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Cosa è successo a Fivi e perché le elezioni 2025 sono determinanti

Cosa è successo a Fivi e perché le elezioni 2025 sono determinanti società di servizi mercato bologna federazione italiana vignaioli indipendenti
società di servizi Fivi. La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha attraversato un periodo di significative turbolenze interne tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Motivo per il quale le elezioni Fivi 2025, in programma questa settimana, per l’esattezza il 13 febbraio a Imola, potrebbero avere un risultato ancora più determinante. Ma cosa è successo a Fivi? Le prime tensioni sono emerse in seguito al Mercato di Bologna del novembre 2023. L’evento ha suscitato critiche relative alla gestione degli ampi spazi, nonché all’affluenza di pubblico e operatori e ai costi rispetto alle precedenti edizioni dello storico Mercato di Piacenza. Nel febbraio 2024 sono arrivate le dimissioni di quattro membri del Consiglio direttivo: Luca Ferraro (Fivi Veneto), Gaetano Morella (Fivi Puglia, ex vicepresidente durante la gestione Matilde Poggi), Monica Raspi (Fivi Toscana) e Francesco Maria De Franco (Fivi Calabria). Nessuno di questi ex consiglieri figura tra i candidati alle elezioni Fivi 2025.

FIVI, COSA SUCCEDE? UN 2024 TURBOLENTO, TRA DIMISSIONI E RINCALZI

Per rimpiazzare i dimissionari, il Consiglio ha inizialmente proposto il subentro ai primi vignaioli non eletti nell’ultima tornata di elezioni. Ma ha ricevuto rifiuti netti da Cesare Corazza (Emilia-Romagna), Celestino Gaspari (Veneto) e Daniele Parma (Liguria). Tre nomi pesanti nelle dinamiche della Federazione. Di conseguenza, si è proceduto alla cooptazione di nuovi membri: Andrea Annino (Sicilia), Stefano Casali (Toscana) e Desirèe Pascon Bellese (Veneto). Incredibile quanto avvenuto anche a seguito di questo passaggio, sempre nel 2024. Poco prima dell’assemblea dei soci del 26 febbraio 2024 a Bologna, anche Stefano Casali (cantina Muralia) ha ritirato la sua disponibilità. Al suo posto, è stato nominato Gianluca Morino (Piemonte), che ha completato la ricostituzione di un Consiglio a dir poco rappezzato, rappresentato ai vertici dall’attuale presidente Lorenzo Cesconi, che a sua volta non si ricandiderà alle elezioni 2025. Il vignaiolo trentino, nei giorni scorsi, si è rifiutato di rispondere a un’intervista di Winemag, dopo aver letto le domande.

Queste vicende hanno evidenziato divergenze enormi all’interno della Fivi, riguardo alla gestione e alla direzione futura dell’associazione. Uno dei temi più controversi all’interno della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che sarebbe emerso con forza nel corso della crisi dirigenziale di febbraio 2024, riguarderebbe la creazione di una società di servizi, utile a gestire la cassa di Fivi. Un’iniziativa che avrebbe diviso profondamente i membri del consiglio e gli stessi soci, da Nord a Sud della Penisola. Tanto che, voci interne alla Federazione, riferiscono sia proprio questa la causa dei mal di pancia che hanno portato alle dimissioni e ai successivi rifiuti di incarichi e subentro nel consiglio direttivo guidato da Cesconi.

UNA SOCIETÀ DI SERVIZI NEL FUTURO DI FIVI?

L’idea di una società di servizi nasce dalla volontà di strutturare meglio l’attività della Fivi, garantendo una gestione più efficace degli eventi e delle attività della Federazione. In particolare, l’organizzazione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che nel 2023 si è trasferito da Piacenza a Bologna con un impatto significativo sui vignaioli, ha mostrato – secondo i promotori – la necessità di un’organizzazione più professionale e meno dipendente dalla sola struttura associativa. L’obiettivo principale della società di servizi sarebbe quello di gestire gli eventi (come il Mercato Fivi) con un approccio più “imprenditoriale”.

Il nuovo organismo potrebbe anche fornire supporto amministrativo e consulenziale ai soci, oltre a migliorare la comunicazione e il marketing della Federazione. L’idea, però, non è stata accolta in modo unanime. Alcuni membri hanno espresso forti perplessità riguardo al progetto, temendo che una struttura di questo tipo potesse snaturare lo spirito della Fivi, nata come un’associazione a tutela dei vignaioli artigiani. La società di servizi, in sostanza, verrebbe vista come una deriva aziendalista. Alcuni soci ritengono che l’associazione possa così perdere il suo spirito. Trasformandosi in un’organizzazione più orientata al profitto che alla rappresentanza degli interessi dei piccoli produttori, a livello parasindacale.

LE PREMESSE: ANCHE IL 2022 DI FIVI È STATO BURRASCOSO

Scavando nella storia recente di Fivi c’è chi fa risalire al 2022, anziché al 2023, l’inizio della burrasca che si è trascinata fino al 2025. A meno di un mese dalle elezioni del Consiglio direttivo della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti del 9 marzo 2022quelle che hanno portato alla presidenza proprio Lorenzo Cesconi – ecco il primo ribaltone. Walter Massa e Andrea Picchioni, due figure di spicco nel panorama vitivinicolo italiano, fra Colli Tortonesi e Oltrepò pavese, rassegnavano infatti le loro dimissioni dal neoeletto cda. Gettando una prima ombra sulle dinamiche interne alla Federazione.

