Ecco il mezcal di Bottura. La categoria del distillato messicano d’agave conosce una nuova frontiera grazie alla collaborazione tra lo chef di fama mondiale Massimo Bottura, il suo progetto no-profit Food for Soul, e Santo de Piedra, un atelier messicano che sta rivoluzionando il segmento del mezcal di alta gamma. Nasce così la Pastorale Series, una linea innovativa che reinterpreta il mezcal attraverso una visione unica e profonda, capace di unire tradizioni e innovazioni con un approccio che ridefinisce l’idea stessa di eccellenza e sostenibilità. Questo progetto, che si posiziona al confine tra artigianato e innovazione, mira a raccontare storie di inclusività, territorio e tradizione. Attraverso il linguaggio universale del gusto.
UN INCONTRO TRA MODENA E OAXACA, NEL SEGNO DEL MEZCAL
L’idea di questa collaborazione è nata dal desiderio di Bottura e Santo de Piedra di unire tradizioni e culture diverse, da Modena a Oaxaca, in una sinergia che celebra le rispettive identità culturali e artigianali. Dopo mesi di progettazione e ricerca, il risultato è un mezcal che riflette un profilo aromatico unico, unendo rare varietà di agave, tecniche tradizionali di distillazione e un approccio creativo e distintivo tipico dello chef modenese. Ogni elemento è stato attentamente curato per creare un prodotto che incarna il meglio delle due tradizioni.
Le agavi utilizzate provengono da piccole comunità locali di Oaxaca, dove i metodi di coltivazione rispettano l’ambiente e la biodiversità. Questo approccio non solo garantisce una qualità eccezionale, ma supporta anche l’economia locale e preserva le pratiche agricole tradizionali. A Modena, Bottura ha portato la sua esperienza nella creazione di sapori equilibrati e sofisticati, lavorando a stretto contatto con i maestri distillatori di Santo de Piedra per perfezionare ogni fase del processo.
David S. Giles, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Santo de Piedra, descrive la Pastorale Series come «un’opera che incarna una profonda riflessione sul futuro del lusso e della sostenibilità, rendendo questo progetto un vero esempio di innovazione e artigianalità». Il nome stesso della serie si ispira alla Sesta Sinfonia di Beethoven, un capolavoro che evoca l’armonia tra l’uomo e la natura. L’intera collezione prevede sei rilasci unici, ognuno interpretato da una mente creativa diversa, spingendo oltre i confini convenzionali del mondo del mezcal.
BOTTURA, IL MEZCAL E UN PACKAGING CHE CELEBRA LA NATURA
Il design della bottiglia, curato personalmente da Massimo Bottura, rappresenta un tributo alla terra e alla nebbia di Modena, un richiamo poetico alle radici dello chef. Realizzata in vetro riciclato, la bottiglia cattura la luce in modo unico, creando riflessi che esaltano la bellezza del liquido al suo interno. La sigillatura con cera d’api naturale non solo protegge il contenuto, ma simboleggia anche il rispetto per la natura e la forza dell’artigianato. Questo tocco distintivo sottolinea l’attenzione al dettaglio che caratterizza ogni aspetto della serie Pastorale.
In altre parole, un’opera d’arte unica nel suo genere. Ogni bottiglia è numerata individualmente, rendendola un oggetto da collezione per gli appassionati e un simbolo tangibile del connubio tra arte e sostenibilità. Inoltre, l’imballaggio è stato progettato per essere completamente riciclabile, riducendo al minimo l’impatto ambientale e allineandosi agli ideali di Santo de Piedra e Food for Soul.
SANTO DE PIEDRA E FOOD FOR SOUL BOTTURA: SOSTENIBILITÀ E IMPATTO SOCIALE
La collaborazione tra Santo de Piedra e Food for Soul va ben oltre il prodotto stesso. Una parte dei proventi della Pastorale Series sarà infatti destinata a sostenere le iniziative di Food for Soul, l’organizzazione no-profit fondata da Bottura e Lara Gilmore. Dal 2015, Food for Soul ha trasformato surplus alimentari in pasti nutrienti per le comunità più vulnerabili, attraverso progetti innovativi come i Refettori, spazi comunitari che combinano ospitalità, bellezza e qualità del cibo.
Ad oggi, Food for Soul ha salvato oltre 2.393 tonnellate di cibo dallo spreco, servito più di 3,7 milioni di pasti e coinvolto oltre 170.000 volontari in tutto il mondo. Questo impegno rispecchia gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, con un impatto tangibile nella lotta contro la fame, lo spreco alimentare e il cambiamento climatico. I Refettori, presenti in 12 paesi, sono diventati un modello di riferimento globale per l’inclusione sociale e la sostenibilità. In aggiunta, Food for Soul promuove iniziative educative per sensibilizzare le nuove generazioni sul valore del cibo e l’importanza della sostenibilità, contribuendo a un cambiamento culturale profondo e duraturo.
MEZCAL PASTORALE SERIES: DISPONIBILITÀ E PREORDINI
Il primo rilascio della Pastorale Series, frutto della collaborazione con Massimo Bottura, è già disponibile per il preordine sul sito ufficiale di Santo de Piedra. Questo rilascio rappresenta solo l’inizio di una collezione che arriverà nei mercati selezionati a partire dal 2025, portando con sé una visione rivoluzionaria del mondo del mezcal di alta gamma. La Pastorale Series punta a invitare nuovi consumatori a scoprire una categoria di spiriti che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità in un’esperienza sensoriale senza precedenti.
Ogni dettaglio di questa serie è stato pensato per offrire qualcosa di straordinario, dalla qualità del prodotto alla bellezza del packaging, fino al significato sociale e culturale che ne deriva. Una linea che non solo ridefinisce il concetto di lusso, ma crea anche un ponte tra passato e futuro, tra artigianato e innovazione. Inoltre, la Pastorale Series sarà accompagnata da eventi esclusivi organizzati in collaborazione con chef di fama internazionale, artisti e creativi, che esploreranno nuove possibilità di abbinamento gastronomico e artistico. Questi eventi offriranno un’occasione unica per vivere un’esperienza immersiva nel mondo del mezcal e delle sue infinite sfaccettature.
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Il 2024 si chiude con rilevanti novità per il mondo del Lambrusco. I disciplinari aggiornati delle Doc del celebre vino emiliano sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, entrando ufficialmente in vigore. Le aziende associate al Consorzio e interessate dalle modifiche si trovano nelle province di Modena e Reggio Emilia, dove quasi 10 mila ettari sono dedicati alla coltivazione del Lambrusco. Ogni anno vengono prodotte circa 40 milioni di bottiglie di Lambrusco Doc e oltre 100 milioni di bottiglie di Emilia Igt Lambrusco, destinate per il 60% all’export.
MONTE BARELLO, NUOVA SOTTOZONA DEL LAMBRUSCO GRASPAROSSA
Tra le principali novità spicca l’introduzione della sottozona Monte Barello all’interno della denominazione Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc. Dedicata alla produzione di vini frizzanti, questa sottozona comprende un areale prevalentemente collinare che circonda il borgo di Castelvetro (Modena). Per i vini prodotti in questa zona sono previsti requisiti rigorosi: una resa per ettaro ridotta, la raccolta manuale delle uve e l’uso esclusivo del Lambrusco Grasparossa in purezza. Un passo che punta a esaltare la qualità distintiva della nuova sottozona.
LAMBRUSCO DI SORBARA BIANCO: DEBUTTA LO SPUMANTE
Un’altra novità significativa riguarda il Lambrusco di Sorbara Doc, che potrà ora essere proposto anche in versione bianca spumante. Questo aggiornamento rappresenta il culmine di un percorso intrapreso dai produttori, che da anni sperimentavano con successo questa tipologia. Le risposte positive da parte di consumatori e addetti ai lavori hanno spinto il Consorzio a formalizzare questa innovazione.
NOVITÀ ANCHE PER IL REGGIANO DOC: ECCO LA TIPOLOGIA FOGARINA
Il disciplinare del Reggiano DOC si arricchisce di una nuova tipologia: la “Fogarina”, che punta a mettere in risalto una varietà autoctona, rappresentativa del territorio. Inoltre, è stata aggiunta l’unità geografica “Gualtieri”, contribuendo a una maggiore specificità e riconoscibilità dei vini prodotti in questa area.
LAMBRUSCO, COSA CAMBIA PER ETICHETTATURA E CONFEZIONAMENTO
Un ulteriore aggiornamento riguarda tutte le Doc del Lambrusco, con revisioni nelle sezioni dedicate a etichettatura e confezionamento. L’obiettivo, spiega il Consorzio, è quello di armonizzare i disciplinari e introdurre modifiche sui formati delle bottiglie e sulle tipologie di chiusure ammesse.
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Hanno risposto in tantissimi all’appello di Acetaie Aperte 2022. Molti modenesi e tanti turisti arrivati anche da altre regioni d’Italia hanno scelto di trascorrere domenica 25 settembre in mezzo alle botti e ai tini delle 40 acetaie aderenti. Un’iniziativa del Consorzio Aceto Balsamico di Modena e del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, per scoprire i segreti dell’«oro nero», ascoltarne la storia e le differenze, degustarne il sapore.
«Abbiamo contato veramente tantissima gente – commenta il Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, Mariangela Grosoli – e di tutte le età: famiglie intere con figli, tutti uniti dalla passione per il balsamico e la curiosità di capire come e dove questo prodotto d’eccellenza dell’agroalimentare italiano viene prodotto».
Al centro dell’attenzione infatti, gli ambienti delle acetaie e la spiegazione sui metodi produttivi, ma anche gli assaggi e gli abbinamenti proposti sono stati molto partecipati e apprezzati».
«Questa giornata – aggiunge Enrico Corsini, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena – si porta dietro anche un altro messaggio significativo. Ovvero la dimostrazione di come l’agire uniti per perseguire obiettivi comuni premia e non è un’eccezione.
Lo stesso gioco di squadra che oggi ha portato nelle acetaie molti visitatori è determinante anche quando si portano avanti battaglie per la tutela del prodotto nelle varie sedi istituzionali».
L’aceto balsamico è una delle punte di diamante dell’export italiano nel mondo, con oltre il 92% della produzione che varca i confini nazionali. A spingere sempre di più i consumatori a partecipare a questo tipo di iniziative, è soprattutto una crescente voglia di crearsi una vera e propria “cultura”, dotandosi degli strumenti più adatti per riconoscere l’originale dalle imitazioni.
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Domenica 16 e lunedì 17 ottobre 2022 torna Modena Champagne Experience. Saranno ancora una volta gli spazi di Modena Fiere a ospitare i vini di più di 100 aziende di champagne tra storiche Maison e piccoli vigneron.
Un evento dedicato ai professionisti del settore Horeca e al vasto pubblico di appassionati di Champagne. Per due giorni, i cinquemila metri quadrati del Padiglione A di Modena Fiere si animeranno con le bollicine di oltre 600 Champagne.
Come di consueto, gli espositori saranno suddivisi in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione della Champagne: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Aube.
Le “maison classiche” saranno riunite in una specifica area, «con l’obiettivo – spiegano gli organizzatori di Società Excellence – di offrire al visitatore un’esperienza sensoriale coinvolgente all’interno di uno scenario chiaro e ben organizzato».
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Sarà ancora Modena, domenica 10 e lunedì 11 ottobre 2021, a ospitare l’attesa quarta edizione Champagne Experience, kermesse organizzata da Società Excellence, realtà che riunisce diciotto tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza.
Il protrarsi dell’emergenza sanitaria e le conseguenti norme per fermare il contagio da Covid-19 non consentono di organizzare la tappa prevista a Roma a maggio 2021, come precedentemente comunicato.
«Le motivazioni che ci avevano spinto l’anno scorso a posticipare la tanto attesa edizione nella Capitale sono le stesse che ci hanno convinto al suo spostamento al 2022 – spiega Lorenzo Righi, organizzatore della manifestazione e direttore di Società Excellence – Si tratta di un arrivederci, quindi, non di un addio».
«Roma è un crocevia importante in grado di accogliere un numero di visitatori davvero molto elevato, ma che in questo momento non sarebbe però possibile gestire come vorremmo. A Modena siamo di casa – prosegue Lorenzo Righi – all’interno di una location che conosciamo molto bene: siamo certi di poter organizzare un’edizione di transizione sempre di alto livello, all’insegna della qualità e dell’eccellenza delle degustazioni e dei momenti formativi».
La manifestazione si svolgerà dunque negli spazi di Modena Fiere, sede storica delle precedenti edizioni di Champagne Experience, una location già rodata che permette un’ampia flessibilità e una maggiore confidenza nel riprogettare spazi e dettagli della kermesse.
«Siamo già al lavoro con l’ente fieristico per organizzare nel miglior modo possibile e in totale sicurezza l’edizione 2021 – conclude il direttore di Società Excellence – Ampliando gli spazi dedicati alla manifestazione consentiremo un maggiore distanziamento delle postazioni. Punteremo a garantire ai visitatori una esperienza di grande valore, nel rispetto degli accorgimenti resi necessari dalla pandemia».
Champagne Experience è una manifestazione di riferimento che, nel corso degli anni, ha saputo catalizzare l’interesse di operatori e appassionati grazie a una serie di ingredienti fondamentali. Tra questi, c’è la possibilità di poter dialogare con i numerosi produttori di champagne presenti in prima persona mentre si degustano, in un’atmosfera serena, moltissime etichette selezionate per l’occasione.
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«L’inaccettabile scippo del nome di “aceto balsamico” da parte della Slovenia mette a rischio un miliardo di euro di valore al consumo e rappresenta un attacco all’intero sistema del Made in Italy di qualità». È quanto denuncia la Coldiretti nel commentare la decisione del Governo sloveno di varare una norma con la quale qualsiasi miscela di aceto di vino con mosto concentrato si potrà chiamare, e vendere, come “aceto balsamico”.
Una scelta, peraltro già notificata alla Commissione Europea, «che va contro – rileva Coldiretti – le attuali norme comunitarie che tutelano Dop e Igp e disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore».
La questione è arrivata sul tavolo del neo Ministro delle Politiche Agricole, Senatore Stefano Patuanelli e proprio in queste ultime ore, la Direzione Qualità del Mipaaf sta predisponendo la documentazione tecnica necessaria per completare il dossier che dovrà essere notificato alla Commissione.
Il tempo non è molto perché l’atto di opposizione dovrà essere notificato in Commissione entro il 3 marzo 2021 e la preoccupazione dei Consorzi cresce con il passare dei giorni.
Secondo la Confederazione nazionale Coltivatori diretti, l’iniziativa slovena «rischia di andare a ingrossare il mercato internazionale del falso Made in Italy, che fattura già oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che, secondo un’analisi Coldiretti e Filiera Italia, si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale».
Un’industria del falso sempre più fiorente che ha i suoi centri principali in Paesi come Australia, Canada e Stati Uniti e in tutto il Sudamerica. Una spinta importante alle imitazioni sarebbe stata data proprio dai dazi aggiuntivi nei confronti dei formaggi e salumi italiani, che hanno favorito le “brutte copie” locali.
La manovra slovena sull’aceto balsamico rischia dunque di diventare un precedente pericoloso contro il quale occorre – sottolinea Coldiretti – attivarsi immediatamente a livello comunitario per garantire la difesa di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy».
Sono riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico di Modena Igp (Indicazione Geografica Protetta), l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Dop, e l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia Igp. Prodotti ottenuti nel rispetto di specifici disciplinari di produzione, il cui savoir-faire è trasmesso di generazione in generazione.
