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Liv-ex Power 100 2023: Bordeaux porto sicuro, Italia in bianco e nero

Liv-ex Power 100 2023 Bordeaux porto sicuro, Italia in bianco e nero
Bordeaux
è emerso come vincitore naturale nella classifica Liv-ex Power 100 2023. Bordeaux si conferma così porto sicuro per collezionisti di vini pregiati. È il mercato meno rischioso che esista, il meglio compreso; i collezionisti sanno cosa aspettarsi da questi vini, ovvero qualità a un certo prezzo e relativa liquidità. Lo dice chiaro l’
ultimo rapporto del London International Vintner’s Exchange (Liv-ex). Nello stesso anno, per l’Italia, perde 33 posizioni il brand Masseto. Il Bel Paese se la cava meglio sul fronte del numero di vini commercializzati, specie tra i produttori del Piemonte.

Roagna, Rinaldi, Vietti e Gaja vedono un elevato numero di etichette, alcune delle quali offrono un buon punto di prezzo rispetto a Conterno e Bartolo, attirando gli acquirenti di valore. Vietti si è piazzato al 21° posto per numero di vini commercializzati e Roagna al 38°, aumentando la sua posizione complessiva dal 158° posto del 2022 al 46° del 2023. Anche Giuseppe Rinaldi figura nella lista dei maggiori incrementi complessivi, passando dall’85° al 15° posto.

Più in generale, l’Italia ha guadagnato un marchio con Vietti, che ha registrato una performance particolarmente positiva per quanto riguarda il numero di vini scambiati. Dominio de Pingus ha raggiunto Vega Sicilia come secondo marchio spagnolo nella Liv-ex Power 100 2023, grazie a una performance positiva dei prezzi e al valore e ai volumi scambiati in borsa, in particolare delle etichette PSI e Flor de Pingus. Anche un marchio svizzero è entrato in classifica, Gantenbein, che ha brillato per la sua performance di prezzo del 10,8%.

PERCHÈ BORDEAUX SBARAGLIA LA LIV-EX POWER 100 2023

«La debolezza del mercato – commenta Justin Gibbs, vicepresidente e direttore di Liv-ex – rende la classifica 2023 particolarmente interessante. I marchi che hanno guidato il mercato fino al suo picco dell’ottobre 2022 stanno ora risentendo maggiormente della correzione. Gli acquirenti hanno affinato la loro attenzione per riflettere una maggiore avversione al rischio: sono alla ricerca di marchi stabili e liquidi, che offrano un valore relativo e che favoriscano il Bordeaux rispetto alla Borgogna e alla California».

La Power 100 è un’istantanea del panorama in continua evoluzione del mercato secondario e la lista di quest’anno ha colto il mercato in piena correzione dei prezzi. Il numero di marchi che si sono qualificati per l’inclusione nella Power 100 è diminuito del 2,1% nel 2023. Il motivo? I collezionisti hanno ristretto la loro attenzione ai vini di qualità più elevata.

Nonostante la quota commerciale della California sia rimasta relativamente stabile, la regione ha perso cinque vini nella Liv-ex Power 100 2023 rispetto all’anno precedente. L’avversione generale al rischio e gli aumenti dei prezzi registrati in Borgogna hanno fatto sì che alcuni dei marchi più “recenti” della regione, che erano entrati nella Power 100 nel 2022, siano usciti dalla classifica, in quanto i collezionisti cercano sicurezza (e profitti) nelle etichette blue chip.

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Nuove date Prowein 2022, ira di Londra: «Attacco diretto al mercato britannico»

Scontro frontale senza esclusione di colpi fra Regno Unito e Germania, dopo lo slittamento di Prowein 2022 da marzo a maggio. Londra accusa Messe Düsseldorf di aver sferrato «un attacco diretto sia alla London Wine Fair che al mercato britannico delle bevande». Le nuove date di Prowein, di fatto, coincidono con quelle dell’evento londinese, in programma al London Grand Hall Olympia Exhibition Centre proprio dal 16 al 18 maggio.

