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Valle dell’Acate Cantina Bio dell’anno per Guida Winemag 2025: «Green per vocazione»

Valle dell’Acate Cantina Bio dell'anno per Guida Winemag 2025: «Green per vocazione»
Tre vini dagli ottimi punteggi – Vittoria Doc Frappato Vigna Biddine Sottana 2023 vino di contrada: 95/100; Grillo Doc Sicilia 2023 Zagra: 90/100 e Vittoria Doc Frappato 2023 Il Frappato: 92/100 – e un approccio alla viticoltura sostenibile per vocazione, non per questioni di marketing, valgono a Valle dell’Acate il riconoscimento di “Cantina Bio dell’anno” 2025 per la Guida Top 100 Migliori vini italiani.

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Condotta oggi da Gaetana Jacono, sesta generazione della famiglia fondatrice, Valle dell’Acate sorge a Feudo Bidini, in provincia di Ragusa. Si tratta di uno dei tanti siti di rilevanza archeologica della Sicilia, puntellato da 70 ettari di vigneti dislocati sui colli disegnati dal fiume Dirillo, a cui si deve il nome della valle (in epoca romana era chiamato Achates, “Acate”). A posare la prima “prima pietra” del progetto vitivinicolo che conta oggi su una produzione di 400 mila bottiglie annue, fu Giuseppe Jacono alla fine dell’Ottocento.

All’epoca, Vittoria era il centro siciliano più attivo nell’esportazione del vino destinato al mercato francese e vino simbolo del ragusano, il Frappato, era già all’epoca esportato dal porto di Scoglitti a Marsiglia, in botticelle di castagno. Lo spirito imprenditoriale della famiglia porta, sin dagli inizi del Novecento, ad introdurre un innovativo sistema di pigiatura dell’uva, con moderni torchi accanto allo storico Palmento. L’azienda agricola assume nel 1981 il nome di Valle dell’Acate, per iniziativa di Giuseppe Jacono Jr, padre di Gaetana Jacono, entrata in azienda nel 1996 con un impatto decisivo sul brand e sul fronte dell’internazionalizzazione del Frappato Docg.

Obiettivi che vengono perseguiti senza perdere di vista la sostenibilità ambientale. Valle dell’Acate è infatti impegnata nella viticoltura biologica e sostenibile e, proprio sotto la guida dell’illuminata imprenditrice Gaetana Jacono, l’azienda ha intrapreso un percorso volto alla sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di produrre vini che rispettino il territorio e le tradizioni locali. La conversione verso l’agricoltura biologica è stata «una scelta consapevole, per garantire il minimo impatto ambientale, preservando al contempo la qualità delle uve e dei vini».

VALLE DELL’ACATE E LA SOSTENIBILITÀ, DA SEMPRE

L’attenzione della cantina alla biodiversità, al rispetto dei cicli naturali e all’uso di tecniche ecocompatibili riflette il profondo legame con il territorio della Sicilia sud-orientale, ben oltre la semplice certificazione biologica. Valle dell’Acate adotta infatti numerose pratiche che mirano a ridurre l’impatto ambientale in tutte le fasi della produzione. Sul fronte del risparmio idrico, la “Cantina Bio dell’anno” per la Guida Top 100 winemag 2025 persegue una gestione oculata delle risorse idriche, fondamentale in una regione come la Sicilia, caratterizzata da estati calde e siccitose. La cantina utilizza sistemi di irrigazione efficienti e tecniche che riducono al minimo l’uso di acqua.

Valle dell’Acate investe inoltre nell’energia solare per alimentare le proprie strutture, riducendo la dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili e l’impatto sul clima. Il mantenimento della biodiversità è centrale. Accanto ai vigneti, la cantina promuove la coltivazione di altre specie vegetali e preserva gli ecosistemi naturali, contribuendo alla ricchezza della flora e della fauna locali. Altro caposaldo dell’azienda condotta da Gaetana Jacono è l’economia circolare: l’azienda riduce al minimo gli sprechi, riciclando i materiali di scarto della produzione. Come le vinacce, che vengono riutilizzate per produrre compost organico da impiegare nei vigneti.

VITIGNI AUTOCTONI SICILIANE: IL FOCUS DELLA CANTINA BIO 2025 GUIDA WINEMAG

Il tutto, senza dimenticare che il percorso biologico è strettamente legato alla valorizzazione delle varietà autoctone siciliane. Valle dell’Acate coltiva principalmente vitigni come Nero d’Avola, Frappato, Grillo, Moscato di Noto e Insolia, vero cuore della tradizione enologica della regione. L’approccio biologico diventa così un modo per esaltare le caratteristiche uniche di queste uve, consentendo loro di esprimere al massimo il potenziale aromatico e gustativo e di rispecchiare le peculiarità del territorio. Un vero e proprio approccio olistico, che si riflette qualità enologica e tecnica dei vini di Valle dell’Acate.

Valle dell’Acate

C.da Biddine Soprana
97011 Acate (RG)
Tel. 0932874166

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Il Congresso Ais 2023 diventa Convention “green” aperta al pubblico


Si svolgerà a Genova la Convention Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier 2023, giunta quest’anno alla 55ª edizione e in programma da venerdì 24 a domenica 26 novembre. L’evento biennale organizzato da Ais torna dopo 22
anni nel capoluogo della Liguria (la prima volta fu nel 2001) con un format rinnovato. Il congresso si trasforma quest’anno in una vera e propria Convention, per la prima volta aperta al pubblico. «Un contenitore ricco di appuntamenti, dibattiti, itinerari e iniziative legate al tema del “Paesaggio” – spiega il presidente Ais Sandro Camilli – quale fil rouge della nuova edizione».