Come riportato da Winemag il 20 marzo 2022, le dimissioni di Massa e Picchioni furono strettamente collegate tra loro. In base ai voti ottenuti, Picchioni avrebbe dovuto subentrare a Massa – primo a dimettersi dei due, in ordine cronologico – nel consiglio direttivo. Tuttavia, entrambi hanno scelto di rinunciare all’incarico. Una decisione che ha portato all’ingresso di Andrea Pieropan, vignaiolo attivo tra Soave e Valpolicella, nel consiglio guidato da Cesconi. Pieropan che, da non eletto nel 2022, oggi si ricandida a un ruolo nel direttivo Fivi 2025-2028.

LE DIMISSIONI DI MASSA E PICCHIONI E IL CASO SIMONA NATALE

Le motivazioni alla base delle dimissioni di Massa e Picchioni non sono mai state chiarite ufficialmente. Chi invece ha fatto coming out, sempre nel corso del 2022, è stata Simona Natale. Fu proprio l’ex compagna di Gianfranco Fino, viticoltore di Manduria e volto noto della Fivi pugliese, a chiarire gli incredibili contorni del clima esistente all’interno della Federazione italiana vignaioli indipendenti. In un’intervista esclusiva rilasciata a Winemag il 25 marzo 2022, Simona Natale parlava infatti di un ambiente incandescente all’interno di Fivi, caratterizzato da «attacchi personali, pressioni e guerriglia».

Un contesto che potrebbe aver influito sulla decisione di Massa e Picchioni di lasciare il loro incarico. Il presidente Lorenzo Cesconi avrebbe tentato all’epoca, senza successo, di convincere Walter Massa a rimanere nel Consiglio direttivo. La scelta di Andrea Picchioni di dimettersi sarebbe quindi da interpretare come un gesto di solidarietà nei confronti del collega (ed amico) dei Colli Tortonesi. Con premesse simili, ecco delineato il peggior triennio della storia della Federazione italiana vignaioli indipendenti. Quello che presto avrà fine, con l’elezione di un nuovo consiglio direttivo che potrebbe portare i vignaioli indipendenti verso due direzioni diametralmente opposte. La fine di un sogno. O l’inizio di una nuova era, nel segno degli ideali dei padri fondatori. https://fivi.it/i-soci-fivi/

Bufera elezioni nuovo Cda Fivi: «Attacchi personali, pressioni, clima da guerriglia»

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Fivi, Lorenzo Cesconi non si ricandida. E si nasconde


In un mondo del vino che ama guardarsi allo specchio e dirsi da solo quanto sia bello, Fivi ha imparato presto la lezione. Oltre a non ricandidarsi alle prossime elezioni, conscio di aver guidato il peggior triennio della storia della Federazione italiana vignaioli indipendenti – tra raffiche di dimissioni e cooptazioni – il presidente uscente Lorenzo Cesconi si rifiuta di rispondere alle domande di Winemag. Il tutto dopo essersi fatto inviare i quesiti. E averli giudicati troppo “scomodi”. In un primo momento, infatti, Cesconi aveva accettato di rilasciare un’intervista di fine mandato e sul futuro di Fivi, rimandandola da fine 2024 a inizio 2025. Per poi ingranare la quinta, in retromarcia. Nascondendosi in un silenzio che dice più di mille parole.

L’ufficio stampa Fivi, sollecitato diversi giorni dopo l’invio delle domande, ci ha fornito questa clamorosa scusa, via mail: «Mi dispiace, ho insistito molto per avere l’intervista, ma sono molto impegnati e avendo voi già scritto sul tema elezioni, non vogliono aggiungere altro». Tradotto: Lorenzo Cesconi parla solo con chi scrive quello che gli piace.

FIVI E IL SILENZIO DI LORENZO CESCONI: SERVE UN RITORNO ALLE ORIGINI

A metà febbraio, il Cda potrebbe essere rivoluzionato dalle elezioni 2025 (a questo link tutti i candidati, articolo che Cesconi ritiene evidentemente esaustivo per descrivere…il suo mandato!). Le urne consegneranno alla Federazione italiana vignaioli indipendenti un nuovo presidente e un nuovo consiglio direttivo. La speranza è che i vignaioli e le vignaiole facciano il loro dovere, per ridare alla Fivi non tanto la “purezza”, ma il senso e l’etica delle origini. A quel punto, la dignità di affrontare apertamente giornalisti scomodi, oltre ai tanti, soliti scribacchini, verrà da sé. Viva la (vera) Fivi.

Lorenzo Cesconi, quali obiettivi ha centrato nel corso del suo mandato da presidente Fivi?

Non rispondo.

Su quali ha lavorato, senza portarli a termine?

Non rispondo.

Perché non si ricandida? Aspira comunque a un ruolo nella Federazione italiana vignaioli indipendenti?

Non rispondo.

Il mandato è stato caratterizzato da non pochi turbamenti, all’interno del Cda. Quali sono le ragioni?

Non rispondo.

Cosa risponde a chi sostiene che Fivi faccia ormai poco sindacato e si occupi solo di “far cassa” con il Mercato?

Non rispondo.

La decisione di spostare il Mercato a Bologna sembra aver tolto un po’ di “magia” al Mercato. Piacenza non era più una soluzione praticabile solo per una questione di spazi, o ci sono altre ragioni?

Non rispondo.

A breve le nuove elezioni Fivi: ha idea di chi possa essere il suo successore? Voci di corridoio riferiscono di almeno una lista che intenda promuovere l’elezione della vignaiola Rita Babini a prossima presidente Fivi.

