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degustati da noi news news ed eventi vini#02

Campania Stories 2024, vini bianchi in grande spolvero: Falanghina e Greco, prova di maturità

Campania Stories 2024: vini bianchi in grande spolvero

“Napule è mille culure” cantava Pino Daniele. Definizione che si addice perfettamente alla vendemmia 2023 nelle denominazioni campane. Il quadro presentato presso Tenute del Gheppio a Dugenta (Benevento) da Assoenologi durante Campania Stories 2024, evento organizzato come ogni anno da Miriade&Partners, descrive una vendemmia eterogenea in tutta la regione. L’andamento climatico incerto e caratterizzato da eventi climatici estremi, come negli ultimi anni, ha determinato significative differenze nella qualità e quantità delle uve, anche in territori fra loro limitrofi. Una produzione mediamente più bassa, in quantità, rispetto al 2022, ma di alta qualità. Con punte di eccellenza.

LA VENDEMMIA 2024 IN CAMPANIA

Una stagione invernale mite e siccitosa con temperature sopra la media, dovute ad un anticiclone africano nel Mediterraneo, seguita da ampie precipitazioni nel periodo aprile-giugno che hanno azzerato il deficit pluviometrico dei mesi precedenti. Repentini abbassamenti della temperatura fra marzo ed aprile hanno portato ad un ritardo della ripresa vegetativa, in vista della vendemmia 2023 in Campania. Le forti ondate di calore a luglio hanno causato un recupero dei tempi di invaiatura e maturazione.

In generale, le condizioni climatiche avverse hanno creato una forte pressione per la peronospora. Un’annata che, a fronte di un clima mutevole ed incerto, ha dato vita ad una vendemmia 2023 con rese decisamente inferiori in Campania, ma di buona qualità. Con le uve bianche dall’aromaticità meno pronunciata, ma di grande freschezza e sapidità. Ed uve rosse dalla buona maturità fenolica e grande concentrazione.

LE DEGUSTAZIONI A CAMPANIA STORIES 2024

Se davvero “Napule è mille culure” i vini della regione sembrano invece andare in una direzione molto più monocromatica. Sono infatti i bianchi, in grande spolvero nelle annate presentate, a segnare il passo con particolare nota di merito per Falanghina e Greco. Più affaticati i rossi, che risultano a tratti un po’ “pesanti” seppur con eccezioni degne di nota, come nel caso dei Piedirosso.

ANTEPRIMA CAMPANIA STORIES 2024: I MIGLIORI ASSAGGI

Campania Bianco Igp, Monseratto 1973, 2023. Naso fresco, con una balsamicità mentolata che torna anche al sorso accompagnando le note fruttate e floreali.

Falanghina del Sannio Dop, Mustilli, 2023. Naso floreale. In bocca rivela una mineralità che si fa ricordare.

Falanghina del Sannio Dop, Rossovermiglio, 2022. Nota minerale talcata la naso, grande sapidità al sorso.

Campi Flegrei Falanghina Dop Luce Flegrea, Cantine del Mare, 2022. Naso armonico. Fiori e frutta bianca. Sorso pulito, scorrevole, sapido e fresco.

Campi Flegrei Falanghina Dop Vigna Astroni Cru, Astroni, 2019. Tutta la mineralità di un vino vulcanico con qualche anno sulle spalle. Altro vino da annoverare tra i migliori assaggi a Campania Stories 2024.

Fiano di Avellino Dop, Colli di Lapio, 2023. Ricco ed aromatico al naso. Frutta e fiori di grande intensità. Sorso pulito ed avvolgente.

Fiano di Avellino Dop, Tenuta del Meriggio, 2015. Ottima prova di tenuta nel tempo per questo fiano datato 2015.

Fiano di Avellino Riserva Dop Colle del Cerri, Di Meo, 2008. Il bianco più “vecchio” presentato nella cieca di Campania Stories 2024 regge bene il confronto con “ragazzini” della stessa denominazione mostrando grande capacità di invecchiamento.

Paestum Greco Igp Calpazio, San Salvatore 1988, 2023. Godibile, fresco. Un vino che invoglia ed invita al sorso successivo.

Greco di Tufo Dop, Vesevo. 2023. Naso quasi “didattico” ed un sorso avvolgente. Di lunga persistenza.

Greco di Tufo Riserva Dop 888, Le Otto Terre, 2021. Grande verticalità ed una freschezza da vino d’annata.

Greco di Tufo Riserva Vittorio, Di Meo, 2010. Come il suo “fratello” Colle del Cerri nasconde meravigliosamente i suoi anni a Campania Stories 2024, mostrando un’agilità ed uno slancio invidiabili.

Galluccio Bianco Dop Petratonda, Porto di Mola, 2022. Note di agrume e frutta bianca. Sorso pieno ma con un’acidità tagliente che rende il sorso straordinariamente agile. Tra i migliori assaggi a Campania Stories 2024.

Sannio Coda di Volpe Dop, Fattoria la Rivolta, 2023. Naso intenso, fiori e frutta. Pesca e Albicocca. Fresco in bocca ma al contempo rotondo.

Catalanesca del Monte Somma Igp Summa, Cantine Olivella, 2022. Naso semplice e piacevolmente intenso su note floreali. Succoso in bocca.

Ischia Biancolella Dop, Casa D’Ambra, 2023. Naso timido, ma al sorso ripaga con una sapidità degna di nota.

Costa d’Amalfi Furore Bianco Dop Fiorduva, Marisa Cuomo, 2022. Naso ricco, sapido, rotondo in bocca eppur verticale. Già bella da bere questa etichetta “abbonata” alla Guida Top 100 Migliori vini italiani, da annoverare anche tra i migliori assaggi a Campania Stories 2024.

Falerno del Massico Bianco Dop Arianna, Tenute Bianchino, 2020. Quattro anni e non sentirli. Profumi freschi e frutto ancora croccante, grande verticalità in bocca.

Lacryma Christi del Vesuvio Rosato Dop Munazei Rosato Bio, Casa Setaro, 2023. Naso che gioca fra piccoli frutti rossi e fiori come violetta e geranio. Sorso pulito e scorrevole.

Campania Rosato Igp Rosa di Sera, Tenute Bianchino, 2022. Colore cerasuolo carico che preannuncio un naso ricco e goloso. Avvolgente al palato ma che resta agile in virtù della spiccata acidità.

Campania Piedirosso Igp Sabbia Vulcanica, Agnanum. Naso croccante di piccoli frutti rossi. Sorso pulito e persistente.

Campi Flegrei Piedirosso Dop, Agnanum, 2023. Più sapido e minerale di “Sabbia Vulcanica”, altrettanto piacevole in bocca. Altro Piedirosso tra i migliori assaggi a Campania Stories 2024.

Pompeiano Rosso Igp Agathos, Bosco De’ Medici, 2022. Frutta fresca, prugna, ciliegia, ribes. Sorso fresco e tannini ben addomesticati.

Campi Flegrei Piedirosso Dop Ichnos, Cantavitae, 2022. Composto, ordinato, elegante. Un Piedirosso in abito da sera che si concede un leggera “sbavatura” minerale.

Campi Flegrei Piedirosso Dop, Contrada Salandra, 2020. Naso balsamico e mentolato con fresca nota di agrume, arancia rossa. Sorso agile e coinvolgente.

Costa d’Amalfi Ravello Rosso Riserva Dop Selva delle Monache, Ettore Sammarco, 2019. Rosso pieno e di corpo che profuma di mare.

Campania Aglianico Igp Core Rosso, Montevetrano, 2021. Giovane, quasi “arrogante”, ma che promette un’evoluzione non trascurabile. Da annoverare tra i migliori assaggi a Campania Stories 2024.

Sannio Aglianico Dop, Rossovermiglio, 2019. Naso di frutta e di spezie che introducono ad un sorso fresco dove con tannini non invasivi.

Aglianico del Taburno Riserva Dop Terra di Rivolta, Fattoria la Rivolta, 2017. Elegante, ordinato, preciso. Vino nel pieno della sua evoluzione con un tannino morbido ed avvolgente.

Irpinia Aglianico Dop Generoso, Delite, 2017. Fresco e pulito tanto al naso quanto al sorso, convince per eleganza e beva e si merita un posto tra i nostri migliori assaggi a Campania Stories 2024.

Taurasi Dop Bosco Faiano, I Capitani, 2019. Il naso che strizza l’occhio ad un frutto fresco e croccante nasconde in realtà un centro bocca pieno ed importante. Un vino che chiama l’abbinamento gastronomico.