Ai consueti appuntamenti istituzionali – riunione del Consiglio Nazionale e l’Assemblea dei Soci – si alternano degustazioni, visite alla città, iniziative didattiche e culturali dedicate al pubblico di appassionati. «I cambiamenti climatici, con le loro conseguenze – aggiunge Camilli – hanno messo a nudo la fragilità del Paesaggio. Sta a noi prendere coscienza del nostro impatto sul pianeta e prendercene cura».

«Il messaggio che parte dalla Convention Ais 2023 di Genova – conclude il presidente Ais – è quello che dobbiamo ritrovare l’armonia con noi stessi, con i nostri simili, con la natura e con la nostra storia e che il paesaggio può essere uno straordinario elemento di sintesi di queste dimensioni». Il programma completo della Convention Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier 2023 è reperibile sul sito ufficiale Ais.

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Montefalco Green, la declinazione ecologica del turismo in cantina


Come ideare e realizzare la frontiera 2.0 del turismo in cantina? Il Consorzio Tutela Vini Montefalco, in Umbria, punta alla sostenibilità delle aziende del territorio e al turismo green ideando Montefalco Green. Quella vissuta da giornalisti e “influencer” la scorsa settimana è stata un’esperienza emozionante, eco-friendly, unica nel suo genere. Sotto il cielo a tratti piovoso della piana che si distende dalle colline di Montefalco a quelle di Assisi è stato possibile scoprire, utilizzando esclusivamente le SagreenTino car e bici, una nuova frontiera del turismo in cantina: quello green, caratterizzato da emissioni zero, sostenibile, a velocità slow, rispettoso dell’ambiente.
Un turismo che raggiunge aziende vinicole che praticano digitalizzazione e riciclo, traendo buona parte dell’energia che consumano da pannelli solari.

Cantine che salvaguardano i nidi degli uccelli tra le vigne – parte integrante della biodiversità – che hanno la loro conduzione biologica certificata, che tutelano la presenza delle api in vigna. Molte aziende del territorio hanno il loro focus sulla produzione sostenibile e cercano di non provocare danni all’ambiente circostante. È una scelta doverosa, necessaria, indispensabile per garantire sia la qualità dei prodotti che un minimo impatto sul territorio. E la cosa sorprendente è che questo pensiero è condiviso da aziende di carattere famigliare che producono qualche migliaio di bottiglie e da imprese che ogni anno producono centinaia di migliaia di bottiglie. Segno che il concetto di sostenibilità non è limitato a piccole realtà di provincia, ma è condiviso anche dai colossi della vinificazione.

A BORDO DELLE SAGREENTINO, BICI E AUTO ELETTRICHE

Il territorio di Montefalco è stato quindi esplorato in lungo e in largo con le macchinine elettriche SagreenTino, due posti, spartane al massimo, velocità massima 50 km/h, autonomia 100 km, molto maneggevoli, in grado di superare piccoli dislivelli e di affrontare le strade sterrate che conducono alle cantine. È una tipologia di mobilità molto innovativa, che sfiora il paesaggio, che accarezza le colline, che entra nel territorio in modo gentile e sfumato, in silenzio, come il fruscio di un alito di vento. Molte cantine hanno già attrezzato al loro interno  punti di ricarica, ed altri sono in fase di realizzazione. Oppure attraverso le mountain bike elettriche con le quali raggiungere gli obiettivi è operazione divertente e appagante.

Niente sgommate, niente fuoriuscite di gas dannoso, silenziosissimi, sono due mezzi che hanno consentito (e consentiranno in seguito) agevoli e facili spostamenti su tutta la vallata di Montefalco. Alla scoperta degli ottimi vini del territorio: il Sagrantino Docg (Sagrantino 100%) e le Doc Montefalco (Sangiovese, Sagrantino e altro), Grechetto (Grechetto e Trebbiano) e Spoleto (Trebbiano spoletino e altro). Come dicevamo il territorio si contraddistingue per l’incredibile attenzione all’ambiente. Il 31% delle aziende delle denominazioni praticano agricoltura biologica certificata, sono in conversione al biologico certificato, biodinamiche, omeodinamiche, naturali o sono in possesso di certificazioni ambientali per la produzione dei Doc e Docg del territorio. Di questo 31%, oltre il 62% delle cantine sono biologiche certificate o in conversione al biologico certificato.

MONTEFALCO E I SUOI VINI SEMPRE PIÙ GREEN

Le aziende  diversificano il loro impegno ecosostenibile con vari metodi. Con impianti fotovoltaici, caldaie a biomassa, per la riduzione del gas serra, con progetti green che prevedono allevamenti avicoli, lavorazione in vigna con cavalli, zonazione della biodiversità, certificazione vegana, realizzazione di orti botanici per la salvaguardia delle api. Non manca il ricorso a varie sperimentazioni, per arrivare a vini con zero residui e al taglio degli agrofarmaci. Alcune cantine ricorrono poi a speciali sistemi di filtraggio per l’uso di acqua dei pozzi e raccolta delle acque piovane.

Una Montefalco che è green anche per la scelta di bottiglie di vetro più leggere e per il recupero e la valorizzazione degli scarti delle etichette. Un territorio che si sta distinguendo come una delle zone vinicole più green d’Italia. Scelta etica che il Consorzio Tutela Vini Montefalco ha inteso fare nella convinzione che «una terra amata è una terra grata, che restituisce le attenzioni che riceve in termini di qualità e unicità».