Non rispondo.

I Vignerons Indépendants francesi sembrano avere un approccio molto più pragmatico del vostro: per esempio hanno un e-commerce con oltre 3 mila vini disponibili in consegna in 48 ore. La cosa, in Italia, pare improponibile. Cosa determina questa e altre differenze tra la “casa madre” e la Federazione italiana?

Non rispondo.

L’idea francese di una serie di Mercati organizzati in diverse città chiave, sul modello dei Vignerons Indépendants, è replicabile in Italia?

Non rispondo.

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Proposta Vini a tutta Fivi. Girardi: «40 anni al servizio delle micro cantine italiane»


Non facesse un mestiere diverso – lui distribuisce, quegli altri producono – il fondatore di Proposta Vini, Gianpaolo Girardi, calzerebbe a pennello col ruolo di prossimo presidente Fivi. Con i vignaioli indipendenti impegnati in queste ore a costruire alleanze per formare il consiglio direttivo 2025-2028, in vista delle elezioni che si terranno il 13 febbraio a Imola, l’aria alla Stazione Leopolda di Firenze, dal 18 al 20 gennaio scorso, è sembrata tingersi da Mercato d’una Fivi d’antan. Più simile a quello di Piacenza che all’attuale, in salsa ragù bolognese. Numerosissimi i soci della Federazione italiana vignaioli indipendenti presenti come espositori alla presentazione del Catalogo 2025 di Proposta Vini. Dai vecchi ai nuovi. Ovvero dal fondatore Walter Massa agli ultimi – interessantissimi e spumeggianti – arrivati di Cantina VentiVenti
.

Ma a rendere ancora più “Fivi” il clima è stato proprio Gianpaolo Girardi, nel discorso introduttivo rivolto alla stampa presente a Firenze. «Proposta Vini è stata fondata nel 1984. E 40 anni fa non era certo scontato poter immaginare di trovare un mercato solido a dei piccoli produttori come quelli presenti tra le 417 cantine selezionate sino al 2025, di cui 258 italiane e 159 straniere. Quello a cui assistiamo in questi giorni, alla Stazione Leopolda, non era per nulla preventivabile. Anzi, è un miracolo. Nel nostro Catalogo 2025 sono presenti perlopiù micro aziende con 2, 3, 4, 5 ettari, spesso in posti molto difficili da lavorare… Perché la nostra attenzione, negli anni, si è rivolta sempre più a loro? La ragione, per certi versi, è banalissima. Ed è che siamo convinti che il buon vino si produca con materie prime di qualità. Ovvero con uve sane».

QUEL LOGO FIVI SUL CATALOGO DI PROPOSTA VINI

«Il 95% dei nostri produttori – ha aggiunto Gianpaolo Girardi – sono contadini che mettono il proprio nome sulle loro etichette di vino. E hanno una cura maniacale del vigneto. Siamo partiti con l’idea di un’azienda di servizio: consegne velocissime, precisione, carte vini personalizzate… Negli ultimi anni, con estremo piacere, ci siamo accorti che il vero servizio che offriamo è quello garantito a tutti questi piccoli produttori. Gestendo, cioè, quella parte commerciale che loro non potrebbero seguire, essendo focalizzati in campagna e in cantina». Un lavoro di squadra, che parte dalla vigna e finisce sulla tavola dei clienti di ristoranti, hotel, enoteche e wine bar. Con in mezzo Proposta Vini e la sua squadra di (oltre) 150 agenti.

Il legame tra Fivi e l’azienda di distribuzione che ha sede a Pergine Valsugana, in quel Trentino che esprime il presidente uscente della Federazione italiana vignaioli indipendenti, Lorenzo Cesconi, va ben oltre i sensazionalismi d’un grigio e piovoso weekend fiorentino. Tra i produttori rappresentati da Proposta Vini anche Ettore Ciancico, candidato consigliere nazionale alle prossime elezioni Fivi e membro del Cda che, questo legame invisibile, ha saputo metterlo nero su bianco, negli anni di presidenza di Matilde Poggi. Il Catalogo di Proposta Vini, di fatto, è uno dei pochi su cui è stampato il logo Fivi, accanto al nome delle aziende socie della Federazione. Una richiesta espressa da Fivi, che la famiglia Girardi ha saputo cogliere. Anche questa volta in maniera non del tutto scontata.

I NUMERI DI PROPOSTA VINI NEL 2024: FATTURATO IN CRESCITA A 28 MILIONI

Scelte, queste ed altre, che danno risultati tangibili. In un periodo di crisi generalizzata dei consumi di vino, il 2025 si è infatti aperto in positivo per Proposta Vini. L’azienda di distribuzione di vini e spirits, che nel Catalogo 2025 ha dato il benvenuto a 55 nuove aziende, ha chiuso il 2024 con una crescita di fatturato di oltre il 3% sul 2023, pari a più di 28 milioni di euro. Per un totale di oltre 2,8 milioni di bottiglie vendute. Ben 3 mila le referenze “wine” selezionate in 417 cantine (258 italiane e 159 straniere) a cui si affiancano 600 etichette di spirits di 100 realtà (italiane e straniere) del mondo della distillazione.

