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Migliori Barolo 2021 a Grandi Langhe 2025

migliori barolo 2021
Migliori
Barolo 2021 a Grandi Langhe. Non stupiamoci di trovare prossimamente, sul dizionario dei sinonimi, questa definizione alla voce “eleganza” (“perfezione” era già intasata). Quello che emerge dagli assaggi di Barolo 2021 a Grandi Langhe 2025 è infatti la raffigurazione un’ottima annata, in quest’angolo di Piemonte. Vini già aperti, in molti casi “pronti”. Già assolutamente godibili. Al contempo, di assoluta prospettiva. Baroli che mostrano grande equilibrio tra frutto (primari), acidità (freschezza), tannino e alcol. Del resto, l’annata 2021 del Barolo viene descritta dai produttori come una delle più promettenti degli ultimi anni, grazie a condizioni climatiche particolari che hanno influenzato (positivamente) la qualità delle uve Nebbiolo.

VENDEMMIA BAROLO 2021: L’ANDAMENTO CLIMATICO

L’inverno 2020-2021 è stato contraddistinto da abbondanti nevicate, in grado di garantire una riserva idrica ottimale alla vite. Tuttavia, ad aprile, si sono verificate gelate tardive che hanno interessato alcune aree, causando danni limitati ai germogli, nelle zone a quote più basse. Successivamente, la primavera e l’estate hanno registrato precipitazioni inferiori alla media, con un’estate particolarmente secca ma senza picchi di calore eccessivi.

Le temperature notturne fresche, soprattutto dalla seconda metà di settembre, hanno favorito una raccolta di uve Nebbiolo da Barolo 2021 molto sane, con una maturazione fenolica ottimale e un’elevata concentrazione di polifenoli. Tutti elementi fondamentali per la struttura e la longevità dei vini destinati a lungo invecchiamento. La combinazione di acini più piccoli e bucce spesse ha portato inoltre a una maggiore concentrazione, bilanciata da un’acidità sostenuta, grazie alle escursioni termiche di fine stagione.

