Da un lato l’idea di valorizzare una grande uva a bacca bianca, nella terra del rosso Sagrantino. Dall’altro la modifica al disciplinare, che consente l’utilizzo del Trebbiano Spoletino fino al 100%, per la produzione del Montefalco Bianco. Nasce così “Aria di Casa” 2018, l’ultimo arrivato di Tenuta Alzatura, cantina umbra della Famiglia (toscana) Cecchi.
L’etichetta farà il suo esordio ufficiale sul mercato ad aprile, in concomitanza con Vinitaly 2020. Ieri la presentazione a WineMag.it, in occasione del fitto calendario di eventi connessi ad Anteprima Sagrantino 2016, evento organizzato annualmente dal Consorzio Tutela Vini di Montefalco (24-25 febbraio).
“La famiglia Cecchi – spiega Alessandro Mariani, Agronomo di Tenuta Alzatura (nella foto, sotto) – ha pensato di investire a Montefalco nel 2000, in virtù dell’amore per questo territorio e per il suo grande vino, il Sagrantino. La recente modifica del disciplinare ci ha permesso di legare il nome di Montefalco a un’altra grandissima uva: il Trebbiano Spoletino, che condivide col Sagrantino le ottime doti di lungo affinamento nel tempo”.
Ecco spiegato perché il Montefalco Bianco di Tenuta Alzatura si chiama “Aria di Casa”. Da un lato Cecchi semplifica la comunicazione dello Spoletino, specie all’estero; dall’altro lancia la sfida agli altri produttori locali, proponendo l’idea di un alter ego “bianco” del Sagrantino di Montefalco. Ottenuto da un’uva autoctona di elevato profilo.
Un progetto destinato a crescere nei prossimi anni. Per la prima annata (2018), Alzatura ha prodotto solo 3 mila bottiglie, in vendita in cantina a circa 11 euro. La vendemmia 2019 darà 9 mila bottiglie. L’idea è di aggiungerne almeno altre mille per la vendemmia 2020, sul totale di circa 40 mila bottiglie della Tenuta umbra.
Raccolto in cassette dai vigneti in località San Marco, il Trebbiano Spoletino che dà vita al Montefalco Bianco 2018 “Aria di Casa” viene sottoposto a tavolo di cernita in seguito alla diraspatura.
Secondo i dettami degli enologi Miria Bracali ed Attilio Pagli, segue la pressatura soffice delle uve, il travaso in acciaio e l’inoculo dei lieviti selezionati per la fermentazione. Il vino atto a divenire “Aria di Casa” permane quindi in tonneau per circa 10 mesi, con bâtonnage settimanali, per i primi tre mesi circa.
Il nettare viene dunque imbottigliato, tra i mesi di aprile e maggio. Nel calice, il Montefalco Bianco 2018 di Tenuta Alzatura di presenta di un bel giallo paglierino luminoso. Al naso fiori di campo e richiami esotici, di frutta a polpa bianca e gialla. Non mancano ricordi di nocciola, derivanti dal legno.
È in ingresso di bocca che il Trebbiano Spoletino della Famiglia Cecchi sfodera tutta la sua tipicità. Un bianco di gran verticalità – determinata da salinità e freschezza – che chiude su ritorni cremosi, di nocciola, dettati ancora una volta dall’affinamento in legno.
Un vino che ha bisogno di qualche mese per iniziare a trovare la forma migliore, ma che mostra già le ottime prospettive di affinamento nel tempo (5 anni). Proprio nel solco dei migliori Trebbiano Spoletino.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.