio all’antico splendore.

Non a caso il Resort 5 Stelle, membro di Leading Hotels of the World, è stato di recente rinnovato nel nome di una “moderna toscanità”. Le piccole biblioteche e sale di lettura sono state pensate per offrire all’ospite l’opportunità di vivere un’esperienza personale.

Una formula, dunque, che va al di là della Spa e che vede nel “Club” il suo coronamento. Un’area a sé stante rispetto al Parco Termale, dove è possibile accedere a un percorso ispirato al rituale dell’hammam rivisto alla “maremmana”. Con due sale tiepidarium, un bagno di vapore e un argillarium.

Ma il vero punto di forza di Terme di Saturnia era ed è la sorgente millenaria. Le acque minerali con proprietà terapeutiche specifiche sono il degno coronamento di un territorio che dà vita a uno dei vini rossi italiani più amati al mondo: il Morellino di Scansano. E per gli amanti della cucina “chic”, la meta da non perdere è il ristorante Caino di Montemerano.

Qui, la chef Valeria Piccini (nella foto) e il marito sommelier Maurizio Menichetti, assieme al figlio Andrea – che ha raccolto la loro eredità – sono pronti a coccolare il palato dei fortunati enoturisti di quest’angolo di Maremma.

Piatti ricercati, come le animelle di vitello rosolate con asparagi alla brace e ravanelli marinati, i Pici all’essenza di una Amatriciana diversa o il maialino di cinta senese con lamponi e friggiarelli, sorprendono in abbinamento agli altre 20 mila vini a disposizione della cantina del ristorante.

Un vero e proprio tesoro, racchiuso in quattro sale interrate che la famiglia ha raggruppato in un unico, magico cunicolo. Quello in cui ogni amante del più pregiato nettare di Bacco vorrebbe perdersi, o essere rinchiuso gettando via la chiave.

“Due delle quattro sale – spiega Andrea Menichetti – si trovano sotto un palazzo. Le altre due sono invece nel palazzo della via accanto. Le abbiamo acquistate una per volta, non certo a buon mercato. Poi ci siamo resi conto che due di queste fossero adiacenti. Abbiamo così deciso di buttare giù il muro, unendole”.

Ma non finisce qui. “Con una traforazione verticale effettuata nel 2005 – precisa ancora il figlio della coppia di titolari di Caino Montemerano – abbiamo collegato tra loro le altre due cantine, che scendono fino a una profondità di 25 metri. Nel 2006 abbiamo terminato i lavori, ottenendo il risultato odierno”.

LA MAREMMA DEL GUSTO
Terme, buona cucina, buon vino. Cosa manca alla Maremma per definirsi un territorio a prova di enoturismo? Forse più nulla, almeno da quando il Consorzio di Tutela Vini ha deciso di spingere l’acceleratore sul tasto della sostenibilità.

Attraverso il progetto “Morellino Green“, i possessori di auto elettriche potranno ricaricare la loro vettura grazie alla centralina installata da 10 cantine del territorio aderenti al progetto (qui l’elenco). E mentre l’auto è in ricarica, perché non assaporare qualche etichetta di Morellino di Scansano?

“L’ambiente è di tutti -commenta Rossano Teglielli, presidente del Consorzio – e salvaguardarlo per le generazioni future è sempre più un dovere morale. Dal nostro Consorzio, quest’anno, arriva una proposta concreta che intende rappresentare un piccolo passo in questa direzione, certi che ogni modello di sviluppo futuro non possa prescindere dal rispetto del contesto ambientale”.

Un appello che, dalla Maremma, ambisce ad arrivare alle orecchie di tutta la Toscana. E, perché no? Di tutta l’Italia, forte della recente approvazione dell’atteso decreto sull’enoturismo, che regolamenta uno dei settori con le più alte possibilità di crescita nell’Italia del gusto.

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Il Tar Toscana sospende la caccia in braccata al cinghiale. Produttori di vino in rivolta

FIRENZE – “La decisione del Tar della Toscana che ha sospeso in via cautelare la caccia in braccata al cinghiale, è di fatto una condanna a morte per tante produzioni viti-vinicole della Toscana e quindi per tante aziende che sulle viti e sul vino di qualità hanno fatto investimenti cospicui”.

Così Luca Sanjust, Presidente di A.VI.TO – Associazione vini Toscana Dop e Igp, il primo organismo unitario di rappresentanza della viticultura toscana di qualità, ha commentato la decisione dei giudici amministrativi di sospendere la caccia in braccata al cinghiale.

E’ evidente che si tratta di una mazzata durissima per tutti noi – ha spiegato Luca Sanjust – perché ci lascia indifesi di fronte a una situazione oramai ingestibile in cui l’aumento sproporzionato e incontrollato degli ungulati ha completamente rovesciato qualsiasi principio di equilibrio naturale.

Siamo in una situazione innaturale in cui non riportare queste popolazioni di cinghiali a un numero equilibrato significa non voler il bene della natura toscana”.

I primi a pagare i conti di questa deriva falsamente ambientalista – ha concluso il presidente di A.VI.TO. – saranno proprio coloro che, come noi viticultori , sulla qualità dell’ambiente hanno fatto una scommessa imprenditoriale e di vita.

Ci auguriamo che qualcuno quando anche il settore del vino sarà messo in ginocchio non venga da noi a piangere false lacrime di coccodrillo. O si interviene oggi, qui e ora, o è preferibile che chi ha responsabilità di governo della cosa pubblica, taccia e lo faccia per sempre”.

Nata nel 2016  A.VI.TO. rappresenta oltre 5 mila imprese per un fatturato stimato di circa un miliardo di euro ed una quota export superiore al 70%. Riunisce 20 consorzi di Tutela:Vino Chianti, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Morellino di Scansano, Vino Nobile di Montepulciano, Bolgheri, Denominazione San Gimignano, Maremma Toscana, Chianti Colli Senesi, Chianti Rufina, Montecucco, Cortona, Chianti Colli Fiorentini, Valdichiana Toscana, Orcia, Valdarno di Sopra, Carmignano, Montescudaio, Pitigliano, Terre di Pisa, IGT Toscana.

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Morellino Green: 11 colonnine per la ricarica delle auto elettriche a Scansano

SCANSANO – Si chiama “Morellino Green” l’onda verde che segna il nuovo corso del Morellino di Scansano, destinato a coinvolgere tutta la Maremma. Una rete di undici colonnine per la ricarica delle auto elettriche, pensato per favorire l’enoturismo ecosostenibile.

I dettagli del progetto sono stati presentati questa mattina dal Consorzio di Tutela della nota Docg della Toscana, nel corso di un convegno a Teatro Castagnoli che ha dato il via a Rosso Morellino 2019, grande banco di degustazione in corso quest’oggi nel borgo della provincia di Grosseto.

IL PROGETTO
Da poche ore sono in funzione sul territorio della Denominazione 2 delle undici colonnine per la ricarica delle auto elettriche fatte installare da Emmerent, società che opera in Italia nel campo della mobilità green. Dieci cantine del territorio, oltre al Consorzio, si sono accollate le spese di realizzazione del punto di ricarica.

Si tratta di un investimento di 40 euro al mese per 48 mesi di “finanziamento”, al termine dei quali la colonnina diventerà di proprietà dell’acquirente. Le strutture sono gestite dalla centrale operativa di Emmerent, a Bologna.

I costi di ricarica praticati sono molto competitivi: 0,15 centesimi al Kw. Il vero focus, però, è un altro. Durante l’attesa necessaria per la ricarica – da una a oltre 3 ore – l’utente avrà modo di visitare le cantine che hanno aderito al progetto, assaggiando il vino e facendosi promotore del Morellino di Scansano.

Il tutto previa registrazione sul sito morellinogreen.it. Un progetto destinato a un target medio alto di consumatori. Il costo della auto elettriche è infatti ancora piuttosto sostenuto in Italia, ma i dati delle immatricolazioni – favorite dagli incentivi del Governo – sono incoraggianti.