MIGLIORI BAROLO 2021 A GRANDI LANGHE: PUNTEGGI IN CENTESIMI

ABRIGO FRATELLI RAVERA 2021 Molto profumato, floreale. Frutto succoso, ciliegia, piccoli frutti più rossi che neri. Al palato si lascia apprezzare per una buona apertura sul frutto, che si conferma per lo più rosso e succoso. Tannini maturi, già piuttosto integrati. Chiusura leggermente sapida, piacevolissima. 91/100
AGRICOLA MARRONE CASTELLERO 2021 Primo naso sul bel gioco tra vena balsamica e frutto. Sorso polposo, materico, tannini fini. Bello da bere. 89/100
ALESSANDRIA FRATELLI MONVIGLIERO 2021 Meno aperto rispetto ad altri campioni, elegantemente austero. Scuro il frutto, più che rosso. Così la speziatura, raffinatissima. Sorso materico, polposo. Leggera vena sapida in chiusura, che rende ancora più piacevole la beva. Vino a cui dare tempo, espressione elegante e, al contempo, di una certa potenza del cru di Verduno. 95/100
ALESSANDRIA FRATELLI GRAMOLERE 2021 Colore leggermente più carico dei precedenti. Il naso conferma una certa concentrazione di aromi. Ampio spettro balsamico e speziato. In bocca però è ancora piuttosto contratto sul tannino, pur avendo tutto per diventare grande. Ha solo bisogno di tempo. 92/100
ALESSANDRIA GIANFRANCO SAN GIOVANNI 2021 Legno piuttosto presente e marcante, sul frutto. Barolo da grandi portate, di struttura e corpo, caldo e avvolgente. Di un’opulenza ben tenuta a bada da tannini eleganti. Bella prova. 91/100
ALESSANDRIA GIANFRANCO 2021 Frutto e balsamicità, elegante speziatura. In bocca si rivela teso e longilineo, slanciato sul frutto e sulla freschezza. Migliorerà ancora nel tempo. 89/100
AMALIA CASCINA IN LANGA BUSSIA ‘VIGNA FANTINI’ 2021 Profumatissimo di fiori e frutto rosso, apertissimo, generoso. Si conferma tale al palato, su una bella vena sapida che accompagna il sorso, dall’ingresso alla chiusura. Elegante, in cravatta. 92/100
AMALIA CASCINA IN LANGA LE COSTE DI MONFORTE 2021 Un Barolo che parla di freschezza e sapidità, di frutta croccante e slancio sapido. Tannini che si integreranno. 90/100
ARNALDORIVERA ROCCHE DI CASTIGLIONE 2021 Frutta matura e poutpourri per la componente floreale. Sanguigno e materico. Molto ricco anche al palato, che riserva note di frutta surmatura e una speziatura dolce molto piacevole. Tannini ruggenti, che chiamano a gran voce l’attesa. 92/100
ARNALDORIVERA VIGNARIONDA 2021 Ben aperto sul frutto, goloso. Nota balsamica che richiama la liquirizia. Frutta rossa appena matura, croccante. Tannini integrati, che non coprono una chiusura cremosa, su richiami di torrefazione. Parola d’ordine “eleganza”. In questo caso, già esplicita. 94/100
GAGLIASSO MARIO AZIENDA AGRICOLA TRE UTIN 2021 Frutto, spezia e balsamicità. Più generoso in bocca che al naso, specie sulla componente fruttata. Già bello da bere – con tannini che andranno a integrarsi ulteriormente – pur l’evidente potenza. 92/100
AZ. AGR.VIRNA BORGOGNO CANNUBI 2021 Pieno sul frutto, perfettamente maturo, rosso, d’una ciliegia succosa. Tannini integrati. Bella balsamicità e “potente eleganza”, che non sottrare al sorso una beva già piuttosto agile. 90/100
AZ. AGR.VIRNA BORGOGNO SARMASSA 2021 Già aperto, generoso, sul frutto. Bel tocco balsamico. In bocca potente, elegante. Il frutto è goloso, la sapidità ci danza attorno. Tannini fini, di prospettiva. 93/100
AZ. AGR. ROCCA GIOVANNI DEL COMUNE DI MONFORTE D’ALBA 2021 Altro campione piuttosto aperto sul frutto, al naso. In bocca si perde un po’ di precisione, su note che tendono alla frutta secca (nocciola). 85/100
BOASSO FRANCO AZIENDA AGRICOLA LAZZARITO 2021 Primo naso scuro, leggermente contratto. Si apre piano, generoso, su un frutto di perfetta maturità. Bella vena salina ad accompagnare dal centro alla chiusura del sorso, lunga e polposa. Un Barolo golosissimo. 91/100
BOASSO FRANCO AZIENDA AGRICOLA GABUTTI 2021 Naso-bocca piuttosto timidi. Palato che non lascia il segno, se non per freschezza e beva, su tinte d’arancia rossa. Se di interpretazione si tratta, è tutto sommato ben riuscita. 87/100
BOROLI BRUNELLA 2021 Naso aperto, pieno, sul frutto goloso, maturo. Una precisione non riscontrabile al palato. 85/100
BOROLI DEL COMUNE DI CASTIGLIONE FALLETTO 2021 Qui è il naso a non convincere in termini di precisione e pulizia. Frutta matura al palato. Vino a cui dare tempo, nella speranza di un migliore assestamento. 86/100
BOSCO AGOSTINO LA SERRA 2021 Bella balsamicità sul frutto maturo, pieno. Naso aperto, così come slanciato risulta il frutto, polposo, anche grazie a una leggera vena minerale-salina che accompagna il sorso fino alla chiusura. Tannini potenti, da integrarsi. Buon equilibrio complessivo. 89/100
BOSCO PIERANGELO BOIOLO 2021 Piccoli frutti rossi e scuri, maturi, su sottofondo intenso di spezia, al limite del balsamico. In bocca risulta piuttosto slanciato sul frutto e sulla freschezza. Bella sapidità, ancora una volta, a chiudere insieme al frutto. 88/100
BOVIO ARBORINA 2021 Bel frutto e balsamicità. Vena floreale che aggiunge stratificazione e marca in eleganza. Sorso già disteso, goloso, carnoso. Chiusura su ritorni balsamici. 90/100
BREZZA DAL 1885 CANNUBI 2021 Naso dominato da un floreale generoso, in compagnia del frutto. Sorso ancora contratto, ma con tutto per esprimersi bene nel tempo. 89/100
BRICCO CARLINA CASTELLO 2021 Naso e bocca che non convincono del tutto, in termini di precisione e pulizia. 85/100
BRICCO CARLINA RAVIOLE 2021 Stilistica ben più chiara, sulla freschezza e sulla beva. Tannino ancora una volta un po’ ruvido, con possibilità di integrazione positiva. 87/100
BRICCO MAIOLICA DEL COMUNE DI DIANO CONTADIN 2021 Naso generoso, gentile, pur nella sua pienezza. Bella speziatura elegante, a corredo. In bocca è un Barolo che va dritto al punto, con estrema autenticità. Note ferrose, sanguigne, accompagnano i piccoli frutti rossi. Chiusura sapida, che chiama il sorso successivo. 92/100
BROCCARDO PAIAGALLO 2021 Naso generoso, largo sul frutto, maturo. Fresca speziatura a corredo. Sorso che ha tutto: tensione fresco-acida, sapidità, polpa. Tannini in integrazione. 89/100
BRUNA GRIMALDI CAMILLA 2021 Un po’ contratto al naso, rivela un palato slanciatissimo, fresco, teso come una corda di violino. La prova che il Barolo può essere anche questo: un vino da bere quasi d’un fiato, senza perdere il gran ventaglio di abbinamenti cui è consono e l’attesa longevità. 89/100
BRUNA GRIMALDI BADARINA 2021 Tanto fiore e frutto in questo Barolo, piuttosto preciso ed elegante. 87/100
CA’ DI PRESS PERNO 2021 Aperto, gentile, largo. Semplice. Forse anche troppo. 87/100
CA’ VIOLA SOTTOCASTELLO DI NOVELLO 2021 Bel naso, aperto. Frutto e balsamicità. Altro campione sulla beva, senza rinunciare alla struttura. Tannini che si integreranno meglio, ma convince per la precisione del frutto e per la bella componente salina. 90/100
CA’ VIOLA CAVIOT 2021 Naso che si apre piano sul frutto e sul floreale di rosa e viola. In bocca ha tutto per regalare un sorso ancora più equilibrato, nel tempo. Al momento già molto godibile. 89/100
CARLO REVELLO & FIGLI 2021 Naso aperto sul fiore e sul frutto. Palato in ottima corrispondenza, su ricordi di ciliegia croccante, succosa. Tannino fine, già integrato, ma che troverà ulteriore equilibrio. Un Barolo già godibile, con ottime prospettive. 92/100
CARLO REVELLO & FIGLI GIACHINI 2021 Frutto, spezia, profondità balsamica. Corrispondenza ottima al palato: sorso fresco, di buona tensione acida e di leggera cremosità. Già estremamente godibile, con grandi prospettive. 93/100
CASA E. DI MIRAFIORE LAZZARITO 2021 Aperto sul frutto, gentile, floreale, frutto croccante. Palato corrispondente, senza troppi fronzoli su beva, freschezza ed eleganza. 88/100
CASA E. DI MIRAFIORE PAIAGALLO 2021 Più materico e terroso rispetto a Lazzarito: sanguigno, ferroso. Al palato tannini fitti, un tocco di balsamicità. Possibile attendersi un filo di più dalla persistenza aromatica. 89/100
CASCINA GALARIN DEL COMUNE DI MONFORTE D’ALBA 2021 Naso delizioso, sul frutto e su una elegantissima speziatura. Palato altrettanto elegante. Frutto, sapidità, lunghezza, freschezza. 92/100
CASCINA SÒT BRICCO SAN PIETRO 2021 Naso sul frutto, con buona precisione. Palato corrispondente, slanciato sulla ciliegia. Tannini fitti, in fase di integrazione. Bella prova in divenire. 90/100
CASCINA SÒT DEL COMUNE DI MONFORTE D’ ALBA 2021 Naso un po’ contratto, timido. Ben più espressivo il palato, sul frutto, goloso. Chiusura sapida. Barolo già molto godibile, con assoluta prospettiva. 91/100
CAVALIER BARTOLOMEO ALTENASSO 2021 Frutto pieno, goloso. Spezia calda. Barolo potente e al contempo elegante. Bella prova. 91/100
CHIONETTI BUSSIA VIGNA PIANPOLVERE 2021 Parola d’ordine “frutto”. Croccantezza e freschezza contraddistinguono questo Barolo di Chionetti. Un’interpretazione nel segno della stilistica della cantina. Molto interessante subito e, ancor più, in prospettiva. 91/100
CORDERO DI MONTEZEMOLO MONFALLETTO 2021 Frutta matura, scura più che rossa, al primo naso. Tannini e freschezza che tengono testa a una certa opulenza, al palato. Il risultato è, in poche parole, l’equilibrio. Giovane, di prospettiva, pur già godibilissimo. 90/100
CORINO GIOVANNI GIACHINI 2021 Naso aperto, più sul calore della spezia che sul frutto, croccante e maturo. Bella vena balsamica. Al palato è tra i migliori assaggi per pulizia del sorso, soprattutto nella componente del frutto. Vena sapida a chiudere, splendida. 94/100
CORINO GIOVANNI BRICCO MANESCOTTO 2021 Naso-bocca meno aperti di alcuni precedenti campioni, ma qui si sale di livello in termini di stratificazione e complessità. Frutto più maturo del precedente, più polpa. 93/100
CRISSANTE ALESSANDRIA DEL COMUNE DI LA MORRA 2021 Bel frutto al primo naso, ciliegia, nota speziata elegante. Tocco balsamico caldo, bella beva. Sapido in chiusura, teso, fresco, gran beva. Prospettiva. 90/100
DE SIMONE CARPEGNA 2021 Frutto generoso al naso, maturo, rosso. Ottima corrispondenza gusto-olfattiva, a delineare un palato di gran freschezza e agilità di beva, con chiusura sulla spezia. 89/100
DIEGO CONTERNO DEL COMUNE DI MONFORTE 2021 Tanta frutta croccante al naso, più polposa e piena, matura al palato. Una “caramellina”. Barolo di gran beva, pronto e con grandi prospettive. 91/100
DIEGO E DAMIANO BARALE 2021 Generoso al naso, dal frutto maturo alla spezia. Palato corrispondente, che abbina beva e frutto maturo, in un quadro generale molto equilibrato. Buono da subito. 89/100
DIEGO MORRA MONVIGLIERO 2021 Frutto e spezia ben bilanciate, al naso. Buona corrispondenza al palato, con vena sapida che accompagna sino alla chiusura. Barolo sulla beva e sull’immediata finezza, che non lascia attendere anni prima di trovare l’equilibrio. 90/100
DOMENICO CLERICO GINESTRA – CIABOT MENTIN 2021 Gran bella balsamicità sul frutto, di ottima maturità. Al palato, al momento, tannino e frutto farinoso. 86/100
DOMENICO CLERICO DEL COMUNE DI MONFORTE D’ALBA 2021 Contratto ma di prospettiva assoluta. Ha tutto per farsi apprezzare. Anche il tempo. Vino da aspettare. 90/100
ENZO BOGLIETTI CASE NERE 2021 Generoso sul frutto e sul fiore, tutt’altro che timido. Così risulta al palato. Polpa, croccantezza, allungo sapido e chiusura piena, sul frutto, con una leggera deriva della percezione alcolica che potrebbe integrarsi col tempo, col resto del corredo. 88/100