LE REAZIONI DEL SETTORE
Non ci gira attorno il il direttore del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, Federico Desimoni, che parla di «grande offesa della tradizione e degli sforzi fatti dai produttori delle eccellenze modenesi e dell’insieme di attività di divulgazione dei Consorzi, che lo hanno reso famoso nel mondo».
L’operazione della Slovenia viene definita «illegittima ed in contrasto con i regolamenti comunitari che tutelano Dop e Igp e disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore». Un «attacco diretto al sistema agroalimentare di qualità europeo, al diritto dei consumatori ad un’informazione corretta e trasparente e degli operatori commerciali ad una concorrenza leale».
Ci troviamo nuovamente di fronte ad una situazione che rischia di danneggiare non solo il comparto dell’Aceto Balsamico di Modena ma tutto il sistema delle Dop e delle Igp italiane – commenta il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Igp Mariangela Grosoli – e sarà fondamentale, anche stavolta, fare leva sulla collaborazione delle Istituzioni».
Il riferimento è al Ministero Politiche Agricole, ed in particolare la Direzione Qualità, che Grosoli ringrazia «per il prezioso sostegno nella tutela del nostro settore, già direttamente coinvolta e al lavoro sul dossier».
Grande sostegno è arrivato dall’associazione di riferimento dei Consorzi di Tutela, OriGIn Italia, che si è immediatamente attivata chiedendo al Governo di opporsi formalmente a livello comunitario alla proposta slovena.
«Chiediamo al Governo che formalizzi al più presto l’atto di opposizione – afferma il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Enrico Corsini – e con l’occasione rivolgiamo a nome dei due Consorzi i più sentiti auguri di buon lavoro al nuovo titolare del Dicastero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali».
Alla voce dei Consorzi si affianca quella della politica a difesa del mondo delle Dop e Igp, e in particolare dell’Aceto Balsamico di Modena: “La problematica evidenziata dal Consorzio è grave ed urgente e rappresenta una priorità per la tutela del sistema Paese ed in particolare di un asset fondamentale del sistema economico nazionale», afferma con decisione l’onorevole Benedetta Fiorini, Segretario della Commissione Attività Produttive.
Proprio per questo chiediamo al Governo di assicurare un intervento formale puntale e tempestivo che garantisca una tutela efficace. La salvaguardia delle produzioni tipiche italiane, vere eccellenze nel mondo come l’aceto balsamico di Modena, deve essere una assoluta priorità.
Inoltre, è necessario rafforzare concretamente l’azione di tutte le strutture della filiera per garantire sostegno, tutela e promozione. Tutelare la qualità significa garantire identità».
Il supporto e la richiesta di un’azione decisa e tempestiva del Governo arriva anche dalla Regione Emilia-Romagna. «Le due Dop dell’Aceto Balsamico tradizionale, di Modena e di Reggio Emilia, e l’Igp Aceto Balsamico di Modena rappresentano un solidissimo legame con il territorio emiliano e una risorsa preziosa per l’economia regionale», sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi.
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A caccia del miglior Lambrusco al supermercato? La redazione di Vinialsuper ha acquistato e degustato “alla cieca”, ovvero senza conoscere il nome dei vini per giudicarli in totale autonomia, più del 95% delle etichette presenti nella grande distribuzioneorganizzata in Italia (ben 74), stabilendo quali siano migliori e peggiori.
Ecco i vini premiati con 5, 4.5 e 4 cestelli della spesa, nella speciale scala di valutazione di Vinialsupermercato.it:
Lambrusco Emilia Igt Secco “Terra Calda”, Ca’ De Medici (5 / 5) Color rubino carico. Naso intenso, frutto ben espresso, fiore di viola. Bel vino al palato, con parte tannica integrata, che controbilancia il frutto. Chiude leggermente amaricante, pulito, su una nota leggera di rabarbaro. Prezzo: 6,30 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Emilia Igt Secco “Lirico Rio” – Fondazione Luciano Pavarotti, Cantina Sociale di San Martino in Rio (5 / 5) Rosso rubino. Naso ampio, sorprendentemente complesso, ben oltre il frutto. Note di caramellina mou. Al palato un frutto pieno, maturo, molto preciso. Buona la persistenza, sul frutto. Chiude asciutto. Un vino super gastronomico. Prezzo: 7,50 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc Dolce “Forte Nero”, Medici Ermete e Figli (5 / 5) Rosso rubino intenso. Bel naso, fiori di viola, fragola. Corrispondente al palato. La parte zuccherina risulta molto ben dosata, per nulla stucchevole, tanto da esaltare alla perfezione il frutto. Prezzo: 2,99 euro da Tigros
Lambrusco Emilia Igt Secco “Marcello”, Ariola Vigne e Vino (4,5 / 5) Bel color rubino carico, mediamente trasparente. Naso pregevole, su fragola, ciliegia, lampone, violetta. Al palato una perfetta corrispondenza col naso. Chiusura asciutta ma piena, sul frutto. Prezzo: 7,56 euro da Tigros
Lambrusco Emilia Igt Secco “Il Parmigiano”, Ariola Vigne e Vino (4,5 / 5) Rubino carico, luminoso. Naso e sorso leggermente più asciutto della media, per un vino che pare austero solo di primo acchito. Vinoso, concentrato. Decisamente elegante. Prezzo: 3,69 euro da U2 – Unes
Lambrusco Mantovano Doc Secco “Pjafoc”, Cantine Virgili Luigi (4,5 / 5) Rosso rubino. Naso intrigante, cola, frutto rosso maturo. Note che si ritrovano in un palato piacevole e “frizzante”, giocato sul frutto: vino beverino, con un tocco di spezie calde e dolci. Prezzo: 6,5 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Emilia Igt Secco “Otello Etichetta Nera”, Cantine Ceci (4,5 / 5) Rosso rubino. Bel naso, preciso, su frutti più rossi che neri. Ricordi di gelso. Ingresso di bocca sul frutto, che lascia poi spazio a un centro bocca agile, snello, prima del ritorno della frutta (ciliegia, lampone). Prezzo: 7,90 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Emilia Igt Secco “Otello”, Cantine Ceci (4,5 / 5) Rosso rubino carico. Frutto più intenso rispetto al precedente “Otello etichetta nera”. Mela rossa, carica di succo. Interessante nota di cola. Chiude ampio, sul frutto. Prezzo: 6,49 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Reggiano Doc Dolce, Medici Ermete e Figli (4,5 / 5) Rubino, spuma generosa. Bel naso, ampio. Ottima corrispondenza naso-palato, coerente dall’ingresso alla chiusura. Vino molto equilibrato ed elegante. Pregevole la chiusura: fruttata, morbida, pulita. Concreta. Prezzo: 5,05 euro da Il Gigante
Lambrusco Mantovano Doc Secco “Mantua”, Cantine Lebovitz (4 / 5) Rubino carico. Profilo vinoso che si accosta alla spina dorsale del frutto. Al palato, in particolare, si comporta come un vero e proprio vino rosso, al di là della “bollicina”. Curioso, vero, da provare soprattutto per l’ottimo rapporto qualità-costo. Prezzo: 1,99 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Emilia Igt Secco Metodo Ancestrale “Senzatempo”, Cantine Riunite (4 / 5)
Rosso rubino carico. Intenso al naso, tutto frutto. Al palato riecco il frutto pieno, maturo, ma non sgarbato. Chiude asciutto. Vino di buona precisione, nel complesso. Prezzo: 4,99 euro da Bennet
Lambrusco Scuro Emilia Igt Secco “Fiero Nero”, Cavicchioli (4 / 5)
Bel rosso rubino carico. Naso garbato, sulla ciliegia e sul fiore di viola. Bell’equilibrio al palato, ottima corrispondenza. Chiude asciutto, nonostante il frutto pieno. Interessante dal punto di vista gastronomico. Prezzo: 4,99 euro da Iper, La grande i
Lambrusco Modena Doc Abboccato Bio Cavicchioli (4 / 5)
Rubino luminoso. Bella ciliegia al naso, che si ritrova anche al palato. Vino giocato sull’equilibrio, in punta di piedi ma concreto. Prezzo: 4,28 euro da Esselunga
Lambrusco Emilia Igt Secco “Giuseppe Verdi Luxury Edition”, Cantine Ceci (4 / 5) Rosso rubino un poco più scarico rispetto al Giuseppe Verdi (descrizione che segue, ndr). Meno intensità al naso, meno espressività del frutto. Tanto fiore e ribes, più che fragola. In bocca piuttosto verticale, salino. Il frutto non manca. Vino di equilibrio e di buona eleganza. Prezzo: 6,18 euro da Tigros
Lambrusco Emilia Igt Secco “Giuseppe Verdi”, Cantine Ceci (4 / 5) Rosso rubino. Bel naso, preciso, piuttosto intenso su fragola e ciliegia. Vino leggero, molto beverino, ben fatto. Più che sufficiente la persistenza. Prezzo: 5,98 euro da Bennet
Lambrusco Modena Doc Semisecco “Casalguerro” – Fiorfiore Coop, Cleto Chiarli (4 / 5) Rosso rubino carico. Bel naso, ampio e intenso: fragola, tocco floreale. Buona corrispondenza al palato, con un tocco di tannino che ben accompagna la beva, sul frutto maturo. Prezzo: 5,5 euro da Coop
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato “Il Baluardo”, Chiarli (4 / 5) Colore carico, viola impenetrabile. Naso ampio. Fiori, frutto piuttosto preciso (ciliegia), risvolto vinoso apprezzabile. Corrispondente in bocca. Vino equilibrato. Prezzo: 2,99 euro da Bennet
Lambrusco Reggiano Doc Dolce “Forte Nero”, Medici Ermete e Figli (4 / 5) Color rubino, bella spuma. Bel naso, molta corrispondenza. Entra morbido e dosato; chiude su nota astringente, che chiama il sorso successivo, per pulizia. Prezzo: 2,99 euro da Tigros
Lambrusco Reggiano Doc Secco 2018 “Assolo Reggiano”, Medici Ermete e Figli (4 / 5) Colore carico. Bel naso: frutto, viola, rosa. Un’inattesa salinità al palato, gioca bene sul frutto e regala equilibrio alla beva, piena. Un vino decisamente gastronomico. Prezzo: 5,90 euro da Iper, La grande i
I MIGLIORI LAMBRUSCO AL SUPERMERCATO
Settantaquattro i vini valutati in un panel che ha visto protagoniste tutte le tipologie: Lambrusco secco, abboccato, dolce, semidolce e amabile. Dai risultati emerge quanto Medici Ermete e Figli, cantina di Gaida di Reggio Emilia, sia di gran lunga la miglior realtà produttrice presente nel segmento Gdo. Quattro i vini premiati tra i migliori Lambrusco al supermercato: un 5 cestelli, un 4.5 cestelli e due 4 cestelli.
Quattro vini premiati anche per Cantine Ceci, realtà di Torrile, in provincia di Parma. Le due coppie di “Otello” e “Giuseppe Verdi”, del resto, sono etichette iconiche per la tipologia, capaci di aggiudicarsi rispettivamente 4.5 e 4 cestelli.
Conferme anche dalla parmense Ariola Vigne e Vini e le modenesi Cavicchioli e Chiarli, con due vini premiati a testa. “Marcello” e “Il Parmigiano” brillano con 4.5 cestelli della spesa, che si aggiungono al palmares della cantina di Calicella Langhirano (PR). L’azienda di San Prospero piazza invece due ottimi “4 cestelli” (“Fiero Nero” e Bio), così come Chiarli con la private label Fiorfiore Coop e “Il Baluardo”.
In grande spolvero risultano Ca’ de’ Medici di Cadé (RE) e la Cantina sociale di San Martino in Rio (RE), con un vino da 5 cestelli della spesa a testa: si tratta di “Terra Calda” e di “Lirico”, Lambrusco dedicato a Pavarotti.
Un vino a testa, in questa speciale classifica dei migliori Lambrusco al supermercato, per Cantine Lebovitz, Cantine Riunite, Cantine Virgili Luigi. Tutte capaci di conquistare un “4 cestelli”.
IL LABRUSCO AL SUPERMERCATO, IN CIFRE
Interessanti, oltre ai risultati della degustazione alla cieca, i dati che emergono dagli scaffali dei supermercati. Il prezzo medio dei Lambrusco acquistati da Vinialsuper si assesta su 3,84 euro a bottiglia.
Tra le 74 etichette, quella più costosa ha un prezzo di 7,90 euro (“Otello” di Ceci); la più economica si porta a casa con appena 1,59 euro da Lidl (valutazione di appena 2 cestelli della spesa su 5).
Più in generale, la Denominazione appare tutto sommato in buona salute in Gdo, aggiudicandosi una media di 3 cestelli della spesa nella speciale scala di valutazione della redazione di Vinialsuper.
Il 54% delle etichette guadagna almeno 3.5 cestelli, che contraddistingue vini organoletticamente rispettosi della Denominazione, della tipicità delle uve e del prezzo finale, rapportato alla qualità del calice.
Una sufficienza conquistata anche grazie alle versioni non secche e al prezzo risicato di molte bottiglie, con lo “zucchero” capace di mascherare qualche magagna di troppo, presente nelle tipologie secche più economiche.
Fotografando dall’alto la Denominazione, si apprende che il 32% del Lambrusco presente nella grande distribuzione italiana è a indicazione geografica tipica, in particolare Emilia Igt.
A seguire il Grasparossa di Castelvetro Doc, col 19%. Molto ravvicinate le produzioni riservate ai supermercati di Modena Doc, Sorbara Doc e Reggiano Doc, rispettivamente con 15%, 14% e 12%.
Chiudono la classifica della rappresentatività il Mantovano Doc (5%) e il Salamino di Santa Croce (3%). Il 62% del Lambrusco presente al supermercato è secco. In etichetta prevale poi l’indicazione “Amabile”, col 22% dei campioni, seguita da “Abboccato” (8%), “Dolce” (5%) e “Semisecco” (3%).
Più in generale, i dati forniti da Valoritalia riguardanti l’anno 2019 stabiliscono in 1.265.407,46 ettolitri la produzione di Lambrusco Doc e Igt, per un totale di 168.720.995 bottiglie da 0,75 centilitri, di cui 42.132.370 Doc.
La crescita delle Denominazioni del Lambrusco è significativa, rispetto al 2018: +16,3%. Numeri e proiezioni che, come riferisce WineMag.it, sono già sul tavolo del nuovo Consorzio unico, chiamato a giocare la partita di uno dei vini più amati dagli italiani e nel mondo.
I MIGLIORI LAMBRUSCO AL SUPERMERCATO: LA DEGUSTAZIONE*
ETICHETTA
CANTINA
CESTELLI
€
Marchesa Vincenza Stanga
C.V.C.
0.5
1,69
Lambrusco Emilia Igt Secco
Cavicchioli
1
2,99
Lambrusco di Sorbara Doc Secco
Righi
1
4,99
La Villa Nobile
Vec Srl
1.5
1,79
Villa Bonaga
Imb. I.W.C
2
1,59
Lambrusco Salamino di Santa Croce Secco
Vec Srl
2
1,69
Italia Lambrusco dell’Emilia Igt Amabile Modavin
Modavin
2
3,59
Terra Grande
Imb. MO/4226 Provinco
2.5
1,69
Lambrusco Mantovano Doc Secco
Modavin
2.5
1,69
Le Vie dell’Uva
Chiarli
2.5
3,1
100% Righi
Righi
2.5
3,5
Italia Lambrusco dell’Emilia Igt Secco Modavin
Modavin
2.5
3,59
Prestigio
Chiarli
2.5
3,59
Corterosa Lambrusco Modena Doc
Corterosa
2.5
4,59
Bio
Chiarli – Fondo Belvedere
2.5
4,99
Terra Grande
Imb. MO/4226 Provinco
3
1,69
Marchesa Vincenza Stanga
C.V.C.
