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I migliori vini al supermercato del 2019

Tempo di bilanci per Vinialsuper: ecco i migliori vini al supermercato del 2019. Una lista che contempla le etichette che hanno convinto la nostra redazione, impegnata da gennaio a dicembre in centinaia di assaggi di etichette reperibili sugli scaffali delle maggiori insegne nazionali della Grande distribuzione organizzata (Gdo).

Fondamentale, per rientrare nella nostra lista, il rispetto delle caratteristiche della Denominazione, la tipicità e il rapporto qualità prezzo. Per salutare definitivamente il 2019 manca solo un ultimo tassello: l’annuncio della “Miglior cantina Gdo” di Vinialsuper, che avverrà nei prossimi giorni.

I MIGLIORI VINI AL SUPERMERCATO DEL 2019

SPUMANTI

VINI BIANCHI

VINI ROSSI

VINI ADATTI AL DESSERT

  • Sangue di Giuda Oltrepò pavese Doc, Quaquarini
  • Moscato d’Asti Docg, Azienda Agricola Eredi Angelo Icardi
  • Moscato Oltrepò Pavese Doc, Quaquarini

Cerchi di più? Qui i migliori 100 vini italiani 2019 selezionati da WineMag.it nell’Horeca (enoteche e ristorazione)

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Vini al supermercato sotto i 15 euro: i migliori del 2018. Valtidone cantina Gdo dell’anno Vinialsuper

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Tempo di bilanci per Vinialsuper. Un anno da “segugi” nelle “enoteche” della Gdo è (quasi) passato. Quali sono, dunque, i migliori vini in vendita al supermercato scovati nel 2018? Ve li elenchiamo di seguito, certi che li abbiate già degustati su nostra segnalazione, nei mesi scorsi!

Come potrete notare dalla classifica, pubblicata più in basso, si tratta di vini valutati dalla nostra redazione con un minimo di 4 cestelli della spesa sui 5 a disposizione. Etichette che, nella maggior parte dei casi, costano meno di 10-15 euro.

Come già avvenuto nel 2017 e nel 2016, dicembre è anche il mese in cui Vinialsuper premia una cantina operante nella Grande distribuzione organizzata. Quest’anno il riconoscimento va a Cantina Valtidone, a cui consegneremo presto una speciale targa.

Per i pochi che ancora non la conoscessero, si tratta di una cooperativa piacentina che si sta facendo largo in diverse insegne di supermercati con prodotti dall’ottimo rapporto qualità prezzo. E’ il caso del Gutturnio Riserva Bollo Rosso, ma anche della Malvasia passita “Luna di Candia”, o dello spumante Metodo classico Brut “Perlage”.

Una “cantina territorio”, come l’abbiamo definita nell’articolo di presentazione sull’altro portale del nostro network, WineMag.it, capace di tenere alta la bandiera del cooperativismo vitivinicolo italiano.

Esemplare, in questo senso, il progetto “50 Vendemmie”: una linea di vini tipici del Piacentino, ottenuti da vigneti di età superiore ai 50 anni, in vendita nelle enoteche e nella ristorazione (Horeca).

I MIGLIORI SPUMANTI 2018 AL SUPERMERCATO
Franciacorta Dosage Zéro Millesimato 2013, Castel Faglia  (4,5 / 5)

Oltrepò pavese Doc Spumante Brut Riesling, La Versa (4 / 5)
Franciacorta Brut Docg, Ferghettina  (4 / 5)
Cava Arestel Extra Brut Vintage 2016 (4 / 5)
Cava Arestel Rosado Brut, Lidl  (4 / 5)
Prosecco Bio Doc Treviso Extra Dry Tenuta Brian, Cantina Corvezzo  (4 / 5)

I MIGLIORI VINI BIANCHI 2018 AL SUPERMERCATO
Marche Igt Passerina 2013 “D’Orobianco”, Fulvia Tombolini  (5 / 5)
Sicilia Doc Viognier 2016 Gurgò, Cantine Paolini  (5 / 5)

Bolgheri Doc Vermentino 2016 “Duplice filar”, Tenuta Ladronaia – Iper, Grandi Vigne (4,5 / 5)
Vino bianco 2017 Zapel, Aldo Rainoldi (4,5 / 5)
Alto Adige Doc Gewurztraminer 2016, Elena Walch  (4,5 / 5)
Rubicone Igt Trebbiano Chardonnay 2017 Nespolino, Poderi dal Nespoli  (4,5 / 5)
Umbria Igt Grechetto 2017, Di Filippo (4,5 / 5)
Vermentino di Gallura Docg 2016, Campos Valzos  (4,5 / 5)
Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt 2016 Maso Carpine, Cantine Monfort – Iper, Grandi Vigne (4,5 / 5)

Daunia Igp Falanghina 2017 Capitolo, L’Antica Cantina San Severo  (4 / 5)
Frascati Doc 2017 Pietra Porzia, Tenuta di Pietra Porzia  (4 / 5)
Asprinio di Aversa Dop 2017 Vite Maritata, I Borboni (4 / 5)
Colli di Luni Doc Vermentino 2016 Etichetta verde, La Colombiera  (4 / 5)
Famoso Rubicone Igt 2017, Poderi dal Nespoli (4 / 5)
Colli Euganei Pinot Bianco Doc 2015, Conte Emo Capodilista  (4 / 5)
Isonzo del Friuli Doc Pinot Grigio 2016, Angoris  (4 / 5)

I MIGLIORI VINI ROSATI 2018 AL SUPERMERCATO
Rosato Toscana Igt 2017, Santa Cristina  (4 / 5)

