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Marzadro: identità territoriale e futuro della Grappa Trentina

Trento Doc, Vermut Altolago, Amaro Marzadro. Si apre così la nostra visita alla Distilleria Marzadro, a Nogaredo (TN). Un twist sullo “Sbagliato” a base di prodotti del territorio. A proporlo è il bartender Leonardo Veronesi (del Rivabar di Riva del Garda) che collabora con Marzadro proprio per sdoganare la Grappa, prodotto regina della distilleria, in mixology.

L’approccio è chiaro: proporre la grappa in miscelazione per introdurla al consumo in purezza. Strizzare l’occhio al bere mescolato sia per volumi sia come veicolo per rendere il brand riconoscibile ed evolvere il consumatore verso il consumo in purezza.

Questo perché il competitor non è più il vicino di casa, grappaiolo pure lui. La concorrenza oggi sono gli altri grandi distillati, come Whisky, Cognac e Rum, tanto quanto i sempre più presenti Gin e Botanical Spirit.

Lavorare quindi sulle potenzialità della grappa come ingrediente, senza quindi sviluppare un prodotto apposito come invece hanno fatto altre aziende. Drink a base grappa che divengono accompagnamento a piatti gourmet. Abbinamento cibo-cocktail che trova qui un’ulteriore sdoganamento.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Alle spalle c’è la storia e la tradizione di un’azienda nata sul finire degli anni ’40 per volere dei fratelli Sabina ed Attilio Marzadro e cresciuta nel tempo fino all’avvio dell’attuale stabilimento nel 2004. Sempre sotto il segno della qualità.

Otto alambicchi a bagnomaria . Gestione separata delle vinacce e degli sgrondi. Circa 50.000 quintali di vinacce lavorate ogni anno, tutte da viticoltura trentina. Periodo di distillazione di circa 100 giorni all’anno per poter lavorare la materia prima a breve distanza di tempo da vendemmie e vinificazioni. 27 milioni di bottiglie/anno suddivise in oltre 70 etichette differenti.

Numeri di quella che è, ad oggi, “un’azienda grande fra le piccole” come sottolineano gli eredi di casa Marzadro Alessandro e Stefano.

LA DISTILLERIA
Entrare nella distilleria significa entrare in un edificio appositamente pensato e realizzato per fare la grappa e comunicarla al consumatore. Un edifico che punta all’ecosostenibilità ed all’integrazione col territorio finanche al tetto, ricoperto da un manto vegetale.

Già dall’esterno si ha un immediato senso di accoglienza dato dall’assenza di una recinzione che divida dalla strada antistante. Colori tenui e le grandi vetrate del punto vendita che invitano a fermarsi anche solo per curiosare.

All’interno risulta chiaro come la parte operativa-produttiva e la parte da “enoturismo” condividano gli spazi senza intralciarsi vicendevolmente.

La sala di distillazione, il sancta sanctorum dell’impianto, è attorniata da un corridoio che permette ad eventuali visitatori di osservare le varie fasi senza disturbare.

Ma dietro a questo studio estetico-funzionale c’è tutta l’esperienza e la ricerca della qualità delle generazioni della famiglia Marzadro. Alambicchi in rame “a bagnomaria” per ottenere distillazioni più pulite rispetto ai tradizionali “cestelli”. Due batterie di sistema alambicco-colonna che convergono su due contatori piombati per ragioni fiscali (l’equivalente dei “spirit safe” scozzesi). Oltre 2400 sigilli daziali a garantire l’incolumità della produzione.

Ma nonostante la tecnologia e gli automatismi la distillazione è ancora, in parte, un gioco di sensibilità. Il sapere si tramanda ancora oggi con la nuova generazione che lavora a fianco della precedente.

LA BOTTAIA
1000 Kg di vinaccia, lavorati per circa 4 ore, danno origine a circa 60 litri di grappa. Grappa bianca che in alcuni casi verrà invecchiata. La bottaia trasmette lo stesso “concept” architettonico della produzione: convivenza fra lavoro e visita, fra esigenze tecniche e turismo.

Se le botti sono custodite in depositi sotto sigillo della Guardia di Finanza per ragioni fiscali per il visitatore è comunque possibile osservarle grazie ad un camminamento sopraelevato.

Oltre 3000 botti fra Ciliegio, Acacia, Frassino. Legni di diversa grana e diversa tostatura. Botti ex Porto. Anfore di terracotta. Tutti ingredienti della formula alchemica dell’invecchiamento. Elementi dello stile della Casa.

Materiale e tempo che creano la gamma dei prodotti invecchiati Marzadro, dall’iconica “18 Lune” alla linea “Giare“, finanche alla grappa affinata in anfora.