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UE: Coldiretti, con -20% pesticidi l’Italia e’ la piu’ green

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con il taglio record del 20% sull’uso dei pesticidi che al contrario aumentano in Francia, Germania e Austria. Lo rende noto la Coldiretti in riferimento all’ultimo report Eurostat per il periodo compreso fra il 2011 al 2018 che registra invece un aumento del 39% in Francia che si contende con l’Italia il primato agricolo nell’Unione Europea.

Risultato ottenuto grazie a 299 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari.

Italia leader anche nella biodiversità. Il settore è tra le più sostenibili a livello comunitario con appena il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 milioni di tonnellate della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. L’Italia è anche il quarto produttore mondiale di biogas con oltre duemila impianti di cui ben il 77% con residui di origine agricola, per un totale di oltre 1.440MW elettrici installati.

Un modello di sviluppo unico che ha garantito all’Italia anche il primo posto in Ue per valore aggiunto con 31,8 miliardi di euro correnti nel 2019, superando la Francia (31,3 miliardi) mentre più distanziata, in terza posizione, è risultata la Spagna (26,6 miliardi) seguita dalla Germania (21,1 miliardi). Nonostante questo l’agricoltura italiana è la meno sussidiata tra quelle dei principali Paesi europei dove in vetta alla classifica ci sono al primo posto la Francia, seguita da Germania e Spagna.

“I primati del made in Italy a tavola realizzati grazie a 730mila imprese agricole sono un riconoscimento del ruolo del settore agricolo per la crescita sostenibile del Paese – afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – occorre dunque salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui con l’emergenza Covid -19 il cibo ha dimostrato tutta la sua strategicità”.

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Approfondimenti

Valpolitech in vigneto: la svolta verde della Valpolcella

VERONA – Tutto sull’innovazione dell’eco-vigna a Valpolitech, l’appuntamento organizzato dal Consorzio tutela vini Valpolicella in programma il prossimo 2 luglio a San Pietro in Cariano (Tenuta Pule – Verona).

Primo piano sulle future macchine agricole ‘green’ della terra dell’Amarone, a partire dai sistemi innovativi per la pianificazione irrigua fino ai droni intelligenti in grado di intervenire autonomamente sugli stress idrici e nutrizionali della vite, alle centraline meteo capaci di prevedere anche le malattie delle piante.

Trattamenti 4.0 in un territorio a conduzione sempre più giovane che sta spingendo fortemente verso percorsi viticoli eco-friendly. È il caso della certificazione RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta), il protocollo di certificazione del Consorzio che conta sull’adesione di circa 150 aziende per un totale di 1100 ettari di superficie. E ora il progetto si avvia verso la fase 2, dando il via al monitoraggio su un campione di imprese per valutare l’efficacia del protocollo anche in relazione ai cambiamenti climatici.

Due i convegni previsti, organizzati in collaborazione con la testata di settore L’informatore Agrario. L’approfondimento sul sovescio (ore 14), la tecnica naturale per rendere più fertile il vigneto grazie alle colture di superficie; e a seguire il focus sulle vie sostenibili per la difesa del vigneto.

L’evento in vigneto, dedicato ai soci e anche ai viticoltori della principale provincia italiana per export di vino, sarà replicato il prossimo 10 settembre con l’edizione Valpolitech in cantina.

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Morellino Green: 11 colonnine per la ricarica delle auto elettriche a Scansano

SCANSANO – Si chiama “Morellino Green” l’onda verde che segna il nuovo corso del Morellino di Scansano, destinato a coinvolgere tutta la Maremma. Una rete di undici colonnine per la ricarica delle auto elettriche, pensato per favorire l’enoturismo ecosostenibile.

I dettagli del progetto sono stati presentati questa mattina dal Consorzio di Tutela della nota Docg della Toscana, nel corso di un convegno a Teatro Castagnoli che ha dato il via a Rosso Morellino 2019, grande banco di degustazione in corso quest’oggi nel borgo della provincia di Grosseto.

IL PROGETTO
Da poche ore sono in funzione sul territorio della Denominazione 2 delle undici colonnine per la ricarica delle auto elettriche fatte installare da Emmerent, società che opera in Italia nel campo della mobilità green. Dieci cantine del territorio, oltre al Consorzio, si sono accollate le spese di realizzazione del punto di ricarica.

Si tratta di un investimento di 40 euro al mese per 48 mesi di “finanziamento”, al termine dei quali la colonnina diventerà di proprietà dell’acquirente. Le strutture sono gestite dalla centrale operativa di Emmerent, a Bologna.

I costi di ricarica praticati sono molto competitivi: 0,15 centesimi al Kw. Il vero focus, però, è un altro. Durante l’attesa necessaria per la ricarica – da una a oltre 3 ore – l’utente avrà modo di visitare le cantine che hanno aderito al progetto, assaggiando il vino e facendosi promotore del Morellino di Scansano.

Il tutto previa registrazione sul sito morellinogreen.it. Un progetto destinato a un target medio alto di consumatori. Il costo della auto elettriche è infatti ancora piuttosto sostenuto in Italia, ma i dati delle immatricolazioni – favorite dagli incentivi del Governo – sono incoraggianti.