«Questa è una mossa estremamente aggressiva da parte della Prowein – – commenta Hannah Tovey, direttrice dell’evento londinese – nonché estremamente dirompente per il nostro settore».

LONDON WINE FAIR E PROWEIN, LO SCONTRO

La decisione – continua – è stata presa senza considerare molti dei loro espositori o il loro pubblico di visitatori del Regno Unito. Abbiamo fatto numerosi tentativi di contattarli dalla settimana scorsa, quando le voci di un cambio di data hanno iniziato a circolare. Non hanno avuto la cortesia di rispondere».

Una furia, quella di Hannah Tovey e del management della London Wine Fair, che non si ferma qui. Spostare Prowein 2022 dalle date storiche di marzo al 16-18 maggio, «equivale a un enorme sconvolgimento per l’industria del vino, in un momento in cui tutti noi desideriamo un ritorno alla normalità. Siamo tutti consapevoli dell’impatto che Covid-19 ha avuto sulle mostre dell’industria delle bevande».

LONDRA ACCUSA DUSSELDORF

La London Wine Fair del 2020 è stata rinviata al 2021, ma poi si è svolta grazie a un innovativo format digitale. «All’epoca – continua Tovery – la nostra preoccupazione principale era quella di sostenere i nostri espositori. A tutti loro è stato offerto un rimborso per i loro stand del 2020 e crediamo di esserci comportati con la massima integrità».

«Dopo gli ultimi due anni di perturbazioni – conclude la direttrice della London Wine Fair – l’industria degli eventi delle bevande dovrebbe lavorare insieme per facilitare le opportunità per il commercio del vino di fare affari».

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Beck’s London e Beck’s Berlin: l’industria rincorre i microbirrifici

Alle soglie dell’estate 2017 Beck’s, noto ed importante brand del gruppo Anheuser-Busch InBev, si presenta sul mercato con due nuovi prodotti: Beck’s London (Pale Ale) e Beck’s Berlin (Golden Bock). Come sono? Le abbiamo provate per voi.

Beck’s London è una Pale Ale, 6.3%, prodotta con tecnica Late Hopping, cioè una luppolatura a mosto caldo prima dell’inizio della fermentazione. Le Pale Ale, con la loro nota spiccatamente amara, stanno vivendo un periodo di splendore, oso dire “di moda”; quanti di noi hanno un amico che entrando al pub ordina una IPA!?! Scopo di Beck’s con la sua neonata London è probabilmente quello di entrare in questo segmento di mercato.

LA DEGUSTAZIONE
Nel bicchiere si presenta di un bel colore giallo carico con schiuma bianca fine e non troppo persistente. Al naso è poco intensa, fine, ed effettivamente ben luppolata con solo qualche accenno di profumi del malto. Ma ci delude una cosa: Beck’s in etichetta dichiara l’utilizzo di luppolo Cascade; gli appassionati lo sanno bene, il Cascade è un luppolo americano dalle forti note agrumate fra cui spicca il pompelmo che nella London non riusciamo a percepire. C’è una nota agrumata, è indubbio, ma è molto sottile, probabilmente per via del Late Hopping che regala sensazioni più delicate del Dry Hopping (luppolatura a freddo) normalmente usato in questo stile di birra. In bocca è scorrevole e di corpo leggero, tornano i sentori luppolati, pulita e con la carbonazione tipica della casa di Brema. Poco persistente.

Beck’s Berlin è una Golden Bock, 7.2%, cioè una birra a bassa fermentazione, più forte di una lager. Immaginiamo che scopo di Beck’s sia avvicinarsi a quei consumatori che cercano in una birra quella forza che spesso “la bionda”, per sua natura, non ha.