Taurasi Riserva Dop Principe Lagonessa, Amarano, 2015. Grande freschezza per un vino che nasconde i suoi anni tanto al naso, con terziari appena accennati, quanto in bocca, con un’agilità non scontata.

Benevento Falanghina Passito Igp Malaca, Terre Stregate, 2019. Frutta matura, note mielate ed un sentore tostato, quasi di brace, che rendono particolarmente accattivante. Piacevolissimo il sorso.

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news news ed eventi Vini al supermercato

Vini in offerta al supermercato: Panorama shock sul Greco di Tufo. I 5 “cestelli della spesa” sono 9

Un prezzo shock e l’ennesima gaffe. Sono i supermercati Pam Panorama i protagonisti delle prime due settimane di volantini del vino al supermercato. L’insegna di Spinea (Venezia) piazza 3 mila bottiglie del Greco di Tufo Docg Corteregia di Cantina di Tufo (marchio di proprietà dei fratelli Gianni e Michele La Marcacon sede a Piazzolla, in provincia di Napoli) a 2,99 euro per 3 bottiglie.

Sempre Pam scrive “Oltre Pò pavese” invece di “Oltrepò pavese”, in riferimento ai vini del marchio “Le Cascine” di Losito & Guarini. Accantonati prezzi pazzi e refusi, il quadro generale del vino a volantino fino alla seconda decade di gennaio 2022 regala qualche soddisfazione.

Ma i “cinque cestelli della spesa (5 / 5) assegnati in questa sessione della consueta rubrica sui vini in offerta (solo 9, in totale) sono sparsi per le insegne:

  • Chianti Riserva Collezione Oro Piccini: 3,98 euro (Bennet)
  • Lambrusco La Brusca Lini: 3,98 euro (Conad)
  • Rosso di Montepulciano Doc Vecchia Cantina: 2,99 euro (Coop)
  • Piemonte Doc Grignolino Fontanafredda: 3,59 euro (Famila)
  • Barbera d’Alba Doc Fontanafredda: 5 euro (Gulliver)
  • Rosso di Valtellina Doc Nera: 4,55 euro (Iperal)
  • Franciacorta Solive: 11,20 euro (Iperal)
  • Nero D’Avola, Inzolia, Chardonnay Sicilia Doc o Shiraz Rosé Igt Settesoli: 2,79 euro (Ipercoop)
  • Morellino Di Scansano Docg La Mora, Cecchi: 4,99 euro (Pam Panorama)

Il risparmio sui vini in vendita in Gdo, questa volta, passa da un “giro turistico” per supermercati. Più in generale, non mancano altri buoni vini capaci di assicurarsi dai 4 cestelli della spesa in su. Per trovare volantini davvero convincenti toccherà aspettare la prossima tornata di offerte. Buona spesa!

Volantino Aldi fino al 9 Gennaio “Grandi formati”

Morellino di Scansano Valle del Conte: 2,99 euro (3 / 5)

Muller Thurgau Igt Vigneti delle Dolomiti Il Coppiere: 2 euro (conf. da 6) (3 / 5)



Volantino Bennet fino al 19 Gennaio, “Sconto 40”

Falanghina Beneventano Igt Ante Hirpis: 2,99 euro (3 / 5)

Bianco Santa Maria Martellozzo: 2,38 euro (3,5 / 5)

Chianti Riserva Collezione Oro Piccini: 3,98 euro (5 / 5)

Gutturnio Colli Piacentini Doc Cantine Bacchini: 2,90 euro (3,5 / 5)


Volantino Carrefour fino al 16 Gennaio, “50 prodotti al 50”

Lambrusco di Modena Oronero o Pignoletto frizzante Doc Vecchia Modena: 3,49 euro (3,5 / 5)

Gran cuvée Millesimato spumante Extra Dry Cantine Maschio: 2,99 euro (3 / 5)

Corvo rosso o bianco Terre siciliane Igt Duca di Salaparuta: 3,99 euro (3,5 / 5)

Rosso Bianco Rosato Tre Venezie Igt Terre Fredde: 2,20 euro (3 / 5)


Volantino Carrefour Market fino al 16 Gennaio, “Sconti fino al 50%

Ribolla Gialla Venezia Giulia Igt Cuvée Volpe Pasini: 6,49 euro (3,5 / 5)

Chianti Docg Melini Neocampana: 3,69 euro (3,5 / 5)

Muller Thurgau delle Venezie Igt fermo o frizzante Martellozzo: 3,29 euro (3,5 / 5)

Bonarda Doc Bio Tralcio antico: 2,89 euro (2,5 / 5)

Vini la Calenzana: 2,79 euro (3 / 5)


Volantino Carrefour Express fino al 18 Gennaio, “Tutto a 1 euro”

Pinot Grigio o Chardonnay Doc Mezzacorona: 4.99 euro (3,5 / 5)


Volantino Conad fino al 12 Gennaio, “Sconti fino al 50%

Vernaccia di San Gimignano Docg Bufferia: 3,49 euro (3,5 / 5)

Nero D’Avola Igt Li Raci: 2,99 euro (3 / 5)

Volantino Conad fino al 10 Gennaio, “Buon Risparmio

Chianti putto sensi Docg 3,49 (3 / 5)

Prosecco Valdobbiadene Conegliano Docg Tenimenti Dogali: 7,99 euro (3,5 / 5)

Lambrusco La Brusca Lini: 3,98 euro (5 / 5)

Ortrugo Doc Cantina Manzini: 2,39 euro (3,5 / 5)

Chardonnay di Sicilia Belle Terre: 1,85 euro: (2,5 / 5)

Sangiovese Doc Galassi: 2,58 (4 / 5)


Volantino Conad City fino al 13 gennaio, “Bis Prendi 2, paghi 1”

Negroamaro del Salento Igt Li Tamarici: 3.69 euro (3,5 / 5)


Volantino Coop Superstore fino al 19 Gennaio. “Conviene”

Bonarda Oltrepò Pavese Doc Le Cascine: 1,99 euro (2,5 / 5)

Garzellino Emilia Igt, Civ&Civ: 1,49 euro (3 / 5)

Prosecco Brut Doc Dal Bello: 3,39 euro (3,5 / 5)

Dolcetto di Ovada Doc Terre Da Vino: 2,49 euro (3,5 / 5)

Rosso di Montepulciano Doc Vecchia Cantina: 2,99 euro (5 / 5)


Volantino Despar Supermercati fino al 12 gennaio, “La befana porta convenienza”

Barbera del Monferrato Terradavino: 2,79 euro (3,5 / 5)

Chianti Docg Ca’ Fornara: 2,29 euro (3 / 5)

Vermentino di Sardegna Aragosta Santa Maria La Palma: 3,99 euro (3 / 5)


Volantino Esselunga fino al 19 Gennaio, “Sconti 30% 40% 50%

Prosecco Zonin: 4,07 euro (3,5 / 5)

Chardonnay Garda Cantina di Soave: 1,99 euro (3,5 / 5)

Vermentino di Sardegna Cala delle farfalle: 3,70 euro (3,5 / 5)

Vigneti delle Dolomiti Lagaria 1,89 euro (3,5 / 5)

Orvieto o Merlot Sferracavallo: 2,24 euro (3,5 / 5)

Lambrusco Modena Robanera Cavicchioli: 2,64 euro (3,5 / 5)

Bardolino classico Sartori: 2,99 euro (3,5 / 5)

Primitivo Salento Tormaresca 3,49 euro (4 / 5)

Syrah Arrogant Frog: 3,42 euro (3,5 / 5)

Barbera d’Asti Superiore Docg Produttori di Govone: 2,84 euro (3,5 / 5)


Volantino Eurospin fino al 16 Gennaio, “La spesa intelligente

Merlot o Lambrusco Amabile Praticello: 1,69 euro (2,5 / 5)


Volantino Supermercati Famila fino al 12 Gennaio, “Grandi marche”

Nessun vino da segnalare

Volantino Supermercati Famila fino al 12 Gennaio, “Sconti fino al 50%”

Lambrusco di Modena Secco O Amabile Le Vie dell’Uva: 1,99 euro (3,5 / 5)

Valpolicella Classico Doc Cantina di Negrar: 3,98 euro (3,5 / 5)

Langhe Doc Arneis Laronchi Vini: 2,99 euro (3,5 / 5)

Gutturnio Superiore: 2,99 euro (3,5 / 5)