3
1,69
Villa Bonaga
Imb. I.W.C
3
1,79
Villa Bonaga
Imb. I.W.C
3
1,79
Ducati Emiliani
Cantine Riunite
3
1,9
Trattoria Italiana
La Colombara Spa
3
1,99
Prestigio
Chiarli
3
2,49
Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato
Vec Srl
3
2,79
Ducati Emiliani
Cantine Riunite
3
2,95
Ducati Emiliani
Cantine Riunite
3
2,98
Lambrusco Emilia Igt Amabile
Cavicchioli
3
2,99
Lambrusco di Modena Doc Semisecco
Civ
3
3,95
Tre Medaglie
Cavicchioli
3
3,99
Tre Medaglie
Cavicchioli
3
3,99
L’Enologo
Civ
3
3,99
L’Olma
Cantine Riunite
3
4,89
Notturno
Righi
3
5,04
“intenso e fruttato” in etichetta
Chiarli
3
5,49
Campo Maio
Az. Ag. Castelvetro
3
5,9
Lambrusco Salamino di Santa Croce
Vec Srl
3.5
1,69
La Colombara
La Colombara Spa
3.5
2,34
Forte Nero
Medici Ermete e Figli
3.5
2,99
Forte Nero
Medici Ermete e Figli
3.5
2,99
Emilia Igt Secco
Cantine Riunite
3.5
2,99
Emilia Igt Amabile
Cantine Riunite
3.5
2,99
Rossoscuro
CCR Soc. Coop Agr.
3.5
2,99
Mantovano
Borgo Imperiale
3.5
2,99
Le Vie dell’Uva
Chiarli
3.5
3,1
100% Righi
Righi
3.5
3,5
Gala
Chiarli
3.5
3,59
Gran Gala
Chiarli
3.5
3,79
(scritta diagonale)
Cavicchioli
3.5
3,9
(scritta diagonale)
Cavicchioli
3.5
3,9
L’Enologo
Civ
3.5
3,99
Grandi Vigne Valle Scura
Alfredo Bertolani
3.5
4,5
Le Vie dell’Uva Bio (“novità in cantina”)
Chiarli
3.5
4,9
Vecchia Modena
Chiarli
3.5
4,98
Vecchia Modena
Chiarli
3.5
4,99
Grandi Vigne Valle Scura
Alfredo Bertolani
3.5
4,99
Reggiano Secco
Medici Ermete e Figli
3.5
5,08
Mantua
Cantine Lebovitz
4
1,99
Il Baluardo
Chiarli
4
2,99
Forte Nero
Medici Ermete e Figli
4
2,99
Bio
Cavicchioli
4
4,28
Senzatempo Metodo Ancestrale
Cantine Riunite
4
4,99
Fiero Nero Lambrusco Scuro
Cavicchioli
4
4,99
Casalguerro – Fiorfiore Coop
Cleto Chiarli
4
5,5
Assolo Reggiano
Medici Ermete e Figli
4
5,9
Giuseppe Verdi
Ceci
4
5,98
Giuseppe Verdi Luxury Edition
Ceci
4
6,18
Il Parmigiano
Ariola Vigne e Vino
4
3,69
Reggiano Dolce
Medici Ermete e Figli
4.5
5,05
Otello
Ceci
4.5
6,49
Pjafoc
Cantine Virgili Luigi
4.5
6,5
Marcello
Ariola Vigne e Vino
4.5
7,56
Otello Etichetta Nera
Ceci
4.5
7,9
Forte Nero
Medici Ermete e Figli
5
2,99
Terra Calda
Ca’ De Medici
5
6,3
Lirico Rio – Fondazione Luciano Pavarotti
Cantina Sociale di San Martino in Rio
5
7,5
*Degustazione a cura della redazione di Vinialsuper.it: Davide Bortone, Viviana Borriello, Giacomo Merlotti
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Prosegue in Emilia Romagna il tour di WineMag.it tra le cantine che offrono ospitalità in Italia. Dopo Oltrepò Pavese, Lazio e Campania, tocca alle aziende agricole non lontane dalle città emiliane e romagnole e alle loro proposte di (eno) turismo di prossimità “Covid-free”: Bologna, Reggio Emilia, Forlì Cesena, Parma, Piacenza, Modena e Rimini.
Come emerso durante la presentazione “Piccoli comuni e cammini d’Italia” della Fondazione Symbola con Ifel e da numerose proiezioni Coldiretti, in occasione dell’estate 2020 un italiano su 4 sceglierà come meta delle proprie vacanze una località all’interno della propria regione.
Il turismo nazionale vale 102 miliari di euro all’anno e la vacanza a “km zero” è un faro nella notte per la ripresa del settore. Non fa eccezione l’Emilia Romagna, regione che ha tutte le carte in regola – grazie alle numerose cantine in grado di garantire ottimi vini e un eccellente livello di ospitalità – per offrire soluzioni per tutte le tasche e portafogli.
I vigneti, del resto, sono distribuiti in tutte le province. Dalla “bassa”, alle colline, dall’appenino fino alla riviera romagnola, sono tante le opportunità per concedersi qualche giorno di relax e di degustazioni tra Lambrusco, Gutturnio, Ortrugo, Trebbiano, Malvasia, Albana di Romagna e, naturalmente, Sangiovese, il vino che identifica la romagna.
PROVINCIA DI BOLOGNA
AZIENDA AGRICOLA BONFIGLIO
[metaslider id=”50297″]
A Monteveglio, a metà strada tra Bologna e Modena ha sede l’azienda agricola Bonfiglio. Con la ristrutturazione di un vecchio casolare sono state ricavate cinque camere ed un mini appartamento con cucina, il Baraldesco.
Le “Stanze di Bacco” portano i nomi dei vini prodotti, sono tutte arredate in stile moderno con bagno privato. Comode bici elettriche son ad uso degli ospiti per partire alla scoperta della Valsamoggia.
Monteveglio, dove si trovano anche le colonnine di ricarica delle biciclette, è famosa per l’Abbazia. Luogo di pace e di relax merita una visita. Sarà ristoratrice anche una passeggiata lungo i sentieri natura del Parco dell’Abbazia, adatti anche ai meno esperti.
Presso l’azienda sarà possibile degustare i vini dei Colli Bolognesi con il Pignoletto protagonista anche in versione passita. Non mancano vini rossi fermi e frizzanti a base di Cabernet Sauvignon, Barbera e Merlot anche accoppiati nel Barbarot.
Cantina Bonfiglio – Le stanze di Bacco
via Cassola 20 Valsamoggia
40053 Monteveglio, (Bo) +39 051 830758
+39 3332767030 info@bonfigliovini
FLORIANO CINTI
[metaslider id=”50303″]
La proposta di ospitalità della cantina Floriano Cinti di Sasso Marconi è l’agriturismo l’Isola del Sasso. Quattro camere doppie e tre mini appartamenti con angolo cottura con particolare attenzione alle famiglie con disabili cui è riservata una camera doppia al primo piano.
Tutte le stanze dispongono di bagno privato, aria condizionata, TV led e connessione wi-fi e si affittano colazione inclusa. Dolci, marmellate, salumi e affettati homemade per viziare gli ospiti già dal mattino.
Al ristorante dell’agriturismo la parola d’ordine è territorialità: l’80% delle materie utilizzate in cucina proviene dall’azienda, il resto da fornitori locali.
L’Isola del Sasso è la tappa perfetta per la prima sosta lungo il cammino degli Dei. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di un itinerario di media difficoltà lungo 130 km da Emilia Romagna a Toscana. Si cammina per sei giorni, dalla “Piazza Grande” di Lucio Dalla fino a Firenze.
L’agriturismo dista solo 3,5 km dal percorso ufficiale e fa parte delle strutture convenzionate per il timbro della “credenziale”, il passaporto che certifica il tratto compiuto.
Inoltre, se ai vini di Floriano Cinti volete abbinare un po’ di cultura a poca distanza potete visitare Villa Griffone. Casa paterna di Guglielmo Marconi, monumento nazionale ed oggi sede del museo. Lì il premio Nobel diede inizio ai suoi primi esperimenti di trasmissione radio.
Cantine Floriano Cinti
Agriturismo Isola del Sasso Via Gamberi, 50 40037 Sasso Marconi (Bo) +39 0516751646 info@isoladelsasso.it
TENUTA FOLESANO
[metaslider id=”50321″]
Se il Medioevo vi affascina, Tenuta Folesano fa al caso vostro. L’agriturismo si trova proprio all’interno di borgo dell’età di mezzo, appartenuto ai Conti di Panico famiglia di potenti e belligeranti feudatari bolognesi.
Ma l’epoca dei guelfi e dei ghibellini è passata. L’atmosfera adesso è pacifica ed accogliente. Il palazzo, finemente ristrutturato secondo i dettami delle belle arti è un piccolo gioiello che si erge dai vigneti intrisi di storia.
Le camere con pavimento in pietra di Gerusalemme, i soffitti con le travi a vista sono gioia la per la vista, ambienti di una rivista shabby chic. Per la prima colazione una sala da pranzo con cucina hi-tech eventualmente a disposizione. I vini prodotti dalla Tenuta sono cinque e biologici. Tra questi il Balanzone, dedicato alla maschera bolognese più famosa.
La versione rossa, che rientra nella denominazione Bologna Dop è a base di Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese ed affina in piccole botti di rovere. Fa parte invece della Doc Pignoletto quella bianca frizzante a base di Grechetto Gentile con affinamento 3 mesi sur lies.
LA PALAZZONA DI MAGGIO
[metaslider id=”50314″]
Siamo a Ozzano Emilia, comune della città metropolitana di Bologna nella zona della Doc Colli Imola e Romagna. Dagli anni 60 la famiglia Perdisa coltiva Sangiovese e Albana affiancato a vitigni internazionali.
Associati Fivi, con certificazione biologica Icea producono circa 50 mila bottiglie all’anno. Tra le etichette in gamma il vino “Dracone”, un Cabernet Franc anche in versione riserva, “Le Armi” Sangiovese Riserva ma anche lo Chardonnay, “Maleto”.
Il B&B Le Vigne è stato realizzato nell’antica casa del fattore di Villa Palazzona, antica dimora storica che domina la tenuta circondata da un giardino all’inglese che viene utilizzata anche per meeting e matrimoni. Per gli ospiti del B&B sono riservate due camere matrimoniali.
Il salone, la cucina, la sala lettura ed il giardino con barbecue sono di libera fruizione. Anche gli animali sono ben accetti e troveranno una ciotola tutta per loro. La colazione è a km zero ed incontra tutti i gusti, dal dolce al salto.
Tenuta Palazzona di Maggio B&B Le vigne Via Panzacchi 16 40064 Ozzano dell’Emilia (Bo) +39 335 397030 lapalazzona@gmail.com
PROVINCIA DI REGGIO EMILIA
LE BARBATERRE
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Situata nelle terre matildiche ai piedi dell’Appennino Tosco Emiliano, a Bergonzano, le Barbaterre sono un’azienda a conduzione biologica ed ecosostenibile. La cantina è nata nel 200.
In gamma tre rifermentati in bottiglia (Lambrusco dell’Emilia, Marzemino e Sauvignon), spumanti Metodo classico anche con lunghi affinamenti come il Blanc de Noirs Marandalè (oltre i 60 mesi sui lieviti) e vini rossi fermi a base di Pinot Nero e Cabernet Sauvignon.
Sul fronte dell’ospitalità, Le Barbaterre offre tre camere con servizi igienici indipendenti e wifi. La cucina del ristorante propone i piatti della cucina tipica reggiana. Il contesto è poco antropizzato per una full immersion nel verde e un ricongiungimento con la natura.
Le Barbaterre Via Cavour, 2/A – Bergonzano 42020 Quattro Castella (Re) +39 0522 247573 agriturismo@barbaterre.it
VENTURINI BALDINI [metaslider id=”50335″]
Roncolo 1888, dal nome della frazione di Quattro Castella in cui si trova è il wine resort della cantina Venturini Baldini. Nove camere e due suites all’interno di Villa Manodori, edificio del ‘500 che fu dimora di alcune famiglie nobili, tra cui, a fine 800 i Marchesi Manodori. L’azienda propone diversi pacchetti relax ed enogastronomici.
L’azienda Venturini Baldini è stata una tra le prime, in Emilia, ad ottenere la certificazione biologica. Oltre ai Lambruschi, alla Malvasia e ai vitigni internazionali è impegnata nella valorizzazione di vitigni storici ed autoctoni riscoperti, come il Malbo Gentile, la Spergola, il Montericco. Produce anche aceto balsamico nelle 400 botti dell’antica acetaia.
Venturini Baldini Via Filippo Turati, 42 42020 Roncolo di Quattro Castella (Re) +39 0522 249011 info@venturinibaldini.it
CANTINA ROTA – VILLA CASTELLAZZO
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Sita a Castellazzo, frazione di Reggio Emilia, l’azienda vitivinicola Rota possiede circa 33 ettari di vigneti e produce Lambrusco Salamino, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Grasparossa e Ancelotta.
Villa Castellazzo, dedicata all’accoglienza, è frutto del restauro di una ex cascina ed è circondata da un elegante giardino all’italiana. La ristrutturazione dell’edificio si è realizzata nel rispetto dell’ambiente circostante ed è stata conservativa poichè molti degli appartamenti erano già presenti nella casa padronale seppur privi di servizi igienici.
La struttura dispone di sei appartamenti con arredi disegnati e costruiti in loco. Varie le metrature disponibili: dal monolocale alla suite, come l’appartamento Alba disposto su due livelli con affaccio su terrazzo coperto vista vigneti.
Nel pieno della food valley, Villa Castellazzo può essere una soluzione conveniente per partire alla scoperta dell’Emilia o per fare e uno shop tour tra i produttori di Parmigiano Reggiano.
Cantina Rota – Villa Castellazzo via Romani 27 42122 Reggio Emilia tel: +39 0522 340.118 info@villacastellazzo.it
PROVINCIA FORLÌ CESENA
FATTORIA PARADISO [metaslider id=”50263″] Ai piedi del “Balcone della Romagna”, il meraviglioso borgo di Bertinoro, sorge l’azienda Fattoria Paradiso. Cinquanta ettari di vigneto di cui 15 con vigne di oltre 70 anni e 10 cru riconosciuti ed inseriti nei vigneti storici dell’Emilia Romagna.
Le due cascine coloniche ristrutturate offronto diverse soluzioni abitative: camere, suite o appartamenti. Per rinfrescarsi in estate due piscine a sfioro tra i vigneti con ampia zona relax.
La proposta enoturistica dell’azienda si completa con un museo del vino, un museo della civiltà contadina e auto e moto d’epoca. Per la ristorazione la Locanda Gradisca di ispirazione artusiana.
BORGO CONDÉ WINE RESORT
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A pochi minuti da Forlì sorge il wine resort Borgo Condé. Una vera e propria oasi isola di pace e tranquillità all’insegna di lusso e charme. Camere familiari, suites, inclusa una presidenziale di 95 mq sono dislocate nelle tre ville che si trovano a 300 e 500 metri di distanza dal Borgo.
Il resort è dotato di tutto quello che serve per godere del benessere a 360 gradi. Dalla palestra alla Spa con piscina all’aperto o coperta e riscaldata, bagno turco, sauna, docce emozionali e trattamenti su prenotazione.
Per la ristorazione la proposta si fa in tre. La cucina è quella tipica del territorio con pasta fresca tirata a mano, specialità romagnole e anche piatti per vegetariani. L’Osteria Forlì è aperta tutto l’anno, mentre al ristorante Sangiovese si può prenotare una sala esclusiva o un tavolino all’aperto in alta stagione.
