Il Mirto il Viaggiator Goloso è un’ottima opzione per il fine pasto o per l’aperitivo nel rapporto qualità prezzo, facilmente reperibile non solo in Sardegna ma in tutti i supermercati Unes e Iper La grande i, ben distribuiti su tutto il territorio italiano.
Nel calice si presenta del classico colore ambrato, scuro ma luminoso. Al naso tutta l’aromaticità e la speziatura freschissima tipica dei frutti del Myrtus. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, originaria della zona del Mar Mediterraneo, che dà bacche simili ai mirtilli, molto più carnosi, compatti e duri.
Non a caso il Mirto di Sardegna è il «liquore sardo per eccellenza» che il Viaggiator Goloso ha selezionato tra le sue specialità. Come consiglia Unes, è ottimo servito ghiacciato. Tra gli ingredienti acqua, infuso idroalcolico di bacche di mirto (alcool, bacche di mirto, acqua) e zucchero.
Ma cosa significa il Viaggiator Goloso? Si tratta di un marchio registrato di proprietà di Unes Maxi Spa di Vimodrone (MI) e costituisce il «viaggio che si realizza in tante tappe, frutto di una filosofia che nasce dall’idea di creare prodotti di qualità superiore offerti a un prezzo accessibile».
Col Mirto di Sardegna, obiettivo più che centrato. Un liquore prodotto per la nota insegna dall’azienda Fratelli Rau Snc nello stabilimento di Sassari, per la precisione nel quartiere Predda Niedda Sud.
Quella dei Fratelli Rau è una storia e una tradizione familiare che affonda le radici nel 1926. Da allora, tre generazioni si sono succedute alla guida della distilleria, sempre nel segno di uno stretto legame con la Sardegna per la preparazione di liquori, vini e dolci tipici sardi.
Winemag.it, wine magazine italiano incentrato su wine news e recensioni, è una testata registrata in Tribunale, con base a Milano. Un quotidiano online sempre aggiornato sulle news e sulle ultime tendenze italiane ed internazionali. La direzione del wine magazine è affidata a Davide Bortone, giornalista, wine critic, giudice di numerosi concorsi internazionali e vincitore di un premio giornalistico nazionale. Winemag edita inoltre con cadenza annuale la Guida Top 100 Migliori vini italiani. Winemag.it è un progetto editoriale indipendente e di elevata reputazione in Italia e in Europa. Puoi sostenerci con una donazione.
La Silvio Carta Distillerie ha creato Sterile 85°, il primo disinfettante alimentare edibile, da alcol biologico. Edibile, commestibile, sicuro e gustoso insieme. Oltre che solidale. Il primo lotto di Sterile 85° imbottigliato proprio in questi giorni, infatti sarà donato interamente alla Direzione Generale della Protezione Civile – Regione Autonoma della Sardegna, impegnata con i suoi uomini e le sue donne nell’emergenza Covid-19.
Sterile 85° è un disinfettante innovativo, che ha come base primaria alcol biologico prodotto naturalmente dalla fermentazione alcolica dello zucchero. Solitamente utilizzato per i distillati, per gli Amari, i Vermouth e i Mirto che sanno di Sardegna, in questo caso è racchiuso in una bottiglietta spray da 50 ml unito a un infuso di erbe spontanee sarde.
Il risultato è un prodotto naturale, totalmente edibile, forte delle naturali proprietà disinfettanti dell’alcol biologico, che gli permettono di essere versatile e prestarsi a molteplici usi. Un disinfettante alimentare delicatamente profumato, adatto all’utilizzo sulle mani ma non solo, lo si può vaporizzare su tutte le superfici che vengono a contatto con gli alimenti, per un potere disinfettante a 360°.
Posate, piatti, bicchieri ma anche, e qui è la vera rivoluzione, direttamente su carne, pesce, frutta e verdura. Come funziona? Basta nebulizzare e lasciarlo evaporare, pochi secondi e si potrà consumare un pasto totalmente sicuro. In vendita in farmacia e parafarmacia, presso tutti i distributori dell’azienda, oltre che direttamente in distilleria.
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(4,5 / 5) “Qualità vegetariana”. Il “bollino” presente sulla retro etichetta della Croatina “Myrtò” di Perego & Perego attira l’attenzione di molti.
A noi che di slogan, certificazioni e medaglie interessa ben poco, sorge spontanea una domanda: cosa racconterà il calice di questo vino prodotto in provincia di Pavia?