Nel 2018 sono state immatricolate 18 mila autovetture elettriche. Si prevede di raggiungere quota 50 mila entro la fine del 2019. Un vero e proprio boom lo scorso marzo, in cui sono state acquistare in Italia 8.700 automobili di nuova generazione.

“L’obiettivo – ha spiegato il direttore del Consorzio Alessio Durazzi – è proporre Scansano come meta del turismo econsostenibile, attraverso la creazione di questo circuito di ricarica per le auto elettriche. Un progetto pilota per riflettore sulla sostenibilità, tema centrale per noi e per tutta la Maremma del vino”.

“La speranza – ha aggiunto Durazzi – è che anche altre aziende del territorio seguano l’esempio delle cantine del Morellino di Scansano. Mi riferisco ad hotel, agriturismi e ristoranti che vogliano appassionarsi al progetto per diventare a loro volta una bandiera di questa rivoluzione green, al fine di formare un vero e proprio ‘Sistema Maremma’”.

I NUOVI CONSUMATORI
A confermare come il legame tra la sostenibilità della produzione e il consumo di vino sia un tema centrale è Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor. “La sostenibilità – ha evidenziato – è ormai una leva competitiva per il vino italiano. I consumatori sono sempre più attenti alle produzioni bio e le richiedono in maniera specifica”.

“In questo senso – continua Pantini – il progetto Morellino Green può diventare una leva di crescita per le Denominazioni del vino della provincia di Grosseto, con ampi margini di crescita sia sul mercato locale che nell’export”.

Dello stesso parere Diego Tommasi, direttore del Centro di Ricerca per la Viticoltura del Crea che ha posto l’accento sui cambiamenti climatici. E sull’importanza, ormai vitale per l’agricoltura, di essere sostenibile.

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Morellino di Scansano: i migliori, alla cieca


VERONA –
I migliori Morellino di Scansano in commercio nell’Horeca, ovvero in enoteca e nella ristorazione? Li abbiamo cercati a Vinitaly 2019, in occasione della degustazione alla cieca organizzata per WineMag.it dal Consorzio di Tutela del noto vino della Toscana. Ecco come è andata.

1) Morellino di Scansano Docg 2016 “Brumaio”, Tenuta Pietramora: 91/100
Rosso rubino. Al naso frutto di buona precisione. In bocca corrispondenza ottima. Tannino lungo, molto fine ed elegante che lavora bene, assieme alla sapidità, sul frutto. Chiusura lunga, fresca, tra il balsamico e il salino.

2) Morellino di Scansano Docg 2016 “Nero”, Villa Acquaviva: 89/100
Naso che, oltre al frutto, con un po’ di ossigenazione si spinge su sentori di brace. Anche in bocca si conferma in evoluzione: beva scorrevole, su tinte tra ribes e il lampone e l’agrume (arancia sanguinella, tendente al maturo). Pregevole chiusura fresca, su un tannino disteso, fine, che annuncia potenzialità di affinamento nel tempo.

3) Morellino di Scansano Docg 2017 “Asintone”, Asintone: 88/100
Rosso rubino con riflessi violacei. Naso di frutto scuro, maturo: mora in evidenza. Palato sul frutto, intenso in ingresso, che poi lascia spazio a una buona freschezza e salinità, che chiama il sorso successivo. Il tannino parla di un vino giovane, di prospettiva, anche se già godibile.

GLI ALTRI PUNTEGGI
Morellino di Scansano Docg 2017 “Tore del Moro”, Azienda Santa Lucia: 88/100
Rosso rubino. Naso complesso, che guarda la terra: radice, rabarbaro, buccia di mandarino, liquirizia, speziatura e vena mentolata, balsamica. Leggero tocco di vaniglia bourbon. Bello al palato, intenso: salino sul frutto, assieme a un tannino giovane, che chiama un amaro da buccia d’agrume in chiusura di sorso e in allungo.

Il direttore del Consorzio del Morellino, Alessio Durazzi

Morellino di Scansano Docg 2017, Col di Bacche 2017: 87/100
Rubino. Frutto tendente al maturo al naso, accenni di spezia. In bocca conferma il frutto maturo, poi la spezia e l’alcol. Un Morellino potente. Tannino che prende la scena in chiusura, su vena amaricante. Da aspettare, sarà grande.

Morellino di Scansano Docg 2016 “Arsura”, Poggio Brigante: 87/100
Rubino. Frutto maturo, giustamente. Accenni di spezia e alcol un po’ prepotente. In bocca bel frutto e salinità, che giocano col tannino. Alcol che si fa sentire in chiusura, peccato. Vino comunque giovane, che non potrà che migliorare in futuro.

Morellino di Scansano Docg 2017, Tenuta Ghiaccio Forte – Castello Romitorio: 87/100
Rubino. Verde, sapidità salmastra, oltre al frutto e alla vena speziata, di pepe nero. In bocca radice di liquirizia, salinità che si ritrova in chiusura.

Pare un Morellino da terroir diverso, marino. Annotiamo questo appunto a Vinitaly, prima di scoprire l’etichetta. Avevamo ragione: la vena salina è la sua peculiarità, tanto da distinguerlo dal resto dei vini della Denominazione.

Morellino di Scansano Docg 2018, I Cavallini: 86/100
Rosso rubino piuttosto trasparente. Naso che rivela la gioventù, un po’ slegato. Frutto esplosivo al palato, spezia. Tannino che asciuga. Giovane di buone prospettive.

Morellino di Scansano Docg 2016 “Doga delle Clavole”, Borgoscopeto – Caparzo: 86/100
Rubino. Naso piacione, frutta matura, bocca più equilibrata del precedente. In bocca tannino vivo, di prospettiva. Tocco salino e balsamico, su un’alcolicità che si fa sentire, pur senza compromettere l’assaggio.

Morellino di Scansano Docg 2016, Fattoria dei Barbi: 86/100
Rubino. Frutto di sottobosco, ma anche venature tra il muschio e la radice, che con l’ossigenazione virano sul fumè. In bocca buon allungo salino, fresco, tannino di prospettiva. Morellino lineare, tipico, oseremmo dire didattico.

Morellino di Scansano Docg 2017 “8380”, Cantina 8380: 85/100
Naso di frutta matura, floreale. In bocca frutto e tannino. Un Morellino piuttosto semplice e immediato, godibilissimo.

Morellino di Scansano Docg 2017 “Poggio al Lupo”, Tenuta Setteponti Srl: 85/100
Naso delicato, tra il fiore appassito e la radice, oltre al frutto. In bocca buona vena salina. Il frutto è presente, buona freschezza. La pecca? Manca in persistenza, peccato.

Morellino di Scansano Docg 2016, Tenuta Agostinetto Manuel: 85/100
Rosso rubino. Al naso arancia amara e lampone. In bocca spinta alcolica e chiusura sul legno, vaniglia. 85/100

Morellino di Scansano Docg 2016 “Montecivoli”, Montecivoli: 84/100
Colore rubino intenso. Naso tra frutto maturo e macchia mediterranea. Corrispondente al palato. Chiusura non pulitissima, su un tannino e una spezia un po’ invadenti, che troncano il frutto.

Morellino di Scansano Docg 2017 “More”, Monterò: 84/100
Colore carico, riflessi violacei. Note di mela rossa matura, ma anche di frutto maturo. Vino a due fasi, tra il tannino e la polpa, al momento un po’ slegate. Chiude sull’alcol. Scopriamo poi che è la seconda prova col Morellino per questa azienda toscana. Attendiamo di degustare la terza, certamente migliore.

Morellino di Scansano Docg 2016, Roccapesta: 83/100
Frutto rosso, maturo, sia al naso che al palato. Poco di più. Un vino piuttosto semplice, all’apice dell’evoluzione.