ETTORE GERMANO CERRETTA 2021 Fiore, frutto croccante, polpa, leggera vena balsamica. Vino estremamente goloso al palato, per il frutto che si conferma croccante e per la vena salina che accompagna il sorso, dall’ingresso alla chiusura. Bella prova: pronto e di prospettiva. 91/100
FENOCCHIO GIACOMO CASTELLERO 2021 Gran balsamicità sul frutto, golosa, su ricordi di liquirizia dolce. Vino che sembra avere peso, struttura ed “estratto” sin dal naso. Si conferma tale al palato, pur ben slanciato e di gran beva. Pregevole chiusura fresca, balsamica, su ricordi di mentuccia. 93/100
FENOCCHIO GIACOMO BUSSIA 2021 Spezia e frutto, elegantissimi al naso. In bocca più contratto, fresco, teso, tannino fine, allungo su note di arancia rossa, ferrose. Vino all’inizio di un lungo percorso. 93/100
CASA E. DI MIRAFIORE DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA – RENAISSANCE 2021 CAMPIONE MANCANTE
FRATELLI SERIO & BATTISTA BORGOGNO CANNUBI 2021 Spezia, balsamicità e frutto. In bocca buona corrispondenza, a disegnare i contorni di un vino improntato sulla freschezza e sulla beva. Bene. 90/100
GHËDDO 2021 Colore leggermente più carico della media. Nota di zafferano al naso, sul frutto. In bocca beva e concretezza, su tannini che meglio si definiranno, pur risultando già piuttosto integrati. 91/100
GIAN LUCA COLOMBO NICBARR 2021 Chiudi gli occhi e, per eleganza estrema dei piccoli frutti rossi, ti ritrovi in Borgogna. Che non significa mancanza di tipicità o paragon sperticato, ma metro di giudizio “nazional-popolare” utile a comprendere la portata dell’etichetta in questione. Una precisione che si riverbera dal naso al palato, concreto, carnoso e diretto, su tannini già elegantissimi. Di interpretazione del Nebbiolo, trattasi: una di quelle davvero grandi. 94/100
GIOVANNI ROSSO CERRETTA 2021 Frutto rosso e cipria, carattere e profondità da vendere. Splendido aspettarlo, per chi ci riuscirà. 94/100
GIOVANNI ROSSO SERRA 2021 Frutto pieno, naso-bocca, goloso, giustamente maturo al naso. Frutto e sapidità al palato, su tannini fitti e levigati, prima di una chiusura che prova ad essere cremosa, oltre a raccontare del tempo necessario per trovare il perfetto equilibrio del calice. 93/100
GRIMALDI GIACOMO SOTTO CASTELLO DI NOVELLO 2021 Colore più carico della media. Palato in concordanza, su un legno che deve ancora integrarsi. In prospettiva, “Barolo gourmet”. 91/100
GRIMALDI LUIGINO SORANO 2021 Venatura minerale, quasi vulcanica, sul frutto pieno. Al palato si conferma golosissimo sul frutto. Allungo su note dolci, piacevolissime. Molto bene ora, ma anche in prospettiva. Goloso. 91/100
JOSETTA SAFFIRIO CASTELLETTO – PERSIERA 2021 Polpa, slancio sapido-minerale: un Barolo che ti prende alla gola e si fa Bere. Sì, con la “b” maiuscola. 92/100
JOSETTA SAFFIRIO RAVERA 2021 Una maggiore percezione del legno al primo naso, rispetto al precedente calice. Frutto maturo, leggera fenolica a controbilanciarne l’opulenza. Tannino fitto al sorso, a riequilibrare una chiusura opulenta. 91/100
LA SPINETTA CAMPÉ 2021 Naso avvolgente. Note golose di frutta a polpa nera, come la mora, più che rossa. Al palato tannini fitti e “giovani”, a supportare correttamente l’opulenza del frutto. Già godibile e gastronomico, non potrà che affinare benissimo. 93/100
LE STRETTE BERGERA-PEZZOLE 2021 Croccantezza e profondità, succo e balsamicità. Le Strette, con l’annata 2021, ha trovato una quadra perfetta sul Barolo del Cru Bergera-Pezzole, nel Comune di Novello. Vino dai tannini e dal sorso potente, già piuttosto godibile, che darà tuttavia il meglio di sé nel lungo affinamento: una garanzia. 93/100
LIVIA FONTANA VILLERO 2021 Tanto fiore e frutto, al primo naso. Vino aperto, deciso. Al palato beva e il giusto apporto di legno, da integrarsi meglio col tempo. 90/100
MAURO MARENGO ANGELA 2021 Balsamicità e frutto croccante al primo naso. Corrispondente al palato, forse un po’ troppo esile sul frutto, quasi timido. Ci guadagna la beva, più che la stratificazione. 88/100
MAURO MOLINO CONCA 2021 In linea col precedente in termini di beva, ma prova meglio riuscita sul fronte della profondità. 89/100
MAURO MOLINO GALLINOTTO® 2021 Campione al momento duro sul tannino ed esuberante sull’alcol. 85/100
MAURO SEBASTE CERRETTA 2021 Bella componente fruttata, al naso. Ciliegia succosa, croccante, che si ripresenta anche al palato, su sottofondo sapido, goloso. Tannini ben levigati, di prospettiva ma già ben integrati. “Funziona” già bene al sorso, fresco e di prospettiva. 91/100
MAURO VEGLIO ARBORINA 2021 Bel frutto pieno al naso. Gran pienezza anche al sorso, con la balsamicità a corredo, dal centro bocca alla chiusura. 91/100
MAURO VEGLIO CASTELLETTO 2021 Frutto al naso un po’ cotto, surmaturo. Bel tannino a reggere una certa opulenza del frutto. Precisa trama tannica e freschezza accompagnano verso un finale equilibrato, di assoluta prospettiva. 90/100
MONCHIERO FRATELLI ROCCHE DI CASTIGLIONE 2021 Si torna su un frutto più maturo, golosissimo. Sorso goloso, teso. Bella prova, tra prontezza e prospettiva. 92/100
NADIA CURTO ARBORINA 2021 Primo naso su frutto e fiore tipico del Nebbiolo. Al palato, un po’ di pulizia in più, avrebbe dato maggiore slancio e dinamicità. 87/100
NADIA CURTO LA FOIA 2021 Alla vista di un bel rubino. Naso più concentrato del precedente, frutta più matura. Convince anche al palato, dal tannino vivo al lavoro sulla polpa. Già godibile, se servito sulla portata corretta. Da aspettare, per trovare maggiore equilibrio e l’attesa piacevolezza. 91/100
OLIVERO MARIO BRICCO AMBROGIO 2021 Nettare a cui dare tempo, per assorbire al meglio il legno. 89/100
PALLADINO PARAFADA 2021 Struttura, corpo, allungo sapido sul frutto: lo stesso su cui aveva aperto, in maniera generosa. Barolo tecnicamente ineccepibile. 94/100
PALLADINO DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2021 Balsamico sul frutto, pieno. Un naso aperto, goloso, che incuriosisce anche per la nota quasi iodica, marina. Splendido al palato, croccante sul frutto e dal tannino di prospettiva. Uno straordinario Barolo “di Comune”. 94/100
PAOLO MANZONE DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2021 Frutto pieno, golosissimo. Tannini elegantissimi, a sostenere questa opulenza. Grandissima prova, in pienezza ed eleganza. 94/100
PAOLO MANZONE MERIAME 2021 Frutto pieno, come il precedente, ma qui alzano l’asticella spezia e balsamicità. Sapido, lungo, teso, fresco, goloso. Uno spettacolo. 95/100
PICO MACCARIO CANNUBI 2021 Leggera nota di miele sul frutto, maturo. Bella balsamicità al palato, tra la mentuccia e la liquirizia, che giocano sul frutto croccante e sul sale “da scoglio”. Vino da aspettare, di gran prospettiva. 92/100
PIO CESARE ORNATO 2021 Teso, contratto, ma elegantissimo. Ha solo bisogno di tempo, tanto, per esprimersi sui propri livelli. 92/100
PIO CESARE PIO 2021 Pieno, goloso, pronto e di prospettiva. Gran persistenza, già capace di chiamare il sorso successivo per equilibrio e raffinatezza. 91/100
PODERI COLLA BUSSIA 2021 Beva e concretezza, tannini di prospettiva, frutto piuttosto pieno in termini di maturità. 93/100
PODERI MARCARINI LA SERRA 2021 Naso su balsamicità spinta, mentuccia. Bella sapidità a slanciare il sorso, prima di godersi un allungo goloso. 91/100
RAINERI GIANMATTEO CASTELLETTO 2021 Succoso, pieno, ricco, evidenzia un netto floreale di viola. Palato straordinariamente gustoso, largo e fresco, presumibilmente con ottimale utilizzo di legni piccoli almeno parzialmente nuovi. Ottima la struttura, raffinato il tannino. Una bella sorpresa. 93/100
RAINERI GIANMATTEO 2021 Meno profondo e stratificato di Castelletto, ma comunque una buona prova. 87/100
RAMELLO GIANNI E MATTEO MONVIGLIERO 2021 SV
RENZO SEGHESIO DEL COMUNE DI LA MORRA – CA’ D’ NALIN 2021 Gran beva, tannini al loro posto sul frutto goloso. Pronto e di prospettiva. 90/100
RENZO SEGHESIO GINESTRA – VIGNA PAJANA 2021 Gran beva, freschezza. Tra i più pronti del tasting di Barolo 2021. 89/100
RÉVA 2021 Altro nettare che al naso parla di piccoli frutti rossi di bosco. Palato in perfetta corrispondenza, succosissimo. Tannini fini per questo Barolo carnoso, già godibilissimo e di ottima prospettiva. 92/100
RÉVA CANNUBI 2021 Barolo elegante, raffinato, che apre al naso su un floreale netto di rosa e viola. Polposo il palato, su note succose di ciliegia e richiami di liquirizia. Vino strutturato, ma al contempo molto elegante, già godibile e di sicura prospettiva. 93/100
REVELLO FRATELLI CONCA 2021 Spezia e frutto croccante, al naso. Palato piuttosto scorrevole, su una bella espressione di frutto rosso, maturo. Già piuttosto godibile. 88/100
REVELLO FRATELLI 2021 Frutto goloso, polpa, tannino al suo posto. Un ottimo lavoro sull’annata. 91/100
RINALDI FRANCESCO & FIGLI CANNUBI 2021 Teso sulla freschezza, ma anche tannico e rustico il giusto, sul frutto di piena maturità. Bella speziatura a rendere ancora più profondo il sorso. 90/100
SCHIAVENZA DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2021 Balsamico, frutto croccante, tensione. Sulla beva, tra i migliori in questo campo. 89/100
SCHIAVENZA PRAPO’ 2021 Naso cupo, scuro, sulle spezie e piccoli frutti rossi e neri. Palato in perfetta corrispondenza, scuro e un po’ contratto, sui piccoli frutti sotto spirito. Giovane e di prospettiva. 90/100
SIMONE SCALETTA VITICOLTORE CHIRLET 2021 Naso ben stratificato, dal frutto al legno. Palato corrispondente, a cui dare tempo. Vino di struttura importante, più orizzontale che verticale. 91/100
SIMONE SCALETTA VITICOLTORE BUSSIA 2021 Naso aperto, generoso, sul frutto, sul fiore. Bella componente speziata a corredo. Corrispondente in bocca, già godibile, pur dal tannino che deve ancora integrarsi. Al pari la componente del legno (nuovo, almeno parzialmente?). Dare tempo. 90/100
SOBRERO FRANCESCO PARUSSI 2021 Tutto frutto rosso al naso, con una componente speziata dolce che rende il quadro ancora più elegante e goloso. Corrispondenza perfetta al palato, con chiusura speziata calda, dolce. 90/100
SORDO GIOVANNI ROCCHE DI CASTIGLIONE 2021 Primo naso piuttosto ridotto, ma si apre con ossigenazione. Componente fruttata in cui si mescolano rosso e scuro. Balsamicità. In bocca ferroso, sanguigno, materico. 88/100
TENUTA L’ILLUMINATA SANT’ANNA 2021 Naso aperto sul frutto rosso, preciso. Tocco di liquirizia e balsamicità, in sottofondo. In bocca tannini dolci, per un vino che si rivela già godibile e disteso, pur con evidenti margini di evoluzione positiva. 89/100
VIBERTI GIOVANNI BUON PADRE 2021 Colore leggermente più carico della media. Mela rossa matura, ciliegia, piccoli frutti rossi e scuri , molto precisi. Tannino fine, che si accompagna a una sottile sapidità dal centro bocca alla chiusura. Vino sulla finezza e sull’eleganza, con ampia prospettiva. 91/100
VIETTI 2021 Colore più carico della media. Al naso fine, sul frutto perfettamente maturo, su leggero sottofondo balsamico. Palato perfettamente corrispondente, goloso, fine, con il tannino che riequilibra la componente fruttata e glicerica. 90/100
VILLADORIA DEL COMUNE DI SERRALUNGA D’ALBA 2021 Anche qui il colore leggermente più carico della media. Vena speziata calda sul frutto. Palato troppo condizionato dalle note verdi, che coprono il frutto. 85/100