Il terzo ristorante, “Il Borgo”, è aperto solo su richiesta per un minimo di 15 persone. Ampio il ventaglio di attività proposte ai turisti: dai corsi di cucina all’equitazione. La direzione organizza anche tour nei borghi medievali o nelle località balneari della costa adriatica.
AZIENDA VITIVINICOLA LA CAMINÀ – LA RONDANINA
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Fondata negli anni cinquanta e situata nei pressi di Vernasca in Val d’Arda, l’azienda La Caminà offre ospitalità a Castelnuovo Fogliani in un’altra delle sue proprietà. Una sensazione di pace e tranquillità pervaderà gli enoturisti già dal cancello d’ingresso de “La Rondanina”.
Un bell’edificio ristrutturato circondato da un prato verde di quelli su cui camminare a piedi nudi. Altrettanto graziose le camere, un mix di classico e moderno. Combinazione che regala ambienti piacevolmente eleganti.
Tutte le stanze sono dotate di bagno privato, TV, asciugacapelli, telefono e connessione internet. Molto curato e raffinato anche il ristorante. La cucina è quella tradizionale piacentina parmense. Salumi, gnocchi fritti, paste fatte a mano anche gluten free.
La posizione dell’agriturismo è davvero strategica per visitare i i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Irrinunciabile un salto al borgo di Vigoleno. Luogo magico e ben conservato. Un buon incipit per partire anche alla scoperta del Vin Santo di Vigoleno, la doc più piccola d’Italia.
Az. Vitivinicola La Caminà – Agriturismo La Rondanina SP12, Castelnuovo Fogliani, Alseno (Pc) + 39 0523 947541 info@larondanina.it
PODERE CASALE
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A pochi chilometri da Piacenza, nel comune di Vicobarone, si trova l’agriturismo Podere Casale. Comodo anche per chi arriva dalla Lombardia e da Milano.
Le soluzioni abitative sono state ricavate nelle ex scuderie e si affacciano sulla Valtidone: si può scegliere dalla camera doppia, alla superior, dalla suite con camino al trilocale che può ospitare fino a 6 persone. Tutto in stile rustico con pavimenti in cotto e muri in sasso, country style.
Da giugno a settembre è aperta anche la piscina dove rilassarsi sotto l’ombrellone. Non è previsto servizio di ristorazione ma per gli enoturisti c’è una convenzione con l’attigua trattoria.
Lì si potrà godere della cucina tipica piacentina accompagnata dai vini Podere Casale naturalmente in carta. Presso la cantina, nella sala di degustazione si potranno apprezzare i vini bianchi e rossi del Marchesato nell’ambito della Doc Colli Piacentini.
TENUTA LA RATTA [metaslider id=”50291″]
Signori e signore “faites vos jeux”. Tre giorni e due notti con visita alle cantine e degustazione oppure visita alle cantine e cena nell’agriturismo? Sono le due opzioni che la Tenuta La Ratta confeziona nei suoi pacchetti “Ratta Experience”.
Al vostro arrivo sarete ospitati in uno dei tre appartamenti dell’agriturismo tra mattoni e travi a vista, oggetti di design, elettrodomestici di ultima generazione. La tenuta offre anche un ristorante con coperti anche sotto il porticato e vista piscina.
L’atmosfera creata dal gioco di luci serale renderà la cena davvero suggestiva. Lo spumante Negrèr, metodo classico da Ortrugo in purezza, dosaggio zero e con sosta di venti mesi sui lieviti renderà tutto particolarmente frizzante.
Azienda Vinicola Tenuta La Ratta S.Marco di Bacedasco Basso 29010 Vernasca (Pc) +39 0523 895279 info@tenutalaratta.it
PROVINCIA DI MODENA
OPERA 02
[metaslider id=”50275″]
Nata nel 2002, Opera 02 è la tenuta dell’azienda agricola Montanari. Negli anni, gli iniziali 5 ettari sono diventati 45 e la vecchia stalla è diventata resort ed acetaia. Coltivazioni biologiche, rispetto della natura, innovazione e tradizione sono i principi dell’azienda.
Le suites si distinguono volutamente una dall’altra e sono dedicate ai prodotti della terra. Non manca la stanza “Vino” una junior suite soppalcata di 35 mq nei colori del Lambrusco Grasparossa. Completa di tutti i comfort, la vista sui vigneti è assicurata dalla sua terrazza privata.
I letti sono pensati per garantire il riposo anche alle persone più alte e sono lunghi oltre due metri. Tra i servizi offerti la piscina sulla terrazza esterna attrezzata con lettini e zona relax, centro benessere con sauna e bagno turco, ristorante, bar, parcheggio privato e noleggio biciclette.
Copertura wi-fi in tutta la struttura. Il ristorante, fiore all’occhiello di Opera02 affianca la cucina tradizionale a quella creativa ma partendo sempre da prodotti locali e di stagione.
Opera02 di Ca’ Montanari Via Medusia 32 41014 Levizzano di Castelvetro (Mo) +39059 741 019 info@opera02.it
GARUTI VINI – AGRITURISMO [metaslider id=”50264″] Precursori del turismo rurale nel territorio, Garuti vini è stato il primo agriturismo di Sorbara e dintorni nel 1993.
Il pernottamento è possibile nelle 8 camere di cui due con angolo cottura. La colazione è inclusa e volendo si può cenare al ristorante nei giorni in cui è aperto. L’azienda Garuti è nata nel 1920 ed è oggi alla quarta generazione.
Nei 30 ettari vitati produce principalmente il Lambrusco di Sorbara ma anche aceto balsamico, condimenti, grappe e gelatine. A conduzione familiare quest’anno compie un secolo e per celebrarlo ha allestito un piccolo museo da visitare insieme alla cantina e all’acetaia.
TENUTA CARBOGNANO [metaslider id=”50349″]
Situata sui colli di Rimini, la Tenuta Carbognano offre solo pernottamento nelle due camere che possono essere utilizzate anche come mini appartamento. Le stanze hanno ingresso indipendente ed affacciano sul giardino esterno. Completa la struttura una piscina con zona solarium ed un angolo riservato ai più piccoli.
L’azienda è biologica dal 2014 e coltiva Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Syrah oltre ad uliveti ed offre diversi pacchetti di degustazione in cui non manca la mitica piadina romagnola, decantata anche da Giovanni Pascoli.
TENUTA DEL MONSIGNORE
[metaslider id=”50356″]
La Tenuta del Monsignore si trova su un colle di San Giovanni Marignano, sulla strada dei vini e dei sapori dei colli di Rimini. Si estende per 135 ettari di cui 85 vitati ed oltre 15 destinati agli uliveti. Nei campi di proprietà trovano spazio anche arnie per le api da cui si produce miele.
Nella casa della tenuta è possibile affittare due camere matrimoniali con bagno privato e usufruire della cucina comune oltre a godere dell’ampio spazio esterno con pineta.
San Giovanni Marignano è conosciuto per la manifestazione “La notte delle streghe” una rievocazione pittoresca che si tiene solitamente a cavallo del solstizio d’estate e che dal 1988 richiama moltissimi visitatori.
Il borgo è molto grazioso e da lì si può anche visitare la Valconca e l’entroterra riminese alla scoperta dei luoghi dei Malatesta di cui fu il granaio.
Per chi ha il mare dentro, le accoglienti spiagge della riviera romagnola che già si vedono dal colle della tenuta sono raggiungibili in pochi minuti.
Tenuta del Monsignore Via Patarino 154 47842 San Giovanni in Marignano (RN) + 39 0541 955128 bacco@tenutadelmonsignore.com
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Champagne Experience cambia sede e date. Dopo aver consolidato la presenza a Modena – 4.500 ingressi nel 2019 (+15% sull’anno precedente) qui i migliori assaggi – Club Excellence ha scelto Roma per la consacrazione definitiva. La più importante vetrina nazionale dedicata allo Champagne si terrà nel 2020 proprio nella Capitale, il 18 e 19 ottobre presso il Padiglione 9 di Fiera Roma.
Con questo cambiamento, Club Excellence – associazione che riunisce diciassette tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza, promotrice dell’evento – sceglie “un’ubicazione centrale che permetterà a tutti gli appassionati, da Sud a Nord, di prender parte alla manifestazione”.
Non solo wine lover e amanti dello champagne, ma anche tecnici ed operatori del settore, “con l’obiettivo di replicare e superare i numeri delle precedenti edizioni. “Champagne Experience – commenta Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence – è cresciuta negli anni, fino a raggiungere traguardi che ci hanno resi fieri e che ci hanno spinto a riflettere su come renderla ancora più grande“.
“Lo spostamento a Roma – aggiunge Righi – ci consentirà di coinvolgere in modo più capillare le piccole e grandi realtà imprenditoriali del settore, vivaci e consapevoli, sparse per tutto il territorio italiano, comprese le regioni più a Sud della penisola che tra l’altro ospitano moltissimi appassionati di bollicine”.
Anche per il 2020 lo spazio sarà suddiviso nelle varie zone di produzione dello Champagne, per guidare il visitatore passo dopo passo nel percorso di scoperta dello spumante più famoso del mondo. Roma Champagne Experience si pone infatti anche come momento didattico, con masterclass dedicate.
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MODENA – È stato nominato Giacomo Savorini alla guida del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena. Bolognese, 41 anni, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali, dal 2008 Savorini è direttore del Consorzio Vini Colli Bolognesi, dal 2013 è inoltre alla guida del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna.
Dal 1° gennaio 2020, ha aggiunto alla sua agenda questo ulteriore incarico. Savorini succede a Ermi Bagni, che dopo 12 lunghi anni andrà in pensione pur rimanendo comunque attivo all’interno del Consorzio in qualità di consulente.
“Oltre a garantire continuità con il buon lavoro che è stato fatto in questi anni da Ermi Bagni, che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente – spiega Savorini – ci sono nuovi e importanti obiettivi da perseguire. In primo luogo, occorre aggiungere alla notorietà acquisita da questo vino, una redditività soddisfacente per i produttori.”
“Ciò si raggiunge con l’individuazione di un target di consumatori che possano apprezzare il lavoro fatto negli ultimi anni sul Lambrusco. In altri termini – prosegue il nuovo direttore – puntiamo a costruire una vera e propria ‘piramide qualitativa‘, che possa superare il concetto di Lambrusco come prodotto di massa, per arrivare a valorizzarlo come eccellenza della terra emiliana.”
“I presupposti – prosegue in neo direttore – non mancano: a livello di vini rossi frizzanti non abbiamo pressoché competitor, a livello di spumanti abbiamo già dimostrato di poter competere con le bollicine di maggiore qualità. È ovvio che, all’interno di questo progetto, il Lambrusco deve sì riuscire a trascinare la fiducia dei consumatori, ma a mantenere al contempo la propria riconoscibilità”.
“Inoltre – prosegue Savorini raccontando altri obiettivi prefissati – dobbiamo riuscire a valorizzare le piccole produzioni, che oggi stanno soffrendo nel mercato globale, e a consolidare il rapporto tra grandi gruppi e piccoli produttori, facendo in modo che lavorino il più possibile in sinergia. Ritengo del resto che l’Emilia debba essere unita quando si presenta sui mercati internazionali. E parlando di Emilia mi riferisco anche al Pignoletto, il vino bianco frizzante più diffuso nella nostra regione. Una sinergia con il Lambrusco, credo possa essere vincente a livello mondiale.”
Affrontando poi il tema della commercializzazione, Savorini sottolinea: “Occorre quanto mai insistere su quei mercati in grado di premiare la qualità del nostro prodotto. In tal senso, Stati Uniti, Giappone ed Europa sono i nostri punti di riferimento.”
Ultimo ma non meno importante, il neo direttore pensa anche al problema frodi: “Il Lambrusco, essendo uno dei vini più diffusi al mondo, paga lo scotto di essere tra i prodotti più imitati. Sarebbe importante riuscire a far sì che lo stesso Stato italiano possa difenderlo a livello internazionale. Noi, senz’altro, faremo la nostra parte”.
Ermi Bagni intanto, alla direzione del Consorzio dal 2008 fino al 31 dicembre 2019, traccia un breve bilancio dei suoi mandati: “Dodici anni fa arrivai in un momento di profondo rinnovamento per tutto il comparto, a cominciare dai produttori vinicoli, che hanno messo a dimora vigneti dopo avere selezionato nuovi cloni. A ciò si sono aggiunte innovazioni importanti in campo tecnologico e di risorse umane”.
“A livello di Consorzio – spiega Bagni – abbiamo senz’altro incrementato l’attività di informazione e promozione specialmente all’estero, prendendo anche parte ad alcune delle fiere più importanti del settore, come il ProWein di Düsseldorf, a cui partecipiamo con continuità da una decina d’anni, contribuendo in tal modo a far conoscere il nostro vino non solo al consumatore tedesco, ma ad un pubblico sempre più internazionale.
“Abbiamo – prosegue Bagni – inoltre acquisito una buona visibilità sulla stampa di settore, con diversi servizi dedicati. Per quanto mi riguarda, infine mi reputo soddisfatto per essere riuscito a fare lavorare insieme i produttori di Modena e quelli di Reggio Emilia. Credo infatti sia importante, quando si presenta un vino come il nostro, fornire informazioni corrette sull’intero territorio di produzione, accantonando personalismi e rivalità. Tanto, alla fine, è il cliente a selezionare e a scegliere”.
Ermi Bagni, almeno per tutto il 2020, continuerà a collaborare con il Consorzio in qualità di consulente in particolare con incarichi di vigilanza sul rispetto dei disciplinari. Un lavoro che l’ente modenese svolge attualmente anche per conto di diverse altre realtà, tanto che attualmente è punto di riferimento in tale ambito per altri 27 consorzi, per un totale di oltre settanta denominazioni.
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MODENA – Era stata annunciata tra le attrazioni clou di Sciocolà 2019 ed è stata svelata oggi. Si tratta della Ferrari monoposto realizzata in cioccolato. Non una vettura qualsiasi, ma la F2004, l’auto con la quale Michael Schumacher conseguì il maggior numero di vittorie. A realizzare la scultura, per cui sono stati utilizzati 25 quintali di cioccolato, è stato Mirco Della Vecchia con la preziosa collaborazione dell’artista aretino Alessandro Marrone.
Il maestro cioccolatiere, presidente di Cna Alimentare, volto televisivo di Detto e Fatto e La Prova del Cuoco e detentore del maggior numero di guinness, è una vecchia conoscenza del pubblico di Sciocolà. Fu sempre lui, l’anno scorso, a realizzare il Monte Rushmore di cioccolato con i volti di Vasco Rossi, Enzo Ferrari, Luciano Pavarotti e Massimo Bottura.
A Sciocolà 2019 l’omaggio a Michael Schumacher, uno dei piloti più vincenti e più amati di tutto il circuito della Formula 1, oltre che dai tifosi della Ferrari. Una scelta che cade nell’anno in cui il campione tedesco compie 50 anni.
“Siamo orgogliosi di aver creato questa scultura della monoposto F2004 in grandezza reale – spiega il maestro cioccolatiere Mirco Della Vecchia – in onore di Michael Schumacher nel suo 50° compleanno ma soprattutto della Ferrari. Una maxi scultura realizzata con oltre 2,5 tonnellate di cioccolato fondente”.
“Un omaggio al passato e speriamo che sia un auspicio per il futuro di questa grande squadra che è Ferrari riconosciuta a livello internazionale come il brand più importante al mondo”, conclude Della Vecchia.