«Il 2024 – sottolinea Andrea Girardi – è stato un anno molto impegnativo e particolare per il nostro settore. I numeri di Proposta Vini mostrano come il mondo Horeca, a cui ci rivolgiamo, abbia una sempre maggiore sensibilità per storie vere e autentiche di viticoltura artigiana. Il consolidamento e addirittura la crescita di oltre il 3% del fatturato, trainato soprattutto da vini fermi e spirits, rappresentano una conferma dell’importanza del nostro impegno a selezionare e distribuire cantine e distillerie i cui progetti, andando ben oltre i meri aspetti commerciali, tocchino l’anima nei nostri amati clienti ristoratori, enotecari (tradizionali e online) e albergatori e quella dei loro (nostri) clienti finali». Se non è vero spirito Fivi questo… https://www.propostavini.com/

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Elezioni Fivi 2025: i vignaioli candidati al nuovo Consiglio direttivo

In attesa delle elezioni Fivi 2025, spunta l’elenco delle vignaiole e dei vignaioli candidati al nuovo Consiglio direttivo Fivi. Le elezioni della Federazione italiana vignaioli indipendenti si terranno giovedì 13 febbraio 2025 alle 10.30, presso l’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, in provincia di Bologna. Ventuno i candidati al Consiglio direttivo Fivi, che rimarrà in carica per il triennio 2025/2028. Quindici i posti disponibili. Ecco i nomi:

  • Stefan Vaja (Alto Adige / Südtirol)
  • Laura Pacelli (Calabria)
  • Fabio De Beaumont (Campania)
  • Rita Babini (Emilia Romagna)
  • Stefano Pizzamiglio (Emilia Romagna)
  • Ludovico Maria Botti (Lazio)
  • Valeria Radici (Lombardia)
  • Alessandro Starabba (Marche)
  • Gianluca Morino (Piemonte)
  • Luca Aimasso (Piemonte)
  • Camillo Favaro (Piemonte)
  • Pietro Monti (Piemonte)
  • Francesco Mazzone (Puglia)
  • Carmela Pupillo (Sicilia)
  • Ettore Ciancico (Toscana)
  • Clementina Balter (Trentino)
  • Ninive Pavese (Valle d’Aosta)
  • Désirée Pascon Bellese (Veneto)
  • Giovanni Mattia Ederle (Veneto)
  • Andrea Pieropan (Veneto)
  • Maurizio Favrel (Veneto)

LE ELEZIONI FIVI 2025: RIVOLUZIONE AI VERTICI PER MANCANTE RICANDIDATURE 

Al di là della mancata ricandidatura del presidente uscente, Lorenzo Cesconi (Trentino), salta all’occhio il quasi completo azzeramento dell’ultima gestione apicale di Fivi. Un triennio parecchio tormentato, che ha visto una lunga serie di dimissioni dal consiglio, cooptazioni e ribaltoni. Oltre alla massima carica, non si ricandidano neppure i vicepresidenti uscenti Diletta Cavalleri (Lombardia) e Luigi Maffini (Campania). Tra i vertici del precedente cda, confermata la ricandidatura di Rita Babini (Emilia Romagna), data da molti come aspirante al ruolo di futura presidente della Federazione. Quella che si preannuncia, insomma, è una rivoluzione ai vertici della Federazione italiana vignaioli indipendenti.

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Addio Piacenza: il Mercato Fivi 2023 si sposta a Bologna


«Spazi diversi, stessa filosofia». Così il presidente Fivi Lorenzo Cesconi annuncia la scossa del Mercato Fivi 2023, che si sposta a Bologna. Chiuso, dunque, il capitolo di Piacenza, fino a ieri giudicata location ideale per l’appuntamento più importante per la Federazione italiana vignaioli indipendenti. I vignaioli incontreranno a Bologna il loro pubblico, sempre più in crescita, dal 25 al 27 novembre 2023 per la 12ª edizione della rassegna tradizionalmente organizzata l’ultimo week-end di novembre.

 «Era inevitabile cominciare a immaginare soluzioni nuove e nuovi spazi – commenta Cesconi – mantenendo però la filosofia originale. Il Consiglio Direttivo della FIVI ha studiato a lungo, si è confrontato in modo aperto e ha infine scelto la nuova sede del Mercato all’unanimità, come nel migliore spirito della nostra associazione, fatta di Vignaioli per i Vignaioli».

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Gli Editoriali news news ed eventi

Fivi e la riforma dei Consorzi del vino: perché è il momento giusto con Meloni e Centinaio


EDITORIALE – Cosa c’entrano Giorgia Meloni e Gian Marco Centinaio con la riforma dei Consorzi del vino italiano e dei loro meccanismi di rappresentatività? Apparentemente nulla. In realtà, guardando all’esito delle ultime elezioni politiche, potrebbe essere arrivato il momento giusto per le aspettative della Federazione italiana vignaioli indipendenti. Per capire perché, occorre fare un passo indietro, al Mercato Fivi di Piacenza 2021.

In quell’occasione, Gian Marco Centinaio, in veste di Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del Governo Draghi, fece visita ai vignaioli. Assicurando loro che «il problema della rappresentatività all’interno dei Consorzi di Tutela va affrontato al più presto. Perché troppo spesso pochi decidono per tanti. Serve un tavolo di confronto che coinvolga tutti gli attori della filiera».

Parole messe nero su bianco dall’allora ufficio stampa di Fivi (i veneti di Studio Cru, oggi non più in carica), che a winemag.it confermavano: «Centinaio ha visionato il comunicato prima dell’invio e ha detto che andava bene».