IL PROFILO DEL BAROLO 2021, TRA COMUNI E MGA

Un ampio banco di assaggio, quello di Grandi Langhe 2025, appena conclusosi a Torino (27-28 gennaio), che non solo consente di redigere una rassegna dei migliori Barolo 2021. Ma spinge anche a tratteggiare le diverse espressioni dei Comuni e delle Mga del Barolo nell’annata 2021, così riassumibili.

  • Verduno (Monvigliero): Eleganza e finezza, con frutto scuro e spezie raffinate.
  • La Morra (Arborina, Brunate, La Serra). Profili più freschi e slanciati, con frutto croccante e balsamicità.
  • Barolo (Cannubi, Sarmassa, Castellero, Paiagallo). Equilibrio tra potenza ed eleganza, con frutto maturo e tannini ben calibrati.
  • Castiglione Falletto (Rocche, Villero). Struttura importante, frutto pieno e spezia elegante.
  • Monforte d’Alba (Bussia, Ginestra, Gramolere, Perno). Strutturati, tannici, con grande profondità e bisogno di tempo.
  • Serralunga d’Alba (Vignarionda, Lazzarito, Gabutti, Ornato, Serra, Parafada). Potenza, tannini robusti, grande longevità, spesso con vena sapida e ferrosa.

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Grandi Langhe 2025: aperte le iscrizioni


Grandi Langhe 2025
torna alle Ogr di Torino il 27 e 28 gennaio 2025. Saranno presenti quasi 500 cantine dalle Langhe, Roero e dal resto del Piemonte, pronte a presentare in anteprima le nuove annate delle Docg e Doc. Per tutta la durata dell’evento vi sarà una sala degustazione dedicata alla stampa con le ultime annate rilasciate in commercio di tutte le Docg e Doc del Piemonte. Per partecipare a Grandi Langhe 2025 occorre registrarsi online a questo link. L’elenco delle cantine presenti alla prossima edizione di Grandi Langhe è invece disponibile al seguente link. Per scoprire le cantine da non perdere acquista la Guida Top 100 Migliori vini italiani 2025.

DOVE: OGR TORINO, Corso Castelfidardo 22, Torino, Piemonte.
QUANDO: 27 e 28 Gennaio, con orario 10-17
COME: l’ingresso è consentito previa prenotazione o invito. Sarà necessario stampare ed esibire il biglietto.
CHI: evento riservato a operatori professionali, buyer, enotecari, ristoratori, agenti commerciali, sommelier professionisti.

(OGR Corso Castelfidardo, 22, 10128 Torino)


Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

Corso Enotria, 2/c – Ampelion – 12051 Alba (Cuneo)
Tel: +39.0173.441074
Email: info@grandilanghe.com

https://www.winemag.it/barolo-e-roero-tre-cantine-da-non-perdere-grandi-langhe-2023/

Grandi Langhe 2025 è un appuntamento da non perdere nel panorama delle anteprime del vino italiano. Ospitato dalle OGR di Torino, l’evento è dedicato ai professionisti del settore. In assaggio i vini delle Langhe e delle Doc e Docg del Piemonte, serviti dai produttori in persona o da sommelier. Per la prima volta, l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani prevede una sala stampa per gli assaggi dei giornalisti del settore, che potranno registrarsi sul sito da oggi, giorno di apertura delle iscrizioni per le giornate del 27 e 28 gennaio 2025.

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Grandi Langhe 2024, al via le iscrizioni: c’è anche l’Alta Langa


Grandi Langhe 2024 giunge alla VIII edizione, che vedrà l’esordio assoluto dell’Alta Langa, accanto alle denominazioni tutelate dal Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e del Roero. L’evento
si prepara da oggi ad accogliere i professionisti del mondo del vino a Torino, lunedì 29 e martedì 30 gennaio 2024, dalle 10:00 alle 17:00 alle OGR Torino. Buyer, enotecari, ristoratori e importatori internazionali potranno da oggi iscriversi alla più grande degustazione dedicata alle denominazioni di Langhe e Roero, compilando il form sul sito ufficiale.

Trecento cantine presenteranno le proprie etichette nei suggestivi spazi delle OGR Torino, luogo strategico confermato per il terzo anno di seguito per rimarcare la crescita nazionale e internazionale della manifestazione e consolidare il rapporto con la città di Torino. Dopo aver avuto come ospiti il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, quest’anno la novità sarà la partecipazione attraverso un grande banco d’assaggio del Consorzio Alta Langa. L’intenzione, infatti, è quella di «tendere la mano ad altri territori per rappresentare al meglio l’intera regione vitivinicola piemontese».

A GRANDI LANGHE 2024 LA TERZA EDIZIONE DI CHANGES

Si rafforza la presenza internazionale: più di 90 buyer selezionati da oltre 30 Paesi tra cui USA, Canada, Australia, Brasile, Giappone, India. Sarà presente inoltre una delegazione di 20 buyer da Cina e Hong Kong, a chiudere le attività avviate a settembre 2023 per il paese Cina con il progetto BBWO2023 Cina.

Ad apertura della due giorni, si organizzerà la terza edizione di CHANGES che tratterà il tema ‘Langhe (not) for sale’ attraverso la presentazione della ricerca svolta quest’anno dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e che ha coinvolto più di 200 cantine delle Langhe proprio per approfondire il tema del cambio generazionale e l’interesse di capitali stranieri nei confronti delle nostre zone.

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Barolo e Roero: tre cantine da non perdere a Grandi Langhe 2023


Tutto pronto per Grandi Langhe 2023, in programma alle Ogr Torino lunedì 30 e martedì 31 gennaio 2023. Oltre 240 cantine ai banchi di assaggio riservati ai professionisti del settore. Novità di questa edizione – la seconda consecutiva nella nuova, spaziosa location di Corso Castelfidardo, 22 – è la partecipazione del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte.

Accanto all’anteprima delle nuove annate delle Docg e Doc delle Langhe e del Roero, ecco dunque anche le Docg Gattinara e Ghemme, oltre alle Doc Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane. Un bel segnale di unità d’intenti dal Piemonte, utile soprattutto per la platea estera.

Buyer, enotecari, ristoratori e importatori italiani e internazionali sono ancora in tempo per iscriversi alla due giorni e assicurarsi un posto alla più importante degustazione dedicata alle denominazioni piemontesi.

TRE CANTINE DA NON PERDERE A GRANDI LANGHE 2023

Per aiutare ad orientarsi tra gli espositori (qui la cartina completa in formato Pdf) winemag.it suggerisce tre cantine da non perdere a Grandi Langhe 2023. Due nella zona di Barolo, una nel Roero. Si tratta di Viberti Giovanni (postazione D 232), Silvano Bolmida (postazione D 218) ed Occhetti Stefano (D 166).

  • VIBERTI GIOVANNI
    (via delle Viole, 30, fraz. Vergne Barolo – CN)

È il Cavalier Antonio Viberti, nel secondo ventennio del Novecento, a dare inizio alla storia della cantina Viberti Giovanni. Galeotto fu l’acquisto di un vigneto e dell’adiacente Locanda del Buon Padre, oggi location gourmet in cui potersi concedere le prelibatezze di Langa. A partire dal 1923, le sale sotterranee diventarono il “parco giochi” di Antonio Viberti. È proprio lì, nello scantinato di quel palazzo in frazione Vergne, che inizia a produrre il vino per gli ospiti della locanda. Oltre a Dolcetto e Barbera propone sin da subito anche il Nebbiolo, che nel 1927 dà vita al primo (antesignano) Barolo “Buon Padre”.