I MIGLIORI VINI ROSSI 2018 AL SUPERMERCATO
Oltrepò pavese Doc Pinot Nero 2017, Conte Vistarino (5 / 5)
Lacrima di Morro d’Alba Doc 2016, Lucchetti  (5 / 5)
Valtellina Superiore Valgella Docg, Motalli Renato  (5 / 5)
Morellino di Scansano Docg 2016, Morisfarms  (5 / 5)
Primitivo Igt Salento Biologico 2015, Cantine Paololeo  (5 / 5)
Terre Siciliane Igp Frappato Syrah Gurgò 2016, Cantine Paolini  (5 / 5)
Etna rosso Doc 2013 Sciara Scura, Cantine Nicosia Spa – Iper, Grandi Vigne  (5 / 5)
Brunello di Montalcino Docg 2012 Il Cassero, Caparzo – Iper, Grandi Vigne (5 / 5)

Provincia di Pavia Igt Croatina Myrtò, Perego & Perego (4,5 / 5)
Colli Berici Doc Tai Rosso 2016 Il Monastero, Pegoraro  (4,5 / 5)
Sudtirol Alto Adige Doc Kalterersee Classico Superiore 2017, Kellerei Kaltern Caldaro (4,5 / 5)
Piemonte Doc Grignolino 2016, Fontanafredda  (4,5 / 5)
Irpinia Aglianico Doc 2016 Rubrato, Feudi di San Gregorio  (4,5 / 5)

Sudtirol Meraner Doc 2016 Schlossberg, Cantina Merano (4 / 5)
Cannonau di Sardegna Doc 2016 Isalle, Cantina Dorgali  (4 / 5)
Tempranillo Bio Vegan Igp Vino de la Tierra de Castilla 2016  (4 / 5)
Primitivo di Manduria Dop 2016 Ceralacca, Soloperto Vini  (4 / 5)
Terre Siciliane Igp Perricone 2015 Agricane, Cantine Europa  (4 / 5)
Colli Orientali del Friuli Doc Merlot 2015, Conte d’Attimis Maniago  (4 / 5)
Valtellina Superiore Docg Inferno 2013, Nera  (4 / 5)
Sudtirol Alto Adige Doc St. Magdalener 2015, Wilhelm Walch  (4 / 5)
Aglianico del Vulture Dop 2013 Balì, Cantina Di Venosa (4 / 5)

I MIGLIORI VINI DOLCI 2018 AL SUPERMERCATO
Moscato d’Asti Docg 2016 Frati e Mottura, Adriano Marco e Vittorio – Iper, Grandi Vigne (5 / 5)

LE DEGUSTAZIONI DI DENOMINAZIONE
Bonarda al supermercato: migliori e peggiori
I migliori Chianti Classico in vendita al supermercato
I migliori Sagrantino di Montefalco al supermercato

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Castello di Corbara “Miglior Cantina Gdo 2017” per vinialsuper

MILANO – Dicembre, tempo di bilanci. Prima della classifica dei migliori vini in vendita al supermercato degustati nel 2017, vogliamo presentare ai lettori la “Miglior Cantina Gdo 2017”.

Il premio di vinialsuper va quest’anno a Castello di Corbara, cantina di Orvieto che è riuscita a convincere a 360 gradi la nostra redazione.

Prima con la linea di vini in vendita in Gdo, in particolare sugli scaffali di Penny Market (insegna che annovera qualche chicca enologica a scaffale). Poi, direttamente a Orvieto, la prova del nove con l’assaggio del resto dei vini, destinati all’Horeca (enoteche e ristorazione).

Castello di Corbara, di fatto, è un vero e proprio scrigno. La cantina è letteralmente incastonata al centro di un anfiteatro di vigneti, zone boschive e pascoli, disposti ad anello sulle colline circostanti.

La direzione e lo stabile in cui avviene la vinificazione si trovano lungo il fiume Tevere, a un’altezza di 110 metri sul livello del mare. I vigneti più alti, invece, sono a 350 metri. Sul versante orientale, ecco il Lago di Corbara. Un bacino che caratterizza i vini della Castello di Corbara, in particolare le varietà a bacca rossa come il Sangiovese e il Merlot.

Cento, nel complesso, gli ettari vitati, quasi interamente costituiti da piante di mezzo secolo d’età. Ma la superficie “verde” è ben più ampia: 1200 ettari. Sui tre ordini di colline vengono allevati le varietà tipiche della Doc Orvieto e della Igt Umbria: Grechetto, Trebbiano, Malvasia, Verdello, Drupeggio e Sauvignon Blanc per i bianchi; Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon per i rossi.

La qualità espressa nel calice è tale da poter definire quest’angolo di Umbria come una “piccola Toscana”. Impreziosita, per di più, da vini bianchi come Orzalume, in vendita in Gdo: una vera e propria “chicca” nell’assortimento di Penny Market, insegna di Soft Discount fondata nel 1994 grazie a uno storico accordo tra il gruppo Rewe (ricordate i supermercati Billa, subentrati in Italia agli Standa?) ed Esselunga.

Non a caso, le viti di Grechetto presenti sulle colline di Castello di Corbara, utilizzate per ottenere l’Orvieto Doc e gli Umbria Igt, sono uniche. E danno vita a vini di grande longevità.

“Il nostro clone – precisa Francesca Bernicchi, Responsabile della produzione e factotum della cantina – non somiglia né a quello di Orvieto né a quello di Todi. E’ infatti il risultato di un progetto di selezione massale avviato agli albori del rilancio della cantina, nel 1997, in collaborazione con diversi centri di studio” e con la consulenza di “Mr Sangiovese”, Franco Bernabei.

Una consulenza passata poi nelle mani del figlio del noto enologo, Marco Bernabei, interrotta nel 2002, “quando la cantina era ormai in grado di camminare da sola”. A “inventare” Orzalume, infatti, è stata la stessa Francesca Bernicchi, una “Donna del vino” tenace e caparbia, vera e propria reggente di Castello di Corbara, in nome e per conto dell’imprenditore romano Fernando Patrizi, che con i suoi investimenti in terra orvietana ha dato linfa vitale a questo gioiello umbro.

