TRENTO – Mancherebbe “solo una firma” per l’ufficialità del nuovo accordo tra Cavit e Cantina di La-Vis e Valle di Cembra. Il corteggiamento reciproco, di cui si parla da anni, potrebbe concretizzarsi a giorni, sull’altare della cooperazione trentina.
Cavit accetterebbe il debito che grava su La-Vis, con l’impegno di non riversarlo sulle cantine del proprio consorzio. A sua volta, la cantina sociale di Lavis rinuncerebbe alla propria “indipendenza”. Rientrando in Cavit a 15 anni dalla scissione.
Sui dettagli dell’accordo regna la massima discrezione da parte delle due cantine cooperative del Trentino. Secondo fonti accreditate di WineMag.it, Cavit avrebbe ottenuto l’avallo di La Vis per l’acquisizione dei brand “Casa Girelli“, “Cesarini Sforza” e “Glv Srl“, la società che si occupa della commercializzazione dei marchi di Lavis.
La Vis rientrerebbe come cantina cooperativa fornitrice. Mentre si attende un commento ufficiale, i primi a muoversi sono i sindacati. Aleggia la preoccupazione, infatti, per le conseguenze dell’operazione dal punto di vista occupazionale. Sono 2.500 le famiglie potenzialmente coinvolte.
Cronista di nera convertito al nettare di Bacco, nel mondo dell’informazione da oltre 15 anni, tra carta stampata e online, dirigo winemag.it. Collaboro inoltre come corrispondente per una delle testate internazionali più autorevoli del settore, in lingua inglese. Edito con cadenza annuale la “Guida Top 100 Migliori vini italiani” e partecipo come giurato ai più importanti concorsi enologici internazionali. Oltre alle piazze tradizionali, studio con grande curiosità i mercati emergenti, seguendone dinamiche, trend ed evoluzioni. Negli anni ho maturato una particolare esperienza nei vini dei Balcani e dei Paesi dell’Est Europa, tanto da aver curato la selezione vini per un importatore leader in Italia. Nel 2024 mi è stato assegnato un premio nazionale di giornalismo enogastronomico.