Piemonte Doc Grignolino Fontanafredda: 3,59 euro (5 / 5)

Bonarda dell’Oltrepò Pavese Broni: 2,59 euro (3,5 / 5)

Pinot Nero: 2,19 euro (3,5 / 5)

Riesling Provincia di Pavia Igt: 2,19 euro (3,5 / 5)

Buttafuoco Oltrepò Pavese: 2,99 euro (3,5 / 5)

Dolcetto Monferrato I Somelieri: 2,89 euro (3,5 / 5)

Colli Piacentini Doc Bonarda Secco Frizzante: 2,29 euro (3,5 / 5)

Gutturnio Doc Frizzante Terre della Pietra: 1,99 euro (3 / 5)

Nebbiolo Langhe Doc Ricossa: 5,19 euro (3,5 / 5)

Barbera Monferrato Doc Ricossa: 2,99 euro (3,5 / 5)


Galassia ipermercati e supermercati fino al 19 Gennaio, “Sconti fino al 50%”

Barbera d’Asti Docg Poggio dei Vigneti: 1,99 euro (2,5 / 5)

Spumante Prosecco Mionetto: 6,99 euro (3,5 / 5)

Valpolicella Ripasso Le vie dell’uva: 5,49 euro (3,5 / 5)

Vino Nobile di Montepulciano Le vie dell’uva: 6,99 euro (3,5 / 5)

Vino Merlot Grave Le vie dell’uva: 2,99 euro (3,5 / 5)

Vino Soave Le vie dell’uva: 1,99 euro (3,5 / 5)

Vermentino Sardegna Le vie dell’uva: 2,79 euro (3 / 5)

Spumante Prosecco Marca Oro Valdo: 3,99 euro (3,5 / 5)

Amarone Cadis Cantina di Soave: 12,90 euro (3,5 / 5)


 

Volantino Gulliver supermercato fino al 10 gennaio, “Prezzi tondi”

Barbera d’Alba Doc Fontanafredda: 5 euro (5 / 5)

Dolcetto d’Acqui Doc, Capetta: 3 euro (3,5 / 5)

Ortrugo Doc Colli Piacentini Valtidone: 2 euro (3,5 / 5)


Volantino Il Gigante Supermercati fino al 12 Gennaio, “0,98 euro”

Vini Colli piacentini, Cantina di Vicobarone: 1,98 euro (3,5 / 5)

Vini Le Rovole: 1,98 euro (2,5 / 5)

Vini Rosignano: 2,98 euro (3,5 / 5)

Prosecco superiore Valdobbiadene Docg Extra dry Costaross: 3,98 euro (3,5 / 5)


Volantino Iperal fino al 18 Gennaio, “Sconti dal 30% al 50%”

Vini Il Feudo: 1,77 euro (0,5 / 5)

Vini Igt La Cacciatora: 1,79 euro (1 / 5)

Vini Villa Mura: 2,09 euro (2 / 5)

Spumante Gancia: 2,90 euro (3 / 5)

Rosso di Valtellina Doc Nera: 4,55 euro (5 / 5)

Vini Scolari: 3,99 euro (3,5 / 5)

Roero Arneis Duchessa Lia: 4,99 euro (3,5 / 5)

Franciacorta Solive: 11,20 euro (5 / 5)

Prosecco Treviso Doc Casato del Leone: 3,99 euro (3,5 / 5)


Volantino IperCoop fino al 12 Gennaio, “Gli sconti continuano”

Lambrusco Emilia Igt Cantine Riunite: 2,39 euro (3,5 / 5)

Prosecco Doc Extra Dry Portego Scuro Viticoltori Ponte: 3,29 euro (3,5 / 5)

Nero D’Avola, Inzolia, Chardonnay Sicilia Doc o Shiraz Rosé Igt Settesoli: 2,79 euro (5 / 5)

Gutturnio o Bonarda Colli Piacentini Doc Viti & Vini Cantina Valtidone: 2,19 euro (3,5 / 5)


Volantino Lidl fino al 9 Gennaio, “Sottoprezzi”

Terre Siciliane Igt Inzolia: 1,39 euro (3 / 5)

Romagna Doc Sangiovese: 1,29 euro (2,5 / 5)

Cabernet Sauvignon Igp: 1,49 euro (2,5 / 5)


Volantino Md – Buona Spesa Italia! fino al 12 gennaio “Sconto 30% 40% 50%”

Bonarda dell’Oltrepò pavese Doc: 1,88 euro (2 / 5)

Cerasuolo d’Abruzzo Dop: 1,49 euro (2,5 / 5)


Volantino Pam fino al 19 Gennaio, “Occasioni extra risparmio”

Vini Doc Oltrepò Pavese Le cascine Losito & Guarini: 2,49 euro (2,5 / 5)

Garganega Veronese Igt Cantine Di Negrar: 3.49 euro (4,5 / 5)

Morellino Di Scansano Docg La Mora, Cecchi: 4,99 euro (5 / 5)

Volantino Pam fino al 19 Gennaio, “Prezzi spremuti”

Greco Di Tufo Docg Corteregia Cantina Di Tufo: 2,99 euro (3 bottiglie) (3 / 5)

Aglianico Igt/Falanghina Igt La Guardiense Antiche Torri: 1,79 euro (3,5 / 5)

Chianti Docg Rifugio del Vescovo Cantina sociale Colli fiorentini: 2,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Prosecco Doc Brut Nature Le Calleselle: 3,29 euro (3,5 / 5)

Volantino Pam Retail Pro (Sud Italia) fino al 17 gennaio, “Un anno insieme”

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc Casalfarneto: 4,99 euro (3,5 / 5)

Sannio Doc Piedirosso Taburno Burnus Calici diVini: 5,49 euro (3,5 / 5)

Falerno del Massico Bianco Doc Terra Aminea Calici diVini: 5,99 euro (3,5 / 5)

Dolcetto d’Alba Doc Duchessa Lia: 4,99 euro (3,5 / 5)

Aglianico del Vulture Dop Baliaggio Cantina di Venosa: 2,99 euro (4 / 5)

Primitivo di Manduria Doc 1932: 4,89 euro (3,5 / 5)

Prosecco Docg Bolla: 5,49 euro (3 / 5)

Sannio Doc Aglianico o Falanghina La Guardiense: 2,99 euro (3,5 / 5)

Spumante Freschello Extra Dry: 2,99 euro (3 / 5)

Merlot Veneto La Cacciatora: 2,29 euro (2,5 / 5)


Volantino Penny Market fino al 16 Gennaio, “-30%”

Colli piacentini Bonarda Doc frizzante: 1,69 euro (2 / 5)

Lambrusco Reggiano: 1,49 euro (3 / 5)

Sangiovese Primitivo Puglia Igt: 1,79 euro (2,5 / 5)

Bianco Gavi Docg: 3.99 euro (3,5 / 5)

Nero d’Avola Terre Sicilia Doc: 2,99 euro (3 / 5)

Spumante Brut Collenuovo: 1,59 euro (2 / 5)

Nebbiolo Langhe Doc D’Alleramo (solo 14-15-16 gennaio): 3,79 euro (3,5 / 5)


Volantino Tigros fino all’11 Gennaio, “Sconti fino al 50%”

Prosecco Doc Maschio (3 x 20 cl): 3,99 euro (3,5 / 5)

Prosecco Doc Extra Dry Zonin: 3,29 euro (3,5 / 5)

Asolo Prosecco superiore Docg Dal Bello: 4,99 euro (4 / 5)

Spumante Trento Doc Brut Cesarini Sforza: 7,69 euro [5]

Spumante Franciacorta Brut Villa Crespia: 17,90 euro (4 / 5)

Spumante Asti Docg Versi Divini: 3,49 euro (3,5 / 5)

Spumanti Mionetto Linea M.O.: 6,90 euro (3,5 / 5)

Spumante Bosca Anniversary: 1,99 euro (3 / 5)

Spumante Prosecco Ca’ Val: 4,99 euro (3,5 / 5)


Volantino Unes fino al 25 gennaio, “Grandi marche piccoli prezzi”

Chianti Il Canto: 2,99 euro (3 / 5)

Syrah Poggio Venere: 2,69 euro (3 / 5)

Barbera d’Asti Il Castero: 1,89 euro (3 / 5)

Est! Est!! Est!!! Bigi: 3,19 euro (3,5 / 5)

Pignoletto Decordi: 1,99 euro (3,5 / 5)

Nero d’Avola Maestri cantineri: 3,29 euro (3 / 5)

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degustati da noi vini#02

Irpinia Doc Greco di Tufo 2019 Giallo d’Arles, Quintodecimo

Non occorre essere super esperti di storia dell’arte per comprendere il senso del nome affibbiato da Luigi Moio al suo Greco di Tufo, frutto di un cru del comune di Tufo (Avellino), in Irpinia. Il “giallo cromo” è il colore che incanta Van Gogh ad Arles, tanto da ingerirlo dal tubetto per “portare dentro la felicità” che riusciva a trasmettergli.