LE RISERVE


1) Morellino di Scansano Docg Riserva 2014 “Madrechiesa”, Terenzi: 92/100

Rubino. Lampone al naso, netto, oltre a richiami floreali e di macchia mediterranea. Ricordi di cacao e povere di caffè, oltre all’anice stellato. In bocca gran consistenza tattile del frutto, masticabile. Il tannino asciuga la polpa, in equilibrio con l’alcol. Vino di prospettiva, pur mostrando ottimi margini di impiego immediato sulla tavola. Chapeau.

2) Morellino di Scansano Docg Riserva 2015, Alberto Motta: 88/100
La più giovane delle Riserve in batteria, scopriamo al termine della degustazione. Frutto, tannino elegante in fase di integrazione, radice, balsamicità. Chiusura salina. C’è tutto. Ottima Riserva.

3) Morellino di Scansano Docg Riserva 2016, Morisfarms: 86/100
Frutto e macchia mediterranea. Corrispondente al palato, con chiusura bella su radice di liquirizia. Una Riserva in cui vince e si esalta la goduria, più che il cerebrale.

Morellino di Scansano Docg Riserva 2015 “Massi di Mandorlaia”, Conte Guicciardini: 85/100
Frutto, radice di liquirizia e venatura leggera di selvatico. Accenno di spezie dolci. Bella bevibilità al palato, sul frutto maturo, ben coniugata alla freschezza. Non precisissimo il retro olfattivo, su quelle note di pelliccia avvertite al naso.

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Degustazione a cura di Davide Bortone e Giacomo Merlotti – WineMag.it

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A Scansano torna “Rosso Morellino”: sostenibilità e turismo al centro del dibattito

SCANSANO – Ecosostenibilità, cambiamento climatico e turismo ecologico. Saranno questi i temi della seconda edizione di “Rosso Morellino“, evento organizzato dal Consorzio di Tutela Morellino di Scansano in programma lunedì 13 maggio nel borgo medievale che dà il nome alla Denominazione.

Dopo il successo della prima edizione, l’obiettivo di quest’anno sarà approfondire temi sempre più attuali per il settore vitivinicolo e per un territorio come quello maremmano, vocato alla viticoltura di qualità così come ad un turismo sempre più responsabile e rispettoso del paesaggio e dei suoi valori.

L’evento si aprirà alle ore 9 presso l’ottocentesco Teatro Castagnoli, con una tavola rotonda che vedrà esperti nazionali ed internazionali confrontarsi sul tema del cambiamento climatico esaminando gli strumenti che il settore agroalimentare e quello turistico hanno a disposizione per affrontare con coerenza e consapevolezza queste nuove sfide.

A seguire, Alessio Durazzi, direttore del Consorzio presenteranno il nuovo progetto in ambito turismo ecosostenibile che vede protagonista proprio il Consorzio. Al termine della tavola rotonda, alle 11.30 “Rosso Morellino” proseguirà fino alle 18 nelle adiacenti ex scuole elementari di Scansano, con un banco di assaggio aperto a giornalisti, operatori del settore e wine lover (previa registrazione).

A completare il percorso alla scoperta della Denominazione: due masterclass, a posti limitati, condotte dal giornalista e degustatore di fama internazionale Filippo Bartolotta. “I cambiamenti climatici rappresentano per chiunque si occupi di agricoltura non solo un tema da affrontare con le dovute accortezze, ma anche una sfida da cogliere per tutelare e valorizzare ancora di più ciò che la natura ci ha messo a disposizione,  afferma Rossano Teglielli, presidente del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano.

“La valorizzazione del territorio – aggiunge – è per tutti i nostri produttori un obiettivo fondamentale da perseguire anche attraverso l’incentivazione di un turismo sostenibile, che abbia a cuore l’equilibrio di un ecosistema in grado di donare paesaggi di grande fascino e prodotti di qualità eccellente”.

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Chianti Lovers 2019: i migliori Chianti e Morellino di Scansano Docg all’Anteprima


FIRENZE –
Pioggia e sole. Nuvole e schiarite di sereno. La degustazione delle nuove annate di Chianti Docg e Morellino di Scansano Docg rispetta le attese del pronostico.

L’andamento climatico ha condizionato la vendemmia 2018, che ha fatto registrare una produzione di poco inferiore alla media (10-15%). Qualche punta di qualità riscontrabile ieri alla Fortezza da Basso di Firenze, dove è andata in scena l’Anteprima Chianti Lovers 2019.

Al tasting hanno preso parte i campioni di Chianti Docg 2018, Chianti Docg 2017, Superiore 2017 e Riserva 2016 delle varie sottozone, oltre a quelli di Morellino di Scansano Docg 2018 e Morellino di Scansano Docg Riserva 2016. Ecco i migliori assaggi.

CHIANTI DOCG 2018

Castello di Gabbiano: 90/100
Naso-bocca pulito, su frutta e speziatura. Bella freschezza, alcol integrato, vino già godibile ma di prospettiva. Leggermente sapido in chiusura, allungo sulla frutta (ciliegia, lampone, maturi eppure mai scomposti).

Conte Guicciardini: 90/100
Bel naso bocca. Naso di frutta fresca, croccante. Sottobosco preciso. In bocca sale e freschezza, in un gioco molto divertente e godurioso. Buona struttura e tannino di prospettiva.

Dianella: 89/100
Naso particolare, tra la nocciola e l’arachide (frutta secca), oltre al ribes e al lampone. In bocca buona freschezza.

Fattoria Casalbosco: 89/100
Caffè, spezie come il ginepro e il pepe, macchia mediterranea, leggera vena animale del Sangiovese. In bocca corrispondente, lunghissimo, con bellissimo frutto e spezia (curry e liquirizia).

Salcheto: 90/100
Impronta netta di agrume, arancia sanguinella, freschezza. Ha bisogno di un po’ di vetro per diventare super. Bella eleganza naso-bocca, corrispondente.

Fattoria Montellori: 89/100
Gran bella freschezza naso bocca. Spezia, frutto, sapidità al palato. Lungo sul frutto, prima di una chiusura di sipario sul tannino. Molto preciso, ben fatto, elegante.

CHIANTI COLLI ARETINI DOCG 2018

Mannucci Droandi: 88/100
Tannino potente, frutto presente, sale. Gran bella freschezza, di prospettiva. Quasi tagliente. Preciso il frutto, spezia e mineralità netta al palato. Da aspettare.

CHIANTI COLLI SENESI DOCG 2018

Agricoltori del Chianti Geografico: 89/100
Inchiostro, frutto, sale, in bocca verticale, tannino dosato, pronto e al contempo di prospettiva. Un Chianti importante, di ottima finezza oggi. Possibilmente da aspettare per farlo esprimere all’ennesima potenza. In bocca elegante, verticale, bella freschezza.

CHIANTI COLLI FIORENTINI DOCG 2017

Tenuta San Vito: 89/100
Inchiostro e frutta maura ma pulita, freschezza, sale. Molto beverino. Invoglia il sorso con i richiami a piccoli frutti rossi come ribes e fragola, uniti alla sapidità e alla vena acido-fresca.

CHIANTI SUPERIORE DOCG 2017

La Pieve – Famiglia Petracchi: 90/100
Tamarindo. Zenzero candito, arancia rossa, più buccia che polpa. In bocca fresco, tannico, di nuovo su note di agrume come l’arancia rossa. Lungo, salino, ottima pulizia e prospettiva futura.

Fattoria di Poggiopiano: 88/100
Frutto di bosco, profondo, mirtillo, fragolina di bosco. Mineralità.

CHIANTI COLLI FIORENTINI DOCG RISERVA 2016

Fattoria Le Sorgenti: 89/100
Tra l’animale e il frutto il naso, in bocca grandissima freschezza che accompagna fino al retro olfattivo. Tannino di prospettiva, frutto, leggeri richiami di miele. Succoso.