Oggi la cantina è alla terza generazione. Claudio Viberti, nipote di Antonio e figlio più giovane di Giovanni (il fondatore) e Maria, è impegnato nelle operazioni di vinificazione e di gestione della cantina e del ristorante. Una mente brillantissima. Negli anni ha saputo raccogliere il testimone del padre, dando peraltro vita a nuovi vini come la Barbera d’Alba Doc “La Gemella” e arricchendo il patrimonio aziendale con le uve Nebbiolo provenienti da una storica particella del cru Monvigliero di Verduno.

A partire dal 2012 si sono aggiunti all’assemblaggio del Barolo Buon Padre i Nebbioli provenienti da una vigna di Perno (Serralunga d’Alba) e dal cru Albarella (Barolo). Otto, ad oggi, i differenti cru a disposizione della cantina Viberti. Una famiglia che non ha smesso di pensare in grande, tra ristorazione e vino. All’apertura, nel 2018, della Locanda La Gemella in Piazza Eraldo Cabutto, si affiancherà la realizzazione di una nuova, ampia cantina con boutique Hotel e Spa.

  • SILVANO BOLMIDA
    (località Bussia 27/A, Monforte d’Alba – CN)

Schivo ma pronto a darti cuore come solo in Langa, Silvano Bolmida è un vignaiolo d’altri tempi, con gli scarponi per la vigna e la mente fine in cantina e in sala degustazione. Innovatore attento a non ferire la tradizione, per amore sincero per la propria terra più che per questioni di business, è riuscito a mettere assieme i pezzi (tutti da novanta) di una gamma di vini che unisce garbo ed eleganza a una seducente impronta territoriale, che privilegia l’espressione autentica dell’annata alla standardizzazione.

Il tutto partendo dalla precisione tecnica nell’esecuzione del minimo gesto, tanto in campo quanto tra le mura della nuova, maestosa cantina in località Bussia, a Monforte d’Alba. Sembra averla scelta apposta quella curva spremuta a novanta gradi sulla cui parte più “morbida” e “tonda” si erige la nuova struttura. Un modo per palesare, sin dal primo colpo d’occhio, quel metodo, quel rigore e al contempo quella generosità che, poi, sapranno esprimere ad ogni sorso i vini.

Le parole di un vignaiolo valgono più di qualsiasi altro discorso: «Abbiamo una grande fortuna – sostiene Silvano Bolmida -. Credo che a nostro modo siamo artisti anche noi, ma della vigna. Noi vigneron, abbiamo la possibilità di raccontare arte concreta, che è quella che sta nel bicchiere, che viene da questi suoli, che viene da questa terra che della nostra zona è l’eccellenza». Grandi Langhe 2023 sta lì apposta: cantina da non perdere.

  • OCCHETTI STEFANO
    (frazione Occhetti 64, Monteu Roero – CN)

È destinato a far parlare di sé, Stefano Occhetti. Del resto, uno che molla “tutto” e decide di dedicarsi anima e corpo al vino, ha già vinto la sua battaglia con la paura di diventare grande. Specie se “tutto” è pure “tanto”. Classe 1987, è una di quelle classiche persone nate (e cresciute) almeno due volte: diventa adulto a Occhetti, piccola frazione di Monteu Roero; ed è lì che rinasce, tornando a casa stanco d’aver indirizzato la prima vita su binari poco appaganti per un’anima di collina.

Le giornate da ingegnere con un Master in Business Administration al College des Ingenieurs, per conto di una multinazionale, sono più lunghe d’una vendemmia in Sicilia. Viaggia molto. In dieci anni prende casa a Roma, Parigi – fin qui nulla di particolare, vero? – e poi pure a Stavanger – nessun errore di battitura, Stavanger è una città di 130 mila abitanti della… Norvegia sudoccidentale -. Impara cosa significa stare lontano dagli affetti, in primis quello della moglie, Giulia, e del figlio, Ludovico, nato nel 2016. Due anni dopo dice basta. Molla (“tutto” / “tanto”) e inizia – da zero – la nuova vita da wannabe winemaker.

Prima vendemmia nel 2019, dall’ettaro e poco più di vigna in affitto a Occhetti (cru Sanche). Viticoltura eroica e pendenze da equilibrista non lo spaventano. Ecco le prime 4 mila bottiglie, mentre la famiglia si allarga con l’arrivo della secondogenita, Virginia. Per lei un nuovo lettino. Per il papà, il garage di casa diventa cantina. Nel 2020 la commercializzazione del primo Nebbiolo.

Si arriva così allo scorso anno, determinante per la cantina Occhetti Stefano. Nel team entrano la moglie Giulia, il padre Domenico (“Meco”) e l’enologo Roberto Nantiat (Gruppo Cordero Consulenze). Oggi una realtà che conta 3 ettari tra Sanche ed Occhetti e 12 mila bottiglie: Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba, Roero Docg Sanche e Roero Arneis Roero con vista sul Roero Docg Occhetti Riserva, in arrivo.


GRANDI LANGHE 2023 – INFORMAZIONI GENERALI

DOVE: Ogr Torin – Sala Fucine (Corso Castelfidardo 22, Torino)
QUANDO: 30 e 31 Gennaio, con orario 10-17
COME: L’ingresso è consentito previa prenotazione o invito. Sarà necessario stampare ed esibire il biglietto.
CHI: evento riservato a operatori professionali, buyer, enotecari, ristoratori, agenti commerciali, sommelier professionisti.

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Grandi Langhe 2023, il Consorzio conferma Torino


Grandi Langhe 2023
si terrà ancora a Torino, alle OGR – Officine Grandi Riparazioni (Corso Castelfidardo, 22). L’appuntamento con i produttori del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani è per il 30 e 31 Gennaio 2023.

Non ancora disponibili le modalità di iscrizione. La due giorni di Grandi Langhe 2022, lo scorso 4 e 5 aprile, si è conclusa con 2.200 partecipanti provenienti da 15 Paesi del mondo. In degustazione le nuove annate di 11 denominazioni di 226 cantine.

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Grandi Langhe 2022, ecco le nuove date: 4-5 aprile

Nuove date per Grandi Langhe 2022, altro evento che subisce l’impennata di casi Covid-19 in Italia. La manifestazione dedicata a buyer, enotecari, ristoratori e importatori italiani e internazionali è rinviata al 4-5 aprile 2022.

«In seguito al peggioramento della situazione dei contagi e delle misure previste dagli ultimi decreti che impongono importanti limitazioni e capienze ridotte agli eventi che prevedono la somministrazione di cibo e bevande», gli organizzatori hanno deciso di rimandare l’evento.

L’iscrizione, la location e le modalità rimangono invariate. I visitatori che hanno prenotato il proprio ingresso possono utilizzare il biglietto già in loro possesso per la prima o la seconda giornata della manifestazione. Le registrazioni sono momentaneamente sospese in attesa di nuove disposizioni sulle capienze. Riapriranno il 1 marzo.

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Grandi Langhe 2022 approda a Torino

Grandi Langhe, la manifestazione dedicata a buyer, distributori, enotecari e ristoratori italiani e stranieri, arriva a Torino il 31 gennaio e 1° febbraio 2022. L’evento, da anni uno dei primissimi appuntamenti del calendario enologico italiano, si terrà negli spazi di OGR Torino.

Dopo un anno di stop forzato dovuto alla pandemia le oltre 200 cantine di Langhe e Roero presenteranno le proprie etichette nell’hub di innovazione, enogastronomia e cultura del capoluogo piemontese. Una scelta strategica orientata alla volontà di farlo crescere sempre maggiormente

«Abbiamo deciso di cambiare la location di Grandi Langhe in primis per permettere il rispetto della normativa sul distanziamento. In secondo luogo per dare un segnale importante che rifletta la crescita che l’evento ha avuto nelle ultime edizioni. Le nostre denominazioni, inoltre, a inizio ottobre hanno registrato un +15% rispetto ai primi nove mesi del 2020». Spiega Matteo Ascheri, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco.

GRANDI LANGHE 2022

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, insieme al Consorzio Tutela Roero, sono promotori della manifestazione, che nel 2020 ha registrato oltre duemila presenze da 34 paesi.

«In questi anni l’afflusso di operatori è aumentato costantemente. La scelta di portare l’evento presso OGR Torino è dovuta alla volontà di rispondere all’esigenza di accogliere un maggior numero di persone interessate a conoscere meglio i nostri vini». Dichiara il Presidente del Consorzio Roero Francesco Monchiero.

La due giorni sarà dunque la prima occasione dell’anno per assaggiare le nuove annate di Barolo Docg, Barbaresco Docg, Roero Docg e delle altre denominazioni del territorio.

L’elenco delle cantine partecipanti sarà disponibile. Le iscrizioni, riservate esclusivamente agli operatori di settore, apriranno nel mese di dicembre.

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A Grandi Langhe 2020 spicca la “longevità” dei Barolo 2016

Una quinta edizione, quella di Grandi Langhe 2020 (ad Alba, 27 e 28 gennaio), col segno “più“. Aumentano infatti gli ingressi da parte degli operatori del settore, +30% rispetto al 2019. Oltre 2000 professionisti provenienti da 34 paesi nel mondo per degustare le nuove annate di Barolo 2016, Barbaresco 2017 e Roero 2017, e delle altre denominazioni di Langhe e Roero.

