LA DEGUSTAZIONE
Ambrato, luminoso. Da subito invitante già dall’aspetto. Al naso arrivano subito fresche note floreali, dolcezza di malto ed una nota agrumata. Segue un evidente sentore legnoso, boisè direbbero i sommelier, per poi chiudere fresco e mentolato.
In bocca è morbido e strutturato. Coinvolge con sentori di miele e vaniglia alternati ad un piacevole sensazione speziata.
Cremoso al sorso lascia una piacevole e duratura persistenza, fresca e dolce. Un whiskey che potremmo definire “per tutte le ore”, dal gustoso aperitivo al dopocena spensierato e, perché no, anche abbinato a tavola con un buon risotto.
GREEN SPOT – MITCHEL & SON
Single Pot Still Irish Whiskey. Cioè whiskey irlandese ottenuto solo per distillazione ad alambicco. Perché non tutto il whiskey irlandese è blended e distillato a colonna. Green Spot è maturato un numero imprecisato di anni (si vocifera fra i 7 ed i 10) in botti di rovere nuove, di rovere americano ex-bourbon ed ex-sherry. Il risultato è quello che abbiamo appena descritto.
Distillato dalla Irish Distillers Ltd., colosso del whiskey irlandese del gruppo Pernod Ricard e pressoché monopolista per alcuni decenni, il Green Spot è selezionato ed imbottigliato da Mitchel & Son.
Stiamo parlando quindi di un imbottigliatore indipendente. Figura presente nel mercato dei whisky. Vale a dire di un’azienda che seleziona partite di whisky distillate da altri e ne decide poi l’eventuale affinamento. Grossomodo quello che fa un affinatore di formaggi, tanto per rendere l’idea.
Il nome Green Spot deriva infatti dall’usanza che George Mitchel aveva di contraddistinguere l’invecchiamento dei propri whisky tramite un segno colorato sulla botte (“macchia verde”, per l’appunto, per questo affinamento).
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