Per i vignaioli, la revisione dei criteri di rappresentatività nei Consorzi di tutela è «una priorità» e ha l’obiettivo di «dare voce a tutti gli attori». Secondo Fivi, «la normativa attualmente vigente (DM 232/2018, art. 8) stabilisce che i voti siano attribuiti in funzione della produzione vitivinicola dell’anno precedente, senza alcuna attenzione al numero di produttori».

CENTINAIO E L’INCONTRO PROMESSO AI VIGNAIOLI FIVI

Non è tutto. In occasione dell’incontro avvenuto al Mercato dei Vini 2021 di Piacenza Expo, domenica 28 novembre 2021, i vignaioli indipendenti hanno presentato al Sottosegretario Gian Marco Centinaio «un dossier d’intervento su alcuni aspetti ritenuti problematici per il lavoro quotidiano della categoria».

I temi principali su cui i Vignaioli hanno cercato il confronto, oltre alla rappresentatività all’interno dei Consorzi, sono stati la semplificazione burocratica e la legge per il contenimento del consumo del suolo agricolo.

«L’incontro con il Sottosegretario Gian Marco Centinaio qui al Mercato dei Vini è stato un importante momento di confronto, che ci auguriamo avrà presto riscontro concreto nell’apertura del tavolo auspicato dal Sottosegretario», commentava Matilde Poggi, allora presidente della Federazione italiana vignaioli indipendenti.

Un incontro che non è mai avvenuto ma che oggi, forse, è più semplice da immaginare rispetto al passato. Il Governo guidato da Giorgia Meloni vede la Lega, partito di Gian Marco Centinaio, tra i principali attori.

Lo stesso Centinaio è stato eletto vicepresidente del Senato della Repubblica, con Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia) a ricoprire il ruolo di Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare (che fu di Centinaio nel Governo Conte).

FIVI, LE RICHIESTE AL GOVERNO MELONI E L’INVITO A LOLLOBRIGIDA

È proprio a Lollobrigida che il neo presidente Fivi, Lorenzo Cesconi, ha indirizzato nelle ultime ore una lettera contenente «un nuovo appello alla tutela dei piccoli produttori». Tra i punti salienti, proprio la revisione dei meccanismi di rappresentatività dei Consorzi del vino italiano.

«I criteri di voto al momento favoriscono i grandi gruppi e le cooperative sociali, a causa di un’interpretazione troppo ampia del “voto ponderale” e ad un uso spesso problematico delle deleghe. Fivi chiede dunque un intervento sul  decreto legislativo n. 232/2018, in particolare sull’art. 8 relativo alle modalità di voto, per rafforzare l’effettiva rappresentanza di tutti gli attori della filiera».

«I Vignaioli – si legge ancora sulla lettera indirizzata dalla Federazione al ministro Lollobrigida – rappresentano un modello che orienta la propria produzione verso la più alta qualità, nel pieno rispetto e nella completa espressione del territorio. È necessario che in tutti i Consorzi sia riconosciuta loro pari dignità».

Fivi chiude la sua lettera invitando il ministro Francesco Lollobrigida all’Assemblea della Federazione, che si svolgerà lunedì 28 novembre a Piacenza, durante il Mercato dei Vini dei Vignaioli indipendenti 2022.

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Fivi e Cevi: «L’Ue semplifichi le vendite di vino a distanza»

Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, chiede che venga istituito nel 2022 un tavolo di lavoro a livello europeo. Scopo del tavolo è la creazione di uno sportello unico One-Shop Stop (Oss) in tutti gli Stati membri per l’assolvimento delle accise, anche per i produttori di vino.

Attualmente, infatti, questa pratica vantaggiosa per le vendite online è consentita solo per certe categorie di prodotto. Si penalizza così il commercio dei beni soggetti ad accisa per cui non è prevista, tra cui il vino.

«Una semplificazione doverosa e inderogabile – dichiara Lorenzo Cesconi, Presidente di Fivi – in un momento in cui le relazioni e le vendite a distanza sono diventate la norma. Questi due anni di pandemia hanno modificato le nostre abitudini in tutti gli ambiti ed è necessario anche un adeguamento a livello normativo».

«A causa delle differenze nelle procedure di vendita tra i diversi Stati membri – prosegue il Presidente – l’onere amministrativo e i costi a carico degli operatori sono elevatissimi. Tali da dissuadere i produttori a concludere le vendite».

«In questo modo – conclude Cesconi – risultano penalizzate soprattutto le realtà che si impegnano direttamente nel commercio dei propri prodotti. I Vignaioli Indipendenti si occupano infatti dell’intera filiera all’interno della propria azienda. Partendo dalla coltivazione del vigneto, passando per la vinificazione, per arrivare alla vendita diretta della bottiglia».

LA RICHIESTA DI FIVI E CEVI

I Vignaioli Indipendenti Italiani, su richiesta di Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, hanno scritto una lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco chiedendo di promuovere l’istanza di semplificazione nelle vendite a distanza del vino davanti al Commissario della DG Taxu Paolo Gentiloni, sottolineando le difficoltà attuali dei produttori.

Quello che Cevi e Fivi stanno chiedendo è dunque la creazione dello sportello unico One-Shop Stop (OSS), già in vigore per alcune categorie di prodotti. Oltre ai vantaggi di una burocrazia più snella, la nuova normativa comporterebbe anche una riduzione al minimo delle frodi fiscali.

Inoltre porterebbe una maggiore trasparenza nella concorrenza tra i negozi online e quelli fisici. Tale regime rappresenterebbe un passo importante per rafforzare la libera commercializzazione delle merci. Permetterebbe, sia ai produttori che ai consumatori europei, di trarre pieno vantaggio dalle opportunità del mercato interno.