“Oltre un terzo dei partecipanti è arrivato dall’estero, a conferma del fatto che il nome di Grandi Langhe si sta affermando sempre di più anche fuori dall’Italia” – dice il presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani Matteo Ascheri.

Fra i 206 banchetti si disegna il tratto di una nuova annata, in particolare per il Barolo 2016, in gran forma e con ogni probabilità destinata a farsi ricordare a lungo nel calice: un’annata nel pieno delle potenzialità di affinamento per il rosso simbolo delle Langhe.

GLI ASSAGGI DI WINEMAG.IT

Conferme e novità, grandi e piccoli produttori fra gli assaggi di WineMag. Ecco quelli più convincenti.

Barolo Bussia Docg 2016, Fogliati. Un Barolo ricco, pieno e scorrevole. Naso che coinvolge alternando il frutto ad un terziario aromatico che a tratti ricorda sentori di brace. Tannino vellutato e grande freschezza. Un Barolo che sembra parlare la stessa lingua del vicino di cru (e, coincidenza, di banchetto) Giacomo Fenocchio. Ottima prima vendemmia per i fratelli Annalisa e Guido Chiappa.

Sono loro la “storia di copertina“. Ragazzi poco più che trentenni che hanno recuperato i vigneti di famiglia fra Castiglione Falletto e Monforte. Viti di circa 70 anni, condotte in regime bio, estese su 7 ettari ma di cui al momento solo 2,8 sono produttivi.

Circa 6000 bottiglie per una sfida ed una scommessa che, a giudicar dal loro primo Barolo, è vinta con ampio margine. Ne è conferma anche il Langhe Nebbiolo Docg 2018. Fiori e frutto al naso scalcianti nella loro gioventù ed una bocca sostenuta dalla stessa sapida mineralità del Barolo.

Barolo Bussia Docg 2016, Giacomo Fenocchio. Un nome che è una certezza ma in questo caso la mano di Claudio ha disegnato una linea di cru (Cannubi, Castellero, Villero e Bussia) che da soli spiegano il motivo di tanto successo. Il Bussia in particolare ha un naso ricco e profondo ed una mineralità che restano nella memoria.

Così come il Barolo Bussia Docg 2010, chiaramente più evoluto ed intrigante ma in qualche modo “fratello maggiore” del 2016. Due annate che messe a confronto hanno molto di cui parlare.

Barolo Docg 2016 “La Tartufaia”, Giulia Negri – Serradenari. Grande riconferma per Giulia, che dopo l’ottima performance del 2019 con “La Tartufaia” 2015 presenta qui una nuova annata del suo cru. Diverso eppur con la stessa prospettiva il 2016 ha naso complesso ed è avvolgente al palato in un gioco continuo fra freschezza e tannino.

Barolo Scarrone Docg 2016, Bava. Un Barolo ruvido che apre su note fruttate per chiudere il sorso con un tannino a tratti spigoloso. Vino che lascia immaginare possibilità di allungo e maggior finezza nel tempo. Impressione confermata dall’assaggio del Barolo Scarrone Docg 2011; vino succoso, pieno e fresco.

Un 2011 che per freschezza “e gioventù” se la gioca con molti 2016 presenti. Quando rispettare il vino ed il territorio paga “sulla distanza”.

Barolo Riserva Docg 2013, Virna Borgogno. Conquista subito per la sua balsamicità mentolata. Una freschezza al naso che fa da contraltare a terziari, piacevoli ed evidenti, “scuri” di spezie e frutta rossa surmatura.

Barbaresco Montersino Docg 2017, Albino Rocca. Pulito, preciso, “didattico” nel senso più bello del termine. Barbaresco che non fa discutere fra “modernità” e “tradizione”, semplicemente si fa apprezzare e gustare.

Barbera d’Alba Superiore Doc 2017, Marengo Mauro. Naso intenso e ricco di frutto rosso, lieve nota di legno. Armonico e sapido in bocca non nasconde la sua viva freschezza.

Langhe Nebbiolo Doc 2017, Garesio. Un Nebbiolo che apre ematico ed agrumato per regalare note floreali e di frutto rosso in un secondo momento. Piacevolmente scorrevole e minerale al sorso è dotato una piacevolissima persistenza.

Il Barolo Gianetto Docg 2016, sempre di Garesio e qui presente in campione per degustazione perché non ancora imbottigliato, è un vino di struttura in cui il tannino si presenta ancora in modo potente. Da riassaggiare fra qualche tempo.

Sul fronte dei bianchi a stupire è il Vino Bianco “Sabbia” 2017 di Demarie. Un Arneis macerato e brevemente affinato in barrique. Colore carico ma non “ornage”, occorre lasciarlo scaldare un po’ nel bicchiere per poterne godere a pieno.

Circa 3000 bottiglie che conquistano il naso con profumi di pesca, albicocca, camomilla ed un po’ di spezia. In bocca è sapido, fresco e di corpo. Lunga la persistenza sulle stesse note del naso.

Deltetto sfoggia una coppia di Arneis in splendida forma. Roero Arneis Docg 2018 “San Michele” è profumato al limite dell’aromatico. Frutta esotica che dona morbidezza e frutta bianca che da freschezza. Roero Arneis Riserva Docg 2017 “San Defendente” mostra una maggiore evoluzione.

Note morbide accompagnate da una mineralità di idrocarburo. Il campione di “Atto a diventare” San Defendente 2018 conferma la propensione della cantina ai bianchi da invecchiamento.

Langhe Nascetta Doc 2018, La Rachilana. Vitigno ancora poco noto e poco coltivato vista la sua scarsa rappresentazione qui a Grandi Langhe 2020. Quella di La Rachilana si fa notare per la sua facilità di beva. Apre il sorso in modo verticale per poi allargare su note fruttate durante la persistenza, non lunghissima ma assolutamente piacevole.

Langhe Doc Sauvignon 2018, Silvano Bolmida. Attenzione ai terreni ed alle tecniche di viticoltura che pagano (ancora) regalando un Sauvignon non banale. Pulito e preciso, sapido. Grande frutta e varietale ma senza quella potenza della “foglia di pomodoro” che solitamente ci si aspetta da questi vini. Un’etichetta già presente nella Guida TOP 100 – 2019 di WineMag.it.

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Gli Editoriali news

Perché non diciamo (semplicemente) che il vino deve rispettare l’annata?


EDITORIALE –
In questi giorni di Anteprime di Toscana ho avuto modo di assaggiare più di 700 vini, tra prelievi di botte ed etichette che stanno per essere messe in commercio.

A mente fredda, dopo tanti commenti sentiti da direttori, presidenti, tecnici dei Consorzi e addirittura politici che c’azzeccano col vino come Belen al telegiornale (categoria nella quale non rientra ovviamente Studio Aperto) mi viene spontanea una domanda: perché facciamo tutti così fatica ad ammettere che il vino deve semplicemente rispettare l’annata?

Ho assaggiato con “piacere” vini quasi irrimediabilmente compromessi da percezioni “verdi”, dovute alle difficoltà di maturazione dell’uva, per via delle avversità climatiche. E’ il caso della Vernaccia, in un’annata difficile come la 2018.

D’altro canto mi sono stupito (in negativo) di trovare frutti esasperati in annate fresche e regolari per altre Denominazioni del vino toscano, segno di un lavoro in vigna e in cantina funzionale solo al mercato.

Credo che nel dare le “stelle” alle vendemmie, le istituzioni del vino debbano privilegiare il confronto con quei produttori che guardano al mercato domestico come priorità, piuttosto che quello con le cantine che interpretano l’export come “costruzione” di vini adatti al “gusto internazionale”.

Il rischio, altrimenti, è che molte Denominazioni faccianla fine dell’Amarone. Già, uno dei vini bandiera del Made in Italy che, forse per la sostanziale convivenza-complesso di inferiorità regionale col (fenomeno) Prosecco, sembra aver perso la propria identità, intesa come equilibrio organolettico tra “polposità” del frutto e freschezza.

Dell’Amarone 2014 e 2015 si è detto e scritto di tutto. Tranne che tanti produttori paiono ormai brancolare nel buio con un lumino in mano, a caccia di consensi della critica nazionale e – soprattutto – internazionale. Passatemi la provocazione: oggi, sul mercato, ci sono dei Primitivo di Manduria che sembrano più Amarone di certi Amarone “veri”.

LA SUPERCAZZOLA DELLA “FINEZZA”
E’ così – nel nome della “finezza” e della tanto decantata “eleganza” – che tanti Amaroni sono diventati copie dei Ripasso. Che tanti Sagrantino di Montefalco assomigliano più ai Rosso di Montefalco. Che il divario tra il Nobile di Montepulciano e il Rosso di Montepulciano si sta sempre più assottigliando. Ma a nome di chi? Delle stelle?