Con Bernicchi alla guida, la cantina sfonda nella Grande distribuzione svincolandosi da Bigi (gruppo Giv), vicina di casa che – sino ad allora – ne vinificava le uve, detenendo tra l’altro il marchio “Castello di Corbara”. Oggi, il canale moderno ha un’incidenza del 40% sul totale delle bottiglie prodotte (circa 250 mila), in particolare identificato dalla linea “Campo della Fiera”, presente tra le altre in Coop e Conad (contratti locali).

“Dal 2002 ad oggi – sottolinea Francesca Bernicchi – è migliorato moltissimo il valore che le insegne della Grande distribuzione organizzata sono riuscite a garantire ai vini a scaffale. Grazie alla Gdo ci siamo fatti conoscere molto in Italia, per la vetrina offerta ai nostri vini”.

Completano l’offerta di Castello di Corbara 90 posti letto distribuiti in 20 casali, tutti ricavati dalle vecchie abitazioni dei mezzadri che popolavano le colline, prima dell’accorpamento dei vigneti sotto un’unica bandiera.

Non manca un eccellente agriturismo, dove poter abbinare i vini prodotti dalla cantina alle prelibatezze della gastronomia orvietana.

LA PREMIAZIONE
La premiazione di Castello di Corbara da parte della redazione di vinialsuper è avvenuta mercoledì 29 novembre, a Milano.

A ospitarla è stato il Movida Restaurant & Cocktail Bar di via Ascanio Sforza 41, in zona Navigli. A ritirare la targa, per la cantina di Orvieto, Marco Graziani (nella foto).

Un’occasione utile per degustare alcune delle etichette della cantina, nell’ambito di un più vasto tasting che ha visto protagoniste le migliori etichette selezionate da vinialsuper nel 2016 e inserite nella speciale classifica dei migliori vini dello scorso anno.

Special guests dell’evento Fabio Marazzi di Cantina Scuropasso (Oltrepò pavese) e Umberto Quaquarini dell’Azienda agricola biologica Francesco Quaquarini, realtà oltrepadana premiata lo scorso anno da vinialsuper come “Miglior cantina Gdo”.

Per l’occasione, la Strada del vino e dei sapori dell’Oltrepo pavese ha offerto in degustazione Salame di Varzi Dop e formaggi della Valle Staffora.

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Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 Cambrugiano, Belisario

(5 / 5) Belisario è sinonimo di Matelica, che è sinonimo di Verdicchio. Potremmo andare avanti per ore a cercare analogie linguistiche, prima di arrivare al punto.

Il Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 “Cambrugiano” è uno dei bianchi migliori presenti sugli scaffali dei supermercati italiani. Non solo nel rapporto qualità prezzo.

A produrlo è una cooperativa, Belisario per l’appunto. Ennesima dimostrazione di come si possano fare grandi vini senza essere (necessariamente) “piccoli produttori”. O vignaioli di nicchia.

Trecento ettari vitati e una cantina da 30 mila ettolitri di capienza. I numeri di un business che non poteva non sfociare nella Grande distribuzione organizzata di qualità. Con vini “di stile” e non “di moda”.

LA DEGUSTAZIONE
Il Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 “Cambrugiano” si presenta all’appuntamento col calice vestito di un giallo dorato elegante, con tanto di papillon. Al primo giro di walzer nella gabbia di vetro, il nettare punta le mani sul bordo, nell’estremo tentativo di liberarsi. E ci riesce. Buttando l’anima oltre l’ostacolo.

Inebrianti sentori di frutta matura, pesca gialla, nettarina, una lieve nota d’idrocarburo, che poi lascia spazio a un appiccicoso miele millefiori, su cui sembrano incollarsi pistilli e petali ingialliti di camomilla secca.

All’alba dell’assaggio, inizia la scalata. In bocca, il Verdicchio di Matelica Docg Riserva 2013 “Cambrugiano” entra dritto, salato, caldo e intenso. Si stiracchia, sui gradini di un sorso verticale. Poi rallenta, come nella morsa dell’acido lattico. Ecco, corrispondenti all’olfatto, le note di miele e frutta che allentano la morsa delle durezze. Ammorbidendo il sorso.

La scala su cui Cambrugiano ti conduce è lunga, come il retro olfattivo che regala ritorni di note citriche e amaricanti, quasi piccanti. Posi il calice, soddisfatto. Prendi fiato. Il boccone perfetto per accompagnare questo Verdicchio di Matelica Riserva è da ricercare in piatti complessi a base di pesce e carni bianche.

Meglio se particolarmente conditi, per esempio con salse “acide”, a base di pomodoro. Formaggi (pecorino fresco) e salumi come il marchigiano Ciauscolo sono altri ottimi amici di Verdicchio come “Cambrugiano” 2013.

LA VINIFICAZIONE
Si tratta, di fatto, del primo “Verdicchio di Matelica” prodotto nella tipologia “Riserva”. L’anno del battesimo è il 1988 e la tecnica utilizzata, sin da allora, è la criomacerazione, utile alla conservazione degli aromi dell’uva.

I vigneti dai quali si ottiene “Cambrugiano” si trovano in contrada Balzani, a Matelica. Sono stati impiantati nel 1981, a quattrocento metri sul livello del mare, con esposizione sud. La densità d’impianto delle viti di Verdicchio (clone matelicese a grappolo serrato) varia dai 1.666 ai 2600 ceppi per ettaro. Venti gemme per ceppo, le prime 4 delle quali sterili.

L’epoca di vendemmia varia ovviamente in base all’annata, ma la raccolta delle uve avviene tassativamente in cassette da 20 chilogrammi. Le uve, portate nella vicina cantina, a una decina di minuti dai vigneti, vengono oggi vinificate in parziale criomacerazione a 0 gradi, per 18 ore.

Per la fermentazione viene utilizzato il lievito Saccharomiyces bayanus, una tipologia molto resistente alle concentrazioni alcoliche, tanto agli stress termici. La fermentazione avviene poi alla temperatura di 16 gradi, per 25 giorni, in serbatoi di acciaio inox da 300 ettolitri, termocondizionati.