Sempre ad Arles, Van Gogh dipinse uno dei pochi quadri che sia mai riuscito a vendere: “La vigna rossa”, in cui il giallo cromo del sole e del cielo si tuffa nel rosso-arancio e ramato delle foglie della vite. Ebbene, non è forse il Greco di Tufo, per certi versi, un “rosso travestito da bianco”?

IL GIALLO D’ARLES SECONDO QUINTODECIMO

Quello di Quintodecimo racconta bene il concetto. Si presenta sì d’un giallo paglierino acceso, ma al naso rivela tinte agrumate che virano più sulla sanguinella e sul mandarino che sul cedro e il bergamotto. Poi, un’esplosione di fiori di campo e di verde pregiatissimo, da macchia mediterranea.

In bocca, la vena minerale marcata fa da spalla – anzi, da spina dorsale – alla generosa ampiezza del frutto maturo. Da “rosso” è anche la tinta asciutta di un sorso che fa a meno dei tannini ma sfrutta freschezza e dinamicità verticale, per tendere la beva come un arco.

Vino, questo Greco di Tufo 2019 Giallo d’Arles di Quintodecimo, manifesto del vitigno campano, con una vita lunghissima davanti. Un bianco che mette felicità. Un po’ come il “Giallo d’Arles” faceva con Van Gogh. Chapeau.

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degustati da noi news news ed eventi vini#02

Vini bianchi Campania Stories 2021: i migliori 40 e i tre vini imperdibili

I vini bianchi della Campania si confermano a livelli medio-alti in occasione della sessione di degustazione di Campania Stories 2021. La presentazione delle ultime annate delle principali denominazioni “bianchiste” della regione è andata in scena il 31 agosto.

Teatro dell’evento il Campus Principe di Napoli di Agerola (NA), affacciato sul mare tra Positano e Amalfi. Nella selezione di WineMag.it, 40 dei 158 vini bianchi campani degustati alla cieca.

In particolare sono tre i vini imperdibili: il Greco di Tufo Riserva Dop 2008 “Vittorio” della cantina Di Meo; la Falanghina dei Campi Flegrei Dop 2020 di Agnanum; il Costa d’Amalfi Ravello Bianco Dop 2020 Vigna Grotta Piana di Ettore Sammarco.

I MIGLIORI VINI BIANCHI A CAMPANIA STORIES 2021

BIANCHI VESUVIO
Dop Vesuvio Lacryma Christi del Vesuvio Bianco, Vesuvio Caprettone
Igp Pompeiano Bianco, Falanghina Campania

Casa Setaro – Vesuvio Caprettone Dop Aryete 2019
Sorrentino – Vesuvio Caprettone Dop Benita ’31 2020

BIANCHI COSTIERA AMALFITANA
Dop Costa d’Amalfi Bianco

Ettore Sammarco – Costa d’Amalfi Ravello Bianco Dop Selva delle Monache 2020
Ettore Sammarco – Costa d’Amalfi Ravello Bianco Dop Vigna Grotta Piana 2020
Marisa Cuomo – Costa d’Amalfi Furore Bianco Dop Fiorduva 2019

BIANCHI A BASE PALLAGRELLO BIANCO
Igp Terre del Volturno Pallagrello Bianco

Alois – Terre del Volturno Pallagrello Bianco Igp Caiatì 2020
Alois – Terre del Volturno Pallagrello Bianco Igp Morrone 2019

BIANCHI A BASE FALANGHINA
Dop Falanghina del Sannio, Igp Falanghina Beneventano, Campania Falanghina

Di Meo – Campania Falanghina Igp 2020
La Guardiense – Falanghina del Sannio Dop Anima Lavica 2020
Mustilli – Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti Dop Vigna Segreta 2019
Cantine Tora – Falanghina del Sannio Dop Kissos 2016
Fontanavecchia – Falanghina del Sannio Taburno Dop – Vendemmia Tardiva Libero 2015
(già Top 100 Migliori vini italiani 2022 – WineMag.it)

Irpinia Dop Falanghina, Igp Campania Falanghina

Antico Castello – Irpinia Falanghina Dop Demetra 2020

Cilento – Igp Campania Falanghina, Colli di Salerno Bianco

Viticoltori Lenza – Colli di Salerno Bianco Igp Ida 2020
(già Top 100 Migliori vini italiani 2022 – WineMag.it)

Campi Flegrei – Dop Campi Flegrei Falanghina; Igp Campania Falanghina

Agnanum – Campi Flegrei Falanghina Dop Agnanum 2019
Astroni Campania Falanghina Igp Strione 2015

BIANCHI A BASE FIANO

Sannio – Dop Sannio Fiano
Monserrato 1973 – Sannio Fiano Dop Fiano Monserrato 1973 2020
Terre stregate – Sannio Fiano Dop Genius Loci 2020

Cilento, Colli di Salerno – Dop Cilento; Igp Paestum, Colli di Salerno, Campania

Azienda Agricola Casebianche – Cilento Fiano Dop Cumalè 2020
Tenuta Macellaro – Colli di Salerno Bianco Igp Ripaudo 2019
Tempa di Zoè – Paestum Fiano Igp Xa 2019
San Salvatore 1988 – Paestum Fiano Igp Pian di Stio Extreme Bio 2019
Lunarossa – Colli di Salerno Fiano Igp Quartara 2018

Irpinia – Dop Fiano di Avellino; Igp Campania Fiano

Passo delle Tortore – Fiano di Avellino Dop Bacio delle Tortore 2020
Tenuta del Meriggio – Fiano di Avellino Dop Fiano di Avellino 2020
Feudi di San Gregorio – Fiano di Avellino Dop Pietracalda 2020
Di Meo –  Fiano di Avellino Dop 2020
Traerte – Fiano di Avellino Dop 2020
Molettieri Salvatore – Fiano di Avellino Dop 2019
Tenuta Sarno 1860 – Fiano di Avellino Dop “Sarno 1860” 2018
Vigne Guadagno – Fiano di Avellino Dop Contrada Sant’Aniello 2016

BIANCHI CAMPANI A BASE GRECO
Sannio e Cilento – Dop Sannio Greco, Igp Paestum Greco

Fattoria La Rivolta – Sannio Taburno Greco Dop 2020
Terre Stregate – Sannio Greco Dop Aurora 2020
San Salvatore 1988 – Paestum Greco Igp Bio Colpazio 2020

Irpinia – Dop Greco di Tufo, Irpinia Greco e Igp Campania Greco

Di Meo – Greco di Tufo Dop 2020
Colli di Lapio – Greco di Tufo Dop Alexandros 2020
Passo delle Tortore – Greco di Tufo Dop Le Arcaie 2020
Petilia – Greco di Tufo Dop 4 20 QuattroVenti 2017
Di Meo – Greco di Tufo Riserva Dop Vittorio 2008

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Gli Editoriali news news ed eventi

L’assurda battaglia di Coldiretti Avellino contro Autogrill: «Vini Irpini assenti»

EDITORIALE – Chiamatelo pure “sovranismo autostradale”. Questi i toni dell’ultima, assurda battaglia della Coldiretti di Avellino, che denuncia l’assenza di vini Irpini come il Taurasi, il Fiano e il Greco di Tufo Docg non dalla prestigiosa enoteca Pinchiorri di Firenze, bensì – udite, udite – dai banchi degli Autogrill della provincia campana.

Se confermate, le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta del Mezzogiorno dal presidente della sezione avellinese del sindacato, Francesco Acampora (nella foto, sopra), avrebbero del clamoroso. In particolare, il riferimento del massimo esponente della Coldiretti è alle 6 stazioni di sosta avellinesi dell’A16 Napoli-Canosa.

«Il brand Irpinia – sostiene Acampora – è un valore consolidato, ma sparisce in spazi che dovrebbero essere vetrina del territorio, a partire dal prodotto bandiera della nostra provincia (il vino, ndr). Un’azione di marketing territoriale non può prescindere dalle principali direttrici autostradali».