Di colore dorato carico, quasi tendente all’ambrato, ha schiuma bianca fine poco persistente. Al naso prevalgono le note del malto, dolciastre, appena smorzate dal luppolo che qui tende ad avere sentori erbacei come è giusto che sia. Beck’s infatti dichiara l’uso di luppolo Saphir, ed in questo caso si, la nota erbacea è tipica del Saphir. In bocca è scorrevole e di corpo fra il medio ed il leggero, pulita e poco persistente. A nostro avviso più riuscita della London.

Immaginiamo questi due prodotti pensati per un pubblico giovane, per quelle ragazze e ragazzi che con le loro uscite serali, più frequenti in estate a scuole finite, approcciano il mondo della birra per puro divertimento (bevete responsabilmente, mi raccomando!) ma anche alla prima ricerca di quelle sensazioni tipiche delle crafted beers. Ed è questo che ha colto la nostra attenzione.

L’EVOLUZIONE DEL MERCATO
All’inizio fu il Gruppo Carlsberg (terzo gruppo mondiale della birra) che col suo marchio Angelo Poretti, prodotta nell’italianissimo stabilimento di Induno Olona (VA), ha cercato di differenziare il portafoglio gustativo delle proprie birre affiancando alla tradizionale 3 Luppoli la 4 Luppoli e poi la 5, la 5 Bock Rossa, la 6, la 7 (in differenti versioni) e su attraverso la 8 e le 9 fino a presentare in occasione dell’EXPO 2015 la 10 Luppoli “le bollicine” (oggi presente anche in versione “Rosè”).

Poi fu la volta di Heineken (il secondo gruppo mondiale) che col marchio Birra Moretti ha da prima introdotto la linea “Grand Cru” e poi la linea “Le regionali”, sempre alla ricerca di sapori e sensazioni nuove e più articolate. L’anno scorso fu Ceres che presentò tre nuove birre col marchio Nørden, ispirate alle birre tradizionali del Nord Europa.

Ora è il turno di Anheuser-Busch InBev. AB InBev non solo è il primo gruppo mondiale, ma da quando ha acquisito l’ex seconda classificata, SAB-Miller, è diventato un vero e proprio colosso; 50 Miliardi di Euro di fatturato ed oltre 400 marchi fra cui Beck’s, Budweiser, Leffe, Lowenbrau, Spaten, Corona, Tennent’s, Stella Artois tanto per citarne alcuni.  AB InBev “scomoda” per questa operazione commerciale Beck’s famosa per la sua Pilsner prodotta da 140 anni nello stabilimento di Brema seguendo rigorosamente il Reinheitsgebot, l’Editto di Purezza del 1516.

I DATI DI ASSOBIRRA
Ma perché tutto questo interessamento dei grandi gruppi industriali alle birre “diverse” sul mercato italiano Riflettiamo un secondo. I dati di Assobirra mostrano un consumo totale di birra in Italia pressoché costante fra il 2005 (17.340 Khl) ed il 2015 (18.726 Khl), così come constante il consumo pro capite passato da 29.9 litri nel 2005 a 30.8l nel 2015 (dati 2016 non ancora disponibili ma si stima non scostino molto).

I microbirrifici (quelli che chiamiamo “artigianali”) invece sono passati da 128 nel 2006 a 674 nel 2015 ed si stima che nel primo trimestre 2017 abbiano superato quota 900. Nel 2005 si stimava che il 4% del consumo di birra fosse appannaggio della birra artigianale (oggettivamente troppo poco per scomodare una multinazionale).

Ma se noi continuiamo a berci i nostri 30 litri a testa e nel frattempo i microbirrifici sono diventati sette volte tanto, vuol dire che quel 4% è aumentato, ed è aumentato rosicchiando quote di mercato alle birre industriali. E forse è proprio per questo che i grandi gruppi stanno proponendo sul mercato sempre più prodotti che imitano ed inseguono le crafted beers.

Il grosso del mercato è fatto dal consumo di prodotti basici ed economici. Ma la consapevolezza dei consumatori sta aumentando. Se è vero che in Italia non esista una vera e propria cultura della birra, è vero anche che il consumatore stia iniziando a cercare sapori diversi dalla solita “bionda per la vita”.