Due le epoche di maturazione. Per l’80%, il Verdicchio di Matelica Docg Riserva “Cambrugiano” matura per 12 mesi in serbatoi acciaio inox. Per il restante 20%, sempre per 12 mesi, in barrique da 225 litri. L’imbottigliamento avviene dopo 13 mesi di maturazione complessiva, senza chiarifiche. La produzione, ad oggi, si assesta sulle 50 mila bottiglie complessive di “Cambrugiano”.

Prezzo: 13,50 euro
Acquistato presso: Tigros

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Vini al supermercato, degustazione alla cieca: ecco i migliori dell’Oltrepò pavese

Bottiglie “fasciate” con la stagnola e lista “muta” dei vini in batteria. Tante conferme e qualche sorpresa alla degustazione alla cieca di vini dell’Oltrepò pavese organizzata dal Consorzio di Tutela oltrepadano. Ospiti del direttore Emanuele Bottiroli, abbiamo testato 57 referenze destinate agli scaffali dei supermercati italiani.

Quindici le tipologie: spumanti bianchi, rosati, Pinot nero vinificato in bianco, Pinot grigio, Bianco Provincia di Pavia, Riesling, Pinot nero vinificato in rosa, Bonarda, Rosso Oltrepò pavese, Pinot nero vinificato in rosso, Barbera, Buttafuoco, Moscato e, infine, Sangue di Giuda. Ecco dunque, suddivisi per categoria, i vini migliori per ognuna delle categorie. Al servizio Gaia Servidio, della Segreteria del Consorzio.

Spumanti bianchi (prima batteria): Brut Castel del Lupo s.a.
Spumanti bianchi (seconda batteria): Gianfranco Giorgi 2013, Cantine Giorgi (vincitore assoluto di categoria)

Spumanti rosati (charmat): V.S.Q. Extra Dry Cuvée Eleonora, Giorgi
Spumanti rosati (metodo Classico): Maison Royale 2012, Az. Agr. Tenuta Elisabet di Pagani Elisabetta (Terre Lombardo Venete Group)
Spumanti rosati (menzione speciale): Rosé Mornasca, Cascina Gnocco

Pinot Nero vinificato bianco: Cantine Francesco Montagna (Broni)

Pinot Grigio e Bianco Provincia di Pavia: presenti solo – rispettivamente – La Diana di Cantine Giorgi e il Bianco di Tenuta Elisabet

Riesling: Giorgi 2015

Pinot nero vinificato rosa: Cantine Francesco Montagna (Broni)

Bonarda (batteria 2016): Bronis 2016, Terre d’Oltrepò (la spunta nel testa a testa con C’era una volta di Losito e Guarini); menzione speciale per La Brughera di Cantine Giorgi

Bonarda (batteria 2015, pari merito): Quaquarini e Conte Vistarino

Rosso Oltrepò Pavese: Avalon 2015, Tenuta Elisabet

Pinot nero in rosso: 7 stelle 2014, Az. Agr. Torti

Barbera: Az. Agr. Torti, vendemmia 2015; menzione speciale per Le Vignole della Società Agricola Fratelli Guerci di Guerci Claudio Cesare & C., Casteggio.

Buttafuoco: Quaquarini 2015

Moscato: Guarini per tipicità; La Signora 2016 di Castel Del Lupo (Calvignano)

Sangue di Giuda: Losito e Guarini

IL COMMENTO DEL CONSORZIO
“Abbiamo registrato una grande adesione di aziende a questa degustazione con vinialsupermercato.it – dichiara il direttore Emanuele Bottiroli (nella foto, a sinistra), direttore del Consorzio di tutela vini Oltrepò pavese – sia perché è un media molto seguito, sia perché oggi la presenza in Gdo dei vini dell’Oltrepò pavese è ancora tutta da spiegare. Molte volte non viene percepita per come effettivamente si presenta a scaffale: ovvero con grandi produttori che abbinano un rapporto qualità prezzo eccezionale, e lo garantiscono al consumatore. Invece l’Oltrepò si vede ancora purtroppo per quei fenomeni di taglio prezzo sui quali anche il Consorzio è concentrato, con l’obiettivo di renderli sempre più un fenomeno residuale, accendendo l’attenzione rispetto alla qualità che invece in grande distribuzione organizzata i produttori, in particolare quelli di filiera, portano con le loro referenze”.

“Referenze – continua Bottiroli – che partono dal Bonarda dell’Oltrepò pavese Doc che all’anno rappresenta 23 milioni di bottiglie, per finire poi in altri ambiti di alta gamma, rappresentati dal Metodo classico, dal Pinot nero e da vini dal profilo qualitativo molto interessante come il Buttafuoco e il Buttafuoco storico, che in Gdo si colloca quasi alla stregua dell’enoteca. Per non dimenticare i Riesling, venduti a un rapporto qualità prezzo vantaggioso per chi acquista”.

Per il Consorzio di tutela Vini Oltrepò pavese, la Gdo è “un’opportunità”. “Perché si può fare story telling territoriale”, spiega Bottiroli. “Per farlo – spiega il direttore – bisogna lavorare molto sul brand. Il brand Oltrepò pavese dev’essere la garanzia di questo terroir di 13.500 ettari di vigneti, 1.700 aziende vinicole impegnate e, per lo più, una tradizione contadine che è anche valoriale. Dentro una bottiglia in Gdo di Oltrerpò pavese, c’è la storia di tante famiglie che, da generazioni, coltivano i vigneti per fare qualità. La grande distribuzione è quindi certamente il mercato del futuro. Un luogo, questi supermercati, dove si incontra il cliente che purtroppo si incontra sempre meno in enoteca e si incontra, con ulteriore difficoltà, nella ristorazione”. Ed è su questa “sfida” che si concentra gran parte dell’impegno del Consorzio Oltrepò pavese. Su quella che, per dirla con Bottiroli, è la “percezione delle nostre etichette”.