E allora, quest’anno, ho trovato una gran consolazione nel caro, buon, vecchio Piemonte. All’Anteprima Grandi Langhe di Alba, l’inversione di tendenza (in questo caso positiva) è sembrata palese. I Nebbioli sono tornati ad essere Nebbioli, e i Barolo ad essere Barolo e basta. Non più l’uno l’immagine sbiadita dell’altro.

Una regione, il Piemonte, che sta tra l’altro tornando a puntare in maniera straordinaria su vitigni come il Dolcetto d’Alba e il Grignolino, oltre alla Freisa. Segno che mentre tanti parlano degli autoctoni, qualcuno li valorizza per davvero.

E allora mettiamoci tutti d’accordo e facciamo un favore al vino italiano: torniamo a parlare di stelle ai vignaioli che puntano tutto sulla tipicità, al posto di lodare stelle e stelline di chi punta solamente sul “mercato”, dimenticandosi da dove viene.

Facciamolo per noi. Per non gettare a mare (scegliete voi quale, dalla Liguria alla Sicilia) tutto il patrimonio di viticoltura italiana, intesa anche come stile e filosofia produttiva volta alla valorizzazione dei nostri vitigni e terroir. Roba che pure i francesi si sognano, ma che saprebbero certamente vendere meglio di noi. Cin, cin.

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E’ il tempo delle “Barolo Girls”. Grandi Langhe 2019 all’insegna delle “quote rosa”


ALBA –
Pink power. Anzi, “Barolo Girls” power. Sono tanti i Barolo e i Barbaresco delle produttrici piemontesi a convincere a Grandi Langhe 2019. In grande spolvero le etichette di diverse winemaker, tra l’altro giovani e – in qualche caso – alle prime vendemmie, anche se supportate da famiglie di lunga tradizione enologica.

“Quote rosa” e numeri soddisfacenti per l’ultima edizione della kermesse, andata in scena il 28 e 29 gennaio ad Alba. La manifestazione dedicata alle nuove annate di Barolo (2015)Barbaresco (2016)Roero (2016) e agli altri vini Doc del territorio – su tutti un Dolcetto d’Alba in netta crescita qualitativa – ha visto raddoppiare gli ingressi. Il modo migliore per dare il via, in Piemonte, alle Anteprime del vino italiano del 2019.

Siamo molto soddisfatti dall’edizione 2019 di Grandi Langhe – dichiara Matteo Ascheri (nella foto sotto), presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani -. Ci sono state molte novità, prima fra tutte l’anticipo al mese di gennaio che oggi posso dire essersi rivelata decisione assolutamente indovinata”.

I NUMERI
“Dati alla mano possiamo dire che le novità introdotte in questo Grandi Langhe abbiano portato ottimi risultati, ma noi stiamo già pensando al futuro: in particolare ai prossimi eventi del 2019, dichiarato dalla Regione Piemonte ‘Anno del Dolcetto’, e naturalmente alla prossima edizione di Grandi Langhe”.

Duecentosei cantine presenti al Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” di Alba, 21 sommelier under 35 provenienti da dieci nazioni, 150 tra giornalisti e addetti internazionali del settore, oltre a 6 seminari di approfondimento. Questi i numeri che hanno contribuito a rendere l’esperienza di Grandi Langhe memorabile.

Abbiamo lavorato in sinergia con il Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero – evidenzia Andrea Ferrero, direttore del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani – per offrire un’edizione all’insegna delle novità e di alto livello qualitativo con l’obiettivo di perfezionarci sempre più e affermarci come appuntamento imperdibile per il mondo del vino nazionale e internazionale”.

I MIGLIORI ASSAGGI DI BAROLO E BARBARESCO
Oltre 800 gli assaggi effettuati in due giorni da WineMag ai banchi di 180 produttori, sui 206 presenti a Grandi Langhe 2019. Queste le etichette più convincenti di Barolo e Barbaresco, spaziando tra nuove e vecchie annate.

Barolo Docg 2015 “La Tartufaia”, Giulia Negri – Serradenari (94/100)
Giulia (nella foto) ha 39 di febbre ma tiene duro al secondo giorno di Grandi Langhe. Ed è in gran forma anche la sua batteria di vini, con “Tartufaia” 2015 a spiccare su tutti. Naso generoso, palato succoso e al contempo verticale, di gran prospettiva. Ottima la persistenza. Giulia è diventata grande.

Barolo Docg 2015, Trediberri (93/100)
Altro Barolo dal tocco femminile: Stefania Brocco è il braccio destro del marito Nicola Oberto. La loro prima vendemmia risale al 2010 e di Trediberri si sentirà parlare a lungo. E bene. Ottime prospettive per il Barolo 2015 (assemblaggio delle vigne Berri e Capalot), capace di coniugare in maniera ineccepibile il nuovo corso della Denominazione con quello tradizionale. Old & New style in un solo calice.

Barolo Brunate Docg 2015, Oddero Poderi e Cantine (92/100)
Terzo gradino del podio per il Brunate di un’altra winemaker, Mariacristina Oddero, che nelle vesti di enologa ha raccolto l’eredità del padre Giacomo. Un nettare giocato su una mentolata freschezza, che invita al sorso successivo senza stancare. Eppure mai banale. Ottima, tra le annate meno recenti, anche la Riserva 2012 Bussia, ben più austera, tannica e aristocratica.

Barolo Bussia 2015, Poderi Luigi Einaudi (89/100)
Buon compromesso tra Cannubi e Vigna Costa Grimaldi (Terlo) con il Bussia Einaudi. Frutto, mineralità e tannino di prospettiva per un Barolo molto elegante e verticale, che entro 5-6 anni inizierà a offrire anche una gran beva.

Barolo Scarrone Docg 2010, Bava (89/100)
Il coraggio di rispettare il vino, fregandosene del mercato. Già, perché l’annata di Barolo di Bava in commercio è proprio questa: la 2010. E dopo l’Albarossa (altro vino da provare) ecco il re dei rossi piemontesi a esaltare le scelte di questo validissimo produttore. Il cru di Castiglione Falletto racconta nel calice un’elegante, dolce potenza.

Barolo Docg 2015, Negretti (88/100)
Freschezza, frutto, bella prospettiva. Non manca davvero nulla al Barolo 2015 dei fratelli Negretti, tra i più agili e verticali, nonché minerali, in degustazione a Grandi Langhe 2019. Frutta e alcol trovano perfetti alleati nel terreno in evidenza e nei tannini.

Barolo Docg 2015, Rizieri (87/100)
Gran precisione del frutto per il Barolo di Barbara e Arturo Verrotti di Pianella. Tannino dolce, su eleganti note di cannella e liquirizia. Longevità assicurata da un’ottima freschezza. Un Barolo spensierato, ma fatto con la testa.

Barolo Riserva Docg 2011, Demarie (87/100)
Seimila bottiglie per questa Riserva 2011 che regala una beva agile, su note di agrumi, cacao e tannino integrato.

Barolo Docg del Comune di Serralunga d’Alba 2015, Tenuta Cucco (85/100)
Il Barolo qualità prezzo della manifestazione, poco più di 20 euro in cantina. Siamo a Vughera, cru di Serralunga, per un rosso dalla gran bevibilità, fresco e fruttato.

Barbaresco Riserva 2013, Manera (92/100)
Un Barbaresco deciso, potente, eppure così preciso e fresco, che si inizia ad apprezzare adesso ma ha una vita lunghissima davanti. Frutto sotto spirito, spezie. E, al contempo, balsamicità per un sorso equilibrato e di gran persistenza.

Barbaresco Docg Asili 2016, Ca’ del Baio (91/100)
Campione di botte in gran spolvero. Vigna esposta a Sudovest pieno. Frutto profondo, scuro. Agrumi, speziatura netta, ma anche petali di rosa e viola secchi. In bocca corrispondente: struttura ben marcata, senza perdere neppure un millimetro in termini di eleganza. Sarà grande.

Barbaresco Docg Rabajà-Bas 2015, Castello di Verduno (90/100)
Un’altra chicca nella “carta dei vini” di Castello di Verduno. La nuova etichetta riflette le caratteristiche del terroir. Bel frutto, sale, mineralità spiccata e una bocca che risulta assieme grassa ed elegante. Solo 1.800 bottiglie. Castello di Verduno, per ora, è l’unica cantina a produrre questa menzione dall’ottimo rapporto qualità prezzo (25 euro).

Barbaresco Docg Asili 2015, Cascina Luisin (90/100)
Ben più concentrato e del “fratello” Paulin, su note esaltanti di frutto di bosco, arancia rossa e giusta vena amara data dal tannino. Giovane, ma diventerà grande alla grande.

Barbaresco Docg Gallina 2016, Francone (88/100)
Un Barbaresco giocato nettamente sull’eleganza, più che sulla potenza. Le armi vincenti sono la gran freschezza, unita alla pulizia e precisione delle note fruttate e dei terziari integrati.


LA SORPRESA DOLCETTO E GLI ALTRI ROSSI
Che i produttori piemontesi stiano tornando a dare centralità al Dolcetto? E’ una speranza di tutti i veri amanti di questo vino e di questo vitigno, espiantato per fare spazio al Nebbiolo e, in alcuni casi, anche ad altri vitigni internazionali. Uno su tutti sorprende Grandi Langhe 2019: eccolo di seguito, assieme agli altri rossi.