Tenuta San Vito: 89/100
Bel naso, molto particolare: rosmarino, freschezza, che poi si ritrova in bocca. Dolcezza al palato, unita a una certa struttura che fa pensare al perfetto accompagnamento a tavola con un piatto importante (selvaggina). Gran bella freschezza e tannino di prospettiva. Gastronomico.

CHIANTI COLLI SENESI DOCG RISERVA 2016

Mormoraia: 89/100
Uno dei più pronti al momento, tra frutto e incenso, frutto rosso come ribes e terziari come liquirizia, lunghissimi e freschi, con chiusura balsamica, mentuccia elegante. Bello e di prospettiva.

CHIANTI DOCG RISERVA 2016

Tenuta Moriniello: 90/100
Elegantissimo, pepe, liquirizia, bel frutto. Di prospettiva.


MORELLINO DI SCANSANO DOCG 2018

Col di Bacche: 89/100
Viola e pepe, erbaceo, erbe selvatiche di campo. In bocca frutto e sale, tannino di prospettiva. Grandissima freschezza. Già godibile, ma al contempo di prospettiva.

Val delle Rose: 89/100
Inchiostro, tannino, frutto, sale accentuato, anche al palato, liquirizia, balsamico.

Poggio Trevvalle: 88/100
Bocca e naso di prospettiva. Bel frutto, freschezza esemplare per la maturità del frutto, fasi in perfetto equilibrio. Chiusura tendente al sapido, apprezzabilissima.

MORELLINO DI SCANSANO DOCG RISERVA 2016

Bruni: 90/100
Venatura animale al naso, in bocca una grandissima precisione, frutto tendente al maturo ma composto, anche grazie a una sapidità molto più accentuata.

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Approfondimenti

Morellino di Scansano: 40 cantine per i 40 anni della denominazione

Scansano. A pochi giorni da “Rosso Morellino”, l’evento in programma per lunedì 11 giugno a cura del Consorzio Tutela Morellino di Scansano, il filo conduttore è il numero quaranta. Saranno infatti quaranta i produttori che parteciperanno al grande banco di assaggio, aperto dalle 11 alle 18 presso le ex scuole elementari in via XX settembre 30, nel borgo medievale che regala il nome alla denominazione. Un numero perfetto, perché altrettanti sono gli anni trascorsi dal 1978, quando il Morellino di Scansano – oggi riconosciuto con la DOCG – conquistò un primo riconoscimento con l’assegnazione della DOC.

“Da tempo sentivamo l’esigenza di creare un evento sul territorio dedicato alla denominazione, per sottolineare ulteriormente il forte legame del Morellino di Scansano con il proprio territorio” ha commentato Rossano Teglielli, presidente del Consorzio. “Siamo molto felici di poter dare il via a questa prima edizione in un anno speciale, in cui la denominazione compie i suoi primi 40 anni. L’entusiasmo con cui i produttori hanno aderito a Rosso Morellino è il segnale che la strada intrapresa è quella giusta e ci auguriamo che l’appuntamento possa reiterarsi in futuro, con cadenza annuale”.

A complemento del banco di assaggio, sempre nelle ex scuole elementari dalle 11 alle 13 è in programma una masterclass guidata dal giornalista, sommelier e critico enogastronomico Filippo Bartolotta che ripercorrerà alcune delle annate più rappresentative del Morellino di Scansano, indagando i tratti caratteristici della denominazione e quelli che è in grado di acquisire nel corso del tempo.

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I migliori assaggi alla prima di Vi.Vite

Calato il sipario su Vi.Vite, prima (riuscitissima) manifestazione enoica delle cantine cooperative promossa dall’Alleanza Cooperative Agroalimentari, tenutasi lo scorso weekend nel salone delle Cavallerizze del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano. Un evento in stile “happening”, conviviale, dove nulla è stato lasciato al caso o all’improvvisazione.

Un piacere aggirarsi lungo il percorso ordinato di cinque sale dedicate a diverse regioni di Italia che ha guidato i winelovers da nord a sud: dal Piemonte, Lombardia e Trentino della sala 1, attraverso il Veneto, unica regione con una sala tutta sua e con ben 11 cantine presenti.

Un giro in Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna (quest’ultima seconda in termini di presenza numerica), poi giù verso il centro Italia con Toscana, Umbria, Marche e Lazio per finire, nella sala 5, tra le cooperative di Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Puglia.

Una contrapposizione divertente, ma significativa quella tra la “tradizione” impersonata dal contadino Antonio (seppur “tatuato” ed evoluto uomo selfie testimonial), la modernità delle cooperative e l’allestimento tecnologico dell’evento.

Numeri impressionanti quelle delle cantine presenti e del mondo delle cooperative in generale. Una quota di mercato pari al 60%  della produzione di vino nazionale  (52% delle Dop e 65% delle Igp) ed oltre 1/3 dell’export del settore vitivinicolo.

E lì, sul palco di Vi.vite, “dove il vino parla la lingua di tutti”, di fatto, il plotone schierato dei proprietari del “territorio”, i detentori (grazie alla base soci) di enormi “capitali” da investire in tecnologia. I big, per dirla alla sanremese.

I MIGLIORI ASSAGGI
Friuli Venezia GiuliaCantina Rauscedo
: nata nel 1951 per volontà di 130 soci oggi è la più importante realtà cooperativa del Friuli con oltre 400 soci per 1600 ha distribuiti in 32 comuni del Friuli.

Una produzione per il 96% a bacca bianca (principalmente Glera, Sauvignon e Pinot Grigio). La Cantina Rauscedo opera su due sedi nella capitale mondiale della barbatella di vite: produce infatti oltre 100 milioni di innesti per 100.000 combinazioni diverse.

Una cooperativa importante che si trova nel anche nel comune delle cooperative (4800 abitanti per oltre 6000 cooperatori). Al banco di assaggio, a servire i vini è il sindaco, ma non subiamo il “fascino del potere”, qui comandano i vini. In degustazione, molto piacevole, la Ribolla spumantizzata.

Gradevole al naso dove spiccano note fruttate di mela verde in bocca ha una bolla fine e cremosa. Ma è il Sauvignon 2016 (premiato al Concours Mondial du Sauvignon) a “stendere”. Naso molto elegante ed intenso,  grande aromaticità con note di frutta tropicale e vegetali di peperone verde. Ammaliante.

Friuli Venezia Giulia – Viticoltori Friulani La Delizia: cooperativa di oltre 450 soci per 2000 ettari specializzati nella spumantizzazione (principalmente Prosecco e Ribolla Gialla).

Tra i migliori assaggi di Vi.Vite una menzione speciale al loro Pinot Grigio Doc Friuli 2012 “Sass Ter” (presente nella masterclass “Identità di un vino. Verso il nuovo Pinot Grigio Doc delle Venezie) e guidata da Daniele Cernilli.

Giallo paglierino con riflessi verdolini al naso ha i sentori tipici di pera e pesca bianca. In bocca si distingue per una nota salina intensa ed una freschezza rinfrescante. Da appuntare anche Naonis, Jader Cuvèe Brut metodo charmat, uno dei vini più apprezzati al banco.

Mix di tre uvaggi Glera, Pinot Grigio e Chardonnay egualmente distribuiti intensamente fruttato al naso con note agrumate e floreali di gelsomino. Complice la gradazione leggera 12,5%, la cremosità della bollicina e la freschezza è impossibile non gustarlo.

Lazio- Viticoltori dei Colli Cimini: realtà di 300 soci proprietari di vigneti sui siti sui colli dei monti Cimini, nella provincia di Viterbo, al confine con Umbria per una produzione di 14.000 ettolitri di vini prodotti.

Un bilancio positivo quello di Vi.Vite per la cantina, nonostante una diffidenza iniziale nei confronti della regione Lazio, lo scetticismo è stato spazzato dalle chicche portate in assaggio. Ottimo il Vignanello Doc Rosso Riserva 2010 “Rulliano” (blend 80% Sangiovese e 20% Merlot).