Ma come si garantiscono, assieme, gli interessi di chi vede la Gdo come la gomorra del vino e chi, invece, con la Gdo campa? “Fortunatamente – risponde Emanuele Bottiroli – il nostro territorio presenta diversi modelli aziendali. C’è chi coltiva l’esclusivo interesse di posizionarsi nel mercato dell’Horeca e chi ha bisogno di lavorare nella Grande distribuzione in equilibrio tra vini quotidiani e vini di fascia medio-alta. Per tutti il Consorzio sta cercando di dotare tutta la sua Doc di fascetta di Stato: uno strumento che è garanzia per il consumatore, in termini di tracciabilità e di autenticità. Il nostro Cda ha già approvato questo iter nell’ambito di una revisione dei disciplinari che è un piano molto ampio che sta arrivando a compimento. L’altro tema è cercare di smettere di demonizzare un canale in sé e per sé: oggi in grande distribuzione ci sono grandi Champagne, grandi bollicine italiane, grandi vini da lungo affinamento. E dunque è ora di smettere di dire che soltanto le enoteche o il ristoratore stellato può proporre vini di qualità”.

E-COMMERCE E GDO A CONFRONTO
E l’e-commerce del vino? “E’ un fenomeno – commenta Bottiroli – che vedo con un po’ di preoccupazione. E’ completamente spersonalizzante. Oggi è ormai comune vedere catene come Esselunga, Iper o Carrefour che dedicano corsie molto belle e molto attrezzate nell’ambito della comunicazione dei vini e dei loro abbinamenti in cucina, addirittura con indicazioni sulla temperatura di servizio. L’e-commerce rischia invece, al contrario, di allontanare una zona rurale come la nostra dal consumatore, lavorando solo sui brand. Credo che in questa Italia che guarda sempre più all’estero, ci sia un modo per valorizzare il vino agli occhi del consumatore italiano, anche dicendo alla casalinga di Voghera che può bere spendendo il giusto, non pensando però di comprare sempre vini in taglio prezzo al posto di vini venduti al giusto prezzo. Un dialogo che va cercato con strumenti e intensità nuova”.

LA DEGUSTAZIONE
Parole tutte condivisibili, quelle di un direttore e di un Consorzio che, dal giorno seguente l’attentato alle Cantine Vistarino, sembrano aver preso in mano con il giusto piglio la situazione. E finalmente. Dalla parte dell’ente di via Riccagioia 48 a Torrazza Coste (Pv), l’indubbia qualità del vino oltrepadano. Espressa fuori e dentro la Gdo. Sugli scaffali dei supermercati italiani si trovano prodotti di assoluto valore come quelli di Cantine Giorgi. Lo spumante Metodo classico Pinot nero Docg Gianfranco Giorgi si porta a casa con 14,60 euro in Gdo. Un regalo. E’ ottenuto da uve Pinot Nero 100% provenienti dalle zone più vocate, nei comuni di Montecalvo Verseggia, Santa Maria Della Versa, Rocca De Giorgi, ad un’altitudine compresa tra i 250 e i 400 metri sul livello del mare, in terreni calcarei argillosi.

Ottimo anche, per rimanere tra i vini migliori decretati da vinialsuper nella categoria “Spumanti bianchi”, lo Charmat proposto da Castel del Lupo, azienda agricola di Calvignano che, per il suo Pinot Noir Brut biologico, fa seguire alla fermentazione delle uve in vasche d’acciaio un ulteriore affinamento sui lieviti di circa quattro mesi in autoclave, dopo la presa di spuma. Prezzo? 7,50 euro al supermercato.

Cambiamo categoria per assistere a un altro trionfo di Cantine Giorgi. Tra gli “Spumanti rosati Extra Dry” dell’Oltrepò la spunta Cuvée Eleonora: 7,90 euro il costo di un nettare fragrante come un biscotto.

Tra i Metodo classico Rosè ecco spuntare il Cruasè Maison Royal 2012 dell’azienda agricola Tenuta Elisabet di Pagani Elisabetta, gruppo Terre Lombardo Venete Spa. Un 100% Pinot nero proveniente dai vigneti di Borgo Priolo, Montebello della Battaglia e Torrazza Coste. Raccolta manuale, pressatura soffice dei grappoli anticipata da una preziosa criomacerazione delle uve a 5 gradi. Lieviti selezionati e fermentazione in acciaio per 20 giorni, prima dell’affinamento della durata di 6 mesi, sempre in acciaio, malolattica, tiraggio a marzo e maturazione sur lies per almeno 36 mesi. Uno spumante cremoso, dalla bollicina finissima, suadente già dai riflessi aranciati di cui colora il calice. Prezzo folle (in positivo, ovviamente): solo 8 euro al supermercato.

Menzione speciale (e approfondiremo quanto prima il discorso) per il Rosè Mornasca Spumante Metodo Classico Igt di Cascina Gnocco. Questa cantina di Mornico Losana stupisce con uno dei suoi prodotti di punta del Il “Progetto Autoctoni”, che “nasce dal desiderio di raccontare il territorio utilizzando solo uve originarie dell’Oltrepò Pavese, e in particolare una varietà di uva rossa, la Mornasca, che alcuni secoli fa si sviluppò in alcuni vigneti siti nel comune di Mornico Losana. Con questa idea in mente, da qualche anno abbiamo abbandonato la produzione di altri vini che, seppur ottimi e di gran successo, ottenevamo con uve non autoctone dell’Oltrepò Pavese”. Chapeau. E una promessa: verremo presto a farvi visita, in cantina.

Cantine Francesco Montagna di Broni sbaraglia la concorrenza alla cieca nella categoria Pinot nero vinificato in bianco. Da dimenticare c’è solo il packaging, che fa eco a un sito web di difficile lettura. Ma se ciò che conta è il vino, non si discute: il prodotto, sullo scaffale per soli 4,99 euro, è validissimo. Sottile e finemente fruttato. Un vino in giacca e cravatta, seduto alla tavola di tutti i giorni.

Il Pinot grigio è di Giorgi: La Diana 2016 è in vendita a 7,60 euro. Il Bianco Provincia di Pavia 2015 di Tenuta Elisabeth: bel bere, per meno di 3 euro.