MADONNA DELLE VITTORIE
Marzadro però non è solo grappa. Da tre anni è stata infatti acquisita Madonna delle Vittorie, una realtà fatta di una cantina ed un frantoio. Siamo ad Arco (TN), punta nord del Lago di Garda.

Lavorazione artigianale delle olive (anche conto terzi, vista la scarsità di frantoi nell’areale), 50% varietà nere 50% varietà verdi, per produrre un olio Garda Dop fragrante, dal colore brillante che alterna dolcezze a note amaricanti e ad una leggere piccantezza.

Teroldego, Rebo, Nosiola, Gewurtraminer, Pinot Bianco, Chardonnay. Filari stretti per creare competizione fra le viti. Circa 40 ettari in conduzione di cui 8 di proprietà. Produzione annua di 150.000 bottiglie. Un Trento Doc fragrante e fruttato ed una linea di vini fermi che, così come l’olio, sembrano cercare una proprio specifica identità.

L’areale del nord Garda è una sottozona molto particolare. Una zona che attutisce le annate molto umide anche grazie ai due venti che soffiano regolari, il Pelér al mattino e l’Ora al pomeriggio. Zona di sbalzi termici. Quasi una goccia di mediterraneo nel nord Italia.

Ma se questa parte di mondo da vita ad un olio la cui qualità è conosciuta e rinomata per i vini l’identità è ancora tutta da scoprire. La Nosiola, unico vitigno autoctono trentino a bacca bianca, da vini ancora sconosciuti ai più così come il Gewurztraminer che qui ha una declinazione differente, meno aromatica e più elegante, rispetto all’areale altoatesino.

Un angolo di Trentino ad oggi forse più noto come località da turismo sportivo (vela, arrampicata e bici le attività principali) che però nasconde in se un piccolo cuore enogastronomico da scoprire.

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Distilleria Marzadro cresce ed investe nel 4.0


NOGAREDO –
Il Consiglio di amministrazione di Distilleria Marzadro ha approvato il bilancio d’esercizio 2018. L’azienda di Nogaredo (Trento), produttrice di distillati, ha chiuso il 2018 con un fatturato di 20,9 milioni di euro, in leggera crescita rispetto al 2017.

Aumenta il valore aggiunto dell’azienda, che mantiene saldamente il quarto posto nella top ten dei player italiani: crescono utile netto, Ebitda e Ebit. Mentre si consolida la stabilità finanziaria della società grazie ad una disponibilità liquida più che raddoppiata.

Nel 2018 sono proseguiti, come nei due anni precedenti, gli investimenti in pubblicità e in ammodernamento degli impianti. L’anno ha confermato la forza dei brand di Distilleria Marzadro, in primis la grappa “Le Diciotto Lune”, e ha premiato la capillarità distributiva della rete di vendita.

“Nel 2018 abbiamo raccolto i frutti di ciò che abbiamo seminato negli anni precedenti – commenta il presidente di Distilleria Marzadro, Stefano Marzadro (nella foto) -. Restiamo un’azienda sana e stabile, con una visione di business in continuo rinnovamento”.

GLI INDICATORI 2018
I ricavi netti salgono nel 2018 a 20,9 milioni di euro, a fronte dei 20,6 milioni di euro del 2017, registrando una crescita dell’1,5%. L’Ebitda (il margine operativo lordo) si attesta sul 14,9% dei ricavi contro il 12,2% dell’anno precedente. Mentre l’Ebit sale al 10,7% contro l’8,3% del 2017.

Il risultato economico netto (l’utile) cresce da 1,076 milioni di euro a 1,542 milioni di euro, il 7,4% dei ricavi (a fronte di una percentuale del 5,2 nel 2017). Per quanto riguarda la destinazione dell’utile d’esercizio, esso verrà interamente mantenuto in azienda per investimenti futuri.

Distilleria Marzadro conferma la sua solidità finanziaria: nel 2018 ha registrato disponibilità di cassa per 5,188 milioni di euro, a fronte dei 2,370 milioni del 2017 (dato più che raddoppiato). Il patrimonio netto, dato dalla somma del capitale sociale e delle riserve accantonate negli scorsi anni, è pari a 11,058 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto ai 9,516 milioni di euro del 2017.


La PFN (Posizione finanziaria netta) è migliorata: l’indice è passato dagli 8,64 milioni del 2017 ai 5,86 milioni del 2018, segnando un rapporto sul patrimonio netto dello 0,5% anziché dello 0,9%.

Riguardo alle quote di mercato, c’è una predominanza di vendita sul fronte domestico – sui 20,9 milioni di euro di ricavi, l’81,3% di essi riguarda il mercato Italia (17 milioni di euro) – e una quota di estero pari al 18,7% – il 16,2% nel mercato dell’Unione Europea (3,4 milioni di euro) e il restante 2,5% nel resto del mondo (0,5 milioni di euro).