Ottenuto da uve selezionate dopo una prolungata macerazione termina la fermentazione in piccoli recipienti di acciaio. Nella primavera successiva il vino è messo in barrique dove rimane per circa 7 – 8 mesi. Segue maturazione in acciaio ed un affinamento di un anno in bottiglia prima di essere posto in vendita. Buona freschezza, tannino presente, ma non invasivo. Un vino da amatori.

Sorprendentemente piacevole anche Molesino Colli Cimini Igt 2015, blend di Merlot e Petit Verdot vinificato in acciaio. Prodotto solo nelle annate favorevoli è stato premiato recentemente al concorso vini di Pramaggiore.

Abruzzo – Citra Vini:  6000 viticoltori per 3000 ha Citra ha un estensione di 40 km dal mare alla Maiella. Maggior produttore delle doc Abruzzesi e delle Igp è tra le prime realtà in Italia. Leader della Gdo che rappresenta il 35% del loro fatturato.

Anche Citra a Vi.Vite sfoderato tutti vini destinati al mercato horeca. Eccezionale e, non a caso il loro top di gamma, il Montepulciano Riserva Dop Laus Vitae. Prodotto con una selezione delle migliori uve, resa 110 qli/ha con vigneti di oltre 40 anni viene vinificato in acciaio, fermentato in barrique per circa 12 mesi e affinato per ulteriori 18 mesi in bottiglia distesa.

Un prodotto che valorizza appieno vino e vitigno. Molto intenso al naso e al palato con sentori di piccoli frutti rossi e confettura intervallati da note di pepe nero e vaniglia che non prevarica assolutamente il frutto. Pieno in bocca,  regala un sorso straordinario. Calice super gratificante quasi da meditazione.

Marche – Colonnara Viticoltori in Cupramontana: cooperativa nata nel 1959 vanta ad oggi 110 soci. Al banco d’assaggio di sabato solo bianchi. Spicca indubbiamente  il Cuvèe Metodo Classico Luigi Ghislieri Brut, 100% Verdicchio con sosta di 30 mesi sui lieviti, sboccatura aprile 2017.

Dedicata a Luigi Ghislieri, secondo Presidente di Colonnara che acquistò le attrezzature per la spumantizzazione sul finire degli anni 60. Nel calice giallo paglierino con riflessi verdolini ha un perlage fine e persistente.

Al naso è schietto ed elegante con note fruttate di pesca, agrumi e fiori bianchi che prevalgono su lieviti e crosta di pane.  Bella avvolgenza al palato. L’accoppiata sapidità e freschezza dona slancio alla bevuta.

Toscana – Le Chiantigiane: consorzio di viticoltori fondato nel 1967 conta ad oggi 2000 soci per una superficie vitata di 2500 ha nella zona del Chianti/Chianti Classico e di ulteriori 500 ha in maremma dove produce principalmente Morellino di Scansano,  Rigoverno e Supertuscan.

Molto forti a livello nazionale in Gdo, il lor Chianti è il numero uno in termini di vendite. Colpisce il Morellino di Scansano Docg 2015 Alborense, linea Alberese. Blend 95% Sangiovese e 5% Merlot affinato per 18 mesi in barrique di rovere francese con un ulteriore affinamento in acciaio di qualche mese prima di passare in bottiglia.

Una buona intensità di frutti rossi al naso, prugna, amarene e ciliegie su tutti, ma anche lievi speziature di liquirizia e noce moscata e fresche note balsamiche di macchia mediterranea. Di buona rotondità e pienezza al palato è davvero una sorpresa, uno dei migliori Morellino di Scansano in circolazione, per fascia prezzo.

SegnalazioniToscana – Cantina Sociale dei Colli Fiorentini: fondata nel 1972, 1500 ha di superficie vitata nel Chianti Classico, una produzione di circa  400.000 bottiglie ed un potenziale di 15 milioni di bottiglie se fosse tutto imbottigliato.  Distribuiti nel gruppo Panorama con l’etichetta Rifugio del Vescovo.

Degustiamo il ColleRosso, Chianti dei Colli Fiorentini 2013, blend 90% Sangiovese, Malvasia Nera e Canaiolo, 12 mesi di barrique. Molto rotondo, con lievi note speziate, un entry level che si fa ricordare. Molto piacevole anche il Chianti Classico Docg 2014, taglio 95% Sangiovese e Canaiolo Nero, che fa anche un veloce passaggio in botte. Al naso spiccano prugna e accenni di liquirizia. Rotondo quanto basta, bello sprint ruspante.

Piemonte – Cantina Alice Bel Colle. Storie di vini e storie di Vite ce le offre anche questa cooperativa del Monferrato con 370 ha di proprietà diffusa tra circa 100 viticoltori. Specializzati in vini dolci (Moscato d’Asti e Brachetto d’Acqui) fino a poco tempo fa non credevano molto nel raggiungere l’utente finale, ma piano piano hanno intrapreso un percorso inverso (e difficile) in un contesto di competizione elevata.

Testimoni di Vi.vite anche per questo. Una loro scommessa, si rivela per noi un assaggio en primeur (senza etichetta) del novello nato in casa Asti Docg.: la versione secca.

Il naso ha il profumo tipico del Moscato di pesca, albicocca e ananas con nuances di salvia: molto fine ed elegante resta comunque impresso. Facile da bere, con solo 17 grammi/litro di residuo zuccherino, ha il finale con la scia leggermente dolce che regala una beva di bella scorrevolezza. Poco impegnativa, un gusto atto ad una vasta platea.

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Vini al supermercato

Vini Eurospin “Integralmente prodotti”: la degustazione non convince

Sufficienza abbondante solo per tre dei 24 vini della linea “Integralmente prodotto” di Eurospin. Questo il responso della degustazione effettuata ieri dalla nostra redazione. In batteria, tutti i vini sponsorizzati per il secondo anno consecutivo dall’ex campione del mondo dei sommelier, Luca Gardini.

Un carrello della spesa pieno di delusioni, anche a fronte di una spesa complessiva di appena 60 euro. Ma allora chi ha bisogno di chi? Gardini di Eurospin? O Eurospin di Gardini? Senza dubbio la seconda delle ipotesi. “Integralmente prodotto” risulta una linea debole alla prova del calice. Il marketing creato ad hoc nei punti vendita e sui social network, attorno alla figura del noto sommelier, solleva (anche se di poco) l’asticella.

A caccia della campionatura necessaria alla degustazione, ci siamo imbattuti peraltro in annate diverse della stessa tipologia di vino. Segno che l’operazione Eurospin-Gardini è utile anche come “svuota magazzino”. Caso esemplare quello del Merlot Doc Friuli Grave “Il Greto” – prodotto dalla Viticoltori Friulani La Delizia Sca di Casarsa – presente a scaffale con diversi cartoni della vendemmia 2013, oltre alla 2014.

La scarsa riconoscibilità della maggior parte dei vitigni inseriti nella linea “Integralmente prodotto”, inoltre, non fa bene al consumatore. Neppure a quello sprovvisto di palato critico: quello a cui immaginiamo si rivolga Eurospin. Il quadro è quello di un pericoloso appiattimento della qualità media espressa sullo scaffale vini dell’insegna.

Eppure non mancano i nomi noti neppure tra i produttori ai quali si è rivolta la catena Gdo per questa sorta di Private label mascherata. Oltre alla già citata “Delizia La Casarsa,” troviamo la cooperativa pugliese Due Palme per Negroamaro e Primitivo, la Cooperativa di Sant’Antioco per il Carignano del Sulcis, Cantina Valpolicella Negrar per il Bardolino e l’onnipresente Cantina di Soave per il Soave. Tutte etichette bocciate.