Nel 2018 sono state immatricolate 18 mila autovetture elettriche. Si prevede di raggiungere quota 50 mila entro la fine del 2019. Un vero e proprio boom lo scorso marzo, in cui sono state acquistare in Italia 8.700 automobili di nuova generazione.

“L’obiettivo – ha spiegato il direttore del Consorzio Alessio Durazzi – è proporre Scansano come meta del turismo econsostenibile, attraverso la creazione di questo circuito di ricarica per le auto elettriche. Un progetto pilota per riflettore sulla sostenibilità, tema centrale per noi e per tutta la Maremma del vino”.

“La speranza – ha aggiunto Durazzi – è che anche altre aziende del territorio seguano l’esempio delle cantine del Morellino di Scansano. Mi riferisco ad hotel, agriturismi e ristoranti che vogliano appassionarsi al progetto per diventare a loro volta una bandiera di questa rivoluzione green, al fine di formare un vero e proprio ‘Sistema Maremma’”.

I NUOVI CONSUMATORI
A confermare come il legame tra la sostenibilità della produzione e il consumo di vino sia un tema centrale è Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor. “La sostenibilità – ha evidenziato – è ormai una leva competitiva per il vino italiano. I consumatori sono sempre più attenti alle produzioni bio e le richiedono in maniera specifica”.

“In questo senso – continua Pantini – il progetto Morellino Green può diventare una leva di crescita per le Denominazioni del vino della provincia di Grosseto, con ampi margini di crescita sia sul mercato locale che nell’export”.

Dello stesso parere Diego Tommasi, direttore del Centro di Ricerca per la Viticoltura del Crea che ha posto l’accento sui cambiamenti climatici. E sull’importanza, ormai vitale per l’agricoltura, di essere sostenibile.

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Cantina Lungarotti green: ottenuto il marchio Viva

Montefalco – Nuovo marchio green per il Gruppo Lungarotti, con la certificazione assegnata in questi giorni dal ministero dell’Ambiente per il progetto VIVA – La Sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia.

All’azienda agricola Lungarotti, che ha aderito in modo volontario al progetto, è stata riconosciuta una corretta gestione sostenibile della propria organizzazione per tutti e 4 gli indicatori previsti dal disciplinare (territorio, aria, vigneto e acqua) dopo una serie di verifiche iniziate circa 2 anni fa.

“L’impegno per un maggior rispetto verso il nostro ambiente – ha detto Chiara Lungarotti, amministratore delegato del Gruppo umbro in apertura di Anteprima Sagrantino 2015 al via oggi a Montefalco – è un atto responsabile doveroso, oltre che un investimento, anche in ottica di competitività commerciale, per il futuro”. Lungarotti è la nona organizzazione italiana a conseguire la certificazione VIVA e la prima in Umbria.

LA CANTINA, VALORI E OBIETTIVI
Lungarotti vanta 250 ettari di vigneto (tra la tenuta di Torgiano e quella di Montefalco, quest’ultima a produzione certificata biologica) per una produzione di circa 2,5 mln di bottiglie di vino l’anno.

Tra i valori fondanti e costitutivi del Gruppo (attivo anche nell’enoturismo e in altre produzioni agricole), la ormai trentennale ricerca della qualità all’insegna dell’ecosostenibilità lungo tutto il processo produttivo: dalle tecniche di viticoltura sostenibile – con le capannine meteo, il controllo meccanico delle erbe infestanti, la gestione intelligente delle risorse idriche e la concimazione organica -, al progetto Meteowine – realizzato con l’Università di Perugia -, alla viticultura biologica della tenuta di Montefalco, al progetto biomasse Energia dalla vite, dove l’energia rinnovabile è alimentata grazie al riutilizzo della potatura della vite.

Nella primavera del 2018, è stato installato un impianto fotovoltaico sulla copertura degli edifici aziendali per un’estensione di circa 1320 mq che a regime arriverà a coprire il 40% dei fabbisogni di energia elettrica.

Il progetto pilota VIVA, voluto dal ministero dell’Ambiente per lo specifico settore del vino, fornisce alle aziende uno strumento di diagnosi degli impatti del prodotto enologico, e allo stesso tempo un mezzo di garanzia e trasparenza al consumatore.

L’obiettivo è ottenere uno standard di gestione sostenibile del settore vitivinicolo misurabile e accreditato che sia un riferimento univoco per le produzioni italiane e un biglietto da visita per i prodotti made in Italy sui mercati internazionali

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Vini di Montefalco: “La svolta green vale 60 milioni in Umbria”

MONTEFALCO – Vini più green, con una riduzione dell’uso dei fitofarmaci del 40%, prodotti a partire da una gestione più sostenibile dei vigneti.

Una rivoluzione lanciata nella filiera vitivinicola dal Consorzio Tutela Vini Montefalco che diventa modello di sostenibilità per l’intero comparto agricolo della Regione Umbria.

Secondo i calcoli dell’ente consortile, l’Umbria potrebbe così toccare quota 60 milioni di euro di farmaci non somministrati in agricoltura.

Nato nel 2015 come progetto pilota per la coltivazione dei vigneti del Montefalco Sagrantino Docg, Grape Assistance diventa oggi Smart Meteo ed estende il suo raggio d’azione.

Oltre ai vigneti umbri saranno interessati anche gli altri tipi di coltivazione, mantenendo immutato l’obiettivo: un assistente tecnologico “in campo”, a servizio di tutti i produttori, che permette di ottenere bollettini meteo e previsioni a lungo termine, informazioni sullo stato di salute reale delle piante utili a superare il sistema dei trattamenti a calendario.

