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Single Pot Still Irish Whiskey “Green Spot”, Mitchell & Son

(4 / 5) Uno degli Irish Whiskey più amati dagli aficionados del genere, anche se non sempre facile da reperire. Green Spot, Single Pot Still di Mitchell & Son è oggi il protagonista “A tutto volume“.

LA DEGUSTAZIONE
Ambrato, luminoso. Da subito invitante già dall’aspetto. Al naso arrivano subito fresche note floreali, dolcezza di malto ed una nota agrumata. Segue un evidente sentore legnoso, boisè direbbero i sommelier, per poi chiudere fresco e mentolato.

In bocca è morbido e strutturato. Coinvolge con sentori di miele e vaniglia alternati ad un piacevole sensazione speziata.

Cremoso al sorso lascia una piacevole e duratura persistenza, fresca e dolce. Un whiskey che potremmo definire “per tutte le ore”, dal gustoso aperitivo al dopocena spensierato e, perché no, anche abbinato a tavola con un buon risotto.

GREEN SPOT – MITCHEL & SON
Single Pot Still Irish Whiskey. Cioè whiskey irlandese ottenuto solo per distillazione ad alambicco. Perché non tutto il whiskey irlandese è blended e distillato a colonna. Green Spot è maturato un numero imprecisato di anni (si vocifera fra i 7 ed i 10) in botti di rovere nuove, di rovere americano ex-bourbon ed ex-sherry. Il risultato è quello che abbiamo appena descritto.

Distillato dalla Irish Distillers Ltd., colosso del whiskey irlandese del gruppo Pernod Ricard e pressoché monopolista per alcuni decenni, il Green Spot è selezionato ed imbottigliato da Mitchel & Son.

Stiamo parlando quindi di un imbottigliatore indipendente. Figura presente nel mercato dei whisky. Vale a dire di un’azienda che seleziona partite di whisky distillate da altri e ne decide poi l’eventuale affinamento. Grossomodo quello che fa un affinatore di formaggi, tanto per rendere l’idea.

Il nome Green Spot deriva infatti dall’usanza che George Mitchel aveva di contraddistinguere l’invecchiamento dei propri whisky tramite un segno colorato sulla botte (“macchia verde”, per l’appunto, per questo affinamento).

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Whisky & Rum Day 2018: Milano capitale dei distillati

Si è tenuto lo scorso 28 e 29 ottobre a Milano presso il Megawatt Court The Whisky Day e The Rum Day 2018. Evento aperto ad appassionati e professionisti del settore che hanno potuto scoprire, confrontarsi e degustare tanto le novità del mercato quanto le grandi conferme. Proprio la trasversalità degli avventori è la chiave di lettura dell’evento.

Ecco quindi che fra i banchi d’assaggio non troviamo eccellenze assolute o rare bottiglie da collezione, ma prodotti di ottima fattura nati per soddisfare il consumatore, tanto l’esperto quanto il neofita, siano esse consumate “streight” o attraverso le sapienti mani di un “mixologist”. Ecco quindi far capolino fra whisky e rum anche altri distillati.

I MIGLIORI ASSAGGI
Al solito è impossibile raccontare l’intera manifestazione in poche righe, ci limitiamo quindi a raccontarvi gli assaggi che più hanno colpito la nostra attenzione.

Michter’s, dal Kentucky, porta una interessantissima selezione di Bourbon e Rye. Sette prodotti diversi per tipologia di legno utilizzata e durata di invecchiamento.

Fra tutti svettano il Bourbon 10yo ed il Rye 10yo, pieni morbidi e strutturati, con menzione d’onore al Streight Rye Toasted Barrel Finish che alterna all’acidità del Rye una spiccata nota di frutta secca netta e pulita anche nella breve persistenza.

Sempre dagli Stati Uniti Jack Daniel’s presenta Single Barrel Rye. Un Rye da singolo barile prodotto col tipico processo di mellowing. Un Rye dolce e vanigliato, perfetta declinazione della segale secondo lo stile JD.

Dall’Irlanda si fanno notare Redbreast 12yo, un pot still ben equilibrato pulito fresco e consistente, ed le due release di Mitchell & Son Green Spot, fresco e speziato, e Yellow Spot 12yo, più dolce e morbido.

Ancora l’Irlanda protagonista con Teeling che a fianco degli ormai noti imbottigliamenti (veri punti di riferimento per gli appassionati) presenta Brabazon, finissato in botti di Porto rotondo e vinoso, e Trois Rivières Small Batch.

Quest’ultimo attore di un gioco curioso: se Teeling ha usato botti ex rum agricole della distilleria Trois Rivières per il suo whisky al capo opposto della sala troviamo al bachetto di Trois Rivières un rum finito in botti ex Teeling. Un Whisky che profuma di Rum ed un Rum che profuma di Whisky che valgono la degustazione incrociata.

Fra i rum oltre alle grandi conferme di Damoiseau si distinguono le due release di Hampden, rum dalle forti note secondarie prima ancora che terziarie, e la bella verticale 12yo, 18yo e 25yo di Flor de Cana in un crescendo di rotondità e dolcezza.

Spicca l’idea di Roner, distilleria di Termeno in Alto Adige, di produrre due rum, uno bianco ed uno scuro. Quest’ultimo in particolare invecchiato nelle botti che hanno contenuto Caldiff il famoso distillato di mele di Roner.

Un rum dallo stile Alto Atesino. Ma ancor più Alto Atesino sono il gin, ottenuto con botaniche locali che profuma di bosco, e la grappa da Weissburgunder (pinot bianco) unica nel suo genere.

Sempre piacevoli e ben fatti Nikka Coffey Gin e Nikka Coffey Vodka della giapponese Nikka. Menzione d’onore per l’imbottigliamento 18yo di Longmorn dell’imbottigliatore indipendente Duglas Laing.

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