Nella categoria “Riesling”, il 2015 delle onnipresenti Cantine Giorgi (euro 6,90) la spunta per un soffio sul frizzante 2016 della linea Bronis, Terre d’Oltrepò.

Il miglior Pinot nero vinificato in rosa è quello di Cantine Montagna. Del pack abbiamo già parlato. Del vino non ancora: gioca “facile” in batteria con la referenza proposta dall’azienda agricola Losito e Guarini, che con l’intera linea “Le Cascine” si gioca letteralmente la faccia in Gdo (ed è uno di quei marchi che non fanno certo il gioco dell’Oltrepò pavese, con continui tagli prezzo sotto i 2 euro). Meglio parlare, dunque, di chi trionfa. Il Pinot nero vinificato resè Op Doc di Cantine Montagna è un dignitosissimo vino da tavola, dal bouquet fruttato ed aromatico di sufficiente qualità. Prezzo: 4,99 euro.

Lunghissima, invece, la lista di Bonarda proposti in degustazione. La spunta, per la vendemmia 2016, l’azienda agricola Quaquarini Francesco di Canneto Pavese (5 euro), a cui è andato il riconoscimento come “Miglior cantina Gdo 2016” di vinialsuper. La consegna della pergamena a Umberto Quaquarini è avvenuta in Consorzio, proprio in occasione della degustazione. Nello specifico del tasting alla cieca di Bonarda, si tratta di un pari merito con Conte Vistarino di Pietra de’ Giorgi (prezzo che si aggira tra i 5,90 e i 5,95 euro al supermercato). Menzione speciale, tra i 2015 degustati, per il Bonarda Bronis: altro riconoscimento, dunque, per questa linea di Terre d’Oltrepò. E sorprende il Bonarda La Brughera di Giorgi, cui sentiamo di riconoscere il premio della critica, scevro dalle logiche della Gdo: vino, addirittura, di ossimorica prospettiva. Provate a scoprirne il tannino.

Passiamo alla categoria “Rosso Oltrepò pavese” per trovare sul gradino più alto del podio lo strepitoso Rosso Op 2015 Avalon di Tenuta Elisabet. Sapiente mix di Barbera e Croatina da terreno calcareo argilloso. Il segreto sta nell’affinamento, che avviene solo parzialmente in inox per 12 mesi, mentre il resto destinato a tonneau e botte grande. Segue assemblaggio e chiarifica, prima dell’imbottigliamento. Sullo scaffale per poco più di 2 euro: provatelo.

Il miglior Pinot nero vinificato in rosso è dell’azienda agricola Torti. “L’eleganza del vino”, è il claim della cantina di frazione Castelrotto 6, a Montecalvo Versiggia. Uno charme che si esprime nella vendemmia 2014 del Pinot nero Op Doc 7 Stelle. Un nobile, tra i nobili dell’Oltrepò: profumo etereo e buona complessità al palato lo rendono un vino degno di piatti importanti, anche al di là di quelli della tradizione oltrepadana. Prezzo: dai 9,50 ai 12 euro.

Altro successo per Torti nella categoria Barbera Doc, in vendita dai 9 agli 11,50 euro. La vendemmia premiata è la 2015. Menzione particolare per il Barbera Op Doc 2011 Le Vignole della Società Agricola Fratelli Guerci di Guerci Claudio Cesare & C. (Località Crotesi 20, Casteggio). Otto euro il prezzo a scaffale di questa vera e propria gemma, la cui vinificazione prevede una macerazione sulle bucce di 15 giorni. “Un tempo il vigneto più piccolo era anche il più curato e prezioso tanto da essere affettuosamente chiamato Vignola. Oggi in questo amato terreno la famiglia Guerci produce con passione la sua Barbera. Un vino profumato, di carattere. Un vino di cui innamorarsi”. Nulla di più vero delle parole usate dalla stessa azienda, per presentare il proprio rosso.

Per il Buttafuoco si presenta in degustazione il solo Quaquarini (dov’è Fiamberti?) con la vendemmia 2015. Il premio per il miglior Moscato si divide tra la tipicità di Losito & Guarini – che guadagna punti in Gdo con tutta la linea “C’era una volta”, capace di spuntarla nel tasting anche nella categoria “Sangue di Giuda” – in vendita tra i 5,90 e i 6,90 euro, e il caratteristico taglio del Moscato 2016 La Signora della società agricola Castel del Lupo di Calvignano (prezzo: 6,50 euro). Un taglio, per intenderci, che lo avvicina di molto a quello piemontese.

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Vino al supermercato: crescono Doc e spumanti. Il “bio” non è più una nicchia

Crescita significativa delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75 cl. Queste le anticipazioni della ricerca sull’andamento del mercato del vino nella Grande distribuzione nel 2016 svolta dall’istituto di ricerca IRI che sarà presentata a Vinitaly (a Verona 9/12 aprile).

Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro. In un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, il mercato italiano del vino gode di una relativamente buona salute, come testimoniato anche dalle vendite nei supermercati.

I vini a denominazione d’origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozioni rimangono statiche ed i prezzi medi sono in risalita. Va sottolineato il successo degli Spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l’ottimo risultato del 2015.

La crescita degli spumanti riflette una destagionalizzazione delle vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano – fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI -. Tale aspetto ci permette di dedurre che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano”.

I VINI BIOLOGICI
I vini biologici fanno registrare una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti.

“I primi dati sul mercato del vino nella Grande Distribuzione confermano la ripresa del mercato interno del vino in Italia – ha commentato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere -. I consumatori cercano sugli scaffali sempre più il vino di qualità, con un conseguente aumento dei prezzi medi. E’ un processo che è sempre stato sostenuto da Vinitaly che da 13 anni organizza e promuove l’incontro tra cantine e Grande distribuzione in convegni e incontri B2B”.