LE PREVISIONI PER IL 2019
Per il 2019 le previsioni sui ricavi restano ottimistiche. I risultati ottenuti nel primo quadrimestre dell’anno segnano un incremento del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,5). “Questo ci rende prudentemente ottimisti – dichiara ancora il presidente Stefano Marzadro – pur proseguendo sulla strada dell’impegno nel controllo dei costi di gestione”.

Il 2019 è anche l’anno del 70esimo anniversario: Distilleria Marzadro incentra il piano di sviluppo, da un lato, sul lancio dei prodotti destinati a segmenti di mercato meno consolidati come miscelazione o cocktail bar; dall’altro lato, sul potenziamento dei brand classici e top level, come la linea “Affina”, la linea “Espressioni” e la linea “Giare”, equiparabili ai distillati internazionali.

“Quest’anno – continua il presidente – vogliamo puntare sulla diversificazione di prodotto, spingendo sulla linea “Infusioni”, sul “Luz Gin” e su “Altolago Vermut”, destinati ad un pubblico più giovane. Tutti prodotti che hanno alla base una materia prima a chilometro zero, sostenibile, proveniente dal territorio trentino”.

“E poi sul potenziamento dei brand della nostra alta gamma – prosegue il presidente – come le linee “Affina”, “Espressioni” e “Giare”, che non hanno nulla da invidiare per ricercatezza, qualità e prestigio agli invecchiati stranieri. Anche il nostro brand di punta “Le Diciotto Lune” sarà oggetto di innovazione: ci sarà un restyling del marchio e una maggiore spinta de “Le Diciotto Lune Botte Porto”, versione più invecchiata del brand più conosciuto”.

Sul fronte produzione, l’azienda sta preparando un piano di investimenti, da realizzarsi nel secondo semestre 2019, in ottica Industry 4.0, per circa 800mila euro, con l’obiettivo di ottimizzare al meglio i processi produttivi in ambito tecnologico e digitale.

“Sul solco dell’innovazione che da sempre ci caratterizza – ancora Marzadro – proseguiamo sulla strada dell’ottimizzazione dei processi produttivi, investendo circa 800mila euro principalmente su una linea di imbottigliamento che verrà riammodernata e integrata con nuove tecnologie legate al mondo 4.0 e con annesso software per la gestione e il continuo monitoraggio del processo produttivo stesso”.

Entro il 2019, Distilleria Marzadro conta di raggiungere l’obiettivo di arrivare a produrre un milione di litri di invecchiato. Cifra che corrisponde ad un fabbisogno di mercato di più di tre anni. Si tratta di una garanzia per il futuro e della conferma che il mercato nazionale e internazionale apprezza sempre di più la grappa invecchiata.

IL GRUPPO

Distilleria Marzadro nasce nel 1949 a Brancolino di Nogaredo, in provincia di Trento, grazie alla tenacia e alla bravura di Sabina Marzadro. Sabina fonda la distilleria e la fa crescere assieme al fratello Attilio. La seconda generazione è composta da Stefano, Anna e Andrea, i figli di Attilio.

La terza, invece, è rappresentata attualmente da Mattia, Alessandro (figli di Stefano) e Luca (figlio di Andrea). Presidente di Distilleria Marzadro è Stefano Marzadro, che ricopre anche la carica di amministratore delegato e Cfo. L’azienda ha 73 dipendenti e produce 1,5 milioni di bottiglie l’anno. Può contare su 3mila botti di proprietà.

Il Gruppo Marzadro comprende anche Madonna Delle Vittorie, azienda vitivinicola acquistata nel 2016. Nel 2018 Madonna Delle Vittorie ha prodotto 30mila bottiglie di Trento Doc e 20mila di Gewürztraminer. Vi lavorano 25 dipendenti.

LA PRODUZIONE
Distilleria Marzadro ha sempre puntato sulla qualità, scegliendo di distillare solo vinaccia fresca e solo 100 giorni l’anno (da settembre a novembre, giorno e notte), per un totale di 50mila quintali lavorati. A cui vanno sommate le lavorazioni di vinacce di amarone, qualche mese più tardi.

Tra i prodotti di punta di Distilleria Marzadro ci sono: “Le Diciotto lune”, che prende il nome dal numero dei mesi di invecchiamento; “Giare”, una linea di grappe invecchiate 36 mesi; “Espressioni”, dove l’invecchiamento varia dai 4 ai 6 anni.

“Affina”, il prodotto più prestigioso, per consumatori che apprezzano un invecchiamento di dieci anni; “Anfora”, dove viene affinata la tecnica di micro-ossigenazione della grappa attraverso l’invecchiamento in anfore di terracotta. La linea “Diciotto Lune Botte Porto”, è frutto di un invecchiamento della Diciotto Lune, per altri 18 mesi, in botti usate precedentemente per il Porto, il vino liquoroso portoghese.

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