“Un valido aiuto – spiega Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – che ha consentito di effettuare interventi mirati solo in caso di presenza di agenti patogeni, riducendo in maniera significativa l’utilizzo dei fitofarmaci. Oggi portiamo sui mercati, a partire da ProWeinprodotti più sostenibili e in linea con le esigenze dei consumatori”.

L’obiettivo, con Smart Meteo, è di raggiungere “una riduzione del 75% su tutto il territorio umbro, massimizzando i vantaggi del protocollo. “Una rivoluzione ecosostenibile ed economica sorprendente – evidenzia Pambuffetti – che siamo fieri di aver innescato”.

RISPARMIO GREEN: LE CIFRE
Il risparmio economico medio che il modello di Montefalco ha raggiunto, nei primi tre anni di applicazione in vigna, è di circa 175 euro l’ettaro. Con l’applicazione del protocollo all’interno di tutte le aziende del Sagrantino, 60 circa per poco più di mille ettari, si abbattono tonnellate di prodotti chimici, corrispondenti a circa 88 mila euro, con un risparmio complessivo stimato in circa 105 mila euro annui.

In Umbria i terreni coltivati coprono ben 340 mila ettari. Smart Meteo auspica, pertanto, a realizzare un’ambiziosa rivoluzione di innovazione agricola, che consentirà un maggior rispetto del territorio e una produzione più sostenibile e qualitativamente superiore.

“Le denominazioni di origine Montefalco – evidenzia il Consorzio di Tutela – si arricchiscono, dunque, di vini sempre più attenti all’ambiente, molti dei quali faranno il loro ingresso sul mercato estero in occasione del ProWein 2018”.

Un banco di prova importante: l’export pesa circa il 70% sul fatturato complessivo dei vini di Montefalco, contro una propensione all’export del 52% del comparto del vino italiano.

Nel 2017, le aziende umbre hanno esportato fuori dai confini nazionali quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente, soprattutto verso la Germania mercato di riferimento per rossi e bianchi fermi prodotti in maniera sostenibile.

Il 12% dei tedeschi, infatti, dichiara di aver consumato vino green, soprattutto italiano e l’84% si dichiara interessato a continuare acquistarlo in futuro (dato Survey Wine Monitor Nomisma 2017 per ICE-Agenzia).

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Vinitaly 2018: Lombardia capofila della viticoltura green

Un patrimonio di biodiversità già al top in Italia e in ulteriore costante crescita grazie alla riscoperta e alla reintroduzione di preziose varietà autoctone. Un inarrestabile incremento delle superfici vitivinicole coltivate secondo i dettami dell’agricoltura biologica. E una serie di azioni nel segno della sostenibilità ambientale destinate a rappresentare una preziosa eredità per il futuro.

È un biglietto da visita decisamente green quello con cui le aziende vitivinicole lombarde si presenteranno alla 52ª edizione di Vinitaly 2018, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si terrà a Verona dal 15 al 18 aprile. La valorizzazione di un territorio unico per varietà di climi, ambienti e terroir rappresenta infatti un carattere distintivo della viticoltura regionale, la quale all’interno del Padiglione Lombardia sarà rappresentata da oltre 200 produttori.

UN PADIGLIONE DA RECORD
La collettiva lombarda, tra le prime per numero di espositori, occuperà uno spazio di 8.500 metri quadrati complessivi, di cui circa 4.000 allestiti, nel “salotto buono” al primo piano del PalaExpo. Qui buyer, operatori e giornalisti specializzati troveranno circa 2 mila etichette in degustazione. E qui la varietà di un territorio caratterizzato da montagne, colline, pianura e grandi laghi sarà ben rappresentata anche in termini di biodiversità.

Dall’Erbamat in Franciacorta, alla Merera in Valcalepio, alla varietà Verdese sulle colline dell’IGT Terre Lariane, solo per fare qualche esempio, sono molte le varietà rilanciate negli ultimi anni. E anche grazie a loro la Lombardia, già ai primi posti a livello nazionale per varietà di vite per uve da vino coltivate, ha ulteriormente consolidato questa peculiarità, arrivando a 90 diverse tipologie presenti sul territorio regionale sulle 517 totali iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite.

“Anche quest’anno l’appuntamento di Vinitaly testimonia l’importante patrimonio enogastronomico lombardo e italiano”, commenta il Presidente di Regione Lombardia. “Con oltre 3 mila imprese vitivinicole, 300 aziende giovani e gli importanti risultati raggiunti sui mercati esteri, il nostro si conferma un settore competitivo e in forte crescita”.

IL BOOM DELLE PRODUZIONI BIO
Accanto alla valorizzazione della biodiversità, si è assistito negli ultimi anni anche a un vero e proprio boom della viticoltura biologica. Se nel 2010 gli ettari destinati a questo tipo di produzione o in conversione erano 908, nel 2017 hanno raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93%. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (rispettivamente 34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (rispettivamente 7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (rispettivamente 2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio.