“Una vera e propria opera d’arte – spiega Stefano Pelliciardi, Ceo di Sgp Events, che organizza Sciocolà – realizzata in onore del grande pilota, nella speranza che il museo Ferrari la possa accogliere”.
E l’omaggio a Michael Schumacher prosegue nella giornata di oggi, a Modena Sciocolà 2019. La giornata sarà un’occasione per ricordare le vittorie e il ricco palmares del pilota tedesco. Il giornalista Leo Turrini racconterà infatti ai presenti aneddoti ed episodi poco conosciuti della vita del grande campione.
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MODENA – Sarà ricordata come l’edizione della consacrazione, la 2019 di Modena Champagne Experience. Buona la terza, insomma, per Club Excellence, l’associazione di distributori e importatori diretta da Lorenzo Righi, che il 13 e 14 ottobre ha raccolto a ModenaFiere oltre 4.500 persone.
A fare la differenza, in questo 2019, non è solo l’incremento di visitatori, ma un’organizzazione impeccabile sotto tutti i punti di vista, compresa un’offerta food variegata e di altissimo profilo. Tra le nuove tendenze scovate tra i banchi di assaggio c’è lo Champagne senza solfiti aggiunti, o da viticoltura biodinamica, con diverse etichette convincenti, alcune delle quali risultate tra i migliori assaggi di WineMag.it.
Un trend destinato a crescere nei prossimi decenni. I vigneron della Champagne, attraverso il proprio Comité Interprofessionnel di Epernay, sono impegnati dal 2000 in una politica di sviluppo sostenibile che ha in gran parte ridotto l’impatto ambientale della produzione.
Tra i macro obiettivi da raggiungere, la soglia “Zero erbicidi” entro il 2025 e il 100% delle aziende con una certificazione ambientale entro il 2030. Un quadro evidente anche tra le maison presenti in Emilia Romagna.
I NUMERI
Modena Champagne Experience 2019 segna un +15% di affluenza rispetto al 2018, con un deciso incremento nelle visite degli operatori del settore. Un segnale dell’interesse crescente per lo Champagne, in crescita pressoché costante dopo la crisi del 2008, che segnò un brusco calo nelle importazioni.
In quell’anno – spiega Lorenzo Righi – le vendite di Champagne in Italia, che fino ad allora si attestavano attorno a 10 milioni di bottiglie annue, subirono un crollo a causa della crisi e arrivarono a quota 5 milioni e 400 mila bottiglie. La situazione ha cominciato a migliorare gradualmente nel 2012, fino ad arrivare ai numeri attuali di circa 7,6 milioni di bottiglie“.
L’Italia resta un mercato target importante per le bollicine francesi. Settimo mercato per volume a livello mondiale (escludendo la Francia) e quinto in termini di valore. “Segno – commenta il direttore di Club Excellence – che non solo gli italiani consumano tanto Champagne, ma anche di qualità elevata“.
Siamo molto lieti che la nostra intuizione di tre anni fa abbia avuto modo di concretizzarsi e crescere nel tempo, fino ad arrivare ad una manifestazione che possiamo considerare oggi a tutti gli effetti un punto di riferimento a livello nazionale e una delle prime in Europa per tutto l’universo dello Champagne”.
Saltate le “Maison classiche”, gli assaggi di WineMag.it si sono concentrati sul resto dei padiglioni. Ecco i 20 (+3) migliori assaggi a Modena Champagne Experience 2019, tra 80 delle 125 maison presenti ai banchi di assaggio, per un totale di circa 250 assaggi tra le 500 tipologie di Champagne proposte da Club Excellence.
I MIGLIORI ASSAGGI A MODENA CHAMPAGNE EXPERIENCE 2019
Brut Nature Grand Cru Blanc de Blancs S.A., Bonnaire: 90/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: 2,2 g/l Mesi sui lieviti: 48 Importatore: Bolis distribuzione
Brut Prestige Grand Cru Blanc de Blancs S.A., Bonnaire: 93/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: 6 g/l Mesi sui lieviti: 60 Importatore: Bolis distribuzione
Brut 1er Cru 2012 “Oenophile”, Pierre Gimonnet & Fils: 92/100Dosaggio: 2,2 g/l Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: 0 g/l Mesi sui lieviti: 72 Importatore: Gruppo Meregalli
Blanc de Noirs 2014, Albert Lebrun: 91/100 Uvaggio: 100% Meunier Dosaggio: 4 g/l Mesi sui lieviti: 42 Importatore: PS Premium Wine Selection
Millésime 2012, Encry: 93/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: < 1 g/l Mesi sui lieviti: 50 Importatore: Proposta Vini
Longitude S.A., Champagne Larmandier-Bernier: 92/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: 3 g/l Mesi sui lieviti: – Importatore: Teatro del Vino
Terre de Vertus 2013, Champagne Larmandier-Bernier: 94/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: 0 g/l Mesi sui lieviti: – Importatore: Teatro del Vino
Silexus Sézannensis Extra Brut S.A., Champagne J. Vignier: 91/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: 5 g/l Mesi sui lieviti: 60 Importatore: BP Bere e Passione
Absolu Extra Brut S.A., Paul Goerg: 91/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: Pas Dosé Mesi sui lieviti: 48-72 Importatore: Ruffino
Esprit Brut Nature S.A., Henry Giraud: 91/100 Uvaggio: 80% Pinot Noir, 20% Chardonnay Dosaggio: 7-8 g/l Mesi sui lieviti: 18 Importatore: Ghilardi Selezioni
Blanc de Craie S.A., Henry Giraud: 93/100 Uvaggio: 100% Chardonnay (55% Aÿ, 45% Montagne de Reims) Dosaggio: 7 g/l Mesi sui lieviti: 24 Importatore: Ghilardi Selezioni
Cuvée ‘B S.A., Champagne Bourgeois-Diaz: 92/100 Uvaggio: 100% Chardonnay Dosaggio: < 6 g/l Mesi sui lieviti: – Importatore: Les Caves de Pyrene
Extra Brut S.A., Francis Orban: 92/100 Uvaggio: 100% Meunier Noir Dosaggio: 3 g/l Mesi sui lieviti: 24 Importatore: Pellegrini
L’Orbane Cuvée Parcellaire Extra Brut 2011, Francis Orban: 95/100 Uvaggio: 100% Meunier Noir Dosaggio: 3 g/l Mesi sui lieviti: 72 Importatore: Pellegrini
Rosé Brut S.A., Francis Orban: 90/100 Uvaggio: Meunier Noir Dosaggio: 8 g/l Mesi sui lieviti: 24 Importatore: Pellegrini
Cuvée Louis S.A., Champagne Tarlant: 98/100 Uvaggio: 50% Chardonnay, 50% Pinot Noir Dosaggio: 0 g/l Mesi sui lieviti: 180 Importatore: Teatro del Vino
Zero Rosé Brut Nature, Champagne Tarlant: 94/100 Uvaggio: 50% Chardonnay, 44% Pinot Noir, 6% Meunier Dosaggio: 0 g/l Mesi sui lieviti: 60 Importatore: Teatro del Vino
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
MODENA – Dopo il grande successo della prima edizione, torna a Modena, dal 31 ottobre al 3 novembre, Sciocola’, il Festival del cioccolato. Tante le iniziative che animeranno il centro storico di Modena che per la seconda edizione ha scelto il tema dello sport.
Tra gli eventi più importanti la realizzazione in scala 1:1 della Ferrari (20 quintali di cioccolato) in omaggio a Michael Schumacher nel suo cinquantesimo compleanno ad opera del cioccolatiere Mirco Della Vecchia e del suo team di maestri cioccolatieri.
Verrà inoltre realizzato un Louvre del Cioccolato dove sarà possibile ammirare delle sculture realizzate interamente in cioccolato dal cioccolatiere Stefano Comelli. Il Premio Sciocolà d’oro, il riconoscimento conferito in ogni edizione ad una personalità che si è particolarmente distinta nel proprio campo, sarà assegnato al pallavolista Ivan Zaytsev, conosciuto come “lo Zar”.
Verrà inoltre realizzato un casco in onore di Marco Simoncelli e donato alla fondazione che porta il suo nome. Lungo è, poi, l’elenco delle degustazioni, dei laboratori, degli show cooking e degli incontri che anche quest’anno verranno realizzati durante ‘Sciocola’ che non è solo ghiottoneria, ma anche cultura e spettacolo nella celebrazione dell’intreccio fra cucina, arte e intrattenimento.
Cinquanta maestri cioccolatieri e pasticceri da tutta Italia faranno apprezzare e conoscere il cioccolato in tutte le sue dolcissime declinazioni, più di 100 stand espositivi: sono i numeri che fanno di Sciocola’ una delle manifestazioni più importanti d’Italia in questo settore. Grande novità di quest’anno sarà l’apertura serale fino alle 23.00, dal giovedì al sabato e domenica fino alle 20.00.
Gli artigiani cioccolatieri e pasticceri, proporranno una ricca varietà di prodotti, dai più tradizionali a quelli più ricercati ed innovativi. Dai classici cremini ai tartufi alla nocciola tonda gentile delle Langhe, ai macarons al croccante.
E non mancheranno anche proposte decisamente curiose, come le praline al parmigiano reggiano o li marrons ricoperti. Ci saranno delizie inaspettate come i dolci in vaso cottura a base di cioccolato ma anche largo spazio ai classici con i dragèes al liquore, i cuneesi al rhum, i liquori al cioccolato e la torta al Sangiovese.
Per gli amanti dell’healty non mancherà il cioccolato bio e senza zuccheri, senza dimenticarsi il cioccolato artigianale senza glutine. I prodotti del territorio saranno i colori della tavolozza con i quali Il Maestro Cioccolatiere Marisa Tognarelli realizzerà e presenterà l’esclusivo cioccolatino creato per Sciocola’ 2019 e delizierà il palato dei presenti con degustazioni basate su esclusivi connubi enogastronomici tra prodotti modenesi ed il cioccolato.
A cura di CNA Modena, in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Dop, il concorso della Miglior Pralina, a base di una delle eccellenze indiscusse del nostro territorio: l’aceto balsamico di Modena Dop.
Stimolante e sorprendente sarà anche il viaggio nel gusto che potrete fare con il “CioccoYoga”. Grazie al maestro cioccolatiere Franco Pasquale, testerete la capacità delle vostre papille con pregiati tipologie di cioccolato…ad occhi chiusi.
I più curiosi potranno entrare in una vera e propria “Fabbrica di cioccolato BeanToCiok” artigiano del cioccolato torinese che con l’ausilio degli specifici macchinari, vi accompagnerà nel processo artigianale di creazione del nettare degli dei, dalla selezione delle fave di cacao, alla realizzazione a mano delle tavolette di cioccolato.
Infine Gigi e Clara Padovani condurranno in un viaggio nel mondo del cioccolato con una presentazione del loro libro “La ricetta della felicita’” tra aneddoti, personaggi, curiosità, regole di degustazione e citazioni letterarie. Diversi saranno gli appuntamenti educativi e ludici anche per i più piccoli in diversi momenti della manifestazione.
La scuola di inglese per bambini Pingu’s English Modena, organizzerà divertenti momenti di animazione sul tema del cioccolato. Il maestro cioccolatiere Marcantognini unirà arte e cioccolato in esclusivi momenti di gioco e disegno ed infine, per tutte le giornate di venerdì, sabato e domenica, saranno presenti gli esclusivi WoodGames, particolari giochi artigianali in legno per addestrare astuzia ed ingegno.
Il tutto sotto lo sguardo goloso di Sciocolino, simpatica mascotte dell’evento. Per le vie del centro storico ci si potrà poi emozionare con il romantico Carillon Vivente, ballare con i coinvolgenti Tamarros, stupire con il Pianista Teotronico: questi alcuni degli spettacolari appuntamenti itineranti che animeranno il Festival.
Non mancheranno serate danzanti con alcune delle più rinomate scuole di ballo modenesi che coinvolgeranno i partecipanti e li stupiranno con spettacolari esibizioni: dal boogie ai latini, dall’hip-hop ai caraibici.
La manifestazione è stata presentata questa mattina in conferenza stampa presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Modena, alla quale hanno preso parte il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore Città Smart, Politiche economiche, Turismo e promozione della città, Servizi demografici Ludovica Carla Ferrari.
E ancora il presidente CNA Modena Claudio Medici, il direttore territoriale dell’Emilia Centro di BPER Banca Gianluca Trabucco, il presidente Rete Qualicasa Alessandro Amati, il rappresentante ACAI Marisa Tognarelli, il Ceo SGP Events Stefano Pelliciardi.
La manifestazione ad ingresso libero è promossa da CNA Modena, organizzata da SGP Events in partnership con Acai, patrocinata dal Comune di Modena e dalla Regione Emilia Romagna, con il Contributo della Camera di Commercio di Modena, main sponsor Bper Banca, QualiCasa e Sinergas e sponsor tecnico Callebaut.
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MODENA – È l’Italia uno dei principali mercati a livello mondiale dello Champagne, che trova casa anche quest’anno in Emilia Romagna con l’edizione 2019 di Modena Champagne Experience. Con un giro d’affari di circa 158 milioni di euro nel 2018, in crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente, il Bel paese risulta il sesto mercato in valore per le “bollicine” francesi d’eccellenza.
Appuntamento allora il 13 e 14 ottobre, a Modena, alla scoperta di oltre 120 Maison e 650 etichette e incontrare i tanti produttori e vigneron presenti. Un’icona intramontabile attorno alla quale Club Excellence – associazione che riunisce 15 tra i maggiori distributori e importatori italiani di vini d’eccellenza – ha costruito la kermesse Champagne Experience che giunge quest’anno alla sua terza edizione.
“Champagne Experience è cresciuta di anno in anno, con un pubblico di operatori e appassionati che proviene indistintamente da tutta Italia: dalle Isole alle regioni più lontane, non ci sono limiti geografici per chi sa di poter incontrare, in un’unica occasione, un così ampio numero di Maison, con la possibilità di confrontarsi direttamente con chi i vini li produce”, commenta Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence.
“La kermesse nasce da un’intuizione e si pone prima di tutto un obiettivo didattico: guidare i visitatori attraverso un percorso geografico nelle principali aree produttive dello Champagne: Côte Des Blancs, Vallèe de la Marne, Montagne de Reims, Côte de Bar, e le Maison Classiche“, continua Righi.
“Questa esperienza – conclude il direttore di Club Excellence – permetterà ai clienti e agli appassionati di acquisire una sempre maggiore consapevolezza dell’affascinante mondo dello Champagne, perché da una conoscenza più approfondita può derivare una passione ancora più spiccata. Quest’anno ci attendiamo 4 mila presenze a Modena e stiamo lavorando per rendere l’esperienza ancora più ricca e completa”.
L’elenco completo delle Maison e dei produttori presenti a Modena alla terza edizione di Champagne Experience è disponibile a questo link. Dal sito web dell’evento sarà possibile accedere alla piattaforma per acquistare il biglietto in prevendita, ad un prezzo ridottofino al 30 settembre.
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MODENA – Torna dopo l’estate l’appuntamento clou con lo Champagne in Italia. Modena Champagne Experience 2019 si terrà nella città emiliana il 13 e 14 ottobre. Due giorni dedicati agli operatori del settore alberghiero, della ristorazione, di enoteche e wine bar, ma anche agli appassionati, nei padiglioni di ModenaFiere.
Ad attenderli vigneron e produttori di altissima qualità: una lunga serie di banchi di degustazione con oltre 650 Champagne e più di 100 Maison, per le quali saranno presenti i produttori in prima persona.