Beck’s London e Beck’s Berlin sono ancora lontane dal sapore delle Pale Ale e Bock artigianali. Sono due prodotti estivi adatti ad essere consumate nelle calde nottate estive nei locali all’aperto o bevute senza troppe paturnie in cortile all’ombra del gazebo mentre in nostro amico smanetta sulla griglia. Ma la tendenza ormai è chiara e ci fa piacere sapere che il consumatore è sempre più attento.

Prezzo: 2.99 euro (3x33cl)
Acquistato presso: Auchan

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Local Heroes 02 Limited Edition, il Gin firmato Cracco e Sisti

Una innovativa edizione limitata, realizzata in collaborazione con lo chef stellato Michelin Carlo Cracco e Filippo Sisti, head bartender del suo ristorante e cocktail bar Carlo e Camilla in Segheria di Milano. Un’esclusiva per il mercato italiano. Si tratta di Local Heroes 02 Limited Edition, blend che celebra l’innovativo concetto di miscelazione che contraddistingue il Carlo e Camilla in Segheria. Il progetto Local Heroes è nato dal desiderio di Portobello Road Gin di celebrare un mercato, quello italiano, attraverso la collaborazione con una figura tra i migliori talenti del paese. Il ‘Local Hero’ appunto, con cui realizzare un prodotto innovativo e artigianale. ‘Local Heroes 02‘ è caratterizzato da botanicals unici e ricercati, tra cui buccia di mango, pepe di timut e aneto, accuratamente dosati e distillati da Carlo Cracco e Filippo Sisti a Londra presso “The Ginstitute” – la casa di Portobello Road Gin. Una produzione limitata di mille bottiglie artigianali distillate in alambicchi di rame da 30 litri battezzati Copernico II, imbottigliate ed etichettate a mano prima di essere spedite in Italia per il lancio in occasione del Gin Day l’11-12 settembre a Milano. Local Heroes 02 sarà disponibile alla vendita in negozi selezionati in Italia. Carlo e Camilla in Segheria utilizzerà questo blend unico per offrire cocktails innovativi ai propri clienti. Per i fan Uk, ci sarà un numero limitato di bottiglie disponibili all’acquisto su www.portobelloroadgin.com.

La limited-edition sarà una tra le ultime limited-edition prodotte presso ‘The Ginstitute’ prima del trasferimento di Portobello Road Gin nella sua nuova sede, un moderno palazzo del gin nel cuore di Portobello Road, attrezzata con blending rooms, un museo con gift shop, un ristorante Gintonica di stile spagnolo e alcune esclusive camere per gli ospiti. “E’ un grandissimo onore lavorare con Carlo e Filippo alla creazione di un London Dry Gin dal cuore italiano – commenta Tom Coates, brand director di Portobello Road Gin -. Come immaginavo, i sapori sono completamente unici e siamo estremamente soddisfatti del risultato. Abbiamo introdotto il nostro brand nel mercato italiano solo due anni fa e stiamo avendo risultati incredibili. Con il lancio dell’edizione Local Heroes 002 desideriamo aumentare ulteriormente la notorietà del brand in Italia”. “Siamo molto felici di poter collaborare con un’eccellenza come Portobello Road Gin – aggiungono Carlo Cracco e Filippo Sisti – questo progetto ci ha permesso di condividere la nostra visione ed il nostro gusto attraverso la creazione di una special edition”. A settembre 2015, Portobello Road Gin ha collaborato con Brett Graham, proprietario e capo cuoco del ristorante The Ledbury di London, per creare la prima edizione del Local Heroes: una ricetta di gin distintiva che includeva tra i botanicals olive verdi, clementine, dente di leone e levistico officinale. The Ledbury ha ricevuto numerosi riconoscimenti incluse due stelle Michelin e a maggio 2014 è rientrato tra i 10 migliori ristoranti al mondo su Restaurant Magazine.

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