Escono meglio la siciliana Cantine Settesoli con il Grillo, e la lombarda Cantina di Casteggio (Terre d’Oltrepò), in Oltrepò pavese, con lo spumante Metodo Classico di Pinot Nero Docg. Prodotti che si aggiudicano una stiracchiata sufficienza gusto-olfattiva, visto anche il rapporto qualità prezzo.

Di seguito le nostre note di degustazione dell’intera linea di vini “Integralmente prodotti”, con relativa valutazione in “cestelli della spesa”, anticipate dalla descrizione dell’ufficio marketing-pubblicità di Eurospin.

LA DEGUSTAZIONE
Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Poderi di Enrico II”

Giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli. Il green feeling del colore rimane anche al naso, in cui alla frutta bianca si accompagna una nota leggermente muschiata. Bocca agile, dinamica, agrumata non troppo impegnativa, ma neppure troppo complicata.

(2 / 5) Giallo paglierino scarico, riflessi verdolini. Naso di frutta a polpa bianca matura, litchi, ananas, papaya matura. Ingresso morbido, frutto maturo, che vira su sensazioni talco e mentuccia. Corto di persistenza, chiude leggermente amarognolo.


Soave Doc 2016 “La Pieve”
Agrumi e frutta bianca al naso. In fase di assaggio il refrain non cambia, almeno nella parte iniziale e centrale del sorso. Il finale invece è caratterizzato da toni sapidi che donano al sorso una discreta persistenza post assaggio.

(2 / 5) Giallo paglierino scarico, un po’ velato. Naso morbido, pesca gialla matura. Alla corretta temperatura viene fuori il minerale, qualche nota vegetale, un filo leggero di pepe bianco e buccia di pompelmo. Ingesso morbido al palato, sulla frutta a polpa bianca. Svolta prima acido-agrumata, poi sapida. Persistenza tutta sul sale, comunque corta. Un vino duro.


Verduzzo Veneto Igt frizzante 2016 Meolo
Profumi di frutta bianca e una leggera nota che ricorda la salvia. In bocca le sensazioni paiono decisamente più agrumate. A non cambiare invece è la nota piacevolmente balsamica che si avvertiva anche al naso. Molto versatile in fase di abbinamento.

(2,5 / 5) Bianco carta. Pera kaiser al naso, pesca bianca. Corrispondente in bocca. Grande morbidezza al palato, dovuta a un residuo zuccherino piuttosto evidente.


Pinot Grigio Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 “Poderi di Enrico II”
Al naso parte delicato con profumi fruttati, in particolare su quelle tonalità che fanno ricordare la frutta a polpa bianca. Il sorso si muove sulle stesse coordinate del naso, aggiungendo tuttavia sensazioni agrumate e lievemente balsamiche.

(3,5 / 5) Colore giallo paglierino. Naso di banana, non molto intenso, in un contorno leggero di talco e mineralità salina. Qualche richiamo ai profumi terrosi del bosco, dopo la pioggia. Morbido in ingresso, al palato. Fresco, poi sapido. Più che sufficiente la persistenza. Una delle etichette che convincono nella linea di vini “Integralmente prodotti” di Eurospin.


Pignoletto Reno Doc Vino frizzante 2016 “Corte del Borgo”
Paglierino con riflessi verdolini. I profumi ricordano i fiori bianchi e gli agrumi. In bocca ritorna l’agrume, asciutto e non troppo aspro, in questa fase alternato a un certo green feeling che non sa di acerbo ma di aromatico.

(1,5 / 5) Paglierino. Naso di mela gialla matura e uva spina. In bocca disarmonico, a dir poco: lotta continua tra la parte morbida, zuccherina, e la parte salata. Squilibrato.


Falanghina del Sannio Dop 2016 La Guardiense
Profumi freschi di grande pulizia. Ci sono gli agrumi, la frutta bianca, oltre a quelle delicate sensazioni balsamiche e quasi mentolate che in bocca donano, specie sul finale del sorso, una bella verve e una rinfrescante bevibilità.

(3 / 5) Giallo paglierino, riflessi dorati. Naso che ha bisogno della corretta temperatura per esprimersi. Agrumi, talco. In bocca la classica tensione acida della Falanghina giovane. Non molto elegante, ma sufficientemente persistente.


Vermentino di Gallura Docg 2016 “Costa Dorada”
Ti porta ai tropici con i profumi fruttati, tanto mango, per poi farti atterrare, questa volta durante l’assaggio, in un clima più mediterraneo. Il sorso rimane centrato sulla sfera fruttata con agrumi dolci e qualche lampo di macchia mediterranea.

(3 / 5) Calice giallo paglierino. Ananas, miele, un minimo di mineralità al naso. Poco intenso, nel complesso, al naso. Bocca corrispondente, con richiami esotici di papaya e ananas e chiusura amarognola tipica. Voto sufficiente ma stiracchiato.


Grillo Terre Siciliane Igt 2016 “Isola del sole”
Colore giallo paglierino. Attacca, al naso, facendo ricordare gli agrumi mescolati con toni lievemente tropicali, mai troppo dolci. La bocca è una fedele trasposizione del naso a base di agrumi e frutta gialla matura. La sapidità qui ha contorni quasi iodati.

(3,5 / 5) Giallo paglierino. Naso giocato tra iodio, macchia mediterranea, agrume maturo (bergamotto), foglia di pomodoro e the nero. Bocca acida, pulita, sapida, corrispondente sugli agrumi. Sufficientemente persistente. Un Il secondo vino della linea “Integralmente prodotto” Eurospin che si discosta dalla media.


Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot nero Docg Spumante Brut “
Il frutto, nota dominante al naso, ricorda in particolar modo il lampone e la mela. La bocca ritorna sulla sensazione di mela, anche se in questa fase le affianca una nota di susina gialla, completata dalle classiche note di lievito. Sottofondo agrumato.

(3 / 5) Giallo paglierino. Perlage mediamente fine, persistente. Al naso crosta di pane caratteristica dei lieviti, agrumi, frutta a polpa bianca (pesca, mela) e uva spina. Una punta di balsamico. Un naso che perde eleganza nella permanenza nel calice. In bocca bollicina un po’ aggressiva in ingresso, ma pronta a distendersi nel sorso. Palato dominato dagli agrumi. Chiude, sempre “duro”, sull’arancia e sul lime. Retrolfattivo sul pompelmo. Un prodotto che non sfodera certo l’eleganza dei Pinot Nero oltrepadani, ma che neppure sfigurerebbe su una tavola poco pretenziosa.


Prosecco Doc Vino frizzante
Il tris di fiori bianchi, frutta a polpa bianca e note di lievito determinano il bouquet di profumi. In bocca le sensazioni aumentano non tanto di numero, quanto in definizione e realismo. Buone doti di beva.

Non valutato: stock assente


Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Doc 2016 Ccm Montecarotto
Mela verde e agrumi fanno capolino al naso. In bocca ritorna la parte fruttata con sentori esotici portati in dote da sensazioni dolci-acide di ananas fresco. Finale sapido come vuole il vitigno.

(3,5 / 5) Giallo paglierino, riflessi dorati. Bel naso, caratteristico, minerale, erbaceo. In bocca conferma la mineralità, salina. Chiude fresco, acido, e sapido. Terzo vino convincente della linea “Integralmente prodotto” Eurospin.


Orvieto Doc 2016 “Loggia delle Poste”
Leggera nota floreale di fiori bianchi, seguita da più evidenti note fruttate, soprattutto agrumate. Dopo l’identikit dei profumi, il sorso mette in luce una bocca piuttosto snella e tesa, tutta bergamotto, lime e sale.

(3 / 5) Paglierino. Naso di erba giovane, appena tagliata. Un filo di mineralità leggera. Buccia di pompelmo. Bocca tutta sapida e di limone. Un vino che forse troverà nei prossimi mesi un definitivo equilibrio.