“La Lombardia produce per il 90% vini a Denominazione di qualità, grazie a 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt”, dichiara l’Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia. “Un indice indubbiamente di qualità, ma evidentemente non sufficiente, se è vero che il modello della produzione vitivinicola lombarda sta rispondendo alle richieste di un consumatore sempre più attento al biologico e alla sostenibilità. Come Regione, dall’entrata in vigore della nuova programmazione comunitaria abbiamo sostenuto il comparto con oltre 67 milioni di euro nelle varie misure, tenuto conto che il sostegno all’internazionalizzazione sui Paesi Terzi è stato fortemente penalizzato dai ben noti ritardi del Mipaaf in materia di Ocm Vino. In tal senso, ritengo che la vetrina di Vinitaly possa in parte rilanciare il percorso di crescita all’estero, che deve recuperare quel valore aggiunto che la Francia ha ottenuto negli anni grazie alla comunicazione del terroir e delle proprie zone di produzione sui mercati mondiali”.

Un valore aggiunto che passa anche per la svolta avviata dalle aziende e dai Consorzi di tutela dei vini lombardi, pronti non solo a convertire la produzione, ma anche ad avviare sperimentazioni e intraprendere iniziative nel segno della sostenibilità ambientale. Dall’azienda dell’Oltrepò Pavese che utilizza le capre in vigna per la cura del vigneto, a quelle che in Franciacorta utilizzano ferormoni di insetti per generare confusione sessuale e tenere sotto controllo la diffusione delle specie nocive, passando per gli interventi con microcamere in vigna e per l’utilizzo di piante selezionate che favoriscono la presenza di insetti utili, il catalogo è davvero ampio.

LA RICERCA E LA PROMOZIONE DELL’ECCELLENZA
“Le nostre imprese hanno dimostrato di sapere coniugare una produzione di qualità con la valorizzazione delle peculiarità del territorio e con una visione futura del comparto, utile anche per conquistare quei mercati esteri, soprattutto del Nord Europa, dove i prodotti biologici sono maggiormente ricercati”, commenta Daniele Riva, Vicepresidente di Unioncamere Lombardia e Presidente della Camera di Commercio di Lecco. “Non a caso i dati per i primi nove mesi del 2017 indicano per i vini lombardi un ulteriore incremento dell’export del 3,7% rispetto al periodo gennaio-settembre 2016. Come Sistema camerale l’obiettivo è continuare a garantire alle imprese quel supporto che in questi anni, anche grazie alla fruttuosa collaborazione con Regione Lombardia, ha contribuito a rafforzare la loro posizione sui mercati, dove l’aspirazione è quella di diventare un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale al pari di moda e design”.

Un obiettivo per il quale i produttori, oltre che su Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, che realizzano e finanziano in Accordo di programma il Padiglione che ospita la collettiva lombarda a Vinitaly, possono contare sui Consorzi di tutela dei vini lombardi. Sono loro, infatti, a giocare insieme alle istituzioni il ruolo di custodi e promotori di una qualità sempre più apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero, che buyer, operatori e giornalisti potranno apprezzare durante Vinitaly grazie a un fitto calendario di eventi volti a valorizzare la variegata offerta dei vini regionali.

I Consorzi presenti a Vinitaly 2018 sono: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani, Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi, ed Ente Vini Bresciani (in rappresentanza dei territori di Botticino, Cellatica, San Martino della Battaglia e Valcamonica).

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Cantina Bolzano: nuovo sito produttivo “green” su 5 livelli

BOLZANO – Sarà ultimato entro la vendemmia 2018 il nuovo sito produttivo di Cantina Bolzano. Un edificio all’insegna del “green”. Riunirà in sé tutta la produzione, in località San Maurizio, alle porte del capoluogo dell’Alto Adige.

“Un immobile – assicura Cantina Bolzano in una nota – perfettamente integrato nella superficie collinare circostante, che sfrutterà la pendenza del suolo per realizzare il processo di lavorazione a caduta dell’uva e sarà la prima cantina cooperativa ad avere la certificazione CasaClimaWine®”.

Si tratta di “un progetto all’avanguardia, che unisce i principi di funzionalità e valorizzazione del vino a quelli di ecosostenibilità e tutela del paesaggio”.

L’UVA IN CADUTA LIBERA
Il nuovo edificio produttivo è strutturato su 5 livelli che permettono di sfruttare l’altezza per la produzione di vino. L’area di consegna è situata nel punto interrato più alto dell’edificio, in modo da assicurare una temperatura costante.

La maggior parte dell’uva viene consegnata in bins, che possono essere scaricati nei magazzini di stoccaggio interrati, dove la temperatura è naturalmente bassa o, al bisogno, in celle frigorifere. L’uva scende poi al livello inferiore tramite degli scivoli: qui le uve bianche vengono pigiate, pressate e proseguono poi verso i serbatoi d’acciaio dove avviene la fermentazione.

Le uve rosse invece, dopo la pigiatura, passano attraverso dei nastri direttamente in tini o in serbatoi d’acciaio di 1m x1m, le dimensioni ideali per permettere un maggiore contatto del mosto con le bucce e con i componenti presenti negli acini. I vini rossi vengono rimontati con il metodo del délestage con ridotto uso di pompe.

La lavorazione di tutte le uve avviene con la massima delicatezza per rispettare la consistenza della buccia. La cantina di affinamento è situata al piano interrato più basso, dove la temperatura è ideale e ospiterà botti da 5 mila litri, barrique e tonneaux, in cui verranno affinati per la maggior parte vini rossi, ma anche bianchi importanti.

L’aumento dello spazio di lavoro con il nuovo stabilimento, permetterà inoltre di valorizzare maggiormente le caratteristiche delle selezioni: i vari Cru saranno infatti lavorati in serbatoi separati per esaltare al meglio le proprietà di ciascuna zona di produzione.