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Fivi e Adiconsum chiedono al Mipaaf la modifica dell’etichettatura dei vini

Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e Adiconsum – Associazione Difesa Consumatori Aps hanno scritto insieme al Ministro delle Politiche Agricole Patuanelli e al Sottosegretario Gian Marco Centinaio per chiedere la «modifica del sistema di etichettatura dei vini». La ritengono «ormai obsoleta», specie in riferimento all’indicazione dei vari attori della filiera: vignaioli, cantine cooperative, imbottigliatori, per citarne alcuni.

«Attualmente la sola distinzione presente è quella tra produttore e venditore – dichiara Lorenzo Cesconi, Presidente di Fivi -. Spesso è proprio questa a generare confusione nel consumatore».

Nelle etichette viene riportato come produttore sia chi segue tutte le fasi, dalla vigna fino alla commercializzazione, investendo sul territorio e impegnandosi in progetti pluriennali di sostenibilità, sia chi agisce solo come committente delle operazioni facendo svolgere l’intero processo a terzi e si limita a vendere il prodotto finito».

«L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo ed è l’unico strumento a disposizione dei consumatori per fare scelte consapevoli, responsabili, sostenibili, a tutela della propria salute e dell’ambiente – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale -. Ecco perché è così importante che contenga informazioni veritiere, chiare e trasparenti».

LA PROPOSTA

Per consentire questa chiarezza l’etichetta di tutti vini, sia nel caso di vini spumanti che di vini tranquilli o frizzanti, dovrebbe riportare una dicitura differenziata. Dicitura che dovrebbe indicare ogni volta l’autore delle diverse operazioni. Solo così sarebbe possibile dare al consumatore finale informazioni complete sulla filiera produttiva, la territorialità e le procedure utilizzate, dando per questo maggiori garanzie.

Le due associazioni propongono quindi di attuare una riforma al fine di garantire una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori. Una migliore tracciabilità dei prodotti, colmando le attuali carenze del sistema, distinguendo chiaramente le diverse categorie di chi opera nella filiera.

I vini spumanti necessitano di una suddivisione più specifica, in quanto la produzione di questi ultimi prevede molteplici passaggi. Per essere chiari in etichetta servirebbero diverse categorie, al fine di distinguere chi segue l’intero processo da chi segue solamente alcune fasi. In ultimo a riconoscere coloro che effettuano solo la sboccatura.

Con la normativa in vigore, infatti, anche questi ultimi vengono identificati come produttori, ottenendo un netto vantaggio commerciale. La differenziazione delle specifiche in etichetta richiesta da Fivi e Adiconsum è volta a valorizzare chi si impegna nel portare avanti una viticoltura autentica.

I distinguo, inoltre, sono indispensabili per garantire al consumatore maggiore trasparenza, in linea con gli obiettivi prefissati dall’Unione Europea attraverso la strategia Farm to Fork.

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Lorenzo Cesconi nuovo presidente della Federazione vignaioli Fivi


Lorenzo Cesconi
è il nuovo presidente di Fivi, Federazione italiana vignaioli indipendenti. Il vignaiolo del Trentino sarà quindi il successore di Matilde Poggi. L’assemblea dei soci, che si è riunita nel primo pomeriggio, ha dapprima eletto il nuovo Cda.

In ordine di preferenze: Babini Rita (Emilia Romagna) 442, Cesconi Lorenzo (Trentino) 416, Morella Gaetano (Puglia) 365, Botti Ludovico Maria (Lazio) 354, Maffini Luigi (Campania) 354, Ferraro Luca (Veneto) 335, Nember Diletta (Lombardia) 322.

IL NUOVO CONSIGLIO DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI

E ancora: Vaja Stefan (Alto Adige) 309, Pizzamiglio Stefano (Emili Romagna) 307, Beretta Paolo (Marche) 285, De Franco Francesco Maria (Calabria) 273, Pavese Esrmes (Valle d’Aosta) 256, Raspi Monica (Toscana) 175, Monti Pietro (Piemonte) 139, Massa Walter (Piemonte) 131.

Esclusi, invece, Picchioni Andrea (Lombardia) 113, Pieropan Andrea (Lombardia) 105, Natale Fino Simona (Puglia) 86, Corazza Cesare (Emilia Romagna) 78, Gaspari Celestino (Veneto) 71, Parma Davide (Liguria) 38.

Oltre alla nomina del nuovo consiglio e del nuovo presidente Fivi Lorenzo Cesconi, i soci della Federazione hanno approvato il rendiconto finanziario con oltre 550 voti favorevoli, 20 contrari e 2 astenuti. Presentato e approvato anche il bilancio preventivo 2022.

IL COMMENTO DEL NUOVO PRESIDENTE FIVI LORENZO CESCONI

«Ringrazio i vignaioli e i consiglieri – sono le prime parole di Lorenzo Cesconi – che mi hanno dato fiducia e hanno scelto di affidarmi il ruolo di presidente di questa grande famiglia che è Fivi. Una famiglia che è cresciuta in numero di associati, siamo ormai quasi a 1400 soci, ma anche come autorevolezza.

Fivi è ormai riconosciuta sia a livello politico che sindacale come un interlocutore serio e affidabile. Credo nei valori che il concetto di Vignaiolo esprime: lavorare nel e per il territorio, applicando la stessa filosofia, legata ai valori della terra, dal vigneto alla cantina fino alla vendita».