VINI IN PROMOZIONE AL SUPERMERCATO
Nonostante la leva delle promozioni, che tuttavia si mantiene ferma al 50% da due anni, i valori del vino venduto continuano a salire: le bottiglie a denominazione di 75cl hanno un prezzo medio di poco inferiore ai 5 euro (4,81 euro al litro). Ancora un anno negativo per le vendite del vino in brik (- 2,5%) ed un crollo per tutti gli altri formati: – 8,6% per il vino confezionato da 0,76 a 2 litri e – 9,7% per formati diversi da questi (tutti dati in volume).

Questi dati condizionano il dato complessivo del vino confezionato, che è di -1% a volume e + 1,1% a valore. Tra i formati differenti dalla bottiglia di 75cl si afferma soltanto il Bag in Box con 12 milioni di litri venduti ed una crescita dell’11,7% in volume.

Sul podio dei vini più venduti d’Italia si piazzano i tre inattaccabili campioni, nell’ordine: Lambrusco, Chianti, Montepulciano d’Abruzzo. Si fanno notare le performance del Nero d’Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Muller Thurgau e Gutturnio (Lombardia) (che crescono in percentuale più del 4%).

I VINI IN ASCESA
Tra i vini ‘emergenti’, cioè con una maggiore progressione di vendita a volume salgono sul podio, nell’ordine: Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Passerina (Marche), Valpolicella Ripasso (Veneto). Si conferma la crescita del Pignoletto (Emilia), del Pecorino (Marche/Abbruzzo) e della Passerina (Marche), mentre rientrano in classifica il Grillo (Sicilia) e il Cannonau (Sardegna). Va segnalata la crescita dell’8,2% in volume del Chianti Docg, quindi il top delle denominazioni, che vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro. I dettagli della ricerca effettuata da IRI per conto di Veronafiere saranno presentati a Vinitaly 2017, lunedì 10 aprile.

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Vini al supermercato

Penny Market, il “vino del mese” è un insulto all’Oltrepò. Per 2 euro, meglio il Syrah Pellegrino

Stride, sul collo della bottiglia, la fascetta della Doc, dopo il primo sorso di Camé, Bonarda dell’Oltrepò Pavese vendemmia 2016 imbottigliato dall’Azienda Vinicola M.G. Sas a Cassolnovo, piccolo borgo alle porte di Vigevano (non esattamente, dunque, “Oltre il Po”). E stride, ancor prima, il manifesto affisso al cestone del Penny Market,
nel quale sono rovesciate le bottiglie di quello che viene presentato come il “Vino del mese”.

La promozione è di quelle accattivanti: al vino in questione viene applicato uno sconto del 27%, che porta il prezzo da 2,19 euro a 1,59 euro. Per intenderci, il Bonarda Camé costa 2,12 euro al litro. Bastasse la convenienza, saremmo a cavallo.

Dal nostro esame, il prodotto ne esce – di fatto – a pezzi. Spuma assente, naso grezzo, palato impastato da una pastosità che ricorda il ritrito. Undici gradi e mezzo la percentuale di alcol in volume.

Un’acqua rossa che offende un territorio intero, per mano di una catena della grande distribuzione come Penny Market, che con questa etichetta – a dispetto di un assortimento che può vantare punte di eccellenza nel rapporto qualità prezzo, come l’imbattibile Bolgheri InSogno di Podere Guado al Melo, non a caso inserito nella nostra classifica 2015 delle migliori bottiglie di vino acquistabili al supermercato – tocca uno dei suoi punti più bassi.
Avrebbe potuto seguirla a ruota Esselunga, se non fosse che il Syrah 2014 Terre Siciliane Igt Costa Gaia è prodotto da un mostro sacro come Cantine Pellegrino di Marsala. Gente che, se rischia, lo fa coscientemente.

Il vino in questione, in sell out a spot la scorsa settimana nella catena di Caprotti al fantasmagorico prezzo di 1,99 euro (al netto di un 50 e rotti percento di sconto) risulta letteralmente “regalato” nel suo apparire nel calice perfettamente didattico (più che mai adatto, dunque, al pubblico della Gdo).

Classiche note del vitigno che spaziano dalla frutta rossa al pepe nero, unite a una facilità di beva strepitosa, nonostante i 13% che lo rendono tutt’altro che un “vinello” da quattro soldi.

Due vini, il Bonarda Camé e il Syrah Costa Gaia, capaci di mostrare il duplice volto del rapporto qualità prezzo del vino al supermercato. Saper scegliere, per scegliere bene.

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Vini al supermercato

Quanto vale il vino al supermercato? Da uno a 5 cestelli della spesa!

Un sistema facile e intuitivo per comprendere, ancor prima di leggere la recensione, se siamo di fronte a un vino valido o, piuttosto, al cospetto di una sola.

Vinialsuper presenta oggi il nuovo metodo di valutazione dei vini recensiti nella categoria “supermercato”, dedicata alle bottiglie reperibili sugli scaffali delle maggiori insegne della grande distribuzione organizzata (Gdo) che operano in Italia. Una classifica che va da 1 a 5 “cestelli” della spesa, in grado di indicare il valore della bottiglia degustata.

Il punteggio, che prevede anche l’utilizzo di decimali (es: 3.5, 4.5) apparirà all’inizio di ogni recensione. Prima della descrizione del prodotto finito sotto la nostra lente di ingrandimento, troverete l’immagine stilizzata di cinque cestelli, che si coloreranno interamente o parzialmente, in base al giudizio assegnato.

Il nuovo sistema di classificazione grafica dei vini in vendita al supermercato riguarderà in primis le recensioni pubblicate a partire dal 2017. Col trascorrere delle settimane, il sistema sarà integrato anche sulle schede dei vini degustati lo scorso anno.

A fine anno, come già accaduto nel 2015 e nel 2016, pubblicheremo la classifica dei migliori vini in vendita al supermercato degustati nell’anno solare. E consegneremo un attestato di merito alle cantine produttrici dei vini che saliranno sul “podio” per le categorie “vino rosso”, “vino bianco”, “vino rosato”, “vino spumante” e “miglior cantina Gdo”.