“UN’OPERA SIMBOLO PER BOLZANO”
“La nuova Cantina Bolzano – evidenziano i titolari – darà la possibilità ai visitatori di fare tour guidati nella struttura. La grande terrazza panoramica permetterà di osservare i vigneti terrazzati con le Dolomiti sullo sfondo”.

Sarà possibile vedere la cantina di affinamento situata nel piano più interrato dell’edificio produttivo dove il vino riposa in botti, barrique e tonneaux.

L’enoteca sarà aperta ai visitatori che vorranno conoscere da vicino il lavoro della più grande cantina urbana dell’intero arco alpino.

L’intero edificio produttivo, i cui lavori sono già terminati, è costruito sotto il livello del terreno ed è coperto in superficie da terrazze dove verranno piantati dei vigneti, in modo da mimetizzare totalmente la struttura. L’unico edificio in superficie sarà la parte centrale.

Un prisma “che diventerà il simbolo della nuova Cantina Bolzano e che ricorda nel suo aspetto una foglia di vite”. In Italia, neppure troppo lontano dall’Alto Adige, una struttura simile si trova in Valpolicella: è Zýmē di Celestino Gaspari, allievo ed erede di Quintarelli.

La struttura del prisma sarà di vetro e lo strato esterno verrà costituito da foglie di vite stilizzate realizzate in lamiera traforata di alluminio color bronzo. 

LA PRIMA COOPERATIVA CERTIFICATA CASACLIMAWINE
Il nuovo edificio è in costruzione su una superficie agricola di circa 20 mila metri quadrati ed è stato costruito seguendo principi di sostenibilità all’avanguardia. Per rispondere ai requisiti di controllo della temperatura, che viene mantenuta costante tutto l’anno tra i 14°e i 16°, l’isolamento a cappotto è stato fatto in tutte le aree vicine alla superficie, il soffitto e le pareti laterali della cantina sono isolate fino ad una profondità di tre metri.

La ventilazione degli ambienti sotterranei è garantita da un sistema a quattro pozzi di ventilazione con aperture controllabili che sono regolate in funzione della temperatura interna ed esterna: è possibile sfruttare l'”effetto camino” e mantenere la ventilazione senza ventilatori ausiliari quindi con nessun consumo di energia elettrica.

L’energia termica necessaria per il processo di riscaldamento dell’acqua si ottiene grazie a un impianto a pellet completamente autonomo, supportato in caso di guasto da una caldaia a gas. L’acqua refrigerata necessaria per il raffreddamento di ambienti e serbatoi viene prodotta con moderni chiller a CO2.

Il calore scartato dalla produzione di freddo e di aria compressa, viene utilizzato per la produzione di acqua calda, riducendo del 45% il consumo energetico per la sua produzione. Negli spazi di lavoro e di accoglienza saranno garantiti un alto comfort microclimatico e acustico, accompagnati da un’elevata qualità dell’aria e da un uso ottimale della luce naturale. La nuova Cantina Bolzano sarà la prima cantina cooperativa ad ottenere la certificazione CasaClimaWine®.

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Enologica 2016 nella capitale del Sagrantino

Montefalco rinnova l’appuntamento con Enologica. Dal 16 al 18 settembre, la kermesse enoturistica torna con l’edizione 2016: ventisette cantine aderenti e un ricco programma dedicato alla Docg Montefalco Sagrantino, protagonista della tradizione enoica del territorio. Il rendez-vous con le denominazioni montefalchesi sarà all’insegna della sostenibilità. Il tema scelto è, infatti, Sistema Sagrantino e prende spunto dal riconoscimento “Spiga Verde”, recentemente assegnato al Comune di Montefalco da Fee Italia (Foundation for Environmental Education) e Confagricoltura, per l’impegno dimostrato nell’attuazione di processi virtuosi nelle politiche di gestione del territorio e nella valorizzazione del patrimonio rurale locale. Il coinvolgimento della comunità e delle imprese sarà orientato a supportare le popolazioni colpite dal terremoto attraverso l’iniziativa “Enologica 2016 – Calice solidale” promossa dal Consorzio Tutela Vini Montefalco e dall’associazione Strada del Sagrantino. “Ci auguriamo che, soprattutto quest’anno, Enologica rappresenti un’occasione di scambio, confronto e crescita – spiegano Amilcare Pambuffetti, presidente del Consorzio e Guido Guardigli, presidente della Strada del Sagrantino – per fornire un aiuto concreto alle zone interessate dal sisma. Avvieremo un dialogo con le istituzioni per indirizzare, ove necessario, parte dei fondi raccolti con la vendita dei calici di vino. Il mondo del vino è fatto di tradizioni e legami territoriali ma soprattutto di futuro e sviluppo, valori che vorremmo concorrere a rinsaldare per favorire la ripresa delle realtà vitivinicole colpite e dell’intero territorio”.

IL PROGRAMMA
Nel segno della rivoluzione verde già intrapresa dal Consorzio Tutela Vini Montefalco con Grape Assistance, Montefalco porta avanti il percorso di miglioramento della gestione dell’ambiente e della qualità della vita, proprio in occasione di Enologica 2016 con un cartellone ricco di approfondimenti di natura congressuale, culturale e artistica. La kermesse si snoderà attraverso sei punti di interesse storico e culturale – il Complesso di Sant’Agostino, il Chiostro San Bartolomeo, la Sala Consiliare del Comune di Montefalco, ilTeatro San Filippo Neri, il Complesso Museale San Francesco e la Piazza del Comune – ciascuno dei quali ospiterà mostre fotografiche, esposizioni, degustazioni guidate, food happening, cooking show, proiezioni, musica live, visite guidate, tour enogastronomici. Agenda fitta di appuntamenti per food e wine lovers che avranno la possibilità di conoscere da vicino le terre, i borghi e i prodotti tipici di una tra le aree produttive più rinomate dell’Umbria.