«Il mio impegno come presidente – conclude Lorenzo Cesconi – è di continuare il lavoro di chi mi ha preceduto, Costantino Charrere e Matilde Poggi. Conto sull’aiuto di tutti per farlo al meglio perché Fivi è fatta di braccia, tante braccia e teste che lavorano per raccogliere i frutti che ci dona la terra».

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Approfondimenti

Clementina Balter nuova presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino

Clementina Balter è la nuova presidente dell Consorzio Vignaioli del Trentino. L’elezione è arrivata in seguito all’approvazione del bilancio 2020, chiuso positivamente nonostante l’emergenza Covid-19. Rinnovato l’intero CdA, giunto a naturale scadenza.

Balter, classe 1986, succede a Lorenzo Cesconi, attuale Vicepresidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi), che guidava il Consorzio da oltre dieci anni.

IL PROGRAMMA

«Il mio obiettivo – ha detto Clementina Balter – è quello di rafforzare ulteriormente il Consorzio affinché possa supportare ancora di più i Vignaioli trentini nella loro attività e aiutare a farne nascere di nuovi, perché il Trentino ha bisogno di Vignaioli e di produzioni di qualità, capaci di valorizzare al meglio il nostro territorio e la sua vocazione vitivinicola ed enoturistica».

Ad affiancarla ci saranno Nicola Zanotelli, eletto Vicepresidente, e i consiglieri uscenti Devis Cobelli, Francesco De Vigili e Marco Grigolli. A questi si aggiungono Marco Comai e Matteo Pojer, eletti ieri e alla loro prima esperienza.

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Vignaioli di montagna: Trentino e Alto Adige uniti nelle diversità

Negli splendidi locali della Cineteca di Bologna i Vignaioli del Trentino e i Freie Weinbauern Südtirol hanno condiviso, per la prima volta fuori regione, lo stesso spazio e lo stesso pubblico. A unirli una visione comune: promuovere la tradizione vitivinicola delle valli alpine e un modello produttivo fondato su artigianalità, qualità, territorialità e sostenibilità.

Si è chiusa così l’edizione bolognese di Vignaioli di Montagna, l’evento dedicato al racconto delle “terre alte” attraverso il vino e il cinema. Un successo con radici profonde e che apre prospettive di collaborazione del tutto inedite tra due realtà che, diverse sotto molti aspetti, hanno nella montagna il denominatore comune.

In merito al successo della manifestazione, Hannes Baumgartner, Presidente dei Freie Weinbauern Südtirol, ha dichiarato: “Vignaioli di montagna è il preludio di un sodalizio destinato a durare, come continua occasione di confronto e come primo di diversi eventi d’incontro con il pubblico”.

Parole confermate da Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino: “La collaborazione tra vignaioli di Trentino e Alto Adige nasce dalla condivisione delle stesse fatiche e delle sfide quotidiane. Lavorando nel cuore delle montagne, non possiamo non avere lo stesso orizzonte: coltivare la terra con cura e fare vini buoni, rispettosi delle vocazioni territoriali e dell’ambiente naturale”.

Non vi è nulla di scontato o retorico, quindi, nell’evento che ha portato vignaioli trentini e sudtirolesi tutti insieme a Bologna, realizzato con il supporto delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano e grazie all’ormai consolidata collaborazione con il Trento Film Festival, che ha scelto Vignaioli di Montagna come palcoscenico per l’anteprima della 68ª edizione della rassegna, in programma dal 25 aprile al 3 maggio 2020.

La città di Bologna ha risposto con curiosità e grande partecipazione alla mostra dei vini dei Vignaioli, alle degustazioni, agli spettacoli e alle proposte cinematografiche che hanno raccontato le due facce territoriali della stessa medaglia: perché, come è stato ricordato dal presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi, “la stessa montagna può essere guardata e salita da più versanti”

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Vignaioli del Trentino in festa: 30° anniversario a suon di TrentoDoc, Teroldego e Vino Santo

Sabato 4 novembre, dalle 15 alle 22, in occasione delle iniziative per il 30° Anniversario di fondazione dell’Associazione Vignaioli del Trentino, oggi Consorzio, Palazzo Roccabruna ospiterà una mostra enologica (ingresso 15,00 Euro) che vedrà protagoniste 130 etichette, distribuite in 7 aree tematiche (dalle bollicine ai vini santi), espressione delle tante tipologie vitivinicole e degli ambiti di interesse in cui si esprime la passione dei produttori.

Ai desk si alterneranno per tutto il giorno i vignaioli trentini per assistere il pubblico nelle degustazioni con il racconto di un impegno che da trent’anni a questa parte promuove l’immagine enologica del territorio. La mostra si colloca nel più ampio programma delle celebrazioni organizzate per il citato anniversario (info: www.vignaiolideltrentino.it).

A partire dalle 18.30 nella cucina dell’Enoteca gli chef del Rifugio Bindesi di Trento si cimenteranno in un gustoso menu che consentirà agli ospiti di abbinare i vini trentini ai sapori tipici della gastronomia locale (per prenotazioni tel. 0461/887101).

LA STORIA
Nel 1987, un gruppo di contadini e produttori di vino trentini decise che i tempi erano maturi per cominciare, anche in Trentino, a dare “un’immagine e una rappresentanza a quel mestiere che, in Francia, già dalla fine degli anni Settanta aveva una sua associazione di riferimento”.