Ricco anche il programma collaterale – spiega Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence che organizza l’evento – che vedrà susseguirsi Master Class con relatori di spicco, oltre ad appuntamenti dedicati alle eccellenze gastronomiche italiane. Al food sarà dedicata anche una speciale area espositiva, che arricchirà ulteriormente il palinsesto dell’evento”.
Modena Champagne Experience, alla terza edizione, torna quest’anno dopo il successo del 2018, segnato da oltre 4 mila presenze. È possibile acquistare il biglietto in prevendita ad un prezzo ridotto fino al 30 settembre. Tutte le informazioni sulla manifestazione e sui ticket di ingresso sono disponibili sul sito www.champagneexperience.it.
La manifestazione Modena Champagne Experience è organizzata da Club Excellence, associazione nata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere la cultura della distribuzione. Un “Club dell’Eccellenza” che riunisce quindici tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini d’eccellenza.
Si tratta di Sagna SpA, Gruppo Meregalli, Cuzziol Grandivini Srl, Pellegrini SpA, Balan Srl. Sarzi Amadè Srl, Vino & Design Srl, Teatro del Vino Srl, Proposta Vini sas, Bolis Srl, Les Caves de Pyrene Srl, Premium Wine Selection PWS Srl, Ghilardi Selezioni Srl, Visconti 43 Srl, Première Srl.
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MODENA – Oltre 120 Maison presenti per 700 tipologie di champagne, 60 tra importatori e distributori, 2000 operatori di settore e 4000 visitatori previsti. Ecco i numeri con i quali si ripresenta al grande pubblico delle bollicine “Modena Champagne Experience“.
Dopo il grande successo dell’edizione 2017 presidiata anche dalla nostra redazione che ne ha stilato i migliori assaggi, torna la più grande manifestazione sullo Champagne in Italia che si rivolge principalmente a professionisti del settore horeca, ma anche ai winelovers.
IL PROGRAMMA “Modena Champagne Experience 2018”, promossa ed organizzata da Club Excellence, si svolgerà a Modena Fiere domenica 7 e lunedì 8 Ottobre dalle 10:00 alle 18:30.
Fino al 30 Giugno sarà possibile acquistare on line il biglietto di ingresso giornaliero a 60 euro. Da luglio il costo del biglietto incrementerà di dieci euro al mese, fino a raggiungere il prezzo di 110 euro nella settimana precedente l’evento. Stessa “urgenza” di acquisto anche per il biglietto bi-giornaliero attualmente disponibile a 110 euro ma che lieviterà fino a 180 euro per chi lo acquisterà ad Ottobre.
Durante i due giorni della manifestazione sarà possibile degustare i prodotti delle maggiori Maison francesi tra cui, Louis Roederer, Bollinger, Bruno Paillard, Jacquesson, Mailly Grand Cru, Thiénot, Palmer & Co, Pannier, Encry, Paul Bara, Marguet, Larmandier-Bernier e incontrare i produttori francesi presenti.
La Maison saranno distribuite in un percorso organizzato per area geografica di produzione (Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Aube) oltre alle maison classiche riunite in uno specifico spazio.
Sono previsti anche momenti di approfondimento tematico, masterclass verticali e degustazioni relative a particolari annate o specifiche aree guidate da esperti di fama internazionale.
CLUB EXCELLENCE Club Excellence, Club dei distributori e importatori nazionali di vini e distillati di eccellenza è nato nel 2012. Dal 2016 si è trasformato in una realtà cooperativa cui aderiscono le principali aziende italiane operanti nel settore della distribuzione vitivinicola di qualità come Balan srl, Bolis srl, Cuzziol Grandivini srl, Gruppo Meregalli, Les Caves de Pyrene srl, Pellegrini spa, Premium Wine Selection P.W.S. srl, Proposta Vini sas, Sagna spa, Sarzi Amadè srl, Teatro del Vino srl e Vino & Design srl.
Tra i principali obiettivi del Club, l’organizzazione di eventi, la partecipazione a fiere e manifestazioni, l’attività di promozione commerciale e culturale sui prodotti commercializzati dai soci, l’organizzazione di corsi di formazione in ambito enogastronomico e lo sviluppo di iniziative sociali, culturali e ricreative aperte al pubblico dei consumatori.
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E’ la “fiera” nel cuore di tanti amanti della viticoltura “autentica”, “naturale”. Siamo a Fornovo di Taro, in provincia di Parma, per “Vini di vignaioli – vins des vignerons”. Una rassegna giunta ormai alla sedicesima edizione.
La fiera dei vignaioli artigiani si tiene sempre nello stesso tendone. La differenza è che, negli anni, è sempre più affollato. Di appassionati, sì. Ma anche di produttori. Sempre più “vignaioli” e sempre meno “imprenditori del vino”. Perché a Fornovo, il vino è inteso come risorsa alimentare corroborante e salutare, come è stata riconosciuta nei secoli. E non come bevanda che può essere alterata e corretta correggendo i costituenti.
La giornata di lunedì 6 novembre è uggiosa. Piove, come capita spesso nel periodo di inizio novembre. Il tendone posizionato all’inizio del paese, sulle sponde del Taro, è fatiscente. In alcuni angoli piove dentro. Ma lo spazio, quest’anno, è meglio distribuito e l’organizzazione ha apportato qualche modifica che rende la disposizione dei vignaioli più confortevole per i visitatori: 163 produttori, di cui 9 stranieri. Questi i nostri migliori assaggi. O, meglio, i più interessanti.
Manzoni bianco Fontanasanta 2016. macerazione di 5/7 giorni, poi affinamento in legno di acacia per 12 mesi. Colore giallo paglierino intenso, naso esplosivo di fiori e frutta bianca, con inserti di note tropicali. Al palato rimane concorde: bel glicine e continua frutta a polpa bianca e gialla, un discreto sale e un legno ancora da amalgamare.
Pinot grigio Fuoripista 2016. Macerazione in anfora per 8 mesi, poi un rapido passaggio in vasca solo per la decantazione. Vino dal colore rosa tenue tendente al chiaretto, sorprendentemente limpido e trasparente. Al naso fragoline e spezie in un mix quasi orientale. La bocca è complessa e lunga, fresca e avvolgente. Un leggero tannino accarezza le mucose e chiude il sorso lasciando la bocca immediatamente pulita. Dalla prima annata, la 2014 – tra l’altro non proprio facile, bisogna riconoscerlo – ad oggi, l’evoluzione di Elisabetta Foradori è convincente.
Perciso 2016. Elisabetta, insieme ad altre 10 aziende (Castel Noarna, Cesconi, Dalzocchio, Eugenio Rosi, Maso Furli, Mulino dei lessi, Gino Pedrotti, Poli Francesco, vignaiolo Fanti e Vilar) ha formato un consorzio, “I dolomitici”, con l’intento di valorizzare l’originalità e la diversità dell’agricoltura trentina. Nell’ambito di questo progetto nasce il “Perciso”, vino dedicato a Ciso, contadino locale che ha consegnato nelle mani di questi 11 amici una vigna di Lambrusco a foglia frastagliata a piede franco, i cui 727 ceppi sono stati piantati ad inizio 1900.
Vino ottenuto da lunga macerazione e affinamento per 10 mesi in legno grande. Un vigneto storico, un’uva rara, espressione di quella tipicità trentina che il Consorzio punta a valorizzare. Con successo. Vino dal colore rosso porpora carico , limpido. Naso di frutta rossa di sottobosco, non ha mezze misure e in bocca è dritto, schietto, con una discreta acidità e freschezza e una buona persistenza. Si fa bere facile, non è per niente segnato dal legno. Molto interessante. Considernado gli esemplari in commercio (2500) una vera e propria chicca.
Agr. Radikon , Gorizia (GO), Friuli Venezia Giulia
Ribolla 2010. Sasa Radikon qui non sbaglia mai. La vinificazione dei bianchi di casa Radikon è la stessa per tutte le uve: 4 mesi di macerazione, più 4 anni di affinamento in botte, più 2 anni di bottiglia. L’orange wine per definizione dopo quelli di Josko Gravner. Il colore è un giallo carico, dorato. Profumi di spezie, fiori appassiti, frutti canditi, miele, albicocca matura, rabarbaro e un accenno di zafferano. La compessità olfattiva accontenterebbe di per sè già il più scettico dei degustatori. Ma in bocca si completa. Di sottofondo il retro olfattivo aromatico. E in prima linea un tira e molla tra acidità, freschezza e tannino. Con chiusura sapida e minerale. Una meraviglia. Stop.
Agr. Ausonia , Atri (TE), Abruzzo
Qui ci imbattiamo in una mini verticale di Cerasuolo, annate 2016 , 2015 e 2014. Il Cerasuolo di Simone e Francesca, due giovani mantovani con la passione per l’agricoltura e per il vino, è una storia meravigliosa.
Simone lascia la farmacia e Mantova e insieme alla compagna si trasferisce in Abruzzo, dove dal 2008 inizia l’avventura. Siamo ad Atri, nell’entroterra teramano, a 270 metri sul livello del mare. Dodici ettari piantati a Trebbiano, Montepulciano e Pecorino.
Il Cerasuolo effettua una macerazione velocissima, di poche ore, massimo 10 (la 2014, “annata scarica”, ha fatto una notte intera in macerazione, ci racconta Simone) per poi passare senza bucce per la fermentazione in acciaio, dove completa anche la malolattica.
L’annata che convince di più è la 2015: meglio delle altre esprime le caratteristiche splendide di questo vino. Il colore rosato, quasi lampone (un rosa “Big Babol” ). Naso di piccoli fruttini rossi, lampone appunto, ma anche ribes, fragoline e sfumature di violetta. Bocca sapida, fresca e minerale. Uno di quei vini da scolarsi senza ritegno, in estate, a bordo piscina. O in spiaggia.
Az- Agr. Franco Terpin, San Fiorano al Collio (GO), Friuli Venezia Giulia
Qui, dal buon Franco Terpin, ci accoglie la moglie. Già è di poche parole lui. Lei? Gli fa un baffo. Versa, versa e versa. Ma non fatele troppe domande. Assaggiamo Sauvignon 2011 e Pinot grigio 2012, senza rimanere a bocca aperta come invece ci era capitati a VinNatur per il Sauvignon 2010. Il colpo arriva quando meno te lo aspetti. Mentre stai andando via, un po’ deluso, vedi spuntare una magnum con etichetta tutta nera e orange, con un disegno stile “gta”. Lì si fermano tutti.
Compresi quelli di spalle, pronti ad abbandonavano il banchetto. I malfidenti. Si sente sollevarsi un “Oooh, mmmh, wow”, dai pochi rimasti lì davanti. Il gioco è fatto appena metti il naso nel bicchiere. Parolaccia. Clamoroso. Ci dicono Malvasia, ma da un’attenta ricerca il Bianco Igt delle Venezie “il legal” esce senza specifiche di vitigno. Anzi, una specifica c’è. E’ il bianco fatto da uve “non so”:a base Malvasia, sicuramente. Ma con altri uvaggi che non ci è dato sapere.
Il naso è di quelli ipnotici, magnetici, non riesci a staccarlo dal bicchiere. Uno di quei vini che ti accontenti anche solo di annusare, non importa la bocca, talmente è appagante l’olfazione. Non serve altro. Proviamo a dare qualche descrittore. Non sappiamo nulla della vinificazione, dell’affinamento. Il naso inizia sull’uva sultanina, poi frutta bianca matura, pesca, albicocca secca.
Ma anche miele e note di caramello. In bocca, a dir la verità, ha convito meno tutta la platea, peccato. Bella acidità e mineralità, ma chiude forse troppo corto per l’aspettativa che aveva creato nel pubblico estasiato. E’ giovane e “si farà”. I presupposti ci sono tutti. Comunque il naso più roboante dell’intera giornata.
Agr. Eno-Trio, Randazzo (Ct), Sicilia
Giovane cantina, nata nel 2013. Fino a qualche hanno fa conferiva le uve ad altri produttori. Siamo in contrada Calderara, una delle più vocate del versante nord dell’Etna. Si coltiva Nerello mascalese, Pinot nero, Carricante e Traminer aromatico, Grenache e Minnella nera. Un bel mix. Il Traminer prende vita a 1100 metri sul livello del mare, i rossi più in basso. Le vigne di Nerello sono tutte pre filossera a piede franco, con più di cento anni di vita. Ottima tutta la gamma.
Il Pinot nero 2015, viti di quasi 40 anni, macerazione per 6-8 giorni, dopo la fermentazione e la svinatura passa in acciaio per completare la malolattica. Affina in barrique e tonneau per 16 mesi. Colore porpora con unghia violacea, naso bellissimo di marasca e frutti rossi. In bocca è fresco, non si sente per niente il legno, bella acidità, chiusura morbida, avvolgente. Chi dice che l’Etna è la nostra Borgogna non sbaglia, davanti a vini come questo. Un vino incantevole.
Il botto arriva però col Nerello mascalese 2014, 18 mesi di barrique e tonneau. Rubino fitto, naso commovente, frutto dolce e spezia. Ciliegia matura, prugna, mora, china su tutti, ma anche pepe e balsamico. Sorso appagante, fresco, tannino morbido, levigato, bel corpo sostenuto nel centro bocca e un finale persistente. Grande vino.
Az. Agr Stefano Amerighi, Poggio bello di Farneta – Cortona (AR), Toscana
Stefano Amerighi, l’uomo che ci regala il Syrah più buono dello stivale, non lo scopriamo certo adesso e soprattutto non grazie a chi lo ha premiato quest’anno come “vignaiolo dell’anno”. Amerighi è da tempo una garanzia. Lui e il suo Syrah.
Apice 2013. La selezione è un mostro che potrebbe tenere testa a qualche rodano importante. Complesso, spezia, fumé, frutta, non ti stancheresti mai di berlo. In bocca è talmente equilibrato e armonico che non finisce mai di farti scoprire piccole sfaccettature. Lunghissimo.
Az . Agr. La Stoppa , Rivergaro (PC) , Emilia Romagna
La realtà di Elena Pantaleoni è ormai conosciuta oltre i confini nazionali, specie per gli ottimi vini rossi a base soprattutto Barbera e Bonarda e per il noto Ageno, vino a lunga macerazione da un uvaggio di Trebbiano, Ortrugo e Malvasia di Candia.
Noi però siamo qui per uno dei vini più incredibili della fiera e dello stivale in toto: il Buca delle canne. Il vino prende il nome da una conca, appunto la “buca delle canne”, dove Elena ha piantato Semillon, tanto per intenderci l’uva principe da cui si ricava il Sautern.
Qui, a causa proprio della conformazione geografica e pedoclimatica, in alcuni anni le uve vengono colpite dalla muffa nobile, la Botrytis cinerea. Pigiatura solo degli acini colpiti dalla muffa, con torchio verticale idraulico, 10 mesi di barrique di rovere francese e almeno 2 anni di bottiglia per una produzione annua di soli 500 esemplari in bottiglia da 0,50 litri.
Giallo dorato con riflessi ambrati, il naso è ciclopico così come la bocca, tutta la gamma della frutta passita in una sola olfazione. Fichi secchi, canditi, agrumi, scorza d’arancia e poi zafferano, curcuma, mallo di noce. Esplosivo. In bocca sontuoso, ma di una freschezza imbarazzante, potente e armonico. Uno dei migliori vini dolci prodotti in italia, senza se e senza ma.
Agr. Cinque Campi, Quattro Castella (RE) Emilia Romagna
Questa forse una delle sorprese più belle incontrate. La soffiata arriva girando tra la fiera: “Assaggiate la Spergola, ragazzi!”. Questa cantina del reggiano a conduzione famigliare coltiva autoctoni come il Malbo gentile , la Spergola, il Lambrusco Grasparossa e in più qualche uvaggio internazionale come Sauvignon, Carmenere e Moscato.