Cerasuolo d’Abruzzo Dop Co.ci Ortona
Colore rosa antico. La rosa, in questo caso il fiore, è la prima sensazione che si avverte al naso, insieme a quella parte fruttata che rimanda al frutto rosso. In bocca proprio la ciliegia fresca diventa protagonista, garantendo freschezza e bevibilità.

Non giudicabile: bottiglia difettata (acido acetico)


Barbera d’Asti Superiore Docg 2015 Cantina Sociale di Castel Boglione
La frutta rossa mescolata a tonalità speziate caratterizza il naso. La bocca riparte dalle sensazioni olfattive, anche se il frutto, acido e succoso, domina la prima parte del sorso, mentre la spezia, cannella e pepe rosa, caratterizza il finale.

(2,5 / 5) Rosso rubino impenetrabile, denso. Naso da sondare con la torcia. Sentori poco fini di frutta rossa, tra cui spicca il ribes. Qualche richiamo animale e di straccio bagnato. Al palato note sapide in disarmonia con il quadro fruttato.


Merlot Friuli Doc “Il Greto” La Delizia di Casarsa
Naso quasi vellutato con frutto scuro e qualche nota balsamica per nulla pungente. In bocca ha una bella trama fruttata, supportata da un corpo mai eccessivo. Nel finale si avverte una piacevole nota amarotica, oltre a un tannino di natura sapida.

(2,5 / 5) 2014: Rosso rubino poco trasparente. Naso tipico: vegetale, frutto rosso, nota dolce tra la confettura e il miele, disturbata da una percezione di smalto. In bocca corrispondente.

(3 / 5) 2013: Rosso rubino denso, quasi impenetrabile. Naso di liquirizia, evoluto, erbaceo. Fumè. In bocca manca un po’ di corpo, ma sapidità e frutto sempre presenti. Bottiglia giunta però al culmine della curva evolutiva, senza emozionare.


Chianti Riserva Docg 2014 Loggia delle Poste
Il frutto rosso che mette in evidenza il naso è in prevalenza fresco, anche se non manca qualche tono di confettura di amarena. In bocca è succoso, snello, dotato di una speziatura che ricorda il pepe rosa e il chiodo di garofano. Tannino dolce.

(3 / 5) Rosso rubino impenetrabile. Altro vino dal naso piuttosto debole. Frutto rosso, macchia mediterranea, talco. Al palato appare corrispondente, ma non è un Chianti da ricordare.


Bardolino Doc 2016 Gran Signoria
Intensi profumi di frutti rossi. In bocca è asciutto e molto realistico, specie su quelle sensazioni, avvertibili fino a metà bocca, che ricordano la ciliegia e l’amarena. Finale delicatamente speziato. Grande facilità di abbinamento.

(2 / 5) Entry level a dir poco. Naso e bocca piatti, su tinte di ciliegia e amarena. Persistenza sconosciuta. Vino da tavola senza minime pretese.


Lambrusco Grasparossa Doc Frizzante 2016 Amabile Corte del Borgo
Bello il colore viola che riprende, cromaticamente, alcune tra le sensazioni (viola e mora) che più fanno capolino sia al naso sia in bocca. Se poi all’assaggio ci aggiungi anche la morbidezza un po’ zuccherosa della confettura di ciliegia, ecco che l’identikit di questo vino può dirsi completo.

(1,5 / 5) Rosso impenetrabile. Naso di mela matura, rossa. Bocca corrispondente. Al limite della bevibilità, se trattato alla stregua del vino.


Morellino di Scansano Docg 2016 Poggio d’Elci
Rosso e nero, parlo di frutto, sono i protagonisti del naso. In bocca il vino si manifesta sulle stesse sensazioni, inserendole in un sorso dal corpo medio. La descrizione dell’assaggio non rimane circoscritta al frutto, mettendo in luce una discreta varietà di piante aromatiche. Tannino potente.

(2 / 5) Rosso rubino piuttosto trasparente. Naso di frutta, lampone e rosa. Un poco di mineralità sapida. Frutto che pecca in finezza, tannino non pervenuto. Corto.


Syrah Terre Siciliane 2016 Poderi Ciacaranni
Profuma in prevalenza di frutto scuro anche se non manca, sempre al naso, un delicato sottofondo speziato di chiodo di garofano e pepe nero. In bocca la parte del frutto scuro, un mix tra mora e ciliegia fresca, lascia spazio alle spezie piccanti specie nel finale del sorso.

(3 / 5) Rosso rubino poco trasparente. Frutto rosso e spezie: pepe nero. Bella bocca piena, di nuovo di frutto rosso. Un filo di troppo di residuo zuccherino, che copre e disturba la sapidità, pur non andando a contrastarla.


Carignano del Sulcis 2016 Isolasarda
Profumi di frutti neri accompagnati da note terrose. In bocca entra con note di gelso, rimanendo poi comunque sul frutto scuro grazie a tonalità che ricordano nitidamente la mora. Finale leggeremente vegetale, completato da note di grafite. Tannino salato.

(2 / 5) Rosso rubino impenetrabile. Naso flebile frutta rossa, più balsamico ed erbaceo. In bocca il calore tipico del Carignano è smorzato dall’eccessivo residuo zuccherino.


Chianti Classico 2015 Montostoli
Floreale (viola) e fruttato (melograno e ciliegia) al naso. In bocca la parte fruttata prende il sopravvento, grazie a un frutto rosso fresco, succoso, ma anche leggermente alcolico. Dalla seconda metà dell’assaggio compare una sottile trama balsamica. Tannino acido.

(3 / 5) Rosso rubino impenetrabile. Naso di melograno e ciliegia, una punta spezie (pepe nero). Prima volta che si percepisce il tannino in un vino Eurospin. Da abbinare, facile, alla carne.


Primitivo Salento 2016 Solemoro
Floreale (viola) e fruttato (melograno e ciliegia) al naso. In bocca la parte fruttata prende il sopravvento, grazie a un frutto rosso fresco, succoso, ma anche leggermente alcolico. Dalla seconda metà dell’assaggio compare una sottile trama balsamica. Tannino acido.

(2,5 / 5) Rosso rubino poco trasparente, quasi impenetrabile. Frutta matura, erbe. Un residuo zuccherino che piacerà forse alle donne, ma che in fin dei conti appesantisce la beva. Prodotto da relegare alla categoria dei “piacioni”.


Negroamaro Salento 2016 Solemoro
Olfatto fruttato. Nonostante questo sia il tema principale il naso non manca di complessità, per merito di una bella alternanza di frutta a polpa gialla e bacche fresche. Il sorso si discosta da quest’abbondanza di sensazioni fruttate, grazie anche a note di carruba, frutta secca e spezie scure.

(2,5 / 5) Rosso impenetrabile. Naso di marmellata, prugna, ciliegia, amarena. In bocca il classico “dolcione pugliese”. Ma di quelli di una volta. Perché oggi, in Puglia, si beve di gran lunga meglio. Anche senza spendere tanto di più.

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Approfondimenti news

Federico Terenzi nuovo presidente Agivi

E’ Federico Terenzi il neo Presidente dell’Associazione dei Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani (AGIVI). Nato a Milano il 7 settembre del 1978, dopo aver conseguito l’MBA in Wine Business presso il Mib di Trieste, ha assunto la guida della Cantina Terenzi, una realtà giovane e dinamica nata nel 2001 dall’intuizione del padre Florio di trasformare la tenuta di famiglia in Maremma in una azienda vitivinicola. L’azienda si è rivelata in poco tempo una punta di diamante nella produzione del Morellino di Scansano e un punto di riferimento per l’enologia Maremmana, meritandosi numerosi riconoscimenti tra i quali nel 2012 il titolo di “Cantina Emergente dell’anno” dal Gambero Rosso. Federico si occupa in prima persona con il fratello Balbino della gestione dell’azienda, che oggi si estende su 150 ettari di cui 60 vitati, e ricopre in azienda il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Commerciale.