E ancora: «Le stazioni di sosta sono spazi di promozione, che devono accogliere i visitatori e condurli alla scoperta delle eccellenze produttive e dei percorsi culturali. Ma per incontrare la domanda, occorre strutturare l’offerta e l’Irpinia può avere uno spazio dedicato alle eccellenze, così come già accade in altre regioni».

L’atto di accusa e di «sollecitazione», come riferisce sempre la Gazzetta del Mezzogiorno, sarebbe rivolto a Camera di Commercio (!), Pro Loco (!), Consorzio di Tutela dei vini d’Irpinia (!) ed enti locali (!).

Una delle ultime promozioni di Autogrill su alcune note Denominazioni del vino italiano

È a questi organismi che tende la mano Maria Tortoriello, vicepresidente di Coldiretti Avellino: «Siamo disponibili alla collaborazione con tutti per costruire una strategia di promozione che, oltre al vino, metta in evidenza le altre eccellenze: dal formaggio al tartufo, dai torroni alle castagne, dall’olio alle farine e alle cipolle».

Dichiarazioni, quelle della dirigenza avellinese di Coldiretti, che aprono interrogativi eclatanti sulla federazione campana della Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti. Acampora e Tortoriello conoscono i meccanismi di selezione dei vini del Gruppo Autogrill, Società per azioni presente in 31 Paesi di 4 continenti, in circa mille location, con 4 mila punti vendita (tra cui 150 aeroporti)?

Che interesse ha Coldiretti Avellino a spingere le vendite dei vini dell’Irpinia in un canale non specializzato e spesso chiamato in causa (a torto, o a ragione) per le politiche di prezzo dequalificanti di alcune note Denominazioni (Barolo a 9,99 euro, Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella a 14,99 euro)?

Il compito di Coldiretti Avellino è difendere le realtà locali e artigianali o le cantine capaci di produrre milioni di bottiglie, interessate quindi a canali “di sfogo” remunerativi (e di difficilissima penetrazione, chiedere per credere a chi già opera nelle stazioni di servizio autostradali) come Autogrill?

Coldiretti Avellino è davvero convinta dell’interesse delle realtà artigianali irpine (vitivinicole e non solo) di vedere i propri prodotti sui banchi di un grande “insegna pop”, nonché “mordi e fuggi”, come Autogrill? A che prezzo?

Inoltre: Coldiretti Avellino pensa di favorire l’ingresso dei produttori irpini in Autogrill per poi lamentarsi delle logiche di prezzo e delle leve promozionali dell’insegna, o è già pronta a girarsi dall’altra parte e indirizzare altrove le proprie «rilevazioni»? Ma soprattutto: che diamine c’entra (tra gli altri) la Pro Loco?

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Cantine e Ospitalità Food Lifestyle & Travel news news ed eventi visite in cantina

In Campania tra vino e relax, vicino alle città: le cantine che offrono ospitalità

Terzo appuntamento con i territori del vino a un passo dalle grandi città italiane: dopo Oltrepò Pavese e Lazio è la volta della Campania “felix”. Per tutte le cinque province, da Avellino fino a Salerno, passando per Benevento, Caserta e Napoli, una selezione di cantine che offrono ospitalità per tutti i gusti e tutte le tasche.

Si può scegliere dal B&B più “spartano” al palazzo d’epoca. L’agriturismo ben isolato nelle campagne, oppure l’hotel fronte mare. Il tutto nell’ottica del turismo di prossimità, nota positiva del post lockdown che porterà gli italiani a scoprire le meraviglie del Bel paese.

I vitigni autoctoni, seppur con differenze di climi, terreni ed altitudini, di fatto sono il comune denominatore della viticoltura della Campania: Aglianico, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo su tutti, ma anche Caprettone e Piedirosso, affacciati sulla bocca del Vesuvio.

PROVINCIA DI AVELLINO

SOCIETA’ AGRICOLA I CAPITANI

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In provincia di Avellino, a Torre Nocelle, nel cuore dell’Irpinia e lungo la strada del vino “Valle del Calore” si trova l’azienda agricola I Capitani. Dal 2003, la cantina dispone del Wine resort.

Un tassello che completa il puzzle del progetto di accoglienza ed enoturismo che passa anche dalla fattoria didattica e dal museo contadino, allestito con oltre 400 oggetti storici.

A disposizione degli ospiti una piscina con ampia area esterna attrezzata con lettini. Il luogo ideale per un weekend alla scoperta della Docg Taurasi in un contesto rurale pressoché unico.

I Capitani Società Agricola Srl
via Bosco Faiano, 15
83030 – Torre le Nocelle (Av) 
Tel. +39 0825969182
accoglienza@icapitani.com


L’ANTICA FATTORIA – TENUTA CAVALIER PEPE

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L’Antica Fattoria è il B&B della Tenuta del Cavalier Pepe. Due appartamenti immersi nei vigneti e negli ulivi a soli 400 metri dalla cantina. La struttura “pet friendly” è aperta tutto l’anno. I due appartamenti, dotati di Wi-fi ed indipendenti sono composti da due camere doppie, cucina, bagno e salone con divano letto.

Si affittano colazione inclusa. Per il pranzo o per la cena è possibile appoggiarsi al ristorante “La Collina” che completa la Tenuta. Diverse le enoattività proposte dalla struttura: dalle degustazioni standard a quelle più prestigiose del Caveau, con le vecchie annate conservate nella cantina storica.

È possibile anche scegliere la formula “Un giorno in Irpinia” oppure in tempo di vendemmia la giornata “Cantine Aperte in Vendemmia”: tra le altre attività sarà possibile pigiare l’uva precedentemente vendemmiata con in piedi nei tini di legno. Atmosfera da “Il profumo del mosto selvatico”.

Tappa consigliata, per chi soggiorna alla Tenuta, il borgo di Taurasi che dà il nome alla prima Docg del Sud Italia. Il Castello Medievale inoltre ospita l’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia.

L’Antica Fattoria – Tenuta Cavalier Pepe
Via Francesco De Sanctis
83040 Luogosano (Av)
+39 0827.73766
info@tenutacavalierpepe.it


COLLI CASTELFRANCI

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Nel cuore dell’Irpinia e della produzione della Docg Taurasi si trova l’azienda agricola Colli di Castelfranci. Nata nel 2002, oggi è gestita da Sabino Colucci e dal cugino.

Gli iniziali 4 ettari sono diventati 25, non tutti vitati. Le bottiglie prodotte ad oggi sono circa 150 mila. Enologo, dal 2016 è proprio il giovane Sabino Colucci che si è specializzato all’università di Bordeaux e ha lavorato 6 mesi per Chateau Margaux.

La piccola struttura dell’azienda è rappresentata da tre camere con annesse sala da pranzo e cucina dove il menù è a km zero.  Castelfranci si trova a 700 metri di altezza ed è uno dei comuni dell’areale del 18 comune del Taurasi, quello più alto.

Società Agricola Colli di Castelfranci
Contrada Braudiano
83040 – Castelfranci (Av)
+ 039 0827 72392
cantina@collidicastelfranci.com


PROVINCIA DI BENEVENTO

MUSTILLI

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Un viaggio con le lancette dell’orologio all’indietro quello che aspetta i visitatori di Mustilli, che potranno alloggiare nel settecentesco Palazzo Rainone. Sei le stanze, in una location davvero esclusiva, nel pieno centro di Sant’Agata de’ Goti. Borgo tra i più belli d”Italia che si erge su una pittoresca roccia di tufo.

Fiore all’occhiello dell’agriturismo è la cucina, curata direttamente dalla signora Marilì che impartisce anche lezioni su richiesta. Completa la struttura un wine bar con musica dal vivo “La Cantina dei Mustilli”.

Base ideale per un approfittare della natura incontaminata del Parco Regionale del Taburno-Camposauro lontani dallo smog e dall’inquinamento acustico cittadino. L’azienda ha una storia plurisecolare, da sempre intrecciata alla cultura del vino.

Più recentemente, negli anni 70 i Mustilli decisero di reimpiantare i vitigni autoctoni campani sostituendo quelli internazionali e nel 1979, la loro Falanghina, fu la prima imbottigliata in purezza. La cantina,scavata sotto il tufo ospita l’affinamento di sua maestà l’Aglianico.