LA DEGUSTAZIONE Iniziamo col precisare che la Croatina Myrtò di Perego & Perego ha parecchio in comune col più noto “Bonarda” dell’Oltrepò Pavese, prodotto (appunto) per un minimo dell’85% con uve Croatina. Aspetto e profumi sono quelli attesi. Porpora impenetrabile. Naso di frutta rossa (amarena) e fiori di viola.
Una Croatina, Myrtò di Perego & Perego, che rivela all’olfatto una parte “verde”, vicina alle foglie del geranio. Al palato, un rosso che si scopre leggermente mosso. Un brio subito placato dal tipico tannino ruggente della Croatina. Per il resto, un concerto di frutta rossa abbastanza fine, nel quale si distinguono gli acuti dell’amarena e della mora. La chiusura di bocca tende invece a un piacevole amarognolo.
La Croatina Myrtò di Perego & Perego trova sulla tavola molti alleati. Perfetta a tutto pasto, accompagna bene salumi, affettati e preparazioni di carne non troppo elaborate. Nella speciale scala di valutazione di vinialsuper, sfiora la vetta con un punteggio di 4,5 su 5. Prezzo eccezionale per un vino così “pulito” e capace di non stancare mai.
LA VINIFICAZIONE
Vinificazione molto semplice per ottenere Myrtò. Le uve di Croatina vengono raccolte e pigiate. Il mosto viene quindi messo in botti d’acciaio a temperatura controllata, per un tempo che varia (a seconda dell’annata) dai 7 ai 10 giorni.
In questo periodo vengono eseguiti continui rimontaggi, in modo da tenere sempre bucce (cappello) bagnate e per “caricare” il vino di colore e profumi. Finita questa fase, il mosto viene svinato e le bucce pressate in maniera soffice.
La fermentazione alcolica e malolattica prosegue in botti di acciaio, a temperatura controllata. Una volta terminata si procede al travaso, per separare il vino dalla feccia (residuo di fermentazione). L’affinamento prosegue in acciaio per circa 6-8 mesi, prima di essere pronto per la bottiglia.
“Tengo a precisare che viene aggiunta solforosa durante la vinificazione – commenta Giorgio Perego – ma non lieviti selezionati, né altri tipi di sostanze chimiche. Le chiarifiche vengono fatte solo con bentonite”.
“Per quanto riguarda la dicitura ‘qualità vegetariana’ – aggiunge il titolare della cantina pavese – si tratta di un marchio che certifica il non utilizzo di generi derivati da animali (albumine, caseine o gelatine che generalmente vengono utilizzate per le chiarifiche)”.
“Oltre a questo – continua Giorgio Perego – vengono certificati anche gli imballaggi (colle delle etichette e colle dei tappi, qualora venissero utilizzati gli agglomerati). Siccome pensiamo che il vino nasca ‘vegano’, facciamo il possibile per mantenerlo tale e ci teniamo che il consumatore lo sappia”.
“Per questo motivo – aggiunge il titolare della cantina dell’Oltrepò pavese – abbiamo pensato di appendere al collo della bottiglia e di far stampare sulla retro etichetta un qr code, grazie al quale l’acquirente può trovare tutte le informazioni utili. Siamo arrivati al punto di pubblicare la tracciabilità del prodotto, partendo dalle vigne alla bottiglia finita, in modo che il consumatore abbia un’idea precisa di come venga prodotto il nostro vino.
LA CANTINA
“Tradizione” e “innovazione” sono le parole d’ordine della Perego & Perego. A dirigere la cantina sono i due fratelli Marco e Giorgio Perego, che hanno deciso di rifondare l’azienda agricola del bisnonno Ernesto. Siamo a Rovescala, sulle colline dell’Oltrepo Pavese.
Un territorio tutto da scoprire per gli enoappassionati lombardi e italiani. E anche per la Gdo, raramente impegnata a scovare “chicche” nella nuvola di fumo creata dai grandi gruppi e dagli imbottigliatori. Polvere nella quale si distingue, certamente, questa ottima Croatina.
Trentamila le bottiglie di Myrtò che finiscono sugli scaffali del colosso milanese della grande distribuzione, su una produzione complessiva di 70 mila bottiglie per la la cantina Perego & Perego. Un rapporto, quello con la Gdo, avviato nel 2004.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.
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