A curare quella che è solo una delle novità che attendono i lettori di #vinialsuper nel 2017, è stato il nostro staff tecnico, a cui rivolgiamo un personale ringraziamento. Ai lettori, nuovamente un sincero augurio di buon anno dalla redazione di vinialsupermercato.it

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Vini al supermercato: i migliori del 2016. La cantina dell’anno è in Oltrepò

Le potete trovare tutte a questo link le recensioni del vino in vendita nei supermercati italiani firmate da vinialsupermercato.it. Ci rendiamo conto che sono tante. E allora vi aiutiamo. Dopo la lista dei migliori vini degustati nel 2015 – anno della nostra fondazione – ecco quella aggiornata al 2016. Un viaggio nell’Italia del vino che prova a proporre qualità, anche nell’ambito dei grandi numeri della grande distribuzione organizzata. L’occasione buona per augurare buon Natale e buone feste a tutti i nostri lettori!

In particolare, tra i rossi, la spunta quest’anno il Brunello di Montalcino Docg Riserva 2006 di Villa Poggio dei Salvi (Toscana), in vendita nei supermercati Il Gigante, catena milanese con sede a Bresso, attiva nel Nord Italia. Tra i bianchi, soprattutto nell’ottica del rapporto qualità prezzo, non possiamo che insignire il Verdicchio dei Castelli di Jesi 2015 Titulus (Marche), della casa vinicola Fazi Battaglia. Lo potete trovare sugli scaffali di numerose catene della Gdo italiana. Tra gli spumanti, sul podio il Valdobbiadene Superiore Docg Prosecco Giustino B 2015 delle cantine Ruggeri (Veneto), assieme al Franciacorta Docg Saten Brut Castel Faglia (Lombardia). Tra i rosati, ecco spiccare la bella storia nel calice del Negramaro Rosato del Salento Igt 2015 Hiso Telaray, prodotto dalla Cooperativa sociale Terre Puglia Libera Terra: un vino che fa bene anche alla coscienza.

Spazio, quest’anno, anche per la segnalazione di un “vino quotidiano“, ma di altissima qualità: il Bonarda dell’Oltrepò Pavese Doc frizzante Vigna della Composta, prodotto da Fratelli Agnes a Rovescala (Lombardia). Miglior cantina 2016 che opera in Gdo, per noi di vinialsupermercato.it, è senza dubbio la Quaquarini Francesco di Canneto Pavese: qui la storia di questa importante realtà oltrepadana, che opera in un territorio difficile, puntando sul biologico e sull’attenzione alla qualità. Sia in campagna, sia in cantina.

http://www.vinialsupermercato.it/brunello-montalcino-docg-riserva-2006-villa-poggio-dei-salvi/

http://www.vinialsupermercato.it/verdicchio-dei-castelli-jesi-2015-titulus-fazi-battaglia/

http://www.vinialsupermercato.it/valdobbiadene-superiore-docg-prosecco-giustino-b-2015-ruggeri/

http://www.vinialsupermercato.it/franciacorta-docg-saten-brut-castel-faglia/

http://www.vinialsupermercato.it/negramaro-rosato-salento-igt-2015-hiso-telaray-cooperativa-sociale-terre-puglia-libera-terra/

http://www.vinialsupermercato.it/bonarda-doc-vigna-della-composta-fratelli-agnes-rovescala/

http://www.vinialsupermercato.it/gutturnio-superiore-doc-2011-la-gobba-testa/

http://www.vinialsupermercato.it/pinot-bianco-colterrae-alto-adige-doc-2015-cantina-colterenzio/

http://www.vinialsupermercato.it/cabernet-friuli-colli-orientali-doc-2013-volpe-pasini/

http://www.vinialsupermercato.it/alghero-doc-le-arenarie-2014-sella-mosca/

http://www.vinialsupermercato.it/arnolfo-cambio-sangiovese-toscana-igt-2009-fattoria-palagio/

http://www.vinialsupermercato.it/santantimo-doc-focaia-2012-societa-agricola-centolani/

http://www.vinialsupermercato.it/falanghina-del-molise-doc-2015-majo-norante/

http://www.vinialsupermercato.it/korem-rosso-igt-isola-dei-nuraghi-2011-argiolas/

http://www.vinialsupermercato.it/grignolino-doc-2014-azienda-agricola-eredi-angelo-icardi/

http://www.vinialsupermercato.it/brusco-dei-barbi-rosso-toscana-igt-2013-fattoria-barbi/

http://www.vinialsupermercato.it/gavi-docg-maddalena-massone-stefano-capriata/

http://www.vinialsupermercato.it/barbera-dalba-doc-2012-egidio-bosio-vini/

http://www.vinialsupermercato.it/cannonau-di-sardegna-doc-riserva-2011-sella-e-mosca/

http://www.vinialsupermercato.it/franciacorta-brut-brolo-dei-cavalieri-cantina-lidl/

http://www.vinialsupermercato.it/lambrusco-rose-lini-910-lini-oreste-e/

http://www.vinialsupermercato.it/montepulciano-dabruzzo-doc-2014/

http://www.vinialsupermercato.it/locorotondo-dop-terrantica-di-puglia-san-martino-coluccivini/

http://www.vinialsupermercato.it/gattinara-docg-2010-azienda-agricola/

http://www.vinialsupermercato.it/aglianico-del-vulture-doc-2013-i-due/

http://www.vinialsupermercato.it/grillo-terre-siciliane-igp-biologico/

http://www.vinialsupermercato.it/orzalume-umbria-igt-2013-castello-di/

http://www.vinialsupermercato.it/chardonnay-lazio-casale-del-giglio-bozza/

http://www.vinialsupermercato.it/verdicchio-dei-castelli-di-jesi-superiore-doc-2014-casal-di-serra-umani-ronchi/

http://www.vinialsupermercato.it/rosso-piceno-superiore-doc-2013-re-nero-cantine-il-crinale/

http://www.vinialsupermercato.it/biferno-doc-2011-ramitello-di-majo-norante/

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