Tra queste eccellenze, il Montefalco Sagrantino Passito Docg, che per la prima volta diventa protagonista di una degustazione dedicata esclusivamente ad una delle perle enologiche del territorio. Un appuntamento che, assieme all’Isola del Passito, diventa un momento rilevante dell’edizione di quest’anno. Enologica 2016 | Sistema Sagrantino prenderà il via venerdì 16 settembre con l’inaugurazione presso il Complesso di S. Agostino, in programma alle 15.30. Alle 16.00, invece, l’apertura del Banco d’Assaggio dei Vini di Montefalco a disposizione dei visitatori per i tre giorni dell’evento, dove sarà possibile acquistare i prodotti.

Di seguito, la lista delle 27 cantine aderenti ad Enologica 2016: Antano Milziade – Fattoria Colleallodole, Antonelli – San Marco, Arnaldo Caprai, Briziarelli, Colle Ciocco, Dionigi, Fattoria Colsanto, Fongoli, Le Cimate, Lungarotti, Moretti Omero, Napolini, Pennacchi – Terre di Capitani, Perticaia, Rialto, Romanelli, Scacciadiavoli, Tabarrini, Tenuta Alzatura Cecchi, Tenuta Castelbuono, Tenuta Colfalco, Tenuta Rocca di Fabbri, Terre de la Custodia, Terre de Trinci, Tocchi Poggio Turri, il Torrione, Viticoltori Broccatelli Galli.

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Montefalco, vendemmia “green” con Grape Assistance

“Grape Assistance funziona”. E’ tempo di bilanci per il modello innovativo di gestione sostenibile dei vigneti di Montefalco. Una sperimentazione “green”, che mira alla riduzione dell’uso dei fitofarmaci nei vigneti. Un progetto che ha avuto avvio lo scorso anno, sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini Montefalco. Una rivoluzione verde che sarà al centro del dibattito dell’edizione 2016 di Enologica, l’evento che ogni anno riunisce a Montefalco (Perugia) migliaia di turisti e winelovers in onore del Montefalco Sagrantino Docg. L’avanzamento di Grape Assistance già durante il primo anno di attività ha prodotto una riduzione del 5% del numero degli interventi fitosanitari e una riduzione del 14% dell’indice di frequenza dei trattamenti (TFI Treatment Frequency Index). “Questi risultati – spiega Amilcare Pambuffetti, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – testimoniano un impatto positivo del progetto sulla gestione fitosanitaria  territoriale e, grazie alla partecipazione di produttori e professionisti coinvolti, sarà possibile avanzare in maniera sempre più precisa una caratterizzazione microclimatica delle aree vitate di Montefalco insieme alla mappatura delle zone a maggiore rischio di incidenza di malattie su vite”.

LA VENDEMMIA 2016
Da una prima analisi delle variabili meteorologiche dell’annata in corso, inoltre, il Consorzio Tutela Vini Montefalco è in grado di fornire una previsione di quella che sarà la vendemmia 2016. A differenza delle stagioni precedenti, l’andamento delle temperature medie giornaliere e delle pluviometrie mensili si è rivelato in linea con le medie della zona, favorendo un germogliamento precoce di tutte le varietà, un armonico sviluppo vegetativo e una intensa e veloce fioritura che ha garantito buoni livelli di produzione. 
Queste quadro meteorologico, pertanto, induce a prevedere un periodo vendemmiale leggermente posticipato rispetto all’annata precedente, di 7-9 giorni. A Montefalco, la vendemmia inizierà nei primi giorni di settembre con le varietà più precoci (gli internazionali Chardonnay e Sauvignon) e si protrarrà, tempo permettendo, fino all’ultima decade di ottobre con le varietà più tardive (Sagrantino e Cabernet). La quantità della produzione di uva del 2016 sembra assestarsi, sostanzialmente, sugli stessi valori del 2015, con leggeri incrementi nell’ordine del 5% per alcune varietà, mentre il profilo qualitativo dei mosti si preannuncia di altissimo livello.

“Se le condizioni meteo di fine agosto con basse temperature notturne e giornate soleggiate e ventilate troveranno continuità nel mese di settembre – commenta Pambuffetti – si potranno ottenere delle ottime maturazioni delle uve e dei mosti per la produzione di vini dall’alto profilo qualitativo”. Le uve a bacca bianca, infatti, sono caratterizzate da ottimi quadri acidici e buone complessità aromatiche, condizioni favorevoli all’ottenimento di vini freschi ed eleganti.  Le uve rosse, nonostante sia prematuro prevedere il decorso della maturazione (che avverrà nelle prossime settimane), potrebbero beneficiare di un migliore equilibrio tra polifenoli e parametri tecnologici (zucchero, ph, acidità) e definire vini con strutture ed  eleganze di ottima qualità. In particolare, le uve di Sagrantino, ormai in piena maturazione, rallentando l’accumulo di zuccheri in favore di una più omogenea ed equilibrata maturazione del complesso fenolico, potrebbero tradursi in vini “con ottime complessità aromatiche, buone strutture e tannini maturi, tutte caratteristiche alla base di vini potenti, longevi e molto equilibrati”.

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