A decidere all’unanimità la sua nomina è stato il Consiglio eletto in occasione dell’Assemblea dei Giovani imprenditori vinicoli italiani, avvenuta il 25 Novembre presso il Magna Pars di Milano, che vede Francesca Argiolas (Argiolas) confermata Vice presidente insieme a Stefano Ricagno (Ca dei Mandorli e Cuvage), Violante Gardini (Cinelli Colombini) e Silvia Franco (Nino Franco) affiancati dai neo Consiglieri Giulia Alleva (Tenute Santa Caterina), Ernesto Rocca (Rocca), Emanuela Tamburini (Az. Agricola Tamburini) e Marzia Varvaglione (Varvaglione) e i riconfermati Gianluca Garofoli (Garofoli) ed Enrico Gobino (MGM e Cuvage).

La volontà del nuovo Consiglio è quella di dare seguito all’impostazione data dal Past President, Carlotta Pasqua, che ha egregiamente guidato l’Associazione dal 2011 per due mandati consecutivi, in pieno clima di collaborazione e intesa, per proseguire nei programmi dell’Associazione, che ha come obiettivo, quello di far crescere nuove generazioni di imprenditori e accrescere lo spirito di squadra e la capacità di fare network, nel settore del vino.

Il nuovo Presidente Federico Terenzi, Vicepresidente nel precedente mandato, insieme a Francesca Argiolas, e socio da più di 6 anni, si adopererà per valorizzare il lavoro già svolto in pieno spirito di continuità e dare nuovo slancio ed energia.“Ringrazio il Consiglio Agivi per la fiducia accordatami. – e ribadisce – La linea del prossimo triennio sarà di continuità con quella del Presidente Carlotta Pasqua e del Consiglio uscente, continuando a puntare su una crescita della base associativa e su un’offerta formativa personale e professionale per tutti gli Associati. Punteremo a un consolidamento del nostro rapporto con Unione Italiana Vini, mettendo a disposizione le nostre idee e le nostre competenze in un settore sempre più dinamico e competitivo”.

Tra i punti fondamentali del prossimo triennio c’è infatti la volontà di accrescere ulteriormente il legame e gli scambi con l’UIV, collaborando sui temi portati avanti dall’Associazione dei Senior, come gli aspetti politico normativi, il commercio internazionale, il marketing associativo e il progetto di Wine in moderation e del bere consapevole.

“Insieme alle congratulazioni e auguri di buon lavoro al nuovo presidente Federico Terenzi e al rinnovato Consiglio Direttivo di AGIVI, desidero ringraziare la past president Carlotta Pasqua e i consiglieri uscenti per l’appassionato impegno dedicato alla crescita associativa e ribadire l’impegno di UIV per l’ulteriore rafforzamento e rilancio dell’associazione dei giovani imprenditori dell’Unione Italiana Vini. – commenta il Presidente UIV, Antonio Rallo, che accoglie con piacere questa nomina e aggiunge  – Studieremo insieme un progetto per consolidare e rendere più organico il rapporto tra AGIVI e UIV, forti anche del lavoro portato avanti con noi da Carlotta Pasqua in questi anni. Il mondo del vino italiano ha bisogno di nuove idee e di tanta energia per un prospero futuro, proprio quei caratteri che ritroviamo nei giovani di Agivi”.

L’ASSOCIAZIONE
Agivi, l’Associazione dei Giovani imprenditori italiani, nasce nel 1989 proprio dalla volontà di un gruppo di giovani imprenditori, già appartenenti all’Unione Italiana Vini e alla Confederazione della Vite e del Vino, di unirsi per accrescere i valori, l’intesa e lo spirito di coesione fra le aziende del settore, affermando il proprio ruolo di portavoce della nuova generazione degli imprenditori vitivinicoli, che oggi sono alla guida di alcune delle più importanti aziende italiane. AGIVI resta collegata ad Unione Italiana Vini, rappresentandone una sorta di “palestra” dove allenarsi alla vita istituzionale e politica del domani.

Carlotta Pasqua, in qualità di Past President, resterà in Consiglio, continuando a seguire il gruppo e mettendo a disposizione il suo know-how e il suo impareggiabile sostegno per rafforzare ulteriormente l’idea di continuità nel passaggio generazionale che l’Associazione si appresta ad affrontare.

“Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questi bellissimi sei anni, il Consiglio e la Segreteria che mi hanno affiancato e supportato nei programmi e nelle attività. Abbiamo sempre condiviso l’idea che la forza del team sono le persone e che la forza delle persone stesse è il team e sono certa che il nuovo gruppo, saprà lavorare assieme per portare avanti AGIVI nel migliore dei modi. Un grazie anche al Consiglio di UIV che mi ha permesso di crescere, fare esperienza e apprendere moltissimo in termini di associazionismo e politica agroalimentare”.

Il primo appuntamento dove si affiancheranno i due Presidenti sarà il Workshop Agivi programmato per il 7 Dicembre al Forum sul Business del vino “Wine2Wine” a Verona, che tratterà il Tema dei Vitigni Autoctoni. L’agenda 2017 vede già programmati due percorsi di formazione, uno incentrato sul Public Speaking in italiano e inglese e bon ton internazionale, ed un secondo incentrato invece sul miglioramento delle competenze  tecniche ed enologiche degli associato. A giugno è invece in calendario il viaggio studio che porterà questa volta i Soci a conoscere e visitare il territorio Pugliese e Salentino.

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Vini al supermercato

Divagazioni (semiserie) sul Morellino di Scansano Docg 2014 La Torre Frescobaldi

(2 / 5) L’Italia del vino al supermercato è di fronte a un paradosso. Una delle sue regioni simbolo, la Toscana, finisce sempre più spesso per deludere quei clienti alla ricerca di un prodotto non standardizzato, fuori dalle righe. Ma a un prezzo giusto, accessibile a tutti. Dal pensionato all’impiegato, per intenderci. Un prezzo che, comunemente, potremmo stabilire attorno alla cifra di 6-7 euro. E’ la riflessione che sorge spontanea dopo l’ennesima degustazione “flop” di un vino rosso che di Toscano ha tutto, a partire dalla Denominazione di Origine controllata
e Garantita, ma che tuttavia non riesce a lasciare il segno sperato. Parliamo del Morellino di Scansano La Torre della nota casa vitivinicola Marchesi de’ Frescobaldi. Un vino che in etichetta viene presentato come “potente” e “intenso”, che di potente e intenso ha tuttavia davvero ben poco. Nel calice si presenta d’un rubino acceso, dal quale provengono scarichi sentori “vinosi” tendenti all’etereo, cui fanno eco piccoli frutti rossi. Al palato, il Morellino di Scansano La Torre Frescobaldi è asciutto, moderatamente fruttato (di nuovo piccoli frutti a bacca rossa), dotato di un finale sufficientemente persistente e tendente all’amarognolo. Buono l’abbinamento con carni rosse e formaggi stagionati.

LA NOSTRA PROPOSTA
In definitiva, un vino che non lascia l’impronta auspicata per la fascia prezzo in cui è inserita. A parziale ‘discolpa’ dei produttori, un’annata, la 2014, che non è stata certo felice per la vendemmia. Ma non basta. E allora noi di vinialsupermercato.it lanciamo una provocazione: perché non introdurre in etichettatura obbligatoria un indice di valutazione relativo alle condizioni meteorologiche che hanno preceduto la vendemmia? In questo modo, il consumatore “medio” avrebbero un parametro in più per giudicare il vino che sta acquistando. E le case produttrici un po’ meno coraggio di immettere sul mercato prodotti sulla cui qualità non si discute, ma che non possono essere venduti allo stesso prezzo di vendemmie fortunate solo per il “nome”. Se è il “Dio Denaro” che deve vincere, insomma, almeno si avverta prima, e chiaramente, il consumatore.

Prezzo pieno: 7,99 euro
Acquistato presso: Il Gigante

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