Puntiamo alla soffiata e ci viene servito il Particella 128 Pas dose 2016, metodo classico di Spergola 100%, macerazione sulle bucce per 3 giorni, 6 mesi in acciaio e poi presa di spuma con 8 mesi di sosta sui lieviti. Una bolla allegra, spensierata, gradevole al palato. Con una nota fruttata gialla e citrica invitante la beva e un bouquet di fiori di campo ben in evidenza. Bella acidità e bevibilità.
Il secondo convincente assaggio è L’artiglio 2014, Spergola 90% e Moscato 10%. Altro metodo classico non dosato. Qui siamo sui 36 mesi sui lieviti ed è stato sboccato giusto, giusto per la fiera. La piccola percentuale di Moscato ne fa risaltare il naso e in bocca ananas, frutta bianca, pompelmo rosa ed erbe aromatiche. Una bellissima “bolla”. “Cinque campi”, nome da tenere a mente.
Lui lo puntavamo. Trebbiano modenese degustato al ristorante, volevamo vederlo in faccia. Uomo schivo, di poche parole, quasi infastidito al banchetto. Si direbbe un garagista del Lambrusco.
Tarbianein 2016. Trebbiano di Spagna, non ci dice altro sulla vinificazione. Sappaimo solo che sono tutti rifermentati in bottiglia. Il colore è un giallo paglierino torbido, il naso è dolce, richiama quasi lo zucchero filato e il candito da panettone. Poi agrume e fiori. E’ un naso straordinario. In bocca una bollicina morbida, il sorso è corposo e fresco. Bel finale ammandorlato e sapido.
Lambruscaun 2014. Lambrusco Grasparossa, capito bene, 2014. Un Lambrusco. Colore porpora carico, dai sentori di frutta matura, prugna, fragola, in bocca morbido, dal tannino composto e dalla bevibilità infinita. La freschezza e l’acidità sono ottimamente armonizzate dal tannino vellutato. Chiude la bocca lasciandola perfettamente pulita. Un grandissimo Lambrusco.
Agr. Praesidium, Prezza (AQ), Abruzzo
Entroterra abruzzese. Siamo ai piedi della Majella e del Gran Sasso, a 400 metri sul livello del mare. Qui, dopo una veloce macerazione sulle bucce del Montepulciano, nasce lo splendido Cerasuolo d’Abruzzo di Praesidium. Nell’annata in degustazione esce come Rosato Terre Aquilane 2015. Una caramellina, un confetto.
Colore rosato carico, sembra di avere nel bicchiere un rosso a tutti gli effetti. Limpido e trasparente. Il naso è un’esplosione di frutti rossi, fragolina di bosco, lampone, melograno, rosa e note di spezie e minerali. Il sorso è appagante, richiama tutto quello che l’olfazione ti trasmette. Ottima acidità e freschezza. La forte escursione termica della vigna rende questo vino di una acidità ben integrata al fine tannino derivante dal Montepulciano. Da riempirsi la cantina.
Occhipinti Andrea , Gradoli (VT) , Lazio
Siamo sulle sponde del lago di Bolsena, a 450 metri sul livello del mare. Terroir caratterizzato da terreno di lapillo vulcanico.
Alea viva 2015.Da uve Aleatico 100%, vinificato in secco. Una settimana di macerazione sulle bucce e fermentazione in cemento, poi passaggio in acciaio fino all’imbottigliamento. Color porpora, naso di rosa e viola, gelso e ciliegia. Bocca fresca e appagante. Pulito. Vino dell’estate.
Rosso arcaico 2016. Grechetto 50%, Aleatico 50%. Macerazione di un mese sulle bucce, fermentazione in anfore di terracotta, dove il vino poi affina per almeno 6 mesi. Rubino, naso di rabarbaro, albicocca e spezia con finali note di erbe officinali. In bocca morbido e fresco.
Agr Francesco Guccione, San Cipirello (PA), Sicilia
Territorio di Monreale, 500 metri sul livello del mare. Voliamo nella Valle del Belice, in contrada Cerasa a San Cipirello, provincia di Palermo.
“C” Catarratto 2015. Qualche giorno di macerazione, il giusto, poi solo acciaio. Nel calice è color oro, naso balsamico, di the, agrume. Un richiamo di idrocarburo e tanto iodio. In bocca salinità e freschezza e il retro olfattivo che torna sulla frutta. Grande acidità e spinta. Un prodotto notevole.
“T” Trebbiano 2015. Anche qui qualche giorno di macerazione, poi viene affinato in legno piccolo usato e acciaio. Color oro e un naso che non stanca mai. Camomilla, fiori di campo, fieno, frutta gialla e agrume. Poi ginestra. La bocca è piena, rotonda e morbida . Persistenza infinita. Ricorda tanto, ma proprio tanto, certi trebbiani storici per il nostro paese.
Medico per vocazione e sommelier per passione. Mi sono poi riscoperto medico per passione e sommelier per vocazione. Sostieni il nostro progetto editoriale con una donazione a questo link.
Nuova edizione, stessi obiettivi di sempre. Anche nel 2017 “Enologica – Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna”, unirà vino e cibo della regione con le tradizioni, la cultura e l’identità della regione del centro italia. Un “discorso corale, territoriale e popolare che identifica e rende unica l’Emilia Romagna”, assicurano gli organizzatori.
Appuntamento a Bologna, dal 18 al 20 novembre, nel centralissimo Palazzo Re Enzo, con oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine. Sono previsti anche seminari e degustazioni tematiche, per raccontare il vino dell’Emilia Romagna, dai principali vitigni ad alcuni autoctoni tutti da scoprire.
Ci sarà inoltre il “Teatro dei Cuochi”, con gli chef che si racconteranno, anche attraverso le proprie creazioni gastronomiche in abbinamento ai vini. Inoltre, “Carta Canta”, il premio rivolto a ristoranti, enoteche, bar, agriturismi e hotel situati in Italia o all’estero, che propongono un assortimento qualificato di vini della regione. E “Panino d’Autore”, con lo chef Daniele Reponi, che realizzerà panini gourmet utilizzando esclusivamente prodotti Dop e Igp made in Emilia Romagna.
IL FORMAT
Quello di Enologica è ormai un format consolidato, frutto dell’esperienza di Enoteca Regionale Emilia Romagna, capace anche quest’anno di offrire una chiave di lettura originale dell’evento. A Enologica 2017 saranno protagoniste anche le creature fantastiche, ovvero la rappresentazione popolare della natura, delle paure, dei sogni, delle “cose inspiegabili” e familiari della storia dell’uomo, un patrimonio di storia e tradizioni tramandato oralmente fino ai tempi moderni.
Come si legge nell’introduzione del catalogo, scritta dal curatore di Enologica Giorgio Melandri: “Noi siamo per un racconto ‘quotidiano’, pieno di cose vere, di gente e storie. Il racconto del vino vive dentro alle giornate della gente e noi abbiamo il dovere di lasciarcelo. Siamo una regione dove è il quotidiano a essere straordinario, dove un fosso può nascondere una creatura fantastica, dove un albero può nascondere un segreto, dove un vino può raccontare tante storie”.
VINO E VITIGNI Ad accogliere i visitatori di Enologica 2017, sotto al loggiato d’ingresso di Palazzo Re Enzo, ci sarà un grande pannello (circa 6×4 metri) con delle originali “sculture di terra”, realizzate da I.TER di Bologna.
Si tratta di rappresentazioni artistico-scientifiche dei principali suoli che ospitano la pianta della vite in Emilia Romagna e che si trovano percorrendo la via Emilia da Sud a Nord, partendo quindi dalla provincia di Rimini per arrivare fino a quella di Piacenza (con una sola piccola deviazione nel territorio ferrarese).
Diversi tipi di terreno che corrispondono ai sette vitigni principali della regione, da dove nascono i vini a denominazione: Albana e Sangiovese per la Romagna, Pignoletto per il bolognese, Fortana per il ferrarese, Lambrusco per il modenese, il reggiano e il parmense, Malvasia per il parmense e il piacentino, Gutturnio per il piacentino.
Per ogni vitigno c’è poi la rappresentazione grafica dei profumi e dei sapori principali che connotano i vari vini (attraverso immagini di fiori, frutti, ecc.) per aiutare i visitatori nella ricerca di quelle determinate caratteristiche anche nel momento della degustazione.
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Una domenica enologicamente impegnativa quella a Modena, l’8 ottobre 2017, tra le mura del forum Monzani. Una manifestazione tutta dedicata alla Champagne Experience, suddivisa in due giornate (8-9 ottobre), con lo scopo di mettere in mostra e valorizzare il terroir delle 100 Maison francesi selezionate da club Excellence.
Protagonista assoluto lo Champagne, simbolo della cultura enogastronomica mondiale. Una degustazione suddivisa in base alla zona di produzione.
Al piano terra si accede ai banchi d’assaggio della Vallée de la Marne, famosa per i suoi Champagne a base di Pinot Meunier (vitigno a bacca nera, le cui foglie sono coperte da una velatura bianca che le fa sembrare infarinate) e della Montagne de Reims, devota al Pinot Nero.
Al primo piano si trovano le restanti zone dell’Aube, dove si coltiva prettamente Pinot Nero, la Côtes des Blancs, nota per lo Chardonnay. E infine le Maison classiche, le più rinomate e conosciute dai palati comuni. E’ così che i piccoli produttori sono riusciti a far breccia sulla maggioranza dei presenti.
I MIGLIORI CHAMPAGNE PER VINIALSUPER
Al primo posto colpisce la rinomata Maison Palmer, nella Montagne de Reims, che nasce nel 1947 da sette piccoli proprietari terrieri e da allora la produzione è limitata a 700 mila bottiglie. Il Vintage è il fiore all’occhiello, servito con una magnum del 2002, dopo 14 anni sui lieviti: 50% Pinot Nero e 50% Pinot Meunier, dosage 8 g/l, appare con una bolla fine e persistente, spiccata mineralità, note di idrocarburi e di polvere da sparo, grande eleganza nel complesso.
Al secondo posto, sul podio, spicca una Maison di Epernay: Beaumont des Crayères. “Beaumont”, di fatto, identifica la zona dove crescono i vigneti. “Crayères” è riferito al suolo, gessoso. Nostalgie, millesimato 2008, 65% Chardonnay, 30% Pinot Noir e 5% di Pinot Meunier che gli conferisce una buona spalla acida, nonostante i 13 anni sui lieviti.
Terzo posto, per la sua raffinatezza, alla Cuvée n. 740 Extra Brut di Jacquesson. Ottenuta per 1/3 da Pinot Nero, 1/3 da Chardonnay e 1/3 da Pinot Meunier. Si percepiscono sentori di pasta frolla e miele di acacia. La maison è situata nella Côtes des Blancs, ad Avize.
Conquista il quarto posto di Modena Champagne Experience Les 7 Cru, ottenuto da uve Chardonnay per il 90% con un’aggiunta di un 10% di Pinot Noir, 3 anni sui lieviti, dosage 7 g/l, colore giallo dorato, bolle fini e persistenti, grande finezza, lunga persistenza nel finale, della Maison Agrapart & Fils nel cuore della Côtes des Blancs.
Si scende al quinto posto con lo Champagne più rappresentativo della Maison Gautherot, situata nella Valle dell’Ource, l’Exception: 80% Pinot Nero e 20% Pinot Blanc, con il Pinot noir che conferisce carattere e finezza. Dosage 5 g/l, 5 anni sui lieviti.
Ottiene un buon punteggio nella classifica vinialsuper la Maison indipendente Ayala, acquistata da Bollinger nel 2005. Il Brut Nature conquista per la sua qualità, regolarità e tipicità, rispecchiate da un 40% Chadonnay, 40% Pinot Noir e 20% Pinot Meunier, dosage 0 g/l, 4 anni sui lieviti.
Si aggiudica il settimo posto la Maison Marie Courtin, che ha abbracciato i principi della biodinamica, con Champagne dal tocco gentile ma deciso, senza alcun dosaggio, né solfiti aggiunti, come nel Concordance 2013. Pinot Noir in purezza, sosta 3 anni sui lieviti. Uno Champagne per veri appassionati.
All’ottavo posto di Modena Champagne Experience, si fa notare il Brut Millesimé Blanc de Blancs 1er Cru 2011, Chardonnay in purezza, dosage 7 g/l, 4 anni sui lieviti, della Maison Monmarthe, nel mezzo della Montagne de Reims, dove lo Chardonnay trova la sua espressione ottimale.
Al nono posto, una Maison presentata interamente in francese, Joseph Desruets, con un’esperienza ancestrale nel territorio della Vallée de la Marne, dove si produce il Brut Sous les Clos 1er Cru 2009: 50% Pinot Nero, 30% Chardonnay e 20% Pinot Meunier, povero di solfiti, dosage 8 g/l, 8 anni sur lie, pressatura delle uve con pressa in legno di quercia usata dai loro antenati.
All’ultimo posto della classifica, uno Champagne senza grosse pretese ma pulito e lineare come l’Esprit de Vrigny, di Roger Coulon. Uvaggio di Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier, dosage zero, 7 anni sui lieviti. I vigneti si trovano sulla Montagne de Reims, con esposizione sud-est, suddivisi in quasi cento particelle, tutte 1er Cru, con microclimi e suoli diversi per ricchezza e aromaticità.
L’ORGANIZZAZIONE
Una manifestazione nel complesso ben organizzata e pubblicizzata, Modena Champagne Experience. Ingresso limitato, oltre 1200 persone intervenute tra stampa, appassionati e sommelier. Il patrocinio del Comune di Modena ha coinvolto i principali Consorzi delle eccellenze locali, allo scopo di arricchire le giornate con degustazioni gratuite di prodotti come il Parmigiano Reggiano e l’aceto balsamico di Modena.
L’assaggio di affettati era invece a pagamento. Uniche pecche lo scarso servizio gastronomico, per far fronte ad una giornata così impegnativa, la breve ma intensa durata della manifestazione, dalle 14 alle 19, e il ritardo delle Masterclass che non ha consentito (anche alla nostra redazione) la partecipazione alla “Lambrusco e Champagne”, con Umberto Chiaviccoli.
Una manifestazione sicuramente da ripetere, ma forse in un contesto più ampio e luminoso, disposto in modo ordinato e chiaro. Migliorare quei piccoli dettagli che però fanno la differenza, anticipando l’inizio della manifestazione intorno alle 11, renderebbe tutti più felici. E qualche stand più fornito dal punto di vista gastronomico metterebbe d’accordo, all’unisono, palato e stomaco.
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Può darsi che gli Champagne siano già, per qualcuno, una piacevole consuetudine. L’ impressione è quella di averli sempre conosciuti, gustati ed apprezzati nei momenti più felici della vita.
Ma a quale categoria di appassionati appartenete? Quanto tempo dedicate ad osservare il colore dello Champagne che state per degustare? Ad apprezzarne l’aroma? A interpretare il sapore che percepite sul palato? Non ci pensate?
Non osate? Credete che sia troppo difficile? Che questi siano riti riservati ai soliti specialisti? In realtà gli Champagne sono dei vini.
E le cose sono più semplici di quel che forse credete. Tanto semplici quanto le risposte a questo breve test, magari prima di Modena Champagne Experience, la più grande degustazione di “bollicine francesi” in programma per oggi e domani in Emilia Romagna.
IL TEST Riesco a distinguere ad occhi chiusi il profumo di una rosa da quello di una viola? Colgo la differenza di sapore tra un croissant normale e uno farcito? Trovo che le acque minerali abbiano tutte lo stesso gusto?