Oltralpe lo chiamano vigneron, Weinbauern nel mondo tedesco, vignaiolo in italiano. Nacque così l’Associazione Vignaioli del Trentino, che ebbe come primo presidente Luigi “Gino” Pisoni e che negli anni è cresciuta e ha valorizzato, facendole conoscere in Italia e all’estero, le produzioni enologiche artigianali trentine.

Nel 2015 l’Associazione, per darsi una struttura adeguata alle nuove sfide della promozione e della rappresentanza dei Vignaioli trentini e per fornire servizi sempre più all’altezza delle aspettative dei soci, si è trasformata in Consorzio: ad oggi sono sessanta le aziende associate, che si riconoscono nel Manifesto approvato all’inizio del 2017.

Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, racconta così le motivazioni che hanno portato il Consorzio a festeggiare questo anniversario: “Trent’anni rappresentano una scadenza importante. Non potevamo non onorarla: ma soprattutto, non potevamo non onorare chi, trent’anni fa, ha avuto il coraggio e la lungimiranza di credere nei valori di artigianalità, territorialità, qualità e sostenibilità che sono i punti cardinali del nostro lavoro, oggi come allora”.

“Per questo motivo – continua Cesconi – la Mostra di sabato 4 novembre si aprirà simbolicamente con un momento dedicato ai Presidenti che hanno guidato l’Associazione dal 1987 a oggi: la nostra storia, così come tutta la storia vitivinicola trentina, è fatta di donne e uomini che hanno creduto e investito in questa terra, consapevoli che il valore del nostro lavoro non è solo il prodotto coltivato, raccolto e trasformato, ma anche la cura del paesaggio, la tutela del territorio, la promozione dell’immagine della nostra terra fuori dai confini provinciali”.

“Trent’anni trentini. Buon compleanno Vignaioli!” vuole essere quindi una sorta di sintesi di tutti questi elementi: territorio, vino, paesaggio rurale, lavoro artigiano, sostenibilità, impegno di comunità, sguardo al futuro. Metodo classico, Teroldego e Vino Santo saranno i protagonisti delle degustazioni che si svolgeranno in tre diverse cantine.

IL PROGRAMMA
Primo appuntamento venerdì 3 novembre alle 17.30 a Rovereto, presso l’azienda agricola Balter, con una degustazione effervescente: “Montagne spumeggianti. L’inconfondibile profilo del metodo classico trentino” è appunto il titolo del primo incontro, che punterà i riflettori sulle produzioni spumantistiche dei Vignaioli attraverso una degustazione guidata organizzata in collaborazione con AIS Trentino.

Sabato 4 secondo incontro, alle ore 10.30 presso la cantina Barone de Cles, nel centro storico diMezzolombardo: al centro, “L’oro del Tirolo. Il Teroldego ieri, oggi e domani”. La degustazione sarà condotta da Fabio Giavedoni, curatore nazionale di Slow Wine.

Domenica 5 novembre, dalle 10.30 presso l’azienda agricola Pisoni di Lasino, ultimo incontro con “…raro, amabile e pettorale…. La magia senza tempo del Vino Santo”, con una degustazione condotta da Sandro Sangiorgi, creatore e anima di Porthos. Tutte le degustazioni sono a pagamento (40 euro) e a numero chiuso: le prenotazioni vanno effettuate scrivendo a comunicazionevignaiolitrentino@gmail.com.

LA MOSTRA
Il pomeriggio e la sera di sabato 4 saranno invece dedicati ad una Mostra per scoprire tutto il Trentino dei Vignaioli nella meravigliosa cornice di Palazzo Roccabruna a Trento, sede dell’Enoteca provinciale, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio I.A.A.. Dalle 15 alle 22, i Vignaioli si presenteranno non divisi per singola azienda, ma attraverso desk tematici che metteranno al centro tipologie, varietà e parole chiave.

Da “Autoctonia”, nel quale avranno spazio le varietà autoctone che rappresentano l’unicità del territorio (Nosiola, Teroldego, Marzemino, Groppello di Revò …), a “Bordò”, dedicato ai tagli bordolesi e ai monovarietali da Cabernet e Merlot, a raccontare una storia gloriosa che arriva dalla Francia ma che in Trentino fin dagli anni Sessanta ha scritto pagine memorabili; da “Uno … e centomila”, dove verrà proposta la “felice disuguaglianza” dei vini trentini, rubando le parole al compianto Luigi Veronelli, che descriveva un territorio ricchissimo di terroir unici e inconfondibili, fino a “Avere trent’anni”, desk che sarà gestito dai Vignaioli di nuova generazione, che hanno deciso di investire sul futuro di questa terra.

E poi “I resistenti”, per dare spazio a quelle varietà che, frutto di decenni di ricerca, offrono nuove opportunità per una viticoltura sostenibile; “Territorio spumeggiante”, a testimoniare una lunga tradizione spumantistica che si riverbera in un caleidoscopio di vini d’eccellenza, espressione del loro territorio; per finire in dolcezza, “Dulcis in fundo”, riservata ai vini dolci e da meditazione, dal Vino Santo al Moscato Rosa.

Nell’ambito della Mostra, alle 18.00 è prevista la presentazione dell’ultimo libro di Sandro Sangiorgi “Il vino capovolto”, con un dialogo tra l’autore e il giornalista trentino Nereo Pederzolli, e il saluto della presidente nazionale della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) Matilde Poggi.

Domenica 5 novembre dalle ore 17.30 chiusura con un ultimo momento di festa al Laboratorio Culinario Il Silenzio (Rovereto), da poco nominato punto di affezione FIVI.

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