Agriturismo Mustilli
Piazza Trento, 4
82019 Sant’Agata de’ Goti (Bn)
+ 39 0823 718142
info@mustilli.com


CANTINA MACCHIA DEI BRIGANTI

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L’Agriturismo è storia recente, è stato aperto solo nel 2019 a seguito della ristrutturazione di un vecchio casolare facente parte dell’azienda agricola. La cantina invece è nata nel 2001 con il reimpianto di un vecchio vigneto di uve Aglianico prima e di Fiano successivamente.

Dopo una primo periodo da conferitori dal 2012 c’è stata un inversione di rotta. Le camere per gli ospiti sono 4, con bagno privato spazioso, televisione e connessione Wi-fi e si chiamano tutte con nomi floreali.

In particolare, la camera Orchidea è attrezzata per l’accoglienza di disabili con servizi igienici adeguati. Il percorso dalla camera, alla sala colazione e all’area picnic è garantito da rampa d’accesso e montascale.

La camera Girasole invece è studiata per chi vuole passare una vacanza in totale autonomia ed è fornita di cucina e lavatrice. Per i bimbi è stata ricavata  un’area giochi in giardino con scivolo, dondolo ed altalena dove divertirsi in totale sicurezza.

Diverse le attività e i punti di interesse nei dintorni dell’agriturismo. Consigliata la visita al borgo di Montefusco con il suo incantevole centro storico e suoi noti belvedere sui vigneti Irpini.

Agriturismo B&B Macchia dei Briganti
Contrada Fortuna 12
 83030 – Montefalcione (Av)
+39 3281376009
az.agricoladevito@gmail.com


PROVINCIA DI CASERTA

VILLA MATILDE

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Nel centro di Cellole, in provincia di Caserta, la locanda del Falerno accoglie tutto l’anno coloro che vorranno soggiornare in azienda a contatto con la natura. Si può scegliere di pernottare in camera o in appartamento per chi desidera il massimo del comfort.

Specialità della locanda è la colazione campagnola fatta di prodotti da forno home made, succhi di agrumi naturali preparati con i frutti dell’agrumeto, marmellate bio e caffè preparato con la moka. Tra i servizi oltre alla piscina anche una taverna dove apprezzare la cucina locale in accompagnamento ai vini.

Villa Matilde è una delle cantine con la selezione di vini più vasta poichè produce, nelle sue tre tenute quasi tutte le denominazioni regionali. Tenuta San Castrese e Parco Nuovo, nel territorio dell’Ager Falernus, lungo le pendici del vulcano spento di Roccamonfina.

Tenute di Altavilla in provincia di Avellino nel distretto delle D.O.C.G. Irpine e Tenute di Rocca dei Leoni ubicate nel cuore del Sannio Beneventano. Le possibilità di degustazione quindi sono davvero molte: Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi, Falanghina, Falerno del Massico, Aglianico. Vini bianchi, rossi e rosé e anche una versione passita di Aglianico e Falanghina. Il paradiso del winelover.

Per la sua particolare posizione centrale la locanda del Falerno può essere una buona base per visitare i borghi e la natura del Parco Regionale Roccamonfina, la reggia di Caserta e perchè no, anche il Golfo di Gaeta con il suo litorale Domizio.

Villa Matilde
S.S. Domitiana, 18
CAP 81030 Cellole (CE)
+39 0823.932 088
info@villamatilde.it


MASSERIA STARNALI

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La Masseria Starnali è una piccola realtà a conduzione familiare che produce Falanghina, Piedirosso e Aglianico nell’ambito della Doc Galluccio e della Igp Roccamonfina. La struttura dispone di camere con bagno e può ospitare fino ad un massimo di 16 persone.

All’interno della masseria gli ospiti troveranno anche un’area giochi per i bambini, animali da cortile ed un ristoro. La padrona di casa, la signora Maria Teresa, che dà anche il nome alla Falanghina “Maresa”, gioco di parole dei suoi nomi, si farà apprezzare con fettuccine ai funghi porcini, gnocchetti con salsicce, pasta, pane e pizza fatta in casa, salsicce e conserve, oltre a grigliate di carne.

Il tutto “annaffiato” dai loro vini prodotti secondo natura. L’azienda è biologica dal 1965 fa anche parte del circuito Vinnatur. Galluccio è il luogo perfetto per ritemprare il corpo, peraltro anche ottima base di partenza per sconfinare nel vicinissimo Lazio. Ad un tiro di schioppo il borgo di Castelforte e le Terme di Suio, apprezzate anche durante l’Impero Romano.

Masseria Starnali
via Masseria Starnali, fraz. Sipicciano
81044 Galluccio (Ce)
+39 333 9830957
masseriastarnali@libero.it


 VINI TELARO – AGRITURISMO LA STARZA

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La struttura ricettiva della Cantina Telaro, l’Agriturismo La Starza consta di tre casolari completamente ristrutturati con sei appartamenti che possono ospitare fino a 24 persone. Il tutto incasellato in un contesto en plein air: aree verdi che ospitano campo da calcetto, laghetto per pesca sportiva, parco giochi per i bambini ed un maneggio.

Tra le altre attività proposte anche tiro con l’arco, volo in deltaplano e mountainbike. Ampia la piscina, attrezzata con lettini e ombrelloni. Una vera e propria “agrispiaggia” adatta a gruppi e famiglie dove sorseggiare i vini della cantina con il dj-set in sottofondo.

Il territorio è il contesto naturalistico del parco di Roccamonfina: 11.000 ettari circondati dai massicci calcarei del monte Massico, il rilievo più alto del gruppo montuoso anche oasi Wwf.

La Cooperativa Lavoro e Salute dove vengono prodotti i Vini Telaro aderisce ai programmi comunitari e nazionali per lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Ospita anche sperimentazioni su 80 vitigni di diverse parti d’Italia.
Tra i prodotti di punta di Telaro il Galluccio bianco e rosso prodotto da Falanghina e Aglianico.

Azienda Agrituristica “La Starza” – Vini Telaro
Via Cinquepietre, Contrada Calabritto
81045 Galluccio (CE)
+39 0823.925841
info@vinitelaro.it


PROVINCIA DI NAPOLI

AZIENDA AGRICOLA FUOCOMUORTO 1780

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Il B&B Fuocomuorto della famiglia Oliviero, titolare dell’azienda agricola, può ospitare fino a sei persone. Tre le soluzioni abitative: una camera matrimoniale superior, una matrimoniale classic ed una singola. Sistemazioni semplici ma funzionali a prezzi onesti.

A disposizione degli ospiti una cucina comune, un forno in muratura per chi volesse dilettarsi a fare pizze, una terrazza di 70 mq attrezzata con gazebo ed un wine garden esterno dove godere della frescura vista mare o vista vulcano. Pranzi, cene e “pizzate” sono organizzate su richiesta della clientela.

In azienda si coltivano le varietà tipiche dell’areale vesuviano. Tra i vini un Caprettone 100% Vesuvio Dop con macerazione di 4/5 giorni sulle bucce, Lacryma Christi Vesuvio Dop bianco o rosso e rosso barricato. La cantina, ultrasecolare, si trova in una grotta scavata sotto la roccia lavica nel lontano 1780.

Bed and Breakfast Fuocomuorto
Via Croce dei Monti n.22
80056 Ercolano (Na)
+39 081.7394655
info@fuocomuorto.it


SORRENTINO VINI – VESUVIO INN

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Nel Vesuvio Inn, la struttura adibita per l’ospitalità sono disponibili sistemazioni in camere deluxe, junior suite o familiari. Le camere sono arredate con cura e dispongono di aria condizionata, Wi-fi e letto king size. Le camere familiari sono anche attrezzate con cucina.

È possibile anche soggiornare nelle due guest house “Locanda dei Nobili” e “Wine Lovers”. La Bed & Wine experience si completa con colazione continentale rigorosamente servita in cantina, un ristorante aperto solo a pranzo dove gustare la tipica cucina locale e prodotti bio ma anche partecipare a lezioni culinarie.

Non manca la piscina, una zona baby e l’Honesty Bar self service dove è lasciato all’onestà dell’ospite segnalare il proprio consumo. Sono 35 gli ettari di vigneto biologici, ma l’azienda produce anche altri prodotti. Olio, i pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop  e confetture anche con la Crisommola d’o monaco, albicocca tipica vesuviana.