Vedo la differenza di colore tra l’oro bianco, l’oro giallo e l’oro rosso? Può il mio palato confondere la consistenza della banana e quella dell’ananas? Mi accorgo subito se la persona che amo ha cambiato profumo? La maggior parte di noi è in grado di apprezzare queste differenze con una certa facilità.
Esistono molte altre sensazioni nel mondo degli Champagne che, in modo semplice e divertente, voglio aiutarvi a scoprire; la varietà dei loro aromi, dei sapori, delle sfumature di colore e l’arte di abbinarli sempre nel modo migliore.
E’ sufficiente prendere una bottiglia di Champagne a vostra scelta, mettervi comodi, da soli (o da sole) o con qualche amico o amica e seguirmi in questo percorso. Che cosa vedete? Dal giallo lunare all’oro verde, dal giallo paglierino al giallo dorato e all’oro antico, al rosa tenero e al rosa salmone la scala cromatica degli Champagne può comprendere tutte queste sfumature.
La vostra vista vi fa percepire un universo di colori. Tra di loro cercate di individuare la tonalità del colore del vostro Champagne. Definitele e poi chiedetevi se il vino è luminoso, satinato o brillante.
IL PERLAGE
E le bollicine? Sono briose, fini, vivaci o esuberanti? Formano in superficie un autentico “collier di perle”? Sono fugaci o persistenti? Attenzione! Il calice gioca un ruolo importante nella valutazione.
Anche per l’effervescenza. Se le bollicine si spengono rapidamente, non pensate che lo Champagne sia “piatto”: forse è meglio cambiare bicchiere. E, comunque, assaporate un sorso di vino e chiudete gli occhi: sentirete subito l’effervescenza, pronta a stimolare il vostro palato.
I PROFUMI Che profumi sentite? Lo Champagne è un vino il cui bouquet, ricco di aromi e di profumi, merita tutta la nostra attenzione. Terminato l’effetto della prima effervescenza, avvicinate il bicchiere e annusate. Lentamente, a lungo. E ricominciate di nuovo.
Che profumi percepite? Appartengono alla grande famiglia dei profumi floreali o di quelli fruttati? A quella dei vegetali o della frutta secca o ancora delle ghiottonerie di pasticceria? O piuttosto a parecchie famiglie nello stesso tempo?
I SAPORI
Che sapori sentite? E’ in bocca che il vostro Champagne esprime al meglio la sua personalità. Sorbitene un sorso, trattenetelo per qualche istante e poi fatelo scorrere lungo il palato: solo così si possono apprezzare appieno le sensazioni gustative. Come in ogni vino sentirete una nota dominante. Vediamo i tipi di sapore.
Di corpo: potenza, struttura, intensità. Siete nell’universo degli Champagne de corps (cacao, funghi, fieno, pepe, albicocche secche) Di spirito: vivacità, delicatezza, leggerezza, definiscono gli Champagne d’esprit (agrumi, lime, seta, felce) D’anima: maturità, complessità, ricchezza, caratterizzano gli Champagne d’ame (brioche, licis, pesca, rose)
Quali sensazioni percepite? Adesso cercate di definire con precisione l’ impressione che il vostro Champagne vi suggerisce (charme, tenerezza, sensualità) degustandolo ancora a piccoli sorsi. A queste sensazioni potrete collegare i tipi di Champagne che più frequentemente vi ispirano.
LE ETICHETTE Brut o demi-sec, vini di diverse annate o vino di una sola vendemmia, Blanc de Blancs, Blanc de noirs o assemblage di uve bianche e nere o dominante da Chardonnay, Pinot nero o Meunier, giovane, maturo o di grande struttura: solo per citare alcune tipologie.
In questo modo potrete meglio interpretare le indicazioni riportate in etichetta o quelle che vi darà un sommelier. E, naturalmente, La Maison che elabora il vostro Champagne. Saprete così orientare le vostre preferenze e le vostre scelte nel mondo degli Champagne.
Un ultimo consiglio: sappiate che lo Champagne evolve col passare degli anni, sia che si trovi nelle cantine della Champagne, sia presso il negoziante, che a casa vostra. Perciò anche la sua posizione sulla mappa delle sensazioni, può mutare nel tempo.
AD OGNUNO IL SUO CHAMPAGNE Scegliete uno Champagne d’esprit per la sua vivacità, la sua luminosità, la sua finezza e delicatezza e servitelo con brio e originalità, abbinandolo a degli stuzzichini sfiziosi, a delle tartine appetitose, a dei canapé invitanti.
Se ci si incontra a tavola per uno scambio di idee, per fare conoscenza o concludere un affare, è meglio preferire cibi gustosi ma leggeri, che i ristoratori di oggi propongono a chi avrà poi un pomeriggio molto impegnato.
Gli Champagne de corps, pieni e ricchi ma sempre molto eleganti, sono degli alleati perfetti, che accompagnano al meglio i cibi senza appesantire noi e i nostri ospiti.
Non vi piace arrivare a mani vuote? Mostrate le vostre preferenze, rivelate la vostra cultura enologica e offrite ai vostri migliori amici uno Champagne inatteso e particolare: sarà un regalo sempre gradito! Gli Champagne d’annèe – come una storia, una complessità o una maturità che li rendono vere opere uniche – vi danno l’occasione di aggiungere al gesto, un’anima.
Il bouquet degli aromi e la complessità di un grande Champagne meritano più di una banale confezione. Offrite le bottiglie di Champagne sempre ben fresche (l’ideale sarebbe consegnarle in una glacette, da lasciare in dono!).
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Un programma di 7 Master Class di altissimo livello, guidate da grandi esperti di fama internazionale, si svolgerà durante l’evento “Modena Champagne Experience”, la più grande manifestazione italiana dedicata esclusivamente allo Champagne (8 e 9 ottobre a Modena), promossa e organizzata dal Club Excellence, associazione che riunisce dodici tra i più grandi importatori e distributori nazionali di vini e distillati d’eccellenza.
IL PROGRAMMA Domenica 8 ottobre 2017, ore 15.00. “Lo ‘sciampagn’ di Modena”. L’incredibile storia del prof Venturelli «artigiano modenese con la passione per il vino», e dei suoi sorprendenti “Trebbiani Metodo Classico”, dagli anni ’70 a oggi, presentati da Filippo Marchi in una degustazione unica ed irripetibile.
Relatore: Filippo Marchi con la partecipazione del prof. Venturelli
Moderatore: Antonio Previdi
Vini in degustazione:
Selezione di Trebbiani Metodo Classico, anni ’70/’80/’90/’00
Domenica 8 ottobre 2017, ore 16.30. “Lambrusco e Champagne, stasera beviam…”. Cosa lega le bollicine del vino più chic e famoso del mondo a quelle generose e spumeggianti del Lambrusco modenese, sinonimo di genuinità e buona tavola? Ce lo svelerà Sandro Cavicchioli, enologo e titolare dell’omonima cantina, durante questa sorprendete Master Class realizzata grazie al sostegno del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena e al Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi.
Relatore: Sandro Cavicchioli
Vini in degustazione: Selezione di Lambruschi Modenesi
Domenica 8 ottobre 2017, ore 17.30. “Lo straordinario mondo delle Cuvée Prestige (1)”. Le grandi bottiglie che hanno reso mitico il mondo dello Champagne, raccontate in una degustazione esclusiva da Luca Gardini, «Miglior Sommelier d’Italia» nel 2004, «Miglior Sommelier d’Europa» nel 2009, «Miglior Sommelier del Mondo» nel 2010.
Relatore: Luca Gardini
Moderatore: Filippo Marchi
Vini in degustazione:
Champagne Louis Roederer, Cristal Brut, 2009
Champagne Bruno Paillard, Brut Blanc de Blancs, 1996
Champagne Thiénot, Alain Thiénot, 2007
Champagne Pannier, Egerie Extra Brut, 2006
Champagne Paul Bara, Special Club Grand Cru, 2006
Champagne Joseph Desruets, Premier Cru d’Hautvillers Sous Les Clos, 2009
Lunedì 9 ottobre 2017, ore 11.30. “Blanc de Noirs: ancestrale, sanguigna tenacia”. Degustazione dedicata ai grandi Blancs de Noir, ottenuti dalle uve a bacca nera di Champagne, il Pinot Noir e Meunier. Il laboratorio è un percorso su una tipologia che rivela il volto più sanguigno e ancestrale dello Champagne, la cui vocazione rossista è ben più antica della rifermentazione in bottiglia.
Relatore: Francesco Falcone
Moderatore: Filippo Marchi
Vini in degustazione:
Champagne Paul Bara, Comtesse Marie de France, 2005
Champagne Francis Orban, Extra brut, s.a.
Champagne Pierre Gerbais, L’Audace Pas Dosè, s.a.
Champagne Thiénot, Garance Thiénot, 2008
Champagne Mandois, Le Clos Mandois, 2004
Champagne Apollonis, Vieilles Vignes Monodie en Meunier Majeur, 2007
Champagne Benoît-Lahaye, Blanc de Noirs, s.a.
Lunedì 9 ottobre 2017, ore 13.30. “Lambrusco e Champagne, stasera beviam…”. Cosa lega le bollicine del vino più chic e famoso del mondo a quelle generose e spumeggianti del Lambrusco modenese, sinonimo di genuinità e buona tavola? Ce lo svelerà Sandro Cavicchioli, enologo e titolare dell’omonima cantina, durante questa sorprendete Master Class realizzata grazie al sostegno del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena e al Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi.
Relatore: Sandro Cavicchioli
Vini in degustazione: Selezione di Lambruschi Modenesi
Lunedì 9 ottobre 2017, ore 15.00. “Blanc de Blancs, più Bianco di così non si può!”. La storica base per i più raffinati Blanc de Blancs in Champagne; Luca Burei e Fabrizio Pagliardi, rispettivamente editore/curatore ed autore della guida “Le Migliori 99 Maison di Champagne”, raccontano l’eleganza, finezza e purezza dello Chardonnay.
Relatori: Luca Burei, Fabrizio Pagliardi
Moderatore: Filippo Marchi
Vini in degustazione:
Champagne Louis Roederer, Blanc de Blancs, 2010
Champagne De Sousa, Champagne Extra Brut Cuvée des Caudalies BdB Grand Cru, s.a.
Champagne Ayala, Blanc de Blancs, 2010
Champagne R&L Legras, Hommage BdB, s.a.
Champagne Agrapart & Fils, Les 7 Crus, s.a.
Champagne Marguet, Le Parc Grand Cru Pas Dosè, 2011
Champagne Larmandier-Bernier, Terre de Vertus 1cru dosaggio zero, 2010
Lunedì 9 ottobre 2017, ore 17.00. “Lo straordinario mondo delle Cuvée Prestige (2)”. Secondo incontro dedicato ai grandi champagne, guidato da Luca Gardini, punto di riferimento imprescindibile per le valutazioni dei più grandi vini di tutto il mondo.
Relatore: Luca Gardini
Moderatore: Filippo Marchi
Vini in degustazione:
Champagne Bollinger, RD, 2002
Champagne Jacquesson, Corne Bautray, 2007
Champagne Palmer & Co, Amazon, s.a.
Champagne Françoise Bedel, Champagne Extra Brut Comme Autrefois, 2003
Champagne Marguet, Les Crayères Grand Cru Pas Dosè, 2011
Champagne Fleury, Fleury 2004 extra brut, 2004
Le Masterclass sono a pagamento e sono vincolate all’acquisto del biglietto d’ingresso alla manifestazione valido per il giorno in cui si tiene la Master Class prescelta (maggiori info: champagneexperience.it).
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
Metti assieme dodici dei maggiori importatori e distributori italiani di vini d’eccellenza e vedi cosa succede. La risposta a Modena, domenica 8 e lunedì 9 ottobre, al Forum Monzani, per la prima edizione di Champagne Experience.
La più grande manifestazione italiana dedicata esclusivamente allo Champagne, promossa e organizzata – appunto – da Club Excellence, associazione che riunisce la dozzina di player del bere gourmet.
Modena Champagne Experience 2017 sarà l’occasione per degustare circa 350 prodotti di più di 90 prestigiose maison, tra le quali Louis Roederer, Bollinger, Bruno Paillard, Jacquesson, Mailly Grand Cru, Thiénot, Palmer & Co, Pannier, Encry, Paul Bara, Marguet, Larmandier-Bernier. Sarà anche possibile incontrare gli stessi produttori di Champagne, che saranno presenti nel corso della due giorni modenese.
Non mancheranno le Master Class, con ‘verticali’ e degustazioni dedicate alla conoscenza di champagne d’eccellenza o ad annate speciali e territori di produzione.
IL PROGRAMMA
La manifestazione sarà infatti caratterizzata da un’impronta didattica, con le maison distribuite sui mille metri quadri del Forum, in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione dello champagne (Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Aube oltre alle maison classiche riunite in uno specifico spazio) per offrire al visitatore un’esperienza sensoriale coinvolgente e un supporto culturale di alto livello.
Modena Champagne Experience 2017 è rivolto in particolar modo ai professionisti del settore Horeca, ma anche al vasto pubblico degli appassionati. Le porte del Forum Monzani, in via Aristotele 33, si apriranno domenica 8 ottobre dalle 14.00 alle 19.00 e lunedì 9 dalle 10.30 alle 18.30. I biglietti sono in vendita sul sito www.champagneexperience.it e presso La Consorteria 1966, in piazza Mazzini 9, a Modena (laconsorteria1966@gmail.com, +39 393 802 7841).
COS’E’ CLUB EXCELLENCE Club Excellence è un’organizzazione che riunisce dodici tra i più grandi importatori e distributori italiani di vini d’eccellenza: Balan srl, Bolis srl, Cuzziol Grandivini srl, Gruppo Meregalli, Les Caves de Pyrene, Pellegrini spa, Premium Wine Selection P.W.S. srl, Proposta Vini, Sagna spa, Sarzi Amadè srl, Teatro del Vino srl e Vino & Design srl.
Club Excellence ha lo scopo di diffondere la cultura della distribuzione e del commercio di vini e distillati di prestigio, settore che necessita di trasparenza, correttezza e moralità. L’azione del Club si articola su tre direttrici fondamentali: l’organizzazione di eventi, la partecipazione a fiere e manifestazioni in Italia e all’estero.
Ma anche l’attività di promozione commerciale e culturale dei prodotti commercializzati dai soci; l’organizzazione di corsi di formazione in ambito enogastronomico; lo sviluppo iniziative sociali, culturali e ricreative, aperte al pubblico dei consumatori, con il coinvolgimento di attori istituzionali o enti interessati.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
Oltre 300 tipologie di champagne per oltre 70 maison presentate. Ecco i numeri di Modena Champagne Experience, kermesse alla sua prima edizione dove sarà possibile gustare i prodotti di Maison d’eccellenza quali Roederer, Bollinger, Paillar, Jacquesson, Mailly Grand Cru, Thiénot, Palmer & Co, Pannier, Encry, Paul Bara, Bérêche & Fils, Marguet, Larmandier-Bernier.
Per due giorni, l’8 ed il 9 Ottobre al Forum Monzani, a Modena, le zone più vocate della produzione di champagne saranno in trasferta in un’area di mille metri quadrati, organizzata per territori di produzione. Gli appassionati di bollicine potranno quindi “viaggiare” tra le Montagne de Reims, la Vallée de la Marne o la Côte des Blancs, incontrare i produttori, ma anche partecipare a master class e degustazioni dedicate.
L’evento è promosso ed organizzato da Club Excellence, il club dei distributori e importatori nazionali. I biglietti di ingresso, anche bi-giornalieri sono acquistabili online sul sito http://champagneexperience.it/.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
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