Dalle “Grands Jours de Bourgogne” alle “Grands Jours en caves” il passo è breve, ai tempi del Covid-19. Nel confermare l’edizione 2022 delle biennali “Grandi Giornate della Borgogna“, il Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne (Bivb) annuncia una novità per il prossimo anno: le “Grandi Giornate in cantina” 2021.
Con i viaggi internazionali ancora suscettibili di essere influenzati dalla pandemia nel marzo 2021 – spiega Raphaël Dubois, presidente dei Grands Jours de Bourgogne – abbiamo ritenuto che sarebbe stato poco coscienzioso organizzare in quelle date i tradizionali Grand Jours de Bourgogne, rimandati in questo 2020 a causa della pandemia”.
“Ma ci mancano i nostri clienti – aggiunge Dubois – e vogliamo dunque essere in grado di dare il benvenuto a tutti coloro che vorranno raggiungerci o saranno già in Borgogna. Questa vicinanza è essenziale!”.
Per un’intera settimana, dal 15 al 19 marzo 2021, ecco dunque un format che il Bivb definisce “diverso e leggero, ma che consentirà di mantenere il contatto tra professionisti, fondamentale per tutti”.
Con “Grands Jours en caves“, buyer, ristoratori, importatori, agenti e giornalisti potranno dunque mescolarsi al pubblico nelle cantine della Borgogna. Attenuando così l’attesa per l’edizione 2022 dei “Grands Jours de Bourgogne“. L’edizione 2020, inizialmente prevista dal 9 al 13 marzo, è stata infatti rinviata dagli organizzatori, vista l’evoluzione dell’epidemia di Covid-19.
Il consiglio di amministrazione dei Grands Jours de Bourgogne, dopo aver “studiato a lungo la possibilità di rinviare l’evento a marzo 2021, considerando vincoli sanitari, logistici e finanziari”, ha deciso di annullare definitivamente l’appuntamento del 2020, rimandando il pubblico alla prossima scadenza biennale del 2022.
Una decisione adottata 12 novembre dal Cda borgognotto, che è già al lavoro “per impostare la prossima edizione di Grands Jours de Bourgogne nel marzo 2022, in modo che possa aver luogo fisicamente e completamente“.
Da qui la successiva decisione di organizzare un evento diffuso sul territorio, “per mantenere il contatto con gli appassionati della Borgogna” dando loro la possibilità di vivere “preziosi momenti di convivialità“.
Le Grandi Giornate della Borgogna, del resto, non sono replicabili in alcuna maniera. Costituiscono una Biennale internazionale del vino con un concetto unico, creato nel 1992. I Grands Jours de Bourgogne sono riservati ai professionisti: sommelier professionisti, ristoratori, buyer, importatori, grossisti, agenti di vendita e giornalisti.
L’evento, spalmato su 5 giorni, prevede solitamente 12 degustazioni itineranti (da Chablis alla Côte Chalonnaise, passando per il Mâconnais, la Côte de Nuits e la Côte de Beaune), con mille espositori e una media di 2.500 visitatori.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.