Vesuvio Inn – Sorrentino Vini
Via Panoramica 6
80042 Boscotrecase (Na) 
+39 081 858 11 17
info@vesuvioinn.it


LE CANTINE DELL’AVERNO

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L’agriturismo de Le Cantine dell’Averno si trova a Pozzuoli ed ha a disposizione due camere con vista sul lago di Averno. Entrambe le stanze, “rossa” e “gialla”, in omaggio ai vini prodotti dall’azienda hanno bagno privato e climatizzatore. Una bottiglia di benvenuto accoglierà gli enoturisti in camera e la colazione è inclusa nel prezzo.

La struttura dispone anche di un ristorante unconventional dove vige l’etica nel rispetto di ambiente, cibo e cliente. I luoghi di interesse sono davvero molti. Per i più pigri o per chi non avesse voglia di muoversi troppo si può passeggiare lungo tutto il perimetro del lago che conserva anche i resti del Tempo di Apollo.

Esperienza al limite del “mi(s)tic0”: il lago ha ispirato poeti e scrittori, è la porta degli inferi di virgiliana memoria. Quattro i vini vulcanici prodotti dal Vigneto Storico Mirabella che si estende su una superficie di quattro ettari lungo il versante nord-orientale del cratere dell’Averno. Vini naturali.

Agriturismo Pozzuoli – Le cantine dell’Averno
Rampa 1 Averno 3
80078 Pozzuoli (Na)
+ 39 3381260655
cantine.averno@gmail.com


PROVINCIA DI SALERNO

TERRA DI VENTO

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Terra di Vento è la prima azienda agricola a “metro zero” con filiera completa a ciclo biologico chiuso Si estende su 70 ettari nel cuore del Parco dei Monti Picentini, tra il golfo di Salerno e le colline salernitane.

Sette gli appartamenti disponibili, dei piccolo bijoux dove nulla è lasciato al caso. Tutti attrezzati con angolo cottura, frigobar, bagno privato con doccia e asciugacapelli, TV LCD e aria condizionata. La Suite (La vecchia quercia) dispone inoltre di TV 32’’ e vasca idromassaggio.

Tra i servizi forniti dalla struttura una ampia piscina ed il ristorante naturalmente con menù a km zero. Una struttura super green all’insegna del turismo eco-sostenibile.

Terra di Vento
Via Tevere snc
84090 Montecorvino Pugliano (Sa)
+39 0828 354597
info@terradivento.it


FATTORIA ALBAMARINA

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Immerso nel Parco del Cilento, a soli 4 km dalle bellissime spiagge di Palinuro sorge l’Agriturismo della Fattoria Albamarina. Si tratta di un edificio di due piani con otto appartamenti di 70 mq tutti dotati di angolo cottura attrezzato, due o tre camere da letto, balcone o terrazza da cui godere della splendida vista su uliveti, alberi da frutto e macchia mediterranea.

Completano la proposta un’ampia area esterna attrezzata con solarium e piscina, barbecue e forno oltre ad un piccolo mini zoo che sarà la gioia dei più piccoli: conigli, galline, capre, asini, tacchini, piccioni e cani Corso. Dalla fattoria si potrà partire alla scoperta delle altre spiagge della costiera cilentana e delle sue acque cristalline.

Marina di Pisciotta, Marina di Camerota, Ascea Marina, Acciaroli solo per citarne alcune, oppure optare per itinerari storici visitando il parco archeologico di Paestum. Fattoria Albamarina produce Fiano e Aglianico per le Igp Paestum e Campania e Fiano Cilento Dop oltre ad olio Evo della antica cultivar pisciottana.

Agriturismo Fattoria Albamarina
SS447, 84051 Centola (Sa)
+39 3398084006
notarobertom@gmail.com


MARISA CUOMO – HOTEL HOSTARIA DI BACCO

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Un’azienda che non ha bisogno di presentazioni Marina Cuomo, così come l’angolo di paradiso in cui si trova. Furore, detto anche “il paese dipinto”, si trova nel mezzo della Costiera Amalfitana, uno tra i siti italiani patrimonio Unesco. Si divide in due, da un lato il fiordo, dall’altra il paese con case sparse a ridosso della costa.

L’Hotel Hostaria di Bacco, di fronte alla cantina, è di proprietà di Erminia, la sorella di Marisa Cuomo.  Struttura 3 stelle è un’oasi di pace perfetta anche per nuclei familiari. Immerso nei vigneti è dotato di camere essenziali ma confortevoli con un panorama rigenerante. Lazzarella, Reginella, Cerasella, Bammenella, Russulella sono alcuni dei nomi delle camere ispirate alle melodie napoletane.

A pranzo e cena si potrà apprezzare la raffinata cucina del ristorante annesso, accompagnata da un calice (o più) di Costa d’Amalfi Furore Bianco Doc “Fiorduva”. Binomio perfetto per suggellare un tête-à-tête sulla romantica terrazza del ristorante e per incontrare i titolari dell’azienda, capaci di far sentire chiunque a casa.

Hotel Hostaria di Bacco – Marisa Cuomo
via G. B. Lama
984010 Furore (Sa)
+39 089 830360
info@baccofurore.it

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degustati da noi news vini#02

Dal garage di casa a Radici del Sud 2018: i grandi Greco di Tufo di Sertura

Da “garagista” a star di Radici del Sud 2018, con una strepitosa verticale di Greco di Tufo. Ne ha fatta di strada Giancarlo Barbieri, che con la sua cantina Sertura interpreta in maniera preziosa il grande vitigno della Campania.

E’ lui a firmare, su iniziativa di Nicola Campanile, patron di Radici del Sud, la scalata 2014 – 2009 di Greco di Tufo Docg, andata in scena lunedì sera all’Hotel Rondò di Bari. Il modo migliore per dare il via al concorso che decreterà i migliori vini delle regioni del Sud Italia: quelli più “tipici” e rappresentativi.

Un’Irpinia dipinta col pennello, annata per annata, dalla cantina nata dal sogno di Giancarlo Barbieri. Un salto dai vini prodotti e consumati a livello famigliare, fino all’ultima vendemmia. La 2017, non ancora in commercio in enoteca e nella ristorazione.

Già, perché il Greco di Tufo va aspettato. Un vitigno che come pochi è capace di pennellare nel calice i tratti del terroir nel quale affonda le radici. Giancarlo Barbieri, questo, lo sa. E i calici del suo Greco Docg parlano chiaro.

Greco di Tufo Docg 2017, Sertura (campione di botte, in commercio da maggio 2019)
Annata calda, siccitosa. Si assiste una selezione “naturale” dei grappoli, per via di una pesante gelata primaverile. Ma le uve portate “in cascina” sono di altissimo livello. Poche. Ma buone.

Fondamentale, in questo quadro, l’epoca di raccolta. Al punto corretto del bilanciamento tra alcol e acidità. Il campione di botte della vendemmia 2017 è giovane e scalpitante. Ma evidenzia le capacità di ascolto di Barbieri del proprio vitigno prediletto.

Colore giallo paglierino scarico, note fruttate al naso che raccontano del sole di Avellino. Ci pensa l’agrume a conferire freschezza e corrispondenza naso-bocca a un vino che promette molto bene. Per ora, giusto lascialo scalpitare. Aspettando che si stanchi di battere i pugni, per lasciarsi apprezzare (voto: 90/100).

Greco di Tufo Docg 2016, Sertura (annata in commercio)
Estate fresca, a tratti piovosa. Condizioni ideali per i vini dell’Irpinia, terra che allarga le braccia sotto la pioggia e si bagna volentieri, se il Cielo decide di non esagerare.

In bocca la nota tipica, amara, del Greco di Tufo. La mineralità, in questo calice, la fa da padrona. Un vino perfetto per la tavola, in abbinamento con piatti ricercati, ma anche adatto a rinfrescare dalla calura estiva, grazie a un sorso freddo, che inizia a tendere al mentolato (voto: 90/100).

Greco di Tufo Docg 2015, Sertura
Il vigneto fa i conti col freddo, in epoca di fioritura. Una delle annate magiche per il Greco di Tufo in Irpinia, la 2015. A cinque anni esatti dalla strepitosa 2010.

Il calice si tinge allora di un giallo dorato pregevole, invitante, curioso. Al naso la consueta mineralità, precisa. Calibrata. Dosata alla perfezione con percezioni citriche, altrettanto caratteristi diche.

La bocca è dritta, verticale. Il Greco di Tufo di Sertura inizia forse – a partire da questa annata – inizia a svoltare. Ma c’è un fil rouge che lega ancora la 2015 alle annate meno pronte.