Dolcetto di Diano d’Alba Docg Superiore 2016 “Garabei”, Abrigo Giovanni (90/100)
Esposizione diversa per questo Dolcetto rispetto all’altro della gamma, “Sorì dei Crava” 2017, pur ottimo ma con meno prospettiva. “Garabei” è concentrato, potente, di gran struttura, eppure conserva un’ottima bevibilità. Vino dal gran potenziale a tavola.

Nebbiolo d’Alba Superiore Doc 2016 “Sansteu”, Ghiomo Azienda agricola (92/100)
Vini da masticare quelli di Giuseppino Anfossi, che a Guarene (CN) nega di far miracoli racchiusi in bottiglia: “Interpreto solo il terreno”.

Poi, però, una mezza ammissione: “Le cose belle sono quelle diverse, altrimenti faremmo tutti Coca-Cola”. Al limite dei concetti vinnaturisti la produzione di Ghiomo, ma guai a dirlo. Su tutti questo Nebbiolo Superiore 2016 già bellissimo al palato, ma che si può dimenticare in cantina.

Roero Docg Riserva 2015 “Ciabot San Giorgio”, Negro Angelo & Figli (92/100)
Nebbiolo, of course. E di quelli da ricordare. Naso fruttato di gran eleganza e precisione, impreziosito da una vena speziata. Ingresso di bocca verticale, che poi si allarga sul frutto e su una dosata vena salina, chiudendo su agrumi, tannino e mentuccia. Gran prospettiva e ottimo rapporto qualità prezzo, attorno ai 20 euro.

Barbera d’Alba Superiore Doc 2015 “Rocca delle Marasche”, Deltetto 1953 (90/100)
La barrique usata in maniera davvero sapiente conferisce il giusto apporto a questa Barbera giovanissima, di grande prospettiva e davvero tipica, in tutte le sue componenti.

Barbera d’Alba Doc Superiore 2013 “Vigna veja”, Renato Buganza (89/100)
Un rosso capace di unire più anime, dalla vena floreale alla potenza, conservando eleganza. Frutto, spezia, legno molto ben integrato e gran bella struttura per una Barbera dai tratti decisamente gastronomici.

Nebbiolo d’Alba Doc 2015, Rizieri (88/100)
Finalmente un Nebbiolo che è un Nebbiolo vero e non un “piccolo Barolo” o un wannabe Barolo. Nebbiolo preciso, veritiero, ben fatto, elegante. Cinquemila bottiglie complessive.


BIANCHI E SPUMANTI
Non solo rossi, ovviamente, a Grandi Langhe 2019. Ecco la nostra selezione di spumanti e bianchi.

Roero Arneis Spumante Docg 2011, Negro Angelo & Figli (89/100)
Terreno e vitigno in gran evidenza in questo spumante davvero sensato, prodotto solo nelle migliori annate. Ottantaquattro mesi sui lieviti per un Metodo classico da Arneis in purezza. Ottimo rapporto qualità prezzo, attorno ai 18 euro.

Metodo Classico Brut Rosè Vsq “Maria Teresa”, Antica Cascina dei Conti di Roero (86/100)
Trentasei mesi sui lieviti per questo millesimato croccante, ottenuto da uve Nebbiolo in purezza.

Langhe Doc Arneis 2018 “Montebertotto”, Castello di Neive (92/100)
Il vitigno nella sua massima espressione. Ancora da esprimere appieno, ovviamente, trattandosi di un vino in bottiglia da pochissimo, ma già capace di mettere in mostra la stoffa del campione. Tre diverse epoche di maturazione e di raccolta poi assemblate, per un Arneis che in bocca sembra fatto a gradoni espressivi, tra loro sequenziali. Chapeau.

Roero Arneis Docg 2018, Mauro Molino (90/100)
Un Arneis capace di coniugare un naso e un palato allo stesso tempo alpino e marino. In bottiglia da poco, ma già molto espressivo su venature di macchia mediterranea, erbe medicinali, mineralità e frutto.

Langhe Doc Sauvignon 2017, Silvano Bolmida (89/100)
Un Sauvignon giocato sui primari, sulla frutta, ma senza la minima sbavatura. Leggero accenno alla foglia di pomodoro. Un manifesto della grande attenzione in vigna e in cantina di questo viticoltore, che segue scrupolosi protocolli nel segno del rispetto della natura, ma sopratutto del terroir e dell’espressività del vitigno.

Nascetta 2017, Renato Buganza (88/100)
Non molte le espressioni di Nascetta presenti a Grandi Langhe 2019. Questa decisamente la più veritiera e rispettosa del vitigno autoctono piemontese.


LA SORPRESA

Linea vini Az. Agr. Chiesa
Su tutti? Il Roero Arneis Docg 2017 dal naso suadente, ben oltre il frutto, verso la radice di liquirizia, la camomilla, i fiori di campo e un accenno fumé. Ma è tutta ottima, fresca e beverina, la linea di vini dei fratelli Davide e Daniele Chiesa di Santo Stefano Roero, tra le migliori soprese “young” di Grandi Langhe 2019.

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Grandi Langhe 2019: in assaggio le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero

ALBA – Edizione ricca di novità quella di Grandi Langhe 2019. L’evento di riferimento per buyer, enotecari e professionisti del mondo del vino è in programma ad Alba, al Palazzo Mostre e Congressi, il 28 e 29 gennaio.

Per la sua quarta edizione, la manifestazione organizzata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è anticipata al mese di gennaio e vedrà per la prima volta protagonisti, oltre alle nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero, gli altri vini a Denominazione di Origine Controllata delle Langhe.

Un focus di due giorni in un’unica location dove i partecipanti avranno la possibilità di degustare in anteprima i vini delle oltre 200 aziende partecipanti in entrambe le giornate e incontrare i produttori ai banchi d’assaggio.

Una due giorni ricca di attività, animata da degustazioni e, per la prima volta, anche da seminari tecnici tenuti da esperti di settore, organizzati con l’obiettivo di offrire ai partecipanti, in accompagnamento alle degustazioni, una vera full immersion e approfondimenti a 360 gradi sulle principali tematiche legate al territorio che dà vita ai vini delle Langhe.

Di seguito la scaletta dei seminari in programma presso il Palazzo Mostre e Congressi, a cui i partecipanti potranno assistere, presentandosi all’orario indicato, senza iscrizione preventiva e fino a esaurimento posti:

  • Le vigne dal fondale marino: la geologia dei terreni di Langhe e Roero – lunedì 28 alle ore 11,00 tenuto da Edmondo Bonelli
  • Nebbiolo, il vitigno autoctono dei grandi rossi – lunedì 28 alle ore 14,00 tenuto da Edoardo Monticelli
  • I mille volti del Dolcetto – lunedì 28 alle ore 16,00 tenuto da Edoardo Monticelli
  • Barbera, la rossa “regina” del Piemonte – martedì 29 alle ore 11,00 tenuto da Edoardo Monticelli
  • I vitigni storici riscoperti tra mito e nuove opportunità di business – martedì 29 alle ore 14,00 tenuto da Edmondo Bonelli
  • Arneis, il bianco autoctono che piace ai millennials – martedì alle ore 16,00 tenuto da Edmondo Bonelli
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Grandi Langhe Doc e Docg 2019: Barolo, Barbaresco e Roero in anteprima

ALBA – Prime anticipazioni sulla quarta edizione di Grandi Langhe Doc e Docg, in programma ad Alba il 28 e il 29 gennaio 2019. Un’occasione per degustare le nuove annate di Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016).

Oltre 250 cantine, 1.500 etichette in degustazione, buyer, sommelier, enotecari e professionisti del vino provenienti da tutto il mondo. Un’edizione ricca di novità: cambiano infatti location, periodo e numero di giorni.

Grandi Langhe sarà infatti interamente ospitata ad Alba, scelta in quanto cuore pulsante e punto di riferimento di una terra dove la viticoltura è l’anima dell’economia, ormai da secoli. L’altra grande novità introdotta dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è la data dell’evento, anticipato al mese di gennaio.

I professionisti di settore e i giornalisti (a cui la rassegna è riservata) potranno così degustare per primi in assoluto le nuove annate, direttamente nei territori che hanno dato loro vita e prima che abbia inizio la stagione delle grandi fiere internazionali.

Una vera e propria anteprima, quindi, che grazie ad un’unica location e alla presenza di tutti i vini in entrambe le giornate, consentirà ai partecipanti di non dover scegliere e di non perdersi nulla di questa nuova “48 ore”.

Ad Alba gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle diverse cantine. Una divisione territoriale ordinata, per consentire ai partecipanti di apprezzare la varietà del prodotto, frutto dell’appassionato lavoro sulle colline della zona degli uomini e delle donne delle Langhe.

Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni geografiche (MGA) di Barolo, Barbaresco, Roero e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio.

Come accade dal 2013, sono previste degustazioni di numerose tipologie ed etichette e soprattutto sarà possibile confrontarsi direttamente con i produttori, in grado come nessun altro di raccontare origine, passione, tradizione che si mescolano in ogni singola bottiglia generata nelle “Grandi Langhe”.

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