A tre anni dalla vendemmia, il vino si esprime su livelli non ancora degni del potenziale assoluto. Un vino che sarà grandissimo l’anno prossimo. Immenso, più in là. Per chi riuscirà a conservarne qualche bottiglia in cantina (voto: 92/100).

Greco di Tufo Docg 2014, Sertura
Estate piovosa, dopo un inverno caldo. Le follie del meteo condizionano il Greco di Tufo 2014 anche durante l’epoca di raccolta: un agosto bagnato, contro il quale Barbieri sfodera le proprie abilità da agronomo consumato.

Defogliazione e diradamento dei grappoli consentono di portare in cantina un’annata che ci sentiamo di premiare come la migliore in commercio – attualmente – per Sertura Vini d’Irpinia (in lotta aperta con la vendemmia 2013, di gestione meno difficoltosa dal punto di vista agronomico).

Il naso del Greco di Tufo 2014 è il più evoluto di tutti. Banalità? Non proprio. Solo di fronte a un esame attento si esclude la possibilità – poi esclusa ufficialmente – che il produttore abbia utilizzato parzialmente del legno in vinificazione.

Zolfo, tabacco e percezioni fumè, ad ampliare lo spettro di un frutto come capace come pochi di condurre “streight to the point”, attraverso la consueta verticalità giocata sull’agrume. Il naso è un concentrato di emozioni concepite per chi non ha fretta.

Un vino da aspettato nel calice, come si aspetta sotto casa una bella donna. Prima di andare al cinema a godersi un bel film. In bocca la corrispondenza è pressoché totale e conferma il tratto più evidente e tranchant della vendemmia 2014 in casa Sertura: una pregevole balsamicità verde (voto: 96/100).

Greco di Tufo Docg 2013, Sertura
Annata fresca e abbondante, ma non per questo “facile”. Si parla infatti di una sorta di “vendemmia tardiva” in Irpinia, per via dell’epoca di raccolta (ovviamente non del grado zuccherino).

Quanto alla descrizione, poco da aggiungere rispetto alle considerazioni già fatte in precedenza, per la vendemmia 2014. Ma qui manca il risvolto balsamico, che può piacere o meno. Le due vendemmie (2013 e 2014) sembrano sorelle: altissimo livello, vini perfetti.

Ma qui manca quel quid che la 2014 – forse a causa di un lavoro ancora più accurato nella selezione delle uve in vigna, per via del meteo – riesce a esprimere prima al naso, poi al sorso e, infine, nel retrolfattivo (voto: 94/100).

Greco di Tufo 2009, Sertura
Vino frutto dell’ultima vendemmia “casalinga” di Giancarlo Barbieri, nel garage di casa. Ma provate a piazzarlo in una degustazione alla cieca, tra amici. Nessuno – ne siamo certi – riuscirà a capire che si tratta di un vino realizzato per hobby.

Un Greco di Tufo carico, pieno, col naso più morbido di tutti, pur conservando i tratti vulcanici tipici dell’area vesuviana e i risvolti citrici del vitigno. Un vino impreziosito da una nota vagamente idrocarburica, che contribuisce a creare ulteriore fascino all’inizio di una storia che, per Sertura, si preannuncia infinita (voto: 90/100).

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Vini al supermercato

Greco di Tufo Docg 2016, Cantine Di Marzo

(4,5 / 5) “Sei veramente gelida, Bice, se ieri sera nemmeno il vino Greco è riuscito a scaldarti”. Questa frase, rinvenuta negli scavi di Pompei, testimonia quanto antico sia questo vino campano e quanto già allora lo si ritenesse capace di scaldare (quasi sempre…) l’atmosfera.

LA DEGUSTAZIONE
Cristallino, giallo paglierino tenue, al naso questo Greco di Tufo è subito caldo, del sud, con frutta tropicale e fiori gialli, ma anche sapido di iodio e con salsedine e pietra focaia sullo sfondo. L’ingresso in bocca conferma il calore e la sensazione di dolcezza già percepita al naso, sebbene sia un vino chiaramente secco.

La tipica sapidità del vitigno è ben percepibile e, assieme ad una sensazione agrumata, compensa abbastanza bene le note più morbide. Probabilmente, il Greco di Tufo di Cantine Di Marzo ha bisogno di un po’ di tempo in bottiglia per essere apprezzato appieno.

Il finale è lungo e leggermente amarognolo, tra la mandorla e la scorza di agrumi. Un vino di cui farne la scorta in promozione. E da lasciare in cantina per la prossima primavera, quando probabilmente darà il meglio di sé.

Il Greco di Tufo Docg di Cantine Di Marzo, ottimo come aperitivo, si abbina bene con gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, con piatti a base di pesce grasso e con le fritture. Da provare con il Salmorejo, la tipica zuppa fredda andalusa.

LA VINIFICAZIONE
La vendemmia per questo Greco di Tufo avviene a mano, verso la metà di ottobre. Dopo una lieve pressatura il mosto svolge la fermentazione alcolica e malolattica in acciaio. Prima dell’imbottigliamento viene decantato a freddo e infine filtrato.

Nel comune di Tufo in Irpinia, lungo la ferrovia che da Avellino porta a Rocchetta Sant’Antonio e che fu definita “la ferrovia del vino”, si trova questa cantina la cui storia inizia addirittura nel 1647, quando Scipione Di Marzo lasciò il suo paese natale, vicino Nola, per sfuggire alla peste, e portò con sé alcune viti di Greco del Vesuvio.

Si può quindi affermare che il capostipite della famiglia Di Marzo fu il creatore di quello che oggi è noto come Greco di Tufo. Nel 1648 Scipione prese possesso di una parte delle mura di cinta della città e vi installò le cantine, dove sono visibili ancora oggi.

Un vino storico, una cantina storica, una zona storica della viticultura italiana, il tutto racchiuso in una bottiglia, ad un prezzo più che conveniente, anche senza offerte. Se tutto ciò non basta a scaldarti, o Bice, ti ci vuole una tachipirina.

Prezzo: 6,89 euro
Acquistato presso: Esselunga

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news ed eventi

Greco, Fiano e Taurasi: le docg irpine debuttano al Prowein

Sarà Alessandro Scorsone, uno tra i più noti sommelier italiani, volto televisivo e curatore di guide, a fare da padrino ai vini irpini che per la prima volta sbarcheranno al Prowein di Düsseldorf. La partecipazione alla fiera, considerata da molti operatori di settore quella con il più alto tasso di professionalità è stata fortemente voluta dalla Camera di Commercio di Avellino, da sempre attenta alla promozione dei vini irpini che già detengono una quota export del 15% verso la Germania per un valore di 2.4 milioni di euro. In programma presso lo stand De.s.a. (Deutschland Sommelier Association) nel padiglione Italia, da sempre uno dei più frequentati, wine tasting delle tre Docg Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, uno al giorno. ”Tre degustazioni da non perdere per approfondire la conoscenza con tre vini che raccontano un sud Italia sorprendente, diverso, tutto da scoprire”, ha dichiarato Sofia Biancolin, presidente De.s.a.  Tre vini di grande valore prodotti in pochi chilometri quadrati secondo Scorsone che li fa rientrare di diritto nel gotha della produzione enoica mondiale, con delle etichette in grado di stupire anche gli esperti più smaliziati.

Le tre Docg irpine rappresentano il 75% delle Docg Campane. Curioso che sul sito del Consorzio di Tutela dei Vini Irpini, che sembra quasi abbandonato, non si faccia menzione dell’evento e che sia stata proprio la Camera di Commercio a farsi carico del “battesimo” di questi grandi vini al Prowein. Il Consorzio di Tutela dei Vini Irpini durante il recente convegno ”L’Irpinia del Vino tra mercato locale e mercato globale”, tenutosi lo scorso 25 Febbraio ad Avellino è stato fortemente attaccato. Ritenuto inefficace ed inesistente, sono state richieste richieste le dimissioni della Presidentessa Milena Pepe, colpevole di non aver saputo rivoluzionare quest’organismo che in questi anni non ha fatto nulla per le aziende del territorio, a causa soprattutto dell’egocentrismo di molte cantine troppo concentrate a far crescere il loro di brand e senza rendersi conto che l’unico modo di affacciarsi al mercato sia quello di fare strategie comuni. Modalità operative ben distanti dal vincente Consorzio dei Vini Sannio, che sarà comunque presente al Prowein o da realtà come quelle della Toscana che ha addirittura dato luce ad A.vi.to proprio per intraprendere azioni coese sui nuovi mercati.

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